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Full text of "Epistolario"

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EPISTOLARIO 


DI 


LODOVICO  ANTONIO  MLRATORI 


OPERE  DELLO  STESSO  AUTORE 


Corrispondenza,  fra  L.  A.  Muratori  e  G.  G.  Leibniz,  con- 
servata nella  R.  Biblioteca  di  Hannover  ed  in  altri  isti- 
tuti. Modena  Società  Tipografica.  1892 L.     5,00 

Regesto  della  coi'rispondenza  fra  Raimondo  Montecuccoli  e  il 
Principe  Mattia  de  -  Medici,  conservata  nella  Biblioteca 
Nazionale  Centrale  di  Firenze  e  nell'Archivio  mediceo. 
Modena.  Società  Tipografica,  1893 »      2,00 

Epistolario  di  L.  A.  Muratori  (Elenco  dei  corrispondenti). 

Modena.  Società  Tipografica,  1898 »      S,00 

Les  lettres  de  L.  a.  Muratori  (Liste  des  correspondants). 

Modène.  Imprimerie  de  la  Société  typograpByque,   1898   .    »      3,00 

L'Istituto  Provinciale  S.  Filippo  Neri  e  S.  Bernardino  e 
i  suoi  benefattori,  discorso,  Modena,  tipo  -  litografia  For- 
ghieri,  Pellequi  e  C,  1901 »      1,00 

Epistolario  di  L.  A.  Muratori,  edito  e  curato  da  Matteo 
Càmpori,  Voi.  I,  1691-1698.  Voi.  IL  1699-1705.  Voi.  Ili, 
1706-1710.  Voi.  IV,  1711-1714.  Voi.  V,  1715-1721.  Modena, 
Società  Tipografica,  1901-1903.  Ogni  volume  separato     .    »    1S,00 

In  preparazione: 

Epistolario  di  L.  A.  Muratori.  Voi.  VII. 


EPISTOLARIO 


DI 


L.  A.  MURATORI 

EDITO  E  CURATO 

DA 

]S4:atteo  oÀivrpoiii 

VI. 

17SS-17S7 


MODENA 

CON    I    TIPI    DELLA    SOCIETÀ   TIPOGRAFICA    MODENESE 

MGMlìì. 


Proprietà   letteraria, 

T^tti  i  diritti  riservati 


Copia  JSr. 


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CRONOBIOGRAFIA  MURATORIANA 


ITALIA-ESPANA 


EX- LI  B  RI  S 
M.  A.  BUCHANAN 


CRONOBIOCtRAFIA  muratoriana 

1722-1727 


172'2.  8  gennaio.  —  Informa  il  p.  Lazzarelli  di  aver  fatto  venire  a  pre- 
dicare per  tre  feste  nel  duomo  di  Modena,  a  vantaggio  della 
sua  Compagnia  della  Carità,  l'ab.  Badia. 

—  12  gennaio.  — ■  Inizia  la  corrispondenza  con  Pietro  Barmann  di  Leida. 

—  15  gennaio.  —  Trova  di  suo  gradimento  il  primo  foglio  R&riitn  Ita- 

licarum  Scriptores.  che  dice  far  granfie  onore  a  Milano  e  al- 
l' Italia  tutta. 

—  15  gennaio.  —  Si  prepara   a   stendere   la   Prefazione   Rerum  Itali- 

caruììi,  nella  quale  si  propone  di  nominare  protettori  e  bene- 
fattori. 

—  15  gennaio.  —  Resiste  all'invito  di  recarsi  a  Milano  per  esser  pre- 

sente alla  stampa  Rerum  Italicarum  Scriptores. 

—  5  marzo.  —  Scrive  al  Lazzarelli  che  si  stupisce  come  si  possa  cre- 

dere che  TArgelati.  ritenuto  si  imbroglione,  voglia  addossarsi 
il  carico  di  metà  della  spesa  Rerum  Italicarum. 

—  13  marzo.  —  Inizia  la  importante  corrispondenza  con  Giovan   Ber- 

nardino Tafuri  di  Nardo. 

—  26  marzo.  —  Si  apre  la  corrispondenza  tra  il  Muratori  e  Costantino 

Grimaldi  storico  napoletano. 

—  27  marzo.  —  Non  intende  di  presentarsi  al  p.  Santo  Canale,  perchè 

gli  fan  paura  i  vesuvj  e  i  anongibelli. 

—  16  aprile.  —  La  fabbrica   della   sua   chiesa   gli   ha   fatto   spendere 

alcune  migliaia  di  scudi,  per  cui  si  trova  senza  denari,  benché 
il  Signore  gli  dia  piti  di  quello  che  meriti  ed  egli  viva  da 
pover  uomo. 

—  1  maggio  —  Inizia  la  corrispondenza  con  Salvino  Salvini  di  Firenze. 


CBONOBIOGBAFIÀ    MURATORIANA 


Ì722.  15  maggio.  — ^  Ringrazia  l'ab.  Pier  Oatterino  Zeno  per  aver  parlato 
delle  cose  sue  sul  Giornale  de  letterati  d' Italia.  È  a  villeggiare 
in  San  Felice. 

—  21  maggio.  —  (lihiede  informazioni  al  conte  Brembati,  per  avere  un 

medicinale  detto  Faltranc,  ossia  erba  di  Bona. 

—  21  maggio.  —  E  afflitto  per  lo  smarrimento  di  un  quinternetto  della 

Cronaca  del  Caffaro,  che  è  destinata  a  comparire  nella  sua 
Raccolta  Rerum  Jtalicarum. 

—  25  maggio.  —   E    ritornato  alle    ciarle    e  agli  imbrogli  della  città, 

dopo  una  dolce  villeggiatura  in  San  Felice. 

—  5  giugno.  —  Scrive  al  Bertani  Masini,  suo  agente  d'affari  in  Fer- 

rara :  se  dovessi  contar  tutte  le  spese  da  me  fatte  costì,  dopo  il 
possesso  de'  miei  bene/izj,  son  certo  che  riderebbe  la  gente,  che 
si  figura  goder  io  dei  grossi  bocconi. 

—  11  giugno.  —  Dissuade  il  Brembati  dal  prestar  fede  agli  studi  spi- 

ritici del  p.  Schizzi  e  soggiunge  :  Abbiamo  gli  studi  sodi  che 
conducono  alla  verità  e  attenersi  a  quelli. 

—  17  giugno.  —    Per    ordine    sovrano    gli    vengono   tolte    di   mano   le 

cronache  manoscritte  di  Piacenza,  di  che  è  molto  mortificato. 
Ma  egli  dice  :  La  verità  per  questo  non  rimarrà  sepolta. 

—  2  luglio.  —  Scrive  all'Arisi,  che  non  può  accettare  l' invito  di  mons. 

Litta  di  andare  a  vederlo  a  Cremona,  perchè  si  sente  invec- 
chiato anzi  tempo. 
— ■  9  luglio.  —  Cominciano  le  divergenze  fra  l'Argelati.  il  Sassi  e  il 
Muratori  per  la  stampa  Rerum  Italicarum.  Elegge  a  paciex'e 
il  marchese  Alessandro  Teodoro  Trivulzio,  presidente  della  So- 
cietà Palatina  di  Milano. 

—  lo  luglio.  —  Comincia   la    corrispondenza    del    Muratori    col   giure- 

consulto Agostino  Pantò  di  Palermo. 

—  <)  agosto.  —  Pare   ritornata   la   concordia   tra    il    Sassi.    V  Argelati 

e  il  Muratori. 

—  2  settembre.  —  Chiede  il    parere   dei   soci   della    Società    Palatina 

sul  frontespizio  Rerum  Italicarum. 

—  12  ottobre.  —  Pensa  di  scrivere  l'elogio  del  p.  Benedetto  Bacchini, 

suo  predecessore  nella  direzione  delia  Biblioteca  Estense. 

—  15  ottobre.  —  E  fijiita  la  villeggiatura;  sta  lavorando  intorno  all'in- 

dice del  primo  tomo  Rerum  Ralicarum  che  chiama  fatica  fac- 
chinesca e  poco  gustosa. 


CBONOBIOORAFIA.    MUHATOBIANA.  XI 


1722.  Nel  tomo  IV  parte  seconda  del   Tesoro   Greviano  del   Burmann  è 

inserita  una  parte  della  lettera  del  Muratori  a  G.  B.  Mencke 
intorno  alla  Corona  ferrea. 

—  Cedendo  alle  istanze  di  Gian  Giacomo  Tori,  fattore  ducale,  si  lascia 

ritrarre  su  tela  da  un  pittore. 

—  Il  conte  Roberto  Fontana  lo  nomina  fra   i  suoi  esecutori  testamen- 

tari e  gli  lascia  in  dono  dei  libri  e  L.  100  da  distribuirsi  ai 
poveri  infermi  della  parrocchia  della  Pomposa. 

1723.  s  gennaio.  Si  apre  la  corrispondenza  del  Muratori   col    p.  Erasmo 

Gattola.  bibliotecario  di  Montecassino. 

—  22  gennaio.  —  Ha  servito  da  guida,  nel  tniglior  modo  jx>ssibile.    al 

conte  d'Egmont  durante  la  sua  dimora  in  Modena. 

—  12  marzo.  —  È  afflittissimo  per  la  morte  dell'ultimo  marchese  Coc- 

capani,  uno  dei  suoi  migliori  amici. 

—  25  marzo.  —  Scrive  a  Vittorio  Amedeo  II  Re  di  Sardegna,  per  ot- 

tenere storie  manoscritte  del  Piemonte  da  inserire  nella  sua 
raccolta  Rerum  Italicarum. 

—  3  aprile.  —  Dà  l'annunzio  ad  A.  Zeno  che   si   sta    stampando   in 

Modena  il  suo  Trattato  della  Carità  Cristiana  in  quanto  è  amore 
del  prossimo,  e  che  lo  vorrebbe  intermediario  per  proporne  la 
dedica  a  S.  M.  l'Imperatore  d'Austria,  Carlo  VI. 

—  19  aprile.    —    Scrive    al    Grimaldi    che    mancano    solo    pochi    tagli 

in  rame  e  poi  usciranno  subito  i  due  primi  tomi  Rerum  Ita- 
licarum. 

—  19  aprile.  —  E  a  villeggiare  in  San  Felice. 

—  19  aprile.  —  Il   lavoro  di   raffronto   tra   i   testi   stampati   e   i   ma- 

noscritti delle  Leggi  Longobardiche  gli  ha  logorato  la  vista. 

—  20  aprile.  —  Lavora  intorno  al  terzo  tomo   Rerum  Italicarum. 

—  20  aprile.  —  Ha  principio  la  corrispondenza  col  p.   Bonifacio  Col- 

lina, al  quale  promette  una  lettera  -  prefazione  per  gli  scritti 
inediti  del  Tasso,  curati  dallo  stesso  Collina. 

—  15  maggio.  — ■  E  ritornato  in  città. 

—  22  maggio.  —  Comincia  la  corrispondenza  con  Mariangelo   Fiacchi. 

—  13  agosto.  Ha  necessità  della  villa,  perchè  maltrattato  dalle  vigilie, 

e  da  altri  incomodi  di  sanità. 

—  17  agosto.  —  Ringrazia  Pier  Catterino  Zeno,  per   aver  riferito   sul 

Giornale  de'  letterati  d' Italia  i  disegni  della  gran  raccolta  Rerum 
Italicarum. 


XII  ORONOBIOGBAFIA   MUEATORIANA 


1723.  18  agosto.  —  È  a  villeggiare  in  San  Felice,  avendo  bisogno  di  risto- 

rare la  propria  salute. 

—  14  ottobre.  —  Sono  pubblicati  i  due  primi  tomi  Rerum  Itcdicarum 

Scriptores. 

—  26  ottobre.  —  Scrive  al  Riva  in  Londra  che  è  poco  il  regalo  fat- 

togli dal  Re  Giorgio  d' Inghilterra  per  la  dedica  delle  Antichità 
Estensi:  ma  ha  gradito  egualmente  il  dono.  Lo  ringrazia  per 
la  bella  cera  di  Spagna  e  T ottimo  cappello  inviatogli. 

—  11  novembre.  —  Non  si  sente  voglia   di   carteggiare  col   p.    Barto- 

lomeo Corte  di  Milano  relativamente  ai  dissapori  di  questi  col 
p.  Richa  di  Torino. 

—  11  novembre.  —   E   dolente  per   la   morte   di    Michele    Maggi,  dot- 

tissimo e  grande  uomo  dabbene. 
— •      11  novèmbre.  —  S'inizia  la  corrispondenza  con  Cassiodoro    Monta- 
gioli  di  Mantova  ab.  e  storico  di  Montecassino. 

—  12  novembre.  —  Scrive  al  Marmi:  Né  in  metallo  ne  in  istam.pa    io 

non  ho  il  mio  ritratto,  né  ho  merito  di  far  simili  comparse. 
Quel  solo  che  é  qui  in  Modena  consiste  in  un  ritratto  in  pittura. 

—  15  novembre.  —  Dedica   a   Carlo  VI  Imperatore  d'Austria   il  suo 

Trattato  della  Carità  Cristiana  in  quanto  è  amore  del  prossimo. 

—  2  dicembre.  —  Scrive  all'Arisi  di  non  aver  alcun  privilegio  nella 

compera  dei  volumi  Rerum  Italicarum,  avendo  ceduta  ad  altri 
la  stampa  e  anche  le  dedicatorie. 

—  23  dicembre.  —  Si  lagna  col  marchese  G.  Malaspina    di    S.'*    Mar- 

gherita dell'avarizia  dei  piemontesi  nel  fornirgli  documenti  per 
la  sua  opera  Rerum  Italicarum. 

—  Si  ristampa  in  Venezia  il  libro  del  Muratori  Riflessioni  sopra  il  Buon 

Gusto,  etc. 

1724.  22  marzo.  —  Compone  per  la  seconda   volta   il   proprio   testamento 

ologi'afo. 

—  23  marzo.  —  Suggerisce  al  Grimaldi  di  Napoli  la  ristampa  colà  del 

suo  Trattato  della  Carità  Cristiana. 

—  31  marzo.  —  Scrive   ad   A.    Zeno   di   trovarsi  talvolta   sì  pieno   di 

rompitesta  che  non  ha  un  momento  da  respirare. 

—  marzo.  —  Si  è  ristampato  ia  Venezia  il  Trattato  della  Carità  Cristiana. 

—  10  maggio.  —  Incomincia  la  corrispondenza  con  Antonio  Scotti,  ca- 

nonico di  Treviso. 

—  11  maggio.  —  Dichiara  al  p.  Canneti  di  non  essere  buono  di  accomo 

dare  le  ossa  al  poema  del  Granchi. 


CRONOBloiiltVI  I  V    MUHATOBIANA  XIII 

1724.  11  maggio.  —   È   a   villeggiare   in   San   Felice,  dove  è  fuggito   per 

cercare  un  po'  di  ristoro  alla  poca  salute. 

—  24  maggio.  —  È  di  nuovo  in  città. 

—  3  agosto.  —  Gli  è  concesso  V  adito  all'  Archivio  Capitolare  di  Ve- 

rona, ma  per  non  ingenerare  gelosie,  propone  a  Camillo  Biz- 
zoni  di  mandare  in  sua  vece  un  altro  me. 

—  5  agosto.  —  Dirige  un  memoriale  al  Principe,  in  cui,  esposta  una 

questione  tra  la  dogana  e  le  tessitrici  di  bavella,  avverte  il 
danno  che  potrebbe  venire  a  quell'industria  e  prega  d'un  op- 
portuno provvedimento. 

—  9  settembre.  —  Scrive  al  Montagioli    che    la    villeggiatura    gli   ha 

impedito  di  potere  riverirlo  in  Modena,  e  cosi  pure  il  mar- 
chese Giuseppe  Malaspina  di  S.'*  Margherita. 

—  26  ottobre.  —  E  tornato  alla  città  dalla  villeggiatura. 

—  28  ottobre.  —  S"  inizia  la  corrispondenza  con  Brandolino  Brandolini 

di  Porli 

—  30  novembre.  —  Si  apre  la  estesissima  corrispondenza   col   p.  Gian 

Francesco  Muselli  di  Verona.  Scrive  al  medesimo  che  è  esaurita 
in  Italia  r  opera  sua  De  ingeniorum  moderatione  e  di  non  avere 
accondisceso  di  ristamparla  a  un  libraio  di  Brescia. 

—  14  dicembre.  —  Scrive  al  conte  Carlo  Borromeo  Arese  ohe  sente  il 

peso  degli  anni  ed  è  infastidito  del  mondo. 

—  Si  pubblica  in  Wolfenbuttel  da  G.  Fabrizio  un  compendio  della  Vita 

del  Muratori  nel  tomo  IV  della  Storia  della  Biblioteca  Fabriciana. 

—  Esce  in  Venezia  la  ristampa  della  Perfetta  Poesia  del  Muratori  con  le 

note  critiche  di  A.  M.  Salvini. 

—  In  un  fascicolo  a  stampa  della  Galleria  di  Minerva,  pubblicata  dal- 

l' Albrizzi,  in  una  lettera  del  Vallisnieri  a  Bartolomeo  Corte,  si 
parla  con  stima  del  Muratori,  del  quale  è  detto  :  «  nunquam  satis 
laudatus.  laudandusque  d.  Lud.  Murat.  » 

1725.  13  gennaio.  —  Si  apre  la  copiosissima  corrispondenza  tra  il  Mura- 

tori e  don  Lue' Antonio  Gentili,  maestro  in  San  Marino. 

—  8  febbraio.  —  Dice  di  aver  baciato  un  documento  mandatogli   dal 

Lazzaroni,  perchè  nobile,  bello  e  sicuro. 

—  3  maggio.  —  Cassiodoro  Montagioli  gli  procura  la  fratellanza   del 

sacro  ordine  Cassinese. 

—  31  maggio.  —  E  sotto  stampa  il  tomo  VI  Rerum  Italicarum. 

—  31  maggio.  —  Scrive  al  Benvoglienti  di  essere  malcontento  per   le 

vigilie  die  soffre,  per  la  debolezza  dello  stotnaco  e  la  continua 
folla  di  fitìti. 


XIV  CRONOBIOGRAFIA.    MURATOBIANA 


1725.  13  giugno.    —   È   a    villeggiare  in   San  Felice,   pei'   dare   un   po' di 

ristoro  alla  sanità  sconcertata. 

—  28  giugno.  —  È  ritornato  dalla  villeggiatura. 

—  10  agosto.  —  Chiede  al  Riva,  residente  estense  in  Londra,  un  buon 

temperino  per  le  penne,  cosa  che  non  gli  è  mai  riuscito  di  avere. 

—  15  agosto.  —   Nascono    dissapori   tra   il   Muratori   e   il   Sassi   sulle 

prefazioni  e  le  note  relative  alla  pubblicazione  Rerum  Italicarum. 

—  24  agosto.   —   E   dolente   di   non    poter   compiacere    Pier    Catterino 

Zeno  desideroso  di  possedere  le  Rime  del  Maggi,  perchè  esau- 
rita tanto  la  prima  stampa  che  la  seconda. 

—  24  agosto.  —  Pensa  di  portarsi  tra  breve  in  villa,  per  rimettere  la 

manomessa  salute. 

—  28  agosto.  —  È  a  villeggiare  in  San  Felice.  Sta  per  uscire  il  tomo  VI 

Rerum  Italicarum. 

—  28  agosto.  —  Elegge  nuovamente   il  marchese    Alessandro    Teodoro 

Trivulzio  per  dirimere  la  contesa  tra  lui  e  il  Sassi,  bibliotecario 
dell'  Ambrosiana. 

—  29  agosto.  —  Invoca  il  patrocinio  del  conte   Antonio   Rambaldo    di 

Collalto  in  favore  di  due  figli  del  principe  di  Porcia  alunni 
del  Collegio  dei  Nobili  in  Modena. 

—  12  settembre.  —  Ha  sofferto  per   lo   smoderato  scirocco   dell'estate 

passata  ed  ora  si  è  riavuto  col  riposo  della  villa  in  San  Felice. 

—  19  settembre.  —  È  ritornata  la  pace  tra  il  Muratori  e  il  Sassi. 

—  12  ottobre.  —  È  di  ritorno  in  Modena. 

—  23  novembre.  —  S' inizia  la  corrispondenza  con  Giacinto  Vincioli  di 

Perugia. 

—  14  dicembre.   —   S' inizia   la    corrispondenza   con    Domenico    Muzio 

storico  genovese. 

—  20  dicembre.  —  Compiega,  in  una  lettera  diretta  al  marchese  Azzo 

Federico  Malaspina  Estense  di  Villafranca,  copia  della  patente 
da  lui  ideata  per  la  concessione  alla  famiglia  Malaspina  del- 
l' altro  cognome  aggiunto.  Estense. 

—  21  dicembre.  —  È  già  terminato  il  tomo  Vili  Rerum  Italicarum. 

1726.  1  gennaio.  —  È  inquieto  col  signor  Bonvicini,  intagliatore  in  rame  di 

Reggio  Emilia,  per  le  sue  protese  soverchie  verso  la  Società  Pala- 
tina di  Milano,  ordinatrice  di  rami  per  l'opera  Rerum  Italicarum. 

—  Esce  in   Amburgo   nel  libro  Delectus  Argumentorum  una   nota   cri- 

tica di  (jÌo  :  Alberto  Fabrizio  intorno  al  Poema  di  S.  Paolino 
edito  dal  Muratori  nel  primo  volume  degli  Anecdota,  etc. 


ORONOBIOQRAFIA   MURATOBIAifA  XV 


172B.  Si  ristampa  in  Modena  la  dissertazione  di  O.   B.   Davini   De  potu 
vini  calidi,  contenente  la  nota  lettera  del  Muratori. 

—  21  febbraio.  —  S<?rive  all'Arisi  che   gode   poca  salute,  perché  mo- 

lestato dalla  insonnia. 

—  Vò  marzo.  —  Incarica  Giambattista  Bianconi  di  provvedergli  dodici 

dozzine  di  bottoncini  da  vest«  lunga  di  seta  forte. 

—  25  aprile.  —  Ringrazia  con  eflfusione  il  Sassi  pel   dono   di   24  boli 

di  cioccolata  ottima. 

—  17  maggio.  —  Sta  godendo  un  poco  di  villeggiatura  in  San  Felice. 

—  31  maggio.  —  S"  inizia  la  corrispondenza    con   mons.  Giuliano   Sab- 

ba tini  vescovo  di  Carpi  e  residente  estense  in  Vienna. 

—  ')  giugno.   —   Comincia   la   corrispondenza   col    marchese   Scipione 

Matfei  di  Verona. 

—  7  giugno.  —  S"  inaugura  la  copiosissima  corrispondenza  tra  il  Mu- 

ratori e  Gio  :  Antenore  Scalabrini  vescovo  di  Ferrara. 

—  8  giugno.  —  È  ritornato  dalla  villeggiatura  di  San  Felice. 

—  ly  luglio.  —  E  comparso  il  tomo  Vili  Rerum  Italicarum. 

—  Fine  agosto.  —  Riceve  in  dono  da  Carlo   VI  Imperatore  d'Austria 

una  collana  d'oro  per  la  dedica  del  Trattato  della  Carità  Cri- 
stiana, e  fattala  stimare,  ne  sborsa  l'equivalente  valore  alla  sua 
Compagnia  della  Carità. 

—  30  agosto.  —  Ha  servito  da  guida  in    Modena   il    sig.    abate   conte 

Arrigo  di  Collalto. 

—  8  settembre.  —  È  a  villeggiare  in  Fiorano. 

—  25  ottobre.  —  È  ritornato  dalla  villeggiatura. 

—  t>  novembre.  —  Presenta  la  stima  dei  libri  dell'  eredità  del  fu  Prin- 

cipe Foresto  d'  Este. 

—  ó  dicembre.  —  Ringrazia  Giuseppe  Riva,  residente  estense  in  Londra. 

del  regalo  desideratissimo  di  un  paio  di  forbici  e  di  un  tem- 
perino di  fabbrica  inglese. 

—  5  dicembre.  —  Scrive  al  medesimo  di  provvederlo  di  qualche  libro 

de'  migliori  inglesi  volendo  imparare  quella  lingua. 
1727.     3  gennaio.  — Scrive  al  Vallisnieri:  Avrei  desiderato  di  poter  fare 
un  giorno  una  filosofia  morale  per  uso  de'  nostri  Italiani,  ma 
noìi  mi  resta  il  tempo  per  tale  fatica. 

—  7  gennaio.  —  Scrive  a  Mario  Agostino  Campiani:  Alcune  molestie, 

ed  altri  acciacchi  mi  vanno  ricordando  che  non  ho  qui  da  spe- 
rare un  permanente  soggiorno. 


XVI  CRDNOBIOGRAFIA   MURATORIANA 


1727.  12  gennaio.  —  È  occupato  per   la   malattia   gravissima   della   mar- 
chesa Orsi. 

—  23  gennaio.  —  Procura  personalmente  una  credenziale  al  sig.  Jacopo 

Filippo  d' Orville,  gentiluomo  olandese,  per  Pier  Catterino  Zeno. 

—  31  gennaio.  —  Ha  servito  in  Modena  il  sig.  barone   Walter  e   due 

suoi  compagni  presentatigli  dal  Marmi. 

—  31  gennaio.  —  È  già  uscita  la  parte  II  del  tomo  II  Rerum  lialica- 

rwn,  cioè  il  tomo  X.  Il  tomo  XI  va  avvicinandosi  al  compimento. 
^,     21  febbraio.  —  Sci'ive  al  Benvoglienti   di   essersi   messo   intorno    a 
una  breve  dissertazione  sull'origine  della  lingua  italiana. 

—  15  marzo.  — ■  Si  dà  cura  del  rimpatrio  in  Modena    di    certo  Borto- 

lani  morsalo,  sfrattato  per  cagion  della  moglie,  defunta  già  da 
tre  anni. 

—  20  marzo.  —  Manda  a  Gian  Francesco  Muselli  di  Verona  l' Invito  per 

la  Compagnia  della  Carità  eretta  nella  sua  chiesa  della   Pom- 
posa, e  r  accompagna  con  una  lunga  lettera  informativa. 

—  24  aprile.  —  Scrive  al  Tacoli  che  ha  la  sanità  sconcertata. 

—  8  maggio.  —  È  a  villeggiare  in  San  Felice. 

^ —      29  maggio.  —  Non  trova  il  tempo  per  potere  applicarsi  alla  lingua 
inglese,  della  quale  va,  intendendo  qualche  riga. 

—  2  giugno.  —  È  ritornato  in  città  migliorato  in  salute. 

—  9  giugno.  —  S'interessa  per  la    vendita   di   un   luogo   con    Casino 

del  conte  Zocchi,  presso  Modena^  e  ciò  pel  conte  can.  Vigarani. 

—  23  giugno.  —  Scrive  al  Tacoli  :  il  piii  di   rado   che  posso   mi  pre- 

sento ai  troni. 

—  27  giugno.  —  Si  duole  della  morte  del  p.    Giuseppe    Ferrari    avve- 

nuta in  Ferrara. 

—  Fine  luglio.  —  Ringrazia   Raimondo    Missori   della    patente    di    ag- 

gregazione alla  Società  Albriziana  di  Venezia. 

—  27  agosto.  —  È  a  villeggiare  in  Fiorano. 

—  18  settembre.  —  Ringrazia  Vittorio  Amedeo  II   di   favorire   le   sue 

ricerche  storiche,  e  ciò  per  mezzo  del  suo  ministro  del  Borgo. 

—  23  settembre.  —  È  ritornato  in  Modena., 

—  2G  settembre.  —  Si  api'e  la  corrispondenza  col  p.  Domenico    Mansi 

di  Lucca. 

—  24  ottobre.  —  Fino  ad  ora    sono   stati   pubblicati   XI   tomi    Rerum 

Italicarum. 

—  30  ottobre.  —  S' inaugura  la  ricca   corrispondenza   col   p.   Giuseppe 

Bianchini,  numismatico  di  Verona. 


ORONOBIOGRAPIA   MUBATORIANA  XVII 

1727.  30  ottobre.  —  Fu  molto  occupato  nei  giorni   Bcorsi    con    alcuni    fo- 
restieri. 

—  8  novembre.  —  Continua  a  studiare  un  po'  di  lingua  inglese. 

—  '20  novembre.   —  Inizia  la  corrispondenza  con  Oiovan  Giacomo  Zam- 

boni residente  estense  in  Londra. 

—  '2'ò  novembi'e.  —  Chiede  al  march.  Giuseppe  Malaspina  di  S.*"  Mar- 

gherita di  trovar  monete,  sigilli,   iscrizioni,   o  altre  anticaglie, 
perchè  ne  ha  bisogno. 

—  2  ottobre.  —   Guglielmo    Camposampiero.    principe   dell'Accademia 

dei  Ricovrati  di  Padova,  fa  nota  al  Muratori  la  sua  iscrizione 
alla  medesima. 

—  18  dicembre.  —  Il  marchese  A.   G.    Capponi,  edile   dell'Accademia 

dei  Querini,    avvisa   il    Muratori    della   sua   accettazione   nella 
medesima. 

—  Si  fa  in  Venezia  la  ristampa   del   trattato   De  Ingeniorwn   modera- 

tione  in  religionis  negotio,  etc. 

—  Esce  in  Milano  La  vita  di  Lodovico  Castelvetro   scritta   dal    Mura- 

tori per  il  volume  Opere  critiche  di  Lodovico  Castelvetro. 


LETTERE 


Per  debito  di  gratitudine  sento  l'obbligo  di  dichiarare  che 
la  collazione  sui  manoscritti  muratoriani  fu  da  me  compiuta  col 
contributo  dell'opera  indefesiSa  del  chiarissimo  Prof.  Dott.  Ettore 
Zoccoli;  e  alla  correzione  delle  prove  di  stampa  contribuirono 
inoltre,  in  modo  diligentemente  cortese,  l'illustre  Conte  Cav.  Giorgio 
Ferrari  Moreni  e  l'illustre  p.  Gregorio  Palmieri  monaco  bene- 
dettino di  S.  Paolo  fuori  le  mura  di  Roma. 


Avvertenza.  —  Tanto  nel  presente,  come  nei  susseguenti  volumi  dell'Episto- 
lario, le  lettere  e  le  pagine  seguono  la  numerazione  interrotta  al  termine  del  volume 
antecedente,  e  ciò  per  facilitare  a  suo  tempo  le  ricerche  richiamate  dagli  Indici. 

Anche  nel  presente  volume,  e  così  nei  successivi,  i  numeri  entro  parentesi  che 
fanno  sèguito  alle  indicazioni  delle  fonti  di  ciascuna  lettera,  si  riferiscono  ai  cor- 
rispondenti numeri  della  Bibliof/rafia,  messa  in  testa  al  volume  I. 

Laddove  il  numere  bibliogtafico  non  è  preceduto  dall'indicazione  della  fonte  della 
lettera  s'intende  che  questa  non  è  indicata  dall'editore  delle  lettere  o  non  fn  repe- 
ribile r opuscolo  o  il  volume  accennato  nella  bibliografia.  Quando  nell'indirizzo  delle 
lettere  è  detto  Reggio,  s'intende  Reggio  Emilia. 


2022. 

A  MAURO  ALESSANDRO  LAZZARELLI  in  MHauo. 
Modena,  8  Gennaio  Y7^. 

Archivio  Soli  Mubatobi,  (  R.  Bibl.  Est.  ),  Modena. 

Mi  disse  ne'  giorni  passati  David  Fano,  eh'  egli  non  si  voleva  obbli- 
gare alla  sigartà  richiestagli  dal  signor  dottor  Pezzi,  se  non  per  un'  anno. 
Son  dunque  a  pregare  V.  P.  reverendissima,  che  insista,  acciocché  il 
signor  Pezzi  rilasci  a  lei  un'  obbligazione  di  far  rinnovare  da  esso  Fano, 
0  da  altro  mercatante  nostro,  la  sigurtà  suddetta  finito  l'anno  del  di 
lui  obbligo. 

Già  ho  inteso  dal  signor  marchese  Trivulzio,  in  che  consiste  la 
raccolta  de'  suoi  manoscritti,  e,  occorrendo,  me  l' intenderò  seco.  Intanto 
il  signor  segretario  Colla  vegga,  e  rivegga  come  vuole  i  miei.  Solamente 
desidero,  che  le  molte  occupazioni  di  lui  non  sieno  di  ritardo  a  i 
passi  nostri. 

Con  tutta  comodità  sua  attenderò  da  V.  P.  reverendissima  il  fagottino 
de'  libri  venutole  da  Torino.  Ve  n'  ha  uno  anche  per  S.  A.  S. 

In  tre  delle  feste  passate  abbiamo  avuto  qui  tre  prediche  in  Duomo 
sulla  carità  dal  celebre  signor  Ab.  Badia,  eh'  io  ho  fatto  venire  apposta 
per  la  nostra  Compagnia  ;  e  il  pubblico  non  sa  d' aver  sentito  uomo  di 
tanta  eloquenza  e  nerbo.  Voglia  Dio.  che  abbia  fatto  buon  frutto. 

In  occasione  di  vedere  il  gentilissimo  signor  marchese  reggente  Oli- 
vazzi.  la  prego  di  ricordargli  il  mio  costantissimo  ossequio. 

Con  che  rassegnando  a  lei  la  mia  divozione,  mi  confermo,  di  V.  P. 
reverendissima. 

Etpittolario  di  Lodovico  Antonio  Muratori.  —  Voi.  VI.  140. 


220G  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  \^V722- 


2023. 

A  N.  N. 
Modena,  9  Gennaio  1722. 

Raccolta  Azzolini,  Roma. 

Furono  a  tempo  le  4  voci  inviatemi  da  V.  S.  per  questo  lotto,  la  cui 
estrazione  segui  ieri  et  ieri  l'altro.  Nel  venturo  ordinario  trasmetterò  al 
signor  commissario  la  notificazione  stampata  delle  persone  che  hanno  sor- 
tito premii;  e  intanto  le  mando  i  biglietti. 

Pazienza  se  non  la  potei  riverire  nel  suo  passaggio  per  Modena.  Basta 
bene  eh'  ella  mi  favorisca  di  assistere  alla  riscossione  di  cotesti  miei  ef- 
fetti, il  che  mi  scrive  il  signor  commissario  d'avergli  anch' egli  raccoman- 
dato. Quando  il  signor  Zerbini  non  sappia  trovar  la  via  di  pagarmi,  bi- 
sognerà ricorrere  alla  giustizia. 

Augurandole  felicissimo  il  presente  anno  con  assaissimi  altri  appresso, 
mi  confermo,  etc. 

2024. 

A  PIER  CATERINO  ZENO  in  Venezia. 

Modena,  9  Gennaio  1722. 

Biblioteca  del  Seminabio,  Padova. 

Mi  ha  sommamente  obbligato  V.  R.  colle  ultime  due  stimatissime  sue, 
veggendo  con  quanta  benignità  ella  si  interessi  nella  buona  condotta  della 
mia  Raccolta.  Certo,  che  mi  sarebbe  sommamente  cara  quella  giunta  dei 
Cortusi,  anzi  essa  è  necessaria  al  nostro  disegno.  E  però  sono  a  pregarla, 
che  se  mai  potesse  farmi  trascrivere  essi  capitoli  a  mie  spese,  o  pure 
inviarmi  il  suo  manoscritto  (  il  che  sarebbe  di  minore  spesa  per  me  ),  per 
poi  riaverlo  con  tutta  sicurezza,  gliene  resterei  sommamente  tenuto. 

Veramente  una  delle  due  cronache  mss.  in  dialetto  padovano,  che 
sono  per  pubblicare,  contiene  molto  più  che  il  Latino  dei  Cox'tusii,  de'  quali 
ne'  capitoli  precedenti  pare  una  traduzione.  Probabilmente  sarà  la  stessa 
in  latino.  Quando  ella  non  avesse  via  di  favorirmi,  tenterò  di  far  colpo 
in  Padova,  giacche  ho  servitù  con  que'  cavalieri.  Che  per  altro  avendo  io 
confrontato  con  un  vecchissimo  ms.  dell'  Estense  in  membrana  il  rimanente 
dello  stampato  d' essi  Cortusi,  probabilmente  non  occorrerebbe  di  più,  e 
però  non  penso  al  Codice  ms.  del  signor  Apostolo,  ma  solo  al  padovano. 
Intanto  mille  grazie  della  notizia. 


-l'assi  A   PIETRO   BURMAN  2207 

Per  conto  del  Dandolo,  o  d'altre  cose  spettanti  a  cotesto  paese,  so 
vestirmi  de'  panni  altrui,  perchè  so  le  maniere  correnti  costì.  La  verità  è. 
che  di  quello  storico  due  testi  si  leggono  nell'Estense,  ed  uno  nell'Am- 
brosiana, e  questi  soli  io  cito.  Per  questo,  né  per  altro  conto,  non  nominerei 
V.  R.  affinchè  non  nascesse  sospetto,  che  ella  mi  avesse  dato  ciò,  che  in- 
fatti ho  qui  senza  cercarlo  altrove. 

Essendomi  prescritto  di  non  volere  storici,  che  abbiano  faticato  dopo 
il  1500,  né  il  Trissino  né  il  Rucellai  fanno  per  me. 

S' io  sapessi  cosa  cercare  dal  Malachini  di  composto  prima  del  sud- 
detto anno  1500  userei  diligenza.  Solamente  mi  farebbe  paura  1"  essere 
tanto  moderno  il  copista  per  sospetto,  che  non  fosse  fedele,  e  che  abbon- 
dasse di  scorrezioni. 

Anch'  io  m' immaginava,  che  troppe  difficoltà  si  proverebbono  a  voler 
pescare  fra  mss.  del  fu  signor  Bernardo  [Trevisano],  e  però  lasciamo  morire 
le  sue  gioje  sepolte,  le  quali  però.  come.  V.  E,,  saggiamente  avvisa,  avranno 
in  parte  mutato  albergo. 

Da  Milano  mi  scrivono  que' signori  d'averla  pregata  di  non  pubbli- 
care il  catalogo  de' miei  mss.  Credo  che  abbiano  fatto  bene:  e  lodo  anch'io 
il  non  parlare  se  non  in  generale  dell'Opera. 

Le  rimetto  la  memoria  del  ms.  Conti,  e  infinitamente  la  ringrazio 
de"  continuati  favori,  sperimentando  io  non  manco  finezza  e  bontà,  che  nel 
suo  degnissimo  fratello  verso  di  me. 

E  qui.  con  ratificarle  il  mio  rispetto,  mi  confermo,  etc. 

Voglia  Dio,  che  non  manchi  di  venire  in  Italia  il  signor  Apostolo, 
perch'  egli  promette  ajuto,  et  io  lo  spero. 


2025. 

A   PIETRO   BURMAN*   in   Leida. 
Mutinae,  prid.  Id.  Januar.  MDCCXXII. 

BiBLioTscA  Univkusitauia,  Vienila. 

Certe  me  ac  mea  aestimare  pluris  quam  antea  coepi,  quando  is  ego  tibi. 
Vir  Clarissime.  visus  sum,  quocum  tibi  jungendam  censuisti  amicitiam. 

Hanc  ambabus  ulnis  excepi.  eamque,  dum  vita  comes  erit,  tibi  invio- 
latam  servabo;  ncque  enim  humanitati  tuae  minus  debetur.  ac  splendori 
nominis,  quod  tibi  per  tuos  literarios  labores  jam  parasti,  et  angore  pergis. 
Phaedrum  ac  Vellejum  tuos.  praeclarissimum  nempe  munus  mihi  a  D.  Hayo, 


*  Responsive  in  Archivio  Soli  Muratori  (  R.  Bibl.  Est.  )  n."  11  da  Leida  1721  -'30. 


2208  LODOVICO   ANTONIO    MURATORI  [1*733- 


te  mandante,  allatum  aocepi.  Miratus  sum  aspectu  primo  elegantiam  edi- 
tionis,  quam  nulla  alia,  si  quid  intelligo,  venustate  superet  aut  aequet. 
Tum  selectis  notis,  ac  potissimum  tuis,  sum  delectatus,  in  queis  et  omni- 
gena  eruditio,  et  felices  conjecturae  passim  occurrunt.  Utinam  reliquos 
scriptoi'es  latinos  expolire  tua  mens  ac  manus  posset:  ingenti  sane  bene- 
ficio tum  illos,  tum  i-empublicam  literariam  tibi  devinceres.  Ovidio  interea 
tuo  Lucinam  faventem  precor,  ceterisque  tuis  studiis.  An  Valerii  Flacci 
codices,  et  apud  nos  rarissimos,  vetusta  manu  scriptos  Ambrosiana  servet, 
non  bene  memini;  sed  propediem  Mediolanum  scribam,  ut  quid  inde  spe- 
randum  sit  certior  fiam.  Verum  quid  ego  tibi  prò  tuis  muneribus  rependam? 
Verbis  tantum  nollem.  Tuum  ergo  erit  indicare  mihi,  an  apud  me,  et  sub 
italico  coelo,  aliquid  sit,  quod  usui  tibi  esse  possit,  et  in  quo  tibi  compa- 
rando grati  animi  officium  ego  implere  possim.  Veterum  quidem  inscriptionum 
syllogen  pollicitus  olim  fui  ;  sed  hactenus  liberare  fidem  meam  non  vacavit, 
animo  in  alias  curas  ac  diversa  Consilia  distraete.  Faciam,  quum  poterò, 
et  quantum  imbecillis  mea  valetudo  sinet.  Nunc  mihi  alia  sunt  prae  ma- 
nibus,  quorum  te  conscium  opportunius  efficiam.  Sed  tu  mihi  nihil  de  in- 
genti opere,  in  quod  prò  D.  Vander  Aa  incumbis.  Ut  illud  quam  primum 
perficias  opto,  de  italicis  rebus  supra  modum  bene  meriturus.  Ad  ipsum 
Vander  Aa  epistolam  liceat  heic  mihi  jungere,  cui  verbis  meis  multam 
salutem  precator.  Vale,  Vir  alarissime,  meque,  ut  facis,  amare  perge. 


2026. 

A  GIOVANNI  FABRICIO  in  Helmstat. 
Mutinae,  prid.  Id.  Januar.  MDCCXXII. 

Biblioteca  Ducale,  Gotha. 

Tuam  quidem  eruditionem,  Vir  clarissime,  jamdiu  suspiciebam,  quippe 
toti  orbi  literario  notam  ;  sed  nondum  intellexeram,  te  raram  eruditionem 
tuam  majori  etiam  humanitate  superare.  Voluisti  me  quoque  hujusce  vir- 
tutis  tuae  testem,  missis  ad  me  libellis  tuis,  quos  unusquisque  avide  exci- 
piat  ac  amet,  sed  ii  potissimum,  quibus  et  bibliotheca  curae  est,  et  res 
bibliothecaria  prae  reliquis  cordi  esse  debet.  Tua  ergo  ingenti  cum  volup- 
tate  legi,  breviora,  quam  vota  mea  ferrent,  in  veni;  et  nunc  si  quid  possunt 
preces  meae,  te  urgeo  ut  coeptum  opus  excolere  generosius  pergas,  in  totius 
nempe  literariae  reipublicae  utilitatem  et  commodum.  Certe  methodus, 
quam  suscepisti,  amplam  tibi  viam  aperuit  illustrandi  literarum  ac  lite- 
ratorum  hominum  historiae.  Quod  autem  me  tuis  eruditis  elucubrationibus 
per  clarissimum  Facciolatum  nostrum  donaveris,  id  mihi  quam  gratum  ac- 
ciderit.  non  facile  explicem. 


-IT'SSl  A    MAURO   ALESSANDRO    LAZZARELLI  2209 

Eìqaidem  in  me  non  inverno  quod  me  tibi  tantopere  commendare  po- 
tuerit.  Sed  quando  coepisti  in  me  tam  munifice  agore,  id  praesertim  expeto, 
ut  me  amore  ac  benevolentia  tua  dones.  Nam  ad  me  quod  attinet,  certo 
statue,  me  ut  iu  tua  magni  faciendo  ita  et  in  te  amando  in  posterum  a 
nomine  superandum.  Quod  reliquum  est,  ex  libellis  meis,  si  quis  usui  tibi 
esse  potest,  libentissime  off  ero.  Tuum  erit  indicare,  menm  vero  mittere.  Si 
forte  nunc  ista  in  urbe  et  academia  agit  clarissimus  Eccardus,  ille  quaeso 
plurimam  salutem  verbis  meis  precare.  Precor  ego  interim  Deum  0;  M. 
ut  te  in  annos  plures  incolumem  servet.  quippe  tuum  bene  valere  omnium 
interest,  qui  bonas  lite  ras  amant. 


2027. 

A  MAURO  ALESSANDRO  LAZZARELLI  in  Milano. 
Modena,  lo  Gemiaio  17^. 

Akchivio  Soli  Miratosi  (R.  Dibl.  Est.),  Modena. 

Ho  veduto  la  mostra  del  primo  foglio,  e  me  ne  son  rallegrato  forte, 
perchè  l'occhio  vi  ha  tutto  il  suo  contento;  e  crederei  che  una  tale  stampa 
facesse  onor  grande  alla  nostra  impresa,  a  Milano,  e  all'  Italia  tutta.  Viva 
il  sig.  Bellagatta. 

Certo  m' incresce  l' intendere,  che  il  Fano  voglia  ristringere  l' obbligo 
suo  ad  un  solo  anno.  Adunque  i  miei  conti  sono,  che  V.  P.  reverendis- 
sima non  rilasci  il  vaglia  al  sig.  dott.  Pezzi,  anzi  faccia  istanza,  cbe  al 
medesimo  sia  aggiunta  l'obbligazione  di  darmi,  finito  l'anno,  un'altra  si- 
gurtà  in  Modena  per  mia  sicurezza.  Veggo  il  pericolo,  che  ci  resta:  ma 
finalmente  abbiam  che  fare  col  sig.  marchese  Trivulzio,  il  qnale  siccome 
cavaliere  di  tutto  onore  non  permetterà  che  mi  sia  fatto  torto,  ne  che 
resti  delusa  la  mia  fidanza. 

Mi  ricordi  gran  servitore  al  sig.  marchese  del  Borro,  e  gli  dica  es- 
sere impossibile,  ch'io  possa  partirmi  di  Modena,  perchè  ho  sul  dosso  una 
tal  soma  di  brighe,  anche  per  servizio  del  Padron  serenissimo,  che  non 
potrei  né  anche  fare  un  passo  in  villa.  Per  altro  non  credo  necessaria  la 
mia  presenza.  Basterà  che  mi  mandino  il  primo  foglio,  et  io  dirò  quanto 
occorre.  Intorno  al  medesimo  appunto  scriverò  oggi  al  sig.  Sassi  quanto 
crederò  bene.  Sappia  che  mi  son  posto  dietro  alla  Prefazion  generale,  ha 
già  qualche  settimana,  e  non  c'è  stato  verso  ch'io  la  possa  continuare: 
tanti  sono  gli  intrighi.  Ma,  a  Dio  piacendo,  seguiterò,  e  farò  esserla  a 
tempo  pel  primo  tomo. 

Rispondo  oggi  ad  un  gentilissimo  foglio  del  nostro  sig.  marchese  reg- 
gente Olivazzi.  nella  cui  grazia  la  prego  di  conservarmi. 


2210  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [1*783- 


Attenderò  i  libri  di  Torino  per  via  del  religioso  da  lei  accennatomi. 
Dovrebbe  anche  capitarle  dal  sig.  mai'chese  Giuseppe  Malaspina  un'in- 
volto per  me.  Gliel  raccomando  forte,  perchè  contiene  un  pezzo  di  storia 
antica  inedita,  che  sarà  prezioso  per  la  nostra  raccolta. 

Rassegnandole  il  mio  rispetto,  mi  confermo,  di  V.  P.  reverendissima. 


2028. 

A  GIUSEPPE  MALASPINA  DI  S.''^  MARGHERITA  in  Tortona. 

Modena,  15  Gennaio  1722. 

Eaccolta  Palmieri,  S.  Paolo,  Roma. 

Come  può  credere  V.  S.  illustrissima,  la  mia  ansietà  è  grande  per  ve- 
dere il  Caffaro,  ma  maggiore  perchè  mi  arrivi  sicuro.  Ne  scrivo  oggi  al 
padre  residente  Lazzarelli,  raccomandandogli  l'involto  quando  arriverà. 
Cosi  con  tutto  suo  comodo  aspetterò  il  favore  della  Cronaca  astense. 

Neppur  le  buone  feste  ho  dato  al  sig.  marchese  reggente  Olivazzi,  per 
timore  di  non  essergli  molesto;  ed  ecco  ch'egli  per  altro  affare  ha  scritto 
a  me,  e  in  tal  congiuntura  mi  accenna  la  lettera  da  lei  inviatagli,  con  pro- 
cessare la  mia  coscienza  d'aver  fatta  una  si  bella  dipintura  di  lui,  dicen- 
domi d'aspettarla  in  Milano.  Oggi  gli  scrivo,  con  aggiugnere  il  ritratto 
di  V.  S.  illustrissima  e  del  suo  merito  e  con  assicurarlo  del  buon  servigio 
che  può  sperare  da  lei  Sua  Maestà  Cesarea. 

La  mia  consolazione  è  stata  incredibile  all'  intendere  che  già  sia  ma- 
turato il  frutto  ch'ella  sperava.  Ne  ho  ringraziato  Iddio  di  cuore.  Man- 
cava questo  a  lei  per  cominciare  a  produrre  tutto  il  suo  valore.  Me  ne 
rallegro  e  le  desidero  maggiori  ricompense  e  fortune. 

Le  Quistioni  Comacchiesi  verranno.  Al  Padron  serenissimo  comuni- 
cherò le  buone  nuove  che  riguardano  la  di  lei  persona,  e  so  che  ne  pro- 
verà molto  piacere. 

Eccole  ciò  che  riguarda  la  casa  Fogliani,  e  che  spererei  piacesse  al 
sig.  marchese  Eogliani  di  Piacenza.  Ma  ricordi  un  poco  a  quel  cavaliere 
di  aiutare  anche  la  mia  impresa,  che  riguarda  l'onore  di  tutta  l'Italia. 

In  fretta  le  rassegno  il  mio  rispetto  e  mi  confermo,  di  V.  S.  illu- 
strissima. 

Fulvio  Azzari  nelle  cronache  manoscritte  di  Reggio  conservate  nella 
Biblioteca  estense,  ove  tratta  di  Guglielmo  Fogliani  vescovo  di  quella 
città  a'  tempi  di  papa  Innocenzo  IV,  parla  della  di  lui  famiglia,  stata 
sempre  in  grande  stima  e  riputazione  nella  patria  nostra,  della  quale 
Il  ebbe  per  alcun  tempo  giusto  dominio.    Questa  col   tempo   dilatandosi   in 


-ITSS]  A  GIUSEPPE  ANTONIO  SASSI  2211 

varie  parti,  ha  posto  le  sue  radici  sino  in  Alemagna,  siccome  in  Piacenza, 
ove  tuttavia  rnantiensi  una  nobilissima  casata  con  titolo  di  marcfiese  di 
Pellegrino,  Valdiìnozzolo,  di  Castelnuovo  e  Vigozzolo,  giurisdiziotii  acqui- 
state da  Corrado  Fogliano,  mentre  si  trovava  presso  di  Francesco  Sforza 
duca  di  Milano,  del  quale  era  fratello  uterino  per  via  di  Lucia  Trezani 
da  Marciano,  poi  moglie  di  Lodovico  Fogliani,  da'  quali  nacque  il  detto 
Corrado,  che  servì  in  molte  imprese  e  valorose  azioni  il  detto  duca  Fran- 
cesco. Ne  sono  parimente  alcuni  in  Milano,  alcuni  in  Parma,  et  altri  in 
Modena,  nella  quale  ed  ognora  si  sono  andati  avanzando  in  varj  onori,  etc. 
Federigo  II  spedì  un  suo  vicario  a  Reggio  e  Parma,  acciocché  queste 
due  città,  nelle  quali  sapeva  esservi  molti  parenti  d' Innocenzo  Papa,  per 
via  d'altre  sue  sorelle  che  vi  erano  maritate,  si  avessero  a  mantenere  a 
sua  divozione.  Avvegnaché  in  Reggio  di  Guido  Fogliani,  che  si  trovava 
averne  una  di  quelle,  vi  fossero  cinque  nipoti  suoi,  cioè  Guido,  che  man- 
tenne la  famiglia  ;  Tommaso,  che  fu  marito  di  una  de'  Traversar i  signori 
di  Ravenna;  Matteo,  che  fu  Podestà  di  Fiorenza;  Bonifacio,  che  dopo 
l'essere  stato  Arcidiacono  della  nostra  cattedrale,  fu  Governatore  della 
Marca  d'Ancona,  et  Ugolino,  che  ebbe  privilegio  sopra  Querzola  dal 
detto  Papa. 

2029. 

A  GIUSEPPE  ANTONIO  SASSI  in  Milano. 
Modena,  15  Gennaio  1122. 

Biblioteca  Ambrosiana,  Milano. 

Tanti  sono  stati  ne' giorni  addietro  gì' intrichi  miei,  che  non  ho  mai 
trovata  via  di  rispondere,  siccome  ora  fo.  all'ultimo  foglio  di  V.  S.  illu- 
strissima che  è  pregata  di  perdonarmi.  Suppongo  il  sig.  segretario  Colla 
persona  erudita,  e  che  non  nasce  oggi,  come  alcuni,  alla  cognizione  delle 
antichità,  e  certo  a  lui  non  si  fiderebbe  l'incumbenza  di  rispondere  alla 
Scrittura  Romana,  se  non  fosse  un  valentuomo.  Adunque  so  eh"  egli  non 
darà  luogo  a  scrupoli  e  vani  timori  in  rivedere  i  manoscrtti.  Niuna  cosa 
v'è  che  possa  derogare  a  i  diritti  di  Sua  Maestà  Cesarea:  le  altre  cose 
tutte  possono  e  debbono  aver  porto  franco.  Quel  solo  che  mi  dà  pena  si 
è  la  Storia  Romana  o  sia  Diario  dell'  Infessura,  che  racconta  molte  cose 
nettamente  de'  suoi  tempi  con  uu  brutto  ritratto  di  Sisto  IV,  Innocenzo  Vii! 
e  Alessandro  VI. 

Penserò,  suggerirò,  e  poi  costi  si  farà  ciò  che  sarà  creduto  più 
proprio. 

Per  grazia  di  Dio  ho  trovato  in  prestito  il  Panegirico  di  Berengario, 
colle  note  del   Valesio,    che   è   troppo    raro:  e    a   suo   tempo   lo    manderò. 


2212  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [±'722- 

V.  S.  illustrissima  anch' ella  pensi  al  Biglia  e  non  dimentichi  la  vita  di 
Filippo  Maria,  che,  secondo  me,  è  un'  operetta  da  stimarsi  più  che  non  ha 
fatto  il  Giovio.  Per  conto  dell' Azario  almeno,  cosi  all'ingrosso,  vedere  cos'è. 
Mi  ricordo  che  lo  feci  copiare  pel  sig.  Apostolo  Zeno  da  un  scrittoi'ello 
costì  ;  adunque  non  sarà  a  lei  molto  difficile,  se  non  è  stato  impossibile  a 
quell'altro. 

Ho  veduto  la  mostra  del  primo  foglio.  Veramente  quel  carattere  in- 
namora, e  la  lettera  iniziale.  Spero  che  tale  stampa  farà  onore  alla  nostra 
impresa,  a  Milano  e  all'Italia;  e  però  ella  se  ne  rallegri  in  mio  nome  col 
sig.  Bellagatta.  Ma  quel  titolo  non  mi  piace,  et  io  me  l'era  lasciato  fuggir 
di  mente. 

Avrei  pertanto  caro  che  si  formasse  nella  seguente  maniera,  o  altra 
simile. 

Historia  Miscella,  ab  incerto  Auctore  consarcinata.  complectens  Eu- 
tropii  Historiam  Romanam,  quam  Paulus  Diaconus  multis  additis,  rogatu 
Adelbergae  Beneventanae  Ducis,  a  Valentiniani  Imperio  usque  ad  tempora 
Justiniani  deduxit,  et  Landulphus  Sagax,  seu  quisquam  alius  contintcavit 
usque  ad  annum  Christi  DCCVJ. 

Se  potrò  avere  un  po' di  riposo,  seguiterò  a  stendere  la  Prefazion  ge- 
nerale. Al  qual  proposito  vorrei  sapere  come  ho  da  contenermi  a  nominare 
i  protettori  e  benefattori.  Non  lascerò  certo  indietro  il  sig.  marchese  Tri- 
vulzio  e  il  sig.  marchese  Del  Borro:  non  parlo  di  lei.  e  del  sig.  conte  Col- 
loredo  governatore.  Il  sig.  Argelati  vorrebbe  essere  anch' egli  registrato, 
anzi  in  capo  di  lista.  Ma  che  direbbe  il  sig.  Bellagatta?  La  prego  d'in- 
segnarmi come  m'abbia  a  condurre,  perchè  bramerei  di  aggiustar  tutti,  e 
di  non  disgustare  alcuno. 

Con  che,  rassegnandole  il  mio  rispetto,  mi  confermo,  di  V.  S.  illu- 
strissima, etc. 

2030. 

A  VINCENZO  VECCHI  in  Ferrara. 
Modena,  16  Gennaio  1722. 

Akchivio  di  Stato,  Modena. 

Tre  sono  le  lettere  di  V.  S.  illustrissima  che  ho  ricevuto.  Una  conte- 
neva i  due  documenti  spettanti  a  D[onna]  L[ucrezia]  chesempre  sono  da 
stimare,  e  faranno  gran  peso  alle  occorrenze,  considerate  bene  le  circostanze. 
Perciò  stati  ben  cari  a  me  e  al  serenissimo  Padrone,  a  cui  ne  ho  date  notizie, 
con  esporre  tutte  l'altre  diligenze  e  premure  di  lei,  ottimo  cacciatore.  Ne 
ha  r  A,  S.  mostrata  molta  soddisfazione,  e  lodato  il  zelo,  e  desidera  che  si 
continui  la  traccia.  Ma  non  appruova   già,  che   si    venga  mai    a    violenza 


-IT 23]  A  VINCENZO   VBOOHI  2213 


alcuna,  per  evitare  gli  sconcerti  ed  impegni.  Dice  adunque  esser  meglio 
praticar  la  via  dolce  di  qualche  regalo  e,  occorrendo,  mi  ha  ordinato  di 

dirle,  che  dà  a  lei  facoltà  di  spendere  quanto  si  giudicasse  opportuno.  In 
ciò  nondimeno  crederei  che  V.  S.  illustrissima,  potesse  procedere  con 
questo  riguardo,  di  avvisar  prima  la  somma,  acciocché  se  ne  ottenesse 
precisa  approvazione.  Intanto  il  dono  di  un  poco  di  cioccolata  al  P.  N.,  può 
camminare. 

Vedrò  quel  diploma  ottomano,  giacché  non  so  intendere,  se  sii  quello 
della  permuta  della  Pomposa  coli' arcivescovo  di  Ravenna.  Ma  il  punto  grande 
sta  a  far  maneggio  con  quel  P.  Formigieri  '  [  Placido]  archivista,  per  vedere, 
se  egli  mai  s' inducesse  a  comunicare  a  poco  a  poco  le  carte  pecore  :  poiché 
allora  si  manderebbe  persona  costà,  che  lavorasse.  U  P.  N.  temo  che  ci 
latterà  con  que'suoi  parlari  stranissimi,  ma  senza  mai  farci  toccare  cosa 
di  rilievo.  L' altro  religioso  dovrebbe  anche  avere  le  memorie  lasciate  costi 
da  chi  è  morto  iu  Bologna.  Tutto  ho  confidato  al  Padrone  serenissimo, 
ma  l'A.  S.  non  ha  punto  in  ment«  cotesto  religioso  regolare.  Però  V.  S. 
illustrissima  vegga  qual  via  si  potesse  tenere,  e  suggerisca,  se  di  qua  si 
possa  fare  alcun  passo. 

Ricevei  il  documento  della  libertà  conceduta  a  Clarizia.  ma  non  è 
spettante  a  gli  Estensi.  Tuttavia,  essendo  cosa  alquanto  curiosa,  teirei  vo- 
lentieri qui  l'originale  nell'archivio:  e  mi  sarebbe  anche  caro  di  vedere 
l'altre  carte. 

Sia  cura  di  lei  l'intendere  meglio  le  pretensioni  di  cotesto  sacerdote, 
con  poi  avvisarmene.  E  giacché  il  medesimo  pruova  di  venire  dalla  Sca- 
ligera, gli  chiegga  di  grazia  se  sapesse  additarmi  cronaca  alcuna  antica 
inedita  di  quella  gran  casa,  perch'  io  bramerei  pure  di  aggiungerne  alcuna 
alla  mia  gran  raccolta,  che  si  dispone  per  la  stampa.  Ne  ho  dei  Carra- 
resi, de  gli  Estensi,  e  d'altri,  ma  nulla  de  gli  Scaligeri;  e  potrei  ben  fare 
onore  anche  a  lui.  E  di  grazia  almeno  l'indice  delle  carte  che  tiene,  che 
poi  tratteremo;  et  io  saprò  ben  conservare  il  segreto. 

Non  mi  pare  che  sia  di  gran  momento  il  testamento  di  uno  dei  Dossi  : 
e  però  non  s'incomodi  per  esso. 

Ascolti  pure  il  p.  Mazzaferrata  che  mi  pare  un  religioso  di  tutto 
onore,  e  di  buon  cuore.  In  ogni  caso,  poco  si  può  perdere  badando  ai  lumi 
ch'egli  é  per  dare. 

Quanto  al  segretario,  andavo  io  aspettando  un  giovane  prete  de  gli 
Occarelli  del  Finale,  persona  benestante,  il  quale,  quando  non  avesse  preso 
impegno  con  il  sig.  conte  Frigimelica,  eh'  egli  vorrebbe  servire  senza  paga, 
per  istar  sotto  ad  un  valentuomo,  tenterei  se  potessi  indurlo  a  mutar  faccia 
per  venire  costà.  Mi  dicono  bene  de'  suoi  costumi,  e  ho  veduto  alcuni  suoi 


'  Sue  lettere  in  Archivio  Soli  Muratori  (li.  Bibl.  Est.),  n."  1  da  Modena  1743. 

V 


2214  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [±'722 ■ 


versi,  che  fanno  conoscere  competente  ingegno  in  lui.  Un  altro  giovane 
doveva  venirmi  a  trovare,  ma  fin' ora  non  è  comparso.  Godo  che  ella  non 
abbia  più  tanta  fretta. 

Le  mando  due  copie  della  prima  estrazione  del  nostro  lotto,  affinchè, 
se  alcuno  costi  avesse  vinto,  possa  farsi  pagare.  Una  per  lei,  e  l'altra  per 
il  nostro  P.  ¥.,  il  quale  godo  che  sia  da  lei  trovato  quel  galantuomo  ch'io 
ho  sempre  conosciuto. 

Non  s' incomodi  per  la  decima  di  S.  Alessio,  finché  non  venga  a  lei 
chi  ne  ha  bisogno. 

So  ch'ella  avrà  raccomandato  al  sig.  Bertani,  i  miei  crediti;  a  lui  an- 
cora mosti'i  la  notificazione  inclusa. 

Per  noi  giù  la  maschera  e,  muoia  la  malinconia.  La  ringrazio  di  tanti 
bei  passi  che  fa  per  servigio  del  Padron  serenissimo,  e  mi  raccomando 
per  le  carte  di  cotesto  sacerdote,  il  quale  mi  dispiace  che  non  abbia  oc- 
casione di  capitare  a  Modena.  Con  tutto  l'ossequio  mi  rassegno. 

S.  A.  S.  mi  ha  detto  che  vuol  gridare  con  lei  perchè  lascia  venir  qui 
gente  a  tempestarlo  per  posti. 


2031. 

A  FRANCESCO  BREMBATI  in  Bergamo. 
Modena,  22  Gennaio  1722. 

Akchivio  Rocchi,  Bergamo,  edita  [234]. 

Egregiamente.  Veggo  che  V.  S.  illustrissima  non  da  novizzo  ma  da 
veterano  è  andata  a  caccia  di  cotesto  antichità,  e  mi  rallegro  con  esso 
lei  dell'ottimo  suo  genio  e  buon  gusto,  e  meco  stesso  per  avere  trovato 
in  lei  un  si  buon  protettore  della  mia  grande  impresa.  Le  dico  pertanto 
che  mi  è  necessario  e  sarà  sommamente  caro  il  poemetto  De  Situ  et  lau- 
dibus  Bergotni^  ch'io  ho  già  sentito  nominare,  ma  non  mi  trovo  d'averlo. 
Se  dunque  V.  S.  illustrissima  me  lo  facesse  copiare,  o  pure  se  mi  man- 
dasse in  prestito  il  Teatro  Bergomeo,  gliene  resterei  sommamente  tenuto 
e  sarei  fedele  restitutore.  Quando  altri  non  potesse  portarmelo,  potrebbe 
favorirmi  nel  suo  ritorno  a  casa  il  Sig.  Abate  Badia.  E  giacche  questo 
grand' uomo  mio  singolare  amico  è  per  capitare  in  breve  a  cotesto  pul- 
pito, avrò  ben  caro  che  V.  S.  illustrissima  mi  onori  di  portarsi  a  riverirlo 
in  mio  nome  e  a  conoscere  un  oratore  che  ha  pochi  pari.  S'ella  ancora 
potesse  confrontare  esso  poemetto  stampato  col  manoscritto  ch'ella  mi  ac- 
cenna, notando  in  margine,  se  si  trovano  varianti  lezioni,  la  grazia  rie- 
scirebbe  più  compiuta. 


-1*7S3]  A    MAURO   ALESSANDRO    LAZZARELLI  2215 

Di  quelle  Vite  di  Santi  non  ho  bisogno.  Ben  gradirei  se  si  potesse 
ottener  copia  della  cronaca  Successuum  Guelforum,  ecc..  con  gli  altri  do- 
cumenti annessi  o  spettanti  a  quelle  terribili  fazioni,  e  lo  strumento  di 
Pace  intrinseca  con  la  liolla  deìV Assoluzione.  Mi  manca  il  Bellafino  per 
vedere  se  veramente  egli  sia  dopo  il  1500.  Sento  da  lei  che  arriva  fino 
al  151();  adunque  non  fa  per  me.  Quella  di  Jacopo  Filippo,  se  non  comin- 
ciasse si  indietro,  potrebbe  servire  essendo  autore  di  gran  credito. 

Ora,  giacché  la  mia  buona  fortuna  mi  ha  guadagnato  la  stimatissima 
corrispondenza  di  un  cavaliere  si  gentile  com'è  V.  S.  illustrissima,  la  sup- 
plico di  adoperarsi,  affinchè  io  possa  far  onore  alla  di  lei  patria,  e  alla 
mia  Opera,  con  qualche  suo  favore  ed  aiuto;  poiché  non  mancherò  di  at- 
testare al  pubblico  le  obbligazioni  che  le  avrò  per  questo.  Intanto,  con  ras- 
segnarle il  mio  rispetto,  mi  protesto,  di  V.  S.  illustrissima. 


2032. 

A  MAURO  ALESSANDRO  LAZZARELLI  in  Milano. 
Modena,  22  Gennaio  1722. 

Archivio  Soli  Muratori  {R.  Bihl.  Est.),  Modena. 

La  mia  risoluzione  intorno  alla  sigurtà,  siccome  scrissi  a  V.  P.  reve- 
rendissima neir  ordinario  scorso,  è  di  accettarla  benché  per  un  anno,  purché 
costi  sia  fatto  obbligo  di  rinnovarla  finito  Tanno.  Già  David  Pano  mi  ha 
detto  d' essere  pronto,  ma  crederei  che  fosse  necessario  il  foglio  sottoscritto 
costi,  o  pure  una  copia  d'esso,  dovendosi  obbligare  il  Pano  a  tenore  del 
medesimo.  Perciò  la  prego  di  favorirmi  di  ciò,  come  ella  crederà  meglio. 
S' ella  può  risparmiarmi  una  lettera  al  signor  marchese  Trivulzio,  lo  faccia  ; 
e  potrebbe  inviargli  l'antecedente  mia,  in  cui  la  pregai  dell'obbligo  della 
rinnovazione  della  sigurtà  suddetta.  0  pure  gliene  scriverò  io,  dopo  rice- 
vuta la  di  lei  risposta.  Intanto  il  vaglia  del  Signor  Dottor  Pezzi  stia 
saldo  nelle  mani  di  lei. 

Con  tutta  puntualità  mi  portò  il  religioso  minimo  l'involtino  da  lei 
consegnatogli.  Ivi  si  chiudeva  l'opera  del  signor  Richa  de  morbis  vul- 
garibus,  che,  tanto  tempo  è,  fu  veduta  dal  nostro  signor  Corte.  Mi  ha 
quel  signore  fatto  consigliere  di  S.  A.  S.,  sicché  da  qui  innanzi  ella  mi 
porti  gran  rispetto,  per  timore  ch'io  non  eserciti  questo  sublime  ministero 
contro  di  lei. 

La  ringrazio  del  suddetto  involto;  ma  incomparabilmente  più  mi  preme 
l'altro,  che  scrive  il  signor  marchese  Malaspiua  d'inviarle.  Quando  venga 
per  la  posta,  paghi  per  me,  ch'io  soddisfarò  al  mio  debito,  e  la  pregò  di 
avvisarmene    con    tutta   fedeltà.    Contenendosi  ivi   un   bel  pezzo   di   storia 


2216  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [l'7S3- 

antica  inedita,  ella  sarà  ben  persuasa,  che  l'aspetto  con  ansietà:  pure 
noi  fidi,  se  non  a  persona  sicura.  Il  signor  Redaelli  sarà  molto  a  proposito. 
Scaricatosi  per  un'oreccliio  il  malore  vertiginoso,  che  ha  fatto  temere 
ne'  di  passati  il  nostro  signor  Torti,  per  la  Dio  grazia  sta  bene.  Se  n  'è 
rallegrata  tutta  la  Città,  Dio  cel  conservi,  e  conservi  ancor  lei  con  tutta 
felicità.  Rassegnandole  con  ciò  il  mio  ossequio  mi  confermo,  di  V.  P.  re- 
verendissima. 

2033. 

A  N.  N.  in  Reggio. 
Modena,  22  Gennaio  1722. 

Archivio  Vallisnikri,  Reggio  Emilia. 

Finalmente  questa  sera  dopo  V  Ave  Maria  nella  Camera  de' signori 
fattori  ducali,  alla  presenza  del  sig.  marchese  Salvatico,  e  del  signor  se- 
gretario Santagata.  è  seguito  l'aggiustamento  a  puntino  come  si  era  sta- 
bilito prima.  Esso  signor  marchese  ha  letto  per  extenstim  prima  le  parole 
de' confratelli,  e  poi  quelle  di  V.  S.  tenendo  sotto  gli  occhi  lo  stesso  foglio 
da  me  scritto.  In  fine  ha  esortato  tutti  alla  buona  concordia  ;  ha  detto  da 
parte  di  S.  A.  essere  intenzione  del  serenissimo  che  i  confratelli,  a' quali 
ha  accordata  la  sua  protezione,  si  servano  in  bene  della  medesima,  per 
maggior  culto  di  Dio,  e  non  già  per  abusarsene,  sperando  che  anche  il 
signor  arciprete  dal  suo  canto  farà  lo  stesso;  e  infine  ha  detto,  che  tutti 
gli  atti  e  memorie  della  dissensione  passata  si  aboliscano,  acciocché  non 
resti  più  incentivo  a  nuove  liti.  E  cosi  ecco  terminata  la  gran  lite  con 
riputazione  di  tutti,  e  con  buon  modo  ancora  di  questi  mandatarj  della 
compagnia,  i  quali  hanno  placidamente  ascoltato  tutto,  né  hanno  mosso 
pretensione  alcuna.  Grazie  a  Dio  di  tutto. 

Prima  di  venire  alla  formalità  di  quest'atto,  e  d'introdurre  i  man- 
datarj, il  signor  marchese,  e  il  signor  segretario  hanno  parlato  a  me  per 
la  pretension  delle  spese.  Ho  risposto,  pretendersi  vanamente,  da  che  i 
lor  viaggi  sono  stati  solo  per  calunniare  V.  S.  ;  ed  avendo  essi  replicato, 
che  almeno  pel  signor  Liberato  [  Vallisnieri  ]  ciò  correva,  ho  detto,  che  la 
giustizia  tuttavia  si  faceva  per  lui,  e  eh'  io  non  avevo  mandato  per  questo, 
ed  essere  questa  una  facchineria.  Basta  :  non  so  se  sia  finita  per  questo, 
so  che  non  se  n'é  parlato  nell'aggiustamento. 

E  restato  il  signor  segretario  di  notificare  tale  aggiustamento  al  signor 
Governatore,  e  di  pregarlo,  che  faccia  abboccar  insieme  le  parti  costi:  nel 
quale  incontro  so  che  V.  S.  farà  comparire  la  sua  mansuetudine,  e  il  suo 
buon  cuore.  Scriverà  ancora  a  Reggio,  aifinché  sia  notificato  a  monsignor 
illustrissimo  Vescovo  la  concordia  fatta. 


•  1*733]  A    VINCENZO    VECCHI  2217 


Dopo  8Ìam  tatti  andati  accompagnando  il  signor  segretario,  e  in  sna 
camera  s'è  votato  il  pacco.  Ho  io  chiesto  conto  al  sig.  Tassoni  di  alcune 
novità.  Et  egli  ha  risposto,  che,  se  levò  il  confessionale  vecchio,  ve  ne 
ripose  uno  più  bello  e  nuovo.  Che,  per  l'invito  delle  compagnie,  lo  fece 
ad  insinuazione  del  serenissimo  signor  principe  Foresto  ;  ma  se  gli  è  risposto, 
che  doveva  passarne  parola  a  lei.  Per  l'ufìzio  dice,  che  avendo  trovato 
indebito  il  dare  la  doppia  al  di  lei  cappellano,  siccome  varj  teologi  l' ave- 
vano assicurato,  e  volendo  V.  S.  persistere  in  tal  pretensione,  egli,  affinchè 
non  si  ritardassero  i  suffragi,  aveva  fatto  celebrare  altrove. 

Poscia  ha  mostrato,  esservi  alcuni  capi  controversi  fra  V.  S.  e  la 
compagnia  e  spezialmente  per  due  messe  il  mese,  le  quali  o  non  son  ce- 
lebrate nel  mese,  o  in  fine  dell'  anno  non  son  celebrate  tutte.  Et  altre  cose, 
che  non  ha  accennato.  Si  è  restato,  che  mettano  tutto  in  carta,  e  che 
qui  sarà  tutto  regolato  per  l'avvenire,  a  fine  di  levar  le  occasioni  di  con- 
tese. Perciò  anche  V.  S.  potrà  inviarmi  nota  di  quello,  che  le  parrà  com- 
petente a  lei:  che  tutto  sarà  esaminato,  et  io  non  mancherò  di  assistei'la. 

Osservi,  che  cotesta  gente,  non  potendo  ottenere  rifacimento  di  spese 
dal  signor  Liberato,  le  addosserà  alla  compagnia.  Vorrei  ch'ella  non  si 
riscaldasse  per  questo  ;  ma  solamente  dicesse,  che  veramente  le  par  grave  : 
e  con  tuttociò  le  appruova  per  conto  suo,  riserbando  però  a  i  superiori  il 
giudicarne  meglio.  0  pure  pensi  a  qualche  altro  ripiego  mite,  che  non 
rompa  l'armonia  stabilita. 

Con  un  po' più  d'agio  le  invierò  copia  dell'aggiustamento,  e  intanto 
rallegrandomi  d'averla  servita,  e  desideroso  di  maggiormente  servirla,  con 
tutto  lo  spirito  mi  protesto,  di  V.  S.  illustrissima. 


2034. 

A  VINCENZO  VECCHI  in  Ferrara. 
Modena,  23  Gennaio  1722. 

Archivio  di  Stato,  Modena. 

Beach"  io  non  abbia  veduto  in  questa  settimana  lettera  di  V.  S.  illu- 
strissima pure  suppongo  che  le  sia  capitata  una  mia  dell'antecedente 
venerdì,  la  quale  mi  premeva  molto.  Intendo  che  cotesto  P.  Formigieri  sia 
prefetto  di  S.  Benedetto  di  Mantova,  e  Priore.  Vegga,  di  grazia,  come  si 
potesse  introdurre  commerzio  con  esso  lui. 

Nella  ricerca  di  un  segretario  per  lei  io  mi  sono  arrestata  e  s' è  pure 
arrestata  qualche  altra  persona,  al  sapersi,  che  sia  venuta  costà  a  servirla 
un  figliuolo  di  Domenico  Mazzi,  il  quale  ha  scritto  di  star  bene,  né  mostra 
di  doversi  partire.  Se  questo  non  fosse  stato,  mi  si  era  presentato  un  figlio 


2218  LODOV^ICO    ANTONIO   MUEATORI  [IT'SS- 

di  M.  Giovan  Battista  cuoco  di  Corte,  Carlo  Baracca,  che  già  era  nella 
posta,  Lucchese,  che  mi  dicono  avere  tutte  le  abilità  e  buoni  costumi,  ma 
che  per  essere  straniero  non  finisce  di  piacermi,  e  un  altro  giovane  che 
non  ho  peranco  veduto.  Ora  ella  mi  scriva  se  debbo  desistere  da  ogni 
altra  ricerca. 

Le  mandai  V  estrazione  prima,  del  nostro  lotto.  Le  trasmetto  ora  l'invio 
per  la  seconda,  acciocché  se  alcuno  sperasse  costi  di  essere  più  fortunato, 
quest'  altra  volta  possa  concorrere. 

E  con  tutto  r  ossequio  mi  ricordo. 


2035. 

A  PIER  CATERINO  ZENO  in  Venezia. 
Modena,  2i  Gennaio  1722. 

Bibliote<;a  del  Seminabio,  Padova- 

Le  giunte  ai  Cortusii  sono  in  mia  mano.  Farò  copiarle,  e  le  rimet- 
terò sicure  a  V.  R.  fuori  di  posta.  Intanto  premetto  i  miei  più  dovuti 
ringraziamenti  per  gli  atti  di  tanta  bontà,  ch'ella  mi  fa  godere,  e  per  li 
quali  le  sarò  eternamente  obbligato.  Scrivo  oggi  alla  signora  Contessa  Paola 
Conti,  moglie  del  signor  conte  Manfredo  pi  r  vedere,  se  potessi  ottenere  in 
prestito  il  codice  da  lei  accennatomi,  e  senza  far  motto  di  chi  mi  ha  sco- 
perto il  tesoro.  Collazionai  la  Storia  dei  Cortusii  con  un  buon  codice  del- 
l'Estense:  tuttavia  non  sarebbe  se  non  bene  di  poter  anche  valersi  di  co- 
testo. Cosi  ho  fatto  parimente  di  Albertino  Mussato,  e  di  Rolandino. 

Pazienza,  se  il  Giornale  va  lento  alla  stampa.  Purché  viva,  questo  dee 
bastare.  E  certo  faccia  V.  R.  quanto  può  per  tenerlo  in  piedi,  essendo 
opera  di  troppa  importanza,  e  dirò  anche  necessità  per  l'Italia.  M'imma- 
gino, che  favellando  in  esso  della  mia  grande  impresa,  non  farà  comparire 
il  catalogo  de'  miei  manoscritti,  così  ancora  desiderando  que'  Signori  di 
Milano.  Ho  veduto  la  mostra  del  primo  foglio  di  quella  stampa,  e  spero 
che  farà  onore  a  i  poveri  Italiani.  E  ce  ne  ha  ben  bisogno,  perchè  ella 
veda,  come  gli  Ingegni  sono  addormentati,  ed  escono  si  di  rado  Opere  di 
gran  pregio  fra  noi,  né  si  fanno  edizioni  di  molta  stima.  Mi  piacque  ben 
assaissimo  il  San  Gaudenzio  del  sig.  Canonico  Gagliardi. 

Rassegnandole  con  ciò  il  mio  rispetto,  mi  confermo,  etc. 


~l'7iì2  I  Vn    ANTONIO    RAMBALDO    DI   COLLALTO  2219 


20B6. 

AD  ANTONIO  RAMBALDO  DI  COLLALTO  in  Vienna. 
Modena,  29  Gennaio  1722. 

Abchitio  Collalto,  Fimitz. 

Non  potevo  io  desiderare  miglior  incontro  di  quello  che  ho  provato 
col  gentilissimo  nostro  sig.  Gentilotti.  avendo  egli  con  tutta  finezza  preso 
ad  aiutarmi  per  l'edizione  di  Sicardo.  Già  il  mio  manuscritto  inviato  al 
sig.  conte  Guicciardi  sarà  in  sua  mano,  e  ne  spero  ogni  favore.  Ma  io  son 
come  certi  buoni  frati,  che  da  una  casa  non  vogliono  oggi  che  la  pagnotta, 
e  domani  si  mettono  a  pretendere  vino,  legna,  minestra  etc.  In  cotesta 
cesarea  Biblioteca  si  conserva  un'  opera  manoscritta  di  Gotifredo  da  Vi- 
terbo nostro  Italiano,  diversa  dall'  altra,  che  è  stampata,  ove  si  tratta 
spezialmente  delle  genealogie  de  gli  antichi  principi.  Ne  fa  menzione  quel 
benedetto  Lambecio,  eh'  io  non  ho,  né  spero  mai  di  avere. 

Ora  io  bramerei  che  V.  E.  destramente  s' insinuasse  col  sig.  Genti- 
lotti  per  sapere,  come  va  la  faccenda  di  Sicardo  ;  e  poi  s' industriasse  di 
ricavare  cosa  veramente  contenga  1"  opera  suddetta  inedita  di  Gotifredo  ; 
e.  se  vuol'  anche  parlarne  svelatamente,  lo  faccia. 

Intanto  procedo  con  riguardo,  perchè  non  vorrei  comparire  quell'  in- 
discreto, che  forse  sono,  col  comune  amico.  Quando  tal'  opei'a  trattasse 
solo  de  i  re  ed  imperatori  lontani  da'  tempi  del  suddetto  scrittore,  ne 
farei  poco  capitale,  perchè  vi  avrà  delle  favole  senza  numero. 

Ma  se  mai  la  sua  fatica  abbracciasse  ancora  i  vicini  a'  suoi  giorni, 
sarebbe  pure  ancor  questa  una  gioia  per  la  mia  gran  raccolta,  la  quale 
si  va  sempre  più  disponendo  per  la  stampa  in  Milano,  giacché  quegli  é 
scrittore  antico,  e  de'  nostri.  In  ogni  caso  nella  Prefazione  da  me  fatta 
all'  altra  opera  di  <  xotifredo,  aggiungerei  le  notizie,  che  imparassi  dal- 
l' altra.  Prego  V.  E.  di  adoperare  il  suo  zelo  e  spirito  per  ottenermi  tal 
grazia,  per  cui  resterò  sommamente  tenuto  a  lei,  e  al  sig.  Gentilotti. 

Mi  sono  poi  insuperbito  non  poco,  perché  più  d' una  volta  mi  ho 
sentito  dolcemente  fischiare  all'  orecchio  de'  brindisi  fatti  alla  mensa  di 
V.  E.  per  la  mia  salute. 

Ringrazio  lei,  ringrazio  infinitamente  quella  gran  Dama,  che  anche 
in  gran  lontananza  mi  ha  presente  nell'  ore  liete.  Anch'  io  fo  voti  continui 
per  la  loro  felicità,  e  la  prego  de'  miei  rispetti  a  si  benigna  e  gentile  si- 
gnora. Con  che  ratificandole  il  mio  rispetto,  e  raccomandandole,  che,  quando 
s' incontrerà  a  vedere  il  P.  Paoli,  e  il  nostro  sig.  Zeno,  gli  assicuri  del 
mio  ossequio,  mi  confermo,  di  V.  E. 


2220  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [1*7S3- 


2037. 

A  MAURO  ALESSANDRO  LAZZARELLI  in  Milano. 
Modena,  29  Gennaio  1722. 

Abchivio  Soli  Muratobi,,  (R.  Bibl.  Est.),  Modena. 

Nell'ordinario  passato  significai  al  sig.  Argelati  ciò  ch'io  desiderava 
dal  sig.  marchese  Trivulzio,  e  il  pregai  di  parlarne.  Se  la  sua  prima 
lettera  non  mi  dirà  d' averlo  fatto,  scriverò  io  a  dirittura.  Intanto,  se 
V.  P.  reverendissima  volesse  mandarmi  1'  originale  dell'  obbligazione  già 
fatta  da  esso  sig.  marchese,  la  riceverò  volentieri,  perchè  la  credo  neces- 
saria qui,  affinchè,  a  tenore  d'  essa,  il  Fano  faccia  la  sua  sigurtà. 

Un'  altra  lettera  tutta  piena  di  gentilezza  verso  di  me,  scrittami  dal 
nostro  sig.  marchese  Reggente  Olivazzi,  esigerebbe  risposta;  ma  io  sa- 
pendo, che  non  mancano  a  lui  fasci  di  lettere,  liti,  e  intrighi  senze  numero, 
prego  la  di  lei  bontà  di  rassegnargli  il  mio  rispetto,  e  di  ringraziarlo  in- 
finitamente per  tanta  benignità,  eh'  egli  usa  meco,  e  per  gli  favori,  che 
ha  compartito  ad  un  mio  buon  -amico.  Quand'  anche  la  fortuna  non  corri- 
spondesse a  i  di  lui  favorevoli  uffizi,  non  saranno  men  grandi  le  obbligazioni. 

Aspetto  il  sig.  Redaelli  con  quel  tesoretto.  eh'  ella  gli  ha  consegnato. 
E  qui,  ratificandole  il  vivo  desiderio  d"  ubbidirla,  con  tutto  il  rispetto  mi 
confermo,  di  V.  P.  reverendissima. 


2038. 

A  VINCENZO  VECCHI  in  Ferrara. 
Modena,  30  Gennaio  1722. 

Archivio  di  Stato,   Modena. 

Staremo  attendendo  ciò  che  riuscirà  a  V.  S.  illustrissima  per  mezzo 
dell'  avvocato  mediatore,  avendo  ella  appunto  presa  quella  via,  che  più 
si  appruova  dal  Padron  serenissimo.  Certo  sarà  bene  trattare  col  religioso 
nostro  paesano,  senza  che  l'altro  mugnajo  di  strani  concetti  lo  sappia. 
Ma  io  mi  strassecolo,  perchè  quando  era  tempo  i  nostri  maggiori  non 
raccogliessero  con  tanta  facilità  quello,  che  ora  si  va  con  tanta  pena  men- 
dicando. Pazienza:  fare  ora  quanto  si  può. 

Quanto  al  segretario,  il  sig.  Lucrezio,  aiutante  di  Camera  di  S.  A.  S., 
il  quale  mi  parlò  dell'  Occarelli,  mi  dice  gran  bene  di  tal  giovane,  e  che 
non  osterebbe  punto   Y  esser   egli    persona   comoda,    poiché   servirebbe  con 


-IT* SS]  A    FRANCESCO    ARISI  2221 


puntualità,  et  è  persona  savia  e  capace.  Il  figlio  di  M.  Giovan  Battista  è 
chierico;  fece  ogni  sforzo  per  servire  il  sig.  marchese  Coccapani;  ma 
questo  cav.  ha  risparmiato  la  spesa.  Il  crederei  a  proposito.  Ma  sto  so- 
speso perchè  ha  da  essere  da  me  un  figliuolo  del  sig.  Corti,  sacerdote, 
quello  che  cantava  le  lamentazioni  a'  Cappuccini,  il  quale  è  giovane  sa- 
nissimo, per  vedere  che  carattere  e  abilità  egli  abbia,  e  se  volesse  venire. 
Allora  V.  S.  illustrissima  sceglierà. 

M*  immagino  che  il  sig.  Bertani  abbia  a  cuore  la  riscossione  de'  miei 
crediti,  tuttavia  sono  a  pregarlo  di  sollecitarlo,  trovandomi  in  più  d' un 
bisogno  per  impegni,  ch'io  facilmente  prendo,  benché  non  abbia  fonda- 
mento che  su  coteste  mie  poche  rendite. 

Con  suo  comodo  ella  vedrà  il  prete  Scalabrini.  E  intanto,  con  desi- 
derio continuo  di  ubbidirla,  mi  rassegno. 


2039. 

A  FRANCESCO  ARISI  in  Cremona. 
Modena,  5  Febbraio  1722. 

MnsKO  Civico  Crkmosksc,  edita  [203]. 

Amico  amatissimo. 

Se  voi  siete  Conservatore  di  cotesta  città  solamente  per  conservarne 
sepolte  quelle  storie  vecchie,  che  potrebbono  fare  onore  alla  patria  vostra 
e  alla  mia  gran  raccolta,  la  quale  si  va  disponendo  per  la  stampa  in  Mi- 
lano, io  vi  sosterrò  con  carta,  penna  e  calamaio,  che  voi  siete  un  cattivo 
Conservatore.  Leggete  un  poco  l'annessa,  che  mi  rimanderete  poi.  e  tro- 
verete avere  ancor  voi  maniera  di  concorrere  al  mio  disegno.  Ho  cronache 
di  tante  altre  città:  gran  cosa  sarebbe  che  l'unica  città  di  Cremona,  città 
tanto  cospiscua.  nulla  potesse  contribuire.  Di  grazia  sbracciatevi  un  poco, 
e  trovate  conto  di  ciò  che  il  sig.  abate  (Jarbelli  '  [Filippo],  straniero,  ha 
scoperto  alla  barba  di  voi.  che  siete  e  cremonese  e  cronista  di   Cremona. 

L'  opera  di  Galvano  Fiamma  1'  ho  e  non  occorre  altro  per  essa.  Vorrei 
quella  del  Guidetti.  Sospiro  quella  antichissitna  che  comincia  dalla  con- 
quista di  Terrasanta,  siccome  ancora  le  memorie  manoscritte  de'  vostri 
antichi  magistrati. 

Mi  raccomando  vivamente  al  vostro  amore  e  zelo.  Non  trovate  scuse, 
che  altrimenti  vi  scomunico.  Questo  sia  il  vostro  carnevale.  Mi  ricordo 
intanto,  etc. 


•  Sue  lettere  in  Archivio  Soli  Muratori  {R.  Bibl.  Est.),  n.°  19  da  Brescia  1722-'^. 
Epistolario  di  Lodovico  Antonio  Muratori  —  V^oL  VI.  Ul. 


2222  LODOVICO   ANTONIO    MURATORI  [l'T'SS- 


2040. 

A  MAURO  ALESSANDRO  LAZZARELLI  in  Milano. 
Modena,  5  Febbraio  1122. 

Archivio  Soli  Mukatobi,  (R,  Bibl.  Est.),  Modeua. 

Adunque,  giacché  il  sig.  marchese  Trivulzio  non  ha  difflcultà  a  far 
l'obbligo  per  la  rinnovazione  della  sigurtà,  io  la  prenderò  qui  dal  Fano, 
il  quale  credo  che  giugnerà  ad  obbligarsi  per  due  anni.  Ringrazio  V.  P. 
reverendissima  per  la  copia  della  scrittura  inviatami,  e  per  gli  versi  del 
nostro  Puricelli.  M' immagino,  che  S.  M.  Cesarea  si  rallegrerà  al  vedere 
sì  allegri  cotesti  suoi  sudditi,  perchè  credei'à  non  essere  si  pesanti  le 
contribuzioni,  come  va  dicendo  taluno.  Ma  infine  è  meglio  ridere  che 
piangere  nelle  disgrazie,  quando  a  ogni  modo  le  disgrazie  si  hanno  a 
soffrire. 

È  qui  chiamato  il  P.  abate  di  Reggio.  Si  dee  manipolar  qualche  ne- 
gozio. Ma  in  fine  io  vorrei  eh'  ella  non  avesse  a  consolarsi  sempre  colla 
sua  coraggiosa  filosofia. 

Scrivo  al  sig.  marchese  Trivulzio,  pregandolo  di  consultare  confiden- 
temente il  sig.  Sassi  per  sapermi  dire,  come  ho  a  governarmi  nella  Pre- 
fazione generale  intorno  al  nominare  i  promotori  della  gran  Raccolta: 
che  bramerei  di  non  disgustare  alcuno,  e  di  mostrarmi  grato  a  tutti. 
Quando  ella  potrà  vedere  T  uno  o  Y  altro,  se  ne  mostri  consapevole,  e 
cavi  terreno,  e  poi  tenga  il  segreto  con  favorirmi  d'  avviso. 

E  vicina  la  partenza  del  serenissimo  signor  Principe  Gio.  Federico 
[d'Este]  verso  Venezia  e  Germania.  È  mancato  di  vita  il  vecchio  e  stupido 
conte  Valentini.  In  Reggio  danze  non  poche,  ma  forse  non  molta  interna 
allegria.  Con  tutto  lo  spirito  mi  confermo,  di  V.  P.  reverendissima. 

2041. 

A  GUIDO  GRANDI  in  Pisa. 

Modena,  6  Febbraio  1722. 

R.  BiBLiioTBCA  Nazionale  Centrale,  Firenze. 

Giacché  a  me  non  viene  il  Giornale  de  Letterati  d'  Olanda,  mi  è  stato 
carissimo,  quanto  ho  inteso  da  V.  P.  reverendissima  intorno  all'estratto 
delle  mie  Antichità  Estensi.  Nella  prefazione  accennai  ciò  eh'  io  intendeva 
di  fare  nella  parte  11."^  intorno  alle  Italiane.  Poco  importa,  se  non  mi  sono 


-l'assi  A    VINCENZO   VECCHI  2223 


bene  espresso.  Il  punto  sta  ch'io  possa  ottener  tanto  dalla  mia  poca  sanità, 
da  poter  mantenere  la  promessa.  Ma  subito  che  sarò  spedito  dalla  gran 
mole  de  gli  Ucriptorum  Rerum  Italicarum  se  Dio  mi  darà  forza  e  vita, 
ripiglierò  quell'argomento,  benché  si  vasto,  che  mi  fa  paura. 

Pazienza,  se  Pisa  non  mi  potrà  somministrare  cronaca  alcuna,  so 
nondimeno,  che  ve  n'ha  una  antica,  ma  non  so  se  più  si  conservi  costi. 
Fors' anche  la  paurosa  politica  presente  si  opporrà  a"  miei  desiderj.  Pure 
da  altre  di  cot«ste  città  spero  soccorso.  Intanto  si  dispone  la  stampa,  e 
mi  vo  lusingando  di  poter  anche  pubblicare  il  buon  Sicardo  cremonese. 

Gran  quantità  di  antichi  documenti  inediti  sta  in  mia  mano,  e  tutto 
è  alla  disposizione  di  V.  P.  reverendissima  :  e  ne  ho  de'  tempi  di  S.  Ro- 
mualdo: ma  non  mi  sovviene  d'avere  mai  veduto  cosa  spettante  a  quel 
santo  abate,  perchè  non  ho  pescato  in  quelle  parti,  dove  egli  visse  ed 
operò.  Andrea  Dandolo  che  fiori  nel  1340  ne  parla  nella  sua  cronaca  inedita, 
ma  solamente  per  relazione  di  S.  Pier  Damiano.  Ella  vegga,  e  suggerisca, 
come  avessi  da  servirla,  e  mi  avrà  ubbidiente.  Intanto  mi  rallegro  pel  bel 
diseguo,  ch'ella  ha  per  le  mani,  e  le  prego  sanità  ed  ozio  per  tutto.  E.  no- 
tificandole il  mio  ossequio,  mi  confermo,  di  V.  P.  reverendissima. 


2042. 

A  VINCENZO  VECCHI  in  Ferrara. 
Modena,  6  Febbraio  1722. 

Akchivio  di  Stato,  Modena. 

Noji  ho  potuto  comunicare  al  Padron  serenissimo  1*  ultima  graditis- 
sima di  V.  S.  illustrissima,  perchè  ora  il  meditato  viaggio  del  serenissimo 
Principe  Gio.  Federico,  occupa  i  pensieri  e  il  sito  delle  udienze  :  e  proba- 
bilmente, finché  non  è  spedita  questa  faccenda,  io  non  andrò  all'  anticamera. 
Dicono  che  nel  martedì  venturo  s'  abbia  a  fare  questo  gran  passo  :  sicché 
anche  V.  S.  illustrissima  si  disponga  per  fare  incontri.  Allora  poi  parlerò 
del  riordinare  cotesta  Computisteria;  e  intanto  mi  potrà  ella  dire,  che 
spesa  ella  credesse  che  potesse  occorrere,  perchè  questo  è  il  punto  prin- 
cipale da  considerarsi. 

Mi  è  stata  cara  la  copia  del  Diploma  ottoniano,  perché  veggo  con- 
servarsi costi  r  originale,  benché  si  gravemente  impugnato  dall'  intrepido 
furiano.  M' immagino  che  di  più  non  possa  aspettarsi  da  chi  è  senza  sugo, 
giacché  a  noi  probabilmente  non  serviranno  i  regali,  che  vorrebbe  farci 
queir  altro  suo  amico  pretensore  d' imperi.  Ho  riso  a  udire  i  suoi  fantasmi. 

Ottimo  colpo  bensi  è  stato  V  altro  d'  avere  trovato  nel  P.  F.  disposi- 
zione si  amorevole  nel  favorirci.    Può  immaginarsi  V.  S.  illustrissima  che 


2224  LODOVICO   ANTONIO   MUKATOBI  I  l'T'SS- 


attenderò  con  impazienza  la  copia  di  que'  notandi,  dalla  lettura  de  i  quali 
dipenderà  il  prendere  altre  risoluzioni.  Vengano  dunque  che  saranno  ben 
veduti  anche  e  graditi  dal  Padron  serenissimo.  Tutto  servirà  a  far  meglio 
conoscere  quanto  più  sia  attivo  ed  attento  che  non  era  l'antecessore,  chi 
presentemente  empie  cotesto  posto. 

Ho  filo  col  P.  Tamburini,  ed  anch'  egli  mi  accenna  quanto  ella  mi  ha 
significato  intorno  ai  manoscritti  del  P.  Bacchini,  e  da  lui  pure  aspetto 
soccorso.  Mi  dice  il  signor  segretario,  a  cui  ho  confidato  1'  ultimo  foglio  di 
V.  S.  illustrissima,  che  la  vacchetta  del  Saracchi  è  in  Roma,  e  fu  pro- 
dotta ne'  congressi,  e  nulla  v"  era  che  a  noi  nocesse.  Certo  che  1'  atto  della 
tutela  premerebbe  d' esser  veduto.  La  di  lei  prudenza  farà  quanto  potrà. 
Probabilmente  nulla  si  troverà  di  buono  che  non  sia  stato  esplorato. 

Vorrei  pure  servirla  d'un  segretario,  ma  mi  truovo  tuttavia  aìVAbici. 
Avendo  io  parlato  al  sacerdote  Corti,  s'  è  scusato  colla  poca  sanità  del 
padre,  e  col  aver  egli  Zecchini  150  oltre  a  qualche  incerto  nel  tenere  le 
scritture  delle  Stimmate,  e  la  messa  certa.  Il  figlio  di  messer  Gio.  B.  è 
imbrogliato,  perchè  il  sig.  conte  Tardini,  l' ha  impegnato  a  servire  alla 
sua  persona,  cioè  al  Magistrato  degli  alloggi,  facendogli  sperare  la  paga, 
la  quale  intanto  è  goduta  da  don  Gio.  Noceti,  mandato  a  Reggio  per  ser- 
vire colà  il  sig.  vice  governatore  Cimicelli.  Gli  ho  detto  che  si  serva  in 
cotesta  congiuntura  per  decidere  della  sua  fortuna,  e  starò  a  vedere  che 
ne  seguirà.  Sicché  si  riduce  1'  offerta  sicura  di  un  segretario  al  sacerdote 
Occarelli,  il  quale  bramerebbe  di  venire,  e  ne  ha  parlato  al  sig.  arcidia- 
cono, ed  è  stato  anche  a  trovar  me  con  dirmi  non  dover  punto  far  osta- 
colo, ch'egli  goda  qualche  comodità,  perchè  saprà  obbedire  e  servire.  È 
giovane  di  molta  civiltà,  e  mi  dicono  di  buoni  costumi.  Vegga  se  potesse 
proporsi  al  partito,  eh'  egli  venisse  a  provar  lei,  e  a  dar  pi'ove  di  se  stesso, 
senza  obbligarsi  a  uno  stabile  accordo,  se  non  dopo  la  pruova. 

Con,  che  ratificandole  il  mio  rispetto  . . . 


2043. 

A  GIUSEPPE  ANTONIO  SASSI  in  Milano. 
Modena,  12  Febbraio  1722. 

Biblioteca  Ambrosiana,  Milano,  edita  [176]. 

Ottimamente  ha  fatto  V.  S.  illustrissima  in  ritardare  il  principio  della 
stampa,  giacché  restava  da  far  il  confronto  de'  manoscritti,  il  quale  potrà 
recare  gran  lustro  alla  nostra  edizione.  E  mi  son  ben  rallegrato  in  ap- 
prendere che  tal  collazione  abbia  fruttato  varie  importanti  lezioni.  Riuscirà 
vago  ed  utile  il  mirare  impresso  con  diversi  caratteri,  ciò  che  è  di  Eutropio, 


-l'rSS]  A  GIUSEPPE  ANTONIO  SASSI  2225 


di  Paolo  Diacoru),  e  dell'Autore  della  Miscella.  Vero  è  che  la  Mtscelta 
intera  manoscritta  costì  non  si  ritruova;  ma  non  sarà  poco  il  guadagno 
fatto  su  i  due  primi  autori.  Se  ella  crederà  bene  di  aggiungere  alla  Pre- 
fazione di  essa  Miscella  quanto  è  stato  operato  costì  per  renderla  più 
perfetta,  ne  avrò  gusto,  se  nò.  farò  io  essa  giunta.  Bisogna  poi  ricordarsi 
di  aggiugnere  al  Titolo  d'  essa  Miscella  exacta  et  castigata  ad  manuscripios 
codices  ambrosianae  liibliothenae.  E  così  lo  stesso  a  Giornarule,  e  Paolo 
Diacono,  confrontata  che  sia  la  loro  Storia  Gotica  e  Longobardica.  Ma 
del  codice  di  Monza  non  odo  più  farsi  parola,  e  pure  gioverebbe  assais- 
simo l'avere  consultato  ancor  quello:  e  ben  lo  raccomando. 

Ho  scritto  al  sig.  Argelati,  che  pensi  come  possa  farsi,  perchè,  nelle 
note  del  Valesio  al  panegirico  di  Berengario,  entrano  alcune  parole  greche, 
e  a  ciò  sono  necessari  i  caratteri. 

Al  sig.  marchese  Trivulzio  1'  ordinario  scorso  scrissi  intorno  a  quattro 
storici,  che  si  conservano  nell'Ambrosiana,  e  che  io  non  ebbi  tempo  di 
copiare,  cioè  Tolomeo  da  Lucca,  Sozomeno  da  Pistoia,  Bonincontro  Morigia 
e  Bertiardo  Gurdone  per  le  Vite  de  i  papi.  Basterebbe  prender  ciò  che  i 
due  primi  hanno  dall'  anno  800  ed  anche  più  tardi,  fino  a  i  lor  giorni. 
Di  Bernardo,  ciò  che  scrive  dall'  870,  sino  a'  suoi  tempi.  Del  Morigia  non 
so  ben  dire.  Quand'  anche  tali  autori  si  mettessero  nell'  ultimo  Tomo  ver- 
rebbero a  tempo.  Io  certo  avrò  vergogna  di  dire,  che  si  truovano  costì,  e 
che  non  si  son  potuti  stampare.  Ciò  mi  resta  da  aggiugnere  alla  Prefa- 
zione generale,  che  ho  già  distesa,  siccome  ancora  i  nomi  di  quei  Signori, 
che  costi  favoriscono  l'impresa. 

Attendo  il  Biglia;  e  in  breve  dovrebbe  giugnermi  il  Caffaro  autore 
antico  della  Storia  di  Genova,  che  sarà  un  bel  regalo  al  pubblico. 

Nella  Raccolta  del  Dachery  v'  ha  da  essere  un'  opuscolo  di  Rotario 
vescovo  di  Verona,  in  cui  descrive  un  suo  viaggio  fino  a  Roma,  che  con- 
verrà inserire.  Di  grazia  lo  truovi.  ed  esamini. 

Mi  prevarrò  di  quanto  ella  confidentemente  mi  accenna  intorno  al 
sig.  marchese  del  Borro.  Ma  ho  bisogno  d'  altri  lumi  per  non  fallare  nella 
suddetta  .Prefazione  generale:  del  che  ho  scritto  anche  al  sig.  marchese 
Trivulzio. 

Da  Pavia  mi  avvisano,  trovarsi  presso  quei  canonici  lateranensi 
uu*  opera  voluminosa  Augustini  Ticinensis,  che  fiori  circa  il  1490.  o  pure 
più  in  là,  arrivando  solo  ad  Eugenio  IV.  Nelle  Vite  de  i  papi  comincia 
dalla  nascita  del  Mondo  :  e  conduce  la  storia  fino  a"  suoi  giorni.  La  parte 
più  moderna  di  tal'  opera  potrebbe  servire  ;  ma  sarebbe  necessario  che 
qualche  valentuomo  potesse  ben  considerarla,  e  sapesse  scegliere  ciò  che 
fa  a  proposito.  Non  credo  che  il  Padre  Lettore  Beretti  [  Giovan  Gaspare  ] 
sia  molt«  confidente  di  quei  religiosi.  Come  potrebbe  farsi? 


2226  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [  1*7  33- 


Ed  ecco  a  V.  S.  illustrissima  un  gran  fascio  di  cose.  Ella  perdoni,  e 
faccia  quanto  più  può  per  favorire  l' impresa  ;  perchè  se  non  avessi  lei  costi, 
mi  troverei  troppo  imbrogliato,  per  non  dir  anche  disperato.  Con  vivo  de- 
siderio d' obbidirla  mi  confermo,  di  V.  S.  illustrissima. 


2044. 

A  VINCENZO  VECCHI  in  Ferrara. 
Modena,  13  Febbraio  1722. 

B.  Archivio  di  Stato.  Modena. 

Ho  poi  comunicato  al  Padron  serenissimo  tutto  quanto  V.  S.  illustris- 
sima mi  significò  nel!'  antecedente  sua  intorno  all'  operato  co'  due  neri,  e 
TA.  S.  ha  mostrato  molto  gradimento  della  di  lei  attenzione,  e  desidera 
che  si  continui  per  ricercare  quanto  si  potrà  massimamente  dal  P.  Formi- 
geri.  Probabilmente  nulla  si  avrà  di  profitto  di  casa  Pellegrini,  perchè,  o 
non  vorranno  vendere,  o,  anche  vendendo,  si  troverà  che  la  vendemmia  è 
stata  fatta  da  altri:  perciò  V.  S.  illustrissima  vada  cauta  in  azzardar 
danaro  per  questo. 

Mi  parlò  l'A.  S.  del  ritratto  della  Beata  Beatrice;  ma  l'influsso  che 
presentemente  corre  è  di  guardarsi  dalle  spese.  E  per  questo  avendo  io 
esposto  il  bisogno  di  rassettare  cotesta  computisteria,  e  il  frutto  che  se  ne 
può  raccogliere,  la  risposta  è  stata:  che  io  me  la  intenda  col  signor  mar- 
chese Salvatico;  e  ciò  interpreto  io  per  poca  voglia  di  impiegare  danaro 
in  questa  faccenda.  E  tanto  più  perchè  esso  sig.  marchese  va  dicendo  che 
si  ricava  molto  poco  da  tanti  effetti  che  ha  in  cotesto  parti  la  serenissima 
Casa.  Sicché  ella  esamini  che  cosa  converrebbe  per  un  tal  fatto,  ed  ac- 
cenni, ma  con  figurarsi  nello  stesso  tempo,  che  non  se  ne  farà  altro.  Ci 
penserà  chi  v'ha  più  interesse. 

Tutti  quanti  i  rogiti,  che  portino  quel  titolo  si  decoi'oso,  saranno 
cari  ;  perchè  uniti  insieme  formano  il  trattamento  comune  ;  e  questo  a  menti 
disinteressate,  comparirà  sempre  per  un  punto  di  sommo  rilievo,  ed  anche 
decisivo.  Il  signor  Occarelli,  cosi  persuaso  dal  signor  arcidiacono,  ha  scritto 
all'  improvviso  l' inchiusa,  che  mando  per  notizia  del  suo  carattere,  poten- 
dosi per  conto  dell'  abilità  sperare  molto  più  da  un  poco  di  pratica,  giacché 
r  ingegno  non  manca.  Gli  ho  detto  che  per  ora  V.  S.  illustrissima  non 
vuol  provvedersi;  ma  che  nondimeno  speri.  Poiché  quant' all' indipendenza, 
io  me  la  prometterei  da  questo  giovane,  non  dovendosi  ella  punto  forma- 
lizzare perchè  mei  proponesse  il  signor  Lucrezio,  essendo  ciò  seguito  ac- 
cidentalmente, e  mentre  esso  giovane  ad  altro  non  pensava,  che  a  servir 
(jratis  il  signor  conte  Frigimelica. 


-l'TSS]  A    MAURO   ALESSANDRO    LAZZARELLI  2227 

Quando  il  signor  Bertani  avrà  in  pronto  qualche  rugiada  per  me,  di 
grazia  me  lo  accenni,  perchè  mi  truovo  in  qualche  angustia  per  gli  debiti 
da  me  fatti,  nelle  argenterie  del  lotto,  le  quali  io  credevo  che  si  avessero 
a  smaltire,  e  la  gente  ha  più  tosto  voluto  il  contante. 

Le  rassegno  il  mio  ossequio  e  mi  confermo. 

Dicono  che.  passate  le  ceneri,  si  metterà  in  viaggio  il  serenissimo  signor 
Principe  Gian  Federico  [  d'  Este  ]. 


2045. 

A  NICCOLÒ  BERTANI  MASINI  in  Ferrara. 
Modena,  20  Febbraio  ÌT^. 

Raccolta  Fsrkajoli,  Roma. 

So  che  il  signor  commissario  avrà  raccomandato  a  V.  S.  1*  esazione 
di  cotesti  miei  crediti  :  ma,  ritrovandomi  io  in  qualche  angustia  per  alcuni 
miei  interessi  ed  impegni,  non  posso  di  meno  di  non  portarle  a  dirittura 
le  mie  preghiere,  affinchè  ella  mi  favorisca  di  sollecitare  l' unione  di  quanto 
ella  potrà  inviarmi  di  soccorso.  Già  sono  maturi  molti  crediti:  ed  io  del- 
l' anno  prossimo  passato  non  ho  ricavato  se  non  quella  somma,  che  ella 
mi  portò.  Di  grazia  s'affretti  per  favorirmi,  che  gliene  sarò  ben  tenuto. 
E  intanto  desiderando  le  occasioni  di  servirla,  mi  confermo  di  V.  S. 


2046. 

A  MAURO  ALESSANDRO  LAZZARELLI  in  Milano. 
Modena,  26  Febbraio  17^. 

Abchitio  Sou  MnRATORi  (  E.  Bibl.  Est.  ),  Modena. 

Fece  poi  questo  David  Fano  la  sigurtà  per  due  anni;  sicché  ne  ho 
abbastanza  per  ora.  Resta  che  V.  P.  reverendissima,  se  fosse  richiesta 
della  restituzione  del  vaglia  del  signor  Pezzi,  risponda  di  doverlo  tenere 
per  sicurezza,  che,  finiti  i  due  anni,  mi  sarà  confermata  la  sigurtà  ne  gli 
Stati  del  Serenissimo. 

A  me  dà  fastidio  la  pretensione  mossa  da  cotesta  Inquisizione  per  la 
revisione  de"  manoscritti.  Ne  scrivo  oggi  al  signor  bibliotecario  Sassi, 
giacché  anch'  egli  me  l' accenna.  Ma  a  buon  conto  mi  consola  V  avviso, 
che  già  si  dispongono  le  cose  per  dar  principio  alla  stampa.  Dio  ce  la 
mandi  buona. 


2228  LODOVICO   ANTONIO   MUEATOBI  ^       [±'722- 


Non  so  cosa  possa  inviarmi  l'Argelati,  se  non  fosse  la  storia  ma- 
noscritta del  Biglia.  Quando  poi  si  trattasse  d*  interesse  suo  proprio,  ella 
vedrà  se  vuol  ricevere  di  simili  pesi. 

Oh  quella  benedetta  pace,  che  pare  s"  avvicini  nella  prossima  apertura 
del  Congi'esso  di  Cambray,  vorrei  che  la  vedessimo  anche  ne'  nostri  paesi  ; 
e  pure  ella  più  si  allontana.  Glielo  scrivo  con  mio  sommo  dispiacere.  Ieri 
l'altro  alle  4  ore  di  notte  mancò  di  vita  la  principessa  Scalza.  Ella  sarà 
a  pregare  per  noi,  che  ne  abbiamo  gran  bisogno. 

Rassegnandole  il  mio  rispetto,  mi  confermo,  di  V.  P.  reverendissima. 


2047. 

A  GIUSEPPE  ANTONIO  SASSI  in  Milano. 
Modena,  26  Febbraio  1722. 

Biblioteca  Ambrosiana,  Milano. 

Sia  col  nome  del  Signore  il  principio  della  nostra  stampa,  quando 
seguirà.  Ma  confesso  il  vero  che  mi  dà  qualche  noia  e  pensiero  la  contro- 
versia insorta  con  cotesto  Inquisitore  che  so  essere  mal  vecchio.  Non 
vorrei,  che  di  qua  venisse  lo  spirito  della  vendetta  contro  dell'  Opera, 
benché  spero  eh'  ella  noi  meriti.  Oso  dire,  ma  non  so  bene  s' io  parli  a 
proposito,  che  si  potrebbe  permettere,  che  l' Inquisitore  segretamente  ve- 
desse i  manoscritti,  ma  senza  poi  dare  Imprimatur,  né  Puhblicetur  perché 
cosi  resterebbe  salvo  il  diritto  del  Principe  e  si  farebbe  un'  atto  di  rispetto 
a  quel  Tribunale,  acciocché  anch'  esso  potesse  chiai'irsi,  che  non  si  vuole 
stampare  roba  disdicevole  a'  costumi,  né  contraria  alla  religione.  Ma  biso- 
gnerebbe bene,  in  tal  caso  far  patti  chiari,  e  assicurare  la  restituzione  dei 
manoscritti.  Il  punto,  che  mi  preme,  é  che  essi  manoscritti  non  abbiano 
mai  da  andare  a  Roma,  perché  non  la  finiremmo  mai.  Tuttavia  mi  rimetto 
in  tutto  alla  prudenza  di  cotesti  signori  e  di  V.  S.  illustrissima. 

Mi  scrivono,  che  i  suddetti  signori  pensano,  che  niun  di  loro  sia  no- 
minato nella  Prefazione.  Me  ne  dispiace,  perché  vorrei  pure  attestare  le 
mie  obbligazioni.  Ma  certo  vo'  nominar  Lei,  il  signor  Bianchi,  e  il  Bel- 
lagatta. 

Di  tutta  mia  consolazione  è  quanto  si  é  operato  e  si  vuol  operare  pel 
confronto  di  cotesti  manoscritti.  Ma  é  un  grave  incomodo  quello  di  dover 
far  copiare  i  libri  stampati.  Mi  raccomando,  che  la  copia  sia  riletta  e  col- 
lazionata con  essi  stampati,  perché  troppo  spesso  accade,  che  scappano 
delle  parole  e  de  i  sensi.  Quando  manderò  nota  de  gli  altri  stampati  che 
si  avranno  da  ripubblicare,  ella  saprà  dirmi,  se  si  trovano  costi:  perché 
anch'  io  soccorrerò  di  ciò  che  è  puramente  necessario  e  indispensabile. 


- 1*7 SS]  A.   VINCENZO    VECCHI  2229 


Il  Biglia  non  s*è  peranohe  veduto.  Aspetterò  dnnque  anche  il  ma- 
noscritto d' Asti,  non  avendo  io.  su  tale  speranza,  mandato  mai  costà  la  copia 
ch'io  aveva. 

Fo  benissimo  capitale  anch'io  àe' Commentari  àe\  cardinale  Papiense. 
e  sarà  buono  il  Diario  della  guerra  di  Carlo  Vili;  ma  questo  non  so 
d'averlo.  Cosi  vo' prendere  i  Commentari  d'Enea  Piccolomini,  o  sia  Pio  II. 
attribuiti  a  Gobelino  Persona,  De  Antiquitatibus  V'icecomitum,  utile  e  ne- 
cessario, e  godo  che  la  Vita  di  Filippo  Maria  comparirà  più  corretta. 

Nel  catalogo  stampato  dal  Vander  Aa  v'  ha  un'  opera  di  Sicilia,  che 
forse  io  nou  ho;  e  però  se  si  avrà  un  giorno  costi,  bisognerà  aiutarmi. 
Intanto  ho  scritto  a  Palermo,  perchè  sapendo  io,  che  colà  si  stampa  una 
Raccolta  de  gli  storici  Siciliani,  me  ne  mandino,  subito  che  saranno  all'  or- 
dine, una  copia. 

La  prego  di  aggingnere  ne' titoli  de' libri  stampati,  che  saranno  stati 
riveduti,  nuper  o  in  hac  nova  editione  ad  Manuscriptos  Codices  exactus, 
castigatus,  o  cosa  simile,  come  fa  il  Vander  Aa. 

Dica  al  signor  Bianchi,  che  nelle  mie  Prefazioni  il  prego  di  ritenere 
la  mia  ortografia;  cioè  io  non  uso  accenti,  scrivo  quum,  Celis  etc.  Badi 
bene  a  i  dittonghi,  acciocché  in  vece  d' oe  non  incappi  fuora  l' ae.  Si  ri- 
cordi ancora,  che  in  cima  ad  ogni  foglio  sia  il  titolo  della  Storia,  che  si 
stampa,  mutandolo  poi,  allorché  ne  arriva  un'  altra. 

Del  resto,  se  io  fossi  più  a  tempo  di  consigliare,  amerei,  che  ritenes- 
simo, per  quanto  si  potrà  1'  ordine  cronologico  delle  Opere,  e  per  conse- 
guenza il  Malvezzi  non  entrerebbe  nel  primo  tomo  ;  ma  bisognerebbe  con- 
tentarsi della  Miscella,  Giornamle,  Procopio,  Paolo  Diacono,  Erchemperto, 
le  Vite  de'  Vescovi  di  Ravenna  di  Agnello,  Anastasio  Bibliotecario  etc. 
Ci  pensi. 

Con  tutto  lo  spirito  mi  rassegno,  di  V.  S.  illustrissima. 


2048. 

A  VINCENZO  VECCHI  in  Ferrara. 
Modena,  27  Febbraio  1722. 

B.  Archivio  di  Stato,  Modena. 

Mi  rallegro  che  sia  passata  cosi  bene  la  visita  fatta  a  Ferrara  dal  sere- 
nissimo signor  Principe  Gio.  Federico  [d'Este].  e  che  V.  S.  illustrissima 
con  tanta  proprietà  ed  attenzione  abbia  condotto  la  faccenda.  Il  donativo  da 
lei  offerto  merita  lode  da  tutti  ;  e  giacché  ora  in  Corte  son  tali  occupazioni 
brusche  disgustose,  eh'  io  ben  volentieri  ne  sto  alla  larga,  non  ho  man- 
cato di  ben  infoi'mare   il   signor   marchese   Coccapani.   acciocché   egli   de- 


2230  LODOVICO    ANTONIO   MURATORI  [IT'SS- 


stramente  lasci  cadere  ciò  che  riguarda  la  persona  di  lei;  e  son  certo  che 
l'avrà  fatto.  Di  nuovo  me  ne  rallegro. 

Interrogato  il  Rizzi,  s'egli  abbia  parenti  costi,  e  spezialmente  donne, 
che  servono  in  casa  d'alcuno,  mi  ha  assicurato  di  no.  a  riserva  di  due 
cugine  maritate  ambedue.  È  stato  suo  padre  a  confermarmelo,  e  mi  son 
fatto  lasciare  il  nome  loro,  affinchè  V.  S.  possa  meglio  chiarirsi,  se  sieno 
diverse  da  quella,  che  serve  in  casa  Bevilacqua.  Mi  viene  anche  detto 
assai  bene  dei  costumi  di  questa  giovane,  e  perciò  tanto  più  ho  gusto  di 
averla  proposta. 

Perchè  io  ora  non  mi  sento  di  capitare  al  trono,  comunicai  al  segretario 
le  curiose  proposte  di  quella  zucca,  acciocché  intendesse  gli  oracoli.  Altro 
non  ho  udito,  perchè  altro  v'è  stato  da  pensare  e  parlare.  Se  ne  avrò  ri- 
sposta, lo  saprà  anch'olla;  ma  intanto  nulla  perderà,  anche  non  venendo 
risposta.  Per  risparmiare  a  V.  S.  che  ha  tante  brighe,  la  briga  totale  di 
cotesti  miei  interessi,  mando  oggi  al  sig.  Bertani  un  mandato  e  procura 
per  accudirvi;  ma  gli  scrivo,  essere  mia  intenzione,  ch'egli  né  più  né  meno, 
se  l'intenda  con  esso  lei,  e  da  lei  dipenda  anche  in  questo.  Perciò  la  sup- 
plico di  conti  Quarmi  la  sua  benigna  assistenza  e  protezione,  e  di  andare  sol- 
lecitando il  medesimo  :  e  qui,  rassegnandole  il  mio  rispetto,  etc. 


2049. 

A  BARTOLOMEO  BOSELLI  in  Bergamo. 
Modena,  5  Marzo  1722. 

Biblioteca  Trivdlziana,  Milano. 

Intendo  ora  chi  ha  rubato  V.  S.  a  noi  altri;  e  finalmente  perchè 
m' immagino  molto  più  fruttuosa  a  lei  cotesta  dimora,  non  posso  di  meno 
di  non  congratularmene  seco.  Ella  è  in  una  casa  nobile,  ricca  e  che  da 
vecchi  tempi  ama  e  coltiva  l'erudizione  Guiniforte  e  Gasparino  sono  due 
nomi  celebri  fra  gli  eruditi.  Adunque  buon  per  lei.  che  avrà  campo  di 
appagare  anche  costi  il  suo  buon  genio. 

La  prego  di  portarsi  a  riverire  divotamente  in  mio  nome  il  signor 
conte  Francesco  Brembati  e  di  chiedergli  se  abbia  ricevuta  una  mia  in  cui 
l'ho  supplicato  d'alcuni  favori  letterarj.  Son  certo  che  egli  non  mancherà 
di  esercitare  verso  di  me  la  sua  indole  generosa. 

Del  resto  ho  invidia  a  V.  S.  che  può  udire  un  intero  Quaresimale  del 
signor  Ab.  Badia.  A  lui  pure  desidero  che  V.  S.  porti  i  miei  rispetti,  e 
gli  chiegga,  se,  prima  di  partirsi  da  Parma,  ricevette  una  mia  lettera.  E 
poi  mi  dia  buone  nuove  della  di  lui  salute;  poiché  del  plauso  ne  son 
sicuro.  Con  che  ratificandole  il  desiderio  di  servirla  e  ringraziandola  della 
memoria  che  di  me  conserva,  mi  confermo,  di  V.  S.  illustrissima. 


IT'SS]  AD    UBERTO   BENVOQLIENTI  2231 


2050. 

A  MAURO  ALESSANDRO  LAZZARELLI  in  Milano. 
Modena,  5  Marzo  ÌT^. 

Abchitio  Soli  Mubatori  (&  BibL  BtU),  Modena. 

Dal  signor  Minelli,  Musico,  fu  Duntualmente  consegnato  qui.  e  poi  ri- 
capitato a  me  l'involto  rotondo  da  V.  P.  reverendissima  a  lui  consegnato. 
Contenevasi  ivi  la  Storia  manoscritta  del  Biglia,  trasmessami  dal  signor 
marchese  Trivulzio.  e  però  mi  è  stato  caro,  e  ne  porto  ora  a  lei  i  dovuti 
ringraziamenti.  Similmente  dalla  signora  Zoboli  mi  è  stato  inviato  l'altro 
pacchetto  de' libri  del  signor  Rie  ha  '  [di  Quarzolo].  So  che  ne  resta  presso 
di  lei  un'altro,  ma  non  ho  fretta  alcuna  per  riceverlo.  Aspetto  bensì  che 
il  signor  Redaelli  mi  porti  il  manoscritto  del  signor  marchese  Malaspina, 
e  non  so  come  egli  tardi  tanto.  Dio  sa,  che,  essendo  tanto  scombussolati  gli 
affari  del  lotto  in  queste  parti,  egli  più  tosto  non  pensi  a  fermarsi  costi. 
Ma  quanti  incomodi  a  lei  per  me  I  La  prego  di  perdono.  Mi  scrisse  ancora 
il  suddetto  signor  marchese  Giuseppe  Malaspina.  ch'egli  veniva  a  Milano, 
e  pure  non  odo  che  si  sia  lasciato  vedere  da  V.  S.  reverendissima,  perchè 
certo  ella  me  ne  avrebbe  scritto  qualche  cosa. 

Buon  prò  all'  Argelati  per  la  nuova  bottega.  Egli  mi  scrive,  che  s'  è 
addossato  il  carico  di  pagare  la  metà  della  stampa  della  nostra  grand' opera, 
e  l'altra  metà  cotesti  cavalieri,  con  altre  cose  gloriose.  Mi  stupisco,  che 
essendo  creduto  si  imbroglione,  poi  se  gli  creda  in  un  affare  di  tanta  con- 
seguenza. Staremo  a  vedere.  A  me  poco  importa,  purché  il  mio  negozio 
si  faccia.  All'improvviso  son  giunti  a  Reggio  due  Principi  di  Baviera,  e 
dicono  che  fra  essi  vi  sia  l'Elettorale.  S.  A.  serenissima  ha  spedito  colà 
il  signor  Conte  Frigemelica  per  invitarli.  Si  fece  nel  passato  lunedi  il 
funebre  uffizio  alla  fu  principessa  Scalza,  con  orazione,  etc. 

Le  rassegno  il  mio  ossequio,  e  mi  confermo,  di  V.  S.  reverendissima. 

2051. 

AD  UBERTO  BENVOGLIENTI  in  Siena. 
Modena,  12  Marzo  l'^. 

BiBLioTBCA  GoMcxALE,  Siena,  edita  [344]. 

Sommo  è  il  capitale  eh'  io  fo  delle  cronache  che  da  cotesta  parte  mi 
ha  fatto  sperare  la  bontà  di  V.  S.  illustrissima:  ma  non  l'ho  importunata 


'  Sue  lettere  in  Archivio  Soli  Muratori  (  R.  Bibl.  Est.  ),  n."  86  da  Torino  1720- '44. 


2232  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [l'72S- 


finora,  affinchè  le  restasse  tempo  da  far  copiare  quanto  occorre,  e  poi  per 
istendere  quelle  riflessioni  eh'  io  pure  sospiro  dalla  sua  giudiziosa  ed  eru- 
dita penna.  Per  altro,  è  vero  che  in  Milano  s'  è  dato  principio  alla  stampa 
della  gran  raccolta  ;  ma  come  che  s'  è  cominciato  da  i  più  lontani  scrittori, 
cioè  dall'  autore  della  Miscella,  Giornande,  Paolo  Diacono  etc,  perciò  non 
v'  ha  pericolo  che  restino  indietro  i  favori  di  V.  S.  illustrissima.  Nondi- 
meno dee  ella  essere  persuasa,  eh'  io  gli  aspetto  con  impazienza,  e  che, 
quanto  più  presto  mi  arriveranno,  tanto  più  mi  saran  cari,  per  poter  de- 
cretare luogo  proprio  alla  storia  sanese. 

Non  odo  più  parlare  della  cronaca  di  Neri  di  Donato,  altre  volte  da 
lei  accennatami.  Non  vorrei  che  si  trascurasse,  quando  non  fosse  compresa 
coir  Allegretti.  Mi  sarà  carissimo  anche  Ser  Gorello.  Da  altra  parte  mi  si 
fa  sperare  la  storia  di  Pistoja  del  Manetti  fiorentino,  ed  ultimamente  ho 
ricevuto  un  bel  pezzo  di  storia  genovese,  che  comincia  dal  1106,  e  va 
innanzi;  tutta  d'autori  contemporanei.  Orsù,  termini  il  suo  ragionamento; 
mi  accenni  la  spesa  occorsa  nelle  copie  ;  pensi  alla  maniera  di  farmi  giun- 
gere con  sicurezza  le  sue  grazie;  e  giacché  è  giunto  costà  il  sei'enissimo 
nipote  di  cotesta  gran  Principessa,  si  faccia  onore  in  comunicargli  il  di 
lei  purgatissimo  gusto.  E  qui,  con  ringraziarla  della  benigna  memoria  che 
di  me  conserva,  le  rassegno  il  mio  ossequio,  e  mi  confermo  di  V.  S.  illu- 
strissima. 

Già  io  aveva  deplorata  la  perdita  che  abbiam  fatto  del  signor  Gigli, 
che.  con  lutto  il  suo  rovescio,  è  stato  rarissimo  ingegno. 


2052. 

A  MAURO  ALESSANDRO  LAZZARELLI  in  Milano. 
Modena,  12  Marzo  1722. 

Akchivio  Soli  Muratori  (  fi.  Bibl.  Est.  ),  Modena. 

Dal  signor  Redaelli  ho  puntualmente  ricevuto  il  manoscritto  del  mar- 
chese Malaspina,  che  mi  è  stato  sommamente  caro,  per  essere  storia  di 
molto  riguardo,  e  che  farà  bella  comparsa  nella  nostra  gran  raccoHa. 
Rendo  perciò  mille  grazie  anche  a  V.  P.  reverendissima  per  la  premura, 
con  cui  ella  mi  va  favorendo,  prendendosi  tanti  incomodi  per  cotesto  mio 
strepitoso  impegno.  Mi  ha  consolato  anche  l'avviso,  che  l'affare  di  cotesto 
Inquisitore  si  sia  aggiustato,  e  che  la  stampa  sia  per  aver  principio  :  Iddio 
ne  continui  la  sua  protezione. 

Già  neir  antecedente  mia  1'  ho  avvisata  dell'  arrivo  d'  altx-i  due  invogli. 
Non  occorre  gran  fretta  per  la  spedizione  dell'  altro,  che  resta  in  sue  mani. 


1*7S31  A   GIUSEPPE   MALASPINA   DI    S.ta    MARGHERITA  2*233 


Per  la  Dio  grazia  s' è  restituito  qui  un  po'  di  calma.  La  serenissima 
signora  Principessa  fu  alle  4  torri,  e  a  visitare  il  Padron  serenissimo. 
È  da  pregar  Dio,  che  duri  ;  ma  senza  aumento  d'  appannaggi  non  si  può 
tirare  avanti  :  e  ci  restano  da  saldare  le  piaghe  fatte  co'  viaggi  voluttuosi. 
I  serenissimi  di  Baviera,  cioè  Principe  Elettore  e  Duca  Ferdinando  eb- 
bero un  pranzo  ancor  qui  iu  corte,  e  poi  passarono  a  Bologna,  da  dove 
non  so  se  peranche  siano  partiti.  Ivi  1'  osteria  li  ricettava,  e  si  lasciavano 
vedere  al  caffè,  e  senza  formalità. 

Ogui  sabbato  col  cioccolate  alla  mano  in  casa  del  signor  marchese 
Coccapani  si  fa  onore  alle  nuove  di  lei.  E  qui,  con  rassegnarle  il  mio 
ossequio,  mi  confermo,  di  V.  S.  illustrissima. 

E  morta  la  signora  Margherita  Colombi  Testi. 


2053. 

A  GIUSEPPE  MALASPINA  DI  S.^*  MARGHERITA  in  Tortona. 
Modena,  12  Marzo  1722. 

Raccolta  Palmieri,  S.  Paolo,  Roma. 

Mi  è  giunto  il  Caffaro,  cioè  un  bel  favore  della  somma  bontà  di 
V.  S.  illustrissima  per  cui  mi  son  rallegrato  forte,  e  per  cui  le  protesto 
singolari  obbligazioni.  Vero  è  quanto  ella  dice:  merita  tal  Cronaca  d'es- 
sere stimata  assaissimo,  perchè  composta  da  autori  contemporanei  e  ben  in- 
formati. Io  spero  che  gli  stessi  genovesi  abbiano  da  restar  contenti  che 
si  sia  pubblicata  un'  opera,  cjie  ridonda  molto  in  lor  gloria.  Quel  solo  che 
ora  non  mi  lascia  interamente  gustare  il  regalo  di  sì  fatta  storia,  si  è  il 
dubbio  che  possa  mancarmi  la  continuazione.  Veggo  eh'  ella  è  tutta  intenta 
a  provvedere  anche  a  questo  :  e  però  che  posso  io  dire,  se  non  augurare 
a  si  generoso  cavaliere  i  mezzi  per  maggiormente  risplendere,  e  giovare 
a  gli  altri?  Aspetto  infatti  con  ansietà  continua  l'avviso  che  V.  S.  illu- 
strissima sia  in  possesso  della  Badia  a  lei  promessa,  e  ne  avrò  lo  stesso 
contento,  come  se  a  me  fosse  conferita.  A  quest'  ora  dovi'ebbe  tutto  esser 
fatto,  giacché  dall'  ultima  sua  veggo  i  suoi  passi  indirizzati  a  Milano.  Anzi 
intendo  dal  nostro  sig.  Sassi,  avergli  ella  consegnato  il  manoscritto  dei 
Ventura,  che  aspetto  con  impazienza.  Ritornerà  tanto  questo,  come  1"  altro 
del  Caffaro  alle  di  lei  mani. 

Ma  che  opera  dell'Azario  è  quella,  di  cui  ella  mi  avvisa?  La  storia  d'esso 
manoscritta  1'  ho  iuviata  a  Milano  per  la  gran  Raccolta  :  e  mi  preme  molto 
di  sapere  se  quanto  ella  ha  scoperto  sia  diverso  da  quella.  Tutte  le  fat- 
ture di  tale  storico  son  da  stimai'e  :  e  però  mi   raccomando.  Per  mia  dis- 


2234  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [1*723- 

gi'azia  non  ho  ben  saputo  s'  ella  era  per  fermarsi  in  Milano,  e  né  pur  so 
dov'  ella  si  truovi.  Ivi  col  sig.  Sassi  si  sarebbe  potuto  fare  un'  utile  ses- 
sione intorno  al  nostro  gran  disegno.  Io  la  supplico  di  favorirmi  almeno 
con  lettere. 

Con  che  desideroso  tutto  di  attestare  al  pubblico,  siccome  farò  nelle 
prefazioni,  quanto  io  sia  tenuto  alla  di  lei  gentilezza,  le  rassegno  il  mio 
ossequio,  e  mi  confermo,  di  V.  S.  illustrissima. 


2054. 

A  GIUSEPPE  ANTONIO  SASSI  in  Milano. 
Modena,  12  Marzo  1722. 

Biblioteca  Ambkoììiana,  Milano. 

Lieto  avviso,  che  fosse  imminente  il  principio  della  stampa,  alla  quale 
comincierò  poi  ad  augurare  una  perenne  continuazione.  Altri  mi  scrive  che 
siasi  aggiustata  la  differenza  con  cotesta  Inquisizione.  Per  me  spero,  che 
Roma  non  abbia  da  aver  giusto  motivo  di  riprovare  la  nostra  impresa. 
Solamente  Landolfo  seniore,  e  l' Infessura  romano  possono  darle  nel  naso  ; 
e  però  penserei,  che  finito  il  corpo  dell'  opera,  se  gli  facesse  un'  appendice 
separata  e  senza  mio  nome,  acciocché  se  mai  questa  fosse  proibita,  il  resto 
rimanga  illeso  ;  e  tale  appendice  verrà  impinguata  da  altri  opuscoli,  che 
si  andranno  adunando.  Al  sig.  marchese  Trivulzio  mando  oggi  la  sex'ie 
cronologica  delle  cronache,  perchè  certo  sarebbe  molto  meglio  fatto  pro- 
cedere nella  stampa  con  ordine,  che  stampare  cosi  alla  rinfusa.  Ella  il 
vedrà.  Che  se  poi  volessero  mutar  qualche  sito  ad  esse  storie,  potranno 
farlo.  Mi  raccomando  pel  titolo  della  Miscelici  et  anche  per  gli  altri,  e 
spezialmente  perché  dia  subito  negli  occhi,  quali  autori  sieno  stati  con- 
frontati e  corretti  coi  manoscritti  dell'  Ambrosiana  si  per  credito  dell'  opera 
come  della  biblioteca,  e  poi  aggiuguere  alla  prefazione  la  notizia  delle 
fatiche  fatte  per  questo. 

Gran  gabella  quel  dover  fare  trascrivere  dalla  Bizantina  Procopio. 
Ma  e  come  faremo  per  Anastasio  bibliotecario?  Anzi  come  per  tanti  altri, 
se  non  ci  abbiamo  a  fidare  degli  stampatori. 

Mi  rallegro  per  la  vita  di  Filippo  Maria,  che  possa  comparire  più  ricca. 
Aspetterò  io  da  V.  S.  illustrissima  la  cronaca  d'  Asti  consegnatale  dal  signor 
marchese  Malaspina.  che  è  pezza  buona,  e  servirà  a  correggere  la  copia, 
eh'  io  aveva.  Ma  molto  più  è  da  stimare  la  storia  di  Genova  del  Caffaro, 
che  certo  farà  gran  figura  nella  raccolta,  cominciando  dal  1106,  e  scritta 
da  contemporanei.  Ne  ho  già  ricevuto  molti  quinternetti^  certi  fin  al  1220, 
e  solamente  mi  cruccia  il  timore  di   non   ottenere    il   resto,   perchè  non  si 


-1*7331  A.   aiOVAN    BERNARDINO  TAKURI  2*235 

può  dire,  quauto  facilmente  insorgano  scrupoli  e  paure.  M*  erano  state 
promesse  alcune  storie  del  Friuli  ed  eccoti  ora  che  si  teme  d' incontrar 
lo  sdegno  de"  signori  Veneziani. 

Anch'  io  ho  filo  in  Bergamo  per  aver  nuovi  aiuti.  Di  colà  aspetto  un 
poemetto  già  stampato  de  Laudiòus  Bergovii,  e  composto  prima  del  600 
0  700.  Io  non  1'  ho,  e  così  ho  scritto  per  altre  cose  inedite.  Vedremo  se 
farem  colpo. 

D  Biglia  mi  è  pervenuto,  e  risparmierei  volentieri  di  farne  far  copia  : 
anzi  questa  ha  graa  bisogno  d' essere  confrontata  col  manoscritto  am- 
brosiano. 

Signor  si.  che  ancor"  io  aveva  pensato  a  ristampare  i  Commentari  del 
cardinale  Papiense;  e  cosi  de  Antiquitate  Vicecomitum.  Il  Diario  di 
Carlo  "Vili."  non  so  d' averlo,  ma  si  potrà  mettere.  Ella  però  osservi  non 
aver  io  posto  nel  catalogo  taut"  altri  storici,  che  hanno  scritto  dal  1400 
al  1500,  e  sono  stampati,  perchè  troppa  ne  sarebbe  la  folla  ;  e  certo  nella 
Prefazione  non  voglio  impegnarmi  a  tutti.  I  manoscritti  sì,  quanti  ne  pos- 
siamo avere. 

Sommamente  intanto  la  ringrazio  delle  sue  continuate  premure,  e  pre- 
gandola di  riverire  il  signor  Bianchi  mi  confermo,  di   V.  S.  illustrissima. 


2055. 

A  010 VAN  BERARDINO  TAFURI*  in  Nardo. 
Modena,  1.3  Marzo  1722. 

Archivio  Papaoia,  Galatina,  edita  [  165  ]. 

Appunto  è  verissimo  che  io  ho  intrapresa  un'opera  ben  grandiosa,  e 
che  dovrebbe  ridondare  in  gloria  dell'  Italia,  e  utilità  della  repubblica  let- 
teraria, cioè  la  raccolta  di  tutti  gli  storici  d'Italia  tanto  editi,  che  ine- 
diti, che  hanno  scritto  dall'anno  500  fino  al  1500.  Ed  è  parimente  certo 
che  già  in  Milano  si  è  dato  principio  alla  stampa.  Son  tenuto  a'  miei  amici 
e  corrispondenti  che  si  studiano  di  maggiormente  aiutarmi  nell' accre- 
scere la  gran  raccolta  che  ho  già  fatto  di  storie  inedite  e  manoscritte. 
Ma  di  gran  lunga  più  debbo  protestarmi,  e  mi  protesterò  obbligato  a 
V.  S.  illustrissima,  che.  mossa  dalla  sua  generosa  indole,  senza  conoscer 
me,  e  senza  alcun  mio  merito,  si  gentilmente  mi  offerisce  il  suo  soccorso 
a  sì  bella  impresa.  Sommamente  pertanto  la  ringrazio,  ed  accetto  i  favori 
ch'ella  mi  fa  sperare,  ed  ora  sono  a  dirle  che  mi  saran  carissime  tutte 
quelle  cronache  le  quali  siano   composte   prima   del   suddetto   anno    1500. 


*  Responsive  in  Archivio  Soli  Muratori  {  R.  Bibl.  Est.  ),  n."  32  da  Nardo  1722- '41. 


223G  LODOVICO   ANTONIO    MUEATOEI  [l'733- 


poichè  di  posteriori  autori  non  ne  voglio,  tale  essendo  il  mio  assunto.  Al- 
cune delle  cronache  da  lei  accennatemi,  le  veggo  troppo  moderne;  ma  altre 
sono  ben  capaci  d'entrare  nella  mia  opera,  e  però  di  queste  ultime  divo- 
tamente  la  prego.  Tali  saranno,  le  Cronache  di  Lucio  Cordami,  la  presa 
d'Otranto,  e  forse  gli  Annali  del  duca  di  Monte  Leone,  e  di  Matteo  Spi- 
nello. Forse  ancora  potrebbono  servire  quelle  di  Antonello  Coniger,  e  mas- 
simamente per  le  annotazioni  critiche,  con  cui  V.  S.  illustrissima  le  ha 
ornate.  Perciò  mi  raccomando  alla  sua  gentilezza;  acciocché  io  possa  ot- 
tenerne copia,  che  potrebbe  mandarsi  al  p.  D.  Fortunato  Tamburini  let- 
tore benedettino  in  S.  Callisto  a  Roma.  Non  mancherò  nella  prefazione  di 
far  onore  al  nome  di  V.  S.  illustrissima. 

Scrissi  una  volta  a  cotesto  monsignor  illustrissimo  Vescovo,  che  so 
essere  uno  dei  più  degni  ed  eruditi  ingegni  e  prelati  del  regno,  pregan- 
dolo di  volermi  comunicare  alcuno  de' tanti  documenti,  che  so  aver  egli 
raccolto;  ma  ne  provai  poca  fortuna.  Sia  benedetto  Dio,  che  ha  mosso  lei 
a  favorirmi. 

Le  offerisco  io  intanto  la  mia  servitù,  e  accertandola  di  tutto  il  mio 
ossequio,  mi  protesto. 


2056. 

A  VINCENZO  VECCHI  in  Ferrara. 
Modena,  20  Marzo  1722. 

Akchivio  di  Stato,  Modena. 

Lodato  Dio.  che  ha  condotto  V.  S.  illustrissima  sana  e  salva  per 
mezzo  ad  evidenti  pericoli:  di  questi  aveva  io  inteso  qualche  cosa;  ora 
tanto  più  mi  rallegro  in  udirli  corti  e  superati. 

È  stato  da  me  il  candidato  della  di  lei  segreteria,  e  gli  ho  spiegata 
la  intenzione  di  chi  dee  essere  suo  padrone,  et  egli  non  mancherà  di  pro- 
fittarne, nel  tempo  che  starà  aspettando  il  compimento  dei  di  lei  favori. 
Né  io  mancherò  di  assisterlo,  accioché  se  ne  renda  sempre  più  degno. 

M'é  incresciuto  non  poco  la  ritirata  del  P.  Formigeri.  Il  segretario  ed 
io  la  crediamo  mutazion  d' animo,  e  un  colorato  pretesto  di  non  volerne  far 
altro.  Egli  scrive  che  quelle  memorie  sono  già  registrate.  Adunque  rica- 
varle dal  registro.  Ma  per  meglio  scandagliare  il  di  lui  cuore,  V.  S.  illu- 
strissima gli  proponga  di  confidare  a  lei  una  dozzina  per  volta  di  quei 
rotoli,  e  faremo  immediatamente  venire  costà  persona,  che  in  segreto  li 
visiterà;  e  restituendo  la  prima  dozzina  gli  potrebbe  dar  la  seconda,  e  se 
gli  osserverà  tutta  la  fedeltà  dovuta.  Ma  non  ne  spero  più  alcuna  cosa 
di  bene;  e  dall'altro  che  è  senza  sugo,  ne  aspetto  lo  stesso.  Pazienza. 


-1*723  I  A   PIER  CATTEBINO   ZEXO  2237 

Se  si  potrà  avere  da  Codigoro  quella  carta,  che  ella  mi  accenna,  ci 
sarà  cara.  So  che  le  sta  presente  alla  memoria  T  opera  del  Sardi. 

Mi  son  fatto  onore  con  gli  amici  del  Madrigaletto  milanese,  che  è 
veramente  giudizioso  e  galante.  Ma  quel  buon  vate  sarà  egli  vate  dav- 
vero? Poca  disposizione  a  sperarlo. 

Le  rassegno  il  mio  ossequio  e  mi  confermo,  etc. 

La  prego  del  recapito  dell"  inchiusa. 


2057. 

A  PIER  CATTERINO  ZENO  in  Venezia. 
Modena,  20  Marzo  17^. 

Biblioteca  obl  Seminario,   Padova. 

Godo,  che  sieno  giunti  in  mano  di  V.  R.  i  due  piccioli  manoscritti,  e 
spero  ch'ella  ne  accuserà  la  restituzione  d'uno  al  nostro  sig.  Apostolo, 
congiunta  a' miei  ringraziamenti.  Ho  anche  in  pronto  da  inviarle  l'abbozzo 
da  me  fatto  della  vita  del  p.  Bacchini.  e  con  prima  occasione  lo  spedirò. 
Non  ne  ho  fatto  far  bella  copia,  perchè  resti  a  lei  campo  d'aggiungere,  o 
mutare  ciò  che  le  parrà,  valendosi  anche  dell'altra  che  il  medesimo  re- 
ligioso avea  mandato  a  Bari. 

Con  tutta  benignità  m'avea  cotesto  sig.  Conti  accordato  il  suo  mano- 
scritto della  storia  de'Cortusii.  Hanno  i  nostri  comuni  amici  rivoltata  sos- 
sopra  in  Padova  la  casa  di  esso  gentiluomo;  ma  non  v'è  stato  modo  di  tro- 
varlo. Mi  scrive  il  sig.  Facciolati,  che  se  V.  R.  volesse  la  briga  di  ricercarlo 
costi  nella  casa  di  Venezia  d' esso  signore,  se  le  farà  aprire  ogni  ripostiglio 
della  medesima.  Ai  favori,  ch'ella  mi  compartisce,  coriùsponderò  sempre 
con  religioso  secreto,  benché  sia  storia  già  edita,  e  che  non  può  dar  gelosia. 

Le  rendo  intanto  grazie  delle  notizie  del  Maurizio,  e  delle  lettere  di 
Burcardo  per  la  presa  di  Milano.  Luna  e  l'altra  opera  già  io  designava 
di  ristampare;  e  la  prima  si  trova  anche  unita  con  Rolandino,  col  Mus- 
sato, etc.  Ma  gli  Annali  di  Gotifredo  Monaco  non  penso  di  prenderli, 
perchè  l'autore  è  tedesco,  e  la  maggior  parte  del  suo  riguarda  la  Ger- 
mania. Altrimenti  converrebbe  anche  pigliare  Ottone  Frisingense.  Rode- 
rico.  e  troppi  altri,  che  parlano  anche  dell'Italia.  Per  la  Dio  gi'azia  spero 
che  faremo  anche  un  bello  e  grandioso  lavoro  coi  nostri  soli,  e  già  in  Mi- 
lano s'è  dato  principio  alla  stampa. 

Auguro  felici  e  frettolosi  passi  al  giornale,  troppo  necessario  agl'ita- 
liani, e  con  tutto  l'ossequio  mi  rassegno,  etc. 

Epistolario  di  Lodovico  Antonio  Muratori.  —  Voi.  VI.  142. 


2238  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [l'733- 


2058. 

A  TRANCESCO  BREMBATI  in  Bergamo. 
Modena,  26  Marzo  1722. 

AucHivio  Rocchi,  Bergamo,  edita.  [234]. 

Perchè  mi  premeva  non  poco  di  sapere  che  a  V.  S.  illustrissima  fos- 
sero giunti  i  nuovi  miei  desiderj  dei  quali  spero  di  essere  favorito  dalla  di 
lei  somma  bontà,  perciò  incaricai  il  signor  Boselli  [  Bartolomeo  ]  d' infor- 
marsene da  lei.  Mi  rallegro  dunque,  che  le  pervenisse  quel  mio  foglio  ed 
ora  rinnovo  le  mie  suppliche  per  gli  favori  oh'  ella  mi  fece  sperare  per 
onore  della  sua  patria  e  della  mia  gran  Raccolta  alla  cui  stampa  s'  è  già 
dato  principio  in  Milano.  Sopra  tutto  aspetto  il  Trattato  de  Laudibus  Ber- 
gami. Quanto  ella  mi  farà  avere,  tutto  fedelmente  ritornerà  alle  sue  mani, 
e  le  mie  obbligazioni  saranno  eterne. 

Viva  il  nostro  signor  Ab.  Badia  pari  a  cui  non  ho  peranche  udito  su 
i  pulpiti  ;  e  porto  ben  invidia  a  chi  può  udirne  un  quaresimale  intero.  La 
ringrazio  per  la  visita  a  lui  fatta  anche  in  mio  nome,  ed  oggi  appunto  gli 
scrivo  acciocché  mi  porti  nel  suo  ritorno  tutto  quanto  ella  si  degnerà  di 
consegnargli  per  favorirmi. 

Rassegnandole  con  ciò  il  mio  vero  ossequio,  mi  confermo,  di  V.  S.  il- 
lustrissima . 

2059.  /      • 

A  COSTANTINO  GRIMALDI  *  in  Napoli. 
Modena,  26  Marzo  1722. 

Archivio  Soli  Muratori  (  li.  Bihl.  Est.),  Modena. 

Di  somma  mia  consolazione  si  è  il  trovare  in  V.  S.  illustrissima  un 
si  bel  genio  a  favorire  la  mia  grande  impresa,  con  cui  certamente  mi 
crederei  molto  felice  se  potessi  far  onore  anche  a  codesta  insigne  Metro- 
poli, pubblicando  cose  inedite,  e  molto  più  se  antiche.  Non  v'  ha  dubbio, 
che  tali  si  stamperanno  le  storie,  quali  si  trovarono  ne  gli  originali.  Per 
questo  mi  sono  rivolto  a  Milano,  dove  già  si  è  dato  principio  alla  stampa 
sotto  la  protezione  di  S.  M.  Cesarea  e  di  quell'  eccellentissimo  signor  conte 
Governatore  nella  stamperia  di  Corte,  senza  che  s'abbia  a  dipendere  da 
gV  Inquisitori.  Supplico  dunque  la  di  lei  benignità,  che  voglia  interessarsi 


*  Respon.sive  in  Archivio  Soli  Muratori  (  li.  Bibl.  Est.  ),  n.'^  08  da  Napoli  1712- '41. 


-IT'SS  I  A   MAURO    ALESSANDRO   LAZZARELLI  2239 


con  vigore  in  questa  mia  impresa  per  riputazione  dell'Italia,  e  della  patria 
sua.  uè  io  mancherò  di  attestare  al  pubblico  le  obbligazioni,  che  le  avrò 
per  tutti  i  suoi  favori.  Similmente  soddisferò  alla  spesa,  che  occorrerà  per 
le  copie,  immaginandomi  bene,  eh'  ella  mi  procurerà  il  minor  dispendio 
possibile,  perciocché  son  gravato  forte  da  altre,  che  mi  sono  occorse,  e 
tuttavia  mi  occorrono. 

Nel  maggio  prossimo  venturo  dovrebbe  essere  costi  P.  Mauro  Goti 
Provinciale  dei  PP.  Domenicani  della  Lombardia.  Se  allora  ella  avesse  in 
ordine  qualche  cosa  da  inviarmi,  spero  eh'  egli  me  la  porterebbe. 

Con  che  rassegnandole  il  mio  rispetto,  mi  confermo. 

Su  questo  particolare  ho  anche  scritto  al  P.  Carracciolo  '  [Eustachio] 
bibliotecario  de'  Santi  Apostoli. 

Ricordisi  bene,  che  storie  scritte  dopo  1'  anno  1500  non  fanno  per  me. 


2060. 

A  MAURO  ALESSANDRO  LAZZARELLI  in  Milano. 
Modena,  26  Marzo  1722. 

Archivio  Soli  Muratori  (  R.  Bibl.  Est.  ),  Modena. 

Buona  nuova  quella,  che  mi  dà  V.  P.  reverendissima,  e  che  mi  vien 
confermata  dal  sig.  marchese  Malaspina,  che  già  il  resto  di  Caffaro  sia 
per  capitarle  in  breve.  Quello  è  uno  dei  più  stimabili  pezzi,  che  abbiano 
da  comparire  nella  nostra  raccolta.  Perciò  arrivandole,  so  che  la  di  lei 
infaticabil  bontà  non  lascerà  di  procurargli  un  sicuro  imbarco  per 
Modena. 

Da  una  dama  di  Piacenza,  gran  divota  di  S.  Benedetto,  mi  vien  ri- 
chiesto uu  Responsorio  in  onore  d'esso  santo.  Per  me  non  ho  tempo  da 
poterla  servire  ;  e  perchè  bramerei  pure  di  poter  soddisfare  alla  piissima 
premura  d'essa,  oggi  scriverò  al  sig.  Sassi,  bibliotecario,  per  vedere  se 
mai  monsignore  suo  fratello,  valente  anche  in  belle  lettere,  potesse  favo- 
rirmi. Ne  do  avviso  anche  a  V.  P.  reverendissima,  acciocché  anch'  ella 
s'interessi  in  questo,  e  incalzi  il  suddetto  signore;  e  quando  mai  non  si 
potesse  ottenere  da  lui,  cercare  di  far  colpo  col  sig.  preposto  Cravenna,  o 
col  p.  Stampa  somasco.  Di  grazia  mi  aiuti;  e  parlo  ad  un  figliuolo  di 
S.  Benedetto,  e  si  zelante. 


-  Sue  lettere  in  Archivio  Soli  Muratori  (  /?.  Bibl.  Est.  ).  n."  5  da  Roma,  Napoli 
1724- '31. 


224:0  LODOVICO   ANTONIO   MUEATOBI  [l'7S3- 


Feliciti  Iddio  cotesta  stampa,  e  faccia  che  le  borse  non  si  asciughino 
presto.  Qui  non  si  parla  che  di  prediche,  e  il  p.  Santo  Canale  è  suggetto 
de'  quotidiani  ragionamenti. 

Le  rassegno  il  mio  rispetto,  confermandomi,  di  V.  P.  reverendissima. 


2061. 

A  GIUSEPPE  ANTONIO  SASSI  in  Milano. 
^  Modena,  26  Marzo  1722. 

Biblioteca  Ambrosiana,  Milano. 

Mi  sbrigherò  prima  da  un"  intrico,  per  cui  mi  conviene  ricorrere  a 
V.  S.  illustrissima.  Mi  richiede  una  dama  di  Piacenza  molto  divota  di 
S.  Benedetto,  un  Responsorio  in  onore  del  detto  santo,  sulla  foggia  del 
aSì  quaeris.  credo  io.  Per  me  non  ho  tempo  da  impiegare  in  tali  studj  :  e 
però  sapendo  quanto  sia  il  valore  di  monsignor  Sassi  di  lei  fratello,  ho 
pensato  ch'egli  sarebbe  pure  a  proposito  per  favorir  me.  e  quella  dama, 
e  per  farsi  merito  con  quel  gran  santo  mercè  d'un  tale  componimento. 
Di  grazia  gliene  parli,  e  il  supplichi  istantemente  di  quest'atto  di  di- 
vozione. 

Lodato  Dio,  che  cotesti  torchi  han  cominciato  a  lavorare,  e  che  S.  E. 
il  sig.  conte  Governatore  ha  lodata  la  stamperia  e  promessa  protezione. 
Sono  assicurato  da  Vienna  anche  di  quella  di  Sua  Maestà  Cesarea.  Mi  ri- 
cordo, che  né  pur  ella  approvava  il  titolo  della  Miscella  usato  dal  Ca- 
nisio;  e  però  vegga  di  emendare,  come  si  potrà  il  meglio,  il  trascorso.  Cioè 
può  farsi  il  titolo  vero  nel  frontispicio,  che  dee  precedere  il  primo  foglio 
del  testo,  e  dopo  stamparvi  la  Prefazione. 

Molto  buona  quella  scoperta  di  Storie  napolitane  e  genovesi  in  S.  Am- 
brosio. Non  perda  tempo  ad  osservare,  se  mai  fossero  composte  prima  del 
1500,  perchè  veramente  non  abbiam  finora  di  Napoli  cosa  alcuna  d' ine- 
dito, benché  me  ne  sia  promesso  di  colà:  e  di  Genova  il  solo  Caffaro,  la 
quale  storia  però,  secondo  me,  è  opera  di  gran  rilievo. 

Quanto  all'entrare  poco  d'inedito  ne' primi  tomi,  ne  scrivo  al  sig.  mar- 
chese Trivulzio,  credendo  io,  che  la  pubblicazione  del  catalogo  di  tutti  gli 
storici  da  noi  raccolti  fin  qui,  sia  bastante  a  farne  venir  voglia,  oltre  a  i 
libri  rari,  che  si  ristamperan  sulle  prime.  Ad  esso  sig.  marchese  scrivo 
ancora  che  gioverebbe  dare  un'occhiata  alle  cronache  manoscritte  d'Am- 
brosio Taegio  nel  convento  delle  Grazie.  Parmi  che  sieno  di  troppa  mole, 
ma  potrebbesi  prendere  molto  di  buono,  che  piacesse  al  pubblico,  e  tanto 
più  onore  a  Milano.  Da  Bergamo  spero  averne.  Voglia  Dio  che  non  si  stan- 
chino cotesti  signori,  perchè  l'impresa  è  grande. 


-XT22]  AD   ANTONIO  YALLISNIERI  2241 


Una  delle  cose  alle  quali  bramerei  sommamente  che  si  pensasse  per 
tempo,  si  è  di  procacciare  i  libri  stampati  occorrenti  al  nostro  bisogno. 
Mi  spaventò  la  difficultà  avutasi  costi  di  valersi  di  un  Procopio  stam- 
pato :  si  dirà  il  medesimo  d*  ogni  altro  libro.  Quando  mi  si  presenterà  oc- 
casione per  inviare  la  Prefazione  generale  già  fatta  con  altre  e  non  poche, 
si  vedrà  di  quali  edizioni  precisamente  s' avrebbe  bisogno.  Ma  intanto  pen- 
sarci davvero. 

Le  l'assegno  intanto  il  mio  ossequio,  e  mi  confermo,  di  V.  S.  illu- 
strissima. 

2062. 

Al)  ANTONIO  VALLISNIERI  in  Padova. 
Modena,  27  Marzo  17S. 

Biblioteca  Nazionale  di  Brera,  Milano,  edita  [142]. 

Rispondo  air  ultima  vostra  con  dirvi,  che  ne  pure  dopo  altre  dili- 
genze usate  dal  nostro  signor  Facciolati  s"  è  trovato  quel  manoscritto  che 
io  desiderava.  Pazienza  :  faremo  senza.  Non  ho  io  alcun  merito  col  signor 
abate  Lazzarini;  ne  avete  ben  voi:  e  voi  appunto  scelgo,  porche  il  pre- 
ghiate d'una  grazia.  Da  Perugia  mi  scrivono,  ch'egli  portasse  seco  una 
vecchia  storia  di  rrancesco  Maturanzo.  già  segret-ario  di  quel  pubblico,  e 
questa  farebbe  pur  buona  comparsa  nella  mia  gran  raccolta  alla  cui 
stampa  s"  è  già  dato  principio  in  Milano.  Possibile  che  un  letterato  si  gen- 
tile volesse  negarmi  una  grazia,  che  tornerebbe  in  beneficio  della  repub- 
blica Letteraria,  e  in  gloria  di  Perufijia  ?  Se  ve  n'  ha  bisogno  (  il  che  non 
credo  )  adoperate  catapulta,  monton,  gatti  e  baliste  ;  e  ricordatemegli  gran 
servitore. 

Al  signor  conte  di  Porcia  ho  inviato  un  po'  di  abbozzo  spettante  a 
me,  ma  sol  di  quello  che  tutti  possono  sapere,  di  più  non  mi  sento.  Sta- 
remo a  vedere  che  partito  egli  piglierà. 

Viva  r  Ordine  Costantiniano,  che  ha  fatto  mutar  faccia  al  Giorìiale  di 
Venezia.  Frutterà?  Forse  più  delle  dediche  antecedenti  buttate  via. 

Godo  che  abbiate  inchinato  il  serenissimo  signor  Principe  Gio  :  Fede- 
rico, il  quale  sarà  a  quest'  ora  vicino  a  Vienna. 

Qui  grande  udienza  al  P.  Santo  Canale.  Io  gli  fo  la  mia  corte  in 
Duomo,  ma  non  mi  son  lasciato  per  anche  vedere,  e  forse  partirà  di  qua 
senza  avermi  veduto.  A  me  fan  paura  i  vesuvj  e  i  mongibelli. 

Caramente  vi  riverisco,  e  mi  ricordo. 


2242  LODOVICO   ANTONIO    MURATORI  [l'T'SS- 


2063. 

A  VINCENZO  VECCHI  in  Ferrara. 
Modena,  27  Marzo  1722. 

R.  Archivio  di  Stato,  Modena. 

Al  giovane  Rizzi  ho  intimato  ciò  che  V.  S.  illustrissima  esige  da  lui, 
et  egli  si  eserciterà  per  maggiormente  abilitarsi  al  di  lei  servizio,  e  vi 
accudirò  io  stesso,  acciocché  profitti  del  tempo.  Ma  ella  dee  ben  figurarsi 
che  con  tutto  questo  non  le  manderò  un  segretario  formato,  e  che  resterà 
a  lei  da  adoperare  lo  scarpello.  A  buon  conto  il  giovane  ha  buon  genio, 
e  mostra  anche  talento;  e  però  è  da  sperare  bene. 

Quanto  le  scrissi  di  proporre  al  P.  Formigeri  che  voglia  confidare  i  rotoli, 
intesi  de  i  documenti  originali,  giacché  avremo  persona  che  saprà  leggerli 
ed  intenderli  senza  i  biglietti  nascosi.  Questa  è  la  via  da  scandagliare  af- 
fatto il  cuore  del  Religioso,  al  quale  bisognerebbe  poter  levare  di  cuore  il 
sospetto  probabilmente  natogli,  che  ci  potessimo  servire  de'  suoi  favori,  in 
pregiudizio  suo,  o  de'  suoi,  o  di  chi  comanda.  Sappiamo  il  nostro  dovere, 
ma  io  non  ne  spero  cosa  alcuna.  Ed  é  falso  che  si  sono  fatte  costi  altre 
ricerche,  o  molto  meno  rappresaglie. 

Ridicole  affatte  sono  le  riflessioni  a  lei  inviate  da  chi  é  senza  sugo. 
Nondimeno  convien  mostrarne  gradimento,  e  lasciare  il  buon  uomo  ne' suoi 
spazi  immaginari.  Altrettanto  dico  di  quell'  altro,  che  fa  il  zelante  e  parl^ 
di  Rovigo.  Mi  dice  il  signor  segretario  che  quello  è  un  cervello  vano,  e 
che  anche  a  lui  ha  portato  simili  strane  idee  in  altri  tempi,  forse  per  ten- 
tare. Ella  non  ha  bisogno  eh'  io  le  dica  di  star  ben  guardingo.  Risponda 
non  essere  tali  materie  di  sua  giurisdizione. 

Non  mi  sovviene  che  V.  S.  illustrissima  mi  abbia  mai  levata  la  spe- 
ranza di  quel  libro,  che  ora  dice  perito  nel  naufragio.  AH'  incontro  il 
signor  segretario  mi  assicura,  che  non  fu  asportato;  e  perciò  non  disperi 
di  trovare.  Tengo  ordine  da  esso  ministro  di  riverirla,  e  ringraziarla. 

E  intanto  con  tutto  1"  ossequio  mi  ricordo. 

2064. 

A  CARLO  TALENTI  in  Reggio  Emilia. 
Modena,  .'30  Marzo  17^. 

Biblioteca  Comunale,  Reggio  Emilia,  edita,  [198]. 

Sempre  sono  andato  procrastinando  il  dare  risposta  al  foglio  di  V.  S. 
illustrissima,  portatomi  assieme  colla  di  lei  fatica  erudita  intorno  alle  an- 


-ITSS]  A   MAURO   ALESSANDRO    LAZZARELLI  2243 

tichità  di  Brescello,  perchè  desiderava  di  poter  aggiungere  qualche  spica 
alla  di  lei  messe.  Ma  mi  sono  trovato  e  mi  trovo  cosi  pieno  d'intrichi, 
che  non  ho  tempo  alle  volte  né  pur  di  scrivei*e  una  lettera  ai  miei  amici. 
Tuttavia,  giacché  mi  immagino  non  aver  ella  gran  fretta  per  riavere  i 
suoi  fogli,  procurerò,  fatte  le  feste,  d' indurre  un  mio  amico  a  fare  quelle 
ricerche  le  quali  avrei  bramato  di  fare  io  stesso.  Serva  intanto  questa 
mia  per  attestato  del  mio  buon  volere,  e  di  quel  rispetto  col  quale  mi 
rassegno,  di  V.  S.  illustrissima. 


2065. 

A  MAURO  ALESSANDRO  LAZZARELLI  in  Milano. 
Modena,  2  Aprile  172^. 

Archivio  Soli  Mdratoki,  (R.  Bibl.  Est.),  Modena. 

Eroica,  spiritosa,  e  di  mano  maestra  è  l' iscrizione  formata  a  cotesto 
eccellentissimo  sig.  conte  Governatore,  pel  cui  regalo  mi  protesto  ben  te- 
nuto alla  gentilezza  di  V.  S.  reverendissima.  Certo  che  la  protezione  di 
lui  può  dare  un  gran  coraggio  e  moto  alla  nostra  impresa;  e  però  lodo 
assaissimo  chi  ha  ideato  questo  incentivo  a  maggiormente  accordarcela. 

Dal  sig.  Goffredo  de'  Filippi,  che  è  appunto  1'  accennato  a  lei  dal  si- 
gnor marchese  Olivazzi,  è  venuto  Y  invoglio  eh'  ella  mi  scrive  giunto  a  lei 
per  la  posta.  Egli  é  un  galantuomo,  e  persona  assai  dotta,  e  meritevole 
della  di  lei  amicizia  ;  ma  non  doveva  egli  pensare,  che  anche  per  lei  e 
per  me  la  posta  é  pesante.  Gliene  scriverò,  perchè  meglio  si  regoli  un'altra 
volta,  e  intanto  la  rimborserò  io  del  filippo  speso.  Dica  al  sig.  marchese 
suddetto,  con  ricordargli  il  mio  ossequio,  che  ho  letto  un  saggio  della  ri- 
sposta, che  medita  di  fare  esso  sig.  Goffredo,  e  l'ho  trovato  di  buon  me- 
tallo con  isperanza  che  tale  ancora  sembri  costi.  Perciò  se  avrà  esso  ga- 
lantuomo maggior  libertà  e  abbondanza  di  libri,  il  crederei  atto  più  di 
molti  altri  a  sostenere  i  diritti  di  S.  M.  Cesarea. 

Non  avendo  io  fretta  alcuna  per  1'  altro  invoglio  del  sig.  Richa,  perciò 
ha  fatto  bene  V.  P.  reverendissima  a  spedirlo  per  1'  occasione  da  lei  ac- 
cennatami. Ma  non  mi  sento  già  l' ispirazione  di  ricevere  per  la  posta  gli 
altri  due  invogli,  cioè  dal  sig.  marchese  Malaspina,  e  dal  suddetto  signor 
Filippi.  Non  son  poche  le  spese,  che  mi  convien  fare  qui,  e  altrove,  per 
far  copiare  Manoscritti  destinati  alla  nostra  Raccolta.  Il  perchè  supplico 
la  di  lei  bontà  ad  aspettare  e  procurarmi  altre  occasioni  sicure,  che  me 
li  portino;  del  che  le  sarò  molto  obbligato. 

Siamo  stati  in  pericolo  di  perdere  1*  ottimo  nostro  sig.  canonico  Caran- 
dini  per   un  colpo  più  che    vertiginoso,  che  il  fece  stramazzare  dalla  bot- 


2244  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [1*733- 

tega  de  gli  Araldi  nella  sti'ada  Maestra.  Era  gran  tempo,  eh'  egli  si  do- 
leva e  temeva  della  sua  testa.  Spero  in  Dio,  che  si  rimetterà  in  buono 
stato,  e  in  breve. 

Per  la  prossima  Pasqua,  che  auguro  a  lei  felicissima,  aspettiamo  qui 
il  serenissimo  aig.  Principe  di  Modena.  E  con  tutto  l'ossequio  mi  con- 
fermo, di  V.  P.  revei'endissima. 


2066. 

A  VINCENZO  VECCHI  in  Ferrara. 
Modena  10  Aprile  1722. 

Attcmvio  DI  Stato,  Modena. 

Bramerebbe  il  cav.  di  cotesta  città  litigante  per  la  decima  di  S.  Alessio, 
eh'  io  pregassi,  siccome  fo,  V.  S.  illustrissima,  di  permettere  che  il  signor 
Bertani,  insieme  al  sig.  dott.  Alessandro  Squarzoni,  potessero  cercare  in 
cotesto  archivio  le  notizie  desiderate  intorno  a  tale  pendenza.  Vedrà  Ella 
chi  sia  esso  sig.  Squarzoni.  e  se  sia  cosa  da  permettere,  credendo  io  per 
altro,  che  nulla  di  più  si  troverà  costì,  di  quello  che  io  inutilmente  ho 
cercato  in  questo  ducale  archivio. 

Perdemmo  il  giovedì  Santo  il  buon  canonico  Carandini,  con  danno 
non  lieve  della  città,  e  di  tutti  i  suoi  amici.  Abbiamo  ora  canonico  peni- 
tenziere il  sig.  dott.  Viviani.  e  l' arcipretura  minore  conferita  a  monsignor 
Vicario. 

Pel  giorno  di  Pasqua  fu  il  serenissimo  sig.  Principe  di  Modena  a 
corteggiare  il  serenissimo  Padre,  e  cosi  nelle  due  feste  seguenti.  Iddio  ci 
doni  quella,  quam  Mimdus  dare  non  potest. 

Il  Rizzi  sta  applicato  per  rendersi  più  abile  al  di  lei  servizio.  Mi 
mostrò  alcuni  abbozzi  non  mal  fatti.  Gli  ho  dato  da  studiare  un  trattato  di 
ortografia. 

Accusandole  ricevuta  di  un  suo  foglio  nell'  antecedente  settimana,  e 
rassegnadole  il  mio  rispetto  mi  confermo  . . . 

Una  molto  favorevole  udienza  da  S.  M.  Cesarea  ha  ricevuto  il  sere- 
nissimo sig.  Principe  Gio.  Federico  [  d' Este  ].  Richiamato  di  colà  con  gran 
fretta  il  sig.  conte  Guicciardi,  ora  s'intende  che  l'Augustissimo  l'abbia 
dichiarato  suo  servitore  attuale,  e  che  per  ciò  non  potrà  abbandonare 
la  Germania. 


-l^^SS]  A    MAURO   ALESSANDRO    LAZZARELLI  2245 


2067. 

A  MAURO  ALESSANDRO  LAZZARELLI  in  Milano. 
Modena,  16  Aprile  1722. 

Ahcrivio  Soli  Musa  tori  {R.  Bibl.  Ett.),  Modena. 

M' intenderò  col  P.  Miari  per  soddisfare  al  debito,  che  mi  corre  con 
V.  P.  reverendissima,  et  ora  le  do  avviso  d' aver  io  ricevuto  V  altro  in- 
volto de'  libri  del  sig.  Richa,  eh"  ella  inviò  sino  a  Parma,  Sicché  me  le 
protesto  obbligato  per  questo  favore,  e  per  gli  altri,  eh'  ella  mi  fa  sperare 
neir  incamminamento  del  resto  del  Caffaro,  e  dell'  involto  a  lei  già  trasmesso 
dal  sig.  Filippi.  Già  ella  sa.  dover  passare  per  Modena  il  sig.  conte  Vez- 
zoli.  Sento  pure,  che  passerà  il  sig.  conte  Locatelli.  Alcuna  forse  di  tali 
congiunture  mi  porterà  la  consolazione  de'  suoi  favori.  Io  si  mi  truovo  in- 
tricato a  spedire  costà  altri  materiali,  che  ho  in  pronto  per  la  nostra 
grand'  Opera,  perchè  mi  manca  il  tempo  da  cercare  chi  passa.  Ma  Dio 
provvederà. 

Perdemmo  poi.  come  ella  avrà  saputo,  il  buon  canonico  Carandini. 
perdita  non  picciola  per  la  nostra  Città.  Al  sig.  dottor  arciprete  Viviani 
è  stata  conferita  la  Penitenzieria  ;  a  monsignor  vicario  l' Arcipretura 
minore. 

Sono  in  prossima  disposizione  gli  accomodamenti  della  serenissima 
Famiglia  per  mediazione  del  P.  Santo  Canale,  che  ci  ha  "predicato  in 
Duomo.  Granatiere  di  prima  sfera.  Faccia  Iddio,  che  ne  sentiamo  buon 
frutto,  e  perenne. 

Al  sig.  marchese  reggente  Olivazzi  i  miei  ossequi.  Mi  auguro  di  potere 
servire  anche  a  lui  in  servire  all'  amico,  che  presentemente  sta  faticando 
in  Genova,  e  meriterebbe  di  lavorare  a  Milano. 

Avendo  il  sig.  Richa  trovato  un  manoscritto  di  Tito  Livio,  che  a  lui 
sembra  antico,  e  contenente  cose  preziose,  me  ne  fa  sperare  il  regalo.  Può 
ella  pensare,  se  mi  sarà  caro.  Perciò  se  l'inviasse  a  V. P.  reverendissima, 
la  supplico  di  ben  custodirlo,  finché  capiti  imbarco  sicuro.  Ella  é  con- 
dannata a  continui  imbrogli  per  me,  quando  ne  ha  tant'  altri  sulle  spalle. 
Ma  son  certo,  che  l'ottimo  suo  cuore,  quanto  più  ha  da  fare  per  gli  amici, 
tanto  più  é  contento  di  se  stesso.  Sono,  e  sarò  eternamente  con  tutto  il 
rispetto,  di  V.  P.  reverendissima. 


2246  LODOVICO    ANTONIO   MURATORI  [l'T'SS- 


2068. 

A  GIUSEPPE  MALASPINA  DI  S.''*  MARGHERITA  in  Tortona. 
Modena,  16  Aprile  1722. 

Raccolta  Palmieri,  S.  Paolo,  Roma. 

Confesso  il  vero:  mi  ha  toccato  il  cuore  il  felicissimo  avviso  dell'ot- 
tenuta Badia  da  V.  S.  illustrissima,  come  s'io  stesso  l'avessi  conseguita. 
Il  vedere  un  cavaliere  di  tanto  spirito,  di  tanta  abilità,  e  d' un  animo  si 
generoso  come  ella  è,  tenuto  si  stretto  dalla  fortuna  da  non  potere  sten- 
dere alcuni  de'  tanti  voli  eh'  ella  va  meditando  e  ha  forza  per  intrapren- 
dere, mi  faceva  rabbia.  Ora  lodato  Dio,  che  il  di  lei  merito  è  stato  cono- 
sciuto, e  eh'  ella  avrà  da  qui  innanzi  maggior  comodità  di  farlo  conoscere 
ed  aumentarlo.  Me  ne  son  rallegrato,  e  me  ne  rallegro  al  maggior  segno; 
e  spero  che  questo  abbia  ad  essere  principio  anche  di  cose  più  grandi. 

Odo  poi  le  difl&cultà  eh'  ella  pruova  pel  pagamento  delle  Bolle  ;  e  se 
mai  mi  sono  augurato  di  potere  contrassegnare  il  mio  buon  animo  verso  i 
padroni  ed  amici,  questa  è  stata  la  volta,  trattandosi  d'  un'  occasione,  che 
non  può  essere  più  bella  né  più  degna  di  soccorso.  Ma  debbo  dirle  eh'  io 
son  destinato  a  non  aver  mai  danari,  ma  bensì  de  i  debiti,  benché  il  Si- 
gnore mi  dia  più  di  quel  che  merito,  et  io  viva  da  pover  uomo.  La  fab- 
brica della  mia  chiesa  mi  ha  preso  alcune  migliaia  de'  nostri  scudi  ;  et  ora 
uxia,  compagnia  della  carità,  che  ho  instituito,  mi  ha  posto  in  impegno  di 
nuovi  debiti;  e  parlo  col  Vangelo  alla  mano.  Sarebbe  stato  questo  un  colpo 
di  generosità  degno  di  pianeta  superiore;  ma  io,  che  so  come  vanno  gli 
affari,  non  ardirei  di  muoverne  parola,  e  raassilnamente  perché  per  mag- 
gior mia  quiete  vo  capitando  poco  a  i  baldacchini  secolari.  Con  sommo 
rammarico  mio  le  dico  tutto  questo,  assicurandola  che  il  singoiar  contento 
da  me  provato  per  la  buona  caccia  da  lei  fatta,  è  stato  amareggiato  dal- 
l'intenderla  esposta  ad  usure  e  a  violenti  ripieghi,  e  dal  non  trovai-mi  in 
istato  di  sovvenire  in  si  rilevante  bisogno  un  padrone  a  cui  professo  tante 
obbligazioni,  e  si  attento  a  favorirmi,  anche  con  suo  dispendio,  in  tutto 
quanto  ella  può. 

Già  so  che  é  giunto  in  Milano  il  restante  del  Caifaro,  cioè  d'  uno 
Storico  che  sempre  più  conosco  dover  fare  onore  alla  mia  grande  impresa. 
L' aspetto  per  la  prima  sicura  occasione  ;  e  intanto  protesto  a  lei  le  infi- 
nite mie  obbligazioni.  Aspettavo  io  la  Cronaca  d' Asti  ;  ma  giacché  V.  S. 
illustrissima  pensa  di  continuare  le  sue  annotazioni,  lo  faccia,  che  ne  pro- 
fitterà il  pubblico,  e  ne  verrà  onore  a  lei.  Intanto  si  lavora  alle  Storie  più 
vecchie. 


•1*733]  A  PIETRO  BUBMAN  2247 


Ho  la  Storia  manoscritta  di  Pietro  Azario,  e  la  stamperò.  Non  so  se 
sia  quella  che  da  lei  mi  viene  accennata;  ma  penso  che  si. 

Al  sig.  Rossi  indicai  tempo  fa  quanto  io  sapeva  de'  Marchesi  in  Cor- 
sica. Se  potrò,  farò  confrontare  il  passo  del  CafFaro  cassato.  Cercherò  se 
mai  potesse  trovarsi  copia  della  scrittura  stampata  per  parte  d' Alfonso  II 
Duca  di  Ferrara  nella  lite  della  precedenza  con  Cosimo  I  De'  Medici. 

E  ricordandole  il  mio  sì  obbligato  ossequio,  mi  confermo,  di  V.  S.  il- 
lustrissima. 

2069. 

A  NICCOLÒ  BERTANI  MASINI  in  Ferrara. 
Modena,  17  Aprile  1722. 

K.  Biblioteca  Estense,  Modena. 

Molto  strano  mi  giunge  quanto  a  V.  S.  ha  scritto  il  signor  arciprete 
di  Bondeuo.  Quand'  anche  non  apparisse  scrittura  della  locazione  a  lui 
fatta  della  mia  casa,  tengo  per  fermo  che  tal  contratto  sia  scritto  nella  di 
lui  coscienza,  perchè  il  fu  signor  Commissario  me  lo  scrisse,  e  fece  inte- 
stare ne' libri  il  nome  d'esso  signor  arciprete,  e  non  già  di  suo  fratello. 
Contuttoeiò  non  essendo  ignote  le  angustie  del  medesimo,  condiscenderò  a 
contentarmi  di  prendere  qui,  benché  stentatamente,  i  frutti  del  di  lui  pa- 
trimonio, purché  ne  mandi  un'ordine  ben  preciso,  e  vegga  di  ridurre  a 
meno  il  tempo  ch'egli  accenna  del  pagamento.  Prego  V.  S.  di  scrivergliene 
con  sollecitudine;  e  conservi  poi  rinchiusa  che  le  rimando. 

Desidero  che  lo  Scardua  non  tardi  a  soddisfare,  perché  anch'io  ho 
qui  degli  interessi  bisognosi,  il  più  presto  che  si  può,  di  ajuto.  Perciò  ella 
mi  obbligherà  molto  con  sollecitare  quella  riscossione,  e  l'unione  di  tutto 
quanto  si  potrà  raccogliere  per  rimettermelo  al  principio  del  mese  ven- 
turo, avvertendo  di  ritenere  quel  solo  che  sarà  necessario  pel  compimento 
del  debito  col  signor  vicario.  Con  che  ringraziandola  di  tutto  l'operato 
finora,  e  caramente  riverendola,  mi  confermo. 

2070. 

A  PIETRO  BURMAN  in  Leida. 
Modena,  17  Aprile  1722. 

BlBLIOTKCA     UXIVEKSITARIA.    VieODa. 

In  novo  Catalogo  vastissimi  Operis,  quod,  te  curante,  nunc  typos 
exercet  solertissimi  Viri  Petri  Vander  Aa,  video  recudendum  Joannis 
lìaptiste    Gyraldi,    qui    se    Cynthium   appellabat,    Commentarium   de   Fer- 


2248  LODOVICO   ANTONIO    MUEATOBI  [l'7S3- 


raria,  eie.  Quonam  exemplari  ad  novam  hanc  editionem  usurus  sis,  in- 
compertum  mihi.  Atqui  noveris.  pag.  65,  ab  ipso  auctore  locum  unum 
fuisse  immutatum  atque  correctum,  uti  exemplaria  quaedam,  ab  ipso  in  una 
eademque  editione  recusa,  abunde  testantur.  Igitur  etiam  atque  etiam  te 
rogo  si  foi'te  castigatius  exemplar  nondum  in  tuas  manus  devenit,  ut  ad 
paginam  illam  lin.  17,  prò  Dìjms  Vxores  etc.  sequentia  verba  restituas, 
atque  in  tua  editione  imprimenda  omnino  cures:  Huic  Principi  egregio 
Anna,  Joannis  Galeactii  Sfortiae  Mediolanensium  Ducis  soror  nuUos  mares, 
nullas  foeminas  reliquit.  Lucretia  vero  Borgia,  praeter  eos,  quos  camme- 
moì'avimus,  fìlios,  duos  UH  Alexandros  peperit  etc.  Habebis  me  eadem 
hujusce  mutationis;  ego  ipsam  singularis  muneris  loco.  Sed  quando  tot 
Historias  Italicas  colligere  generoso  Consilio  coepistis,  liceat  mihi  potere, 
cur  in  earum  censum  non  intuleritis  meum  quoque  Librum  Antiqui- 
tatum  Esiensium,  quem  anno  1712  publici  juris  feci,  et  potentissimo  Ma- 
gnae  Britanniae  regi  dicatum  volui.  Ibi  certis  monumentis  confìrmatum, 
ex  uno  stipite,  atque  ex  iisdem  Maioribus ,  descendere  Brunsvicensium  ac 
Mutinensium  Ducum  Familias.  Ibi  complura  occurrunt  Acta,  non  ante 
edita,  atque  is  eruditionis  usus,  ut  obscuris  seculis  non  modica  lux  adfe- 
ratur.  In  Diario  Literatorum,  quod  apud  vos  quotannis  evulgatur,  au- 
divi memoratum  multa  cum  laude  hunc  Librum.  Quare  spes  mihi  est 
ingens  fore,  ut  ipsum  quoque  collectioni  vestrae  adjicere  velitis:  quod 
mihi  summopere  gratum  foret,  meque  vobis  perpetuo  obnoxium  faceret. 
Nondum,  ut  arbitror,  id  vobis  consilii  natum,  quod  Libro  careatis.  At  ego 
unum  exemplar  ad  vos  sumptibus  meis  propediem  perferendum  curabo. 
Certe  is,  ne  quid  dissimulem,  italica  lingua  conscriptus  est,  neque  curae 
ingentes,  quibus  nunc  distringor,  sinunt  me  ad  illius  latinam  versionem 
incumbere.  Vobis  tamen,  qui  prò  tot  aliis  minoris  momenti  libris  nulli 
parcitis  labori,  et  facilitate  convertendi  Italica  (idque  tam  concinne)  pol- 
letis,  et  hunc  laborem,  quaeso  atque  obtestor,  vobis  sumite.  Numquam 
ex  animo  meo  excidet,  si  impetravero,  hoc  munus;  meumque  erit  Libris 
vestris  plaudere,  et  emptores  quaerere  per  Urbes  Italiae,  dum  poterò.  Quid 
liane  in  rem  sis  facturus,  utinam  quam  primum  certiorem  me  facias.  Vale. 


2071. 

A  VINCENZO  VECCHI  in  Ferrara. 
Modena,  17  Aprile  1722. 

Archivio  vi  Stato,  di  Modena. 

Spero  in  Dio  che  V.  S.  illustrissima  non  abbia   a  muoversi   di   costì. 
Certo  che  tuttavia  si  combatte,  e  stanno  incerti  i  medici  intorno  alla  gra- 


-1*72*31  A    MAURO   ALESSANDRO   LAZZARELLI  2249 

vìssima  infermità  del  signor  Carlo  di  lei  fratello;  ma  intanto  gnadagnan- 
dosi  tempo,  la  gioventù  e  robustezza,  deve  fare  il  suo  effetto,  massima- 
mente non  mancando  favorevoli  indizi.  Io  per  me  infinitamente  desidero 
la  conservazione  di  lui  per  troppi  riguardi,  e  cosi  desidera  tutta  la  città. 
In  breve  spero  che  avremo  da  rallegrarci  tutti  con  lui  e  con  tutti  i  suoi. 

Mi  rimetto  alla  di  lei  prudenza  intorno  al  lasciare  o  non  lasciare 
metter  occhio  a  persone  straniere  in  cotesto  archivio.  A  me  basta  di  poter 
rispondere,  che  V.  S.  illustrissima  avrà  a  cuore  una  tal  ricerca  in  occa- 
sione di  cercare  preseuttìmente  altre  notizie  per  servizio  del  Padron  sere- 
nissimo. Certo  che  io  so  l'affare  della  Pavida,  e  nel  Ristretto  delle  Ragioni 
pubblicate  sotto  Francesco  I  dal  conte  Testi  se  ne  fa  menzione  e  doglianza. 
Sarebbe  solo  da  vedere  se  ostasse  al  poter  ora  pretendere  essi  beni,  che 
chiaramente  si  dovevano  restituire,  il  concordato  di  Pisa.  Pare  di  no, 
perchè  questo  credito  l'abbiamo  colla  mensa  archiepiscopale  di  Ravenna, 
e  non  colla  camera  apostolica.  Tuttavia  bisognerà  esaminar  meglio  il  punto, 
lasciando  sospeso  il  non  vedere  che  per  più  di  cent'anni  i  serenissimi  ab- 
biano mossa  tal  lite. 

Avrò  presente  alla  memoria  il  segretario  ch'ella  mi  propone  per  le 
occasioni  che  potessero  aprirsi.  Alla  casa  del  signor  marchese  Coccapani 
non  si  può  pensare,  perchè  egli  s' e  a  poco  a  poco  avvezzato  a  fare  i  suoi 
fatti  col  solo  Presidente  di  casa  don  Pier  Francesco  Manfredi. 

Con  che.  rassegnandole  il  mio  ossequio,  etc. 


2072. 

A  MAURO  ALESSANDRO  LAZZARELLI  in  Milano. 
Modena,  23  Aprile  1722. 

Akcbivio  Soli  Muratori,  {R.  Bibl.  Est.),  Modena. 

Dal  signor  Berlinghieri  mi  fu  puntualmente  ricapitato  l'involto  con- 
segnatogli da  V.  P.  reverendissima,  ma  non  cosi  quello  del  signor  Conte 
Vezoli.  il  quale  passò  senza  fermarsi,  essendosi  solamente  inteso,  ch'egli 
nel  ritorno  avrà  men  fretta.  Spero  allora  di  ricevere  i  di  lei  favori,  e  il 
signor  fattore  Tori,  già  preparato  a  servirlo,  sarà  buon  ricevitore  di  tutti. 
Mille  gi'azie  intanto.  Non  so  poi,  se  il  nostro  Ab.  Puricelli  le  consegnasse 
la  vita  dell'imperatrice  a  lui  data  per  me  dal  P.  Ceva.  Non  vorrei  che 
si  smarrisse:  e  s'egli  non  ricorre  per  questo  a  lei,  Dio  sa  quando  potrò 
appagare  la  mia  ansietà  di  vederla. 

Tardi  mi  condolgo  con  V.  P.  reverendissima  pel  suo  orologio  sparito. 
Per  una  persona,  che  non  perde  momento  di  tempo,  e  ha  bisogno  di  ben 
misurarlo,  lo  scherzo  è  stato  brutto,  oltre  al  valore  non   lieve  d'esso  oro- 


2250  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [fTaS- 


logio.  Voglia  Dio,  che  da  Modena  stessa  non  sia  venuta  la  tempesta  ;  perchè 
mi  dicono  essere  stato  carcerato  costi  con  una  ciurma  d'altri  mariuoli  ma- 
stro Ignazio  schermitore,  che,  benché  capo  di  tutti,  era  qui  tollerato  col 
pretesto  nobile,  eh'  egli  facesse  la  spia  nelle  occorrenze.  Neil'  orologio  d'oro 
rubato  in  Milano,  nella  scatola  tolta  al  marchese  Mari,  e  con  tutti  gli  in- 
trighi di  Slitter  costui  avea  mano  ;  e  però  chi  sa  che  da  tal  parte  non 
venga  l'assassinamento  a  lei  fatto?  Può  essere,  che  la  giustizia  di  Milano 
libererà  ancor  noi  da  questa  canaglia,  che  ha  una  lunga  catena;  e  in 
questa  Comune  sono  tre  de'  suoi  corrispondenti, 

Con  rassegnarle  il  mio  ossequio,  mi  confermo,  di  V.  P.  reverendissima. 

Se  monsignor  Sassi  non  s'indurrà  a  fare  il  Respousorio  di  San  Bene- 
detto,  vedrò  se  potessi  valermi  dell'accennatomi  da  lei. 

Abbiamo  anche  perduto  il  signor  Carlo  Vecchi,  giovane  e  robusto, 
fratello  del  sig.  commissario  di  Ferrara,  e  ammogliato,  ma  senza  figli. 


2073. 

A  FRANCESCO  BREMBATI  in  Bergamo. 
Modena,  29  Aprile  1722. 

Archivio  Rocchi,  Bergamo,  edita,  [234]. 

Dal  signor  abate  Badia  con  tutta  puntualità  ho  ricevuto  i  manoscritti 
col  teatro  Bergomeo  inviatimi  da  V.  S.  illustrissima,  alla  cui  somma  be- 
nignità protesto  ben  somme  le  mie  obbligazioni,  perchè  ella  non  poteva 
con  finezza  maggiore  favorir  me,  e  il  gran  disegno  che  ho  per  le  mani. 
Conserverò  tutto  fedelmente  e  a  suo  tempo  con  eguale  sicurezza  rimetterò 
tutto  alle  sue  mani.  Sarà  a  proposito  quella  cronaca,  la  quale  mi  dispiace 
che  non  cominci  più  indietro;  e  dallo  Statuto  e  dalla  Pace  si  ricaverà 
del  buono  in  onore  di  cotesta  città.  Debbo  poi  dirle  di  tener  io  per  fermo 
che  il  poemetto  di  Mosè  delle  lodi  di  Bergamo  non  sia  dell'antichità  cre- 
duta. Esso  è  fatto  in  tempo  che  Bergamo  era  governato  da  dodici  Savi; 
e  probabilmente  viene  indicato  il  tempo  di  Gio.  Visconti  in  cui  dice  il 
Cherubino  che  si  sceglievano  dodici  del  Consiglio  per  Capi  del  Comune. 
Se  mai,  quando  Bergamo  si  reggeva  a  repubblica,  si  potesse  provare  che 
il  governo  fosse  in  mano  di  un  Magistrato  di  Dodici,  quadrerebbe  anche 
meglio.  Il  Muzio  s'  è  preso  un  po'  di  spasso  del  pubblico  :  ma  io  amo  la 
verità,  e  credo  che  tutti  gli  altri  l'abbiano  da  amare.  Me  ne  maravigliava 
io  di  tanta  antichità;  ora  l'ho  intesa.  Non  rallenti  V.  S.  illustrissima  di 
cercare  altre  anticaglie  per  onore  della  sua  città,  che  non  mancherò  di 
far  onore  anche  a  Lei.  E  qui.  con  ringraziarla  divotamente  di  tante  grazie» 
e  rassegnarle  il  mio  rispetto,  mi  confermo,  di   V.  S.  illustrissima. 


-IT'SSl  A   SALVINO   8ALVINI  2251 


2074. 

A  NICCOLÒ  BERTANI  MASINI  in  Ferrara. 
Modena,  1  Maggio  1722. 

.B.  Biblioteca  £steh8k,  Modena. 

Mi  rallegro  con  V.  S.  per  la  ricuperata  salute,  che  le  auguro  ben 
perfetta  e  costante:  e  insieme  la  ringi'azio  per  la  visita  fatta  alla  casa 
del  mio  privato.  I  risarcimenti  necessari  è  necessario  farli,  e  però  vegga 
pure  di  dar  gli  ordini,  prendendo  le  misure  della  migliore  economia  e  ri- 
sparmio. Vivamente  poi  la  prego  di  raccogliere  quanto  potrà  per  inviarmelo 
delle  rendite  dell'  anno  scorso,  si  perchè  ne  ho  necessità,  e  si  perchè  vorrei, 
che  finissimo  il  conto  passato  prima  di  cominciare  l'anno  presente.  Osservi 
solo  di  ritenere  quanto  ella  conoscerà  necessario  per  soddisfare  alla  quota 
del  signor  vicario,  e  per  le  spese  occorrenti  a  i  risarcimenti  suddetti.  E 
qui.  rassegnandole  la  mia  osservanza,  mi  confermo. 


2075. 

A  SALVINO  SALVINI*  in  Firenze. 
Modena,  1  Maggio  Ì722. 

BiBLioTKCA  Makucslliasa,  P'ircnze,  edita  [153]. 

Già  ho  veduto,  e.  con  mio  particolare  gusto,  imparato  a  conoscere  il 
padre  maestro  Moneglia.  ed  ho  ben  ragione  di  rendere  a  V.  S.  illustris- 
sima grazie  distinte,  perchè  m'abbia  procurato  si  buona  fortuna,  quale 
appunto  è  l'amicizia  di  cosi  degno  religioso.  L'ho  trovato  d'ottimo  gusto 
in  tutto,  e  ben  conoscente  di  chi  fa  figura  nelle  lettere,  e  poi  professore 
di  una  vasta  e  varia  letteratura,  che  è  rara  in  certe  persone  oppresse  dal 
peso  di  certi  soli  determinati  studj.  In  somma  mi  son  rallegrato  meco 
stesso,  e  mi  rallegro  ora  colla  sua  patria,  a  cui  certamente  egli  fa  grande 
onore,  et  è  per  farne  anche  di  più.  L'aspetto  in  breve  di  ritorno  da 
Reggio,  et  ella  il  rivedrà  fra  poco  in  Toscana. 

Essendo  io  per  ristampare  nella  mia  gran  raccolta  de  gli  scrittori  sì 
editi  come  inediti  Rerum  Italicarum,  dall'anno  500  fino  al  1500,  le  storie 
ancora  di  Ricordano,  de  i  Villani,  e  di  Pistoia,  mi  servo  di  questa  con- 
giuntura per  supplicare  V.  S.  illustrissima,  che  se  mai  avesse  qualche 
notizia   rara   intorno   a   tali  storie,  o  a' loro  autori,  voglia  comunicarmela. 


*  Responsive  in  Archivio  Soli  Muratori  {R.  Bibl.  Est.  )  n.°  11  da  Firenze  1709- 'Itì. 


2252  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [l'/'SS- 

perchè  gliene  farò  onore  nella  prefazione.  Ne  parli  ancora  al  riveritissimo 
signor  abate  Antonio  suo  fratello,  a  cui  non  dimentichi  di  rassegnare  il 
mio  immutabil  rispetto.  Ho  inteso  essersi  tralasciato  nella  stampa  di  Ri- 
cordano, che  san  Tommaso  d'Aquino  mori  a  Fossanuova,  perchè  andava 
per  distruggere  l'Ordine  del  Carmine.  Me  ne  son  servito.  Se  potessimo 
fare  qualche  bene  a  tali  scrittori  nella  mia  ristampa,  sarebbe  pur  bene. 

E  qui,  ratificandole  il  mio  ossequio,  mi  confermo  di  V.  S.  illustris- 
sima, etc. 

2076. 

AD  ANTONIO  VALLISNIERI  in  Padova. 
Modena,  1  Maggio  1722. 

BiBLiOTjcOA  Nazionale  di  Brera,  Milano,  edita  [142]. 

Alla  vostra  lettera  aggiungeste  un  bel  corollario  col  biglietto  del  beni- 
gnissimo  signor  abate  Lazzarini  [  Domenico  ].  Certo  che  mi  è  stato  di  sommo 
piacere  l'osservare  con  quanta  puntualità  egli  sia  per  favorirmi  della  cro- 
naca Perugina,  e,  quel  che  è  più,  il  vedermi  io  assicurato  d'aver  buon  sito 
nel  cuore  di  cotesto  tanto  da  me  riverito  e  celebre  letterato.  Favoritemi 
dunque  di  rendergli  mille  grazie  in  mio  nome,  e  di  dirgli,  che  non  mi  dà 
pena  1'  essere  tal  Cronaca  mancante,  perchè  questo  è  male  ancora  d' altre, 
che  sono  per  pubblicare.  Quanto  agli  elogi  d' Alessando  VI  nulla  dice 
quello  scrittore,  che  il  Leibnizio  non  pubblicasse  stampando  un  pezzo  di 
Burcardo  Ceremoniere  di  esso  Papa.  Ma  io  darò  di  penna  a  que'due  passi, 
che  poco  importano  a  Perugia.  Ho  l' Infessura  romano,  che  ne  dice  del- 
l' altre  brutte  d'  esso  Alessandro,  e  di  Sisto  IV.  Anche  a  questo  bisognerà 
provvedere  di  rimedio;  e  pubblicare  il  resto. 

Nello  spazio  di  200  anni  non  potreste  credere,  quante  cronache  ma- 
noscritte abbiano  perduto  varie  città,  siccome  n'  ho  fatto  la  sperienza  ;  e 
però  tanto  più  affrettarsi  a  pubblicare  quello  che  ci  resta.  Intenderete 
pertanto  dal  suddetto  signor  abate,  come  egli  voglia  farmi  goder  le  sue 
grazie.  Se  potrò  avere  per  sicura  occasione  il  manoscritto  stesso,  tanto  più 
stimabile  per  me  sarà  il  favore,  si  perchè  con  ispesa  minore  ne  farò  cavar 
qui  una  copia,  e  si  perchè  mi  chiarirò,  col  collazionare,  se  la  copia  corri- 
sponda al  vecchio  testo.  E  ricordatemegli  gran  servitore. 

Rinnovo  le  mie  congratulazioni  per  1'  onorifico  Diploma  con  tutte  le 
frange  e  festoni.  Farà  questo  pataffio  una  gran  comparsa  nella  vostra  vita. 

Ma  io  nulla  ho  veduto  finora  del  supplemento  a'  Giornali,  e  però  nulla 
posso  dire  della  vostra  dissertazione  per  promuovere  lo  scrivere  i  libri 
in  Italia.  Quel  che  mi  piace,  è  d' udirne  già  seguito  buon  frutto. 


-1*723 1  A   VINCENZO  VECCHI  2253 


So  che  fa  qni  il  Tassoni:  ma  io  non  me  ne  presi  pensiero;  e  non 
avendo  mai  udita  parola  alcuna  de' suoi  movimenti,  uè  pure  ho  voluto 
mostrarne  paura.  Non  dubitate:  che  ci  studieremo  di  parare  i  colpi,  e  di 
metterlo,  occorrendo,  in  filo. 

Mi  son  giunte  le  Osservazioni  Foggiane,  e  non  mi  saranno  inutili, 
volendo  io  ristampare  la  storia  del  medesimo  Poggio.  Del  giornale  nulla 
ho  veduto  da  gran  tempo.  Né  pure  le  Lionfantesse  vi  pensano  tanto. 

Sarà  egli  vero,  che  quest'anno  abbiate  a  lasciarvi  vedere?  Signor  si: 
che  le  buone  usanze  bisogna  mantenerle.  E  con  sommo  ossequio  mi  ricordo. 


2077. 

A  VINCENZO  VECCHI  in  Ferrara. 
Modena,  1  Maggio  1722. 

S.  Archivio  di  Stato,  Modena. 

Ho  fatto  intendere  al  giovane  Rizzi  le  risoluzioni  favorevoli  di  V.  S. 
illustrissima,  et  egli,  con  tutto  piacere  avendole  accolto,  si  presenterà  in 
breve  costà.  Gli  ho  fatto  premura  della  fede  e  del  secreto,  ed  egli  spera 
di  potere  e  sapere  bene  ubbidirla  in  questo.  Io  per  me  vo  sperando  che 
non  m'abbia  a  pentire  d'averglielo  proposto:  ma  colla  sperienza  alla  mano, 
cioè  col  microscopio,  può  essere  ch'ella  vegga  ciò  ch'io  col  canocchiale 
non  ho  saputo  in  lontananza  discernere. 

Certo  che  il  Serenissimo  e  questi  ministri  camerali  sono  molto  soddi- 
sfatti di  lei  ;  ma  non  so  come  andasse  quando  si  chiedesse  di  venire,  perchè 
veggo  alcune  persone  straniere  portate  innanzi  sopra  ogni  riguardo.  In 
fatti  s' è  detto  che  il  signor  conte  Coccapani.  chiamato  già  cappellano  mag- 
giore di  S.  A.  serenissima,  aspirerebbe  a  cotesto  impiego,  e  il  signor  mar- 
chese Salvatico  si  dichiara  ch'egli  è  l'anima  sua.  Perciò  il  mio  debil 
parere  si  è  di  non  far  movimento  alcuno  per  ora,  e  pensare  col  tempo  a 
ciò  che  tornerà  più  il  conto. 

Sentii  in  Camera  che  ella  era  stata  alle  mani  con  l' eminentissimo  Le- 
gato. Queste  bravure  purché  esercitate  con  prudenza,  non  sono  qui  disap- 
provate, anzi  piacciono. 

Abbiamo  consigliere  soprannumerario  il  podestà,  cioè  un  successore 
pel  primo  posto  che  vacherà.  Le  rassegno  il  mio  ossequio. 

Penserei  di  portarmi  il  prossimo  lunedi  a  S.  Felice  per  un  po'  di  ri- 
poso. La  prego  del  recapito  dell' inchiusa  che  rinchiude  una  responsiva  del 
Principe  serenissimo.  La  ringrazio  ancora  della  visita  fatta  alla  casa  del 
priorato,  pel  cui  risarcimento  scrivo  oggi. 

Epittolariò  di  Lodovico  Antonio  Muratori,  —  Voi.  VI.  143. 


22Ò4:  LODOVICO   ANTONIO    MURATORI  [IT'SS- 


2078. 

A  GIUSEPPE  ANTONIO  SASSI  in  Milano. 
Modena,   4  Maggio  1722. 

Biblioteca  Ambrosiana,  Milano. 

Riceverà  V.  S.  illustrissima  una  balla  di  libri  speditami  per  di  lei 
conto  da  Bologna  ben  condizionata,  che  s' incammina  a  cotesta  volta  per 
la  condotta  ordinaria.  Inchiudo  la  licenza  del  s."  Uffizio;  e  attenderò  poi 
riscontro  del  felice  arrivo.  Con  che,  rassegnandole  il  mio  rispetto,  mi  con- 
fermo, di  V.  S.  illustrissima. 

2079. 

A  FRANCESCO  ARISI  in  Cremona. 
Modena,  6  Maggio  1722. 

Museo  Civico  Ckemonese,  edita  ["203]. 

Amico  amatissimo. 

Già  dal  signor  abate  Garbelli  [Filippo]  ho  ricevuto  una  breve  antica 
crouichetta  della  vostra  città.  Aspetto  anche  certe  raccolte  da  un  Torresini. 
Quanto  egli  vide,  tutto  si  truova  presso  il  signor  Dott.  Bresciani,  et  esso 
signore  mi  scrive  che,  se  voi  voleste  vedere,  non  vi  sarà  difficultà  veruna. 
M' immagino  che  non  aveste  bisogno  di  quest'  ultima  notizia  :  adunque  vi 
prego  di  visitare  que'  manoscritti  e  poi  di  sapermi  dire  s'  altro  vi  fosse  a 
proposito  per  la  mia  gran  raccolta,  alla  cui  stampa  s'  è  già  dato  principio 
in  Milano,  e  per  onore  alla  patria  vostra.  Ma  ricordatevi  che  vuol  essere 
roba  composta  prima  del  1500.  Certo  a  me  duole  di  non  avere  cose  più 
riguardevoli  d' una  città  si  cospicua,  quando  ne  produrrò  di  tutte  1'  altre 
circonvicine.  Spero  nondimeno  di  pubblicare  Sicardo.  Caramente  vi  rive- 
risco e  mi  confermo,  etc. 

2080. 

A  GIUSEPPE  ANTONIO  SASSI  in  Milano. 
Modena,  14  Maggio  1722. 

Biblioteca  Ambrosiana,  Milano,  edita  [17*>]. 

Non  mi  restò  tanto  tempo  da  poter  accompagnare  con  mia  lettera 
r  Agnello,  il  Panegirico  di  Berengario,  e  le  Prefazioni  che  inviai,  e  so  già 


-l'assi  A    PIER  CATTEBINO   ZENO  2255 


essere  pervenute  alle  mani  di  V.  S.  illustrissima.  Soddisfaccio  ora  a'  miei 
doveri  con  raccomandare  anche  a  lei  esso  Pan''f/irico,  che  con  gran  fatica 
ho  impietrato  in  prestito  da  un'  amico.  Nella  prefazione  generale  spezial- 
mente io  desidero  che  sinceramente  mi  sia  detto  ciò  ch'io  debba  aggiu- 
gnere,  o  mutare,  perchè  bramerei  d' incontrare  il  genio  di  tutti.  A  buon 
conto  il  signor  Argelati  non  è  contento  di  quanto  ho  detto  di  lui,  e  de- 
sidera più  tosto  che  si  levi  via,  giacché,  dice  egli,  io  noi  fo  comparire 
altro  che  un  Soliani  e  Capponi,  che  sono  i  nostri  librai  e  stampatori.  Non 
intendo,  che  figura  egli  si  voglia  fare,  se  di  Cavaliere,  se  di  Erudito. 
So  ch'egli  scrive  di  essersi  addossata  la  metà  della  spesa  della  stampa, 
e  che  sostiene  incredibili  fatiche  pel  confronto  dei  manoscritti.  Gli  rispondo 
oggi,  che  mi  significhi  cosa  abbia  da  dire:  perchè  quando  vi  concorra 
l'approvazione  di  cotesti  Signori,  e  non  sieno  glorie  insussistenti,  dirò  tutto. 

Bisogna  pensare  a  gli  stampati,  che  occorreranno,  e  come  s' abbia  a 
fare,  perchè  chi  li  somministrerà,  non  ne  abbia  a  pentirsi.  Mi  scrive  il 
suddetto  signor  Argelati  del  confronto  di  Paolo  Diacono  fatto  col  codice 
di  Monza,  e  con  gran  profitto.  Ne  ho  provato  particolar  piacere.  Bisogna 
darne  avviso  al  pubblico. 

La  prego  di  ricordare  a  Monsignore  suo  fratello  il  responsorio  per 
S.  Benedetto.  Son  tempestalo  da  una  Dama  per  questo.  E.  rassegnando  a 
lui.  e  a  lei  il  mio  distinto  rispetto,  mi  confermo,  di  V.  S.  illustrissima. 


2081. 

A  PIER  CATTERINO  ZENO  in  Venezia. 
Modena,  15  Maggio  1722. 

BiBLioTSCA  DSL  Skmimario,  Padova. 

Cosi  ben  guernito  di  notizie  letterarie  si  è  il  Giornale  ultimamente 
uscito  alla  luce,  che  gli  si  può  promettere  un'  universale  applauso,  né 
questo  la  cede  ai  più  sugosi  degli  anni  antecedenti.  Me  ne  rallegro  con 
V.  R.  e  co*  suoi  riveriti  colleghi,  e  prego  Dio.  che  si  possa  continuare  con 
si  bel  treno,  augurandogli  nello  stesso  tempo  un  felice  spaccio  fra  gli  svo- 
gliati Italiani,  e  fra  gli  stranieri  più  studiosi  di  noi. 

Mille  grazie  poscia  le  rendo  per  lo  stimatissimo  regalo  a  me  fattone, 
e  per  la  bontà  con  cui  ha  parlato  di  me.  e  delle  cose  mie  in  esso  libro. 
Io  non  saprò  mai  come  rimeritarla  per  favori  di  tante  sorte,  quanti  son 
quelli  che  da  lei  e  dall'  amatissimo  signor  Apostolo  vo  continuamente  ri- 
cevendo. 

Le  accuso  appunto  d' avere  in  mano  la  cronichetta  di  Piacenza  da  lei 
inviatami.  Nello  stesso  tempo  me  n'  è  capitata  un'  altra  d' essa  Città,   che 


2251)  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [17*33- 

tutto  insieme  farà  onore  alla  medesima,  ed  utile  al  pubblico.  Se  non  la 
rimanderò  speditamente,  la  prego  di  perdonarmi,  perchè  non  ho  tante  mani 
da  poter  supplire  a  tutto  nel  concorso  d' altri  simili  ajuti.  Ma  essa  è  in 
mano  di  chi  sarà  fedele  restitutore.  Ho  anche  avuto  gusto  di  vedere,  in 
che  consista  un'  operetta  di  Ricobaldo,  eh'  io  cercava  altrove,  credendola 
cosa  diversa  da  quella,  che  io  già  possedeva. 

Gran  mercè  a  V.  R.  che  ha  poi  trovato  presso  il  signor  Conte  Conti 
quel  manoscritto  eh'  io  già  disperava  di  più  vedere  nel  mondo.  Me  ne  dà 
avviso  anche  il  signor  Alessandro  Guarino.  Sicché  io  la  considero  per 
uno  dei  principali  benefattori  de'  miei  poveri  studi,  e  gliene  vivere  eter- 
namente tenuto. 

Il  signor  marchese  Orsi  ha  ricevuta  la  sua  copia.  Manderò  l' altra 
al  signor  Dottore  Bertagni,  che  è  ito  alla  patria.  Ed  intanto,  con  tutto 
r  ossequio,  mi  confermo  etc. 


2082. 

A  GIOVAN  BERARDINO  TAEURI  in  Nardo. 
Modena,  16  Maggio  ÌT22. 

Akchivio  Papadia,  Galatina,  edita  [163]. 

Appunto  dal  p.  priore  Tamburini  ho  ricevuto  la  Cronichelta  dello 
Spinelli,  che  mi  piace  al  maggior  segno  perchè  d'autore  contemporaneo,  e 
son  certo  ch'essa  farà  buona  comparsa  nella  mia  gran  raccolta.  Se  non 
che  non  so  intendere,  come  sia  scritta  in  volgare.  Allora  non  era  peranche 
introdotto  lo  scrivere  nella  lingua  del  popolo,  e  però  vo  sospettando,  che 
possa  tal' operetta  essere  stata  volgarizzata.  Comunque  sia,  avrò  occasione 
di  ricordare  al  pubblico  nella  prefazione  un  benefattore  si  gentile  com'ella  è. 
Ma  di  grazia  mi  accenni  la  sua  patria  e  gli  altri  lumi  riguardanti  gl'im- 
pieghi suoi,  affinchè  io  possa  soddisfare  al  debito  mio.  Mi  saranno  carissime 
le  altre  storie,  ch'ella  mi  fa  sperare,  e  che  ella  similmente  potrà  inviare 
al  p.  Tamburini  suddetto  a  San  Callisto  in  Roma,  ma  fuori  di  posta,  o 
pure  al  sig.  abate  Giovanni  Biavi  segretario  dell" eminentisslmo  d'Altana 
in  Roma  per  la  posta,  se  i  fogli  non  eccedano  la  mole  di  un  plico.  Da 
Napoli  il  sig.  consigliere  Grimaldi  mi  fece  sperare  degli  altri  soccorsi; 
ma  ella  è  più  valorosa  e  sollecita  che  gli  altri  in  favorirmi.  Vengano  an- 
cora le  sue  note  critiche,  e  saranno  graziosamente  accolte  da  me.  Con  che, 
rassegnandole  il  mio  rispetto,  mi  confermo  più  che  mai,  etc. 


-1*733]  A  FRANCESCO   BREMBATl  2257 


2083. 

A  FRANCESCO  ARISI  in  Cremona. 
Modena,  21  Ma^o  1722. 

MuSKO  Civico  Cukmoicbsk,  edita  [3CB]. 

Amico  amatissimo. 

Ma  il  Torresini  potrà  servire,  quando  altro  non  faccia  che  copiare  le 
carte  vecchie,  cioè  i  latercoli  dei  rettori  del  vostro  Comune.  In  ogni  caso 
l'esaminerò  bene.  All'incontro  bramo  assolutamente  di  vedere  quella  de- 
scrizione della  l 'itloria  de  Cremonesi  contra  i  Milatiesi,  purché  voi  la  cre- 
diate di  mano  più  antica  del  1500.  L'altre  storie  del  1515  non  fanno  al 
mio  intento. 

Potrebbe  essere  molto  al  proposito  quella  storietta  di  Piacenza  del 
Ripalta.  Ma  poiché  ne  ho  una  mandatami  dal  sig.  Apostolo  Zeno,  e 
un'altra  pure  ricavata  altronde,  né  vorrei  coincidere,  prego  vi  di  copiarmi 
solo  qualche  riga  dal  principio  di  alcun  anno  nel  mezzo,  acciocché  io  possa 
confrontare  se  sia  opera  diversa  da  quella  che  ho. 

Se  saprete  altro  dei  manoscritti  bresciani,  so  che  per  vostra  genti- 
lezza me  ne  avviserete.  Spero  di  ottenere  il  buon  Sicardo. 

E  qui.  ringraziandovi  della  nota  de' vostri  pastori  arcadi,  mi  con- 
fermo, etc. 

2084.    - 

A  FRANCESCO  BREMBATl  in  Bergamo. 
Modena,  21  Maggio  1722. 

Abchitio  Bocchi,  Bergamo,  edita,  [234]. 

Buone  nuove  mi  ha  portato  di  V.  S.  illustrissima  il  p.  Schizzi  teatino 
che  ieri  mattina  mi  fé'  godere  per  qualche  ora  la  sua  dolce  conversazione. 
Non  è  stata  poca  la  mia  soddisfazione  in  aver  conosciuto  questo  religioso, 
benché  io  non  mi  accordi  seco  nelle  idee  che  egli  ha  di  certi  studii, 
ne'  quali  mi  disse  d' aver  fatto  fare  il  noviziato  anche  a  lei.  Di  grazia 
vada  cauto,  cautissimo.  né  sia  credulo,  perchè  quello  è  un  paese  d'incanti, 
e  veggo  tanti  che  van  fuori  affatto  di  riga,  sempre  allettati  da  speranze 
dell'impossibile  e  da  fole  credute  da  loro  come  vangeli. 

H  motivo  principale,  ch'io  ho  di  scrivere  ora  a  V.  S.  illusti'issima  si 
è.  eh'  io  vorrei  a  tutte  le  maniere  provare  gli  effetti  dell'  erba  Faltranc  o 
sia  erba  di  Bona,  come   dicono   i  francesi,  venendomi   supposta   giovevole 


2258  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [l'r'SS- 

allo  stomaco,  che  in  me  è  miserabilg  e  che  anche  costi  alcuni  se  ne  va- 
gliano con  profitto,  essendo  un  miscuglio  d'erbe,  che  si  raccolgono  nelle 
montagne  degli  svizzeri.  Questo  medicinale  mi  vien  detto  che  si  fa  venire 
da  Coirà  da  dove  ne  mandano  delle  scatole.  Non  sapendo  io  da  qual 
parte  rivolgermi,  perchè  non  ho  in  quelle  parti  menoma  corrispondenza, 
sono  a  supplicare  la  benignità  di  V.  S.  illustrissima  di  cercare  se  mai 
costi  per  via  di  qualche  mercante  se  ne  potesse  ottenere  alcuna.  Una  di 
queste  dame  che  ha  corrispondenza  coi  N.  conti  Salici  [Salis]  ne  riceve 
ogni  anno.  Ma  nel  pregarla  di  questa  ricerea  e  grazia,  si  contenti  eh'  io 
apponga  una  condizione  che,  in  caso  di  poterne  avere,  se  mai  ella  non  mi 
lasciasse  libero  il  campo  di  pagare  quanto  occorrerà,  io  non  accetterei 
alcun  suo  favore.  In  casi  tali,  cerimonie  non  le  voglio  né  con  padroni  ne 
con  amici;  e  però,  volendomi  favorire,  lo  faccia  con  tal  patto:  altrimenti 
mi  volgerò  da  altra  parte. 

Con  che  pregandola  di  perdono  e  ratificandolo  il  mio  rispetto,  mi  con- 
fermo, di  V.  S.  illustrissima. 


2085. 

A  GIUSEPPE  MALASPINA  DI  SJ^  MARGHERITA  in  Monleale. 
Modena,  21  Maggio  17^. 

Raccolta  Palmieri,  S.  Paolo,  Roma. 

Possibile  che  la  fortuna  abbia  da  essere  si  avversa  a  V.  S.  illustrissima, 
che,  dopo  averle  condotto  fin  sulla  bocca  cotesto  buon  boccone  se  l'abbia 
sì  barbaramente  da  ritirare  indietro?  Mi  ha  certo  amareggiato  al  maggior 
segno  quanto  ella  mi  scrive  intorno  alla  nuova  insorta  difficultà;  e  non 
so  capire  come,  con  una  sigurtà  si  bella  in  mano,  non  s'abbia  a  trovare 
in  cotesto  parti  chi  prometta  per  lei  in  Roma.  Questo  è  il  tempo  che  la 
di  lei  presenza  sarebbe  necessaria  in  Milano,  perchè  ivi  si  troverebbono 
ripieghi. 

Ho  letta  la  lettera  di  V.  S.  illustrissima  al  sig.  abate  Dandi,  ma  non 
ho  creduto  di  doverla  peranche  inviare,  perchè  non  istimo  decoro  di  lei 
che  il  mondo  sappia  a  lei  conceduta  una  Badia,  la  qual  poi  poscia  non  sia 
vero  che  sia  stata  ottenuta  per  difetto  di  mezzi.  Aggiungo  in  confidenza 
che  quel  signore  è  un  ciarlatano,  e  la  sua  Accademia  un  giuoco  di  testa, 
da  cui  non  si  può  aspettar  vero  onore.  Attenderò  pertanto  altro  suo  avviso 
s"io  abbia  a  spedirgli  il  foglio. 

Alle  dispiacevoli  nuove  da  lei  datemi  ne  aggiungo  io  un'altra  che  mi 
tiene,  molto  mortificato.  In  mezzo  al  contento  d' avere  in  mano  la  Cronaca 
di  Caffaro,  ecco  che  il   copista    mi    avvisa   mancare  un    quinternetto,    che 


-1*?SS]  A  VINCENZO  VECCHI  2269 

doveva  congiugnere  i  primi  già  trasmessi  co  i  susseguenti  ultimamente  in- 
viati, venendo  con  ciò  a  mancare  la  storia  di  cinque  anni.  S'è  fatta  ogni 
diligenza  per  vedere  se  fosse  restato  in  qualche  angolo,  e  nulla  s'è  trovato. 
Creda  V.  S.  illustrissima  che  non  so  darmene  pace,  per  timore  che  non 
si  possa  rinvenire  né  pure  presso  di  lei,  e  né  meno  in  Genova,  e  che  il 
male  possa  essere  irremediabile  :  il  che  sarebbe  gran  disgi'azia  per  la  Cro- 
naca e  pel  mio  disegno.  La  supplico  pertanto  di  cercarlo  costì,  e  poi  di 
farlo  cei'care  attentamente  in  Genova;  e  quando  sia  perduta  la  speranza 
di  trovare  il  già  fatto,  di  grazia  vegga  se  potesse  farsi  ricopiare,  man- 
dando io  nella  seguente  pagina  la  notizia  di  quello  che  manca,  e  mi  per- 
doni se  continuamente  la  cruccio. 

Con  suo  commodo  attenderò  i  favori  della  Storia  astense,  e  rasse- 
gnandole il  mio  rispetto,  e  con  ansietà  sospirando  qualche  buon  esito  a' suoi 
atfari,  mi  confermo,  di  V.  S.  illustrissima,  etc. 

Manca  un  quinternetto  di  carte  o  pagine  dieci,  cioè  quello  che  è  tra 
la  pagina  153  e  1G4.  Avvertasi  che  manca  il  rimanente  dell'anno  1230, 
incominciando  dal  foglio  o  pagina,  che  finisce  con  queste  parole  :  Qiiae  de- 
positio  muUum  suspecta  visa  est  Consilio  et  Sapientibus  Januae,  licei  prae- 
dicti  arbitri  religiosi  apparerent,  et  quihus  fìdes  deberet  adhiberi.  E  poi  segue 
la  chiamata  Eodem  dell'intero  quinternetto  delle  dieci  pagine  che  mancano; 
la  onde  vengono  poi  a  mancare  gli  anni  1231,  1232,  1233,  1234  tutti  intieri 
e  una  parte  del  1235,  cioè  quella  che  debb' essere  dal  principio  dell'anno 
1235  sino  a  queste  parole,  con  le  quali  principia  il  quinternetto  susse- 
guente, cioè  :  Ambascìatores  commutiis  Januae  et  Janiienses,  qui  erant 
apud  Septatn,  detineret  in  verbis,  et  eos  diu  duxisset,  et  ducerei  per  arn- 
bages,  destinatus  fuit  illuc  Messaiicus  prò  communi  Januae  Dominus  Car- 
bonus  Malocellus  etc,  col  restante  che  da  li  a  basso  va  sempre  bene. 


2086. 

A  VINCENZO  VECCHI  in  Ferrara. 
Modena,  22  Maggio  1722. 

Archivio  di  Stato,  Modena. 

Al  sig.  segretario  ho  comunicato  quanto  V.  S.  illustrissima  mi  ac- 
cenna intorno  alla  misura  saggiamente  presa  con  cotesto  cacciatore;  né 
ho  mancato  di  raccomandargli  anche  i  di  lei  aiFari,  con  aver  trovato  in 
lui  tutta  la  buona  volontà  di  servirla.  Egli  crede  che  abbisognerà  avere 
un  poco  di  flemma,  poiché  per  altro  si  trovano  delle  disposizioni  favore- 
voli per  lei  nell'animo  del  serenissimo. 


2260  LODOVICO  ANTONIO   MURATORI  flT^SS- 


Mi  sono  stati  ben  cari  i  notandi  del  religioso  modenese,  e,  quantunque 
non  abbia  potuto  fin  ora  se  non  superficialmente  dare  una  scorsa  d'occhio 
a  cosi  lungo  scritto,  pure  ne  ho  concepita  assai  stima.  Leggerò  dunque 
con  agio,  e  poi  restituirò  tutto. 

È  stato  qui  di  volo  il  nostro  p.  Ferrari  e  mi  ha  consolato  assaissimo 
con  nuove  assicurazioni  della  stima,  che  si  è  V.  S.  illustrissima  acquistata 
costi  dall'universale  e  dell'attenzione  a  gli  affari,  che  è  ben  diversa  da 
quella  dell'  antecessore.  Me  ne  sono  rallegrato  per  tutti  i  capi.  Il  sig.  Iddio 
le  conservi  la  buona  sanità,  e  le  accresca  'l'allegria;  che  il  resto  a  suo 
tempo  verrà. 

Abbiamo  avuto  qui  con  alcuni  mezzo  mori  l' eminentissimo  d'Agugna, 
a  cui  si  sono  fatte  finezze. 

Comincia  ad  accostarsi  il  tempo  della  seta,  ed  io  penso  a  vestire  al- 
quanto la  mia  povera  chiesa.  Perciò  mi  raccomando  per  soccorso  al 
sig.  Bertani. 

E  con  rassegnarle  il  mio  rispetto,  etc. 


2087.  >     . 

ALLO  STESSO  in  Ferrara.. 
Modena,  ^  Maggio  1722. 

E.  Archivio  di  Stato,  Modena. 

Dolce  la  villeggiatura  di  S.  Felice,  benché  imbrogliata  dalle  strava- 
ganze della  stagione.  Con  dispiacere  mi  sono  restituito  alle  ciarle  ed  agli 
imbrogli  della  città,  e  di  più  accuso  l' ultima  di  V.  S.  illustrissima  in  cui 
mi  accenna  lo  scritto  da  lei  al  signor  segretario  S.  Agata.  Mi  ha  egli 
appunto  comanicato  il  tutto,  et  io  ho  lodata  la  di  lui  risposta,  che  è  di 
non  tentar  cosa  alcuna,  quando  si  abbia  a  far  rumore  innanzi  a  publicità, 
perchè  ogni  movente  penetrato  servirebbe,  non  solo  a  frastornare  l'impresa, 
ma  anche  a  levarci  ogni  speranza  per  1'  avvenire.  Se  può  di  nascosto,  bene; 
se  no,  rinunziare,  e  guardarsi  bene,  che  il  zelo  imprudente  di  quella  poli- 
gona non  faccia  fare  dei  brutti  salti  all'  altrui  savio  e  prudente. 

Godrò  che  il  nuovo  segretario  di  V.  S.  illustrissima  si  faccia  onore 
con  esso  lei,  e  vo'  sperarlo  perchè  si  mostra  di  buona  intenzione.  Mi  ha 
dato  prove  di  essere  ben  contento,  et  io  gli  ricordo  oggi  di  nuovo  i  suoi 
doveri  in  rispondergli. 

Vorrei  che  il  signor  Bertani  sollecitasse  il  soccorso  che  aspetto  da 
lui,  e  di  cui  avrei  necessità,  prima  che  termini  il  corrente  mese,  perch' io, 
che  non  dovrei  aver  debiti,  pure  mi  truovo  d'  averne  a  cagione  de  gli  im- 
pegni da  me  presi  per  questa  Compagnia  della  Carità. 


-1*788]  A  aiussppB  Antonio  sassi  2261 


Qaando  il  di  lei  lùtorno  potesse  portare  V.  S.  illostrissima  a  grado 
più  cospicuo  non  sarebbe  da  pensarvi.  Ma  assicurarsi  bene  prima:  altri- 
menti aspettare  miglior  congiuntura,  e  intanto  star  saldo. 

Con  rassegnarle  il  mio  rispetto,  mi  confermo. 

Mori  il  vecchio  signor  Cesare  Valentini  e  il  colonnello  Baratta. 
Se  mai  le  capitasse  da  Padova  un  manoscritto   per   me,   gliel   racco- 
mando perchè  venga  sicui'o.  Forse  potrebbe  mandarsi  per  la  bolgetta. 


2088. 

A  GIUSEPPE  ANTONIO  SASSI  in  Milano. 
Modena,  28  Maggio  1722. 

BiBLioTxCA  Ambrosiana,  Milano. 

Dio  buono  !  Mi  ha  trafitto  il  cuore  quanto  V.  S.  illustrissima  mi  ac- 
cenna, si  perchè  non  so  digerire,  che  ali"  ottimo  suo  cuore,  e  si  ben"  affetto 
alla  nostra  grand'  opera  sia  fatto  alcun  torto,  e  si  perchè  credo  essere,  non 
dirò  utile,  ma  necessaria,  la  di  lei  favorevole  assistenza  per  condurla  a 
buon  fine.  Mi  perdoni  :  io  non  ho  potuto  di  meno  di  non  iscriverne  costà, 
ma  col  mostrar  solamente  d'  aver  sentore,  eh'  ella  non  so  per  qual  motivo 
si  sia  ritirata,  con  pregare  d'avviso,  e  molto  più  di  rimettere  la  buona 
armonia;  sopra  di  che  starò  attendendo  risposta.  A  me  non  dà  fastidio 
punto  quella  giunta  fatta  al  titolo  di  Giornande,  e  non  darà  né  pure  per 
altre  simili  occasioni,  perchè  ho  0€wu)  che  ognuno  abbia  la  sua  lode  :  molto 
meno  dovrebbe  dar  fastidio  ad  altri.  Ora  io  non  pretendo  già,  che  V.  S. 
illustrissima  con  pregiudizio  delle  sue  convenienze,  fatichi  più  alla  già  co- 
minciata impresa:  ma  se  cotesti  signori  soddisfacessero  al  dovere,  e  fa- 
cessero con  esso  le  parti  convenevoli,  la  supplico  di  non  badar  tanto  a 
qualche  torto  a  lei  fatto,  che  abiuri  la  sua  naturai  mansuetudine  e  dispo- 
sizione a  favorir  tutti,  e  molto  più  le  opere  gloriose  alla  sua  patria.  A 
me  duole  di  non  aver  potuto  parlare  scopertamente  a  cotesti  signori,  e  far 
conoscere,  che  non  si  doveva  procedere  seco  in  questa  maniera.  Ma  può 
essere  che  avrò  campo  di  farlo.  Intanto  la  prego  di  conservare  per  me 
il  suo  stimatissimo  amore  e  di  essere  persuaso  del  mio  inalterabil  ossequio, 
con  che  mi  rassegno,  di  V.  S.  illustrissima. 


2262  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [l'/'SS- 


2089. 

A  NICCOLÒ  BERTANI  MASINI  in  Ferrara. 
Modena,  5  Giugno  17^. 

Collezione  Càmpori,  Modena. 

Per  alcuni  miei  pressanti  bisogni  mi  andava  io  lusingando  di  poter 
ricevere  da  costà  qualche  soccorso:  ma  dal  conto  di  V.  S.  mi  vien  tolta 
ogni  speranza,  stante  il  bisogno  eh"  ella  mi  dice  de'  risarcimenti  stabiliti 
per  la  casa  affittata  al  signor  Vicario,  e  pel  fenile  della  possessione.  Pa- 
zienza! Se  dovessi  contar  tutte  le  spese  da  me  fatte  costì,  dopo  il  pos- 
sesso de'  miei  benefizj,  son  certo  che  riderebbe  la  gente,  che  si  figura  goder 
io  dei  grassi  bocconi.  Facciasi  quanto  è  necessario.  Solo  mi  raccomando 
che  non  mi  sia  mangiato  da  chi  fa  i  lavorieri,  e  che  le  liste  sieno  ben 
esaminate,  parendomi  sempre  un  gran  che  il  dover  stare  alla  discrezione 
di  chi  non  avrà  gran  premura  di  fare  risparmio  per  me.  La  prego  per- 
tanto d' invigilare,  e  poscia  di  pensare,  che  vada  un  po'  meglio  per  me 
neir  anno  presente.  Ringraziandola  intanto  di  tutti  gì'  incomodi,  che  V.  S. 
prende  per  me,  e  desiderando  le  occasioni  di  servirla,  con  tutto  lo  spirito 
mi  rassegno. 

2090. 

A  OIOVAN  BERARDINO  TAFURI  in  Nardo. 
Modena,  5  Giugno  1722. 

Akchivio  Papadia,  Galatina,  edita  [165]. 

Ricevo  la  storia  della  guerra  di  Otranto,  che  mi  pare  molto  bene 
scritta,  e  pel  regalo  stimatissimo  rendo  a  V.  S.  illustrissima  somme  grazie. 
Ma  si  è  lamentato  meco  il  P.  Lettore  Tamburini  che  il  plico  gli  sia  stato 
trasmesso  per  la  posta  eh'  egli  ha  dovuto  pagare.  Di  ciò  1'  avea  io  avver- 
tita in  una  -antecedente  mia  ;  ma  questa  non  sarà  giunta  a  tempo.  Pertanto, 
quando  la  di  lei  bontà  sia,  siccome  spero,  per  continuarmi  altri  simili  fa- 
vori, la  prego  di  trasmettere  i  fogli  al  medesimo  religioso  fuori  di  posta, 
o  pure  d' inviarli  all'  illustrissimo  signor  abbate  Giovanni  Biavi  segretario 
dell'  eminentissimo  d' Altana  o  a  Roma,  dov'  è  presentemente,  o  a  Napoli, 
dove  ha  da  venire  col  suo  padrone.  E  qui,  ratificandole  il  mio  rispetto,  mi 
confermo. 


-l'7S3]  A  FRANCESCO  ARISI  2263 


2091. 

A  GIROLAMO  VERNACCIA*  in  Urbino. 
Modena,  10  Giugno  1722. 

Abciiivio  Storico  Comunale,  Urbino,  edita,  [213]. 

Veggo  i  frutti  della  bontà  singolare  che  ha  per  me  il  P.  Bernardo, 
cioè  r  avermi  egli  procurato  nella  dotta  e  riverita  pei'sona  di  V.  R.  un  si 
amore  voi  promotore  e  fautore  de'  miei  studi.  Alla  gentilezza  dell'  uno  e 
dell'  altro  porgo  ora  i  dovuti  ringraziamenti  ;  e  giacché  ella  con  sì  buon 
cuore  ha  preso  a  favorirmi,  eccole  i  miei  desiderii.  La  mia  gran  raccolta, 
alla  cui  stampa  già  s'  è  dato  principio  in  Milano,  abbraccia  quanti  storici 
delle  cose  d'Italia,  tanto  editi  che  inediti,  che  ho  saputo  e  saprò  ritrovare, 
i  quali  dall'  anno  500  sino  al  1500  sieno  vivuti  ed  abbiano  composto  istorie. 
È  grande  il  numero  degli  inediti  che  ho  finora  in  mano;  ma  nulla  ho  di 
cotesto  parti  :  e  pure  bramerei  con  ansietà  qualche  storia  scritta  prima  del 
1500,  che  trattasse  dei  fatti  di  cotesta  illustre  città  e  delle  circonvicine,  e  dei 
conti  di  Montefeltro  e  d'  altri  potenti  di  cotesto  contrade,  affinchè  Urbino 
fra  le  altre  città  d' Italia  possa  comparire  col  suo  decoro.  Ultimamente  ne 
ho  ricevuta  una  manoscritta  e  assai  buona,  da  Rimini,  che  tratta  le  cose 
de'  Malatesti  e  delle  città  confinanti.  Avendo  Urbino  fatta  si  bella  figura 
nel  mondo,  è  impossibile  che  non  vi  resti  qualche  antica  cronaca  che  sia 
a  proposito  pel  mio  disegno;  e  però  per  ottenerla  mi  raccomando  ora  al 
genio  generoso  di  V.  R.  a  cui  non  mancherò  di  far  onore  a  suo  tempo 
nella  prefazione.  S' ella  mi  darà  av:viso  di  quanto  è  aUa  sua  cognizione  in 
tale  argomento,  le  saprò  dire  ciò  che  più  mi  parrà  convenevole  al  presente 
assunto.  E  qui  con  pregarla  de"  miei  rispetti  all'  ottimo  P.  Bernardo,  e  au- 
gurandomi anch'io  la  fortuna  d'ubbidirla  con  tutto  lo  spirito  mi  pro- 
testo, etc. 

2092. 

A  FRANCESCO  ARISI  in  Cremona. 
Modena,  11  Giugno  1722. 

Mdsko  Civico  Cremokbsk,  edita  [2Xi]. 

Amico  amatissimo. 

Per  la  storia  di  Piacenza  non  occorre  altro,  perchè  ho  già  in  mano 
il  meglio  spettante  a  quella  città,  né  voglio  fermarmi  a  i  racconti,  quando 


Kespon.sive  iu  Archicìo  Soli  Murutori  (  li.  Btbl.  Est.  ),  n."  2  da  Urbino  1725. 


2264  LODOVICO   ANTONIO    MURATORI  [l'T'SS- 


ho  il  fonte  in  potere.  Della  cronaca,  De  Rebus  Mediolani,  quando  non  fosse 
cosa  composta  prima  del  1330,  io  non  la  desidero  perchè,  ho  Galvano 
Fiamma  autore  del  1300,  che  ha  raccolto  il  più  rilevante  di  quella  metro- 
poli: né  io  stimo  punto  quelle  anticaglie  dell'origine  etc. 

Sicché  non  d' altro  per  ora  supplico  la  vostra  bontà,  se  non  della  Vit- 
toria de'  Cremonesi^  dispiacendomi  però  che  cotesta  illustre  patria  vostra 
ninna  cronaca  di  qualche  riguardo  possa  somministrarmi  da  poterle  fare 
onore.  Non  tralascio  diligenza  veruna  per  Sicardo.  La  parola  mi  é  stata 
data,  e  vedremo  se  sarà  maschio  o  femmina.  Intanto  sommamente  vi  rin- 
grazio per  le  premure  che  avete  di  favorirmi,  e  spero  che,  battendo  e  ri- 
battendo, troverete  forse  altre  cose  non  prima   vedute.  Mi  rassegno,  etc. 


2093. 

A  FRANCESCO  BREMBATI  in  Bergamo. 
Modena,  11  Giugno  1722. 

Archivio  Hocchi,  Bergamo,  edita,  [234]. 

Rispondo  alle  due  stimatissime  di  V.  S.  illustrissima  con  ringraziarla 
in  primo  luogo  delle  riflessioni  erudite,  che  ella  mi  ha  fatto  godere  intorno 
air  antichità  del  Trattato  —  De  Lavdibus  Bergami.  Ne  farò  buon  uso  a  suo 
tempo,  servendo  però  esse  a  persuadermi  che  il  loro  poeta  Mosé  sia  vivuto 
anche  prima  del  1200,  ma  non  già  sotto  Giustiniano  II  imperatore,  il 
quale  non  era  padrone  di  cotesta  città.  Il  Muzio  per  sua  cortesia  vi  ag- 
giunse quella  dedicatoria  con  altri  versi  a  fine  di  tirarlo  nella  sua  famiglia. 

Quanto  al  Faltranc  io  non  so  qual  sia  il  suo  prezzo,  né  qual  dose  se 
ne  prenda;  e  però  non  saprei  dire  quanto  me  ne  occorra.  Mi  basterebbe 
dunque  d'ottenere  una  scatoletta  che  mi  servisse  per  due  o  tre  mesi, 
tanto  che  facessi  la  pruova  della  sua  decantata  virtù  in  favore  degli 
stomachi  deboli,  quale  è  il  mio.  E  avrei  anche  bisogno  di  sapere,  se  si 
pigli  come  il  thè  e  quanta  sia  la  dose  per  giorno;  cose  che  V.  S.  illustris- 
sima potrebbe  intendere  costi  da  chi  se  ne  serve.  Resterò  molto  obbligato 
alla  sua  gentilezza  per  questo  favore,  con  che  sempre  si  ricordi  di  scri- 
vermi francamente  la  spesa  che  sarà  occorsa  in  favorirmi. 

Riconosco  poi  la  di  lei  saviezza  in  ciò  ch'ella  mi  scrive  degli  studj 
del  P.  Schizzi,  il  quale  me  la  suppose  iniziata  ne' suoi  imaginarj  arcani. 
Può  prendersi  un  po' di  gusto  a  udire  le  belle  visioni  di  certe  persone; 
ma  guardarsi  bene  dall' adottarle.  Abbiamo  gli  studj  sodi  che  conducono 
alla  verità:  attenersi  a  questi. 

Con  protestarmi  sempre  più  tenuto  alla  di  lei  benignità,  le  rassegno 
il  mio  ossequio  e  mi  confermo  di  V.  S.  illustrissima. 


-IT'SSJ  A   CABLO   TALENTI  2266 


2094. 

A  GIUSEPPE  ANTONIO  SASSI  in  Milano. 
Modena,  11  Giugno  1122. 

BiBLioTKCA  Ambrosiaha,  Modena. 

Quanto  mi  rammaricai  per  gli  dissapori  insorti,  altrettanto  mi  son 
rallegrato  all'intendere  ristabilito  in  V.  S.  illustrissima  quel  buon  animo 
per  favorire  la  nostra  impresa,  e  le  confesso  le  mie  singolari  obbligazioni, 
giacché  la  bontà  ch'ella  ha  per  me,  l'ha  maggiormente  indotta  a  camminar 
sopra  agl'accidenti  passati.  Animo  dunque  per  la  continuazione  delle  sue 
grazie,  sperando  io,  che  nuli' altro  abbia  da  occorrere,  che  turbi  la  buona 
armonia. 

Uno  de" miei  più  cari  amici  è  il  signor  Goffredo  de' Filippi;  et  egli 
merita  d'esser  tale  anche  di  lei,  perchè  uomo  di  buon  fondo  di  sapere, 
ed  ottimo  amico  de' suoi  amici.  Perciò  saranno  ben  impiegati  tutti  i  fa- 
vori, ch'ella  gli  farà  godere  costi,  e  benché  non  abbia  bisogno  d'altre 
raccomandazioni,  tuttavia  la  prego  anche  per  mio  riguardo  di  rimirarlo 
con  parzialità  d'affetto. 

Staremo  a  vedere,  se  tanti  cani  faran  paura  a  quel  rabbioso  cinghiale 
che  s'è  avventato  a  tutti.  Desidero  che  si  faccia  cosa  degna  di  chi  co- 
manda costì. 

E  qui,  con  ratificarle  il  mio  rispetto,  mi  confermo  di  V.  S.  illustrissima. 


2095. 

A  CARLO  TALENTI  in  Reggio. 
Modena,  11  Giugno  1722. 

BiBLioTKCA  CoMUNALK,  Beggio  Kmilis. 

Godo  che  siano  ritornati  salvi  in  mano  di  V.  S.  illustrissima  i  suoi 
fogli  eruditi  e  che  la  sua  bontà  abbia  gradito  le  poche  giunte,  che  si 
sono  potute  fare.  Se  ad  altro  ella  mi  conosce  buona  con  piena  libertà  mi 
comandi,  sicura  di  poter  trovar  sempre  in  me  una  particolare  premura 
di  farmi  conoscere,  quale  con  vero  sentimento  di  stima  mi  ratifico. 


2260  LODOVICO   ANTONIO    MURATORI  [  1*7 SS- 


2096. 

A  GIUSEPPE  MALASPINA  DI  SJ*  MARGHERITA  in  Tortona. 
Modena,  18  Giugno  1722. 

Raccolta  Palmieki,  S.  Paolo,  Roma. 

D' incredibile  mia  consolazione  mi  è  stato  V  avviso  che  finalmente 
tante  ruote  si  sieno  mosse,  che  i  voti  di  tutti  gli  amici  e  servitori  di 
V.  S.  illustrissima  abbiano  da  essere  pienamente  esauditi  colla  sicurezza 
di  quel  buon  boccone,  di  cui  col  tempo  ella  goderà  i  frutti,  contentandosi 
presentemente  quasi  del  solo  onore.  Ne  ringrazio  Dio  di  tutto  cuore.  Al- 
l' animo  generoso  e  alle  idee  signorili,  che  in  lei  ho  sempre  ammirato,  vi 
mancava  questo  necessario  soccorso.  Il  resto  eh"  ella  merita  gliel'  auguro  ; 
ma  pazienza  se  non  venisse  tutto,  dappoiché  è  venuto  questo.  Su  tal  no- 
tizia dunque  ho  lasciato  andare  la  sua  lettera  all'  abate  Dandi.  con  cui 
bisogna  stare  in  guardia.  Vegga  poi  V.  S.  illustrissima  se  avesse  caro  di 
essere  registrato  nel  catalogo  de  gli  Arcadi,  ch'io  m'ingegnerò  in  Roma 
per  farla  servire.  Finora  non  m'  è  riuscito  di  trovar  copia  della  scrittura 
per  la  precedenza,  ma  non  lascio  di  cercarla. 

Passò  di  qua  la  domenica  scorsa,  di  ritorno  alla  patria,  il  signor  mar- 
chese Eogliani,  che  con  mio  particolar  piacere  imparai  a  conoscere  di 
vista.  A  lui  consegnai  le  quistioni  Comacchiesi.  Ma  ho  ben  ricevuta  dipoi 
una  particolar  mortificazione,  imperocché  mei  vidi  comparir  qua  ieri  da 
Parma,  dove  gli  era  giunta  lettera  del  signor  marchese  Uberto  Laudi, 
cavaliere  garbatissimo,  che  mi  aveva  portato  le  cronache  manoscritte  di 
Piacenza,  in  cui  1'  avvisava  di  ricuperare  in  ogni  forma  essi  manoscritti, 
perché,  penetratasi  da  quel  sovrano  la  consegna  a  me  fattane,  gli  era  stato 
con  forza  intimato  di  ripigliar  tutto,  con  minacce  etc.  Io  puntualmente  ho 
restituito  con  dolermi  si  della  perdita  mia,  ma  senza  paragone  più  dell'  ac- 
cidente occorso  a  cosi  degni  cavalieri.  Vegga  un  poco  come  va  il  mondo. 
La  verità  per  questo  non  rimarrà  sepolta  ;  ma  non  saprà  la  gente  che 
fatiche  ed  impegni  sieno  occorsi  per  l'impresa  grande  che  ho  per  le  mani. 

Mi  ha  all'  incontro  sommamente  rallegrato  V.  S.  illustrissima  colla 
speranza  eh'  io  possa  ottenere  il  quinternetto  smarrito  del  Caffaro,  perché 
troppo  m' increscerebbe  se  avessi  da  pubblicare  tal"  opera  imperfetta,  giacché 
torno  a  dirle  che  fra  quante  inedite  io  son  per  dare,  certo  stimo  questa 
la  più  riguardevole,  siccome  dirò  nella  prefazione,  in  cui  farò  ben  com- 
parire il  di  lei  nome  coli'  onore  dovuto. 

Con  suo  comodo  ella  ripiglierà  in  mancia  storia  d'Asti:  intanto  non 
manca,  né  mancherà  per  un  pezzo  materia  pe"  torchi  di  Milano.  Sto  anche 
aspettando  i  favori  del  signor  Benvoglienti. 


-1*733]  A   VINCENZO  VKCCHI  22fi7 

Già  ho  veduto  l'indice  de' capitoli  della  scrittura  del  signor  Segre- 
tario Colla  per  P.  e  P.  Auguro  anche  alla  di  lei  penna  tutta  la  felicità 
per  ben  sostenere  i  diritti  cesarei.  E  rassegnandole  con  ciò  il  mio  ri- 
spetto, più  che  mai  mi  protesto,  di  V.  S.  illustrissima. 


2097. 

A  GIOVAN  BERARDINO  TAFURI  in  Nardo. 
Modena,  19  Giugno  ÌT^. 

Archivio  Papadia,  Palatina,  edita  [166]. 

Con  due  altre  mie  inviate  a  Roma,  aifinchè  fossero  incaminate  a  Napoli 
e  a  Nardo,  avvisai  V.  S.  illustrissima  di  aver  ricevuto  le  due  croni- 
chette,  che  mi  sono  state  ben  care,  e  massimamente  la  prima,  con  pre- 
garla ancora  di  non  dare  ulteriore  aggravio  per  la  posta  al  P.  lettore 
Tamburini,  che  non  gode  estenzione,  e  si  è  lagnato  meco  di  quanto  si  è 
fatto,  perciocché  mia  intenzione  era  che  si  trasmettessero  a  lui  fuori  di  posta 
le  di  lei  grazie.  Odo  ora  che  non  1'  è  giunta  pur  una  di  esse  mie  lettere. 
Scrivo  questa  a  dirittura  a  Napoli  per  vedere  se  fosse  più  fortunata.  Né 
altro  soggiungo  per  1'  incertezza,  se  questi  miei  caratteri  debbano  giungerle 
costà.  Intanto  con  rassegnarle  il  mio  rispetto,  e  ringraziarla  vivamente 
de*  favori  a  me  fatti,  mi  confermo. 


20I>8. 

A  VINCENZO  VECCHI  in  Ferrara. 
Modena,  19  Giugno  1'^. 

B.  Archivio  di  Stato,  Modena. 

Alla  posta  ho  consegnato  l' involto  che  rimando  a  V.  S.  illustrissima 
aifinchè  lo  restituisca  ali*  amorevole  nostro,  con  dirgli  che  avrei  caro  di 
ottenere  copia  di  due  documenti  che  ho  segnato  con  rivoltar  carta.  Cioè 
della  scanzia  B.  A.  ove  è  riferito  un  placito  tenuto  a  Ravenna  l' anno  990, 
e  l'altro  C.  112  anno  X.  Conradi  hnperatoris.  Per  tal  favore  gli  resterò 
molto  obbligato.  Così  potessi  sapere,  cosa  contengono  tanti  altri  docu- 
menti vecchi,  che  non  ha  affrontato  il  compositore  dell'  indice  che  ora 
si  restituisce.  Svani  poscia  il  desiderio  di  spedire  a  Milano  il  Comis- 
sario  Corradi,  perchè  si  credette  che  la  spedizione  di  tali  stromenti.  per 
una  informazione  al  P.  Lazzarelli,  potesse  bastare:  e  cosi  si  risparmia- 
rono quei  pochi. 


2268  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [l'733- 

Per  ora  far  quello  che  è  necessario  di  risarcimento  a  cotesti  miei  beni. 
Se  i  miei  antecessori  non  avessero  voluto  lasciare  a  me  tutto  il  peso  e  il 
merito  di  far  tante  cose  costi,  io  farei  qui  qualche  altra  cosetta  in  bene 
della  vostra  città:  ma  pazienza:  prenderla  come  viene. 

Quanto  alle  carte  del  reverendo  Scala  brini,  io  veramente  le  vedrei 
volentieri  ;  ma  non  mi  sento  di  spendere  del  mio,  e  fare  spendere  un  soldo 
ad  altri,  io  so  che  è  impossibile.  Altro  dunque  non  suggerisco  se  non  che 
s'  egli  volesse  affidare  a  V.  S.  illustrissima  tali  pergamene,  affinchè  fossero 
vedute  da  me,  se  sieno  cose  che  meritino  d'  esser  comprate,  potrebbe  in- 
viarmele ;  eh'  io  immediatamente  le  rimanderò  nel  susseguente  ordinario, 
et  ella  potrà  restituirle.  S' io  non  le  copierò,  mio  danno  ;  e  questo  a  me 
basta.  Se  no,  faremo  senza.  Sono  cose  che  starebbero  bene  in  questo  ar- 
chivio; ma  si  pensa  solo  a  raccogliere  invece  di  carte  logore,  monete  di 
buon  suono.  E  con  rassegnarle  il  mio  rispetto. 


2099. 

ALLO  STESSO  in  Ferrara. 
Modena,  26  Giugno  1722. 

Archivio  di  Stato,  Modena. 

Non  v'  ha  documento  alcuno  fra  i  posseduti  dal  signor  Scalabrini.  che 
riguardi  la  serenissima  Casa.  Ne  ho  bensì  osservato  alcuni  pochi,  i  quali 
potrebbero  servire  alla  pubblica  erudizione,  e  al  disegno  eh'  io  ho  d'  illu- 
strare un  giorno  i  secoli  oscuri.  Gran  copie  ne  ho  io  ordinate  finora  da 
moltissimi  archivi  d'Italia.  Altri  mi  sono  stati  comunicati  da  amici,  e 
senza  che  mi  costino  un  soldo.  Ora  io  non  mi  sento  di  spendere  per  ot- 
tenere le  grazie,  che  di  si  buona  grazia,  si  è  esibito  di  fare  esso  signore 
Scalabrini.  S'  egli  avesse  le  pergamene  originali,  e  volesse  farne  un  dono 
all'  archivio  ducale,  allora  potremmo  pensare  a  regalarlo.  Il  ringrazi  per- 
tanto V.  S.  illustrissima  del  favore  fattomi  del  suo  catalogo,  e  intenda 
s' egli  ha  solamente  copie  di  que'  documenti,  fatte  da  se,  o  pure  le  carte 
pecore  ;  e  se  darebbe  queste  ultime,  avendole,  o  pure  se  non  che  copie  : 
nel  quale  ultimo  caso  avrei  caro  di  cavarle  io  stesso  dagli  originali,  perchè 
credo  bene  lui  intendente  di  que'  caratteri  scomunicati,  ma  più  tengo  me 
per  pratico  di  essi.  Gli  ultimi  documenti  spettanti  a  i  doni  delle  saline  e 
della  Pomposa  al  monastero  di  s.  Salvatore  di  Pavia,  sono  stati  pubbli- 
cati da  i  Benedettini  di  Pavia,  et  io  ne  ho  vedute  le  pergamene  nel  loro 
Archivio. 

Ringrazio  intanto  la  bontà  di  V.  S.  illustrissima  che  è  si  attenta  a 
tutto  ciò  che  concerne  la  serenissima  Casa,  ed  anche  i  miei  studii. 


-17* SS]  A  GIUSEPPE  ANTONIO  SASSI  22G9 


Non  ho  più  udito  alcuna  parola  intorno  alle  pretensioni  mosse  dal 
signor  vicario  di  s.  Agnese.  Può  ben  credere  che  avrei  caro  di  non  udirne 
né  pure  per  V  avvenire.  Il  signor  Bertani  nel  conto  datomi  ha  messo  non 
so  quanti  scudi  pagati  per  l'aggravio  delle  Galere;  et  io  mi  sono  dimen- 
ticato di  chiedei'gli,  se  sia  stato  solamente  per  conto  mio.  e  pure  se  v'  abbia 
compreso  anche  la  quota  spettante  ad  esso  signor  vicario. 

Le  rassegno  il  mio  ossequio. 


2100. 

A  GIUSEPPE  ANTONIO  SASSI  in  Milano. 
Modena,  Giugno  1722. 

Biblioteca  Ambrosiana,  Milano. 

Mi  piace  sommamente  il  pensiero  nato  in  mente  a  V.  S.  illustrissima 
di  far  l'edizione  d'Anastasio  senza  dipendere  da  quella  di  Roma,  giacché^ 
coir  aiuto  dell'Ambrosiana  si  può  essa  fare  con  tutto  nostro  decoro.  Di 
quel  codice  si  antico,  eh'  ella  mi  accenna,  io  non  mi  ricordava  punto. 
Bensì  avevo  io  in  mente  quell"  altro,  che  è  una  copia  recente  fatta  in  Roma. 
Tutto  potrà  servire  all'intento.  Ora  da  che  veggo  la  sua  bontà,  non  ostante 
quanto  è  avvenuto  ne'  giorni  addietro,  si  ben  intenzionata  per  tale  impresa, 
animo  a  far  questo  bene  al  Pubblico,  e  questo  onore  a  Milano.  Vi  sarà 
tanto  da  far  bella  comparsa,  e  da  invogliar  la  gente  di  cotesta  edizione, 
ancorché  abbiano  la  romana,  nella  quale  in  fine  poco  più  vi  può  essere 
che  non  abbiamo  noi;  e  può  anche  darsi,  che  la  nostra  contenga  di  più. 
A  buon  conto  forse  non  avrà  pensato  a  ristampare  la  Dissertazione  Ciam- 
piniana.  E  poi  mettendovi  anche  Martin  Polacco  ed  altre  simili  cosette, 
andremo  forse  innanzi  agli  altri.  In  proposito  della  cronaca  Martiniana, 
ella  avrà  osservato,  quanto  ho  detto  nella  Prefazion  generale  ;  e  i  manoscritti, 
dell'Ambrosiana,  possono  qui  dar  buon  aiuto.  Avrei  caro  di  sapere,  cosa 
abbia  scritto  quel  Pandolfo  Pisano  la  cui  fatica  m' immagino  sia  diversa 
dalle  Vite,  che  io  ho  inviato  da  aggiungersi  ad  Anastasio.  Ora  intorno 
a  questo  affare  io  m' abbandono  al  buon  gusto  e  ottimo  genio  e  zelo  di 
V.  S.  illustrissima,  con  sicurezza  eh'  ella  farà  cosa  degna  di  lei,  e  del  di- 
segno grandioso  che  abbiamo  per  le  mani. 

Servirà  ciò  ancora  per  maggiormente  far  conoscere  a  cotesti  Signori, 
quanto  utile,  anzi  necessario  strumento  ella  sia.  Per  tale  l' ho  io  sempre 
considerata  :  e  la  ringi*azio  ben  vivamente,  che,  anche  in  riguardo  mio,  ella 
dimentichi  i  passati  sconcerti.  E  venuto  anche  a  me  in  fastidio,  che  ^ 
Giornalisti  di  Venezia  m'  abbiano  quasi  ridotto  alla  condizione  del  signor 
Bianchi.   Mi  scrivono  di  costà,  che  non    n'  han   colpa.    Vedremo  se  andrà 

Epiitolario  di  Lodovico  Antonio  Muratori.  —  Voi.  VI.  J44. 


2270  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [1*733- 


meglio  pei*  1'  avvenire.  A  ognuno  il  suo.  Con  rassegnarle  il  mio  ossequio, 
mi  confermo,  di  V.  S.  illustrissima. 

Teodorico  di  Niem  io  l'aveva  messo  nel  Catalogo  della  nostra  rac- 
colta. So  che  non  è  autore  grato  a  Roma,  tuttavia  non  è  un'  eretico.  Badar 
dunque,  se  mai  fosse  autore  proibito  :  se  nò,  basterà  nella  Prefazione  dire, 
esser  egli  mal  affetto  alla  Corte  di  Roma,  e  doversi  andar  cauto  a  cre- 
dergli tutto. 

2101. 

A  FRANCESCO  ARISI  in  Cremona. 
Modena,  2  Luglio  1722. 

Museo  Civico  Cubmonkse,  edita  ['203]. 

Amico  amatissimo. 

''  Venga  a  suo  tempo  la  Vittoria  della  Bertazola,  che  la  metteremo  in 
faccia  a  i  nostri  Ambrosiani,  e  faremo  che  digeriscano  la  pillola.  Ma  bi- 
sogna ora  che  vi  torni  a  chieder  conto  di  quella  cronaca  di  Piacenza  che 
mi  accennaste.  Ne  ho  io  una  di  quella  città,  che  farà  bella  comparsa  nella 
mia  gran  raccolta,  ma  non  arriva  se  non  all'  anno  1374  in  circa.  Mi  era 
stata  promessa  la  sua  continuazione  fino  al  1484,  e  poi  m'  è  mancata  la 
speranza  di  ottenerla.  Sicché  se  mai  cotesta  cronaca  passasse  il  1374, 
avrei  bisogno  che  mi  faceste  copiare  quello  che  è  da  li  innanzi,  comin- 
ciando al  più  al  più  dal  1350  fin  dove  cotesta  arrivasse.  Di  grazia,  fra 
tanti  vostri  affari,  non  dimenticate  ancor  questo. 

Se  avrete  occasione  di  ritornare  da  monsignor  illustrissimo  Litta,  fa- 
voritemi di  umiliargli  i  miei  rispetti,  e  insieme  i  miei  più  divoti  ringra- 
ziamenti per  la  benigna  memoria  che  di  me  conserva,  e  per  gli  graziosi 
inviti  eh'  egli  mi  fa  di  venirlo  a  vedere.  Mi  sarebbe  questo  di  somma 
consolazione,  ma  io  mi  son  invecchiato  prima  del  tempo,  e  la  sanità  è  in- 
fievolita in  maniera,  che,  a  farmi  muovere  dal  pollajo,  ci  vorrebbono  i  per- 
ticoni, e  Dio  sa  se  bastassero.  Porse  un  di  qualche  congiuntura  potrebbe 
portarmi  in  cotesto  parti,  e  allora  si  guardi  monsignor  illustrissimo,  ch'io 
son  uomo  di  ricevere  le  dolci  grazie  della  sua  singoiar  gentilezza,  e  di 
piantare  1'  alabarda  si  forte  nel  suo  palazzo,  da  non  sapermi  più  cacciar 
via.  Augurategli  intanto  anche  a  mio  nome  una  perfetta  salute,  eh'  essa 
importa  ben  molto  più  che  la  mia. 

Se  verranno  i  componimenti  della  vostra  Accademia,  li  leggerò  vo- 
lentieri. Con  tutto  lo  spirito  mi  rassegno,  etc. 


-1*783)  A   QIUSEPPK  ANTONIO  SASSI  2271 


2102. 

A  CflUSEPPE  MALASPINA  DI  SJ*  MARGHERITA  in  Moaleale. 
Modena,  2  Luglio  1722. 

IUCCOI.TA  Palmiui,  S.  Paolo,  Berna. 

Due  righe  in  fretta.  Di  somma  consolazione  mi  è  stato  l' arrivo  del 
quinternetto  che  si  temeva  perduto.  Ringrazio  Dio  d'  avere  intera  una  si 
beir  opera,  e  ne  farò  ben  merito  a  V.  S.  illustrissima  nella  prefazione. 
Un"  altra  copia  per  altra  via  ne  aveva  io  ottenuto,  ma  non  condotta  se 
non  fino  all'anno  1209.  M'è  dispiaciuto  di  non  avere  avuto  il  resto,  perchè 
in  essa  v'  ho  trovato  in  qua  e  in  là  più  della  inviatami  da  lei. 

Già  le  ho  scritto  che  il  signor  marchese  Fogliani  portò  seco  per  V.  S. 
illustrissima  le  Quistioni  Comacchiesi.  Starò  ora  in  pratica  per  rimandare 
la  di  lei  copia  del  Caffaro.. 

Le  auguro  tempo  per  la  Storia  d'Asti;  e  sospirando  l'avviso  delle 
Bolle  arrivate  e  del  possesso  preso,  le  rassegno  il  mio  ossequio,  ricordan- 
domi, di  V.  S.  illustrissima. 

Se  mi  capiterà  occasione  le  invierò  la  scrittura  della  Precedenza  che, 
dopo  grandi  ricerche  e  stenti,  ho  trovato  per  lei. 


2103. 

A  GIUSEPPE  ANTONIO  SASSI  in  Milano. 
Modena,  9  Luglio  1722. 

BiBLioTccA  Ambbo8ia»a,  Milano. 

Senza  fallo  che  mi  ha  dato  e  dà  non  poca  molestia  il  vedere  costi 
quel  mal'  effetto,  che  spesso  si  osserva  nelle  leghe  de'  Principi,  delle  quali 
la  concordia  dovrebbe  essere  la  nutrice,  ma  per  lo  più  la  discordia  è  la 
turbatrice.  Se  debbo  parlare  con  tutta  confidenza  a  V.  S.  illustrissima, 
ne  scrissi  due  ordinarj  sono  al  sig.  marchese  Trivulzio,  pregandolo  di 
adoperare  la  sua  prudenza  per  conservar  la  pace,  e  fare  che  ognuno,  senza 
arrogarsi  troppo,  abbia  il  suo  posto  ed  onore.  Non  è  da  ora  che  veggo 
fumi  nel  sig.  Argelati  :  sento  le  nuove  prodezze.  Certo  era  meglio  attaccare 
quel  pezzo  d' Agatia  a  Procopio  :  ed  a  me  pure  par  troppo  quel  pretendere 
sito  nel  frontispicio.  Ne  torno  oggi  a  scrivere  al  suddetto  cavaliere  senza 
nominare  lei,  e  vedremo,  se  sarà  buono  da  mettei'e  in  dovere  cotesto  uomo, 


2272  LODOVICO   ANTONIO   MUBATOHl  [IT'SS- 

che  prende  voli  si  alti.  Ho  anche  ultimamente  saputo,  eh'  egli  ha  inviato 
a  varie  città  un'Invito  stampato  per  chi  volesse  associarsi  per  comperare 
r  Opera,  senza  avermene  detto  una  parola.  Di  grazia  ella  mi  procuri  in 
confidenza  uno  di  tali  Inviti,  acciochè  io  possa  chiarirmi,  come  egli  abbia 
esposto  al  pubblico  questa  faccenda.  Per  altro  io  la  supplico  di  andar 
sopra  quegli  ostacoli,  che  si  vanno  incontrando,  e  ciò  in  riguardo  al  pub- 
blico bene.  M'  andrò  ingegnando  anch'  io  di  fare  altrettanto. 

Mi  avvisano  poi  da  Roma,  che  il  2."  tomo  d'  Anastasio  dovrebbe  es- 
sere stampato  pel  venturo  Agosto,  e  che  non  altro  abbraccerà,  fuorché  le 
Note  di  nove  personaggi,  fra  le  quali  quelle  di  monsignor  Bianchini,  che 
riguardano  spezialmente  la  cronologia  e  la  storia,  e  quelle  dell"  abate 
Benzini.  Quando  ciò  sia.  e  non  si  stampino  le  vite  de' susseguenti  papi  (il 
che  pensiamo  di  far  noi  )  la  nostra  edizione  avrà  un  bel  pregio,  e,  non 
ostante  la  Romana,  sarà  ricercata  dagli  Eruditi.  Pertanto  farsi  coraggio. 
Bisognerà  lasciare  andare  Teodorico  di  Niem,  giacché  il  suo  Trattato  dello 
Scisma  è  proibito,  e  si  potrà  ristampare  ciò,  che  non  é  vietato.  Desidero 
di  sapere,  se  le  vite  da  me  inviate,  e  attribuite  al  cardinale  d'Aragona, 
sieno  in  cotesto  Manoscritto  sotto  nome  di  Pandolfo  Pisano. 

Con  che,  rassegnandole  il  mio  rispetto,  mi  confermo,  di  V.  S.  illu- 
strissima. 

2104. 

AD  AGOSTINO  PANTÒ  *  in  Palermo. 
Modena,  10  Luglio  1722. 

Akciuvio  Soli  Mukatoui  {B.  Bibl.  Est.),  Modena. 

Non  v'  ha  dubbio  che  il  metodo  preso  da  V.  S  illustrissima  per  trat- 
tare con  decoro,  ed  utilità  lo  studio  delle  leggi,  cercando  diligentemente  i 
fini,  spiegandone  bene  i  testi,  e  fiancheggiandole  con  gì'  insegnamenti  della 
politica  e  della  morale,  é  assunto  degno  di  gran  lode;  e  chi  potesse  intro- 
durlo in  Italia,  ne  avrebbe  un  gran  merito.  E  però  mi  rallegro  io  assais- 
simo non  meno  con  esso  lei.  promotore  di  sì  nobile  Instituto,  che  con  co- 
testi altri  valorosi  ingegni,  i  quali  tutti  è  da  desiderare,  che  sveglino 
una  gara  onestissima  fra  loro  per  poter  trarre  a  fine  sì  glorioso  disegno. 
Il  fu  sig.  Gravina  anche  per  questo  ha  assicurata  la  sua  fama  presso  i 
posteri;  e  in  Germania  vi  hanno  atteso  grandi  uomini  con  rara  lor  lode, 
come  il  Grozio,  il  Puiiendorfio.  il  Coringio,  il  Vitrario,  ed  altri  che  hanno 
trattato  spezialmente  del  Gius  Pubblico,  della  Natura,  e  delle  Genti.  Cosi 
potesse  sperarsi,  che  un  si  bell'esempio  fosse  seguito  dal  resto  dell'Italia. 


*  Responsive  in  Archivio  Soli  Muratori  {R.  Bibl.  Est.  ),  n."  9  da  Palermo  1722-'29. 


-1*733]  AD  AGOSTINO   PANTÒ  2273 

Ma  s' io  ne  debbo  confessare  il  vero,  potrà  ben  promettersi  gran  lode  la 
di  lei  impresa;  ma  non  oso  sperare  di  vederla  abbracciata,  che  da  pochi 
ingegni  generosi  e  superiori  al  volgo.  Per  lo  più,  chi  si  applica  alle  leggi, 
pensa  a  far  roba,  e  questa,  senza  tante  fatiche,  col  solo  introdotto  metodo, 
benché  superficiale,  e  contento  di  sole  filze  d'autori,  e  di  citazioni  anche 
false,  si  ottiene.  Per  seguitar  Torma  de  i  Cuiaci,  e  simili,  ci  vuol  troppa 
fatica,  e  bisogna  prendere  voli  alti;  e  forse  alcuni  temerebbero  di  farsi 
ridere  dietro  da  i  giudici,  e  di  perdere  le  cause,  ove  si  dilungassero  punto 
dal  cammino,  cattivo  sì,  ma  battuto.  Ma  non  per  questo  ha  da  desistere 
V.  S.  illustrissima  con  cotesti  altri  signori.  Potrebbono  i  felici  ingegni  di 
cotesta  nobil  città  servire  a  gli  altri  di  sprone;  ed  anche  il  solo  mostrar 
l'ottimo  è  ottima  impresa.  Quanto  a  me,  veggo  potere  la  moral  filosofia 
aver  luogo  in  molte  parti  della  Giurisprudenza;  ma  in  molte  altre  diffi- 
cilmente verrà  chiamata  in  consulta;  perciocché  tante  leggi  ci  sono,  che 
riguardano  unicamente  la  roba  e  la  volontà  de'  Privati,  e  le  pene  de  i  de- 
litti, e  simili  altre  materie,  che  non  si  possono,  se  non  ricorriamo  a  strane 
speculazioni,  condursi  a  i  principj  morali.  Oltre  di  che  tante  determina- 
zioni s"  incontrano  delle  leggi,  che  non  hanno  altra  vera  ragione,  che  la 
volontà  de'  principj  legislatori,  i  quali  certo  non  sono  mancati  di  ragione 
in  determinare  cosi:  ma  se  avessero  anche  determinato  il  contrario,  avreb- 
bono  potuto  farlo,  né  sarebbono  stati  sprovveduti  d'altre  ragioni.  E  lo 
veggiamo  anche  in  innumerabili  leggi  municipali  o  statuti,  che  son  tutti 
l'uno  all'altro  contrarj,  e  pure  son  giusti  tutti.  La  morale  insegna  ciò,  che 
è  buono  0  cattivo  in  riguardo  a  i  costumi,  lasciando  poi  le  azioni  indifie- 
renti  all'ispezione  d'altre  scienze  ed  arti;  e  perciò  tante  d'esse  leggi  si 
possono  ridurre  al  tribunale  della  Politica  e  dell'Economica;  e  l'altre,  che 
son  le  più,  ai  primi  principj  delle  tre  giustizie.  Ora  non  è  mai  venuta,  e 
forse  non  verrà  mai  alla  luce  quell'opera  dell'Ingegneri.  Ma  l'assunto  da  lui 
preso  sarebbe  pure  un  bell'impiego  di  cotesti  ingegni.  Cioè  rilevare  tutti 
quanti,  se  si  può  mai.  gli  abusi,  e  disordini  che  seguono  tanto  ne  i  trat- 
tati della  Giurisprudenza,  quanto  nella  sua  pratica,  riducendoli  sotto  varie 
elassi.  Non  si  può  dire,  che  paese  vasto  sia  questo,  e  che  utile  potesse 
venire  al  pubblico,  dal  far  vedere,  in  quante  maniere  e  giudici  e  avvo- 
cati, e  procuratori,  e  consulenti,  e  trattatisti  tradiscano  e  facciano  diventar 
pernicioso  uno  studio  e  sapere,  inventato  per  bene  de  gli  uomini.  Chi 
n'abbia  ben  trattato,  non  saprei  già  accennare,  a  riserva  del  cardinale 
De  Luca,  una  cui  operetta  é  molto  lodevole.  Credo  ancora  che  il  Fabri 
piemontese,  gran  leggista,  abbia  dato  di  bei  lumi.  Loderei  ancora,  chi  si 
mettesse  a  raccogliere  tutte  le  opinioni  di  legge  controverse,  che  sono  ma- 
teria di  tante  liti,  comuni  ancora  con  tra  comuni,  per  deciderle,  secondochè 
più  paresse  giusto  e  ragionevole,  per  poi  pregare  i  Principi,  che  per  comun 
beneficio  canonizzassero  tali  decisioni,  e  ordinassero  che  si  stesse  alle  me- 


2274  LODOVICO  ANTONIO  MURATORI  \  1*7 22- 


desime,  formandone  una  giunta  a  i  testi  civili,  senza  pregiudizio  di  par- 
ticolari statuti.  In  tal  guisa  crederei  che  potessero  le  applicazioni  di  co- 
testa  nobile  Accademia  riuscire  di  gran  profitto  al  pubblico.  Ed  ecco  quel 
poco,  eh'  io  posso  suggerire  all'  ottimo  genio  di  V.  S.  illustrissima,  alla 
quale  mi  protesto  sommamente  tenuto  e  pel  suo  stimatissimo  amore,  e  per 
le  benigne  espressioni  della  sua  lettera.  Con  che.  supplicandola  de' miei 
rispetti  al  celebre  sig.  Mongitore,  '  [Antonino]  e  rassegnandole  il  mio  os- 
sequio, comincio  a  protestarmi,  quale  sarò  in  eterno,  di  V.  S.  illustrissima. 


2105. 

A  GIOVAN  BERARDINO  TAFURI  in  Nardo. 
Modena,  10  Luglio  17^. 
Archivio  Soli  Mdkatobi  (  R.  Bibl.  Est.),  Modena,  edita  [163], 

Lodato  Dio  eh'  è  pur  giunta  una  delle  mie  lettere  a  V.  S.  illustris- 
sima, e  che  si  è  restituita  la  calma  all'animo  suo  coli' avviso  de' mano- 
scritti felicemente  pervenuti  alle  mie  mani.  Attenderò  ora  la  cronaca  del 
Coniger,  la  quale  appunto  mi  era  stata  descritta  piena  di  molti  errori  e 
di  non  poche  inezie.  Vegga  di  grazia,  prima  d'inviarla,  che  frutto  se  ne 
possa  sperare,  perciocché,  quando  fosse  storico  sgraziato,  e  da  nulla,  mi, 
potrebbe  esser  chiesto,  perchè  l'avessi  messo  in  mezzo,  servendo  bensì  le 
note  critiche  a  correggerla,  ma  insieme  a  fargli  anche  sensibilmente  per- 
dere il  credito.  Crederei  dunque  bene  che  V.  S.  illustrissima  mi  dicesse 
prima  cosa  egli  contenga  di  buono,  e  di  che  tempo  scrivesse,  acciocché 
non  gittassimo  la  fatica. 

Invio  la  presente  al  sig.  abate  Giovanni  Biavi  s'^gretario  dell' eminen- 
tissimo  Viceré,  e  spero  che  gliela  farà  giungere.  Le  lettere  di  lei  basta 
che  siano  consegnate  alla  posta  di  Napoli,  che  mi  perverranno  sicure. 

Del  resto  con  particolare  consolazione  ho  inteso  il  di  lei  nobil  genio 
verso  le  lettere,  in  prò  delle  quali  mi  rallegro  che  stia  faticando,  ed  il 
suo  benigno  cuore  verso  chi  fatica  in  questo  medesimo  arringo.  Non  man  ■ 
cherò  io  a  suo  luogo  di  avvertire  il  pubblico  di  questi  suoi  pregi.  Intanto, 
con  rassegnarle  il  mio  rispetto,  mi  confermo,  etc. 


Sue  lettere  in  Archivio  Soli  Muratori  (  7?.  Bibl.  Est.  ),  n.°  12  da  Palermo  1721-'4]. 


-±'722]  A  PIER  aEROLAMO  VERNACCIA  2275 


2106. 

A  VINCENZO  VECCHI  in  Ferrara. 
Modena,  10  Luglio  17S. 

IL  Akchis'ìo  di  Stato,  Modena. 

Saggiamente  ha  fatto  V.  S.  illustrissima  sbrigandosi  dell'aria  de' paesi 
bassi,  e  del  furore  de' zenzalini  :  ed  io  mi  rallegro  di  udirla  tornata  con 
felice  salute.  Già  ho  ricevuto  il  nuovo  quinternetto,  e  datagli  una  scorsa, 
altro  non  truovo  che  diplomi  e  bolle  delle  quali  abbiamo  già  copia.  Tuttavia 
l'esaminerò  più  diligentemente,  e  poscia  lo  restituirò.  Intanto  ijaille  grazie 
a  lei,  ed  al  buon  cuore  di  chi  ha  favorito.  Quanto  al  sig.  Scalabrini  starò 
attendendo  nuovi  ordini  e  lumi  sopra  la  di  lui  volontà,  ritenendo  io  a 
questo  fine  il  catalogo  nelle  mani.  So  che  V.  S.  illustrissima  starà  con  gli 
occhi  aperti  sopra  le  novità  ultimamente  occorse,  e  che  non  mancherà  di 
comparire  costi  con  riverente  dipendenza.  Come  abbia  a  terminare  la  fac- 
cenda, non  è  noto  al  volgo.  I  più  saggi  tengono,  che  chi  è  venuto  costà 
desideroso  di  quiete,  non  vorrà  più  imbarcarsi,  e  noi  non  possiamo  spedire 
di  qua  il  bargello  a  farlo  tornare  per  forza.  Faccia  Dio  il  nostro  meglio. 
Con  che  rassegnandole  il  mio  rispetto,  etc. 

2107. 

A  PIER  GEROLAMO  VERNACCIA  in  Urbino. 
Modena,  11  Luglio  17S. 

Abchitio  Storico  Comukai.e,  Urbino,  edita,  [213]. 

Le  storie  che  V.  R.  con  tanta  bontà  mi  accenna  trovarsi  nella  Va- 
ticana non  mi  paiono  di  tal  pregio,  ch'io  voglia  espormi  a  superare  le 
diflficoltà  tutte,  che  s'incontrerebbero  per  ricavarne  copia.  Il  mio  desiderio 
sarebbe  stato  di  trovarne  una  che  avesse  descritto  le  azioni  di  tutti  i  per- 
sonaggi della  casa  di  Montefeltro;  e  quelle  che  si  credono  conservate  in 
Roma  non  promettono  tanto.  Adunque  io  mi  ristringo  a  pregarla  che  voglia 
procurarmi  la  vita  di  Federico  I  duca;  perchè  essendo  egli  stato  un  va- 
lentuomo, sarà  anche  gustoso  il  leggere  le  sue  gesta.  Bramerei  ancora 
qualche  ci'onaca  di  Gubbio,  perchè  probabilmente  dovrebbe  abbracciare 
anche  i  fatti  delle  città  circonvicine.  Perciò  mi  raccomando  al  gentilissimo 
cuore  di  V.  R.  perchè  disponga  le  cose,  affinchè  io  ne  ottenga  copia.  Se 
potessi  ricevere  in  prestito  gli   stessi  manoscritti  (il   che   da   tante   altre 


2276  LODOVICO    ANTONIO   MURATORI  [l'7«5S- 

parti  mi  è  stato  accordato  ),  sarebbe  più  comodo  e  men  dispendioso  a  me 
il  farli  copiar  qui,  e  basterebbe  inviarli  per  occasion  sicura  a  Bologna, 
eh'  io  poi  sarei  fedele  e  puntuale  restitutore.  Ma  oh  quanto  sarebbe  da 
desiderare  che  si  trovasse  quella  vecchia  cronaca  di  Urbino,  di  cui  si  ha 
notizia  costi!  Di  grazia  non  rallenti  le  ricerche.  Quanti  favori  ella  com- 
partirà a  me  saranno  tutti  scritti  nel  mio  cuore,  oltre  al  beneficio  ch'ella 
recherà  alle  lettere  e  al  pubblico. 

Con  ringraziarla  intanto  dei  già  compartitimi,  e  con  pregarla  de' miei 
rispetti  all'onoratissimo  p.  Bernardo,  le  rassegno  il  mio  ossequio. 


2108. 

A  VINCENZO  VECCHI  in  Ferrara. 
*  Spezzano,  18  Luglio  1722. 

E.  Archivio  di  Stato,  Modena. 

Scrivo  a  V.  S.  illustrissima  da  Spezzano,  ove  sono  venuto  servendo  il 
sig.  marchese  Coccapani  per  rubare  tre  o  quattro  giorni  di  villeggiatura. 
Già  ho  ricevuto  l'ultima  sua  col  lieto  avviso,  ch'ella  abbia  da  fare  una 
scappata  in  patria,  e  condur  seco  ancora  l'onorato  sig.  Scalabrini.  Finché 
starà  costi  il  sig.  marchese  Salvatico,  né  piar  io  credo  bene  il  chiedere 
tal  permissione,  ed  anche  chiedendola  sarebbe  negata.  Sicché  aspettare  un 
poco.  Intanto  attenzione  a  servire  chi  é  costà,  poiché  quanto  al  predire  le 
cose  avvenire,  io  per  me  non  v'arrivo,  e  credo  facile  l'ingannarsi.  Star 
dunque  a  vedere,  e  pregar  Dio  che  faccia  il  nostro  meglio. 

La  supplico  del  ricapito  dell'  inchiusa  al  p.  Ferrari.  Egli  mi  scrive  la 
morte  del  padre,  la  ritirata  alla  casa  paterna,  e  il  bisogno  presente,  spe- 
rando che  il  padron  serenissimo  possa  dargli  soccorso.  Le  congiunture  pre- 
senti non  mi  lasciano  sperarle.  Con  che,  rassegnandole  il  mio  rispetto,  mi 
confermo,  etc. 

2109. 

A  GIUSEPPE  ANTONIO  SASSI  in  Milano. 
Modena,  23  Luglio  1722. 

Biblioteca  Ambrosiana,  Milano. 

Oggi  scrivo  quello  che  credo  bene  al  signor  Argelati,  il  quale  si  lagna 
forte  per  alcune  mie  parole  scritte  a  V,  S.  illustrissima,  le  quali  certo  sa- 
rebbe stato  meglio,  eh'  ella  avesse  ritenuto  in  se,  per  non  mettere  maggior 
fuoco  in  campo.  Staremo  a  vedere,  come  si  metterà  l'affare  del  frontispizio- 


-IT'SS]  A.  GIUSEPPE  ANTONIO  SASSI  2277 


Scrìvo  anche  a  lei  che  sarà  bene  stampare,  dopo  V  Agnello,  la  prima 
parte  della  Storia  dei  J*rincipi  Longobardi  di  Camillo  Pellegrino,  perchè 
è  come  una  continuazione  di  Paolo  Diacono,  ed  Erchemperto  fioriva  nel 
secolo  d'Anastasio.  Poscia  cominciare  con  Anastasio  il  3.'  tomo.  Se  vi 
sarà  tanto  da  empiere  esso  tomo  3.  '  bene,  se  no,  seguitare  innanzi,  e  at- 
taccarvi Chronicon  Casinense,  Euterpio  Longobardo  etc. 

Sommamente  ringrazio  V.  S.  illustrissima  per  le  sue  sagge  osserva- 
zioni sopra  le  vite  aggiunte  ad  Anastasio,  e  per  le  correzioni  sode  e 
giuste  sulla  mia  prefazione.  Qui  a  me  mancano  molti  libri,  e  né  pure  ho 
rOldoino  e  lEggs....  però  ho  detto  quel  che  ho  potuto,  ma  senza  intendere, 
come  io  abbia  scritto  di  Nicolò  Eymerico  quel  serius  /ioruit.  La  prego 
dunque  di  cassarlo,  e  di  scrivere:  quippe  is  numquam  in  cardinalium 
coetum  coopiatus  est,  Nicolaum  ergo  Rosselli  fune  cardiìialem  par  est  cre- 
dere eiicstnodi  collectionis  avtctorem:  et  quidein  in  hoc  senteìUia  ine  prae- 
cessere  Oldoinus,  in  Atheneo  Romano,  ac  in  Vitas  surnmorum  Pontifìcum 
et  Georgius  Josejìh  Eggs  in  Purpura  docta.  Quid  ille  de  egregio  hoc  viro 
habeat  post  Ciacconium,  videant  Eruditi.  Unum  hoc  tantum  innuam,  in- 
dicatum  fuisse  a  Baronia  ad  annum  1097,  etc. 

Quanto  a  Pandolfo  Pisano,  io  non  ho  la  Vita  di  Golasio  pubblicata 
dal  Gaetano,  e  però  non  ho  potute  chiarirmi  di  molte  cose.  A  me  tuttavia 
pare  strano,  ch'egli  fosse  stato  fatto  ostiario  etc.  nel  1119,  e  che  il  me- 
desimo si  truovi  anche  nel  1201,  comunque  sia,  la  prego  di  cancellare  in 
quel  sito  quel  che  occorre,  non  avendone  io  copia,  bastando  solamente 
dire,  che  Pandolfo  (Mascam,  nescio  quibus  certis  tabidis,  nonnulli  appellant) 
scrisse  le  vite  de'  papi,  ma  anch'  esse  son  diverse  dalle  raccolte  dal  car- 
dinale d'Aragona.  Per  altro  ho  gran  piacere  che  anch'esse  si  truovino 
costi,  e  bisogna  assolutamente  stampar  tutto.  Ella  poscia  alla  mia  prefa- 
zione potrà  aggiugnerne  un'altra  a  nome  suo,  in  cui  dirà,  quanto  le  par 
bene,  e  quanto  ella  meglio  di  me  avrà  saputo  trovare,  giacché  ha  più  libri 
stampati  di  me,  e  quél  che  é  più,  anche  i  manoscritti. 

In  iscrivendo  al  sig.  marchese  Trivulzio  questa  mane,  ho  dimenticato 
un  punto,  che  mi  preme,  di  cui  sol' ora  mi  son  accorto.  Gli  ho  inviato  il 
trattato  di  monsignor  Ciampini  intorno  al  Libro  Pontificale  d'Anastasio: 
et  ora  mi  accorgo,  che  l' ho  qui  tuttavia.  Perciò  ho  sospetto  d' avergli  in- 
viata altra  opera  d'esso  Ciampini  in  cambio  della  vera,  che  si  dovrebbe 
ristampare  con  Anastasio.  Di  grazia  se  ne  informi  presto,  acciocché  io 
possa  rimediare. 

Ho  veduto  la  Miscella  e  Giornande  etc.  Bella  stampa,  note  ben  ordi- 
nate: viva  Milano.  Ma  seguitare,  e  farsi  animo,  e  che  la  prudenza  tenga 
salda  la  buona  armonia,  e  compatirsi  l'un  l'altro. 

Le  l'assegno  il  mio  ossequio,  e  mi  ricordo,  di  V.  S.  illustrissima. 


2278  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [1*7SS- 


2110. 

A  FRANCESCO  ARISI  in  Cremona. 
Modena,  .'D  Luglio  1722. 

Museo  Civico  Ciiemonkse,  edita  [203]. 

Amico  amatissimo. 

Il  carattere  del  copista  importerà  poco,  potendovi  io  rimediare  con 
facilità.  E  però  venga  pure  la  strepitosa  Vittoria,  aspettandomi  io  di  ve- 
dere ad  una  ad  una  le  squarciate,  che  facevano  i  vostri  vecchi  tagliacan- 
toni  in  que'  poveri  ambrosianelli,  i  quali  si  credevano  d' aver  da  fare  con 
quattro  lodigiani.  La  spesa  occorsa  in  tal  copia  so  che  me  1'  accennerete, 
acciocché  io  possa  soddisfare. 

Prima  di  favorirmi  per  la  cronaca  di  Piacenza,  pregovi  di  osservare 
dove  essa  cominci  e  dove  termini,  perchè  ne  ho  qui  due  che  cominciano 
ah  ovo,  e  giungono  fino  al  1384.  Il  maggior  bisogno  per  quella  città  sa- 
rebbe dall'  anno  suddetto  sino  al  1500.  Quando  non  contenesse  altro  che 
il  narrato  dalle  altre  due,  mi  riuscirebbe  inutile. 

Per  un  pubblico  ministro  la  podagra  serve  alla  gravità,  ma  quella 
benedetta  chiragra  non  fa  approposito.  perchè  impedisce  il  fare  e  pigliare. 
Però  guardatevene  e  lasciate  star  Bacco  con  attenervi  all'  acqua,  ottima 
fra  le  cose  al  parere  di  Pindaro,  e  utile  rimedio  pel  male  suddetto. 

Vorrei  migliori  nuove  della  salute  del  dignissimo  prelato.  E  non  è 
picciolo  male  il  solo  umor  nero.  Voi  colla  vostra  naturale  allegria  fategli 
animo,  e  mantenetemi  nella  sua  grazia.  Sono  e  sarò  sempre,  etc. 


2111. 

A  GIUSEPPE  MALASPINA  DI  S.^^   MARGHERITA  in  Tortona. 
Modena,  30  Luglio  17^. 

Raccolita  Palmiebi,  S.  Paolo,  Roma. 

Alla  lettera  di  V.  S,  illustrissima  scrittami  da  Milano,  rispondo  con 
rallegrarmi  dell'  accrescimento  delle  faccende  per  cagione  del  boccone  fi- 
nora poco  a  lei  profittevole,  ma  che  con  un  po'  di  tempo  lo  sarà  assaissimo. 
Godo  pure  che  le  sieno  pervenute  le  scritture  della  Precedenza,  e  m'im- 
magino che  saran  gl'ante  a  buon  porto  anche  le  Quistioni  Comacchiesi.  Mi 
è  giunta  nuova  la  ristampa  in  Olanda  di  tutta  questa  controversia,  e  ne 
scrivo  oggi  al  Padre  residente  Lazzarelli  per  maggiore  informazione. 


-ITSS]  AD  UBERTO  BENVOOLIENTI  227{> 

Per  conto  de  i  desiderj  del  nostro  signor  marchese  Foglìani,  già  ho 
scritta  a  lui  stesso  che  non  sono  in  caso  di  defraudare  il  pubblico  della 
storia  di  mia  ragione,  eh'  egli  amerebbe  suppressa.  Tanto  sacrifizio  sarebbe 
nn  pubblico  malefizio.  Ma  V  ho  assicurato  che  la  prefazione  sarà  formata 
in  maniera,  e  con  tali  circostanze,  che  la  Corte  di  Parma,  non  che  il  pub- 
blico, sarà  persuasa  aver  io  ricevuto  da  altra  mano  quella  cronaca.  Citerò 
in  fine  dove  si  truovi  lo  stesso  codice  manoscritto  antico,  da  cui  l'ho  presa. 
E  però  non  si  metta  il  signor  marchese  fastidio  alcuno. 

Le  grazie  di  V.  S.  illustrissima  per  la  cronaca  d'Asti  le  aspetterò 
con  tutto  suo  comodo,  giacché  non  manca  materia  per  ora  alla  stampa  di 
Milano.  E  giacché  io  ho  terminato  il  confronto  della  cronaca  di  Caffaro, 
la  di  lei  copia  è  all'  ordine  per  ritornarsene,  quando  mi  si  presenterà  oc- 
casione sicura. 

Vorrei  intanto  qualche  nuova  de'  suoi  studj,  giacché  le  ho  buone  della 
di  lei  salute.  E  rassegnandole  il  mio  ossequio,  mi  confermo,  di  V.  S.  il- 
lustrissima. 

2112. 

AD  UBERTO  BENVOGLIENTI  in  Siena. 
Modena,  31  Luglio  1722. 

Biblioteca  Comunale,  Siena,  edita  [1S3]. 

Se  mai  V.  S.  illustrissima  potesse  far  giungere  in  tempo  a  Firenze, 
siccome  ella  mi  fa  sperare  nell'ultimo  suo  carissimo  foglio,  nelle  mani  del 
signor  cavalier  Marmi,  le  grazie  eh'  ella  mi  ha  preparato,  dovrebbe  la  set- 
timana ventura  passare  di  colà  un  mio  fidato  amico,  che  ritoma  da  Assisi, 
et  egli  con  sicm-ezza  potrebbe  portarmi  qua  il  sospirato  tesoro.  Se  no, 
m' intenderò  poi  col  suddetto  signor  cavaliere  per  cercare  altra  via  sicura. 
Intanto,  sommamente  mi  protesto  tenuto  alla  gentilezza  inarrivabile  di 
V.  S.  illustrissima  per  tante  fatiche  fatte  per  onorar  me,  e  far  benefizio 
al  pubblico.  Vengano  pure  le  sue  note,  che  saranno  carissime;  evengala 
prefazione,  che  sarà  ben  veduta.  Anzi  la  prego  di  non  lasciar  riposare 
quel  buon  pensiero  del  ragionamento,  o  sia  dell'introduzione  alla  storia 
senese.  Tutte  le  cose  sue  contengono  erudizione  e  giudicio  tale,  ch'io  le 
venero  e  le  sospiro  ;  e  cosi  credo  che  faranno  gli  altri  che  promuovono  la 
stampa.  Oià  il  primo  tomo  é  avanzato,  e  si  lavora  dietro  al  secondo.  Andrò 
io  rivedendo  se  qualche  minuzia  si  potesse  o  dovesse  tagliare. 

Stamperò,  a  Dio  piacendo,  la  storia  di  frate  Andrea  Biglia,  milanese 
e  agostiniano,  che  mori  circa  il  1430  costi  in  opinione  di  beato,  ed  è  fat- 
tui'a  di  ottimo  gusto.  Se  V.  S.  illustrissima  avesse  nulla  da  suggerirmi 
intorno  a  tale  scrittore,  potrei  aggiugnerlo  alla  prefazione. 


2280  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [1T32- 


Non  dimentichi  poi  di  scrivermi  a  che  ascenda  la  spesa  delle  copie 
fatte  costì,  affinchè  almeno  a  questo  obbligo  io  possa  soddisfare.  E  rasse- 
gnandole il  mio  rispetto,  mi  confermo,  di  V.  S.  illustrissima,  etc. 


2113. 

A  FRANCESCO  ARISI  in  Cremona. 
Modena,  0  Agosto  1722. 

Museo  Civico  Ckemonese,  edita  [203]. 

Amico  amatissimo. 

Puntualmente  ho  ricevuto  la  Vittoria  Cremonese,  e  ve  ne  porto  ora  i 
dovuti  ringraziamenti,  essendo  operetta  composta  con  istile  elegante  e  ben 
circostanziata,  e  che  può  far  onore  al  Torrazzo.  Ma  quello  che  non  m' è 
piaciuto,  è  appunto  stato  il  medesimo  stile,  perchè  m'  ha  subito  fatto  co- 
noscere non  essere  quella  fattura  vecchia  e  prima  del  1500.  E  maggior- 
mente poi  s"è  verificate  il  mio  sospetto  al  veder  ivi  citato  Tristano  Calco, 
il  che  può  far  credere  tal  operetta  composta  anche  dopo  il  1500.  Pertanto 
sto  dubbioso  s' io  abbia  a  stamparla,  perchè  non  s' accorda  coli'  assunto 
mio,  che  è  di  dar  solamente  storie  fatte  prima  del  1500.  E  ivi  citata  una 
relazione  di  tal  Vittoria,  esistente  nell'  archivio  della  vostra  città.  Questa 
sarebbe  stata  più  al  proposito,  e  se  mai  la  potessi  ottenere,  mi  sarebbe 
ben  cara.  A  gli  scrittori  recenti  di  cose  antiche  non  si  presta  facilmente 
fede.  Val  più  un  barbaro  scrittorello  di  que"  tempi,  che  un  gran  barbas- 
soro de'  nostri.  Basta  :  vedrò. 

Vi  scrissi  r  ordinario  passato,  et  ora,  rinnovandovi  le  proteste  del  mio 
osseqiiioso  affetto,  mi  confermo,  etc. 


2114. 

A  CAMILLO  FONTANA*  in  Modena. 
Dalla  Pomposa,  6  Agosto  1722. 

È  devotamente  riverito  il  signor  Camillo  Fontana  dal  Muratori,  e 
pregato  che  essendo  già  disposte  le  cose  per  l' ingresso  della  signora  Laura 
Barbieri  nelle  Putte  del  Canalino,  ed  essendo  necessario  per  ora  almeno 
cento  scudi,  egli  con  sollecitudine  voglia  somministrarli,  e  più  ancora,  se 
si  può,  per  ultimare  tal  fatto:  che  di  tal  favore  gli  resterà  molto   tenuto. 


*  Responsive  in  Archivio  Soli  Muratori  {R.  Bibl.  Est.)  n.°  1  da  Modena. 


-l'T'SS]  A  GIUSEPPE  ANTONIO  SASSI  2281 


2115. 

A  GIUSEPPE  ANTONIO  SASSI  in  Milano. 
Modena,  0  Agosto  1722. 

Biblioteca  Ambrosiaka,  Milano. 

Di  singoiar  consolazione  mi  sono  state  le  lettere  di  V.  S.  illustrissima 
e  quelle  del  signor  Argelati  nell'  ultimo  ordinario,  perchè  dall'  una  parte 
e  dall'  altra  ho  scorto  dileguate  molte  nebbie,  e  una  speranza  di  buona 
calma  per  l' avvenire.  Io  non  ho  mancato  di  scrivere  al  detto  signor  Ar- 
gelati e  al  signor  march.  Trivulzio,  con  quella  forza  e  verità  che  ho  cre- 
duto bene,  in  tal  congiuntura,  perchè  troppo  desidero  la  concordia,  senza 
di  cui  non  potrebbe  camminar  bene  la  grande  impresa,  siccome  senza  di 
V.  S.  illustrissima  son  certo  eh'  essa  non  andrebbe  avanti,  o  v'  andrebbe 
mal  in  piedi.  Mi  raccomando  dunque  anche  a  lei  per  un  po'  di  flemma.  In 
confidenza  :  si  lagnava  l' altro  per  certe  lettere  da  lei  scritte  a  Vienna  in 
biasimo  suo  :  e  credo  che  ne  abbia  copia.  Ella  mostri  di  non  saperlo,  e  tiri 
innanzi,  mostrando  come  prima  il  suo  buon  cuore;  e  vada  poi  più  guar- 
dingo in  avvenire. 

Mando  in  questo  ordinario  la  Storia  de  principi  longobardi  del  Pel- 
legrini. Non  importa  se  si  ristampa  Erchemperto.  perchè  è  storia  di  poca 
mole,  né  occuperà  gran  sito.  Potrebbe  certo  confrontarsi,  e  distinguere  le 
varietà  delle  due  edizioni  con  fame  una  sola  ;  ma,  secondo  me,  non  ne  se- 
guirà scandalo  tralasciando  di  farlo,  e  attenendosi  al  modo  più  facile. 

Quanto  alle  vite  de  i  papi,  e  alla  loro  distribuzione,  stimo  lei  più 
atto  di  me  a  saperla  fare,  perchè  ha  tutto  sotto  l'  occhio  laddove  io  non 
ho  veduto  se  non  le  mie  giunte.  Quello  che  mi  pare  da  tener  saldo,  si  è, 
che  ogni  autore,  ha  da  andare  unito,  e  fare  la  sua  figura  da  per  se.  Cioè 
tutte  le  vite  del  cardinale  d'  Aragona  insieme  ;  quelle  di  Pandolfo  Pisano 
con  quella  di  Gelasio  II  tutte  insieme  ;  e  cosi  1'  altre,  e  questo  dico,  quando 
si  voglia  far  poca  fatica.  Perciocché  il  meglio  sarebbe  imitare  il  Baluzio, 
che  nelle  vite  de'  papi  avignouesi  ha  unito  insieme  le  varie  vite  d' un 
solo  papa  fatte  da  diversi  autori;  e  cosi  è  proceduto  ne  gli  altri,  citando 
i  differenti  autori.  Così  potrebbero  unirsi  le  vite  di  Alessandro  III  per 
esempio  scritte  dal  cardinale  e  dal  Pandolfo,  etc..  e  cosi  seguitare.  Ma  gli 
stampatori,  se  non  le  avran  copiate  tutte  coli'  ordine,  faranno  de  gli  spro- 
positi. Gli  altri  cataloghi  poi  separatamente  possono  stamparsi  in  fine.  Mi 
rimetto  in  tutto  al  di  lei  purgato  giudizio. 

Ricordi  al  signor  Bianchi  di  non  mettere  il  mio  nome  in  maiuscolo 
davanti  alle  prefazioni.  Va   in   carattere   ordinario.   E   mei   riverisca   ben 


2282  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [1*733- 


divotamente  con  dirgli  di  più,  che  desidero  di  sapere,  se  la  Vita  di  Cola 
di  Rienzo  in  lingua  napoletana  sia  stata  mai  stampata.  Certo  bisogna  met- 
terla, ma  converrà  tradurla  in  latino.  L' lio  trovata  manoscritta  in  questa 
librei'ia.  Con  che,  rinnovando  le  proteste  del  mio  ossequioso  affetto  mi  con- 
fermo, di  V.  S.  illustrissima. 

2116. 

A  CAMILLO  FONTANA  in  Modena. 
Modena,  12  Agosto  1722. 

Se  il  signor  Camillo  Fontana  vorrà  favorire  il  dottor  Muratori  delle 
L.  500  per  gli  eredi  Barbieri,  basterà  ch'egli  solamente  accenni  il  preciso 
numero  del  denaro,  che  Tesibitore  presente  veri'à  a  pigliarlo;  e  porterà 
la  ricevuta.  Con  che  esso  Muratori  se  gli  ricorda  servitore  devotissimo. 

Sono  L.  505  —  12  —  11. 


2117. 

A  MAURO  ALESSANDRO  LAZZARELLI  in  Milano. 
Modena,  13  Agosto  1722. 

Archivio  Soli  Mubatoki  (  fl.  Bibl.  Est.),  Modena. 

Ricevei  infatti  il  libro  delle  provvisioni  di  cotesto  magisti*ato  della 
sanità,  e  l'ho  trovato  utilissimo  e  di  buona  tempra,  e  ne  ho  anche  scritto 
all'autore  con  rallegrarmene  seco.  Il  vero  e  principale  autore  però  io  il 
rimiro  nel  nostro  signor  marchese  reggente,  al  quale  perciò  la  prego  di 
umiliare  i  miei  ringraziamenti  per  lo  stimatissimo  dono,  e  insieme  le  mie 
più  vive  congratulazioni  per  un'opera  tanto  lodevole  per  lui,  e  nuovo  te- 
stimonio della  sua  felicissima  mente,  attività,  ed  abilità,  degna  di  regolar 
popoli  ed  imperj. 

Dalla  gentilezza  dunque  di  V.  P.  reverendissima  attenderò  a  suo 
tempo  l'opera  del  signor  segretario  Colla,  e  vedrò  poi,  come  egli  sappia 
sostenere  quella  massima,  che  a  me  ancora  sembra  difficile  a  provarsi. 

È  nata  una  figliuolina  in  casa  del  signor  marchese  Coccapani  con 
felice  parto  della  madre.  Ieri  sera  dunque  doveva  essere  in  città  il  cava- 
liere per  godere  di  questa  novità,  la  quale,  se  non  è  di  piena  consolazione, 
promette  però  altri  frutti  più  stagionati  e  gustosi. 

Non  credo  io  si  facilmente  quel  gran  regalo  destinato  dalla  filosofessa 
al  filosofo,  quand'  ella  non  si  mettesse  in  capo  di  lasciarsi  indietro  l' im- 
peratore e  gli  altri  monarchi.  Staremo  a  vedere;  e  quando  vi  sia  un  gua- 


-IT'SS]  A  GIUSEPPE   .ANTONIO  SASSI  238S 


dagno  si  ingordo,  cominci  pur' ella  a  farmi  la  strada  per  una  Dedicatoria, 
giacché  tutti  hanno  da  correre  a  si  doviziosa  miniera. 

Siamo  qui  alla  vigilia  di  vedere  le  risoluzioni  di  chi  passò  a  Ferrara. 
Comunemente  si  crede,  che  sia  dente,  che  si  squassa,  o  che  cavato  non 
si  potrà  più  rimetter  bene  al  suo  sito.  Tuttavia  il  mondo  fa  vedere  di 
cose  strane,  e  la  carta  dell'avvenire  niun  l'ha.  Mi  rassegno  con  tutto  l'os- 
sequio, di  V.  P.  reverendissima. 


2118. 

AD  UBERTO  BENVOGLIENTI  in  Siena. 
Modena,  14  Agosto  1722. 

Biblioteca  Civica,  Siena,  edita  [lò3]. 

Serva  questa  mia  per  significare  a  V.  S.  illustrissima  la  singoiar  mia 
consolazione  per  l'arrivo  dell'involto,  con  entro  tutti  i  favori  ch'ella  mi 
ha  trasmesso.  Appena  ho  avuto  tempo  da  dar  loro  un'occhiata;  ma  è  stata 
questa  nondimeno  bastante  a  farmi  conoscere  la  preziosità  del  dono,  e  la 
somma  di  tante  obbligazioni  che  le  professo,  e  che  eternamente  conserverò 
verso  la  di  lei  bontà.  Le  rendo  perciò  con  tutto  lo  spirito  vivissime  grazie, 
riserbandomi  di  godere  con  più  agio  i  frutti  della  sua  benigna  protezione 
insieme  ed  erudizione.  Torno  poi  a  replicare  le  istanze  per  intendere  la 
spesa  occorsa  ne  i  copisti.  Giacché  non  posso  ad  altro,  desidero  almeno 
di  soddisfare  a  questo  debito  ;  e  però  non  manchi  di  parlare  francamente. 
Con  che,  rassegnandole  il  mio  rispetto,  mi  confermo  di  V.  S.  illustris- 
sima, etc. 

2119. 

A  GIUSEPPE  ANTONIO  SASSI  in  Milano. 
Modena,  20  Agosto  1722. 

Biblioteca  Ambbosiana,  Milaiio. 

Veggo  anche  il  signor  Ai-gellati  assai  quieto,  se  non  che  a  lui  pare 
di  trovare  V.  S.  illustrissima  alle  volte  alquanto  fiero  con  bisogno  della 
di  lui  pazienza.  Pare  a  me  che  si  sia  fatto  abbastanza,  e  che  il  meglio 
sarebbe  procedere  da  qui  innanzi  colla  sua  consueta  mansuetudine  e  tran- 
quillità: che  cosi  tanto  meglio  si  continuerà  l'armonia.  L'avvertisco  di 
più,  che  il  signor  conte  Carlo  Archinto'  aspettava  ch'ella  gli  dicesse  qualche 


'  Sue  lettere  in  Archivio  Soli  Muratori  (  R.  Bibl.  Est.  ),  n."  1  da  Milano  1722. 


2284  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [1*733- 


cosa  intorno  a  i  passati  dissapori,  essendo  sembrato  a  lui,  che  non  siasi 
avuto  gran  riguardo  alla  sua  persona  per  l' addietro:  e  però  loderei,  che 
in  questa  congiuntura  ella  francamente  gli  chiedesse,  se  mai  alcuno  gli 
avesse  supposto  poca  avvertenza  per  lui  nelle  già  acquetate  pendenze. 

Non  trovo  i  Notandi  sopra  il  Pellegrino,  e,  quando  io  non  abbia  sba- 
gliato mandandoli  ad  altra  persona,  so  d'averli  spediti.  Ora  non  avendo 
qui  tal  opera,  posso  malamente  farvi  i  conti  sopra.  Tuttavia  dirò,  pre- 
garla io  che  si  ricordino  di  certe  correzioni  d'esso  autore  poste  in  fine  a 
non  so  qual  trattato,  (credo  alle  note  sopra  i  cronologi  del  Caracciolo), 
perchè  bisogna  metterle  al  suo  sito.  Quanto  al  suddetto  Caracciolo,  verrà 
la  copia  di  questa  biblioteca;  ma  dico  bene  di  non  volermi  prendere  da 
qui  innanzi  maggior  libertà  sui  libri  della  biblioteca  del  Serenissimo,  perchè 
ne  ho  scrupolo,  immaginandomi  di  vederli  tornare  malconci.  Ora  io  vo- 
lentieri differiva  a  sito  più  lontano  essi  cronologi,  perchè  a  riserva  d'Er- 
chemperto,  gli  altri  solamente  trattano  di  cose  dopo  il  mille  ;  e  stampandoli 
ora  tutti,  mettiamo  il  carro  avanti  a'  buoi,  e  v'  ha  ben  differenza  tra  questi 
e  le  vite  de'  papi,  che  tutte  fanno  un  corpo.  Tuttavia  se  si  vuole,  si  stampi 
anche  adesso  tutto  il  Caracciolo.  Quanto  all'ordine  mi  piace  più  il  pro- 
gettato da  lei,  e  spero  che  il  signor  Bianchi  non  ne  dissentirà,  essendo 
indispensabile  il  mettere  le  note  del  Pellegrino  sotto  il  testo  de  i  tre  cro- 
nologi. Può  anche  mettersi  la  Serie  degli  abati  cassinensi  dopo  la  cro- 
naca dell'Anonimo  cassinese;  ma  non  perchè  molto  importi,  perchè  son 
pezzi  molto  disparati.  Que' discorsi  volgari  nulla  han  che  fare  col  nostro 
assunto  ;  e  gli  avrei  lasciato  andar  volentieri  ;  ma  perchè  è  si  stimata  ogni 
cosa  di  quel  letterato,  e  vorrei  che  si  sapesse,  aversi  da  noi  tutto  l'intero 
dell'opera  sua,  perciò  credo  bene  ristamparli,  e  tanto  più  perchè  son  poca  cosa. 

Mi  rallegro  del  valoroso  sforzo,  che  si  fa  intorno  ad  Anastasio.  Quando 
si  voglia  aggiugnere  le  vite  anche  de' papi  d'Avignone,  bisognerà  pren- 
dere quelle  del  Baluzio,  la  cui  opera  credo,  solo  per  cagion  delle  Note, 
proibite.  Ma  appunto  mancherà  di  troppo  ad  esse  vite,  mancando  le  Note. 

Contuttociò  si  faccia,  avvertendo  solo  di  lasciare  indietro  il  preso  da 
Bernardo  Guidone,  sul  supposto  che  s'abbia  a  stampare  la  Storia  de' papi 
d'esso  autore. 

Attenderò  dunque  la  Storia  stampata  di  Cola  da  Rienzo,  e  la  con- 
fronterò con  questa  manoscritta.  Oh!  non  posso  spiegarle,  quanto  cominci 
a  pesarmi  il  correggere  copie,  e  i  testi  ancora,  che  talora  son  pieni  di 
tanti  spropositi,  che  non  se  ne  può  trar  i  piedi.  Lo  pruovo  adesso  per  la 
storia  di  Ferretto  Vicentino,  bellissima,  ma  affatto  rovinata  da'copisti:  né 
due  copie  mandatemi,  han  giovato  a  me  per  farne  fare  una  buona.  Per 
la  Dio  grazia,  va  crescendo  il  capitale  delle  cronache. 

Di  grazia  non  dimentichi  di  favorirmi  di  dare  un'occhiata  a  una 
cronaca  manoscritta  che  ha  da  ossero  nell'Ambrosiana  Johannis  Patavini. 


-±'722  \  A  MA.UaO  ALESSANDRO   LAZZARELLI  2285 

per  sapermi  dire,  cosa  contenga,  •  di  ohe  tempo  fiorisse  quello  scrittore. 
Vegga  di  più  lìarthotomei  liayguerre  BrLxiensis  Itinerarium  fatto  nel  1425 
che  mi  parve  cosa  buona,  e  darebbe  notizia  dello  Stato  d'Italia  d'allora. 
Ricordisi  ancora  di  visitare  la  libreria  de'  Cistercensi  di  S.  Ambrosio.  Pos- 
sedendo essi  i  manoscritti  del  fu  Bianchini,  vi  osservai  una  Storia  grossa 
de  i  re  di  Napoli,  ma  non  so  se  antica. 

Con   che,  rassegnandole  il  mio   rispetto,   mi   confermo,   di   V.  S.  illu- 
strissima. 


2120. 

A  MAURO  ALESSANDRO  LAZZARELLI  in  Milano. 
Modena,  27  Agosto  1722. 

Abchitio  Soli  Mubatoki  (  R.  Bibl,  Est.  ),  Modena. 

Nulla  ho  veduto  finora  del  signor  Richa.  So  bene,  che  più  d'una  volta 
io  gli  raccomandai  la  modestia  in  sostenere  la  sua,  e  in  impugnare  l'opi- 
nione del  riveritissimo  signor  Corte,  et  egli  sempre  mi  ha  assicurato  di 
voler  farlo.  Veramente  le  parole  da  V.  P.  reverendissima  notate  non  feri- 
scono a  dirittura  cotesto  valentuomo,  essendo  si  generali.  Contuttociò  an- 
corché il  signor  Corte  fosse  stato  rispettato,  egli  poteva  e  può  francamente 
uscire  di  nuovo  in  campo,  giacché  il  signor  Richa  si  é  dichiarato  centra 
le  di  lui  sentenze.  Servirà  per  altro  la  contesa  a  maggiormente  appres- 
sare alla  verità  gli  spettatori:  e  volesse  Dio  che  tutti  parlassero  con  mo- 
destia. Ma,  il  misurar  bene  le  parole  nel  boiler  d'  una  pugna,  non  é  si  fa- 
cile a  tutti. 

Quando  ella  vedrà  il  nostro  signor  VaUisnieri,  mei  riverisca  divota- 
mente,  e  gli  dica  che  io  più  che  gli  altri  bramo  di  vedere  i  suoi  e  gli 
altrui  miracoli. 

Finalmente  la  nostra  commedia  é  come  terminata.  Vi  resteranno  altre 
scene,  ma  é  fatta  la  principale,  dopo  la  certezza,  che  chi  era  in  Ferrara 
in  vece  di  venir  qua  è  andato  a  Venezia.  Oh  quanto  dire  nel  popolo!  La 
sentenza  dovea  darsi  oggi.  Requiescat. 

H  Gozzo  assediato  dai  Turchi  é  un  brutto  negozio  per  la  Cristianità, 
benché  con  gran  pene  se  ne  sia  intesa  la  nuova  in  Roma, 

Tutta  la  casa  Coccapani  sta  bene.  Lo  stesso  desidero  io  a  lei.  E,  con 
rassegnarle  il  mio  rispetto  mi  confermo,  di  V.  P.  reverendissima. 


Epistolario  di  Lodovico  Antonio  Muratori.  —  Voi.  VI.  145. 


228G  LODOVICO   ANTONIO   MU11A.T0RI  [±'722- 


2121. 

A  GIUSEPPE  ANTONIO  SASSI  in  Milano. 
Modena,  2  Settembre   172?. 

Biblioteca  Ambrosiana,  Milauo. 

Non  vi  sarà  gran  male  replicando  1"  Erchemperto,  perchè  è  cosa  di 
poca  mole.  E  però  vada,  come  s'è  risoluto  costi.  Credo  poi,  che  il  partito 
migliore  sia  quello  appunto  di  lasciare  andare  le  Vite  dei  papi  avignonesi. 
Potrà  ben  vedere  V.  S.  illustrissima,  se  avesse  da  ristamparsi  la  vita  lunga 
d'Innocenzo  III  che  si  truova  davanti  alle  sue  lettere,  e  in  altri  libri. 
Non  so  se  intendessi  una  volta  di  aggiugnerla  all'  altre.  Temo  di  no,  perchè 
la  credei  troppo  prolissa,  e  perchè  si  tralasciano  altre  d'altri  papi.  Tut- 
tavia il  pezzo  è  riguardevole  per  la  storia  d'Italia. 

Mando  al  signor  Argelati  il  frontispizio  dell'opera,  acciocché  la  co- 
munichi a  tutti  cotesti  signori,  e  massimamente  a  lei  e  al  signor  Bianchi, 
e  lo  pesino  bene,  e  poi  mei  rimandino,  come  crederanno  che  abbia  a  stare. 
Di  gi'azia  pensino  per  tempo  a  Liutpraudo,  o  vegga  se  mai  vi  fosse  nell'Am- 
brosiana manoscritto  alcuno  di  quello  autore  ;  del  che  però  io  dubito  forte. 

Mi  sarà  carissima  la  notizia  delle  due  cronache  di  Genova  e  Napoli 
conservate  in  S.  Ambrosio  :  perchè  da  Genova  non  ho  potuto  ottenere  lo 
Stella  da  aggiugnere  al  Caffaro,  essendo  tutti  i  Repubblicisti  pieni  di  so- 
spetti politici.  Non  può  ella  immaginarsi  quanti  ostacoli  io  abbia  provato 
e  pruovi  per  unire  questi  materiali,  avendosi  a  fare  con  sospettosi,  igno- 
ranti, e  invidiosi.  Ma  ciò  non  ostante  ho  scoperto  dove  è  la  cronaca 
d'esso  Stella,  e  farò  tutto  per  averla.  Le  spese  mie  non  sono  state,  né 
son  poche  per  questo.  Potrebbe  il  signor  Bianchi,  caramente  da  me  rive- 
rito, consegnare  la  vita  di  Cola  al  reverendo  Padre  Lazzarelli,  che  mi 
favorirà  di  farmela  avere  con  prima  occasione  fuori  di  posta.  Venendo  il 
nostro  signor  Vallisnieri,  la  prego  di  ricordargli  il  mio  rispetto,  e  di  dirgli, 
che  non  si  perda  tanto  col  sesso  fragile  E,  rinnovando  presso  di  lei  la 
memoria  del  mio  ossequio,  mi  confermo,  di  V.  S.  illustrissima. 

2122. 

A  GIOVAN  BERARDINO  TAFURI  in  Nardo. 
Modena  2  Settembre  1722. 
Archivio  Soli  Moratoki  (fi.  Bibl,  Est.],  Modena,  edita  [163]. 

Molto  bene  ho  risposto  ad  un'altra  lettera  di  V.  S.  illustrissima  in 
cui  io  le   parlava   delle  cronache    di  Antonello    Coniger,    essendomi   stato 


-l'assi  A    MAURO   ALESSANDRO    LAZZARELLI  2287 


scritto  ch'esse  contengono  moltissimi  errori,  a' quali  vo' ben  credere  chela 
di  lei  erudizione  avrà  trovato  il  rimedio.  Con  tutto  ciò  quando  mai  l'au- 
tore fosse  assai  difettoso  per  verità  avrei  difficoltà  a  valermene.  Tuttavia 
giacché  la  fatica  è  fatta,  io  la  vedrò  volentieri.  Fino  a  tre  fogli  per  ogni 
posta  V.  S.  illustrissima  potrebbe  mandarne,  ed  anche  quattro,  ma  non  più, 
per  fare  un  plico,  che  non  sia  esorbitante.  E  cosi  facendo  per  varie  poste, 
potrò  ricevere  tutto.  Si  seguita  in  Milano  la  stampa  della  gran  raccolta, 
dove  compariranno  le  grazie  di  lei.  Intanto  con  tutto  T ossequio  mi  rassegno. 

2123. 

A  MAURO  ALESSANDRO  LAZZARELLI  in  Milano. 
Modena,  10  Settembre  ÌT>2. 

Abchitio  Soli  Mukatobi  (  R,  Bibl.  Est.),  Modena. 

M'  è  finalmente  capitata  l' opera  ultima  del  signor  Richa,  e  vi  ho  letto 
quelle  parole,  che  unicamente  hanno  del  piccante,  e,  per  essere  generali,  si 
potrebbe  dire  che  non  ferissero  il  riveritissimo  nostro  signor  Corte:  avrà 
cotesto  valentuomo  veduto,  s' io  m' era  punto  affaticato  per  rispondere  a 
lui  indirettamente.  Anzi  non  ha  il  signor  Richa  risposto  né  pure  diretta- 
mente alle  ragioni  della  sentenza  del  signor  Corte:  cosa  che  basterebbe 
ad  esentarlo  da  ogni  impegno  di  risposta.  Per  altro  io  non  ho  difficultà 
a  credere,  che  s' egli  imprendesse  a  stacciare  tutta  la  farina  di  quelle 
costituzioni,  non  vi  trovasse  dentro  assai  crusca.  Così  va  a  i  giovani 

Le  relazioni  nostre  sono,  che  non  abbia  il  personaggio  fuggito  incon- 
trata in  Venezia  tanta  protezione,  come  vien  preteso  costì.  La  curiosità  é 
ora  in  sapere,  quanto  abbia  a  lui  portato  via  il  suo  maestro  di  casa  D.  Da- 
niello Danieletti,  persona  da  lui  predicata  per  uomo  mirabile  e  il  se- 
condo Dio  della  sua  casa.  Chi  dice  10  mila  ducati,  chi  40  mila  e  chi  va 
sino  a  cinque  numeri.  Il  Padron  serenissimo  rise  al  vedere  l'imbroglio,  in 
cui  s'era  messa  V.  P.  reverendissima  per  lo  temuto  arrivo  de' nostri  Prin- 
cipi. Meglio  sarebbe  che  venissero  a  Modena.  Con  ricordarle  il  mio  rispetto, 
mi  confermo,  di  V.  S.  illustrissima. 

2124. 

ALLO  STESSO  in  Milano. 
Modena,  17  Settembre  1722. 

Abchivio  Soli  Mubatoki,  (  R.  Bibl,  E»L),  Modena. 

Vivano  dunque  i  nostri  Ambrosiani,  che  sanno  essere  liberali  più  de 
gli  altri,  che  sanno  distinguere  gli  uomini   pel   suo   valore   distinti.  Certo 


228R  LODOVICO   ANTONIO   MURATOSI  [ITSS- 


io  mi  son  rallegrato,  e  mi  rallegro  tuttavia  della  buona  accoglienza  fatta 
da  tutti,  ma  spezialmente  dalla  Casa  borromBa,  al  nostro  signor  Valli- 
snieri.  Vorrei  eh'  egli  fosse  in  necessità  di  farsi  audace  avanti  un  car- 
rattello  ben  gemente  nel  suo  ritorno  alla  patria,  come  fece  il  già  marchese 
di  Montese,  e  se  poi  non  sapesse  che  fare  di  tanti  rubbj  di  ciocolata,  gli 
condurrò  io  addosso  una  truppa  d'  amici,  che  colla  chicchera  in  mano  il 
solleveranno  alquanto  da  si  fatto  aggravio.  La  conclusione  dunque  si  è, 
che  ho  letto  con  gusto  il  sonetto  fatto  in  onore  di  lui,  che  gli  desidero 
altre  maggiori  buone  venture,  e  che  desidero  d'  udirle  tutte  in  breve  dalla 
sua  bocca.  Mi  ricordi  suo  gran  servitore  intanto,  V.  P.  reverendissima, 
la  quale  saprà,  che  il  signor  conte  Galeazzi  Fontana  è  destinato  a  por- 
tarsi a  Vienna  al  servizio  del  serenissimo  signor  Principe  Giovan  Fede- 
rico [d'Este],  e  probabilmente  a  restarvi  poi  per  Inviato.  Ecco  tutte  le 
novità  del  nostro  paese.  Sono  è  sarò  sempre,  con  tutto  l'ossequio,  di  V.  P. 
reverendissima. 

2125. 

A  GIUSEPPE  ANTONIO  SASSI  in  Milano. 
Modena,  17  Settembre  1722. 

Biblioteca  Ambrosiana,  Milano. 

Scrivo  di  villa  a  chi  probabilmente  si  dispone  anch'  egli  ad  abban- 
donare la  Città,  e  dico  a  V.  S.  illustrissima  che  la  vita  di  Innocenzo  III 
stampata  dal  Baluzio  ed  antica  non  può  ricevere  maggiore  aiuti  dell'  Edi- 
zione di  Roma,  perchè  quand'  anche  fosse  accompagnata  da  annotazioni, 
difficilmente  si  potran  queste  prendere,  da  che  si  danno  1'  altre  vite  senza 
tale  ornamento.  Contuttociò  mi  rimetto. 

Non  so  come  ella  mi  chiegga  la  prefazione  a  Liutprando.  Io  già  la 
mandai,  e  sarà  in  mano  del  nostro  signor  marchese  Trivulzio.  Vedrà  ivi, 
quale  edizione  io  abbia  creduto  migliore.  Quella  del  1640,  io  non  1'  ho,  ma 
m' immagino  che  sia  quella  dove  sono  le  imposture  dell'  Higuerra,  o  sia 
d'  altri  Spagnuoli  nelle  giunte  fatte  alle  opere  di  quello  scrittore.  Perciò 
non  mi  fiderei,  che  anche  la  cronaca  legittima  di  lui  fosse  con  tutta  fe- 
deltà ristampata.  Però  la  prego  di  star  bene  avvertita. 

Cercherò  in  Città  quel  poco  che  si  potrà  del  padre  Fontana  a  fine 
d' aiutare  il  buon  pensiero  della  carta  geografica,  e  intanto  aspetterò  di 
ritorno  il  frontispizio  dell'  opera. 

Mi  chiede  il  signor  Argelati  una  copia  delle  cronache  stampate  dal 
Du-Chesne  e  dice  che  sarà  pagato  il  copista.  Ho  fatto  di  mani  e  piedi 
per  vedere,  se  potessi  ottenere  la  cronaca  dei  Monasteri  di  Far  fa  e  Frut- 
ticaria  intere,  ed  è  tuttavia  viva  la   speranza   per   esse.    Laonde,    se  arri- 


-1*7331  A   FRANCESCO   BREMBATI  2289 


vasse  la  stampa  al  loro  sito,  bisognerà  aver  pazienza,  e  passar  oltre,  finché 
io  abbia  o  colpito  nel  segno,  o  ricevuto  un  no  positivo.  Con  che,  ras- 
segnandole il  mio  rispetto,  mi  confermo,  di  V.  S.  illustrisima. 


2126. 

A  GIUSEPPE  RIVA  in  Londra. 
Modena,  6  Ottobre  1722. 

B.  BiBMOTKCA  EsTBHBK,  Modella. 

Vuol  pure  V.  S.  ch'io  faccia  una  bella  comparsa.  Venne  la  cera;  è 
capitato,  non  ha  molto  il  cappello:  tutte  preziose  galanterie  da  farmi  en- 
trare in  lusso  contro  le  pragmatiche  della  povera  cherica.  Non  lascio  però 
di  portare  alla  di  lei  generosa  gentilezza,  i  dovuti  ringraziamenti,  con  ral- 
legrarmi insieme  colla  di  lei  disinvoltura  e  saviezza  in  cotesto  ministero, 
per  cui  truovo  S.  A.  S.  assai  soddisfatta.  Ma  e  quel  benedetto  congresso 
è  egli  una  beffa  solenne,  o  cos'  altro  è  ?  Coleste  prigionie  può  egli  credersi 
che  sieno  finalmente  lo  scioglimento  de"  passati  enimmi?  Non  mi  fido,  che 
non  v'  abbia  avuto  un  pò  di  zampa,  chi  va  tirando  in  lungo  le  pretensioni 
di  Porto  Maone.  S'  ella  mai  dovesse  andare  a  trovare  il  signor  marchese 
Giovanni,  abbia  davanti  agli  occhi  Massa  e  Carrara  :  sarebbe  pure  un  frutto 
buono  per  noi,  ed  è  certo  per  cadere  un  di  in  bocca  d"  alcuno.  Di  nuove 
letterarie  di  cotesti  paesi  un  tantino  una  volta  all'  anno.  Io  sto  facendo  la 
gran  raccolta  dei  Rerum  Italicarutn  Scriptores  dal  500,  fino  al  1500.  La 
maggior  parte  sarà  d'  autori  inediti.  In  Milano  si  fa  la  stampa,  e  bella  :  e 
non  tarderanno  ad  uscir  i  due  primi  tomi. 

Le  rassegno  il  mio  rispetto,  e  mi  ricordo  di  V.  S.  che  prego  di  ri- 
verire il  signor  abate  Rolli. 


2127. 

A  FRANCESCO  BREMBATI  in  Bergamo. 
Modena,  8  Ottobre  1722. 

Archivio  Bocchi,  Bergamo,  edita,  [234]. 

Ricevo  la  scatola  dell'  erba  Faltranc  di  cui  comincierò  in  breve  a 
far  la  pruova,  per  vedere  se  ne  ricevesse  conforto  o  aiuto  il  mio  debole 
stomaco.  Ogni  bicchiere  di  questo  thè  nostrano  sarà  una  memoria  della 
somma  gentilezza  di  V.  S.  illustrissima  verso  di  me,  per  la  quale  ora  le 
rendo   infinite   grazie.  Ma  s' io  non  saprò  il  costo  della   scatola  già  invia- 


2290  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [1*?SS- 

tami,  certo  è  eh'  io  non  avrò  più  cuore  di  supplicarla  d' altri  simili  favori  ; 
la  prego  ben  di  riflettere  a  quali  leggi  sia  tenuta  anche  1*  amicizia  in 
casi  tali. 

Sto  ora  confrontando  la  cronaca  del  Castello,  che  già  è  finita  di  co- 
piare, siccome  ancora  il  poemetto  di  maestro  Mosè:  e  però  non  tarderò 
molto  ad  avere  in  ordine  i  suoi  manoscritti  per  rimandarli.  —  Intanto, 
con  supplicarla  dell'onore  de' suoi  comandamenti,  e  ratificarle  il  mio  vero 
ossequio,  mi  confermo,  di  V.  S.  illustrissima. 


2128. 

A  MAURO  ALESSANDRO  LAZZARELLI  in  Milano. 
Modena,  8  Ottobre  1722. 

Akchivio  Soli  Muratori  {li.   Bibl.  Est.),  Modena. 

Mi  ha  scritto  monsignor  Cattaneo  '  vescovo  di  Vigevano,  che  desidera 
di  mettere  in  questo  collegio  un  suo  nipote  di  età  di  circa  16  anni,  co- 
mandandomi di  ottenere  la  permissione  di  S.  A.  S.  con  dirmi  notoria  la 
nobiltà,  e  il  fratello  Barone  del  S.  R.  Impero.  Mi  ha  il  Padron  sere- 
nissimo richiesto  sulla  stessa  nobiltà;  ma  io  non  ne  ho  tanto  da  poter 
ben  soddisfare  alle  premure  dell'  A.  S.  che  sono  di  non  ammettere  mai 
persona,  del  cui  consorzio  potessero  mai  dolersi  tanti  altri  nobili.  Mi  ha 
dunque  ordinato  di  scriverne  a  V.  P.  reverendissima,  acciocché  sollecita- 
mente s' informi,  se  vi  sia  tal  grado  di  nobiltà,  che  si  possa  prudente- 
mente ammettere.  Se  vi  fossero  [  il  che  non  credo  ]  ostacoli,  favorirà  di 
avvisarmene,  perchè  si  allegherà  per  iscusa  l' età.  Se  poi  sia,  come  sup- 
pongo, competente  la  nobiltà,  e  massimamente  pel  grado  del  zio,  dice 
S.  A.  S.  che  avrà  caro,  eh'  ella  si  porti  dal  prelato,  il  quale  è  in  Milano, 
e  dica  che  le  son  giunte  lettere  di  S.  A.  S.  dopo  le  già  ricevute  per  la 
posta,  con  cui  le  dia  avviso  d'avere  inteso  da  me  i  desiderj  del  prelato, 
e  che  per  la  stima  che  si  ha  di  lui,  e  della  sua  casa,  ammetterà  il  signor 
suo  nipote  in  questo  collegio,  non  ostante  l'età  superiore  alle  leggi  di 
questo  luogo.  Altro  non  iscrivo  oggi  al  suddetto  monsignore,  se  non  che 
sono  in  villa,  e  che  mi  affretterò  per  servirlo  ;  laonde  bisogna  mostrare, 
eh'  io,  dopo  partita  la  posta,  sono  arrivato  in  città,  ed  ho  ottenuto  il  placet. 
Di  più  parole  non  ha  bisogno  la  di  lei  prudenza. 

Con  che,  ratificandole  il  mio  rispetto,  mi  confermo,  di  V.  P.  reve- 
rendissima. 


'  Sue  lettere  in  Archivio  Soli  Muratori  {R.  Bibl.  Est.),  n.°  1  da  Milano  ÌT^. 


'±'722]  A    PIKE  CATTERINO   ZENO  2291 


2129. 

ALLO  STESSO  in  Milano. 
Modena,  15  Ottobre  1722. 

Abchivio  Soli  Muratori  (fi.  BibL  Est),  Modena. 

Essendo  poi  giunto  alla  patria  il  signor  Dottore  Sassarini,  ha  S.  A.  S. 
ricevuto  tanti  lumi  intorno  alla  persona  proposta  da  monsignor  vescovo 
di  Vigevano,  che  si  è  creduto  di  poterla  ammettere  in  questo  collegio. 
Mi  ha  pertanto  ordinato  di  notificare  al  prelato  la  sua  ducale  approva- 
zione, siccome  io  con  iscriverlo  oggi  al  medesimo.  Se  V.  P.  reverendissima 
mi  avesse  prevenuto  in  ciò.  andremo  concordi.  Se  non  gliene  avesse  par- 
lato, crederei  che  non  occorresse  altro  suo  incomodo  per  questa  faccenda. 

La  villeggiatura  è  finita  per  me,  e  bisogna  star  qui  a  portare  la 
soma,  e  spezialmente  a  formare  Y  indice  pel  primo  tomo  :  fatica  facchi- 
nesca e  poco  gustosa. 

D  vecchio  signor  Carlo  Balugoli,  senza  le  debite  licenze,  sposò  ier 
r  altro  la  vedova  d' un  filatoriere  :  laonde  si  riposa  ora  in  prigione.  Queste 
sono  le  gran  nuove  della  Città,  a  riserva  del  darsi  per  concluso  il  matri- 
monio Montecuccoli  colla  Caprara.  Rendo  grazie  alla  di  lei  bontà  per  la 
copia  della  lettera  del  signor  Corte,  e,  rassegnandole  il  mio  rispetto,  mi  con- 
fermo, di  V.  S.  illastrissima. 

2130. 

A  PIER  CATTERINO  ZENO  in  Venezia. 
Modena,  17  Ottobre  172i. 

Biblioteca  dkl  Skmikakio,  Padova. 

Sia  ringraziato  Iddio,  che  cotesto  utilissimo,  e  tanto  desiderabil  Gior- 
nale è  risuscitato,  senza  di  cui  l' Italia  resterebbe  ali"  oscuro  e  de'  libri  che 
escono,  e  degli  autori  che  vanno  mancando.  Me  ne  sono  sommamente  ral- 
legrato, e,  più  dei  passati,  mi  è  stato  carissimo  il  presente  pel  dono  del 
quale  porto  ora  a  V.  R.  i  più  di  voti  ringraziamenti,  e  insieme  le  mie  con- 
gratulazioni. Veggo  il  medesimo  spirito  continuare  in  tal  opera,  e  mi  è 
sopra  tutto  sembrata  bizzarra  quella  prefazione  e  quello  scaccomatto  dato 
agli  uccellatori  d'eucomj.  Animo  a  seguitar  1*  impreca,  al  dispetto  de  gli 
svogliati,  e  dei  censori  da  tre  quattrini. 

Abbiamo  j»erduto  moltissimo  in  perdere  il  p.  abate  Bacchini.  Di  uomini 
tali  ne  veggo  pochi,  pochissimi,  e  direi  anche  di  più.  Penserò  alla  maniera 


2292  LODOVICO   ANTONIO   MURATOSI  [  1*733  ■ 


di  sommiaistrarne  T  elogio,  essendo  io  presentemente  occupato  da  varie 
cure  ed  intrichi.  Le  rendo  parimente  grazie  per  la  lettera  del  sig.  canonico 
Mongitore  ;  e,  se  potrò  oggi  rispondergli,  bisognerà,  che  mi  perdoni  la  bontà 
di  V.  R.  se  la  caricherò  d'  essa  risposta,  perchè  io  non  saprei  come  fare  ad 
inviarla  a  Palermo.  Le  conserverò  ancora  questa  obbligazione. 

Ho  poi  letto  quanto  ha  V.  R.  detto  intorno  al  progetto  del  Vander 
Aa  in  Olanda  per  la  gran  raccolta,  di  cui  ho  ancor  io  l' Indice.  Ma  bi- 
sogna che  le  notifichi  un  mio  gran  disegno,  il  quale  spererei,  che  fosse  di 
singoiar  onore  all'  Italia,  se  potrò  effettuarlo.  Cioè,  penso  di  unire  insieme 
Rerum  Italicarum  scriptores  dall'  anno  500  fino  al  1500  tanto  editi,  come 
inediti.  Opera  che  finora  manca  alla  sola  Italia  fra  le  nazioni  colte  d'Europa. 
A  questo  fine  ho  già  unito  quante  storie  manoscritte  d'Italia  ho  mai  po- 
tuto avere,  e  ne  ho  una  bella  raccolta.  Si  sta  anche  divisando  la  maniera 
di  stampare  si  gran  corpo  in  varj  tomi,  e  io  sto  disponendo  le  Prefazioni 
a  cadauna  istoria.  Ne  ho  dato  avviso  al  nostro  sig.  Apostolo,  ed  egli  mi 
somministrerà  per  sua  gentilezza  qualche  buon  pezzo.  Ed  anch'  egli  tiene, 
che  a  me  italiano,  e  per  un'  opera  che  sarà  tanto  più  necessaria  ed  utile 
che  quella  del  Vander  Aa,  si  debba  comunicare  ciò  che  resta  inedito  per 
onore  d' Italia.  Forse  non  andrà  molto,  che  anch'  io  pubblicherò  il  mio  in- 
vito. Ma  intanto  sono  a  pregare  V.  R.  che  se  può,  sia  ella  il  primo  a  dar 
notizia  al  pubblico  di  questo  grandioso  disegno,  e  insieme  di  far  animo  a 
chi  possiede  cronache  inedite  di  notificarle  e  comunicarle  a  me  per  gloria 
delle  lor  patrie,  e  per  vantaggio  della  repubblica  letteraria  d'Italia.  Ninno 
meglio  di  lei  conosce,  che  onore  ci  possiam  fare  cosi  facendo,  senza  la- 
sciare che  gli  Oltramontani  si  facciano  belli  del  nostro,  e  ci  vincano 
in  tutto.  Rassegnandole  intanto  il  mio  ossequio,  mi  confermo,  etc. 


2131. 

A  MAURO  ALESSANDRO  LAZZARELLI  in  Milano. 
Modena,  22  Ottobre  1722. 

Archivio  Soli  Muratori  {  R.  Dibl.  Est,),  Moduna. 

Godo  che  ci  siamo  incontrati  nella  spedizione  dell'  affare  di  monsignore 
vescovo  di  Vigevano  [G.];  e  V.  P.  reverendissima  ha  saggiamente  fatto  in 
prevenire  le  mie  risposte,  che  sono  state  uniformi  alle  sue.  Venga  dunque 
il  giovinetto  ad  accrescere  il  popolo  geminiano. 

Delle  giuste  querele,  eh'  ella  mi  fa  intendere  intorno  a  i  ritardati  e 
dovuti  soccorsi,  ne  ho  parlato  col  sig.  fattore  Tori,  che,  in  absenza  del 
sig.  conte  Tardini,  è  solo  alla  testa  degli  affari  camerali.  Mi  ha  assicurato 
di  averne  parlato,  ma  che  nulla  si  è  concluso,  e  che  farà  quanto  si  potrà. 


-±'722]  A   MAURO   ALESSANDRO   LAZZARELLI  2293 


Volesse  Dio,  che  fossi  anche  buono  da  parlarne  più  alto;  ma  ove  entra 
r  economia,  né  io,  nò  altri,  eh'  io  sappia,  possiamo  aprir  bocca,  e  bisogna 
totalmente  dipendere  dalla  volontà  e  dalle  risoluzioni  del  Maggiorengo,  il 
quale  è  da  sperare,  che  non  tarderà  a  provvedere,  ove  si  tratta  del  suo 
decoro.  Per  altro  io  compatisco  chi  è  lontano;  ma  io  inabile  a  tutto,  in 
questo  poi  spezialmente  non  sou  atto  ad  altro,  che  a  compatire,  e  ad  augu- 
rare ogni  maggior  fortuna.  Con  che  rassegnandole  il  mio  rispetto,  mi  con- 
fermo, di  V.  P.  reverendissima. 

2132. 

A  GIOVAN  BERARDINO  TAFURI  in  Nardo. 
Modena,  23  Ottobre  1722. 

Architio  Papaoia,  (Palatina,  edita  [163]. 

L' opera  tutta  del  Coniger  già  è  in  mia  mano,  giuntami  per  la  posta, 
e  ora  ne  porto  a  V.  S.  illustrissima  le  dovute  grazie,  con  rallegrarmi  in- 
sieme dell'  erudite  annotazioni  e  correzioni  ad  essa  fatte  dal  di  lei  buon 
gusto.  Quel  solo  che  mi  tien  sospeso,  ed  imbroglia  non  poco,  si  è  il  vedere 
che  tale  autore,  anche  nelle  cose  de'  tempi  a  lui  vicini,  anzi  presenti,  sba- 
glia non  di  rado  :  il  che  scredita  forse  l' opera  tutta.  Nulla  di  meno  si 
considei'erà  attentamente  la  faccenda  anche  da"  miei  amici  di  Milano,  e  si 
vedrà  qual  uso  possa  farsene  in  corrispondenza  delle  grazie  che  mi  com- 
parte la  di  lei  bontà.  Starò  intanto  attendendo  le  altre,  che  ella  mi  pre- 
para dei  diarii  di  Lucio  Cardami,  che  mi  saranno  gratissimi.  Ho  ricevuto 
anche  una  Cronichetta  de'  Normanni,  che  giunge  fino  alla  morte  di  Ro- 
berto Guiscardo,  e  dicono  estratta  da  un  antico  manoscritto  di  Nardo.  Va 
innanzi  valorosamente  la  mia  stampa,  nò  passerà  molto,  che  usciranno  i 
due  primi  tomi.  Desidero  di  potere  fare  anche  onore  al  di  lei  merito,  e, 
rassegnandole  il  mio  rispetto,  mi  confermo  più  che  mai. 


2133. 

A  MAURO  ALESSANDRO  LAZZARELLI  in  Milano. 

Modena,  29  Ottobre  1722. 

Archivio  Soli  Musatosi,  {R.  Bibì.  StL),  Modena. 

Capitò  qua  il  nostro  signor  Vallisnieri.  che  a  me,  e  poi  nella  conver- 
sazione Coccapana,  riferi  le  finezze  fattegli  da  V.  P.  reverendissima,  e  la 
stima  ed  affetto,  ch'ella  si  era  guadagnato  costì:  cose  tutte  già  note  a  me, 
tali  però,  che  il  pregai  che  in  occasione  di  portarmi  la  sera  ad  inchinare 


2294  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [l'T'SS- 

il  Padron  serenissimo,  ne  introducesse  il  discorso,  siccome  poi  fece.  Compa- 
tisco chi  è  lontano,  e  ha  da  trattare  con  sole  lettere  i  proprj  aifari:  tuttavia 
non  lascio  di  sperare,  che  abbiano  in  breve  a  restar  soddisfatte  le  di  lei 
giuste  pretensioni.  In  occasione  di  veder  il  signor  Corte,  mi  onori  di  dirgli, 
non  aver  io  altro  da  aggiungere  alla  già  scrittagli,  e  che  me  gli  ricordo  gran 
servitore.  Qui  nulla  di  nuovo.  E  con  tutto  1"  ossequio  mi  confermo,  di  V.  P. 
reverendissima. 

2134. 

ALLO  STESSO  in  Milano. 
Modena,  6  Novembre  1722. 

Archivio  Soli  Muuatori  {R.  LSibl.  Est.),  Modena. 

Peci  onore  a  V.  P.  reverendissima  col  Padron  serenissimo,  dicendogli 
le  disposizioni  di  far  venire  due  nuovi  cavalieri  in  questo  collegio:  del 
che  VA.  S.  mostrò  particolar  soddisfazione.  Dissi  ancora  il  di  più  che  io 
potei  intorno  all'attività  e  volere  di  lei,  sperando  che  S.  A.  entrasse  nel 
negozio,  che  si  giustamente  sta  a  lei  a  cuore  per  gli  soccorsi  richiesti: 
ma  S.  A.  non  ne  lasciò  cadere  parola,  levando  a  me  il  comodo  di  mag- 
giormente servirla,  come  avrei  desiderato.  So  ch'ella  ha  scritto  forte  al- 
l'abate Papotti;  vedremo  che  ne  seguirà. 

Ebbe  V.  P.  reverendissima  mano  per  fare  accettare  in  san  Mauro  di 
Reggio  un  nipote  del  signor  Giulio  Gabrini,  ed  essendosi  trovato  qualche 
ostacolo,  esso  signor  Giulio  ne  scrisse  a  me.  Ho  disposto  le  cose  col  p.  presi- 
dente Mellini  '  [Salvatore],  che  in  breve  sarà  in  Reggio,  e  farà  fare  il  Ca- 
pitolo; ma  questa  mane  egli  m'ha  detto,  che  S.  A.  vorrebbe  conservare  il 
posto  per  gli  suoi  sudditi  ;  e  perciò  si  accetterà  il  giovine,  ma  con  condizione 
che,  venendo  costi  in  San  Celso  a  vacare  qualche  sito,  egli  debba  essere 
rimpiazzato  in  cotesta  casa,  lasciando  quella  di  Reggio,  Prego  la  di  lei 
bontà  di  farlo  sapere  al  signor  Giulio,  acciocché  s'intenda  con  cotesti  reli- 
giosi, e  lasci  poi  fare  a  me  per  la  conclusione  del  resto.  Finalmente  le  case 
di  san  Girolamo  sono  state  vendute  alla  santa  Unione,  e  la  chiesa  donata. 

Mi  riverisca  il  signor  Corte,  e  gli  dica,  non  aver' io  lega  alcuna  col- 
r amico  di  Torino  [Richa],  ed  aver  anzi  assai  conosciuto  quanto  pesi;  ma 
ch'egli  avendolo  conosciuto  prima  di  me,  non  aveva  da  mettersi  a  scrivergli 
centra.  Se  il  signor  Corte  si  vorrà  perdere  a  rispondere  ad  ogni  strepito, 
anche  de  gì'  ingegni  minori,  non  recherà  al  pubblico  que'  benefizi,  che  si 
possono  sperare  dalla  sua  erudizione.  Rassegnandole  con  ciò  il  mio  rispetto, 
mi  confermo,  di  V.  P.  reverendissima. 


'  Sue  lettere  in  Archivio  Soli  Muratori  (  R.  Bibl.  Est,  ),  n."  19  da  Reggio  Emilia 
1719 -'23. 


-  l'assi  A  GIUSEPPE  ANTONIO  SASSI  2295 


2135. 

A  GIUSEPPE  ANTONIO  SASSI  in  Milano. 
Modena,  12  Novembre  1722. 

BiBLiOTSCA  Ambrosiaka,  Milano. 

Suppongo  ritornata  V.  S.  illustrissima  in  città  e  ch'ella  abbia  ripi- 
gliato Anastasio  co' suoi  continuatori  in  mano  per  ordinarli,  pulirli,  e  far 
loro  fare  una  bella  comparsa.  Avendo  io  scritto  oggi  un'altra  mia  al 
signor  Argelati,  che  desidero  comunicata  a  lei  e  a  cotesti  altri  signori,  ho 
creduto  bene  di  avvisarla,  e  tanto  più  perchè  non  avendo  io  ricevuta  let- 
tera da  lui  l'ordinario  scorso,  senza  saperne  la  cagione,  non  vorrei  che 
esso  mio  foglio  andasse  a  male.  Vedrà  ch'io  non  son  quieto,  per  lo  di- 
segno fatto  costi  di  aggiugnere  quei  diplomi,  non  già  ch'io  lo  disapprovi 
punto,  ma  perchè  non  vorrei  che  dessimo  fuori  cose  false,  il  che  è  facile  : 
perchè  sono  stato  a  Pavia,  né  v'ho  trovato  miracoli,  e  di  diplomi  longo- 
bardi in  s.  Pieti'o  non  vidi  cosa  che  mi  soddisfacesse.  E  poi  veggo  par- 
lato nel  frontispizio  e  nel  monitum  del  suddetto  Argelati  come  di  una 
raccolta  insigne,  né  so  intendere  come  ciò  sia  o  possa  essere.  Propongo 
anch'io  a  tal  proposito  un'altro  mio  disegno,  che  sarà  esaminato  da  loro 
altri  signori. 

La  stampa  va  benissimo  :  ma  quel  corsivo  non  è  ben  impresso.  Io  sto 
ora  facendo  la  fatica  asinesca  degl'indici:  oh  che  gusto I  Sto  anche  fati- 
cando alla  Prefazione  per  le  Leggi  Longobardiche,  e  spero  che  faremo 
cosa  di  buon  garbo  perchè  vi  saran  delle  giunte:  ma  mi  manca  il  Lin- 
dembrogio,  e  l'Heroldo.  e  sono  intricatissimo  senza  le  loro  edizioni.  Farò 
come  potrò  qui.  e  il  resto  bisognerà  farlo  costi.  Vegga  di  grazia,  e  sappia 
dirmi,  se  si  truovino  nell'Ambrosiana,  siccome  ancor  l'altra  del  Goldasto 
nel  Codex  Consuetiidinum  et  Legum. 

Bisogna  ancora,  che  ricordi  a  lei,  e,  per  suo  mezzo,  a  cotesti  miei  si- 
gnori, che  è  necessario  il  preparare  ciò  che  si  vuol  prendere  di  Sozomeno, 
Tolomeo,  etc.  lasciando  stare  l'antico  e  cominciando  dal  1000,  o  al  più 
dall' 800. 

Mi  era  stata  data  qualche  speranza  di  poter  produrre  più  compiate, 
delle  stampate  dal  Du-Chesne,  le  cronache  di  Farfa.  S.  Vincenzo  al  Vol- 
turno, e  la  Novalicense.  Ma  non  veggo  alcun  effetto;  e  temo  di  restare  colle 
mani  vote.  Tuttavia  non  lascierò  prieghi,  lettere,  e  spese. 

Al  nostro  signor  Bianchi  i  miei  rispetti:  e,  se  capita  all'Ambrosiana, 
il  mio  signor  Goffredo  de' Filippi,  un  caro  abbracciamento  anche  a  lui. 

Con  tutto  l'ossequio  mi  confermo,  di  V.  S.  illustrissima. 


229G  LODOVICO    ANTONIO   MURATORI  \  ±'722- 


213G. 

A  NICCOLÒ  BERTANI  MASINI  in  Ferrara. 
Modena,  20  Novembre  17^. 

Eaccolta  Parlotti,  Bologna. 

Attenderò  dunque  i  riscontri  della  bontà  e  puntualità  di  V.  S.  in  fa- 
vorirmi ;  e  arriveranno  ben  a  tempo  di  \un  mio  particolar  bisogno  i  di  lei 
soccorsi.  Mi  raccomando  alla  diligenza  sua  per  la  riscossione  ancora  dei 
livelli  e  gli  aspetterò  poi  nell"  anno  venturo.  Conosco  quante  sieno  le  brighe 
per  tali  affari,  e  tanto  più  per  conseguenza  saranno  le  obbligazioni  cbe  le 
professerò.  Con  che,  caramente  rivolgendola,  mi  confermo,  di  V.  S.  illu- 
strissima, etc. 

2137. 

A  GIUSEPPE  ANTONIO  SASSI  in  Milano.     ~ 
Modena,  20  Novembre  1722. 

Biblioteca  Ambrosiana,  Milano. 

Animo  dunque  a  ripigliare  i  ferri  per  pulire  il  buon  Anastasio,  e 
fargli  tutti  i  ricci,  che  si  possono.  Ma  per  gli  diplomi,  giacché  non  v'è 
altro  impegno  che  quello  del  Aionitum  del  sig.  Argelati,  di  grazia  si  vada 
adagio.  Finché  si  stampino  de  gì'  inediti,  va  bene  :  ma  voler  anche  pren- 
dere quei  dell' Ughelli,  ci  metteremmo  in  impegno  di  spogliar  poi  tutti 
quanti  i  libri  editi,  che  contengono  simili  documenti  e  poi,  anche  facen- 
dolo, non  si  farebbe  alcun  vantaggio  al  pubblico,  perché  non  si  darebbono, 
se  non  con  quegli  spropositi,  co'  quali  si  truovano.  Certamente  quanto  più 
penso  al  disegno  costi  fatto  intorno  a  ciò,  tanto  meno  so  appagarmene. 
Però  direi  che  si  pubblicassero  quei  soli,  che  Pavia  ha  somministrato 
d' inediti,  o  migliorati,  o  pure  si  attenesse  all'  esibizione  da  me  fatta  al 
sig.  Argelati.  Pazienza,  s' io  guasterò  un  altro  mio  disegno.  Sopra  ciò  at- 
tendo risposta  e  torno  sempre  a  dirvi  che  bisogna  assolutamente  guar- 
darsi dal  mettere  documenti  falsi  nella  Raccolta  nostra  :  cosa  che  non  è 
si  facile  a  scoprire,  se  non  si  son  veduti  gli  originali. 

Scrivo  oggi  al  sig.  Argelati,  che  se  si  fosse  in  tempo  di  poter  ag- 
giugnere  dietro  a  Liutprando  alcune  poche  Castigationes^  che  le  stenderei 
subito,  e  sarebbono  necessarie,  perché  solo  ora  in  far  l'indice  me  ne 
sono  accorto;  e  sebbene  avrebbono  dovuto  mettersi  come  note,  troveremo 
qualche  scusa.  Prego  anche  V.  S.  illustrissima  di  aver  ciò  a  cuore. 


•  1*733 1  AD    UBERTO    BENVOGLIENTl  2297 


Sempre  più  mi  piace  la  fatica  e  attenzione  fatta  eosti  nel  2.*  tomo, 
senza  badare  ad  alcuni  pochi  errori  di  stampa,  perchè  l'edizione  del  Pel- 
legrino era  ben  difficile.  Fatto  questo,  si  può  far  tutto.  Ma  badino  bene, 
che  il  corsivo  non  viene  assai  impresso,  e  v'  ha  lettere  e  numeri,  che  non 
si  leggono. 

Quel  religioso  di  Napoli  (  sìa  detto  in  confidenza  )  V  ho  trovato  sinora 
un  ciarlatano.  Promette  molto,  e  nulla  attende.  Né  da  lui,  né  da  altri  di 
quella  città  ho  potuto  ricavar  sinora  cosa  che  vaglia,  benché  abbiano  pro- 
messo molto.  Ella  tenti  per  Guglielmo  Pugliese:  sarebbe  buon  boccone:  ma 
ella  vedrà  che  razza  di  gente  è  quella. 

Sempre  ai  signori  Bianchi  e  Filippi  i  miei  più  cari  saluti,  e  con  tutto 
lo  spirito  mi  confermo,  di  V.  S.  illustrissima,  etc. 

Queste  benedette  Leggi  mi  fanno  molto  sospirare  :  ma  farò  quanto  potrò  : 
e  in  fine  spero  che   la  nostra  edizione   avrà  qualche  pregio  sopra  l'altre. 


2138. 

AD  UBERTO  BENVOGLIENTl  in  Siena. 
Modena,  27  Novembre  1722. 

Biblioteca  Naziosale  di  Brera,  Milano,  edita  [300]. 

Tanti  sono  stati  per  1"  addietro  i  miei  imbrogli  per  mettere  in  ordine 
vari  materiali  più  sollecitamente  richiesti  alla  mia  gran  raccolta,  che  non 
ho  potuto  accudire  a  quanto  V.  S.  illustrissima,  sopra  ogni  altro,  mio  amo- 
revole benefattore,  ha  contribuito  per  questo  grandioso  disegno.  Mi  son 
dunque  messo  ora  sotto  gli  occhi  le  storie  sanesi.  Faranno  buona  com- 
parsa. E  le  di  lei  note,  siccome  son  piaciute  di  molto  a  me.  così  credo  che 
daranno  nel  genio  di  chi  ha  preso  a  stampar  tutto  in  Milano.  Per  certe 
minutaglie  non  ho  ancora  presa  risoluzione  alcuna.  Ma  per  conto  dell'or- 
tografia, per  verità  io  non  son  contento,  perché  non  so  che  giovi,  e  temo 
solo  che  possa  dispiacere  quel  mettervi  lettere  che  non  vi  vanno,  come 
chonsoli  e  simili;  e  l'attaccare  talvolta  sì  sgraziatamente  le  parole,  che 
bisogna  far  alto  per  decifrare  il  senso.  Perciò,  se  a  lei  non  dispiacesse, 
ritoccherei  pure  volentieri  alcune  di  tali  che  a  me  pajono  sconciature,  e 
tali  parranno  molto  più  ad  altri,  con  lasciare  intatto  il  dialetto  sanese. 
Non  mi  ci  metto  se  prima  non  ho  licenza  da  lei. 

Intanto  va  felicemente  innanzi  la  stampa  in  Milano,  et  ho  sotto  gli 
occhi  la  maggior  parte  de' fogli  del  primo  e  secondo  tomo  per  far  loro 
1  indice.  Spero  che  1"  Italia  e  anche  gli  oltramontani  abbiano  da  esserne 
contenti. 


2298  LODOVICO    ANTONIO  MUBATOKI  [1*733- 


Ma  non  vorrei  che  ella  in  questo  mentre  deponesse  il  benefico  pen- 
siero di  procacciarmi,  se  fosse  possibile,  qualche  altro  aiuto  da  cotesta 
e  dalle  circonvicine  parti.  Tenti  almeno.  Aspetto  da  monsignor  [vescovo] 
d' Arezzo  '  la  vita  di  Raffaello  volterrano.  Vedrò  se  cita  cosa  alcuna  al 
mio  proposito. 

Aspetto  ottime  nuove  della  di  lei  salute,  e,  ratificandole  il  mio  invio- 
labil  rispetto,  mi  confermo,  di  V.  S.  illustrissima,  etc. 

2139. 

A  MAURO  ALESSANDRO  LAZZARELLI  in  Milano. 
Modena,  3  Dicembre  1722. 

Archivio  Soi,i  Mukatobi  (  K,  Bibl.  Est.  ),  Modena. 

S'  è  portato  costà  per  promuovere  i  proprj  affari,  e  trattare  di  quello 
della  sua  patria,  il  signor  dottore  Gio  :  Battista  Zappata  consigliere  in  Co- 
macchio,  persona  pel  suo  ingegno,  e  per  componimenti  stampati,  assai  nota 
e  stimata  anche  nel  mondo  letterario.  Non  ho  potuto,  siccome  egli  deside- 
rava, chiedere  una  commendatizia  per  lui  al  Padron  serenissimo,  perchè 
l'A.  S.  in  questi  giorni  è  stata  occupata  et  anche  stonata  da  tanti  affari 
ed  intrighi,  che  non  ho  creduto  bene  di  presentarmi.  Supplico  io  nella 
miglior  maniera  che  so,  con  ricorrere  a  V.  P.  reverendissima,  e  pregarla, 
siccome  fo  con  tutta  premura,  che  voglia  raccomandar  caldamente  al  signor 
march,  reggente  Olivazzi,  premessi  i  miei  più  divoti  rispetti,  tutti  i  di  lui 
affari  con  assicurarlo,  che  rimirando  S.  A.  S.  con  gran  parzialità  cotesto 
suggetto,  godrà  anch'  essa  di  tutti  i  di  lui  vantaggi.  S' aggiugne,  che  lo 
stesso  signor  marchese  reggente  ha  tutta  la  conoscenza  d'  esso  signor  dot- 
tore, anzi  molta  bontà  per  lui,  sicché  gli  ufizi  di  V.  P.  reverendissima  po- 
tranno far  aggiugner  moto  a  chi  già  corre.  Anch'  io  entrerò  a  parte  di 
queste  obbligazioni,  come  se  si  trattasse  di  miei  proprj  affari. 

Ieri  mattina  si  fece  davanti  a  S.  A.  S.  lo  strumento  per  ultimare  il 
contratto  matrimoniale  fra  questo  marchese  Montecuccoli  e  l' unigenita 
Caprara:  dal  che  Modena  non  riceverà  alcun-  vantaggio,  e  solamente  del 
danno. 

di  sta  sul  cuore  la  condescendenza  di  Vienna  pel  taglio  del  Reno,  et 
immissione  in  Po.  E  poi  per  altri  conti  e"  è  occasione  di  nutrire  l' ipo- 
condria. Iddio  provegga. 

Rassegnandole  il  mio  rispetto,  mi  confermo,  di  V.  P.  reverendissima. 


'  Sue  lettere  in  Archivio  Soli  Muratori  (  R.  Bibl.  Est.  ),  n.°  17  da  Arezzo  1714- '22. 


-IT* 33  1  A.  QIUSKPPE   ANTONIO  SASSI  2299 


2140. 

A  GIUSEPPE  ANTONIO  SASSI  in  Milano. 
Modena,  3  Dicembre  1722. 

Biblioteca  Ambbosiaha.  Milano. 

E  molto  da  stimare  l'ottimo  genio  di  monsignor  Stoppani  '  [Giovanni] 
verso  la  nostra  impresa,  e  più  di  gran  lunga  è  da  stimare  e  venerare  quello 
del  regnante  Pontefice.  Ma  io  per  me  vo' sospendere  il  rallegrarmi  di  si  fatte 
nuove,  quando  avrò  veduto  ben  chiaro  in  si  generose  offerte,  giacché  non 
so  d' aver  dato  alcun  passo  per  ottenere  rinforzi  dalla  celebre  Vaticana. 
Ora,  finché  io  non  abbia  meglio  inteso  i  progetti  di  cotesto  gentilissimo  pre- 
lato, non  so  dir  altro  intorno  a  ciò,  se  non  che,  se  verranno  le  grazie,  che 
sì  generosamente  sono  esibite,  faremo  onore  ad  esse,  e  ai  benefattori:  ma 
che  intanto  s*  ha  da  continuare  innanzi  il  nostro  viaggio,  come  se  nulla 
avessimo  inteso  di  questo,  e  giacché  sento  nato  costi  il  pensiero  d'aggiu- 
gnere  la  Vaticana  al  frontispizio,  dico  risolutamente  che  non  posso  accor- 
darlo, non  già  che  non  avessi  gusto  di  poterlo  aggiugnere,  ma  perchè  non 
dobbiamo  impegnarci  ad  una  cosa  troppo  incerta,  e  suggetta  a  troppi  pe- 
ricoli di  non  potere  mantener  la  parola,  come  sarebbe  stato  se.  nei  giorni, 
addietro  il  Signor  Iddio  non  ci  avesse  preservato  1"  ottimo  Papa  regnante. 
Se  otterremo  quanto  si  va  dicendo,  allora  aggiugneremo  questo  di  più  al 
frontispicio  ;  ma  per  ora  noi  abbiamo  da  sbrigare  i  due  primi  tomi,  e 
lasciar  le  cose  come  stanno.  La  premura  mia  so  che  sarà  da  V.  S.  il- 
lustrissima comunicata  a  cotesti  signori,  e  spero  che  non  mi  daranno  torto. 

Ragioneremo  un'altra  volta  intorno  alle  giunte  d'Anastasio,  intorno 
al  quale  ella  non  lasci  di  faticare,  perchè  andremo  digerendo  le  faccende, 
e  prenderemo  di  mano  in  mano  i  consigli  migliori. 

Mi  è  paruto  una  gran  nuova  che  si  siano  trovati  due  testi  antichi  di 
Liutprando,  quando  io  non  ne  credevo  né  pur  uno  in  Italia.  Bisogna  as- 
solutamente vederli,  e  confrontarli.  Pazienza  se  1'  opera  è  stampata.  Quello 
è  uno  de'  nostri  migliori,  e  il  fargli  bene  verrà  sempre  a  tempo.  E  chi  sa 
che  non  si  truovi  qualche  cosa  di  quel  tanto  che  di  lui  s"  è  perduto  "?  Ella 
animi  e  solleciti. 

Circa  la  mia  Diplomatica  mi  rimetto  a  quanto  sarà  risoluto  da  lor 
signori.  Contiene  essa  una  gran  copia  di  bei  documenti  tutti  inediti,  rac- 
colti con  grandi  fatiche  e  spese,  e  cavati  quasi  tutti  da  gli  originali.  Era 
io  lontanissimo  dal  darli,  perchè  li  riserbava  ad   altra   impresa:    ma    non 


'  Sue  lettere  in  Archivio  Soli  Muratori  (R.  Bibl.  Est.),  n."  1  da  Parma  1723. 


2300  LODOVICO   ANTONIO   MUllATORI  [l'733- 


so  come,  mi  vi  sono  indotto;  e  però  se  vorranno,  a  suo  tempo  li  manderò, 
volendo  però  prima  far  loro  i  ricci,  voglio  dire  accompagnarli  con  qualche 
dissertazione,  e  annotazione  etc. 

Rassegnandole  il  mio  rispetto,  mi  confermo,  di  V.  S.  illustrissima. 


2141. 

A  CARLO  BORROMEO  ARESE  in  Milano. 
Modena,  10  Dicembre  1722. 

Akchivio  Borbomeo  àrese,  Milano,  edita  [244]. 

Eccellenza. 

Mi  permetta  l' E  V.  che  nella  folla  di  tanti,  che  le  augurano  ogni 
più  desiderabil  benedizione  dal  cielo  in  occasione  delle  prossime  sante 
feste,  concorra  anch'  io  a  pagarle  questo  tributo,  giacché  io  più  degli  altri 
lo  debbo  in  memoria  di  tanti  benefizi,  che  ho  dalla  sua  propria  bontà,  e  da 
tutta  r  eccellentissima  sua  casa  ricevuto.  Nel  tempo  medesimo  mi  rallegro 
dell'  ottima  sanità,  che  so  accompagnare  i  tanti  suoi  affari,  e  prego  Dio 
che  gliela  mantenga  colla  sua  santa  grazia  per  assaissimi  anni  avvenire. 
Io  son  qui  pieno  d' intrichi  e  pieno  di  disinganni,  e  sto  osservando  come 
il  mondo  sen  va  co'  suoi  soliti  passi,  augurandomi  talvolta  una  di  quelle 
deliziose  solitudini  che  Dio  concede  a  V.  E.  Almeno  valessi  qualche  cosa 
per  meritare  1'  onore  de'  suoi  comandamenti,  affinchè  io  potessi  tenere  eser- 
citato il  sommo  rispetto,  con  cui  le  bacio  le  mani,  e  mi  rassegno,  di  V.  E. 


2142. 

A  (UOVAN  BENEDETTO  BORROMEO  ARESE  in  Milano. 
Modena,  10  Dicembre  1722. 

Archivio  Borromeo  Akese,  Milano,  edita  [244]. 

L"  augurio  d' ogni  maggiore  felicità,  che  in  occasione  delle  prossime 
sante  feste,  io  porto  all'  E.  V.  è  un  tributo  di  quell'  indelebile  ossequio, 
e  di  quelle  tante  obbligazioni,  che  le  professo,  con  supplicarla  di  gradirlo 
secondo  1'  uso  della  sua  somma  bontà  :  auguro  anche  a  me  la  continuazione 
della  sua  stimatissima  padronanza,  e  1'  onore  de'  suoi  comandamenti,  ras- 
segnandomi intanto,  con  tutto  il  rispetto,  di  V.  E. 


-17*33  I  A   GIUSEPPE   ANTONIO   SASSI  2301 


2143. 

A  FRANCESCO  BREMBATI  in  Bergamo. 
Modena,  10  Dicembre  1722. 
Abchitio  Soli  Muratori  {B.  Bibl.  EsL),  Modena,  edita  [234]. 

Già  sono  in  Cremona  i  manoscritti  de'  quali  V.  S.  illustrissima  mi 
favori,  e  di  colà  ho  promessa  che  con  tutta  sicurezza  si  faran  giungere 
alle  di  lei  mani:  nuova  che  io  aspetto  con  impazienza.  Intanto  premetto 
i  dovuti  ringraziamenti  alla  somma  sua  gentilezza  per  le  grazie  eh"  ella 
mi  ha  fatto  godere,  coli'  unirvi  ancora  gli  augurj  di  ogni  maggior  felicità 
in  occasione  delle  prossime  sante  feste.  Sto  ora  cex'cando  la  via  sicura 
per  farle  ancora  avere  le  lire  15  eh'  ella  mi  scrisse  d"  aver  speso  nella 
provvisione  dell'  erba  di  Bona.  È  tanto  fuor  di  mano  Bergamo,  che  non  ho 
finora  saputo  trovar  la  via  di  fare  si  gran  pagamento.  S' ella  sapesse  sug- 
gerirmi il  mezzo,  o  pui*e  altra  città,  immantinente  soddisfarei.  Mi  avvisi 
intanto  quanto  vaglia  costi  il  ducato.  Con  pregarla  di  portare  i  miei  ri- 
spetti al  dottissimo  sig.  abate  Albrizzi  '  [Giovanni  Orazio],  le  rassegno  il 
mio  ossequio  e  mi  confermo,  di  V.  S.  illustrissima. 


2144. 

A  GIUSEPPE  ANTONIO  SASSI  in  Milano. 
Modena,  10  Dicembre  1722. 

Biblioteca  Ambkosiaha,  Milano. 

Mi  è  sommamente  piaciuto  1'  intendere  che  il  signor  conte  Silva  -  [  Do- 
nato] non  solo  sia  il  promotore  principale  della  raccolta  de  i  Diplomi,  ma 
eh'  egli  sia  già  valoroso  nell'  intelligenza  ae'  vecchi  caratteri.  Prego  V.  S. 
illustrissima  di  fargliene  un  divoto  cordiale  complimento  per  parte  mia,  e 
le  do  il  disegno  formato  di  ristampare  la  Bolla  di  Pasqttale  I  a  Pelronacio- 
illustrata  da  esso  cavaliere.  In  somma  la  nobiltà  di  Milano  non  è  più 
quella,  che  conobbi  a'  miei  giorni  :  e  ringrazio  Dio  che  io,  e  l' Italia,  anzi 
il  pubblico  tutto  ne  profitteremo.  Gli  dico,  che  potrà  ristampare  que"  do- 
cumenti, eh'  io  ricevei  da  Bobbio,  se  giudicherà  bene  il  farlo  ;  e  eh'  io 
non  ho  veduto  gli  Archivi  di  Savona,  Como  e  Tortona,  e,  per  conseguente. 


•  Sue  lettere  in  Archivio  Soli  Muratori (R.  Bibl.  Est.  ),  n.°  19  da  Bergamo  1722-'25. 
"-  Sue  lettere  in  Archivio  Soli  Muratori  {R.  Bibl.  Est.  ),  n.°   7  da  Milano  1718- '29. 
epistolario  di  Lodovico  Antonio  Muratori.  —  VoL  VI.  146. 


2302  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  |  IT'SS- 

li  raccomando  a  lui.  Cerchi  ancora,  se  nulla  di  antico  si  conservasse  nel- 
r  Archivio  della  Metropolitana,  eh'  io  non  potei  vedere.  In  Brescia  vidi 
quanto  è  in  S.  Giulia,  nulla  in  Bergamo.  C  intenderemo  poi  insieme  a  suo 
tempo. 

Andai  succinto  nella  prefazione  anche  pel  signor  Bianchi,  perchè  s' io 
prendeva  a  dir  molto  bisognava  che  cominciassi  dal  merito  di  V.  S.  illu- 
strissima, e  seguitassi  cosi  per  gli  altri.  Godo  ch'ella  abbia  supplito,  e 
aggiunga  altro  ancora,  che  è  padrone.  Ma  il  nostro  signor  Argelati  è  ben 
curioso.  Che  figura  vuol'  egli  mai  fare,  quando  in  Vienna  stessa  si  gloria 
di  comparire  Libraio?  Faccia  ella  nondimeno  ciò  che  vuole,  e  il  quieti. 
Ma  nel  fine  della  mia  prefazione,  se  vviole  levar  via  quel  me  absente,  lo 
levi,  ma  vi  lasci  di  grazia  il  resto,  che  percuote  coloro,  i  quali  non  sanno 
far  nulla,  se  non  biasimare  quel  d'  altri.  Son  già  corsi  de  gli  errori,  e  ne 
correranno  degli  altri:  e  tutti  in  corpo  dobbiamo   scusarci   e   premunirci. 

Pazienza,  se  la  prefazione  di  monsignor  Bianchini  è  corsa.  Io  mi 
raccomando,  eh'  ella  generosamente  lavori  intorno  ad  Anastasio,  e  non  si 
lasci  fermare  nel  corso  da  certi  riflessi,  de'  quali  poi  le  scriverò,  quando 
si  sarà  partito  di  costà,  quel  personaggio,  eh'  ella  mi  accennò.  Per  ora 
vo' tacere. 

M' immagino  che  il  signor  Goffredo  de'  Filippi  seguiti  a  studiare.  Ella 
mei  taccia  un  Dottorone,  e  caramente  mei  riverisca.  Così  al  nostro  signor 
Dott.  Bianchi.  E  rassegnandole  il  mio  rispetto,  mi  confermo,  di  V.  S.  il- 
lustrissima. 

.    2145. 

ALLO  STESSO  in  Milano. 
Modena,  17  Dicembre  1722. 

Biblioteca  Ambrosiana,  Milano. 

Non  mi  attentai  di  dire  a  V.  S.  illustrissima  nelle  antecedenti  mie 
ciò  eh'  ella  giudiciosamente  ha  da  sé  stesso  pensato,  cioè,  che  i  movimenti  di 
cotesto  prelato  non  sono  per  giovare  a  noi,  ma  per  servire  chi  1'  ha  in- 
viato, e  far  merito  a  sé  stesso.  Pur  troppo  non  istà  bene  di  salute  il  buon 
papa  regnante;  e  però  poco  capitale  si  può  fare  da  noi  sulle  speranze 
che  si  sono  spacciate  costi.  Se  verrà  a  trovarmi  cotesto  signore,  risponderò 
quel  tanto  che  crederò  bene;  e  la  conclusione  sarà,  che  noi  non  facciamo 
tante  fatiche,  per  danno  d' alcuno,  né  per  adulazione  ad  altri,  ma  solo 
per  gloria  dell"  Italia.  Se  vorranno  cooperare,  faremo  loro  onore,  se  no, 
faremo  senza.  Buone  parole,  essi,  e,  noi  pure,  buone  parole. 

Rimetto  al  sig.  Argelati  1'  ultimo  frontispizio  colle  riflessioni  che  gli 
ho  fatto  sopra.  Prego  la  di  lei  bontà  di  considerarle,  e  di  acconciar  tutto 


-17*33]  A  aiOVAN  BERNARDINO  TAFUBI  2303 

in  gaisa  ohe  anch'  io  ne  restì  contento:  che  gliene  resterò  sommamente 
obbligato. 

Oh  se  si  può  avere  dei  Testi  antichi  di  Liutprando,  ohe  nobil  cosa  ! 
Godo  che  ano  sia  certo.  Cercar  1'  altro,  e  non  trascurar  diligenza  veruna, 
perchè  quello  è  uno  de  gli  Scrittori  più  importanti  d'Italia,  e  della  nostra 
raccolta. 

Anch'  io  sono  stato  a  Bobbio,  anch'  io  ho  il  Sinodo  trovato  dal  signor 
conte  Silva,  e  l' inserirò  in  una  Dissertazione  intorno  all'elezione  de  i  re 
d' Italia.  Siccome  scrissi  nella  precedente  mia.  mi  raccomando  afiinchè 
nella  raccolta  de  gli  antichi  diplomi  si  vada  con  armonia,  in  guisa  che 
r  uno  non  supplanti  1*  altro.  Godrò  che  cotesto  valente  cavaliere  si  faccia 
quanto  onore  mai  possa,  ma  senza  venire  dopo  me  a  levarmi  ciò,  che  ho 
già  io.  Altrimenti  si  replicherà  inutilmente  la  nostra  mercatanzia.  Cerchi 
dove  non  ho  pescato  io.  e  cosi  concordemente  aiTicchiremo  il  pubblico.  Sto 
ora  preparando  le  Leggi  Longobardiche,  e  mi  sono  anche  applicato  a  sten- 
dere le  Dissertazioni  colle  quali  voglio  accompagnare  la  mia  Diplomatica, 
e  dilucidare  lo  stato  oscuro  de'  secoli  bassi.  Qui  metterò  quanto  io  pensava 
di  stendere  nella  2.*  parte  delle  mie  Antichità  [Estensi];  e  spero  che  da- 
ranno buon  lustro  a  tutta  la  raccolta. 

Desidero  che  non  tardi  più  a  tornare  il  sig.  Bianchi,  e  che  il  povero 
Paolo  Diacono  vada  innanzi,  e.  con  augurarle  piene  d'ogni  felicità  le  pros- 
sime sante  Feste,  più  che  mai  mi  rassegno,  di  V.  S.  illustrissima. 


2146. 

A  GIOVAN  BERNARDINO  TAFURI  in  Nardo. 
Modena,  18  Dicembre  1722. 
Archivio  Soli  Mcratobi  (  R.  Bibl.  Est.),  Modena,  edita  [163]. 

Ed  io  appunto,  nei  tre  plichi  inviatimi  da  V.  S.  illustrissima,  ho  ri- 
cevuto i  Diarii  di  Lucio  Cardamo,  ai  quali  avendo  data  una  scorsa,  mi  è 
sembrato  che  sieno  cosa  buona,  e  da  inserirsi  volentieri  nella  gran  rac- 
colta. Perciò  sempre  più  mi  protesto  tenuto  alla  mia  fortuna,  che  mi  ha 
procacciato  la  di  lei  stimatissima  amicizia,  trovando  io  nella  sua  persona 
quello,  che  finora  non  mi  è  avvenuto  di  trovare  ne' miei  più  vecchi  amici 
di  Napoli,  che  dicono,  ma  io  non  so  dire,  gentili.  Sommamente  pertanto  la 
ringrazio  di  quest'altro  regalo,  e  deUa  vita  di  esso  autore.  Il  tutto,  a  Dio 
piacendo,  comparirà,  e  con  lode  di  V.  S.  illustrissima.  Sto  io  ora  lavorando 
gl'indici  de" due  primi  tomi,  che  son  quasi  finiti  di  stampare.  So  che  co- 
testo dottissimo  prelato  possiede  varii  manoscritti.  Vegga  ella  se  potesse 
cavarne  qualche  cosa  di  buono,  e  specialmente  de' diplomi,  e  strumenti  an- 


2304  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [1*733- 


tichi.  contenenti  memorie  di  personaggi  illustri,  o  altra  rarità,  purché  al- 
meno siano  prima  del  1500.  Una  gran  raccolta  di  questi  ne  ho  fatta  dagli 
archivi  d'Italia,  e  la  produrrò  nella  mia  grande  opera,  perchè  si  è  co- 
minciato dai  più  antichi,  cioè  Miscella,  Giornande,  Paolo  Diacono,  Camillo 
Pellegrino,  Liutprando  etc.  ;  le  auguro  pieno  di  felicità  T  anno  nuovo,  e,  de- 
sideroso di  ubbidirla,  mi  rassegno. 


2147. 

A  FRANCESCO  BREMBATI  in  Bergamo. 
Modena,  .31  Dicembre  1722. 
Archivio  Soli  Muratori  {R.  Bibl.  Est.),  Modena,  edita  \_'2M], 

Al  finissimo  cuore  di  V.  S.  illustrisssima,  che  mi  fa  goder  le  sue 
grazie  in  occasione  di  queste  ss.  feste,  corrispondo  anch' io  con  desiderare 
a  lei  nell'imminente  anno  nuovo,  e  in  assaissimi  altri  appresso,  ogni  mag- 
giore felicità.  Sto  poi  con  impazienza  aspettando  il  sospirato  avviso  che 
sieno  giunti  alle  di  lei  mani  i  manoscritti.  Anzi  mi  truovo  in  qualche 
ansietà,  perchè  a  quest'ora  dovrebbono  esserle  pervenuti,  e  pure  non  ne 
odo  parola.  So  che  l'amico  di  Cremona  a  cui  li  raccomandai  è  persona 
molto  attenta;  e  questo  mi  fa  star  quieto.  In  mano  del  p.  Trissino  pa- 
gherò i  due  ducati  :  e  rassegnandole  il  mio  ossequio  mi  confermo  di  V.  S. 
illustrissima. 

2148. 

A  GIUSEPPE  ANTONIO  SASSI  in  Milano. 
Modena,  31  Dicembre  1722. 

Biblioteca  Ambrosiana,  Milano. 

Egregiamente  ha  V.  S.  illustrissima  risposto  a  monsignor  Stoppani.  So 
eh'  egli  è  sulle  mosse  verso  Roma.  Se  il  vedrò,  non  mancherò  di  parlare 
anch'  io  dolce,  però  senza  impegno  di  sorta  alcuna.  Egli  viene  da  un  gran 
paese  ove  tutti  pescano,  e  vorrebbe  che  l'aiutassimo  a  fargli  prendere 
qualche  pesce.  Ma,  con  discapito  dell'opera  nostra,  non  mai. 

Rendo  alla  singoiar  sua  gentilezza  le  dovute  grazie,  perchè  abbia  tolto 
ogni  difficultà  nel  frontispizio.  L' appruovo  quale  me  l' ha  inviato  il  sig.  Ar- 
gelati.  Per  più  modestia  direi  ìionnullus  ipse  in  vece  di  plures  ipse.  Sicché, 
a  stamparlo.  Desidero  che  il  povero  Paolo  Diacono  si  metta  finalmente 
l'ali,  dopo  esser  camminato  colle  crocciole  finora.  In  confidenza  le  dico, 
che  avvisi  il  signor  Bianchi,  come  quelle  sue  note  erano  troppo  prolisse. 
Egli  onoratamente  me  ne  ringrazio,  e  credo  che  sarà  più  spedito. 


■1*7S3]  A  MATTEO  EGIZIO  2305 


Mi  protesto  anche  tutto  obbligato  alla  gentilezza  del  sig.  conte  Silva  : 
ma  per  me  non  intendo,  eh'  egli  la  faccia  cotanto  da  modesto,  e,  a  suo  tempo 
ne  parleremo.  Seguiti  pure  egli  a  faticare,  e  ci  scriveremo,  avendo  io  non 
dispiacere,  ma  gusto,  che  anche  gli  altri  si  facciano  onore.  Io  ho  veduto 
costì  quanto  ha  s.  Ambrosio.  Nel  monistero  Maggiore  nulla  trovai  degno 
d'essere  copiato.  Bramava  io  di  vedere  l'archivio  del  Castello;  ma  per  la 
fretta  non  potei.  Mi  riverisca  caramente  il  nostro  sig.  Bianchi  e  gli  dica  non 
aver  io  il  Diario  di  Monte  Leone,  quando  non  fosse  quel  volgato  che  tratta 
de'  tempi  di  Federigo  II,  perchè  questo  è  in  mio  potere.  E  però  vegga  pure 
di  pescarlo.  Oh  truovo  quei  napolitani  poco  gentili.  Stupivami  io  di  quel- 
r  originale  di  Liutprando.  Almeno  veder  quel  di  Monza.  Voglia  Dio  che 
sia  un  tesoro.  Pieno  d'intrichi  che  non  mi  lasciano  tirare  una  riga,  le 
auguro  un  felicissimo  anno  nuovo  e  mi  rassegno,  di  V.  S.  illustrissima,  etc. 

Ottimamente  ha  ella  accomodato  il  fine  della  mia  prefazione. 


2149. 

A  CARLO  TALENTI  in  Reggio. 
17-^. 

Biblioteca  GounNALE,  Beggio  Emilia,  tdita  [198]. 

Godo  che  siano  ritornati  salvi  in  mano  di  V.  S.  illustrissima  i  suoi 
fogli  eruditi,  e  che  la  sua  bontà  abbia  gradito  le  poche  giunte  che  si  son 
potute  fare.  Se  ad  altro  ella  mi  conosce  buono,  con  piena  libertà  mi  co- 
mandi, sicura  di  trovar  sempre  in  me  una  particolare  premura  di  farmi 
conoscere,  quale  con  raro  sentimento  di  stima,  mi  ratifico,  di  V.  S.  illu- 
strissima, etc. 

2150. 

A  MATTEO  EGIZIO*  in  Napoli. 
Modena,  1  Gennaio  1723. 

Archivio  Soli  Musatosi  {R.  Bibl.  Est.),  Modena,  edita.  (Appendice)'. 

Ma  io  lo  vo*  rompere  questo  sì  timido  silenzio,  e  vo'  francamente  pre- 
sentarmi con  preghiere  davanti   a   V.  S.   illustrissima,   perchè   son   certo. 


•  Responsive  in  Archivio  Soli  Muratori  (  7?.  Bibl.  Est.  ).  n.°  2  da  Napoli  1723-  '30. 
'  Il  Muratori  e  la  coltura  naiìolitana  del  suo  tempo   di  Michelangelo   Schipa, 
Napoli,  Pien-o  e  Veraldi,  19 >2. 


2306  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [1*?33- 


ch'ella  congiunge  colla  sua  singolare  erudizione,  a  me  da  tanti  anni  nota, 
una  singoiar  gentilezza  ancora.  Ultimamente  è  stato  qui  a  favorirmi  un 
signore  Olandese,  e  mi  ha  mostrato  un'Indice  di  scritti  di  coteste  parti  non 
mentovati  dal  Vander  Aa,  e  tutti  stampati.  Ma  e  di  manuscritti,  e  vivuti 
prima  del  1500  non  se  ne  troverà  costi  alcuno  per  me?  Per  me  dico,  e 
voglio  dire  per  la  gran  raccolta  de  gli  scrittori  Rerum  italicarum  dal  500 
sino  al  1500  ch'io  sto  facendo;  e  di  cui  in  breve  usciran  fuori  i  due  primi 
tomi  in  Milano,  che  contengono  la  Miscella,  Giornande,  Paolo  Diacono^ 
Agnello  Ravennate,  il  Panegirico  di  Berengario,  la  Storia  de'  Longobardi^  del 
Pellegrino,  etc.  Mi  son  raccomandato  al  nostro  sig.  consigliere  Grimaldi:  mi 
raccomando  anche  alla  bontà  di  V.  S.  illustrissima,  sperando  ch'ella  troverà 
ben  più  conveniente  ad  animi  gentili,  l'aiutare,  un  Italiano,  che  un  Olan- 
dese, e  il  promuovere  un'opera,  la  quale  per  la  gran  copia  delle  storie 
inedite,  che  darò,  dovrebbe  acquistarsi  più  credito,  e  riuscire  più  utile 
dell'  altra,  contenente,  per  la  maggior  parte,  solamente  storie  composte  dopo 
il  1500.  Bramerei  sommamente  di  avere,  siccome  ho  scritto,  anche  al  sud- 
detto sig.  consigliere,  le  Vite  antiche  de'  Vescovi  Napolitani  mentovate 
da  Camillo  Pellegrini,  le  quali  non  so  se  sieno  edite,  e  parimente  quei 
pezzi  àolV  Anonimo  Salernitano,  che  non  furono  pubblicati  dal  suddetto 
Pellegrini.  Sarà  a  mio  carico  la  spesa  del  copista.  Se  in  questo  e  in  altro 
mi  potrà  giovare  l'ottimo  di -lei  genio  verso  chiunque  brama  di  far  del 
bene  alla  Repubblica  letteraria,  gliene  avrò  infinita  obbligazione,  e  non 
mancherò  nelle  Prefazioni  di  far  onore  a  un  benefattore  si  cortese.  In- 
tanto, ratificandole  la  stima  distinta  che  ho  del  raro  suo  merito,  con  forte 
speranza  de'  suoi  favori,  e  con  tutto  l' ossequio,  mi  protesto  di  V.  S.  illu- 
strissima. 

2151. 

A  FRANCESCO  BREMBATI  in  Bergamo. 
Modena,  7  Gennaio  1723. 

Archivio  Rocchi,  Bergamo,  tàita  [234]. 

Quanto  mi  sono  rallegrato  all'intendere  giunto  costà  felicemente  l'in- 
volto, altrettanto  mi  ha  sorpreso  l'avviso  del  Manuscritto  della  Pace,  che 
vi  mancava.  Ma  avendo  io  tosto  usata  diligente  ricerca  fra  varj  fogli,  ho 
finalmente  trovato  quanto  ella  mi  accenna,  et  io  non  aveva  mai  considerato 
per  r addietro.  Stia  ella  dunque  con  tutta  quiete  che  tutto  è  in  salvo; 
.e  mi  dia  un  po'  di  tempo  :  che,  per  il  manoscritto,  se  ne  tornerà  fedelmente 
al  padrone.  In  mano  del  P.  Trissino  pagai  i  due  ducati  per  conto  di  lei. 
Con  pregarla  intanto  de'  miei  rispetti  al  sig.  abate  Albrizzi,  e  d' intendere 
se  abbia  ricevuta  una  mia,  le  rassegno  il  mio  rispetto  e  mi  confermo,  di 
V.  S.  illustrissima. 


-1*733  ]  A   ERASMO  GATTOLA  230< 


2152. 

A  ERASMO  GATTOLA*  in  Montecassino. 
Modena,  8  Gennaio  1723. 

Abcritio  ViTRioLi,  Beggio  Calabria. 

.  Si  è  sempre  fatto  pregio  V.  P.  reverendissima  d'impiegare  anche  in  prò 
e  soccorso  altrui  la  singoiar  sua  gentilezza  ed  erudizione.  Lo  so  da  gi-au  tempo, 
e  le  testimonianze  ne  son  pubbliche.  Pure  per  non  esser  io  punto  ammesso 
alla  di  lei  confidenza,  e.  più  ancora,  pel  mio  poco  merito,  non  avrei  avuto 
tanta  franchezza  da  supplicarla  di  voler  esercitare  anche  verso  di  me  gli 
atti  della  sua  bontà,  benché  in  gran  bisogno  di  lei,  se  non  fosse  stato  il 
padre  abate  don  Serafino  Tanci  visitatore,  che  ultimamente  è  stato  a  fa- 
vorirmi, e  mi  ha  animato  a  scriverle,  siccome  fo,  con  tutta  fidanza  di  ot- 
tenere da  lei  alcuni  favori. 

Ho  intrapreso  la  gran  raccolta  degli  scrittori  Rerum  Italicarura  dal 
500  sino  al  J500.  La  stampa  se  ne  fa  magnificamente  in  Milano,  e  già 
due  tomi  son  vicini  ad  uscire  in  luce  Mi  son  raccomandato  a  gli  amici 
di  Napoli  per  impetrar  cronache  inedite,  e  non  l'ho  fatto  inutilmente  fi- 
nora. Ma,  e  la  celebre  Biblioteca  di  Monte  Casino  non  m' ha  ella  punto  da 
ajutare  in  una  si  gloriosa  congiuntura?  Signor  si.  e  V.  P.  reverendissima, 
che  brama  1*  onore  dell"  Italia,  e  molto  più  quello  dell*  Ordine  benedettino,  so 
che  non  mi  mancherà.  Vegga  ella  dunque,  qual  cosa  ella  potesse  sommi- 
nistrarmi. Cronache,  diplomi,  ed  altre  antichità,  tutto  sarà  buono  per  me. 
giacché  sono  per  pubblicare  anche  una  gran  raccolta  di  documenti,  che 
ho  preso  da  varj  archivi  d'Italia,  e  n'ho  ancora  alcuni  pochi  di  Monte 
Casino,  già  datimi  dal  nostro  P.  abate  Bacchini  di  gloriosa  memoria.  Sopra 
tutto  imploro  dalla  di  lei  bontà  que'  frammenti  dell'  Anonimo  Salernitano, 
che  Camillo  Pellegrini  lasciò  indietro,  e  che  mi  vien  detto  conservarsi 
costi.  Di  grazia  non  mi  lasci  mancare  tal  giunta  da  farsi  a  quell'opera 
tanto  stimata  Per  la  spesa  del  copista  io  son  pronto  a  soddisfare.  Son 
dietro  ancora  a  veder  di  ottenere  le  intere  Cronache  di  S.  Vincenzo  al  Vol- 
turno, di  Farfa,  della  Xovalesa,  e  simili,  giacché  il  Duchesne  ne  ha  dato 
solamente  de  i  frammenti.  Ho  anche  le  Vite  de'  primi  quattro  abati  della 
Cava  ed  altre  cosette  monastiche.  Né  io  mancherò  nelle  Prefazioni  di  far 
onore  anche  a  lei,  cioè  ad  un  Benefattore,  da  cui  spero  grazie  particolari. 
Pregandola  intanto  di  dar  luogo  anche  a  me  nella  sua  grazia,  e  as- 
sicurandola di  un  vivo  desiderio  di  farle  conoscere  la  stima  distinta,  che 
le  professo,  con  tutto  l'ossequio  mi  protesto,  di  V.  P.  reverendissima. 


*  KesiJOnsive  in  Archivio  Soli  Muratori  (R.  Bibl.  Est.),  n."  1  da  Montecassino  1723. 


2308  LODOVICO   ANTONIO    MURATORI  [  1*733 - 


2153. 

AD  UBERTO  BENVOGLIENTI  in  Siena. 
Modena,  22  Gennaio  1723. 

Biblioteca  Comuhale,  Siena,  edita  [153]. 

Mi  fu  presentato  nelle  passate  settimane  uno  stimatissimo  foglio  di 
V.  S.  illustrissima  dal  signor  conte  d' Egmont,  che  procurai  di  servire  qui 
nella  miglior  maniera  possibile.  Con  ringraziarla  ora  di  avermi  fatto  co- 
noscere un  signore  di  molto  merito,  passo  a  rispondere  ad  una  antecedente 
sua.  Non  mi  son  posto  peranche  seriamente  a  leggere  le  cronache  di  Siena, 
eie  annotazioni  erudite  di  V.  S.  illustrissima,  perchè  mi  truovo  occupato 
da  altre  che  debbono  precedere.  Quando  sarà  a  tiro,  mi  regolerò  secondo 
la  di  lei  mente,  tanto  per  la  sostanza  delle  cose,  quanto  per  l'ortografìa. 

Intanto  non  lasci  la  di  lei  bontà  di  far  tutto  per  ismuovere  cotesto, 
ella  dice,  filosofo,  ed  altri  direbbono  avaro  ignorante,  a  lasciarle  vedere 
la  cronaca  di  Gheri  Bulgarini,  per  chiarirsi  se  contenesse  cose  non  com- 
prese nelle  già  inviate.  La  congiuntura  di  stampare  tutto  non  può  essere 
più  bella,  e  ì"  abbiamo  in  mano. 

Quella  di  San  Gemignano,  siccome  troppo  asciutta,  non  può  servire  al 
mio  bisogno.  L'altra  si  d'Arezzo  sarebbe  al  proposito;  ma  avendone  io 
scritto  a  quel  prelato,  finora  non  ho  ricevuto  risposta  categorica  alcuna. 
Aspetto  anch'io  la  Vita  del  Volterrano  da  lui  composta,  e  mandatami  in 
dono;  ma  ha  tre  mesi  e  più  che  la  medesima  sta  in  riposo  in  Firenze. 
Mi  mostrò  egli  una  volta  la  sua  storia  dei  vescovi,  con  qualche  desiderio 
ancora  ch'io  gliela  rivedessi.  Avrà  trovato  in  Roma  gente  più  stitica  che 
non  son  io.  Ma  non  tutti  quei  che  fanno  mestieri  san  farli. 

Ho  già  formato  l'indice  al  tomo  II  della  gran  raccolta.  Pare  nondi- 
meno che  chi  fa  la  spesa  della  stampa,  pensi  a  dar  fuori  i  tomi  solamente 
allora  che  ne  saranno  compiuti  i  primi  quattro.  Certo  ho  speranza  che  la 
stampa  e  la  fatica  nostra  abbia  da  piacere  anche  fuori  d'Italia.  Dio  ci 
mantenga  la  pace  anche  per  questo  riguardo. 

Con  che  rallegrandomi  della  di  lei  buona  salute^  e  sommamente  rin- 
graziandola per  la  continuata  premura  sua  in  favorirmi,  le  rassegno  il 
mio  ossequio,  e  mi  confermo  di  V.  S.  illustrissima  etc. 


-1*7S31  AD   ALESSANDRO  POMPEO   BERTI  2309 


2154. 

AD  ALESSANDRO  POMPEO  BERTI  in  Aquila. 
Modena,  29  Gennaio  1723. 

B.  BiBLioTBCA,  Lacca. 

Da  che  risposi  ad  una  di  V.  R.,  altra  non  ne  ho  ricevuta,  e  per  questo 
ho  taciuto.  Del  resto  è  costantissimo  il  mio  amore  verso  di  Lei,  e  non 
lieve  il  compatimento  per  cotesto  suo  esilio,  avendomi  nondimeno  il  P.  Paoli 
nel  prossimo  passato  giugno  data  nuova  ch'ella  era  costi  sommamente  ben 
veduta  da  cotesti  Principi  :  il  che  non  è  lieve  guadagno  in  tal  Eremitaggio. 

Quello  che  ora  mi  consola  ancora,  si  è  d' intendere  eh'  ella  gode  buona 
salute,  e  eh'  ella  Studia  :  farà  poi  Dio  il  resto  :  che.  in  fine,  non  ha  da  du- 
rare cotesta  dura  relegazione.  Si  faccia  pure  coraggio  colla  migliore  filo- 
sofia, e  speri  che  la  fortuna  cangerà  volto,  e  sarà  fatta  più  giustizia  al 
suo  merito. 

Ho  veduto  il  documento  di  Tremiti.  Sproposito  il  pensare  che  sia  di 
Costantino  il  grande.  L'Italia,  non  che  quel  misero  scoglio,  non  aveva 
allora  Abbazie.  Potrebbe  convenire  all'anno  670,  in  cui  concorre  l'anno  3." 
di  Costantino  Pogonato  coli' Indizione  13."  Ma  non  è  strumento  si  aijtico. 
Lo  credo  pertanto  o  del  1045.  o  pure  del  1060,  in  cui  si  possono  verificare 
le  dette  note  cronologiche.  Lo  stile  ancora  si  confà  a  que'  tempi,  e  le  sot- 
toscrizioni mostrano  chiaro  che  non  si  può  pensare  ad  antichità  maggiore. 
Ma  ella  costi  senza  buoni  libri  non  può  rischiarare  si  fatte  materie.  Stam- 
però io  bensì,  a  Dio  piacendo,  questo  suo  documento  con  altri  assaissimi, 
che  penso  di  inserire  nella  gran  raccolta  degli  scrittori  Rerum  Italicarum, 
ch'io  vo  facendo,  e  di  cui  già  due  tomi  in  foglio  sono  stampati  in  Milano. 
Opera  che  spero  darà  gran  lustro  all'Italia.  Se  mai  V.  R.  potesse  som- 
ministrarmi altro,  cioè  simili  documenti  o  cronache  composte  prima  del 
1500  (perchè  non  passo  quell'anno)  io  gliene  resterei  sommamente  tenuto. 

In  coteste  parti  era  un  celebre  monastero  casauriense  :  non  vi  sarebbe 
egli  rimasto  nulla  ?  oppure  delle  circonvicine  città  ?  Più  bella  congiuntura, 
di  far  onore  alle  città  non  vi  sarà,  come  questa.  Vegga  ella  dunque,  e  ciò 
senza  pregiudizio  de'  suoi  studi  eruditi.  Le  raccomando  1'  Aquila  spe- 
zialmente. 

Il  P.  Paoli  passò  ne'  giorni  scorsi  per  Bologna,  andando  a  predicare 
a  Venezia,  ma  non  lo  vidi. 

Di  sanità  non  ne  ho  molta;  ma  degli  intrichi  si  fino  alla  gola. 

Con  desiderar  sempre  migliori  nuove  di  lei.  e  con  rassegnarle  il  mio 
rispetto,  mi  confermo. 


2310  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [17'«33- 


2155. 

A  CAMILLO  AFFAROSI  in  Reggio. 
1723. 

CoLLB/iioNE  Càmpoki,  Modena. 

Se  ne  ritorna  indietro  il  manoscritto  della  storia  di  cotesto  monastero. 
L'ho  voluto  leggere  tutto  seguitamente,  lasciando  andare  ogni  altra  cosa, 
per  non  essere  poi  interrotto  da  altra  faccenda  che  dee  occuparmi  da  qui 
innanzi.  Ho  motivo  io  di  rallegrarmi  con  V.  P.  per  questa  nobil  fatica, 
avendo  ella  felicemente  distesa  una  tale  storia,  aggiungendovi  ancora  un 
compendio  dell'altra  di  cotesti  vescovi.  Tutto  cammina  con  istile  con- 
veniente con  chiarezza,  e  con  buona  critica,  e  sarebbe  desiderabile  che 
ogni  monastero  avesse  una  storia  si  fatta.  Seguiti  ella  dunque  e  termini 
quella  fatica,  da  cui  potrà  accrescersi  il  decoro  al  luogo,  alla  città,  e  al- 
l'autore, ecc.  e  con  ciò,  ratificandole  la  mia  vera  stima  e  mio  singolare 
ossequio,  più  che  mai  mi  protesto,  etc. 


2156. 

A  FRANCESCO  BREMBATI  in  Bergamo. 
Modena,  4  Febbraio  1723. 

Archivio  Rocchi,  Bergamo,  edita  [284]. 

Unito  ai  benigni  saluti  di  V.  S.  illustrissima  ricevo  il  suo  stimatissimo 
foglio  portatomi  dal  P.  D.  Giuseppe  di  lei  zio,  e  le  rendo  vivissime  grazie 
per  la  memoria  che  di  me  conserva.  Io  mi  prevarrò  a  suo  tempo  della 
buona  congiuntura  d'esso  religioso  per  rimetterle  il  manoscritto,  che  debbo 
restituire,  e  intanto  noi  goderemo  della  di  lui  sacra  eloquenza.  Ricevo  pure 
altra  lettera  del  gentilissimo  sig.  abate  Albrizzi,  a  cui  do  risposta  nel 
presente  ordinario.  E,  con  ratificarle  il  mio  immutabil  osseqiiio,  mi  ricordo 
di  V.  S.  illustrissima. 


-1723]  A   MATTEO   EGIZIO  2311 


2157. 

A  MATTEO  EGIZIO  in  Napoli. 
Modena,  6  Febbraio  1723. 

BiBUOTKCA  Naziobalk,  Napoli,  edita  (  Appendice  )  '. 

Viva  dunque  la  rara  gentilezza  di  V.  S.  illustrissima,  che  da  tanto 
tempo  mi  avea  preparato  sì  buon  letto  nel  suo  cuore.  Di  questo  ho  rin- 
graziato assaissimo  la  mia  fortuna,  et  ora  al  di  lei  cuore  porto  i  più  vivi 
ringraziamenti  si  per  la  stimatissima  corrispondenza  del  suo  affetto,  come 
per  la  prontezza  a  volermi  favorire.  Ne  già  mancheranno  a  lei  vie  di 
farlo  in  una  Metropoli  tale,  che  da  tanti  secoli  fa  si  gran  figura  in  Italia. 
Pertanto  le  dico,  non  aver' io  bisogno  della  Cronaca  di  Bergogno  del  Ca- 
stelli, perchè  già  l' ho  in  mio  potere,  e  latina.  Per  le  vite  di  cotesti  vescovi 
cerco  appunto  quel  Giovanni  Diacono,  che  a  lei  sembra  di  avere  osservato 
nella  libreria  Brancaccia.  Or  sappia,  che  il  P.  Alfaui  -  [  Tommaso  ]  di  S.  Do- 
menico mi  fa  sperare  tal*  operetta,  con  dirmi  di  averla  già  data  a  copiare 
per  conto  mio.  Se  mai  si  belle  speranze  andassero  a  voto,  allora  mi  rac- 
comanderò per  questo  a  V.  S.  illustrissima.  Truovasi  pure  in  mio  potere 
la  cronaca  di  Romualdo  Salernitano,  e  di  essa  pubblicherò  la  parte,  che 
comincia  dall'anno  800  fino  a' suoi  tempi;  poiché  il  resto  a  nulla  serve. 

Ma  qui  non  ha  da  essere  finito  il  capitale  di  coleste  biblioteche.  S'ella 
vi  s'internerà  un  poco,  troverà  cronache  vecchie  e  polverose,  che  faranno 
al  mio  proposito  ;  pazienza  ancora,  se  fossero  composte  da  qualche  buon 
crìstianello.  E  saprei  ben  volentieri,  se  il  vostro  Gio:  Tillani  abbia  scritto 
prima  del  1500  e  se  la  storia  sua  si  truovi  in  riputazione  fra  voi  altri. 
Animo  dunqu9  a  buscarsi  nn  po' di  polvere  per  amor  mio.  e  per  servizio 
del  pubblico.  De'benefizj.  ch'ella  mi  compartirà,  serberò   etema   memoria. 

D  nostro  P.  Paoli  passò  ne' giorni  addietro  per  Bologna  portandosi  a 
predicare  a  Venezia.  Nel  suo  ritorno  mi  fa  sperare  la  sua  presenza,  e  poi 
se  ne  verrà  a  riveder  Napoli. 

Per  conto  de*  miei  libercoli  ho  comunicato  a  questo  libraio  Soliani 
quanto  V.  S.  illustrissima  mi  significa.  Egli  risponde  di  averne  mandati 
molti,  e  d'averne  finora  ricavato  poco.  Se  potesse  aggiustare  i  suoi  conti 
con  cotesti  librai,  che  presero  l'assunto  di  vendere  le  di  lui  merci,  allora 
ne  arrischierebbe  dell'altre.  E  qui  di  nuovo  protestandole  i  sentimenti  del 
mio  giubilo,  e  della  mia  gratitudine  per  aver  trovata  in  lei  tanta  bontà: 
con  tutto  1*  ossequio  mi  rassegno  di  V.  S.  illustrissima. 


»  V.  Lettera  n.°  2150. 

?  Sue  lettere  in  Architio  Soli  Muratoì-i  {  R.  Bibl.  Est.  ),  n.**  19  da  Milano  1716- "^y. 


2312  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [l'TSS- 


2158. 

AD  ERASMO  GATTOLA  in  Moutecassino. 
Modena,  6  Febbraio  1723. 

Archivio  di  Montecassino,  edita  [^2]. 

Piena  di  somma  gentilezza,  ma  insieme  di  nuove  troppo  pei*  me  di- 
sgustose, è  la  lettera  di  V.  P.  reverendissima,  alla  quale  per  le  sue  be- 
nigne espressioni  rendo  mille  grazie,  ma  con  deplorare  nello  stesso  tempo 
la  mia  poca  fortuna  nell' essermi  abbattuto  a  cercar' acqua  da  chi  ha  sete 
almeno  al  pari  di  me.  Ora  io  non  vo' lasciare  di  proporre  un  partito,  che 
mi  parrebbe  da  non  disprezzarsi  né  pure  da  lei.  Faccia,  che  ha  ben  ragione, 
la  sua  Raccolta:  che  anch'io  la  lodo,  e  la  sprono  a  farla.  Ma  lasci  ch'io 
sia  quello,  che  la  stampi  nell'  Opera  mia,  perchè  tal  quale  ella  me  la  co- 
municherà, io  la  pubblicherò,  cioè  col  nome  suo,  colle  sue  prefazioni, 
note  etc,  avendo  io  gusto,  che  anche  altri  si  faccia  onore  in  un'opera,  che 
riguarda  l'Italia  tutta.  Dissi  ragionevole  una  tal  proposizione:  perciocché 
volendo  ella  fare  la  sua  edizion  da  se  stesso,  immediatamente  ella  vedrà 
ristampata  la  fatica  sua  nella  mia  gran  Raccolta,  e  gli  esemplari  suoi  po- 
trebbono  restare  addietro.  E  quando  ella  volesse  aspettare,  che  l'impresa 
mia  di  tanta  mole  fosse  terminata,  a  dare  alla  luce  l'opera  sua,  sia  certa 
che  non  le  rimarrebbe  tempo  da  vederla  stampata.  Il  vero  ripiego  adunque 
sarebbe,  ch'ella  senza  prendei'si  altra  bi'iga,  lasciasse  ch'io  servissi  lei  e 
il  pubblico  nel  medesimo  tempo  con  inserire  la  sua  sospirata  Raccolta 
nella  mia,  perchè  tanto  e  tanto  ne  verrà  a  lei  l'onore,  e  le  verrà  senza 
impaccio,  e  senza  pericolo  di  borsa.  Divotamente  la  supplico  di  risposta 
intorno  a  questo;  e  vegga  di  mandarmela  favorevole,  perchè  cosi  avrò 
campo  di  maggiormente  attestarle  co'  fatti  quella  vera  stima,  e  quel  distinto 
ossequio,  con  cui  mi  rassegno  di  V.  P.  reverendissima. 


2159. 

A  NICCOLÒ  BERTANI  MASINI  in  Ferrara. 
Modena,  12  Marzo  1723. 

Raccolta  Azzolini,  Roma. 

Anche  dal  P.  Ferrari  ho  riscontro  de  gli  otto  paoli,  che  V.  S.  gli 
pagò  per  mio  conto,  del  che  la  ringrazio.  Ma  di  gran  lunga  più  le  resterò 
tenuto  per  la  spedizione  qua  di  tutto  quanto  ella  ha  potuto  unire  di  queste 


-ITSSI  AD    ANTONIO    VALLISNIERI  2313 


mie  rendite;  e  però  con  impazienza  aspetto  la  prima  bolgetta,  se  pare 
ella  si  varrà  di  tal  mezzo. 

Dal  sig.  arciprete  di  Bondeuo  ho  poi  ricevute  due  volte  danari  a 
conto  del  suo  debito. 

Con  che,  caramente  riverendola,  mi  confermo,  di  V.  S. 


2160. 

AD  ANTONIO  VALLISNIERI  in  Padova. 
Modena,  12  Marzo  1723. 

Biblioteca  Naziosale  di  Brera,  Milano,  edita  [142]. 

Per  quanto  si  stenderanno  le  mie  forze,  siate  pur  certo  che  assisterò 
all'  affare  del  sig.  arciprete  vostro  fratello,  standomi  esso  a  cuore,  spezial- 
mente in  riguardo  alle  vostre  premure. 

Abbiamo  perduto  per  infiammazione  di  petto  in  pochi  giorni  l'ultimo 
marchese  Goccapani,  colpo  che  mi  ha  trafitto  forte,  anzi  tutta  la  corte  e 
città,  perchè  egli  era  aureo  tutto,  e  pieu  dell'  opere  antiche.  Cosi  la  morte 
mi  va  spogliando  de"  miei  migliori  amici.  Prego  Dio  che  lungamente  con- 
servi voi.  per  benefizio  ancora  del  pubblico,  e  per  la  gloria  dell'Italia. 

Per  conto  de'  libri  richiesti  l' Agnello  costa  dodici  paoli.  La  Merope 
due.  I  due  primi  tomi  degli  Aneddoti  otto;  il  Trattato  De  Ingeniorwn 
moderatione  non  si  trova  qui  in  8."  della  brutta  ristampa  di  Colonia.  Ne 
ha  il  Soliani  alcune  copie  della  prima  stampa  di  Parigi,  finite  le  quali,  Dio 
sa  se  l'Italia  più  ne  vedrà.  Egli  non  può  lasciarne  una  copia  per  meno 
di  paoli  quattordici.  Se  comanderete,  sarete  servito. 

Già  anche  da  altre  parti  ho  inteso  l'orrido  eccesso  commesso  costi 
centra  degli  scolari,  e  il  silenzio  delle  Muse,  e  i  treni  di  Padova.  A  ri- 
pararne i  mali  effetti,  altro  vi  vorrà  che  processi.  Intanto  voi  riposerete 
alquanto. 

Vedendo  il  sig.  abate  Lazzarini  [  Domenico  ],  ricordategli  il  mio  rispetto, 
e  l'aspettazione  in  cui  sto  delle  grazie  ch'egli,  per  sua  bontà,  mi  ha  fatto 
sperare. 

In  cotesto  seminario  si  conserva  manoscritta  la  Vita  di  Carlo  Zeno. 
famoso  capitano  dei  veneziani.  Io  ne  bramerei  copia  per  istamparla.  Per- 
tanto quando  v'abbatterete  nell'amorevolissimo  nostro  sig.  dottore  Pivati. 
rappresentategli  questo  mio  desiderio,  e  pregatelo  ad  esserne  mediatore. 
|con  riverirlo  divotamente  in  mio  nome.  Il  sig.  Apostolo  [Zeno]  è  quegli 
che  mi  dà  consiglio  di  pubblicarla. 

Con  che.  caramente  riverendovi,  mi  confermo. 


2314  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [1*733- 


2161. 

A  N.  N. 
Modena,  18  Marzo  1723. 

Akchivio  di  Stato,  Modena. 

Eh  che  non  diminuzione  d'ossequio,  non  x'iguardo  alcuno  dell" affare 
de' crediti  di  V.  P.  revererendissima  i  quali  sommamente  bramerei  che 
fossero  soddisfatti,  ma  che  non  tocca  a  me  di  soddisfare,  è  stato,  o  è  ca- 
gione ch'io  taccia,  e  massimamente  con  esso  lei,  che  mi  ha  sempre  fatto 
godere  tante  pruove  della  sua  sempre  riverita  padronanza  e  amicizia. 
L'unico  motivo  è  questo,  ch'io  non  ho  un'ora  di  requie,  né  posso  neanche 
supplire  a  cotesto  grande  impegno,  ch'ella  sa  avere  io  costi.  Le  dirò  di 
più,  che  da  qualche  tempo  io  mi  truovo  svogliatissimo  del  Mondo,  che  mi 
ha  dato,  e  dà  de  i  gran  disinganni,  e  oltre  al  tempo  ho  perduto  anche  il 
gusto  e  la  pazienza  di  scrivere  lettere.  La  supplico  di  perdonarmi;  e  sic- 
come ella  con  piena  libertà  ha  sempre  da  comandarmi,  cosi  io  francamente 
la  pregherò,  occorrendo,  de'  suoi  favori. 

Del  resto  la  prima  parola  di  que' trattati  politici  ed  economici,  ch'io 
abbia  inteso,  viene  da  V.  S.  l'everendissima,  e  però  non  ha  sussistenza 
alcuna  la  richiesta  a  lei  fatta  in  questo  proposito. 

Oltre  all'ottimo  marchese  Coccapani  abbiam  perduto  anche  il  buon 
padre  abate  Malaspina.  Le  premure  di  S.  A.  serenissima  sarebbero  per 
ottenere  altri  Graduati,  e  so  ch'ella  è  in  capo  di  lista.  Ma  gli  otterremo? 
Sommo  è  il  mio  desiderio  di  rivederla  qui  un  giorno,  ma  con  onore. 

Le  rassegno  il  mio  rispetto,  e  mi  confermo,  di  V.  P.   reverendissima. 


2162. 

A  GIOVAN  BERNARDINO  TAPURI  in  Nardo. 
Modena,  19  Marzo  1723. 
Archivio  Soli  Mubatoki   (R.  Bibl.  Est.),  Modena,  edita  [165]. 

Con  piacere  dalla  singoiar  gentilezza  di  V.  S.  illustrissima  ricevo  le 
annotazioni  sue  al  Diario  dello  Spinelli;  ma  nel  medesimo  tempo  le  os- 
servazioni da  lei  fatte  di  alcuni  sbagli  cronologici  di  questo  autore,  mi  re- 
cano qualche  confusione,  non  sapendo  io  capire,  come  uno  scrittore  con- 
temporaneo, quale  si  suppone  esso  Spinelli,  possa  aver  fallato  in  assegnare 
il  tempo  di  cose  accadute  ai  giorni  suoi.  Non  peranche  ho  stesa  la  prefazione 


-1723T 


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bea  àr  gjostizia  ali  octiina  cuore»  e  s&pere  di  ^ .  S.  iiimjtnsaiina.  *-.u  ria^^: 


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2316  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [IT'SS- 


attuale,  appassionato  ministro  della  gloria  di  V.  M.  e  de'  suoi  Stati.  Con 
tali  suppliche,  e  speranze  umilio  al  trono  della  M.  V.  il  mio  ossequio,  e, 
con  farle  profonda  riverenza,  mi  dedico,  di  V.  M. 


2164. 

A  GIUSEPPE  ANTONIO  SASSI  in  Milano. 
Modena,  23  Marzo  1723. 

Biblioteca  Ambkosiana,  Milano. 

Saggiamente  ha  V.  S.  illustrissima  rilevato  tali  e  tante  ragioni  per 
non  cavar  dalle  tenebre  le  Vite  de'  Papi  che  si  leggono  in  cotesti  mano- 
scritti, ch'io  non  ho  se  non  da  sottoscrivere  la  di  lei  sentenza  e  conclu- 
dere che  non  bisogna  stampai-le.  Solamente  potrebbe  vedersi,  se  le  vite 
de  gli  ultimi  papi  contenessero  qualche  cosa  di  buono,  perchè  in  tal  caso 
lasciando  stare  il  rancido  e  gli  errori  delle  vite  più  antiche,  potrebbe  pub- 
blicarsi quel  tanto,  che  si  credesse  bene,  purché  non  vi  si  legga  una  mal- 
dicenza sfacciata.  Che  se  fossero  vite  brevissime  ancor  queste,  io  abban- 
donerei tutto,  e  mi  terrei  fisso  in  pubblicar  quelle  sole,  ch'io  ho  accennato 
nella  mia  prefazione.  Giacché  concorrono  la  maggior  parte  nel  non  accettare 
la  proposizione  del  bibliotecario  di  Monte  Casino,  io  il  ringrazierò,  e  me  ne 
sbrigherò;  essendo  veramente  la  di  lui  fatica  troppo  diversa  da  quel  ch'io 
credeva.  Ma  ritornando  alle  Vite  de'  Papi,  che  é  divenuto  di  Pandolfo  Pi- 
sano, che  si  diceva  trovarsi  nell'Ambrosiana?  Io  ne  faceva  molto  capitale. 

Del  resto  so  che  l'ottimo  cuore  e  la  gentilezza  di  V.  S.  illustrissima 
non  han  bisogno  di  nuovi  sproni  per  la  sua  amorevole  assistenza  e  pre- 
mura, perché  si  sbrighi  di  far  uscire  i  due  o  i  tre  primi  tomi  dell'opera. 

Avrei  caro  ancora,  se  si  potesse  trovare  costi  il  manoscritto,  che  ac- 
cennai al  sig.  marchese  Trivulzio,  de  gli  Annali  di  Genova  dello  Stella.  Io 
fo  copiarli  ora,  ma  da  un  manoscritto  assai  imbrogliato  e  difettoso. 

E  con  augurarle  una  felicissima  Pasqua  mi  confermo,  di  V.  S.  illu- 
strissima. 

2165. 

AD  APOSTOLO  ZENO  in  Venezia. 
Modena,  3  Aprile  1723. 

Edita  [300]. 

Presentemente  si  stampa  qui  un  mio  Trattato  della  Carità  Cristiana 
verso  il  prossimo,  argomento  utilissimo  e  dolcissimo. 


-IT 23]  A  GIUSEPPE  ANTONIO  SASSI  2317 

L' ho  fatto  vedere  in  Roma,  in  Firenze  e  in  Bologna  agli  amici  e 
teologi,  e  tutti  mi  fan  credere,  che  questa  opera  sia  interesse  di  Dio  il 
pubblicarla,  e  che  farà  assai  rumore,  stante  l'aver  io  in  esso  francamente 
e  modestamente  trattato  col  lume  del  Vangelo  e  de'  santi  padri  alcuni  im- 
portanti quistioni,  che  niun  altro  vuole  o  osa  aiìrontare:  cioè  se  sia  meglio 
fabbricar  templi,  o  donare  a' poveri:  se  meglio  arricchire  le  chiese  e  le 
congregazioni  religiose,  o  far  limosina,  se  meglio  far  celebrare  delle  messe 
o  soccorrere  i  poverelli.  Ora,  meditando  io  a  chi  potessi  dedicare  tal 
opera,  esaminata  e  approvata  qui  per  le  stampe  da'  superiori,  mi  è  nato 
pensiero  di  scriverne  a  voi.  sulla  speranza  che  non  siate  per  anche  mosso 
alla  volta  di  Vienna,  per  pregarvi  che  mi  diciate  se  fosse  da  credere, 
che  il  magnanimo  e  piissimo  Imperadore  vostro  padrone  potesse  gradire 
eh'  io  ne  facessi  la  dedica  alla  M.  S.  Ognun  sa,  che  nell'  augustissima 
Casa  d'Austria,  fra  l'altre  virtù,  è  ereditaria  ancor  quella  della  carità,  e 
che  il  regnante  Augusto  la  tiene  per  sua  favorita.  Ecco  un  gran  motivo 
al  mio  libro  di  presentarsi  al  trono  di  S.  M.  C,  e  a  me  di  sperare  che 
sarà  gradita  l'umilissima  offerta.  A  suo  tempo  ne  aspetterò  dal  vostro 
buon  cuore  la  risposta. 

Pregai  anche  il  padre  Paoli  di  raccomandarvi  in  mio  nome  pel  pul- 
pito di  Vienna  il  padre  Agostino  da  Lugano,  predicatore  cappuccino,  che 
credo  degnissimo  di  tale  onore.  Divotamente  con  ciò  vi  riverisco,  e  mi 
rassegno. 

2166. 

A  GIUSEPPE  ANTONIO  SASSI  in  Milano. 
Modena,  8  Aprile  1723. 

Biblioteca  Ambrosiasa,  Milano. 

Le  l'iflessioni  fatte  da  V.  S.  illustrissima  intorno  alle  Vite  de' Papi,  e 
alle  giunte,  mi  paiono  ben  saggio  e  fondate;  e  però  vengo  anch'io  nel  di 
lei  sentimento  di  stampare  presentemente  sol  quelle  raccolte  da  Niccolò 
d'Aragona.  Dopo  queste  lodo  anch'io  che  si  aggiungano  quelle  di  Pan- 
dolfo  Pisano,  purché  si  sia  certo,  che  siano,  le  stesse,  composte  da  lui  :  del 
che  ella  si  potrà  accorgere  confrontandole  co'  pezzi,  che  ne  rapporta  il  Ba- 
ronie, spezialmente  in  Gelasio  II.  Si  ricordi  bene  della  vita  d' esso  Grelasio 
:  pubblicata  da  Costantino  Gaetano.  Bisognerebbe  poterla  vedere  (  et  io  non 
jl'ho,  né  saprei  dove  trovarla;  per  chiarirsi,  se  veramente  ancor  noi  la 
ristampiamo.  Dopo  ciò  si  potrà  mettere  Beniardo  di  Guidone,  intorno  al 
quale  debbo  ricordarle,  che  vegga  bene,  qual  sia  cotesta  sua  fatica,  avendo 
li  formate  due  volte  esse  Vite,  una  brevemente,  e  l'altra  più  prolissa- 
ite.  Non  so  qual  sia  la  sua  opera  nel  manoscritto  Ambrosiano  :  ma  temo 
Epittolario  di  Lodovico  Antonio  Muratori.  —  Voi.  VI.  itì. 


2318  LODOVICO    ANTONIO   MURATORI  [  17*33 - 

che  sia  la  breve.  Pazienza.  Dar  questa,  quando  non  si  può  di  meglio.  Con- 
fronti cotesto  manoscritto  colle  Vite  de'  Papi  Avir/nonesi  del  Baluzio,  e  se 
ne  chiarirà,  e  poi  vegga,  se  volesse  ristampare  tutte  e  due  le  Vite  di  Cle- 
mente  V,  e  l'altre  due  di  Giovanni  XXII  stampate  da  esso  Baluzio. 

Crederei  poscia  bene,  che  cotesti  miei  signori  facessero  copiare  tutto 
quello  che  resterà  nell'altra  raccolta  delle  Vite  de  Papi  che  si  era  abiurata, 
senza  pigliare,  siccome  dissi,  se  non  dopo  Anastasio  e  Guglielmo  Bibliote- 
cario, e  poi  mandarmi  tutto  con  quei  miei  cataloghi  e  giunte;  e  vedrò  io 
quello  che  credessi  fattibile  per  riserbar  tutto  o  al  supplemento,  o  ad  altro 
tomo.  Non  credei  né  pur  io  bene  di  applicarmi  all'altra  Vita  di  Leone  IX 
perchè  è  stampata  anche  nell'  Ada  Sanctorum  del  Bollando,  e  chi  volesse 
mettersi  a  unir  tutto,  vi  sarebbe  anche  la  lunghissima  à!  Innocenzo  III, 
con  altre  stampate  ne'  Concilj  ;  e  poi  non  s'  avrebbe  quanto  occorresse  pel 
compimento.  Lodai  il  prendere  quelle  poche,  eh'  io  aveva  accennato  nella 
prefazione,  perchè  son  poco  alla  mano  de  gli  eruditi.  Ma  a  ciò  penseremo 
con  più  agio. 

Al  sig.  marchese  Trivulzio  mando  la  prefazione  come  credo  che  abbia 
da  stare  sulle  idee  anche  di  V.  S.  illustrissima. 

Ella  penserà,  se  ci  abbia  a  servir  punto  la  fatica  del  Boerio.  Da  quel 
che  mi  vien  detto,  l'edizione  nuova  à.' Anastasio  fatta  in  Roma  ha  di  utili 
varianti  lezioni.  Non  so  se  ne  abbiano  fatto  caso  costi. 

E  qui  rallegrandomi  di  veder  lei  cosi  ben'  attenta  e  premurosa  nel 
gran  lavoro,  che  abbiam  per  le  mani,  le  rassegno  il  mio  rispetto,  e  mi 
confermo  di  V.  S.  illustrissima. 

Un  dolce  abbracciamento  da  mia  parte  al  sig.  GofFredi.  al  quale  chiegga 
perchè  mi  lasci  tanto  tempo  senza  sue  lettere. 


2167. 

AD  ERASMO  GATTOLA  in  Montecassino. 
Modena,  9  Aprile  1723. 

Archivio  di  Montecassino,  edita  [232], 

Nobile,  grandioso,  e  degno  di  somma  lode  è  il  disegno  conceputo  ed 
eseguito  da  V.  P.  reverendissima  per  illustrare  il  sacro  Monastero  di 
Monte  Casino,  e  me  ne  son  rallegrato  forte  al  leggerne  la  descrizione  nel 
suo  stimatissimo  foglio,  essendo  persuaso,  che  la  di  lei  penna  erudita  darà 
un  gran  risalto  a  cosi  magnifico  argomento.  Me  ne  congratulo  dunque  con 
esso  lei,  e  col  pubblico,  e  le  protesto  poi  vivissime  le  mie  obbligazioni  per 
la  condiscendenza  ancora,  ch'ella  mostra  di   lasciar   stampare  tal   sua  fa- 


-IT'SS]  A  GIUSEPPE  ANTONIO  SASSI  2319 


tica  nella  mia  gran  Raccolta,  quando  gliene  fosse  accordata  la  permis- 
sione da'  suoi  superiori.  Ma  avendo  io  significato  a  Milano  a  que'  cavalieri 
associati,  che  fanno  la  spesa  di  tutta  la  stampa  della  mia  opera,  eglino 
mi  hanno  risposto  di  non  poter  accettare  questo  per  altro  si  stimabile 
dono,  stante  l' aver  noi  fissato  il  nostro  disegno  a  raccogliere  e  pubblicare 
solamente  storici,  che  abbiano  scritto  prima  del  1500.  Se  V.  P.  reveren- 
dissima avesse  dato  solamente  storie  composte  prima  di  quel  tempo  e  illu- 
strate con  sue  annotazioni  e  dissertazioni,  volentieri  accrescerebbono  il 
nostro  erario  colla  di  lei  riguardevole  fatica,  come  si  è  fatto  co\Y  Agnello 
del  padre  Bacchini.  Ma  altra  cosa  è  il  di  lei  libro:  e  perciò  si  riser- 
bano solamente  a  valersi  dell'  edizione,  eh'  ella  è  per  fare  della  Cronaca  di 
Riccardo,  e  de  Cassinesi. 

Adunque  ringraziando  con  tutto  lo  spirito  V.  P.  reverendissima  della 
sua  cortèsissima  intenzione,  mi  ristringo  a  desiderare,  che  non  tardi  a 
mettersi  sotto  il  torchio  l'insigne  opera  sua.  per  cui  son  certo,  ch'ella, 
molto  meglio  di  Angelo  della  Noce,  appagherà  l'aspettazione  mia,  e  di 
chiunque  ama  la  soda  e  non  volgare  erudizione.  Intanto  pregandola  di 
considerare  in  me  un  parzialissimo  estimatore  della  sua  virtù  e  del  suo 
sapere,  con  tutto  l'ossequio  mi  rassegno,  di  V.  P.  reverendissima,  etc. 

Con  mia  somma  consolazione  fu  a  favorirmi  ne' giorni  passati  il  reve- 
rendissimo padre  abate  di  Monte  Casino,  con  cui  si  fece  degna  comme- 
morazione di  lei. 

2168. 

A  GIUSEPPE  ANTONIO  SASSI  in  Milano. 
Modena,  15  Aprile  1723. 

Biblioteca  Ambbosiaxa,  Milano. 

Oh  ve'  che  imbroglio  s'è  incontrato  costi!  Si  schiva  un  pericolo  da 
una  parte,  e  si  va  ad  urtare  in  un'altro  dall'altra.  Me  n' è  dispiaciuto 
forte;  e  lodo  bensi  il  ripiego  proposto  da  V.  S.  illustrissima,  quando  non 
si  possa  fare  di  meno:  ma  certo  avrei  caro,  che  si  sostenesse  l'uno  e 
l'altro  testo  di  quelle  Vite,  supponendo  io.  che  si  e  no  molto  diverse,  e  che 
l'uno  autore  non  vada  coli' ordine  dell'altro.  Credo  che  il  Baronie  porti 
per  extensum  quel  passo  della  superiorità  in  temporalibus.  Io  non  avrei 
avuto  difficultà  in  quel  sito  il  fare  una  nota,  che  dicesse,  come  qui  il 
Baronie  rapporta  certe  altre  cose,  che  possono  leggersi  presso  di  lui.  Ciò 
non  è  ingiurioso  a  Roma  :  e  se  pure  alcuno  vuol  chiarirsene,  intende  tosto, 
che  non  vi  deve  essere  stata  licenza  di  stampare  quello,  e  a  chi  ne  chie- 
desse conto,  francamente  si  risponde  la  verità,  e  non  v'è  reato  alcuno  per 


2320  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [17'S3- 


noi.  0  pure  anche,  senza  mettervi  nota  alcuna,  salterei  quel  passo  come  se 
non  fosse  nei  nosti-i  manoscritti.  In  somma  avrei  caro,  che  i  lettori  aves- 
sero tutto  il  testo  anche  delle  Vile  da  me  inviate,  supposto  sempre  che 
sia  diverso  da  quelle  di  Pandolfo,  perchè  i  lettori  debbono  desiderarlo, 
siccome  si  fa  in  altre  simili  occasioni,  e  massimamente  perchè  Nicolò 
d'Aragona  non  le  ha  composte  quelle  vite,  ma  le  ha  raccolte,  e  sono 
anch'esse  quasi  tutte  d'autori  contemporanei,  come  quelle  di  Pandolfo. 
Finalmente,  quando  pur  si  volesse  usare  tal  ripiego  per  la  Vita  di  Gre- 
gorio VII,  il  che  solamente  sarebbe  tollerabile  in  caso  che  passasse  una 
somma  somiglianza  fra  il  testo  di  Pandolfo  e  quello  dell'Aragonese,  noi 
farei  per  l'altre  Vite  susseguenti.  Prego  V.  S.  illustrissima  di  tornarvi 
a  fare  le  sue  riflessioni,  e  di  ubbidire  bensì  a  chi  comanda  costi,  ma  non 
s' imbarazzare  di  ciò  che  possa  dir  Roma,  perchè  la  colpa  non  sarà  nostra. 

Anche  il  Bollando  ha  rapportato  la  Vita  di  Leone  IX,  e,  se  dogliamo 
anche  di  questa  valerci,  convien  pensare  che  ci  sarà  chiesto,  perchè  non 
abbiam  preso  anche  altre  simili  già  stampate  o  ne"  Concilj,  o  in  altri  libri, 
e  l'impegno  non  sarà  poco.  Tuttavia  in  ciò  mi  rimetto. 

Quanto  a  quelle  di  Bernardo  di  Guidone,  mi  ha  V.  S.  illustrissima 
illuminato,  e  dice  bene,  che  bisognerà  cominciare  solamente  dopo  Marsine 
Polacco.  Vegga  se  vuol  ella  aggiungerlo  alla  prefazione  che  ho  inviato,  o 
pure  manderò  io  la  giunta  stessa  per  ispecificare,  perchè  non  si  sia  co- 
minciato più  addietro. 

Inserisca  pure  la  Storia  dello  Scisma  dopo  Onorio  II  presa  dal 
Dachery. 

La  ringrazio  della  scoperta  da  lei  fatta,  che  sia  stampato  il  Diario 
di  Matteo  Spinelli  dal  Papebrochio.  Io  l'aveva  in  volgare,  e  lo  credeva 
inedito.  Ora  confronterò  insieme  l'uno  e  l'altro.  Ma  non  essendo  cosa 
spettante  a  i  Papi,  la  riserberei  pel  corpo  "  dell'  altre  storie.  Ma  di  ciò 
un'  altra  volta. 

Va  molto  lento  il  povero  Paolo  Diacono.  Un'altra  volta  prendere 
meglio  le  sue  misure.  E  con  ciò,  rassegnandole  il  mio  rispetto,  mi  confermo, 
di  V.  S.  illustrissima,  etc. 


2169. 

A  COSTANTINO  GRIMALDI  in  Napoli. 
Modena,  19  Aprile  1723. 

Archivio  Soli  Mukatori  (  R.  Bibl,  Est.  ),  Modena. 

Dolcissima  nuova,  che  mi  reca  V.  S.  illustrissima,   significandomi  vi- 
cina al  termine  la  copia  del  Diario  di  Monteleone.  Mi  sarà  caro,  al  maggior 


-l'/'SS]  A  GIUSEPPE   ANTONIO  SASSI  2321 

segno,  questo  favore,  e,  quando  l'avrà  in  ordine,  la  supplico  di  trovare,  se 
può,  chi  anche  la  porti  a  Roma,  indirizzandola  all'  illustrissimo  sig.  abate 
Domenico  Maria  Giacobazzi  '  ministro  del  serenissimo  di  Modena  :  quando 
non  vi  sia  altro  ripiego,  potrà  mandarglielo  pel  procaccio. 

Farmi  che  non  si  truovi  in  Monte  Casino  la  cronaca  ieW Anonimo  Sa- 
lernitano, per  quanto  osservai  presso  Camillo  Pellegrino,  ma  si  bene  in 
Salerno,  e  costì  presso  qualche  magnate.  Fu  qui  a  favorirmi  ne' giorni  ad- 
dietro il  padre  abate  d'esso  Monte  Casino,  e  se  ne  parlò. 

Ho  anche  carteggiato  col  padre  abate  Gattola  [Erasmo]  bibliotecario  di 
queir  insigne  monistero  ;  ma  ho  trovato  che  egli  è  dietro  ad  una  sua  opera 
per  illustrare  quell'  insigne  santuario,  e  vuole  egli  stesso  ripubblicare  alcune 
cronache  stampate  da  altri,  ma  più  corrette.  Sicché  da  questa  parte  vi 
sarà  poco  da  sperare. 

Per  relazione  ancora  d'altre  persone,  ho  inteso,  che  fa  gran  rumore 
costi  la  storia  del  sig.  Pietro  Giannone,  e  per  ciò  me  n'ha  V.  S.  illustris- 
sima fatto  crescere  la  curiosità. 

Agl'ingegni  focosi  e  liberi  di  Partenope  si  dee  condonare  qualche 
verità  detta  a  visiera  calata. 

Mancano  solo  alcuni  pochi  tagli  in  rame,  e  poi  iisciran  subito  i  due 
primi  tomi  della  mia  gran  Raccoltu. 

Intanto  bravamente  si  lavora  intorno  al  terzo.  E  con  ringraziarla  vi- 
vamente del  suo  continuato  patrocinio,  e  con  sospirare  l'onore  de' suoi  co- 
mandamenti, le  rassegno  il  mio  ossequio,  e  mi  ricordo. 


2170. 

A  GIUSEPPE  ANTONIO  SASSI  in  Milano. 
Modena  (  San  Felice  ),  19  Aprile  1723. 

BiBLiOTKCA  Ambrosiana,   Milano. 

Scrivo  dalla  villa,  ove  mi  son  portato  per  prendere  un  po'  di  fiato,  e 
respiro  da  tanti  miei  imbrogli  della  città. 

Manco  male,  che  V.  S.  illustrissima  ha  osservato  per  tempo  quello 
che  fu  stampato  dal  Papebrochio  delle  Vite  di  Pandolfo  e  Bernardo  di 
Guidone.  Sicché  a  buon  conto  io  non  avrò  colpito  in  vari  punti  delle  pre- 
fazioni trasmesse.  Vegga  ella  come  s' abbia  da  fare.  Se  vuole,  rifarò  tutto. 
0  pure  ella  con  libertà  aggiunga,  corregga,  e  muti,  aflBuchè  si  vada  ben 
concordi. 


'  Sue  lettere  in  Archivio  Soli  Muratori  (  li.  Bibl.  Est.  ),  n."  127  da  Roma,  Sas- 
suolo, Modena  1716- '49. 


2322  LODOVICO   ANTONIO    MURATORI  [1*733- 

Ho  inteso,  perchè  nell'edizione  di  Anastasio  si  sia  lasciato  indietro 
ciò  che  ha  di  variante  l'edizione  di  Roma;  né  disappruovo  il  pensiero.  La 
mia  speranza  è,  che  colle  giunte  vada  ad  acquistarsi  più  credito  la  nostra. 

Vo  anch'io  disponendo  le  Leggi  Longobardiche  colle  varie  lezioni  e 
giunte:  fatica,  che  è  stata,  ed  è  per  me,  più  che  non  si  crederà,  gravosa. 
Quel  solo  andar  a  trovare  le  leggi  stampate  ad  una  ad  una  per  con- 
frontarle coi  manoscritti  d'ordine  tutti  diversi,  mi  ha  fatto  logorare  la 
vista.  Ella  vedrà  un  buon  profitto  da  questi  manoscritti.  Quel  solo,  che 
mi  è  mancato,  è  stata  l'edizione  del  Linderbi'egio :  al  che  V.  S.  illustris- 
sima con  cotesti  miei  riveriti  signori  provvederà  come  giudicheranno  il 
meglio,  quando  loro  manderò  esse  leggi,  che  ho  fatto  trascrivere  tutte.  Ed 
ho  speranza  che  arrivino  in  tempo  pel  quarto  tomo. 

Rassegnandole  il  mio  ossequio,  mi  confermo,  di  V.  S.  illustrissima. 


2171. 

AD  ALESSANDRO  POMPEO  BERTI  in  Aquila. 
Modena  (  San  Felice  ),  20  Aprile  1723. 

R.  Biblioteca,  Lucca,  adita  [153]. 

Giacché  le  mie  lettere  sanno  trovare  V.  R.  anche  in  codesto  romi- 
taggio, me  ne  son  rallegrato  forte,  a  misura  di  quel  vero  affetto  e  di  quella 
stima  distinta,  che  professerò  sempre  al  di  lei  merito  ed  ottimo  cuore. 
Già  ho  gustato  i  documenti  che  ella  nuovamente  mi  ha  inviato,  e  che 
compariranno,  a  Dio  piacendo,  nel  tomo  apposta,  che  spero  di  formare  con 
le  memorie  antiche  degli  archivi.  Gliene  rendo  vivissime  grazie  :  e  poiché 
la  veggo  cosi  ben  animata  dalla  sua  gentilezza  a  procurarmi  altri  soccorsi, 
crescono  le  mie  obbligazioni;  e  non  mancherò  a  suo  tempo  di  attestarle 
al  pubblico.  Ma  sopra  tutto,  la  pi-ego  di  trovarmi  ed  inviarmi  quella  cro- 
nichetta  di  Lucca  perché  sappia  ch'io  non  ho  finora  cosa  alcuna  di  quella 
città  da  produrre.  Nulla  vi  osservai,  fra  tante  storie  manoscritte  che  ivi 
si  conservano,  scritto  prima  del  1500.  Mi  son  raccomandato,  ma  indarno 
finora.  Almeno  darò  questo  poco,  se  non  potrò  di  più. 

Per  conto  della  gran  Raccolta,  mancano  solo  alcuni  pochi  tagli  in 
rame,  e  subito  usciranno  i  due  primi  tomi.  Si  lavora  presentemente  al 
terzo  tomo.  Mia  gran  fortuna  é  stata  quella  di  trovare  una  società  di  ca- 
valieri in  Milano,  che  fanno  essi  tutta  la  spesa  della  stampa.  Quando  si 
daran  fuori  essi  tomi,  io  non  lascerò  di  farla  servire,  e  farò  inviarli  al 
Padre  Zeno. 

Ultimamente  da  Venezia  é  passato  a  Roma  il  Padre  Paoli,  e  presto 
s'invierà  verso  Napoli.  Io  qui  tutto  pronto    ad   ubbidii'la;    e   desiderando 


-1*783]  A  PIETRO  CANNETI  2323 


oh*ella  una  volta  passi  a  cielo  migliore,  le  rassegno  il  mio  rispetto,  e  mi 
confermo  di  V.  B..,  etc. 

Di  nobili  documenti  aveva  una  volta  il  monastero  Casanriense  fon- 
dato su  quel  di  Pescara.  Gli  ha  la  biblioteca  del  Re  di  Francia  in  un 
antico  registro.  Ho  scritto  per  vedere  se  potessi  ottenerne  copia.  Come 
sta  ora  esso  monastero?  Mi  immagino  che  sia  privo  affatto  d'antiche 
memorie. 

2172. 

A  PIETRO  CANNETI  in  Forlì. 
Modena  (San  Felice),  20  Aprile  1723. 

Archivio  Soli  Mcbatori  {R.  Bibl.  Eat.),  Modena. 

Signor  si,  che  la  stampa  della  mia  gran  Raccolta  va  innanzi.  Mancano 
solo  alcuni  pochi  tagli  in  rame,  e  poi  subito  usciran  fuori  i  due  primi 
tomi.  Ora  si  sta  bravamente  lavorando  intorno  al  terzo  tomo. 

Ha  dunque  da  essere  persuasa  V.  P.  reverendissima,  che  mi  sarà 
sommamente  caro  il  favore  ch'ella  per  sua  bontà  vuol  farmi  godere.  E 
però  con  impazienza  aspetterò  il  Poema  del  Granchi  dal  P.  Lettore  Col- 
lina, al  quale  scrivo  oggi  di  questo;  e  farò  immediatamente  copiarlo,  a 
fine  di  rimandarle  subito  il  suo  manoscritto  per  mezzo  del  medesimo  Padre 
Lettore. 

Quanto  al  manoscritto  di  Ricobaldo,  avrei  più  caro,  che  V.  P.  reve- 
rendissima scrivesse  al  P.  bibliotecario  di  Ravenna  con  pregarlo  di  trovar 
maniera,  ch'io  abbia  copia  di  quanto  ha  quello  scrittore  dal  principio  di 
Carlo  Magno  fino  a'  suoi  giorni,  o  sia  il  rimanente  d' essa  storia  sino  al 
fine  :  il  che  mi  figuro  che  non  sia  gran  cosa  ;  e  ciò  alle  mie  spese.  Di  tutte 
queste  grazie  conserverò  perpetue  obbligazioni  alla  di  lei  bontà,  e  ne  farò 
menzione  nelle  prefazioni. 

Egregio  pensiero  è  stato  quello  di  mandare  al  P.  Martène  le  Pistole 
di  Ambrosio  Camaldolese.  Così  avranno  esse  luogo  in  un'opera  insigne,  e 
V.  P.  reverendissima  resterà  esente  dal  grande  imbroglio  d'una  stampa. 
Me  ne  rallegro  anche  a  nome  del  pubblico. 

Con  ansietà  aspetto  che  sia  terminata  l'edizione  del  Quadriregio,  e 
son  come  certo,  che  i  signori  bolognesi  s' aqueteranno  all'evidenza  della 
verità,  alla  quale  darà  anche  un  gran  risalto  il  di  lei  celebre  nome. 

Se  mai  in  cotesto  parti  le  riuscisse  di  scoprire  qualche  cronaca  ine- 
dita, composta  prima  del  1500,  mi  aiuti,  acciocché  io  possa  farne  onore  a 
cotesto  città,  delle  quali  nulla  ho  finora  da  poter  pubblicare.  E,  etc. 


2324  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [1*733- 


2173. 

A  BONIFACIO  COLLINA  *  in  Ravenna. 

Modena  (San  Felice),  20  Aprile  1723. 

Biblioteca  Classensf,  Ravenna,  edita  [211]. 

Tanti  intrichi  mi  si  sono  affollati  addosso  ne' giorni  addietro,  che  ninna 
risposta  ho  potuto  dare,  se  non  ora,  al  foglio  di  V.  P.,  e  accusarle  la  ricevuta 
delle  due  copie  dell'opera  del  sig.  Calbi  [Ruggero].  Già  diedi  al  signor 
marchese  Orsi  la  sua,  e  ringraziai  per  lo  regalo  dell'altra  il  dottissimo  e 
gentil  donatore.  Ho  parimente  inviata  la  terza  copia  a  Parma  al  signor  conte 
Piazza  '  [Vincenzo].  Mi  condolgo  poi  e  insieme  seco  lei  mi  rallegro  per  la 
lite  fatta  per  cotesta  sua  lettura.  Giacché  l'ha  vinta,  sèguiti  con  applicazione 
a  mostrarsene  degna;  e  poi  ripigli  in  mano  il  povero  Tasso,  che  aspetta 
tanto  bene  da  lei.  Avrei  desiderato  e  desidero  tuttavia  di  potere  stendere 
una  lettera  a  lei,  che  serva  di  prefazione  alle  cose  inedite,  ch'io  le  ho 
promesso  e  serbo  per  lei  di  tale  autore.  Ma  non  ho  potuto  impetrar  tanto 
tempo  finora  dalle  mie  occupazioni.  A  Dio  piacendo,  lo  farò,  e  avrei  caro 
eh'  Ella  differisse  il  prendere  questo  mio  manoscritto  per  tal  motivo,  imma- 
ginandomi che  non  le  manchi  materia  per  altri  tomi.  Le  rassegno  con  ciò 
il  mio  rispetto,  e  mi  confermo,  di  V.  P.  etc. 

Se  le  capiterà  dal  P.  abate  Canneti  un  certo  manuscritto,  la  prego 
di  farmelo  avere  per  occasione  sicura. 


2174. 

AD  ANTONIO  VALLISNIERI  in  Padova. 

Modena  (San  Felice),  20  Aprile  1723. 

Biblioteca  Nazionale  di  Brera,  Milano,  edita  [14:2]. 

La  data  è  in  Modena,  ma  io  vi  scrivo  da  S.  Felice,  ove  sto  pigliando 
un  po'  d'  aria,  grossa  si,  ma  pura,  e  non  infetta  da  tante  esalazioni  della 
città.  Ora  vi  dico,  che  farò  mettere  in  ordine  i  libri,  che  mi  chiedete  per 
Treviso.  Ma  qui  non  ha  il  Soliani,  se  non  tre  sole  copie  ancora  dell'edi- 
zione di  Parigi  del  Trattato  De  Tageniorwn  Mode  rat  ione  ;  e  però  chiedendo 


*  Responsive  in  Archivio  Soli  Muratori  (  R.  Bibl.  Est.  ),  n.°  8  da  Ravenna  1721-'49. 
'  Sue  lettere  in  Archivio  Soli  Muratori  (  li.  Bibl.  Est.),  n."  4  da  Parma  1724. 


-l'assi  ^  N.  N.  2325 

il  sig.  conte  abate  Scotti  quella  di  Colonia,  non  può  esso  Soliani  servirlo 
di  questa;  e  così  qael  libro  non  si  manderà.  Fate  che  ne  sia  avvisato,  e 
con  tal  congiuntura  non  sarebbe  male  che  gli  faceste  dare  un  tocco,  se 
mai  in  Treviso  si  trovasse  qualche  vecchia  cronaca  inedita,  che  io  bra- 
merei per  poter  far  onore  nella  mia  gran  Raccolta  a  quella  città. 

Ho  dato  anche  ordine,  perchè  si  cerchino  qui  le  Scanzie  del  Cinelli 
che  richiede  esso  signore,  ed  anche  il  P.  Zeno.  Ma  ho  paura  che  si  cer- 
cherà indarno. 

Eh  vi  raccomando  a  tenermi  in  filo  la  salute  dell' ornatissimo  nostro 
sig.  dottore  Pivati,  in  avvisanni  la  cui  pericolosa  malattia  mi  avete  data 
una  gran  trafittura  al  cuore.  Lodato  Dio.  che  l'odo  in  istato  sicuro.  Un 
caro  abbracciamento  a  lui.  E,  per  conto  della  Vita  di  Carlo  Zeno,  ditegli 
che  la  faccia  copiare  alle  mie  spese,  quando  non  si  possa  aver  qui  il  ma- 
noscritto, sapendo  ch'egli  andrà  col  maggiore  risparmio. 

Vi  raccomando  il  mio  affare  col  sig.  abate  Lazzarini.  al  quale  i  miei 
rispetti. 

Ho  veduta  la  Ducale  per  lo  studio:  ma  qnei  capestri  non  faranno 
risuscitare  i  defunti. 

Con  che  divotamente  vi  riverisco,  e  mi  rassegno. 


2175. 

A  N.  N. 
Modena  (  San  Felice  ),  ^  Aprile  1723. 

Akchivio  Mahzoli  dkl  Movtk,  Modena. 

Sto  godendo  in  S.  Felice  un  po'  d' aria  più  pura,  che  non  è  quella 
della  città;  e  perchè  temo  di  non  esser  io  a  tempo  per  snpplicare  il  da 
me  sommamente  riverito  eletto  di  Reggio  di  quanto  mi  significa  nell' in- 
chiusa il  sig.  abate  Badia,  ricorro  a  V.  S.  illustrissima  con  pregarla  di 
leggere  al  medesimo  signore  essa  lettera,  e  di  porgergli  sopra  ciò  le  mie 
riverenti  suppliche.  Qualunque  risposta  egli  sia  per  dare,  e  certo  bramerei 
che  fosse  favorevole,  io  la  riceverò  poi  dalla  di  lei  bocca  al  mio  ritorno,  il 
quale  a  Dio  piacendo  dovrebbe  essere  da  oggi  a  otto.  E  intanto  pregan- 
dola di  perdono,  e  riverendola  divotamente  a  nome  del  sig.  abate  Campi, 
e  del  sig,  Giulio  Marescotti,  le  rassegno  il  mio  ossequio,  e  mi  confermo, 
di  V.  S.  illustrissima. 


2320  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [1T33- 


2176. 

A  GIUSEPPE  ANTONIO  SASSI  in  Milano. 
Modena  (  San  Felice  ),  28  Aprile  1723. 

BiBi-ioTECA  Ambrosiana,  Milano. 

Nella  prefazione  alle  nuove  Vite  de  Papi  non  feci  menzione  precisa  di 
V.  S.  illustrissima,  perchè  mi  credeva,  che  il  nome  di  Socii  Palatini  ab- 
bracciasse ancor  lei.  Non  è  cosi  :  ella  ha  fatto  bene  ad  avvisarmene  fran- 
camente, poiché  io  volentieri  acconsento,  che  sia  pagato  a  lei  quel  debito 
di  gratitudine,  che  le  si  conviene.  Mi  truovo  in  villa,  né  ho  quella  prefa- 
zione sotto  gli  occhi;  però  vegga  ella,  se  potesse,  e  come  potesse  aggiu- 
gnersi  nel  line  :  Hanc  autem  curam  evulgandi  quaecunque  hanc  in  rem  scripta 
reliquit  Pandulphus  Pisanus,  sibi  potissimum  suscepit  Clarissimus  Saxius 
noster  Ambrosianae  Bibliothecae  Praefectus.  lino  si  quid  aliud  occurret  tum 
ex  ejusdem  Bibliothecae  penu,  tum  ex  edilis  libris,  quo  nobile  romanorum 
Ponti/icum  argumentum  aut  latius  illustretur,  aut  lectori  commodius  effi- 
ciatur,  ille  etiam  laudabili  Consilio  in  unum  cangerei  atque  adj'iciet,  et  prae- 
sertim  alias  eorumdem  Pontifìcum  vilas  ab  Auctoribus  coaevis  conscriptas. 
Tu  labore  nostro  et  sociali  conatu  fruere,  unam  quippe  publicam  utili- 
tatem,  Literarumque  bonarum  incrementun  prae  oculis  habemus.  Ella,  se 
di  più  occorra,  aggiunga. 

Con  piacere  ho  inteso  il  buon  ordine  tenuto  per  le  Vite  raccolte  dal- 
l' Aragonese,  e  servirà  molto  bene  l' annotazione  da  lei  fatta  a  quella  di 
Gregorio  VII,  per  iscusa. 

Del  resto  a  me  fece  calare  il  pensiero  di  raccogliere  le  Vite  de'  Papi 
composte  da  altri  contemporanei,  quel  vedere  che  il  Baronie  e  il  Rinaldi 
ne  portano  molte,  che  non  é  in  mano  nostra  d'avere.  E  però  mi  contenterò 
di  quelle  poche  che  accennai.  Ma  giacché  ella  è  cosi  bene  animata,  faccia 
pure  quanto  può,  ch'io  non  mi  oppongo.  Quella  d'Innocenzo  III  è  lunga, 
e  andava  io  dicendo,  che,  avendola  i  lettori  anche  dal  Baluzio,  pareva  su- 
perfluo il  ridarla.  Ma,  nella  risoluzion  presa,  converrà  anch'essa  produrla. 

Egregiamente  ha  fatto  col  difendere  dalla  taccia  di  quel  si  lungo  scisma 
la  Chiesa  milanese.  Io  le  prego  da  Dio  ottima  salute  anche  per  il  bene 
del  pubblico,  e  del  nostro  gran  disegno,  e  con  tutto  lo  spirito  mi  rassegno, 
di  V.  S.  illustrissima. 

Vegga  se  occorresse  prender  altro  dall'opera  dello  Schelstrate,  ch'io 
non  mi  truovo  avere,  ma  che  però  vidi  una  volta,  e  mi  ricordo,  che  trat- 
tava solo  degli  antichi  papi.  Mi  rallegro,  che  anche  lo  Schelstrate  stima 
molto  cotesto  manoscritto  ambrosiano  di  Anastasio. 


-1*733  1  A  GIUSEPPE  ANTONIO  SASSI  2327 


2177. 

ALLO  STESSO  in  Milano. 
Modena,  14  Maggio  1723. 

BiBLioTBCA  Ambrosiana,  Milano. 

Per  quanto  so  ancor  io.  cotesti  signori  pensano  di  riconoscere  le  fatiche 
di  V.  S.  illustrissima,  e  spero  che  lo  faranno  in  quella  forma  che  conviene 
al  di  lei  merito  e  grado.  E  però  animo. 

Aveva  io  cominciato  in  villa  anche  l'indice  ad  Anastasio,  e  notato  in 
esso  Ambrosianus  codex,  etc.  Mi  è  riuscito  discaro  lo  sbaglio  preso  in  co- 
testa  ristampa  della  prefazione  del  Ciampini.  Si  potrà  correggere  colla  penna 
non  importando  fare  la  spesa  di  ristampare  il  foglio.  Quella  prefazione  di 
monsignor  Bianchini  è  un  guazzabuglio,  dove  egli  ha  voluto  smaltire  i 
suoi  zibaldoni;  e  non  farà  buon  credito  alla  nostra  edizione  il  vedere  ch'egli 
promette  un  tomo  II  di  annotazioni.  Ma  il  fatto  è  fatto. 

Il  Ligui'ino  di  Guntero  è  cosa  bella  :  ma  non  ho  mai  pensato,  né  penso 
che  noi  lo  mettiamo  nella  nostra  Raccolta,  perchè  è  autore  tedesco,  ri- 
stampato più  volte,  e  si  truova  anche  in  una  delle  loro  raccolte.  Oltre  di 
che  esso  è  una  traduzione  in  versi  della  Storia  di  Ottone  da  Frisinga  de 
Gestis  Friderici  I,  e  chi  volesse  pure  ristampare  tedeschi,  quella  sarebbe 
da  prendere,  e  non  il  poema  di  Guntero. 

Ho  osservato  Gesta  Innocentii  III  o  sia  la  sua  vita:  e  questa  fu  pub- 
blicata da  Francesco  Boschetto  vescovo  di  Mompelieri,  ma  più  corretta 
dal  Baluzio  nel  primo  tomo  delle  pistole  d'esso  Innocenzo  III  stampato 
in  Parigi  nel  1682.  Io  ho  questa  edizione  et  è  opera  lunga.  È  impossibile 
che  si  truovi  anche  in  Milano  la  medesima  opera  del  Baluzio,  e  il  sig.  Ar- 
gelati  lo  saprà. 

La  Vita  di  Celestino  V  fu  scritta  da  Pietro  d'Alliaco,  e  si  truova 
con  altre  stampate  negli  Atti  del  Bollando.  Si  può  dare  una  scorsa  ad  essi 
atti,  siccome  anche  &' Secoli  benedettini  del  padre  Mabillone. 

Non  ho  saputo  intendere,  come  si  possa  stampare  dopo  Anastasio  le 
due  mie  prefazioni  unite,  quando  già  si  lavora  intorno  alle  Vite  aggiunte, 
non  sapendo  io,  come  si  possa  camminar  bene  ne  i  registri  de' fogli.  Tut- 
tavia mi  rimetto  alla  prudenza  di  lei.  e  di  codesti  signori.  Potrà  ella, 
dunque,  rimandarmi  solamente  la  prefazione  a  Bernardo  Guidone,  di  cui 
non  ra'è  restata  copia.  L'ho  bensì  dell'altra,  e  vedrò  di  congiungerle,  e 
di  specificar  meglio  la  fatica  da  lei  fatta  per  questo.  Al  qual  fine  di  grazia 
mi  rimandi  anche  quel  paragrafo,  che  appartiene  a  lei,  perchè  né  pure  di 
questo   ho  copia.  Il  sig.  Argelati  vorrebbe   ogni  storia  ornata  di  annota- 


2328  LODOVICO   ANTONIO    MURATORI  [1*?S3- 


zioni,  ma  uon  occorrono;  e  andremmo  all'infinito;  e  quelle  ancora  di  Paolo 
Diacono,  benché  lodevoli,  pure  sono  molto  prolisse. 

Lasci  fare  a  i  settentrionali  per  le  loro  storie.  Spero  in  Dio  che  non 
ci  terranno  il  pane.  Mi  prega  il  libraio  Olandese  Vander  Aa  che  nulla  si 
stampi  da  noi,  stampato  da  lui.  Questo  sarebbe  troppo  favore. 

E  ricordandole  il  mio  rispetto  mi  rassegno  di  V.  S.  illustrissima. 


2178. 

A  MARIANGELO  FIACCHI*  in  Ravenna. 
Modena,  22  Maggio  1723. 

Biblioteca  Classbnse,  Ravenna,  edita  [169]. 

Veggo  nel  foglio  stimatissimo  di  V.  P.  gli  effetti,  che  mi  vuole  far 
godere  la  singoiar  sua  gentilezza  ;  e  dopo  essermi  rallegrato  meco  stesso, 
perchè  il  P.  abate  Canneti  abbia  posto  in  cosi  buone  mani  i  miei  desideri, 
ne  porto  ora  a  lei  i  miei  più  divoti  ringraziamenti.  Mi  piace  il  carattere 
del  copista,  e  supponendo  che  non  sia  impetrabile  da  lui  minore  mercato, 
le  dico  che  pagherò  quanto  occorrerà,  e  mi  sarà  da  lei  significato  per  la 
di  lui  fatica. 

[  '  Quel  solo  che  mi  dispiace,  si  è  di  vedere  si  rozza  e  malconcia  la 
lingua  del  Bojardo  e  la  sua  ortografia,  perchè  certo  io  non  lascierei  uscire 
rancidume,  e  mi  converrà  ritoccare  e  riformare  la  Scrittura  tutta.  Se  mai 
cotesto  copista  fosse  persona  intendente,  e  capace  nel  copiare  di  raddi- 
rizzar molte  parole  e  di  valersi  di  migliore  ortografia,  mi  farebbe  sommo 
piacere,  e  gliene  do  l'autorità.  Come  sarebbe  a  dire  sentenze  per  sen- 
tencie ;  maestra  in  vece  di  magistra;  de  li  accaduti  per  de  gli;  esempli 
per  exempii  ;  ancora  per  anchor  ;  V  una  in  vece  di  luna;  e  simili.  Mi  l'i- 
metto  in  ciò  al  prudente  giudizio  di  V.  P. 

Scrissi  eh"  io  desiderava  che  si  cominciasse  la  copia  dai  tempi  di  Carlo 
Magno,  perchè  mi  figuro,  che,  ne' tempi  addietro,  Ricobaldo  nulla  possa 
averci  conservato  che  non  si  sappia.  Tuttavia  perchè  quel  buon  uomo  si 
vanta  d'aver  tratto  dalle  memorie  dell'Archivio  di  Ravenna  ciò  ch'egli 
dice  de' Longobardi:  vegga  di  grazia  V.  P.  di  confrontare  un  poco  le  sue 
dicerie  intorno  ai  Re  Longobardi  con  ciò,  che  ha  Paolo  Diacono  nella  sua 
Storia  Longobardica,   af&nchè,    se   mai   Ricobaldo  portasse  delle  memorie 


*  Responsive  in  Archivio  Soli  Muratori  (  R.  Bibl.  Est.  ),  n°  18  da  Ravenna  17.36- '44. 

1  II  brano  compreso  tra  parentesi  quadre  fu  pubblicato  dal  conte  Alessandro  Cappi 
nell'opera  La  Biblioteca  Classense,  illustrata  nei  principali  suoi  codici  e  nelle  sue 
pregevoli  edizioni  del  secolo  XV,  Rimini,  Tip.  Orfanelli  e  Grandi,  1847. 


-l'assi  A  aiUSEPPE  ANTONIO  SASSI  2329 

singolari,  ignote  a  Paolo,  non  trascurassimo  di  farle  copiare.  Ella  saprà, 
al  pari  di  me,  chiarirsi  di  questo.  Io  so  che  nel  Poniarium  liavemiatis  Ec- 
clesiae  del  medesimo  autore,  eh'  io  pubblicherò,  a  Dio  piacendo,  egli  conta 
di  molte  favole,  quando  si  scosta  dal  secolo  suo,  e  perchè  nulla  ha  di  raro 
prima  di  Carlo  Magno,  perciò  di  là  ho  preso  il  principio]. 

Io  non  aggiungo  altre  preghiere,  perchè  già  il  cortesissimo  genio  di 
V.  P.  mi  ha  prevenuto.  Di  quanto  ella  farà  per  me  le  resterò  sommamente 
tenuto,  e.  con  tutto  V  ossequio  riverendola,  comincio  a  protestarmi,  di  V.  P. 

Pazienza,  se  la  storia  non  giugno  se  non  a' tempi  di  Ottone  IV. 


2179. 

A  GIUSEPPE  ANTONIO  SASSI  in  Milano. 
Modena,  27  Maggio  1723. 

B1BL.10TXCA  Ambrosusa,  Milano. 

Per  questa  volta  bisogna  pazientare,  se  il  povero  Paolo  Diacono  viene 
si  lentamente  alla  luce.  So  che  costi  non  si  ridurranno  più  a  passi  si 
stretti,  che  costano  molto  alle  borse,  né  producono  tutta  l'esattezza,  che 
sarebbe  da  desiderare. 

Godo  che  si  sia  deposto  il  pensiero  intorno  a  Guntero.  Per  altro, 
quelle  note  dello  Spiegelio,  quand'anche  non  fossero  velenose,  contengono 
poco  di  buono,  né  meriterebbono  d'essere  ristampate.  Che  se  pure  piacesse 
a  lei,  e  a  cotesti  signori,  che  si  mettessero  nella  nostra  opera  i  fatti  di 
Federico  I.  torno  a  dire,  che  l'originale  è  Ottone  Frisingense  de  Geslis 
Friderici  I,  altro  non  avendo  fatto  Guntero,  che  tradurlo  in  versi.  Ho  pre- 
parato, e  ste  aspettando  chi  1  porti,  il  primo  tomo  delle  Pistole  di  Inno- 
cenzo III  in  fronte  alle  quali  è  la  vita  d'esso  papa.  Pigli  pure  Y.  S.  illu- 
strissima la  Vita  di  Celestino  V  scritta  in  versi:  ch'io  non  dissento.  Vo 
aflfrettando  quella  di  Niccolò  V.  Tanti  intrighi  mi  si  sono  affollati  addosso, 
che  non  ho  potuto  mettere  in  ordine  la  prefazione  intera  per  le  vite  aggiunte 
ad  Anastasio;  ma,  sa  Dio  vorrà,  nel  prossimo  ordinamento  le  manderò. 

Mi  scrive  il  sig.  Argelati  essere  il  di  lui  sentimento  che  le  Leggi 
Longobardiche  si  stampino  colla  mia  Diplomatica.  Vegga  ella  con  cotesti 
miei  signori  cosa  sia  meglio:  ch'io  in  fine  mi  rimetterò  alla  lor  decisione. 
Ma  avvertano,  che  per  la  Diplomatica  ho  molto  e  poi  molto.  E  in  oltre  vo 
stendendo  delle  dissertazioni  da  frammischiare  ai  documenti,  o  pure  da 
mettere  dove  si  crederà  meglio. 

Giacché  stimo  tolta  ogni  speranza  delle  Cronache  di  Far  fa,  e  di  .S'.  Vin- 
cenzo al  Volturno,  e  del  Monastero  Casauriense,  osservino  ancora,  se  s'ab- 


2330  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [1*733- 

biano  a  lasciare  indieti'o  quelle  memorie,  le  quali  in  fine  riguardano  1"  Italia. 
Per  altro  io  ho  tutti  i  documenti  delle  due  prime  storie,  che  entreranno 
nella  Diplomatica. 

Con  tutto  l'ossequio  mi  confermo,  di  V.  S.  illustrissima,  etc. 


2180. 

ALLO  STESSO  in  Milano. 
Modena,  3  Giugno  1723. 

Biblioteca  Ambrosiana,  Milano. 

Spedisco  Oggi  per  la  posta  al  sig.  Argelati  la  prefazione  alle  Vite 
de  Papi  aggiunte  ad  Anastasio,  e  ridotta  nella  forma,  che  V.  S.  illustris- 
sima mi  accennò    Ella  vedrà,  se  nulla  s' ha   da  togliere   o  da  aggiungere. 

Odo  poi,  che  le  giunte  da  lei  meditate  potrebbono  ascendere  a  tanto 
da  non  capire  in  un  tomo  solo.  Io  mi  raccomando,  che  ciò  non  segua, 
perchè  la  nostra  opera  non  finirebbe  mai,  e  forse  verremmo  in  fastidio  a 
chi  fosse  per  comperarla.  Se  un  tale  impegno  procedesse  dal  mettere  fuori 
opere  inedite,  sarebbe  plausibile  il  pensiero.  Ma  quando  si  voglia  ingros- 
sare di  troppo  questo  argomento  con  ristampare  cose,  che  i  lettori  possono 
facilmente  avere  altronde,  e  massimamente  in  libri  maestri,  come  è  il 
Labbe  e  il  Bollando,  non  so  sottoscrivermi.  Perciò  io  lascierei  indietro  la 
Vita  di  Martino  V,  e  se  occorre,  ancor  quella  ben  lunga  d' Innocenzo  III, 
benché  per  questa  militino  più  ragioni  per  inchiuderla,  che  non  sono  per 
quella  di  Martino  V,  e  quando  bisogni  si  potrà  portare  al  suo  ordine  in 
altro  tomo,  quello  che  aspetto  di  Niccolò  V.  In  somma  prego  la  bontà  di 
V.  S.  illustrissima  che  prenda  bene  le  sue  misure,  acciocché  da  questo  ar- 
gomento si  formi  un  tomo  solo  ;  e  tanto  più  perché  non  possiam  dare  quella 
continuazione,  che  sola  si  sarebbe  potuto  avere  dalla  Vaticana. 

Con  che,  rassegnandole  il  mio  rispetto,  mi  confermo,  di  V.  S.  illu- 
strissima, etc. 

2181. 

A  FRANCESCO  ARISI  in  Cremona. 
Modena,  17  (nugno  1723. 

Museo  Civico  Cekmoxese.  edita  [203]. 

Amico  amatissimo. 

Anche  dal  nostro  Porri  mi  viene  scritto  pel  sig.  abate  Paravicini:  e 
trattandosi  di  servire  due  si  miei   cari   amici   nello   stesso   tempo,   potete 


-l^SS]  A   COSTANTINO   GRIMALDI  2331 


credere  che  mi  adoprerò  con  tutta  la  maggiore  efficacia  e  premui'a.  Il  pre- 
lato non  è  ancor  giunto  da  Roma.  La  mia  paura  è  che  già  sieno  stati 
presi  i  posti.  In  breve  saprete  l'esito  dell'alare,  che  bramerei  onnina- 
mente corrispondente  a'  vostri  e  miei  desiderj  ;  e,  con  tutto  lo  spirito  rive- 
rendovi, mi  confermo,  etc. 


2182. 

ALLO  STESSO  in  Cremona. 
Modena,  1  Luglio  1723. 

MuSKO  Civico  Cremovesk,  edita  [2C3]. 

Amico  amatissimo. 

Appena  tornato  da  Roma  il  nuovo  prelato  di  Reggio,  che  mi  sono 
portato  ad  inchinarlo,  e  gli  ho  parlato  del  sig.  abate  Paravicini,  ma  ho  tro- 
vato già  chiusi  ed  impegnati  gli  anni  avvenire  del  suo  pulpito  per  tutto 
il  1732,  e  tutti  assegnati  a  padri  gesuiti,  fuorché  uno  per  l'abate  Zanetti. 
Mi  ha  detto  che.  nella  lista  degl'impegni  fatti  dal  suo  antecessore,  non 
v'era  il  nome  del  suddetto  sig.  abate,  e  che  tra  qui  e  il  suo  viaggio  e  la 
sua  permanenza  in  Roma,  egli  ha  disposto  d'esso  pulpito  nella  suddetta 
maniera,  con  avere  dimostrato  dispiacere  di  non  avere  inteso  per  tempo 
un  tal  desiderio.  Eccovi  dunque  il  successo  sfortunato  de' miei  troppo  tardi 
ufizj.  Ditelo  ancora  al  nostro  amatissimo  Porri,  e.  se  in  altro  eserciterete 
la  padronanza,  che  avete  sempre  da  avere  sopra  di  me,  spero  che  non  an- 
dranno sempre  a  voto  le  mie  premure  di  servir  tutti  e  due. 

E  rallegrandomi  con  esso  voi,  né  senza  invidia,  perché  abbiat-e  goduto 
costi  il  buon  abate  Puricelli,  con  tutto  lo  spirito  mi  rassegno,  etc. 


2183. 

A  COSTANTINO  GRIMALDI  in  Napoli. 
Modena,  2  Luglio  1723. 

Archivio  Soli  Mcratobi  (K.  Bibl.  Est.),  Modena. 

Bel  regalo  che  mi  ha  fatto  V.  S.  illustrissima  con  la  copia  del  Diario 
del  Duca  di  Monteleone.  L'ho  già  nelle  mani,  arrivatomi  felicemente  da 
Roma.  Dopo  la  storia  di  Giovanni  Villani,  napoletano,  sarà  da  me  questa 
pubblicata,  se  a  Dio  piacerà,  e  andrà  seco  mirabilmente  di  conserva,  paren- 
domi cronaca  molto  ben  fatta,  e  che  illustrerà  non  poco  i  tempi  de' quali 
ragiona. 


2382  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [1*733- 

Ora  io  protesto  qui  alla  somma  gentilezza  di  V.  S.  illustrissima  le 
infinite  mie  obbligazioni  per  questo  a  me  carissimo  regalo,  il  quale  mi  dà 
campo  di  parlare  nella  prefazione  ad  essa  storia  di  si  generoso  benefattor 
mio  e  del  Pubblico.  Resta  solo  che  francamente  mi  accenni,  quanto  abbia 
speso  in  far  ricavare  la  copia  suddetta,  acciocché  io  possa  in  ciò  soddisfare 
a'  miei  doveri,  siccome  desidero,  e  intendo. 

Non  manchi  di  grazia  di  questo. 

Mi  aveva  promesso  il  buon  padre  Alfani  le  vite  antiche  de'  vescovi 
di  Napoli,  e  Guglielmo  Pugliese  con  le  sue  note,  ma  egli  non  mostra  di 
avere  buona  memoria.  E  pui'e  non  vorrei  già  andare  innanzi  nella  stampa 
senza  tali  storie.  Se  mai  V.  S.  illustrissima  avesse  filo  seco,  vegga  un 
poco  di  muoverlo,  che  le  resterò  sommamente  tenuto  ancora  per  questo. 

Le  disavventure  occorse  alla  storia  del  sig.  Giannone,  si  alle  copie, 
come  air  autore,  mi  hanno  tolta  la  comodità  di  procui'armene  co' miei  de- 
nari una  copia,  siccome  io  desiderava  di  fare.  Ma  mi  vo' figurando,  che 
opera  tale  invoglierà  qualche  altro  stampatore  altrove  a  farne  profitto,  con 
ristamparla. 

Intanto  l'autore  ha  dovuto  servirsi  di  costà;  e  Vienna  non  sarà  buona 
da  acconciare  i  suoi  affari. 

E  con  protestarle  più  vivo,  e  più  obbligato  che  mai  il  mio  ossequio, 
mi  rassegno. 


2184. 

A  FRANCESCO  ARISI  in  Cremona. 
Modena,  15  Luglio  1723. 

MuSBo  Civico  Ckemonbse,  edita  [2(B]. 

Amico  amatissimo. 

Eseguirò  quanto  mi  dite  intorno  al  sig.  abate  Paravicini,  con  vivo 
desiderio  di  incontrare  in  ciò  buona  fortuna  con  monsignor  illustrissimo 
di  Reggio. 

Ma  quella  storia  mantovana  del  vostro  Platina  dov'  è  ?  Ha  veduto  fi- 
nora la  luce,  si  0  no?  Comunque  sia,  desidero  di  vederla,  e  di  pubblicarla 
o  ristamparla,  perchè  nuli'  altro  ho  finora  di  meglio  per  quella  città.  A  voi 
dunque  mi  raccomando  per  lumi  ed  aiuti  in  questo. 

Oh  che  studiare  si  farà  dal  grande  Arisi  al  vedere  sì  ben  animati  i 
nostri  teutonici  per  dilatare  le  fimbrie  !  Ma  mi  par  bene  strano  che  si 
pensi  anche  al  di  qua  da  Po. 

Mi  ricordo  con  tutto  lo  spirito,  etc. 


-l'J'SSJ  A   FBANCESCO   ARISI  2333 


2185. 

A  GIUSEPPE  ANTONIO  SASSI  in  Milano. 
Modena,  lo  Luglio  1723. 

Biblioteca  Ambrosiama,  Milano. 

Ho  veduto  già  i  fogli  della  continaazione  delle  Vite  de'  papi  dopo 
Anastasio;  e  m'è  piaciuta  di  molto  la  fatica  e  la  distribuzione.  A  riserva 
della  prefazione  bianchiniana,  tutto  il  resto  va  bene.  Nel  vacuo  che  resta, 
ove  dovrà  mettersi  la  prefazione,  mi  raccomando  a  V.  S.  illustrissima 
perchè  sia  ben  continuata  la  serie  de' papi  con  la  Vita  di  Giovanni  Vili. 
e  coli' altre  brevi,  che  mandai.  Quando  anche  questo  t^mo  riuscisse  più 
grosso  de  gli  altri,  pazienza,  purché  non  sia  troppo.  In  tal  caso,  si  potrà  dare 
in  altro  sito  la  Vita  di  Nicolò  V  che  già  ho  ricevuto,  e  debbo  rivedere. 
Ella  mi  scrisse,  che  pensava  di  dar  fuori  Ottone  da  Frisinga  de  Gestis  Fride- 
rici.  Io  non  dissentirò,  perchè  ninno  meglio  di  lui  tratta  bene  quel  pezzo  di 
storia.  Fo  ora  copiare  le  mie  annotazioni  alle  Leggi  Longobardiche,  e,  subito 
che  saranno  all'ordine,  penso  di  mandarle,  perchè  mio  sentimento  è,  che 
si  cominci-  da  esse  il  tomo  V,  se  pure  cosi  parrà  a  loro  altri  signori.  Ho 
speranza  che  non  debba  dispiacere  la  nostra  edizione,  perchè  avrà  giunte, 
e  spiegazioni,  e  varianti  utilissime.  Ella  ne  giudicherà  a  suo  tempo. 

Intanto  con  pregarla  di  continuarmi  il  suo  stimatissimo  amore,  e  con 
riverire  caramente  il  nostro  sig.  Bianchi,  ed.  espressamente,  l'indefesso 
sig.  Goffredo  de"  Filippi,  mi  confermo,  di  V.  S.  illustrissima,  etc. 

Supplico  la  di  lei  bontà,  che  mi  ricuperi  1'  Anonimo  Ravennate  dal 
padre  letterato  Beretti.  perchè  ne  ho  avuto  più  volte  bisogno,  e  sempre 
ho  detto  di  volergliene  scrivere,  e  mai  non  l'ho  fatto.  Di  grazia  ella 
abbia  in  ciò  più  memoria,  che  non  ne  ho  avuto  io  finora,  in  pregarla  di 
questo  favore. 

2186. 

A  FRANCESCO  ARISI  in  Cremona. 
Modena,  29  Luglio  1723. 

Ugsko  Civico  Ckuohxsk,  adita  [306].    . 

Amico  amatissimo. 

Ottima  nuova  che  mi  date,  con  dirmi  che  voi  stosso  avete  la  Storia 
di  Mantova  del  vostro  Platina.  Se  l'avete  voi  adunque,  l'avi'ò  anch'io,  e 

Epiatolario  di  iMdovieo  Antunio  UuratorL  —  Voi.  VI.  liS. 


2334  LODOVICO   ANTONIO    MURATORI  '  [1*733- 


voi  siete  si  onorato  galantuomo,  che  cercherete  via  sicura  di  farmela  avere 
in  prestito.  Quando  altra  occasione  non  vi  fosse,  si  potrebbe  per  via  del  signor 
sergente  maggiore  Mazzoni  inviarla  a  Brescello  al  sig,  dott.  Soliani,  che  me  la 
farebbe  giugnere  sicura.  Procurerò  di  farne  onore  anche  a  voi  nella  prefa- 
zione. Mi  chiedete  risposta  del  Ripalta,  con  aggiungere  che  gran  tempo  fa 
me  ne  mandaste  i  fogli.  Son  rimasto  sorpreso,  perchè  niun  foglio  ho  mai 
ricevuto  spettante  a  tale  autore.  Ho  ben  cercato  nelle  lettere  vostre,  e  nel 
maggio  dell'anno  prossimo  passato  mi  deste  [notizia]  di  un  frammento  della 
storia  di  Piacenza  con  un  saggio  delle  cose  ivi  contenute,  ma  non  altro.  Di 
grazia  spiegatevi  meglio,  e  sappiate  ch'io  sommamente  bramerei  la  storia  di 
quella  città,  scritta  non  da  un  vescovo  Ripalta,  già  da  me  veduta,  che  giugno 
fin  circa  al  1380,  ma  si  bene  la  continuazione  d'essa  fatta  da  un  altro 
Ripalta,  foi'se  suo  nipote,  e  che,  se  ben  mi  ricordo,  arriva  fin  verso  il 
1450,  e  rapporta  il  diploma  dello  studio  piantato  in  Piacenza  coi  nomi  di 
tutti  i  lettori  d'allora.  Questa  vorrei.  Ma  a  buon  conto  ditemi  in  che  con- 
sista quella  che  avete.  Dell'antico  di  Piacenza  ho  quanto  occorre;  vorrei 
solo  ciò  che  mi  manca  dal  1380  sino  al  1500. 

Al  vostro  sperimentato  amore  mi  raccomando  per  questi  favori,  e,  con 
tutto  lo  spirito  riverendovi,  mi  confermo,  etc. 

P.  S.  Sicché  faremo  che  quattro  soldi  impongano  silenzio  alle  bravate 
teutoniche  per  cotesti  confini. 

2187. 

A  GIUSEPPE  MALASPINA  DI  S.^^  MARGHERITA  in  Monleale. 
Modena,  6  Agosto  1723. 

Raccolta  Palmikui,  S.  Paolo,  Roma. 

Vo  disponendo  per  inviare  a  Milano  alcune  delle  storie  da  me  rac- 
colte, e  fra  l'altre,  la  genovese  di  Caffaro  e  de' suoi  continuatori,  regalo 
insigne  che  si  farà  al  pubblico  ;  e  tanto  più  perchè  mi  è  riuscito  di  otte- 
nere e  di  potervi  aggiungere  ancor  quella  di  Giorgio  Stella,  che  per  130 
anni  continua  la  suddetta.  Ora  nella  prefazione  dirò  che  riconosco  da 
V.  S.  illustrissima  questa  grazia  ;  il  che  m'  immagino  che  sia  colla  di  lei 
approvazione.  Abbas  Commendatarius  S.  Marciani  Terdonensis  suppongo 
che  sia  titolo  proprio:  e  se  altro  ve  n'ha,  me  lo  suggerisca. 

Ma  e  che  fa  V.  S.  illustrissima  cosi  costante  nella  sua  solitudine? 
come  vanno  gli  studi?  Vo  spe'rando  che  non  dimenticherà  in  tanti  suoi 
impicci  la  Cronaca  r/'  Asti  e  molto  meno  la  mia  servitù  costantissima  verso 
la  di  lei  singolare  persona  e  virtù.  Serva  questa  mia  per  assicurarla  ch'io 
son  qui  ricordevole  sempre  delle  mie  obbligazioni,  ed  è  più  che  mai  vivo 
quel  distinto  ossequio,  con  cui  mi  rassegno,  di  V.  S.  illustrissima. 


-l'7S3]  AD  ANTONIO  VALLISNIERI  2335 


2188. 

A  RINALDO  I  D'  ESTE  in  Modena. 
Modena,  7  Agosto  l"^. 

R.  ÀKCHivio  DI  Stato,  Modena. 

Non  ricevè  il  Muratori  l'ordinario  scorso  lettera  alcuna  di  Cremona. 
Oggi  riceve  quella  del  passato,  e  quella  del  presente,  e  si  dà  l'onore  d'umi- 
liare l'ima  e  l'altra  a  V.  A.  serenissima  con  farle  insieme  profonda  ri- 
verenza. 

2189. 

AD  ANTONIO  VALLISNIERI  in  Padova. 
Modena,  13  Agosto  1723. 

Biblioteca  Naziohale  di  Brera,  Milano,  edita  [142]. 

Verissimo  è  che  il  sig.  consigliere  Masini,  prima  di  portarsi  a  visitar 
la  sua  pati-ia.  mandò  a  S.  A.  serenissima  il  voto  suo  intorno  alla  pen- 
denza dei  signori  vostri  fratelli.  Ma.  avendone  io  fatta  istanza  al  sig.  se- 
gretario Santagata.  egli  mi  risponde  di  non  averlo  veduto,  e  che  né  pure 
il  Padron  serenissimo  sa  dove  sia.  Ecco  dunque  un  nuovo  ostacolo  alla 
conclusion  dell'  affare.  Intanto  il  ministro  è  lontano,  né  si  sa  quando  abbia 
da  essere  il  suo  l'itnrno,  e  Dio  sa  anche  s'egli  tornerà.  Mi  ha  promesso 
il  signor  segretario  di  far  nuove  diligenze,  e  si  vedrà  che  effetto  avranno. 

In  questo  ordinario  spedisce  il  Soliani  un  involto  indirizzato  a  voi, 
che  si  fermerà  in  Venezia  presso  il  corriere  sino  ad  ordine  vostro.  Ivi 
sono  un  Aff/iello,  i  due  primi  temetti  dei  miei  Aneddoti,  le  Scansie  che  si 
son  potute  avere,  e  una  solo  copia  De  Ingeniorum  moderatione,  poiché  il 
Soliani  non  ne  ha  più,  e  manda  l'ultima  che  si  trova  avere.  Vi  spedirò 
poi  il  conto  un'altra  volta. 

Feci  poi  de' passi  pel  sig.  dottore  Guerra:  ma  ritrovai  già  fatti  nel 
Finale  degli  impegni  per  un  medico  ferrarese,  il  quale  in  fatti  è  stato 
condotto  da  quella  comunità.  Però  mi  dispiace  di  non  avervi  potuto  ubbi- 
dire, e  che  i  vostri  stimatissimi  uffizj  sieno  rimasti  inutili  in  tal  congiun- 
tura. Mi  è  stata  carissima  l' orazione  del  sig.  Volpi,  che  fa  onore  al  glorioso 
vostro  principato  in  cotesta  Accademia.  L'argomenio  dal  sig.  Volpi  trat- 
tato era  ben  delicatissimo;  ma  egli  con  avvedutezza  mirabile  l'ha  trattato 
in  guisa,  che  ha  soddisfatto  al  suo  impegno;  e  pure  si  può  tuttavia  pro- 
mettere delle  benigne  occhiate,  e  qualche  cosa  di  più,  da  chi  è  solamente 


233B  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [1*733- 

avvezzo  a  ricevere  incensi  e  voti.  Rallegra  te  vene  per  mia  parte  col  dot- 
tissimo e  giudizioso  autoi'e;  ch'io  intanto  sommamente  ringrazio  voi  dello 
stimatissimo  regalo.  Cosi  pure  mi  vi  protesto  tenuto  per  la  beli' Oda  del 
sig.  conte  Aldrighetti:  cosa  rara  in  un  gentiluomo,  e  da  fare  invidia  anche 
ai  buoni  padri,  che  hanno  il  gius  privativo  della  latinità,  cioè  credono 
d'averlo.  Staremo  a  vedere,  se  cotesto  eminentissimo  vescovo  si  ricorderà 
di  me  in  occasione  che  il  nostro  sig.  Pivati,  sempre  da  me  caramente  ri- 
verito, vestirà  il  carattere  di  mio  ambasciatore  per  ottenere  la  Vita  di  Carlo 
Zeno.  Ancor  noi  un  caldo  atroce.  Perciò  io  in  breve  alla  villa;  e  n'ho  ne- 
cessità, perchè  maltrattato  dalle  vigilie,  e  da  altri  incomodi  di  sanità.  In 
qualunque  stato  e  luogo  però,  io  sono  ed  eternamente  sarò  quale  con  tutto 
lo  spirito  mi  protesto. 

P.  S.  Al  nostro  Burgos  [Alessandro],  quando  il  tornerete  a  vedere,  un 
dolcissimo  saluto  per  parte  mia. 

2190. 

A  PIER  CATTERINO  ZENO  in  Venezia. 
Modena,  17  Agosto  1723. 

Biblioteca  del  Sbuinakio,  Padova. 

Ricevo  le  copie  del  nuovo  Giornale;  distribuirolle,  e  intanto  rendo 
infinite  grazie  a  V.  R.  tanto  per  lo  stimatissimo  dono,  quanto  per  la  bontà 
di  lei  in  riferire  i  disegni  della  mia  gran  Raccolta  Rerum.  Italicarum. 
Se  a  Dio  jjiacerà,  che  continui,  col  buon  successo  incominciato,  la  stampa, 
io  spero,  che  ella  avrà  occasione  di  compartirmi  altri  favori.  Del  resto 
mi  son  rallegrato  non  poco  al  vedere  la  continuazione  dei  troppo  necessarj 
Giornali  d' Italia,  e  il  presente  tomo  pieno  di  tante  notizie.  Lungamente 
la  conservi  il  Signore  Iddio,  perchè  ella  seguiti  a  recare  il  gran  beneficio. 
Se  una  volta  questo  Soliani  la  finirà  di  stampare  un  mio  libro,  farò  su- 
bito volarlo  alle  sue  mani,  e  resto  etc. 

2191. 

A  FRANCESCO  ARISI  in  Cremona. 
Modena  (San  Felice),  18  Agosto  1723. 

Museo  Civico  Cremonese,  edita  [208]. 

Amico  amatissimo. 

Vi  scrivo  di  villa,  e  mi  dispiace  di  non  essere  in  città  e  di  non  sa- 
pere  di   che   religione   sia   il  P.  Cavedo,  perchè  avrei  fatto  diligenza  per 


-l'assi  A  PIETRO  CANNETI  2337 

ritrovarlo.  Di  grazia  supplite  voi.  Mi  è  nata  speranza  che  abbia  a  riuscire 
a  voi  di  trovarmi  la  storia  del  Ripalta  junior  e.  Mi  sarebbe  questa  al  mag- 
gior segno  cara,  ed  anche  a  voi  e  a  chiunque  vive  all'ombra  del  gran  Tor- 
razzo, dovrebbe  riuscir  tale,  perchè  ivi  si  tratta  anche  di  loro.  Pescate, 
movetevi  e  fate  il  colpo.  Attenderò  i  vostri  favori  per  la  storia  del  vostro 
Platina.  Voi  altresì  aspettate  col  tempo  da  me  il  vostro  Sicardo,  che  non 
è  però  gran  cosa.  E.  caramente  riverendovi,  mi  confermo,  etc. 


2192. 

AD  ALESSANDRO  POMPEO  BERTI  in  Aquila. 
Modena  (  San  Felice  ),  18  Agosto  1723. 

B.  Biblioteca  Lucca,  edita  [163]. 

Mi  ha  fatto  molto  negligente  in  rispondere  agli  ultimi  caratteri  di 
V.  R.  la  mia  poca  sanità,  per  ristoro  della  quale  mi  trovo  ora  in  villa. 
Godei  molto  di  quanto  ella  mi  scrisse  intorno  alle  reliquie  del  monastero 
già  celebre  Casauriense.  la  cui  cronaca  antica  si  conserva  in  Parigi,  senza 
essermi  riuscito  di  ottenerla.  Vi  si  contengono  di  belle  memorie  :  ed  è  un 
nulla  quanto  ne  ha  rapportato  l'Ughelli.  Ma  l'Italia  non  l'ha. 

Auguro  all'ottimo  di  lei  genio,  o,  per  dir  meglio,  a  me  stesso,  che  le 
venga  fatto  di  scoprire  in  coteste  circonvicine  parti  altri  antichi  docu- 
menti, che  contengano  qualche  cosa  di  distinto  o  per  gli  personaggi  che 
ivi  sieno  nominati,  o  per  !&  materia.  Fra  pochi  giorni  dovrebbono  uscire 
in  luce  i  due  primi  tomi  della  gran  Raccolta,  e  già  si  avvicina  al  fine  il 
terzo,  che  abbraccia  le  Vite  dei  papi  d' Anastasio,  colla  giunta  dell'  altre 
inedite  fino  al  1330.  Avrò  ben  presente  alla  memoria  il  di  lei  desiderio. 
Desidero  io,  all'incontro,  che  si  accorci  il  tempo  di  cotesta  sua  onorata,  ma 
non  molto  gustosa,  dimora,  e  che  al  di  lei  merito  sia  data  stanza  di  miglior 
garbo,  ed  anche  più  vicina  o  comoda  per  li  suoi  amici,  non  che  per  lei. 
Con  che,  rassegnandole  il  mio  rispetto,  mi  confermo,  di  V.  R.  etc. 


2193. 

A  PIETRO  CANNETI  in  Foligno. 
Modena  (San  Felice),  18  Agosto  1723. 

Abohivio  Soli  Muratosi  {R.  Bibl.  Est,),  Modena. 

La  mia  poca  salute  mi  ha  fatto  negligente  in  rispondere  a  gli  stima- 
jsimi  caratteri  di  V.  P.  reverendissima,  e   mi   ha    obbligato   a   scappare 


2338  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [l'7'33- 

in  villa,  di  dove  le  porto  i  dovuti  ringraziamenti  per  tanta  bontà,  con 
cui  ella  pensa  ad  accrescere  la  mia  gran  Raccolta  Istorica.  Comunicherò 
a  gli  amici  di  Milano  la  notizia  dell'Opuscolo  di  Bernardino  Gadolo  per 
udire  il  loro  parere.  Se  ivi  si  trattasse  anche  de  gli  uomini  illustri  dell'or- 
dine camaldolese,  si  potrebbe  con  più  franchezza  promettere  d'inserirlo: 
poiché  la   Vita  di  S.  Romoaldo  già  l'abbiamo  pubblica  ed  antichissima. 

Ricevei  la  miniatura  del  Quadriregio,  e  mi  credeva  d'averla  portata 
meco  in  villa  per  rimandargliela,  ma  non  la  truovo.  Soddisfarò  ritornando 
in  città.  Per  quanto  pensassi,  non  seppi  trovar  buon  verso  alle  lettere, 
che  sono  in  petto  di  quella  figura  ;  e  temo  che,  senza  arrischiar  troppo  le 
conghietture,  non  si  possa  interpretare  l'oracolo. 

Scrissi  a  Milano  per  aver  notizia  di  quel  Giorgio  Ravennatino,  e  per 
sapere  se  vi  si  faceva  menzione  del  Prezzi:  ma  non  ne  ho  peranche  ve- 
duto alcun  buon  effetto  :  ragione,  cred'  io,  ne  è  stato  l' essere  stato  fuori 
di  quella  citta  il  sig.  Sassi,  a  cui  ne  scrissi.  Ripeterò  le  istanze. 

Facciano  quel  che  vogliono  que' signori  che  promuovono  l'edizione 
del  Quadriregio,  purché  questo  benedetto  libro  una  volta  venga  alla  luce 
con  tutti  gli  ornamenti  nuovi. 

Il  Granchi  a  copiato,  e  confrontato.  Ma  debbo  dire  a  V.  P.  reveren- 
dissima d'aver  trovato  il  testo  si  scorretto,  cotanto  oscuri  i  sensi,  parte 
per  difetto  del  poeta,  e  parte  per  1"  ignorante  copista,  eh'  io  non  so  se  sarà 
atto  per  la  stampa.  L'ho  portato  meco  in  villa,  per  vedere  se  é  possibile 
conciargli  l'ossa;  e  poi  saprò  dirlene  l'esito.  E  un  peccato:  perché  ha  poi 
delle  notizie  particolari,  che  meritano  affatto  la  luce. 

Va  a  giorni  la  pubblicazione  de' due  primi  tomi  della  gvQ,n  Raccolta  ; 
e  il  terzo  tomo,  che  contiene  le  Vite  de' papi  d'Anastasio  colle  Giunte 
de' papi  susseguenti  sino  al  1300,  già  s'avvicina  al  fine. 

Desidero  all'ottimo  genio  di  V.  P.  reverendissima  ogni  maggior  for- 
tuna per  iscoprire  qualche  autore  inedito  delle  cose  del  Piceno  e  del- 
l'Umbria, perchè  in  fatti  fra  tante  storie,  ninna  ne  ho  di  cotesti  paesi. 
Tante  di  Roma,  Napoli,  e  Toscana;  e  di  quel  paese,  che  è  intermedio, 
nulla,  a  riserva  della  Vita  di  Braccio:  mi  rincresce.  Con  tutto  l' ossequio  etc. 


2194. 

AD  UBERTO  BENVOGLIENTI  in  Siena. 
Modena  (  San  Felice),  19  Agosto  1723. 

Biblioteca  Comunalb,  Siena,  edita  [163]. 

Non   vidi   poi   il   P.    maestro   Fuochi,    per  cui  V.  S.  illustrissima  mi 
scrisse  ne'  mesi  addietro  ;  e,  se  ho   a   dirle  il   vero,  non   mi   curo   d' udire 


-ITSB]  A  COSTANTINO  GRIMALDI  2339 


panegirici,   e  molto  meno  di  nutrire  amicizia  con  religiosi  predicatori  di 

professione,  perchè  tengono  tutto  l'anno  in  esercizio  i  suoi  amici  per  la 
caccia  de'  pulpiti,  mirando  nello  stesso  tempo  almeno  ad  un  centinajo. 
Contuttociò,  ella  dee  con  tutta  libertà  comandarmi  quando  le  occorra. 

Dovrebbono  tardar  poco  ad  uscire  in  luce  i  due  primi  tomi  della  mia 
gran  Raccolta^  e  comincia  ad  avvicinarsi  al  fine  anche  il  terzo,  che  ab- 
braccia le  Vite  de  Papi  d'Anastasio,  colla  continuazione  d'altre  inedite 
fino  al  1320.  Ultimamente  ho  finito  di  ordinare  le  Leggi  Longobardiche, 
confrontate  con  questi  codici  manoscritti;  e  spero  che  l'edizione  abbia  a 
piacere,  perchè  conterrà  giunte,  formolo  antiche,  e  qualche  ajuto  nelle  note 
ch'io  vi  ho  aggiunto. 

Quella  Cronaca  di  San  Gem  ignano  né  pure  a  me  sembra  approposito  ; 
e  pure  un  modenese  avrebbe  caro  di  far  onore  a  qaella  terra,  credendo 
noi  che  dal  nostro  santo  vescovo  protettore  sia  ad  essa  venuto  il  nome. 

Faremo  senza  que'  politici  ignoranti  che  non  vogliono  contribuire  al 
pubblico  bene  e  decoro  dell'Italia,  per  timore  di  qualche  verità. 

La  supplico  di  conservarmi  il  suo  stimatissimo  amore,  sicuro  sempre 
del  mio;  e  con  tutto  l'ossequio  mi  rassegno  di  V.  S.  illustrissima,  etc. 

.   2195. 

A  COSTANTINO  GRIMALDI  in  Napoli. 
Modena  (  San  Felice),  20  Agosto  1723. 

Archivio  Soli  Muratori  (  R.  Bìbl.  Est.  ) .  Modena. 

Resterò  sommamente  tenuto  alla  bontà  di  V.  S.  illustrissima  se  anch'olla 
si  adopera  per  ottenermi  una  volta  dal  P.  Alfani  le  vite  manoscritte  di  co- 
testi antichi  arcivescovi.  Mi  sono  raccomandato  per  questo  anche  al  P.  Paoli 
mio  amico,  ma  spero  più  nell'autorevole  interposizione  di  lei.  Mi  parrebbe 
una  vergogna  di  noi  italiani,  che.  raccogliendosi,  tutte  le  vecchie  storie  di 
questa  nostra  patria,  ne  restasse  indietro  una.  che  è  si  antica,  e  di  cui 
copia  si  truova  fin  presso  li  franzesi.  veggendola  io  citata  dal  Glossario 
del  Du- Gange. 

Se  poi  potesse  anche  ottenermi  una  copia  della  storia  del  sig.  Giannone 
(  e  ciò  co'  miei  denari,  perchè  m*  intendo  sempre  a  tal  condizione  )  ne  avrei 
ben  gusto.  Chi  mi  scrive  che  è  ojiera  empia,  chi  diversamente  ne  giudica. 
Ma  io  non  oso  profferir  sentenza  di  libro  da  me  non  veduto  finora.  Vero 
è  che  passa  tal  volta  per  empietà  anche  il  dire  certe  verità,  che  pure  non 
riguardano  il  fondo  della  religione,  e  né  pure  la  religione  medesima. 

La  spesa  del  Diario  di  Monteleone  doveva  essere  esente  da  i  riguardi 
della  generosità  di  V.  S.  illustrissima,  perchè  altrimenti  mi  si  chiude  l' adito 


2340  LOBOVICO   ANTONIO   MURATORI  [1*7  S3- 

a  pregarla  d'altri  favori.  Io  non  vo'farle  forza,  pagherò  come  potrò  parte 
del  mio  debito  nella  prefazione:  le  invierò.  subito  che  sarà  stampato,  un  mio 
Trattato  della  carità  verso  il  prossimo,  'il  quale  spero  che  non  le  dispia- 
cerà, e  intanto  rendo  infinite  grazie  al  suo  magnanimo  cuore. 

Non  dimenticherò  la  di  lei  richiesta  per  la  gran  Raccolta,  i  cui  due 
primi  tomi  fra  pochi  giorni  usciranno  alla  luce.  Il  terzo  anch'esso  s'av- 
vicina alla  fine.  E,  tutto  ossequio  verso  di  lei,  mi  ricordo. 


2196. 

A  FRANCESCO  ARISI  in  Cremona. 
Modena  (  San  Felice  ),  26  Agosto  1723. 

Museo  Civico  Cremonese,  edita  [208]. 

Amico  amatissimo. 

Dal  sig.  Mazzoni  ho  ricevuto  il  vostro  libro,  cioè  la  Storia  di  Man- 
tova del  Platina.  Mi  è  stato  caro  di  aver  nelle  mani  questo  libro,  perchè 
opera  di  un  valentuomo,  e  perchè  niun' altra  ne  aveva  io  di  quella  città. 
Ho  osservato  che  anche  il  Vander  Aa  in  Olanda  vuol  inserirla  nella  sua 
gran  raccolta,  non  importa;  anche  la  mia  l'abbraccerà.  Del  resto  giacché 
il  Lambecio  ha  detto  qualche  cosa  intorno  a'  primi  secoli,  ne'  quali  vera- 
mente il  Platina  è  molto  digiuno,  poco  vi  resterebbe  da  fare  per  gli  ultimi 
secoli,  la  storia  de' quali  tempi  è  assai  nota. 

Mi  raccomando  pel  Ripalta,  e.  con  tutto  lo  spirito,  mi  rassegno,  etc. 


2197. 

A  MAURO  ALESSANDRO  LAZZARELLI  in  Milano. 
Modena  (  San  Felice  ),  2  Settembre  1723. 

Abchivio  Soli  ^Curatori  {R.  Bibl.  Est.),  Modena. 

Involti  nuovi  per  me,  imbrogli  ed  aggravj  nuovi  per  V.  P.  reveren- 
dissima. Io  non  so  chi  me  ne  abbia  favorito,  e  supponendo  che  non  con- 
tengano cosa  di  gran  premura,  attenda  pure  ella  con  tutto  suo  comodo, 
che  se  le  presenti  occasion  propria  per  farmeli  avere.  Intanto  la  prego  di 
perdono,  se  altri,  sapendo  la  bontà,  ch'ella  ha  per  me,  se  ne  prevale  con 
incomodo  di  lei.  Mi  disse  il  sig.  ab.  Papotti,  che  m'avrebbe  inviato  il  pre- 
cedente, venuto  col  tesoro  del  sig.  Soragna  ;  ma  non  l' ho  finora  veduto  : 
et  io  a  buon  conto  mi  son  fuggito  in  villa  a  purgar  le  orecchie,  e  cercar 
sollievo  alla  sanità,  che  non  è  molta. 


-l'T'SS]  A  NICCOLÒ   BERTANI  MASINI  2341 

Troverà  V.  P.  reverendissima  nel  sig.  Conte  Carlo  [  Borromeo  Arese  ") 
una  ragion  diritta,  e  un'  ottima  volontà.  Ma  anch'  io  m' immagino,  che  indamo 
li  aspetti  dal  suo  tribunale  ciò  che  il  supremo  ha  precipitato.  Oh  quante 
diavolerie  nuove  ogni  giorno!  Auguro  a  lei  flemma;  poiché  il  resto  non 
se  manca  ;  non  intendendo  mai  di  parlare  di  borsa. 

Con  che  le  rassegno  il  mio  ossequio,  e  mi  confermo  di  V.  P.  reve- 
rendissima. 

2198. 

ALLO  STESSO  in  Milano. 
Modena,  9  Settembre  1723. 

Abchivio  Soli  Mcbatobi  {R.  Bibl.  Est.),  Modena. 

Sono  in  mia  mano  i  due  involtini  speditimi  da  V.  P.  reverendissima, 
alla  cui  gentilezza  mi  protesto  sommamente  obbligato  per  questo  nuovo 
favore.  Contenevano  poi  essi  tre  copie  dell'ultimo  libro  del  sig.  Richa; 
una  per  S.  A.  serenissima,  l'altra  pel  sig.  Torti,  e  la  terza  per  me.  Certo 
che  mi  è  dispiaciuto  quanto  egli  ha  ritoccato  intorno  al  sig.  medico  Corte. 
Meglio  era  tacere,  che  volere  in  poche  parole  rifarsi.  Se  la  sbroglino  l' uno 
e  l'altro,  ch'io  non  vo' pensarvi. 

Di  grazia  mi  dica  ella,  cosa  intenda  pel  gramle  proposito  di  mettersi 
a  vendere  i  due  primi  tomi  della  mia  Raccolta:  se  volesse  dire,  che  co- 
testi signori  si  troveranno  imbrogliati  a  ricavare  le  spese,  quando  se  ne 
lasci  lo  spaccio  a  certa  persona,  converrei  seco.  Se  altro,  avrò  caro  di 
saperlo  per  regola  mia  e  di  cotesti  signori. 

Qui  s'è  restato  confuso  all'intendere  l'improvvisa  chiamata  di  S.  E. 
a  Praga.  Io  ho  risposto,  che  sarà  per  onore,  godendo  egli  una  delle  prime 
cariche  del  regno  di  Boemia;  e  cosi  pure  che  si  sia  calmata  alquanto 
l'inquietudine  e  paura  di  perdere  un  cavaliere,  che  ora  era  necessario 
a'  nostri  interessi.  Con  rassegnarle  il  mio  rispetto,  più  che  mai  mi  protesto, 
di  V.  P.  reverendissima. 


2199. 

A  NICCOLÒ  BERTANI  MASINI  in  Ferrara. 
Modena,  10  Settembre  1723. 

R.  Biblioteca  Estehsv,  Modena. 

Quanto  io  aveva  qui,  è  stato  disertato  in  quest'anno  dalle  tempeste, 
e   non   ne   ricaverò  un   soldo.    Sperava   io  in  cotesto  mie  rendite:  ed  ora 


2342  LODOVICO   ANTONIO    MURATORI  [1*?S3- 


sento  da  V.  S.  che  ancor  esse  patiranno  un'  altra  tempesta.  Sia  benedetto 
Iddio  padrone  di  tutto.  Mi  favorisca  pure  di  visitare  il  casino,  e  il  forno  ; 
e,  dopo  aver  fatto  ben  esaminare  il  rifacimento  del  fenile  del  Vendemiati 
Alfonso,  conduttore  del  fondo  la  Malea  nel  territorio  di  Codigoro,  spet- 
tante al  priorato  di  S.  Agnese  di  Ferrara,  mi  avvisi  del  risultato,  ac- 
ciocché si  vegga,  s'io  debba  bonificargli  tutto  in  quest'anno. 

Venga  la  di  lei  consorte,  che  sarà  ben  veduta  in  casa  mia.  Può  es- 
sere ch'io  mi  truovi  in  villa;  ma  ho  già  dato  ordine  a  mia  sorella  di 
riceverla,  come  se  ci  foss'io  in  persona,  e  di  servirla  in  tutto  che  le  oc- 
correrà. Con  che  caramente  riverendola,  mi  confermo. 


2200. 

A  PIER  CATTERINO  ZENO  in  Venezia. 
Modena,  10  Settembre  1723. 

Biblioteca  del  Seminario,  Padova. 

Buone  nuove,  che  mi  dà  V.  R.  con  dirmi  già  assai  inoltrata  la  fab- 
brica del  35."  tomo  del  Giornale.  Questa  è  un'opera  necessaria  presente- 
mente all'Italia,  e  poi  coli' andare  degli  anni  sarà  sempre  più  stimata,  e 
ricercata,  perchè  essa  è  il  principal  erario  della  Storia  Letteraria  de'  nostri 
tempi.  Però  animo  a  continuarla. 

Mi  sono  informato  da  questi  Padri  Benedettini  di  quanto  ella  mi  or- 
dina intorno  al  P.  Bacchini.  Non  sussiste,  che  egli  abbia  mai  rinunziato 
la  Badia  di  Modena,  né  che  egli  sia  stato  abate  di  Santa  Maria  delle 
Grazie  sul  Piacentino.  Dall'anno  1711  fu  abate  di  Modena,  e  ci  stette  nel 
1712  e  1713.  Indi  fu  fatto  abate  di  S.  Pietro  di  Reggio,  dove  dimorò  per 
sei  anni.  Quindi  passò  abate  di  S.  Colombano  a  Bobbio,  dove  non  avendo 
trovata  l'aria  confacevole  alla  sua  salute,  fu  costretto  ad  andarsene  a 
Padova,  indi  a  Ferrara,  e  finalmente  a  Bologna,  dove  mori  il  di  primo 
di  settembre  1721.  Egli  fu  Cellerario  di  Modena  dall'anno  1698  fino  al 
1704  in  cui  fu  fatto  Priore.  Ecco  ciò  che  posso  dirle.  Prego  bene  V.  R. 
che  se  mai  alcuno  le  volesse  far  credere  che  il  detto  P.  Bacchini  non 
morisse  in  grazia  di  S.  A.  serenissima,  loro  non  presti  fede,  essendo  io 
testimonio  autentico,  che,  essendosi  intesa  qui  la  sua  poca  salute  nel  sog- 
giorno di  Bologna,  e  desiderio  di  tornarsene  all'aria  di  questo  Monastero 
di  Modena,  io  d'ordine  del  Padron  serenissimo  gli  scrissi  tosto,  che  ve- 
nisse pure,  perché  a  S.  A.  serenissima  premeva  molto  la  di  lui  sanità,  e 
s'egli  campava  anche  qualche  giorno,  non  tardava  a  venirsene.  So  che  la 
di  lei  prudenza  ha  abbastanza  di  questo.  Le  rassegno  il  mio  rispetto,  e 
mi  rassegno,  etc. 


-1*733]  A  FBANC3ESC0  ARISI  2343 


2201. 

A  FRANCESCO  ARISI  in  Cremona. 
Modena,  10  Settembre  1723. 

Museo  Civico  Ckemonese.  edita  [208]. 

Amico  amatissimo. 

Nalla  ricevei  dal  zoccolante,  che  mi  accennate,  il  qnale  certamente 
non  avrà  molto  studiato,  non  dirò  il  Galateo,  ma  qualche  altro  libro,  quando 
essendosi  caricato  di  portarmi  quella  copia,  né  l'ha  fatto,  né  si  è  presa 
altra  cura  per  avvisarne  alcuno.  Ma  bensì  ho  ricevuto  lo  stesso  antico 
manoscritto,  che  ultimamente  m'avete  trasmesso,  e  siccome  questo  prestito 
mi  è  stato  sommamente  caro,  cosi  vi  protesto  vivissime  le  mie  obbligazioni 
per  questo  nuovo  atto  della  veterana  vostra  bontà  verso  di  me.  Conserverò 
fedelmente  e,  con  tutta  fedeltà,  vi  rimetterò  esso  manoscritto,  dappoiché 
ne  avrò  fatto  copiare  dal  1300  sino  al  fine.  M'immagino  che  sappiate  es- 
sere imperfetto  nel  fine  esso  manoscritto,  e  me  n"é  ben  dispiaciuto  assai. 
Ma  meglio  é  questo  che  nulla.  Io  ho  la  storia  piacentina  degli  anni  ante- 
cedenti più  copiosa  ed  antica,  e  condotta  fino  al  1398.  Con  tutto  ciò  gio- 
verà l'aggingnere  questo  pezzo.  Cosi  potessi  dare  il  resto  che  manca. 

Ho  appunto  finito  stamane,  prima  di  venirmene  in  villa,  il  confronto 
della  cronaca  di  Sicardo,  cavata  da  un  manoscritto  della  biblioteca  cesarea 
e  da  un  altro  dell'estense.  L'ultimo  è  in  molte  cose  più  copioso  del  primo. 
Ma  non  abbiam  tutto  quanto  ci  ha  lasciato  di  storico  quel  prelato,  il 
quale  scrive  con  istile  molto  spiritoso.  A  Dio  piacendo,  vedrete  tutto. 

Intanto  protestandovi  tutta  la  corrispondenza  del  mio  cuore,  mi  con- 
fermo, etc. 

P.  S.  Oh  !  quasi  mi  dimenticava  di  ringraziarvi  anche  per  le  stampe. 
Quel  vostro  baccanale  è  al  maggior  segno  leggiadro,  e  fa  vedere  che  siete 
maestro  in  questo  genere.  Sbrigatelo  e  mettete  fuori  quell'altro.  Con  gusto 
ho  letto  le  lodi  del  dignissimo  vostro  prelato,  a  cui  umiliate,  vi  prego,  il 
mio  ossequio  la  prima  volta  che  il  vedrete.  Chi  è  autore  di  quella  lettera 
latina  centra  del  P.  Mazzucchelli? 


2344  LODOVICO    ANTONIO   MURATORI  [l'7S3- 


2202. 

AD  ANTONIO  RAMBALDO  DI  COLLALTO  in  Vienna. 
Modena  (  San  Felice  ),  22  Settembre  1723. 

Archivio  Collalto,  Pirnitz. 

Nello  stesso  tempo  che  ricevo  lo  stimatissimo  foglio  di  V.  E.  mi  giugno 
ancora  l'avviso  della  benigna  permissione  datami  da  Sua  Maestà  Cesarea 
Cattolica  di  dedicarle  il  mio  Trattato  della  Carità.  Però  non  occorre  che 
ella  ad  altro  stenda  i  benigni  movimenti  della  sua  gentilezza,  se  non  a 
scrivermi  col  primo  foglio,  che  le  piaccia  d'inviarmi,  come  ho  ricevuta 
la  grazia,  e  che  si  rallegra  meco  della  bontà  mostrata  in  tal  congiuntura 
dalla  M.  S.  verso  la  mia  supplica  e  persona.  Avrei  ben  caro,  che  l'È.  V. 
succintamente  mi  accennasse  qualche  particolarità  da  lei  osservata  in  co- 
testo gran  monarca  della  sua  carità  verso  i  poveri,  ed  anche  del  suo  amore 
benefico  e  caritativo  verso  tutti  i  suoi  sudditi,  acciocché  potessi  valermi 
di  tai  lumi  in  formare  la  dedicatoria,  in  cui  so  di  poter  citare  i  suoi  glo- 
riosi genitori,  che  han  dato  tanti  saggi  di  vera  carità  cristiana. 

Mi  rallegro  poi  con  V.  E.  all'intendere,  ch'ella  sia  in  Praga,  e  ben 
veduta  dall'augustissimo  e  in  disposizione  di  pubblicare  de' suoi  componi- 
menti poetici.  Animo  a  compiere  l'impresa.  Già  ho  veduto  i  quattro  so- 
netti da  lei  inviatimi.  Sono  spiritosi,  e  mostrano  bell'estro  poetico.  Può 
osservare,  se  potesse  farsi  più  chiaro  il  primo  d'essi.  Si  stenta  a  com- 
prendere, che  ivi  si  parli  della  Memoria,  dicendovisi  cose,  che  possono 
convenire  alla  gloria,  alla  storia,  e  che  so  io.  Avrei  difficultà  a  dirla  prima 
virtù  possente  dell'  alma,  oltre  a  qualche  equivoco  che  s'incontra  a  tutta 
prima,  incontrandosi  in  prima  dell'  alma,  parendo  na  ante  o  antea.  Pesi 
anche  meglio  quel  vincitrice  del  tempo  in  ogni  guerra.  Di  cose  infinite 
s'è  perduta  la  memoria;  uè  so  a  questa  possa  convenire  l'essere  maestra 
dell'arti  e  madre  delle  scienze.  Che  diremo  poi  dell'intelletto,  o  della  me- 
ditazione ? 

Il  secondo  mi  piace  assaissimo,  è  ben  condotto  :  solo  v'  ha  quell'  eccolo 
a  un  tratto,  che  non  s' intende  subito  e  bisogna  andarlo  a  ricercare,  perchè 
resta  solo  in  mente  il  plurale  delle  cure.  Vegga  se  meglio  fosse  levare 
queir  a  un  tratto,  e  dire  alcuna  cosa,  che  individui  di  nuovo  le  cure  stesse. 

Nel  terzo  non  osservo  altro,  che  quel  trovomi  qua,  e  serveìido  a  lui, 
che  mn  sono  una  bella  entrata  di  sonetto,  né  han  molto  di  poetico.  Fe- 
lice me,  0  altra  simil  cosa  avrebbe  dato  miglior  principio. 

Del  quarto  io  non  sono  appieno  soddisfatto.  Lieto  non  può  tornarne 
alcuno,  perchè  giorni  perduti.  Dicendo   alle  mie  gioie    infesti,    par   che  si 


-l'T'SSJ  A   FRANCESCO   ARISI  2345 

voglia  dire  più  che  giorni  perduti,  e  se  i  pochi  allegri  si  lagnan  che 
passavo,  perchè  non  si  rallegrano  i  giorni  sventurati  per  essere  passati 
anch'essi?  Può  darsi  che  sia  troppo  rigido  il  mio  sentimento.  Certo,  in- 
vece di  qne' perduti,  direi  altra  cosa,  volendo  ella  solo  significare  l'età 
mia  scorsa.  Se  ne  manderà  altri,  li  vedrò  volentieri. 

A  momenti  usciranno  i  due  primi  tomi  della  mia  gran  Raccolta,  e 
farò  ohe  anche  a  V.  E.  ne  pervenga  un  corpo.  Già  è  quasi  terminato  il 
terzo,  e  si  lavora  intorno  al  quarto.  Ma  quel  benedetto  Radusio  da  Quero. 
ch'io  ho  tanto  cercato,  ed  ultimamente  seppi  da  monsignor  di  Ceneda.  che 
era  stato  portato  costà:  possibile  che  V.  E.  noi  vorrà  concedere  alla  mia 
Raccolta?  Non  ho  altro  dal  Friuli  da  mettervi,  perchè  il  sig.  Fontanini 
ha  fatto  il  diavolo  perchè  nulla  mi  sia  dato.  Almeno,  se  non  vuole  conce- 
derlo a  me,  e  darmi  con  ciò  campo  di  parlare  nella  prefazione  e  di  lei  e 
della  sua  nobil  Casa,  s'affretti  a  stamparlo,  perchè  poi  dello  stampato  mi 
varrò.  Ma  con  troppo  fondamente  mi  figuro,  che  andrà  troppo  in  lungo 
r  edizione  della  di  lei  Storia  Genealogica  :  e  però  vegga  se  trovasse  meglio 
di  favorir  me  d'esso  Radusio. 

Mi  truovo  ora  alla  villeggiatura.  Tornato  in  città  cercherò,  se  mai 
avessi  preso  la  donazione,  che  V.  E.  mi  accenna  fatta  a  Santo  Zaccheria. 
Temo  di  no,  perchè  allora  io  non  avea  in  mente  le  idee  tutte,  che  poscia 
mi  son  nate.  E  non  essendo  io  stato  né  a  Treviso,  né  al  Friuli,  è  difficile 
che  mi  truovi  avere  memorie  spettanti  alle  famiglie  da  lei  indicate.  Cer- 
cherò nondimeno,  e  mi  auguro  di  poterla  servire. 

Con  che,  rassegnandole  il  mio  rispetto,  mi  confermo  di  V.  E. 


2203. 

A  FRANCESCO  ARISI  in  Cremona. 
Modena,  29  Settembre  1723. 

Mesco  Civico  Ckemohkse,  edita  [206]. 

Amico  amatissimo. 

Bisogna  che  v'  incomodi  col  pi*egarvi  del  ricapito  dell'  inchiusa.  E  se 
mai  pagaste  la  posta  (il  che  sarebbe  un  grande  sproposito,  trattandosi  di 
chi  ha  tutti  gli  ordini  in  pugno  ).  avrò  io  pazienza,  abbiatela  anche  voi. 
Un  amico  mio  me  l' ha  raccomandata.  Due  altre  ne  ha  inviato,  e  di  niuna 
ha  veduto  risposta.  Voi  certo  la  farete  capitar  sicura  dove  è  indirizzata. 
Perdonatemi. 

Già  vi  avvisai  della  ricevuta  del  testo  vostro  del  Ripalta,  che  se  ne 
tornerà  fedelmente  al  padrone.  V  ho  anche  detto,  che  ho  in  ordine  il  vostro 
Sicardo.  Vogliatemi  bene  e  credetemi,  etc. 


284G  LODOVICO   ANTONIO    MURATOSI  [1*733- 


2204. 

A  COSTANTINO  GRIMALDI  in  Napoli. 
Modena,  1  Ottobre  1723. 

Archivio  Soli  Muhatoei,  {  R.   lìibl.  Est.),  Modena. 

Mi  è  sommamente  caro  l'avviso,  che  V.  S.  illustrissima  mi  abbia  ot- 
tenuto quel  libro,  a  cui  era  portata  la  mia  curiosità,  e  tanto  più  pel  discre- 
tissimo prezzo,  che  odo.  Per  l'uno  e  per  l'altro  favore  me  le  protesto 
sommamente  tenuto  ;  ora  però  la  supplico  del  compimento  delle  sue  grazie 
nel  trovar  via,  ch'io  possa  riceverlo.  Certo  quella  di  Roma  conviene  af- 
fatto schivarla.  Per  me  la  più  comoda  sarebbe  quella  di  Venezia,  dove 
potrebbe  consegnarsi  al  corriere  di  Modena,  che  sta  presso  Rialto  nella 
Ripa  del  carbone,  o  pure  ivi  ad  altra  persona,  da  cui  farei  cercarlo.  Se 
questa  non  fosse  praticabile,  bisognerà  voltarsi  a  quella  di  Livorno,  con 
inviarlo  colà  a  qualche  persona,  con  ordine  di  non  ispedii'lo  se  non  a  mio 
avviso,  non  volendo  che  passi  per  Bologna,  ma  per  altra  via. 

Quando  V.  S.  illustrissima  non  avesse  colà  corrispondente  alcuno, 
vedrò  io  di  trovarne,  e  forse  sarebbe  anche  buono  Donato  Donati  merca- 
tante in  quella  piazza.  Mi  raccomando  alla  sua  bontà  per  questo,  poiché 
mi  riuscirebbe  disgustoso,  se  dopo  la  fatica  da  lei  fatta  in  acquistarlo, 
avessi  poi  da  perderlo  per  istrada. 

Quanto  a  i  cinque  ducati  cercherò  via  anch'io  per  farglieli  giugnere, 
se  pure  V.  S.  illustrissima  non  giudicasse  che  si  potessero  incontrare  nel 
prezzo  de  gli  scrittori  Rerum  Italicarwn.  un  esemplare,  de' quali  ho  già 
ordinato  per  lei  in  Milano.  A  momenti  dovrebbero  giugnere  i  due  primi 
tomi.  Il  terzo  è  quasi  finito,  e  si  fatica  intorno  al  quarto. 

Ma  quel  benedetto  P.  Alfani  è  un  gran  promettitore  di  vesciche.  Se 
non  posso  ottenere  Guglielmo  Pugliese,  poco  importa,  perchè  esso  infine 
l'ho  qui  stampato.  Ma  quelle  vite  de  gli  arcivescovi  di  Napoli,  ch'egli 
pur  dice  di  avere,  e  che  mi  ha  anche  promesso,  le  vorrei  pure,  quando 
riesca  all'efficace  interposizione  di  lei  di  vincere  un  genio  si  curioso  ed 
indurlo  a  concederle;  gliene  resterò  sommamente  tenuto. 

Con  che,  ratificandole  il  mio  rispetto,  più  che  mai  mi  confermo. 


■l'assi,  A   FRANCKSCO   DE   AUUIRHE  2347 


2205. 

A  GIOVAN  GIOSEFFO  ORSI*  in  Valle  S.  Agnese. 
Modena,  12  Ottobre  1723. 

BiBLioTKCA  DKL  SEMINARIO,  Pesaro- 

È  stato  sommamente  cai'o  al  Muratori,  quanto  vien  significato  dal  dot- 
tissimo sig.  Auditore  Vincioli  intorno  agli  Storici  di  Perugia,  per  li  quali 
appunto  s'è  egli  raccomandato  al  gentilissimo  sig.  Orazio  Baglioni  ':  desi- 
dera egli  per  tanto  con  ansietà  la  Cronaca  del  Matnranzio,  come  la  più 
antica  delle  altre,  per  quanto  si  sappia,  e  spera,  che  il  suddetto  onoratis- 
simo  cavaliere  si  adopererà  con  vigore  per  ritrovarla. 

Ha  il  Muratori  la  vita  di  Braccio  del  Campano,  e  la  ristamperà.  Ma  non 
gli  è  piaciuta  la  vita  di  Nicolò  Picinino,  che  è  alle  stampe,  perchè  scritta  da 
autore  non  abbastanza  informato  di  tutte  le  azioni  di  quel!'  insigne  capitano. 
Pubblicherà  bensì  1"  orazione  funebre  fatta  per  lui.  che  dà  un  buon  saggio 
delle  gloriose  gesta  d' esso  Picinino.  Ma  se  si  potesse  trovare  una  vita  più 
esatta  si  di  lui,  come  di  Jacopo  suo  figliuolo,  ne  avrebbe  il  Muratori  singolare 
consolazione,  perchè  que'  due  valentuomini  han  fatto  grande  onore,  non  a  Pe- 
rugia sola,  ma  all'Italia  tutta.  Nella  pubblica  libreria  di  Perugia  il  sig.  Ba- 
glioni scrive  di  non  aver  trovata  cosa  a  profitto.  Però,  se  il  sig.  Auditore 
Vincioli  potesse  dalla  sua  libreria  somministrarne  alcuna,  glie  ne  resterebbe 
sommamente  tenuto  il  Muratori,  e  si  raccomanda  vivamente  per  questo.  Quel 
Podiani  se  fiori  prima  del  1500.  e,  non  contento  di  parlare  di  Perugia  antica, 
lasciò  anche  memoria  di  Perugia  de'suoi  tempi,  non  sarebbe  da  disprezzare. 
Gli  altri  poi  che  hanno  dopo  il  1500  scritto  le  antichità,  o  storie  di  quella  in- 
signe Città,  non  possono  servire  al  disegno  dell'opera  che  si  stampa  in  Milano. 

2206. 

A  FRANCESCO  DE  AGUIRRE**  in  Torino. 
12  Ottobre  \72Z. 

CoLLEziosK  Gbkvshha-Ahstkrdam,  edita  [94]. 

Se  non  dopo  aver  letta  la  risposta  costi  pubblicata  all'autore  della 
critica  intorno  agli  Elogi  funerali,  di  cui  V.  S.  illustrissima  mi  ha  favorito. 


*  Questa  lettera  fu  diretta  all'Orsi  perchè  venisse  da  questi  comunicata  a  Gia- 
cinto Vincioli  in  Perugia. 

*  Sue  lettere  in  Archivio  Soli  Muratori  (/?.  Bibl.  Est.),  a.°  3  da  Venezia  1725- '26. 
**  Responsive  in  Archivio  Soli  Muratori  (  R.  Bibl.  Est.  ),  n.°  23  da  Torino,  Milano, 

Ferrara  1721 -'34. 


2848  LODOVICO   ANTONIO   MURATOKI  ,[1*?S3- 

non  Ilo  voluto  risponderle.  Rispondo  ora  dunque,  e  sommamente  mi  pro- 
testo obbligato  alla  singolare  di  lei  gentilezza  e  della  comodità  datami  di 
leggere  e  gustare  una  si  galante  risposta,  e  insieme  del  dono,  che  mi  è 
stato  carissimo.  Veramente,  se  ho  a  confessarla  schietta,  mi  è  parato  che 
cotesti  letterati  abbiano  commesso  un  grande  errore,  avendo  intrapreso  di 
comporre  elogi,  ed  anche  di  farli  comparire  in  pubblico,  quando  pur  do- 
vevano sapere  che  altri  godono  da  tanto  tempo  il  gius  jìì'ivativo  di  tutta 
l'eloquenza  latina.  Veramente  questo  ardire  è  stato  majuscolo,  e  se  si  son 
tirati  addosso  la  ferula  minaccievole,  si  lagnino  di  sé  stessi.  E  cosi  diceva 
io  a  tutta  prima:  se  non  che,  in  leggere  la  risposta  suddetta,  ho  poi  trovato 
che  il  censore  non  ha  che  de'  scolari  eloquenti,  eruditi  e  intendentissimi 
delle  finezze  della  lingua  latina,  e  dell'arte  lapidaria.  Anzi  mi  immagino 
io  che  una  si  bella  lezione,  ch'egli  si  tirò  addosso,  gli  avrà  insegnato  a 
tacere  da  qui  innanzi,  e  a  permettere  che  ci  siano  al  mondo  dei  valentuo- 
mini anche  fuori  del  consorzio  suo.  In  somma,  la  risposta  suddetta  è  com- 
posta con  tal  galanteria,  con  tal  nerbo  di  ragioni,  e  con  una  modestia 
talmente  forbita,  che  sferza  ben  bene  senza  adoperare  la  sciabola,  e  tutti 
sicuramente  l'avranno  letta  con  sommo  gusto,  siccome  appunto  è  accaduto 
anche  a  me.  Perciò  prego  V.  S.  illustrissima,  di  portarne  le  mie  più  vive 
congratulazioni  al  dottissimo  e  spiritoso  autore  già  a  me  cognito  pei  Gior- 
nali di  Venezia,  e  di  dirgli  che  si  aspetta  con  ansietà  la  seconda  parte, 
giacché  anche  questa  vien  promessa. 

E  poi  mi  rallegro  ancora  in  vedere  come  all'  aspettazione  e  alle  premure 
di  cotesto  real  Sovrano  corrispondono  si  felicemente  i  nobili  ingegni,  eh'  egli 
ha  tirati  costà,  con  isperanza  di  vederne  sempre  più  copiosi  e  ragguarde- 
voli frutti.  Intanto  con  renderle  singolari  grazie  per  la  bontà,  ch'ella  per 
me  conserva,  e  assicurandola  del  mio  inalterabile   ossequio,   mi   confermo. 


2207. 

AD  ALESSANDRO  POMPEO  BERTI  in  Aquila. 
Modena,  14  Ottobre  1723. 

B.  Biblioteca  Lucca,  edita  [153]. 

Son  già  usciti  in  pubblico  i  due  primi  tomi  della  gran  Raccolta,  che 
si  stampa  in  Milano,  e  spero  che  sien  tali  da  fare  onore  per  la  bellezza 
della  stampa  all'  Italia  tutta.  Mostrò  V.  R.  desiderio  di  averne  una  copia  ; 
per  questo  gliene  porto  l'avviso,  acciocché,  se  li  vuole,  mi  faccia  sapere 
e  la  sua  volontà  e  la  via  che  posso  tenere  per  farglieli  avere  in  cotesta 
remota  parte  del  mondo.  In  Milano  costa  ogni  tomo  lire  20  di  quella  mo- 
neta; e  15  soldi  di  essa  moneta  fanno  un  paolo. 


-l'assi  A   GIUSEPPE  BIVA  2349 


Spero  che  ella  avrà  ricevuto  un'altra  mia,  scrittale  settimane  sono,  e 
desiderando  ottime  nuove  della  di  lei  salute,  e  del  quando  ella  sia  per 
ritornare  nel  mondo  conosciuto,  le  rassegno  il  mio  rispetto,  e  mi  confermo 
di  V.  R..  etc. 

2208. 

A  COSTANTINO  GRIMALDI  in  Napoli. 
Modena,  15  Ottobre  1723. 

Archivio  Soli  Mueatori,  (  R.  Bibl.  Est.  ),  Modena. 

L'ordinario  scorso  pregai  V.  S.  illustrissima  di  trovar  via  sicura  per 
ispedirmi  il  libro,  ch'ella  con  tanta  bontà  ha  acquistato  per  me.  Ora  mi 
conviene  incomodarla  di  nuovo  per  dirle,  che  già  sono  usciti  in  luce  i  due 
primi  tomi  della  mia  gran  Raccolta,  che  si  stampa  in  Milano.  Ho  spe- 
ranza, che  il  cai'attere,  la  caria,  ed  altri  ornamenti,  abbiano  da  dare  nel 
genio  a  tutti. 

Il  prezzo  di  cadaun  tomo  in  Milano  è  di  lire  20  di  quella  moneta  o 
sia  di  paoli  25.  Condotto  a  Modena  ogni  tomo  costa  una  lira  e  12  soldi 
di  più.  Ora  mi  suggerisca  V.  S.  illustrissima  quale  strada  più  propria  si 
possa  tenere  per  farli  giugnere  costà,  se  Livorno,  se  Roma,  o  Venezia; 
che  io  m'ingegnerò  di  farla  tosto  servire.  Que' cavalieri,  che  hanno  fatta  la 
spesa  della  stampa,  mi  spingono  a  pregare  i  miei  padroni,  ed  amici  per  lo 
spaccio  d'essa  opera,  et  io  per  conseguenza  la  raccomando  alla  protezione 
ed  autorità  di  V.  S.  illustrissima  che  già  ha  preso  a  favorirla  con  altre 
grazie  e  della  continuazione  delle  quali  supplicandola,  con  tutto  l'ossequio 
mi  confermo. 

2209. 

A  GIUSEPPE  RIVA  in  Londra. 
Modena,  26  Ottobre  172:^. 

BiBUOTKCA  EsTExsK,  Modena. 

Veramente  è  poco  il  regalo  fattomi  da  cotesta  Altezza  reale,  ed  è  tale 
ch'io  non  mi  credo  in  obbligo  di  portarne  a  dirittura  i  ringraziamenti. 
Tuttavia,  perchè  è  regalo  inaspettato,  né  da  altro  procedente  che  da  pura 
liberalità,  e  probabilmente  non  maggiore,  perchè  forse  gli  appannaggi  non 
saranno  a  misura  dell'animo  grande:  ho  molto  gradito  il  dono,  e  prego 
V.  S  di  fare  que' passi  in  mio  nome,  ch'ella  crederà  più  proprii  tanto  col 
giovane  spiritoso  principe,  quanto  col  suo  governatore  che  gì' inspira  si 
nobili  sentimenti.  Ringrazio  poi  sommamente  la  di  lei  bontà  e  per  questo 

Epistolario  di  Lodovico  Antonio  Muratori.  —  Voi.  VI.  149. 


2350  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [17*33- 

e  per  la  continua  memoria  ch'ella  di  me  conserva,  e  per  le  novità  lette- 
rarie di  cotesti  paesi. 

Mi  sarà  ben  caro,  ch'ella  riverisca  divotamente  in  mio  nome  il  signor 
Eccardo.  Certo  ch'egli  non  s'accosta  nella  statura  a  quel  gigante  del  Lei- 
bnizio:  cpntuttociò  è  capace  di  molto,  e  studia  molto.  Non  si  può  negare 
che  in  lui  si  mira  qualche  facilità  a  scrivi  re  tutto  ciò  che  gli  viene* a 
mente:  pure  ho  vedute  le  sue  Leggi  Saliche^  e  mi  son  piaciute,  e  n'ho  preso 
occasione  per  citarlo  qualche  volta  nelle  note,  nel  tomo  V  della  mia  gran 
Raccolta.  Cosi  potessi  avere  io  altre  sue  opere,  e  fra  l'altre  Corpus  Histo- 
ricuni  medii  aeri  ultimamente  stampato. 

Ma  che  è  questa  mia  Raccolta'^  Rerum  Ralicarum  Scriptore^  dal- 
l'anno 500  fino  al  1500,  sì  editi,  come  inediti;  e  di  questi  ultimi  ne  ho 
una  bella  unione.  La  stampa  si  fa  nobilmente  in  Milano,  nella  stamperia 
di  Corte,  ma  con  grandi  strilli  di  Roma;  e  già  sono  usciti  i  due  primi 
tomi  colle  mie  prefazioni.  Il  3.°,  che  contiene  Anastasio  bibliotecario,  colla 
continuazione  delle  Vite  de'  Papi  inedite,  di  varj  autori,  sino  al  1330  è  già 
vicino  ad  uscire.  Si  lavora  intorno  al  4."  Spero  che  anche  gli  oltramon- 
tani n'abbiano  da  aver  gusto.  Que'  cavalieri  che  fanno  la  spesa  della 
stampa,  mi  pregano  di  raccomandarne  lo  spaccio.  Costa  in  Milano  cadaun 
tomo  lire  20  di  quella  moneta.  Tre  di  quelle  lire  fanno  4  paoli.  Però  V.  S. 
si  contenti  di  fare  anch'olla  il  ruffiano  onorato  alle  mie  e  loro  fatiche. 
Non  han  certo  que'signori  guardato  a  fatica  ed  a  spesa,  e  han  fatto  i  ricci 
all'opera,  con  tagli  in  rame,  bei  caratteri,  etc,  etc. 

Se  V.  S.  sapesse  pubblicata  in  coleste  parti  storia  ch'io  non  sapessi 
d' italiani  o  spettante  all'  Italia,  me  ne  avvisi,  perchè  non  vorrei  che  mi  scap- 
passe cosa  alcuna.  Que'  benedetti  inglesi  e  olandesi  vanno  saccheggiando  le 
librerie  d'Italia  di  manoscritti;  ed  ora  han  cose  che  noi  avevamo  e  si  cercano 
qui  indarno.  Tal  opera  mi  occupa  tutto.  Qui  poi  fra  pochi  giorni  si  pubbli- 
cherà un  mio  trattato  in-4.°  della  Carità  Cristiana,  in  quanto  è  amore 
del  prossimo,  dove  con  gran  franchezza  ho  trattato  questioni  delicate,  come, 
se  sia  meglio  fabbricar  chiese,  arricchire  ecclesiastici,  far  celebrar  messe 
0  pure  far  limosino  ai  poveri.  Ella  vede  se  mi  farò  degli  amici,  e  se  il 
Fontanini  sia  per  tirarsi  su  i  mustacchi  per  farmi  dello  strepito  contro, 
e  del  male,  se  potrà.  Sia  come  si  voglia,  l'opera  uscirà  approvata  da' su- 
periori, e  da  alcuni  valenti  teologi,  e  son  certo  che  ninno  oserà  scrivermi 
contro,  perchè  scriverebbe  centra  il  vangelo,  e  centra  i  santi  padri. 

Ecco  a  V.  S.  i  miei  affari.  E  una  gran  temerità  di  quel  mio  perse- 
cutore a  voler  anche  rodere  l'unione  dello  stipite  di  questa  serenissima 
Casa  con  la  Reale  di  Brunsvic.  Credo  tal  verità  ormai  chiarissima,  se  non 
vuol  farmi  passar  per  un  falsario,  e  negar  fede  a' documenti  da  me  pro- 
dotti. Ma  lasciamolo  dire.  Il  sig.  Eccardo  ha  assai  discernimento  per  co- 
noscere il  mal  cuore  che  guasta  il  capo  di  quel  non  più  prelato,  ma  solamente 


-1*733 1  AD    UBERTO    BENVOQLIENTI  2351 

abaie.  Prima  di  chiudere  la  lettera  saprò  dirle,  se.  in  quel  diploma  che 
abbiamo  di  Carlo  Magno,  v'ha  il  monogramma.  Non  mi  sovviene  d* averlo 
veduto. 

Se  verrà  il  sig.  Cocchi,  stimerò  mia  fortuna  di  conoscerlo  e  riverirlo, 
avendomene  V.  S.  data  un'idea  molto  vantaggiosa.  In  vedendolo  prima 
di  me,  l'assicuri  che  l'aspetto  con  impazienza,  e  gli  attesti  la  stima  singo- 
lare che  ho  di  lui  concepuia.  Ma  non  ispero  già  il  contento  di  riverir  qui 
lei  per  ora.  S.  A.  serenissima  si  protesta  ben  servita  e  ha  bisogno  costi 
di  lei;  cosi  avessi  io  il  contento  di  intendere,  che  fosse  corrisposto  con 
gli  assegni  al  di  lei  merito.  Anche  ultimamente  hanno  rubato  a  me  il 
dottor  Gherardi  con  inviarlo  presso  al  serenissimo  sig.  principe  Giovan 
Federico.  Quand'anche  ella  fosse  stata  qui.  sarebbe  a  lei  toccata  questa, 
non  so  se  briga  o  fortuna.  Del  resto  io  non  vo'  entrare  in  cose  disgustose, 
che  non  ve  n'ha  penuria.  Dico  solo  che  convien  farsi  animo,  pulsare,  e 
poi  tornare  a  battere,  e  chiedere  di  venire:  ma  non  fissarsi  in  capo,  che 
Dio  sa  quando  avverrà.  Ella  s'è  fatto  e  si  fa  onore,  e  questo  basta. 

Buona  sanità  e  quiete  in  casa  Rovatti.  Noi  intenti  a  vedere  che  frutti 
sia  per  darci  in  breve  la  serenissima  signora  principessa  di  Modena. 
Disposizioni  non  cattive  per  mandare  di  qui  una  sposa  a  Torino.  Cosi 
potessimo  mandarne  un'altra  al  duca  di  Borbone;  se  anch'olla  potesse 
soffiare  in  quest'ultimo,  lo  faccia.  Per  altra  cosa  noi  ci  prepariamo  a  spaz- 
zarci la  barba;  e  cosi  va,  e  andrà  il  mondo,  che  i  pesci  piccioli  non  han 
d'aprire  la  bocca,  e  voglia  Dio  che  non  rigettino  anche  il  già  inghiottito. 
Aggiungerò  qui  sotto  la  ricevuta. 

Non  so  s'io  l'abbia  mai  ringraziata  per  la  bella  cera  di  Spagna,  e 
per  l'ottimo  cappello  di  cui  ella  mi  favori.  Anche  tacendo  io,  doveva  ben 
essere  persuasa  e  che  tutto  m'era  stato  carissimo,  e  che  di  tutto  le  ser- 
berò eterna  obbligazione.  Le  rassegno  con  ciò  il  mio  rispetto  e  mi  confermo. 


2210. 

AD  UBERTO  BENVOGLIENTI  in  Siena. 
Modena,  -^è  Ottobre  1723. 

BiBLioTscA  CoMusALK,  Sioiui,  edita  [3iiJ. 

Finalmente  do  avviso  a  V.  S,  illustrissima,  che  sono  usciti  i  due  primi 
tomi  della  mia  gran  Raccolta  in  Milano:  e  que' cavalieri,  che  a  loro  spese 
fan  tale  stampa,  l'hanno  eseguita  finora  con  sì  buon  garbo,  che  spero  debba 
piacere  a  tutti,  e  fare  onore  all'Italia.  Si  vende  colà  cadaun  tomo  lire  20 
di  quella  moneta.  Già  il  terzo  tomo  è  finito,  e  contiene  le  Vite  de' Papi 
d'Anastasio,  e  poi  la  continuazione  sino  al  1330,  cioè  le   susseguenti    vite 


2352  LODOVICO   ANTONIO   MUKATOBI  [IT'SS- 

scritte  o  raccolte  da  Pandolfo  Pisano,  cardinale  d'Aragona  e  Bernardo 
Guidone,  quasi  tutte  inedite.  Ora  si  fatica  intorno  al  quarto.  Sicché  ella 
vede  che  non  si  dorme. 

Nel  quinto  entreranno  le  Leggi  Longobarde,  colle  mie  note  e  con  giunte 
e  que' versi  ch'ella  mi  accenna.  Nella  prefazione  ho  detto  qualche  cosa  di 
quanto  ella  desidera,  ma  non  tutto;  perchè  riserbo  molte  notizie  al  tomo 
diplomatico,  se  Dio  mi  darà  vita  dì  poterlo  compiere. 

Sto  ora  rivedendo  i  manoscritti  sanesi,  e  avrei  caro  di  sapere  cosa 
voglia  dire  mettere  una  presta  di  fiorini  8  per  m  [igliaió'].  Questa  abbrevia- 
tura non  l'intendo.  L'altre  l'ho  capite,  e  massimente  quel  terzo  di  K.,  che 
ho  poi  veduto  significare  Camollia.  Veramente  l'Allegretti  ha  qualche  cosa 
di  troppo  minuto;  ed  io  ne  ho  cancellato  alcune  poche,  lasciando  tutto  il 
i-esto.  Mi  rimane  uno  scrupolo:  che  di  quegli  autori  latini,  i  quali  mi  son 
piaciuti  forte,  alcuno  abbia  scritto  dopo  il  1500.  Non  son  giunto  per  anche 
alle  osservazioni  di  V.  S.  illustrissima,  ed   ivi   spero  che   sarò  illuminato. 

Dall'archivio  d'Arezzo  copiai  quanto  mi  parve  degno  di  memoria;  e 
crederei  d'avere  quel  documento  ch'ella  mi  accenna,  dei  cattivi  costumi 
di  que'canonici,  che  avevano  mandata  in  malora  la  chiesa.  Tuttavia,  avrei 
caro  che  mi  mandasse  il  principio  dello  scritto  esistente  presso  di  lei. 

Tra  pochi  giorni  dovrebbe  uscire  qui  in  pubblico  il  mio  Trattato  della 
Carità.  Le  verità  che  in  esso  ho  detto,  so  che  mi  faran  guardare  torvo 
da  alcuno;  ma  infine  piaceranno  a  tutti  i  buoni,  e  a  chiunque  ha  zelo 
cristiano.  Pieno  di  intrighi,  le  rassegno  il  mio  ossequio,  e  mi  confermo  di 
V.  S.  illustrissima,  etc. 


2211. 

A  MAURO  ALESSANDRO  LAZZARELLI  in  Milano. 
Modena,  11  Novembre  1723. 

Archivio  Soli  Muratori,  (  R.  Bibl.  Est.  ),  Modena. 

Poteva  anche  inviarmi  V.  P.  reverendissima  il  biglietto  del  sig.  Corte, 
perchè  non  mi  sarei  punto  alterato  alle  sue  doglianze.  Certo  è  [e  le  sia 
detto  in  confidenza  |  ch'io  non  replicai  ad  una  replica  d'esso  signore,  né 
mi  sento  più  voglia  di  carteggiare  seco,  da  che  ho  veduto  ch'egli,  insorta 
lite,  s" è  servito  delle  lettere  de' suoi  stessi  corrispondenti  contra  di  loro. 
Intende  ben' ella,  se  questo  faccia  buona  prospettiva,  e  se  sia  da  lodarsi. 
Io  non  voglio  esporre  ancor  me  a  un  tale  accidente.  Ho  scritto  abbastanza. 
Ma  per  altro  io  ho  quegli  stessi  sentimenti  ch'io  aveva  prima  e  di  stima 
e  di  affetto  verso  di  lui.  e  so  dar  torto  anch'io  a  chi  l'offende  indebita- 
mente, e  vorrei  potergli  far  conoscere  questi  miei  sentimenti  in   occasioni 


-l'TSSl  A   CA8SI0D0R0    MONTAOIOLI  2353 


che  mi  si  presentassero.  Per  altro  veggo  non  essere  più  Decessarj'consigli  al 
sig.  Richa,  da  che  sento  ch'egli  interpone  amici  per  pacificare  il  sig.  Corte: 
segno  ch'egli  riconosce  d'averlo  otl'eso.  o  almen  segno  che  da  qui  innanzi 
gli  porterà  quel  rispetto  che  merita.  Più  tosto  sarebbe  da  dirmi,  cosa  io 
gli  potessi  suggerire,  affinchè  facesse  cessar  questa  briga,  e  il  rimettersi 
nella  buona  grazia  d'esso  sig.  Corte.  Me  lo  dica,  che  sarò  prontissimo  a 
scrivergli  quanto  si  giudicherà  più.  proprio.  Né  il  sig.  Corte  mi  metta  nel 
numero  de  i  diffidenti,  perchè  le  fazioni  a  me  non  piacciono,  e  vorrei  es- 
sere di  tutti. 

Ben  mi  duole  della  morte  del  nostro  sig-  Michele  Maggi,  dottissimo, 
e.  quel  che  è  più.  grande  uomo  dabbene.  Gli  desidero  successore  un  figlio 
del  sig.  marchese  reggente  Olivazzi.  Sen  viene  costà  il  sig.  Tagliazucchi 
[Girolamo].  Ha  abilità,  ha  merito;  e  potrebbe  ben  sostenere  anche  una 
Cattedra  di  matematica.  Gli  vedrei  volentieri  della  fortuna. 

Una  figlia  è  nata  al  sig.  conte  di  Marsciano.  Voglia  Dio  che  questo 
influsso  non  sia  anche  a  Reggio,  da  dove  in  breve  si  aspetta  l'avviso  di 
accrescimento  alla  Famiglia  serenissima. 

E  con  tutto  l'ossequio  mi  rassegno  di  V.  P.  reverendissima. 


2212. 

A  CASSIODORO  MONTAGIOLI*  in  Mantova. 
Modena  11  Novembre  1723. 

BiBUOTGCA  DKL  Sbmimario,  Pesaro,  edita  [106]. 

Non  ho  tardato  a  scrivere  quanto  V.  P.  mi  ha  ordinato  allo  stampa- 
tore delle  opere  del  P.  Lupo,  e  spero  che  le  due  copie  da  lei  desiderate 
verranno  a  suo  tempo.  Procuri  ella  di  far  giugnere  al  Coleti  le  lire  20 
di  quella  moneta  per  cadauna  copia. 

Quanto  alla  gran  Raccolta  di  Milano,  la  supplico  di  dirmi  a  chi  debba 
io  consegnare  i  due  primi  tomi,  che  sarà  tosto  ubbidita.  Costa  qui  cadaun 
d'essi  lire  21  e  soldi  15  moneta  di  Milano,  cioè  tre  filippi.  e  un  paolo. 
Tal  denaro  si  potrebt)e  mandar  qua  o  al  sig.  Antonio  S.  suo  padrone,  o  al 
sig.  Pro.  suo  fratello,  oppure  ai  suoi  religiosi  di  S.  Pietro. 

Con  che,  rassegnandole  il  mio  ossequio,  mi  confermo,  di  V.  P. 


*  Responsive  in  Architio  Soli  Muratori  (  R.  Bihl.  Est.  ),  n."  42  da  Montecassino 
1723 -'43. 


2354  LODOVICO    A.NTONIO   MURATORI  [1*7S3- 


2213. 

AD  ANTON  FRANCESCO  MARMI  in  Firenze. 
Modena,  12  Novembre  1723. 

BiBLioTKCA  Magliabechiana,  Firenzb,  edita  [153]. 

Non  è  più  in  Bologna  il  sig.  Ciorlatini  '  [Benedetto  Antonio]  e  però 
converrà  valersi,  siccome  scrissi  a  V.  S.  illustrissima,  del  sig.  Sebastiano 
Bassi,  mercatante  ed  anche  spedizionere  -Per  mezzo  del  medesimo  atten- 
derò l'involto  d'Arezzo,  e  dello  stesso  mezzo  mi  servirò  per  farle  gingnere 
le  copie  del  Trattato  della  Carità.  Questo  benedetto  Soliani,  benché  sia 
vicino  al  fine,  mi  stiracchia.  E  cosi  va  quando  gli  stampatori  fanno  essi 
la  spesa,  perchè  la  vogliono  a  modo  loro.  Faccia,  di  grazia,  sapere  al  sig. 
abate  Salvini,  che  il  librajo  di  Venezia  ha  inviato  a  me  un  esemplare 
della  mia  opera  ristampata,  da  inviare  in  dono  a  lui.  Se  mi  capiterà  occa- 
sione, gliela  trasmetterò;  se  no,  l'unirò  al  suddetto  involto.  E  me  gli  ri- 
cordi gran  servitore.  Le  rendo  grazie  per  gli  Sonetti  fatti  in  lode  del- 
l'Omero volgarizzato,  e  del  suo  degno  traduttore.  Né  in  metallo  né  in 
istàmpa  io  non  ho  il  mio  ritratto,  né  ho  merito  di  far  simili  comparse. 
Quel  solo  che  é  qui  in  Modena  consiste  in  un  ritratto  in  pittura,  che  si 
conserva  presso  d' un  mio  padrone,  il  quale  con  un  po'  di  furberia  mi  volle 
far  questa  grazia.  Sento  che  costi  si  prepari  una  raccolta  delle  inscrizioni 
antiche  di  cotesti  paesi.  Il  raccoglitore  è  egli  un  valentuomo?  E  rasse- 
gnandole il  mio  rispetto,  mi  confermo  di  V.  S.  illustrissima,  etc. 

2214. 

A  CARLO  VI  IMPERATORE  *  in  Vienna. 

Modena,  15  Novembre  1723. 
Archivio  Soli  Muratori  (  K.  Bihl.  Est.)  Modena,  edita  [Appendice]'. 

Alla  sacra  cesarea  cattolica  real  maestà  di  Carlo  VI  Imperadore 
de'  romani  re  delle  Spagne,  Ungheria,  Boemia,  etc. 

Quella  virtù,  che  sopra  l'altre  dovrebbe  essere  conosciuta,  e  più  del- 
l'altre  praticata   da    chiunque   professa   la   legge    santa  di    Cristo;    quella 


»  Sue  lettere  in  Archivio  Soli  Muratori  {  7?.  Bibl.  Est.  ),  n.°  10  da  Bologna  1720- '22. 

*  Di  questo  corrispondente  non  si  hanno  responsive  in  Arch.  Soli  Muratori  (R.  B.  E.) 
questa  è  la  lettera  dedicatoria  del  Trattato  della  Carità  Cristiana  di  L.  A.  Muratori. 

2  Lettera  dedicatoria  del  trattato  della  Carità  Cristiana  in  guanto  è  amore  del 
prossimo,  Modena  —  Soliani  ìlZi. 


-1*733]  A  CABLO   VI   IMPERATORE  2355 

virtù,  ohe  lo  stesso  Dio  ha  in  tante  guise,  e  con  tanta  forza  comandato 
e  raccomandato,  e  a  cui  son  promessi  premj  immensi,  e  ch'egli  esige  non 
meno  nel  basso  popolo,  che  nei  Principi,  e  Re  della  terra:  quella  virtù, 
dissi,  importantissima,  che  Carità  Cristiana  si  nomina,  e  i  suoi  mirabili 
pregi,  e  le  vie  diverse  di  esercitarla,  si  propongono,  si  rischiarano,  si  con- 
sigliano nel  presente  mio  Trattato  ove  son' anche  accennate  le  arti  opposte 
del  soverchio  amor  proprio,  che  accieca  il  mondo.  Ora  al  prospetto  di  si 
nobile  edifizio  (cosi  l'avessi  io  ben  saputo  alzare  e  compiere,  siccome  esso 
sei  merita  )  spero  ben'  io,  che  la  M.  V.  a  cui  oso  di  riverentemente  con- 
sacrarlo, si  rallegrerà  e  dell'assunto  da  me  preso,  e  del  desiderio  mio  di 
mii-are  maggiormente  propagato  il  regno  della  carità:  poiché  questo  in 
fine  è  il  regno  vero  di  Cristo.  Anzi  vo  sperando,  che  il  magnanimo  suo 
genio  sia  per  benignamente  approvare  l' aver  io  creduto,  che  ninno  più 
della  M.  V.  fosse  per  accogliere  con  gradimento  e  la  fatica  mia,  e  la  ri- 
soluzione di  dedicarla  al  suo  augustissimo  nome.  Non  sono  io  già  qui  per 
presentare  in  una  dedicatoria  un  panegirico  a  V.  M.,  benché  il  campo  ne 
sia  vastissimo,  al  considerare  le  sue  forti  imprese  in  guerra,  e  i  regni 
dal  suo  valor  conquistati,  e  il  saggio  suo  governo,  e  quell'altre  virtù,  per 
le  quali  la  M.  V.  che  dà  legge  a  tanti  popoli,  fa  ben  conoscere,  ch'Ella 
sa  d'avere  sopra  di  se  un  superiore  infinitamente  più  grande,  con  istu- 
diarsi  di  eseguirne  anch'olla  puntualmente  le  leggi.  Tuttavia  vo' ben  io 
intrepidamente  dirlo;  se  le  opere  de  i  letterati  possono  con  gran  fiducia 
accostarsi  al  trono  della  M.  V.,  perché  di  Principe  amantissimo  delle  let- 
tere, e  Principe,  che  per  gloria  de' nostri  tempi  ha  si  altamente  ornato  il 
suo  intelletto  di  una  rara  letteratura,  e  delle  scienze  migliori;  come  non 
ho  anch'  io  da  promettere  qualche  grazioso  accoglimento  a  questa  mia 
Opera,  da  che  la  mente  di  V.  M.,  ben  conoscente  di  ciò,  ch'é  più  utile  a 
sapersi,  può  essei'e.  che  qui  truovi  se  non  per  l'  abilità  dell'  autore,  certo 
per  la  qualità  dell'argomento,  cose,  che  importava  il  ricordare,  e  meglio 
spiegare  all'  università  de*  fedeli  di  Cristo  ? 

Ma  quel  eh' è  più.  il  cuore  di  V.  M.  io  il  conto  già  dalla  mia,  cioè 
già  impegnato  in  favore  dell'  argomento  stesso,  che  io  tratto  :  imperocché 
non  può  più  nascondersi  ad  alcuno,  quanto  vigoroso  si  sia  allevato  con  V.  M. 
r  amore  de'  povei'i,  quanto  sia  la  sua  beneficenza  e  clemenza,  in  una  pa- 
rola, quanto  alte  radici  abbia  posto  in  Carlo  VI  Imperador  de' Romani  la 
carità  regina  dell'  altre  virtù.  Questa  bella  gemma,  che  più  dell'altre 
dovrebbe  risplendere  nella  corona  di  tntt'  i  regnanti,  e  senza  di  cui  l' altre 
son  come  un  nulla  a  gli  occhi  di  Dio:  questa  è  quella,  che  meco  ammira 
nella  M.  V.,  quasi  suo  singoiar  pregio,  il  cattolico  mondo.  Benché  che  dissi 
nella  M.  V.?  In  tutta  l'augustissima  casa  d'Austria  doveva,  e  debbo  io 
dire:  giacché  é  divenuto,  per  cosi  dire,  innato  ed  ereditato,  e  come  una 
legge   al   gloriosissimo   sangue,  che    ha  prodotto  tanti  imperadori,  l'amare 


2356  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [l'?S3- 


i  suoi  popoli,  il  beneficare  per  quanto  può  tutti;  e  massimamente  i  pove- 
relli ed  afflitti,  col  condurre  la  misericordia  verso  di  questi  fino  a  finezze, 
ignote  altrove,  e  che  solo  san  praticare  i  monarchi  diligenti  scrutatori 
delle  massime  più  belle  del  santo  Vangelo.  Certo,  per  tacere  di  tanti 
altri  celebratissimi  eroi  della  nobilissima  casa  d'Austria,  che  esempj  di 
tenera  carità  non  ha  lasciato  l'augustissimo  Leopoldo  glorioso  padre  di 
V.  M.?  E  questa  pure  a  chi  non  è  noto  che  fu  la  virtù  favorita  del- 
l' augustissima  Leonora  Maddalena  madre  piissima  di  V.  M.  ed  eroina 
de' nostri  tempi,  non  inferiore  in  virtù  ad  altre  regine  e  principesse,  che 
ora  veneriam  su  gli  altari?  Non  può  già  negare  la  M.  V.  (mi  sia  per- 
messo il  dirlo),  d'essersi  prefisso  di  camminare  sull'orme  stesse  a  gran 
passi  e  con  premura  di  soddisfare  anch'olla  dal  canto  suo  all'adorabile 
intenzione  di  Dio,  il  quale,  con  farla  si  grande  e  potente,  le  ha  accresciuto 
insieme  l'obbligo  e  il  comodo  di  esercitare  ampiamente  un  amore  bene- 
fico, e  di  procacciarsi  per  tal  via  un  sublime  seggio  nel  regno  di  Dio,  ed 
anche  sodi  ed  immortali  encomj  quaggiù.  Sa  V.  M.  che  siccome  a  gli  an- 
tichi augusti  il  più  dolce  e  riguardevole  titolo  era  quello  di  Padri  della 
Patria,  qualora  con  fatti  veri  lo  conseguivano:  cosi  un  cristiano  monarca 
dee  più  che  d'altro  invogliarsi  d'esser  con  giusto  titolo  appellato  Padre 
de'  popoli,  e  spezialmente  Padre  de'  poverelli. 

Adunque  nella  presente  mia  Opera  trattandosi,  e  dell'  importanza  de  i 
varj  uffizj,  e  delle  ineffabili  ricompense  della  divina,  virtù  della  carità, 
ecco  s' io  ho  ragione  di  condurla  con  qualche  fidanza  di  gradimento  al 
trono  augustissimo  della  M.  V.  e  d'inoltrarmi  ancora  a  supplicarla  del 
suo  clementissimo  patrocinio  a  questo  tributo  della  mia  profonda  venera- 
zione. Venerazione  antica,  affettuosa,  inalterabile  verso  l'augustissima  sua 
casa,  e  verso  le  eroiche  doti  e  gesta  della  M.  V.  e  che  maggiormente  vien 
rinforzata  nel  mio  cuore  dal  carattere,  che  porto  di  servo  di  un  Priucipe. 
tanto  ossequioso  verso  la  M.  V.  e  per  tanti  legami  attaccato  alla  sovrana 
persona  e  grandezza  di  V.  M.  Resta  ora,  che  unendo  anch'io  i  miei  voti 
a  quei  dell'Europa  tutta,  preghi  l'onnipotente  Dio,  che,  per  pubblico  bene, 
per  felicità  del  cristianesimo,  e  per  onore  della  carità,  lungamente  con- 
servi la  M.  V.,  e  con  una  non  mai  interrotta  serie  di  suoi  figli  e  nipoti, 
tramandi  a  i  più  remoti  secoli  avvenire  quell'augustissima  prosapia,  eh" è 
stata  finora,  e  sarà  esempio  vivo  della  pietà  e  carità  cristiana.  E  poiché 
le  belle  speranze  di  vedere  adempiuti  in  breve  i  miei,  anzi  i  comuni  de- 
siderj,  già  si  mirano  nel  seno  fecondo  dell'augustissima  consorte  di  V.  M- 
Elisabetta  Cristina,  imploro  io  pure  dal  cielo  le  benedizioni  tutte  sopra 
la  M.  V.  acciocché  Ella  sia  padre  di  gloriosi  monarchi,  e  tutti  poi  conti- 
nuino ad  essere  padri  de' poveri.  E  gliele  imploro  in  ricompensa  ancora 
di  quella  generosa  bontà,  con  cui  Ella  permette  a  me  di  potere,  siccome 
fo  con  tutta  rivei'enza  protestarmi,  della  V.  Cesarea  Cattolica  e  Real  Maestà. 


-1*723]  AD   ANTON   MARIA  SALVINI  2357 


2215. 

A  MADRO  ALESSANDRO  LAZZARELLI  in  Milano. 
Modena,  25  Novembre  ÌTZi. 

Archivio  Soli  Muratori,  (  R.  Dibl.  Ett.  ),  Modena. 

Saggiamente  ha  fatto  V.  P.  reverendissima  a  non  far  altre  parole 
con  cotesto  valentuomo,  perch'egli.  contuttoché  persona  tanto  dotta  e  dab- 
bene, è  troppo  schizzinoso,  e  in  tal  recipiente  tutto  ciò  che  s'infonde  si 
perde.  A  me  basta,  che  s'egli  le  dicesse  più,  ch'io  son  collegato,  che  stuz- 
zico, o  simili  cose,  che  vado  immaginando,  ella  colle  informazioni  prece- 
denti, e  colla  sua  prudenza  vegga  di  levargli  di  capo,  se  è  possibile,  sì 
fatte  opinioni.  Del  resto  io  son  contento  di  non  entrare  ne' fatti  suoi,  e 
di  non  avere  comraerzio  seco, 

Anche  dal  sig.  marchese  reggente  Olivazzi  ho  inteso  la  promozione 
alla  cattedra  del  sig.  suo  figliuolo,  e  con  somma  consolazione  si  per  le 
felicità  d'una  casa,  a  cui  mi  professo  tanto  servitore,  come  per  l'onore, 
che  ne  viene  al  nostro  Collegio.  Prego  V.  P.  reverendissima  di  passare 
con  amendue  in  mio  nome  gli  ufizi  di  congratulazione,  non  volendo  io,  per 
loro  minore  incomodo,  farlo  a  dirittura. 

Abbiamo  il  contento  di  un  nuovo  principe,  ma  non  quelle  conseguenze, 
che  si  speravano  in  tal  congiuntura.  Farà  Iddio  a  suo  tempo,  se  vorrà, 
quel  bene,  che  ognun  desidera,  ma  che  poco  da  noi  si  merita. 

Tutto  ai  di  lei  comandamenti,  con  vero  ossequio  mi  rassegno  di  V.  P. 
reverendissima. 

2216. 

AD  ANTON  MARIA  SALTINI  in  Firenze. 
Modena,  26  Novembre  17^. 

fiACCoLTA  AzzoLiNi,  Bom»,  edita  [2S7]. 

A  me  tocca  il  rendere  vive  grazie  a  V.  S.  illustrissima  per  l'onore 
fatto  a  quel  mio  libro  con  riputarlo  degno  delle  sue  applicazioni,  e  di 
esaminarne  gl'insegnamenti.  Mi  avrebbe  però  fatto  più  servigio  il  padre 
Paoli,  se  avesse  un  po'  più  diflferito  una  tale  edizione,  perciocché  restan- 
done a  me  tuttavia  molte  copie  della  prima,  io  non  saprò  a  che  valermene 
più,  se  non  a  difendere  il  caviale  dal  freddo.  Ma  il  colpo  è  andato.  Fra 
le  opere  tutte  belle  di  V.  S.  illustrissima,  ho  speranza  che  il  pubblico 
trnovi  questa  più  gustosa  dell'altre. 


2358  LODOVICO   ANTONIO   MUEATORI  [J'733- 


Dovrebbe  a  quest'  ora,  il  sig.  cavaliere  Marmi  averle  notificato  ])er  parte 
mia,  che  il  Ooleti  m'ha  inviata  qua  una  copia  d'esso  libro;  una,  dico,  sola, 
da  far  giugnere  a  V.  S.  illustrissima.  Sicché  assolva  ella  in  qualche  parte 
esso  stampatore,  che  io  intanto  vo  cercando  congiuntura  per  ispedirla  costà  ; 
e  se  altro  non  capitasse,  la  raccomanderò  fra  pochi  giorni  alla  condotta 
di  Bologna,  in  congiuntura  di  mandare  altre  cosette  al  suddetto  signor 
cavaliere  Marmi. 

Ma  io  ho  pur  bisogno  d'una  grazia  dal  sig.  canonico  suo  fratello,  che 
divotamente  riverisco,  e  non  vorrei  già  che  mi  mancasse  ;  cioè  quella  copia 
della  storia  manoscritta  di  Dino  Compagni,  che  il  sig.  Apostolo  Zeno  gl'invio 
per  confrontarla  con  cotesto  antico  codice,  da  che  esso  sig.  Zeno  l'ha  a 
me  ceduta.  Ho  fatto  pregarne  prima  d'ora  esso  sig.  canonico,  e  non  ne 
ho  veduto  eifetto  alcimo.  Di  grazia,  non  manchi  di  consegnarla  al  signor 
cavaliere  Marmi,  che  si  prenderà  la  cura  di  spignerla  a  Modena.  Incarico 
anche  la  sperimentata  gentilezza  di  lei  per  questo  ;  e,  rassegnandole  il  mio 
indelebil  ossequio,  e  rallegrandomi  della  prospera  salute,  che  le  auguro 
eterna,  mi  confermo  di  V.  S.  illustrissima,  etc. 


2217. 

AD  ALESSANDRO  BERTAGCHINI  in  Modena. 
Modena,  dalla  Pomposa,  27  Novembre  172.3. 

Archivio  di  Stato,  Modena. 

Anche  il  sig.  conte  di  Collalto  ha  parlato  per  la  dedicatoria  a  S.  M. 
Cesarea:  ma,  propriamente,  quegli  che  ha  ottenuta  la  permissione  è  stato 
il  sig.  principe  Pio,  siccome  canale,  destinato  per  simili  aifari. 


2218. 

A  FRANCESCO  ARISI  in  Cremona. 
Modena,  2  Dicembre  1723. 

Museo  Civico  Cbemonbsb,  edita  [203]. 

Amico  amatissimo. 

Signor  sì  ch'egli  è  tempo  che  vi  rimettiate  ancor  voi  in  carriera, 
dopo  le  lunghe  villeggiature,  che  m'immagino  avrete  fatto  in  città.  A  me 
parve  di  guadagnare  assai,  trovando  chi  stampasse  alle  spese  sue  la  mia 
gran  Raccolta,  ed  anche  cedei  le  dedicatorie.  Ora  io  non  godo  privilegio 
alcuno  nella  compra  di  tal  opera,    e   ben   mi   dispiace   di   non  poter   fare 


-1TS3]  AD   ANTONIO  VALLISNIERI  2359 

godere  a  voi  vantaggio  in  questo  affare.  L'aver  voluto  fare  i  ricci  alla 
medesima  opera  ha  cagionato  qualche  altezza  di  prezzo,  che  però  non  è 
tale  a  chi  va  odorando  le  stampe  oltramontane.  Anche  a  me  hanno  scritto 
che  ne  vogliono  lire  20  per  tomo. 

Riveduta  che  avrò  parte  del  vostro  ms.  copiata,  vel  rimanderò,  et  è 
in  buone  mani  la  Storia  di  Mantova.  Cosi  potessi  io  far  più  onore  alla 
patria  vostra  con  qualche  altra  storia.  Vi  contenterete  di  quel  poco  che 
ne  dice  il  vostro  Sicardo.  mi  rassegno,  etc. 


2219. 

AD  ANTONIO  VALLISNIERI  in  Padova. 
Modena,  3  Dicembre  1723. 

Biblioteca  Nazionale  di  Brera,  Milano,  edita  [142]. 

Con  tutto  il  mio  silenzio  non  ho  già  dimenticato  l'affare  del  nostro 
sig.  arcipi'ete.  N'abbiam  parlato  più  volte  il  sig.  Lombardini  ed  io,  e  poi 
l'ho  raccomandato  al  sig.  segretario  Santagata.  e  al  sig.  consigliere  Ma- 
sini.  La  verità  è  che  andò  il  voto  al  Padron  serenissimo,  e  si  perdetto 
sul  tavolino.  Ha  il  sig.  segretario  promesso  più  volte  di  cercarlo;  ma  fi- 
nora nulla  s'è  veduto.  Avrebbe  il  sig.  consigliere  potuto  duplicarlo:  ma 
per  disavventura  nel  primo  erano  inchiusi  certi  ricapiti  originali.  Io  non 
ho  altro  che  incalzare  il  sig.  segretario;  ma  affari  sino  alla  gola:  e  cosi 
queste  minutaglie  si  passano.  Intanto  non  ne  viene,  e  non  ne  v^rrà  male 
ai  vostri;  e  all'ultimo  si  piglierà  qualche  ripiego. 

Se  Dio  vorrà,  l' ordinario  venturo  vi  spedirò  una  copia  del  mie  Trat- 
tato della  Carità,  in  isconto  delle  mie  obbligazioni  e  segno  dell'alta  stima. 
Senza  ch'io  ve  ne  preghi,  so  che  gli  sarete  lancia  e  scudo:  e  cosi  faran 
tutti  i  galantuomini;  ma  non  già  certi  altri,  che  solo  pensano  a  se  stessi. 

Pregovi  poi  d' avviso  se  que'  libri  pel  sig.  abate  Scotti  arrivassero  a 
buon  porto. 

Vidi  anch'  io,  e  mi  rallegrai,  che  il  sig.  Richa  vi  avesse  fatto  quel- 
l'onore che  meritate.  Ho  anche  dipoi  inteso,  ch'egli  vi  ha  fatto  media- 
tore fra  il  sig.  Corte  e  Ini;  ma  sento  che  esso  sig.  Corte  sta  duro.  Mala 
cosa  che  s'abbattano  a  piatire  uno  schizzinoso  e  un  giovinastro.  Più  volte 
ho  scritto  a  Torino,  che  desista  dall' attaccare  quel  valentuomo  :  non  m' ha 
voluto  credere.  Ora  mi  scrive,  che  è  pronto  ad  emendare  i  falli  commessi 
da  giovane.  Sia  cura  di  voi  il  convertire  l'altro,  giacché  il  torinese  viene, 
con  le  man  giunte,  chiedendo  perdono. 

Quando  vedrete  quella  buona  ciera  e  miglior  pasta  del  nostro  Pivati, 
chiedetegli  se  io  abbia  a  sperare  quella   Vita  di  Carlo  Zeno.  Mi  parrebbe 


2360  LODOVICO   ANTONIO    MURATORI  [l'7S3- 

strano,  ohe  l' eminentissimo  vescovo  mi  negasse  una  cosa  tanto  onorevole 
per  la  patria  sua. 

Ricevei  quell'operetta  torinese  intorno  alle  iscrizioni,  che  mi  piacque 
di  molto,  e  ringraziai  chi  me  l' avea  inviata.  Ringrazio  ora  anche  voi  della 
bontà,  con  cui  me  la  faceste  capitare  in  Modena. 

E,  di  grazia,  scusatemi,  se  talvolta  son  pigro  a  rispondere.  V'assi- 
curo, che  mi  s'affollano  addosso  gl'intrighi  talmente  che  alle  volte  mi 
trovo  ristucco  del  mondo,  il  quale  per  altro  è  assai  cattivo,  e  fa  una  brutta 
prospettiva.  Con  tutta  la  mia  trascuratezza,  io  sono  ed  eternamente   sarò. 


2220. 

A  MAURO  ALESSANDRO  LAZZARELLI  in  Milano. 
Modena,  9  Dicembre  172!i 

Archivio  Soli  Muratori,  {R.   Bibl.  Est.),  Modena. 

Ecco  a  V.  P.  reverendissima  le  parole  precise,  che  mi  scrive  il  signor 
Richa  : 

Il  mio  negozio  col  signor  Corte  è  nelle  mani  del  signor  Vallisnieri.  Se 
ho  errato  da  giovane,  ho  rim,ediato  da  uomo  al  mal  fatto,  sottoscrivendo 
ciecamente  a  quanto  m  imporrà  detto  signor  Vallisnieri.  Basterà  eh'  ella  col 
p.  residente  Lazzarelli,  che  so  aver  fatto  passi  contro  di  me  in  Milano, 
procuri  di  porgere  dal  suo  canto,  o  pure  far  porgere  buoni  ufìziper  me, 
e   iìidurre  detto  Padre  a  favorirmi. 

Ella  vede,  se  con  tali  preparamenti,  si  può  trattar  di  pace.  Meglio 
sarebbe  stato,  che  il  signor  Richa,  prima  di  iiscir  fuori  coli' ultima  sua 
operetta,  avesse  avuto  di  questi  sentimenti,  e  avesse  badato  anche  a  me, 
che  onoratamente  il  consigliai  a  tacere  e  rispettare.  Io  non  gli  ho  mai 
scritto,  che  V.  P.  reverendissima  fosse  centra  di  lui.  Dee  avere  coati  de'  cor- 
rispondenti. Ma  giacché  egli  viene  colle  buone,  credo  eh'  ella  non  abbia 
d' avere  difficultà  ad  interporsi  per  comporre  questi  taccoli  :  e  se  mi  ordi- 
nerà cosa  alcuna  in  tal  proposito  da  scrivere  a  Torino,  sarò  pronto.  Per 
altro  sia  ella  certa,  ch'io  conosco  assai  quel  giovane,  e  non  ne  sono  spa- 
simato. 

La  mano  di  Dio,  è  ben  forte,  e  necessaria  per  certi  affari.  Ma  noi 
meritiam  poco,   e  il  Mondo  è,  e  vuol' essere  brutto. 

Con  ratificarle  il  mio  rispetto  mi   confermo,  di  V.  P.  reverendissima. 


-l'?33]  A   CASSIODOKO    MONTAOIOLI  23G1 


2221. 

A  FRANCESCO  ARISI  in  Cremona. 
Modena,  16  Dicembre  1723. 

McsBO  Civico  Csemonxsk,  edita  [303]. 
Amico  amatissimo. 

Veramente  in  più  storie  che  entreranno  nella  mia  raccolta,  ho  veduto 
descritto  il  grandioso  funerale  di  Giovan  Galeazzo.  Ma  quando  esso,  disteso 
da  persona  particolare  apposta  per  informarne  il  pubblico,  si  possa  otte- 
nere dalla  vostra  gentilezza,  e  massimamente  per  l' orazione  funebre,  ve 
ne  sarò  ben  tenuto. 

Vi  ringrazio  ancora  della  notizia  di  quel  gran  giurisconsulto  poeta 
che  avete  scoperto,  ed  ho  provata  della  compiacenza  ad  intendere  una  cosa 
che  riguarda  me,  et  io  nulla  ne  sapeva. 

Il  vostro  Sicardo  è  all'  ordine.  Ho  solo  da  fargli  la  prefazione,  in  cui 
parlerò  di  voi,  ma  senza  accordarmi  in  tutto  con  esso  voi  per  l' indice 
delle  sue  opere.  La  cronaca  che  ho.  è  degl'  imperatori,  ma  credo  che  ci 
manchi  l' altra  de'  papi.  È  breve,  ma  scrive  con  garbo.  E  viva  il  Torrazzo. 
Felicissime  vi  auguro  le  ss.  feste  e  mi  rassegno,  etc. 


2222. 

A  CASSIODORO  MONTAGIOLI  in  Montecassino. 
Modena,  16  Dicembre  \123. 

Biblioteca  del.  Seminario,  Pesaro,  edita  [106]. 

Siccome  io  fui  puntualmente  soddisfatto  del  danaro,  cosi  ho  riscontro, 
che  anche  V.  P.  abbia  ricevuto  le  copie,  che  qui  consegnai  al  P.  Cerri. 
Uscendo  gli  altri  tomi,  non  mancherò  di  renderla  avvisata. 

Nel  rivedere  una  memoria  fatta  dal  fu  P.  Abate  Bacchini  de'  Mss.. 
che  si  trovano  costi,  ho  osservato  che  nel  banco  XI  v'  ha  una  raccolta 
di  Epistole  di  Giulio  Toletano,  di  Benedetto,  e  Leone  Papi,  ed  altre.  Se 
mai  potesse  V.  P.  esaminare  esso  codice  e  riconoscere,  se  vi  fossero  cose 
inedite,  le  resterei  ben  tenuto.  Quando  non  avesse  la  maniera  di  chiarii-- 
sene,  almeno  me  ne  dia  un  ragguaglio,  cioè  degli  autori,  e  del  numero 
delle  pistole. 

Di  più  nel  banco  17,  e  nel  20,  v'ha  Paolo  Diacono,  sopra  la  Regola 
di  S.  Benedetto.  Consideri   ella,  di  grazia,  se  fosse  operetta,   a  cui  si    pò- 


23G2  LODOVICO   ANTONIO    MURATORI  [l'TSS- 


tesse  dar  luogo  nella  mia  Raccolta,  per  onore  ancóra  del  monachismo,  e 
me  ne  avvisi. 

Osservi  ancora  nel  Banco  XX.  Ord.  2.  Il  codice  delle  Leggi  Longo- 
barde per  vedere,  se  v'ha  i  Prologhi,  e  se  vi  si  trovasse  roba  inedita, 
purché  costi  sieno  le  stampate.  Io,  coll'ajuto  di  due  nostri  mss.,  spero  di 
farne  un'edizione  migliore  dell'altre,  e  con  delle  giunte. 

Mi  dica  ancora  cosa  sieno  nel  Banco  20.  Constitutiones  Apostolicae 
per  Heìiricum  Imperatorem. 

Or  dirà  ella,  ve' che  buone  feste  mi  dà  costui.  Abbia  un  po' di  pa- 
zienza: che  io  gliele  auguro  intanto  felicissime,  e,  con  ratificarle  il  mio 
rispetto,  mi  ricordo,  di  V.  P. 


2223. 

A  CARLO  BORROMEO  ARESE  in  Milano. 
Modena,  23  Dicembre  1723. 

Collezione  Càmpobi,  Modena. 

Eccellenza. 

Allo  stimatissimo  foglio  di  V.  E.  che  è  venuto  mentre  un  altro  mio 
era  in  viaggio  per  cotesta  volta,  rispondo  di  aver  preso  le  informazioni 
intorno  a  Luigi  Rizzi,  e,  per  quanto  posso  dirle,  le  truovo  buone.  Egli  è 
giovane  di  buona  presenza,  e  di  onesti  costumi,  né  si  sa  ch'egli  abbia  vizi. 

2224. 

A  MAURO  ALESSANDRO  LAZZARELLI  in  Milano. 
Modena,  23  Dicembre  1723. 

Archivio  Soli  Musatosi  (  R.  Bibl.  Est.  ),  Modena. 

Rendo  grazie  a  V.  P.  reverendissima,  perché  si  sia  presa  la  pena 
di  notificarmi  quanto  le  è  occorso  intorno  al  signor  Richa  con  cotesto 
signor  Residente  di  S.  A.  S.  Da  lui  certo  dee  essere  proceduto  qualche 
rumore  fatto  in  Torino;  e  m'immagino,  ch'egli  considerando  i  giovanili 
trasporti  del  suo  nazionale,  e  conoscendo  che  il  sapere,  e  la  ragione  che 
ha  il  signor  Corte  possono  screditare  un  suo  cittadino,  abbia  per  carità 
fatto  ammonirlo.  Or  bene  :  il  medicamento  ha  operato,  e  veggiamo  il  signor 
Richa  disposto  al  pentimento  e  all'  emenda.  Se  V.  P.  reverendissima  vuol 
cedere  al  signor  Vallisnieri.  che  é  medico  de'  corpi,  la  cura  di  questa  in- 
fermità d'animi,  non  disappruovo:  ma  può  anch'olla   destramente   contri- 


-l'?33  I  A   GIUSEPPE   MALASPINA   DI   S."'*  MARGHERITA.  2363 

buire  alla  guarigione,  e  godo  di  trovarla  appunto  disposta  a  questo.  Par- 
rebbe, che  il  signor  Richa  potesse  trovare  occasione,  stampando  qualche 
cosa,  o  di  dedicarla  ad  esso  signor  Corte,  o  pure  di  far  conoscere  in  buona 
forma  al  pubblico  la  stima  eh*  egli  ha,  e  che  tutti  hanno  di  cotesto  va- 
lentuomo. Per  altro  son  persuaso,  essere  ben  facile  il  far  guerra  ad  un 
giovane,  che  non  ha  ben  misurato  finora  le  forze  sue;  ma  del  pari  son 
persuaso,  che  tal  vittoria  poco  riuscirebbe  utile  a  gli  spettatori;  e  chi 
aspira  ad  una  gloria  soda,  deve  cercare  altri  competitori  ed  altri  argo- 
menti. 

Tornò  a  Reggio  il  signor  marchese  Lodovico  Rangoni  per  vedere,  se 
si  può  conchiudere  la  pace.  Ne  vedremo  a  momenti  1'  esito.  Tutti  la  de- 
sideriamo felice.  Ma  non  so  che  sarà. 

Con  che,  rassegnandole  il  mio  immutabil  rispetto,  mi  confermo,  di 
V.  P.  reverendissima. 


2225. 

A  GIUSEPPE  MALASPINA  DI  S.^*  MARGHERITA  in  Monleale. 
Modena,  23  Dicembre  1723. 

Raccolta  Palmieri,  S.  Paolo,  Roma. 

Vorrei  che  una  volta  finissero  i  disturbi  di  V.  S.  illustrissima,  e 
eh"  ella,  finendo  di  fare  il  fattore  ad  altri,  potesse  venirsene  ad  abitare  in 
città,  e  passarsela  in  sito  abbondante  di  libri,  e  fra'  libri.  A  buon  conto 
mi  rallegro  della  buona  sanità,  e  eh'  io  sia  sempre  vivo  nel  cuore  amatis- 
simo di  V.  S.  illustrissima,  a  cui,  in  congiuntura  delle  imminenti  sante 
feste,  auguro  anch'  io  dal  cielo  tutte  le  più  desiderabili  benedizioni. 

Non  c'è  fretta  al  certo  per  gli  storici  d'Asti;  pure  si  ricordi  che 
non  vanno  messi  in  un  cantone,  né  in  fondo  a  qualche  armadio.  Prima 
di  essi  usciranno  gli  Annali  Genovesi,  e  nella  prefazione  saprà  il  pubblico 
a  chi  io  abbia  delle  obbligazioni.  Ho  anche  avuto  la  sorte  di  trovar  la 
continuazione  fatta  da  due  Stella  fino  al  1430  in  circa. 

Ma  que'  benedetti  piemontesi  son  più  avari  che  non  è  l'avarizia  stessa. 
Nulla  ho  potuto  ricavarne,  e  pure  ne  ho  scritto  allo  stesso  Re,  che  mi  ha 
dato  finora  belle  parole,  e  nessun  fatto.  Pazienza:  tanto  e  tanto  la  mia 
raccolta  farà  figura,  e  intanto  mi  rallegro  di  vederla  approvata  da  V.  S. 
illustrissima,  che  è  di  si  buon  gusto. 

Con  che  rassegnandole  il  mio  rispetto,  mi  confermo,  di  V.  S.  illustris- 
sima, cui  auguro  un  felicissimo  capo  d'anno  e  tutte  le  buone  feste. 


2364  ^  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [  1*7  33- 


2226. 

A  CASSIODORO  MONTAGIOLI  ìh  Moutecassino. 
Modena,  23  Dicembre  1723. 

BiBLioTKUA  DEL  Semi!<ario,  Pesaro,  edita  [108]. 

(lodo  che  a  V.  P.  sieno  pervenuti  i  due  libri,  e  potendo  essere  che 
in  mano  sua  capiti  un  involtino  per  me,  che  aspetto  da  Brescia  dal  P.  Ran- 
dini  ',  (Agostino)  prego  la  sua  bontà  di  trovargli  poi  imbarco  per  Modena. 

Dalla  lista  di  cotesti  manoscritti,  che  una  volta  vidi  presso  il  fu  P. 
abate  Bacchini,  copiai  quel  solo  poco,  che  credei  a  proposito  per  me.  Ma 
non  so  se  fosse  indice  di  tutti,  né  se  allora  avessi  il  pensiero  alla  rac- 
colta, che  vo  facendo;  perciò  la  prego  di  tralasciare  tutti  i  Trattati  me- 
ramente teologici,  e  di  notare  que'  soli,  che  possono  concernere  la  storia, 
fra'  quali  metto  anche  le  lettere,  le  orazioni,  e  simili  pezzi. 

Con  augurarle  di  nuovo  felicissime  le  ss.  feste,  e  rassegnarle  il  mio 
rispetto,  mi  confermo,  di  V.  P. 


2227. 

AD  ANTONIO  VALLISNIERI  in  Padova. 
1723. 

BiBLioTBUA  Naziomalb  di  Brera,  Milano,   edita  [235]. 

Se  dunque  costi  v'  ha  qualche  voglioso  della  mia  gran  Eaccolta,  serva 
a  voi  di  avviso,  che,  ad  insinuazione  mia,  due  copie  dei  primi  due  tomi 
furono  inviate  al  sig.  Gio.  Manfrè  libraio  in  Venezia,  e  gli  scrivo  oggi, 
che,  richiedendole  voi,  le  consegni  a  chi  voi  vorrete. 

Adunque  ve  ne  do  la  facoltà,  ma  con  patto  che  scegliate  compratori,  che 
si  obblighino  a  pigliare  i  susseguenti  tomi:  altrimenti  non  avranno  i  primi. 

Non  so  la  spesa  del  porto  da  Modena  a  Venezia;  so  che  il  prezzo 
d'  ogni  tomo  è  in  Modena  di  tre  filippi  effettivi. 

Ho  veduta  l'Idea  del  sig.  Gimma  ^  (Giacinto).  Richiederebbe  un  grande 
erudito,  e  provveduto  di  una  vastissima  biblioteca,  e  poi  di  naso  acuto. 
Se  si  lascierà  vedere  ancor  qui,  conoscerò  s'egli  abbia  colpito   nel  segno. 


'  Sue  lettere  in  Archivio  Soli  Muratori  (lì.  Bibl.  Est.),  n.''  6  da  Reggio  e  Brescia 
1722- '24. 

^Sue  lettere  in  Archivio  Soli  Muratori  (R.  Bibl.  Est.),  n."  5  da  Bari  1703-'13. 


- 1*734 1  A  PAOLO  GAOLIAROI  23B5 

Ma,  vaol  egli  passare  si  o  no  di  qua  dal  1500?  Forse  la  gran  farragine, 
de' libri  usciti  dopo  quel  tomo,  lo  spaventa. 

Del  Redi  nulla  ho  veduto  di  nuovo.  E  poco  invero  di  nuovo  ora  pro- 
duce r Italia:  dico  di  cose  massiccie.  Mirate,  come  siamo  mai  decaduti! 

Uu'altra  mia  vi  ho  scritto,  di  cui  spero  l'isposta;  e  intanto  con  tutto 
lo  spirito  riverendovi,  mi  confermo. 


2228. 

A  CASSIODORO  MONTAGIOLI  in  Montecassino. 
Modena,  6  Gennaio  1724. 

BiBiaoTsoA  OKL  Sjsmihario,  Pesaro,  edita  [108]. 

Nel  catalogo  di  cotesti  manoscritti  che  V.  P.  con  tanta  gentilezza  mi 
ha  inviato  non  trovo  di  contace vole  al  mio  genio  oltre  a  quello  che  io 
precedentemente  le  scrissi.  Per  tanto  la  prego  di  visitare  i  già  accennati 
neir  antecedente  mia  per  dirmene  il  suo  sentimento.  Mi  accenni  chi  sia 
quel  Geraldo  abate,  di  cui  è  la  vita  costi.  Se  fosse  italiano,  ed  essa  non 
pubblicata  dal  Mabillon  si  potrebbe  farne  uso  per  la  mia  raccolta.  Cre- 
derei anche  bene,  che  V.  P.  mi  trascrivesse  il  principio,  fine,  e  due  passi 
altrove  della  Cronaca  di  S.  Isidoro,  per  vedere,  se  sia  la  stessa,  che  ho 
qui,  ed  è  poca  cosa,  oppure  altra  opera. 

Ho  parlato  coli'  Azzolini,  ed  ha  risposto,  che  crederebbe  di  poter  pren- 
dere r  involto,  quando  si  potesse  attaccare  alla  sella  del  cavallo  :  al  che 
sarebbe  necessaria  una  sportella,  o  altro  ripiego  :  e  che  però  ella  se  l' in- 
tenda col  mastro  di  posta.  Vegga  dunque  V.  P.  se  potesse  riuscire  un  tal 
ripiego;  se  no,  aspetti  che  venga  la  buona  fortuna,  la  quale  in  fine  capiterà. 

E  con  ringraziarla  di  tutti  i  suoi  favori,  e  rassegnarle  il  mio  rispetto, 
mi  confermo,  di  V.  P. 


2229. 

A  PAOLO  GAGLIARDI  in  Brescia. 
Modena,  13  Gennaio  1724. 

B1B1.10TECA  Civica,  Brescia,  edita  [57  ]. 

Per  mezzo  del  reverendissimo  P.  Randini  ho  ricevuto  da  V.  S.  il- 
lustrissima non  solo  lo  stimatissimo  dono  del  S.  Gaudenzio,  ma  anche  il 
libro  si  nobilmente  legato,  che  ne. ho  provata  della  confusione.  Seco  pure 
è  venuta  la  di  lei   Orazione  per   la  felice  promozione   a   cotesta   sede   di 

Epistolario  di  Lodovico  Antonio  Muratori.  —  Voi.  VL  150. 


235G  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI     "■  [1*73-4:- 


mons.  Morosini.  Ora  che  debbo  io  rispondere,  se  non  che  quanto  ella  si 
distingue  fra  i  letterati  italiani  per  la  sua  erudizione,  ingegno,  e  buon 
gusto,  cosi  anche  nella  liberalità  è  singolare?  Certo  che  mi  è  stato  som- 
mamente caro  questo  regalo,  si  perchè  è,  e  sempre  sarà  un  vivo  testi- 
monio della  sua  bontà  verso  di  me,  della  quale  ho  anche  veduti  i  segni 
nelle  sue  note,  e  poi  perchè  il  suo  S.  Gaudenzio  è  opera  perfetta  nel  ge- 
nere suo.  L'  ha  V.  S.  illustrissima  con  sì  bel  giudicio  e  sapere  ornata,  e 
stampata  con  tanta  nobiltà  e  finezza,  che  l' Italia  non  so  se  finora  abbia 
veduta  cosa  simile,  e  so  che  di  meglio  non  potevano  fare  gli  oltramontani. 
Un  solo  di  simili  libri  basta  a  guadagnare  ad  un  valentuomo  il  giusto 
titolo  e  concetto  d' uno  de'  primi  letterati  d"  Italia,  ed  a  farlo  conoscere 
per  ristoratore  della  gloria  de'  nostri  paesi.  Però  sommamente  mi  rallegro 
con  esso  lei  per  si  nobil  fatica,  e  per  tutte  1'  altre  uscite  dalla  sua  penna, 
che  tutte  sono  di  gusto  squisito  ;  ed  è  da  desiderare,  eh'  ella,  più  degli 
altx'i,  seguiti  a  produrne  delle  altre,  perchè  conosco  pochi  suoi  pari  del 
buon  gusto  suddetto.  A  queste  congratulazioni  aggiungo  in  fine  i  miei  più 
divoti  ringraziamenti  ;  e  giacché  non  ho  con  che  mostrarmi  in  pai'te  rico- 
noscente de'  suoi  favori,  cercherò  via  di  farle  giungere  il  mio  Trattato  della 
Carità  del  Prossimo  ultimamente  uscito.  Di  essa  opera  me  ne  richiese  co- 
testo Rivrardi  librajo,  al  quale  questo  Soliani,  che  l' ha  stampata  a  sue 
spese,  ha  risposto  di  mia  commissione.  Di  grazia  glielo  dica,  affinchè  sappia, 
che  io  se  non  gli  ho  risposto,  non  ho  però  mancato  di  servirlo. 

Quanto  alla  libertà  di  Brescia,  certo  che  nel  936  Ottone  il  Grande 
non  potè  concederla,  perchè  egli  solo  molti  anni  dipoi  ottenne  il  regno 
d' Italia.  Ma  aggiungo,  che  del  pari  credo  mancante  di  verità  la  conces- 
sione stessa  del  medesimo  Ottone.  Sotto  gli  Ottoni,  son  quasi  certo,  che 
ogni  città  del  regno  d' Italia  era  governata  da'  conti  ;  e  se  una  avesse  co- 
minciato ad  ottener  tanto,  tante  altre  avrebbono  cercato  ed  ottenuto  lo 
stesso.  Dopo  il  mille,  e  probabilmente  nelle  gran  rivoluzioni  sotto  Ar- 
rigo III  imperatore,  re  IV  di  Germania,  le  città  cominciarono  a  gover- 
narsi a  repubblica.  Né  pur  io  ho  mai  veduto  documento  o  gloria,  su  cui 
possa  essersi  appoggiato  il  Capriolo  e  perciò  mi  assicuro,  eh'  ella  non  si 
fiderà  punto  della  di  lui  asserzione.  Avrò  nondimeno  presente  questo  punto, 
e,  se  trovassi  cosa  a  proposito,  non  mancherò  d' indicarglielo. 

Se  Dio  vorrà,  che  si  continui,  siccome  spero,  la  gran  raccolta  Rerum 
Italicarum,  ivi  si  troverà  quanto  io  aveva  promesso  della  seconda  parte 
delle  Antichità  Estensi;  oppure  mi  accingerò  ad  essa  subito  che  potrò. 

Intanto  con  offerirmi  tutto  a'  suoi  comandamenti,  e  con  rassegnarle  il 
mio  rispetto,  mi  confermo,  etc. 


-17'3'41  A   FRANCESCO    AttlSI  23G7 


2230. 

A  CASSIODORO  MONTAGIOLI  in  Moutecassino. 
Modena,  13  Gennaio  1724. 

BiBLioTKCA  DKL.  Skmisabio,  Pesaro,  edita  [106]. 

Protesto  a  V.  P.  le  mie  obbligazioni  per  tutto  ciò  eh'  ella  mi  ha  no- 
tificalo intorno  a  cotesti  manoscritti.  Lascierò  dunque  stare  i  cementi  di 
Paolo  Diacono,  e  dirò  solo,  ch'ella  potrebbe  pensare  a  dar  fuori  la  lie- 
gola  di  S.  Benedetto  con  i  medesimi  cementi,  e  con  gli  altri,  che  si  tro- 
vano manoscritti  costi,  e  con  altri  forse  di  più,  che  saranno  in  Monte 
Cassino. 

L'  opera  di  Guglielmo  Tolelano  è  stampata  ;  e  però  non  occorre. 

Avrei  bensì  caro,  con  tutto  il  comodo  suo,  di  aver  copia  di  quelle  tre 
letterine  intorno  a  S.  Simeone  scritte  da  que'papi. 

Quelle  costituzioni  di  Federico  II  e  di  Clemente  IV  le  credo  pubbli- 
cate dal  Rinaldi  negli  Annali,  e  ve  n'  ha  anche  nel  Codice,  e  nelle  De- 
cretali: però  se  ne  restino  con  Dio. 

Se  avessi  avuto  cotesto  bel  codice  delle  Leggi  Longobarde  n'avrei  forse 
ricavato  qualche  profìtto.  Vegga  di  grazia,  se  v'  abbia  anche  la  prefazione 
di  Grimoaldo.  Liutprando,  e  Rachi  de'  quali  son  qui.  Già  ho  ricevuto  dal 
P.  Codebò  r  involto  di  Brescia,  e  mille  gi'azie.  Con  tutto  V  ossequio  mi 
rassegno,  di  V.  P. 

2231. 

A  FRANCESCO  ARISI  in  Cremona. 
Modena,  20  Gennaio  1724. 

Musso  Civico  Ckkmomess,  edita  i^06]. 

Amico  amatissimo. 

Con  sentimento  di  particolar  dispiacere  intendo  il  male  da  voi  sof- 
ferto, e  mi  rallegro  sommamente  perchè  lo  intendo  già  passato.  Dei  mali 
dobbiamo  aspettarcene,  e  massimamente  perchè  cominciamo  ad  accostarci 
al  verno  della  nostra  età.  Ma  dolorosi  mali,  oh  !  il  Signor  Iddio  ve  ne 
guardi  !  Adunque  cominciar  ad  usare  ogni  dì  una  bevuta  d' acqua  calda, 
e  forse  il  meglio  sarebbe  l' uso  del  vino  caldo,  se  1'  acqua  non  vi  piacesse. 
Ma  questa  però  la  credo  più  profittevole.  Del  resto  con  tutto  vostro  co- 
modo potrete  favorirmi  dell'  orazione  funebre  di  Giovan  Galeazzo.  In  bi'eve 
avrò  all'ordine,  per  rimandarvela,  la  vostra  cronaca  piacentina.  H  punto 
sta  a  trovare  sicura  occasione.  Sono,  ed  eternamente  sarò,  etc. 


2368  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [IT'S-i- 


2232. 

A  MAURO  ALESSANDRO  LAZZARELLI  in  Milano. 
Modena,  20  Gennaio  1724. 

Archivio  Soli  Muratori  {B,  Bibl.  Est.),  Modena. 

Egi'egiamente.  Viva  il  signor  Vallisnieri  che  ha  conchiusa  cotesta 
pace,  e  viva  anche  V.  P.  reverendissima,  la  quale  son  certo  che  T  avrà 
promossa  col  suo  onoratissimo  genio.  Le  lettere  del  signor  Corte,  e  del 
signor  Richa  le  ho  lette  con  particolar  piacere;  e  siccome  chi  aveva  ec- 
ceduto ha  preso  il  tuono  che  gli  conveniva,  cosi  mi  son  rallegrato  a  ve- 
dere il  signor  Corte  rimesso  seco  in  buona  armonia.  Ringrazio  pertanto 
la  di  lei  bontà,  e  de'  passi  fatti,  e  della  copia  delle  lettere  comunicatemi  ; 
e,  sospirando  1'  onore  '  de'  suoi  comandamenti,  mi  rassegno,  di  V.  P.  reve- 
rendissima. 


2233. 

A  CASSIODORO  MONTAGIOLI  in  Montecassino. 
Modena,  20  Gennaio  1724. 

Biblioteca  del  Seminauio,  Pesaro,  edita  [108]. 

Per  gli  continuati  favori  di  V.  P.  crescono  le  mie  obbligazioni,  e  ri- 
mettendomi io  a  quanto  le  ho  scritto  nelle  antecedenti  mie,  aggiungo  ora 
solamente,  che  quell'  Opera  di  Isidoro  Mercatore  è  la  famosa  Raccolta  delle 
lettere  da  lui  supposte  ai  Papi,  e  perciò  stampata  più  volte.  A  me  resta 
da  cercare  se  il  P.  Mabillone  abbia  dato  alla  luce  quella  vita  di  Geraldo 
abate,  oppure  i  Bollandisti,  o  il  Surio;  perchè  quel  dirlo  oriundo  di 
Prancia.  mi  fa  credere,  ch'egli  poi  fosse  Abate  in  Italia.  Con  che,  ratifi- 
candole il  mio  rispetto,  mi  confermo,  di  V.  P.,  etc. 

P.  S.  Il  P.  Mabillone  accenna  solo  la  vita  di  Geraldo  conte,  ma  non 
Abate,  e  la  dice  stampata  nella  Biblioteca  Cluniacense.  E  però  la  prego  di 
osservare,  di  che  monastero  fosse  abate  e  di  che  tempo  vivesse  cotesto 
Geraldo. 


-l'734]  A   MAURO   ALESSANDRO   LAZZARELLI  2369 


2234. 

ALLO  STESSO  in  Montecassino. 
Modena,  27  Gennaio  1724. 

BiBLioTKCA  DSL  SsMiNARio,  Pesaro,  edita  [1(K]. 

Nella  forma  che  V.  P.  mi  prescrive,  mi  conterrò  per  que' favori,  che 
ho  dalla  di  Lei  bontà  ricevuto.  La  prego  ora  di  osservare  di  qual  mona- 
stero fosse  abate  quel  Geraldo,  di  cui  è  la  vita  costi  e  di  che  tempo  fio- 
risse, perchè  siccome  le  ho  scritto,  non  trovo  tal  Vita  negli  atti  del  P.  Ma- 
bilione.  Sto  oi'a  facendo  l'indice  a  Leone  Ostiense  ristampato  nella  mia 
Raccolta,  ed  osservo  che  Angelo  dalla  Noce  sostiene  non  essere  di  Paolo 
Diacono  quella  Sposizion  della  Regola;  sicché  poco  capitale  può  farsi  di 
essa,  e  del  resto.  E  con  tutto  lo  spirito  mi  rassegno,  di  V.  P. 


2235. 

A  NICOLA  TACOLI  in  Reggio. 
Modena,  10  Febbraio  1724. 

Archivio  Tacoli,  Modena. 

Hlmo  Sig.  Mio  Sig.  e  Proìi  Colmo. 

In  risposta  alle  due  stimatissime  di  V.  S.  illustrissima  altro  non  posso 
dirle,  se  non  che  finora  non  è  venuta  la  risposta  di  Roma,  e  che  il  So- 
liani  non  ha  peranche  veduto  comparire  la  carta.  Subito  ch'egli  la  rice- 
verà ne  farà  pervenire  alle  di  lei  mani  un  foglio  :  e,  subito  che  avrà  la 
licenza  di  Roma,  io  non  mancherò  d"  affrettar  qui  la  faccenda.  Intanto  V.  S. 
illustrissima  non  si  formalizzi  punto  della  dilazione,  perchè  è  cosa  ordi- 
naria. E.  ratificandole  con  ciò  il  mio  rispetto,  mi  confermo. 


2236. 

A  MAURO  ALESSANDRO  LAZZARELLI  in  Milano. 
Modena,  17  Febbraio  1724. 

Abcbitio  Sol.1  Musatosi  (£.  Bihl.  E»t.),  Modena. 

Mi  prendo  la  libertà  d'inviare  a  V.  P.  reverendissima  una  scrittami 
dal  signor  Richa,  acciocché  ella  vegga  le  di   lui  premure  per  essere   ben 


2370  LODOVICO    ANTONIO   MURATORI  [l'7*34- 

rimesso  nella  grazia  di  lei,  del  che  però  io  l'ho  prima  d'ora  assicurato.  Ma 
quello  che  più  importa,  si  è  l'altro  affare,  che  riguarda  i  manoscritti 
de'  quali  egli  mi  dà  si  belle  speranze.  Questo  è  stato  finora  l' urgente  mo- 
tivo di  tener  salda  la  di  lui  corrispondenza  ;  e,  s' egli  compie  le  promesse, 
gli  resterò  ben  tenuto,  perchè  con  tutto  il  mio  avere  scritto  al  suo  Re  e 
averne  anche  ricevuta  benigna  risposta,  nulla  ho  mai  potuto  ottenere.  Ora 
io  sono  a  pregare  la  di  lei  gentilezza  in  primo  luogo  di  tener  segreto  con 
chi  si  sia  d'avere  ricevuto  libri  manoscritti  da  esso  mio  amico;  e  secon- 
dariamente, se  questi  capiteranno,  di  farmi  lo  stimatissimo  favore  di  cer- 
care all'involto  un  sicuro  imbarco.  Sarebbe  pur  bello  quello  del  signor 
conte  della  Somaglia  se  arrivasse  in  tempo. 

La  prego  di  rimandarmi  la  lettera  inchiusa. 

L'onnipotenza  de' sette  colli  è  vicina  a  fare  un  buon  colpo,  e  a  re- 
care a  noi  un  gran  motivo  di  rammarico.  Nop  arriverà  nuovo,  ma  sempre 
sarà  disgustoso.  E  cosi  vanno  le  cose  nostre.  Contrarietà    da   ogni  banda. 

All'  Accademia  del  Sabbato  si  fa  frequente  plauso  alle  lettere  di  V.  P. 
reverendissima.  Ella  è  pregata  di  conservarmi  il  suo  stimatissimo  amore, 
e  con  tutto  l'ossequio  mi  rassegno,  di  V.  P.  reverendissima. 


2237. 

ALLO  STESSO  in  Milano. 
Modena,  2  Marzo  1724. 

Archivio  Soli  Muratori   (  li.  Bihl.  Est.  ),  Modena. 

Staremo  a  vedere  se  verranno  a  frutto  le  speranze  torinesi.  Intanto 
rendo  le  dovute  grazie  alla  bontà  di  V.  P.  reverendissima  che  è  pronta  a 
favorirmi  in  un'afifiare,  intorno  a  cui  ho  consumato  più  lettere  e  tempo, 
che  in  alcun'  altra  mia  ricerca. 

Ma  mi  occorre  di  supplicarla  di  un'  altra  grazia.  Paolo  Bianchi,  gio- 
vane ben  fatto  della  persona,  nipote  di  quel  Bianchi,  che  mori  al  servizio 
del  signor  principe  Foresto,  andò  a  militare  in  Piemonte  nella  cavalleria, 
e  con  grandi  promesse  di  portarsi  onoratamente,  e  con  appoggi  colà,  e  as- 
sistenza ancora  di  qua  di  qualche  sussidio.  S'è  ora  inteso,  ch'egli  senza 
motivo  alcuno  è  disgustato,  benché  avvertito,  che  se  avesse  voluto  la  sua 
cassazione,  se  gli  avrebbe  ottenuta.  Ne  sono  in  pena  qui  i  suoi  parenti, 
si  perchè  non  sanno  dove  sia  fuggito,  e  si  per  timore  che  possa  essersi 
ritirato  nello  stato  di  Milano,  perchè  era  di  presidio  in  Alessandria,  e  si 
sa  avei-e  il  Re  di  Sardegna  convenzioni  con  cotesto  Governo  per  gli  di- 
sertori. È  dunque  pregata  V.  P.  reverendissima  di  fare  segretamente 
qualche  diligenza  per  sapere,  se   mai  avesse   preso  partito  in  cotesto   mi- 


-17*34]  A  GIUSEPPE  ANTONIO  SASSI  2371 

lizie,  e  caso  mai  che  ciò  fosse,  o  di  avvertir  lui,  o  di  darne  avviso  qua, 
acciocché  si  provvegga  che  non  fosse  rimesso  ai  Piemontesi.  Sarà  forse 
diflìcile  il  trovarne  conto,  o  massimamente  perchè  avrà  forse  mutato  nome. 
Tuttavia  la  di  lei  prudenza  e  il  suo  amore  per  gli  paesani  so  che  si  ado- 
pererà per  rinvenirlo,  se  sarà  possibile,  e  gliene  resterò  ben  tenuto  io  con 
questi  suoi  parenti. 

Prohfibilmente  Roma  si  sarà  pre valuta,  e  si  vorrà  prevalere  della  gra- 
vidanza della  augustissima  per  carpire  una  boccone  che  a  noi  per  tutte 
le  leggi,  0  per  tante  ragioni  è  dovuto.  Qui  si  è  sparsa  certa  voce,  che  si 
dubiti  della  gravidanza  stessa,  ma  non  so  con  qual  fondamento.  Se  mai 
fosse,  andrebbero  pure  a  terra  di  grandi  speranze.  Staremo  a  vedere,  se 
ci  sarà  fatta  questa  ingiustizia. 

Le  rassegno  con  ciò  il  mio  rispetto,  e  mi  confermo,  di  V,  P.  reveren- 
dissima. 

2238. 

A  GIUSEPPE  ANTONIO  SASSI  in  Milano. 
Modena,  3  Marzo  1724. 

Biblioteca  ambrosiana,  Milano,  edita  [176]. 

Venga  il  buon  padre  Archeim,  ch'io  m'ingegnerò  di  soddisfare  al 
suo  bel  genio,  per  quanto  si  stenderanno  le  forze  di  questa  piazza  si  per 
manoscritti  come  per  medaglie.  Mi  rallegro  per  le  note  che  V.  S.  illustrissima 
ha  intrapreso  a  fare  a  Landolfo  iuniore.  È  autore  che  sei  merita  e  mas- 
simamente da  una  mano  milanese  e  si  valorosa.  Animo  dunque  a  com- 
pierle. E  m' immagino  che  si  sarà  ben  collazionato  tutto  col  manoscritto  della 
metropolitana,  perchè  era  troppo  necessario. 

Di  grazia  mi  favorisca  di  pigliare  in  mano  V  indice  di  cotesti  manoscritti 
ambrosiani  e  di  notare  in  una  carta  il  titolo  e  l'autore  di  que' pochi  isto- 
rici, che  hanno  scritto  in  arabico.  Son  circa  quattro  o  cinque,  et  io  ne 
vorrei  fare  menzione.  Ne  ho  nota,  ma  di  due  non  intendo  più  il  vero  nome. 
Tal  notizia  poi,  s'ella  non  vuole  incomodarsi,  la  consegni  al  sig.  Argelati 
che  r  inchiuderà  in  una  sua. 

Avrei  bisogno  del  tomo  dei  supplementi  di  giugno  dell'  Ada  Sanctorum 
de'  Bollandisti,  né  vorrei  più  comperare  salato  da  chi  costi  mi  ha  dato  i 
due  primi  di  luglio.  A  non  so  quale  de'  PP.  gesuiti  di  Brera  venivano 
una  volta  tai  libri.  Sarà  forse  il  P.  Mosca.  Avrei  bisogno  ch'ella  con  suo 
comodo  trattasse  seco  affinchè  ne  ricevessi  uua  copia,  sapendo  che  per  tal 
canale  uon  vi  saranno  mangiamenti  nella  vendita.  Sei  ricordi. 

Ma,  e  quando  il  3."  e  4.°  tomo?  È  tempo  di  lasciar  loro  la  briglia. 
Con  tutto  l'ossequio  mi  rassegno,  etc. 


2372  LODOVICO   ANTONIO   MUKATOEI  \_±'72'4:'- 


2239. 

A  MAURO  ALESSANDRO  LAZZARELLI  in  Milano. 
Modena,  16  Marzo  1724. 

Archivio  Soli  Muratobi  {R,  Dibl.  Est,),  Alodena. 

Di  gran  contento  mi  è  stato  1'  avviso,  che  in  mano  di  V.  P.  reveren- 
dissima sia  già  pervenuto  1'  involto  torinese.  Veramente  non  contiene  ciò, 
ch'io  più  bramava:  ma  pure  ne  spero  qualche  cosa,  tanto  più  da  stimare, 
quanto  che  viene  da  un  paese  di  somma  avarizia  in  questo  genere,  come 
ne  ho  fatto  io  stesso  la  pruova  con  tante  lettere,  fino  allo  stesso  re,  che 
son  riuscite  in  nulla.  Aspetti  ella  pui*e  occasione  fedele  e  sicura  per  far- 
melo avere.  Intanto  premetto  i  miei  ringraziamenti  per  la  sempre  costante 
sua  bontà  in  favorirmi. 

Del  pari  le  protesto  le  mie  obbligazioni  per  ciò  che  riguarda  il  gio- 
vane Bianchi.  Mi  fanno  sperare  le  di  lei  notizie,  che  il  tristerello  possa 
essere  ito  lungi  da  costà  a  cercar  nuovo  imbarco.  Il  tempo  ce  lo  dirà 

Pareva,  che  la  morte  del  buon  Papa  avesse  d' avere  interrotto  il  bello 
mercato,  che  s'  era  dietro  a  fare  con  danno  nostro.  Ma  da  Roma  mi  scri- 
vono, che  prima  di  morire  egli  sottoscrivesse  il  foglio  di  Vienna.  Può  es- 
sere, che  tal  voce  sia  una  immaginazione  vana  di  que' politici  ;  tuttavia 
v'  è  ragione  di  temere.  E  cosi  va  questo  brutto  mondo,  in  cui  è  fin  dal 
principio  introdotto  e  radicato  il  costume,  che  il  più  forte  dee  manicarsi 
il  più  debole,  e  l'interesse  impicca  la  ragione. 

Conservi  Dio  V.  P.  reverendissima,  e  faccia  che  V  abbiamo  a  goder 
qui  un  giorno  con  suo  onore  e  quiete.  Non  lascerò  io  mai  d' essere,  quale 
con  tutto  r  ossequio  mi  ricordo,  di  V.  P.  reverendissima. 


2240. 

A  COSTANTINO  GRIMALDI  in  Napoli. 
Modena,  23  Marzo  1724. 

Archivio  Soli  Muratori  (B.  Bìbl.  Est.),  Modena. 

Già  è  in  mia  mano  l'opera  da  V.  S.  illustrissima  inviatami  e  felice- 
mente trasmessami  da  Livorno.  Sto  con  impazienza  attendendo,  che  anch'  ella 
riceva  di  colà  i  libri,  che  le  inviai. 

Le  reco  intanto  l'avviso  d'aver  io  ricevuto  le  vite  de' vescovi  di  Na- 
poli, non  già  dal  P.  Alfano,  che  m'  ha  condotto  a  spasso   per   tanti   mesi, 


-l'78'4]  AD  UBERTO  BENYOaiJSNTI  2373 

ma  bensì  da  altra  parte.  Sicché,  a  Dio  piacendo,  uscirà  ancora  questa 
operetta. 

Ricevuto  che  avrà  V.  S.  illustrissima  il  mio  Trattato  della  Carità,  gli 
dia  una  benigna  occhiata,  e  vegga  se  ho  intrepidamente  detta  la  verità. 
Non  mancherà  chi  me  ne  vorrà  male,  ma  pazienza.  Sarebbe  bene  che  tali 
verità  si  sapessero  meglio  ancora  costi,  e  non  avendone  il  Soliani  voluto 
inviare  costà  copie  da  vendere,  vegga  V.  S.  illustrissima  se  fosse  bene  il 
far  ristampare  costi  tal  opera.  Non  dovrebbe  mancare  chi  facesse  tal  ca- 
rità al  pubblico.  Staremo  a  vedere,  se  Roma  mi  farà   guerra   per   questo. 

Rassegnandole  il  mio  rispetto,  mi  confermo. 


2241. 

AD  UBERTO  BENVOGLIENTI  in  Siena. 
Modena,  31  Marzo  1724. 

Biblioteca  Gomurale,  Siena,  edita  [163]. 

S'accosta  la  pasqua,  e  bisogna  confessarsi.  Adunque  non  sT  può  più 
tirare  innanzi,  e  a  me  conviene  di  scrivere  per  accusare  a  V.  S.  illustris- 
sima il  mio  troppo  lungo  silenzio,  e  chiederne  scusa  alla  di  lei  singoiar 
gentilezza.  Mi  truovo  talvolta  si  affollato  da  affìari  o  miei  o  d'altri,  che, 
per  necessità,  divento  incivile.  Di  grazia,  ella  mi  perdoni.  Oltre  a  ciò. 
andava  io  differendo  lo  scrivere,  perchè  voleva  aver  finito  di  rivedere, 
siccome  ho  fatto,  tutti  i  manoscritti  ch'ella  per  sua  bontà  mi  ha  conce- 
duto, siccome  ancora  tutte  le  di  lei  annotazioni,  a  fine  di  disporre  tutto 
per  la  stampa,  quando  arriverà  il  loro  sito. 

Ho  dunque  letto  ed  ho  anche  tolto  via  dalle  Cronache  di  Neri  di 
Donato  e  dell'  Allegretti  certe  minutaglie  che  ho  creduto  superflue.  D 
resto  cammina  egregiamente,  e  farà  grande  onore  a  lei  e  alla  sua  patria, 
e  darà  gusto  al  pubblico.  Quel  solo  che  mi  dispiace  si  è  il  vacuo  che  si 
trova  nella  storia  sanese  dall'anno  1345  fino  al  1402,  e  più  oltre.  Non  vi 
sarebbe  egli  maniera  d'empierlo? 

Nel  fare  un  po' di  prefazione  alla  Cronaca  di  Neri,  ho  detto  parermi 
verisimile  che  Donato  suo  padre  abbia  scritto  almeno  fino  al  1870,  perchè 
ivi  si  legge:  e  io  Donato  pagai  etc.  Me  ne  dà  ella  licenza? 

Nelle  annotazioni  sue,  che  son  belle  ed  utili  tutte,  non  so  se  tutti 
approveranno  il  dirsi  che  i  Sanesi  non  facevano  il  sigillo  coli' Assunta, 
perchè  non  la  sapevano  dipingere.  Certo,  io  non  approvo  che  il  grado  di 
Bargello  non  fosse  inferiore  a  quello  di  Capitano  di  Giustizia,  antica- 
mente chiamato  Podestà. 

Le  vite  de  gV  imperatori  certo  non   sono  del  Petrarca,  ma  di  Benve- 


2374  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [1*734:- 


nuto  da  Imola.  Et  io  ho  veduto  antichi  manoscritti  di  Mavtin  Polono,  ove 
è  la  favola  di  Giovanna  papessa,  e  in  altri  no.  Parrai  ancora  che  in  un 
luogo  ella  metta  nel  1200  o  1300  il  dono  della  città  alla  Beata  Vergine, 
il  che  io  credo  avvenuto  solamente  dopo  il  1400,  ma  non  ho  notato 
il  luogo. 

Parevami  ancora  ch'ella  avesse  notato  il  significato  della  parola  ligrit- 
tiere,  ma  noi  so  più  trovare.  Me  lo  spieghi  di  grazia. 

Intorno  a  Ser  Gorello,  m'  immagino  che  V.  S.  illustrissima  nulla  saprà 
della  sua  vita.  Pazienza.  Parò  alla  bella  meglio. 

Vengo  ora  al  Trattato  della  Carità,  che  non  ebbi  tempo  di  accompa- 
gnare con  mia  lettera.  Ho  goduto  di  trovare  ancor  lei  uniforme  a' miei 
sentimenti,  ma  non  tutti  diranno  cosi.  Per  me,  li  lascerò  dire.  Ma  il  punto 
sta  che  in  Roma  un  certo  mio  amico  non  faccia  del  fuoco.  Due  altri  tomi, 
cioè  il  S."*  e  4."  usciranno  a  momenti. 

Con  sapplicarla  della  continuazione  del  suo  stimatissimo  amore,  le 
rassegno  il  mio  ossequio,  e  mi  confermo  di  V.  S.  illustrissima,  etc. 


2242. 

AD  ANTONIO  VALLISNIERI  in  Padova. 
Modena,  31  Marzo  1724. 

Biblioteca  Naziosalb  di  Brera,  Milano,  edita  [  142  ]. 

Al  veder  me  si  intricato  a  tener  filo  di  lettere  anche  coi  più  cari  pa- 
droni ed  amici,  sempre  mi  stupisco  sapendo  che  voi  scrivete  tante  lettere, 
e  pure  ancor  voi  siete  pieno  d'  affari  sino  alla  gola.  Buon  prò.  Io  ho  bi- 
sogno di  perdono  e  compatimento.  Lo  chieggo  anche  a  voi,  e  siete  sì  cor- 
tese, che  non  mei  negherete. 

Eccovi  il  conto  datomi  dal  Soliani  per  quei  libri  che  si  mandarono 
al  signor  conte  Scotti.  S'  egli  vorrà  1'  opera  di  Milano,  si  potrà  inviare  di 
qua.  Ma  cotesti  signori  son  ben  dilicati.  Se  dà  loro  fastidio,  che  gli  An- 
nali B'irtiniani  dicano  ciò  che  infiniti  altri  han  detto,  bisognerà  bruciar 
tutte  le  storie.  Oh  quanti  persecutori  ha  la  povera  verità! 

Il  sig.  dottore  Gio  :  Bernardoni,  mio  compatriota,  ode  fatto  costi  qualche 
maneggio  per  una  cattedra,  e  mi  ha  incaricato  di  scriverne  a  voi,  acciocché 
occorrendo  siate  suo  protettore.  Volentieri  ve  ne  scrivo,  perchè  egli  sei 
merita.  Per  me,  dopo  i  signori  Torti  e  Davini,  il  eredo  il  migliore  de' nostri 
paesi,  si  per  teorica,  come  per  pratica,  quantunque  ci  sia  qui  chi  ne  parla 
altrimenti,  per  paura  eh'  egli  non  faccia  ombra.  Ha  avuto  la  buona  scuola 
di  Bologna  sì  per  la  notomia,  che  per  la  medicina,  e  parla  della  sua  arte 
con  fondamenti  buoni.  Quel   solo,   che   vorrei  in  lui,   sarebbe   un   po'  più 


'±'72'^]  A  PIBK  OATTS&INO  ZENO  2375 


d' amore  di  gloria,  e  voglia  di  faticare.  Lo  star  comodo  gli  ha  nociuto. 
Perciò,  veaendo  il  caso,  potete  parlarne  in  bene,  ma  senza  riscaldarvi 
porcile  sia  accettalo  temendo  io,  eh'  egli  ancora  dal  cauto  suo  avrà  della 
pena  ad  abbandonare  questo  paese.  Per  altro,  avreste  costi  un  buon  amico, 
e  un  grande  estimatore  di  voi. 

Ringraziate  per  mia  parte  la  signora  vostra  figliuola  delle  carezze 
ch'ella  fa  al  Trattato  delia  Carità.  Riuci*esce  al  Soliani  ch'esso  già  sia 
stato  ristampato  in  Venezia. 

Con  pregarvi  della  continuazione  del  vostro  stimatissimo  amore,  mi 
rassegno. 

P.  S.  Ma.  e  del  povero  signor  Sancassani?  Ah.  che  la  prudenza  non 
alloggia  in  casa  di  tutti.  Egli  va  sbadigliando  per  comodo.  Almeno  capi- 
tasse qui  qualche  condotta. 

Chi  sono  gli  autori  de*  due  trattati,  conti-arj  intorno  al  Monachismo  di 
S.  Tommaso*? 


2243. 

A  PIER  CATTERINO  ZENO  in  Venezia. 
Modena,  31  Marzo  1724. 

Biblioteca  del  Seminario,  Padova. 

Mi  trovo  talvolta  si  pieno  di  rompitesta  che  non  ho  momento  da  respi- 
rare. E  però  vennero  senza  mia  lettera  que'  libercoli,  che  mi  ordinò  il 
signor  commissario  Corradi.  Di  grazia  V.  R.  mi  perdoni.  Per  forza  son 
tal  ora  incivile  co'  miei  più  riveriti  padroni  ed  amici.  Da  esso  signor  Cor- 
radi ella  avrà  già  inteso  il  prezzo  d' esse  carte,  che  ella  potrà  per  mio 
conto  pagare  a  cotesto  signor  Gio:  Manfrè.  Ma  a  che  servono  carte  tali? 
La  forza  e  non  le  ragioni  signoreggiano  in  casi  tali. 

Non  ho  per  anche  trovato  buon  filo  per  quella  cr (michetta  dell'as- 
sedio d' Ancona.  La  ringrazio  ora  delle  notizie  e  dei  lumi,  che  ella  mi  som- 
ministrò intorno  ad  essa.  Vedremo  col  tempo,  se  ne  uscirà  alcun  frutto. 
Intanto  dal  nostro  signor  Apostolo  [Zeno]  io  vo  ricevendo  altri  favori. 
Insomma  io  a  tutti  e  due  professo  singolari  obbligazioni. 

E  rincresciuto  a  cotesto  Soliani,  che  costi  si  ristampi  il  mio  Trattato 
della  Carità,  ma  rimedio  non  e'  è.  Io  raccomando  questa  mia  povera  fa- 
tica alla  di  lei  protezione  con  isperanza,  che  anch'  ella  coopererà  a  soste- 
nere i  diritti  di  si  importante  virtù. 

E,  rassegnandole  il  mio  rispetto,  mi  confermo,  etc. 


2376  LODOVICO   ANTONIO    MURATORI  11'72'^- 


2244. 

A  FRANC:ESC0  arisi  in  Cremona. 
Modena,  13  Aprile  1724. 

Masso  Civico     Grkmonrse,  edita  [206]. 

Amico  amatissimo. 

Mandai  a  Milano  il  vostfo  ms.,  e  mi  son  rallegrato  all'  intenderne  il 
pronto  ritorno  alle  vostre  mani.  Io  non  ebbi  tempo  d'accompagnarlo  con 
mia  lettera,  perchè  alle  volte  non  ho  momento  da  respirare.  Invio  ora  i 
dovuti  ringraziamenti  alla  bontà  con  cui  mi  avete  favorito.  Cosi  fosse  stata 
intera  quella  cronaca:  io  n'ho  veduta  una  più  piena.  Ma  ancor  così  la 
farò  uscire,  a  Dio  piacendo,  e  con  degna  memoria  di  voi,  siccome  nella 
prefazione  a  Sicardo.  Se  altro  d'altre  città  aveste,  ricordatevi  del  mio 
bisogno.  Non  dubitate  che  avrò  buona  cura  del  vostro  Platina;  perchè 
siam  lontani  dal  suo  sito  per  la  stampa,  perciò  non  v'ho  applicato  finora. 
Amatemi  e  credetemi  in  eterno,  etc. 


2245. 

A  COSTANTINO  GRIMALDI  in  Napoli. 
Modena,  14  Aprile  1724. 

Archivio  Soi^i  Muratori  (  R.  Bibl.  Est.  ),  Modena. 

Giacché  il  sig.  Giovanni  Acanfora  desidera  di  provvedersi  della  mia 
gran  Raccolta,  potrà  V.  S.  illustrissima  rilasciare  a  lui  Y  altra  copia  de'  due 
primi  tomi,  che  resta  in  mano  di  lei,  purché  cotesto  letterato  si  obblighi 
a  pigliare  la  continuazione.  Vegga  ella  dunque  di  fargli  pagare  anche  la 
rata  del  porto  da  Modena  fino  a  Napoli,  avendolo  V.  S.  illustrissima  pa- 
gato intero  per  tutte  e  due  le  copie.  Per  conto  mio  ho  d'avere  tre  scudi 
Romani  per  cadauno  tomo.  Quando  il  sig.  Taffuri  persista  in  volere  l'opera 
stessa,  si  soddisferà  al  suo  desiderio  colla  prima  spedizione  di  due.  altri 
nuovi  tomi,  che  a  momenti  usciranno  in  luce.  Tuttavia  se  si  brama,  che 
io  tenti  che  il  .P.  Paoli  pigli  essi  tomi,  farò  quel  che  debbo,  giacché  egli 
mi  fa  sperare  di  passare  per  Modena  nel  suo  ritorno.  Ma  parmi  difiìcile 
che  sia  per  caricarsi  di  questo  fardello. 

Intanto  proposi  a  V.  S.  illustrissima  la  ristampa  costi  del  mio  Trat- 
tato della  Carità,  in  quanto  che  bramerei  più  diffuso  un  si  importante 
argomento  ancora  in  cotesto  parti,  dove  i  librai  lombardi  ne  manderanno 


-ITS-A]  A    MA&lÀNaELO  FIACCHI  2377 

difficilmente  delle  copie,  e  in  quanto  parmi,  che  chi  lo  ristampa  potrebbe 
ricavarne  del  guadagno. 

Quando  V.  S.  illustrissima  potrà  dare  un'occhiata  a  certe  verità  ivi 
trattate,  e  ohe  altri,  o  non  ama,  o  non  osa  dire,  conoscerà  che  un  libraio 
può  promettersi  del  profitto  in  una  ristampa.  Infatti  appena  uscito  il  libro, 
se  n'è  fatta  immediatamente  una  ristampa  in  Venezia,  che  è  a  noi  si 
vicina.  Per  me  non  posso  accudire  ad  associarmi,  con  obbligo  di  pigliarne 
delle  copie,  perchè  non  vo' simili  intrichi,  e  da  gran  tempo  ho  chi  stampa 
a  sue  spese  le  cose  mie.  Se  libraio  costi  non  si  truova,  che  voglia  appli- 
carsi a  tal  fattura,  sia  per  non  dato  il  mio  consiglio. 

Fu  poi  il  P.  Alfani,  che  mi  fece  avere  le  vite  antiche  di  cotesti 
vescovi,  e  gliene  son  tenuto.  Con  che,  rassegnandole  il  mio  rispetto,  mi 
confermo. 


2246. 

A  MARIANGELO  FIACCHI  in  Ravenna. 
Modena,  26  Aprile  l'J24. 

Biblioteca  Cl^ssexsk,  iiavenna,  edita  [189]. 

Puntualmente  m' è  stata  consegnata  la  copia  della  cronaca  di  Rico- 
baldo  che  V.  P.  con  tanta  gentilezza  mi  ha  procurato:  e  gliene  porto  ora 
i  più  vivi  ringraziamenti,  con  riserbarmi  di  attestare  al  pubblico  le  ob- 
bligazioni mie,  quando  sarà  tempo.  Veramente  mi  è  rincresciuto  non  poco 
il  vedere  che  tal  cronaca  finisce  verso  il  1204.  Quasi  un  secolo  vi  manca 
a  giugnere  fino  a'  tempi  di  Ricobaldo,  e  il  meglio  di  simili  storici  si  è  la 
narrazione  di  quanto  è  accaduto  a  i  lor  tempi,  ed  anche  un  secolo  indietro. 
Sicché  il  più  prezioso  1'  abbiam  perduto.  Contuttociò  non  negherò  al  pub- 
blico quel  poco,  che  s'è  conservato,  e  che  ho,  mediante  la  di  lei  bontà,  e 
i  benigni  uffizi  del  sempre  da  me  riveritissimo  P.  Ab.  Caneti.  Io  non  man- 
cherò di  far  passare  in  Bologna  quanto  da  me  si  dee  pel  copista.  Intanto, 
con  replicarle  i  sentimenti  del  mio  obbligato  animo,  e  con  pregarla  de'  miei 
rispetti  al  P.  Lettore  Giustini,  quando  il  vedrà,  le  rassegno  il  mio  rispetto, 
e  mi  confermo,  di  V.  P. 


2378  LODOVICO  ANTONIO   MURATORI  [1*7S4- 


2247. 

A  PIETRO  ANTONIO  RASTELLI  in  Festa. 
Modena,  6  Maggio  1724. 

AiscHivio  Rastelli,  Modena. 

Spero  di  aver  tolto  di  mente  a  monsignore  vicario  le  ombre  conce- 
pite contro  le  ragioni  di  V.  S.  nella  lite  Serra,  con  essermi  io  maravigliato 
forte,  che  chi  fa  per  lei  non  le  abbia  levate  molto  prima.  Forse  a  quest'  ora 
la  causa  sarebbe  decisa,  e  forse  giunta  la  relazione  che  si  aspetta  di  co- 
testo signor  vicario,  il  quale,  con  lettera  da  me  veduta,  dice  d'averla  con- 
segnata al  Serra.  Ma  costui  non  la  finisce  di  presentarla;  e  questo  suo 
procedere  fa  che  monsignore  sempre  più  va  intendendo  aver  egli  una  mala 
causa  per  le  mani. 

Non  dubiti  V.  S.  che  la  finiremo  con  onore.  Se  prima  ne  fossi  stato 
informato,  ella  forse  sarebbe  fuori  di  tal  briga  un  pezzo  fa.  Intanto  con 
riverirla  caramente  e  insieme  al  signor  Don  Francesco  (Rastelli)  mi  con- 
fermo, di  V.  S. 


2248. 

A  COSTANTINO  GRIMALDI  in  Napoli. 
Modena,  10  Maggio  1724. 

Archivio  Soli  Mobatoki  (  R.  Bibl.  Est.  ),  Modena. 

L' ordinario  prossimo  passato  diedi  ragguaglio  a  V.  S.  illustrissima 
che  io  aveva  ricevuto  dal  signor  Donati  1'  opera  da  lei  inviatami,  ora  mi 
giugno  il  lieto  avviso,  che  alle  di  lei  mani  ancora  sia  pervenuto  l'involto, 
che  spedii  anch'  io  per  la  medesima  via.  Me  ne  rallegro.  De'  libri  da  lei 
inviatimi  nulla  le  posso  dire  finora,  perchè  non  gli  ho  fatti  legare,  e  dif- 
ficilmente potrò  leggerli,  se  non  ho  un  po'  d'  ozio,  trovandomi  io  infinita- 
mente occupato.  A  suo  tempo  le  ne  scriverò,  e  intanto  mi  dichiaro  ben 
contento  della  spesa  fatta  per  questo,  e  tenuto  assaissimo  alla  di  lei  bontà, 
perchè  in  essa  ho  avuto  del  vantaggio.  Aggiusteremo  poi  i  conti  quando 
le  spedirò  due  altri  tomi  della  mia  raccolta,  che  già  son  vicini  ad  essere 
impressi. 

Tempo  fa  le  scrissi  che  il  signor  Gio  :  Bernardo  Taffuri  di  Nardo  mi 
aveva  chiesto  i  primi  tomi  d'  essa  opera,  e  che  inchiusi  li  trasmetteva  a 
V.  S.  illustrissima  nella  stessa  balletta.  Gliene   darò   avviso   colle   prime; 


-l'7S4]  AD  AGOSTINO  PANTÒ  2379 

ma  ella  si  ricordi,  dover  egli  pagare  la  metÀ  del  porto  da  Modena  fino 
a  Napoli. 

Chi  voleva  fare  una  compiuta  raccolta  delle  cose  d*  Italia,  bisognava 
per  necessità  mettervi  anche  le  storie  già  stampate.  Ma  non  dubiti  V.  S. 
illustrissima,  che  comincerà  bene  a  vedere  ne"  tomi  che  seguitano,  de'  pezzi 
inediti,  e  infine  si  avrà  un  gran  tesoro  unito  in  una  opera  sola. 

Parrai  che  in  darle  avviso,  come  io  aveva  finalmente  ricevuto  le  vite 
di  cotesti  antichi  vescovi,  le  dicessi  di  non  riconoscerle  dal  P.  Alfani.  Mi 
disdico.  Egli  mi  scrive  in  maniera,  che  pare  d"  aver  egli  stesso  dato  or- 
dine, che  mi  fossero  inviate  da  Roma.  Chiarirò  meglio  la  faccenda.  In- 
tanto se  mi  fosse  scappata  qualche  parola  contro  d'esso  religioso,  la  prego 
di  cancellarla  dalla  di  lei  memoria. 

Queir  Accademia  dell'  Onore,  perchè  inventata  e  girata  da  un  uomo  di 
poche  tavole  e  ciarlatano,  siccome  ella  conoscerà  col  tempo,  non  vai  molto. 
Tuttavia  nulla  si  può  perdere  ad  accettare  V  invito,  e  a  ringraziare  del- 
l' onore  a  lei  fatto.  Io  per  me  ho  fuggito,  e  fuggirò  di  lasciarvi  mettere 
il  nome  mio.  Ella  può,  come  ho  detto,  mostrarne  gradimento  e  poi  non  vi 
pensare  mai  più.  E  sono  ben  curiose  quell'Accademie,  che  mettono  subito 
in  contribuzione  gli  accademici. 

Rassegnandole  il  mio  rispetto,  mi  confermo. 


2249. 

AD  AGOSTINO  PANTÒ  in  Palermo. 
Modena,  10  Maggio  1724. 

Archivio  Soli  Musatosi  (  R.  Bibl.  Est.  ),  Modena. 

Illmo  Sig.  Mio  e  Prou  Colmo. 

Dal  P.  maestro  Burgos  ho  puntualmente  ricevuta  gli  esemplari  delle 
Istituzioni  Teologiche  del  venerabile  cardinale  Tornasi  '  (Gius.  Maria) 
dono  a  me  carissimo,  perchè  qualunque  cosa  riguarda  quel  santo  e  dotto 
personaggio,  è  preziosa  a'  miei  occhi.  Per  questo  regalo  mi  protesto  ben 
tenuto  a  V.  S.  illustrissima,  e  la  supplico  di  portarne  ancora  i  miei  ringi*a- 
ziamenti  più  divoti  al  signor  principe  duca  di  Palma  con  aggiugnere,  avere 
anch'io  nella  prefazione  al  tomo  3."  Rerum  Italicarum  dato  qualche  sferzata 
a  quel  cervello  torto,  che  in  Roma  fece  guerra  alla  memoria  del  piissimo  e 
dottissimo  signor  cardinale  di  lui  zio. 


'  Sue  lettere  in  Archivio  Soli  Muratori  (R,  Bibl.  Est.),  n.°  1  da  Roma  lti98. 


2380  LODOVICO   ANTONIO    MURATORI  \  IT  S'al- 

ila, supplico  altresì  di  portare  i  miei  rispetti  al  signor  ab.  Carusi  con 
chiedergli,  se  abbia  ricevuto  una  mia  coli'  avviso,  che  m' erano  giunte  le 
cronichette  arabiche  da  lui  stampate  costi.  Oh  mi  dispiace,  che  siam  tanto 
lontani,  e  perciò  riesca  si  difficile  il  commerzio  delle  lettere  e  de  i  libri. 
Scrissi  a  lui,  scrissi  al  signor  canonico  Mongitore,  sommamente  anch'esso 
da  me  riverito,  ch'io  desiderava  copia  de' due  primi  tomi  della  Biblioteca 
siciliana,  i  quali  potevano  inviarsi  a  Livorno  al  signor  Donati  mercatante 
di  libri,  per  conto  mio,  coli'  avviso  del  prezzo  de'  medesimi  che  avrei  su- 
bito sborsato.  Ne  ho  io  necessità  per  1'  opera  suddetta  Rerum.  Italicarum 
che  si  stampa  in  Milano,  di  cui  già  son  fuori  4  tomi  in  foglio,  che  hanno 
incontrato  l'universale  approvazione,  cominciando  io  dal  500  fino  al  1500 
ad  unire  tutti  gli  storici  italiani  si  editi  come  inediti.  Nella  prefazione 
generale  al  primo  tomo  ho  parlato  di  cotesta  bella  impresa  della  Biblio- 
teca siciliana,  ma  senza  dire  chi  ne  fosse  l'autore,  perchè  io  noi  sapeva. 
Se  avrò  in  mano  essa  opera  farò  altrove  onore  al  signor  ab.  Carusi,  e  alla 
patria  vostra  :  però  mi  raccomando. 

Dica  al  signor  canonico  Mongitore,  eh"  io  non  ho  mai  ricevuto  alcune 
sue  opere,  eh'  egli  mi  scrisse  inviate  a  Venezia.  Ecco  il  frutto  della  troppa 
lontananza. 

Del  resto  di  somma  consolazione  mi  è  l' intendere,  che  cotesti  spiri- 
tosi giovani  si  sieno  valorosamente  appigliati  al  nuovo  metodo  di  studiare 
le  leggi,  che  non  solo  è  da  anteporsi  al  comune  secco,  tedioso,  ma  può  es- 
sere oggetto  di  somma  gloria  a'  signori  palermitani,  dacché  in  tutta  l' Italia 
ognun  va  per  la  strada  vecchia,  e  pensa  al  lucro  solo,  e  non  alla  riputa- 
zione della  letteratura.  Loro  faccia  V.  S.  illustrissima  animo  a  continuare 
si  bella  impresa  :  forse  un  tale  esempio  risveglierà  altri  ingegni,  e  ne  verrà 
del  bene  alle  lettere  buone. 

Con  ringraziarla  intanto  della  benigna  memoria,  che  di  me  conserva, 
e  con  augurarmi  1'  onore  de'  suoi  comandamenti,  le  rassegno  il  mio  rispetto 
e  mi  confermo,  di  V.  S.  illustrissima.  ' 


2250. 

AD  ANTONIO  SCOTTI  in  Venezia. 
Modena,  10  Maggio  1724. 

Archivio  Soli  Muratori  {R.  Bibl.  Est.),  Modena. 

Dal  P.  Reggente  Cigni  ricevei  il  danaro  inviatomi  da  V.  S.  illustris- 
sima, ed  ella  altresì  avrà  già  inteso  dal  nostro  signor  Vallisnieri,  che,  a 
requisizione  di  lei,  sono  in  Venezia  i  due  primi  tomi  della  gran  raccolta 
di  Milano. 


-IT'S^]  A  PIETRO  CANNETI  2381 

Già  son  pubblici  due  altri  tomi,  e  questi  pure  farò  che  vengano  a 
soddisfare  il  di  lei  nobile  genio.  Del  manoscritto  ch'ella  si  gentilmente  mi 
fece  avere  in  prestito,  nulla  io  ho  determinato  finora,  essendo  restato  pei"- 
plesso,  al  trovare  in  un  luogo,  che  ivi  si  cita  il  Biondo;  anzi  pare  che  l'au- 
tore sia  vivuto  forse  dopo  il  1500,  oltre  al  vedere,  eh'  egli  ha  ingrossato 
di  troppo  r  opera  col  copiare  gli  Annali  de'  veneziani.  E  vedendo  in  oltre, 
che  manca  tutt'  altra  parte  di  storia,  senza  poter  chiarire  il  tempo,  in  cui 
fu  scritto,  io  non  so  cosa  risolvere.  Ma.  o  risolvendo,  o  non  risolvendo,  sarò 
fedele  restitutore.  Intanto,  con  ringraziare  V.  S.  illustrissima  della  benigna 
memoria  che  ella  di  me  conserva,  le  rassegno  il  mio  ossequio,  e  mi  con- 
fermo. 

2251. 

A  PIETRO  CANNETI  in  Foligno. 
Modena,  11  Maggio  1724. 

Archivio  Soli  Musatoki  (R,  Bibl.  Est.),  Modena. 

Se,  quanto  V.  P.  reverendissima  è  generosa  verso  di  me  coli' aiutare 
i  miei  studi,  altrettanto  sarà  di  compatimento  alla  mia  persona,  vo  bene 
sperando,  ch'ella  mi  accorderà  il  perdono,  perchè  io  con  un  si  indiscreto 
silenzio  abbia  tardato  tanto  a  rispondere  ai  suoi  sempre  stimatissimi  fogli. 
Merita  questo  perdono  la  mia  poca  salute,  e  una  folla  d' intrichi  sì  dispa- 
rati, che  mi  truovo  talvolta  impossibilitato  il  proseguire  il  commerzio 
co'  miei  più  cari  padroni  ed  amici.  Ma  s' io  taccio,  non  tace  il  cuore,  e  sta 
vivissima  la  stima  e  l'amore  verso  di  loro,  e  spezialmente  di  V.  P.  reve- 
rendissima, che  ha  tanta  bontà  per  me. 

Le  dico  dunque  ora,  ch'io  ho  ricevuto  da  Ravenna  la  copia  del  Ri- 
cobaldo  volgarizzato.  Ma  m' è  rincresciuto  forte  in  vedere,  che  tal  Cronaca 
va  a  finire  in  Ottone  IV  cioè  nel  1200,  onde  senza  darci  quello,  che 
sarebbe  stato  il  meglio,  o  sia  la  storia  vicina  a' suoi  tempi,  e  de' suoi 
tempi,  ci  fa  restare  con  quel  solo,  che  è  pieno  d' anacronismi,  e  di  qualche 
favola  ancora.  Contuttociò  penso  di  pubblicare  la  stessa  Cronaca,  qual'è, 
e  in  tal  congiuntura  farò,  secondo  il  dovere,  menzione  del  benefattore. 

Facciano  que'  signori  di  Foligno  quanto  lor  piace  per  la  dedicazione 
del  Quadrireffio,  purché  il  Quadriregio  una  volta  vegga  la  luce.  A  me 
dispiace  il  fastidio,  che  ne  sarà  venuto  all' onoratissimo  sig.  Pagliarini  ', 
[Giustiniano]  al  quale  la  prego  di  portare  i  miei  rispetti  in  prima  occasione. 

Oh  io  non  son  buono  da  accomodar  l'ossa  al  poema  del  Granchi.  Cosi 
tenebroso,  qual'è,  penso  di  lasciarlo  uscire,  a  riserva  di   qualche  concia- 


>  Sue  lettere  in  Archivio  Soli  Muratori  (R.  Bibl.  Est.),  n."  18  da  Foligno  1712- '38. 
Epistolario  di  Lodovico  Antonio  Ifuratori  —  Voi.  VI.  151. 


'2382  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [IT'S-é- 


tura  chiaramente  insinuata  da  gli  stolti  copisti.  Daremo  da  strologare  a  i 
lettori;  ma  pazienza. 

Due  altri  tomi  sono  già  usciti  fuori  della  gran  Raccolta  di  Milano; 
ed  ella  vedrà,  che  comincia  a  darsi  della  roba  inedita.  Non  si  poteva  far 
di  più  per  gli  primi.  Andando  innanzi  vedrà,  che  le  cose  inedite  saran 
poche.  Ma  non  bisogna  omettere  le  già  edite. 

Suppongo,  che  V.  P.  reverendissima  tuttavia  si  truovi  in  Foligno.  Se 
mai  si  dovesse  fare  trasmigrazione,  la  prego  di  portare  con  seco  il  mio 
disegno,  per  rinvenire,  se  fosse  possibile,  qualche  cosa  di  vecchio  in  coteste 
contrade.  E  con  ciò,  etc. 


2252. 

A  GIUSEPPE  ANTONIO  SASSI  in  Milano. 
Modena  (San  Felice),  11  Maggio  1724. 

Biblioteca  Ambrosiana,  Milano,  edita  il76]. 

Qui  in  villa,  dove  presentemente  mi  truovo,  ho  letto  le  erudite  e  giu- 
diziose note  di  V.  S.  illustrissima  a  Landolfo  iuniore.  Non  mi  ha  ella 
lasciato  campo  a  correggere;  solamente  ho  notato  in  una  carta  alcune  mi- 
nuzie, che  se  ne  verranno  col  ritorno  del  manoscritto,  e  ne  farà  ella  quell'uso, 
che  crederà  più  proprio,  non  intendendo  io  di  obbligarla  a  mutar  cosa 
alcuna,  ma  solo  di  farle  far  riflessione  su  que*  pochi  punti.  Veramente,  se 
ho  da  confessare  il  vero,  mi  è  sembrato  eh'  ella  talvolta  si  diffonda  un 
po'  troppo,  prendendo  ad  illustrar  cose,  che  già  -dal  Pagi  o  da  altri  son 
poste  in  chiaro,  o  che  sono  di  poco  momento.  Avendo  tutti  gli  eruditi,  il 
Pagi,  il  Sigonio  e  simili  autori,  pare  che  fosse  bastato  il  solo  citarli  in 
qualche  sito.  A  me  certamente  pare  da  preferire  chi  nelle  note  va  ristretto, 
e  non  tocca  certe  cose  eh'  egli  può  supporre  o  già  note  o  facili  a  sapersi 
dagli  altri.  Ma  ognuno  abbondi  nel  senso  suo. 

Non  so  di  qual  copia  siano  per  valersi  cotesti  signori  per  la  stampa 
di  Landolfo.  So  bene  che  l' inviata  a  me  contiene  molte  abbreviature  che 
fan  cadere  in  errore  gli  stampatori,  e  talvolta  non  vi  si  osserva  la  con- 
veniente ortografia.  La  prego  di  avere  a  ciò  buon  riguardo. 

Con  che,  rassegnandole  il  mio  rispetto,  mi  confermo,  etc, 

P.  S.  Tornato  in  città  procurerò  di  rimandare  il  manoscritto  colla 
maggior  prontezza  che  si  poti'à. 


-IT  34]  AD   UBERTO  BENVOGLIBNTI  2383 


2253. 

AD  UBERTO  BENVOGLIENTI  in  Siena. 
Modena  (  San  Felice  ),  12  Maggio  1724. 

BiBLioTKCA  CoMDBALE,  Siena,  edita  [153]. 

In  villa,  dove  sono  fuggito  per  cercare  un  po' di  ristoro  alla  mia  poca 
salute,  mi  rimetto  sotto  gli  occhi  le  ultime  due  stimatissime  di  V.  S.  illu- 
strissima. Tornerò  dunque  a  trovare  que'  passi  che  accennai  delle  sue  note, 
e  mi  prevarrò  della  facultà  ch'ella  mi  concede,  ma  senza  toccare  quel  che 
riguarda  1'  Assunta  e  la  donazione  della  città  alla  beata  Vergine,  quantunque 
io  non  vegga  sicuro  fondamento  pel  1260. 

Quando  sarò  in  città,  rivedrò  i  manoscritti  da  lei  inviatimi,  per 
saperle  dire  quali  abbia  e  quale  no.  Certo  che  sarebbe  ben  fatto  il  tro- 
vare scrittore  che  empiesse  quel  vacuo,  e  massimamente  per  sapere  come 
pervenisse  Siena  alle  mani  di  Giovanni  Galeazzo  duca  di  Milano,  e  inten- 
dere altri  avvenimenti  considerabili  di  Toscana  in  que' tempi.  Supplico 
dunque  la  bontà  di  V.  S.  illustrissima,  che  vi  pensi.  Esamini  bene  quella 
Cronaca  dell'Aldobrandino,  e  l'altra  del  Fecini.  Quando  non  si  avesse 
opera  di  contemporaneo,  potrebbe  supplire  quella  di  Pio  III,  o  pure  l'altra 
di  Francesco  Tommasi.  del  quale  mi  ricordo  che  non  ho  ricevuto  se  non 
la  Storia,  in  cui  si  tratta  quanto  avvenne  dopo  la  morte  del  suddetto 
Giovanni  Galeazzo,  per  cui  si  rimisero  in  libertà  i  Sanesi. 

Si  ricordi  del  ligrittiere. 

Finora  niun  rumore  cattivo  intorno  al  mio  Trattato  della  Carità  è 
giunto  a' miei  orecchi,  ma  bensì  tutto  l'opposto.  Ne  cavi  Iddio  del  bene. 

E  finalmente  sono  usciti  due  altri  tomi  della  gran  Raccolta,  lavoran- 
dosi allegramente  alla  continuazione.  Ma  oh  quante  fatiche  a  cavar  di 
mano  a  certuni  le  vecchie  oronache  1  Ninno  può  immaginarsi  quanto  a  me 
costi  una  tale  ricerca,  la  quale  anche  alle  volte  resta  infruttuosa.  Ciò  non 
ostante,  faremo,  a  Dio  piacendo,  buon  lavoro. 

Con  che  rassegnandole  il  mio  rispetto,  mi  confermo  di  V.  S.  illu- 
strissima, etc. 

P.  S.  Non  potei  mandare  a  tempo  questa  mia,  di  modo  che  è  soprag- 
giunta l'altra  sua,  con  una  copiosa  spiegazione  alla  parola  ligrittiere.  Som- 
mamente ne  la  ringrazio,  e  faronne  merito  a  lei  e  onore  a  me  nella  pre- 
fazione. Similmente  la  ringrazio  delle  notizie  spettanti  a  Ser  Gorello;  ma 
non  ho  inteso  il  nome  e  cognome  dello  storico  aretino,  eh'  io  non  ho  fra'  miei 
libri.  Di  nuovo  le  rassegno  il  mio  rispetto. 


2384  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [l'7S4- 


2254. 

A  PIETRO  BURMANN  in  Leida. 
Modena,  24  Maggio  1724. 

Biblioteca  Universitaria,  Leida. 

Clarissimo  Eruditissimo  Viro  Petro  Burmanno 
Ludovicus  Antonius  Muratorius  S.  P. 

Literae  quidem  tuae  redditae  mihi  sunt  proxime  praeterito  Aprili 
scriptae,  sed  noudum  Valerius  tuus  venit,  quem  tamen  anxie  expecto,  ut 
cetera  omnia  tua,  quibus  tempore  hoc  nostro  n  escio  quid  aequem,  si  ve 
judicium  tuum  in  notis  erudi  tis.  si  ve  elegantiam  in  typis,  quibus  uteris, 
specto.  Sed  non  ultra  differre  volui  gratias,  quàs  tibi  uberes  debeo  prò 
munere  gratissimo.  Quod  Ovidium  ad  lucem  meliorem  jam  instruxeris, 
universae  Reipublicae  tibique  gratulor.  Gratulor  etiam,  quod  jam  ad  umbi- 
licum  properet  eximium  opus  Thesauri  Italici.  Ubi  tantus  labor  absolutus 
erit,  integrum  mihi  pecunia  mea  parare  cupio,  teque  propterea  obtestor,  ut  et 
pretium  mihi  significes,  et  viam  indices  tutiorem,  qua  ad  me  deferri  possit 
tot  Tomorum  congeries.  Maritimam  puto  eligendam.  Si  quae  ergo  exem- 
plaria  aut  Liburnum,  aut  Genuam  mittentur,  unum  ex  iis  mihi  destinatmn 
velim,  ac  pretium  ibi  rependam.  Scriptores  Rerum  Italicarmn  ab  anno  500 
usque  ad  1500  proelo  jam  tradere  coepi.  Mediolani  res  agitur,  jamque 
prodierunt  quatuor  primi  tomi  in  folio,  initio  facto  ab  antiquioribus,  atque 
in  multos  alios  colleetio  assurget.  Portunam  secundam  sensi,  quod  nobiles 
quosdam  viros  in  ea  urbe  invenerim,  qui  et  curam  et  impensas  editionis 
sibi  suscepere.  Id  in  Italia  perquam  rarum,  quum  tantae  molis  opera 
assumuntur  edenda.  In  Praefat.  ad  I  tomum  commendavi  Thesauryi/m 
vestrum,  et  D.*  Vander  Aa,  tuique  etiam  mentionem  feci,  sed  nescio  an 
prò  dignità  te  illius,  ncque  enim  tum  probe  noveram  hominis  meritum. 
Multa  prodibunt  nondum  edita,  atque,  ut  spero,  non  exigua  hinc  effluent 
commoda  in  Literatorum  Rempublicam.  Si  tu  quoque  exemplar  Operis 
optas,  faciam  ut  tibi  fiat  satis,  dum  tamen  rationem  ad  te  mittendi  sug- 
geras.  Panormi  Bibliotheca  Sicula,  quae  omnes  Rerum  Sicularum  Scrip- 
tores complectetur,  jam  prodire  coepit.  Antiquiores  ego  in  meam  colle- 
ctionem  inferam.  Romae  jam  evulgatae  sunt  Anastasii  Bibliothecarii,  Vitae 
Romanorum  Pontifìcum  eum  notis  Blanchinii.  V.  C.  duobus  tomis  in  folio, 
Plorentiae  instruitur  editio  universarum  veterum  Inscriptionum  Tusciae, 
aliamque  marmorum  antiquorum  Syllogen  criticam  parat  V.  C.  Marchio 
Scipio    Maffaeus   Veronae.   Nunc    mihi   ad   ejusmodi    studia    regredì    non 


-l'7S4]  A  MARIANGELO  FIACCHI  2385 

vacai.  Tractatnm  tantammodo  italicam  ntiper  evulgavì  de  Caritate  Chri- 
stiana erga  Proxitnum,  isque  magno  strepitu  circumquaque  fertur.  et  ejus 
continuo  repetita  est  Venetiis  editio,  qnod  nempe  ab  ìis  dissenserim.  qui 
largitatem  Fidelìuin  in  commodum  suum  a  multis  secalis  convertunt,  pan- 
peribos  post  positis.  Habes  quae  panca  mihi  in  praesentia  snccurrunt  ad 
rem  literariam  spectantia.  Vale. 


2255. 

A  MARIANGELO  FIACCHI  in  Ravenna. 
Modena,  24  Maggio  1724. 

B1B1.10TSCA  Classessk,  Ravenna,  edita  [ISS]. 

Appena  tornato  in  città  dalla  villeggiatura,  ch'io  m'era  portato  a 
godere  per  cercare  qualche  ristoro  alla  mia  poca  salute,  ritruovo  qui 
r  ultima  lettera  di  V.  P.  La  ringrazio  ora,  perchè  m'  abbia  suggerito  una 
via  più  facile  di  pagarle  i  paoli  54,  eh'  io  le  doveva.  Questi  sono  stati 
da  me  prontamente  '  sborsati  a  quegli  Ebrei  Sanguinetti,  però  ne  avvisi  il 
signor  Gnudi.  Non  era  di  dovere,  che  alcuno  si  prendesse  a  pagare  ciò 
che  a  me  solo  toccava.  È  anche  assai  il  favore  fattomi  di  farmi  goder 
copia,  e  confrontata,  di  cotesto  manoscritto:  per  lo  che  me  le  protesterò 
sempre  obbliga tissimo.  Se  saprò  il  nome  di  cotesto  mons.  illustrissimo 
arcivescovo  Crispi  ',  [Girolamo]  volentieri  farò  menzione  anche  di  lui,  es- 
sendo ben  conveniente.  Ma  che  il  P.  ab.  Canneti  personaggio,  che  ha  pochi 
pari  fra  i  suoi,  e  fuori  de'  suoi,  sia  cosi  mal  corrisposto,  è  cosa  di  cattivo 
esempio  e  me  ne  duole  non  poco.  In  somma  questo  benedetto  mondo  vuole 
andare  a  suo  modo.  Non  chi  merita,  ma  chi  può,  fa  tutto.  Beato  lui  che  è 
provveduto  di  buona  filosofia.  Se  ha  V.  P.  occasione  di  scrivergli,  gli  ras- 
segni il  mio  rispetto  e  aggiunga,  eh'  io  nei  giorni  addietro  gli  scrissi  a 
Foligno,  e  desidero  sapere,  se.  la  lettera  gli  sia  pervenuta,  Con  rassegnarle 
il  mio  rispetto,  mi  confermo,  di  V.  P. 


'  Sue  lettere  in  Archivio  Soli  Muratori  (R.  Bibl.  Est.),  n."  1  da  Ravenna  1724. 


2386  LODOVICO  ANTONIO  MURATORI  [l'?S-4:- 


2256. 

A  SIGEBERTO  HAVERKAMP  in  Leida. 
Modena,  24  Maggio  1724. 

AucHivio  Soli  Muratori  {R.  Bibl.  Est),  Modena,  edita  [236]. 

Clarissimo  ac  Eruditissimo  Viro  Sigeberto  Haverckampio 
Ludovicus  Antonius  Muratorius.  S.  P. 

Ingenti  fuifc  mihi  voluptati  literas  a  te  accipere.  doctissimo  Viro, 
siinulque  dissertationem  tuam,  quam  libentissime  legi,  aliisque  legendam 
dadi.  Accipe  nunc  tu  gratias,  quas  tibi  debeo  quam  maximas,  quod  opi- 
nionem  dudum  conceptam  de  singulari  tua  eruditione  altius  in  me  coufir- 
maveris,  et  novum  tuae  erga  me  humanitatis  documentum  dederis.  Addo 
specimen  Ambrosiani  Josephi  a  te  expetitum,  sed  diutius  fox'tasse  quam 
putares  a  te  expectatum.  Noveris  tamen  redditam  mihi  tantummodo  proxime 
praeteritis  diebus  fuisse  epistolam  ac  desiderium  tuum.  Ceterum  non  antea 
didiceram  novam  a  te  instrui  editionem  operum  Josephi:  quod  certe  gra- 
tissimum  mihi  fuit  :  Hudsonianam  enim  nondum  conquisivi,  tuamque  utpote 
majoribus  praesidiis  ac  ornamentis  institutam  mihi  et  facilius  et  avidius 
parabo.  Miseram  ego  olim  ad  Hudsonum  ipsum  nonnulla  adnotamenta  mea 
in  antiquissimam  Josephi  versionem  latinem,  quam  ambrosianae  biblio- 
thecae  manuscriptus  codex  ex  aegyptiaca  papyro  conflatus,  ac  propterea 
venerandae  antiquitatis.  complectitur.  An  ad  ipsum  pervenerint,  nunquam 
certior  factus  sum.  Tu,  quaeso,  animadverte  num  in  ejus  editione  legantur, 
neque  enira  contemnenda  erant.  Si  quid  aliud  ad  studia  tua  conferre  possum, 
ad  nutus  tuos  me  promptum  semper  invenies.  Interim,  ut  me  amare  pergas, 
etiam  atque  etiam  rogo.  Vale. 


2257. 

A  CARLO  BORROMEO  ARESE  in  Cesano. 

Modena,  Maggio  1724. 

BiBi-iOTHÈQuK  Nationale,  Paris. 

Eccellenza. 

Della  ricuperata  salute  mi  rallegro  forte,  ma  non  già  di  que'  brutti 
giuochi,  che  f a  a  i  galantuomini  l'impegno  proprio,  o  la  cabbala  altrui,  o 
il  mare  sempre  infido  ed  instabile  delle  Corti.  Cesano  ed  Oriccio  tutti  bei 


-IT» 34]  A  FBAN0K8C0  ARISI  238? 

pascoli  della  filosofia,  ma  anche  dell'umor  nero.  So  ohe  V.  E.  coll'ajuto 
della  prima  tien  lontano  il  secondo,  e  se  la  passa  con  allegria;  ma  io  la 
soffro  mal  volentieri  ridotta  a  tanta  dimestichezza  co  i  morali  e  co  i  ro- 
miti, quand'olia  è  fatta  per  vivere  nel  gran  consorzio,  e  far  del  bene  a 
gli  altri. 

E  poi  m'ha  dato  da  sospirare  la  remora  sopravvenuta  al  viaggio  pa- 
triarcale. Può  essere  che  non  proceda  ciò  da  principio  cattivo,  e  lo  spero  ; 
ma  non  lascio  per  questo  di  starne  afflitto,  e  tanto  più  dopo  aver  saputo, 
che  costì  tutto  era  pronto.  Già  metto  per  nuova  ridicola,  e  per  cosa  im- 
propria, che  si  volesse  far  portare  le  fascio  a  Vienna.  Ho  anche  saputo 
in  confidenza,  che  costi  si  cercavano  fedi,  che  l'aria  di  Novara  farebbe 
sloggiar  presto  dal  mondo.  In  somma  c'è  da  sempre  più  disinnamorarsi 
di  questo  brutto  mondo. 

Di  costà  non  lasciano  di  venir  novelle  assai  risolute  intomo  alla 
trasmigrazione.  Noi  qui  crediamo,  e  speriamo  il  contrario;  ma.  per  non 
potere  stendere  un  sol  guardo  nei  penetrali,  restiam  col  timore  sulle 
spalle. 

Per  eseguire  gli  ordini  di  V.  E.,  ho  inteso  tutto  dal  P.  Odescalchi, 
e  mi  avanzerò  a  parlare  per  lui  al  Padron  serenissimo.  Cosa  però  che  non 
potrò  fare,  se  non  dopo  il  suo  ritorno  dalla  fiera,  giacché  sono  quattr'anni, 
ch'io  ho  rinunziato  a  simili  bagordi.  Può  essere  nondimeno,  che  si  truo- 
vino  difficultà  a  ben  servirlo,  perchè  son  due  mesi  che  la  patente  d'an- 
dare a  Cremona  gli  è  venuta,  et  egli  si  congedò  da  S.  A.  serenissima  e 
la  licenza  gli  fu  accordata,  e  forse  volentieri.  Le  dirò  in  confidenza  quel 
che  so.  Questo  è  un  buon  religioso  per  sé  stesso;  ma  il  suo  governo  fu 
si  mal  condotto,  che.  a  memoria  d' uomini,  non  era  mai  caduta  questa  casa 
de' Teatini  in  tal  discredito,  e  miseria  come  sotto  di  lui:  colpa  di  un  altro 
Proposito  prima  di  lui,  che  ha  gi [  Incompleta  ]. 


2258. 

A  FRANCESCO  ARISI  in  Cremona. 
Modena,  1  Giugno  1724. 

Musso  Civico  Cbkmohksk,  edita  [20B]. 

Amico  amatissimo. 

V  ho  da  far  perdere  la  pazienza.  E  pure  ho  bisogno  che  l' abbiate  ora 
più  che  mai.  Tanto  è  ch'io  corro  dietro  a  una  cronichetta  dell'  assedio 
d' Aticona  fatto  da  Federigo  I,  che  ho  stancato  più  d'un  amico.  Ma  final- 
mente ho  saputo  da  buona  pai'te,  che  tal  manoscritto,  unito  ad  altro  di 
Pier  delle  Vigne,  fu  comprato  pel   P.  Giovanni  B.  Aribei^ti  dell'Oratorio, 


2388  LODOVICO  ANTONIO   MURATORI  [1*7S4:- 

abitante  costi,  e  ch'egli  il  mandò  a  Venezia  per  venderlo  o  contrattarlo, 
dove  tuttavia  si  truova  in  mano  del  sig.  Giovanni  B.  Loredano.  Ora  io 
vi  scongiuro  di  portare  a  cotesto  degnissimo  religioso  e  cavaliere  i  miei 
rispetti,  e  il  desiderio  di  poter  pubblicare'  essa  operetta  nella  mia  gran 
Raccolta.  Se  vorrà  prestarmela,  siccome  il  supplico  e  siccome  spero,  gli 
farò  onore  presso  il  pubblico.  Se  no,  almeno  venda  a  me  esso  manoscritto, 
accennandomi  il  suo  prezzo.  Potrebbe  consegnarsi  in  Venezia  al  corriere 
di  Modena  che  mei  porterebbe  a  dirittura.  So  che  ancor  voi  aggiugnerete 
alle  suppliche  mie  l'efficacia  delle  vostre  parole,  e  di  tutto  conserverò 
eterne  le  obbligazioni.  Aspetto,  in  breve,  risposta.  Mettetevi  su  presto  la 
spada  e  il  cappello,  e  volate  a  fare  il  negozio.  Rassegnandovi  con  ciò  il 
mio  immutabil  rispetto,  mi  confermo,  etc. 


2259. 

A  GIUSEPPE  ANTONIO  SASSI  in  Milano. 
Modena,    1  Giugno  1724. 

Biblioteca  Ambrosiana,  Milano,  edita  [176]. 

Risposi  nell'antecedente  mia  ad  alcune  querele  di  V.  S.  illustrissima 
e  me  ne  veggo  giugnere  dell'altre  nell'ultimo  foglio  suo,  alle  quali  io  non 
so  d'aver  dato  motivo  alcuno.  Se  ho,  per  ubbidirla,  detto  a  lei  con  since- 
rità, che  le  note  sue  mi  sono  sembrate  alquante  diffuse,  ciò  non  vuol  dire 
che  non  mi  siano  piaciute.  Ella  è  uomo  che  sa  molto,  e  scrive  con  giu- 
dizio sempre,  e  per  conseguenza  le  cose  sue  debbono  piacere  a  tutti.  Ho 
dunque  significato  che  credo  miglior  partito  quello  di  inclinare  più  tosto 
alla  brevità  nelle  note,  lasciando  anche  al  lettore  un  po' da  fare,  e  suppo- 
nendolo talvolta  non  bisognoso  di  certe  notizie.  Veggo  che  i  migliori  fanno 
così,  e  benché  noi  sappia  fare  io,  lo  stimo  però  in  altri.  Eccole  il  mio  sen- 
timento. Lo  sdegnarsene  vuol  dire  che  io  avrei  fatto  meglio  a  non  aprir 
(bocca?).  Mi  soggiugne  ella,  ch'io  tronchi  e  tagli,  che,  non  facendolo, 
mostrerò  poca  confidenza  con  esso  lei  ;  ma,  facendolo,  ci  è  egli  dubbio,  che 
sia  interpretato  per  temerità?  A  riserva  di  due  o  tre  cosette,  ch'io  aveva 
già  notato,  il  resto  non  si  può  propriamente  accusare  di  superfluità,  e,  dap- 
poiché è  fatto,  né  pur  io  so  mettervi  le  mani.  Ho  nondimeno  notato  al- 
cuni pochi  luoghi,  e  poi  mi  sono  fermato,  per  dirle  in  conclusione,  che 
credo  meglio  il  lasciar  correre  tutto,  che  in  fine  il  suo  lavoro  é  migliore 
senza  paragone  delle  note  d'Angelo  della  Noce  e  di  Costantino  Gaetano, 
che  non  la  finiscono  mai.  Io  non  vo' parlar  d'altri,  perché  non  lice. 

Quanto  poi  alla  continuazione  delle  note  dell'  Osio  al  Morena,  le  faccia 
pure  V.  S.  illustrissima,  che  saranno  convenienti.  Basta  scegliere  que'  soli 


-l'?34]  AD  UBEBTO  BENVOQLIENTI  2389 

passi,  che  meritano  d'essere  illustrati,  figurandosi  che  i  lettori  han  d'avere 
sotto  gli  occhi  Ottone  Frisingense.  Raderico  e  Ottone  da  S.  Biagio  e  si- 
mili contemporanei,  e  che  perciò  il  confronto  con  essi  non  occorre.  Vada 
stretto,  e  si  assicuri  di  piacer  molto  più.  Quel  benedetto  Osio  nelle  note 
ad  Albertino  Mussato,  che  dovranno  ristamparsi,  attedia  :  tanto  è  prolisso. 
Spero  che  il  corriere  d'oggi  porterà  seco  Landolfo  e  l'anonimo  Co- 
masco. Scrivo  che  le  mostrino  amendue  le  prefazioni.  Pregandola  intanto 
di  accogliere  colla  sua  solita  amorevolezza  ciò  che  le  scrivo,  le  rassegno 
il  mio  rispetto,  e  mi  confermo,  etc. 


2260. 

AD  UBERTO  BENVOGLIENTI  in  Siena. 
Modena,  16  Giugno  1724. 

BiBLioTKCA  CoMcxALE,  Siens,  edita  [1^]. 

Prego  V.  S.  illustrissima  di  perdono,  se  cosi  pigramente  corrispondo 
alla  prontezza  ch'ella  sempre  mi  mostra  in  favorirmi.  Ne' giorni  addietro  la 
mia  sanità  è  stata  afflitta,  ne  ora  ho  abbondanza  d'essa.  Bisogna  ch'io 
la  vada  prendendo  come  Dio  vuole. 

Le  cronache  da  V.  S.  illustrissima  inviatami  sono  quelle  di  Andrea 
Dei.  continuate  da  Angelo  di  Tura  sino  al  1352.  Succedono  quelle  di  Neri 
Donati  sino  al  1382.  Dal  quale  anno  fino  al  1402  nulla  vi  ha.  Vi  ha 
poscia  la  storia  latina  di  Giovanni  Bandini.  continuata  da  Francesco 
Tommasi  e  Pietro  Rossi,  colle  giunte  d'esso  Tommasi  alla  storia  di  Ago- 
stino Dati. 

Finalmente  succede  il  Diario  dell'  Allegretti  fino  all'  anno  1480. 

Se  dunque  si  potesse  ottenere  qualche  pezzo  da  empiere  il  vacuo  sud- 
detto dal  1382  sino  al  1402,  o  per  dir  meglio  fino  al  1410,  ne  avrei  gusto; 
e  così  daremmo  compiuta  cotesta  istoria. 

Le  rendo  grazie  di  quanto  V.  S.  illustrissima  mi  ha  accennato  intorno 
alla  voce  ligrittiere  e  a  Ser  Gorello.  Ne  farò  buon  uso.  Il  signore  Apostolo 
Zeno  ha  un  testo  con  lunghe  note  di  Jacopo  Burali.  e  me  n'ha  mandato 
un  saggio. 

Con  ratificarle  il  mio  rispetto,  mi  rassegno  di  V.  S.  illustrissima,  etc. 


2390  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [1*?S4:- 


22G1. 

A  GIUSEPPE  MALASPINA  DI  SJ^  MARGHERITA  in  Monleale. 
Modena,  22  Giugno  1724. 

Haccolta  Palmieri,  S.  Paolo,  Roma. 

Siccome  in  altra  mia  significai  a  V.  S.  illustrissima,  mi  capitò  alle 
mani,  senza  ch'io  lo  cercassi,  un  manoscritto  migliore  delle  cronache 
d' Asti,  e  in  oltre  un  poema  isterico  di  Antonio  Astesano  de'  fatti  di  quella 
città.  L'ho  già  confrontato  colla  copia  ch'io  ne  avea  fatto  fare  mercè  del 
benigno  prestito  ch'ella  mi  fece  del  testo  suo,  e  crederei  di  avere  accon- 
ciato r  ossa  bastantemente  ad  esse  cronache.  Le  ne  dò  parte,  acciocché 
il  tempo  ch'ella  aveva  destinato  d'impiegare  intorno  alle  medesime  cro- 
nache, V.  S.  illustrissima  possa  impiegarlo  in  altre  sue  più  premurose  oc- 
cupazioni, giacché  ho  quanto  basta  per  fare  una  convenevole  edizione.  La 
dispenso  ancora  dall'impiccio  delle  note,  perchè,  essendo  cresciuto  il  nu- 
mero delle  cronache  da  stamparsi,  io  non  vorrei  che  il  pubblico  si  aggra- 
vasse per  la  multiplicazione  di  tanti  tomi,  oltre  all'essere  gli  scrittori 
Astensi  alquanto  vicini  a'  nostri  tempi,  né  facendosi  note  ad  altri  simili 
autori.  Per  altro  a  lei  sola  attribuirò,  siccome  è  di  dovere,  il  dono;  anzi 
da  lei  riconoscerò  anche  il  poema  dell'  Astesano  e  qualche  altra  cosa,  da 
che  altri  non  vuol  essere  nominato.  So  ch'ella  userà  in  ciò  il  conveniente 
segreto. 

Con  tal  congiuntura  le  rinnovo  la  memoria  del  mio  rispetto,  e  mi 
confermo,  di  V.  S.  illustrissima. 


2262. 

A  GIUSEPPE  ANTONIO  SASSI  in  Milano. 
Modena,  22  Giugno  1724. 

Biblioteca  Ambrosiana,  Milano,  edita  [176]. 

Mi  credeva  io  d' aver  fatto  da  paciere,  d'  avere  insieme  accordato  due 
miei  riveritissimi  amici,  e  di  avere  con  riputazione  parlato  dell'  uno  e 
dell'altro  e. delle  loro  sentenze.  Non  l'ho  indovinata.  Rispondo  io  adunque 
d'essere  dispostissimo  a  levar  via  quel  mio  giudizio  tutto,  quando  vera- 
mente V.  S.  illustrissima  abbia  ragioni  nuove  tali,  che  lo  mostrino  mal 
fondato.  Ma  quando  ciò  non  fosse,  e  sussistesse  veramente  il  mio  senti- 
mento, siccome  può  essere,  perchè  par  troppo  difficile  che  il  poeta  comasco 


-l'73"4]  A  CASSIODORO  MONTAQIOLI  2391 

s'ingannasse  in  cosa  si  fresca,  e  così  viene  a  salvarsi  anche  l'asserzione 
di  Landolfo,  vegga  ella  se  fosse  più  proprio  o  il  rimettersi  ella  nelle  sue 
note  al  ripiego  da  me  suggerito  nella  prefazione,  o  pure  ridaca  in  termini 
più  moderati  e  di  suo  genio  la  mia  prefazione,  che  me  ne  contento.  Io 
non  do  ragione  a  me:  tutti  l'abbiam  da  dare  alla  verità.  Ella  ha  retta- 
mente sostenuto  che  la  vera  e  legittima  elezione  fu  fatta  come  narra  Lan- 
dolfo. Io  ho  creduto  di  poter  dire,  che  non  sia  sognata  anche  l'altra.  Se 
non  l'ho  detto  in  maniera  che  a  lei  piaccia,  sia  cura  di  lei  il  supplire: 
che  per  altro  non  è  sembrato  a  me  di  mancare  verso  di  lei,  da  che  ho 
approvata  la  di  lei  opinione,  con  solamente  suggerire  la  concordia  con 
quella  del  P.  Stampa. 

Rassegnandole  con  ciò  il  mio  rispetto,  mi  confermo,  etc. 


2263. 

A  CASSIODORO  MONTAGIOLI  in  Montecassino. 
Modena,  29  Giugno  1724. 

Biblioteca  del.  Seminario,  Pesaro,  edita  [108]. 

A  disposizione  di  cotesti  riveritissimi  Padri,  e  di  V.  P.  son  qui  il 
tomo  III  e  IV  Rerum  Italicarum,  cioè  la  continuazione  dell'opera,  per  cui 
ve  faticando.  E  però  la  prego  dirmi,  se  gli  ho  da  consegnare  al  P.  cel- 
lerario qui  di  S.  Pietro,  oppure  come  abbia  a  contenermi  per  renderla 
servita.  E  eoa  tal  congiuntura,  rassegnandole  il  mio  rispetto,  mi  confermo, 
di  V.  P. 


2264. 

ALLO  STESSO  in  Montecassino. 
Modena,  13  Luglio  1724. 

BiBLiiOTCCA  DSL  SsMivABio,  Pesaro,  edita  [106]. 

A  questo  P.  cellerario  Forni  ho  consegnato  i  due  nuovi  tomi  con 
pregarlo  di  farli  gingnere  a  V.  P.  Il  prezzo  d'essi  è  lo  stesso,  che  dei 
due  primi.  Non  vorrei  che  la  fiera  gragnuola,  la  quale  si  dice  caduta  nel 
Mantovano,  avesse  saccheggiato  S.  Benedetto. 

Siamo  alle  vacanze,  né  odo  ch'ella  parli  di  visitare  la  mamma.  Di 
grazia  non  dimentichi  i  poveri  Gemignani.  Con  che.  rassegnandole  il  mio 
rispetto,  mi  confermo,  di  V.  P. 


2392  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [17'S4- 


2265. 

A  GUIDO  GRANDI  in  Pisa. 
Modena,  14  Luglio  1724. 

R.  BiBi^ioTBCA  Nazionale  Centrai^e,  Firenze. 

Bel  monumento,  che  m'ha  fatto  godere  la  sempre  benefica  bontà  di 
V.  P.  reverendissima  nell'epitafio  di  Cunegonda  moglie  del  famoso  mar- 
chese Azzo.  Me  ne  sarei  fatto  un  grande  onore  nelle  Antichità  Estensi; 
ma  nella  prima  prefazione,  eh'  io  farò  concernente  le  storie  Ferraresi  da 
stamparsi  nella  gran  Raccolta,  ne  regalerò  il  pubblico  con  protestarne  la 
gratitudine,  che  a  lei  debbo.  Intanto  mille  grazie  le  rendo  pel  grato  fa- 
vore. Da' rimasugli  dell'altro  marmo  non  so  cavare  cosa  alcuna  di  buono, 
a  riserva  dell'Arme  estensi. 

Non  ho  il  Bellum  Lucanum  del  Bevilacqua,  ch'ella  mi  accenna,  e 
immaginandomi  che  sia  operetta  ben  fatta,  la  prenderei  volentieri  per  inse- 
rirla al  suo  sito  nel  corpo  Rerum  Italicarum  nel  quale  desidero  di  proce- 
dere il  più  che  posso  con  qualche  filo  di  cronologia,  mettendo  innanzi  gli 
scrittori  più  vecchi  di  mano  in  mano.  Anche  di  tal  notizia  mi  protesto 
ben  tenuto  alla  di  lei  benignità.  Ma  delle  cose  avvenute  tra  il  1400  e  il 
1500  v'ha  tanti  scrittori,  ch'io  ne  son  quasi  stucco.  Ne  avrei  bisogno  di 
quei  dalla  barba  bianca.  Et  è  un  gran  che,  che  cotesta  nobil  città  altro 
non  abbia  che  quelle  cronachette  pubblicate  dall'  Ughelli,  e  di  scorrette. 
Darò  fuori  un  trattatello  de  Captivitate  Pisarum  del  Palmieri  :  ma  queste 
non  son  gemme  da  fare  onore  a  Pisa. 

Pazienza  :  anche  col  dominio  saran  passate  altrove  le  memorie.  Intanto 
non  so  figurarmi  che  il  fecondo  ingegno  di  V.  P.  reverendissima  stia  in 
ozio.  Ella,  che  può,  faccia,  giacché  veggo  molto  smunto  il  Giornale  d' Italia. 

Scriverò  dunque  ad  Arezzo,  e  qui,  rassegnandole  i  più  vivi  sentimenti 
del  mio  ossequio,  mi  confermo,  di  V.  P.  reverendissima. 

2266. 

A  GIUSEPPE  MALASPINA  DI  S."^^  MARGHERITA  in  Monleale. 
Modena,  20  Luglio  1724. 

Raccolta  Palmieri,  S.  Paolo,  Roma. 

Uno  de' principali  motivi  per  cui  aveva  io  esentato  V.  S.  illustrissima 
dalla  continuazione  delle  sue  note  a  gli  storici  astensi,  era,  et  è  che  molti 


-1784]  A.  CAMILLO  BIZZONI  2393 

si  sono  lamentati  di  tante  note  ohe  hanno  fin  ora  occupato  gran  sito 
ne' tomi  usciti  alla  luce.  Dicono  che  non  finirà  mai  quest'opera,  e  ch'essi 
vogliono  storie  vecchie,  non  commenti  moderni.  Perciò  s'è  levata  mano  a 
Milano,  e  s'andrà  adagio  a  dar  più  fuori  note  recenti;  e  pure  s'è  trat- 
tato finora  di  storie  antiche,  le  quali  maggiormente  ne  parevano  capaci. 
S'aggiunse  ch'io  non  credeva  che  V.  S.  illustrissima  avesse  lavorato  se 
non  poco  intorno  a  quegli  scrittori.  Odo  ora  le  savie  riflessioni  sue.  e 
rispondo  tale  essere  il  mio  ossequio  verso  di  lei,  che  non  intendo  di  lasciar 
perire  la  fatica  sua.  purché  questa  sia  discreta  e  consistente  in  note  brevi. 
Mi  avvisa  ella  per  esempio  del  suo  ragionamento  intorno  all'origine 
de' Guelfi  e  Gibellini.  Probabilmente  questo  sarà  troppo,  e  massimamente 
perchè  l' Osio  nelle  sue  spropositatamente  prolisse  note  ad  Albertino  Mus- 
sato, le  quali  si  dovranno  ristampare  nell'opera,  ne  ha  trattato  difiusa- 
mente,  senza  nulla  dire  di  ciò  che  ho  notato  io  nelle  Antichità  Estensi. 
con  figurarmi  che  poco  di  più  si  potrà  dire  per  rischiarare  quel  punto. 
Lo  stesso  dico  per  gli  Templarj,  intorno  alla  destruzione  de' quali  non  solo 
il  Ventura,  ma  assaissimi  altri  hanno  parlato  con  vari  sentimenti,  e  pochi 
anni  [  fa]  usci  anche  un  libro  su  questo  medesimo  argomento.  I  due  Moreni 
furono  amendue  sotto  Federico  I  e  io  per  me  nulla  so  del  P.  Beretta.  Ma 
s'egli  pensasse  di  produrre  note  prolisse,  non  acconsentirò.  Pertanto,  se 
V.  S.  illustrissima  avrà  la  bontà  di  accomodarsi  al  bisogno  dell'opera 
nostra  e  al  desiderio  de  i  lettori,  ed  anche  al  mio  debole  giudizio,  finisca 
pure  le  sue  note  e  me  le  mandi,  che  la  servirò.  Del  resto  la  copia  di 
quegli  storici  di  cui  mi  son  valuto,  non  aggiugne  tali  cose,  che  importi 
inviarle  il  mio  testo.  A  riserva  di  qualche  giunta  ove  parla  di  Eccelline, 
il  resto  consiste  in  correzioni  di  qualche  parola.  Ma  se  ancor  questa  mia 
copia  ella  persistesse  a  volerla,  quando  l'avrò  inviat-a  con  altre  Storie  a 
Milano,  darò  ordine  che  le  sia  data  :  cosi  portando  la  gratitudine  che  a 
lei  debbo,  e  quel  singolare  ossequio  con  cui  mi  confermo,  di  V.  S.  illu- 
strissima. 

2267. 

A  CAMILLO  RIZZONI  *  in  Verona. 
Modena,  3  Agosto  1724. 

Abchivio  GAPrTOLARK,  Verona,  edita  [189]. 

Porto  a  V.  S.  illustrissima,  a  monsignore  Arciprete,  e  a  tutti  cotesti 
da  me  riveriti  signori  del  Capitolo,  i  dovuti  ringraziamenti  per  la  benigna 


*  Di  questo  corrispondente  non  si  hanno  responsive  in  Archivio  Soli  Muratori 
(  R.  Bibl.  EsU  ). 


2394  LODOVICO   ANTONIO   MURATOKI  [l***3-4- 


disposizione,  in  cui  li  veggo  di  lasciarmi  faticai-e  in  cotesto  loro  Archivio, 
si  per  onore  della  lor  patria,  come  per  benefizio  del  pubblico.  Questa  for- 
tuna l'ho  desiderata,  anzi  sospirata  per  l' addietro  in  tal  forma,  che  per 
due  volte  mi  portai  costà,  ma  senza  poter  mai  ottenere  l'intento.  Ora  mi 
è  di  gran  consolazione  l'intendere  aperto  a  me  l'adito;  ma  debbo  dire  in 
confidenza  a  V.  S.  illustrissima,  eh'  io  venendo  costà  non  mi  troverei  quieto 
per  l'apprensione  de' politici  riguardi  di  cotesti  pubblici  rappresentanti,  i 
quali,  se  fossero  avvisati,  potrebbono  impedire:  e  non  avvisati,  maggior- 
mente concepirebbono  de  i  sospetti,  se  venissero  a  scoprirmi;  et  io  certo 
non  potrei,  né  vorrei  starmene  costi  nascoso.  Non  v'  ha  dubbio,  eh"  io 
nulla  desidero,  e  nulla  cerco,  se  non  cose  gloriose  pel  nobilissimo  lor  Capi- 
tolo, e  per  Verona,  e  terrei  a  patto,  che  fosse  destinata  persona  dal  Go- 
verno, la  quale  minutamente  esaminasse  qualunque  documento  io  copiassi. 
Ma  se  mai  la  gelosia  si  cacciasse  in  capo  ad  alcuno  (  il  ohe  è  facilissimo  ), 
tutta  Brescia  non  sarebbe  bastante  a  levarmela. 

Su  queste  riflessioni  io  propongo  più  tosto  un'altro  partito.  Cioè  giu- 
dicherei meglio  r  inviare  costà  un'  altro  me,  cioè  il  mio  sostituto,  prete, 
persona,  a  cui  ninno  porrebbe  mente,  e  che,  al  pari  di  me,  intende  i  carat- 
teri delle  carte  antiche,  e  secondo  la  mia  istruzione  potrebbe  pigliare  tutto 
ciò,  che  fosse  più  a  proposito  per  la  gloria  di  cotesto  Capitolo  tanto  da 
i  manuscritti,  quanto  dalle  antiche  pergamene.  So,  che  posso  promettermi 
assaissimo  di  lui  per  ben  servire  cotesti  signori,  e  so  che  questa  è  la 
forma  più  spedita  e  sicura  per  ottenere  il  fine  proposto.  Prego  dunque 
V.  S.  illustrissima  di  comunicare  tal  proposizione  al  gentilissimo  monsignore 
Arciprete,  con  pregarlo  sopra  tutto  di  non  lasciar  traspirare  fuori  del 
Capitolo  cosi  buon  disegno,  affinchè  a  ninno  cadesse  in  mente  di  distur- 
barlo. Secondo  le  risposte,  che  da  lei  mi  verranno,  regolerò  le  ulteriori 
risoluzioni;  e  intanto,  con  protestarle  le  mie  vive  obbligazioni,  e  il  singoiar 
desiderio  mio  di  servire  alle  nobili  idee  di  cotesto  insigne  Capitolo,  le 
rassegno  il  mio  ossequio,  e  mi  confermo  di  V.  S.  illustrissima. 


22G8. 

AD  ALESSANDRO  POMPEO  BERTI  in  Aquila. 
Modena,  4  Agosto  1724. 

R.  Biblioteca,  Lucca,  edita  [153]. 

Non,  perchè  V.  R.  dimori  in  cotesto  romitaggio,  vo  io  dicendo  di  non 
volerle  scrivere,  ma  si  bene  il  mio  desiderio  è  di  scriverle  fuori  di  cotesto 
romitaggio.  E  pure  nulla  mi  dice  ella  della  sua  liberazione.  Gran  cosa  che 
i  suoi  superiori  lascino  come  perire  un  talento,  che  potrebbe  spiccar  tanto 


-l'^S^:]  A  COSTANTINO  GBIMALDI  2395 

in  qualche  ampio  teatro!  Io  non  lascio  di  spronare  co'desiderii  la  buona 
ventura,  tanto  che  riporti  la  di  lei  amatissima  persona  in  questi  nostri 
più  amoi'evoli  e  gustosi  paesi. 

Aveva  io  scritto  di  volerle  inviare  di  qua  i  tomi  finora  stampati 
Rerum  Italicarum.  Ma  essendosi  poi  risoluti  que' signori  che  fanno  la 
stampa  a  loro  spese  in  Milano,  d' inviarne  molte  copie  a  dirittura  al  Padre 
Zeno,  acciocché  le  distribuisse  a  chi  n'avesse  avuta  voglia,  e  considerando 
io  che  il  porto  sarebbe  costato  più  inviandole  da  Modena,  desistei  dal- 
l'impresa, e  tanto  più  che  delle  copie  inviate  qua  n'ebbero  poi  bisogno  in 
Bologna.  Finora  quattro  tomi  han  veduta  la  luce.  Il  quinto  si  avvicina 
al  fine;  e,  purché  Dio  ci  mantenga  la  pace,  spero  che  l'impresa  vada  fe- 
licemente innanzi. 

Il  diploma  del  re  Ruggori  è  cosa  a  proposito:  e  se  avrò  una  volta 
quella  benedetta  Cronaca  Casauriense,  che  finora  non  si  é  lasciata  vedere, 
ve  r  aggiungerò  come  regalo  di  V.  R.  Uscirà,  a  Dio  piacendo,  la  Cronaca 
diffusa  del  monaslero  di  san  Vincenzo  al  Volturno,  che  già  è  in  mio 
potere.  Se  il  Padre  abate  Grattola  non  avesse  egli  faticato  per  sé  nelle  me- 
morie di  Monte  Cassino,  avrei  ricevuti  altri  rinforzi  di  là.  Ma  faremo  senza. 

Sia  ella  certa  che  ninna  lontananza  farà  punto  sminuire  la  stima  e 
l'aflFetto  che  a  lei  professo.  Solamente  la  desidero  nel  commercio  degli 
uomini.  Non  è  molta  la  mia  sanità:  ma  però  sono  in  piedi.  Patisco  di 
fiere  vigilie.  Ma,  comunque  io  stia,  sempre  sto  qui  a"  di  lei  comandamenti  ; 
e,  rassegnandole  il  mio  rispetto,  mi  confermo,  di  V.  R.  etc. 


2269. 

A  COSTANTINO  GRIMALDI  in  Napoli. 
Modena,  4  Agosto  1*^4. 

Akcoivio  Soli  Mcratobi  (B,  BibL  BbU),  Modena. 

A  quest'ora  dovrebbero  esser  giunte  a  V.  S.  illustrissima  le  due  copie 
de"  tomi  III  e  IV  [Rerum  Italicarum']  es-endomi  per  altro  dispiaciuto  non 
poco  l'indiscreto  ritardo,  che  mi  è  convenuto  questa  volta  digerire  nella 
spedizione  de'  medesimi. 

Spero,  che  in  avvenire  non  ne  riceverà  alcuna  persona  prima  di  lei. 

Quanto  al  prezzo,  è  lo  stesso,  dei  primi  tomi.  E  questo  con  quello  dei 
suddetti  primi,  detratto  l' importo  de'  libri  a  me  inviati,  V.  S.  illustrissima 
se  potesse  farlo  avere  in  Roma,  o  al  sig.  abate  Falconi  \  [Nicola]  o  al  P.  Ce- 


'  Sue  lettere  in  Archivio  Soli  Muratori  {R.  Bihl.  Est.),  n."  18  da  Roma  e  Na- 
poli 1724- '49. 


2396  LODOVICO   ANTONIO   MURA-TOBI  [1*734- 


rati  [Gaspare]  dell'  Oratorio,  o  al  sig.  abate  Giacobazzi  ministro  del  mio 
Padron  serenissimo  di  Modena,  sarà  ben  consegnato,  et  io  gliene  resterò 
molto  tenuto. 

Ho  veduto  l'idea  della  storia  letteraria  del  sig.  abate  Gimma  [Gia- 
ciuto] e  appunto  V  idea  m' è  piaciuta  di  molto,  ma,  a  fornire  si  vasta  im- 
presa, vi  manca  di  molto  ancora.  Merita  nondimeno  molta  lode  l'autore,  et 
io  gli  auguro  maggior  provvisione  di  libri. 

Avendo  appunto  veduto,  cbe,  per  istampare  l'opera  suddetta  del  signor 
Gimma.  è  convenuto  costi  formare  una  società,  perciò  non  mi  meraviglio, 
se  né  pure  si  truova  chi  ristampi  il  mio  Trattato  della  Carità. 

Se  non  riuscirà  il  suo  benignissimo  zelo  di  provvedere  un  nuovo  stam- 
patore, poco  importerà,  ma  io  non  lascierò  per  questo  di  protestarmele 
sommamente  obbligato.  Già  esso  libro  è  dedicato  all'augustissimo  Impera- 
tore, e  però  se  mai  venisse  il  caso  di  farne  costi  un'altra  edizione,  so  che 
V.  S.  illustrissima  farà  star  salda  essa  dedicatoria,  e  tanto  più  perchè 
spero  di  ricevere  in  breve  un  sensibile  attestato  del  gradimento  che  ne 
ha  mostrato  esso  Monarca. 

Mi  fanno  sperare  da  Vienna  anche  la  vecchia  cronaca  del  Gravina, 
che  è  però  malconcia  dal  tempo,  e  però  ricamata  di  lacune.  Tuttavia  sarà 
un  buon  regalo  al  pubblico.  Cosi  potessi  ottener  altre  vecchie  memorie  di 
cotesto  regno  e  metropoli.  Con  tutto  l'ossequio  mi  rassegno. 


2270. 

A  CASSIODORO  MONTAGIOLI  in  Montecassino. 
Modena,  10  Agosto  1724. 

BiBLioTBCA  DEL  Sbminakio,  Fesaro,  edita  [  108]. 

Dal  P.  Procuratore  Cervi  ho  con  tutta  puntualità  ricevuto  5  fìlippi 
e  due  paoli,  importo  del  tomo  III  e  IV  Rerum  Italicarum  che  V.  P.  avrà 
ricevuto,  o  riceverà  :  e  di  ciò  mi  protesto  ben  tenuto  alla  di  lei  gentilezza. 
Venga  ella  intanto  a  prendere  l'aria  migliore  della  patria,  e  a  ristabilire 
la  sanità,  la  quale  mi  è  dispiaciuto  d'intendere  che  sia  stata  incomo- 
data ne'giorni  addietro;  e,  rassegnandole  il  mio  rispetto,  mi  confermo, 
di  V.  P. 


-l'?S'4]  A  FBANCESCO  DE   AQUIEKE  2397 


2271. 

A  MAURO  ALESSANDRO  LAZZARELLI  in  Milano. 
Modena,  16  Agosto  1724.- 

Ahcbitio  Soli  Mdbatori  (  B.  BibL  EtU  ),  Modena. 

Mercè  dell'avviso  con  tanta  gentilezza  datomi  da  V.  P.  reverendis- 
sima, ho  avuto  giusto  motivo  di  rallegrarmi  della  buona  sorte  del  mio 
Trattato  della  Carità,  il  quale  nondimeno  bramerei  che  portasse  più  utile 
ai  poveri,  che  gloria  all'autore.  In  Torino  quel  Sovrano  ha  ben  provve- 
duto: ma  qui  manca  una  ruota  maestra,  e  solo  si  va  facendo  quel  poco 
che  si  può.  Delle  copie  d'esso  libro  donatemi  dal  Soliani  mi  ha  talmente 
esausto  il  volo  preso  di  dedicarlo  a  S.  M.  Cesarea,  e  questa  Corte,  e 
Roma,  che  non  ho  potuto  farne  parte  a'padi'oni  ed  amici.  Io  intanto  le 
rendo  somme  grazie  per  l'interesse,  ch'ella  si  benignamente  si  prende  di 
tutte  le  cose  mie.  e  condolendomi  seco  pel  nuovo  taccole  sopraggiunte 
costi  alle  sue  spalle,  con  tutto  l'ossequio  mi  rassegno  di  V.  P.  reveren- 
dissima. 


2272. 

A  FRANCESCO  DE  AGUIRRE  in  Torino. 
Modena,  17  Agosto  \124i. 

Saccolta  Ckktskxa,  Amsterdam,  edita  [91]. 

Da  Venezia  mi  è  finalmente  giunta  la  seconda  parte  di  cotesta  Ajm- 
logia,  da  me  letta  con  singoiar  piacere  al  pari  della  prima.  Se  questa  non 
è  si  frizzante,  è  almeno  più  dottrinale  di  quella,  e  perciò  degna  del  dot- 
tissimo autore  Mille  gi*azie  adunque  a  V.  S.  illustrissima  e  al  gentilissimo 
sig.  Lauro  per  questo  nuovo  attestato  del  loro  sapere,  e  della  loro  somma 
bontà  verso  di  me,  giacché,  oltre  al  gratissimo  regalo,  ho  veduto  ancora  il 
mio  nome  si  onorato  in  esso  libro.  Veramente  dopo  aver  io  detto  tanto 
male  del  Tesauro,  e  dei  concettini  falsi  nella  mia  Perfetta  Poesia,  temeva 
di  aver  dato  poco  gusto  a  cotesti  ingegni  ;  ma  per  mia  fortuna  veggo  tutti 
valentuomini  luminosi  nella  Università  di  Torino,  collegati  meco  ad  abbat- 
tere il  cattivo  gusto,  che  me  ne  son  consolato  grandemente.  Auguro  loro 
occasioni  di  nuovi  cimenti,  perchè  la  prima  è  stata  gloriosa,  e  tali  spe- 
rerei anche  le  altre. 

Mi  sarebbe  pur  caro  l'indice  di  que' manoscritti,  che  costisi  trovano 
Epistolario  di  Lodovico  Antonio  Muratori.  —  VoL  VL  152. 


2398  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [1*734- 

di  storie  latine  e  volgari  inedite  di  cose  d'Italia,  purché  composte  prima 
del  1500.  Vorrei  pur  far  onore  anche  a  cotesta  bella  parte  d'Italia. 

E,  con  supplicarla  di  conservarmi  il  suo  stimatissimo    amore,  le  ras- 
segno il  mio  ossequio  e  mi  confermo  etc. 


2273. 

A  MAURO  ALESSANDRO  LAZZARELLI  in  Milano. 
Modena,  24  Agosto  1724. 

Archivio  Soli  Mukatobi  (R,  Bibl.  Est.),  Modena. 

Tanto  bella  è  la  scoperta  proposta  a  V.  S.  illustrissima  dal  signor 
marchese  del  Borro,  ch'io  peno  a  crederla  quale  è  stata  rappresentata. 
Tuttavia  bisogna  assolutamente  chiarirsene,  ed  avendone  io  parlato  a  chi 
si  dee,  la  risposta  è,  ch'ella  pure,  con  la  sua  nota  attenzione  e  destrezza, 
tiri  innanzi  l'affare,  e  procuri  di  aver  sotto  gli  occhi  il  manoscritto, 
giacche  al  resto  non  manca  a  lei  abilità  di  chiarirsi,  se  sia  componimento 
antico  legittimo,  o  pure  recente  ed  apocrifo.  Il  mio  sospetto  è,  che  possa 
essere  un'  impostura  del  famoso  Galluzzi,  del  che  ella  potrà  accorgersi 
all'esame  del  carattere  stentato,  se  paresse  antico,  o  se  recente,  al  ben 
considerare  il  contesto  delle  cose,  la  dicitura,  ed  altre  circostanze  a  lei 
ben  note.  Quando  si  credesse  veramente  fattura  antica,  e  cotesto  cavaliere 
voglia  mantenere  esso  manoscritto  per  cosa  autentica,  tratti  pur' ella  della 
ricognizione  da  farsi^  che  è  ben  dovuta,  e  sarà  adempiuta  da  questa  parte. 
Intanto  io  rendo  somme  grazie  a  V.  P.  reverendissima  pel  suo  zelo  in 
servizio  della  serenissima  Casa,  e  in  profitto  de' miei  studj,  e  desideran- 
dole pazienza  pel  nuovo  taccole  correggesco,  le  rassegno  il  mio  rispetto 
con  protestarmi  più  che  mai,  di  V.  P.  reverendissima. 


2274. 

ALLO  STESSO  in  Milano. 
Modena,  7  Settembre  1724. 

Archivio  Soli  Muratori  {R,  Bibl.  Est.),  Modena. 

Nell'Archivio  dei  canonici  di  Sant'Ambrogio  non  dovrebbe  esservi 
merce  falsa  del  Galluzzo;  tuttavia  bisogna  avvertirvi  bene.  E  quando 
quell'Azze  non  fosse  chiamato  marchese,  sia  V.  P.  reverendissima  certa,  che 
non  riguarderebbe  la  serenissima  Casa,  perchè  non  solevano  mai  que' Prin- 
cipi nominarsi  senza  questo  titolo.  Bisogna  vedere.    Ma  ella  mi   ha  messo 


-±'72'^]  A  PAOLO  QAaLIARDI  2399 

in  una  grau  curiosità,  e  molto  più  con  dirmi,  che  si  vogliano  stampare 
costi  tali  pezzi,  poiché  se  fossero  autentici,  dovrebbero  entrare  nella 
grand' opera,  altrimenti  sarebbe  vergogna,  che  uscissero  per  altra  mano. 
Che  se,  cotesta  supposta  Compagnia  a  me  ignota,  vuole  stampar* ella  tal 
manoscritto,  il  Serenissimo  non  è  più  in  obbligo  di  regalare.  Torno  però 
a  dire,  che  temo  ridotta  a  nulla  la  promessa,  perchè  Azzo  giudice  non  è 
il  marchese  Azzo.  Ella  ha  fatto  bene  a  scriverne  a  S.  A.  serenissima,  e 
80  che  continuerà  con  calore  le  ricerche.  Intanto,  rassegnandole  il  mio 
rispetto,  mi  confermo  di  V.  P.  reverendissima. 


2275. 

A  CASSIODORO  MONTAGIOLI  in  Montecassino. 
Modena,  9  Settembre  1724. 

BiBuoTCCA  DSL  Skiiisaiuo,  Posaro,  edita  [106]. 

Mi  ha  privato  la  mia  villeggiatura  del  contento  di  riverire  V.  P.  prima 
del  suo  ritorno  costà,  e  di  ricevere  i  favori,  ch'ella  mi  volea  compartire. 
Soddisfaccio  come  posso  col  presente  foglio,  in  cni  e  vivamente  la  rin- 
grazio, e  le  auguro  felicità  in  cotesto  soggiorno.  Annesso  viene  il  progetto 
del  fu  cardinale  Tommasi. 

Non  trovando  io  più  il  progetto  della  stampa  dell'opere  del  P.  Cri- 
stiano Lupo,  né  sovvenendomi,  qual  sia  il  librajo,  a  cui  pagai  il  danaro, 
di  grazia  mei  rimetta  ella  iu  mente;  e  con  tutto  lo  spirito,  riverendola,  m^ 
rassegno  di  V.  P. 

2276. 

A  PAOLO  GAGLIARDI  in  Brescia. 
Modena,  18  Settembre  1724. 

BiBLioTBCA  Civica,  Brescia,  edtta  [S7]. 

In  somma,  tutto  ciò  che  V.  S.  illustrissima  intraprende  a  fare  riesce 
a  maraviglia  bene,  e  fa  onor  grande  non  meno  a  lei,  che  alla  Lombardia. 
la  quale,  con  mia  somma  compiacenza,  ha  in  lei  un  valente  erudito,  e  un 
giudiciosissimo  scrittore:  cosi  ne  avessimo  molti.  Quello  che  a  me  pare 
anche  più,  si  è,  che  io  la  suppongo  non  assai  provveduta  di  libri,  come 
porterebbe  il  bisogno;  e  pure  ella  sa  far  tanto.  Mi  rallegro  dunque  con 
esso  lei  vivamente  del  nuovo  suo  libro  deffli  antichi  Cenomani,  per  cui 
la  sua  patria,  tanto  illustrata,  le  dee  conservare  un' obbligazione  perpetua  ; 


2400  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [l'TS^:- 

siccome  anch'io  gliela  conserverò  grande  per  la  bontà  con  cui  ella  mi  ha 
regalato  d'un  operetta  tanto  gustosa  a  leggersi,  e  stesa  con  uno  stile  si 
ben  purgato  in  italiano,  come  ella  sa  fare  del  pari  in  latino.  La  rin- 
grazio non  meno  con  tutto  lo  spirito  dell'  onore  fatto  al  mio  nome  in  essa 
opera  sua. 

S'io  mi  fossi  immaginato,  che  V.  S.  illustrissima  fosse  per  dai*e  l'Ollio 
confine  al  territorio  di  Brescia,  forse  avrei  raccolte  più  memorie,  che  il 
mostravano  una  volta  più  ampio,  allorché  visitai  gli  archivi  del  vesco- 
vado e  del  comune  di  Cremona.  Ma,  se  a  Dio  piacerà,  tratterò  iuciden- 
terneate  di  questo  argomento.  La  mutazione  de' tempi,  e  il  bollore  delle 
guerre  ha  fatto  di  troppo  mutar  faccia  ai  Contadi. 

Intanto  assicurandola,  che  ella  ha  qui  un  grande  estimatore  del  me- 
rito suo,  con  tutto  l'ossequio  mi  confermo. 


2277. 

A  MAURO  ALESSANDRO  LAZZARELLI  in  Milano. 
Modena,  19  Settembre  1724. 

Akchivio  Soli  Muratori  (  R.  Bìbl,  Est.  ),  Modena. 

Continui  pure  V.  P.  reverendissima  il  trattato  intrapreso  col  signor 
marchese  del  Borro  quietamente  :  che  dal  canto  mio  si  è  osservato,  e  si 
osserverà  un  religioso  silenzio.  Desidero  io,  che  l'emulazione  di  cotesti 
signori  studiosi  produca  del  bene  in  favore  della  Repubblica  tutta,  e 
voglia  pur  Dio,  che  abbiano  trovato,  e  non  tardino  a  pubblicare  mo- 
numenti vari.  Tale  certo  sarà  quello,  che  a  lei  vien  promesso  col  titolo 
di  Marchio  all'Azze  consaputo,  il  quale  non  potrebbe  essere  altri  che 
il  nostro.  Può  ella  immaginarsi,  ch'io  sto  in  una  incredibile  impazienza 
per  questo,  sapendo,  che  i  buoni  milanesi  non  vogliono  credere,  che  la 
Casa  d'Este  abbia  mai  avuto  dominio  costi. 

Aspettiamo  a  momenti  il  dottor  Gherardi  [Pietro  Ercole]  che,  impa- 
zientatosi, s'è  partito  da  Vienna  senza  licenza  del  Padron  serenissimo;  ma 
spero,  che  s'abbia  a  quotar  la  tempesta.  E  con  rassegnarle  il  mio  rispetto, 
mi  confermo,  di  V.  P.  reverendissima. 

Supponendo,  che  ora  si  truovi  costi  il  P.  Lettore  Berretta,  invio  la 
lettera  a  s-  Pietro  in  Gessate.  Non  vorrei  essermi  ingannato. 


-l'TS'^l  A.  COSTANTINO  ORIMALDI  2401 


2278. 

A  GIUSEPPE  MALASPINA  DI  S.»*  MARGHERITA  in  Monleale. 
Modena,  20  Settembre  1724. 

Baccolta  Palmikri,  S.  Paolo,  Roma. 

La  mia  villeggiatura  mi  avrà  privato  del  contento  di  riverire  e  ser- 
vire il  signor  marchese  Malaspina  di  Villafranca.  In  una  scappata  che 
feci  in  città  ne  chiesi  conto,  e  mi  fu  detto  che  era  stato  all'udienza  del 
Padrone  serenissimo  più  d'una  volta,  e  che  poi  se  n'era  andato.  Di  più 
non  so  dire  a  V.  S.  illustrissima  di  questo;  so  bene  che  m'è  dispiaciuto 
di  non  aver  potuto  conoscere  in  esso  cavaliere  un  buon  amico  di  lei,  e 
prestargli  quel  servizio  che  avrei  bramato.  Io  dunque  mi  son  goduto  per 
me  i  due  spiritosi  epigrammi  di  V.  S  illustrissima,  e  farò  goderli  ad 
altri  ;  ma  dubito  forte  che  la  nobil  Casa  Malaspina  abbia  a  godere  que'  frutti 
eh'  ella  desidera  dal  parente  Pontefice. 

Animo  a  continuare  le  annotazioni.  Mi  raccomando  per  la  brevità  ;  e 
che  non  illustri  se  non  le  cose  astruse.  Mi  dicono  aggiustata  in  Milano  la 
pendenza  del  nostro  signor  Sassi.  Se  è  vero  n'  ho  piacere.  E,  rassegnan- 
dole il  mio  rispetto,  mi  confermo,  di  V.  S.  illustrissima. 


2279. 

A  COSTANTINO  GRIMALDI*  in  Napoli. 
Modena;  27  Settembre  1724. 

ÀKCHivio  Soli  Muratori,  (  R.  Bibl.  B»L),  Modena. 

Per  non  aver  ricevuto  dopcrtanto  tempo  riscontro,  che  alle  mani  di  V. 
S.  illustrissima  fossero  giunti  li  tomi  III  e  IV  Rerum  Italicarum,  comin- 
ciava io  ad  inquietarmi  per  timore,  che  non  si  fossero  dietro  la  via  smarriti. 
Mi  ha  tutto  consolato  l'ultima  sua  stimatissima,  avvisandomi  d'averli  fi- 
nalmente ricevuti,  ed  ella  ha  egregiamente  fatto  con  far  supplire  i  fogli 
mancanti,  perchè  infine  si  tratta  di  uno  stesso  affare.  Già  ho  scritto  a 
Milano,  che  in  prima  occasione  di  spedire  costi  il  tomo  V,  già  vicino  ad  uscire, 


*  Le  lacune  che  il  lettore  avvertirà  in  questa  e  nelle  altre  lettere  del  Muratori 
al  Grimaldi  sono  riprodotte  tali  e  quali  dalle  copie  che  esistono  nellMrc/itrto  Soli 
Muratori  (  R.  Bibl.  Est.).  Le  diligenti  ricerche  per  rintracciare  gli  originali  hanno, 
fino  ad  ora,  dato  risultati  negativi. 


2402  LODOVICO  ANTONIO  MURATORI  [IT^S-i- 


ne  mandino  due  copie  anche  per  V.  S.  illustrissima  e  insieme  i  suddetti 
fogli  da  rimettere  nella  copia  difettosa.  Quando  ella  potrà  e  vorrà,  faccia 
gi ugnerò  il  prezzo  accennatomi  in  Roma,  per  ch'io  non  ne  ho  fretta  veruna. 

Un'altra  buona  nuova,  e  che  mi  ha  toccato  il  cuoi*e,  si  è  l'altra  della 
buona  disposizione  in  cui  si  truovano  le  sue  risposte   di   uscire   alla   luce 

[presto]  dalla  sua  mano Mi  è  solamente  dispiaciuto  [ sape] re  sue  non 

sieno essendo  rarissime,  e  indarno  ricercate  da  chi  pur  le  sospira. 

Anche  ultimamente  un  letterato  di  Verona,  vessato  da  quell'Inquisi- 
tore perchè  insegna  la  iilosofia  del  Purcozio  con  minaccio  anche  del  Ve- 
scovo desiderava  di  poter  battere  Aristotile  e  chiese  armi  a  me. 

Gli  significai  che  cercasse  l'Opera  di  V.  S.  illustrissima,  ma  gli  è 
stato  impossibile  il  trovarla. 

Di  grazia  mi  accenni  qual  sia  precisamente  l'argomento  d'esse  sue 
risposte,  et  io  già  premetto  i  miei  più  divoti  ringraziamenti  per  l' onore 
che  la  sua  gentilezza  è  per  farmi  nella  suddetta  occasione. 

Non  le  ho  detto  di  quel  libro,  che  V.  S.  illustrissima  mi  fece  avere 
e  per  cui  sempre  più  me  le  protesto  obbligatissimo,  quanto  io  doveva. 
Gli  diedi  una   scorsa  tempo  fa.  Ora   nella   villeggiatura   ho   terminato   di 

leggerlo  con di  qualche tocca  qualche  corda  con  troppo  ardire;   ma 

egli  mette  fuori  tant' altre  verità,  che  niun  italiano  osa  dirle,  che  di  libri 
sì,  fatti  non  se  ne  vede  in  Italia.  Doveva  egli  ben  prevedere  tutto  quanto 
gli  è  di  poi  avvenuto.  Ma  questa  povera  verità  oh  quanto  è  mal  veduta 
da  molti  !  La  ringrazio  di  nuovo,  la  ringrazio  senza  fine. 

E  sospirando  l'onore  de' suoi  comandamenti,  Le  rassegno  il  mio  os- 
sequio, e  mi  confermo. 

2280. 

A  GIUSEPPE  RIVA  in  Londra. 
Modena,  6  Ottobre  1724. 

*    K.  Biblioteca  Esiense,  Modena. 

L'Argelati,  che  non  dee  sapere  quanto  sia  pesante  la  posta  di  Londra, 
le  inviava  con  sopra-coperta  un'elenco  del  tomo  V,  e  rinchiusa,  con  altro 
simile  al  Vaillant.  Per  questa  volta  lascio  correre  la  lettera  pel  librajo. 
Da  qui  innanzi  troveremo  ripiego.  Rendo  ora  grazia  a  V.  S.  per  la  sua 
carissima  risposta  dello  scorso  mese,  e  mi  rallegro  della  sanità  sua  e  del 
mio  bene  stare  nel  suo  animo.  Non  è  già  molta  la  sanità  mia,  e  per  questo 
non  ho  potuto  servire  finora  il  nostro  signor  Rolli  [Paolo  Antonio ] ;  ma 
noi  dimentico.  Mei  riverisca  divotamente,  e  insieme  l'amico  Fiorentino  che 
io  aspettava  di  ritorno  in  Italia.  Per  noi  nulla  mai  di  lieto,  ma  solamente 
venti  contrarii.  Con  tutto  l'ossequio  mi  ricordo. 


-l'?34]  A  GIUSEPPE   MA.LASPINA   DI  S."'*  MA-ROHERITA  2403 


2281. 

A  CASSIODORO  MONTAOIOLI  in  Montecassino. 
Modena,  19  Ottobre  1724. 

BiBLioTKCA  DCL  Skiìihario,  Posaro,  edita  [1C6]. 

Il  Coleti  '  [  Nicolò  ]  di  Venezia  mi  prega  di  far  sapere  a  quel  signor 
di  Mantova  (panni  il  signor  Arciprete  della  Cattedrale),  che  si  associò 
alla  compera  delle  opere  di  Cristiano  Lupo,  che  i  due  primi  tomi  furono 
preparati  per  lui;  e  perciò  mandi  a  pigliarli  con  isborsare  la  sua  quota  per 
gli  susseguenti.  Prego  V.  P.  di  fargliene  pervenire  l'avviso;  e  qui,  col  vivo 
desiderio  di  ubbidirla,  le  rassegno  il  mio  rispetto,  ricordandomi,  di  V.  P. 

2282. 

A  GIUSEPPE  MALASPINA  DI  S.-^^  MARGHERITA  in  Monleale. 
Modena,  26  Ottobre  l'^4. 

Saccolta  Falmiebi,  S.  Paolo,  Boma. 

Tornato  di  villa,  non  ho  mancato  di  parlare  al  Padrone  serenissimo 
intorno  all'  affare  del  signor  marchese  di  Villafranca,  con  quella  premura 
che  si  conveniva  ai  comandamenti  di  V.  S.  illustrissima  e  al  merito  del 
cavaliere.  Le  disposizioni  son  buone  per  ottenere  quanto  si  desidera.  In- 
tanto io  non  ho  potuto  finora  trovare  chi  parli  di  quella  Laura  d'Este, 
figliuola  di  Don  Prancesco,  la  quale  fu  maritata  in  uno  de  gli  ascendenti 
del  suddetto  signor  marchese.  Di  grazia  mi  mandi  un  po'  di  ristretto  dello 
strumento  allora  seguito,  eh'  io  attenderò  con  più  polso  a  condurre  il  ne- 
gozio, siccome  spero,  a  buon  fine. 

Somma  necessità  ho  di  sapere  anch'  io  ciò  che  V.  S.  illustrissima 
scrive  intorno  a  Massa,  perchè  anche  Sua  Altezza  serenissima  s'  è  allar- 
mata air  udire  i  movimenti  liguri,  che  paiono  ora  alquanto  fermati.  De- 
sidero di  sapere  se  i  Pichi  e  un  duca  napoletano,  discendenti  da  femmine 
Cibo,  giustamente  possano  pretendere.  E  s'  ella  comunicasse  anche  a  me 
ciò  eh'  ella  sa  in  questo  proposito,  son  certo  che  il  mio  Padrone  serenis- 
simo ne  avrebbe  gusto.  Dell'  antico  non  m' occorre  d' essere  informato  :  ne 
so  abbastanza.  Parlo  de  gli  ultimi  tempi.  Con  che,  rassegnandole  il  mio 
rispetto,  mi  confermo,  di  V.  S.  illustrissima. 


'  Sue  lettere  in  Archivio  Soli  Muratori  (  R.  Bihl.  Est.  ),  n.°  11  da  Venezia  1723- '27. 


2404  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [1*734- 


•2283. 

A  BRANDOLINO  BRANDOLINI  *  in  Forlì. 
Modena,  28  Ottobre  1724. 

Archivio  Dall'Aste  Brandolini,  Forlì. 

Mia  buona  ventura  fu,  che  si  trovasse  costi  il  P.  Ramazzini  '  [Antonio] 
sì  congiunto  a  me  d' amicizia  ;  ma  di  lunga  mano  maggiore  fu  la  mia  ventura 
neir  aver  egli  trovato  in  V.  S.  illustrissima  un  possessore  di  belle  antiche 
memorie,  e  poi  tanta  gentilezza  in  lei  che  m'  abbia  voluto  confidare  le  due 
cronache  manoscritte  di  Foì'lì  e  di  Cesena. 

Non  ho  finora  voluto  rompere  il  silenzio;  ma  ora  soddisfaccio  al  mio 
dovere  con  portarle  i  miei  più  divoti  ringraziamenti  per  gli  tanti  favori 
a  me  compartiti,  e  de'  quali  farò  io  bene  la  dovuta  menzione  nella  prefa- 
zione ad  esse  cronache.  Sono  amendue  da  stimare.  Quella  di  Cesena  ab- 
braccia del  paese,  e  va  seguitamente  con  buone  notizie.  Quella  di .  Forlì 
ne  ha  delle  stimabili  molto  fino  al  1300,  ma  poi  1'  autore  manca  nel  più 
bello,  e  solo  si  perde  a  narrare  le  cose  de'  bolognesi  :  segno  eh'  egli  ha  rac- 
colto la  sua  narrativa  da  varie  storie,  e  che  la  vecchia  di  Forlì  non  do- 
vette essere  continuata.  Sia  come  esser  si  voglia,  faranno  queste  due  cro- 
nache buona  comparsa  nella  mia  gran  Raccolta,  e  saranno  di  gloria  a  Forlì, 
e  alle  circonvicine  città,  e  a  V.  S.  illustrissima,  da  cui  spezialmente  le 
riconoscerà  il  pubblico. 

Resta  ora  che  divisiamo  la  maniera  sicura  di  rimandarle  costà,  pre- 
mendomi molto,  che  ritornino  senza  pericolo  alcuno.  Fino  a  Bologna,  et 
anche  ad  Imola  spererei  occasioni  buone.  Se  mai  anch'  ella  dal  canto  suo 
potesse  cooperare,  n'  avrei  ben  gusto.  Se  no,  starò*  ben  tanto  in  pratica, 
che  capiterà  congiuntura  direttamente  per  costà.  Non  voglio,  che  le  az- 
zardiamo per  la  posta. 

Io  non  m' inoltro  a  supplicare  V.  S.  illustrissima  che.  se  mai  le  capi- 
tassero alla  mano  altre  simili  storie,  anche  delle  vicine  città,  voglia  con- 
tinuare il  corso  della  sua  beneficenza  verso  di  me;  perchè  mi  persuado, 
che  se  altro  avesse  potuto  somministrarmi,  1'  avrebbe  fatto  a  quest'ora. 
Tuttavia  chi  sa,  che  l'andare  pescando  non  le  facesse  dissotterrare  qual- 
ch'  altra  gemma.  Certe  memorie,  che  mi  accennò  il  P.  Ramazzini,  forse  io 
le  ho  qui;  ma  in  ogni  caso  non  meritano  di  uscire  in  luce,  perchè  dispia- 
cerebbero a  qualcuno. 


*  Responsive  in  Archivio  Soli  Muratori  {R.  Bibl.  Est.),  n.°  8  da  Forlì  1724-26. 
'  Sue  lettere  in  Archivio  Soli  Muratori  (  R.  Bibl.  Est.  ),  n.°  6  da  Forlì  e  Modena, 
1723-'35. 


-1*7S4]  A    CA8SIODORO  MONTAQIOLI  2405 

Prego  la  benignità  sua  di  accordarmi,  o.  per  dir  meglio,  di  conser- 
varmi la  sua  stimatissima  padronanza,  e  di  rassegnare  il  mio  rispetto  al 
gentilissimo  signor  conte  Monsignani  '  [  Fabio  Antonio  ].  mentre  con  tntto 
r  ossequio  mi  protesto,  di  V.  S.  illustrissima. 

Soggiungo,  che  pubblicherò  un  pezzo  di  storia  del  Porcellio  Napole- 
tano, che  neir  anno  1452  era  presente  alla  guerra  fra  Veneziani  e  Fran- 
cesco Sforza  duca  di  Milano,  e  la  descrisse,  ove  è  fatta  in  più  luoghi 
onorevolissima  menzione  di  Tiberto  Brandolino  une  de'  di  lei  gloriosi  an- 
tenati, e  di  Ettore  suo  fratello  morto  allora  in  battaglia,  coli'  epitaffio 
fattogli  da  esso  Porcellio. 


2284. 

A  MARIANGELO  FIACCHI  in  Ravenna. 
Modena,  1  Novembre  1724. 

Biblioteca  Classknsf:,  Ravemia,  edita  [18B]. 

Mi  sono  ultimamente  posto  a  rivedere  il  buon  Ricobaldo,  che  dal  be- 
nigno cuore  di  V.  P.  riconosco,  e  mi  sono  meravigliato  di  trovarlo  si  pieno 
di  favole,  e  d' anacronismi,  fin  quando  s"  accosta  al  fine.  Tuttavia  non 
vo' lasciare  di  comunicarlo  al  pubblico,  benché  tutto  quello,  che  v'ha  d'an- 
tico, a  nulla  serva  per  gli  eruditi.  Su  tal  disposizione  avrei  bisogno,  che 
V.  P.  vedesse,  se  v'  ha  dedicazione  o  prefazione  alcuna  tanto  d' esso  Ri- 
cobaldo,  quanto  del  conte  M.  M.  Bojardo  e,  trovandosene,  lo  prego  di  far- 
mele copiare,  per  potermene  valere  nella  prefazione  mia  a  dar  qualche 
notizia  dell'  Autore,  traduttore  e  tempo  dell'  Opera  e  Versione.  Cosi  ancora 
se  mai  in  alcun  sito  Ricobaldo  accennasse,  di  quali  autori  si  sia  servito 
per  tessere  la  sua  storia.  La  prego  di  perdono,  e  sospirando  anch'io  le 
occasioni  di  ubbidirla,  con  tutto  il  rispetto  mi  rassegno,  di  V.  P. 


2285. 

A  CASSIODORO  MONTAGIOLI  in  Montecassino. 
Modena,  2  Novembre  1724. 

BiBLioTKOA  DSL  Sbmisabio,  Posaro,  edita  [108]. 

Con  rendere  a  V.  P.  le  dovute  grazie  pel  favore  da  lei   fatto   al   li- 
brajo  Coleti,  sono  io  a  pregarla  d'  un'  altro  per  me. 


>  Sue  lettere  in  Archivio  Soli  Muratori  (R.  Bibl.  Est.),  n.°3  da  Forlì  1730. 


2406  LODOVriCO  ANTONIO  MUEATOKI  [1*7 2-4:- 

Da  Brescia  il  nostro  P.  Randini  ha  inviato  a  Maguzano,  e  racco- 
mandato anclie  al  P.  Abate  di  Mantova  uh  mio  involtiùo,  portato  colà  da 
Vienna,  e  che  di  molto  mi  preme.  Avrei  dunque  bisogno  eh'  ella  ne  cer- 
casse conto,  e,  capitando,  di  procurar  poscia  sicura  occasione,  che  mei  porti 
a  Modena.  Dico  sicura:  pazienza,  se  tarda.  Desideroso  anch'io  de" suoi  co- 
mandamenti, e  di  udire  la  risoluzione  del  suo  faticare,  e  soggiornare,  con 
tutto  lo  spirito  mi  rassegno,  di  V.  P. 


2286. 

A  BRANDOLINO  BRANDOLINI  in  Porli. 
Modena,  8  Novembre  1724. 

Archivio  Dall'Aste  Bbandomni,  Forlì. 

Attenderò  dunque  sicura  occasione  per  soddisfare  a'  miei  doveri  nella 
restituzione  de'  libri  di  V.  S.  illustrissima,  e  intanto,  per  non  perdere  tempo, 
ho  fatto  copiare  que*  pezzi  più  importanti,  ove  si  parla  del  suo  Tiberio 
e  inchiusi  gì'  invio. 

Quando  quella  cronachetta  nulla  più  contenga,  che  1'  altre  inviatemi, 
non  occorre  che  la  sua  bontà  s' incomodi,  afl&nchè  non  caricassimo  i  lettori 
0  la  carta  di  robe  inutili.  Cosi  ne  pure  fa  per  me  1'  altra  del  Padovani, 
perchè  composta  dopo  il  1500.  E  però  non  mi  resta  che  ringraziarla  del 
suo  buon  volere,  contentandomi  de  gli  altri  sostanziali  doni,  che  ho  da 
lei  ricevuto. 

Mi  auguro  bensì  la  fortuna  di  poterle  anch'  io  comprovare  con  fatti 
la  mia  gratitudine,  e  insieme  quel  distinto  ossequio,  con  cui  mi  rassegno, 
di  V.  S.  illustrissima. 

2287. 

A  CASSIODORO  MONTAGIOLI  in  Montecassino. 

Modena,  9  Novembre  1724. 

Biblioteca  del  Semikario,  Pesai'o,  edita  [108]. 

Serva  questa  mia  per  dirle  in  tutta  fretta,  che  ho  puntualmente  rice- 
vuto l'involto  che  da  V.  P.  fu  consegnato  al  Corriere:  cosa  di  mia  par- 
ticolar  consolazione,  perchè  contiene  due  cronache  inedite,  che  io  ho  otte- 
nuto da  Vienna,  e  per  conseguenza  un  tesoretto  per  me.  Con  ringraziarla 
vivamente  di  questo  favore,  la  prego  di  portare  anche  al  reverendissimo 
P.  Abate  i  miei  rispetti,  e  ringraziamenti,  e,  rassegnandole  il  mio  ossequio, 
mi  confermo,  di  V.  P. 


-l*7S-4]  A  GIAMBATTISTA   BIANCONI  2407 


2288. 

A  GIUSEPPE  RIVA  in  Londra. 
Modena,  9  Novembre  17ìJ4. 

B.  BlBLIOTKCA  E8TKK8X,   ModeiUU 

Ho  inviata  all'  Argelati  la  lettera  di  V.  S.  a  cui  rendo  grazie  anch'  io 
per  lo  spaccio  che  si  spera  delle  copie  Rerum  Italicarum  inviate.  Già  il 
primo  volarne  è  stampato.  Inchiusa  le  mando  copia  dell' epitafio  di  Cu- 
negonda, che  avrei  volentieri  inserito  nelle  Antichità  Estensi.  Lo  stamperò 
in  altra  occasione.  L' ho  fatto  vedere  a  S  A.  serenissima,  e  le  ho  detto  di 
volerlo  trasmettere  a  lei,  acciocché  ne  faccia  costi  l' uso  che  crederà  bene,- 
essendo  rara  memoria,  e  gloriosa  per  cotesto  regnante. 

Non  dovettero  scrivere  a  V.  S.  la  ritirata  nel  monastero  di  Reggio 
della  Serenissima,  perchè  fu  una  sua  velleità  senza  ragione,  e  senza  spinta 
d'alcuno.  Ella  cacciò  da  se  le  sue  damine,  non  volendone  più,  e  un  cava- 
liere e  altre  persone;  e.  per  non  udire  le  loro  querele,  si  ritirò.  Partite  le 
persone  ella  se  ne  tornò  tutta  giuliva  al  suo  solito  soggiorno.  Galanterie 
franzesi.  Ora,  ella  a  Rivaltella,  e  il  serenissimo  sig.  Principe  a  Rivalla 
fabbricano,  accrescendo  i  comodi  di  quei  palazzi.  Furono  qui  per  la  nascita 
d'essa  Serenissima,  e  passò  tutto  assai  bene.  Confesso  il  vero.  Ho  rimorso 
di  non  aver  finora  servito  il  sig.  Rolli,  caramente  da  me  riverito.  Creda 
che  non  ho  un  momento  libero,  e  son  caricato  d' imbrogli  miei,  ed  altrui 
a  dismisura.  Farò  subito  che  potrò.  Bell'  assunto  la  traduzione  di  quel 
poema.  Comperar  io  Les  Essais,  nò:  che  gli  ho;  ed  è  un  gran  chiacchie- 
rone. H  Boccaccio  ristampato  cosi  garbatamente  calerà  di  prezzo,  ma  sarà 
ricei'cato.  La  casa  Rovatti  bene  tutta,  e  caramente  la  riveriscono.  An- 
ch'olla mi  onori  di  portare  i  miei  rispetti  al  sig.  Cocchi.  E,  con  tutto  lo 
spirito,  mi  confermo. 

2289. 

A  GIAMBATTISTA  BIANCONI  *  in  Bologna. 
Modena,  15  Novembre  1724. 

BiBLiOTKCA  Ci:.ASSKxaE,  Bavenna,  edita  [189]. 

Di  grazia  V.  S.  studi  un  poco  per  me,  giacché  mancano  a  me  molti 
libri  delle  cose  bolognesi.  Fu  Lettore,  credo  di  leggi,  in   cotesta   Univer- 


*  Responsive  in  Archivio  Soli  Muraton{1i.  Bibl.  Est.),  n.°  48  da  Bologna  e  Roma 
1722-'33. 


2408  LODOVICO   ANTONIO    MURATORI  \1'72'4:- 

sità  Buoncompagno  Fiorentino,  uomo  dotto,  e  che  lasciò  molti  libri.  Fio- 
riva nel  1221.  Essendo  io  per  pubblicare  un  opuscolo  di  lui,  vorrei  po- 
terne dare  qualche  notizia  più  distinta  al  pubblico.  Però  la  prego  di  stu- 
diare Fra  Leandro  Alberti,  Degli  scrittori  bolognesi,  ed  altri,  che  possano 
aver  parlato  di  quel  valentuomo,  da  cui  probabilmente  discendono  i  si- 
gnori Buoncompagni.  Chi  ha  trattato  di  cotesta  Università,  e  de' letterati 
bolognesi,  o  lettori  in  Bologna,  dovrebbe  pure  averne  detto  qualche  parola. 
A  lei  dunque  mi  raccomando.  E  supponendo,  che  abbia  ricevuto  un'altra 
mia,  coir  avviso  d'avere  io  in  mia  mano  i  manuscritti  inviatimi,  le  rassegno 
la  mia  vera  osservanza,  con  protestarmi,  etc. 


2290. 

A  GIUSEPPE  MALASPINA  DI  S.''^  MARGHERITA  in  Tortona. 
Modena,  23  Novembre  1724 

Raccolta  Palmieri,  S.  Paolo,  Roma. 

Dal  signor  marchese  di  Villafranca  ho  riscontro  del  ricapito  della 
mia  lettera,  e  con  esso  lui  da  qui  innanzi  tratterò  del  consapnto  affare. 

Veggo  nella  lettera  del  signor  conte  Governatore  ch'egli  adora  tutte 
le  risoluzioni  del  Maggiorengo.  Pare  più  spiritosa  l' altra  del  signor  conte 
Carlo  ;  ma  altro  ci  vuole  a  muovere,  o  a  fermare  quelle  gran  ruote,  le  quali 
unicamente  son  mosse  dall'  interesse.  E  torno  a  dire  che  inutilmente  si 
esercita  il  zelo  di  V.  S.  illustrissima  per  la  sua  nobil  casa.  Plus  offerenti 
si  darà  il  pallio.  Per  altro  debbo  dirle  in  confidenza  aver  io  inteso,  da 
chi  parlò  col  sig.  Duca  di  Massa,  che  la  voce  sparsa  non  ha  fondo  di 
verità,  e  ch'egli  non  è  per  fare  contratto  alcuno  de' suoi  stati.  Gli  effetti 
ci  mostreranno  meglio  la  verità  de  i  detti.  Il  punto  grande  è,  che  vengo 
parimente  assicurato  che  le  femmine  succedono,  e  son  chiamate  nelle  inve- 
stiture. Il  che  se  è  vero,  né  la  casa  Malaspina  può  pretendere,  né  altri 
affacciarsi  a  far  contratto.  Bisognerebbe  pur  chiarire  questo  punto;  altri- 
menti nulla  di  sicuro,  e  si  lavorerebbe  in  aria.  E  che  può  sperarsi  di 
una  Corte,  la  quale  vende  Comacchio,  che  s' é  provato  dell'  Impero,  e  della 
casa  d'Este? 

Ringrazio  io  intanto,  a  nome  del  mio  Sovrano,  la  bontà  di  V.  S.  illu- 
strissima per  tutto  quello  che  riguarda  gl'interessi  di  questa  serenissima 
Casa;  e,  ratificandole  il  mio  rispetto,  mi  confermo,  di  V.  S.   illustrissima. 


-l'734]  A   GIUSEPPE   MALASPINA   DI   S.''*    MARGHEttlTA  2409 


2291. 

A  GIAN  FRANCESCO  MUSELLI  *  in  Verona. 
Modena,  30  Novembre  1724. 

Archivio  Capitolark,  Verona,  edita  [215]. 

Secondo  l'ordine  datomi  da  V.  S.  illustrissima,  furono  poi  consegnati 
da  questo  Soliani  alla  persona  consaputa  i  libri  da  lei  richiesti.  Mancano 
fra  essi  la  Vita  di  Carlo  Maria  Maggi  colle  sue  Rime,  stampate  in  Mi- 
lano da  Pandolfo  Malatest-a,  e  Anecdota  Graeca,  stampati  in  Padova  nel 
seminario,  i  quali,  quando  a  lei  piacesse  d'averli,  potrà  facilmente  farli 
venire  di  colà.  Ma  quel  benedetto  trattato  De  ingeniorum  moderatione  non 
è  possibile  il  trovarlo  da  comperare  in  Italia.  È  il  Soliani  tempestato  pur 
esso  da  altre  parti;  ma  ripiego  non  c'è.  Un  libraio  di  Brescia  desi- 
derava di  ristamparlo;  ma  io  non  condiscesi,  per  timore  di  svegliare  in 
Roma  qualche  nuovo  torbido,  da  che  passò  bene  il  primo.  Se  mai  si  potrà 
avere,  ne  sarà  servita. 

Intanto  la  benigna  attenzione  di  V.  S.  illustrissima  si  adoperi  per 
cotesto  antichità,  a  fine  di  far  onore  alla  patria,  e  somministrare  a  me 
l'occasione  di  servirla,  e  di  giovare  nello  stesso  tempo  al  pubblico.  Cre- 
derei bene  che  non  si  lasciasse  penetrare  il  disegno,  se  non  a  chi  può  co- 
mandare. 

E  supplicandola  della  continuazione  della  sua  padronanza,  con  tutto 
l'ossequio  mi  rassegno,  di  V.  S.  illustrissima. 


2292. 

A  aiUSEPPE  MALASPINA  DI  S.''*  MARGHERITA  in  Monleale. 
Modena,  7  Dicembre  1724. 

Raccolta  Palmieri.  S.  Paolo,  Boma. 

Tengo  ordine  dal  Padron  serenissimo  di  rendere  ben  vive  grazie  a  V.  S. 
illustrissima  per  la  copia  della  Investitura  Massese,  e  per  l'altre  riflessioni 
sue.  che  tutte  ho  comunicato  all'Altezza  Sua.  Veramente  ho  veduto  che  anche 
le  femmine  son  chiamate  a  quel  feudo  :  laonde  veggo  che  si  prepara  a'  buoni 
Tedeschi  un  bel  campo  da  mietere,  e  un  seminario  di  molte  liti.  Si  farà  tal 
difficultà  a  i  discendenti  da  esse,  che,  o  andranno  colla  testa  rotta,  o  do- 


*  Responsive  in  Archivio  Soli  Muratori  (R.  Bibl.  Est.  ),  n.°  109  da  Verona  1716- 'yS. 


2410  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [1*734- 

vranno  spendere  assaissimo.  Il  pretendere  di  viziare  un'  Investitura  già  com- 
provata per  due  secoli,  e  quando  ivi  è  espresso  che  quasi  ì"  Imperatore  rico- 
nosce per  un  gran  benefizio  fatto  all'imperio  per  il  voler  pigliare  l'Inve- 
stitura, non  credo  che  mai  possa  riuscire.  Che  altri  si  affacci,  quando  son 
chiamate  le  femmine,  non  pare  che  torni  il  conto,  per  non  tirarsi  addosso 
liti  e  spese  eterne.  Tuttavia  si  esaminerà  meglio  la  faccenda,  benché  io 
stia  saldo  in  credere  che  nuli'  altro  si  farà,  se  non  preparare  un  buon  boc- 
cone all'ingordigia  di  chi  ora  non  ha  scrupolo  di  vendere  Comacchio,  pro- 
vato in  faccia  al  mondo  di  ragione  Imperiale  ed  Estense,  e  posseduto.  Eh 
che  oggidì  ragioni,  carte,  scritture  son  voci  e  fumi  vani,  che  si  sperdono 
per  l'aria.  Danaro  vuol  essere,  e  danaro  tutto  fa.  Ho  detto  d' oggidi, 
e  dovea  dire  sempre.  Il  duca  di  Bovino  Napoletano  è  il  pretensore.  Non 
so  se  una  Cibo  sia  stata  maritata  in  Novellara.  Se  alcuno  dovrà  ottenere 
quello  Stalo,  verisimilmente  saranno  i  discendenti  dalle  femmine. 

Aspetto  nuovi  lumi  dal  signor  marchese  di  Villafranca,  perchè  io  non 
so  trovar  conto  di  chi  fosse  figliuola  quella  signoi'a  Laura  d'Este.  Chi  parla 
di  Don  Francesco  nulla  ne  dice.  Anzi  v'ha,  fra  le  memorie  mandate,  una 
che  dice  la  signora  d'Este  sua  madre.  Allora  che  avrò  quanto  occorre, 
mi  adopererò  con  tutto  vigore. 

Già  Comacchio  si  fa  ito.  E  viva  la  gola  e  l'onnipotenza  del  danaro. 
Con  che  rassegnandole  il  mio  rispetto,  mi  confermo,  di  V.  S.  illustrissima. 


2293. 

A  EUSEBIO  AMORT  *  in  Polling. 
Mutinae,  postrìdie  idus  decembris  MDCCXXIV. 

Biblioteca  Ambeosiana,  Milano,  edita  [176]. 

Consilia  tua  de  edendis  epistolis  Visconti  ad  Carolum  Borromeum 
probo,  et  ab  omnibus  probatum  iri  spero,  quando  negotia  tractant  Triden- 
tini concilii.  quae  sane  non  levis  momenti  esse  consuerunt.  Verum  illud 
moleste  fero,  me  tuae  de  me  conceptae  spei  respondere  non  posse;  iam 
enim  abeunt  XXV  anni,  ex  quo  mediolanensi  urbi  atque  ambrosianae  bi- 
bliothecae  valedixi,  Mutinae  exinde  in  patria  mea  moratus,  et  bibliothecae 
serenissimi  D,  Ducis  mei  praefectus.  Quod  possum,  tua  vota  commendabo 
clarissimo  et  doctissimo  viro  Josepho  Antonio  Saxio,  hoc  est,  ambrosianae 
bibliothecae  praefecto,  qui,  prò  veteri  necessitudine  animoque  in  omnes  li- 
terarum  cultores  prono,  nuUus  dubito  quin  tuae  inquisitioni  satisfaciat.  In- 


*  Responsive  in  Archivio  Soli   Muratori  (R.  Bibl.  Est.),  n.°  1    da  Polling  (Ba- 
viera) 1749. 


•1*7  8-4]  A  CARLO   BORROMEO   ARES£  2411 

terea  fateor  me  numquam  legisse  literas,  quas  mihì  commemorasti,  ac  pro- 
pterea  sperare  non  desino,  ipsas  adhuc  luce  carere.  Ad  historiam  indulgen- 
tìaram  quod  attinet,  difficillimum  puto  invenire  buUam  iubilaei,  quam 
cupis.  Immo  quam  iubilaeum  migrasse  Mediolanum  scribis,  vis  aliad  in- 
telligo  quam  indulgentiam  plenariam  ad  formam  iubilaei,  qualis  etiam  per 
orbem  effusa  est  anno  praesenti  ex  liberalitate  summi  pontificis  regnantis. 
Ceterum,  ut  probe  nosti,  ab  expeditionibus  christianorum  in  Saracenos  ar- 
cessenda  est  potissimum  origo  indulgentiarum,  quas  plenarias  appellamus. 
Eius  etiam  vestigia  in  primis  ecclesiae  seculi  occurrunt.  Porge,  vir  doctis- 
sime,  in  agone  quem  tibi  statuisti;  et,  si  quid  Mutinae  tibi  possum,  exige 
a  me  fidenter.  Yale. 


2294. 

A  CARLO  BORROMEO  ARESE  in  Milano. 
Modena,  14  Dicembre  1724. 

Akcuivio  Borromeo  Arese,  Milano,  edita  [244]. 

Eccellenza. 

Ogni  di  al  santo  altare  bo  sempre  mandato  e  mando  le  mie  preghiere 
all'Altissimo  nominatamente  per  la  felicità  di  V.  E.  e  di  tutta  la  sua  ri- 
veritissima casa  in  isconto  delle  tante  obbligazioni  che  le  professo  e  che 
vive  staranno  nel  mio  cuore  finché  avrò  vita.  Più  fervorose  le  offrirò  a 
Dio  nel  prossimo  santo  Natale,  acciocché  piova  sopra  di  lei  tutte  le  piìi 
desiderabili  benedizioni.  La  debole  mia,  per  altro  devotissima,  servitù,  non 
ha  che  pagare  di  più,  se  dall'  E.  V.  non  è  impiegata  co'  suoi  desiderati 
comandamenti.  Mi  rallegro  intanto  che,  ad  onta  degli  anni,  sia  prosperosa 
la  di  lei  sanità  e  la  sua  mente  vegeta  al  pari  della  gioventù  nel  maneggio 
de' grandi  affìari.  Di  ciò  ebbi  anche  un  bel  riscontro  ne' giorni  addietro 
in  una  lettera  di  V.  E.,  che  mi  fu  inviata  da  un  cavaliere,  e  in  cui  ri- 
conobbi lo  spirito  e  la  prudenza  consueta,  tutta  tendente  al  servigio  del- 
l'Augustissimo. Io,  all'incontro,  sento  gli  anni  che  cominciano  a  pesarmi 
addosso,  e  talvolta  mi  truovo  si  stanco  e  sazio  del  mondo,  che  va  e  vuol 
andare  a  suo  modo,  che  non  truovo  ne'  bussoli  della  filosofia  bastanti  elis- 
siri  per  difendermi  dall'  umor  nero.  Ma  qualunque  sia  il  mio  stato,  ha  da 
essere  persuasa  V.  E.,  che.  non  ostante  il  mio  silenzio,  sono,  ed  eterna- 
mente sarò  tutto  amore,  ossequio  e  stima  per  V.  E.,  da  cui  riconosco  tanti 
beneficj.  Con  questa  protesta,  e  col  vivissimo  desiderio  di  sempre  ubbi- 
dirla, le  rassegno  il  mio  indelebil  rispetto,  e  mi  confermo,  etc. 


2412  LODOVICO   ANTONIO   MUfiATOBI  [IT'S-é:- 


2295. 

•   A  GIUSEPPE  ANTONIO  SASSI  in  Milano. 
Modena,  14  Dicembre  1724. 

Biblioteca  Ambrosiana,  Milano,  edita  [176]. 

Buon  religioso  che  dee  essere  quello,  di  cui  V.  S.  illustrissima  leg- 
gerà r  inchiusa,  non  sapendo  ancora  eh'  io  da  tanti  anni  non  istò  più  go- 
dendo il  bel  soggiorno  di  Milano.  Ringrazio  la  di  lei  bontà  pel  favore  fat- 
tomi di  levarla  da  cotesta  posta  e  d' inviarmela.  Ma  io  gliela  rimando,  e 
con  titolo  di  restituzione,  veggendosi  che  il  buon  monaco  ha  avuto  inten- 
zione di  scrivere  al  bibliotecario  dell'  ambrosiana,  et  ella  è  tenuta  in  buona 
coscienza  ad  aiutare  il  di  lui  genio  in  cosa  decorosa,  come  vo  immagi- 
nando, per  Milano.  Anzi  inchiudo  ancora  la  mia  risposta,  acciocché,  s'ella 
vorrà  e  potrà  favorirlo,  si  serva,  così  parendole,  del  medesimo  foglio.  Che 
se  nulla  avesse  da  scrivergli,  in  tal  caso  potrebbe  rimandarmi  l' una  e 
r  altra,  et  io  spedirei  la  risposta  mia  a  dirittura.  Mi  perdoni  se  le  reco 
duplicato  r  incomodo. 

Ma  venire  a  Parma  e  non  fare  una  scappata  a  Modena,  oibò  :  e'  è 
della  poltroneria.  Un'  altra  volta  un  po'  più  d'  animo,  per  poter  poi  dire 
d'  aver  veduta  la  Secchia.  Ricevei  bensì  i  cortesi  saluti  suoi,  che  mi  fu- 
rono portati  da  un  P,  Benedettino,  e  per  essi  la  ringrazio  con  tutto  lo 
spirito. 

Con  che,  ratificandole  il  mio  rispetto,  e  augurandole  ogni  più  desiderabil 
felicità  nel  prossimo  santo  Natale,  mi  confermo,  etc. 


2296. 

A  GIUSEPPE  MALASPINA  DI  S7^  MARGHERITA  in  Monleale. 
Modena,  21  Dicembre  1724. 

Raccolta  Palmieri,  San  Paolo,  Eoma. 

Ma  se  V.  S.  illustrissima  non  mi  fa  giungere  notizie  più  chiare  del 
padre  della  signora  Laura  d' Este  marchesana  di  Villafranca,  io  mi  truovo 
arenato.  Il  signor  marchese  Azzo  si  rimette  a  lei  ;  et  io,  dopo  aver  cer- 
cato, non  so  finora  sciorre  il  nodo,  perchè  non  m'incontro  in  chi  ne  parli. 

Son  poi  accertato  che  veramente  era  avanzato  il  trattato  di  Massa, 
ma  che  gli  altrui  gridi  l'abbiano  fatto  abortire:  e,  quantunque  non  manchi 
chi  lo  crede  tuttavia  in  piedi,  pure  mi  si  fa  più  verisimile  il  primo  avviso. 


-l'7S4|  A.   OIUSEPPK   ANTONIO   SASSI  2413 


Ho  poi  veduto  le  ragioni  recate  da  V.  8.  illustrissima  per  la  Casa  Mala- 
spina,  e,  se  si  dovessero  pesare  in  tribunale  disinteressato,  avrebbero  gran 
polso.  Ma  io  sto  saldo  in  credere  che  la  decisione  sarà  fatta  dal  tribu- 
nale della  pecunia:  e.  se  camperemo  tanto,  lo  vedremo. 

S'è  gridato  per  Comacchio;  ma  s'è  gridato  alla  lana.  Eh  che  il  mondo 
vuole  andare  a  suo  modo,  e  non  teme  schiamazzi  altrui,  purché  faccia  il 
suo  negozio.  Bisognerà  inghiottire,  giacché  non  si  può  di  meno. 

In  congiuntura  delle  prossime  sante  Feste,  le  auguro  dal  Cielo  ogni 
più  desiderabil  felicità,  e  gliel' auguro  col  più  intimo  del  cuore,  perchè 
l'amo  e  riverisco  al  maggior  segno,  et  ella  n'è  degna. 

Con  che,  sospirando  l'onox-e  de' suoi  comandamenti,  mi  rassegno,  di 
V.  S.  illustrissima. 


2297. 

A  GIUSEPPE  ANTONIO  SASSI  in  Milano. 
Modena,  28  Dicembre  1724. 

Biblioteca  Aubbosiana,  Milano,  edita  [  176]. 

Perchè  non  mi  truovo  qui  un'  intera  edizione  dell'  opera  di  S.  Isidoro, 
mandai  a  cotesti  signori  quell'opuscolo  attribuito  ad  esso  santo  dottore, 
acciocché  vedessero  prima  se  era  stampato.  Dal  carissimo  foglio  di  V.  S.  il  • 
lustrissima  intendo  ora  che  il  Loaysa  lo  abbia  già  dato  alla  luce.  Adunque 
non  occorre  inserirlo  nella  nostra  Raccolta.  Solamente  sarebbe  potuto  farsi 
quando  fosse  stato  inedito,  benché  poco  parli  delle  cose  d' Italia.  Perciò 
qualora  manchi  qualche  materiale  al  compimento  della  seconda  parte  del 
tomo  I,  mi  raccomando  alla  bontà  di  lei,  acciocché  si  truovi  qualche  pezzo 
da  aggiugnere.  V"  ha  da  essere  una  vita  di  S.  Atanasio  vescovo  di  Napoli, 
diversa  da  quella  di  Giovanni  Diacono,  e  citata  dal  Baronie;  ma  io  non 
l'ho.  Potrebbe  pescarsi  nell'-^cte  Sanctorum  del  Bollando,  e  nell' .4cte  del 
Mabillone  e  nel  Dachery,  per  vedere  se  vi  fosse  qualche  pezzo  antico.  Ma 
forse  meglio  di  tutto  sarebbono  gli  Annali  de'  Franchi  pubblicati  dal  Lam- 
becio.  perchè  sono  rarissimi.  Mio  desiderio  è  che  cotesti  signori  dipendano 
dal  prudente  parere  di  V.  S.  illustrissima,  che  è  unico  costi  per  regolare 
si  gran  macchina,  tanto  in  questo  come  in  tutt' altro;  et  io  vivamente  la 
ringrazio  per  vedere  sempre  costante  il  suo  buon  genio  a  dispensarci  le 
sue  grazie. 

E  dunque  mancato  l'ottimo  signor  arciprete  di  Monza.  Certo  ch'ella 
era  diguissima  di  quella  onorevolissima  dignità,  e  ravviso  in  lei  una  gran 
superiorità  d'animo  nel  non  aver  voluto  accettarla;  e  il  pubblico,  a  cui 
ella  può  prestare  di  gran  vantaggi  co' suoi  studi  continuati,  le  ha   da   re- 

Epittolario  di  Lodovico  Antonio  Muratori.  —  VoL  VI.  163. 


2414  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [l'7S4- 

stai*e  molto  tenuto  per  un  si  glorioso  rifiuto.  Vorrei  che  cotesto  Eminen- 
tissimo  la  premiasse  in  altra  forma,  e  la  lasciasse  vivere  fra  i  libri,  che 
è  ben  poco  ad  un  par  suo  la  paga  della  biblioteca. 

Con  suo  comodo  ella  potrà  favorire  quel  buon  religioso  bavarese.  In- 
tanto io  con  tutto  l'ossequio  mi  rassegno,  etc. 


2298. 

A  MARIANGELO  FIACCHI  in  Ravenna. 
Modena,  30  Dicembre  1724. 

Biblioteca  Classensk,  Ravenna,  edita  [189]. 

Altro  che  l'ultima  lettera  di  V.  P.  non  ho  ricevuto,  e  con  essa  la 
dedicatoria  della  cronaca  di  Ricobaldo,  che  mi  è  stata  ben  cara,  e  che 
pubblicherò.  Mi  son  trovato  in  gran  dubbi,  s' io  pur  doveva  lasciare  uscire 
la  Cronaca  stessa,  perchè  contiene  troppe  favole,  anacronismi,  e  sbagli 
storici.  Tuttavia  mi  son  determinato  al  si  :  e  nella  prefazione,  a  Dio  piacendo, 
ella  vedrà  per  qual  ragione.  In  essa  metterò  oltre  a  V.  P.  ed  oltre  al 
P.  abate  Canneti,  anche  il  nome  di  cotesto  monsignor  donatore  del  testo. 
Intanto,  con  ringraziarla  sommamente  di  tanti  favori  a  me  compartiti,  e 
con  augurarle  tutte  le  benedizioni  del  Cielo  nell'imminente  anno  nuovo,  e 
in  assaissimi  altri  appresso,  con  tutto  l'ossequio  mi  rassegno,  di  V.  P. 

2299. 

AD  ALMORÒ  ALBRIZZI  *  in  Venezia. 
1724. 

Edita  [14]. 

Sommamente  utile,  e  insieme  lodevole  è  il  disegno  a  cui  V.  S.  ha  dato 
già  principio,  e  tutti  i  professori  delle  lettere  gliene  debbono  restare  molto 
obbligati,  potendo  i  di  lei  foglietti  supplire  al  difetto  de'  '  .  .  . .  i  quali 
ormai  possono  dirsi  morti.  Perciò  ella  seguiti  valorosamente  l' impresa  con 
sicurezza  del  pubblico  plauso.  La  ringrazio  io  intanto  de' primi  fogli;  ma 
insieme  la  supplico  di  volermi  far  avere  gli  altri,  desiderando  io  d'averne 
la  serie  tutta  


*  Responsive  in  Archivio  Soli  Muratori  {.R.  Bibl.  Est.  ),  n.<*  15  da  Venezia  1728- '.30. 

•  Le  lacune  di  questa  lettera  sono  anche  nella  stampa  fattane  nella  pubblicazione 
segnata  al  n.°  14  della  Bibliografia,  etc. 


-l'?S&  1  A   BKANDOLINO  BRANDOLINI  2415 


2300. 

A  MAURO  ALESSANDRO  LAZZARELLI  in  Milauo. 
Modena,  4  Gennaio  1725. 

AscniTio  Soli  Mukatoki  (/.'.  Bibl.  Est.),  Modena. 

Per  gli  favori,  che  con  tanta  bontà  ella  è  pronta  a  farmi  nella  prov- 
visione deiroro,  di  cui  la  pregai,  mi  protesto  ben  tenuto  a  V.  S.  reveren- 
dissima. Se,  dentro  il  corrente  mese,  le  capitasse  occasione  per  risparmiare 
a  queste  religiose  la  spesa  della  posta,  sarà  maggiore  la  grazia.  Non  ca- 
pitando, potrà  ella  pel  principio  di  febbraio  mandarmelo  pel  corriere;  e 
intanto  attenderò  la  nota  delle  spese,  e  come  io  abbia  da  farle  tenere  il 
denaro.  Purtroppo  ho  veduto  il  decreto  fatale  da  lei  inviato  al  Padron  se- 
renissimo, al  quale  ho  suggerito,  che  bisognei'ebbe  averne  un  autentico.  E 
pure  basterà  avere  autentico  lo  strumento  della  consegna,  in  cui  tal  de- 
creto sarà  inserito.  Io  abbasso  la  testa  al  vedere,  che  il  mondo  vuol  an- 
dare a  suo  modo,  e.  che  non  chi  ha  ragione,  ma  chi  più  può,  la  vince. 

Ci  ha  messi  il  signor  marchese  del  Borro  in  gran  sapore,  per  quelle 
antiche  memorie  e  mi  spiacerebbe  sommamente  che  tutte  le  speranze  an- 
dassero in  fumo.  Nella  destrezza  di  V.  P.  reverendissima  io.  ciò  non  ostante, 
le  tengo  fisse,  perch'olla  saprà  ben  trovar  via  da  superare  i  varii  sospetti 
di  cotesti  oziosi.  Nulla  è  poi  venuto  ad  interrompere  il  capitolo  delle  sante 
barbe.  Tuttavia  può  essere  che  questo  sconcerto  partorisca  concerto,  e  lo 
dovrebbe  volere  il  santo  papa. 

Ma.  e  chi  fa  ella  precedere,  nel  governo  di  cotesto  Stato?  L'Argelati, 
dice  il  p.  Eugenio:  ma  come  mai?  Fino  ad  un  luogotenente  suo,  vada. 
Egli  no.  che  sa  il  suo  conto.  Ho  bisogno  di  chi  protegga  la  mia  grande 
impresa,  come  ha  fatto  si  benignamente  cotesto  ottimo  signor  conte  gover- 
natore, il  quale  so  che  ama  molto  anche  lei.  Perderemmo  tutti  in  per- 
dere lui.  Con  tutto  l'ossequio  mi  rassegno,  di  V.  P.  reverendissima. 


2301. 

A  BRANDOLINO  BRANDOLINI  in  Forlì. 
Modena,  6  Gennaio  1725. 

Archi  no  Dall'  Asti  Braxdouxi,  Forlì. 

Prima  della  festa  di  S.  Tommaso,  come  fece  sapermi  il  sig,  marchese 
Orsi,  erano  in  Bologna  i  due  manoscritti  di  V.  S.   illustrissima,   disposti, 


241G  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [l'T'SS- 


alla  prima  sicura  occasione,  per  essere  incamminati  a  cotesta  volta.  Assais- 
simo mi  preme  d'intendere  il  lor  felice  arrivo  alle  di  lei  mani,  e  ne  sto 
sospirando  l'avviso.  Rinnovo  ora  i  ringraziamenti  alla  benignità  di  V.  S. 
illustrissima  per  questo  favore,  di  cui  mi  mostrerò  grato  nelle  prefazioni; 
e  vorrei  pure  comparir  tale  anche  nell'esecuzione  de' suoi  comandamenti, 
con  supplicarla  de' quali,  e  con  rassegnarle  il  mio  indelebile  ossequio,  mi 
confermo,  di  V.  S.  illustrissima. 


2302. 


A  GIUSEPPE  MALASPINA  DI  S.-^*   MARGHERITA  in  Monleale. 
Modena,  11  Gennaio  1725. 

Raccolta  Palmikri,  S.  Paolo,  Roma. 

Veggo  le  notizie  spettanti  alla  signora  donna  Laura  d'Este  Malaspina; 
ma  non  bastano  ad  illuminarmi  per  la  sua  discendenza  da  don  Francesco 
d'Este.  Questi  io  non  so  che  abbia  avuto  altra  moglie,  che  la  marchesa 
della  Padula,  principessa  d'Avellino;  ma  questa  non  truovo  che  si  chia- 
masse Isabella.  E  però  mi  truovo  più  confuso  che  mai.  Mi  prevarrò  nondi- 
meno de  i  lumi  somministrati,  per  veder  pure  se  potessimo  con  sicurezza 
raggiugnere  il  vero. 

Non  ho  poi  mossa  parola  intorno  alla  mutazione  del  titolo  per  V.  S. 
illustrissima,  perchè  un'altra  volta  ne  parlai,  e  mi  fu  risposto  che  questa 
Segreteria  non  dava  l'illustrissimo  se  non  a  due  case  Malaspina,  ed  anche 
a'  primogeniti  ;  e  che  se  si  slargasse  la  mano  verso  di  lei,  quantunque 
s'abbia  stima  distinta  e  affetto  particolare  per  lei,  non  si  potrebbe  resi- 
stere alla  pretensione  dell'altre  Case,  et  anche  de' cadetti.  Il  marchese 
Passalacqua  si  pensava  di  farlo  governatore  di  Reggio,  e  n'ebbe  anche 
r  invito,  e  però  si  volle  nobilitarlo.  Quando  io  replicassi  le  premure, 
mi  aspetterei  le  medesime  risposte,  e  massimamente  ora  che  v'ha  del- 
l'agitazione e  dell'umor  nero  per  gli  emergenti  fastidiosi  del  mondo. 

Comacchio  va;  e  i  premi,  non  già  a  noi,  ma  ad  altri  toccheranno. 
Cosi  vuol  Dio,  i  cui  decreti  conviene  adorare.  I  signori  Genovesi  si  dice 
che  tentino  alti'i  acquisti.  Staremo  a  vedere  il  mondo,  che  vuol  andare  a 
suo  modo.  Intanto,  con  tutto  l'ossequio,  mi  rassegno  di  V.  S.  illustrissima. 


-l^SB]  A   LUC' ANTONIO  GENTILI  241' 


2303. 

A  GIUSEPPE  RIVA  in  Londra. 
Modena,  11  Gennaio  1725. 

R.  BiBLioTBCA  EUtxhsx,  Modena. 

Per  le  nuove  politiche  mille  grazie.  Quelle  che  abbiamo  da  Cambray. 
portano  sempre  speranze  di  pace,  e  questa,  per  la  debolezza,  tuttavia  du- 
rando, dei  franzesi.  Staremo  aspettando  la  nostra  ventura  anche  per  questo, 
giacché  nell'altre  cose  non  possiam  cantare  se  non  le  lamentazioni  della 
settimana  santa. 

Si  raccomanda  Y  Argelati  che  quando  saranno  esitate  le  copie  de  libri 
inviati,  V.  S.  abbia  la  bontà  di  fargli  rimettere  il  danaro  ricavato.  In- 
tanto è  per  viaggio  il  tomo  V. 

Mi  ricordi  servitore  all'  infaticabile  signor  Rolli,  e  gli  dica  che  ho 
disegnato  quel  poco  che  posso  scrivergli;  ma  che  son  ora  tanto  oppresso 
da  i  continui  bisogni  della  stampa  di  Milano,  che  mi  manca  tempo  di  sten- 
derlo. Non  so  ch'io  abbia  mai  veduto  il  Capitolo  dei  frati. 

Tutti  di  sua  casa  con  buona  salute.  Io  con  tutto  il  rispetto. 

2304. 

A  LUC ANTONIO  GENTILI*  in  S.  Marino. 
Modena,  13  Gennaio  1725. 

BiBUOTKCA  OKL  Skmirario,  Fesaro,  edita  [lOS]. 

Alla  benigna  incomparabil  premura,  che  V.  S.  reverendissima  fa  scor- 
gere con  tanti  passi  già  da  lei  fatti  per  procacciare  nuovi  soccorsi  alla 
mia  grande  impresa,  ha  ben  ella  da  credere,  eh'  io  fo  il  dovuto  applauso  : 
e  ora  le  protesto  le  singolari  mie  obbligazioni,  non  sapendo  io  quasi  in- 
tendere come  la  mia  fortuna  m'abbia  procacciato  un  si  zelante  promotore 
delle  mie  fatiche.  Voglia  Dio.  che  le  riesca  di  trovar  qualche  cosa  a  pro- 
posito, acciocché  abbia  campo  anch'io  di  palesare  al  pubblico  la  stima, 
che  ho  conceputa  di  lei,  e  di  far  giustizia  al  merito  suo. 

Osimo  e  Fermo  sono  veramente  città,  che  dovrebbono  poter  sommini- 
strare qualche  antica  cronaca,  avendo  amendue  fatta  bella  figura  nel  mondo 


*  Responsive  in  Archivio  Soli  Muratori  { li.  Bibl.  Est.  ),  n."  70  da  Roma.  S.  Ma- 
rino 1724 -'44. 


2418  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [l'/'Sb- 


ne' vecchi  tempi.  Urbino  poi,  benché  città  riguardevole,  poche  io  credo  ne 
conservi;  con  tutto  ciò  ella  ne  potrebbe  fare  qualche  ricerca,  che  io  le 
sarei  al  doppio  tenuto. 

Monsignor  Passionei  ha  unito  in  Roma  di  bei  manoscritti;  ma  nulla 
se  ne  può  sperare,  perchè  d'essi  ha  cura  una  persona,  con  cui  la  mia 
disgrazia  ha  voluto,  che  io  abbia  avuto  da  sostenere  una  pubblica  bat- 
taglia. In  Gubbio  s'ha  appunto  a  cercare  fra  le  memorie  raccolte  dal  fu 
sig.  Vincenzo  Armanni.  Alle  volte  anche  nelle  città  più  pieciole  si  truo- 
vano  ottimi  pezzi  dell'antichità. 

Se  il  sig.  Bonclerici  di  Cagli  volesse  pigliarsi  la  pena  di  copiare  o  far 
copiare  i  documenti  a  lei  accennati  di  quella  città,  a  riserva  de' pubblicati 
dall' Ughelli,  e  di  quei  del  1300  che  non  voglio,  ne  avrei  gusto,  e  mi  ver- 
rebbe il  taglio  di  produrli  un  giorno  per  gloria  di  quella  città.  Il  punto 
sta  che  si  trovino  copisti  capaci,  come  ha  anche  V.  S.  fatta  inflessione.  Ma 
alle  volte  vi  sono  dei  manoscritti  vecchi  di  buon  carattere,  e  però  alla  por- 
tata anche  de' meno  intendenti.  Faccia  ella  quanto  può,  ch'io  non  lascerò 
di  conservare  al  di  lei  ottimo  desiderio  somme  obbligazioni.  E  in  tanto 
vivamente  ringraziandola  dell'operato  finora,  con  tutta  l'osservanza  mi 
rassegno,  di  V.  S. 

2305. 

A  GIUSEPPE  ANTONIO  SASSI  in  Milano. 
Modena,  18  Gennaio  1725. 

Biblioteca  Ambrosiana,  Milano,  edita  [176]. 

Bene  sta  che  si  stampi  il  testo  ambrosiano  del  Morena,  et  io  mi  ral- 
legro della  scoperta  e  della  risoluzione.  Ma  sommamente  desidero  che  non 
si  trascuri  l'edizione  dell' Osio.  e  che  si  mettano  le  varianti  più  impor- 
tanti. S'è  fatto  altrimenti  per  Anastasio,  perchè  ve  n'erano  tante  edizioni, 
e  una  fresca  in  Roma.  Non  è  cosi  pel  Morena.  Potrebbono  lamentarsi  gli 
eruditi  compratori  di  non  veder  tutto  del  Morena,  giacché  l' Osio  è  troppo 
raro,  e  il  Leibnizio  corre  poco  per  l'Italia.  Stimo  anzi  necessaria  tal  fa- 
tica e  giunta,  anche  per  far  maggiormente  risaltare  l'ambrosiano.  Perchè, 
0  cotesti  manoscritti  sono  ben  buoni  e  corretti,  e  v'ha  necessità  dell'aiuto 
dell'  osiano  ;  o  sono  migliori,  siccome  io  son  certo,  essendo  di  gravi  errori 
nell'altro,  e  cosi  verrà  maggiormente  a  conoscersi  il  benefizio  prestato  da 
cotesta  biblioteca,  e  si  leverà  il  dubbio,  che  l' Osio  abbia  cose  più  preziose. 
Anche  le  stesse  varianti  difettose  dell'Oslo,  le  più  importanti  però,  gio- 
veranno; e  molto  più  se  aiutassero  l'ambrosiano.  Mi  raccomando  pertanto, 
e  quando  si  voglia  dar  daddovero,  si  troverà  chi  farà  la  fatica,  e  si  sarà 
a  tempo  per  la  stampa. 


-l'assi  A.D   ANTONIO   RAMBALDO   DI   COLLALTO  2  Hit 

Per  quanto  scrive  il  sig.  Argelati.  non  occorre  più  altra  giunta  al 
tomo  che  si  stampa.  Il  codice  Carolùw  si  sarebbe  potuto  ristampare:  ma 
per  essere  già  stampato  due  volte,  ed  essersi  per  ristampare  nella  gran 
raccolta  delle  epistole  de'  papi  in  Francia,  non  era  tanto  da  pregiare  quanto 
quegli  annali  franchi  del  Lambecio.  che  son  rarissimi  quanto  il  Lambecio. 
Ringrazio  io  intanto  V.  S.  illustrissima  della  bontà,  con  cui  ha  studiato 
per  questo,  e  delle  grazie  eh'  ella  è  per  compartire  per  l' edizione  del 
Morena.  Con  che.  rassegnandole  il  mio  rispetto,  mi  confermo,  etc. 


2306. 

AD  ANTONIO  RAMBALDO  DI  COLLALTO  in  Vienna. 
Modena,  25  Gennaio  1*^5. 

Archivio  Ck>iajAi.TO,  Pimitz. 

Si  che  gli  ho  uditi,  e  più  volte,  tanto  sono  stati  strepitosi,  quebeni- 
gnissimi  brindisi,  che  V.  E.  ha  intonati  alla  memoria  di  questo  suo  antico 
divotissimo  servidore,  e  siccome  le  ho  sempre  risposto  col  cuore,  cosi  ora 
le  rispondo  co' dovuti  ringraziamenti  in  carta,  e  per  pregarla  nello  stesso 
tempo  di  accordarmi  un  generoso  perdono,  se  tanti  imbrogli,  e  di  varie 
maniere,  m'occupano  qui,  che  mi  fan  divenire  pigro  anche  verso  i  miei 
più  riveriti  e  amati  padroni.  Ma  sia  ben  certa  T  E.  V.  che  il  mio  silenzio 
nulla  pregiudica  ali*  ossequio,  che  è  sempre  vivissimo  e  indelebile  verso  di 
lei.  Col  ritorno  del  signor  abate  Gherardi  ricevei  tutto  quanto  ella  aveva 
contribuito  alla  mia  gran  Raccolta.  Spezialmente  mi  rallegrai  di  Andrea 
Radusio,  la  cui  cronaca  è  cosa  veramente  degna  di  luce.  Solo  mi  dispiace, 
che  la  gran  fatica  della  copia  si  riduce  a  poco,  perciocché  son  venuto  sco- 
prendo, che  il  valentuomo  ha  distesamente  copiato  dal  principio  fino  al 
1292  il  Pomario  di  Ricobaklo.  facendolo  cosa  sua,  e  nulla  mutando.  Di 
li  innanzi  fino  al  1358  ha  parimente  rubata  l'intera  Cronaca  de' Cortusi 
già  stampata,  se  non  che  vi  va  aggiugnendo  qualche  cosa.  E  però  tutto 
questo  si  dee  restituire  a'  suoi  autori.  Il  rimanente  è  di  lui.  e  si  legge 
con  gusto. 

Ora  nella  prefazione  già  preparata  ho  parlato  di  V.  E.  e  della  sua 
nobil  casa  con  quelle  espressioni  che  ho  saputo  trovar  le  migliori  per  si- 
gnificare al  pubblico  la  stima,  e  la  gratitudine,  che  le  debbo,  avendo  as- 
.serito.  che  la  sua  casa  è  la  stessa,  che  quella  degli  antichi  conti  di  Tre- 
viso. Avendo  io  anche  confrontato  la  Storia  de'  Cortusi  col  testo  suddetto, 
unitamente  pubblicherò  le  giunte  fatte  ad  essa  dal  Redusio,  citando  sempre 
il  codice  CoUaltino.  Manderò  anche  a  Milano  la  prima  parte,  acciocché  si 
faccia  lo  stesso  col  Pomario  di  Ricobaldo,  ch'io  aveva  mandato   innanzi. 


2420  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [1*?35- 

Sicchè  si  vedrà  in  molti  luoghi  il  favore  fattomi  dall' E.  V.  e  onorata 
presso  i  posteri  l'antichissima  casa  di  Collalto.  Dell'altre  cose  inviatemi 
finora  non  ho  fatto  alcun"  uso,  ma  farollo  a  suo  tempo.  Intanto  mille  rin- 
graziamenti per  tanti  beneficj. 

S'è  poi  fatta  mille  volte  col  signor  abate  Gherardi,  e  tuttavia  si  fa 
dolce  commemorazione  del  gentilissimo  cuore  di  V.  E.  che  ama  e  favorisce 
tanto  i  modenesi.  Certo  che  ancor  noi  le  corrispondiamo.  Non  dimentichi 
ella  di  portare  i  miei  più  divoti  rispetti  alla  savissima  signora  contessa 
sua:  miri  nel  signor  abate  Crispi  il  residente  à.e'Gemignani]  e  mi  conservi 
quell'amore,  per  cui  mi  glorio,  e  vo'bene  a  me  stesso:  che  anch'io  mi 
pregierò  sempre  d'essere,  e  di  comparire,  quale  con  tutto  l'ossequio  mi 
rassegno,  di  V.  E. 

P.  S.  Air onoratissimo  P.  Ghessi  '  [Giuseppe  Stanislao]  i  miei  rispetti. 


2307. 

A  MAURO  ALESSANDRO  LAZZARELLI  in  Milano. 
Modena,  25  Gennaio  1725. 

Arcbitio  Soli  Muratori  {R.  Bibl.  Est.  ),  Modena. 

Mille  grazie  a  V.  P.  reverendissima  per  la  compra  dell'oro,  e  per 
'  attenzione  benigna  avuta  in  provvederlo.  Già  ho  pagato  in  mano  del 
P.  Miari  a  conto  di  lei  13  fìlippi  e  mezzo,  e  10  soldi,  che  fanno  L.  95 
di  cotesta  moneta.  Esso  religioso  pensava  di  doverle  mandare:  ma  gli  ho 
fatto  dire,  che  tenga  tal  somma  fino  a  nuovo  ordine  di  V.  P.  reverendis- 
sima, quando  non  capiti  occasione  sicura.  Occorrendo  eh'  ella  n'  abbia  bi- 
sogno, e  la  voglia  per  rimessa,  toccherà  a  queste  monache  anche  il  cambio. 
Al  signor  conte  Dadda  [d'Adda?]  contribuiremo  \e  Aniichità  Estensi  :  ma, 
che  anch' egli  aiuti  noi  per  le  Antichità  di  Sani'  Ambrogio.  So  ch'ella  non 
le  dimenticherà. 

Delle  sante  barbe  non  parliamo  più.  Dio  farà  ciò  che  sembra  all'alta 
sua  Provvidenza.  Le  rassegno  il  mio  ossequio  e  mi  confermo,  di  V.  P.  re- 
verendissima. 


1  Sue  lettere  in  Archivio  Soli  Muratori  (li.  Bibl.  Est.),  n.°  3  da  Vienna  1724- '26. 


-ITSB]  A  PIBTRO  CANNETI  2421 


2308. 

AD  ANTONIO  SCOTTI  in  Venezia. 
Modena,  2n  Oennaio  1725. 

Akcrivio  TRKNTin,  Venezia,  edita  [163]. 

A  quest'  ora  dal  sig.  Manfrè  dovrebbe  V.  S.  illustrissima  aver  ricevuto 
il  Tomo  V  Rerum  Italicaruyn.  E  giacch'Ella  desidera  gli  altri  due  libri 
stampati  qui,  farò  che  il  Soliani  li  trasmetta  allo  stesso  Manfrè. 

Certo  è.  che  in  mia  mano,  per  gentile  permissione  del  sig.  conte  di 
CoUalto,  sta  una  copia  della  Cronaca  del  Radusio,  e  che  a  suo  tempo  si 
vedrà  uscire,  piacendo  a  Dio.  È  cosa  buona;  ma  non  è  quel  tanto,  ch'io 
sperava,  perchè  dal  principio  fino  al  1292  egli  non  ha  fatto  che  copiare 
il  Pomario  di  RicobaMo,  e  dal  1311,  sino  al  1358  copiò  solo  i  Cortusi, 
a  riserva  di  qualche  giunta.  Pubblicherò  quel  eh' è  suo:  e  piacerà. 

Patti  poi  bene  i  conti,  nulla  ho  risoluto  pel  manuscritto,  che  V.  S. 
illustrissima  per  sua  bontà  mi  prestò,  perchè  composta  più  tardi  di  quel 
ch'io  credea  quella  Cronaca.  Più  volte  sono  stato  in  procinto  di  riman- 
darlo; ma  sempre  mi  sono  trattenuto  per  non  averlo  ben  seriamente  esa- 
minato tutto.  Esso  è  qui  sempre  a'  suoi  cenni.  Intanto,  con  tutto  l' ossequio, 
mi  confermo. 

2309. 

A  PIETRO  CANNETI  in  Forlì. 
Modena,  31  Gennaio  1725. 

Archivio  Sou  Mdratoki  (  R.  BibL  Est,  ),  Modena. 

Non  v'ha  dubbio;  tutto  il  mondo  de  gli  eruditi  troverà  la  Disserta- 
zione di  V.  P.  reverendissima  stesa  con  tal  giudizio  e  uso  di  fina  critica, 
con  tale  erudizione  e  maniera  modesta  di  combattere,  che  di  meglio  iion 
si  potea  fare  :  e  questo  solo  pezzo  è  bastante  a  far  conoscere,  che  il  di  lei 
ingegno  e  valore  si  dee  contare  fra  i  primi.  L'ho  io  letta  con  singoiar 
piacere,  e  nulla  v'ho  saputo  ritrovare,  che  non  cammini  a  meraviglia  bene. 
Però  seco  lei  mi  congratulo  vivamente,  e  l'assicuro,  che  m'è  cresciuta  di 
molto  la  sete  d'altre  cose:  anzi  credo,  ch'ella  abbia  a  rendere  conto  al 
pubblico,  ed  anche  a  Dio,  perchè  finora  abbia  dato  si  poco.  Ci  pensi,  e  le 
venga  scrupolo,  e  poi  si  metta  al  forte,  che  tutto  ella  può. 

Ebbi  di  costi  gli  Annali  di  Forlì,  e  quei  di  Cesena,  che  sono  assai 
da  stimare,  e,  a  Dio  piacendo,  li  darò  fuori;  ma  non  le  favole  de'Beren- 
garj,  che  lascio  indietro,  e  ne  dirò  la  ragione  nella  prefazione. 


2422  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [1*735- 


Gran  disputa  ch'io  ho  fatto  fra  me  stesso,  s'io  dovessi  pubblicare 
Ricobaldo  volgare.  Egli  è  quasi  un  romanzo,  mi  è  nato  sospetto  alle  volte, 
che  il  Bojardi  abbia  fatto  il  pasticcio  sotto  nome  dell'altro,  o  che  almen 
v'abbia  aggiunto.  Tuttavia  penso  di  farlo  uscire. 

Scriverò  a  Milano,  e  farò  la  proposizione  per  le  Pistole  del  Delfino, 
e  avrei  caro  di  poterla  servire. 

Pareva  a  me,  ch'ella  mi  avesse  fatto  sperare  qualche  altro  opuscolo, 
che  più  non  mi  sovviene.  Almeno  m'  abbia  presente  in  tutte  le  occasioni. 
E  rassegnandole,  etc. 


2310. 

A  LUC  ANTONIO  GENTILI  in  S.  Marino. 
Modena,  31  Gennaio  1725. 

BiBLioTKCA  DEL  Sbmimario,  Pesaro,  edita  [108]. 

Nella  continuazione  de' favori,  che  V.  S.  mi  fa  godere,  sempre  più 
ravviso  quell'impareggiabile  affetto,  di  cui  ella  mi  ha  fatto  degno,  e  per 
cui  me  le  protesto  sommamente  tenuto. 

Ora  io  non  manco  di  ringraziare  ben  vivamente  il  sig.  Gio.  Battista 
Carusi  '  per  la  generosa  offerta  di  quelli  antichi  suoi  manoscritti  ;  ed  in 
tale  occasione  prego  lei  a  far  lo  stesso  da  mia  parte   con   il  P.  Pugnetti. 

L' autore  della  Cronaca,  di  cui  ho  veduto  un  saggio,  si  è  frate  Andrea 
Biglia  milanese  agostiniano,  ed  io  l' ho  già  preparata  per  le  stampe.  Quando 
il  testo  di  esso  religioso  fosse  di  molta  antichità,  avrebbe  potuto  servire 
a  correggere  la  copia  mia,  in  cui  trovai  qualche  difetto.  A  lei  dunque  mi 
rimetto  per  questo. 

Quella  cronaca  di  Gubbio  del  1349  tuttoché  mancante  in  varj  siti, 
potrebbe  servire  all'intento  mio.  Così  ancora  l'altra  cavata  dalla  vaticana, 
se  pure  se  ne  trovasse  copia  ben  fatta.  Ma,  trattandosi  di  cose  imperfette, 
io  non  so  risolvere.  Avrei  bisogno,  che  qualche  intendente  in  essa  città  di 
Gubbio  esaminasse  bene  l'una  e  l'altra,  e  considerasse  il  loro  valore,  e  i 
lor  difetti;  e  dichiarasse  in  fine,  se  l'una.  o  l'altra  potesse  recar  onore 
alla  patria,  per  contenere  buone  notizie  :  che  allora  poi  anch'  io  saprei  re- 
golarmi. Il  vero  sarebbe,  che  io  potessi  aver  sotto  gli  occhi  alcuna  delle 
copie  fatte.  Non  fa  per  me  quella  cronaca  delle  monache  di  S.  Spirito.  Bensì 
al  mio  proposito  verrebbe  alcuno  de' più  vecchi,  e  riguardevoli  diplomi  e 
documenti  raccolti  dal  sig.  Armanni.  Vegga  ella,  se  alcuno  di  quella  città 
vuol  procurare  questo  onore  alla  patria  sua. 


'  Sue  lettere  in  Archivio  Soli  Muratori  {  R.  Bibl.  Est.  ),  u."  2  da  Palermo  ITIH-'IU. 


-1*735]  A  NICOLA  TAOOLI  2423 


Dovrebbono  cotesti  signori  pensar  meglio,  che  il  bene  della  loro  terra 
consiste  in  aver  più  d'uno,  che  ammaestri  i  lor  figliuoli,  giacché  V.  S. 
sola  non  può  supplire  a  tutto;  e  benché  paja  che  supplisca,  non  sarà  cosi; 
perch'olla  sollevata  dal  peso  de' piccioli,  potrebbe  maggiormente  applicarsi 
al  profitto  de* grandi:  e,  fatta  la  sua  scuola  col  credito  d'insegnare  cose 
alt«,  crescerebbe  il  decoro  di  cotesti  signori,  e  si  tirerebbero  più  scolari 
sotto  il  degnissimo  magistero  di  lei.  Io  le  desidero  ogni  felicità  in  ricom- 
pensa di  quello  amore  stimatissimo,  ch'ella  mi  porta,  e  con  ciò,  riverendola 
caramente,  mi  confermo,  di  V.  S. 


2311. 


A  NICOLA  TACOLI  *  in  Reggio. 
Modena,  31  Gennaio  ÌT^. 

Archivio  Tacoli,  Modena. 

Alle  ultime  due  lettere  di  V.  S.  illustrissima  rispondo  col  vivo  dis- 
piacere da  me  provato  in  intendere  gli  ostacoli  sopraggiunti  al  noto  affare. 
Dee  ben  aver  carestia  di  timore  di  Dio,  ed  anche  di  onore,  chi  sparge, 
forse  ricercato  da  Parma,  le  ciarle  false  centra  della  di  lei  nobil  Casa.  Io 
vorrei  poterla  servire  della  fede  del  battesimo  del  fu  dott.  Nicolò  Tassoni: 
ma  s'ella  non  mi  somministra  altri  lumi,  non  so  come  cominciare.  Qui  non 
abita  più,  o  non  vive  alcuno  de' ss.  Tassoni,  che  possa  mettermi  in  cam- 
mino. Almeno  si  sapesse  la  parocchia.  Ella  vegga,  se  può  additarmi  altro, 
ch'io  correrò  ad  ubbidirla. 

Un  sig.  conte  Pighini  d'Imola  bramerebbe  di  attaccar  la  sua  genea- 
logia a  quella  del  card.  Pighini.  reggiano,  che  si  suppone  nato  nel  1500 
da  Grazioso  figliuolo  di  Pier  Sante  Pighini.  Vien  fatto  ricorso  a  me,  et 
io  ricorro  a  V.  S.  illustrissima,  pregandola  di  studiare,  per  veder  se  si 
truovino  altri  antenati  d'esso  cardinale,  e  se  nobili.  L'Azzarri  non  ne 
parla.  Il  Panciroli  fa  venire  di  villa  i  di  lui  maggiori. 

Qui  non  è  un  solo  Fonte  battesimale.  Ogni  parocchia  ha  il  suo. 

Cammina  adesso  il  Soliani.  Con  tutto  1'  ossequio,  mi  rassegno. 

Aggiungo  ch'io  non  so  d'aver  corrispondenza  alcuna  in  Parma;  e 
però  non  saprei  a  chi  scrivere  colà  :  che,  per  altro,  ben  volentieri  lo  farei. 


*  Re.sponsive  in  Archivio  Soli  Muratori  (  R.  Bibl.  Est.),  n°  242  da  Reggio  1717- '49. 
V.  la  prima  lettera  a  lui  diretta  dal  Muratori  al  n.**  22S,  p.  2369. 


2424  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [1*735- 


2312. 

A  MAURO  ALESSANDRO  LAZZARELLI  in  Milano. 
Modena,  8  Febbraio  1725. 

Archivio  Soli  Muratori  {R.  Bihl.  Est.),  Modena. 

Bel  documento,  nobile  documento.  L'ho  baciato  più  volte:  tanto  è  stato 
il  mo  piacere  in  ravvisarlo  per  cosa  sicura.  Se  n'  è  del  pari  assai  ralle- 
grato il  Padron  serenissimo,  e  ha  lodata  la  zelante  attenzione  di  V.  P. 
reverendissima,  e  il  buon  cuore  del  sig.  conte  Dadda  [d'Adda?],  con  avermi 
anche  ordinato  di  fargli  avere  in  suo  nome  una  copia  delle  Antiihità 
Estensi.  Rendo  anch'io  alla  di  lei  bontà  le  dovute  grazie  per  questo 
acquisto,  che  non  è  poco  a  confermare  quanto  era  già  stato  proposto. 

Resta  ora,  ch'ella  pensi  alla  libertà  di  poter  pubblicare  questo  docu- 
cumento.  Non  crederei,  che  i  signori  ambrosiani  avessero  poi  da  impe- 
dirmi il  darlo  fuori  in  alcuni  de' tomi  che  restano  da  stampare,  benché 
sappia  che  non  gradissero  la  notizia,  che  gli  Estensi  fossero  investiti  de 
Marchia  Mediolani.  Mi  regolerò  secondo  il  di  lei  prudente  parere.  Dio  sa 
che  non  vi  sieno  altre  vecchie  memorie  in  quell'archivio.  Ella  si  rac- 
comandi. 

Ho  avvisato  qui  il  P.  priore  de'  domenicani,  acciocché  capitando  il 
p.  Campana,  si  faccia  lasciare  l'involtino  inviatomi  dalla  sua  gentilezza, 
alla  quale,  anche  per  quest'altro  favore,  mi  protesto  ben  tenuto. 

Non  è  stata  poca  la  consolazione  di  tutti  per  la  tregua  giunta  a  tempo 
a  queste  sante  barbe.  C  é  anche  più  allegria  di  quella  che  pareva  doversi 
aspettare  ne -tempi  che  corrono. 

Desideroso  anch'io  d'ubbidirla,  le  rassegno  il  mio  ossequio,  e  mi  con- 
fermo, di  V.  P.  reverendissima. 


2313. 

A  NICOLA  TACOLI  in  Reggio. 
Modena,  15  Febbraio  1725. 

Archivio  Tacoli,  Modena. 

Mi  hanno  trovato  occupatissimo  le  ultime  due  di  V.  S.  illustrissima, 
non  già  per  faccende  carnevalesche,  ma  per  l'impegno  della  mia  Opera  di 
Milano,  Ora  io  mi  sono  rallegi'ato  sommamente  della  buona  nuova  che  il 
matrimonio  felicemente  cammini,  non  ostante  le  indegnità  degli   invidiosi. 


•ITS&l  V    MAURO   ALESSANDRO    LAZZAHKLLI  2425 


Me  ne  rallegro  con  esso  lei,  e  maggiormente  me  ne  rallegrerò  quand'ella 
verrà  a  Modena.  Mi  era  io  posto  in  traccia  della  morte  di  Nicolò  Tas- 
soni; ma  veggio  che  più  non  occorre.  Dì  quanto  ella  mi  scrisse  intorno 
al  card.  Pighini.  le  rendo  grazie,  e,  con  tutto  l'ossequio,  mi  rassegno. 


2314. 

A  LUC  ANTONIO  GENTILI  in  S.  Marino. 
Modena,  17  Febbraio  1725. 

BiBLioTKCA  DSL  SEMiHARie,  PesAro,  edita  [106]. 

Quelle  memorie  di  Lionardo  Franchi  de  Aniiquit.  Septemped.  per  es- 
sere di  data  recente  non  fanno  al  proposito.  Mi  piacérebbe  bensi  quel 
Diario  di  Matteo  Grassi,  e  molto  più  quelle  memorie  di  Cola  di  Lemma. 
Altrettanto  dico  di  quel  Diario  da  Gregorio  XI  fino  ad  Urbano  VI.  Sa- 
rebbe anche  un  bel  pascolo  alla  mia  curiosità  l'altro  Diario  del  Concilio 
di  l'rento  d'Astolfo  servanza,  (:*)  quantunque  non  possa  aver  luogo  nella 
mia  Raccolta. 

Vegga  dunque  V.  S.  come  possa  farsi  per  ottenere  siffatte  memorie,  e 
ringi-azi  anche  per  mia  parte  il  sig.  dottore  Simbeni  della  singoiar  bontà, 
ch'egli  mostra  anche  verso  di  me.  con  ringraziare  io  intanto  V.  S.  che 
con  tanta  finezza  mi  va  procacciando  e  storie,  ed  amici. 

Piaccia  a  Dio,  che  le  diligenze  da  lei  usate  anche  in  Fermo,  ed  Ascoli, 
abbiano  buon  successo,  affinchè  si  possa  dar  qualche  luce  a  quel  paese,  di 
cui  nulla  ho  da  potere  regalare  al  pubblico. 

E  qui,  con  rallegrarmi  sempre  più  di  aver  trovate  in  lei  un  impareg- 
giabil  promotore  de"  miei  studj,  protestandole  le  mie  obbligazioni,  con  tutta 
l'osservanza  mi  rassegno,  di  V.  S. 


2315. 

A  MAURO  ALESSANDRO  LAZZARELLI  in  Milano. 
Modena,  22  Febbraio  1725. 

Abchivio  Soli  Mdkatori  {  R.  BibU  Ett.),  Modena. 

L'ordinario  scorso  per  un'imbroglio  di  Coi'te,  che  mi  sopravvenne,  mi 
fu  impedito  il  potere  scrivere  a  V.  P.  reverendissima,  per  avvisarla  della 
ricevuta  del  pacchetto  dell'oro  e  dell'argento,  che  è  stato  trovato  stu- 
pendo da  queste  religiose,  in  nome  delle  quali  io  rendo  infinite  grazie 
alla  di  lei  bontà. 


2426  LODOVICO   ANTONIO    MURATOSI  [IT'SB- 

Ho  qui  anch'io  preparata  la  copia  delle  Antichità  Estensi  pel  signor 
conte  Costanzo;  ma  a  trovarne  occasioni  io^  che  son  pieno  fino  alla  gola 
d'intrighi,  stenterò  troppo.  S'ella  credesse  bene,  la  consegnerei  volentieri 
al  P.  Miari.  Se  no,  la  raccomanderò  qui  all'oste  di  S.  Giorgio. 

Tutta  la  città  da  alcuni  giorni  in  qua  è  in  continue  orazioni  per  la 
salute  del  serenissimo  nostro,  la  quale  si  truova  in  pericolo,  come  anch'  ella 
sa.  Il  prossimo  scorso  lunedi  di  notte  fu  creduto  bene  di  dargli  il  Viatico. 
Ieri  la  giornata  fu  passabile.  Entrò  nell'undecima  alle  20  ore;  e  non  so 
peranche  come  sia  passata  questa  notte.  Prima  di  chiudere  la  lettera, 
vedrò  di  saperglielo  dire.  In  molti  il  timore  è  più  della  speranza.  La  mente 
è  libera,  parla  da  eroe,  le  forze  son  costanti,  ma  il  polso  cattivo.  Staremo 
a  vedere,  ove  andrà  a  parare  la  scena.  Intanto  da  per  tutto  orazioni  per  la 
di  lui  salute,  che  Dio  gli  conceda.  Dovette  ella  parimente  intendere 
da' serenissimi  forestieri  l'improvisa  morte  del  signor  principe  Foresto 
[d'Este],  la  quale  non  è  peranche  stata  comunicata  al  Padron  serenissimo. 

Rassegnandole  intanto  il  mio  rispetto,  mi  confermo,  di  V.  P.  reve- 
rendissima. 

Abbiam  buone  nuove  del  Padron  serenissimo.  Questa  notte  era  ag- 
gravatissimo  :  alle  9  ore  della  notte  ha  goduto  un  sensibil  miglioramento 
di  polso,  il  che  fa  sperare  assaissimo.  Molti  segni  buoni.  E  però  grazie 
a  Dio. 

2316. 

A  GIUSEPPE  ANTONIO  SASSI  in  Milano. 
Modena,  22  Febbraio  1725. 

Biblioteca  Ambrosiana,  Milano,  edita  [176]. 

Non  mi  rispose  V.  S.  illustrissima  intorno  alla  cronaca  del  Morena, 
So  ch'ella  ne  ha  presa  la  cura,  e  non  può  essere  meglio  raccomandata. 
Ma  di  nuovo  mi  raccomando,  affinchè,  col  testo  ambrosiano,  vada  unito  ciò 
che  di  maggior  inlievo  ha  di  diverso  l'edizione  dell' Osio.  Altrimente  la 
nuova  edizione  non  sarebbe  compiuta;  e  dove  si  fa  tanto  per  raccogliere 
in  servigio  d'altre  storie  le  minute  varianti,  sarebbe  strano  che  si  lasciasse 
ora  indietro  il  testo  dell' Osio,  e  che  i  lettori  di  quest'opera  venissero  ad 
intendere  che  v'ha  un'altra  edizione,  la  quale,  se  volessero  leggerla,  aves*- 
sero  da  cercarla  e  comperarla,  ed  anche  senza  poterla  trovare  per  molti. 
Prego  dunque  la  di  lei  bontà  di  pigliarsi  tal  cura.  E,  rassegnandole  il  mio 
ossequio,  mi  confermo,  etc. 


-IT'S&l  A  PIETRO  CANNETI  2427 


2317. 

A  NICOLA  TACOLI  in  Reggio. 
Modena,  22  Febbraio  1725. 

Archivio  Tacoli,  Modena. 

Somma  è  la  mia  consolazione  in  intendere  finalmente  conchiaso  Tono- 
ratissimo  accoppiamento  della  Casa  di  V,  S,  illustrissima  colla  Lupi,  e  tanto 
più  dopo  le  tempeste  mosse  dagl'  invidiosi,  e  maligni. 

La  cronaca  accennatami  è  pezzo  riguardevole,  ed  io,  avendola  una 
volta  avuta  in  mano,  la  feci  copiare,  e.  se  a  Dio  piacerà,  avrà  il  suo  luogo 
nella  mia  Raccolta.  Le  rendo  ben  grazie  della  benigna  attenzione,  ch'ella 
ha  per  li  miei  studii.  Se  trovasse  altro,  me  ne  avvisi.  Spezialmente  vorrei 
una  cronaca  del  Ripalta  de  rebus  placentinis  :  ma  bisogna  andar  ben  cauto, 
e  circospetto.  Pregandola  de' miei  rispetti  al  signor  marchese  suo  fratello, 
mi  rassegno,  di  V.  S.  illustrissima. 


2318. 

A  PIETRO  CANNETI  in  Ravenna. 
Modena,  24  Febbraio  1725. 

Archivio  Soli  Mukatobi  {R.  Bibl,  Est.),  Modena. 

Non  ho  perauche  veduto  il  Quadriregio,  e  l'aspetto  bene  con  impa- 
zienza per  vedere  il  buon  lavoro  fatto  ancora  da' signori  letterati  di  Fo- 
ligno. Intanto  una  bella  gioja  in  fronte  a  quel  poema  sarà  la  dissertazione 
di  V.  P.  reverendissima,  e  giacché  si  risveglia  in  lei  1'  amore  verso  il  suo 
Ambrosio,  bisogna  caldo  caldo  darvi  dentro,  avendo  però  prima  sotto  gli 
occhi  quel  tanto,  che  è  stato  pubblicato  in  Parigi. 

Perchè  mi  figuro,  che  quel  Tùjaosio  (anche  il  solo  cognome  mi  da 
poco  nel  genio  )  spacci  favole,  e  conti  antichità,  che  non  convengano  al 
mio  disegno,  non  ne  ho  fatto,  e  non  ne  fo  capitale. 

Prenderò  volentieri  quel  Placito  di  Matilde  fatto  in  Nogara,  ch'ella 
mi  scrive  trovarsi  presso  il  nostro  sempre  riverito  sig.  conte  Brandolini. 
Se  l'avessi  avuto,  avrei  potuto  produrlo  nelle  note,  che  ho  fatto  a  Doni- 
zone,  già  uscito  nel  tomo  V.  Ma  verrà  altra  congiuntura.  Son  tenuto  forte 
a  cotesto  cavaliere  per  le  due  cronache  da  Ini  somministratemi. 

Feci  richiedere  in  Faenza  //  Tolosano.  e  il  prenderei  pure  volentieri, 
perchè  è  autore  di  barba   canuta.    Fu   risposto,  che   non   si   ritrovava.  In 


2428  LODOVICO    ANTONIO   MURATORI  [l'T'SS- 

quella  città  io  non  ho  corrispondente  alcuno.  Se  mai  V.  P.  reverendissima 
avesse  amici  colà,  e  maniera  di  facilitare  in  ciò  i  miei  desiderj.  le  ne  re- 
sterei pure  obbligato.  Almeno  mi  suggerisca  chi  v'ha  di  letterati,  perchè 
poi  tenterò  io.  Attenderò  la  gran  guerra  di  Cotignola.  E  con  ratificarle,  etc. 


2319. 

A  CASSIODORO  MONTAGIOLI  in  Montecassino. 
Modena,  1  Marzo  17^. 

Biblioteca  del  Sbminakio,  Pesaro,  edita  [108]. 

Mi  è  stato  ben  caro  il  documento,  di  cui  V.  P.  m'ha  favorito,  e  so- 
lamente mi  dispiace  di  non  averlo  avuto  a  tempo,  per  unirlo  al  buon  Do- 
ninone, che  ci  cadeva  a  pennello  ;  ma  ritornerà  qualche  altro  buon  vento, 
ed  io  me  ne  varrò  colle  cautele  dovute. 

Giacché  l'affare  della  cura  è  sì  placidamente  svanito,  me  ne  rallegro 
meco  stesso  per  la  speranza  d'aver  lei  nella  patria  :  e  però,  animo  ali"  ese- 
cuzione del  buon  disegno. 

Mi  ha  messo  in  molta  curiosità  l'avviso  di  cotesto  manoscritto  spet- 
tante ai  Monastei'i  di  Parfa,  e  di  S.  Andrea  di  Mantova;  e  giacché  non 
vo' lasciar  di  produrre  tutto  quanto  può  far  onore  alla  sacra  religione  di 
S.  Benedetto  nella  mia  Raccolta,  prego  V.  P.  di  fare  il  possibile  per  ve- 
dere, che  cotesto  erudito,  e  gentilissimo  p.  priore  voglia  prestarmi  esso 
manoscritto.  Specialmente  lo  desidero  per  S.  Andrea,  le  cui  memorie  in- 
darno si  cercano;  e.  trattandosi  di  cose  antiche,  potrebbe  venirne  assai  di 
gloria  alla  religione  benedettina,  e  alla  città  di  Mantova.  Sarò  anch'io 
religiosissimo  nella  restituzione.  Ringraziandola  intanto  di  tutti  i  favori 
con  tutto  lo  spirito  mi  rassegno,  di  V.  P. 


2320. 

A  MAURO  ALESSANDRO  LAZZARELLI  in  Milano. 
Modena,  5  Marzo  1725. 

Archivio  Soli  Muratori  {R.  Bibl.  Est.),  Modena. 

Grli  alberi  genealogici  del  signor  marchese  Malaspina,  mandatimi  da 
V.  P.  reverendissima,  a  cui  per  tal  favore  rendo  le  dovute  grazie,  son 
belli  a  vedere,  ma  non  so  figurarmi  che  possano  rendere  buon  frutto  in 
tempo  alcuno.  Allorché  s'aprirà  quel  feudo,  il  più  offerente  crederei  che 
dovesse  avere  più  ragione  de  gli  altri. 


-l'assi  A    M\URO     V!K-5«!\vr>RO    r.\Z7ARKLLI  '2421 

A  chi  pensasse  di  tornare  costÀ  a  cercar  nuovi  solazzi,  toccherà  il 
provvedere  ciò.  che  onninamente  manca  ora. 

Già  il  Padron  serenissimo  ha  cominciato  ad  ammettere  pubbliche  vi- 
site, e  nella  ventura  settimana  uscirà  di  palazzo,  non  essendogli,  per  la 
Dio  grazia,  restato  incomodo  alcuno  del  male  sofferto. 

In  confidenza:  la  verità  si  è,  che  l'Augustissimo  per  compenso,  non 
di  Cornacchie,  ma  della  promessa  di  cotesto  Governo,  è  per  dare  a  S.  A. 
serenissima  un  feudo  (sarà  forse  una  colombaia)  in  Ungheria,  o  in  altri 
suoi  stati,  e  la  futura  d' un  feudo  in  Italia  per  500  mila  fiorini.  Il  decreto 
è  fatto.  Cosa  poi  n'abbia  ad  essere,  io  per  me  noi  so;  so  bene,  che  dovrà 
mandarsi  colà  apposta  il  signor  marchese  Silvio  Montecuccoli,  mandato  a 
chiamare  ieri  per  questo,  giacché  il  signor  marchese  Gherardenghi,  dopo 
aver  promesso  di  andare,  si  è  ritirato,  e  meglio  ama  di  badar  qui  alle 
nostre  dogane. 

Rassegnandole  il  mio  rispetto,  mi  confermo,  di  V.  P.  reverendissima. 


232^. 

ALLO  STESSO  in  Milano. 
Modena,  8  Marzo  17'5. 

Akchivio  Soli  Mubatori  (fi.  Bibl.  Est.),  Modena. 

Per  la  grazia  di  Dio,  è  già  rimessa  la  sanità  del  Padron  serenissimo 
in  tale  stato,  che  quasi  più  non  sente  l'A.  S.  di  essere  stata  inferma,  e 
se  non  fossero  di  tanto  sapere  e  credito  i  medici  nostri,  crederebbono  ^- 
cuni,  che  il  male  non  fosse  stato  tanto,  quanto  si  è  detto. 

Arrivò  qui  l'altra  mattina  all'improvviso  la  serenissima  signora  Prin- 
cipessa per  levare  il  figlio  e  ricondurlo,  e  ciò  perchè  si  tardò  qui  poche 
ore  a  rispondere,  che  si  manderebbe.  Tale  sorpresa  non  fu  molto  gustata, 
perchè  centra  gli  stabilimenti  già  fatti.  Io  mi  rallegro  con  V.  P.  reveren- 
dissima perchè  con  tutta  prudenza  si  sia  governata  nel  soggiorno  costì 
de' serenissimi,  e  s'è  goduto'  qui,  che  con  tanta  grandiosità  sieno  stati  trat- 
tati da  cotesta  nobiltà.  Non,  vorrei  che  tornasse  lor  voglia  di  tornarvi,  per 
timore  che  non  increscessero  a  più  d'uno. 

Consegnai  giorni  sono  al  P.  Miari  la  copia  delle  Antichità  Estensi  per 
cotesto  signor  conte  Dadda  [d'Adda?].*  Intanto  ella  non  dimentichi  di  trat- 
tare, perchè  io  possa  liberamente  valermi  di  quel  nobile  documento. 

Gomacchio  è  poi  andato. 

E.  rassegnandole  il  mio  rispetto,  mi  confermo  di  V.  P.  reverendissima. 


Epistolario  di  Lodovico  Antottio  Muratori.  —  Voi.  VI.  16i. 


2430  LODOVICO  ANTONIO   MURATORI  [1*735- 


2322. 

A  GIUSEPPE  MALASPINA  DI  S.^*  MARGHERITA  in  Monleale. 

Modena,  8  Marzo  1725. 

Eaccolta  Palmiebi,  S.  Paolo,  Uoma. 

Mi  soii  trovato  ne'  giorni  addietro  si  oppresso  dall'indice  del  tomo 
che  va  ad  uscire  alla  luce,  e  dalla  pericolosa  malattia  del  Padrone  sere- 
nissimo, la  quale  si  è  in  fine  ridotta  ad  un'  egregia  sanità,  che  non  ho 
potuto  tener  filo  di  lettere  co'  padroni  ed  amici.  Molto  meno  ho  avuto 
luogo  di  applicar  1"  animo  all'  affare  del  sig.  Marchese  di  Villafranca.  Ora 
con  supplicare  V.  S.  illustrissima  di  scusa  e  perdono,  rispondo  alle  due 
stimatissime  sue,  e  le  dico  che  con  tutto  lo  sti'umento,  o  sia  testamento 
della  signora  Marchesa  Laura  d' Este  Malaspina.  io  mi  truovo  tuttavia 
allo  scuro,  senza  sapere  di  chi  ella  sia  figlia. 

Isabella  d' Este  è  chiamata  sua»  madre  in  altre  memorie:  e  la  moglie 
di  don  Francesco  d'Esle  fu  Donna  Maria  di  Gardena  Marchesa  della 
Padula,  e  in  oltre  Don  rra.ncesco  nel  suo  testamento  e  nelle  cronache  non 
si  truova  che  abbia  avuto  se  non  due  figliole  bastarde,  Marfisa  e  Brada- 
mante.  La  prima  portò  in  casa  Cibo  tutta  quasi  la  roba  d'  esso  Don  Eran- 
cesco.  M'  era  nato  sospetto  che  essa  signora  Laura  fosse  figliuola  di  Don 
Alfonso  padre  del  Duca  Cesare,  e  figliolo  di  Donna  Laura;  ma  non  vi  ho 
potuto  trovar  vestigio  nelle  memorie  stampate  o  manoscritte.  Questa  è  la 
cagione  che  mi  ha  fatto  e  fa  restare  tuttavia  sospeso:  perchè,  quando 
Sua  Altezza  serenissima  accordi  il  favore,  e  s'abbia  a  stendere  il  diploma, 
bisognerebbe  pure  saper  dire  da  chi  venga  la  suddetta  signora  Laura. 
Continuerò  le  diligenze,  e  può  essere  che  si  truovi,  dovendo  intanto 
V.  S.  illustrissima,  non  meno  che  il  sig.  Marchese  Villafranca,  assicurarsi 
del  mio  più  vivo  desiderio  di  servirli. 

Cornacchie  è  andato.  Il  decreto  imperiale  è  di  dimissione,  salvis  Jit- 
ribus;  che  è  quanto  può  consolare  in  una  perdita  si  strana,  dopo  l'evi- 
denza delle  ragioni.  , 

Si  metterà  in  breve  sotto  il  torchio  il  Caffaro.  Vedrà  V.  S.  illustris- 
sima gli  atti  della  mia  gratitudine  nella  prefazione.  Pel  Ventura  non  v'  ha 
fretta.  Mi  raccomando  di  nuovo  per  la  sobrietà  delle  note,  perchè  ho  avuto 
da  qualche  erudito  de'  rimproveri  per  si  lunghe  note  finora  uscite  ;  e  pure 
si  trattava  d'  autori  antichi,  i  quali  ne  sono  per  lo  più  bisognosi.  I  meno 
antichi  possono  passarsela  con  un  giubberello  più  leggiero. 

Non  desista  V.  S.  illustrissima  di  andai-e  indagando  se  altro  di  nuovo 
si  trovasse.  Nulla  ho  del  Monferrato,  a  riserva  della  cronaca  stampata  di 


-l'assi  V   GIUSEPPE    ANTONIO   SASSI  2481 

Jienvenuto  di  S.  Giorgio,  ch'ella  con  tanta  bontà  mi  donò,  ma  che  non 
tornò  né  alle  mie  né  alle  sue  mani,  per  negligenza  del  sig.  Soragna,  a  cui 
r  aveva  io  inviata  a  Milano  perchè  la  rimandasse  a  lei.  Avrei  bisogno  di 
cose  più  vecchie.  Del  Piemonte  e  de'  suoi  Principi  nulla  ho.  Darò  un  altro 
autore  d'Asti,  e  i  frammenti  della  cronaca  del  Monastero  Novalicieìuse,  e 
sotto  nome  di  V.  S.  illustrissima;  ma  questo  è  poco.  Colà  non  truovo  se 
non  de  i  draghi  i  quali  avidamente  custodiscono  quel  poco  che  hauno^  e 
nulla  vogliono  dare,  benché  ne  scrivessi  io  al  Re,  et  egli  benignamente 
mi  rispondesse,  e  desse  anche  delle  speranze. 

Con  ringraziarla  delle  notizie  estratte  dal   Celle,    e   ratificarle   il  mio 
costantissimo  ossequio,  mi  confermo,  di  V.  S.  illustrissima. 


2323. 

A  GIUSEPPE  ANTONIO  SASSI  in  Milano. 
Modena,  8  Marzo  1725. 

Biblioteca  Ambrosiana,  Milano,  edita  [176]. 

M'  ha  rallegrato  Y.  S.  illustrissima  coli'  avviso  di  quanto  ella  ha  già 
fatto  per  mettere  in  ordine  l' edizion  nuova  della  storia  del  Morena.  E 
quello  che  più  mi  consola  si  è  di  vedere  eh'  ella  concorre  nel  disegno  di 
perfezionarla  in  maniera  che  i  lettori  non  abbiano  più  da  desiderare  quella 
dell'  Osio.  Far  dunque  appunto  come  ella  ha  divisato,  cioè  scegliere  del 
buono  e  del  cattivo,  che  più  importi,  lasciando  stare  le  minuzie,  tanto  che 
ognuno  vegga  il  grande  aiuto  dato  dall'  ambrosiana  a  questa  edizione,  il 
che  non  si  scorgerebbe  senza  il  confronto  dell'  Osio.  Cosi  è  stato  ottimo 
pensiero  il  ridurre  in  breve  le  note  smoderate  del  medesimo  Osio,  il  quale 
poi  le  ha  fatte  eterne,  ad  Albertino  Mussato.  Mi  rallegro  dunque  bel  buon 
disegno.  Le  varianti  e  le  correzioni  non  possono  mai  essere  tassate  dagl"  in- 
tendenti, bensì  le  note  troppo  diffuse  o  poco  necessarie.  Le  mie  alle  leggi 
longobarde  sono,  la  maggior  parte,  di  varianti. 

Ora  io  ho  raccomandato  a  cotesti  signori  perchè  le  sia  dato  il  neces- 
sario soccorso  per  la  colazione  de'  testi;  e  m'immagino  che  non  manche- 
ranno. 

Sciolta  poi  eh'  ella  sia  da  tale  impiccio,  la  prego  di  pigliare  ad  esa- 
minare la  cronaca  di  Monza  del  Morigia,  per  vedei'e  se  s'abbia  a  stampare. 
Intendo  sempre  con  lasciar  fuori  tutto  ciò  eh'  egli  ha  preso  da  Paolo 
Diacono,  siccome  cosa  inutile,  ed  anche  le  susseguenti  notizie  fino  al  mille, 
quando  fossero  ripetizioni  mal  fatte  di  notizie,  che  meglio  si  possono  e 
debbono  aspettare  dai  contemporanei.  Ella  vedrà  a  suo  tempo,  e  la  prego 
d' informarmene. 


2432  LODOVICO   ANTONIO   MUBATORI  [1*7S5- 


Ho  goduto  della  visita  fatta  all'ambrosiana  e  a  V.  S.  illustrissima 
dai  serenissimi  nostri,  e  degli  altri  favori  loro  compartiti  con  tutta  gran- 
diosità da  cotesti  nobili.  E,  rassegnandole  il  mio  rispetto,  mi  confermo,  etc. 


2324. 

A  NICOLÒ  rORLOSIA*  in  Vienna. 
Modena,  15  Marzo  1725. 

Biblioteca  imperiale,  Vienna,  edita  [276]. 

Tempo  è  eh'  io  oramai  pagbi  un  debito,  e  ben  grave,  che  mi  corre 
con  V.  S.  illustrissima,  la  quale,  per  istinto  della  sua  naturale  gentilezza, 
tante  grazie  m' ha  compartito  per  l' addietro,  ed  ultim^amente  ancora  me 
ne  ha  iatto  godere  una  ben  rilevante  col  confronto  delle  croniche  di  Ottone 
da  Frisinga,  e  de'  suoi  continuatori.  Cioè  debbo  ringraziarla,  siccome  fo 
con  tutto  lo  spirito,  e  attestarle  il  vivo  conoscimento  delle  mie  obbliga- 
zioni verso  tanta  sua  bontà  in  favorire  i  miei  disegni  letterarj.  Ma  par- 
lando io  di  soddisfare,  per  quanto  mi  è  permesso,  i  debiti  passati,  si  con- 
tenti ella,  ch'io  desideri  e  speri  di  centraline  de  i  nuovi.  Già  ella  ha 
saputo  dall'illustrissimo  sig.  Cav.  Garelli  [Giovali  Nicola]  che  io  sospiro 
altri  soccorsi  da  cotesta  cesarea  Biblioteca,  e  quando  io  li  possa  ottenere, 
ella  ben  vede,  quanto  mi  sia  necessaria  la  di  lei  amorevole  assistenza. 
Sopra  di  ciò  già  scrissi  a  Monsignor  Gentilotti  [d'Elgelsbrurin  Gio.  Bene- 
detto] affinchè  permettesse,  che  anch'  io  bevessi  a  cotesto  fonte,  per  pub- 
blico benefìcio;  e  le  risposte  furono  tali,  che  forse  non  vi  dovrebbe  essere 
più  costi  difficultà  a  favorirmi.  Ma  in  ciò  mi  rimetto  alla  saggia  e  be- 
nefica direzione  del  suddetto  sig.  Cavaliere.  Dimenticai  ben  di  chiedere, 
che  mi  fosse  trascritto  dall'Opera  d'esso  Monsignor  Gentilotti  quello,  che 
per  avventura  egli  potesse  aver  notato  intorno  al  suddetto  Ottone,  e  a'  suoi 
continuatori,  che  non  fosse  noto  al  pubblico.  Di  grazia,  V.  S.  illustrissima 
vi  faccia  mente  :  che  già  esso  signore  m' ha  permesso  che  io  profitti  delle 
sue  dotte  fatiche. 

Del  resto  reputo  mia  gran  fortuna  1'  aver  trovato  in  cotesta  augu- 
stissima Corte,  oltre  a  tant'  altri  miei  padroni  ed  amici  tutti  disposti  a 
favorire  la  mia  impresa,  ancor  lei.  che  a  niun  altro  cede  nell'  ottimo  genio 
d'  aiutare  chi  fatica  pel  pubblico  bene,  e  per  la  gloria  dell'  Italia.  E  però 
mi  fo  animo  a  pregarla,  che  non  lasci  di  andare  osservando,  se  v'  abbia 
altre  croniche  inedite,  con  poi  avvisarmene,  perchè  dalla  generosità  del 
nostro  augustissino  Cesare,  mercè  de'  benigni  uffizii  del  sig.  Cav.   Garelli' 

*  Responsive  in  Archivio  Soli  Muratori  (  R.  Bibl.  Est.  ),  n.  6  da  Vienna  1725- '26. 


-IT^S&J  A    MAURO   ALESSANDBO    LAZZARELLI  2433 


forse  spererei  d'ottenere  tutto.  Intanto  assicurandola,  ch'io  sospiro  le 
occasioni  di  farle  conoscere  la  stima  che  fo  di  lei,  e  la  corrispondenza  di 
tutto  il  mio  affetto,  con  distinta  osservanza  mi  protesto,  di  V.  S.  illu- 
strissima. 


2325. 

A  CASSIODORO  MONTAGIOLI  in  Montecassino. 
Modena,  15  Marzo  1725. 

Biblioteca  oki.  Seminario.  Pesaro,  edita  [  108]. 

Mi  mancò  il  tempo  nell'  ordinario  scorso  per  iscrivere  a  V.  P.  e  per 
ringraziarla  del  favore  fattomi  di  que'  fogli,  che  mi  sono  stati  cari,  ma 
che  sono  ben  pochi,  e  brevi.  Ella  mi  favorisca  di  significarmi,  se  ha  fretta 
per  la  restituzione.  Chiesi  una  volta  in  Mantova,  se  nulla  d' antico  si 
conservava  in  Sant'  Andrea,  e  mi  fu,  risposto  che  no. 

Compisca  V.  P.  il  corso  delle  sue  lezioni,  e  poi  venga  a  godersi  la 
migliore  aria  della  patria,  ove  troverà  sempre  chi  si  protesta  ora  con  tutto 
l'ossequio,  di  V.  P. 

2326. 

A  MAURO  ALESSANDRO  LAZZARELLI  in  Milano. 
Modena,  22  Marzo  1725. 

Archivio  Soli  Muratori  {  R.  Bibl.  EmU),  Moduna. 

Veramente  la  mia  poca  memoria  non  mi  suggerì  di  avvisare  a  V.  P. 
reverendissima  la  ricevuta  della  Vita  di  S.  Antera,  siccome  fo  ora  con 
renderle  le  dovute  grazie  per  gli  continuati  suoi  favori. 

Sempre  più  va  ripigliando  forze  il  Padron  serenissimo,  tanto  che 
avrebbe  speranza  di  uscire  di  camera,  anzi  di  casa,  per  Pasqua,  essendo 
già  cessati  que'  pochi  incomodi,  che  gli  erano  rimasti  della  grave  sua 
malattia.  Duecento  Ungheri  per  uno  a  i  Medici,  regalati  gli  aiutanti  di 
Camera;  e  chi  ha  più  faticato  e  meritato  de  gli  altri,  cioè  il  sig.  Mar- 
chese Lucchesini,  si  crede  che  abbia  avuto  di  che  rallegrarsi  per  tutta  la 
vita  sua.  Lodiamone  il  signore  Iddio. 

Ma  se  chi  è  senza  danari  vorrà  tornarsene  costà,  bisognerà  bene  che 
si  becchi  il  cervello  per  trovarne.  E  poi  m' immagino,  che  molti  scappe- 
ranno costi  per  non  ricevere  tanti  favori.  Se  Dio  non  provvede,  andrà 
male  per  tutti. 


2434  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [l'T'SS- 

Che  direbbe  poi  ella,  se  arrivassimo  a  cogliere  qualche  boccone  in 
Vienna?  Sarà  probabilmente  piccolo:  ma  può  essere  che  si  colga.  Le  spe- 
ranze non  mancano.  Meglio  è  però  aspettare  a  crederlo  sol  quando  si 
toccherà.  Anche  con  V.  P.  reverendissima  mi  rallegro  per  la  conferma  del 
Governo  a  cotesto  onora tissimo  e  dignissimo  sig.  conte.  Ed  ella  vedendo 
il  mio  carissimo  sig.  Filippi,  caramente  mei  riverisca.  È  amico  degno. 
Con  che  rassegnandole  il  mio  rispetto,  più  che  mai  mi  protesto  di  V.  P. 
reverendissima. 


2327. 

A  GIUSEPPE  ANTONIO  SASSI  in  Milano. 
Modena,  22  Marzo  1725. 

Biblioteca  Ambrosiana,   Milano,  edita  [176]. 

Già  ho  riscontro  di  costi  che  a  V.  S.  illustrissima  sarà  dato  il  con- 
veniente aiuto  per  collazionare  co'  manoscritti  la  storia  del  Morena.  Animo 
dunque  a  terminare  l'impresa.  Duole  anche  a  me,  che  l'Italia  abbia  per- 
duto il  manoscritto  del  P.  Mazzucchelli.  né  quel  buon  religioso  dovea  mai 
lasciarlo  ire  si  lontano.  Tuttavia  1"  ambrosiana  ha  tanto  che  si  soddisfarà 
al  bisogno. 

Scrissi  al  sig.  Argelati  il  mio  sentimento  intorno  al  Codice  Carolino. 
Quando  sia  tutto  nelle  edizioni  del  Labbe  e  dell'  Arduino,  non  torna  il 
conto  a  ripubblicarlo,  perchè  non  ci  sarebbe  ragione  di  far  questo  per 
quelle  lettere,  e  di  non  fare  lo  stesso  per  altre  d'  altri  papi,  che  pure  con- 
tengono molto  dell'  isterico.  Ma  se  riuscisse  a  lei  di  trovare  qualche  cosa 
di  nuovo  da  aggiugnere,  allora  potrebbe  con  gusto  darsi  mano  al  disegno. 

Il  sig.  Gottlieb  Curtius  '  di  Lipsia  bramerebbe  di  fare  una  buona  edi- 
zione del  poema  di  Lucano,  e  si  raccomanda  a  me  per  avere  delle  corre- 
zioni e  delle  varianti.  L"  Estense  ha  due  testi  che  collazionerò  per  ser- 
virlo. Aggiunge  che  lo  Spanemio  osservò  trovarsi  due  singolari  codici 
d'esso  libro  nell'ambrosiana,  e  si  raccomanda  per  avere  soccorso  anche 
da  essi.  Prego  pertanto  vivamente  la  di  lei  gentilezza  a  volerlo  favorire, 
esibendosi  egli  alla  spesa  che  occorresse  per  tal  fatica.  Ne  farà  egli  onore 
a  V.  S.  illustrissima,  la  quale  potrà  scriverne  a  dirittura  a  lui,  o  pure 
inviare  a  me  la  sua  fattura,  che  da  me  gli  sarà  trasmessa  in  nome  di 
lei.  Giacché  gli  eruditi  oltramontani  hanno  questa  speranza  in  esso  noi, 
vegga  ella  di  grazia,  sbrigata  che  sia  dal  Morena,  di  compartirgli  questo 
favore.  E  rassegnandole  il  mio  rispetto  mi  protesto  più  che  mai,  etc. 


Sue  lettere  in  Archivio  Soli  Muratori  (/?.  Bibl.  Est.  ),  n.°  3  da  Lipsia  1725 -.'27. 


-  1*725 1  A.    PIER  CATTERIXO  ZENO  3435 


2328. 

AD  ANTONIO  SCOTTI*  in  Venezia. 
Modena,  30  Marzo  1^5. 

Archivio  Tkkntih,  Venezia,  edita  [163]. 

È  qui  a  disposizione  di  V.  S.  illustrissima  il  manoscritto,  di  cui  Ella 
con  tanta  cortesia  mi  favori  :  e  giacché  si  è  presentata  a  lei  occasione  di 
valersene,  stimerei  bene  di  rimettei'glielo  pel  nostro  corriere.  Pregola  dunque 
di  dirmi  a  chi  debba  io  inviarlo  in  Venezia;  che  subito  lo  spedirò.  Per 
altro  io  non  ho  mai  saputo  risolvermi  a  far  uso  di  tale  storia  per  l'opera 
mia,  poiché  l'autore  é  più  recente  di  quel  ch'io  sperava,  e  la  storia  manca 
ne' tempi  più  a  lui  vicini,  ed  ha  copiato  alla  lunga  gli  scrittori  veneti.  Con- 
verrà dunque  contentarsi  del  Radusio.  In  pubblicare  quest'ultimo  scrittore 
io  dirò  francamente  che  la  Casa  di  Collalto  é  quella  de' vecchi  conti  di 
Treviso. 

Non  tarderà  molto  a  giungere  da  Milano  un  nuovo  tomo,  e  in  tras- 
metterlo a  V.  S.  illustrissima.*  vi  unirò  le  altre  due-  scritture  chieste.  Con 
che  rassegnandole  il  mio  rispetto,  mi  confermo. 

2329. 

A  PIER  CATTERINO  ZENO  in  Venezia. 
Modena,  30  Marzo  1725. 

Biblioteca  dei.  Seiiihakio,  Padova. 

Rendo  vive  grazie  a  V.  R.  pel  danaro  da  lei  sborsato  in  nome  del 
p.  Pauli  a  cotesto  sig.  Manfré,  di  cui  conserverò  la  ricevuta.  Ma  più  le 
son  tenuto  per  la  gratissima  nuova  che  in  breve  abbia  ad  uscire  un  altro 
Giornale,  quando  mi  si  facea  temere,  che.  per  mancanza  di  materiali,  si 
fosse  arenata  una  sì  utile,  e  dirò  anche  necessaria  opera.  Più  che  con  esso 
lei,  mi  rallegro  meco,  e  con  l'Italia  tutta,  di  si  dolce  avviso,  e  somma- 
mente desidero,  che  V.  R.  possa  continuare  a  fare  di  questi  regali  al  pub- 
blico. Desideroso  intanto  dell'onore  de' suoi  comandamenti  con  tutto  l'os- 
sequio mi  rassegno,  etc. 


*  Responsive  in  Archivio  Soli  Muratori  (  /?.  ^bl.  Est.  ),  n.**  87  da  Treviso,  Ve- 
nezia. V.  la  prima  lettera  a  lui  diretta  dal  Muratóri  al  n.°  ^50,  p.  2380. 


2436  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [ITSb- 


2330. 

A  PIETRO  CANNETI  in  Torli. 
Modena,  31  Marzo  1725. 

Archivio  Soli  Mokatobi  (fi.  Bibl.  Est.),  Modena. 

Graditissimo  mi  giunge  il  Placito  di  Matilde,  e  a  Dio  piacendo,  farò 
onore  ad  esso,  e  a  chi  con  tanta  bontà  me  n'ha  favorito,  cioè  a  V.  P.  re- 
verendissima, e  al  sig.  conte  Brandolini,  rendendo  io  intanto  vivissime 
grazie  ad  amendue  per  questo  dono. 

Cercherò  anch'io  la  carta  di  Mal  vicino  conte,  e  vedrò  di  servirla  in 
questo,  e  in  altro  a  che  fossi  buono. 

Ma  ben  mi  duole  che  il  Tolosano  non  si  truovi  più  in  Faenza.  Questo 
è  un  vivo  esempio  di  quanto  si  ha  da  temere  per  simili  libri,  e  dovreb- 
besi  una  volta  conoscere,  che  è  bene  per  tutti  l'aiutar  me  a  produrre  quel 
poco  che  resta,  affinchè  stampato  non  abbia  più  a  soggiacere  alle  rivolu- 
zioni del  Mondo.  Forse  qualche  Inglese  o  Olandese  di  coloro  che  van  sac- 
cheggiando l'Italia,  se  l'è  con  pochi  soldi  fatto  suo.  Ma  è  strano,  che 
avendolo  V.  P.  reverendissima  veduto,  non  si  possa  rinvenire  come  sia,  e 
dove  sia  volato.  Non  lasci  ella  per  grazia  d'incalzare. 

Gli  annali  di  Cesena,  siccome  a  me  comunicati  dal  sempre  riverito 
sig.  conte  Brandolini,  si  conservano  probabilmente  presso  di  lui.  Il  loro 
principio  è  questo.  Chronica  antiqua  Civitatis  Caesenae  et  aliarum  Civi- 
tatum  etc.  In  nomine  etc.  Et  si  non  omnes,  tamen  etc.  Si  dicono  tratte  dal- 
l' antica  cronaca  Domini  Rialis  olim  Caesenatis  Canonici,  et  Petri  de  aqua- 
rola  Notarli.  Poi  si  dà  principio  all'annuo  1162  e  vengono  sino  al  1358. 
Potrebbe  essere  che  tuttavia  esistessero  le  suddette  cronache  del  canonico 
Riale,  e  di  Pietro  d'Aquarola:  e  quando  si,  bisognerebbe  vedere,  se  tutto 
è  stato  trasportato  ne' suddetti  annali. 

Orsù,  giacché  a  lei  non  pare  sprezzabile  il  Tignosio,  avrò  gusto  di 
poterlo,  se  si  può,  aver  sotto  gli  occhi;  e  quando  pure  contenga  qualche 
cosa  di  buono,  ne  farò  buon  uso. 

Fatto  da  me  cercare  nella  Vaticana,  se  vi  si  trovasse  il  testo  latino 
di  Ricobaldo,  ho  inteso,  altro  non  esservi,  che  il  suo  Pomario,  cioè  quella 
stessa  cronaca,  ch'io  ho,  e  che  stamperò,  non  sapendo  io  che  la  medesima 
sia  stata  pubblicata  dall' Eccardo.  Son  tuttavia  in  un  gran  dubbio,  che  il 
conte  Boiardi  facesse  con  quella  sua,  chiamata  traduzione,  un  tradimento  al 
pubblico.  Scrissi  a  Milano  pel  Delfino,  e  mi  risposero,  che  prenderebbero 
iuformaziolie,  senza  né  accettare,  né  rigettare  l'offerta.  Altro  di  poi  non 
ho  udito.  Aspetti  ella  anche  un  poco,  tanto  ch'io  replichi,  e  intenda  la 
risoluzione.  Con  che,  etc.  > 


-1*735]  A  NICOLÒ   FORLOSIA  2437 


2331. 

A  NICOLA  TACOLI  in  Reggio. 
Modena,  5  Aprile  17S5. 

Archivio  Tacoli,  Modena. 

Quanto  V.  S.  illustrissima  coli' ultima  sua  mi  commise,  è  stato  da  me 
puntualmente  eseguito,  con  aver  consegnato  1"  estratto  dello  strumento  Mur- 
riale  a  gli  stampatori,  e  detto  loro  ciò  che  debbono  fare.  Finora  non  si  è 
veduto  l'ultimo  foglio,  che  abbraccia  l'indice.  Siamo  nondimeno  al  fine. 
Intanto  ella  prepari  i  cavalli  per  venirci  a  vedere. 

Avrei  bisogno  che  V.  S.  illustrissima  mi  sapesse  dire,  c^uanto  si  paghi 
in  cotesti  monasteri  di  monache  al  mese  per  dozzina  delle  educande.  L' Ar- 
gelati  avrebbe  due  sue  figliuole,  e  bramerebbe  metterle  in  questi  paesi, 
figurandosi  maggior  vantaggio  qui  che  altrove. 

Con  rassegnarle  il  mio  rispetto,  mi  confermo. 


2332. 

ALLO  STESSO  in  Reggio 
Modena,  16  Aprile  1725. 

Abchivio  Tacoli,  Modena. 

Già  r  ultimo  foglio  è  stato  sotto  i  miei  occhi  :  ma  se  V.  S.  illustrissima 
non  viene,  non  si  può  mettere  sotto  il  torchio,  perchè  non  son  compiuti 
gli  indici  da  lei  principiati.  Resta  anche  da  tirare  il  rame  preparato.  S'ella 
dunque  ha  premura  di  vedere  la  conclusione  di  questo  affare  venga.  E 
rimettendo  io  a  quel  tempo  ogni  altro  ragionamento,  intanto  divotamente 
riverendola,  mi  rassegno. 

2333. 

A  NICOLÒ  rORLOSIA  in  Vienna. 
Modena,  19  Aprile  1725. 

Biblioteca  imperiale,  Vienna,  edita  ['2^6]. 

Ai  fatti  favorevoli,  che  V.  S.  illustrissima  mi  ha  fatto  godere  per 
r  addietro,  corrispondono  le  cortesissime  espressioni,  che  ho  letto  nel  suo 
foglio   ultimamente   ricevuto.  Veggo   in   lei.   e  del   pari   veggo   nel  signor 


2438  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [l'r'SB- 


cav.  Garelli  un  buon  desiderio  di.  promuovere  l'impresa  mia,  e  tanto  più 
che  il  farlo  con  soccorsi  di  cotesta  imperiale  biblioteca  tornerebbe  in  gloria 
della  medesima  biblioteca  e  del  suo  augustissimo  padrone.  Ma  è  strano, 
che  i  disegai  interrotti  e  forse  per  sempre  interrotti  di  monsignor  Gentilotti, 
abbiano  da  impedire  il  pubblico  bene.  Ne  ho  scritto  di  nuovo  ad  esso 
Prelato,  e  vedremo  che  l'isponderà. 

Intanto  debbo  pregai-e  V.  S.  illustrissima  di  far  mente,  che,  per  quanto 
mi  ricorda,  non  vennero  le  varianti  della  cronaca  di  Ottone  da  S.  Biagio  ; 
e  pur  queste  mi  si  fecero  sperare  al  pari  dell'altre  che  ricevei.  Mi  rac- 
comando dunque  al  benigno  di  lei  amore  anche  per  quest'altro  favore 
sopra  cui  potrà  ella  intendersi  col  sig.  cav.  Garelli,  portando  a  lui  i  miei 
sempre  divoti  ossequi  e  le  mie  preghiere, 

Ho  il  catalogo  stampato  della  libreria  dell' Hohendorf.  e  cercherò  cosa 
sia  quella  cronaca,  dell' Orvietano.  Per  altro  non  mi  sovviene  d'avervi  os- 
servato cose  rare  in  genere  d"  antichi  inediti  manoscritti.  Occorrendo,  sup- 
plicherò del  suo  patrocinio  il  suddetto  sig.  cav.  Garelli. 

E  qui,  ratificandole  la  mia  vera  osservanza,  e  riverendola  anche  a 
nome  del  sig.  dott.  Gherardi,  con  tutto  lo  spirito  mi  rassegno. 


2334. 

A  MAURO  ALESSANDRO  LAZZARELLI  in  Milano. 
Modena,  26  Aprile  1725. 

Archivio  Soli  Muratohi  {  R,  Bibl.  Est.),  Modena. 

Mi  ha  posto,  non  già  in  allarme,  ma  bensì  in  molta  curiosità,  quanto 
V.  P.  reverendissima  ha  ricavato  dal  mio  amatissimo  sig.  Goffredo  de'  Fi- 
lippi. So  a  dunque  corso  ben  tosto  a  leggere  i  documenti  inviati,  e,  a  ri- 
serva del  già  veduto  esistente  presso  i  Canonici  di  S.  Ambrosio,  gli  altri 
sono  imposture  del  Galluzzi,  Al  medesimo  sig.  Filippi  procurerò  di  scri- 
verne oggi,  e  di  dirgli  le  ragioni,  per  le  quali  scrivo  con  tanta  franchezza. 
Milano  abbonda  di  tali  galanterie,  che  non  si  possono  sì  facilmente  di- 
scernere da  tutti.  Intanto  mille  grazie  a  lui.  e  alla  bontà  di  V.  S.  illu- 
strissima che  sta  sempre  attenta  a  favorirmi.  A  lui  manderò  ben  volentieri 
la  Piena  Esposizione. 

Si  solennizzò  ieri  il  giorno  natalizio  del  Padron  serenissimmo  con 
pompa.  Vennero  da  Reggio  i  serenissimi,  e  son  qui  tuttavia.  Volle  esso 
Padrone  farla  da  bravo  con  andare  a  piedi  fino  a  S.  Bartolomeo,  e,  di 
vero  sta  bene. 

Abbiam  perduto  Andrea  Pacchioni,  che  ha  lasciata  molta  roba.  Molta 
ancora  ne  ha  lasciata  Antonio  Tommasi,  già  Bargello,  colpito  da  accidente 


-l'TSB]  A   GIUSEPPE   ANTONIO   SASSI  2439 


apopletico.  La  primavera  di  quest'  anno  qui.  e  più  nel  vicinato,  è  stata 
mollo  nociva.  Dicono  stabilito  il  viaggio  della  serenissima  signora  Prin- 
cipessa ai  bagni  di  S.  Maurizio.  E  son  seguiti  gli  sponsali  dell' unigenito 
del  conte  Sorra  con  una  Vezzani,  damina  di  Corte.  Ecco  quanto  ha  di 
nuovo  la  nostra  città. 

Le  rassegno  il  mio  ossequio,  e  mi  confermo,  di  V.  P.  reverendissima. 


2335. 

A  GIUSEPPE  ANTONIO  SASSI  in  Milano. 
Modena,  26  Aprile  1120. 

BiBLioTSCA  Ambkoslana,  Milano,  edita  [176]. 

Ben  tornata  V.  S.  illustrissima  dalla  deliziosa  scappata  sua  a  Genova, 
e  in  compagnia  di  quella  gran  dama,  che  a'  nostri  di  fa  tanto  onore  a 
Genova.  Al  merito  proprio  e  insieme  a  quello  di  si  distinta  signora  attri- 
buisca ella  quante  finezze  ha  ivi  goduto.  Non  ho  io  provata  ivi  tanta  for- 
tuna, e  né  pure  quando  ho  chiesto  soccorso  per  illustrare  le  cose  loro. 
Pel  Caffaro  non  son  più  a  tempo  le  lor  benigne  oflerte,  non  lasciando  però 
io  di  sperare  che  la  copia  mia  sia  per  piacere  al  pubblico.  Ma  giacché 
que"  signori  mostrano  si  buona  volontà,  possono  aiutare  la  nostra  impresa 
col  somministrare  qualche  buon  testo  per  la  storia  di  Giorgio  Stella,  che 
è  la  continuazione  di  quella  che  oggi  si  stampa,  e  che  io  ho,  ma  presa 
da  un  codice  in  non  pochi  luoghi  scorretto.  Pertanto  potrebbe  V.  S.  illu- 
strissima tentare  su  questo  il  loro  buon  animo  e  avvisarmene,  che  si  con- 
certerebbe la  maniera  di  farlo. 

In  iscrivendo  io  oggi  costà,  fo  nuove  premure  per  lo  confronto  dfella 
storia  del  Morena.  Porse,  nella  di  lei  assenza,  ninno  s' é  arrischiato  alla 
fatica,  perchè  v"  ha  bisogno  di  soprastante  giudizioso,  che  sappia  discernere 
gli  errori  de'  copisti  dalle  vere  lezioni  del  testo,  e  scegliere  quello  che  va 
preso,  lasciando  stare  le  inutili  cose.  Certo  non  bisogna  ridursi  all'  ultimo 
per  fare  una  tal  fatica. 

Credo  che  saremo  in  tempo  per  le  varie  lezioni  di  Lucano.  Né  pur 
io  mi  son  messo  finora  a  confrontare  i  due  manoscritti  dell'  Estense,  e  mei 
riserbo,  se  potrò  scappare  in  villa  nel  maggio  venturo.  Quanto  ella  farà, 
le  dirò  poi  a  chi  debba  inviarlo,  acciocché  sia  fatto  il  dovuto  onore  a  lei 
e  alla  biblioteca. 

Dee  capitare  in  breve  costà  il  p.  procurator  generale  della  congre- 
gazione di  S.  Mauro,  che  va  da  Parigi  a  Roma.  La  prego  di  portargli  i 
miei  rispetti,  e  quelli  del  sig.  abate  Aluigi  da  lui  conosciuto.  L*  aspetto 
anch'  io  qui  con  impazienza. 


2440  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [1*?S5- 

Ora  che  sento  pubblicato  da  tanti  altri  il  Codice  Carolino,  il  mio  de- 
siderio è  che  non  vi  pensiamo  più,  perchè  infine  quella  non  è  una  storia. 
Né  ci  sarebbe  maggior  ragione  di  ristampar  quelle  lettere,  che  tant' altre 
di  Giovanni  Vili,  Gregorio  VII,  etc,  che  contengono  notizie  storiche.  Il 
sig.  Argelati,  senza  nulla  dirmi,  ha  preso  un  impegno,  eh'  io  affatto  truovo 
insostenibile  e  pregiudiziale,  cioè  di  fare  la  3.'  parte  del  tomo  1."  per 
dedicarla  all'  imperatrice.  Non  possiamo  avere  per  tal  tomo  materiali,  e 
serbar  l'ordine  cronologico,  e  si  verrebbe  in  fastidio  a'  compratori. 

Con  rassegnarle  il  mio  rispetto,  mi  confermo,  etc. 


2336. 

AD  ANTONIO  VALLISNIERI  in  Padova. 
Modena,  26  Aprile  1725. 

Biblioteca  Nazionalb  di  Brera,  Milano,  edita  [142]. 

Dopo  si  lungo  digiuno  di  vostre  lettere  o,  per  dir  meglio,  dopo  si 
lunga  contumacia  mia,  due  righe  di  vostra  mano  mi  sono  riuscite  zucchero 
e  mele.  Ve  ne  ringrazio.  Non  son  io  come  voi,  che  fate  il  gran  miracolo 
d' aver  tanti  e  si  diversi  impicci  di  gran  rilievo  ed  impegno,  e  pure  sa- 
pete trovar  tempo  per  regalar  di  lettere,  e  mantener  buona  corrispondenza 
con  tutti  i  vostri  amici.  Io,  svogliato  bene  spesso  del  mondo,  appena  so 
trovar  via  di  rispondere,  ove  è  più  calzante  il  bisogno.  Scusatemi,  di 
grazia.  L'  amore  e  la  stima  sono  e  saran  sempre  gli  stessi. 

Vi  rendo  grazie  del  manoscritto  inviatomi  pel  valente  p.  Rota  [Fran- 
cesco], il  cui  mestiere  mi  pare  d'  altro  lucro  che  quello  de"  medici,  e  molto 
più»  di  quello  degli  eruditi.  Vedendo  il  nostro  sig.  dottore  Pivati,  riveritelo, 
ringraziatelo:  ch'io,  l'icevuto  il  manoscritto,  non  mancherò  di  attestare  le 
mie  obbligazioni  a  un  amico  di  tanta  finezza. 

Ma  son  rimasto  bene  stupito  del  sig.  abate  Lazzarini.  Io  il  credeva 
altr'  uomo.  Fece  sperarmi  quella  cronaca  di  Perugia,  e  non  solo  non  mi 
ha  mai  favorito,  ma  né  pur  degna  di  risposta  una  mia,  alcune  settimane 
a  lui  scritta.  Fino  in  Roma  Cardinali  mi  han  somministrato  storie  inedite, 
ed  una  ve  n'  ha  nel  tomo  ultimamente  pubblicato  :  e  cotesto  signore  crede 
me  indegno  delle  sue  grazie,  e  infino  della  sua  amicizia.  Pazienza  ! 

Non  ho  letto,  ma  ho  ben  sentito  menzionare  la  scrittura  di  quel  Fio- 
rentino opposta  a'  vostri  sentimenti  intorno  all'  origine  delle  fontane.  Mi 
dicono  che  puzzi  un  poco  d' insolente  ;  e  però  non  so  credere  che  abbia  a 
restare  senza  risposta.  Venga  intanto  la  Dissertazione  vostra  intorno  al 
bere  caldo  e  freddo.  Con  augurare  a  voi  per  bene  di  tutti  una  felicissima 
e  lunghissima  sanità,  e  con  pregarvi  della  continuazione  del  vostro  amore, 
mi  rassescno. 


-ITSB]  A  CASSIODOEO  MONTAGIOLI  2441 


2337. 

A  MAURO  ALESSANDRO  LAZZARELLI  in  Milano. 
Modena,  3  Maggio  17^. 

Architio  Soli  Muratosi,  {R,  BibU  Est.),  Modena. 

Mi  protesto  io  ben  tenuto  alla  benigna  attenzione,  che  ha  V.  P.  reve- 
rendissima per  le  cose  mie.  Sappia  nondimeno,  non  essersi  fatta  mutazione 
alla  mia  prefazione  sopra  il  Caffaro,  senza  mia  permissione.  Quegli  avari 
Genovesi,  che  non  m' avrebbero  dato  né  pure  un  foglio  delle  storie  loro, 
da  che  han  saputo,  aver*  io,  senza  restar  loro  obbligato,  conseguito  i  vecchi 
armali  di  Genova,  fanno  ora  i  liberali  con  dire,  che  avrebbero  dato  tutto. 
Ne  farò  la  pruova  con  altra  loro  cronica,  che  senza  di  loro  m'  è  venuta 
alle  mani.  Tutti  i  gran  signori  pensano  solo  a'  propri  politici  vantaggi,  e 
vorrebbono  incensi,  ma  senza  somministrare  di  buona  voglia  materiali  alla 
pubblica  erudizione,  che  temono  di  tutto.  Cosi  ancora  fa  il  Re  sardo,  per 
tacere  d' altri.  Ma  preme  più  a  me  il  pubblico,  che  il  privato  interesse. 
Intanto  rispondendo  ella  al  sig.  Marchese  abate  Malaspina,  il  ringrazi 
in  mio  nome  d*  una  notizia,  eh'  io  per  altro  ben  sapeva.  Il  sig.  Sassi  è 
stato  quello,  che  in  Genova  mosse  tali  dicerie,  le  quali  nondimeno  poco  a 
me  importano. 

Noi  qui  con  ispessi  Te  Deum,  con  non  molto  concorso  ali"  opera  di 
Reggio,  con  buona  sanità  del  Padron  serenissimo.  E  rassegnandole  il  mio 
rispetto  mi  confermo,  di  V.  P.  reverendissima. 


2338. 

A  CASSIODORO  MONTAGIOLI  in  Montecassino. 
Modena,  3  Maggio  1725. 

BiBUOTzcA  DEL  Semisasio,  Pesaro,  edita  [106], 

Bisognerà,  che  io  cominci  a  fare  una  buona,  e  forte  lezione  a  V.  P. 
intorno  a  quel  nobile  vizio,  ma  però  vizio,  della  prodigalità.  Come?  A  me 
tanti  dolci,  e  tanti  balsami,  che,  per  quanto  mi  miri  intorno,  non  so  tro- 
varne un  minimo  merito,  ed  altro  non  ho  registrato  ne"  libri  miei,  che  altri 
favori  da  lei  ricevuti  ?  E  pure  ciò  non  le  è  bastato  ;  ricevei  ieri  la  fratel- 
lanza del  sacro  Ordine  cassinese,  senza  mia  saputa  dal  di  lei  ottimo,  e 
benefico  cuore  a  me  procurata,  grazia  insigne,  perchè  profittevole  tanto  a 
me  nello  spirituale,  e  gloriosa  ancora  nel  temporale.   A  si  gran  copia   di 


2442  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [1*735- 


favori  che  debbo  io  rispondere,  se  non  che  resto  confuso,  e  che  ella  ha 
cotanto  accresciuto  il  peso  delle  mie  obbligazioni,  che  non  saprò  mai  come 
scontarle. 

La  ringrazio  intanto  come  so  e  posso,  e  giacché  mi  si  fa  sperare  nel 
venturo  mese  il  di  lei  ritorno  alla  patria,  qui  ispezionalmente  mi  augu- 
rerò la  fortuna  di  ubbidirla,  e  di  mostrarle  la  mia  gi*atitudine.  Se  a  me 
corre  V  obbligo  di  ringraziare  alcun  altro  per  la  bontà  meco  usata  colla 
fratellanza  suddetta,  la  prego  di  avvisarmene;  e,  con  rassegnarle  il  mio 
rispetto,  più  che  mai  mi  protesto,  di  V.  P. 


2339. 

A  CrIUSEPPE  ANTONIO  SASSI  in  Milano. 
Modena,  3  Maggio  17^. 

Biblioteca  Ambrosiana,  Milano,  edita  [176], 

Non  ho  e  uè  pure  ho  mai  veduto  il  Diario  piacentino  di  Giovanni 
Luxardio.  Ho  bensì  dall'  Estense  la  cronaca  piacentina  del  Mussi  che 
giugne  iino  al  1395  in  circa,  et  è  da  me  creduta  la  migliore  di  quella 
città.  Ho  anche  un  pezzo  del  Ripalta,  che  arriva  fino  al  1450  in  circa, 
ma  non  ho  potuto  conseguir  finora  V  intero  di  questo  autore.  Ora  non  è 
da  disprezzare  là  notizia  del  Diario  suddetto,  e  forse  potrebbe  essere  cosa 
utile.  Con  ringraziar  dunque  vivamente  V.  S.  illustrissima  della  notizia 
datami,  la  prego  di  fare  il  possibile  per  vedere  il  manoscritto,  e  di  signi- 
ficarmi poscia  il  suo  contenuto,  che  pòi  prenderemo  la  risoluzione  che  sarà 
creduta  più  propria.  Ma  vada  cauto,  perchè,  se  si  penetra,  i  parmigiani, 
che  nulla  vogliono  dare,  faran  perdere  il  manoscritto  suddetto.  Mi  pro- 
testo anch'io  tenuto  molto  a  quell' amorevol  cavaliere  che  ha  fatta  la  ri- 
chiesta, e  fa  vedere  il  suo  buon  cuore  per  la  nostra  impresa.  Rimettendomi 
intanto  ad  altra  mia  scrittale.  1'  ordinario  prossimo  passato,  le  rassegno  il 
mio  rispetto,  e  mi  confermo  etc. 


2340. 

ALLO  STESSO  in  Milano. 
Modena,  IO  Maggio  1725. 

Biblioteca  Ambrosiana,  Milano,  edita  [176]. 

Tuttoché  molto   io   non  isperi    da'  signori   genovesi,    pure  ben  sarà  il 
far  pruova  delle  lor  magnifiche  esibizioni   tanto   pel  Caffaro^  come  per  la 


-l'7SBJ  A.   FB.VNCKSCO   AKISl  21  lo 

cronica  dello  Stella;  e  mi  giunge  intanto  carissima  la  notizia,  che  V.  S. 
illustrissima  abbia  un  testo  d' esso  Stella,  di  cui  certamente  vi  sarà  gran 
bisogno,  avendo  io  presa  la  mia  copia  da  un  altro  assai  scorretto. 

Quanto  a  Lucano,  basterà  eh'  ella  scelga  solamente  due  de'  codici,  che 
a  lei  parranno  più  antichi  e  migliori,  e  d'  essi  si  vaglia  per  compartire  le 
grazie  sue  all'  erudito  di  Lipsia.  Per  me  nulla  ho  potuto  fare  finora. 

S' è  poi  dismesso  con  mia  consolazione  il  pensiero  di  fare  la  3.*  parte 
del  primo  tomo,  per  cui  certamente  non  avevam  materiali.  Si  penserà 
dunque  alla  2.-'  del  2.".  a  cui  veramente  convengono  i  materiali  finora 
adunati,  ma  senza  averne  a  suflicienza.  Si  goda  V.  S.  illustrissima  il  p.  pro- 
curatore generale  di  S.  Mauro,  che,  a  Dio  piacendo,  farò  io  lo  stesso  in 
Modena.   E,  rassegnandole  il  mio  rispetto,  mi  confermo,  etc. 


2341. 

A  NICOLA  TACOLI  in  Reggio. 
Modena,  17  Maggio  1725. 

Archivio  Tacoli,  Modena. 

A  quest'ora  potrà  V.  S.  illustrissima  avere  ricevuto  il  nuovo  foglio 
ristampato,  giacché  io  più  giorni  sono  il  corressi. 

Non  si  ponga  ella  pensier  veruno  delle  opposizioni  intorno  al  Tacu- 
lino.  Siccome  de'nomi.  cosi  una  volta  de' cognomi  avveniva.  Di  Azzo  si 
faceva  Azzolino  e  di  Folco  Folchino.  di  Manfredi  Manfredino  etc.  Cosi  di 
Ferrari.  Ferrarini,  Gherardi,  Gherardini,  e  simili,  e  ciò  per  distinguere  una 
linea  dall'altra. 

Le  rendo  grazie  per  le  continuate  ricerche.  La  Storia  piacentina  del 
Locati  è  già  stampata,  oltre  all'avere  egli  scritto  dopo  il  1500. 

Rassegnandole  con  ciò  il  mio  rispetto,  mi  confermo. 


2342. 

.  A  FRANCESCO  ARISI  in  Cremona. 
Modena,  30  Maggio  1"^. 

Archivio  Ferraioli,  Boma. 

Amico  amatissimo. 

Abbiate  pure  un  po' di  pazienza,  che  starà  poco  ad  uscire  il  vostro 
Sieardo.  Ora  si  va  stampando  il  tomo  VI.  Nel  tomo  VII.  a  Dio  piacendo, 
egli  uscirà  fuori.  Ma  non  cosi  presto  il  Platina,  perche  si  vuol,  per  quanto 


2444  LODOVICO   ASTTONIO   MURATOKI  [IT'SB- 


8Ì  può,  tenere  l'ordine  cronologico,  dando  di  mano  in  mano  la  prevalenza 
a' più  vecchi,  cosi  richiedendo  anche  l'ordine  della  storia. 

Mi  condolgo  io  intanto  per  la  gran  perdita  che  faceste.  Ma  bisogna 
prepararsi.  Qui  non  c'è  città  permanente,  né  la  scena  può  durar  lungo 
tempo.  Vanno  altri  innanzi,  e  noi  in  breve  terremo  lor  dietro.  Alzar  dunque 
gli  occhi  in  su,  e  accomodarsi  al  volere  del  Padrone,  e  pensare  a  noi. 

Esca  una  volta  il  Ditirambo  vostro.  Ne  avrete  onore,  E  pregandovi 
della  continuazione  del  vostro  stimatissimo  amore,  mi  confermo. 


2343. 

AD  UBERTO  BENVOGLIENTI  in  Siena, 
Modena,  31  Maggio  1725. 

*  Biblioteca  Civica,  Siena,  edita  [168], 

Da  Roma  ho  la  relazione  anch'io  del  nobilissimo  incoronamento  del 
sig.  Cavaliere  Perfetti,  e  che  colà  ancora  non  è  stata  da  molti  approvata 
cosi  riguardevole  testimonianza  d'onore  a  chi  nulla  ha  finora  dato  e  forse 
non  è  per  dare  alla  luce.  Anzi  odo  che  sieno  anche  uscite  satire  ;  cosa 
non  pellegrina  in  quel  gran  mondo.  Ma  io,  che  da  tutte  bande  so  che  è 
oggetto  di  stupore  il  suo  improvvisare,  credo  ben  collocato  il  sacro  alloro, 
e  me  ne  congratulo  con  V.  S.  illustrissima  e  colla  loro  patria,  che  produce 
si  vivaci  ingegni.  Vorrei  poter  essere  in  persona  a  rallegrarmene  con  am- 
bedue; ma  giacché  noi  posso,  almeno  si  ricordi  ella,  che  leggerò  volentieri 
la  desci'izione  che  è  per  farne  il  signor  Vaselli. 

Mi  rallegro  altresì  con  V,  S.  illustrissima  per  la  sua  ricoverata  salute; 
perchè  in  questa  non  io  solo,  ma  il  pubblico  tutto,  abbiamo  troppo  inte- 
resse. Per  me  ancora  è  stata  perniciosa  la  primavera  del  corrente  anno, 
e  mi  sento  tuttavia  malconcio  per  le  vigilie  che  soffro,  e  per  la  debolezza 
dello  stomaco,  e  per  una  continua  folla  di  flati,  che  mi  rendono  spossato 
e  malanconico.  Faccia  Dio  quel  che  vuole  di  questa  poca  terra. 

Mi  sarà  carissimo  quanto  ella  mi  ha  preparato  per  empire  il  vuoto- 
delia  Storia  sanese.  Però  con  ansietà  l'aspetterò  a  suo  tempo.  Già  sono 
usciti  sei  tomi  della  gran  Rojccolta,  ed  ora  si  va  tirandg  il  settimo,  che 
non  passerà  i  tempi  di  Federigo  I:  e  volendo  io  conservare,  per  quanto 
potrò  qualche  ordine  cronologico,  mi  convien  differire  più  in  là  il  cominciar 
a  produrre  i  pezzi  dei  quali  m'ha  ella  favorito.  Ora  che  abbiam  la  pace, 
è  maggiormente  da  sperare  che  l'opera  continuerà  a  stamparsi. 

Vengano  que"  signori  Britanni,  che  saranno  da  me  ben  accolti  ;  e  venga 
il  nostro  padre  Pauli,  che  sospiro  con  impazienza.  Con  sospirare  del  pari 
la  continuazione  del  di  lei  stimatissimo  amore,  le  rassegno  il  mio  rispetto, 
e  mi  confermo  di  V.  S.  illustrissima,  etc. 


-IT'SBl  A  CARLO  TALENTI  2445 


2344. 

AD  ANTONIO  SCOTTI  in  Venezia. 
Modena,  31  Maggio  1725. 

Architio  Trxhtm,  Venezia. 

Ben  giunto  a  V.  S.  illustrissima  il  suo  manoscritto  coli' altre  cose 
stampate,  e  a  me  ben  giunto  il  dolce  avviso  della  scoperta  da  lei  fatta 
d'altri  due  manosoritti :  amendue  li  reputo  io  molto  degni  di  stima,  e  a 
proposito  per  la  mia  grande  impresa,  e  tali  da  farne  distinto  onore  al 
Padrone. 

Quel  diario  bresciano  potrà  sommamente  giovare  a  schiarire  le  gravi 
guerre  avvenute  in  que' tempi.  L'altro  che  comincia  si  da  alto  a  trattare 
de' padovani,  non  può  a  meno  di  non  recare  di  bei  lumi  per  la  continua- 
zione della  storia  de*  Cortusj  che  si  fermano  nel  1348.  Le  due  cronache 
seguenti  dello  stesso  secondo  manoscritto  saranno  quelle  di  Rolaiìdino,  e 
de  i  suddetti  Cortiisj  ;  e  quantunque  io  abbia  confrontate  qneste  con  due 
buoni  testi  dell'  Estense,  pure  godrò  molto  di  potere  aggiugnere  la  notizia 
de  i  testi  a  penna  di  V.  S.  illustrissima. 

Si  stampa  ora  il  tomo  VI.  Nel  VII  dovrà  aver  Inogo  Rolandino.  e 
però  mi  raccomando  alla  sua  singolare  bontà,  perchè  voglia  prestarmi  e 
confidarmi  essi  due  manoscritti,  e,  se  mai  si  può,  senza  indugio,  dovendo 
io  inviare  fra  qualche  tempo  Rolaìvìino  a  Milano.  Basterà  che  in  Venezia 
sieno  ben  raccomandati  al  corriere  di  Modena  indirizzati  a  me,  che  sicu- 
ramente verranno.  Sto  ora  confrontando  Gio  :  Villani  cou  un  ottimo  testo, 
mandatomi  dal  sig.  Recanati  parimente  da  Venezia.  Con  ansietà,  aspettando 
io  di  poter  godere  della  fortuna  ch'ella  mi  prepara,  e  della  felicità,  che 
sempre  più  provo  maggiormente  nell'acquisto  fatto  della  di  lei  padronanza, 
le  l'asseguo  il  mio  ossequio  e  mi  confermo  di  V.  S.  illustrissima. 


2345. 

A  CARLO  TALENTI  in  Reggio. 
Modena,  3  Giugno  1725. 

BiBLiOTKCA  Comunale,  Reggio  Emilia. 

È  stata  approvata  dal  Padron  serenissimo  l'iscrizione,  e  insieme  lo- 
dato il  buon  genio  di  V.  S.  illustrissima,  e  il  suo  amore  alla  patria.  Gliene 
rimetto  dunque  la   copia,    in  fondo  alla  quale   ella  vedrà  segnato  il  nome 

Elpiatolario  di  Lodovico  Antonio  Muratori.  —  Voi.  VI.  1B6. 


2446'  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [1*735- 


del  sig.  segretario  Santagata.  Ho  veduto  un'altra  iscrizione  da  porsi  colà 
alla  statua  d'Ercole  che  pure  ha  avuta  l'approvazione.  Nell'inchiusa  meglio 
sarà  scrivere  BrixUlum,  che  cosi  ha  Tacito,  e  il  Marmi,  e  si  dee  scrivere 
M.  Salti  Othonis.  e  non  già  Silvij.  Se  lo  ricordi.  Con  che,  rassegnandole 
il  mio  rispetto,  mi  confermo. 


2346. 

A  MAEIO  AGOSTINO  CAMPIANI  *  in  Torino. 
Modena,  7  Giugno  1725. 

Edita  [105]. 

Il  dono  con  tanta  bontà  fattomi  godere  da  V.  S.  illustrissima  del  suo 
trattato  de  Magistratibus,  e  le  gentilissime  espressioni  di  bontà  con  cui 
ella  ha  voluto  accompagnare  lo  stesso  dono,  se  io  non  mi  fossi  ben  posto 
in  guardia,  avrebbono  potuto  alzarmi  forte  in  superbia,  veggendomi  in 
forma  si  distinta  onorato,  e  favorito.  Ma  se  non  han  servito  a  persuadere 
me  di  essere  qualche  cosa  di  grande  nel  mondo,  hanno  ben  saputo  per- 
suadermi della  rara  gentilezza,  e  del  merito  insigne  di  V.  S.  illustrissima, 
avendo  trovata  questa  sua  opera  una  di  quelle,  che  possono  fare  onore 
all'  Italia  tutta,  non  che  al  dottissimo  suo  autore,  e  a  Torino,  che  ora  gode 
della  di  lei  presenza,  e  sapere.  Certo  ha  gran  tempo  che  l'Italia  non  ha 
prodotto  libro  in  materia  legale  erudita,  che  sia  di  si  buon  gusto  come  il 
suo,  e  in  cui  si  vegga  risuscitato  l'ottimo  genio  degli  Alciati,  Panciroli, 
Gravini,  e  Cuiaci.  Ella  sa  scrivere  con  istile  spiritoso,  e  latino,  sa  ma- 
neggiare r  antica  e  moderna  erudizione  con  acuta  critica,  con  ordine  chiaro, 
con  utile,  e  diletto  insieme  di  chiunque  leggerà.  Questi,  e  tutti  gli  altri 
pregi,  che  possono  ornare,  e  raccomandare  un  libro,  gli  ho  osservati  in 
quello  di  V.  S.  illustrissima  :  epperò  eccomi  a  congratularmi  vivamente  seco 
per  questa  sua  nobil  fatica,  alla  quale,  se  ne  andranno  uscendo  altre  simili, 
codesta  nuova  Università,  e  il  Real  Istitutore  si  dentro,  come  fuori  d'Italia, 
ne  riporteranno  gran  gloria.  Molto  più  poi  eccomi  a  ringraziare  la  sua  sin- 
golare benignità;  che  abbia  fatto  degno  me  di  questo  stimatissimo  dono,  ed 
insieme  della  sua  preziosa  amicizia  e  padronanza,  che  sopra  tutto  mi  è,  e 
sarà  sempre  cara.  La  corrispondenza,  e  gratitudine  a  tanti  favori  mi  auguro 
di  poterla  mostrare  :  epperò  la  cito  a  farne  prova  da  qui  innanzi  con  fre- 
quenti comandamenti,  sicura  di  trovar  sempre  in  me  un  grande  estimatore 
delle  sue  virtù  che  ora  con  tutto  l'ossequio  comincia  a  protestarsi  per 
non  finire  mai  di  essere  di  V.  S,  illustrissima. 


*  Responsive  in  Archivio  Soli  Muratori  (  R,  Bibl.  Est,  ),  n.°  6  da  Torino  1725- '33. 


-IT^SB]  A  NICOLA  TACOLI  2447 


2347. 

A  FRANCESCO  ARISI  in  Cremona. 
Modena,  11  Giugno  1725. 

UcsKO  Civico  Crkiio«e8k,  edita  [208]. 

Amico  amatissimo. 

Signor  si  ch'io  traovo  cosa  assai  a  proposito  la  descrizione  mano- 
scritta che  mi  accennate  del  faaerale  di  Gio.  Galeazzo,  il  quale  da  tutti 
gli  storici  di  quel  tempo  vien  descritto  per  opera  grandiosissima.  Perciò  mi 
raccomando  a  voi.  ma  spezialmente  perchè  sia  copiata  con  esattezza  dalla 
pergamena.  Vi  risparmierei  volentieri  la  briga  della  copia,  se  potessi  io 
avere  in  mano  la  pergamena  stessa.  Ma  essa;  o  forse  non  si  può  mandare, 
o,  mandandola,  mi  rincrescerebbe  poi  il  dover  cercare  occasione  sicura  per 
rimetterla  costà.  Supplite  voi  di  grazia.  E  in  cotesto  vostro  archivio  del 
Comune  sapete  voi  ben  di  certo,  che  nulla  v'abbia  di  memorie  isteriche? 
Allorché,  vostra  mercè,  v'entrai,  non  mi  passava  per  mente  il  disegno  che 
ora  si  va  eseguendo.  Col  Sicardo  verrà  anche  fuori  un  breve  chronicon 
cretnoneiise,  trovato  costi  dal  sig.  ab.  Garbelli.  Caramente  riverendovi,  mi 
confermo,  etc. 

2348. 

A  NICOLA  TACOLI  in  Reggio. 
Modena  (  San  Felice  ),  13  Giugno  17^. 

Abchitio  Tacoli,  Modena. 

Scrivo  da  S.  Felice,  ove  mi  sono  portato  per  dare  un  po' di  ristoro 
alla  sanità  sconcertata:  e  di  qui  accuso  a  V.  S.  illustrissima  la  ricevuta 
dell'ultima  sua  stimatissima,  in  cui  mi  avvisa  d'avere  già  indotto  il  Bon- 
vicini  '  [Bartolomeo]  al  taglio  del  rame.  Sommamente  la  ringrazio,  e  re- 
plico, che  credo  1'  ai*me  Borromea  inviata  in  diritto,  e  non  in  rovescio,  e 
però  esser  necessario  il  ripiego. 

Si  aspettava  a  momenti  il  Soliani,  e  in  mano  sua  sta  un  nuovo  tomo 
della  gran  Raccolta  per  V.  S.  illustrissima,  sicché  m'immagino  ch'ella 
sarà  servita  in  breve.  Sarà  però  bene  che  gli  scriva  su  questo. 

Desidero  che  almeno  si  avveri  quel  poco  ch'ella  mi  accenna  pel  com- 
penso al  signor  marchese  suo  fratello  e,  con  tutto  l' ossequio,  mi  confermo. 


•  Sue  lettere  in  Archivio  Soli  Muràton  (  li.  Bibl.  Esi.),  u.  1  da  Reggio  1725. 


2448  LODOVICO   ANTONIO   MUKATOHI  [IT'SS- 


2349. 

A  LUC"  ANTONIO  GENTILI  in  S.  Marino. 
Modena,  15  Giugno  1725. 

BiBLioTKCA  DEL  Sbminakio,  Pesato,  edita  [108]. 

Tanti  mesi  è.  che  non  veggo  più  lettere  di  V.  S.,  e  vo  cercando  nella 
mia  mente  il  perchè  di  si  lungo  silenzio,  né  so  temer  altro,  se  non  che  si 
sia  smai'rita  la  risposta  da  me  data  ali*  ultimo  foglio  suo.  Se  questo  avrà 
più  fortuna,  spero,  ch'ella  mi  favorirà  di  buone  nuove  di  lei  e  delle  sue 
cortesi  ricerche,  intraprese  per  amor  mio,  giacché  d'esse  nessun  altro  ri- 
scontro non  ho  mai  più  ricevuto.  Con  tale  speranza,  rinnovando  a  lei  la 
memoria  del  mio  rispetto,  mi  rassegno,  di  V.  S. 

2350. 

AD  ANTONIO  VALLISNIERI  in  Padova. 
Modena  (S.  Felice),  15  Giugno  1"^. 

Biblioteca  Nazionale  di  Brera,  Milano,  edita  [142]. 

Sto  cercando,  in  un  po' di  villeggiatura,  qualche  ristoro  alla  mia  sa- 
lute, che,  più  che  nell'altro  primavere,  é  stata  afflitta  nella  prossima  pas- 
sata. E  qui  rispondo  al  vostro  dolcissimo  foglio  dello  scorso  maggio. 

Mi  fu  poi  consegnato  dal  p.  Rota  il  manoscritto  inviatomi,  per  cui 
ho  mille  obbligazioni  al  generoso  Porporato,  e  al  nostro  amabilissimo  signor 
Pivati,  idea  de' veri  amici.  A  quest'ultimo  i  miei  rispetti. 

Galante  descrizione  si  fu  quella  che  mi  faceste  del  signor  abate  che 
andò,  dopo  tanti  bilanci,  alle  divozioni  di  Roma.  Or  vedete  come  v'ha  de 'filo- 
sofi, e  che  il  paese  del  ridicolo  é  un  regno  più  vasto  di  quel  che  si  pensi. 
Ma  giacché  tanta  onoratezza  e  buona  legge  si  trova  in  lui,  tornato  che 
sia  a  Padova,  favoritemi  di  assalirlo  co'  miei  rispetti,  e  con  le  mie  con- 
gratulazioni, e  di  dirgli  ch'io  porto  speranza,  che  seco  sia  venuta  quella 
Cronaca  manoscritta  di  Perugia,  che  starebbe  pur  bene  nella  mia  Eaccolta 
con  altre  assaissime  spettanti  allo  stato  ecclesiastico.  E  sappiate  poi  con 
tutto  vostro  comodo  dirmi,  se  non  ho  più  da  aprir  bocca  su  questo. 

A  me  ancora  fu  scritto  da  Firenze,  eh'  era  disapprovata  la  maniera 
ardita  del  Fiorentinello  centra  d'un  maestro  di  tanto  ereditò  come  siete 
voi.  Avrete  ricevuto  due  lettere,  già  consegnatemi  per  voi  dal  nostro 
sig.  Corradi,  alle  quali  feci  il  soprascritto.  Molto  bene  che  altri   impugni 


-l'T'SB]  A  GIUSEPPE   ANTONIO  SA.SSI  2449 

la  penna  per  voi;  che  non  meritano  la  sferza  vostra  simili  bambocci,  i 
quali  si  fanno  a  credere  di  aver  la  gloria  di  battersi  con  chi  è  tanto  più 
di  loro.  Nel  Giornale  ultimo  m'immagino  che  vi  sarà  qualche  sferzata. 
L'aspetto  a  momenti.  Più  che  mai  mi  rassegno. 


2351. 

A  CASSIODORO  MONTAGIOLI  in  Montecassino. 
Modena,  28  Giugno  1725. 

Biblioteca  del  Skmixario,  Pesaro,  edita  [  106  ]. 

Veggo  la  continuata  premura  di  V.  P.  in  favorirmi,  e  le  porto  ora  i 
più  vivi  ringraziamenti  per  la  scoperta  fatta  della  Vita  di  Matilde.  Ma, 
per  vero  dire,  io  non  saprei  che  sperare  di  buono  da  un'opera  composta 
nel  1442.  L'autore  si  sarà  servito  di  Donizone  ove  ha  potuto:  e,  quello 
che  avrà  aggiunto,  preso  altronde.  Dio  sa  che  cosa  è.  N*  ho  io  un'  altra 
scritta  circa  il  1490  dal  Panezio,  e  mi  è  convenuto  lasciarla  stare,  perchè 
piena  di  anacronismi,  e  d'altri  difetti.  Potrebbe  ella,  se  avesse  tempo,  tra- 
scrivermi da  cotesto  Codice  qualche  cosa  dello  svantaggioso  alla  Contea, 
perchè  avrei  caro  di  esaminarlo.  Da  questo  poco  conoscerò  forse  ciò  che 
vaglia  il  resto. 

Orsù  termini  una  volta  le  sue  fatiche,  e  poi  si  riduca  a  casa,  dove  io 
la  desidero  con  viva  intenzione  di  servirla,  e  intanto,  pieno  di  stima  ed 
osservanza,  mi  rassegno  di  V.  P. 


2352. 

A  GIUSEPPE  ANTONIO  SASSI  in  Milano. 
Modena,  28  Giugno  17^. 

BiBLioTsCA  AvBROsiAX'A,  MilaQO,  tditu  [176J. 

Infine  non  sarà  inutile  la  notizia  ricavata' da  cotesto  manoscritto  della 
Cronaca  piacentina^  poiché  in  tanto  io  l'ho  attribuita  a  Giovanni  de" Mussi. 
in  quanto  che  egli  nomina  se  stesso  nel  testo  verso  l'anno  1390,  che  per 
altro  nel  codice  estense,  né  il  principio  né  il  fine  ci  rappresentano  l'autore 
d'essa  cronaca.  Ora  io  ho  inviato  costà  la  mia  copia,  e  questa  verrà  alle 
mani  di  V.  S.  illustrissima,  acciocché  ella  possa,  siccome  la  supplico,  chia- 
rire se  sia  la  medesima  che  è  costi,  e  riconoscere  se  al  suddetto  anno  o 
in  quel  torno,  vi  sia  il  nome  di  Giovanni  Mussi.  Per  allro.  essendo  questo 
testo  molto  antico,  e  scritto  con  diligenza,  non  crederei  necessario  il  con- 


2450  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [l'TSS- 


fronto  intero  con  cotesto,  se  pure  ella  non  giudicasse  altrimenti:  nel  che 
alla  sua  prudenza  e  bontà  mi  rimetto. 

È  verissimo  che  non  Odilo  ma  Oddo  ha  da  essere  il  pi'imo  abate  Olu- 
niacense.  Io  però  non  so  dire,  se  dal  testo  ch'io  aveva,  o  pure  da  me  sia 
venuto  lo  sbaglio.  Ma  finalmente  questo  non  è  gran  cosa  in  paragone  di 
tanti  altri,  che  sono  corsi  nell'  opera  e  correranno,  quantunque  il  tomo  che 
ora  si  va  stampando  mi  paia  più  corretto  degli  antecedenti. 

Non  solo  non  ho  avuto  dispiacere,  ma  ho  avuto  gusto  singolai'e  che 
V.  S.  abbia  aggiunto,  alla  pi'efazione  dell'epistola  di  Burcardo,  quella  no- 
tizia, e  corretto  ciò  che  riguarda  la  morte  dell' Osio.  Anzi  la  pregai  sul 
principio,  e  torno  di  nuovo  a  pregarla,  che,  qualora  ella  truovi  altre  cose 
degne  di  correzione  o  di  giunta,  con  piena  libertà  faccia  lo  stesso  che  ha 
fatto,  perchè  riceverò  tutto  per  favore;  ed  ora  la  ringrazio  vivamemte  del 
già  operato.  Per  altro  io  mi  credeva  d'aver  letto  in  qualche  buono  autore, 
che  rOsio  fosse  morto  nel  1630,  ma  ella  ne  saprà  meglio  il  vero,  che  avrà 
esaminato  attentamente  il  punto. 

Il  Puricelli  cita  ima  storia  più  diffusa  di  quella,  eh'  io  ho  inviato,  di 
Pietro  Azario,  con  dire  che  il  codice  era  del  Valerio.  Se  mai  V.  S.  illu- 
strissima sapesse  trovarne  conto,  sarebbe  pur  bene,  perchè  quello  è  uno 
di  quegli  autori  più  gustosi,  che  sia  per  avere  la  Raccolta. 

Con  che,  rassegnandole  il  mio  rispetto,  mi  confermo  eie. 


2353. 

A  NICOLA  TACOLI  in  Reggio. 
Modena,  28  Giugno  1725. 

Archivio  Tacoli,  Modena. 

Mi  vien  da  Milano  istanza  ch'io  premurosamente  affretti  il  sig.  Bon- 
vicini,  poiché  la  stampa  del  tomo  VI  s'avvicina  al  fine.  Ho  scritto  che 
avvisino  la  maniera  d'inviare  il  rame,  tagliato  che  sia.  E  che,  se  occorre, 
il  sig.  Argelati  scriva  a  dirittura  a  V.  S.  illustrissima.  La  prego  dunque 
di  sollecitarlo. 

Pagherò  dunque  al  Soliani  le  lire  it.  10  che  debbo  a  lei,  con  ringra- 
ziarla di  nuovo  del  favore. 

Sono  tornato  dalla  villeggiatura,  ma  portando  meco  i  miei  soliti  flati. 
Sia  come  Dio  vuole.  Mi  riverisca  divotamente  il  sig.  dottore  Capilupi  ' 
[Prospero]  :  non  lascerò  mai  d' essere  con  tutto  il  rispetto. 


Sue  lettere  in  Archivio  Soli  Muratori  (li.  liibl.  Est.),  n.°  1  da  Reggio  17^). 


-l'735]  A   FRANCESCO  BRKMBATI  2451 


2354. 

A  CASSIODORO  MONTAGIOLI  iu  Montecassino. 
Modena,  1  Luglio  l'^>. 

BiBLioTKCA  OKL,  Skiiihario,  Pesaró,  edita  1108]. 

Dimenticai,  nello  scrivere  a  V.  P.  l'ordinario  scorso,  di  chiederle,  se 
abbia  ricevuto  la  II  parte  del  tomo  I  Rerum  Italicarum  che  io  feci  avere 
in  S.  Pietro  per  lei.  Nulla  ne  ho  udito  dalla  sua  persona.  Mi  raccomando 
nello  stesso  tempo  a  V.  P.  affinchè,  prima  di  partire  di  costà,  metta 
buon  ordine,  che  la  continuazione  dell'opera  sia  presa  da  cotesti  Padri, 
perchè  altrimente  restei*ebbe  imperfetto  quel  corpo,  e  s' avrebbe  gran  danno. 
Rassegnandole  il  mio  rispetto,  mi  confermo,  di  V.  P. 


2355. 

A  FRANCESCO  BREMBATI  in  Bergamo. 
Modena,  4  Luglio  1725. 

Arcuitio  Bocchi.  Bergamo,  edita  [^l]- 

Nuova  non  poteva  V.  S.  illustrissima  recarmi  più  noiosa  e  spiacevole 
per  me,  quanto  la  perdita  che  costi  s'  è  fatta,  e  che  ho  fatto  anch'  io  del 
sig.  abate  Albrizzi.  Meritava  di  vivere  più  degli  altri  un  signore  di  tanta 
onoratezza,  di  tanto  sapere  e  che  era  di  gloria  a  cotesta  Città.  Nulla,  se 
non  ora,  aveva  io  saputo  di  si  funesto  accidente,  e  però  me  ne  condolgo 
con  esso  lei,  colla  sua  patria  e  meco  stesso,  pregando  nello  stesso  tempo 
il  sommo  Dio.  che  conservi  lei  lungamente  si  ben  incamminata  per  la  via 
delle  lettere  e  di  si  nobD  genio. 

Truovasi  di  presente  il  sig.  d.  Domenico  Vandelli  in  Lorena  col 
sig.  marchese  Pontanelli  [Alfonso  Vincenzo]  a  quella  Accademia,  e  però 
non  è  meraviglia  se  non  rispondeva.  Probabilmente  non  tornerà  se  non  da 
qui  a  due  anni.  Dopo  il  Trattato  della  carità  nulla  ho  potuto  dare  di  più, 
perchè  mi  truovo  troppo  occupato  nell'  opera  di  Milano.  I  due  primi  tomi 
de' miei  Anecdoti  furono  stampati  in  Milano,  e  gli  altri  due  in  Padova. 
Scriverò  colà  per  averli,  e  capitandomi  occasione  per  Mantova  o  Brescia 
li  spedirò  colà.  S' ella  volesse  ancora  un  tometto  mio  d' Anecdoti  greco- 
latini  facilmente  glieli  procurerò,  che  sono  anch'essi  stampati  in  Padova. 
Per  r  opere  del  Maggi,  Pandolfo  Malalesta  le  ristampò  in  Milano,  e,  colà 
scrivendo,  ella  le  avrà  con  minore  incomodo. 


2452  LODOVICO  ANTONIO  MURATORI  \  l'7'ei^- 

Ringraziandola  io  intanto  del  suo  benignissimo  amore,  desideroso 
anch'io  di  confermarle  coi  fatti  il  mio  inalterabile  ossequio,  mi  rassegno, 
di  V.  S.  illustrissima. 


2356.. 

A  FRANCESCO  ARISI  in  Cremona. 
Modena,  5  Luglio  1725. 

Museo  Civico  Cremonese,  edita  [208]. 

Amico  amatissimo. 

Per  vostra  quiete  serva  1"  avviso  che  ho  ricevuto  il  funerale  mano- 
scritto di  Giovanni  Galeazzo,  che  fedelmente  veggo  rapportato  in  volgare 
dal  Cerio,  ma  che  in  latino  farà  migliore  comparsa  nella  gran  Raccolta,  e 
massimamente  per  la  giunta  di  queir  orazione  funebre,  fratesca  si,  ma  però 
a  proposito  per  la  storia.  Sommamente  vi  ringrazio  di  questo  favore  e 
prestito,  e  fra  pochi  di  sarò  in  istato  di  cercare  come  io  possa  rimandare 
il  manoscritto. 

Ninno  più  di  me  sa  compatire  chi  stampa  lontano  da"  suoi  occhi,  che 
n'ho  fatto  e  ne  fo  continuamente  la  pruova  nell'opera  che  si  stampa  in 
Milano.  Un'  errata-corrige,  se  non  servirà  a  rimettere  V  ossa  a  suo  luogo, 
perchè  pochi  vanno  a  leggerlo,  servirà  almeno  per  nostra  discolpa.  Sono 
ed  eternamente  sarò  etc. 


2357. 

A  PIER  CATTERINO  ZENO  in  Venezia. 
Modena,  6  Luglio  1725. 

Biblioteca  del  Seminario,  Padova. 

Crescono  sempre  più  le  obbligazioni  del  Pubblico  verso  V.  R.  per  la 
continuazione  de'  Giornali;  Y  ultimo  tomo  giuntomi  per  dono  della  di  lei 
beneficenza  è  stato  da  me  letto  con  sommo  piacere,  trovandolo  io  ricco  di 
belle  notizie,  e  non  inferiore  a  i  precedenti. 

Crescono  molto  più  le  obbligazioni  mie  proprie  alla  di  lei  bontà,  che 
ha  saputo  dare  si  bel  risalto  alle  cose  mie,  e  farmi  onore  da  per  tutto. 
Di  tutto  infinitamente  la  ringrazio.  Desiderava  io  poi.  e  sperava,  eh'  ella 
favorisse  il  sig.  abate  Falconi  colla  notizia  dei  tre  ultimi  libri  di  Dione 
Cassio,  stampati  da  lui  Greco-Latini  in  Roma,  della  quale  operetta  le 
mandai  il   frontespizio.    Non   so   mai,    perchè   nelle   Novelle   Letterarie  di 


-1*725]  A   FRANCESCO  ARISI  2453 


Roma  non  ne  abbia  fatta  menzione.  Le  resterò  io  ben  tenuto,  se  nel  tomo 
venturo  ella  favorirà  me  e  lui,  essendo  infine  fatica,  la  quale  fa  onore 
air  Italia. 

Fa  ella  menzione,  e  ben  sei  merita,  del  celebre  sig.  Giovan  Alberto 
Fabricio.  Vegga  ancora  di  farne  del  sig.  Giovan  Fabricio  professore  in 
Helmstadt.  il  quale  mi  vien  riferito  dal  sig.  cavalier  Marmi,  che  pubblica 
la  sua  storia  bibliotecaria,  e  parla  di  molti  italiani.  Bisogna  ch'io  mi  pro- 
cacci queir  opera,  intendendo  da  esso  sig.  cavaliere,  che  ha  favorito  me 
ancora.  Rassegnandole  il  mio  immutabil  rispetto,  mi  confermo,  etc. 


2358. 


A  NICOLA  TACOLI  in  Reggio. 
Modena,  12  Luglio  ì~2ó. 

Archivio  Tacom,  Modena. 

Già  è  in  mia  mano  il  rame  intagliato  dal  sig.  Bonvicino.  Credo  che 
piacerà,  ma  stento  a  credere  che  possa  piacere  il  prezzo  di  cinque  filippi, 
non  essendovi  figure,  né  altra  fattura  di  grande  impegno.  Tuttavia  scrivo 
quanto  mi  accenna  V.  S.  illustrissima,  alla  quale  rendo  infinite  grazie  e 
per  averlo  fatto  spacciare  a  tempo,  e  per  avermelo  con  tanta  bontà  e  pron- 
tezza inviato. 

Avviso  ancora  a  Milano  lo  smanco  trovato  nel  pagamento  fatto  a  co- 
testo signor  canonico  Guicciardi,  e  son  certo  che  mi  sarà  ordinato  di  emen- 
darlo. Col  vivo  desiderio  anch'io  di  ubbidirla,  le  rassegno  il  mio  ossequio, 
e  mi  confermo. 

2359. 

A  FRANCESCO  ARISI  in  Cremona. 
Modena,  19  Luglio  1725. 

Musso  Civico  Crkmomcsk,  edita  [208]. 

Amico  amatissimo. 

Per  la  Dio  grazia,  non  solamente  è  vivo  il  sig.  marchese  Orsi,  ma  anche 
in  istato  di  scrivere  da  par  suo.  se  volesse.  Ma  non  sussiste  eh"  egli  abbia 
impresa  la  difesa  del  sig.  Baruffaldi.  Sussiste  bensì  ch'egli  ha  fatto  ri- 
sentimento con  esso  sig.  Baruffaldi.  perchè  abbia  sparsa  tal  voce,  mentre 
egli  è  lontanissimo  dall'entrare  in  brighe  di  si  poco  momento,  e  ha  altro 
da  pensare.  Ecco  a  voi  la  ragione,  perch'  io  nulla  vi  mandi  e  nulla  possa 
mandarvi  di  ciò  che  desiderate. 


2454  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [l'T'SB- 

Orsù  a  correggere,  come  si  può,  la  stampa  del  vostro  Ditirambo,  e 
poi  dargli  le  mosse.  L'aspetto  io  con  ansietà  e  ve  ne  prometto  plauso, 
perchè  avete  bella  grazia  in  questa  sorta  di  componimenti.  Intanto  mi 
rassegno,  etc. 

2360. 

A  GIUSEPPE  MALASPINA  DI  S.'^^   MARGHERITA  in  Monleale 
Modena,  19  Luglio  1725. 

Raccolta  Palmieri,  S.  Paolo,  Roma. 

Male  è  passata  per  me  nella  primavera  passata,  ch'io  ho  dubitato 
forte  di  non  condurmi  al  letto,  tanto  era  afflitta  la  mia  sanità.  Mi  con- 
dussi il  giugno  prossimo  passato  in  villa,  e  ne  sentii  ristoro.  Ora  sto 
combattendo  col  caldo  eccessivo,  infievolito  e  malconcio. 

Arrivò  ne' giorni  addietro  a  consolarmi  lo  stimatissimo  foglio  di  V.  S. 
illustrissima,  da  cui  veggo  goder  ella  una  prospera  salute,  e  me  ne  con- 
gratulo vivamente  con  esso  lei.  S'io  sono  stato  un  pigro  a  scriverle  per 
r addietro,  mi  scusi:  alle  volte  mi  sento  cosi  svogliato  del  mondo,  che 
nemmen  posso  scrivere  una  lettera. 

Vidi  la  Genealogia  Malaspina  ben  fatta,  e  che  reca  di  bei  lumi.  Ma 
essendosi  cominciati  a  vedere  frutti  del  matrimonio  del  signor  Duca  di 
Massa,  benché  finora  feminini,  e  potendone  venir  de  gli  altri  meglio  for- 
mati, non  occorre  far  movimenti,  e  molto  meno  spese  per  ora.  Del  resto 
non  sarà  se  non  bene,  che  la  casa  Malaspina  faccia  ogni  tentativo  pos- 
sibile. Anch'  io  ho  letta  la  prima  parte  dell'  opera  del  signor  Filippi,  e  nella 
stessa  maniera  gli  ho  detto  che  non  avrei  cominciato  si  di  lontano.  Egli 
mi  ha  risposto  le  sue  ragioni.  La  cosa  è  fatta.  Per  altro  l'opera  è  di 
buon  gusto  e  di  molta  erudizione,  se  non  che  tien  troppo  per  gli  Tedeschi, 
e  vuole  che  fino  allorché  regnarono  Guido,  Lamberto,  i  Berengarj  e  Adel- 
berto,  avessero  gius  in  Italia  :  il  che  non  sussiste.  Anche  V.  S.  illustris- 
sima ha  avvertita  questa  partita;  ed  è  vero  che  l'elezione  fu  in  mano  de 
gl'Italiani  per  gran  tempo. 

Nulla  ho  fatto  finora  di  più  pel  signor  marchese  di  Villafranca,  perchè 
S.  A,  serenissima  mi  ordinò  di  ricavare  la  vera  origine  della  signora  mar- 
chesa Laura  ascendente  d'esso  signor  marchese:  il  che  non  ha  potuto  fare 
finora  né  il  signor  marchese  né  io.  E  quando  non  truovi,  starà  arenata 
questa  faccenda.  Io  non  mancherò  di  cercare:  che  avrei  premura  parti- 
colare di  servire  V.  S.  illustrissima  e  lui  nello  stesso  tempo. 

Uscirà  in  breve  il  tomo  VI,  intorno  all'indice  del  quale  sto  faticando, 
ed  ella  vi  vedrà  il  suo  nome  nella  prefazione  al  Caffaro.  Rassegnandole 
il  mio  rispetto,  mi  confermo,  di  V.  S.  illustrissima. 


-17*251  AD   ANTONIO   SCOTTI  2455 


2361. 

A  NICOLA  TACOLI  in  Reggio. 
Modena,  22  Luglio  1725. 

Abchitio  Tacoli.  Modena. 

Me  r  immaginava  io  che  non  sarebbe  piaciata  a  signori  di  Milano  la 
domanda  fatta  dal  sig.  Boavicini  [Bartolomeo]  pel  taglio  dell'arma  Borromea. 
Sopra  di  ciò  mi  ha  risposto  1"  Argelati  con  queste  precise  parole  :  È  un  gran- 
dissimo sproposito  quello  del  Bonvicino  pel  noto  rame,  avendo  noi  fatto  fare 
a  Roma,  e  a  Vetiezia  V  altre  armi  per  le  dedicatorie,  ben  più  faticose  come 
ognun  può  vedere,  né  ci  costano  piii  di  4  filippi  V  una,  compreso  il  di- 
segno, che  ne  vale  uno  ;  sicché  a  proporzione  quella  del  Bonvicino  non 
dovrebbe  esser  pagata  pik  di  due,  essendo  V  arma  semplice,  e  tanto  ci  costa 
quella  del  sig.  conte  Governatore,  che  pure  era  liscia.  Né-  occorreva  che 
vi  facesse  il  disegiw  mentre  per  intagliarlo  al  rovescio  adoperano  lo 
specchio,  Poi  mi  dice  che  accomodi  io  il  prezzo  supponendo  che  mi  sia 
facile  di  ridurre  a  più  tollerabil  partito  il  sig.  Bonvicino.  e  ch'egli  non 
voglia  col  primo  lavoro  disgustare  e  perder  chi  potrebbe  dargli  gran  gua- 
dagno, se  ne  vorrà.  Prego  dunque  V.  S.  illustrissima  di  pai-larne  e  di 
trattarne  con  esso  lui,  e  di  significarmi  poi  cosa  sarà  risoluto,  acciocché 
io  dia  a  Milano  risposta  categorica  in  questo  particolare,  e  si  pensi  a  pa- 
garlo. Se  poi  V.  S.  illustrissima  volesse  pagare  al  signor  canonico  Guicciardi 
quel  di  più  che  egli  additò  a  lui  dovuto  della  rimessa  del  signor  conte 
Archinti,  gliene  resterò  tenuto,  e  farò  abbonarglielo  dal  Soliani.  Pagai  per 
L.  42,5  di  Milano.  Dovevano  essere  L*  43,17,6.  La  lira  milanese  vale,  di 
moneta  nostra,  bologniui  40.  Ratificandole  il  mio  rispetto,  mi  confermo,  etc. 


2?62. 

AD  ANTONIO  SCOTTI  in  Venezia. 
Modena,  27  Luglio  1725. 

Abchitio  Trxhtin,  Venezia,  edita  [168]. 

Perchè  il  nostro  corriere  differì  la  partenza,  tardi  ancora  ho  io  rice- 
vuto l'involto  speditomi  da  V.  S.  illustrissima,  e  mi  preparava  io  a  darle 
avviso  d'averlo  già  in  mano,  quando  mi  è  giunto  lo  stimatissimo  foglio 
suo  colla  premura  di  tenerne  conto.  Stia  pur  ella  quota  su  questo,  che, 
a  suo  tempo,  tutto  sarà  fedelmente  restituito. 


245G  LODOVICO   ANTONIO   MUHATOEI  [l'7S5- 

"Nel  manuscritto  di  mano  recente  trovai,  che  stavano  le  cronache  di 
liolandino  e  àe  Cortusi,  già  com'ella  sa,  stampate.  Sicché  da  esso  libro 
farò  solamente  copiai*e  l'opuscolo  primo  e  l'tiltimo  che  tratta  della  fa- 
miglia; e  l'uno  e  l'altro  sarà  poi  da  me  letto  ed  esaminato  per  vedere 
quale  uso  se  ne  possa  fare.  L' altro  delle  guerre  venete  è  ben  cosa  di  mio 
genio,  e  indubitatamente  penso  di  stamparlo,  e  ne  farò  onore  anche  al  gen- 
tilissimo benefattore.  Intanto  le  rendo  somme  grazie  de' molteplici  favori, 
e  augurandomi  anch'io  la  fortuna  di  ubbidirla,  con  tutto  l'ossequio  mi 
rassegno. 

2363. 

A  MAURO  ALESSANDRO  LAZZARELLI  in  Milano. 
Modena,  2  Agosto  1725. 

Archivio  Soli  Muuatori  (  R.  Bibl.  Est.  ),  Modena. 

Vero  è.  che  mi  dolgo  dello  stomaco  infievolito,  di  flati  continui,  e  di 
moleste  vigilie:  pure  per  la  Dio  grazia  sono  in  piedi,  e  vo  anche  tiranlo 
qualche  linea:  e  se  il  signor  barone  di  Bonoff  verrà,  procurerò  di  ser- 
virlo. Ringrazio  ben  vivamente  la  bontà  di  V.  P.  revBrendissima  per  la 
sua  premura  di  mia  salute,  e  godo  poi  di  udire  felicissima  la  sua  :  che 
non  son  già  i  63  anni  che  facciano  l'uomo  vecchio,  ma  si  bene  gli  ac- 
ciacchi, che  prego  a  lei  sempre  lontani.  Nulla  ho  udito  dire  di  nuovo  da 
Roma  centra  l'opera  grande.  Vedremo  se  ad  alcuno  verrà  il  prurito 
d'uscire  in  campo,  e  poi  allora  vi  penseremo.  Ho  risposto  al  signor  mar- 
chese di  Malaspina. 

Ma  io  ho  gran  bisogno  dell'appoggio  e  mediazione  di  V.  P.  reveren- 
dissima per  una  briga  che  mi  preme  forte.  Per  non  ripetere  una  lettera, 
e  schivar  la  fatica,  mi  favorisca  di  leggere  l' inchiusa,  che  va  all'  Ill.mo 
Sig.  Sig.  e  P.ron  Col.mo  il  Sig.  Marchese  Teodoro  Alessandro  7'rividzio, 
che  da  essa  ella  intenderà  ciò  che  mi  scotta.  Non  so  se  il  signor  Sassi 
(sia  detto  in  estrema  confidenza)  che  vuol  cacciare  il  naso  dapertutto,  ne 
è  mai  sazio  di  gloria,  volendo  entrare  per  forza  a  fare  da  mio  compagno, 
ed  anche  da  maestro  nella  mia  Raccolta;  o  pure  1"  Argelati  che  vuole  spa- 
troneggiare,  e  saperne  più  dì  me,  e  non  dipendere  da  me;  non  so,  dico, 
chi  sia  stato  il  promotore  di  quanto  è  accaduto.  So  eh'  io  non  vo'  digerirla 
e  per  questo  ricorro  al  di  lei  patrocinio.  Ho  dunque  bisogno,  ch'ella  unito 
ciò  che  va  al  suddetto  signor  marchese,  faccia  fare  il  soprascritto,  e  si- 
gillata la  lettera,  voglia  trattare  con  esso  cavaliere  di  questo  afiEare.  Caso 
che  fosse  in  villa,  pensi,  qual  ripiego  si  possa  prendere:  perchè  vorrei 
pure,  che  fosse  egli  il  mediatore,  siccome  cavaliere  di  gran  prudenza,  e 
che  mi  vuol  bene.  Il  punto  sta.  in  caso  di  non  poter  avere  le  mie  conve- 


-1*725  1  A    MAURO   ALESSANDRO   LAZZARELLI  2457 


nienze,  a  riavere  i  manoscritti  miei.  Sopi^  qtiesto  imploro  la  di  lei  auto- 
rità: se  è  prima  mancato  a  me,  non  manco  io  agli  altri,  richiedendo  ciò 
che  è  mio.  E  tenga  a  mente,  eh'  io  non  voglio  ripieghi,  ma  che  si  levi  via 
quella  prelazione,  a  cui  ne  sostituirò  io  altra,  che  empierà  le  facciate 
vote.  Tutto  va  fatto  senza  remore,  e  con  trattarne  confidentemente  col  solo 
signor  marchese  Trivulzio  suddetto.  Sassi  ricorse  ancora  al  sig.  conte  Carlo 
Archinti;  ma  egli  non  è  della  società.  Intanto  io  non  mando  l'indice,  né 
altro,  se  non  veggo  rimediato  al  passato. 

Mi  scusi,  mi  perdoni.  E  con   tutto   l'ossequio  mi  confex"mo,   di   V.  S. 
reverendissima. 


2364. 

A  FRANCESCO  BREMBATI  in  Bergamo. 
Modena,  9  Agosto  1725. 

Akchìvio  Soli  Mchatoki  {li.  Bibl.  Est.),  Modena,  edita  [234]. 

Giacché  V.  S.  illustrissima  ha  da  altra  parte  soddisfatto  al  suo  be- 
nignissimo  genio  verso  le  cose  mie  senza  lasciar  campo  a  me  di  punto 
servirla,  m'augui'erò  altre  occasioni  di  poterle  comprovare  la  mia  pron- 
tezza ad  ubbidirla.  Da  che  usci  fuori  il  mio  Trattato  della  Carità,  altro 
non  ho  potuto  dare,  perchè  tutto  occupato  nell'opera  grande  di  Milano. 
Se  ne  darò,  a  Dio  piacendo,  ella  sarà  de' primi  a  saperlo.  Intanto  mi  ral- 
legro vivamente  con  esso  lei  al  mirare  con  che  ansietà  ella  vada  cercando 
le  Vie  di  coltivar  sempre  più  il  suo  nobile  ingegno.  E  bramoso  della  con- 
tinuazione della  sua  stimatissima  padronanza  le  rassegno  il  mio  indelebil 
ossequio  con  protestarmi  più  che  mai,  di  V.  S.  illustrissima. 

2365. 

A  MAURO  ALESSANDRO  LAZZARELLI  in  Milano. 
Modena,  9  Agosto  IT'S. 

Archivio  Soli  Mubatobi  (  R.  BibU  Est.  ),  Modena. 

Già  mi  ha  scritto  il  signor  marchese  Trivulzio  sopra  1'  affare,  che  rac- 
comandai alla  bontà  di  V.  P.  reverendissima,  e  siccome  informato  dal  solo 
Argelati,  mi  consiglia  a  quotarmi.  Rispondo  io  oggi  al  cavaliere  una  let- 
tera, che  volentieri  avrei  prima  mandato  sotto  i  di  lei  occhi,  se  non  avessi 
avuto  paura  d' incomodarla  troppo  con  grossi  plichi,  giacché  mi  conviene 
inviargliene  un'altra  per  pregarla  d'altro  favore.  S'ella  vorrà  e  potrà  ab- 


2458  LODOVICO    ANTONIO   MURATORI  [1*735- 


boccarsi  ool  suddetto  signor  marchese,  so  eh'  egli  le  leggerà  tutte.  Mia 
premura  è  che,  si  levi  quella  prefazione,  che  mi  è  d'aggravio.  La  ma- 
niera di  farlo  è  rimessa  alla  prudenza  del  cavaliere  e  di  V.  P.  reveren- 
dissima, a  i  quali,  udite  che  abbiano  le  mie  ragioni,  son  anche  per  rimet- 
termi in  tutt' altro.  Il  signor  marchese  Orsi,  a  .  cui  ha  l'Argelati  scritta 
una  lettera  col  suo  solito  inchiostro,  crederebbe  che  ne  dovessi  io  scri- 
vere a  dirittura  al  signor  Sassi.  Non  ricuso  di  farlo  :  dipenderà  da  quanto 
sarà  stabilito  costi.  Ciò  che  può  dar  fastidio  a  cotesto  degnissimo  cava- 
liere si  è  il  pensare,  che  si  disgusterà  esso  sig.  Sassi,  e  che  sarà  chiusa 
la  Biblioteca  per  noi.  Se  è  uomo  giusto,  non  dee  aversi  a  male,  che  io 
cei'chi  le  mie  convenienze,  e  ha  da  rimediare  ali"  aver  messo  contra  altrui 
volontà  la  falce  nella  mèsse  altrui.  Ma  s'egli  vorrà  disgustarsi,  dica  in 
confidenza  al  signor  marchese  ch*^  io  noi  desidero  già,  amando  la  sua  ami- 
cizia e  corrispondenza,  ma  che  facendolo  egli,  non  ne  verrà  male  alcuno 
alla  nostra  impresa  ;  perchè,  a  riserva  di  Sozomeno  e  di  Tolomeo  da  Lucca, 
noi  non  abbiam  più  bisogno  dell'Ambrosiana,  e  Sozomeìio  l'avrò  altronde, 
e  troverò  anche,  occorrendo  Tolomeo.  Vero  è,  che  questo  ultimo  avrei  caro 
che  si  cavasse  dall'  Ambrosiana,  tralasciando  però  le  cose  superflue.  E  po- 
trebbono  pensare,  se  si  potesse  procurarne  la  copia  ora,  con  tardare  fino 
all'ultimo  a  parlare  della  Prefazione,  che  io  desidero  levata  via.  Gli  altri 
manoscritti  gli  ho  io  tutti  all'ordine;  e  però  nulla  mi  sgomenterei,  e  forse 
avremmo  più  pace.  Per  altro,  il  signor  Sassi,  sebben  va  dicendo  la  mia 
Biblioteca,  i  miei  manoscritti  (il  che  non  so  come  cammini  bene)  non  è 
in  fine  il  padrone  né  de' manoscritti,  uè  della  Biblioteca,  e  si  potrebbe 
trovar  via  di  aver  tutto  di  là  con  ordine  de' superiori.  In  fine  il  signor 
Sassi  può  contentarsi  d'aver  fatte  le  note;  e  forse  senza  che  né  il  signor  mar- 
chese Trivulzio,  né  gli  altri  signori  hanno  punto  saputo,  ch'egli  fosse  per 
fare  ciò  che  ha  fatto  :  perchè  l' Argelati  suol  farla  da  indipendente,  e  da 
che  si  è  posto  in  capo  di  comparire  un  Aldo,  e  uno  Stefano,  non  se  gli 
può  stare  fra  piedi.  Torno  a  dire,  che  la  prudenza  d'esso  signor  marchese, 
e  di  V.  P.  reverendissima  troverà  i  rimedi  opportuni,  e  mi  raccomando 
pel  passato  e  per  l'avvenire. 

L' altro  favore,  di  cui  mi  occorre  di  pregarla,  si  è,  eh'  io  allorché  presi 
congedo  dall'Ambrosiana  per  venir  qui,  vi  lasciai  ne' camerini  alcune  balle 
del  primo  e  secondo  tomo  de' miei  Aneddoti,  stampati  a  mie  spese  costi. 
Ne  ho  fatto  venire  una  o  due  ballotte  :  il  resto  è  tuttavia  colà.  Ora  avendo 
saputo  da  un  cavaliere  mio  amico,  ch'egli  ne  ha  avuto  un'esemplare  dal 
signor  Sassi,  non  so  se  in  dono,  o  per  danari  (  so  che.  senza  mia  saputa  )  e 
temendo  io  ch'egli  possa  essersi  presa  (vegga  egli,  con  che  coscienza)  la 
stessa  libertà  con  altri  :  ho  bisogno  di  ritirar  ciò  che  avanza,  e  mi  rivolgo 
a  lei  per  questo  favore.  A  tal  fine  inchiudo  una  lettera  pel  detto  signor 
Sassi,  a  cui  non  va  punto  palesato  il  motivo  che  mi  ha   indotto   a   scari- 


-1*7351  A   GIUSEPPE   ANTONIO  SASSI  2459 


cario  di  questo  peso:  ma  converrebbe  presentar  la  lettera,  e  nello  stesso 
tempo  portar  via  caldo  caldo  l'avanzo  di  quelle  copie.  Mi  potrebbe  favo- 
rire di  trovarvi  luogo  in  cotesto  Monastero,  che  saputo  poi,  quante  copie 
siano,  penserò  se  debbo  farle  venire.  La  spesa,  che  occorrerà,  basta  ch'ella 
me  l'accenni,  che  sarà  rimborsata.  Vegga  quanti  imbrogli  mi  vengono  ad- 
dosso anche  per  imbrogliare  V.  P.  reverendissima.  Avverta  che,  finito 
questo  mese,  si  chiude  la  Biblioteca. 

Pregandola  intanto  di  Scusa  per  li  replicati  incomodi,  con  tutto  l'os- 
sequio mi  confermo,  di  V.  P.  reverendissima. 


2366. 

A  GIUSEPPE  RIVA  in  Hannover. 
Modena,  10  Agosto  l?'^. 

il.  BiBLioTKCA  EsTEKSK,  Modeoa. 

Mi  occorre  di  pregare  la  di  lei  bontà  duna  notizia.  C'è  un  mio  amico 
poeta  italiano  che  bramerebbe  di  somministrare  un  dramma  alla  com- 
pagnia musicale  de' nostri  italiani  di  Londra,  sperando  di  ricavarne  buon 
profitto.  La  prego  di  significarmi  se  sia  cosa  possibile,  se  premio  speciale 
se  ne  possa  aspettare,  e  quanti  personaggi  d'ordinario  entrino  in  un 
dramma.  Si  esibisce  egli  di  mandarne  per  prova  uno  ch'egli  intende  di 
fare.  Io  poi  ho  bensì  un  pajo  di  forbici  di  Spagna  ottime;  ma  non  mai 
m'è  riuscito  d'avere  un  buou  temperino  per  le  penne,  di  cui  ho  mag- 
giormente bisogno.  Se  mai  o  la  Britannia  industriosa,  o  cotesti  ferrei  te- 
deschi ne  avessero  degli  ottimi,  abbia  presente  il  bisogno  e  desiderio  mio. 
E  si  goda  le  famose  birre  di  cotesti  paesi,  che  noi  staremo  tutto  dì  im- 
mersi nella  lite  per  l'eredità  Foresta,  che  ci  comincia  molto  ad  imbro- 
gliare, da  che  il  grande  artiglio  ha  cominciato  ad  entrarvi.  Ringrazian- 
dola de' suoi  continui  carissimi  saluti,  mi  rassegno. 


2367. 

A  GIUSEPPE  ANTONIO  SASSI  in  Milano. 
Modena,  10  Agosto  1725. 

Biblioteca  Ambboììiana,  Milano,  edita  [176]. 

Essendomisi  presentata  congiuntura  per  far  venire  a  Modena  le  copie 
de' miei  Anecdoti  che  restano  ne' camerini  dell'Ambrosiana,  mediante  le 
grazie  che  è  per  dispensarmi  il  reverendo  P.  residente  Lazzarelli,  sono  a 


24(30  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [l'J'SB- 

pregare  V.  S.  illustrissima  che  voglia  consegnare  a  lui,  o  a  chi  per  lui 
verrà,  tutto  ciò  che  finora  con  tanta  bontà  e  pazienza  è  stato  custodito 
costi;  che  del  favore  le  resterò  ben  tenuto.  Con  tal  congiuntura  ratifican- 
dole il  mio  rispetto  mi  confermo,  etc. 


2368. 

A  PIER  CATTERINO  ZENO  in  Venezia. 
Modena,  10  Agosto  1725. 

Biblioteca  del  Semixakio,  Padova. 

Da  un  amico  mi  si  fa  sperare  il  tomo  VI  della  Bibliotheca  Fahriciana^ 
e  però,  solamente  in  caso  che  fosse  costi  da  vendere  il  volume,  ne  farei 
volentieri  l'acquisto.  Intanto  mi  protesto  ben  tenuto  alla  somma  gentilezza 
di  V.  Ei.  per  l'esibizione  fattami  di  far  trascrivere  ciò,  che  mi  riguarda, 
dicendomi  il  signor  cav.  Marmi,  che  v'ha  qualche  cosa,  che  non  batte  a 
segno.  E  se  quello  scrittore  non  è  se  non  pei  suoi  eretici,  non  merita 
d'  aver  luogo  nel  Giornale. 

Saran  gittati  i  passi  di  V.  E,,  nella  i-icerca  di  quel  manoscritto  del 
Cast'elvetro,  perchè  e  indubitato,  che  a  sollicitazione  mia  fu  ricuperato 
dalle  mani  di  chi  l'ebbe  dopo  la  morte  di  Jacopo  Grandi,  e  dopo  essere 
stato  iri  mia  mano  fu  riposto  qui  nel  Collegio  di  S.  Carlo.  Quando  non 
ae  fosse  restata  copia  costi,  1'  originale  certo  non  vi  restò. 

S'è  offeso  il  signor  dottor  Bianchi,  al  quale  in  Milano  è  appoggiata 
la  coi'rezione  della  stampa  Rerum  Italicarum,  perchè  il  P.  Stampa  abbia 
fatto  avvisare  il  pubblico  nel  Giornale  ultimo  di  que'  pochi  errori  scorsi 
nel  Poema  Cumano:  e  avuto  avviso,  ch'egli  sia  per  fare  una  lettera,  gli 
ho  scritto  pregandolo  di  lasciar  simili  brighe,  che  nulla  importano.  Fin 
ora  non  ho  veduta  l'isposta.  Oh  come  alcuni  son  mai  delicati!  Bisogna, 
ch'io  soffra  in  pazienza  errori  più  massicci,  che  corrono  colà  per  la  mia 
lontananza.  Sed  longo  In  opere  etc.  Rassegnandole  il  mio  immutabile  os- 
sequio, mi  confermo,  etc, 

2369. 

A  LUC  ANTONIO  GENTILI  in  S.  Marino. 
Modena,  15  Agosto  1725. 

Biblioteca  del  Seminario,  Pesaro,  edita  [108]. 

Il  cavaliere,  che  in  Vienna  avrebbe  desiderato  qualche  italiano  di 
buon  gusto,  è  il  sig.  conte  Antonio  di  Collalto,  del  Consiglio  di  S.  M.  Ce- 


-l'TS&l  A  GIUSEPPE  ANTONIO  SASSI  2461 


sarea,  cavaliere  italiano,  ricco,  poeta,  e  signor  generoso.  Darebbe  la  tavola, 
cento  fiorini  l'anno,  cioè  25  ongheri,  carrozza  alle  occorrenze,  e  la  messa 
pagata  da  lui,  o  avuta  altrove,  e  di  molto  frutto.  L' incombenza  del  sog- 
getto sarebbe  di  scrivere  qualche  lettera  al  cavaliere,  e  d'insegnare  lingua 
italiana  a'  suoi  figliuolini.  Quando  il  posto  fosse  tuttavia  vacante,  e  V.  S. 
volesse  accudirvi,  io  non  dubito,  che  le  spese  del  viaggio  non  sieno  som- 
ministrate dal  cavaliere.  Per  altro  tanti  e  tanti  italiani  sanno  vivere  in 
Vienna,  e  però  anch'  ella  potrebbe  starvi,  e  con  agio,  e  in  un  mondo  assai 
nobile    ed  illuminato.  Risolvendo  lei,  ne  scriverò  io. 

Ebbi  lettera  del  sig.  Simbeni;  ma  nuli' altro  ho  veduto.  Non  se  ne 
metta  ella  in  pena.  Desideroso  di  tutti  i  di  lei  vantaggi  con  vera  osser- 
vanza mi  confermo,  di  V.  S. 


2370. 

A  GIUSEPPE  ANTONIO  SASSI  in  Milano. 
Modena,  15  Agosto  17S. 

Biblioteca  Ambrosiasa,  Milano,  edita  [176]. 

Quanto  V.  S.  ha  fatto  sapere  al  reverendo  P.  residente  Lazzarelli  è 
stato  da  me  veduto.  Ha  anch'olla  veduto  ciò  ch'io  scrissi  al  signor  mar- 
chese Trivulzio  intorno  alla  di  lei  prefazione  a  Romualdo,  e  s'ella  con 
più  posatezza  l'avesse  considerato,  avrebbe  trovato  col  vestirsi  alquanto 
de' miei  panni,  ch'io  non  ho  torto  nell' essermi  lagnato  del  signor  Arge- 
lati  e  della  prefazione  suddetta.  Ella  si  figura  ch'io  nulla  stimi  le  anno- 
tazioni sue,  eh'  io  ab  borrisca  tutto  ciò  che  viene  da  lei.  e  tutto  andrà  a 
finire  in  credere,  ch'io  troppo  amante  di  me  stesso,  e  mosso  da  invidia, 
non  voglia  lei  a  parte  d'alcuno  onore  nell'opera  che  si  stampa  costi.  Di 
grazia  deponga  V.  S.  illustrissima  sentimenti  tali.  Non  sono  le  prefazioni 
sue  che  mi  dispiacciono.  Altre  volte  ne  ha  fatte  approvate  e  lodate  da 
me,  ed  ultimamente  m'è  piaciuta  molto  la  posta  davanti  al  Morena,  perchè 
la  fatica  utile  da  lei  fatta  n'era  ben  meritevole,  ed  io  ben  sapeva  che 
era  per  farla.  La  prefazione  a  Romualdo  m'è  dispiaciuta  e  dispiace,  non 
perchè  fattura  di  lei,  ma  perchè  distrugge  ciò  ch'io  aveva  già  pubblica- 
mente protestato  di  non  voler  fare,  cioè  di  non  voler  dare  tutto  Romicaldo. 
e  giacché  ne' giornali  di  Lipsia  e  di  Venezia  v'ha  parole  indicanti  ch'io 
non  sia  il  principale  in  questa  società,  ma  come  persona  che  serve  con- 
dotta dal  buon  genio  di  cotesti  miei  riveriti  signori,  maggiormente  ciò  si 
crederebbe  al  vedere  che  costi  si  guasta  il  già  disegnato  da  me.  E  tanto 
più  m' è  rincresciuto  l' affare,  quanto  che  il  signor  Argelati  nulla  m' ha 
voluto  dire  di  questo  concerto,  se  non  dappoiché  il  torchio  ave»  già  co- 
Epistolario  di  Lodovico  Antonio  Muratori.  —  Voi.  VL  166. 


2462  LODOVICO   ANTONIO   MURATOEI  [  17*35 - 


minciata  la  stampa,  acciocché  non  potessi  impedirlo.  Se  si  voleva  dar  tutto 
Romualdo,  pazienza;  non  istimo  io  tanto  la  mia  opinione,  che  non  m'ac- 
comodi anche  all'  opinione  e  volere  degli  altri  ;  ma  in  tal  caso  ho  da  esser 
io,  che  renda  ragione  al  pubblico,  perchè  mi  sia  disdetto,  altrimenti  appa- 
rirebbe discordia  fra  chi  ha  mano  in  cotesta  opera,  e  con  pregiudizio  di 
ciò  che  m'è  stato  accordato  nel  frontispizio  d'essa  opera.  Il  signor  Arge- 
lati  s' è  preso  altre  libertà  centra  il  mio  sentimento,  ma  perchè  non  appa- 
riva in  pubblico  questa  contrarietà  d' idee,  non  ho  alzata  la  voce.  Ora  egli 
ha  voluto  troppo,  e  ciò  io  noi  posso  permettei"e. 

Vengo  alle  note  di  V.  S.  illustrissima.  Si  sarà  ella  immaginato,  eh'  io 
abbia  finto  delle  querele  altrui  per  tante  note  finora  poste  alle  cose  da  noi 
stampate,  solo  per  escludere  quelle  di  lei,  ch'ella  giugno  a  credere,  che 
passino  nella  mia  mente  per  cattive,  perchè  sue.  E  io  all'incontro  stimo 
buone  buonissime  le  note  sue,  e  appruovo  tutte  le  altre  finora  fatte  anche 
dagli  altri;  ma  non  so  approvarne  da  qui  innanzi,  perchè  la  verità  è,  che 
ho  sentito  farne  doglianza  da  uomini  intendenti,  l' ultimo  de'  quali  in  passare 
per  Modena  fu  il  signor  fiscale  Riccardi  ;  e  la  ragion  loro  si  è  :  che  oramai 
si  danno  fuori  autori  non  oscuri  e  non  bisognosi  di  lume;  e  quand'anche 
abbiano  sbagli  nelle  cose  lontane  da'  lor  tempi,  che  tutti  ne  hanno,  non 
merita  la  spesa  il  correggerli,  perchè  ciò  possono  farlo  tutti  gli  intendenti  : 
e  che  il  pubblico  desidera  le  storie  de' vecchi  e  non  già  i  ricci  de' moderni; 
e  che  caricandosi  di  note  i  tomi,  i  tomi  cresceran  troppo,  e  si  verranno 
a  perdere  i  compratori  e  i  lettori  ancora.  Ma  s' ella  vuol  conoscere  s' io 
sia  di  sentimento  diverso  e  covi  altro  pensiero,  miri  che  potrei  fare  anch'  io 
di  simili  ornamenti  alle  cose  che  mando,  potendosene  fare  a  tutte,  qualor 
si  voglia  ;  e  n'  avrei  avuta  per  esempio  l' occasione  in  Sicardo  che  ha  di 
molti  sbagli  nell'  antico,  e  al  Caffaro  e  al  Boncompagno  e  simili  altri  ;  pure 
me  ne  sono  astenuto,  che  avrei  caro  che  non  andasse  in  eterno  cotesta 
raccolta.  E  chi  volesse  pigliarsi  la  briga  di  correggere  tutti  gli  sbagli  del 
Fiamma  nel  Manipulus  Florum,  farebbe  un  altro  manipolo.  Per  altro  le 
fatte  da  V.  S.  illustrissima  a  Romualdo,  siccome  poche,  e  solo  per  cor- 
reggere qualche  sbaglio  di  lui,  non  saran  d'aggravio;  e  se  il  signor  Ar- 
gelati  me  ne  avesse  avvisato  per  tempo,  nulla  avrei  detto  all'udire  che  si 
tratta  di  poco. 

Vegniamo  ora  alla  conclusione.  Quantunque  io  avessi  potuto  preten- 
dere ch'ella  non  avesse  da  far  come  sua  un'operetta  ch'io  aveva  copiato 
di  mia  mano  e  mandata  costà,  senza  averne  punto  d'obbligazione  a  lei, 
tuttavia  voglio  accomodarmi  al  già  fatto.  Ciò  ch'io  pretendo  si  è,  ch'ella 
non  istia  sopra  di  me  in  un'  opera  che  porta  il  mio  nome  ;  non  già  eh'  io 
non  sappia,  ch'ella  non  ha  mai  avuto  questa  intenzione;  non  già  ch'io  sia 
si  innamorato  di  me,  che  non  ami  correzione,  o  non  voglia  mai  cedere 
all'  altrui  parere,  perchè  mi  riconosco  per  capace,  più  che  altri,  di  errare, 


-l^SB]  A   NICOLA   TACOLI  2463 


ed  ella  sa  che  Tho  pregata  di  correggere  le  cose  mie.  e  che  gliene  resto 
tenuto;  ma  perchè  in  cotesta  opera  non  par  conveniente,  che  si  mirino 
prefazioni  che  sbattano  le  mie,  e  amando  io  le  segrete,  non  le  pubbliche 
correzioni.  Pertanto  io  crederei  ben  fatto,  per  camminare  di  concordia, 
ch'ella  si  contentasse  ch'io  rifacessi  la  mia  prefazione,  per  dire  le  ra- 
gioni che  mi  bau  mosso  a  vai-iar  pensiero  intorno  a  Romualdo.  Anch'  ella 
poi  vi  aggiunga  un  suo  monitum  o  un'altra  prefazione,  se  vuole,  col  suo 
nome  in  fronte,  che  ciò  non  mi  dà  pena,  con  dire  perchè  abbia  fatto  le 
sue  gastigazioai  a  quella  storia.  Cosi  avremo  tutti  e  due  il  nostro  intanto. 
Da  qui  innanzi  poi,  qualora  occorrerà  di  dar  cose  estratte  dall'ambro- 
siana, non  ho  difficultà  che  ne  sia  dato  a  lei  il  suo  merito,  purché  io 
precedentemente  sappia  le  cose,  credendo  che  ciò  mi  sia  dovuto  per  la 
direzione  che  ho  d'avere  dell'opera.  Ma  il  signor  Argelati  non  ha  da 
esser  egli  che  determini  a  suo  capriccio,  e,  molto  meno,  senza  mia  saputa, 
in  cose  che  riguardano  me.  che  questa  è  stata  la  principal  cagione  di 
dolermi  in  tal  congiuntura.  Se  questi  miei  sentimenti  possano  parere  in- 
giusti, mi  rimetto  alla  di  lei  prudenza,  e  a  quella  di  cotesti  miei  riveriti 
cavalieri,  che  con  tanto  ardore  promuovono  costi  la  nostra  impresa.  In- 
tanto, senza  diminuzione  di  quella  stima  e  rispetto  che  ho  sempre  avuto 
ed  avrò  di  lei,  mi  rassegno,  etc. 


2371. 

A  NICOLA  TACOLI  in  Reggio. 
Modena,  15  Agosto  1725. 

Archivio  Tacou,  Modena. 

Essendo  insorta  qualche  differenza  fra  me  e  l' Argelati,  non  ho  potuto 
far  risolvere  il  prezzo  della  fatica  fatta  dal  signor  Bonvicini,  intorno  alla 
quale  già  intesi  le  discrete  proposizioni  fatte  da  V.  S.  illustrissima,  che 
non  dovrebbono  dispiacere  in  Milano.  Intanto  se  il  signor  Bonvicini  avesse 
bisogno  di  qualche  danaro,  ella  può  favorirmi  di  dargliene. 

Mi  sono  intaso  qui  col  Soliani.  Egli  ha  dato  conto  a  lei  di  zecchini 
48,17,6  moneta  di  Milano  da  lei  pagati  per  mia  parte  al  signor  canonico 
Guicciardi,  che  sono  di  moneta  di  Modena  zecchini  87,15,  e  queste  andranno 
in  isconto  del  di  lei  debito  per  la  stampa  della  di  lei  òpera,  non  volendo 
egli  mischiare  co' suoi  il  conto  dell'opera  Rerum  Italicarum,  di  cui  dice 
essere  creditore  di  V.  S.  illustrissima  per  due  tomi.  La  prego,  adunque,  di 
pagare  al  suddetto  signor  canonico  L.  3.15  che  oltre  alle  84,  già  pagate, 
sono  a  lui  dovute.  Il  sesto  tomo  dell'  opera  a  momenti  è  per  uscire,  avendo 
io  già  inviato  a  Milano  l' indice,  e  il  rame  tagliato  costi.  Bisogna  dar  tempo 


2404  LODOVICO    ANTONIO   MURATORI  [l'7c35- 


alla  spedizione  delle  balle,  ed  ella  subito  che  sarà  qui,  ne  riceverà  l'av- 
viso. Ebbi  la  fortuna  di  riverii-e  il  signor  conte  suo  fratello  col  signor 
abate  suo  compagno.  Con  che,  rassegnandole  il  mio  rispetto,  mi  confermo. 


2372. 

A  GIAMBATTISTA  BIANCONI  in  Bologna. 
Modena,  16  Agosto  1725. 

Archivio  Biakcoki,  Bologna,  edita  [189]. 

So  che  V.  S.  si  gode  la  villa,  e  con  ottima  sanità,  del  che  seco  viva- 
mente mi  rallegro.  Penso  anch'io  di  lasciare  la  città  fra  pochi  giorni,  ma 
non  porterò  in  villa  gran  provvisione  di  sanità. 

Mi  è  stata  cara  la  copia  della  moneta  di  Andrea  Dandolo,  e  la  man- 
derò a  Milano,  dove  credo  che  sarà  ben  ricevuta.  Credo  altresì,  che  se 
potessimo  avere  altre  antiche  monete  di  Bologna,  ne  facessero  volentieri 
fare  il  taglio  in  rame  colà,  per  distribuirle  a'  suoi  siti  nella  storia  Bolo- 
gnese. Ma  convien  prima  sapere,  se  cotesto  letterato,  il  quale  avea  preso 
l'assunto  della  Monetaria  Bolognese,  proseguisca  nel  suo  disegno;  perchè 
se  si,  la  fatica  sarebbe  buttata,  ove  egli  ci  prevenisse. 

Farò  copiare  quel  pezzo  del  Borsello,  di  cui  la  S.  V.  mi  ha  favorito. 
M'immagino  ch'ella  avrà  ricevuto  indieti'o  l'altro,  che  le  rimandai.  Ma 
allorché  ella  ritornerà,  in  città,  avrò  ben  bisogno  di  un  favore  da  lei,  cioè 
ch'ella  si  pigli  l'incomodo  di  confrontare  con  un  testo  migliore,  quanto 
io  precedentemente  feci  copiare  dal  di  lei  codice.  Perchè,  dove  si  tratta 
della  uccisione  di  Annibale  Benti voglio  fatta  dai  Canetoli.  v'ha  dLe^' hysteron 
proteron,  e  l'ossa  non  sono  a  luogo.  S'io  potessi  aver  sotto  gli  occhi  la 
storia  Bolognese  che  ella  mi  accenna  di  Fra  Bartolomeo  dalle  Pagliolo, 
potrei  dirle,  se  tornasse  il  conto  a  darla  fuori.  S'io  non  avessi  già  l'altre 
due,  che  le  accennai,  senz'altro  la  piglierei.  Vegga  dunque,  se  può,  di 
averla  in  prestito.  Non  sarà  certo  alcuna  di  quelle  che  io  ho.  E  rasse- 
gnandole il  mio  devoto  affetto,  mi  confermo,  etc. 

2373. 

A  MAURO  ALESSANDRO  LAZZARELLI  in  Milano. 
Modena,  16  Agosto  1725. 

Archivio  Soli  Muratori  {R.  Bibl.  Est.),  Modena. 

Con  quanta  bontà  V.  P.  reverendissima  si  sia  adoperata  in  cotesta 
mia  briga,  lo  veggo  dal  suo  foglio,  l'intendo  ancora   dal  signor   marchese 


-IT* 25]  A   GIUSEPPE   ANTONIO   SASSI  24<ì5 

Trivulzio:  e  di  tutto  mi  protesto  io  sommamente  obbligato  alla  di  lei 
somma  benignità  per  me,  e  per  le  cose  mie.  Se  il  signor  Sassi  avesse  saputo 
intendere  le  mie  ragioni,  non  avrebbe  scritto  quella  bella  diceria.  Romualdo 
era  mio.  e  benché  preso  dall'Ambrosiana,  non  l'aveva  io  dalle  mani  del 
signor  Sassi,  onde  avessero  a  valere  per  questa  Cronaca  le  le^i.  ch'ai 
dice  dell'  Ambrosiana,  e  non  doveva  egli  mettervi  le  mani,  e  farsene  bello, 
come  di  suo  dono,  senza  saputa  e  consentimento  mio.  Ed  era  in  mia  balia 
il  dire,  ch'io  riconosceva  da  altra  Biblioteca  quel  manoscritto.  Ma  lasciam 
queste  cose.  L'obbligante  maniera,  con  cui  il  signor  marchese  Trivulzio 
m'ha  scritto,  è  bastata  per  indurre  me  ad  un  temperamento,  il  quale  cre- 
derei che  non  dovesse  dispiacere  al  sig.  Sassi.  Per  lui  ho  inviata  lettera 
al  signor  marchese  suddetto,  e  un'altra  per  T eminentissimo  Borromeo, 
presso  al  quale  egli  mi  dee  aver  ben  dipinto.  Pi-ego  V.  P.  reverendissima 
di  prendersi  un  nuovo  incomodo,  di  abboccarsi  con  cotesto  cavaliere  per 
finire  di  quotare  il  rumore.  Per  altro  è  un  ditficil  mestiere  il  sapersi  re- 
golare fra  il  signor  Sassi,  che  non  si  sazia  di  gloria,  e  vorrebbe  pure 
farsi  largo  dappertutto  in  un'opera,  che  in  fine  non  è  sua,  e  l'Argelati, 
che  non  vorrebbe  briglia,  e  me  ne  ha  fatta  più  d'una.  Ma  vedremo,  se 
si  potrà  camminar  meglio  da  qni  innanzi.  Tutto  scrivo  a  lei  in  confidenza, 
e  tutto  resti  in  lei. 

Per  non  aggravare  maggiormente  V.  P.  reverendissima,  non  le  ho 
mandato  tutti  i  fogli  accennati  di  sopra.  Forse  ella  sarà  a  tempo  per  leg- 
gerli in  mano  del  signor  marchese  Trivulzio. 

Intanto  pregandola  di  perdonarmi,  se  le  reco  frequenti  incomodi,  e 
sospirando  anchio  l'onore  di  ubbidirla,  con  tutto  l'ossequio  mi  rassegno, 
di  V.  P.  reverendissima. 

Aggiungo,  che  per  quanto  mi  ricordo,  le  regole  dell'Ambrosiana  sono, 
che  stampandosi  qualche  manoscritto  della  medesima,  si  debba  fare  onorata 
menzione  di  chi  ad  essa  presiede,  e  non  già  che  niun*  altro  che  gli  oblati 
possano  pubblicarne  i  manoscritti.  Credo  d'aver  soddisfatto  a  questo  do- 
vere con  lodare  tant«  volte  il  signor  Sassi.  Ma  ciò  a  lui  non  basta,  come 
ella  vede. 

2374. 

A  GIUSEPPE  ANTONIO  SASSI  in  Milano. 
Modena,  22  Agosto  1725. 

BiBUOTKCA  Ambkosiaxa,  Milano,  edita  [176]. 

Mille  grazie  a  V.  S.  illustrissima  per  le  copie  de' miei  Aneddoti  con- 
segnate al  reverendissimo  P.  Lazzarelli,  e  del  prezzo  ancora  d'una   copia 


2466  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [1*735- 


vendata,  che  ho  ricevuto.  D'altro  io  allora  non  le  scrissi  per  ischi  vare 
appunto  d' intendere  da  lei  ciò  eh'  ell-a  espresse  nel  foglio  inviatomi  da 
esso  signor  residente.  E  se  il  signor  Argelati  si  fosse  contentato,  come  io 
r  aveva  incaricato,  di  non  parlare  della  nostra  differenza,  se  non  col  signor 
marchese  Trivulzio,  il  quale  colla  sua  prudenza  avrebbe  maneggiato  l'af- 
fare, forse  eh'  ella  non  avrebbe  preso  tanto  fuoco,  né  io  avrei  udito  quanto 
ho  udito.  Ora  ella  avrà  già  veduto  dall'  antecedente  mio  foglio  a  lei  scritto, 
s' io  sia  veramente  quale  ella  mi  ha  dipinto  alla  sua  fantasia,  credendo  io 
che  non  le  abbia  da  essere  dispiaciuto  il  ripiego  da  me  proposto.  E  caso 
ancora  che  non  le  fosse  piaciuto,  mi  significhi  pure  liberamente  come  le 
piacerebbe.  Veggo  poi  che  non  sappiamo  in  lontananza  accordarci  intorno 
a  chi  s'abbia  la  ragione  o  il  torto.  Ella  si  dà  ragione  patente,  e  da  me 
non  è  venuto  se  non  un  aggravio  indebito.  La  decisione  secondo  me  di- 
pende dal  conoscere,  se  Romualdo  sia  di  giurisdizione  sua  o  mia.  Per  me 
r  ho  sempre  tenuto  per  cosa,  eh'  io  dessi  al  pubblico  come  conquista  mia  ; 
e  al  veder  che  V.  S.  illustrissima  senza  mia  saputa  è  uscita  fuori  con  una 
prefazione  che  fa  divenire  anche  suo  dono  quella  storia,  e  di  più  centra 
ciò  eh'  io  aveva  protestato,  mette  fuori  Romualdo  intero,  e  ne  rende  ra- 
gione al  pubblico,  e  tutto  ciò  viene  a  me  celato,  non  m'è  già  potuto  pia- 
cere. Altre  cose  non  tolte  da  me,  ma  date  da  lei  di  peso  dell'Ambrosiana, 
ella  ha  veduto  se  ho  punto  impedito  a  lei  il  farsene  onore  col  pubblico 
perchè  non  m'è  mai  rincresciuto  che  altri  ancora,  e  massimamente  ella 
entri  a  parte  della  fatica  e  dell'  onore.  Ma  Romualdo  veniva  da  me,  e 
veniva  quello  che  importava,  a  nulla  servendo  il  resto,  che  si  è  voluto 
aggiugnere.  E  se  pure  si  voleva  far  quella  giunta,  e  farvi  entrare  anche 
V.  S.  illustrissima,  mi  parca  ben  di  dovere  che  l'avessi  dovuto  sapere 
anch'  io,  perchè  a  me  e  non  ad  altri  tocca  il  disdirmi,  altrimenti  compa- 
rirebbe della  discordia  fra  noi,  e,  quel  che  più  mi  preme,  parerebbe  che 
costi  vi  fosse  chi  avesse  autorità  sopra  di  me  in  un'opera  che  pure  porta 
il  mio  nome.  Che  se  V.  S.  illustrissima  ha  posto  in  fine  della  prefazione 
che  io  aveva  raccomandato  a  lei  Romualdo,  e  m'era  acquetato  alle  di  lei 
ragioni,  mi  perdoni  se  dico,  che  è  stato  troppo  l' interpretare  cosi  la  mia 
volontà,  e  il  supporre  al  pubblico  eh'  io  l' abbia  pregato  di  trovar  ragioni 
contrarie  alle  già  da  me  proposte,  e  eh'  io  abbia  approvato  le  sue,  che 
pure  non  mi  sono  parute  tali,  se  ho  da  parlar  con  franchezza,  che  s' avesse 
a  produrre  la  parte  inutile  di  quello  scrittore.  Sapeva  anch'io  ciò  che  ha 
detto  l'Olmo,  e  si  può,  se  si  vuole,  confutar  le  sue  inezie  intorno  alla 
pace  di  Venezia,  ma  a  ciò  non  credo  che  serva  il  produrre  ciò  che  Ro- 
mualdo  ha  preso  di  peso  dagli  antichi,  e  che  niuno  vorrà  mai  leggere 
presso  di  lui.  Ma  ella  dice:  mi  han  detto  ch'io  faccia.  Cosi  appunto  m'era 
immaginato  anch'io,  e  perciò  le  mie  doglianze  furono  propriamente  non 
centra  di  lei,  ma  centra  del  signor  Argelati,  il  quale  non  lascia  ordinario 


-l'7351  A   PIETRO   BUBMANK  2467 

di  scrivermi,  e  pnre  non  m'ha  mai  volato  scrivere  di  qnesto  concerto,  e  vuol 
fare  di  sua  testa,  e  s' io  mi  lamento,  grida  egli  più  forte  di  me.  Per  ta- 
cere altre  libertà  ch'egli  s'è  preso,  e  che  mi  son  venute  in  fastidio,  ulti- 
mamente, senza  dirmi  parola,  s'era  impegnato  per  una  terza  parte  del  tomo 
secondo,  e  contuttoché  io  avessi  cassato  molte  superfluità  della  Cronica 
del  Volturno  (cosa  mia,  e  che  mi  è  costato  di  molto  ad  averla,  farla  co- 
piare e  correggere)  egli,  senza  farmene  motto,  fece  stampar  tutt^,  inten- 
dendo anche  di  far  lo  stesso  per  la  Farfense,  che  ne  ha  tanto  di  più. 
Non  si  figuri  dunque  V.  S.  illustrissima  eh"  io  abbia  voluto  aggravar  lei, 
perchè  la  prefazione  sua  non  è  cosa  pubblica,  e  non  credo  che,  fra  noi 
accomodandosi  le  prefazioni  tuttavia  capaci  di  essere  mutate,  alcun  diso- 
nore a  lei  possa  venire.  Mi  son  io  lagnato  che  il  signor  Argelati  disponga 
con  tanta  libertà  di  cose  che  riguardano  me,  né  vuol  comunicarmi  i  suoi 
disegni  ;  il  che  mi  sembra  una  specie  di  sprezzo,  o  almen  di  poco  riguardo 
per  me.  Se  avesse  parlato  come  dovea.  ci  saremmo  intesi  facilmente  in- 
sieme, né  sarebbe  seguita  la  mala  intelligenza  su  questo  punto. 

Finalmente  ella  mi  dice  esserle  stato  predetto  che  a  lei  non  verrebbe 
onore  a  questa  impresa.  Me  l'ha  detto  anche  un'altra  volta,  e  sempre 
m'  incresce  d' intenderlo,  perchè  lo  ricevo  come  un  rimprovero  e  reato  di 
qualche  mancamento  commesso  da  me  o  da  cotesti  miei  signori  contro  di 
lei.  Per  quanto  pare  a  me  di  ricordarmi,  le  regole  dell'Ambrosiana  sono, 
che  stampandosi  qualche  manoscritto  della  stessa,  si  dia  lode  al  bibliote- 
cario e  collegio.  Finora  non  so  che  vi  fosse  obbligo  di  più.  H  mondo  è 
testimonio  di  tante  volte  che  s'è  lodata  e  l'Ambrosiana  e  il  suo  bibliote- 
cario, e  inoltre  ella  ha  fatto  comparire  il  suo  nome  in  prefazioni  e  note. 
E  pure  a  lei  pare  di  non  averne  onore  presso  il  pubblico.  Ma  finiamola 
una  volta.  Aspetto  risposta  da  V.  S.  illustrissima  all'antecedente  mia,  e, 
ratificandole  il  mio  ossequio,  mi  confermo  etc. 


2375. 

A  PIETRO  BURMANN  in  Leida. 
Mutinae,  X  Kal.  Sept.  MDCCXXV. 

BIBI.IOTKCA  UsiTKBSiTASiA,  Leid&. 

Quamquam  literas  ad  te  dederim  proxime  praeterito  anno,  nullas  a 
te  accepi:  quod  sane  amori  erga  me  tuo  vel  tantillum  imminuto  non  tri- 
buam.  sed  aut  curis  tuis,  aut  tabellariis  infidis.  None  autem  ad  rescri- 
bendum,  et  quidem  libenter,  compellor  a  doctissimo  Corsignano,  qui  tibi 
obtulerat  opuscula  sua  de  Virus  Jllustribus  et  de  Amene.  Ea  is  ad  te  lu- 
benti  animo  mitteret,  si  quidem  certus  foret,   locum   iis   futurum   in  Col- 


24G8  LODOVICO   ANTONIO   MURATOHI  [l'^SS- 

lectione  vestra:  quam  rem  dubiam  reliqueras.  Equidem  putabam,  jam  ad 
umbilicum  Opus  vestrum  fuisse  perductum;  sed  quando  spes  adhuc  est 
fore  ut  amici  vota  possint  impleri,  quo  in  loco  res  sit.  quaeso  ad  me  per- 
scribe.  lam  tomi  VII  Rerum  Italicarum  prodierunt.  octavus  proelum  nunc 
exercet.  Tu,  quid  de  tuo  pollicearis.  certiorem  me  fac,  et  amare  me  porge. 
Vale. 


2376. 

A  MAURO  ALESSANDRO  LAZZARELLI  in  Milano. 
Modena,  23  Agosto  17^. 

Archivio  Soli  Muratori  {R.  Bibl.  Est.),  Modena. 

I  tanti  incomodi  che  V.  P.  reverendissima  si  prende  per  favorirmi, 
sono  un  bell'esempio  della  somma  sua  gentilezza,  e  insieme  un  continuo 
accrescimento  delle  mie  obbligazioni.  La  ringrazio  pertanto  vivamente  del- 
l'avere ritirato  in  cotesto  Monastero  le  balle  de' miei  Anecdoti.  e  ch'ella 
con  sua  propria  persona  abbia  voluto  anche  in  ciò  compartirmi  le  sue 
grazie.  Già  dal  p.  Miari  ho  ricevuto  il  testone,  e  godo  che  vi  sia  stato 
da  rimborsare  lo  speso  costà. 

Da  quanto  io  scrissi  nell'antecedente  ordinario  al  signor  Sassi,  avrà 
V.  P.  reverendissima  inteso,  come  io  bramerei  che  si  concertasse  l'affare 
delle  prefazioni  a  Romualdo,  e  che  non  mi  dispiacerà  punto  se  anch' egli 
ne  farà  la  sua.  Quando  né  pur  questo  bastasse,  scrivo  oggi  al  signor  mar- 
chese Trivulzio,  che  do  a  lui  piena  balia,  non  essendo  io  si  fisso  nelle 
mie  opinioni,  che  non  mi  accomodi  anche  alle  altrui,  e  massimamente  alle 
amorevoli  insinuazioni  di  lei,  che  tanto  stimo.  Inchiudo  la  risposta  ad  esso 
signor  Sassi,  pregando  la  di  lei  bontà,  che  le  faccia  poi  fare  la  sopraco- 
perta diretta  all'illustrissimo  signor  dottore  Giuseppe  Antonio  Sassi  bi- 
bliotecario, etc.  Se  potesse  anche  prima  leggerla  al  signor  marchese  Tri- 
vulzio, ne  avrei  gusto.  Del  resto  mi  son  contenuto  nella  lettera  di  non  dire 
altre  cose.  Egli  crede  me  pieno  d'invidia;  può  essere  ch'io  abbia  tutti  i 
malanni  del  mondo;  ma  pare  a  me  altresì,  ch'egli  non  si  contenti  mai  di 
gloria  ;  e  vorrebbe  dapertutto  il  suo  nome,  e  forse  gli  duole  eh'  io  non 
l'abbia  preso  per  compagno  in  questa  impresa,  tenendo  egli  per  un  nulla 
ciò,  che  gli  è  stato  accordato  finora.  Quel  che  è  più,  s'è  sempre  andato 
lagnando,  che  non  ha  onore  da  quest'opera,  e  l'aveva  scritto  altra  volta 
a  me,  ed  ora  mei  torna  ad  intonare  :  cosa  che  mi  viene  in  fastidio.  E  perchè 
io  scrissi  al  P.  Stampa,  che  mi  piacevano  più  le  note  brevi  di  lui,  che  le 
lunghe  de  gli  altri,  e  il  buon  religioso  inavvertentemente  gli  lesse  la  let- 
tera, la  prese  egli  come  detta  per  lui,  quando  era  cosa  generale,  e  fece 
lamenti  eterni;  e  pure  il  dire  che  mi  piacevano  più  era  un   dire,  che  mi 


-ITSBl  A  PIEB  CATTBEINO  ZENO  2469 


piacevano  anche  le  altmi,  benché  non  tanto  come  le  succinte.  Insomma  il 
trovai'  la  maniera  di  aggiustarlo,  non  sarà  si  facile;  ma  né  pur  sarà  fa- 
cile, che  possa  io  aver  gusto,  ch'egli  senza  mio  consenso  abbia  da  mettere 
le  mani  nelle  cose  mie,  benché  lo  faccia  mostrando  d'averne  la  commis- 
sione da  me:  perchè  lasciandosi  tanta  briglia  potrebbe  fare  e  dire  cose 
che  non  mi  piacessero  ;  e  certo  non  mi  son  piaciute  le  ragioni  di  dar  tutto 
Romualdo.  La  principale,  ma  che  s'è  taciuta,  forse  è  stata  quella  per 
poter  uscir  fuori  con  un'altra  prefazione.  Io  però  torno  sempre  a  dire, 
che  r  Argelati  non  ha  colpa  di  questo,  per  avere,  tanto  questa,  come  altre 
volte,  voluto  fare  di  suo  capo,  con  tacere  apposta  a  me  il  concerto,  affinchè 
non  mi  opponessi.  Tutto  questo  sia  a  lei  in  confidenza,  e  noi  comunichi 
ad  alcuno  fuorché  al  signor  marchese  Trivalzio,  e  finiamola  una  volta. 

Io  in  breve  penso  di  portarmi  in  villa,  e  ne  ho  gran  bisogno,  perchè 
la  sanità  è  malmessa.  Anche  la  corte  che  non  ha  paura  di  sorprese  da 
Reggio,  pensa  a  passare  fra  poco  a  Sassuolo.  Ma  ella  non  comparire  a 
Lodi.  0  a  Como,  ad  augurar  felice  viaggio  a  chi  va  a  rinfrescarsi,  e  pre- 
para de  i  rinfreschi  ad  altri,  come  l'accorderemo  colla  di  lei  nota  pun- 
tualità? Gran  colpo  alla  Corte  di  Savoja:  servirà  di  consolazione  a  noi 
altri,  ma  leggermente.  Le  rassegno  il  mio  rispetto  e  mi  confermo,  di  V.  P. 
reverendissima. 

2377. 

A  PIER  CATTERINO  ZENO  in  Venezia. 
Modena,  24  Agosto  1725. 

Biblioteca  del  Skmiitabio,  Padova. 

Indarno  compiangeremo  la  perdita  fatta  del  manoscritto  del  Castel- 
vetro.  Noi  vollero  questi  sacerdoti  di  S.  Carlo  vendere  a  caro  prezzo  ad 
un  olandese;  l'hanno  poi  venduto  per  nulla:  e  cosi  va  la  roba  de' poveri 
italiani,  venendo  tutto  il  di  al  saccheggio  gli  stranieri. 

Parmi  d'avere  inteso  che  in  Milano  non  vi  sia  più  copia  alcuna  da 
vendere  delle  Rime  del  Maggi,  essendosi  smaltita  tanto  la  prima  stampa, 
che  la  ristampa.  Io  poi  ne  son  privo  affatto.  Ma  ha  voluto  la  buona  for- 
tuna, che  presso  questi  Soliani  si  sia  trovato  un  corpo  mancante  d'un 
tomo,  ed  egli  non  ha  avuto  difficoltà  a  rilasciarmi  la  vita,  che  ha  bensì 
il  primo  foglio  malconcio,  ma  che  nondimeno  servirà.  L'ho  qui  ai  di  lei 
ordini,  e  l' invierò  a  suo  tempo,  rallegrandomi  di  questa  piccìola  occasione 
di  ubbidirla,  e  di  scontare  alcuna  delle  mie  tante  obbligazioni. 

Se  V.  R.  potrà  con  tutto  suo  agio  farmi  venire  il  tomo  quinto  della 
Biblioteca  di  Giovanni  Fabricio,  gli*  ne  resterò  tenuto,  e  soddisfarò  pron- 
tamente pel  costo.  Ho  i  primi  quattro,  ed  aspetterò  il  sesto. 

Con  che,  rassegnandole  il  mio  rispetto,  mi  confenno.  etc. 


2470  LODOVICO  ANTONIO   MURATORI  fl*7S5- 


2378. 

A  LUC  ANTONIO  GENTILI  in  S.  Marino. 
Modena,  27  Agosto  1725. 

Biblioteca  del  Sbmikakio,  Pesaro,  edita  [106]. 

A  me  basta,  di  non  esser  privo  delle  sue  lettere,  e  che  V.  S.  mi  con- 
tinui benigna  assistenza,  e  premurosa  ricerca  delle  antiche  memorie;  che 
se  nulla  se  ne  potrà  ricavare,  tanto  non  resterò  io  privo  delle  mie  obbli- 
gazioni. Mi  è  riuscito  cosa  cara  l'avermi  ella  suggerito,  ch'io  scriva  al 
sig.  Baglioni,  di  cui  non  ho  tardato  punto.  La  ringrazio  intanto  dell'ope- 
rato fin' ora,  augurandomi  anch'io  le  congiunture  di  ubbidirla  nell'atto, 
che  con  tutto  lo  spirito  mi  confermo,  di  V.  S. 


2379. 

A  MAURO  ALESSANDRO  LAZZARELLI  in  Milano. 
Modena  (San  Felice),  28  Agosto  1725. 

Archivio  Soli  Muratori  {R.  Bibl.  Est,),  Modena. 

Non  peranche  è  finito  cotesto  rumore,  non  già  perchè  io  abbia  man- 
cato di  agevolare  la  maniera  di  terminarlo,  ma  perchè  truovo  chi  intende 
solamente  le  sue,  e  non  le  altrui  ragioni.  Contuttociò  scrissi  l'ordinario 
passato,  e  ripeto  oggi  al  signor  marchese  Trivulzio,  che  faccia  come  a  lui 
pare,  avendo  io  per  altro  avuto  da  faticare  per  rispondere  con  pace  al 
signor  Sassi,  il  quale  ha  messo  fuori  nuovi  puntigli  e  doglianze  centra  di 
me.  Ringrazio  io  intanto  la  bpntà  di  V.  P.  reverendissima  di  quanti  in- 
comodi ella  si  è  preso  per  favorirmi,  e  mi  riserbo  le  grazie  sue  ad  altre 
occorrenze. 

Mi  son  condotto  in  villa,  dove  ho  la  consolazione  di  non  udir  nuove 
della  città.  Lo  scorso  sabbato  anche  la  Corte  si  portò  al  nuovo  acquisto 
di  Scandiano  per  ivi  dimoi*ar  tre  giorni,  e  poi  passare  a  Sassuolo,  dove 
si  fermerà  per  tutti  gli  8  di  settembre:  a  lei  il  nuovo  trastullo  della  lite 
col  signor  duca  di  Guastalla.  Oh  quante  ne  abbiam  di  queste  occupazioni  ! 
Vienna,  Roma,  Ferrara,  Parma,  Mantova,  e  che  so  io?  Abbiam  preparate 
l'armi  per  cotesta.  E  qualche  divertimento  ci  vuole  anche  per  lei. 

Rassegnandole  il  mio  rispetto,  mi  confermo,  di  V.  S.  illustrissima. 

Stiamo  attendendo,  se  si  verifichi  ciò  che  le  di  lei  lettere  portarono 
la  settimana  passata,  del  viaggio  de' serenissimi  pellegrini. 


-IT'SBJ  A  GIUSEPPE  ANTONIO  SASSI  2471 


2380. 

A  GIUSEPPE  MALASPINA  DI  S."  MARGHERITA  in  Monleale. 
Modena  (San  Felice),  2S  Agosto  ìl^. 

Baccolta  PALuncRi,  S.  Paolo,  Roma. 

Mi  è  motivo  di  particolar  consolazione  la  nuova  della  ristabilita  sa- 
late di  V.  S.  illustrissima,  e  qnesta  gliel  auguro  io  perenne,  si  pel  merito 
suo.  come  per  proprio  mio  interesse. 

A  quest'ora  crederei  terminato  il  rumore  di  Milano,  avendo  io  data 
piena  facoltà  al  signor  marchese  Trivulzio  di  determinare  ciò  cKe  a  lui 
piace.  Ho  dovuto  anch'oggi  scrivere  tante  ciarle  a  Milano  per  questo,  che 
non  ho  né  tempo  né  voglia  d' informar  V.  S.  illustrissima  di  questo  tac- 
colo.  Ella  ha  udito  le  ragioni  e  doglianze  del  signor  Sassi:  sarebbe  stato 
bene  che  udisse  anche  le  mie.  Ma  io  in  vece  di  queste,  le  dirò  che  m'è 
riuscito  di  poco  piacere  il  vedex-e  quanti  schiamazzi  abbia  fatto  in  Milano 
esso  signor  Sassi,  e  l' intendere  ora  che  gli  abbia  portati  fin  fuori  di  città 
alle  di  lei  orecchie.  Era  T affare  in  mano  d'amici  e  padroni:  perché  mai, 
a  guisa  (  mi  perdoni  )  delle  donnicciuole,  sonar  la  tromba  dappertutto,  e  di- 
pingere me  come  si  vuole  a  chi  non  é  per  intendere  se  non  le  ragioni 
sue?  Sia  ciò  detto  a  lei  in  confidenza,  e  con  obbligo  di  non  farne  parola 
ad  alcuno,  perchè  a  me  dispiacciono  più  le  dicerie,  che  la  briga   occorsa. 

Il  Ligurino  non  é  quasi  altro,  che  una  traduzione  in  versi  di  Ottone 
da  Frisinga  e  di  Raderico;  e  però  non  l'ho  voluto,  oltre  all'essere  egli 
straniero,  e  gli  stranieri,  senza  necessità,  non  li  voglio.  Sta  per  uscire  il 
tomo  sesto,  dove  troverà  il  suo  riverito  nome,  e.  a  Dio  piacendo,  lo  tro- 
verà in  altri  siti.  Con  ringraziarla  del  suo  benigno  amore,  e  rassegnarle 
il  mio  costantissimo  ossequio,  mi  rassegno  di  V.  S.  illustrissima. 


2381. 

A  GIUSEPPE  ANTONIO  SASSI  in  Milano. 
Modena  (  San  Felice  ),  28  Agosto  1725. 

BiBLioTccA  Ambkobiaxa,  Milano,  tdita  [176J. 

Non  voglio  attribuire  a  me  d'essere  giudice  nella  controversia  insorta 
con  V.  S.  illustrissima;  e  se  farà  anch'olla  lo  stesso,  credo  che  ci  accor- 
deremo presto.  Il  vero  é  dunque  rimettere  questa  decisione  alla  prudenza 
del  signor  marchese  Trivulzio.  A  me  basta  di  dirle,  che  per  non  aver  io 


2472  LODOVICO   ANTONIO    MURATORI  [l'7SS- 


qui  tutto  Romualdo  da  poter  giudicare  se  era  ben  darlo  intero,  da  che 
io  aveva  notato,  che  la  miglior  parte  era  uscita  nella  Biblioteca  Siciliana 
del  Carusio,  lasciai  che  cotesti  signori  potessero  decidere;  ma  che  questa 
mia  intenzione  non  è  mai  stata  perchè  serva  ad  altri  per  fare  una  prefa- 
zione diversa,  dalla  mia  e  contra  i  miei  sentimenti,  che  il  ritrattar  questi 
dovea  toccare  a  me.  Ho  poi  detto  in  altra  mia,  e  son  persuasissimo,  che 
V.  S.  illustrissima  non  ha  mai  avuta  menoma  intenzione  di  soprastare  a 
me,  vorrei  che  anch'  ella  fosse  persuasa,  eh'  io  non  nutrisco  verso  di  lei 
né  invidia,  né  poco  rispetto;  e  trattandosi  fra  amici  di  mutare  una  pre- 
fazione non  per  anche  pubblica,  quando  io  avessi  veramente  ragione  di 
pretenderlo  ;  a  me  non  sembra  operare  contra  la  stima  che  a  lei  professo. 
E  s"  io  non  ho  approvata  questa  sua  prefazione,  ella  sa  bene  aver  io  gra- 
dito l'altre  da  lei  fatte:  di  maniera  che,  di  grazia,  cancelli  dalla  sua  fan- 
tasia quel  figurarsi  ch'ella  sia  mal  veduta  da  me  in  quest'opera.  Ho  in- 
teso con  flemma  l'avermi  ella  anche  fatto  un  reato  per  avere  scritto  a 
tu tt' altri  che  a  lei,  quando  è  occorso  qualche  manoscritto  dell'Ambrosiana, 
quasi  che  ciò  sia  un  padroneggiare  nella  biblioteca,  e  far  poco  conto  di 
lei.  Io  non  so  se  questo  ferisca  me  o  pure  cotesti  miei  signori.  Col  signor 
Argelati  ho  io  tenuto  sempi*e  il  filo  di  tutta  l'opera,  e,  venendo  l'occa- 
sione, gli  suggeriva  io  ciò  che  bisognava  dall'Ambrosiana,  e  cotesti  si- 
gnori al  pari  di  me  interessati  in  questa  impresa  m' immagino  che  abbiano 
soddisfatto  alle  lor  parti  con  V.  S.  illustrissima,  giacché  senza  di  lei  non 
si  poteano,  né  si  doveano  avere  i  manoscritti.  Non  m'è  dunque  passato 
neppure  per  mente  eh'  io  mancassi  al  dovere  verso  di  lei,  e  facessi  da 
padrone  in  casa  altrui,  col  non  iscrivere  a  dirittura  ogni  volta  a  lei, 
quando  io  riposavo  tutto  sull'attenzione  di  cotesti  signori,  né  alcun  d'essi 
ha  mai  creduto  di  dovermi  avvisare,  eh'  io  passassi  al  pari  di  loro  un 
uffizio  con  esso  lei  al  bisogno  de'  manoscritti.  Ma  molto  meno  mi  son  figu- 
rato io  necessario  un  tal  passo  ogni  volta,  da  che  V.  S.  illustrissima  ha 
accordato  sul  principio,  che  l'Ambrosiana  somministrerebbe  gli  aiuti,  e 
s'è  avvisato  il  pubblico  del  merito  di  lei  in  tale  impresa,  ed  è  seguito 
concerto  con  cotesti  signori  di  promuoverla  ed  aiutarla,  siccome  ha  fatto 
finora.  Se  dopo  un  tale  concerto  occorresse  per  ogni  manoscritto,  oltre  a 
quanto  avran  detto  cotesti  signori,  anche  una  mia  lettera  e  preghiera,  e 
il  non  averlo  fatto  io,  sia  mancamento  di  rispetto  e  qualche  cosa  di  peggio, 
lascierò  giudicarlo  ad  altri.  Per  me.  quand'anche  altri  diversamente  giu- 
dicasse da  quello  che  a  lei  sembra,  so  che  s'ella  esigerà  questo  ufizio,  non 
avrò  difficultà  di  farlo,  e  l'avrei  fatto  prima  d'ora,  se  mi  fossi  immagi- 
nato il  suo  volere. 

Conchiudo  in  fine  :  una  fumata  può  succedere  anche  fra  gli  amici, 
ma  non  si  dovrebbe  tardare  a  far  tacere  la  passione,  per  considerare  pa- 
cificamente le  sue  ragioni  e  l'altrui.  Se  dal  canto  suo  ella  farà  cosi,  ami- 


-l'735]  AD   ALESSANDRO   TKODORO  TBIVULZIO  2473 


chevolmente  e  con  facilità  metteremo  fine  a  questi  sconcerti,  e  io  le  &rò 
conoscere  quella  corrispondenza  d'amicizia  e  rispetto  che  le  professo:  al 
qual  fine  ho  già  dato  e  torno  oggi  a  dare  tutta  la  facoltà  sopra  il  mio 
volere  al  signor  marchese  Trivolzio.  Con  che^  rassegnandole  il  mio  ossequio, 
mi  confermo,  e  te. 

P.  S.  Se  potrà  mai,  venga  a  Modena,  venga  franco  a  veder  uno, 
ch'ella  troverà  di  massime  diverse  da  quelle  che  in  sua  mente  s'è  figu- 
rato. Riconosoerò  ancor  questo  per  una  sua  finezza,  e  benché  prima  d'al- 
lora io  voglia  credere  finiti  tutti  i  nostri  dibattimenti,  pure,  meglio  in  voce 
che  in  carta,  ci  potremo  intendere. 


2382. 

AD  ALESSANDRO  TEODORO  TRIVULZIO  *  in  Milano. 
Modena  (  San  Felice  ),  28  Agosto  1725. 

Archivio  Gnkcchi,  Milano,  edita  [257]. 

Pareva  a  me  di  avere  scritto  in  termini  di  pace  al  signor  Sassi;  dalla 
sua  risposta  veggo  ch'egli  è  più  che  mai  in  guerra.  Se  dicessi  a  V.  S.  il- 
lustrissima, che  è  disobbligante  la  sua  lettera,  e  che  dopo  aver  io  penato 
a  contenermi  alla  comparsa  dell'altra  prima  a  me  inviata  dal  P.  resi- 
dente Lazzarelli,  forse  a  quest'altra  carica  m'è  convenuto  anche  più  di 
chiamare  in  soccorso  la  flemma,  direi  il  vero.  Vedrà  la  bontà  di  V.  S. 
illustrissima  cosa  io  gli  rispondo,  e  mi  favorirà  di  consegnare,  se  crede 
bene,  la  lettera  col  soprascritto.  Infine  io  nell'ordinario  passato  rimisi  al 
di  lei  arbitrio  il  comporre  questa  lite:  lo  replico,  ed  aggiungo,  che  se  il 
sig.  Sassi  non  vorrà  punto  accomodarsi  a  me,  V.  S.  illustrissima  accomodi 
me  in  tutto  a  lui,  e  lasci  correre  quel  che  vuole  per  conto  di  Romicaldo 
che  io  tacerò.  Per  altro  sia  detto  in  confidenza  a  lei  solo:  il  mostrarsi  il 
sig.  Sassi  tuttavia  si  dispettoso,  l' aver  egli  fatti  tanti  schiamazzi  e  dentro 
e  fuori  di  Milano  in  questa  occasione,  quando  le  nosti-e  brighe  si  avevano 
da  trattare  e  sbrigare  solamente  fra  comuni  amici  e  padroni,  a'  quali  soli 
io  ne  ho  scritto  ;  e  il  saltar  egli  fuori  in  amare  doglianze,  per  non  avergli 
dato  un  memoriale  a  cadauna  occorrenza  di  manoscritto,  quasi  io  fossi  il 
padrone  dell'Ambrosiana,  ed  egli  l'aiutante  od  il  portiere,  con  altri  pun- 
tigli e  pretensioni,  fanno  eh'  io  desideri  di  non  avere  a  trattare  molto  con 
esso  lui;  e  s'egli  seguiterà  di  questo  passo,  io  non  sarò  buono  di  tener 
forte  con  lui.  Desidero  di  conservare   l'amicizia    sua,  ma   desidero   anche 


*  Responsive  in  Archivio  Soli  Muratori  (li.  Bibl.  Est.),  n.°  102  da  Milano  1721-'49. 


2474  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [1*7S5- 

la  mia  quiete.  Comunque  sia,  fo  poi  i  miei  conti  che,  senza  dar  tanti  me- 
moriali, potrà  l'opera  andare  innanzi,  se  vorremo.  Due  soli  autori  ci  occor- 
rono, Sozo'ineno  e  Tolomeo.  Quanto  al  primo,  dopo  avere  trovato,  ch'egli 
scrisse  verso  il  1430  e  forse  più  tardi,  e  si  ferma  circa  il  1298  lasciando 
il  meglio  de'  suoi  tempi,  che  si  poteva  aspettare  da  lui,  e  avendo  forse  nel 
resto  messo  in  latino  ciò  che  Gio.  Villani  avea  scritto  in  volgare:  m'è 
quasi  quasi  passato  il  pensiero  di  stamparlo.  Posso  averlo  in  Roma,  se 
vorrò.  L'altro  sì,  cioè  Tolomeo  conviene  stamparlo:  ma  cominciando  egli 
dal  principio  dell'epoca  volgare  e  mischiandovi  questioni  scolastiche,  bi- 
sognerebbe ch'io  prima  il  vedessi.  So  che  il  signor  Sassi  e  il  signor  Arge- 
lati  subito  penseranno  a  stamparlo  tutto.  Io  per  me  ho  abborrimento  ad 
empiere  la  carta  di  cose  superflue,  e  però  desidero  di  determinare  se 
s'abbia  a  dar  tutto:  che  del  resto  faccia  se  vuole  il  signor  Sassi  anch' egli 
una  prefazione,  eh'  io  volentieri  lo  consento.  E  se  si  trovasse  difficultà  ad 
averlo,  me  ne  avvisi,  che  cercherò  tale  storia  altrove. 

Una  copia  di  Ferreto  Vicentino  mi  scrivono  che  è  in  Roma.  La  prego 
di  osservare  se  colla  copia  da  me  inviata  s'accordi  ciò  che  si  legge  sul 
principio  e  fine  in  quella. 

Super  insultu  Conradi  Sueviae  Ducis  conlra  Manfredum  etc.  Post 
FridS*^  et  C.  Regis  interitum.  magna  creandi  Cesaris  ap.  Germ°^  fuit 
orta  conteniio  ;  nam  licei  idem  Augustus  cum  inimicantis  Ecclesiae,  etc. 

Il  fine  è  questo:  Mapheo  ig.  Mediol.^  presidatum  gubernante,  dum 
illum  Turrianorum.  grex  (?)  magnus  ceterique  Lig.  (?)  complices  ad 
ruinam  adirent,  Guido  Turriaììas  apud  Cremonam  aegro  militans 

Ma  credo  che  quella  copia  sia  scorretta  al  pari  della  mia. 

Avrei  bisogno,  che  V.  S.  illustrissima  mi  rimanda-sse,  subito  che  potrà, 
Ricobaldo ;  perchè  l'Eccardo  l'ha  egli  stampato,  e  tutto  da  capo  a  piedi, 
e  bisognerebbe  ch'io  lo  confrontassi  per  poi  risolvere,  se  s'avrà  da  ri- 
stampare intero. 

Spero  che  nell'  antecedente  posta  le  sarà  giunto  l' involto  con  Goti- 
fredo,  Bernardo  Tes.^^  Rolanditio.  etc.  Ed  io  all'incontro  ho  ricevuto  il 
sospirato  avviso,  che  sia  stato  un  equivoco  il  corso  per  l' Indice  che 
inviai. 

Con  che  rassegnandole  il  mio  costantissimo  ossequio,  e  augurandomi 
di  poter  trattare  solamente  con  lei,  mi  confermo,  di  V    S.  illustrissima. 

Per  l'altra  che  le  inviai,  la  rimetto  in  tutto  alla  di  lei  prudenza.  Egre- 
giamente ella  dice,  che  quel  personaggio  è  di  massime  particolari,  e  se 
r  umor  nero  fosse  in  moto,  si  farebbe  peggio. 


-1*7S3S]  Al)   ANTONIO   RAMBALDO  DI  COLLALTO  2475 


2383. 

AD  ANTONTO  RAMBALDO  DI  COLLALTO  in  Pirnitz. 
Modena  { San  Felice  ),  29  Agosto  1725. 

A&caiTio  CoLLALTo,  Pirnitz. 

Si  contenti  un  poco  TE.  V.  di  prestarmi  benigna  udienza,  e  udita 
una  mia  supplica  di  conseguentemente  dare  un  gran  moto  al  suo  generoso 
cuore  in  favore  di  due  cavalieri  di  casa  distinta,  a  lei  notissima,  e  pro- 
babilmente imparentata  co  i  barboni  di  casa  Collalto.  ma  sfortunati  ed 
afflìtti  per  colpa  altrui.  Parlo  di  due  figliuoli  del  signor  Principe  di  Porzia, 
che  stanno  in  questo  Collegio  de' Nobili  da  molti  anni,  senza  aver  un  soldo 
di  lor  casa,  e  con  grosso  debito  per  le  dozzine  finora  scorse,  ma  tuttavia 
tenuti  qui  da  i  superiori  del  Collegio  con  pazienza  magnanima,  e  con 
somministrar  loro  tutto  il  bisognevole  per  vitto,  vestito,  e  per  qualunque 
altra  loro  occorrenza.  Ieri  nel  visitare  il  Collegio,  che  è  in  villa,  mi  fe- 
cero pietà  quei  giovani  cavalieri,  savi  e  ben' educati,  al  narrarmi  la  lor 
pena  per  trovarsi  cosi  abbandonati,  cosi  carichi  di  debiti,  e  col  rossore  di 
non  veder  soddisfatto  in  guisa  alcuna  pel  passato,  e  di  andarne  facendo 
de  i  nuovi,  senza  che  t^nti  passi  finora  fatti,  ne  tante  promesse  venute 
loro  di  costà  producano  mai  effetto  alcuno.  Il  Padron  serenissimo  ha  più 
volte  scritto  in  loro  favore,  e  ne  ha  anche  ultimamente  data  commissione 
al  signor  marchese  Silvio  Montecuccoli.  e  i  cavalieri  stessi  hanno  inviata 
supplica  latina  all'Augustissimo;  ma  finora  tutto  indarno,  e  intanto  il  con- 
gedarsi di  qua  non  par  loro  lecito,  e  il  seguitare  a  starci  con  aumentare 
il  debito  è  un  martirio  di  vergogna  per  essi.  Mi  han  dunque  pregato  tanto 
essi,  come  i  superiori,  che  gli  aiuti  anch'io,  se  posso;  e  avendo  io  loro 
proposto  la  persona  di  V.  E.  di  cuore  si  grande,  e  di  nobiltà  loro  notis- 
sima, mi  si  sono  raccomandati,  acciocché  gli  appoggi  al  di  lei  patrocinio 
con  la  speranza,  eh'  ella  animata  dal  suo  benefico  genio,  e  spinta  dalla  con- 
siderazione d'uno  stato  si  deplorabile  di  due  si  degni  cavalieri,  unirà  le 
sue  efficaci  premure  a  quelle  del  mio  Serenissimo,  e  de'  suoi  ministri  costi, 
per  tentare  ogni  via  appresso  chi  è  deputato  da  S.  M.  Cesarea  e  Cristia- 
nissima a  gli  affari  del  loro  signor  padre,  a  fine  che  non  si  tardi  a  pa- 
gare un  debito  si  grosso,  ma  che  è  privilegiato,  trattandosi  d'alimenti  di 
figliuoli.  L'È.  V.  che  ha  viscere  di  pietà,  e  massimamente  verso  i  nobili 
maltrattati  dalla  fortuna,  senza  loro  demerito,  non  ho  dubbio,  che  non 
accetti  di  buon  cuore  di  proteggerli,  e  di  adoperarsi  con  tutta  efficacia  in 
lor  prò:  del  che  le  saranno  essi  sempre  tenuti,  e  io  non  meno  di  loro. 
Né  più  soggiungo,  perch'ella  non  ha  bisogno  di  più. 


2476  LODOVICO   ANTONIO    MURATORI  [1*735- 


Tengo  qui  con  venerazione  il  ritratto  di  V.  E.  e  il  vo  vagheggiando 
in  vece  dell'originale,  e  la  ringrazio  di  questa  memoria  del  suo  benignis- 
simo  amore,  con  augurarmi  sempre  di  poterle  maggiormente  attestare  quel 
singolare  ossequio,  con  cui  vivo,  di  V.  E. 


2384. 

AD  AGOSTINO  PANTÒ  in  Palermo. 
Modena  (  San  Felice  ),  30  Agosto  1725. 

Archivio  Soli  Muratori  {  R,  Bibl.  Est,),  Modena. 

Molto  ha  tardato,  ma  iìnalmente  mi  è  giunto  il  graziosissimo  foglio  di 
V.  S.  illustrissima,  e  siccome  dall'  un  canto  mi  ha  recato  gran  consolazione 
al  vedere  quanta  bontà  ella,  e  il  signor  abate  D.  Francesco  Caruso  ',  il 
signor  duca  di  Palma,  la  signora  duchessa  Bologna,  e  la  signora  baronessa 
di  Passanito  hanno  per  me,  cosi  mi  ha  riempiuto  d'afflizione  all'intendere 
l'immatura  morte  del  signor  abate  Gio.  Battista  Caruso,  nella  cui  man- 
canza non  tanto  cotesta  città  e  Regno,  quanto  l'Italia  tutta,  e  tutta  la 
repubblica  letteraria,  ed  io  più  di  molti  altri,  abbiam  di  troppo  perduto. 
N'  aveva  io  parlato  con  giubilo  nella  seconda  parte  del  tomo  primo  Rerum 
Italicarum,  ora  mi  converrà  parlarne  con  dolore  nel  tomo  settimo.  Voglia 
Dio,  che  le  fatiche  di  lui,  lasciate  imperfette,  abbiano  qualche  buona  balia, 
che  le  metta  in  ordine  per  passeggiare  nel  mondo.  Colla  lettera  di  V.  S. 
illustrissima  ricevei  ancora  il  dono  stimatissimo  della  Biblioteca  Siciliana. 
pel  quale  la  prego  di  portare  i  miei  più  divoti  ringraziamenti  alla  gene- 
rosa liberalità  del  signor  abate  D.  Francesco  e  de  gli  altri  signori,  che 
m'han  favorito,  né  io  mancherò  di  farne  onore  al  chiarissimo  autore, 
ovunque  potrò.  Cosi  ne  vedessi  io  la  continuazione,  siccome  egli  ci  faceva 
sperare.  M' è  stato  del  pari  carissimo  il  ragionamento  fatto  da  cotesto  disce- 
polo di  V.  S.  illustrissima  intorno  al  nuovo  metodo  di  cotesta  Accademia 
legale,  di  cui  pure  ho  letto  con  piacere  le  sensatissime  leggi.  Sarebbe  anche 
da  desiderare,  che  tutte  le  città  d' Italia  volgessero  gli  occhi  per  questo  a 
Palermo,  e  profittassero  di  si  bell'esempio  con  far  divenire  la  giurispru- 
denza uno  studio  nobile  e  gustoso  per  la  lega  dell'antichità  e  dell'erudi 
zione,  che  altro  non  è  oggidì,  che  un  secco  e  spiacente  mestiere  di  gua- 
dagno. Sarebbe  anche  da  desiderare,  che  la  buona  filosofia  morale,  e  la 
conoscenza  di  ciò  che  si  richiede  al  governo  politico  della  Repubblica, 
scortassero  la  scienza  delle  leggi,  come  era  in  uso  ai  tempi  d'oro  della 
Repubblica   Romana:   che   cosi  s'avrebbe   un   grande   aiuto   per   decidere 


•  Sue  lettere  in  Archivio  Soli  Muratori  (R.  Bibl.  Est.),  n.°  2  da  Palermo  1725- '38 


-l'asci]  A  LUC' ANTONIO  GENTILI  2477 


molte  cause  con  più  dirittara,  e  utilità  del  pubblico.  Io  non  ho  dubbio 
alcuno,  che  cotesta  regal  città  non  conosca  egregiamente,  quanto  sia  il 
di  lei  merito  per  questa  cura  d*  incamminare  la  gioventù  al  buon  gusto  ; 
e  tanto  più  debbono  restar  tenuti  al  glorioso  rifiuto  da  lei  fatto  d'onori 
e  proventi  alla  Corte  Cesarea.  Se  a  questi  benefi/.i  da  lei  prestati  alla  sua 
patria  si  aggiugnesse  ancora  una  lezione  a  parte  del  gius  pubblico,  avrà 
cotesta  città  di  che  sempre  ricordare  a  sé  con  giubilo  e  gratitudine  la  di 
lei  memoria,  e  di  che  desiderare  e  procurare  a  lei  premi  molto  conve- 
nienti in  casa  propria,  senza  doverli  andare  a  cercare  con  tanto  incomodo 
lungi  dal  cielo  paterno. 

Mi  sono  stati  carissimi  i  benigni  saluti  del  signor  canonico  Mongitore, 
la  cui  erudizione  e  dottrina  è  tanto  da  me  venerata;  e  quantunque  nonabbia 
io  potuto  godere  delle  grazie,  che  aveva  destinato  per  me  il  suo  generoso 
cuore,  io  non  lascio  di  restargli  sommamente  tenuto:  e  però  vivamente  la 
supplico  di  ricordargli  il  mio  rispetto,  e  di  conservarmi  nella  di  lui  grazia. 

Avrà  forse  V..S.  illustrissima  veduto  la  seconda  parte  del  tomo  primo 
Rerum  Italicarum.  Già  è  finito  il  tomo  sesto,  e  si  metterà  presto  in  viaggio. 
Ora  si  sta  lavorando  intorno  al  settimo  e  cosi,  a  Dio  piacendo,  andrà  se- 
guitando questa  mia  Raccolta,  che  é  ben  ricevuta  dentro  e  fuori  d'Italia, 
compiacendomi  io  di  vederla  spezialmente  gradita  costi. 

Le  resterò  sommamente  tenuto,  se  mi  terrà  vivo  nella  mente  del  signor 
duca  di  Palma  da  me  umilmente  riverito.  E  intanto  rassegnandole  il  mio 
rispetto  mi  confermo,  di  V.  S.  illustrissima. 

La  ringrazio  ancora  per  la  dissertazione  intorno  alla  statua  antica 
di  cotesta  antichissima  città,  che  ho  letto  con  gusto,  e  ne  ringrazio  ancora 
il  signor  don  Francesco  Caruso,  in  occasione  di  scrivergli  oggi. 


2385. 

A  LUC  ANTONIO  GENTILI  in  S.  Marino. 
Modena,  1  Settembre  17^. 

BiBuoTECA  OSI.  SxMiNABio,  PesaTO,  edita  [108]. 

In  risposta  all'ultimo  stimatissimo  foglio  di  V.  S.,  le  dico  d'aver  scritto 
a  Perugia  al  signor  Orazio  Baglioni,  ohe  truovo  nella  lettera  sua,  signore 
di  gran  gentilezza,  e  tutto  disposto  a  favorirmi,  se  pure  qualche  cosa  si 
troverà  d'antico:  del  che  nondimeno  egli  diffida  non  poco. 

Con  tutto  suo  comodo  mi  potrà  V.  S.  inviare  le  memorie  raccolte  dal 
signor  Bonclerici,  non  avendo  io  per  questo  fretta  alcuna;  e,  se  altro  si 
potrà  ottenere,  alzeremo  le  mani  al  cielo. 

Epistolario  di  Lodovico  Antonio  Muratori.  —  VoL  VI.  157. 


2478  LODOVICO  ANTONIO  MURATORI  [l'T'SS- 


Intanto  io  mi  rallegro,  che  ella  abbia  conosciuto  il  mio  signor  abate 
Badia,  che  aspetto  di  passaggio  per  Modena  con  gran  divozione.  Ma  non 
mi  son  già  rallegrato  all'udire,  che  la  fortuna  si  accordi  si  poco  col  me- 
rito di  V.  S.  in  guisa  che  ella  vada  meditando  di  ritirarsi  da  cotesto  paese, 
ed  impiego.  Volesse  Dio,  che  potesse  aprirsi  un  nicchio  per  lei  nell'Am- 
brosiana, e  ch'io  potessi  contribuire  ad  ottenerglielo.  Ma  non  vo  tacerle; 
che  due  anni  sono  pertossi  a  Milano  il  signor  dottore  Tagliazucchi  nostro 
modenese,  valente  poeta,  e  buon'  intendente  della  Greca  favella,  e  delle 
matematiche,  insperanzato  da  vari  cavalieri  suoi  amici  di  entrare  in  essa 
Ambrosiana,  ma  nulla  ha  mai  potuto  ottenere,  e  neppure  osa  sperarlo, 
avendomi  scritto,  che  i  signori  milanesi  vogliono  pensare  più  a*  suoi  na- 
zionali, che  a' forestieri.  Né  ora  v'è  apertura  alcuna.  Se  mai  restasse  voto 
qualche  nicchio  (oggidì  ridotto  a  due  soli)  sia  certa,  che  adopererò  vo- 
lentieri quel  poco  di  credito,  che  ho  per  servirla.  Fu  cosa  insolita,  e  strana, 
eh'  io  fossi  tanti  anni  sono  chiamato  colà.  Intanto  ella  non  lasci  di  pen- 
sare anche  ad  altri  impieghi:  che  io  non  lascerò  d'aver  presenti  le  cose 
sue.  E  s'ella  mai  volesse  andare  al  servigio  del  cavaliere  nominatogli  in 
Vienna  con  decoro,  e  vantaggio,  non  istimo  difficile  potersi  dare  l'aper- 
tura. E,  riverendola  con  tutto  lo  spirito,  mi  rassegno,  di  V.  S. 


2386. 

A  MAURO  ALESSANDRO  LAZZARELLI  in  Milano. 
Modena,  6  Settembre  1725. 

Archivio  Soli  Musatosi  (  R.  Bibl.  Est.  ),  Modena. 

Per  essere  stato  lontano  il  signor  marchese  Trivulzio,  al  quale  aveva 
io  rimesso  ogni  mia  pretensione,  non  potè  il  signor  Sassi  raccogliere  tutti 
i  miei  sentimenti  di  rispetto  per  lui;  e  avendo  preso  maggior  fuoco  per 
la  lettera,  ch'egli  l'ordinario  scorso  ricevette  per  mezzo  di  V.  P.  reve- 
rendissima, quasi  che  dopo  essersi  egli  lagnato  di  me,  e  scrittomi  ch'io 
l'aggravava,  non  dovesse  a  me  essere  lecito  l' esporre  a  lui  con  franchezza 
onorata  ciò  ch'era  a  me  dispiaciuto,  ed  esporlo  in  maniera  pacifica,  mi 
ha  scritto  di  non  volersi  più  mischiare  ne'  miei  affari.  Scrivo  a  lui,  e  al 
signor  marchese  Trivulzio  quanto  occorre,  e  vedremo,  se  muterà  parere. 
Non  mutandolo,  si  vedrà,  se,  senza  di  lui,  potrà  cotesta  opera  andare  in- 
nanzi. Intanto  prego  V.  P.  reverendissima  di  non  darsene  per  intesa.  E 
premendo  all'Argelati,  ch'io  presso  di  lei  il  discolpi  per  aver  io  supposto, 
ch'egli  sia  stato  il  primo  a  parlare  centra  mia  volontà  al  signor  Sassi  di 
questo  affare  (il  che  egli  niega)  mi  onori  ella,  occorrendo,  di  dire,  ch'io 
le  ho  scritto  quanto  si  conviene,  e  ch'egli  et  io  siam  d'accordo. 


-l'assi  A  GIUSEPPE  ANTONIO   SASSI  2479 

Ho  vedalo  in  originale  la  lettera  a  lui  scritta  dal  signor  marchese  di 
Rialpe  [Rialpo?]  con  un  bell'illustrissimo  per  la  pensione  accordatagli  di 
300  scudi:  ed  oggi  mi  rallegro  di  tutto  con  Ini. 

Buone  nuove  della  salute  della  Corte  in  Sassuolo.  E  intanto  i  nostri 
pellegrini  a  Buda,  non  so  se  a  stabilir  colà  un'altra  pace.  Vedremo,  dove 
tenderanno  i  lor  passi. 

Con  ringraziarla  di  quanti  favori  ella  mi  ha  impartito,  le  rassegno  il 
mio  ossequio,  e  mi  confermo,  di  V.  P.  reverendissima. 


2387. 

A  GIUSEPPE  ANTONIO  SASSI  in  Milano. 
Modena,  6  Settembre  1725. 

BiBiiioTKCA  Ambbosiaxa,  Milano,  edita  [176]. 

Da  che  V.  S.  illustrissima  coli' antecedente  sua  meco  si  lagnava  d' ag- 
gravi a  lei  fatti,  io  voglio  ben  avere  lei  per  giudice,  se  si  dovea  lasciar 
passare  questo  punto  senza  addurre  a  lei  le  ragioni  mie.  E  tanto  più  credo 
0  ciò  lecito  fra  amici  ;  non  essendomi  per  altro  giammai  figurato  di  voler 
fare  con  ciò  de'  rimproveri  a  lei  e  di  caricarla.  Anzi  nello  stesso  tempo  io 
scrissi  al  signor  marchese  Trivulzio.  eh'  io  rimetteva  totalmente  a  lui 
questa  faccenda,  non  essendo  io  pertinace  nelle  mie  opinioni,  e  desiderando 
la  di  lei  amicizia,  la  quale  non  voleva  io  che  si  rompesse  per  cagion  tale, 
e  che  perciò  corresse  pure  la  di  lei  prefazione  a  Rormialdo  senz'altro. 
Non  ha  ella  potuto  vedere  il  signor  marchese  allora  :  io  la  prego  di  udire 
un  si  saggio  cavaliere,  che  ha  un  eguale  amore  per  amendue,  e  poi,  udito 
che  l'abbia,  risolva  ciò  che  parrà  a  lei  più  conveniente  verso  chi,  con 
tutte  queste  male  intelligenze  scorse,  si  è  accomodato  a  lei.  e  ha  protestato 
con  tutti  la  stima  che  fa  di  lei.  né  ha  per  lei  quel  cuore,  ch'ella  forse 
suppone.  S' io  avessi  un  cuore  diverso,  avrei  in  altra  guisa  risposto  alla 
lettera  inviatami  dal  P.  Lazzarelli  e  alle  susseguenti.  Ella  dovrebbe  aver 
conosciuto,  eh'  io  per  tutte  le  accuse  e  lamenti  da  lei  scritti  a  me,  non 
me  ne  son  né  pure  lagnato,  non  che  trascorso  in  parole  offensive.  Ho  solo 
onoratamente  detto  ciò  che  mi  dispiaceva  nel  passato  affare.  Se  questo  sia 
giusta  cagione  a  lei  di  troncare  una  vecchia  amicizia,  mi  rimetto  a  lei 
stessa.  Per  me  la  desidero  sempre  stabile,  e  di  poterle  comprovare  quel- 
l'ossequio, che  per  tutte  le  sue  risoluzioni,  non  s'interromperà,  e  che  ora 
le  rassegno  con  ricordarmi,  etc. 


2480  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [l'73S- 


2388. 

A  NICOLÒ  FORLOSIA  in  Vienna. 
Modena,  11  Settembre  1725. 

Biblioteca  imperiale,  Vienna,  edita  [276]. 

Al  benefico  genio  di  V.  S.  illustrissima  ricorro  per  un  favore,  di  cui 
ho  sommamente  bisogno,  e  che  per  mezzo  di  lei  solamente  posso  sperare. 
Son  dietro  a  disporre  una  2."  parte  del  tomo  2.°  Rerum  Italicarum,  che 
riguarda  la  storia  del  secolo  IX  e  X,  e  in  questa  vorrei  mettere  gli  An- 
nali Lamheciani  de'  Franchi,  citati  tante  volte  dal  Pagi  nel  libro  2."  so- 
lamente. Io  non  ho  il  Lambecio.  Pregammo  il  signor  conte  reggente  Per- 
tusati,  che  facesse  copiarli  costi;  ma  perchè  sono  essi  annali  sparsi  in 
più  d'  un  tomo  d'  esso  Lambecio,  il  detto  cavaliere  per  timore  di  non  fare 
una  cosa  esatta,  s' è  ritenuto  finora  dal  far  copiare.  Riconoscerò  dunque 
per  un  atto  della  somma  di  lei  gentilezza,  se  vorrà  attentamente  notare 
tutto  ciò,  che  d' essi  Annali  ha  stampato  il  Lambecio,  coli'  ordine  de  gli 
anni,  e  poi  d' intendersela  col  suddetto  signor  conte  Reggente,  riverendolo 
umilmente  in  nome  mio,  eh'  egli  si  piglierà  la  cura  di  far  copiare  tutto 
secondo  la  sua  solita  bontà.  M'  immagino,  che  il  Lambecio  avrà  detto  ciò 
che  occoi'reva  di  tali  Annali,  e  del  codice  Cesareo,  onde  son  presi;  e 
questo  ancora  sarebbe  bene  di  farlo  copiare  :  che  servirà  per  prefazione  a 
gli  stessi  Annali. 

Probabilmente  poi  mi  converrà  mettere  nella  suddetta  2.*  parte  uno 
storico  tedesco  de'  migliori,  che  parli  delle  gesta  de  gli  Ottoni  in  Italia, 
giacché  noi  non  abbiamo  scrittore  alcuno  italiano  di  que' tempi.  Avrei  caro, 
che  V.  S.  illustrissima  mi  dicesse,  chi  a  lei  paresse  più  proprio,  cioè  il 
Cronografo  Sassone  gli  Annali  d' Hildesheim,,  Ditmaro,  o  altro  simile.  E  se 
sapesse  opuscolo  alcuno  storico  spettante  a  que'  due  secoli,  che  paresse  a 
lei  ben  fatto  l' unirlo  a  questa  Raccolta  in  essa  2.*  parte,  me  lo  sug- 
gerisca. 

S'  aggiugnerà  questa  all'  altre  obbligazioni,  che  le  professo  ;  e  intanto, 
con  pregarla  de' miei  rispetti  al  mio  riveritissimo  signor  cavaliere  Garelli, 
le  rassegno  la  mia  vera  osservanza,  e  mi  confermo 


-1*736]  A   MAUBO   ALESSANDRO  LAZZARELLI  2481 


2389. 

A  LUC  ANTONIO  GENTILI  in  S.  Marino. 
Modena,  12  Settembre  1725. 

Biblioteca  del  Seminario,  Pesaro,  edita  [106]. 

Lo  smoderato  scirocco,  che  è  soffiato  la  scorsa  estate,  talmente  m'aveva 
infievolita  la  sanità,  eh'  io  non  ero  buono  da  nulla.  Ora  mi  son  riavuto 
alquanto  coli'  aria,  e  col  riposo  della  villa  :  e  son  ben  a  pregare  V.  S.  che 
mi  perdoni,  se  non  ho  puntualmente  risposto  all'  ultima  sua.  Si  scrisse  della 
di  lei  persona  al  signor  conte  di  Collalto,  ma  fin' ora  nulla  s'è  inteso  di 
risoluzione,  trovandosi  egli  probabilmente  a  villeggiare  in  Boemia  nei  suoi 
feudi.  Subito  che  si  udrà  l' intenzione  sua,  ne  sarà  ella  avvisata.  Quanto 
a  me  vorrei  vederle  tutte  le  felicità  possibili,  e  potere  io  stesso  esser- 
gliene il  procuratore,  con  tirarla  special  mente  fuori  da  codesto  Romitaggio. 
Per  altro  veggendosi  tanti  italiani  vivere  in  Vienna  sani,  e  lieti,  crederei, 
che  neppur'ella  dovesse  lasciarsi  fare  apprensione  di  quell'aria.  E  se  il 
signor  conte  di  Collalto  applicherà  alla  proposta  da  me  fatta,  vorrei  cre- 
dere, che,  pel  salario    non  avesse  V.  S.  da  essere  scontenta. 

Bei  vantaggi  mi  fa  risentire  il  sig.  Scipione  Maffei  con  le  sue  pre- 
mure letterarie,  che  tutto  giorno  usa  per  me:  non  minori  però  scorgo  le 
sue,  che  del  continnato  pensiero  ringraziandola  distintamente,  la  mia  inal- 
terabil  osservanza  le  rassegno,  e  mi  confermo,  di  V.  S. 


2390. 

A  MAURO  ALESSANDRO  LAZZARELLI  in  Milano. 
Modena,  19  Settembre  1725. 

Archivio  Sol.1  Muratori,  ( iJ.  Bibl.  Est.),  Modena. 

M' ingegnai  di  vincere  me  stesso,  e  di  accomodarmi  all'  altrui  volere, 
e  ai  saggi  consigli  di  V.  P.  reverendissima  ;  e  però  la  pace  è  fatta.  A  me 
basta,  che  il  signor  Sassi  abbia  conosciuto,  non  aver  io  caro,  ch'egli  faccia 
alto  e  basso  iu  un'  opera,  in  cui  finalmente  non  1'  ho  io  preso  per  com- 
pagno, non  perchè  non  lo  stimi  degno  anche  di  più,  ma  perchè  non  è  cosi 
concerto,  né  so  quali  sieno  le  sue  fatiche  e  spese,  ma  so  ben  quanto  siano  le 
mie.  Medesimamente  basta  a  me,  che  l'Argelati  intenda,  ch'io  non  voglio 
soflferire,  eh'  egli  faccia  di  sua  testa,  e  da  protomastro,  quale  si  figura  d' es- 
sere, dappoiché  il  suo  nome  glorioso  si  mira  in  fronte  a  prefazioni,  in 
fondo  a  dediche,  etc. 


2482  LODOVICO   ANTONIO   MtJHATOEl  [1*7S5- 

Mi  scappò  di  mente  la  richiesta  del  signor  barone  di  Bonoif.  Costi 
ella  ha  i  due  primi  temetti  de  gli  Anecdoti;  vedrò  di  mandarle  io  gli  altri 
due  stampati  in  Padova,  che  ho  qui.  Il  prezzo  d' ogni  tometto  è  un  testone  ; 
ma  se  V.  P.  reverendissima  avesse  caro  di  farne  un  dono  a  cotesto  si- 
gnore, mi  stimerò  io  meglio  pagato,  s'ella  prima  gli  accetterà  in  dono  da 
me;  e  di  questo  la  prego. 

Comincio  a  immaginare,  che  i  nostri  pellegrini  si  debbano  contentare 
de  gli  Svizzeri,  e  tornarsene  a  villeggiare  fra  gli  Ambrosiani.  Già  sono  in 
possesso  di  non  badar  molto  a  certe  regole,  che  stan  forte  a  cuore  ad  altri 
lor  pari.  Ella  si  governerà  secondo  la  bussola  nostra  :  e  lasciar  poi  correre 
il  mondo.  Rassegnandole  il  mio  rispetto,  mi  confermo,  di  V.  P.  reverendissima. 


2391. 

A  GIUSEPPE  ANTONIO  SASSI  in  Milano. 
Modena  (  San  Felice  ),  19  Settembre  1725. 

Biblioteca  Ambrosiana,  Milano,  edita  [176]. 

Al  gentilissimo  foglio  di  V.  S.  illustrissima,  che  mi  assicura  della  sua 
calma,  rispondo  io  col  recedant  vetera,  nova  sint  omnia.  Camminino  pure 
le  prefazioni  di  Romualdo  come  stanno,  eh'  io  ne  son  contento,  e  ringrazio 
la  sua  bontà  della  benigna  offerta. 

Del  pari  me  le  protesto  tenuto,  perchè  m'abbia  fatto  sovvenii*e  la  Cro- 
naca di  Matteo  Spinelli,  che  m'era  scappata  di  mente.  Il  testo  latino  che 
abbiamo  è  cosa  recente,  ed  è  una  traduzione  dall'  italiano,  in  alcuni  luoghi 
anche  difettosa  non  poco.  Ora  trovandomi  io  avere  lo  stesso  testo  italiano, 
che  forse  è  dell'autore,  l'invierò  con  pensiero  che  l'uno  e  l'altro  si  stampi. 

Da  che  per  diligenze  fatte  aveva  io  scoperto,  che  Sozomeno  era  au- 
tore vivuto  circa  il  1420  e  non  già  nel  1298,  come  pareva  che  si  potesse 
raccogliere  dal  testo  ambrosiano,  in  cui  verso  quegli  anni  termina  la  sua 
narrazione,  io  aveva  quasi  deposto  la  voglia  di  stamparlo  ;  perchè  ne'  tempi 
lontani  dalla  sua  età  costui  non  avrà  fatto  altro  che  tradurre  in  latino 
Gio  :  Villani,  e  copiare  altri  autori,  che  originali  si  stamperanno  ;  e  manca 
il  meglio,  che  è  la  storia  vicina  a'  suoi  tempi.  Ma  da  che  mi  è  stato  fatto 
sperare  un  altro  testo,  il  quale  mi  suppongono  che  arrivi  fino  al  1410,  ho 
ripigliata  l' idea  di  potermene  valere.  Finché  non  mi  sia  chiarito  di  questo, 
altro  non  posso  dire  intorno  ad  esso. 

Tolom,eo  da  Lucca  merita  maggior  rispetto;  ma,  per  quello  che  mi 
sovviene,  credo  che  mescoli  questioni  teologiche,  le  quali  forse  a  nulla  ser- 
viranno, né  so  figurarmi  che  fino  all'anno  800  possa  egli  servire  in  guisa 
alcuna  agli  eruditi.  Per  me  crederei  più   sicuro   il    cominciare   da   questo 


-ITSSJ  A  NICOLA  TACOLI  2483 

anno,  quando  V.  S.  illustrissima,  consaltate  meglio  le  cose  con  cotesti  miei 
signori,  non  trovasse  aver  egli  qualche  merito  anche  per  gli  tempi  ante- 
cedenti. Per  la  curiosità  degli  eruditi  dobbiam  sapporre  eh'  essi  non  amino 
dicerie  disutili  di  scrittori  barbari,  quando  possono  con  facilità  bere  ai 
fonti.  La  ringrazio  per  gli  testi  dello  Smereyo  e  del  Godio.  E  mi  consolo 
per  la  speranza  datami  eh'  io  possa  godere  in  Modena  della  presenza  sua 
e  di  quella  del  nostro  p.  lettore  Beretta.  Avrò  caro  di  sapere  presso  a 
poco  quando  verranno,  acciocché  io  possa  trovarmi  in  città.  Intanto,  con 
riprotestarle  il  mio  costantissimo  ossequio,  mi  confermo,  ete. 


2392. 

A  NICOLA  TACOLI  in  Eeggio. 
Modena,  19  Settembre  1725. 

Archivio  Tacoi.i,  Modena. 

Buon  per  me,  che  V.  S.  illustrissima  sia  tornata  a  Reggio,  che  nho 
un  gran  bisogno.  Vogliono  i  signori  di  Milano  dedicato  il  tomo  VII  che 
si  stampa,  al  Padi'on  serenissimo,  e  in  vece  d*  avvisarmi  per  tempo,  af- 
finchè si  pigliassero  ben  le  misnre  pel  ritratto  dell'  Altezza  Sua,  poco  fa 
me  ne  scrissero  la  risoluzione,  e  che  bisognerebbe  loro  per  tutto  ottobre, 
o  al  più  al  principio  di  novembre  il  ramo  tagliato.  Con  occasione  che  era 
in  Modena  il  signor  conte  Governatore  di  Reggio,  avutone  l' ordine  dal 
Serenissimo,  si  concertò,  che  il  signor  Antonio  Consetti,  il  quale  di  pre- 
sente dipinge  a  Rivalta,  formasse  il  disegno,  con  valersi  di  qualche  ri- 
ti'atto  di  Sua  Altezza  che  dovrebbe  trovarsi  sufficiente  costì;  che  il  signor 
Bon vicini  fosse  chi|imato,  acciocché  pigliasse  egli  di  fare  l' intaglio,  e  in- 
tanto ordinasse  per  mio  conto  il  rame.  Perché  sapeva  che  V.  S.  illostris- 
sima  era  in  villa,  consegnai  al  signor  conte  Governatore  i  rami  finori  ta- 
gliati negli  altri  tomi,  acciocché  servissero  di  lume  per  le  misure. 

Ora  io  ho  bisogno,  che  V.  S.  illustrissima  si  pigli  l'incomodo  d'es- 
sere dal  signor  conte  Governatore  per  intendere,  se  abbia  parlato  ai  si- 
gnori Consetti  e  Bonvicini,  e  qual  concerto  si  sia  fatto,  e  sopra  tutto  che 
non  si  perda  tempo,  perchè  il  tempo  è  corto,  e  pur  troppo  temo,  che  il 
signor  Buonvicini  solito  a  far  le  sue  cose  con  gran  pulizia,  e  perciò  con 
agio  e  flemma,  possa  dire  che  questo  gli  è  impossibile.  Faccia  quanto  può 
per  indurlo  a  operare,  che  vorrei  pure,  che  trattandosi  del  principe  nostro, 
un  suo  suddito  avesse  questo  onore.  Ma  se  non  vi  fosse  verso,  bisognerà 
ricorrere  al  Francia  di  Bologna,  benché  io  sia  certo,  che  farà  men  bene, 
e  mi  dispiacerà  di  dovermi  voltare  colà.  Lo  raccomando  ancora,  che  mi 
sieno  conservati  e  rimandati  i  ritratti,  che  ho  inviato:  altrimenti  reste- 
rebbe imperfetto  un  corpo  Rerum  Italicarum. 


2484  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [l'^SB- 


II  signor  Argelati  mi  scrisse,  che  farebbe  pagare  costì  quattro  fìlippi  al 
suddetto  signor  Bonvicini  :  perciò  se  V.  S.  illustrissima  glieli  vorrà  antici- 
pare, gliene  renderò  conto  io.  Il  tomo  VI  dell'opera  già  è  fuori,  e  spero 
che  a  quest'  ora  sia  in  viaggio  verso  Modena.  Subito  che  sarà  giunto,  ne 
sarà  avvisata.  Intanto,  con  la  riprotesta  del  mio  ossequio,  mi  confermo. 

2393. 

A  MAURO  ALESSANDRO  LAZZARELLI  in  Milano. 
Modena  (  San  Felice  ),  3  Ottobre  1725. 

Archivio  Soli  Muratosi  (R.  Bibl.  Est.),  Modena. 

In  villa,  dove  seguito  a  cercare,  e  truovo  qualche  ristoro  alla  mia 
sanità,  mi  giugno  l'ultimo  stimatissimo  foglio  di  V.  P.  reverendissima 
co' suoi  comandamenti,  a' quali  non  mancherò  di  dare  esecuzione  con  in- 
viare al  sig.  Micheli  gli  altri  due  tomi  de  gli  Anecdoti,  la  Piena  Esposi- 
zione, e  le  Osservazioni,  e  similmente  a  lei  una  copia  delle  Antichità  Estensi, 
e  delle  Scritture  Comacchiesi.  Odo  il  mal  governo  fatto  per  l' addietro  delle 
balle  de' miei  primi  Anecdoti,  e  sempre  più  godo  della  risoluzione  presa  di 
cavarle  di  là.  Pazienza  pel  danno  passato  :  ora  sto  quieto,  veggendole  in  si 
buon  sito,  e  in  mani  si  amorevoli.  Andrò  ora  pensando,  qual  ripiego  si  possa 
pigliare  per  fai'le  venire,  o  per  esitarle  in  qualche  forma.  Sarà  per  me 
una  somma  consolazione  il  poter  inchinare  S.  E.  il  sig.  conte  Carlo  Bor- 
romeo nel  suo  passaggio  per  di  qua.  E  se  V.  P.  reverendissima  potesse 
risapere  il  tempo  della  sua  venuta,  mi  sarà  gran  favore  l'essere  avvertito, 
affinchè  io  possa  essere  pronto  in  città.  L'andata  dei  nostri  pellegrini  ad 
Argentina,  qui  è  stata  mal  ricevuta  e  spezialmente  perchè  si  crede  che  sia 
per  farci  guerra.  E  cosi  vanno  tutte  le  cose  nostre.  Non  v'  è  più  da  temere 
per  cotesto  villeggiature.  Rassegnandole  il  mio  rispetto,  mi  confermo,  di  V. 
P.  reverendissima. 

2394. 

A  GIOVANNI  FABRICIO  in  Helmstadt. 
Mutinae,  Vili  Idus  Octobris,  MDCCXXV. 

Biblioteca  Reale,  Copenaghen. 

Clariss."  et  Eruditiss.*  Viro  Johanni  Pabricio 
Ludovic."^  Ant."^  Muratorius  S.  P. 

Fateor,  insperatus  ad  me  per  clarissimum  Facciolatum  missus  est 
Tomus  VI  Bibliotliecae  tuae.  lamdiu  enim  menti  meae  timor  insederat,  ne 


-±'735  ]  A  pi?:tro  canneti  2485 


praeteriti  literarii  labores.  et  excrescens  in  dies  annorum  pondus  te  ab 
incoepto  utilissimo  Opere  penitus  avocassent.  Proinde  mirum  in  modum 
oblectatione  perfusus  sum,  ubi  ante  oculos  meos  stetit  novus  iste  tuus  foetus, 
non  impar  praecedentibus  multitudine  rerum,  ac  diligenti  eruditione,  immo, 
si  licet  dicere,  supra  illos  praestans,  atque  etiam  prae  illis  dulcior  mihi 
et  carior.  Et  quidni?  Heic  plura  quam  alibi  literatorum  hominum  monu- 
menta, italicis  plerumque  auribus  ignota,  exhibentur  :  atque  ita  exhibentur. 
ut  si  in  alios  tomos  tuus  labor  assurgerei,  unus  hic  omnes  Bibliothecas 
fere  complecteretur,  atque  referret.  Sed  quum  multa  sint.  propter  qoae  tibi 
gratulandum  est  de  hujusmodi  libro,  non  pauciora  profecto  sunt,  quare  et 
mihi  gaudere  de  ilio  debeam.  Non  enim  eum  tantummodo,  gratissimum 
nempe  donum,  a  te  aceepi,  verum  etiam  nomini  meo  singularem  piane 
illic  honorem  impensum  vidi.  Quale  sit  hoc  beneficium  in  me  a  tua  libe- 
ralitate  collatum,  et  probe  intelligo,  et  nunquam  obliviscar;  atque  utinam 
mihi  via  aperiatur,  ut  illud  aliqua  ex  parte  rependam,  et  palam  testari 
possim,  quanta  sit  mihi  eruditionis  ac  humanitatis  tuae  existimatio.  In- 
terim fortasse  noveris,  me  totum  esse  in  colligendis  ac  edendis  Rerum 
Italicarum  Scriptoribus  ab  anno  quingentesimo  usque  ad  millesimum  et 
quingentesimum  Aereae  christianae  :  iamque  tomi  VII  ex  iis  in  folio  prodiere 
Mediolani.  Nunc  typographos  occupat  octavus.  Reliquos  tomos.  Deo  dante, 
eruditns  orbis  accipiet,  opus,  ut  plerique  putant,  utilissimum,  immo  et  ne- 
cessarium  reipublicae  literariae,  atque  Italicae  potissimum. 

Legi  etiam,  et  quidem  multa  cum  voluptate.  epistolam  ad  te  Senatus 
istius  Academici,  et  doctissimi  filii  tui  eruditam  exercitationem.  Luculentum 
testem  in  his  habeo,  quanto  amore  ac  honore  te  prosequantur  reliqui  Aca- 
demiae  Juliae  professores  insignes,  sed  praecipue  tibi  gratulor,  quod  in 
filio  heredem  habeas  amplissimum  ingenii  ac  eruditionis  tuae,  ac  per  ipsum 
Fabricianae  familiae  ex  tot  eruditis  viris  celeberrimae  decus  tuendum  atque 
propagandum.  Ei  quaeso  meis  verbis  gratulationem  ac  salutem  plurimam 
dicito.  Tu  vero  an  gratum  tibi  foret  Antiquitaium  Estetisium  mearum  exem- 
plar  certiorem  me  facito,  ut  aliqua  saltem  ex  parte  meum  erga  te  obsequium 
tibi  probem.  Utrique  fausta  omnia  e  coelo  precans,  utrumque  etiam  precor, 
ut  me  amare  pergatis.  Vale. 

2395. 

A  PIETRO  CANNETI  in  Forlì. 
Modena,  12  Ottobre  1725. 

Archivio  Soli  Muratori  {R.  Bibl.  Est,),  Modena. 

Avviserò  dunque  il  sig.  Argelati  di  quanto  V.  P.  reverendissima  mi 
accenna  intorno   alle  pistole  del  Delfino,  e  procurerò   d'averne  le   risolu- 


2486  LODOVICO   ANTONIO   MUBATOEI  [l'T'SS- 

zioni.  Per  l'altra  copia  mancante,  e  che  ha  bisogno  di  supplementi  colla 
penna,  attenderò  poi  di  sapere,  qual  prezzo  all'ultimo  se  ne  chiegga,  af- 
finchè io  possa  avvisarne  l'altro  amico.  Ma  certo  v'ha  da  essere  divario 
tra  questa,  e  l'altra  copia. 

Ebbi  anch'  io  curiosità  di  sapere,  chi  fosse  quel  Ridolfo  priore  camal- 
dolese ;  ma  perchè  non  ho  le  storie  del  suo  sacro  ordine,  e  mancano  molti 
altri  libri,  non  potei  prenderne  lume  alcuno  ;  e  però  lasciai  correre  la  cosa, 
come  è  nel  manoscritto.  Se  V.  P.  reverendissima  potrà  chiarire  tal  fatto, 
avrò  poi  caro  d'esserne  informato  dalla  di  lei  bontà.  Lo  stesso  dico  pel 
cardinale  Rolando.  Penurie  di  libri  bene  spesso,  e  penurie  di  tempo  per 
ricercare  notizie  per  lettere. 

Finché  Dio  non  mi  dà  più  ozio,  non  posso  pensare  al  tomo  II  delle 
Antichità.  Ora  mi  truovo  smoderatamente  occupato  dall'opera  Rerum  Ita- 
licarum.  Tutto  di  cercare  di  distanare  manoscritti,  rivedere  e  correggere 
quei,  che  s' hanno  a  pubblicare,  prefazioni,  e  mille  altre  cure  mi  rubano 
ogni  altro  pensiero.  S'aggiunge,  che  il  mio  Padron  serenissimo  vorrebbe, 
ch'io  continuassi  la  tela  de' suoi  antenati:  cosa  ch'io  non  avea  promesso. 
E  dovendo  ritornarvi,  bisognerà  lasciarsi  condurre,  e  abbandonare  il  pri- 
miero disegno.  Perciò,  se  mi  resterà  tempo,  vorrei  più  tosto  formare  uno 
o  due  tomi  diplomatici  da  aggiugnere  in  fine  a  gli  scrittori  Rerum  Itali- 
carum,  e  smaltire  in  varie  disertazioni  ciò,  ch'io  aveva  destinato  per  la 
continuazione  d'esse  Antichità.  Ma  mi  resterà  egli  tanto  ozio,  e  tanta  vita? 
Senza  l' oste,  si  fanno  male  1  conti. 

Mi  ricordi  gran  servidore  al  sig.  conte  Brandolino.  S'egli  intende,  per 
la  scrittura  spettante  al  suo  antenato,  la  Cronaca  di  Porcellio,  conviene 
aspettare  il  darla,  quando  la  raccolta  seguitando  la  cronologia  arriverà  al 
1450.  Se  d'altro  intende,  io  non  intendo.  E  ratificandole,  etc. 

Saprà  poi  dirmi  il  sentimento  suo  intorno  al  Trattato  della  Carità. 
S'ella  non  era  lontano,  e  fuor  di  strada,  volevo  io  cercare  la  di  lei  ap- 
provazione, e  l'avrei  sperata  come  da  uomo  amante  della  verità  e  libero 
da' volgari  pregiudizj  dell'interesse. 


2396. 

A  PIER  CATTERINO  ZENO  in  Venezia. 
Modena,  12  Ottobre  1725. 

Biblioteca  del  Semixario,  Padova. 

Servirà  questa  mia  per  rendere  le  dovute  grazie  a  V.  R.  dell'involto 
de' libri  del  sig.  canonico  Mongitore,  che,  mercè  della  di  lei  bontà,  ho  ri- 


-1*735]  A   MAURO  ALESSANDRO   LAZZABELLI  2487 

cevuto;  e  insieme  per  pregarla  d'un  favore,  cioè  che  avrei  caro  d'essere 
avvisato,  se  mai  cadesse  in  pensiero  ad  alcuno  di  cotesti  librai  di  ristam- 
pare l'edizione  fatta  in  Firenze  di  tutte  l'opere  del  Tasso.  Essendo  se- 
condo il  solito  rigoroso  il  prezzo  della  suddetta  edizione,  chi  sa,  che  costi 
non  si  pensi  a  sminuirlo  con  farne  un'altra,  che  più  facilmente  si  compri? 
Sappia  dunque  V.  R.  che  io  aveva  una  raccolta  di  lettere  del  Tasso  inedite, 
e  presi  impegno  di  darle  al  P.  Lettore  Collina  con  certi  patti,  giacché 
egli  ci  faceva  sperare  il  medesimo  beneficio  di  tutte  l'opere  di  quel  fa- 
moso poeta.  Saputosi,  ch'io  aveva  tale  raccolta,  i  signori  fiorentini  mi 
tempestarono  da  varie  bande,  perchè  loro  la  cedessi,  ma  io,  saldo  nella 
parola  data  al  P.  Collina,  volli  riserbar  tutto  per  lui.  È  venuta  poi  fuori 
l'edizion  di  Firenze,  e  il  P.  Collina  che  sia  smontato  dal  suo  disegno,  ed 
io  burlato  da  lui,  mi  truovo  di  non  avere  servito  al  buon  genio  degli 
altri.  Se  dunque  venisse  il  caso  di  ristampa,  non  sarebbe  se  non  bene 
ch'io  lo  sapessi,  perchè  potrebbe  farsi  ora  quello,  che  non  ho  fatto  per 
altri,  e  la  ristampa  ne  riceverebbe  maggior  credito,  e  spaccio. 

In  tale  occasione  la  prego  di  significarmi,  se  sia  fuori  alcun  tomo 
nuovo  di  Cristiano  Lupo.  Io  ne  ho  tre  solamente  fin  ora,  e,  rassegnandole 
il  mio  rispetto,  mi  confermo,  etc. 


2397. 

A  MAURO  ALESSANDRO  LAZZARELLI  in  Milano. 
Modena,  18  Ottobre  1725. 

Abcbivio  Soli  Mdratoki,  {R.  Bibl.  Est.),  Modena. 

Per  due  giorni  sono  stato  tutto  occupato  in  servire  gli  onoratissimi 
pellegrini  capitati  qua,  i  quali  son  partili  questa  mattina  per  Bologna.  S'è 
fatt*  con  loro  spesso  e  dolcemente  menzione  di  V.  S.  reverendissima.  Non 
tarderanno  a  ritornarsene  verso  cotesta  volta,  e  spero  che  porteran  seco 
la  copia  delle  Antichità  Estensi,  e  delle  scritture  Comacchiesi.  ch'ella  mi 
ha  ordinato,  e  che  già  son  disposte  a  far  viaggio.  Applicherò  ora  a  ser- 
vire anche  il  sig.  barone  Bonoff. 

Giacché  per  ora  è  caduta  la  speranza  di  dovere  inchinare  S.  E.  il 
signor  conte  Carlo  Borromeo,  riserberò  questa  consolazione  ad  un  altro 
tempo,  volendo  io  sperare,  che,  quantunque  si  differisca,  abbia  nondimeno 
a  succedere  il  viaggio  da  lui  meditato  per  la  divozione  di  abboccarsi  col- 
l'eminentissimo  Barberino.  Le  lettere,  che  si  hanno  qui  de' serenissimi  vian- 
danti, sono  tuttavia  di  Argentina,  e  se  noi  siam  qui  incerti  del  loro  viag- 
gio, forse  non  lo  son  meno  eglino  stessi.  Il  tempo  ci  dirà  tutto,  e  produrrà, 
se  Dio  non  ci  mette  la  mano,  delle  commedie  e  tragedie. 


2488  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [l'T'SB- 

Mi  dice  il  signor  dottor  Sassi,  che  il  signor  dottore  Sormani  suo 
collega  ha  avuto,  ed  ha  un  libero  adito  nell'Archivio  de' Canonici  di 
S.  Ambrogio,  onde  si  ebbe  quel  bel  documento,  che  V.  P.  reverendissima 
inviò.  Avrei  caro,  ch'ella  destramente,  e  senza  saputa  del  signor  Sassi, 
s' introducesse  con  esso  lui,  per  sapere  se  avesse  trovato  altri  marchesi 
in  cotesta  città  prima  e  dopo  del  mille,  e  se  potesse  buscarsi  da  lui  alcuno 
de' più  vecchi  documenti,  massimamente  Placiti,  i  quali  se  non  servissero 
alla  casa  d'Este,  servirebbero  ad  altre  ricerche  dell'antichità. 

Rassegnandole  il  mio  rispetto,  mi  confermo,  di  V.  P.  reverendissima. 


2398. 

A  GIUSEPPE  DE  BIMARD  DE  LA  BASTIE  *  in  Parigi. 
Mutinae,  XIV  Kalen.  Novembris  MDCCXXV. 

Archivio  Soli  Muratori  (R.  Bibl.  Est.),  Modena. 

Propitius  certe  aliquis  genius  eam  mihi  mentem  injecit,  ut  excellen- 
tissimi  avenoniensis  Provinciae  Prolegati  Bondelmontii  patrocinium  implo- 
rarem  in  antiquitatum  Provincialium  inquisitione.  Superavit  ille  vota  ac 
spem  meam.  En,  ipso  curante,  non  tantum  literas  tuas  humanitate  plenas 
accipio,  simulque  fasciculum  mihi,  auro  cariorem  veterum  inscriptionum, 
sed  etiam,  quod  longe  pluris  facio.  me  in  tuam  amicitiam  invectum  sentio. 
Proinde  illi  multum  debeo,  neque  minus  tibi,  qui,  erga  hominem  nullis  tibi 
titulis  obnoxium,  te  adeo  liberalem  jam  praebuisti,  immo  nullum  benefi- 
centiae  tuae  modum  statuis,  quando  et  alia  sperare  me  facis.  Deosculatus 
ergo  sum  monumenta  quae  misisti;  atque  illa  in  primis,  unde  aliquid  non 
vulgaris  eruditionis  colligitur.  Arelat.''  33."  posita  est  Chrysogone  Juniori 
Siricio.  Juniorem  appellatam  reor,  ut  a  matre  distinguatur,  cui  idem  fuit 
nomen.  Siricium  mihi  creditur  nomen,  sive  cognomen  graeco  more  usur- 
patum,  uti  Glycerium,  Gorgonium,  Melanium  etc.  Provinciae  vero  gallo- 
romanae  inscriptiones  quotquot  potuit,  ut  nosti,  olim  coacervavit  magni 
nominis  vir  Peirescius.  Collectionem  hanc  Lendini  adservatam  apud  ducem 
Devonshire  intellexi.  Nihil  non  egi,  ut  ejusdem  compos  fierem,  sed  nihil 
profeci.  Recto  quoque  conjectatus  es  desiderari  apud  nos  Historias  singu- 
lares  Urbium  Galliae  Narbonensis,  Lugdunensis,  etc.  Si  has  comparare 
mihi  fas  esset  aere  meo,  nihil  gratius  accideret;  nam  ferme  in  omnibus 
[de  recentioribus  loquor]  aliquid  antiquitatum  contineri  puto,  ignotum 
Grutero,  Sponio,  et  Reinesio,  et  clarissimo  marchioni  Maifeio  inobser- 
vatum  :  quod  tamen  in  rem  mea  con  vertere  possem.  Et  sane  parum  respon- 


*  Responsive  in  Archivio  Soli  Muratori  [R.  Bibl.  Est.),  n.°  18  da  Parigi  1727- '40. 


-1*7251  ■*■   GIUSEPPE   DE   BIMABD   DE   LA.   BASTIE  2489 


dere  celebritati.  istarum  regionnm  antiqnitates  Galliae  ab  eodem  Maffeio 
evulgatas.  mihi  persuadeo,  ac  potissimum.  postquam  tot  munus  ad  me  mi- 
sisti.  Propterea  etiam  atque  etiam  rogatum  te  volo,  ut  quandoquidem  prò 
tua  humanitate  me  juvandum  suscepisti.  quae  etiam  edita  sunt,  dum  a  prae- 
cipuis  IV  Collectoribus  absint,  communicare  mecum  velis:  omnia  quippe 
velati  a  te  uno  accepta  in  novo  meo  inscriptionum  Thesauro  Italis  exhibebo. 

Quum  nunc  ruri  agam,  significare  nequeo,  an  mihi  sit  inter  consu- 
lai'es  inscriptiones,  quae  ad  Antoniwn  Hiberum,  et  Nummium  Sisennam 
pertinet.  Civitati  restitutus  inquiram.  Id  genus  marmerà  me  quoque  prae 
ceteris  delectant. 

Ad  Ligorium  quod  attinet,  duos  illius  tomos  autographos  Farnesia 
Bibliotheca  mihi  utendos  dedit,  unde  complures  ego  inscriptiones  fidenter 
excerpsi.  Neque  enim  is  sum,  qui  putem  tanto  fastidio  agendum  adversus 
hominem  illum,  eoque  minus  tanto  contemptu,  uti  Maflfejus  noster,  atque  ante 
illum  Norisius  et  Fabrettus  egere.  Fortasse  Maffejns  in  tot  illis  tomis.  quos 
Regia  Sabaudiensis  Bibliotheca  adservat,  adulterinas  merces  non  paucas 
animadvertit.  Hinc  illi  stomachus  in  omnes  foetus.  atque  in  ipsum  Ligorii 
nomen.  Sed  quis  eum  certum  fecit,  e  Ligorio  processisse,  quaecumque  sub 
illius  nomine  feruntur?  Profecto  innumeras  pene  in  geminis  tomis  a  me  visis 
inscriptiones  a  Ligorio  cong'stas,  ego  sub  oculis  habui.  quas  Smetius  postea 
revera  existere  deprehendit,  et  Gruterus  in  suum  Thesaurum  intulit.  Com- 
plures alias  e  schedis  Barberiuis  aut  Vaticanis  exceptas  dedit  Fabrettus. 
scriptor  Ligorio  infensissimus,  sed  ignorans,  eas  quoque  a  Ligorio  fluxisse, 
aut  certe  ab  ipso  quoque  in  suos  Commentarios  relatas.  Paria  fecit  Donins, 
cujus  collectio  nuper  Florentiae  prodiit.  Manutianis  aut  Vaticanis  schedis 
laudatis.  Jam  nosti  Reinesium  pariter  et  Sponinm  plura  ex  ipso  fuisse 
mutuatos.  Gudium  nihil  morer.  cuius  librum  nuper  accepi.  et  quid  de  ejus 
labore  statuendum  sit,  nondum  perpendi.  Quod  aniraadverti  e  Tomis  Far- 
nesiis  Gudianae  merces  minime  desumptae  fuerunt.  Si  vero  cuncta  quae  ex 
Ligorio  nuper  memorati  viri  edidere,  rejicimus,  aut  suspicione  aspergimus, 
Pyrronismum  in  hanc  eruditionis  partem  invehimus.  Quod  si  quae  Panvi- 
nius,  Smetius,  Gruterus.  Fabrettus,  et  Donius  dedere,  contenidimus  legitima, 
quod  non  ex  Ligorio,  sed  ex  aliis  fide  dignis  autoribus  derivata  fuere, 
iam  habemus,  Ligorium  quoque  fide  dignum;  nam  ante  illos  ipse  pleraque 
ex  eisdem  monumentis  congesserat:  eaque  produnt,  non  ipsum  fuisse  de- 
ceptum.  neque  decipere  voluisse.  Quamobrem  aequior  mihi  videtur  Span- 
hemii  sententia  de  hoc  homine,  scilicet  circumspecte  accipienda  esse,  quae 
ab  ipso  procedunt,  et  examini,  si  opus  est,  subjicienda,  sed  minime  con- 
temnenda.  Quoties  justa  se  offert  caussa  de  aliquo  monumento  dubitandi, 
aut  etiam  damnandi.  dubitare  ac  damnare  liceat.  Iniquus  vero  sit,  qui 
omnia  sino  discrimine  nigro  Theta  confodiat  hoc  uno  titulo,  quod  Ligo- 
riana  sint.  En  judicium  menm.  cuius  te  conscium  volui:  atque  haec,  Deo 
favente,  non  Ligorii,  sed  veritatis  amore,  palam  in  opere  meo   edisseram. 


2490  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [IT'SB- 

In  Estensi  Bibliotlieca  revera  adservatur  eximius  Cedex  Provincialium 
poetarum  carmina  complectens.  Is  anno  Christi  1254  conscriptus  fuit.  Si 
quis  consilium  iniret  conferendi  codicem  istum  cum  vestratibus,  nullus  du- 
bito, quin  laboris  sui  fructum  non  levem  perciperet.  Tu  interea,  quando 
amare  me  coepisti,  perge,  amoris  erga  te  mei,  gratique  animi  jam  certus. 
Vale. 

2399. 

A  NICOLA  GARELLI  *  in  Vienna. 
Mutinae,  XI  Kalen.  Novembris  MDCCXXV. 

Archivio  Soli  Mubatoei  {  R.  Bibl.  Est,),  Modena. 

Quid  ultra  quaerimus  humanarum  rerum  vices?  Amplissimus  Genti- 
lottus  jam  ad  suprema  evectus,  insigni  Episcopatu,  npbilique  Principatu 
auctus,  en  ictu  inopino  nobis  eripitur.  Equidem  doctissimi  ac  bonestissimi 
viri  immaturum  interitum  supra  quam  multos  dolui,  quod  egregiam  illius 
virtutem  probe  perspectam  haberem.  atque  is  me  jamdiu  in  suorum  ami- 
corum  censum  retulisset.  Nuper  etiam  bonorificam  illius  mentionem  feceram 
in  prefatione  ad  Sicardi  Chronicon,  quod  ipso  mihi  ab  Augustissimo  Cae- 
sare  impetrarat.  Sed  quando  frustra  hominis  ad  meliora  rapii  desiderium 
refricamus,  ad  te,  bumanissime  Garelli,  animum  ac  vota  mea  enixe  con- 
verto. Certe  tibi  non  excidit,  me  non  semel  apud  te  literis  et  precibus 
institisse  ut  Nigelli  Poema  de  rebus  gestis  Ludovici  Più  quod  nondum 
editum  Caesarea  Bibliotbeca  adservat,  mibi  a  clementissimo  Caesare  nostro 
impetrares,  addendum  Collec tieni  meae  Rerum  Italicarum.  Neque  vero 
dubitabam,  quin  magnanimus  Imperator,  cujus  in  literas  earumque  cul- 
tores  tantus  est  amor,  tantaque  beneficentia,  lubentissime  hoc  etiam  mihi 
beneficium  conferret,  quum  tot  alia  jam  contulerit,  et  universae  Litera- 
torum  Reipublicae  constet,  patrocinio  potissimum  gloriosissimi  Augusti 
nostri  me  debere  Collectionis  meae  ortum  atque  progressum.  Verum,  pace 
tua  dixerim,  hac  in  re  non  te  ad  vota  mea  facilem  bactenus  sensi,  qualem 
toties  prò  tua  bumanitate  antea  fueram  expertus.  Scilicet  quum  tibi  vide- 
retur  in  Nigelli  opus  aliquid  juris  sibi  conquisivisse  Gentilottus,  tu  of- 
ficiorum  erga  amicos  diligentissimus  custos,  id  procurare  mibi  nolebas, 
quod  fortassis  ille  alteri  concedere  renuebat.  Sed  jam,  ut  vides,  baec  nostra 
e  Coelo  videt  Gentilottus  ò  liaxaptTVjC,  terrenamque  gloriam  penitus  con- 
temnens,  suas  nobis  literarias  curas  reliquit.  Quamobrem  nihil  cunctare,  rogo  ; 
et  clementissimum  Caesarem  aggredere  intrepidus,  atque  ad  solium  suum 


*  Responsive  in  Archivio  Soli  Muratori  [R.  Bibl.  Est.),  n.°  22  da  Pesaro  e  Vienna 
1724-'43. 


l'assi  A   NICOLÒ  PORLOSIA  2491 


me  pronam  siste,  precibus  verbisqae  meis  Nìgellam  mihi  deposcens.  iam  sine 
mora  calamum  arreptum  Caesareae  dexterae  praebe,  ut,  sapplìci  Libello  faa- 
stissimum  Fiat  continuo  adjungat.  Ecquid  enim  aliud  velit  ac  possit  Augustia- 
simus  meae  Collectionis  Protector,  et  potissimam  qaam  in  Eruditìonis  pub- 
blicae  augmentum.  et  celeberrimae  Vindobonensis  Bibliothecae  gloriam  cessura 
sit  Poematis  editio,  non  siue  negligentiae  crimine  ad  hoc  usqne  tempus  procra- 
stinata ?  Meum  erit  in  Praefatione  edicere,  quanto  beneficio  me  obstrinxerit, 
et  universam  Rempublicam  hujusmodi  liberalitat«  immortalis  Princeps.  No- 
mini etiam  tuo,  meritisque  tuis,  prò  quibns  aequissime  tanti  Principis  gratiam 
iniisti.  SUU8  erit  in  eadem  Prefatione  locus,  uti  par  est.  Tibi  interim  sponte 
ad  beneficia  praestanda  currenti.  quid  aliud  nunc  addam?  Illud  tantum 
memineris  velim.  me  deinceps  literas  tuas  ansie  nimis  expectaturum.  Vale. 


2400. 

A  NICOLÒ  FORLOSIA  in  Vienna. 
Modena,  1  Novembre  l*^. 

Biblioteca  imperiali,  Vienna,  edita  [276]. 

Dall'ultimo  benignissimo  foglio  di  V.  S.  illustrissima  sempre  più  in- 
tendo, quanta  obbligazione  io.  e  l'Italia  tutta,  abbiamo  d'avere  alla  infa- 
ticabile bontà  sua  in  promuovere  l'accrescimento  della  mia  gran  Raccolta. 
Infinitamente  la  ringrazio  per  ora,  e  sto  con  ansietà  aspettando  il  Nigelle 
e  poi  gli  Annali  Lambeciani.  i  quali  do^Tebbero  pur  contenere  qualche 
cosa  di  più  de  gli  Annali  de  Franchi  raccolti  dal  Du-Chesne,  giacche 
il  Pagi  li  cita  si  spesso.  Comunque  sia,  essendo  si  rarL  perchè  si  rara 
l'edizion  del  Lamhecio,  spero  che  ne  sarà  ben  ricevuta  la  ristampa.  Mi 
raccomando  intanto,  che  se  mai  fosse  .^cappata  qualche  cosa  al  Lambecio, 
del  che  V.  S.  illustrissima  consultando  i  manoscritti  cesarei  si  accorgerà, 
ella  mi  favorisca  di  aggiugnerlo;  perchè  sarebbe  un  gran  che.  se  la  ri- 
stampa mia  potesse  riuscire  più  ricca  della  stampa  Lamheciana. 

Terminate  poi  questa  due  fatiche,  mi  permetta  la  di  lei  gentilezza, 
ch'io  la  supplichi  di  un'altro  favore.  Ho  io  ben  ristampato  nel  Tomo  H 
la  Storia  di  Liutprando,  ma  senza  aver  potuto  confrontarla  con  testo  al- 
cuno manoscritto.  Giacché  ella  mi  avvisa,  conservarne  due  testi  la  Biblio- 
teca cesarea,  avrei  pur  caro,  ch'ella  si  pigliasse  la  briga  di  confrontare 
con  essi  lo  stampato,  e  di  osservare,  se  nulla  vi  fosse  da  potere  aggiu- 
gnere,  o  se  s' incontrassero  lezioni  varianti,  e  correzioni  di  qualche  rilievo  : 
perchè  saremmo  a  tempo  di  pubblicare  un  canuto  e  utile  poeta. 
'  Mi  scrive  del  pari  esso  signor  cavaliere,  che  ha  inviato  ciò  che  dice 

il   fu  monsignor  Gentilotti   de  gli   Annali  Laìnbeciani.  Vo   sperando,  che, 


2492  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [l*?#3b- 

fra  esse  annotazioni,  vi  sarà  la  giunta  dall'  893  all'  896  che  mi  sarebbe  al 
maggior  segno  cara.  Quando  non  vi  fosse  compresa,  la  prego  d' intendere 
da  esso  signor  cavaliere,  se  sia  intenzione  sua  eh'  io  la  riceva.  Se  no,  mi 
accomodo  al  suo  volere,  contento  di  tant'  altri  maggiori  favori.  Se  poi  si, 
la  prego  di  consegnarla  al  signor  abate  Crispi.  Ma  avverta,  che  il  mio 
bisogno  è  d'aver  non  quella  giunta  sola,  ma  gli  stessi  Annali  tutti  tra- 
scritti dall'Opera  del  Lamhecio,  la  quale  non  si  ti-uova  qui,  né  in  Milano. 
Mi  vo  figurando,  che  ciò  sia  già  stato  fatto  dalla  di  lei  bontà;  ma,  per 
ogni  buon  fine,  gliel  ricordo  ;  e,  occorrendo  spesa  per  copista,  la  prego  di 
avvisarmene  con  tutta  franchezza. 

Pel  Codice  Carolino  quando  si  riduca  la  mèsse  a  poche  bagattelle,  non 
se  ne  pigli  altro  pensiero.  Per  Liutprando  si  pregò  V.  S.  Illustrissima  di 
chiarirsi,  se  mai  vi  fosse  qualche  raccolta  da  fare,  degna  di  comparire  in 
luce.  E  mi  perdoni  di  grazia,  se  io,  quanto  più  grande  pruovo  la  di  lei 
gentilezza,  tanto  più  mi  avanzo  a  pregarla  di  favori. 

Supplicai  una  volta  per  le  continuazioni  della  storia  di  Ermanno  Con- 
tratto, o  Bertoldo  da  Costanza,  o  altro  che  sia,  le  quali  tirano  innanzi  fin 
credo  per  200  anni.  Sei  ricordi  per  sua  bontà,  di  fare  questo  regalo  di 
più  al  pubblico. 

Della  stessa  grazia  sono  a  pregarla  pel  Codice  Carolino,  il  quale  mi 
vien  detto,  che  nelle  antecedenti  edizioni  non  sia  molto  corretto,  e  non 
senza  qualche  speranza,  che  il  manoscritto  cesareo  possa  contenere  più 
dello  stampato.  Quelle  lettere  di  papi  a  Pippino  e  Carlo  M.  son  gioie 
dell'antichità;  e  se  tornasse  il  conto,  io  le  ristamperei  volentieri.  Caso 
che  vi  fosse  da  far  bene,  o  ella,  o  io,  ne  porteremo  le  preghiere  al  bene- 
fico signor  cavalier  Garelli. 

Avrà  ella  a  quest'  ora  veduto,  che  ho  fatto  menzione  di  lei  nella  pre- 
fazione ad  Ottone  da  Frisinga.  Vorrei  poterla  fare  altre  volte,  e  con  più 
estensione  :  il  che  seguirà,  se  ne'  Codici  suddetti  ella  troverà  mèsse  a  pro- 
posito per  arricchire  il  pubblico.  Intanto,  rassegnandole  il  mio  rispetto,  mi 
confermo  più  che  mai. 

2401. 

A  GIUSEPPE  MALASPINA  DI  S."^*  MARGHERITA  in  Monleale. 
Modena,  1  Novembre  1725. 

Raccolta  Palmieki,  S.  Paolo,  Roma. 

Era  ben  dovuto  a  V.  S.  illustrissima  quanto  ho  detto  di  lei  nella 
prefazione  al  Caffaro,  pel  quale  le  aveva  io  ed  ho  tante  obbligazioni.  Se 
Dio  vorrà,  ella  si  vedrà  nominata  in  altre  occasioni,  cioè  in  dar  fuori  i 
frammenti   della    Novaliciense,  e  i  versi   d' Antonio   Astesano,  che   compa- 


-±'7  25]  A  NICOLÒ  FOBL08IA  2493 

riranno  dono  di  lei.  Lo  stesso  farò  per  le  Cronache  (T  Asti,  al  quale  mi 
rallegro  d' udire  che  V.  S.  illustrissima  abbia  terminato  di  fare  i  ricci. 
Copiato  ch'ella  abbia  le  note  sue,  spero  ch'ella  vorrà  inviarmele,  acciocché 
io  le  goda  prima  de  gli  altri,  e,  occorrendo,  le  possa  suggerire  qualche 
cosa  da  aggi  ugnerò  o  mutare.  Intanto  le  dico  che  spero  vicino  a  conchiu- 
dersi r adare  del  signor  marchese  di  Villafranca,  al  quale  non  ho  man- 
cato di  far  conoscere  la  premura  di  servire  V.  S.  illustrissima  in  lui.  Ho 
avuto  qui  il  signor  Sassi  in  buona  concordia.  Con  che,  rassegnandole  il 
mio  rispetto,  mi  confermo,  di  V.  S.  illustrissima. 


2402. 

A  NICOLA  TACOLI  in  Reggio. 
Modena,  1  Novembre  1725. 

Abcbivio  Tacol.1,  Modena. 

Pieno  d'intrichi  fino  alla  gola  rispondo  all'ultimo  umanissimo  foglio 
di  V.  S.  illustrissima  con  dirle,  che  ho  raccomandato  al  Soliani  il  termi- 
nare i  conti  con  esso  lei  :  cosa  eh'  egli  mi  ha  promesso  di  fare.  Manderà 
egli  ancora  il  tomo  nuovo  Rerum  Italicarum.  Se  in  quello,  che  presente- 
mente si  stampa,  non  entrerà  la  cronaca  reggiana,  dove  si  parla  dell'Ar- 
cidiacono Tacoli,  entrerà  nel  susseguente. 

Pagai  al  Buonvicini  i  quattro  filippi.  Gli  farò  anche  avere  da  lavo- 
rare, se  ne  vorrà,  da  Milano;  ma  a  me  dispiace,  che  richiede  troppo 
tempo  a  fare  un  ritratto.  Più  di  quattro  mesi?  ella  intenda,  cosa  egli  pi- 
glierà  d' un  ritratto  simile  a  quello  de'  cardinali  Odescalchi,  e  Borromeo  : 
perchè  questo  è  quello,  che  importa.  Mi  sappia  anche  dire,  cosa  egli  pre- 
tenderebbe a  ritoccare  il  rame,  che  si  mette  in  tutti  i  frontespicj  de' tomi 
perchè  non  ne  può  più,  e  ha  bisogno  di  chi  lo  ringiovanisca.  Se  piaceranno 
i  prezzi,  farò  eh'  egli  sia  anteposto  ad  altri. 

E,  ricordandole  il  mio  rispetto,  mi  confermo. 


2403. 

A  NICOLÒ  FORLOSIA  in  Vienna. 
Modena,  6  Novembre  1725. 

BiBLioTXCA  iMPSRiALK,  Vienna,  edita  [276]. 

In  somma  il  signor  cavaliere  Garelli  è  un  valentuomo,   e  benefattore 
insigne  della  storia  italiana.  Ho  lettera  sua,  in  cui  mi  avvisa,  che  il  Ni- 

Bpistolario  di  Lodovico  Anttmio  Muratori,  —  Voi.  VI.  1B8. 


2494  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [  IT'SB- 


gello  è  già  consegnato  in  buone  mani,  e  verrà.  Mi  avea  V.  S.  illustris- 
sima accennato  i  pericoli,  che  sovrastavano:  eccoli,  per  la  Dio  grazia,  sva- 
niti, e  r  Italia  per  dono  dell'  augustissimo,  e  per  la  buona  cura  del  signor 
cavaliere,  avrà  questo  onore. 

Ringraziandola  intanto   delle   grazie  a   me   fatte,    desideroso   anch'  io 
de' suoi  comandamenti,  le  rassegno  il  mio  rispetto,  e  mi  ricordo.... 

La  prego  de'  miei  rispetti  al  riveritissimo  signor  Fiscale  Riccardi. 


2404. 

A  FRANCESCO  ZAMBECCARI*  in  Bologna. 
Modena,  7  Novembre  1725. 

Raccolta  Azzolish,  Roma. 

Da  un  paragrafo  di  lettera  di  V.  E,  scritta  al  signor  Argelati  veggo, 
come  ella  gli  accenni  certa  storia  latina  antica  di  cotesta  città,  conservata 
nella  Cancelleria  pubblica  :  siccome  ancora  gli  atti  della  Lega  lombarda 
esistenti  in  cotesto  pubblico  Archivio.  E  perchè  avrei  pure  desiderio  di  fare 
quanto  onore  potessi  a  Bologna  nella  gran  Raccolta  che  si  va  facendo,  con 
tutta  confidenza  mi  rivolgo  alla  di  lei  bontà,  supplicandola  di  voler  osservare, 
cosa  contenga  la  storia  suddetta,  e  chi  ne  sia  l' autore,  e  fino  a  qual  anno 
arrivi.  Se  mai  fosse  la  cronaca  di  Matteo  Griffone,  che  arriva  fino  al  1428 
io  già  r  ho  ricevuta  di  costì,  e,  a  Dio  piacendo,  la  stamperò.  Se  fosse  altra 
cosa,  e  massimamente  se  più  antica,  mi  sarebbe  carissimo  il  poterla  pub- 
blicare per  gloria  di  codesta  città.  Quanto  agli  atti  della  Lega  lombarda. 
ne  ho  io  alcuni  spettanti  alla  pace  di  Venezia  del  1177  e  alla  pace  di 
Costanza,  tratti  dall'Archivio  del  pubblico  nostro.  Non  sarebbe  però  se 
non  bene  che  V.  E.  visitati  cotesti,  mi  favorisse  di  darmene  maggior  no- 
tizia, accennando  il  loro  contenuto,  e  mandando  le  prime  parole  d'essi 
atti,  acciocché  io  possa  chiarirmi,  se  sieno  gli  stessi,  che  ho,  o  diversi. 
Ma  nel  compartirmi  tali  grazie,  la  supplico  bene  di  adoperare  la  segre- 
tezza, perchè  nel  mondo  composto  di  si  differenti  cervelli  non  mancano 
mai  persone,  le  quali  contrariano  ogni  miglior  impresa,  e  hanno  invidia 
alla  gloria  altrui  senza  badare  se  nuocono  alla  propria.  Certo  io  della 
somma  sua  gentilezza,  prego  anch'  io  l' E.  V.  d' essere  certa  di  quel  distinto 
ossequio  che  le  professo  e  che  ora  le  rassegno  con  protestarmi,   di   V.  E. 


*  Responsive  in  Archivio  Soli  Muratori  {R.  Bibl.  Est.  ),  n.°  24  da  Bologna,  Roma, 
1725- '49. 


-IT'SBl  A   NICOLA   TACOLI  2495 


2405. 

A  MAURO  ALESSANDRO  LAZZARELLI  in  Milano. 
Modena,  9  Novembre  17S. 

Abchiyio  Soli  Mlratoki  {R.  liibl.  Etl.),  Mod«na. 

Ho  ben  ricevuta  la  lettera  del  signor  dottor  Macchio'  [Giovanni],  e 
me  stato  caro  l'intendere  l'assunto  da  lui  preso;  ma  son  tali  le  presenti 
mie  occupazioni  di  varie  sorte,  che  appena  mi  resta  tempo  da  soddisfare 
alla  bella  meglio  all'  impegno  del  commercio  letterario,  anche  scrivendo 
correntemente  nel  materno  linguaggio.  Perciò  gli  ho  risposto  si  per  la 
posta,  ma  senza  impacciarmi  col  latino,  siccome  V.  P.  reverendissima  per 
sua  gentilezza  mi  consigliava. 

Abbiamo  già  in  Reggio  il  serenissimo  signor  Principe,  e  vi  si  aspet- 
tava l'arrivo  anche  della  serenissima  signora  Principessa.  Ieri  v'era  voce, 
che  il  suddetto  serenissimo  farebbe  una  scorsa  qua;  non  ne  ho  poi  saputo 
altro.  Il  buon  signor  conte  Tiburzio  Masdoni  è  passato  al  paese  dei  più. 
Il  Po,  che  ha  rotto,  giustifica  le  nostre  ed  altrui  contrarietà  al  Reno.  Sono 
con  tutto  r  ossequio,  di  V.  P.  reverendissima. 


2406. 

A  NICOLA  TACOLI  in  Reggio. 
Modena,  9  Novembre  1725. 

AscHivio  Tacoli,  Modena. 

Notifico  Oggi  a  Milano,  quanto  V.  S.  illustrissima  mi  ha  significato 
intorno  al  signor  Bonvicini.  Di  colà  mi  scrissero,  che  tentassi,  s' io  po- 
tessi farlo  andare  a  stare  in  quella  città.  Ho  risposto,  che  non  si  vuole 
partire  di  Reggio,  perchè  non  mi  par  bene,  che  perdiamo  cotesto  valentuomo, 
il  quale  se  andasse  colà,  forse  non  ritornerebbe  più. 

Vegga  egli  il  rame  del  frontispicio  nell'  ultimo  tomo  inviato  :  che  in- 
tanto da  Milano  mi  scriveranno,  cosa  intendano  di  dare  per   ritoccarlo. 

Veda  V.  S.  illustrissima  sollecitare  il  lavoro  dell'  arme  estense.  Do- 
vendo egli  far  altre  opere,  procureremo  che  abbia  buoni  disegni:  che  ve- 
ramente il  suddetto  era  troppo  smilzo,  ma  per  la  lontananza  del  signor 
Corsetti  non  s'è  potuto  di  più.  E,  rassegnandole  il  mio  rispetto,  mi  confermo. 


*  Sue  lettere  in  Archimo  Soli  Muratori  (  R.  Bibl.  Est.  ),  n.°  1  da  Milano  1725. 


2496  LODOVICO  ANTONIO   MURATORI  [l'^SS- 


2407. 

A  BONAVENTURA  DE'  ROSSI  in  Genova. 
Modena,  10  Novembre  1725. 

Collezione  Vincenzo  Poggi,  Genova,  edita  [221], 

I  caratteri  di  V.  S.  quanto  più  improvvisi  mi  son  giunti,  tanto  più 
cari  mi  sono  riusciti,  e,  massimamente,  al  vedere  con  quanta  bontà  ella  si 
ricorda  de' miei  studi,  ed  anche  coopera  al  vantaggio  de' medesimi.  Ma 
sopi'a  tutto  m'è  stato  caro  il  vedere  ch'ella  mi  ha  introdotto  alla  cono- 
scenza, ed  amicizia  del  sig.  Domenico  Muzio  archivista  del  collegio  di 
cotesti  notai,  persona,  che  io  sentii  nominare,  quando  una  volta  fui  costi,  e 
che  bramai  anche  di  poter  conoscere. 

Le  memorie  da  lui  con  gentilezza  si  generosa  a  me  trasmesse,  quan- 
tunque, a  riserva  d'una,  non  fossero  a  me  ignote,  pure  le  ho  sommamente 
gradite,  e  mi  fanno  intendere,  che  egli  abbia  di  moltissime  altre  antichità, 
le  quali  potrebbono  pur  tanto  servire  al  bisogno  mio,  e  ad  illustrare  i  secoli 
scuri  dell'Italia,  e  a  far  onore  a  cotesta  nobilissima  città.  E  bisogna  bene 
che  egli  sia  di  un  bellissimo  genio,  al  vedere  che  gode  della  stampa  di 
codesta  istoria,  quando  forse  altri  avari,  perchè  ignoranti,  le  vorrebbono 
sempre  sepolte.  Credo  io  con  ciò  d'aver  fatto  un  ottimo  servigio  a  cotesta 
serenissima  repubblica,  e  seguiterò  a  fargliene.  Ma  s'egli  ancora  volesse 
cooperare  a  si  bel  disegno,  mi  obbligherebbe  pur  tanto!  Fra  l'altre  cose 
amerei,  eh'  egli  volesse  prestarmi  il  suo  manoscritto  delle  storie  dello 
Stella  per  confrontarlo  colla  copia  mia,  acciocché  tale  storia  uscisse  bert 
purgata,  e  con  tutto  decoro  della  sua  patria.  Basterebbe  inviare  esso  testo 
a  Milano,  dove  ho  già  mandato  la  mia  copia  e  sarebbe  il  sig.  Muzio  si- 
curo della  restituzione.  Di  grazia  il  preghi  di  questo  favore;  e,  in  caso, 
siccome  spero,  che  sia  per  graziarmi,  allora  mi  prenderò  la  confidenza  d.' 
scrivergli  io  a  dirittura;  perchè  stimerei  molto  la  corrispondenza  d'un 
signore  si  dotto,  e  si  amante  dell'  antichità. 

E  perchè,  a  Dio  piacendo,  darò  anche  uno  o  due  tomi  d'antichi  di- 
plomi, bolle,  placiti,  etc.  potrebbe  egli  anche  in  ciò  giovare  al  pubblico,  e 
somministrare  materia  a  me  da  illustrare  cotesti  paesi,  con  darmi  qnelle 
carte,  cioè  copie,  che  sembrassero  a  lui  più  gloriose  per  la  sua  città. 

E  intorno  a  ciò  prego  V.  S.  di  non  pai'lare,  se  non  con  lui  solo, 
perchè  so  cosa  son  le  repubbliche,  dove  son  tante  teste  :  né  manca  mai  chi 
é  contrario  al  meglio,  e  poco  ci  vuole  ad  impedire  le  più  belle  imprese.  Ad 
alcuni  bisegna  fare,  al  loro  dispetto,  del  bene. 


-1*7S5]  A   LUC' ANTONIO  GENTILI  2497 

Dica  poscia  a  lui,  che  molto  bene  sussiste  la  mia  sentenza  intorno 
all'autorità  marchionale  del  marchese  Oberto,  perchè  i  marchesi  erano 
sopra  i  conti,  e  sopra  i  cousoli  ;  né  proverà  egli  mai,  che  prima  del  mille 
i  Rapallini  fossero  repubblica  libera,  e  non  sottoposta  ad  alcun  magistrato. 
I  Marchesi  erano  governatori  della  provincia  e  a  loro  si  appellava  dai 
Conti.  Se  mai  V.  S.,  o  il  sig.  Muzio  sapessero  qualche  altra  vecchia  storia 
degna  di  luce,  e  massimamente,  che  continuasse  la  cronaca  dello  Stella  fino 
al  1499  avrei  pur  caro  di  saperlo,  e  molto  più  di  ottenerne  copia. 

Intanto  ella  renda  infinite  grazie  per  mio  conto  al  gentilissimo  signor 
Muzio;  e  gli  offerisca  pure  la  mia  servitù,  perchè  mi  pregerò  d'esser 
tutto  suo. 

Finalmente  mi  rallegro  di  raccogliere  dalla  lettera  di  V.  S.  che  ella 
goda  buona  salute,  cosa  a  me  carissima,  e  suppongo  ancora  ch'ella  andrà 
studiando  dietro  a  qualche  nuova  letteraria  impresa.  Vo  anch'  io  segui- 
tando la  mia;  e,  desideroso  d'ubbidirla,  e  sempre  ricordevole  di  tanti  altri 
favori  da  lei  ricevutL  le  rassegno  il  mio  rispetto,  e  mi  ricordo. 


2408. 

A  LUC  ANTONIO  GENTILI  in  S.  Marino. 
Modena,  11  Novembre  1725. 

Biblioteca  dkl  Semutario,  Pesaro,  edita  [108]. 

Andava  io  pure  procrastinando  a  rispondere  a  un  foglio  carissimo  di 
V.  S.  giuntomi  poche  settimane  sono,  perchè  sperava  di  poterle  significare 
qualche  cosa  intorno  al  di  lei  affare  di  Vienna;  ma  di  colà  non  essendo 
venuta,  non  dirò  risoluzione  alcuna,  ma  né  pure  risposta,  forse  perchè  il 
sig.  conte  di  CoUalto  si  troVerà  a  godere  le  delizie  della  villa,  non  vo'  più 
tardare  a  scriverlo,  e  tanto  più  che  mi  sprona  un  altro  suo  foglio,  da  cni 
intendo  le  buone  nuove,  che  sia  per  capitarle  in  breve  la  cronaca  di  Gubbio 
inviata  dal  sig.  conte  Berardi,  e  che  di  più  si  spera  l'altra  più  antica,  la 
quale  ancora  mi  sarebbe  più  cara,  quantunque  corrosa  in  qualche  sito.  Di 
tali  notizie  rendo  a  V.  S.  vivissime  grazie,  si  perchè  verrà  a  crescere  il 
capitale  della  mia  raccolta,  e  si  ancora  perchè  cosi  avrò  luogo  di  far 
onore  al  nome  di  lei,  e  di  que' signori,  che  favoriscono  me  in  quest'im- 
presa, siccome  ho  fatto  con  altri  simili  benefattori.  Starò  dunque  con  im- 
pazienza aspettando  le  di  lei  grazie.  Potrebbe  ella  inviare  al  sig.  conte 
suddetto  altre  preghiere  per  que' diplomi,  e  documenti,  che  possono  a  lui 
parere  più  onorevoli  per  la  sua  città:  che  ancor  questi  mi  saranno  ben 
grati.  Ma  aspetti  a  farlo,  che  sieno  venute  le  croniche.  Pel  sig.  Simbeni, 
a  lei  mi  rimetto. 


2498  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [±'72^- 

Stanno  poi  vive  sotto  i  miei  occhi  le  riflessioni  intorno  all'impiego 
propostole  in  Vienna,  e  sia  certa,  che  mi  stimerei  felice,  se  potessi  ben 
cooperare  alla  di  lei  maggiore  fortuna.  Abbi  pure  pazienza:  che  in  breve 
ella  saprà  come  cammini  quell'  affare.  Godo  eh'  ella  conosca  il  sig.  conte 
di  Collalto;  è  Cavaliere  che  merita  tutto. 

Trovasi  stampata,  ma  io  non  l'ho,  quella  vita  di  Castr uccio,  c)ie  V.  S. 
mi  accenna,  e  n'è  autore  un  Tegrino  lucchese.  Caso  mai  che  mi  occorresse, 
saprei  volentieri,  se  potrò  ottenerne  copia,  essendo  storia  composta  prima 
del  1500.  Non  lasci  ella  di  fare  nuove  ricerche  in  Osimo,  perchè  è  paese, 
che  dovrebbe  avere  cose  antiche. 

Di  Fermo,  e  Camerino  non  ne  dubito.  E  rassegnandole  il  mio  vivo 
desiderio  di  servirla,  e  sempre  protestandomi  tenuto  all' infaticabil  sua 
premura  in  favorirmi,  con  tutto  lo  spirito  mi  rassegno,  di  V.  S. 


2409. 

A  MAURO  ALESSANDRO  LAZZARELLI  in  Milano. 
Modena,  15  Novembre  1725. 

Archivio  Soli  Muratori  (  R.  lUbl,  Est.  ),  Modena 

Alla  bontà  di  V.  P.  reverendissima,  che  tanto  si  prende  a  cuore  i 
miei  interessi,  rendo  infinite  grazie,  e  la  prego  ben  vivamente  di  continuare 
il  trattato  della  vendita  di  cotesti  miei  Anecdoti  al  sig.  Cairoli.  Io  non 
vorrei  che  tre  paoli  il  tomo,  o  alla  più  disperata  cinque  paoli  amendue  i 
tomi:  che  cosi  me  li  paga  lo  stesso  sig.  Manfrè  di  Padova  o  sia  di  Ve- 
nezia, che  stampò  gli  altri  due.  Tengo  qui  una  balla  del  III  e  IV,  e  questa 
ancora  darò.  Vegga  dunque  il  sig.  Cairoli.  se  vuol  accudire,  e  se  gli  piace 
il  partito:  altrimenti  tra  quelle  copie,  che  si  vanno  vendendo  in  Modena, 
e  l'alti'e  che  va  prendendo  il  Manfrè,  ne  procurerò  lo  spaccio  io  stesso. 
Perchè  io  non  ho  mai  voluto  far  cambj,  né  mandarne  ad  alcun  libraio  da 
vendere  per  mio  conto,  non  ne  ho  fatto  esito  pel  passato,  come  avrei  po- 
tuto. In  mano  di  un  libraio  andrebbbe  altrimenti. 

Abbiamo  i  Serenissimi  pellegrini  finalmente  fermi  ne'  romitaggi  reg- 
giani; ma,  forse,  non  per  molto  tempo.  Probabilmente  si  medita  qualche 
luogo  da  passarvi  il  carnovale. 

E  giunto  al  riposo  della  patria  il  gran  consigliere  Soragni,  ma  colla 
vista  infievolita,  di  modo  che  non  avrà  molto  da  faticare  da  qui  innanzi  in 
affari  scabrosi.  Dicono,  che  abbia  portato  qualche  somma  di  fiorini  rispar- 
miati. Non  cosi  farà  qualche  altro  residente  del  Serenissimo  nostro. 

Rassegnandole  con  ciò  il  mio  rispetto,  mi  confermo,  di  V.  P.  reveren- 
dissima. 


-±'725}  A   MAURO   ALESSANDRO   LAZZARELLI  2499 


2410. 

A  NICOLA  TACOLI  in  Reggio. 
Modena,  19  Novembre  1725. 

Akchitio  Tacoli,  Modena. 

Da  Milano  mi  vieu  fatta  premura,  perchè  io  solleciti  il  taglio  della 
vignetta,  che  si  fa  costi  dal  sig.  Bon vicini;  e  però  mi  raccomando  a  V.  S. 
illustrissima,  che  gli  metta  speroni  al  fianco,  se  mai  ne  avesse  bisogno, 
perchè  alla  fine  del  mese,  o  al  principio  del  venturo  è  necessario,  che  sia 
terminato  il  lavoro.  E  tanto  più  conviene  affrettarsi,  perchè  il  sig.  Arge- 
lati  già  ha  spedito  il  ramo  del  frontispicio  dell'opera  da  ritoccare:  e  se 
il  sig.  Bonvicini  vorrà  fare  il  lavoro,  sarà  il  padrone,  esibendosi  dodici 
filippi  ;  ma  lo  vorrebbono  terminato  dentro  gennaio  prossimo.  Poi,  se  vorrà, 
gli  si  darà  da  fare  il  ritratto  del  sig.  maresciallo  Daum  nuovo  governatore 
di  Milano.  Con  che.  rassegnandole  il  mio  rispetto,  mi  confermo. 


2411. 

A  MAURO  ALESSANDRO  LAZZARELLI  in  Milano. 
Modena,  22  Novembre  1725. 

Akchitio  Soli  Muratori  {B.  Bibl.  Est.),  Modena. 

Per  le  due  lettere,  che  V.  P.  reverendissima  mi  ha  inviato,  rendo  le 
dovute  grazie  alla  sua  gentilezza.  E  perchè  non  è  di  dovere,  che  a  lei 
senza  necessità  venga  aggravio  di  posta,  scrivo  oggi  al  sig.  marchese  Ma- 
laspina,  che  a  dirittura  m' in  vii  le  sue  lettere,  quando  mi  voglia  scrivere. 

Già  nell'antecedente  mia  le  ho  significato,  cosa  bramerei  de'miei  Anec- 
doti.  Mi  rimetto  nondimeno  a  ciò,  ch'ella  credesse  più  conveniente  nel 
trattato  della  vendita. 

Verrà  il  gottoso  sig.  maresciallo  a  governare  cotesti  paesi.  Ma  non  è 
per  ora  da  sperare,  che  V.  P.  reverendissima  possa  essere  esentata  dal 
suo  peso,  perchè  qui  è  conosciuta  la  di  lei  abilità  e  zelo,  in  tutto  ciò  che 
riguarda  il  servizio  del  Padron  serenissimo.  Per  altro  anch'io  bramerei 
qui  un  padrone  e  amico  di  sì  buon  cuore,  e  sarebbe  questo  di  sollievo  a 
me  e  spezialmente  quando  mi  truovo  svogliato  del  mondo  :  cosa  che  accade 
bene  spesso.  Si  faccia  ella  animo  a  tirare  innanzi,  che  s'aprirà  un  di 
qualche  via  per  ritornarsene  a  godere  la  quiete  in  questa  città:  cosa  dolce 
massimamente  a  chi  è  stato  lungamente  immerso  ne  gli  strepiti  del  mondo. 


2500  LODOVICO  ANTONIO  MURATORI  [l'/'SS- 


Abbiamo  i  pellegrini  fermi;  ed  è  anche  seguita  pace  fra  loro,  avendo 
una  notte  dormito  insieme  a  Rivaltella.  Credevasi,  che  la  serenissima  vo- 
lasse poi  rivedere  Reggio;  ma  finora  non  si  sa  che  l'abbia  fatto.  Pare  che 
si  mediti  un  viaggio  a  Napoli;  e  però  mi  rallegro  con  V.  P.  reverendis- 
sima, che  non  avrà  da  incomodarsi  a  servirli  costi. 

Rassegnandole  il  mio  ossequio,  mi  confermo,  di  V.  P.  reverendissima. 


2412. 

A  GIUSEPPE  MALASPINA  DI  S.-^^  MARGHERITA  in  Monleale. 

Modena,  22  Novembre  1725. 

Raccolta  Palmieki,  S.  Paolo,  Roma. 

Non  mancherò  di  trarre  a  fine  l' affare  del  signor  marchese  di  Villa- 
franca  ;  e  intanto  accaso  a  V.  S.  illustrissima  la  ricevuta  del  saggio  delle 
sue  note  al  Ventwa.  Per  ora  non  siam  vicini  a  dar  fuori  questo  autore: 
con  tutto  ciò  avrei  caro  ch'ella  disponesse,  rivedesse  e  ripulisse  le  note 
spezialmente  nella  ortografia,  che  ve  n'ha  bisogno.  E  per  maggiormente 
assicurarsi  della  latinità,  non  sarebbe  se  non  bene  che  le  desse  a  vedere 
a  qualche  suo  dotto  amico.  Poi  onori  anche  me  di  mandarmele,  acciocché 
le  possa  accennare  se  v'ha  cosa  che  possa  dispiacere.  Per  ora  le  dico 
che  a'  signori  Genovesi  darà  nel  naso  quanto  ella  dice  con  ragione  intorno 
alla  lor  chimerica  indipendenza;  e  forse  non  si  vorrà  permetterne  la 
stampa  da  i  nostri  amici,  per  non  disgustare  senza  necessità  quella  na- 
zione. Nella  prefazione  al  Caffaro  io  gli  aveva  un  poco  tocchi;  ed  è  biso- 
gnato che  lo  lasci  cancellare;  tanto  strepito  s'è  fatto.  Ninno  di  noi  s'è 
messo  in  quest'opera  per  far  la  corte  a  gli  oltramontani.  Al  più  al  più 
si  dovrebbono  tasteggiar  queste  corde  con  dilicatezza,  e  non  con  la  sciabla 
come  fa  V.  S.  illustrissima.  Se  volesse  di  poi  tornare  a  Genova,  se  ne 
avvedrebbe.  Per  Firenze  può  passare,  perchè  la  lite  è  in  piedi.  Del  resto 
veggo  la  di  lei  mente  e  penna  sono  molto  abili  a  sì  fatte  materie;  ma  di 
nuovo  mi  raccomando  per  la  brevità;  che,  tra  gli  altri,  il  signor  Fiscale 
Riccardi  mi  ha  fatta  gran  guerra  per  le  tante  note;  e  di  queste  spezial- 
mente s'ha  men  bisogno  ne  gli  autori  che  a  noi  s'accostano. 

Rassegnandole  con  ciò  il  mio  rispetto,  mi  confermo,  di  V.  S.  illu- 
strissima. 

Quando  mi  favorisce  di  scrivermi,  meglio  sarebbe  che  a  dirittura 
m' inviasse  le  lettere,  per  minore  aggravio,  al  padre  Lazzarelli,  residente. 


-1*735]  A  GIACINTO  VINCIGLI  2501 


2413. 

A  GIACINTO  VINCIGLI*  iu  Perugia. 
Modena,  23  Novembre  1725. 

BiBuioncA  DEL.  SraiMARio,  Pesaro,  edita  [106]. 

Mille  grazie  a  V.  S.  illostrissima,  che  non  contenta  di  aver  fatto  onore 
al  mio  nome  nell'ultima  sua  fatica  in  commendazione  dì  codesti  dignis- 
simi  religiosi  della  Madre  di  Dio.  ha  invece  voluto  me  a  parte  dell' opei"a 
stessa,  che  ho  ricevuto  dalle  mani  del  nostro  signor  marchese  Orsi.  Dove 
ho  io  mai  meritato  tanti  favori?  Noi  so.  e  neppure  debbo  cercarlo,  da  che 
ne  è  l'unica  cagione  la  di  lei  somma  gentillezza,  che  non  è  inferiore  alla 
varia,  e  scelta  sua  erudizione.  E  pure  non  si  ferma  qui  il  genio  generoso 
di  V.  S.  illustrissima,  giacché  mi  fa  sperare  anche  qualche  aiuto  alla  mia 
gran  Raccolta,  per  cui  potrà  maggiormente  accrescersi  la  gloria  della  di 
lei  nobil  patria,  e  venir  giovamento  alla  Repubblica  delle  Lettere.  Mi 
terrò  certamente  fortunato,  se  per  mezzo  di  lei  potrò  illustrare  la  memoria 
di  due  gran  capitani  perugini,  e  non  mancherò  di  far  sapere  in  tal  occa- 
sione al  pubblico,  qual  sia  il  di  lei  merito,  e  quante  obbligazioni  io  le  pro- 
fessi. Del  resto  mi  rallegro  con  V.  S.  illustrissima  perch'  ella,  in  mezzo  alle 
sue  pubbliche  occupazioni,  trovi  il  tempo  di  arricchire  il  pubblico  con  eru- 
dite, e  geniali  fatiche;  e  desidero,  che  qui  non  si  fermi  la  carriera  del- 
l'ingegno suo,  e  che  anzi  ella  pigli  qualche  argomento  di  maggior  mole, 
colla  sicurezza  che  in  tutto  ella  comparirà  quel  valentuomo,  e  studioso 
signore  ch'ella  è. 

Desiderando  poi  questo  Soliani  librajo  di  riscuotere  un  suo  credito 
costi  col  Venturini,  altro  librajo,  per  libri  a  lui  inviati  negli  anni  addietro, 
e  avendomi  per  avventura  pregato  jeri  di  raccomandare  costi  ad  alcuno 
questo  suo  affare;  mi  perdoni  V.  S.  illustrissima  s'io  prevalendomi  della 
di  Lei  benignità  la  supplico  di  voler  fare  i  passi  occorrenti  a  fine  d'in- 
durre il  Venturini  al  dovere.  La  giustizia  è  ch'egli  o  paghi  i  libri,  se  gli 
ha  venduti,  o  se  non  gli  ha  venduti  li  restituisca.  Mi  dice  esso  Soliani 
d'avere  scritto  più  volte  e  di  costà  gli  sono  stati  solamente  esibiti  libri 
in  cambio,  cioè  libri  inutili,  e  che  il  Soliani  non  saprebbe  vendere.  Non 
tocca  al  Venturini  il  farsi  le  leggi  a  suo  modo.  Ora  V.  S.  illustrissima 
che  costi  ministra  la  giustizia  a  tutti,  farà  ben  proprio  per  farla  inten- 
dere a  codesto  librajo,  e  per  costringerlo  ancora  alla  soddisfazione  do- 
vuta. La  supplico  di  tal  grazia;  ma  più  la  supplico  di   ammetter  me   nel 


*  Responsive  in  Archivio  Soli  MuratoH  (  R.  Bibl.  Est.  ),  n.°  31  da  Perugia  1724-'42. 


2502  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [1*?S5- 


numero  de' suoi  servi,  siccome  già  sono  de'suoi  estimatori,  e  di  comin- 
ciare ad  onorar  me  de'  suoi  comandamenti,  col  vivo  desiderio  de'  quali,  e 
con  tutto  l'ossequio,  mi  protesto  di  V.  S.  illustrissima. 


2414. 

A  BRANCOLINO  BRANDOLINI  in  Forlì. 
Modena  27  Novembre  1725. 

Archivio  dall'Aste  Bkanuolini,  ForlL 

Nel  rivedere  e  pi'eparare  per  le  stampe  la  Storia  di  Forlì,  di  cui 
V.  S.  illustrissima  con  tanta  bontà  mi  favori,  ho  osservato,  che  vi  manca 
un  grande  squarcio  dal  settembre  dell'anno  1279  fino  all'anno  1281  o  1282 
e  siccome  nel  corso  di  qnegli  anni  essa  Storia  procede  con  belle  notizie 
e  assai  diffusamente  con  dare  gran  lume  alla  cognizione  di  que' tempi  per 
la  Romagna,  cosi  mi  duole  assaissimo  d' aver  trovata  essa  Storia  mancante. 
In  si  bella  occasione  io  ne  scrivo  a  V.  S.  illustrissima  per  pregarla  di 
fare  ogni  possibile  diligenza  in  cercare,  se  si  trovasse  via  di  supplire 
essa  lacuna,  la  quale  farà  restare  molto  mortificata  la  curiosità  de'  lettori, 
e  massimamente  perchè  di  que' tempi  non  s'ha  altra  Storia  si  utile,  come 
quella  di  Torli.  Porse  potrebbe  esservi  qualche  altro  testo  intero,  e  non 
difettoso  per  quegli  anni;  e  se  vi  fosse,  noi  faremmo  un  bel  regalo  al 
pubblico,  supplendo  essa  lacuna,  e  ne  verrebbe  maggior  onore  a  cotesta 
nobil  città.  So  per  pruova,  fin  dove  arrivi  il  genio  generoso  e  erudito  di 
V.  S.  illustrissima,  e  però  con  tutta  fidanza  la  prego  di  questo  favore. 

Non  dimentico  la  richiesta  da  lei  fattami  del  documento  di  Malvicino, 
e  l'ho  anche  cercato,  ma  senza  trovarlo,  non  perchè  si  possa  essere  smar- 
rito, ma  perchè  non  mi  sovviene,  in  qual  cassa  io  l'abbia  messo.  Subito 
che  potrò  respirare,  la  servirò.  Intanto,  con  rassegnarle  il  mio  rispetto,  e 
pregarla  di  riverir  divotamente  in  mio  nome  il  dottissimo  padre  abate 
Canneti,  mi  ricordo,  di  V.  S.  illustrissima. 


2415. 

A  GIUSEPPE  ANTONIO  SASSI  in  Milano. 
Modena,  29  Novembre  1725. 

Biblioteca  Ambrosiana,  Milano,  tdita  [176j. 

Ben  giunta  V.  S.  illustrissima  dopo  un  poco  delizioso  viaggio,  ma 
che  però  si  può  dimenticare,  da  che  con  tutta  felicità  e  sanità  si  è  arri- 
vato alla  patria. 


-1*735]  A  GIUSEPPE  ANTONIO  SASSI  2503 

Perchè  il  l'ossio,  ch'io  aveva  davanti  agli  occhi  nel  fare  la  prefa- 
zione a  Rolandiìio.  aveva  detto  quanto  occorreva  di  quel  Pietro  Gherardo, 
non  mi  venne  voglia  di  dirne  altro.  Ma  giacche  ella  crede  ben  fatto  il 
toccare  qualche  cosa,  metterò  qui,  se  avrò  tempo,  due  righe  da  aggia- 
gnere  alla  prefazione:  se  no,  mi  favorisca  ella  di  farle  per  me. 

Poco  frutto  vo  io  sperando  da  cotesti  testi  di  Rolandino;  ma  poiché 
si  hanno,  avrò  gusto  che  si  faccia  una  nuova  collazione,  a  condizione  però, 
che  V.  S.  illustrissima  si  pigli  ella  cotal  briga.  Perciocché  debbo  confes- 
sarle che  ho  veduto  in  altre  storie  collazionate  costi  delle  varie  lezioni 
inutili  adatto,  ed  anche  spropositate,  e  ciò  perché  ci  vuol  gran  giudizio  a 
sapere  scegliere  ciò  che  va  preso  e  ciò  che  va  lasciato,  e  distinguere  gli 
errori  de' copisti  dalle  parole  degli  autori.  Il  signor  Argelati  è  da  lodare 
per  la  sua  pazienza,  ma  non  ha  quanto  occorre  per  si  fatto  criterio.  È 
necessario  uno  di  professione,  come  è  V.  S.  illustrissima,  e  però  mi  racco- 
mando. Molto  più  avrò  caro  che  sia  collazionato  il  Monaco  Padovano,  perchè 
nulla  ho  io  avuto  da  conciargli  o  adornargli  la  giornea. 

Ma,  per  conto  de' versi  del  Mussato,  per  me  lascerei  stare  tanta  fa- 
tica, perchè  que' versi  pochi  o  ninno  li  vuol  leggere.  Gli  ho  ancor' io,  e 
spezialmente  la  tragedia,  e  mi  stuccai,  e  lasciai  andarne  il  confronto.  Tut- 
tavia s' ella  vuol  farlo,  lo  faccia. 

Quella  cronaca  di  Padova  che  giugne  fino  al  1520  non  può  in  conto 
alcuno  convenire  al  nostro  disegno.  Quell"  altra  del  Castellari  stampata 
nel  1506  bisognerebbe  che  ne  avessi  un  po' più  di  lume.  Ne  ho  rifiutate 
altre  di  quella  città  per  non  venire  in  fastidio  ai  lettori,  con  dire  e  ridire 
le  stesse  cose.  E,  dopo  la  caduta  de'  Carraresi,  quella  città  nulla  ha  dato 
di  raguardevole.  Per  altro  ho  anch'io  quella  cronaca  ms.  Chnniuni  regi- 
tninum  fino  al  1399  in  questa  biblioteca,  e  l'ho  fatta  copiare,  ma  senza 
aver  finora  determinato  se  l'abbia  a  stampare.  Parimente  ho  dalla  stessa 
biblioteca  quel  Trattato  delle  famiglie  di  Padova,  ma  questo  non  ho  gran 
voglia  di  darlo  fuori,  perchè  non  ha  cose  che  servano  all'  erudizione  e 
contien  notizie  troppo  particolari  ed  anche  poco  antiche.  Ma  v'è  tempo  di 
pensare.  Finalmente  mi  sono  chiarito  :  Sozomeno  è  autore  del  1410  e  anche 
più  in  qua.  L' ho  in  mano  e  il  suo  meglio,  cioè  tutto  il  secolo  XIV,  manca 
all'  Ambrosiana  Parò  io  copiare  quello  che  crederò  a  proposito,  cominciando 
dove  troverò  che  dica  qualche  cosa  di  nuovo.  Per  altro  i  testi  dell'Am- 
brosiana nell'antico  sono  più  difiusi  di  quello  che  è  venuto  a  me:  ma 
questo  a  nulla  serve.  Con  rassegnarle  il  mio  rispettto  mi  confermo  di  V.  S. 
illustrissima,  che  prege  de' miei  divoti  saluti  al  nostro  signor  Filippi  e 
all'  amatissimo  P.  lettore  Beretta. 

P.  S.  Ceterum  iam  lucem  vidit,  neque  semel,  Eccelini  historia  italico 
sermone  conscripta,  cuius  auctor  fuisse   traditur   Petrus   Gerardus  ipsius 


2504  LODOVICO   ANTONIO   MUHATORI  [1*735- 

tyranni,  si  Diis  placet,  aequalis.  Veruna  imposturam  hanc  iamdiu  disiecit  ac 
sustulit  Gerardus  Johannes  Vossius  in  lib.  de  Historic.  Latin,  ubi  de  Ro- 
Idndino  nostro  agit,  iudicans  Faustum  de  Longiano  expilasse  scrinia  Ro- 
landini  ipsius,  et  quibusdam  mutatis  atque  additis,  veluti  novum  chronicon 
evulgasse  sub  ementito  Petri  Gerardi  nomine.  Quare  si  quis  postulet, 
quare  huiusmodi  historiae  nullus  sit  locus  in  collectione  nostra,  Vossium 
consulat,  et  mercibus  adulteririis  abiectis,  ad  Rolandinum  se  conferat  le- 
gitimum  scriptorem,  et  sui  temporis  acta  revera  tradentem. 


2416. 

A  NICOLA  TACOLI  in  Reggio. 
Modena,  29  Novembre  1725. 

Archivio  Tacoli,  Modena. 

Non  saprei  che  dii-mi.  Se  il  signor  Bonvicini  non  si  sente  di  servire 
i  signori  di  Milano,  egli  è  padrone.  Mi  scrivono  di  colà,  che  poco  più  di 
sei  doble  è  loro  costato  il  rame  del  frontispizio.  Quando  sia  vero,  la  di- 
manda di  altrettanto  per  ritoccarlo,  è  troppo  alta.  Se  verrà  il  rame,  in- 
tenda V.  S.  illustrissima,  se  io  debba  inviarlo  costà,  acciocché  almeno  lo 
vegga  ed  esamini:  che  in  fine  egli  avrà  la  podestà  di  rimandarlo,  senza 
farne  altro. 

Attendo  la  vignetta  dell'  Arme  estense,  e  prego  V.  S.  illustrissima  di 
sborsar  tosto  i  quattro  filippi,  de*  quali  la  rimborserò. 

Bene  è  stato,  eh'  ella  faccia  autenticare  tutta  la  stampa  del  suo  libro, 
e  rassegnandole  il  mio  rispetto,  mi  confermo. 

2417. 

ALLO  STESSO  in  Reggio. 
Modena,  .3  Dicembre  1725. 

Archivio  Tacoli,  Modena. 

Già  è  in  mia  mano  la  vignetta  intagliata  dal  signor  Bonvicini,  che 
sta  egregiamente,  a  riserva  di  un  aestensis  eh'  egli  ha  fatto  in  vece  di 
ESTENSis.  Qui  vedrò,  qual  rimedio  vi  si  possa'  trovare.  Intanto  prego 
V.  S.  illustrissima  di  ringraziare  esso  signor  Bonvicini  del  buon  lavoro, 
e  della  sollecitudine,  e  insieme  di  sborsargli  senza  dilazione  quattro  fi- 
lippi eiìettivi.  e  inoltre  di  dargli  cinque  lire  di  cotesta  moneta  per  la  lastra 
del  rame,  eh'  eorli  ha  fatto  fare  :  eh'  io  la  rimborserò,  o    con   rimetterle   lo 


-IT*  351  A.  NICOLA  T  AGO  LI  2505 

stesso  danaro,  o  pure,  se  a  lei  non  incresce,  potrà  ritenerselo  nel  riscuo- 
tere maggior  somma  a  me  dovuta  da  cotesto  conduttore  della  carta,  per 
conto  del  signor  marchese  d'  Este  :  del  che  la  supplicherò  in  breve.  In- 
tanto, con  ratificarle  il  mio  rispetto,  e  pregarla  de' miei  rispetti  al  signor 
abate  Badia,  se  avrà  occasione  di  vederlo,  mi  ricordo. 


2418. 

A  MAURO  ALESSANDRO  LAZZARELLI  in  Milano. 
Modena,  6  Dicembre  1725. 

Archivio  Soli  ì£cratori  {K.  Bibl,  Est.),  Modena. 

Mi  disse  qualche  cosa  il  signor  abate  Papotti  delle  richieste  fatte  da 
V.  P.  reverendissima  di  una  copia  della  Piena  Esposizione;  ma  io  pieno 
fino  alla  gola  d'  intrighi  non  vi  pensava.  Saggiamente  ella  ha  fatto  a  ri- 
cordarmelo: e  però  oggi  non  passerà,  che  la  medesima  sarà  in  mano  del 
P.  Miari  a  disposizione  di  lei. 

Per  la  stessa  ragione  non  ho  io  né  pure  fin'  ora  soddisfatto  al  debito 
che  mi  correva  d*  inviare  a  Mantova  quelle  opere  eh'  ella  mi  commise  pel 
signor  barone  Bonoff.  Ma  si  è  aggiunta  anche  1'  altra,  cioè  la  mancanza 
d'  occasione,  che  le  porti  colà,  perchè  non  è  cosa  da  consegnare  al  cor- 
riere di  S.  A.  S.  Farò  nondimeno  ogni  diligenza  per  soddisfare  anche  in 
questo  a  gli  stimatissimi  suoi  comandamenti. 

Qui  per  ora  nulla  di  nuovo,  se  non  la  stagione  ostinata  in  imperver- 
sare, e  che  ci  fa  stare  in  continui  timori  per  gli  fiumi.  Si  fanno  perciò 
pubbliche  orazioni.  Ma  più  ne  fanno  i  ferraresi. 

Con  che  ratificandole  il  mio  rispetto  mi  confermo,  di  V.  P.  reveren- 
dissima. 

2419. 

A  NICOLA  TACOLI  in  Reggio. 
Modena,  9  Dicembre  17S. 

Archivio  Tacoli,  Modena. 

In  risposta  alle  ultime  due  di  V.  S.  illustrissima,  la  ringrazio  de'  quattro 
filippi  per  ma  pagati  al  Bon  vicini,  e  per  le  lire  5  in  pagamento  del  rame, 
le  quali  vanno  pel  ramare,  che  ha  data  la  lastra.  Già  il  Soliani  diede  per 
ordine  mio  conto  a  lei  delle  lire  87  pagate  costi  al  signor  conte  Guicciardi» 
mettendole  in  dififcalco  del  di  lei  debito  per  la  stampa.  Ora  farò  darle 
conto  del  suddetto  sborso  fatto  al  Bonvicini.  Ma  ella  mi  dà  un  debito  di 


2506  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [IT'SB- 

lire  5fi.  che  dice  pagate  per  conto  mio  al  suddetto  signor  conte,  e  queste 
non  so  cosa  sieno,  e  temo  che  sia  seguito  qualche  equivoco.  Per  lii*e  42  di 
Milano  gli  sborsò  V.  S.  illustrissima  alla  prima  lire  84  di  Modena.  Poscia 
avendo  egli  detto,  che  il-  suo  credito  era  dì  lire  43  e  alcuni  soldi  di  Mi- 
lano, la  pregai  di  compiere  tal  somma,  e  questa  in  tutto  venne  ad  ascen- 
dere a  lire  87  di  Modena.  D'altro  non  so.  E  però  la  prego  di  rivedere 
questo  conto,  e  d' intendersela  ancora  col  signor  conte  Guicciardi,  il  quale 
come  ho  detto,  non  era  creditore,  se  non  di  lire  43  e  soldi,  moneta  di  Mi- 
lano, e  se  ha  avuto  di  più,  deve  rimborsarla.  Credo  però  che  1"  equivoco 
sia  :  ohe  V.  S.  illustrissima  pensi  d'  avere  pagato  al  Bonvicini  4  altri  fìlippL 
de' quali  la  pi'egai  per  la  prima  vignetta;  ma  questi  glieli  mandai  io  stesso 
per  mezzo  del  signor  Antonio  Re.  ed  ella  poi  non  li  sborsò. 

Mi  credeva,  che  il  Soliani  le  avesse  già  inviato  il  conto  della  stampa. 
È  un  gran  pigro.  Tornerò  a  sollecitarlo. 

Il  rame  del  frontispicio,  per  quanto  intendo,  sen  viene,  e  mi  dispia- 
cerà forte,  se  il  signor  Bonvicini  non  potrà  servire  que'  signori  di  Milano, 
giacche  gli  ho  condotti  ad  esibire  15  filijìpi  per  tal  fattura,  e  se  fosse 
creduto  costi,  che  non  bastassero,  m' ingegnerei  di  ottenere  qualche  cosa 
di  più.  Intenda,  di  grazia,  se  io  debba  mandarlo  costà,  affinchè  lo  vegga, 
ed  esamini.  Occorrendo,  si  farà,  che  cotesto  signor  Governatore  il  liberi 
da  precedenti  impegni.  Giacché  l' autentico  della  di  lei  opera  intera  è  fatto, 
credo  anch'  io,  che  sarà  bene  lo  stamparlo. 

Vedrò  la  scrittura  da  lei  fatta  per  distruggere  la  voce  del  preteso 
gius  de'  canonici  regolari  sul  di  lei  priorato.  Mi  sovvien  però  che  in  varie 
Bolle  è  detto  Oi'dinis  S.  Augustini. 

Mando  inchiusa  a  V.  S.  illustrissima  la  ricevuta  del  danaro,  che  mi 
dee  cotesto  conduttore  della  carta  al  prossimo  Natale,  benché  dovuto  a 
me  dal  signor  marchese  d'  Este  fino  dal  29  settembre  scaduto.  Mi  onori 
di  grazia  di  parlargliene  per  tempo,  acciocché  sia  disposto  al  pagamento, 
e,  in  caso  di  qualche  difficultà.  io  possa  scrivere  a  chi  si  deve. 

Ratificandole  il  mio  rispetto,  mi  confermo. 


2420. 

A  CARLO  BORROMEO  ARESE  in  Milano. 
Modena,  12  Dicembre  1725. 

Archivio  Borromeo  Arese,  Milano,  edita  [1^]. 

Eccellenza. 

Doveva  essere  felice  per  me  1'  autunno   prossimo   passato,    perché   mi 
prometteva  la  consolazione  di  poter  inchinare  T  E.  V.  nel  sospirato  di  lei 


-IT^SB]  A    MAUBO   ALESSANDRO   LAZZARELLI  2507 

passaggio  per  Modena  ;  ma  svani  ben  tosto  V  apparenza  della  mìa  buona 
fortuna.  Mi  vo  nondimeno  tuttavia  lusingando,  che  la  primavera  vegnente 
m'abbia  da  portare  questa  consolazione.  Intanto  mi  permetta  V.  E.,  ch'io, 
in  occasione  delle  prossime  sante  feste,  le  paghi  il  tributo  del  mio  os- 
sequio, cou  augurarle  tutte  le  benedizioni  del  cielo,  e  con  rallegrarmi  seco 
della  prospera  sanità,  e  che  il  crescere  degli  anni  non  abbia  potuto  finora 
scemar  punto  la  vivacità  della  mente  e  la  continua  applicazione  ai  grandi 
affari.  Io  so  tu\to  questo;  ma  sospiro  il  contento  di  chiarirmene  io  stesso 
co'  proprj  occhi,  e  di  poterle  confermare  in  voce  quel  non  mai  interrotto 
costantissimo  ossequio,  e  mi  permetta  eh'  io  lo  dica,  tenerissimo  affetto,  che 
conservo  e  conserverò  fino  alle  ceneri  per  V.  E.  Con  tali  desiderj  unisco 
le  mie  più  ferventi  preghiere  per  la  continuazione  della  sua  gran  padro- 
nanza, e  facendole  riverenza  mi  rassegno,  etc. 


2421. 

A  MAURO  ALESSANDRO  LAZZARELLI  in  Milano. 
Modena,  13  Dicembre  17^. 

Archivio  Soli  Muratori  , K.  Bibl.  Est.),  Modena. 

Veggo  quanto  a  V.  P.  reverendissima  ha  risposto  il  corrispondente 
del  libraio,  il  quale  applicherebbe  alla  compra  de' miei  Anccdoti,  e  som- 
mamente la  ringrazio  della  bontà,  con  cui  assiste  a  questo  mio  interesse. 
Non  ho  difficultà  di  rilasciare  i  due  primi  tomi  per  quattro  paoli  e  mezzo, 
benché  sia  indubitato,  che  il  Manfrè  li  paga  a  me  in  denari  contanti  cinque 
paoli.  Darò  ancora  al  medesimo  prezzo  di  paoli  quattro  e  mezzo  i  due  ul- 
timi, de'  quali  ho  qui  una  grossa  balla.  Di  più  darò  a  cotesto  corrispon- 
dente quel  profitto,  che  V.  P.  reverendissima,  secondo  la  sua  prudenza, 
giudicherà  a  lui  dovuto.  Ma  il  punto  sta,  ch'io  non  voglio  pensare  a  porto 
alcuno,  o  ad  altra  spesa.  Cioè  darò  i  tomi  primi  in  Milano,  e  gli  altri  in 
Modena.  Con  tali  premesse  vegga  la  di  lei  bontà,  se  può  seguire  il  con- 
tratto. 

Da  baratto  in  libri,  io  volentieri  starei  lontano,  perchè  in  mano  di 
persona,  che  non  può  applicarsi  allo  spaccio  d'essi,  poco  o  nulla  sareb- 
bono  altri  libri;  e  parmi  difficile,  che  fossero  esibiti  libri  di  mio  uso  e 
piacere.  Tuttavia  quando  il  primo  trattato  non  si  potesse,  siccome  io  più 
di  tutto  bramerei,  concludere  in  bene;  allora  si  potrà  dare  orecchio  all'altra 
proposizione.  Non  si  stanchi  V.  P.  reverendissima  di  compartirmi  le  grazie 
sue,  per  le  quali  le  resterò  infinitamente  tenuto. 

Siamo  senza  novità  !  Un  poco  d' incomodo,  ebbe  il  Padron  serenissimo 
ad  un'  occhio  ieri  1'  altro  ;  ma  si  fa  oggi  per   ordine  suo  nella  mia  Chiesa 


2508  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [l'T'SS- 


solenne  festa  di  S.  Lucia,  e  cosi  spero,  che  in  breve  sarà  dileguato   ogni 
malore.  Rassegnandole  il  mio  inalterabil  rispetto,  mi  confermo,   di  V.   P.  " 
reverendissima. 

2422. 

A  GIUSEPPE  ANTONIO  SASSI  in  Milano. 
Modena,  13  Dicembre  1725. 

'  Biblioteca  Ambrosiana,  Milano,  eàita  [106]. 

Rendo  ben  vive  grazie  a  V.  S.  illustrissima  per  la  lettera  del  signor 
Grottlieb  di  Lipsia,  dispiacendomi  solamente  che  abbia  recato  a  lei  questo 
incomodo,  quando  poteva  scrivere  anche  a  me  direttamente.  Giacché  egli 
fa  tanta  premura  pel-  confronto  di  Lucano,  di  C.  Cesare  e  di  Plinio  il 
giovane,  ella  vegga  di  consolarlo  e  di  fare  onore  all'  Ambrosiana  e  a  lei  in 
quelle  contrade. 

Godo  che  riesca  fruttuosa  la  collazione  di  Rolandino,  ma  più  godrò 
deir  altra  del  Monaco  Padovano.  Quanto  al  Mussato,  son  d'accordo  con  esso 
lei,  che  a  nulla  servono  que'  suoi  versi,  e  fui  anch'io  molto  dubbioso  se 
dovessi  lasciarli  correre.  Ma  determinai  che  si,  prima  perchè  v'  ha  qualche 
pezzo  d"  isterico,  ma  più  perchè  i  lettori  abbiano  tutto  quell'  autore  senza 
cercarlo  altrove,  e  con  lamentarsi  perchè  si  sia  mutilato  ciò  che  già  era 
stampato.  Per  questo  lasciai  correre  que'  due  opuscoli  volgari  di  Camillo 
Pellegrino. 

La  prefazione  al  Monaco  Padovano  V  ho  certamente  fatta  ed  anche 
inviata,  e  si  troverà;  o,  prima  di  chiudere  le  lettere,  la  trasmetterò,  do- 
vendosele aggiugnere  il  merito  che  avrà  V.  S.  illustrissima  per  l' aiuto 
dato  coir  Ambrosiana  a  questo  autore. 

Non  è  più  da  mettere  in  dubbio  quanto  le  ho  scritto  dell'  età  di  So- 
zomeno.  Egli  nomina  sé  dopo  il  1400. 

La  scoperta  poi  ch'ella  ha  fatto  della  storia  di  Lucca  del  Cambi 
m"  ha  rallegrato  forte,  perchè  nulla  ho  io  potuto  scavare  da  quella  città, 
scoglio  fatale  per  tutte  le  repubbliche.  Purché  sia  autore  che  abbia  scritto 
prima  del  1500,  sarà  ottimo.  Ma  vegga  bene  se  può  trovare  la  prima  parte. 
Quando  non  1'  abbia  costi,  io  nulla  spero  da  Lucca. 

Sempre  al  nostro  p.  lettore  Beretta  un  dolce  saluto  da  parte  mia.  E 
io  sempre  con  tutto  l'ossequio,  etc. 


-l'assi  A.  laOOLÒ  DOMENICO  MUZIO  2609 


2423. 

A  NICOLÒ  DOMENICO  MUZIO*  in  Genova. 
Modena,  14  Dicembre  1725, 

Baccolta  Ahcoxa,  Milano. 

Fra  le  molte  obbligazioni  eh'  io  professo  al  buon  cuore  del  signor  dot- 
tore Bonaventura  de'  Rossi,  una  delle  più  gravi  si  è  quella  di  aver  non 
solo  introdotto  me  nel  cortese  pensiero  di  V.  S.  illustrissima,  ma  anche 
procurato  a  me  delle  grazie  singolari,  prima  eh'  io  pur  le  chiedessi  alla 
di  lei  bontà.  Con  tutta  fiducia  dunque  mi  presento  a  lei,  si  per  offerirle 
con  espressa  dichiarazione  la  mia  servitù  ed  amicizia,  e  si  per  ringra- 
ziarla, siccome  debbo,  per  tempo  de  i  favori  ch'ella  mi  fa  sperare  per  la 
grande  impresa,  eh'  io  ho  per  le  mani  in  prò  e  gloria  di  tutta  l' Italia.  Al  sa- 
pere quanto  si  stenda  la  di  lei  erudizione  nella  storia,  e  ne'  riti  de'  secoli 
di  mezzo,  e  massimamente  in  una  città  sì  illustre,  certo  ch'io  mi  sono  riem- 
■  piuto  di  gioia,  e  tanto  più  da  che  mi  son  veduto  aperto  1*  adito  alla  stessa 
sua  amicizia  e  corrispondenza,  attribuendo  a  mia  gran  fortuna  il  commercio 
co'  pari  suoi  che  sono  ben  rari  in  Italia. 

Or  dunque,  giacche  presento  la  benigna  disposizione  di  V.  S.  illustris- 
sima di  prestarmi  l'  antico  e  forse  originale  suo  testo  a  penna  della  storia 
de  i  due  Stella,  eccomi  a  ringraziarla  sommamente  di  questo,  e  a  dirle, 
che.  mercè  di  lei,  si  farà  un  bel  servigio  alla  repubblica  letteraria,  e  a  gli 
stessi  due  Stella,  perciochè  il  manoscritto  di  cui  mi  son  io  servito,  è  scor- 
retto in  molti  siti  ;  e,  benché  io  abbia  procurato  di  conciargli  1'  ossa,  tut- 
tavia sono  restati  alcuni  passi  bisognosi  di  medico,  e  con  tale  aiuto  si  ri- 
medierà  a  tutto,  e  si  farà  un'  edizione  d'  essa  storia,  che  sarà  d'  onore  a 
cotesta  nobil  città.  Per  me  bramerei  che  cotesti  signori  fossero  persuasi, 
eh'  io  non  ho  seconde  intenzioni  in  questa  impresa,  ma  solamente  desidero 
la  gloria  di  tutti;  e  spezialmente  poi  la  bramo  di  Genova,  che  da  tanti 
secoli  ha  fatto  e  fa  si  bella  figura  nella  nostra  Italia.  H  Caffaro  è  autore 
che  sarà  di  sommo  credito  a  Genova,  siccome  V  ho  protestato  nella  prefa- 
zione. Jacopo  da  Varagine  era  un  buon'  uomo  :  tuttavia  anch'  esso  accre  - 
scerà  la  fama  alla  di  lei  patria;  e  molto  più  poi  le  verrà  gloria  dalla 
storia  de  i  due  Stella,  che  hanno  continuato  le  notizie  quasi  un  secolo  e 
mezzo  di  poi.  Non  bisogna  aver  paura  de'  vecchi  autori,  i  quali  solamente 
possono  contribuire  a  far  onore  alla  lor  patria  ;  poiché  il  tempo  ha  stabi- 
liti i  domini  ;  e  se  v'  è  alcun  potente  che  non  vogUa  rispettare  le  prescri- 


*  Responsive  in  Archivio  Soli  Muratori  {R.  Bibl.  Est.),  n,"  8  da  G-iiova  1725. 
Epistolario  di  Lodovico  Antonio  Curatori  —  VoL  VI,  159. 


2510  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI     •  [±'735- 

zioni.  questi  ha  in  fastidio  e  storie,  e  ragioni,  e  carte;  e  solo  ascolta  la 
cupidigia  sua  ;  e  allora  bisogna  pensare  ad  opporre  cannoni  a  cannoni,  che 
a  questi  tali  queste  sole  sono  le  buoni  ragioni. 

Cosi  potessi  io  avere  ancora  un  qualche  storico  che  avesse  continuata 
la  storia  di  Genova  fino  al  15(X),  e  fosse  allora  vi vuto;  che  cosi  Genova 
farebbe  una  tal  comparsa  nella  mia  Raccolta,  e  per  conseguenza  nel  mondo, 
con  autori  tanto  antichi,  e  si  continuati,  che  niun  altro  la  potrebbe  pa- 
reggiare, e  a  quest'ora  ninna  la  pareggia  nella  gloria  del  Caffaro  e  de' suoi 
continuatori.  Mi  è  stato  sommamente  caro  l' intendere  che  il  sig.  marchese 
Gio  :  Luca  Pallavicino  '.  cavaliere  per  cui  ho  io  tanta  venerazione,  e  il  quale 
ha  tanta  bontà  per  me,  abbia  presa  l' incumbenza  d' inviare  il  suddetto 
manoscritto  di  V.  S.  illustrissima  a  Milano,  perchè  così  maggiormente 
m' assicurerò  del  sicuro  trasporto  colà,  e  della  restituzione.  Può  inviai'lo 
al  signor  Goffredo  de'  Filippi,  o  pure  al  signor  marchese  Teodoro  Trivulzio 
dignissimo  cavaliere  di  Milano,  che  ambedue  saranno  fedeli  depositari  del 
medesimo,  e  il  primo  spezialmente  sarebbe  egregio  per  la  collazione  de' testi. 
Prego  V.  S.  illustrissima  di  portare  per  questo  i  miei  ringraziamenti  ed 
ossequj  al  medesimo  signor  marchese  Gio  :  Luca.  E  qui.  offerendo  tutto 
me  stesso.... 

2424. 

A  LUC  ANTONIO  GENTILI  in  S.  Marino.      • 
Modena,  19  Dicembre  1725. 

Biblioteca  del  Seminario,  Pesaro,  edita  [108]. 

Con  quanta  bontà  V.  S.  abbia  procurato  per  l' addietro  di  prestar 
favore  ai  miei  disegni  letterarj,  l'ho  riconosciuto:  ma  ora  maggiormente 
lo  tocco  con  mano,  al  grato  avviso,  che  già  ella  sia  per  inviarmi  la  cro- 
nica a  lei  capitata,  e  insieme  i  diplomi  di  Cagli  ch'ella  ha  già  ricevuto. 
Di  cosi  dolce  nuova  le  rendo  ora  vivissime  grazie,  e  mi  raccomando  ben 
premurosamente,  acciocché  ella  scelga  una  via  sicura  per  farmi  giugnere 
tutto.  Se  si  potessero  inviare  a  Bologna,  e  farli  consegnare  in  casa  del 
sig.  marchese  Orsi,  crederei  che  questo  mezzo  fosse  a  proposito.  Ma  mi 
rimetto  alla  di  lei  prudenza,  ed  attenzione.  Nuli' altro  soggiungo  intorno 
alla  cronaca  più  antica,  che  a  lei  fece  sperare  il  sig.  conte  Berardi,  perchè 
veggo,  ch'ella  vi  pensa  molto  per  me.  Aveva  io  scritto  a  Lucca  per  ot- 
tenere la  vita  latina  di  Castruccio,  giacché  la  traduzion  volgare,  ch'io  ho 
stampata,  non  serve  all'intento  mio:  ma  non  ne  ho  ricevuto  risposta.  E 
però,  giacché  V.  S.  mi  fa  sperar  copia  di  quella,  che  fu  a  lei  indicata,  la 


'  Sue  lettere  in  Archivio  Soli  Muratori  (7?.  Bibl.  Est.),  n.°  9  da  Genova  1721  - '26. 


-l'assi  AD  AZZO  FEDERICO  MALASPI^fA  ESTENSE,  ECC.  2511 

prego  di  trattare,  come  io  possa  essere  favorito.  Se  non  vi  sarà  chi  si  pigli 

tal  cura,  pagherò  io  il  copista. 

Se  il  sig.  Bonclerici  mi  vorrà  comandare  qualche  cosa,  son  qui  pronto 
a  servirlo,  bastandomi  il  solo  cenno  di  lei  per  corrispondere  a  lui,  e  cre- 
derlo persona  di  merito. 

Da  lei  solo  ho  riscontro  del  sinistro  caso  avvenuto  in  Perugia  nella 
ricerca  di  quelle  antichità.  Ne  ho  provato  un  sommo  dispiacere.  Bisogna 
bene,  che  si  sia  proceduto  colà  con  troppo  poco  riguardo,  e  si  sia  data 
gran  gelosia,  quasi  si  cercassero  memorie  contro  lo  Stato.  Aveva  io  avvi- 
sato il  sig.  Orazio  Baglioni,  che  procedesse  con  cautela,  perchè  v'era  in 
Perugia  un  gentiluomo,  il  quale  attraversava  i  miei  disegni.  Non  dee  egli 
averne  fatto  caso.  Pazienza. 

Quanto  all'interesse  di  V.  S.,  esso  è  tuttavia  in  sospeso,  perchè  il 
sig.  conte  di  Collalto  si  era  invogliato  di  avere  persona,  che  è  in  Milano 
dotta  in  Greco,  e  quantunque  avvisato,  che  questa  non  voleva  muoversi  di 
colà,  pure  non  desiste  dalla  speranza  di  ottenerla;  e  però  non  risolve  alcun 
altro  partito,  e  spezialmente  per  V.  S.  che  se  gli  è  rappresentata  con  tutto 
il  merito.  Spero  eh"  egli  smonterà,  e  darà  più  orecchio  da  qni  innanzi.  In- 
tanto ella  sopporti  il  tedio  di  cotesta  scuola,  e  la  poca  gratitudine  di  chi 
ora  l'impiega.  Vorrei,  che  da  me  dipendesse  ogni  suo  avanzamento;  ma 
quella  benedetta  fortuna  ha  il  ciuffo  corto,  e  non  vi  lascia  si  facilmente 
metter  mano.  A  Dio  piacendo,  la  coglieremo. 

Con  augurarle  felicissime  le  sante  Feste,  e  ratificarle  la  mia  vera  os- 
servanza, mi  rassegno,  di  V.  S. 


2425. 

AD  AZZO  FEDERICO  MALASPINA  ESTENSE  DI  VILLAFRANCA  * 

Modena,  20  Dicembre  1725. 

BiBuoTSOA  EsTSBSK,  Modena,  edita  [174]. 

Ecco  a  V.  S.  illustrissima  quanto  io  ho  ideato  per  la  patente  o  sia 
diploma,  che  ho  comunicato  al  Padron  serenissimo,  e  non  gli  dispiace. 

«  È  sempre  stata  riguardata  con  occhio  di  molta  stima  e  singolare 
parzialità  la  famiglia  e  linea  de' marchesi  Malaspina  di  Villafranca,  sic- 
come quella  che  discende  da  Obizzo  marchese  potente,  famoso  nella  pace 
di  Costanza,  e  che,  oltre  all'antichissima  e  riguardevole  sua  nobiltà,  è  fio- 
rita sempre  non  meno  per  valorosi  personaggi,  che  per  illustri  parentele 
contratte  con   Luigi  Gonzaga   primo   signore   di   Mantova,  e   coi   conti   di 


'  Sue  lettere  in  Archivio  Soli  Muratori  {R.  Bibl.  Est.),  n."  24  da  Carpi  1724 -'45. 


2512  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [1*735- 


Montefeltro  padroni  d'Urbino,  e  con  Castruccio  duca  dì  Lucca,  e  in  oltre 
per  varii  dominii  da  lei  goduti  da  tanti  secoli  in  Lunigiana,  signoreg- 
giando essa  tuttavia  colà  i  marchesati  di  Villafranca,  Villa,  Virgoletta  e 
Rocchetta,  dipendenti  dal  solo  S.  R.  Imperio.  Ma  specialmente  ci  sentiamo 
noi  mossi  da  particolare  affetto  verso  il  marchese  Azzo  Federigo  Mala- 
spina,  capo  oggidì  d'essa  linea,  al  considerare  ch'egli  discende  dalla  si- 
gnora Laura  Estense,  già  moglie  del  marchese  Bartolomeo  di  Villafranca, 
e  madre  del  marchese  Annibale  avo  o  bisavolo  del  predetto  vivente  mar- 
chese Azzo  Federigo,  donna  di  molta  considerazione  presso  i  Serenissimi 
signori  duca  Cesare  nostro  bisavolo  e  Alfonso  III  nostro  avolo  ;  e  insieme 
al  riflettere,  quanta  sia  sempre  stata  e  sia  tuttavia  l' affezione  e  l' attacca- 
mento del  suddetto  marchese  Azzo  Federigo  e  de' suoi  maggiori  a  noi  e 
ai  serenissimi  nostri  Antenati.  E  però,  desiderando  noi  di  dare  al  mede- 
simo marchese  Azzo  Federigo  di  Villafranca  un  vivo  contrassegno  ed  at- 
testato della  nostra  parziale  benevolenza  e  stima  alla  sua  persona,  e  di 
maggiormente  far  palese  al  pubblico  i  favorevoli  nostri  riguardi  verso  la 
sua  nobil  Casa:  di  moto  proprio,  di  certa  scienza,  col  tenore  delle  presenti, 
concediamo  al  medesimo  e  a  tutti  i  suoi  discendenti  maschi  legittimi  e 
naturali  la  facultà  di  usare  da  qui  innanzi  il  cognome  Estense,  e  di  unirlo 
con  quello  della  famiglia  Malaspina,  etc.  ». 

Avverta  V.  S.  illustrissima  che  dice  Estense:  che  cosi,  e  non  altri- 
menti usano  le  due  altre  nobili  Case,  alle  quali  sole  la  serenissima  Casa 
d'Este  ha  conceduta  questa  prerogativa,  e  le  quali  sogliono  anche  ante- 
porre l'Estense  al  proprio  cognome. 

Starò  attendendo,  se  abbia  ella  altro  da  soggiungermi,  acciocché  io 
poi  possa  dar  compimento  alle  benigne  intenzioni  del  Padron  serenissimo. 
E  intanto,  con  augurarle  dal  cielo  ogni  più  desiderabil  benedizione  in  oc- 
casione del  prossimo  santo  Natale,  le  rassegno  il  mio  costantissimo  ossequio, 
e  mi  confermo. 

2426. 

A  GIUSEPPE  MALASPINA  DI  S.^*  MARGHERITA  in  Monleale. 
Modena,  20  Dicembre  1725. 

Raccolia  Palmieki,  S.  Paolo,  Roma. 

Dispensi  l'Altissimo  e  benefico  Signor  nostro  Iddio  a  V.  S.  illustris- 
sima tutte  le  sue  benedizioni  in  occasione  del  prossimo  santo  Natale,  per 
ricompensa  ancora  di  que' benigni  augurj  ch'ella  mi  ha  fatto  godere. 

Ho  letto  quanto  V.  S.  illustrissima  esprime  intorno  al  già  detto  per 
gli  signori  genovesi,  e  quanto  ultimamente  ella  aggiugne  iutorno  alla  cit- 
tadinanza  presa   ne'  secoli   addietro    da   signori    possenti.    Nelle    Antichità 


-1T35]  A   COSTANTINO   GRIMALDI  2513 


Estensi  anchMo  dissi  ciò  che  occorreva  circa  il  fatto  del  marchese  Aldo- 
brandino d'Este.  e  la  guerra  a  lui  fatta  da' padovani.  La  verità  si  è  che 
le  repubbliche  in  que' tempi  fecero  quanto  poterono  per  sottomettere  al 
loro  dominio  tutti  quanti  i  conti  e  magnati,  che  erano  lor  vicini  e  dipen- 
devano dal  solo  imperio:  e  venne  lor  fatto  per  lo  più.  Il  Papa  e  l'Impe- 
ratore riconobbero  ingiusta  la  guerra  de'   padovani. 

Vorrei  pur  udire  che  V.  S.  illustrissima  avesse  dato  buon  assetto 
a' suoi  interessi,  parendomi  d'avere  udito  che  sia  cessata  la  pensione,  e 
che  per  conseguenza  ella  non  abbia  da  pensare  se  non  a  sé  stessa.  Una 
vernata  col  nostro  sig.  marchese  Alessandro  Botta  la  crederei  anch'io  una 
dolce  villeggiatura.  E  vorrei  pure  che  finisse  una  volta  cotesto  suo  romi- 
taggio, ed  ella  si  trovasse  con  più  comodità  di  libri  per  meglio  esercitare 
il  suo  felice  talento. 

Debbo  ora  dirle  in  confidenza,  che  il  sig.  dottore  Bonaventura  de"  Rossi 
mi  significa  che  bramerebbe  pur  egli  di  poter  pubblicare  le  memorie  da 
lui  raccolte  intorno  alla  nobil  Casa  Malaspina,  figurandosi  che  V.  S.  illu- 
strissima non  sia  per  mettere  in  luce  sotto  il  di  lei  nome  le  fatiche  da  lui 
fatte  intorno  a  questo  argomento.  Mi  prega  che  gliene  scriva;  e  sopra  di 
ciò  mi  favorisca  di  notificarmi  il  suo  disegno. 

Son  dietro  a  ultimare  la  faccenda  del  sig.  marchese  di  Villafranca.  e 
rassegnandole  il  mio  inalterabile  rispetto,  mi  confermo,  di  V.  S.  illustrissima. 


2427. 

A  COSTANTINO  GRIMALDI  in  Napoli. 
Modena,  21  Dicembre  1725. 

Archivio  Soli  Mi  batobi  {H.  liibl.  Est.),  Modena. 

Mi  è  stato  sommamente  caro  dall'  un  canto  il  ragguaglio  che  V.  S. 
illustrissima  si  è  preso  il  pensiero  d' inviarmi  intorno  alla  guerra  fatta 
costì  contro  la  nuova  accresciuta  edizione,  ch'ella  aveva  intrapresa  delle 
sue  lettere  apologetiche,  ma  dall'altro  canto  mi  è  riescito  disgustoso  di 
molto  r  intendere  l' infausto  esito,  che  ne  è  venuto.  Se  i  monarchi  costu- 
massero, siccome  sarebbe  più  proprio,  che  i  secolari  governassero  il  seco- 
lare, non  sarebbe  avvenuta  questa  superchieria  a  V.  S.  illustrissima,  ne  il 
pubblico  avrebbe  perduto  nella  di  lei  nobil  fatica  un  rischiaramento  uti- 
lissimo della  controversia  mossa  da  medesimi  suoi  avversari.  Ma  Vienna, 
come  intende  ella  si  fatte  maniere  di  procedere  poco  usitate  costi  ?  Quando 
fosse  rimasto  in  mano  di. lei  o  d'altri,  copia  dell'opera  sua.  il  male  non 
sarebbe  estremo.  Ma  se  tutto  è  andato,  ha  ogni  erudito  da  lagnarsi  forte 
di  quanto  è  accaduto. 


2514  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [l'7S5- 


Mi  maraviglio  molto,  che  uon  si  sia  pei'anche  veduto  costi  il  tomo  VII 
della  mia  Raccolta,  che  da  tanto  tempo  è  uscito.  L' ottavo  è  già  terminato 
e  in  breve  uscirà. 

L'incendio  seguito  del  Palazzo  Ducale  di  Milano  è  stato  la  cagione, 
che  si  è  camminato  adagio  nell"  anno  presente  ;  ma  se  Dio  vorrà,  i  torchi 
lavoreranno  meglio  da  qui  innanzi.  Intanto  sono  a  pregare  V.  S.  illustris- 
sima che  non  voglia  consegnare  da  qui  innanzi  ad  alcuno  il  denaro  delle 
due  copie,  che  le  vengono  per  conto  mio,  ma  lo  tenga  ella,  e  poi  mi  fa- 
vorisca di  farlo  avere  al  signor  abate  Domenico  Maria  Giacobazzi  ministro 
del  mio  Serenissimo  in  Roma.  Delle  due  copie  de' tomi  *V  e  VI,  da  lei 
tanto  tempo  fa  pagate,  io  non  ho  potuto  finora  avere  conto  alcuno,  e  ciò 
non  per  difetto  di  lei.  ma  per  mancanza  di  chi  ha  tirato  il  denaro   costì. 

Finora  non  s"è  pensato  a  ristampare  il  (Jorio  della  prima  edizione,  e 
se  dovrà  farsi,  si  farà  solamente  nell'ultimo.  E  però  non  credo  bene,  ch'ella 
per  ora  congedi  la  suddetta  prima  edizione.  A  suo  tempo  ne  torneremo  a 
parlare. 

Prego  Dio  intanto  che  dispensi  a  V.  S.  illustrissima  tutte  le  più  de- 
siderabili benedizioni  in  occasione  dell'imminente  santo  Natale,  e  nell'anno 
nuovo  :  e  prego  lei  di  continuarmi  il  suo  stimatissimo  amore,  e  di  sommi- 
nistrarmi congiunture,  nelle  quali  io  maggiormente  possa  attestarle  quel- 
r  inalterabile  ossequio,  col  quale  mi  rassegno. 


2428. 

A  MAURO  ALESSANDRO  LAZZARELLI  in  Milano. 

Modena,  27  Dicembre  1725. 

AiiCHivio  Som  Muratori  {R.  Bìhl.  Est.),  Modena. 

Veggo  quanto  ha  risposto  il  signor  Oairoli  intorno  al  contratto  de" miei 
Anecdoti,  e  rendo  a  lei,  e  a  lui  vive  grazie  della  buona  intenzione.  Sta- 
remo ora  a  vedere,  cosa  ne  riuscirà. 

Abbiam  qui  il  serenissimo  signor  principe  dio.  Federigo,  non  troppo 
ingrassato,  a  consolare  il  serenissimo  padre.  Cosa  abbia  a  produrre  questa 
cara  visita,  tutti  vorrebbono  saperlo,  ma  ninno  lo  sa  finora.  Progetti  di 
matrimonio,  doni  di  feudi,  sono  i  prognostici  del  popolo.  Io  per  me  aspet- 
terò a  fare  la  decisione,  quando  avrò  veduto.  Avrebbe  desiderato  il  pub- 
blico di  veder  qui  anche  i  serenissimi  di  Reggio,  e  tuttavia  si  spera.  Ma 
finora  ninno  è  comparso. 

Ella  ci  dirà,  se  abbia  fondamento,  che  la  signora  serenissima  Arcidu- 
chessa possa  venire  a  comandare  costi.  Io  intanto,  con  rassegnarle  il  mio 
ossequio,  mi  confermo,  di  V.  P.  reverendissima. 


l'73©]  A  NICOLA  TACOLl  '2515 


2429. 

A  GIUSEPPE  ANTONIO  SASSI  in  Milano. 
Modena,  27  Dicembre  1725. 

BiBUOTKCA  Ambroaiaka,  Milano,   edita  [176] 

Mi  truovo  ben  io  qualche  cosa  manoscritta  di  Cesare  e  di  Plinio  il 
giovane,  ma  non  di  molta  antichità:  e  però  non  potrò  servire  al  buon 
genio  del  signor  Gottlieb.  V.  S.  illustrissima  che  probabilmente  avrà  costi 
de' testi  vecchi,  vegga  di  cooperare  al  pubblico  bene,  con  collazionarli  e 
aiutare  il  nuovo  editore.  Si  può  discutere  in  cotesta  congregazione  d' inten- 
denti e  interessati,  se  fosse  meglio  il  tralasciare  o  pure  il  ristampare  i 
versi  tutti  del  Mussato.  Ho  detto  i  miei  motivi:  riferirli  e  pesarli:  ch'io 
mi  rimetterò  alla  lor  decisione. 

Quando  non  si  possa  ottenere  la  parte  prima  della  storia  del  Cambi, 
si  ridurrà  veramente  a  poco  tempo  la  storia  di  Lucca.  Comunque  però 
sia.  anche  cosi  farà  al  nostro  proposito. 

Ma  io  mi  veggo  bene  intricato  non  poco  con  Sozorneno  a  sapere  onde 
s'abbia  a  cominciarne  la  copia.  Giugne  fino  al  1410.  e  né  pur  credo 
d'averla  tutta.  Mi  lusingava  io  di  poter  cominciare  almeno  fin  dove  ter- 
mina cotesto  secondo  tomo  dell"  Ambrosiana.  Ma.  confrontata  la  sua  fa- 
tica colla  storia  di  Gio.  Villani,  truovo  che  il  buon  Sozorneno  quasi  nulla 
dice  di  più,  e  va  abbreviando  ciò  che  ha  distesamente  il  Villani,  la  cui 
storia  egli  dovea  aver  sotto  gli  occhi,  benché  mai  non  la  citi,  né  pur 
quando  riferisce  la  morte  di  lui  all'anno  1348.  Dopo  ancora  mi  pare  che 
abbia  espilato  Matteo  Villani.  E  però  a  poco  si  riduce  la  sua  fatica.  Avrei 
bisogno,  e  prego  istantemente  V.  S.  illustrissima  che.  pigliando  Gio.  Vil- 
lani, confronti  esso  col  Sozorneno  manoscritto  d'essa  Ambrosiana  dal  1250 
fino  al  fine  per  iscorgere  se  sia  lo  stesso  costi  che  qui.  In  ogni  caso  farò 
copiare  da  dove  termina  cotesto  manoscritto,  e  poi  si  risolverà.  Auguran- 
dole un  felicissimo  anno   nuovo,  con  tutto  l'ossequio,  mi  ricordo,  etc. 

2430. 

A  NICOLA  TACOLl  in  Reggio. 
Modena,  3  Gennaio  1726. 

Akcbitio  Tacoi.i,  Modena. 

Ben  giunto  il  rame,  ma,  quel  che  é  più,  ben  giunto  alle  mani  cortesi 
del  signor  Bonvicini,  il  quale  mi  rallegro  che  sia  per  assumere  il  lavoro. 


251G  LODOVICO   ANTONIO    MURATORI  [1*736- 

ringraziando  io  per  questo  ben  vivamente  la  premurosa  interposizione  di 
V.  S.  illustrissima.  Manderò  dunque  il  frontispicio  del  primo  tomo,  ac- 
ciocché serva  di  norma  ;  ma  noi  potrebbe  ella  prestare  per  ora  esso  primo 
tomo  air  artefice,  supponendo  io.  che  gli  occorra  di  tenerlo  tutto  il  tempo 
che  durerà  il  lavoro?  Quando  non  si  possa  di  meno,  lo  manderò  io.  In- 
tanto scrivo  a  cotesto  signor  conte  Governatore,  perchè  interponga  la  sua 
autorità. 

Allorché  inviai  a  V.  S.  illustrissima  la  ricevuta  mia,  per  la  riscos- 
sione del  consaputo  danaro,  la  pregai  d' intendere  dal  conduttore,  se  aveva 
alcuna  difi&cultà.  acciocché  io  potessi  provvedere  per  tempo.  Mi  dispiace- 
rebbe, ch'egli  ora  cercasse  di  esentarsi  con  tali  sutterfugi  dal  pronto 
pagamento.  In  ogni  caso  allorché  egli  sarà  venuto,  la  supplico  di  non 
tardare  a  parlargli,  che  non  s'  é  mai  fatta  in  tanti  anni  addietro  questa 
opposizione. 

Bramerei  di  servirla  di  quanto  ella  desidera  per  la  sua  scrittura; 
ma  di  presente  l'assicuro,  che  io  mi  truovo  si  colmo  d'occupazioni,  che 
non  ho  momento  da  fiatare.  La  parte  2.'  del  tomo  2."  Rerum  Italicarum 
è  quella  che  mi  occupa  tutto.  Quando  avrò  un  po'  d'  ozio,  vedrò  di  servirla. 

E  qui,  rassegnandole  il  mio  rispetto,  mi  confermo. 

Le  raccomando  la  sollecitudine  pel  signor  Bon vicini.  Anche  il  signor 
conte  Governatore  spero  che  farà  lo  stesso. 


2431. 

A  NICOLÒ  DOMENICO  MUZIO  in  Genova. 
Modena,  10  Gennaio  1726. 

Abchivio  Vaeni,  Genova,  edita  [221]. 

Non  meno  dal  cortese  foglio  di  V.  S.  illustrissima,  che  da  un  altro 
benignissimo  del  signor  marchese  Giovan  Luca  Pallavicino,  intendo  già 
trasmesso  e  inviato  in  mani  sicure  il  di  lei  manoscritto.  E  però  mille  grazie 
le  rendo  per  questo  favore,  al  quale  io  corrisponderò  con  tutta  fedeltà,  con 
fare  che  il  medesimo  manoscritto  sicuramente  ritorni  alle  di  lei  mani. 

Mi  sarà  caro  al  maggior  segno  d' intendere  se  si  possa  trovare  e 
avere  da  poter  mettere  in  luce  anche  la  continuazione  dello  Stella  fino 
all'  a.  1500,  poiché  cosi  vorrebbe  cotesta  nobilissima  Città  a  mostrare  una 
storia  seguita  per  tanti  secoli:  pi'egio  che  non  sarebbe  comune  ad  alcun 
altra.  Le  speranze,  che  me  ne  dà  la  di  lei  bontà,  faranno  che  io  non  de- 
sista dal  supplicarlo  di  questa  grazia,  la  quale  ha  congiuntò  l'onore  della 
di  lei  patria,  e  della  Raccolta  mia. 


-ITSG]  A   NICOLA  TACOLI  2517 


Cerio  che  s' io  avessi  avuto  ne'  tempi  addietro  quel  buon  filo,  che 
lìualmente  la  fortuna  mi  ha  presentato  nella  stimatissima  amicizia  di  V.  S. 
illustrissima,  il  Caffaro  avrebbe  potuto  uscire  più  corretto.  Ma  una  tal 
balia  non  1'  ho  io  mai  potuta  rinvenire  costi  ne  gli  anni  passati.  Pazienza  ! 
a  me  basta  d'intendere,  che  le  scorrezioni  non  sieno  di  sostanza. 

Starò  intanto  attendendo  il  manoscritto  spettante  alla  nobilissima 
Casa  Doria,  sperando  che  sia  tale  da  poter  comparire,  siccome  io  desidero, 
in  questo  gran  teatro.  Cosi  facessero  altri,  e  si  prevalessero  di  questa  si 
bella  congiuntura  per  propria  gloria,  senza  lasciarsi  condurre  dall'  igno- 
ranza, madre  di  vane  gelosie,  e  di  ridicoli  timori. 

Ma  giacché  ella,  da  quell'  ottimo  conoscitore  che  è  del  meglio,  nutre 
sentimenti  ben  diversi,  non  lasci,  eh'  io  la  ne  scongiuro,  di  andare  cer- 
cando, quali  altre  antichità  restassero  costi,  dalle  quali  si  potesse  accre- 
scere l'onore  a  Genova,  e  all'Italia  ancora,  si  presso  ai  nostri,  che  a  gli 
oltramonti,  e  si  ai  presenti,  che  ai  futuri.  Di  tutti  i  favori  le  resterò  io 
eternamente  tenuto.  Intanto  ringraziandola  con  tutto  lo  spirito  di  quei, 
che  già  mi  ha  fatto  godere,  e  pregandola,  se  vedrà  il  nostro  signor  Bo- 
naventura de'  Rossi,  di  riverirlo  caramente  in  mio  nome,  e  di  dirgli  che 
in  breve  risponderò  ad  una  sua.  le  rassegno  la  mia  vera  osservanza  e  mi 
ricordo. 

2432. 

A  NICOLA  TACOLI  in  Reggio. 
Modena,  10  Gennaio  1726. 

Archivio  Tacoli,  Modena. 

In  quanto  V.  S.  illustrissima  mi  aveva  insinuato,  venne  il  rame,  e 
vennero  le  mie  preghiere  a  cotesto  signor  conte  Governatore;  ora  intendo 
le  smanie  del  signor  Bon vicini,  e  benché  sia  un  pezzo  eh'  io  conosca,  che 
è  difficile  trattare  con  cotesto  uomo,  ora  però  maggionnente  me  ne  son 
accorto  :  e  se  Dio  vorrà  eh'  io  mi  possa  sbrogliare,  e  sbrogliare  anche 
lei  dal  presente  impegno,  vi  penserò  forte  ad  entrar  più  in  ballo.  Intanto 
la  prego  di  dirgli,  che  fino  a  diciotto  filippi  m' ingegnerò  io  che  gli  abbia. 
Per  di  più  non  voglio  né  posso  impegnarmi.  S'egli  cosi  vuol  mettersi  al 
lavoro,  lo  faccia,  che  verso  il  fine  del  mese  corrente  può  essere  che  il 
signor  Argelati  passi  per  Reggio,  e  parli  con  esso  lui:  e  allora  egli  dirà 
le  sue  ragioni.  Se  non  vorrà:  me  ne  avvisi  subito  per  grazia:  che  pen- 
serò a  quello  che  si  dovrà  fare.  Ho  tanti  intrichi  io,  e  ne  do  anche  a 
V.  S.  illustrissima  per  questo  :  ma  con  cotesto  nomo  mi  guarderò  di  averne 
per  l'avvenire. 

S'io  avessi  saputo  per  tempo  le  difficultà  fatte  da  cotesto  conduttore 


2518  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [1*736- 


della  carta  pel  pagamento,  avrei  già  fatto  i  passi  che  occorrevano.  Ora 
li  farò.  Intanto  ringrazio  la  sua  bontà  per  gì'  incomodi  e  per  le  premure, 
che  si  prende  per  favorirmi.  E,  con  tutto  l'ossequio,  mi  rassegno. 


2433. 

ALLO  STESSO  in  Reggio. 
Modena,  14  Gennaio  1726. 

Akciiivio  Tacoli,  Modena. 

M'  è  dispiaciuto  forte  quanto  è  avvenuto  al  signor  Bonvicini  con  co- 
testo signor  Governatore.  Prego  V.  S.  illustrissima  di  dirgli  per  parte 
mia,  che  non  si  metta  alcun  pensiero  di  quelle  aspre  parole,  perciocché 
non  saranno  state  dette  a  lui,  ma  solo  acciocché  possa  dire  a  chi  l' aveva 
impegnato,  eh'  egli  per  ora  non  può  favorirli,  avendo  ordini  pressanti  in 
contrario.  Di  qui  fu  scritto,  che  un  tal  passo  si  faceva  di  concerto  con 
esso  signor  Bonvicini  ;  e  però  il  signor  conte  Grovernatore  non  avrà  inteso 
altro  che  questo.  E  sa  V.  S.  illustrissima,  se  si  è  stato  lontano  dalla 
forza,  perchè  s' è  fatto  fare  ad  altri  il  ritratto  di  S.  A.  S.  e  io  era  di- 
sposto a  fare  lo  stesso  per  cotesto  rame,  se  il  signor  Bonvicini  volonta- 
riamente non  prendeva  a  farlo,  e  non  diceva  di  voler  essere  disimpegnato 
da  altri  lavori  con  ordine  superiore. 

Questo  solo  può  ella  dire  al  signor  Bonvicini.  Per  altro  può  essere, 
che  il  medesimo  strepitasse  davanti  al  signor  Governatore,  dimenticato  di 
quanto  aveva  con  esso  lui  conchiuso,  e  che  perciò  il  signor  Governatore 
gli  parlasse  con  rigidezza.  Vegga  V.  S.  illustrissima  di  quietarlo  al  meglio 
che  si  potrà,  tanto  che  usciamo  di  questo  fango  :  che  a  tornarvi,  per  me, 
vi  penserò.  Ringraziandola  intanto  delle  sue  continue  premure  in  favorirmi, 
le  rassegno  il  mio  rispetto  e  mi  ricordo. 

Lascio  stare  la  sopracoperta,  e  non  l'userò  se  non  comanda,  perch'  ella 
paga  posta,  e  io  no:  che  m'accorgo  di  spesso  incomodarla. 

2434. 

ALLO  STESSO  in  Reggio. 
Modena,  17  Gennaio  1727. 

Archivio  Tacoli,  Modena. . 

S' io  non  avessi  scarsezza  di  tempo,  vorrei  ben  fare  una  fraterna  a 
V.  S.  illustrissima,  che  pensa  di  portarsi  a  i  bagordi  veneti,  i  quali  non 


-1*726]  A  QIACINTO  VINCIGLI  2519 


80  se  sieno  divozioni  proprie  per  nn  Priore  faturo.  E  calcherei  anche  la 
mano,  perchè  a  me  dispiace  non  poco  la  lontananza  sua  da  Reggio,  a  ca- 
gione ancora  dell'  impegno  preso  col  signor  Bonvioini,  il  quale  Dio  sa  con 
che  fretta  lavorerà;  quando  ella  cessi  di  tenergli  li  sproni  alla  vita.  Al- 
meno lasci  buoni  ordini,  e  gli  dica,  che  ho  raccomandato  al  signor  Ar- 
gelati  d'essere  da  lui  nel  suo  passaggio,  giacché  da  lui  dipende  la  soluzione 
delle  pretensioni  non  ancora  sopite. 

Intanto  inchiuso  trasmetto  a  V.  S.  illustrissima  l'ordine  del  paga- 
mento di  quanto  mi  è  dovuto  da  codesto  conduttore  della  carta,  con  pre- 
garla di  non  perdere  tempo  a  riscuotere  tal  danaro,  e  poscia  a  cercare 
occasione  sicura  per  trasmetterlo  qua.  Di  tutti  i  favori  ed  incomodi,  che 
si  prenderà,  le  resterò  ben  tenuto.  E  intanto  potrà  ella  ritenere  di  tal 
somma  sei  fìlippi,  cioè  L.  84  moneta  di  Modena,  e  sborsarli  al  suddetto 
signor  Bon vicini  a  conto  della  sua  fatica.  E  occorrendo  altro,  avvisi,  che 
somministrerò  gli  aiuti  occorrenti  a  misura  del  suo  operare. 

In  fretta  con  tutto  l'ossequio  mi  rassegno. 


2435. 

A  GIACINTO  VINCIGLI  in  Perugia. 
Modena,  18  Gennaio  172u. 

BiBLioTKCA  DEL  SmisARio,  Pessro,  edita  [  106}. 

Esercitò  ben  V.  S.  illustrissima  la  solita  sua  bontà,  e  gentilezza  col 
ridurre  cotesto  libraio  Venturini  a  trovar  via  di  soddisfare  questo  So- 
liani;  ed  io  mi  credeva  già  saldati  i  loro  conti.  Ma  sappia,  che  a  nulla 
ha  servito  la  lettera  di  lui,  perchè  questo  signor  consigliere  Paradisi  ri- 
spose, che  aveva  de' conti  anch' egli  con  esso  Venturini,  e  non  credeva 
d'andargli  debitore,  che  di  8  paoli  circa.  Sicché  l'affare  è  nello  stato  di 
prima,  e  vi  resterà,  se  non  è  la  di  lei  bontà,  che  faccia  di  bel  nuovo 
capire  al  Venturini,  non  essere  questa  la  maniera  di  pagare  i  suoi  debiti, 
ed  il  costringa  a  soddisfare  in  altra  guisa.  Io  ringranziandola  de'  favori 
già  fatti,  la  supplico  di  compartirne  altri  più  validi  al  Soliani,  pel  quale 
anch'io  le  resterò  sommamente  tenuto. 

Stando  io  intanto  in  aspettazione  delle  altre  grazie,  eh'  ella  mi  ha  fatto 
sperare  da  Perugia,  desiderando  l'onore  de' suoi  comandamenti,  con  tutto 
r  ossequio,  mi  confermo,  di  V.  S.  illustrissima.  ' 


2520  LODOVICO   ANTONIO    MURATORI  [1*?36- 


2436. 

A  GIUSEPPE  ANTONIO  SASSI  in  Milano. 
Modena,  24  Gennaio  1726. 

Biblioteca  Ambrosiana,  Milano,  edita  [176]. 

Da  che  al  nome  di  V.  S.  illustrissima  ho  fatto  e  son  per  fare  quel- 
r  onore  e  quella  giustizia  ch'io  debbo,  non  so  mai  come  a  lei  possa  parere 
in  me  un  genio  avverso  a  questo  medesimo  nome.  Né  io  ho  avuto  diifi- 
cultà  eh'  ella  faccia  anche  una  prefazione  a  parte,  quando  è  stato  proprio, 
quantunque  a  me  spetti  una  tale  incumbenza.  Ma  per  farne  una  partico- 
lare pel  Monastero  Padovano  non  veggo  esservi  bisogno  alcuno.  Se  adunque 
a  lei  pare  cosi,  mi  favorisca  di  stendere  in  una  lettera  a  me  tutto  ciò,  che 
le  parrà  bene  di  dire  al  suddetto  autore,  e  io  l' aggiugnerò  come  cosa  sua 
alla  mia  prefazione.  0  pure  stenderò  io  come  ricevute  da  lei  le  notizie  di 
cui  mi  ha  favorito. 

Sarebbe  certo  un  bel  pezzo  per  la  2.*  parte  del  tomo  II,  il  Concilio 
Ticinese  che  V.  S.  illustrissima  mi  accenna,  quand'osso  tuttavia  fosse  ine- 
dito. Ma  a  me  sembra  d' averlo  citato  nella  Piena  esposizione,  e  che  si 
truovi  presso  il  Baronio  o  presso  il  Labbe.  Quando  non  fosse  cosi,  lo 
prepari  pur  ella  e  pel  suddetto  tomo  colla  prefazione  occorrente,  che  ben 
volentieri  sarà  da  me  e  da  tutti  ricevuto  questo  regalo. 

Allorché  sarà  un  po'  scemato  questo  molesto  rigore  di  freddo,  la  prego 
di  ricordarsi  di  fare  un  po'  di  confronto  tra  il  Villani  ed  il  Sozomeno.  E 
intanto,  con  rassegnarle  il  mio  rispetto,  mi  confermo,  etc. 

2437. 

A  NICOLA  TACOLI  in  Reggio. 
Modena,  24  Gennaio  172(). 

Archivio  Tacom,  Modena. 

Con  eicesso  di  bontà  ha  voluto  V.  S.  illustrissima  farmi  pagare  qui 
da  Aron  Rovighi  L.  4!)6  di  questa  moneta,  senza  voler  ella  aspettare  di 
a^ere  riscosse  costi  le  L.  550,  dovutemi  dal  conduttore  della  carta.  Io  ho 
puntualmente  ricevuta  da  esso  Rovighi  la  somma  suddetta,  siccome  ella 
vedrà  anche  dalla  ricevuta  eh'  io  gli  ho  fatto.  Attenderò  ancora,  eh'  ella 
m'abbia  favorito  di  sborsare  al  signor  Bonvicini  le  L.  84  e  cosi  avremo 
saldato  questo  nostro  conto.  Intanto  mille  grazie  alla  di  lei  generosa  bontà. 


1*736]  A   GIAN   FRANCESCO   MUSELLI  2521 


Godo  eh'  esso  signor  Bonvicini  lavori  ;  ma  vorrei  che  la  stagione  si  rigida 
non  fosse  contraria  al  suo  buon  volere,  ed  al  bisogno  de' signori  di  Mi- 
lano, i  quali  mi  scrivono,  che  il  solleciti  per  quanto  si  può.  Con  rasse- 
gnarle il  mio  rispetto,  mi  confermo. 

Contesso  io  infi-ascritto  di  avere  ricevute  dal  signor  Aron  Rovighi 
lire  quattrocento  sessantasei  moneta  di  Modena,  e  queste  d'ordine  del- 
l'illustrissimo  signor  conte  Nicola  Tacoli,  col  quale  esso  signor  Aron  s'in- 
tenderà, ricevendo  io  tal  somma  a  conto  di  lire  cinquecento  cinquanta  mo- 
neta di  Modena,  che  il  suddetto  signor  conte  dee  riscuotere  di  mia  ragione 
in  Reggio.  Dico  L.  466. 


2438. 

A  GIAN  FRANCESCO  MUSELLI  in  Verona. 
Modena,  25  Gennaio  1726. 

Archivio  Capitolabb,  Verona,  edita  [215], 

Il  non  essersi  mai  più  vedute  lettere  di  V.  S.  illustrissima,  mi  ha 
ben  fatto  più  volte  entrare  in  sospetto  di  qualche  strano  impedimento 
eh'  io  non  vo'  dire  ;  perciocché  so  quanto  sia  la  di  lei  gentilezza,  e  un  si 
lungo  silenzio  non  so  credere  che  proceda  dalla  di  lei  volontà.  Ma  non 
posso  io  già  più  tacere;  e  ciò  per  intendere  da  lei.  s'io  possa  nominarla 
nel  pubblicare  que'  Versi  sopra  Milano,  de'  quali  ella  una  volta  mi  favori, 
e  che  si  dispongono  per  le  stampe.  Anzi  in  rivederli  io  ora  attentamente, 
v'  ho  osservato  delle  parole,  che  mi  paiono  ben  dubbiose,  ed  avrei  pur 
caro,  che  si  potesse  di  nuovo  osservare  l' antico  testo,  onde  son  presi. 
Alla  lettera  G.  veggo  Alavanis  lapidibus,  né  so  cosa  voglia  dire.  Alla  let- 
tera M.  s"  ha  da  scrivere  Calimenosque.  Alla  lettera  .S'.  bisognerebbe  rive- 
dere con  più  diligenza  tutto  il  periodo,  che  é  assai  scuro,  e  sembra  difet- 
toso. Alla  lettera  T.  fare  lo  stesso.  In  vece  di  Theodosius  dovrebbe  dire 
Theodor  US.  Se  mai  V.  S.  illustrissima  può,  mi  compartisca  queste  grazie, 
e  molto  più  di  farmi  sapere  il  suo  stato,  e  perché  più  non  abbia  aperto 
bocca  meco.  Io  non  lascio  per  questo  di  conservare  una  viva  memoria 
della  di  lei  bontà,  e  di  bramar  le  occasioni  di  comprovarle  quel  vero  os- 
sequio, con  cui  mi  rassegno  di  V.  S.  illustrissima. 


2522  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [l'736- 


24B9. 

A  NICOLÒ  DOMENICO  MUZIO  in  Genova. 
Modena,  25  Gennaio  1726. 

Raccolta  Ancona,  Milauo. 

Giunse  felicemente  in  Milano,  mercè  della  cura  che  se  n'  è  con  tanta 
bontà  preso  il  nostro  sigaor  marchese  Gio.  Luca  Pallavicino,  il  manoscritto 
che  V.  S.  illustrissima  si  è  compiaciuta  di  prestarmi.  Si  comincierà  a  farne 
la  collazione  col  mio  esemplare,  cessato  che  sia  alquanto  il  rigore  della  pre- 
sente stagione,  ed  essendosi  anche  trovato  nella  Biblioteca  Ambrosiana  un 
altro  testo,  esso  pure  entrerà  nel  confronto,  di  modo  che  spero  che  la 
Storia  dello  Stella,  uscirà  con  tutto  decoro  e  spezialmente  a  lei  se  ne  avrà 
l'obbligazione.  Il  manoscritto  è  raccomandato  al  signor  Filippi,  persona 
sicura,  che  il  rimanderà. 

Quando  ella  non  avesse  peranche  inviato  a  Sestri  il  manoscritto  spet- 
tante alla  Casa  Doria,  crederei  più  facile  e  sicuro  lo  spedirlo  a  Milano,  o 
al  suddetto  signor  Goifredo  de'  Filippi,  o  al  reverendissimo  P.  Lazzarelli 
Residente  del  mio  Padrone  serenissimo,  in  S.  Pietro  in  Gessate.  E  cosi 
potessi  con  facilità  riceverlo  io  di  colà,  giacche  appunto  fra  pochi  giorni 
dee  incaminarsi  colà  il  signor  marchese  Gherardenghi,  inviato  d' esso  Se- 
renissimo al  nuovo  Governatore,  e  questi  potrebbe  favorirmi  di  portarmelo 
qua.  In  ciò  mi  rimetto  alla  prudenza  sua. 

Le  rendo  poi  vive  grazie  delle  notizie  de'  Continuatori  della  Storia 
Genovese  di  Bartolomeo  Fazio,  e  Giacomo  Bracelli:  sono  autori  famosi; 
ma  io  non  ho  peranche  pensato  a  valermi  delle  cose  loro,  e  forse  altro  non 
cercherò  che  la  Vita  d'Alfonso.  Della  guerra  di  Chioggia  ho  due  o  tre  scrit- 
tori veneziani,  che  ne  parlano  a  lungo,  e  non  vorrei  infastidire   i   lettori. 

Quegli  storici  dunque  che  sarebbero  più  al  mio  proposito,  perchè  ve- 
ramente hanno  continuato  gli  Aìinali  dello  Stella  sono  Gio.  Gallo,  Gotifredo 
d' Albaro^  e  Ambrogio  Senarega.  E  però  mi  raccomando  al  genio  benefico 
di  lei,  e  a  quello  ancora  del  signor  marchese  Pallavicino.  Chiunque  ha  zelo 
per  la  gloria  della  sua  patria,  dee  ajutarmi,  acciocché  io  possa  fino  al  1500 
ed  anche  fino  al  1512  far  leggere  al  pubblico  i  fatti  di  cotesta  nobilissima 
[città].  Oh,  sono  stati  tempi  imbrogliati.  Che  importa?  Faranno  maggior- 
mente conoscere  la  felicità  de'  tempi  presenti  ;  e  poi  tali  fatti  sono  già  noti 
per  la  Storia  del  Giustiniano,  e  per  altro.  Sicché  vegga  ella,  come  si  possa 
far  questo  bene  a  Genova,  e  a  tutta  la  i-epubblica  de'  letterati. 

Col  pregarla  de'  miei  rispetti  al  gentilissimo  signor  marchese  Gio. 
Luca,  e  de'  miei  cari  saluti  al  signor  dottor  Rossi,  le  rassegno  la  mia  vera 
osservanza 


-1*7S6]  A  NICOLÒ  roHLOSiA  2523 


2440. 

A  NICOLA  TACOLI  in  Reggio. 
Modena,  31  Gennaio  172U. 

Archivio  Tacoli,  Modena. 

Mi  8on  rallegrato  iu  intendere  dal  foglio  stimatissimo  di  V.  S.  il- 
lustrissima, che  la  sua  Venezia  quest'  anno  abbia  da  essere  la  Mirandola. 
Cosi  andrà  meglio.  e\  ella  conserverà  più  sicuramente  il  credito  della 
sua  saviezza  col  tenersi  lontana  da  i  divertimenti  geniali,  e  con  riserbare 
a  miglior  uso  la  sua  pecunia.  Ne  verrà  a  me  del  vantaggio,  perchè  in- 
tanto ella  potrà  andare  animando  il  signor  Bonvicini  alla  sollecita  conti- 
nuazione del  suo  lavoro.  Con  queste  congratulazioni  adunque  le  rassegno 
il  mio  rispetto,  e  mi  confermo. 

2441. 

ALLO  STESSO  in  Reggio. 
Modena,  6  Febbraio  1728. 

Abcuivio  T^tcoLi,  Modena. 

Accuso  a  V.  S.  illustrissima  la  ricevuta  de"  sei  filippi  pagati  per  mio 
conto  a  cotesto  signor  Bonvicini,  con  che  resta  saldato  il  conto  delle 
L.  5.50,  eh'  ella  ha  riscosso  costi  di  mia  ragione.  Nuove  grazie  intanto  gli 
rendo  per  gì'  incomodi,  che  s'  è  preso  in  favorirmi  ;  e  nuovi  complimenti 
le  fo  per  la  risoluzione  presa  di  cambiare  il  Carnoval  di  Venezia  con 
quello  della  Mirandola.  Prima  eh'  ella  si  porti  colà,  mi  onori  di  fare  una 
visita  attenta  al  lavoro  del  suddetto  signor  Bonvicini,  con  sollecitarlo, 
perchè,  ancora  a  me  son  fatte  continue  premure  da  Milano.  Con  che,  ras- 
segnandole il  mio  ossequio,  mi  confermo. 

2442. 

A  NICOLÒ  FORLOSIA*  in  Vienna. 
Modena,  7  Febbraio  1726. 

Masso  Civico  Crkmokme,  tdUa  [20B]. 

A  tempo  è  arrivata  la  giunta  a  gli  Annali  Lambeciani.  da  che  Mon- 
signor Gentilotti  gli  aveva  quasi  screditati,  con  dirli   prima  stampati   dal 


*    La   lettera  è   senza    indirizzo;    ma   si    può   arguire   dalle    lettere    antecedenti 
n.'  2400  e  2403. 


2524  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [1*726- 


Duchesne.  Ora  eh©  posso  farli  uscir  fuori  con  si  bel  corollario,  ben  vo- 
lentieri corro  a  ristamparli.  Similmente  ho  trovato  molto  utile  la  bella  fa- 
tica fatta  da  V.  S.  illustrissima  in  collazionare  la  Storia  di  Liutprando 
co  i  tre  Mss.  dell'augustissima  Biblioteca,  e  tutto  uscirà,  a  Dio  piacendo, 
nella  2.*  parte  del  tomo  II,  e  colle  lodi  dovute  alla  magnanima  clemenza 
di  Cesare,  al  benefico  genio  del  riveritissimo  signor  cavaliere  Grarelli,  a  cui 
scrivo  oggi,  e  alla  somma  gentilezza  di  lei,  che  non  cessa  di  favorirmi,  e 
di  durar  tante  fatiche  per  aiutare  il  mio  gran  diseguo.  Intanto  mille  grazie 
alla  di  lei  bontà.  Certo  che  ristamperò  i  tre  Villani,  e  Fiorentino  Gio:  da 
me  collazionato  con  un  ottimo  prezioso  Mss.  Gli  altri  sono  stati  collazio- 
nati con  due  testi  antichi  in  Firenze  :  laonde  .  spero  che  Y  edizione  mia 
andrà  innanzi  all'  altre  finora  fatte  di  quegli  storici.  Bramo  ancora  di  poter 
fare  lo  stesso  a  Gio:  Villani  napoletano. 

Sia  il  benvenuto  il  dottissimo  signor  Regg."  Riccardi,  che  mi  fece 
stare  in  pai-adiso  due  ore,  allorché  passò  per  di  qua,  e  che  io  sperava  di 
rivedere  nel  suo  ritorno.  La  prego  di  ricordarmegli  gran  servitore,  grande 
estimatore  :  ma  egli  ancora  s' adoperi  costi,  più  che  non  ha  fatto  in  Na- 
poli, per  aiutarmi  a  far  onore  all'  Italia.  Con  che,  rassegnandole  il  mio 
rispetto,  mi  ricordo,  di  V.  S.  illustrissima. 


2448. 

A  GIUSEPPE  ANTONIO  SASSI  in  Milano. 
Modena,  7  Febbraio  172d. 

Biblioteca  Ambrosiana,  Milano,  edita  [1761. 

Stenderò  io  dunque  la  prefazione  al  Monastero  Padovano  giacché 
V.  S.  illustrissima  vuole  cosi,  ed  esporrò  come  cosa  sua  le  riflessioni  da 
lei  fatte  intorno  a  i  due  diversi  autori  di  quella  Cronica,  le  quali  mi  pa- 
iono si  fondate,  che  possono  dirsi  quasi  certezze  e  non  già  conghietture,  a 
riserva  del  tempo  in  cui  fiori  il  continuatore,  il  quale  non  oserei  dire  che 
non  fosse  contemporaneo. 

Quanto  m' è  piaciuto  l' intendere  che  ella  non  truovi  stampato  quel 
pezzo  del  Concilio  Ticinese,  altrettanto  mi  duole  che  intero  non  s' abbia 
in  cotesta  copia,  perché  questo  sarebbe  un  notabilissimo  pezzo  d'antichità. 
Faccia  quanto  può  per  ottenerlo  da  quegli  avari,  i  quali  voglia  Dio  che 
a'  inducano  a  scomodarsi  per  noi.  Almeno  si  sapesse  che  era  nella  Vati- 
cana :  ma  il  dire  che  sta  presso  il  Santissimo,  mi  fa  paxara,  che  anche  vo- 
lendo cercare,  non  sappiano  dove,  e  che  tal  monumento  si  possa  piuttosto 
trovare  presso  i  Borghesi,  Barberini,  o  altri  simili  eredi.  Alla  sua  dili- 
genza mi  rimetto.  In  ogni  caso  si  stamperà  quel  poco  che  si  avrà.  Il  mio 


-l'7S61  A   LUC' ANTONIO  GENTILI  2525 

desiderio  sarebbe  che  V.  S.  illustrissima  si  contentasse  eh'  io  facessi  a  tal 
frammento  due  righe  di  un  Monitum,  e  eh'  ella  mettesse  in  forma  di  note 
tatto  ciò  che  le  pan*à  bene  per  dar  notizia  del  documento  e  per  illustrarlo  : 
che  cosi  nel  frontispicio  si  dirà  cum  notis  CI.   V.  loseph  A.  Scuvii. 

Quanto  a  i  Concili!  d'Ottone  e  di  Gastone,  essi  non  convengono  alla 
P.  II  del  tomo  II,  che  sarà  solo  di  cose  spettanti  ai  secoli  IX,  X  e  XI. 
Però  li  riserveremo  ad  altro  sito. 

Con  ringraziarla  vivamente  del  continuo  suo  pensiero  alla  presente 
opera,  le  rassegno  il  mio  rispetto,  e  mi  confermo,  etc. 


2444. 

A  LUC  ANTONIO  GENTILI  in  S.  Marino. 
Modena,  1.3  Febbraio  1726. 

BibijIotkca  dkl.  Sbuinario,  Pesaro,  «dita  [106]. 

È  in  mia  mano  la  Storia,  manoscritta,  di  Gubbio  mercè  de'  favorevoli 
influssi  di  V.  S.  la  quale  non  cessa  di  farmi  sentire  gli  effetti  del  suo  ot- 
timo cuore.  La  truovo  cosa  a  proposito  per  la  mia  Raccolta,  stante  1'  es- 
sere stata  composta  nel  1472,  e  però,  mille  grazie  a  si  buon  procuratore 
de' miei  vantaggi.  Farò  copiarla,  e  poi  la  rimetterò  con  tutta  fedeltà  alle 
di  lei  mani.  Dal  signor  Gio:  Battista  Gervasoni  Angelini'  fui  ne' giorni 
addietro  avvisato,  che  una  copia  della  medesima  Cronaca  si  conservava  in 
Rimini  nella  Libreria  Gambalunga.  Stante  il  favore,  ch'ella  mi  ha  com- 
partito, io  non  ho  avuto  occasione  di  ringraziarlo  se  non  del  suo  buon 
volere. 

Del  pari  ho  ricevuto  i  frammenti  della  Storia  della  suddetta  città, 
scritti  da  Grifolino  :  ma  per  essere  pezzi  troppo  laceri,  forse  non  mi  po- 
tranno servire  ad  uso  alcuno.  Per  altro  d'  essa  Cronaca,  siccome  più  an- 
tica, avrei  fatto  più  capitale,  che  della  volgare. 

Mi  sono  stati  parimente  cari  i  documenti  di  Cagli,  e  massimamente 
uno,  che  riguarda  Azzo  d'Este,  marchese  d'Ancona,  che  grandemente 
desiderava.  Tutto  riconosco  dalla  singoiar  gentilezza  di  V.  S.  e  di  tutto 
me  le  protesto  sommamente  tenuto,  con  augurare  a  me  nello  stesso  tempo 
la  fortuna  di  poterle  comprovare  la  mia  riconoscenza,  e  massimamente  in 
cooperare  a  qualche  avanzamento  di  sua  fortuna.  Intanto,  rassegnandole  la 
mia  costante  osservanza,  più  che  mai  mi  protesto,  di  V.  S. 


'  Sue  lettere  in  Archivio  Soli  Muratori  {R.  Bibl.  Est.),  n."  1  da  Rimini  1736. 


MpUtolario  di  Lodovico  Antonio  Muratori.  —  VoL  VL  16a 


2526  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  \±'72G- 


2445. 

A  GIAN  FRANCESCO  MUSELLI  in  Verona. 
Modena,  14  Febbraio  1726. 

Archivio  Capitolare,  Verona,  edita  [215]. 

Al  ricevere  il  foglio  stimatissimo  di  V.  S.  illustrissima,  mi  son  tutto 
rallegrato,  si  per  vedere  la  continuazione  del  suo  benigno  amore  verso  di 
me,  e  si  per  venire  io  assicurato,  che  ninna  estranea  cagione  impediva  a 
lei  il  favorirmi  di  sue  lettere.  Certo  io  viveva  in  sospetto,  che  in  vece  di 
aver  potuto  procurare  a  me  que'  favori,  eh'  ella  meditava,  avesse  tirato 
sopra  di  sé  qualche  malanno.  Ora  che  mi  sono  accertato  della  insussi- 
stenza de'  miei  sospetti,  son  lieto  ;  poiché  per  l' altre  cose,  pazienza  s' io 
non  potrò  corrispondere  all'  ottimo  suo  desiderio,  e  servire  al  pubblico. 

Mi  è  stata  cara  la  nuova  copia  del  Ritmo  in  lode  di  Milano,  colla 
giunta  dell'  Inno  e  del  Ritmo  dell'  autore.  Rendo  per  questo  somme  grazie 
a  V.  S.  illustrissima,  e  al  diligentissimo  signor  Campagnola  [Bartolomeo]. 
Dell'  uno  e  dell"  altro  farò,  come  è  di  dovere,  menzione  nella  prefazione.  Sa- 
rebbe pure  stato  bene,  che  mi  avesse  anche  il  signor  Campagnola  indicato 
quali  altre  opere  contenga  quel  manoscritto.  Perchè  il  Carmen  de  Mediolano 
parla  del  Re  Liutprando,  come  vivente,  con  un  opiinet,  ho  sospettato  che 
r  autore  potesse  vivere  in  quel  tempo.  Ma  quando  fosse  scritto  in  vicinanza 
del  Ritmo,  che  parla  dell'  autore,  forse  è  fattura  di  lui.  Ma  perché  tanti 
spropositi,  se  quell'autore  Parroco  ha  egli  scritto  il  libro?  Ho  osservato 
che  y  limo  ha  un  acrostico  nelle  lettere  iniziali  de'  versetti,  cioè  Macci- 
mianus.  Chiegga  al  signor  Campagnola,  se  mai  potesse  penetrare  chi  fosse 
stato  costui.  L' autore  sarà  vivuto  circa  il  930,  perchè  discepolo  del 
vescovo  Adelberto. 

Bramerei  che  il  suddetto  signor  Campagnola  osservasse  se  v'  abbia 
neir  Archivio  investitura  di  Lusia  più  antica  di  quella,  eh'  io  ho  rappor- 
tato nelle  Antichità  Estensi  del  1079,  e  eh'  egli  osservasse  ne'  manuscritti, 
se  vi  fosse  qualche  altro  pezzo  inedito  da  far  onore  a  i  libri  insigni  di 
cotesto  Capitolo.  Protestandole  io  intanto  la  brama  de' suoi  comandamenti, 
e  rassegnandole  il  mio  costantissimo  ossequio,  mi  rassegno,  di  V.  S.  illu- 
strissima e  reverendissima. 


-1*736]  A  FRANCKSCX)  ARISI  2527 


2446. 

A  NICOLÒ  DOMENICO  MUZIO  in  Genova. 
Modena,  15  Febbraio  1726. 

Abchitio  Vanii,  Genova,  edita  [321]. 

Pel  corriere  di  Parma  ieri  appunto  ricevei  il  manoscritto  inviatomi 
da  V.  S.  illustrissima  Dei  trionfi  della  Casa  Ztoria. .  insieme  con  gli  opu- 
scoli stampati  del  Bracelli.  Mi  è  stato  caro  specialmente  il  primo,  perchè 
cosa  inedita,  e  tale,  ch'io  ben  volentieri  l'inserirò  nella  gran  raccolta. 
Ma  gli  è  impossibile  il  trovare  presso  questi  pp.  Agostiniani  l'opera  del 
padre  Gandolfo,  perchè  non  danno  gran  guasto  alla  scrittura. 

E  però  ricorro  alla  di  lei  bontà,  acciocché  mi  voglia  far  copiare  ciò 
eh'  egli  scrisse  intorno  al  Montaldo.  autore  d' essa  operetta,  acciocché  io 
possa  valermene  nella  prefazione.  Avrà  il  pubblico  l'obbligo  a  lei  di  questo 
dono,  pel  quale  intanto  io  sommamente  la  ringrazio. 

Quanto  al  Bracelli  vedrò  s' io  sia  in  istato  di  ristampare  cosa  alcuna 
di  lui.  Tant«  sono  le  storie  edite  dopo  il  1400  che  fanno  paura,  e  io  perciò 
non  mi  sono  impegnato  a  pigliare,  se  non  quelle,  che  saran  credute  più 
utili  o  necessarie.  E  da  che  ho  più  scrittori,  che  minutamente  raccontano 
la  guerra  di  Chioggia,  certo  non  penso  di  valermi  del  Bracelli  per  questo, 
e  tanto  più  che  è  autore  molto  posteriore  a  quel  tempo. 

Tutto  ritornerà  fedelmente  alle  di  lei  mani.  Intanto  se  le  venisse 
fatto  di  scoprire  altra  cosa  d*  antico,  che  paresse  a  lei  propria  pel  mio 
vasto  argomento,  non  si  stanchi  di  favorirmi.  Con  che.  rassegnandole  il 
mio  ossequio,  più  che  mai  mi  protesto. 


2447. 

A  FRANCESCO  ARISI  in  Cremona. 
Modena,  17  Febbraio  1726. 

Ml'seo  Civico  Cbkmobbsk,  edita  [206]. 

Amico  amatissimo. 

Nella  prefazione  al  buon  Sicardo  ho  soddisfatto  al  debito  della  stima 
e  dell'  amore  che  a  voi  professo  ;  e  vorrei  avere  frequenti  occasioni  di 
pagarvi  questo  tributo  presso  del  pubblico.  Cosi  Cremona  avesse  potuto 
somministrarmi  altre  cose  da  farle  onore.  Intanto  godetevi  Sicardo,  che 
non  è  poca  cosa;  e  spronate    il    signor    canonico    vostro    zio   a   terminare 


2528  LODOVICO   ANTONIO   MUEATORI  [l'7«56- 

r  impi-esa  di  cotesti  vescovi,  essendo  assai  bello  l' assunto.  La  mia  sanità 
non  è  molta,  perchè  mi  molestano  importune  vigilie,  e  ora  che  son  quasi 
8  ore  di  notte,  sto  a  voi  scrivendo.  Tuttavia  sto  in  piedi,  e  vo  tirando 
qualche  linea,  e  tutto  sono  a  servirvi.  Caramente  riverendovi,  mi  ras- 
segno, etc. 

2448. 

A  BRANCOLINO  BRANDOLINI  in  Torli. 
Modena,  27  Febbraio  1726. 

Archivio  dall'  Aste  Bkandolini,  Forlì. 

Veggo  quanto  la  benigna  industria  di  V.  S.  illustrissima  ha  raccolto 
per  supplire  la  lacuna  di  quegli  anni,  che  mancano  alla  Cronica,  e  gliene 
rendo  vivissime  grazie.  Ne  farò  qualche  uso.  Ma  giacché  la  sua  inesaurita 
bontà  pensa  d' inviarmi  il  manoscritto  del  Padovani,  e  la  terza  Cronica 
ancoi'a,  che  presso  di  lei  si  truova,  accetto  la  gentile  offerta,  e  starò  at- 
tendendo i  nuovi  suoi  favori. 

Mi  giugno  poi  ben  caro  l'avviso,  che  si  truovi  stampata  e  volgarizzata 
la  Storia  del  Tolosano.  Può  credere  che  vedrò  ancor  questa  volentieri; 
perchè  quando  sia  cosa  buona,  in  difetto  del  testo  latino,  potrebbe  servire 
il  volgare.  Ringrazi  V.  S.  illustrissima  e  riverisca  divotamente  e  in  mio 
nome  il  padre  abate  Canneti,  perchè  anch' egli  abbia  presente  i  miei  desiderj. 

Tutto  ritornerà  fedelmente  alle  sue  mani.  S'ella  avrà  occasione  a 
dirittura  per  Modena,  giacché  ella  ha  qui  un  pegno  si  caro  in  queste 
sante  Religiose,  meglio  sarà  per  me.  Caso  che  questa  le  mancasse,  po- 
trebbe inviare  l'involto  al  signor  Domenico  Corradi,  Commissario  e  Mate- 
matico del  mio  Padron  serenissimo,  che  si  truova  in  Faenza  per  le  liti 
del  Reno,  e  non  ne  partirà  si  presto.  . 

Con  protestarle  le  mie  somme  obbligazioni,  le  rassegno  il  mio  inalte- 
rabil  ossequio,  e  mi  confermo,  di  V.  S.  illustrissima. 


2449. 

A  GIUSEPPE  ANTONIO  SASSI  in  Milano. 
Modena,  28  Febbraio  1726. 

Biblioteca  Ambrosiana,  Milano,  edita  [17(3]. 

Tosto  terminai  la  prefazione  al  Monastero^ Padovano  e  non  la  mandai, 
perchè  mi  figurava  di  consegnarla  con  altre  cose  preparate  al  signor  Ar- 
gelati,  il  quale  son  tre  settimane  eh'  io  vo  aspettando  di  giorno  in  giorno, 


-l'736V  A  OIAMBATTISTA   BIANCONI  2529 


e  por  mai  non  comparisce,  non  senza  timor  mio  eh'  egli  sia  caduto  malato 
in  viaggio,  perchè  lettere  mandatemi  per  lui  da  Milano  mi  fan  cono8cei*e 
eh'  egli  n'  è  molto  fa  partito.  Mi  duole  che  la  prefazione  sia  stampata.  Non 
lascio  nondimeno  d'inviar  quella  ch'io  aveva  rifatta,  con  raccomandare  alla 
bontà  e  prudenza  di  V.  S.  illustrissima  il  rimedio  alla  mia  troppa  tardanza. 
Ho  anche  in  ordine  la  prefazione  a  Ricobaldo,  siccome  ancora  il  ì^inodo  di 
Ottone  Visconte,  che  manderò,  se  Dio  manderà  il  suddetto  signor  Argelati. 

Pazienza  se  da  Roma  non  è  venuto  soccorso  pel  Sinodo  l'icinese.  Va- 
lersi di  quel  poco  che  si  ha,  supposto  sempre  che  cotesta  copia  contenga 
qualche  cosa  di  più  dello  stampato  del  Labbe.  Ciò  è  rimesso  al  di  lei 
giudizio,  et  ella  dirà  nelle  note  quello  che  le  parrà  più  a  proposito. 

Non  sarà  se  non  bene  che  V.  S.  illustrissima  procuri  da  Roma  quel 
catalogo  de'  papi,  il  quale  quando  sia  scritto  ai  tempi  di  Adriano  I,  non 
può  essere  se  non  buono,  perchè  molto  antico.  E  non  importa  se  monsignor 
Bianchini  1"  abbia  copiato.  Ma  vorrei  cose  più  grandi,  tanto  che  si  p  •«  ' 
fare  la  2.*  parte  del  tomo  III.  Vegga,  di  grazia,  se  nell'  Ambrosiana  ^ 
sieno  le  vite  de' papi  di  Papirio  Massone,  che  ivi  son  pezzi  non  istampati 
in  esso  tomo  III.  Io  vo  pensando  a  questa  giunta  alle  vite  de'  papi  ;  e  se 
non  ci  sarà  di  meglio,  penso  che  diamo  il  Platina  con  altre  cose,  eh'  io 
vo  meditando.  Né  pur  io  da  Lucca  ho  mai  potuto  spremere  un  foglio.  In 
ogni  caso  non  sarà  inutile  quel  pezzo  di  storia  ch'ella  ha  trovato.  E  daremo 
anche  la  vita  di  Castruccio  scritta  dal  Tigrimi.  Il  Concilio  di  Gastone  andrà 
più  tardi.  Sia  ella  certo  che  Sozomeno  visse  dopo  il  1420.  E  chiaro  dal  testo 
che  ho  e  da  altre  memorie.  Io  son  poco  contento  di  questo  autore.  Tut- 
tavia farò  copiarlo,  e  costì  si  farà  il  confronto  col  testo  ambrosiano,  il 
qual  certo  per  essere  tanto  diffuso,  vo  credendo  anch'  io  che  possa  essere 
diverso  dal  testo  eh'  io  ho. 

Intanto,  ringraziandola  de'  suoi  continuati  favori,  e  rassegnandole  il 
mio  rispetto,  mi  confermo,  etc. 


2450. 

A  GIAMBATTISTA  BIANCONI  in  Bologna. 
Modena,  6  Marzo  1726. 

AscHirio  Bianconi,  Bologna. 

Ricevei  il  riscontro,  che  a  V.  S.  fossero  stati  pagati  i  \2 paoli,  de' quali 
io  le  era  debitore.  Susseguentemente  dee  ella  avere  ricevuto  dal  P.  Riva  ' 


'  Sue  lettere  in  Archivio  Soli  Muratori  (  7?.  Bihl.  Est.),  n.<*  10  da  Pavia,  Como, 
Bologna  17-22  -'25. 


2530  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [IT'SG- 

[  Gio van  Pietro  ],  Somasco  un  testone  per  conto  mio.  Ora  io  sono  ad  incomo- 
darla, giacché  è  terminato  il  carnovale,  che  m' immagino  l' avrà  occupata 
non  poco,  con  dirle  che  avrei  bisogno  di  dodici  dozzine  di  bottoncini  di 
seta  buona  e  forte  per  guernire  una  veste  lunga,  che  debbo  far  tagliare 
per  me.  Sarà  a  lei  insegnato  da  chi  è  pratico  di  tale  mercatanzia,  chi  ne 
faccia  de' buoni.  Di  grazia  me  li  provegga,  e  poi  si  pigli  la  pena  di  cer- 
care chi  me  li  porti.  In  casa  del  signor  marchese  Orsi,  o  del  signor  conte 
Tai-dini   probabilmente  vi  sarà  qualche  congiuntura. 

Ora  poi  che  il  freddo  comincia  a  dar  luogo,  spero  che  V.  S.  ripiglierà 
colla  solita  sua  bontà  il  pensiero  di  favorirmi  per  le  carte,  delle  quali 
il  signor  marchese  Zambeccari,  sempre  da  me  divotamente  riverito,  mi  fece 
sperar  copia.  Augurandomi  anch'io  le  occasioni  di  ubbidirla,  con  tutto  lo 
spirito  mi  ricordo,  di  V.  S. 


2451. 

ALLO  STESSO  in  Bologna. 
Modena,  13  Marzo  1726. 

Archivio  Bianconi,  Bologna,  edita  [210], 

Nel  ricevere  1'  ultimo  gratissimo  foglio  di  V.  S.  restai  dubbioso,  se 
fosse  una  proposta,  o  pure  una  risposta  ad  altra  mia,  in  cui  l' aveva  io 
pregata  di  provvedermi  costi,  e  di  trovar  via  per  trasmettermi  dodici  doz- 
zine di  bottoncini  da  veste  lunga  di  seta  forte,  e  della  miglior  fabbrica, 
che  sia  costi.  Di  ciò  nulla  vidi  nella  lettera  sua,  e  sperava  di  veder  perciò 
altro  suo  foglio,  in  cui  mi  desse  avviso  d'  avermi  favorito.  Se  mai  la  mia 
lettera  si  fosse  smarrita,  replico  le  mie  preghiere,  ben  persuaso  eh'  ella 
mi  farà  questo  favore,  e  s' indirizzerà  a  buona  bottega  pel  mio  bisogno,  e 
mi  darà  avviso  della  spesa  occorsa. 

Intanto  m'  è  giunto  l' Indice  di  antichi  Documenti,  fra'  quali  ve  n'  ha 
di  belli,  e  che  faranno  onore  a  Bologna,  e  alla  mia  Raccolta.  Rendo  vive 
grazie  a  V.  S.  e  al  gentilissimo  signor  marchese  Zambeccari  per  si  belle 
notizie;  ma  più  senza  paragone  resterò  loro  tenuto,  allorché  potrò  ricevere 
copia  di  quelli,  che  mi  parran  più  al  proposito.  Sopra  ciò  mi  riserbo  di 
scriverle  più  precisamente  un'  altra  volta,  e  d' inviarle  copia  della  Pace 
di  Costanza,  affinchè  la  confronti  con  cotesto  Registro.  Un  altro  simile 
antico  Registro  con  bei  Documenti  conserva  la  Comunità  di  Modena.  Ma 
costi  sono  atti,  che  non  si  leggono  qui;  e  però  mi  cresce  il  bisogno  della 
di  lei  benigna  assistenza. 

Intanto,  giacché  V.  S.  é  si  ben  disposta  a  impiegare  il  talento  suo,  io 
andrò  studiando,  quale  argomento  potesse  convenire  al  genio  e  agli  studii 


-l'assi  A  GIUSEPPE   MA.LASPINA   DI  SJ*  MARGHERITA  2531 

suoi.  Io  non  V  ho  in  pronto,  e  bisogna  pensarvi  molto  ;  ma  non  mancherò 
di  cooperare.  Con  pregarla  de'  miei  rispetti  al  suddetto  signor  marchese, 
e  rassegnare  a  lei    la  mia  costante  osservanza,  mi  ricordo,  etc. 


2452. 

A  GIUSEPPE  MALASPINA  DI  S.^a  MARGHERITA  in  Monlealo. 
Modena,  14  Marzo  1726. 

Baccolta  Palmieki,  S.  Paolo,  Boma. 

I  cattivi  effetti  del  rigoroso  verno,  che  qui  si  è  fatto  sentire,  sono 
stati  pregiudiciali  alla  mia  sanità,  e  fra  gli  altri  disordini,  ho  provato 
quello  di  rispondere  si  tardi  al  gentilissimo  foglio  di  V.  S.  illustrissima. 
E  benché  non  mi  senta  peranche  rimesso,  a  cagione  delle  vigilie  che  soffro, 
pure  mi  bisogna  oggi  rispondere,  e  principalmente  lo  confesso,  per  pregarla 
di  un  favore  che  concerne  qui  gì'  interessi  del  mio  Padron  serenissimo. 
Cioè  vorrei  ch'ella  sapesse  trovar  modo  di  far  comperare  con  destrezza 
uno  Statuto  di  l'orino,  o  in  una  delle  città  vicine,  o  pure  a  Torino  stesso  : 
che  la  spesa  occorrente  tanto  in  esso  acquisto,  quanto  in  tutt' altro  che 
bisognasse  per  ottenere  l'intento,  io  sarò  quello  che  la  rimborserò.  Quando 
non  si  potesse  ottenere  tanto,  almeno  bramerei  che  Y.  S.  illustrissima  po- 
tesse co'  proprj  occhi  chiarirsi  cosa  sia  ivi  determinato  intorno  alle  suc- 
cessioni, cioè  se  gli  agnati,  e  fino  a  qual  grado,  escludano  le  femmine,  o 
pure  se  le  femmine  più  prossime  sieno  chiamate  ad  esclusione  de  gli  agnati. 
Senza  motivar  punto  ad  alcuno  la  cagione  di  tale  ricerca,  so  eh'  ella  saprà 
col  suo  benignissimo  zelo  favorir  me  e  chi  è  più  di  me.  Caso  mai  che  si 
potesse  avere  o  per  danari  o  in  prestito  il  suddetto  Statuto,  potrebbe  in- 
viarlo a  dirittura  al  reverendissimo  padre  Lazzarelli,  con  dirgli  essere 
cosa  di  premura  pel  Maggio rengo,  e  che  lo  trasmetta  a  me  per  la   posta. 

Le  rendo  poi  vive  grazie  di  quanto  ella  mi  ha  notificato  intorno  a  gli 
scritti  del  signor  Rossi,  e  molto  più  per  l' altre  notizie  intorno  i  di  lei 
interessi.  Non  m' è  finito  di  piacere  quell'  avere  V.  S.  illustrissima  eter- 
nata, benché  minorata,  la  pensione.  Tuttavia  giacché  tanto  vi  sarà  da  poter 
uscire  di  cotesto  romitaggio  e  abitare  in  città  grande,  questo  avviso  miha 
consolato  forte  ;  e  le  auguro  il  poter  presto  adempiere  questo  buon  disegno. 

Spero  in  breve  di  fare  spedire  quanto  desidera  il  signor  Marchese  di 
Villa  franca.  E  con  ciò.  ratificandole  il  mio  costantissimo  ossequio,  mi  con- 
fermo, di  V.  S.  illustrissima. 


2532  LODOVICO   ANTONIO    MURATORI  [IT'SG- 


2453. 

A  GIUSEPPE  ANTONIO  SASSI  in  Milano. 
Modena,  14  Marzo  1726. 

Biblioteca  Ambrosiana,  Milano,  edita  [  176]. 

Avrà  V.  S.  illustrissima  riveduto  il  signor  Argelati,  alla  cura  del  quale, 
non  meno  che  alla  di  lei  prudenza,  rimetto  la  briga  di  acconciar  l'ossa  alla 
prefazione  del  Monastero  Padovano. 

Intanto  io  godo  che  il  Concilio  Ticinese  sia  più  copioso  degli  stam- 
pati in  mano  di  lei.  E  però  pensi  pure  a  dare  quello  che  si  ha,  senza 
mettersi  pena  se  il  restante  non  si  può  ottenere. 

Ottenuto  che  ella  abbia  il  catalogo  de'  papi,  che  le  vien  fatto  sperare 
da  Roma,  vedremo  se  sarà  diverso  da  un  altro,  eh'  io  ho  tratto  dalla  col- 
lezione di  Cencio  Camerario.  Cercherò  anch'io  le  vite  de' papi  del  Mas- 
sone. Potrà  ella  osservare  in  cotesti  manoscritti  se  altro  pezzo  restasse 
inedito  che  fosse  al  proposito,  sperando  anch'  io  che  ve  ne  abbia  ad  essere. 

E  venuto  il  Concilio  milanese  di  Ottone  Visconte,  che  si  potrà  stam- 
pare nel  presente  tomo.  La  prego  di  preparare  l' altro  di  Gastone,  che 
andrà  nel  tomo  nono. 

Con  che  rassegnandole  il  mio  rispetto,  mi  confermo,  etc. 

P.  S.  Al  signor  Argelati  i  miei  saluti.  Gli  scriverò  subito  che  saprò 
che  sia  ritornato. 


2454. 

A  BRANDOLINO  BRANDOLINI  in  Porli. 
Modena,  16  Marzo  1726. 

Archivio  dall'  Asie  Bkandolini,  Forlì. 

Da  questa  madre  priora  delle  Scalze  ho  già  ricevuto  il  manoscritto, 
di  cui  V.  S.  illustrissima  mi  ha  favorito.  Appena  ho  potuto  dargli  un'oc- 
chiata. Nondimeno  ho  tanto  veduto,  che  subito  mi  sono  accinto  a  farlo 
copiare,  credendolo  cosa  propria  pel  mio  disegno.  Mille  grazie  dunque 
alla  di  lei  generosa  bontà  per  gli  continuati  favori.  S'  ella  mi  farà  godere 
anche  gli  altri,  de'  quali  mi  ha  data  la  speranza,  s'  aumenteranno  sempre 
più  le  mie  obbligazioni.  Intanto,  con  rassegnarle  il  mio  rispetto,  più  che 
mai  mi  protesto,  di  V.  S.  illustrissima. 


-1*720]  A  GIAMBATTISTA   BIANCONI  2533 


2455. 

A  NICOLÒ  TACOLI  in  Reggio. 
Modena,  18  Marzo  1726. 

Archivio  Tal-oli,  Modena. 

Mi  scrive  il  signor  Argelati.  che  trovò  in  letto  il  signor  Bonvicini,  e 
che  gli  fece  sborsare  il  compimento" di  20  fìlippi  con  isperanza  ch'egli 
potrà  dare  il  rame  finito  fra  qualche  giorno.  Chiede  esso  signor  Bonvi- 
cini la  cassetta,  entro  alla  quale  venne  il  suddetto  rame  per  poterlo  ri- 
mandare nella  medesima  a  Milano.  Son  dunque  a  pregare  V.  S.  illustris- 
sima, in  mano  di  cui  essa  dee  essere,  che  voglia  farla  avere  al  signor 
Bonvicini.  e  cooperare  con  esso,  afl&nchè  terminato  il  lavoro  si  possa  in- 
viare nella  forma  che  sarà  stat-a  divisata  costi.  Con  tal  congiuntura,  ras- 
segnandole il  mio  ossequio,  mi  confermo. 


2456. 

A  GIAMBATTISTA  BIANCONI  in  Bologna. 
Modena,  20  Marzo  1726. 

Archivio  Biancohi,  Bologna,  edita  [211]. 

Attenderò  dunque  le  grazie  di  V.  S.  per  gli  bottoncini,  i  quali  ho 
caro  che  abbia  fatto  fare  apposta,  e  seco  l'avviso  del  prezzo.  Consegnerò 
io  al  signor  marchese  Orsi  l' Indice  di  cotesti  Documenti,  con  aver  fatto 
due  piccoli  segni  davanti  a  quei,  che  maggiormente  bramerei.  Intanto  se 
V.  S.  potesse  applicarsi  a  copiai*e  quelli  che  nel  Registro  nuovo  riguar- 
dano Henrico  IV  Imp.  e  Federico  I.  ne  avrei  piacere.  Cioè  de  Henrico  IV 
Bononiensibus  privilegia  concedente.  De  offensionibus  Communis  Bononiae 
ab  eo  remissis.  De  qiiadam  Treuga  ecc.  De  sacramento  praestito  super 
animam  Imperatoris  Friderici,  eie.  De  Friderico  Imperatore,  etc. 

Manderò  copia  della  Pace  di  Costanza,  acciocché  sia  collazionata  con 
cotesto  Registro.  Ma  V.  S.  mi  ha  messo  dei  sospetti  coli"  avviso,  che  debba 
uscire  un  Regolamento  intorno  all'  Archivio.  Però  s'  affretti  per  avere  al- 
meno i  suddetti  atti,  e  dei  susseguenti  fino  a  Sacram.  Mutinae,  quod  non 
venient,  etc.  Sia  ella  certa,  che  seriamente  penso  all'argomento  che  da  lei 
si  desidera.  Ma  sceglierne  uno  che  insieme  sia  utile  e  dilettevole,  non  è 
cosa  tanto  facile.  Abbia  pur  ella  pazienza,  che  mi  sovverrà  ben  qualche  cosa. 

Intanto  mille  grazie  per  gli  continuati  favori,  e  con  tutto  lo  spirito 
mi  rassegno,  etc. 


2534  >  LODOVICO   ANTONIO    MURATOBI  [l'T'SG- 


2457. 

A  GIAN  FRANCESCO  MUSELLI  in  Verona. 
Modena,  21  Marzo  1726. 

Archivio  Oapitoi^are,  Verona,  edita  [215]. 

Il  signor  Campagnola  è  un  bravo  cacciatore,  e  V,  S.  illustrissima  un 
gentilissimo  promotore  de'  miei  vantaggi.  Certo  con  sommo  piacere  ho  ac- 
colto tutto  quanto  è  piaciuto  al  suddetto  signor  Campagnola  d'inviarmi  e 
spezialmente  il  Ritmo  in  morte  di  Carlo  Magno  che  aggiugnerò  all'  altro  di 
Milano.  M'  è  anche  stato  carissimo  tutto  ciò  che  riguarda  il  nostro  san 
Geminiano  :  anzi  prego  la  di  lei  bontà,  che  voglia  ottenermi  copia  di  tutto, 
perchè  T  aggiugnerò  a  i  suddetti  Ritmi  nella  parte  II  del  tomo  II,  la 
quale,  finito  il  presente  tomo  Vili,  si  comincerà  a  stampare.  Farò  buon 
uso  ancora  di  quegli  esorcismi,  tuttoché  ridicoli,  in  parlare  de'  rozzi  co- 
stumi de'  vecchi  secoli;  e  insieme  ne  darò  il  mei-ito  al  signor  Campa- 
gnola, si  valoroso  raccoglitore  delle  antiche  memorie.  Que'  Ritmi  morali,  o 
Scritturali,  o  di  Santi  non  fanno  al  proposito  mio;  ma  bensì  avrei  caro 
quel  Penitenziale  da  aggiugnere  ad  un  altro  antichissimo,  che  ricavai  da 
un  manoscritto  di  Bobbio,  e  va  inserito  in  una  Dissertazione  che  stam- 
però de  Redemptione  peccatorum.,  rito  di  que'  tempi  rozzi.  In  somma  vegga 
pure  il  signor  Campagnola  di  favorirmi  di  quanto  può  spettare  a  i  co- 
stumi de  gli  antichi,  che  di  tutto  gli  farò  onore  ;  che  cosi  è  il  mio  debito 
verso  chiunque  mi  favorisce. 

Mi  dice  il  Soliani,  che  non  mandò  mai  a  V.  S,  illustrissima  quanto 
egli  aveva  raccolto  delle  cose  mie,  perchè  ninno  gli  disse  mai  per  qual  via. 
Ora  egli  tornerà  a  raccogliere  tutto,  a  riserva  appunto  del  Trattato  De  inge- 
niorum  moderatone,  eie:  impossibile  l'averne  copia.  Sappia  ella  nondimeno, 
che  un  libraio  di  Venezia  l'ha  finalmente  spuntata  di  poterlo  ristampare;  e 
però  dopo  qualche  tempo  ella  potrà  averlo  a  buon  prezzo  colà.  Farmi 
ancora,  eh'  ella  avesse  il  Trattato  della  Peste.  Mi  avvisi,  se  s' abbia  da 
mandare.  Vero  è,  che  il  Soliani  lo  ristampò  colla  Descrizione  della  Peste 
di  Marsiglia,  e  con  altre  giunte,  ohe  non  sono  nelle  altre  edizioni.  Non 
mancherò  io  di  sollecitarlo,  e  di  avvisarle  il  prezzo  d'  essi  libri,  alcuni 
de'  quali  non  son  qui,  ma  si  faran  presto  venire. 

Intanto  col  ringraziarla  de'  continuati  favori,  e  pregarla  di  ringra- 
ziare in  mio  nome,  e  di  riverir  caramente  il  signor  Campagnola  benefico, 
le  rassegno  il  mio  rispetto,  e  mi  confermo,  di  V.  S.  illustrissima  e  reve- 
rendissima. 


•l'7S6]  AD   ANTONIO   GRIMALDI  2535 


2458. 

A  COSTANTINO   GRIMALDI  in  Napoli. 
Modena,  22  Marzo  l'^S. 

Archivio  Soli  Moratori  (  R.  Bihl.  EH.  ),  Modena. 

Ha  il  signor  Avvocato  Valletta  [Francesco],  fatto  pagare  in  Roma  al 
signor  Abate  Giacobazzi  [Domenico],  Ministro  del  mio  Padron  serenissimo, 
il  prezzo  di  due  tomi  Rerum  Italicarwn  per  conto  mio.  Ne  porgo  l'avviso 
a  V.  S.  illustrissima  per  ringraziare  lei  di  questo,  e  insieme  per  pregarla 
di  ringraziare  per  parte  mia.  e  di  riverire  divotamente  esso  signor  av- 
vocato di  tal  pagamento.  Ma  gli  soggiunga  ella,  che  il  conto  non  va  per 
anche  bene.  Perciocché,  da  che  ella  mi  favori  di  far  pagare  al  suddetto 
signor  Abate  il  prezzo  delle  copie  duplicate  de' primi  quattro  tomi,  io  re- 
stava creditore  delle  copie  duplicate  dei  tre  susseguenti  tomi,  e  ancor 
queste  V.  S.  illustrissima  le  pagò  in  mano  del  signor  avvocato  suddetto. 
Mi  scrive  il  signor  Argelati  che  il  prezzo  di  questi  tre  tomi  duplicati 
non  lo  ha  ricevuto  egli  dal  signor  avvocato  perchè  era  destinato  a  me  a 
fine  di  pagare  i  copisti  che  lavorano  per  me  in  Roma.  Adunque  resta  al 
signor  avvocato  di  pagare  il  prezzo  di  due  copie  d'altri  due  tomi  dupli- 
cati, 0  sia  di  quattro  tomi,  senza  le  altre  due  copie  del  tomo  Vili,  le  quali 
sono  state  spedite,  ma  forse  non  son  giunte  per  anche  a  Napoli.  Prego 
dunque  la  bontà  di  V.  S.  illustrissima  che  voglia  significare  al  suddetto 
signor  avvocato  questo  divario,  e  nello  stesso  tempo  pregarlo,  che  mi  onori 
di  compartire  a  me  il  favore,  ricevuto  che  abbia  le  copie  del  tomo  Vili, 
di  far  pagare  al  signor  abate  Giacobazzi  i  sei  tomi,  de' quali  per  conto  di 
lei  egli  anderà  debitore  a  me.  Di  grazia  perdoni  la  di  lei  gentilezza  il 
fastidio,  che  le  reco  per  questo,  sapendo  io  la  somma  di  lei  puntualità  in 
pagare,  perchè  quando  ci  saremo  ben  intesi  per  lo  pagamento  dei  tomi  già 
a  lei  spediti,  da  qui  innanzi  camminei"anno  con  più  ordine  i  nostri  conti. 
Con  tal  congiuntura  la  supplico  di  avviso  della  sua  sanità,  che  desidero  e 
spero  felicissima.  Né  vorrei  che  gli  ostacoli  occorsi  al  di  lei  nobile  ingegno 
le  avessero  tolta  ogni  voglia  di  arricchire  il  pubblico  d'altri  suoi  parti. 
Rassegnandole  con  ciò  il  mio  ossequio,  mi  confermo. 


2536  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [1*736- 


2459. 

A  PIETRO  BURMANN  in  Leida. 
Mutinae,  XI  Kal.  Aprilis  MDCCXXVI. 

Biblioteca  Univbksitaria,   Leida 

Opera  tua  indigeo,  eamque  mihi  non  defecturam  confido,  ubi  recogito, 
quanta  mecum  semper  comitato  agas,  et  quam  certa  sint  mihi  tuae  erga 
me  benevolentiae  argumenta.  Nuntiatum  est  mihi,  apud  vos  instrui  plenam 
historiam  rerum  gestarum,  bellorumque  actorum  ab  hujus  seculi  exordio, 
vulgatasque  etiam  fuisse  literas,  quibus  ad  eam  coemeudam.  ubi  e  typis 
emerserit,  eruditam  gentem  adhortantur.  Itaque  vehementer  opto,  ut  illic 
evulgentur  Acta  duo  publica,  quae  ad  te  in  eum  finem  mitto.  Tuum,  quaeso, 
sit  inquirere,  quis  sit  huiusmodi  historiae  scriptor,  quave  in  Urbe  is 
degat,  simulque  curam  omnem  adhibere,  ut  integra  haec  duo  monumenta 
illuc  inferat,  utpote  quae  publicae  rei  intersit  ad  posterorum  eruditionem 
e  tenebris  eripi.  Si  locus  ibi  non  esset,  non  difficile  forte  tibi  fuerit  alium 
scriptorem,  coUectoremve  publicorum  Actorum  reperire,  qui  votis  meis 
faciat  satis.  Certe  me  hoc  munere  plurimum  tibi  obstringes. 

Sperare  non  desinit  clariss.  Corsignanus,  accessionem  aliquam  faciendam 
magnae  Collectioni  Thesauri  Italici  Vander  Aa,  ac  proinde  futurum  aditum 
in  eam  continuationi  Historiae  Marsorum  Phebonii.  Libellum  hunc  suum 
ad  te  mittendum  operior.  Additamenta  etiam  MSta  is  pollicetur.  Itaque 
certiorem  me  tacere  velis,  num  vigeat  revera  consilium  novi  alicujus  tomi, 
ut  amicum  moneam,  sitne  revera  sperandi  locus. 

Quod  est  ad  meam  Rer.  Italie.  Syllogen,  quam  tibi  probari  summo- 
pere  gaudeo,  iam  in  tomos  Vili  editos  Opus  excrevit.  Nonus  nunc  typo- 
graphos  exercet.  ac  paone  sequetur  Pars  II  Tomi  II  cui,  ni  fallor,  aliqna 
apud  Eruditos  commendatio  erit.  Si  per  valetudinem  licebit,  reliqua  pro- 
dibunt,  et  tomos  plures  non  inutili  merce  implebunt.  Mediolani  singuli 
tomi  veduntur  libris  20  illius  monetae,  chartae  vero  majoris,  30.  Dupla 
Hispanica,  et  Gallica,  sive  il  Luigi  d'  Oro  Mediolani  pretium  habet  25 
librarum.  Tu  rationes  subducito.  Quid  publica  vectigalia  et  expensae  por- 
torii  forre  possint,  mihi  prorsus  ignotum  est. 

Equidem  tibi  per  meas  literas  olim  significavi,  redditum  mihi  fuisse 
Valerium  Placcum  tuum,  et  quam  maximas  prò  munere  gratias  egi,  quod 
mihi  pergratissimum  fuit,  tum  quod  egregias  tui  ingenii  notas  comple- 
ctitur,  tum  etiam  quod  splendidissime  editur  quidquid  e  calamo  tuo  fluit. 
Utinam  et  alia  donare  pergas.  Quod  si  ad  te  pertinet  nova  editio  Valerii 
Maximi  et  Lucani  (non  enim   Auctorum   certum  designas),  est   quod    tibi 


-l'#*S©]  A  NICOLA  TAOOLT  2537 

gratular  de  novis  bisce  foetibus.  Noveris  tamen.  accuratam  Lucani  edi- 
tionem  Lipsiae  instrui.  meque  coniulisse  variantes  lectiones  duorum  manu- 
scriptorum  Bibliothecae  Estensis.  Apud  iios  prodiit  elegans  libellus  clariss. 
Davinii  Medici  de  Pota  vini  caligli.  Accessit  Dissertatio  Italica  Clariss. 
Vallisnerii  de  eodem  argumento.  Ceterum  Italia  languet,  atqne  ingenia 
ferìantur,  ita  ut  rarus  liber  emergat,  quem  ntilitos  multa  oommendet. 
Nescio  an  istic  visus  fuerit  libellus  doctissimi  Falconii  Komae  editus 
Greco- Latine,  ubi  postremos  Dionis  Cassii  libros  restitutos  habemus.  Ve- 
netìis,  ut  spero,  brevi  recudetur  meus  De  In^eniorum  moderatione  in  Re- 
ligionis  negotio  Tractatus,  qui  Parisiis  et  Francofurti  lucem  jam  vidit. 
Habes  heic  tuae  virtutis  ac  eruditionis  aestimatorem  ac  laudatorem  per- 
petuum;  habes  quoque  Qonstantem  amatorem.  Ut  et  tu  me  amare  pergas. 
etiam  atque  etiam  rogo.  Vale. 


2460. 

A  NICOLA  TACOLI  in  Reggio. 
Modena,  25  Marzo  1"^. 

Akcbitio  Tacoli,  Modena. 

Non  occorre  già  inviarmi  qua  il  rame,  perchè  io  non  ho  via  migliore 
per  rimandarlo  a  Milano,  che  s'  abbia  Reggio,  anzi  inviandolo  da  Modena, 
ne  costerebbe  più  il  porto.  Prego  dunque  V.  S.  illustrissima,  che  ter- 
minato dal  signor  Bonvicini  il  lavoro,  ella  mi  favorisca,  d' includere  éfeso 
rame  nella  sua  cassetta,  e  poi  di  ricorrere  al  signor  Antonio  Re  con 
pregarlo  che  voglia  farne  la  spedizione  a  Milano  al  signor  Filippo  Ar- 
gelati.  al  quale  va  diretto,  per  la  prima  condotta  de'  carri  di  Piacenza, 
che  capiti  costà  ;  e  in  Milano  sarà  da  esso  signor  Argelati  pagata  la  spesa 
intera  del  porto.  Gliel  raccomandi  come  cosa  spettante  al  buon  servigio 
del  Padron  serenissimo,  e  il  riverisca  con  tale  occasione  in  mio  nome. 

Mi  credeva  sborsati  in  buone  monete  i  14  fìlippi  al  signor  Bonvicini. 
Ora  veggo  che  lo  sborso  è  stato  fatto  in  un  pezzo  di  carta.  Manderò 
questo  biglietto  al  P.  Maestro  Luca,  e  vedrò  cosa  voglia.  Intanto  assicuri 
V.  S.  illustrissima  esso  signor  Bonvicini.  che  sarà  pagato,  se  non  da  altri,  da 
me:  che  cosi  è  l'obbligo  mio. 

Con  che,  rassegnandole  il  mio  rispetto,  mi  confermo. 


2538  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [l*?©©- 


2461. 

A  NICOLÒ  BERTANI  MASINI  in  Ferrara. 
Modena,  4  Aprile  1726. 

Biblioteca  Gomukale,  Siena. 

Servirà  questa  mia  per  confesso  a  V.  S.  illustrissima  d'aver  io  rice- 
vuto, col  suo  stimatissimo  foglio  lire  duecento  ventiquattro,  dico  (L.  224),  a 
conto  del  semestre  decorso  del  censo  della  Compagnia  della  Carità.  Es- 
sendo già  nota  la  di  lei  puntualità,  non  rincrescerà  punto  a  questi  signori 
Economi  di  aspettare  con  suo  comodo  il  resto  d'esso  semestre.  Attenda 
pur  ella  alla  languente  vecchiaia  del  signor  suo  zio;  e  se  ne  avesse  bi- 
sogno, gli  faccia  di  buone  lezioni  intorno  all'  amore  e  dovere  de'  buoni  zii 
verso  i  degni  nipoti.  Ognuno  augura  a  lei  tutte  le  felicità,  e  io  spezial- 
mente, che  mi  pregio  d'  essere,  quale  con  singolare  ossequio  mi  protesto, 
di  V.  S.  illustrissima. 


2462. 

A  NICOLA  TACOLI  in  Reggio. 
Modena,  4  Aprile  1726. 

Akchivio  Tacoli,  Modena. 

Significherò  al  Soliani  quanto  V.  S.  illustrissima  mi  scrive  dell'  or- 
dine dato  al  Rovighi  di  pagargli  il  tomo  VII  Rerum  Italicarum,  e  farò 
eh'  egli  le  mandi  un  saldo  per  tutti  i  tomi  finora  a  lei  consegnati.  Non  ho 
saputo  intendere,  perchè  egli  abbia  finora  differito  di  accennarle  il  conto 
della  stampa  del  di  lei  libro,  quando  è  creditore  di  lei.  Ma  accrescerò  gli 
sproni,  e  m' ingegnerò  di  far  terminare  questa  faccenda. 

Ben  ringrazio  V.  S.  illustrissima  della  spedizione  già  seguita  del  rame, 
che  mi  è  molto  piaciuto.  Vi  ho  osservato  alcuni  puntini,  che  non  ci  vanno  ; 
ma  forse  questi  non  compariranno,  quando  si  tireranno  le  copie  pulita- 
mente col  torchio.  Lodato  Dio,  che  siam  fuori  di  questo  intrico,  e  lode  a 
lei,  che  tanto  mi  ha  cooperato.  Il  P.  Maestro  Luca  nii  fece  sapere,  che 
darebbe  1'  ordine  del  pagamento. 

Nel  tomo  Vili,  che  già  s'  avvicina  al  fine,  ella  troverà  la  fondazione 
del  suo  priorato,  e  me  ne  rallegro  con  esso  lei.  Rassegnandole  con  ciò  il 
mio  rispetto,  più  che  mai  mi  protesto. 


-T'7SB]  A  GIUSEPPE  ANTONIO  SASSI  2639 


2463. 

A  GIAMBATTISTA  BIANCONI  in  Bologna. 
Modeoa,  6  Aprile  1726. 

Abcbitio  BiAKCOiii,  Bologna. 

Dal  signor  marchese  Orsi  ho  già  ricevuto  i  bottoncini,  che  V.  S.  mi 
ha  favorito  di  farmi  fabbricare  costì  pel  mio  bisogno.  Ne  vedrò  la  pruova, 
e  intanto  mille  grazie  alla  di  lei  bontà.  Ella  con  ciò  resta  creditore  di 
14  baiocchi.  Caso  mai  che  io  non  fossi  diligente  a  rimborsarla,  mi  racco- 
mando che  mei  ricordi  :  che  non  ci  vogliono  complimenti  quand"  anche 
fosse  minor  cosa. 

A  quest'  ora  dovrebbe  anche  V.  S.  avere  ricevuto,  per  via  d' esso  si- 
gnor marchese,  l' Indice  di  cotesti  documenti,  fra'  quali  ho  segnato  quei 
che  farebbero  maggiormente  al  proposito  mio.  Imploro  la  di  lei  pazienza, 
e  le  grazie  del  signor  marchese  Zambeccari,  sempre  da  me  divotamente 
riverito,  per  ottenerne  copia:  che  questo  è  il  tempo  di  fare  onore  a  Bologna. 

Credo  d' averle  scritto,  che  pensi,  se  fosse  convenevole  al  suo  bel 
genio  e  agli  studi  suoi.  Io  non  l'ho  in  pronto,  e  bisogna  pensarvi  molto: 
ma  non  mancherò  di  cooperare.  Con  pregarla  de'  miei  rispetti  al  suddetto 
signor  marchese,  e  in  rassegnare  a  lei  il  mio  costante  ossequio,  mi  ricordo. 


2464. 

A  GIUSEPPE  ANTONIO  SASSI  in  Milano. 
Modena,  11  Aprile  1726. 

Biblioteca  Ambkosiasa,  Milano,  edita  [176]. 

Riceverà  V.  S.  illustrissima  dal  signor  Argelati  tutti  i  fogli  intorno 
al  Concilio  Ticinese,  de"  quali  mi  ha  favorito,  insieme  colla  prefazione  che 
v'  ho  io  aggiunto,  con  inserirvi  la  di  lei  lettera.  Sta  essa  bene  non  meno 
che  le  note.  Vegga  ella  solamente  se  fosse  bene  il  mutare  quel  exiluit  ad 
inexpeetatam  hanc  sortem,  ciim  probe  scirem,  iamdiu  haec  acta  periisse, 
nec  apud  etc.  quidquam  eto.  Veggendosi  poi  che  poco  più  si  aggiugne 
allo  stampato,  pensi  come  fosse  più  proprio  il  non  parlarne.  Lascerei  anche 
andare  nelle  note  che  Carlo  Calvo  era  appellato  Seniore,  a  distinzione  del 
Crasso,  perchè  il  primo  senso  è  il.  vero,  e  l' altro  par  che  non  v'  abbia 
che  fare.  Mi  permetta  ancora  eh'  io  le  dica  col  privilegio  dell'  amicizia,  di 
aver  veduto  in  non  so  qual  prefazione,  che  ella  chiama  Bibliothecam  meam 


2540  LODOVICO  ANTONIO   MUSATOEI  [i'7'(ÌG- 


V  Ambrosiana.   Io   me   ne   asterrei,   occorrendo   parlarne  altre   volte.  Non 
oserei  parlare  io  cosi  della  Estense;  e  siam  pari  nel  caso. 

Del  resto,  benché  non  sia  molta  la  giunta  ad  esso  Concilio,  pure  è 
tanta,  che  merita  che  tutto  si  ristampi.  Con  che,  rassegnandole  il  mio 
rispetto,  mi  confermo. 

2465. 

A  NICOLÒ  DOMENICO  MUZIO  in  Genova. 
Modena,  12  Aprile  1726. 

Akchivio  Varni,  Genova,  edita  [221]. 

Con  piacere  ho  letto  quanto  V.  S.  illustrissima  ha  avuto  la  bontà  di 
accennarmi  intorno  alle  opere  di  Frate  Adamo  da  Montaldo;  di  tutto  mi 
prevarrò  nello  stendere  la  prefazione  al  suo  opuscolo  intorno  alla  nobil 
Casa  Doria.  Già  è  all'  ordine  il  manoscritto  d"  essa  operetta,  insieme  con 
lo  stampato  del  Bracelli  per  ritornarsene  alle  di  lei  mani,  aspettando  io 
occasione  opportuna  per  soddisfare  a  questo  mio  debito. 

Senza  fallo  eh"  io  pubblicherò  la  Cronica  di  Giacomo  da  Varagine; 
ma  non  ho  potuto  di  meno  di  non  toccare  la  semplicità  di  un  tale  scrit- 
tore, per  le  molte  inezie,  ch'egli  porta  intorno  all'origine  di  Genova.  Per 
altro  giacché  ella  desidera  cosi,  farò  che  sia  aggiunto  il  titolo  di  Beato 
del  quale  credo  di  non  aver  fatta  parola. 

Non  lascio  io  di  raccomandarmi  alla  bontà  di  V.  S.  illustrissima  per 
ottenere  qualche  scrittore,  che  abbia  continuato  gli  annali  dello  Stella  Un 
verso  il  1500.  con  ricordarle  però  il  bisogno  mio,  che  tale  storico  abbia 
scritto  prima  del  1500  o  in  quel  torno.  Cosi  avremo  una  storia  seguita  di 
cotesta  nobilissima  città  dal  1100  fino  al  1500:  cosa  che  non  può  vantare 
alcun'  altra. 

Con  ringraziarla  vivamente  de'  favori  già  a  me  fattij  e  con  supplicarla 
dei  nuovi,  la  prego  de'miei  rispetti  al  gentilissimo  signor  marchese  Giovan 
Luca  Pallavicino,  e  con  tutto  lo  spirito,  mi  rassegno. 


2466. 

A  BRANDOLINO  BRANDOLINI  in  Forlì. 
Modena,  12  Aprile  1726. 

Akchivio  dall,'  Aste  Bbandolini,  Forlì. 

Da  questa  Madre  Priora  delle  Scalze  ricevei  la   Storia  del  Tolosano, 
che  mi  è  stata  ben  cara;  e  rendo   ora  vivissime  grazie   a  V.  S.  illustns- 


-1*736]  A.   LUO' ANTONIO  GENTILI  2541 


sima  pel  prestito  di  questo  libricciuolo,  che  contiene  di  belle  notizie  dei 
tempi  vecchi  di  •  Faenza,  benché  sul  principio  spacci  qualche  favola.  Al 
vedere  nondimeno,  che  la  narrazione  è  molto  elegante  per  que' tempi  rozzi, 
e  che  non  si  può  trovare  il  testo  Latino  di  esso  Tolosano,  non  lascio  io 
di  sospettare  di  qualche  impostura  de'  moderni.  Ho  un  esempio  brutto 
de' Ferraresi  per  una  Storia  Imperiale  attribuita  a  Ricobalbo.  A  suo  tempo 
uè  discorrerò.  Intanto,  protestandomi  sommamente  tenuto  al  di  lei  benefico 
genio,  e  non  dimenticando  il  desiderio  suo  pel  documento  consaputo,  le 
rassegno  il  mio  rispetto,  e  mi  confermo,  di  V.  S.  illustrissima. 


2467. 

A  LUC  ANTONIO  GENTILI  in  S.  Marino. 
Modena,  13  Aprile  1726. 

Biblioteca  del  Sbuinabio,  Pesaro,  edita  [106]. 

Quantunque  da  Lucca  mi  sia  stata  mandata  la  vita  di  Castriiccio 
stampata,  che  io  ho  fatto  copiare,  tuttavia  giacché  la  di  lei  bontà  ha  im- 
preso a  ricavar  copia  di  cotesta,  che  mi  suppone  manoscritta  sulla  spe- 
ranza di  trovare  in  essa  qualche  cosa  di  più.  io  non  vo' interrompere  il 
disegno  della  sua  gentilezza.  Ma  se  mai  anche  cotesta  fosse  la  stampata, 
non  occorre  prendersi  altro  incomodo.  Intanto  mille  grazie  a  lei  per  questo 
nuovo  favore. 

Nulla  più  risponde  il  Sig.  Conte  di  Collalto,  né  per  V.  S.,  né  per  altri' 
e  lasciandomi  cosi  in  asciutto,  vo  credendo  eh"  egli  abbia  deposto  il  pensiero 
e  per  lei,  e  per  altri.  Il  Sig.  Conte  Alberico  Archinti,  cavalier  Milanese 
giovane,  che  é  per  passare  a  Roma,  e  mettersi  in  Prelatura,  avrebbe  de- 
siderato chi  gli  servisse  da  segretario,  e  aiutante  di  studio.  Non  mi  é 
sembrato  posto  per  un  par  suo  degno  di  maggior  fortuna,  e  non  bisognoso 
di  quattro  croste.  Voglia  Dio,  che  mi  si  presenti  altra  miglior  congiun- 
tura :  che  mi  stimerei  ben  veduto  dalla  fortuna  mia,  se  potessi  ben  coope- 
rare alla  sua. 

La  Genealogia  de'  Conti  di  Carpegna  non  mi  par  cosa  tale,  che  io 
l'abbia  da  desiderare  a  cagione  della  sua  brevità;  e  però,  con  ringraziarla 
della  cortese  oflerta.  la  prego  di  non  pigliarsi  altro  incomodo  per  questo. 
Sospiro  le  occasioni  di  ubbidirla,  e  servirla  nell'  atto,  che  con  tutto  lo  spi- 
rito mi  rassegno,  di  V.  S. 


Epistolario  di  Lodovico  Antonio  Muratori.  —  Voi.  VI.  181. 


2542  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [ITSG- 


2468. 

A  NICOLA  TACOLI  in  Reggio. 

Modena,  18  Aprile  1726. 

Archivio  Tacom,  Modena. 

A  questo  P.  Luca  ho  fatto  far  nuove  istanze  pel  pagamento  dovuto 
al  signor  Bonvicini,  e  spero  che  non  tarderà  a  soddisfare.  In  ogni  caso 
mi  onori  V.  S.  illustrissima  d'  intendere  da  cotesto  p.  Guardiano,  se  abbia 
sì  o  nò  ricevuto  1'  ordine,  e  mi  avvisi,  occorrendo,  perchè  io  penserò  al 
rimedio.  E  se  mai  esso  signor  Bonvicini  fosse  in  necessità  di  aiuto,  se 
V.  S.  illustrissima  gli  somministrerà  qualche  danaro,  ne  renderò  io  buon 
conto  a  lei. 

Serberò  la  di  lei  scrittura,  e  capitandomi  cosa  a  proposito,  la  servirò. 
Farmi  d' aver  notato  nella  Cronaca  reggiana  ultimamente  stampata  qualche 
Taccio,  che  forse  non  è  nominato  da  lei.  Ella  se  ne  chiarirà  a  suo  tempo. 
Mando  oggi  l' Indice  a  Milano. 

Con  tutto  r  ossequio,  mi  rassegno. 


2469. 

A  GIUSEPPE  ANTONIO  SASSI  in  Milano. 
Modena,  24  Aprile  1726. 

Biblioteca  Ambrosiana,  Milano,  sdita  [176]. 

Son  qui  a  risarcire  uno  sbaglio  corso.  Mi  fece  chiamare  una  mattina 
di  festa  dal  confessionario  il  P.  lettore  Morra,  e  mi  presentò  24  boli  di 
cioccolata  ottima;  e  sia.  o  ch'egli  mi  parlasse  del  P.  lettore  Berretta  che 
r  avea  mandata,  ma  ricevuta  da  V.  S.  illustrissima,  o  sia  eh'  io  avessi 
pieno  il  capo  delle  ciarle  donnesche,  non  appresi  altro,  se  non  che  il  sud- 
detto p.  lettore  fosse  l'autore  del  dono  Ringraziai  con  lettera  il  creduto 
donatore,  quand'  ecco  ora  intendo  che  tutto  T  obbligo  della  mia  gratitudine 
è  dovuto  al  generoso  signor  dottore  Sassi,  il  quale  con  eccesso  di  bontà 
mi  ha  compartito  una  tal  grazia.  Riceva  ella  dunque,  benché  tardi,  i  miei 
più  vivi  ringraziamenti,  e  mi  lasci  confessare  confuso  per  la  sua  libera- 
lità, della  quale  non  truovo  in  me  merito  alcuno.  Ogui  volta  che  avrò  la 
chicchera  bogliente  alla  mano,  mi  ricorderò  della  sua  bontà  verso  di  me, 
della  quale  nondimeno,  anche  senza  di  questo,  io  ho  troppi  altri  motivi  per 
viverne  sempre  ricordevole. 


-±'7361  A   NICOLA  TACOLI  2543 


Ho  dato  solamente  per  una  conghiettara  il  regno  anticipato  a  Carlo 
il  Calvo,  e  però,  quantunque  non  cammini  con  tutte  le  gambe,  può  tuttavia 
camminare  quella  mia  cicalata.  Gli  Annali  FiUdensi  dicono  prima  l' invasit, 
che  vuol  dire  s' impadroni,  parlando  cosi  un  tedesco  di  fazione  contraria  ; 
e  poi  soggiungono  eh'  egli  passò  alla  corona  romana,  come  parmi  d'  avere 
soggiunto. 

Godo  che  V.  S.  illustrissima  abbia  per  le  mani  Tolomeo  e  il  Moriggia. 
L"  ultimo  mi  ricordo  che  nulla  ha  di  nuovo  per  V  antico,  avendo  egli  co- 
piato Paolo  Diacono.  Ne  attenderò  il  di  lei  prudente  parere,  E  intanto 
sospirando  anch'  io  le  occasioni  di  comprovarle  il  mio  indelebil  ossequio, 
mi  rassegno,  etc. 


2470. 

A  NICOLA  TACOLI  in  Eeggio. 
Modena,  2  Maggio  1"^. 

Architio  Tacoli,  Modena. 

Le  occupazioni  mie,  e  1'  essermi  io  trovato  malconcio  per  le  sacre  fa- 
tiche della  settimana  santa,  e  per  le  susseguenti  feste,  sono  state  la  ca- 
gione, ch'io  solamente  ora  risponda  agli  ultimi  fogli  di  V.  S.  illustrissima. 

Della  Clavicola  di  Raimondo  Lullo  o  non  è  giunto  a  me  alcun  or- 
dine suo,  o  io  non  l' ho  avvertito.  Veramente  è  a  me  ignoto,  a  essa  sia 
proibita  ;  ma  so  bene  che  1'  opere  di  quell'  autore  a  poco  o  nulla  possono 
servire,  e  possono  solamente  servire  a  fare  de  i  visionarj. 

Già  è  pervenuto  a  Milano  il  rame  del  Bonvicini.  e  credo  che  sarà 
piaciuto.  Intanto  mi  rallegro  io,  che  il  medesimo  sia  stato  pienamente 
soddisfatto. 

Del  pari  mi  congratulo  con  V.  S.  illustrissima  per  le  buone  speranze 
a  lei  date  di  liberarle  la  casa  del  suo  priorato.  E  le  auguro  poi  ogni 
maggior  felicità  nell'  accennato  contratto  della  medaglia  ottomana.  H  punto 
sta,  che  il  compratore  ne  sia  in  bisogno,  come  vien  supposto.  Altrimenti 
i  passi  sarebbero  indarno. 

Mi  truovo  in  pena,  perchè  V  Indice  del  tomo  Vili  spedito  per  la 
posta  a  Milano,  non  si  è  veduto  colà.  Se  per  disavventura  si  fosse  smar- 
rito, Dio  sa  quando  uscirebbe  quel  tomo.  Ma  sia  ella  certa,  che,  giunto 
che  sia  il  medesimo,  non  tarderò  ad  avvisamela. 

Intanto  con  tutto  l' ossequio  mi  rassegno,  di  V.  S.  illustrissima,   etc. 

La  ringrazio  delle  sue  benigne  esibizioni  per  la  Fiera.  Altre  sinfonie 
mi  occupano  tanto,  che  non  posso  pensare  a  quelle  di  Reggio. 


2544  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [ITSG- 


2471. 

A  PIETRO  BURMANN  in  Leida. 
Modena,  4  Maggio  1726. 

BiBLioTBCA  Univbrsitakia,  Leida. 

Paucis  te  volo  ;  neque  enim  in  presentia  satis  secunda  valetudine  utor. 
Abeat  propola  ille  verborum,  a  quo  non  historiam,  uti  par  easet,  cum 
dignitate  et  fide  couiunctam  expectare  nos  possumus,  sed  syllogen  Epheme- 
ridum  rerum  novarum,  fabulis  etiam  intermixtam.  Nullus  aptior  locus 
monumentis,  quae  ad  te  misi,  quam  Coì^pus  Dijìlomaiicmn,  magnae  sanae 
molis  Opus,  Amstelodami  coeptum  ac  perficiendum.  Ut  Collectori  eadem 
commendes  rogo;  grata  quoque  eidem  futura  spero,  utpote  quae  ex  authen- 
ticis   chartis  descripta.  Hujusmodi  munere   me   tibi   plurimum   obstringes. 

Corsignaui  librum,  quum  se  mihi  offeret  occasio,  ad  te  mittam.  Ignotum 
autem  mihi  est,  dolerene  an  gaudere  debeam,  quod  gallicus  Quinctiliani 
editor  tuas  notas  invaserit,  atque  in  eas  iram  eifuderit;  nam  ut  id  tibi 
molestum  merito  fuerit,  tibi  tamen  viam,  ad  eum  prosternendum,  tuique 
nominis  famam  augendam,  stravit.  Durnm  mihi  semper  visum  est,  unum 
Quinctiliani  codicem  vetustum,  a  quo  reliqua  exempla  prodiere,  in  Eu- 
ropa haberi.  Tantus  Auctor  piane  meliori  fato  dignus  erat.  Tu  interim 
Ovidium  sperare  nos  facis,  et  quidem  non  sine  aliqua  admiratione  mea, 
quod,  tot  implicitus  curis,  tanta  possis  eniti.  Quod  est  ad  Claudianum, 
nullum  ejus  codicem  Estensis  Biblioteca  novit.  Sunt  etiam  in  reliqua 
Italia  perquam  rari.  Bene  interim  de  Republica  mereberis  adeo  magnifica 
collectione  epistolarum  virorum  illustrium:  hujusmodi  enim  erudi tionis 
et  elegantiae  frustula  utilitatem,  non  minus  quam  delectationem  adferre 
consueverunt.  Si  Dorvillius  tuus  ad  me  veniet,  quaecumque  officia  poterò 
eidem  praestabo.  De  lontanino  haec  panca  habeto.  Ejus  res  prospere 
procedunt.  Archi^piscopatu  in  partibus  auctus,  et  ad  Curiae  Romanae 
nescio  quod  munus,  et  quidem  lucrosum,  provectus,  praesenti  fortuna  ita 
frui  videtur,  ut  librorum  editionem  minime  urgeat,  fortassis  etiam  con- 
temnat.  Vignolius  Anastasium  Bibliothecarium  nobis  poUicebatur  ;  quare 
tamdiu  donum  hoc  differat,  ille  norit.  Italicorum  ingeniorum  ea  nunc  sors 
est,  ut  vires  suas  torpore  sinant,  et  nullis  aut  raris  foetibus  se  vivere 
prodant.  Tu,  impiger,  libris  tuis  beare  nos  porge,  meque  tui  amantissimum 
atque  observantissimum  amare  ne  desine.  Vale. 


-±'7idG]  A  GIACINTO  VINCIGLI  2545 


2472. 

A  (ilACINTO  VINCIGLI  in  Perugia. 
Modena,  12  Maggio  1726. 

Biblioteca  dkl  Sbminabio.  Pesaro,  edita  [Vii]. 

In  fatti  dal  signor  marchese  Orsi  ho  ricevuto  i  tre  libri,  che  V.  S.  il- 
lustrissima con  tanta  gentilezza  mi  ha  .inviato.  Cosi  avessi  io  trovato 
ne' due  spettanti  alla  Storia  di  Pei'ugia,  ed  a' fatti  di  Nicolò  Picinino 
ciò  che  sospiro.  Fin  dal  principio  della  mia  Raccolta  Rerum  Italicarum 
ristrinsi  il  mio  disegno  solamente  a  storie  compost-e  prima  del  1500,  ed 
in  tal  disegno  sto  saldo.  Quelle  storie  manoscritte  milanesi  contengono  di 
buone  notizie  pel  Picinino;  ma  sono  di  autore,  che  scrisse  di  là  dal  ter- 
mine, ch'io  mi  son  prefisso,  e  lo  stesso  è  del  Podiani.  Però  all'ottimo  de- 
siderio di  V.  S.  illustrissima  di  favorirmi  mi  protesto  infinitamente  obbli- 
gato, ma  col  dispiacere  nello  stesso  tempo  di  dirle,  che  non  potrò  farne 
parte  al  pubblico,  e  ch'io  dovrò  contentarmi  dioiV  Orazione  F'unebr e  à' esBo 
Nicolò  Picinino,  in  cui  si  contiene  un  ristretto  de*  suoi  gloriosi  fatti.  La 
ringrazio  nulladimeno.  come  se  avessi  ricevuto  le  più  egi'egie  storie  del 
mondo.  Ne  lascio  io  di  rammaricarmi  al  vedere,  che  per  quanto  fin  ora 
io  abbia  cercato  onde  far  onore  alla  città  di  Perugia,  tanto  distinta  sopra 
altre  città,  pure  io  nulla  abbia  potuto  trovare  fin  qui  di  antico,  che  la 
vita  di  Braccio,  quando  tant' altre  città  inferiori  compariranno  nella  mia 
Raccolta  con  le  lor  proprie  vecchie  istorie.  Lo  stesso  mi  è  avvenuto  di 
Lucca,  a  riserva  d' un  pezzo  di  storia,  che  si  conserva  nell'  Ambrosiana, 
ed  è  di  ser  Cambi,  ma  imperfetta. 

Cercherò  io  maniera  di  rimettere  con  sicurezza  a  V.  S.  illustrissima 
i  due  libri,  che  debbo  restituire;  e  mi  sarà  ben  caro  di  ritenere,  e  perchè 
cosa  di  lei,  e  perchè  dono  suo,  la  Raccolta  de  Poeti  Perugini.  In  villa, 
dove  penso  di  passare  in  breve,  porterò  meco  questa  sua  nobile,  ed  eru- 
dita fatica,  per  leggerla,  e  conoscer  meglio  vari  autori,  che  essa  ha  ri- 
chiamati alla  luce  del  mondo,  con  suo  onore,  e  gloria  della  patria  sua. 
Intanto,  rendendole  vivissime  grazie  de' moltiplicati  favori,  le  rassegno  il 
mio  ossequio,  e  mi  confermo,  di  V.  S.  illustrissima. 


2546  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [1*7S6- 


2473. 

A  GIAMBATTISTA  BIANCONI  in  Bologna. 
Modena,  16  Maggio  1726. 

Archivio  Bianconi,  Bologna. 

Sicché  V»  S.  non  truova  a  proposito  il  Trattato,  proposto,  dell'  uso  ed 
abuso  della  Riforma,  perchè  teme  di  urtare.  Lasciamolo  dunque  a  chi  è 
di  petto  forte.  Ma  io  ho  pensato  e  ripensato,  né  truovo  cosa  che  mi  ac- 
comodi bene.  Se  il  buon  Papa  regnante  volesse  contentarsi  di  far  digiu- 
nare per  qualche  anno,  chi  spera  d'essergli  successore,  io  la  consiglierei 
d' illustrare  il  Concilio  da  lui  tenuto  con  Osservazioni  e  Dissertazioni.  Ma 
egli  è  innanzi  coli'  età  e  se  la  fatica  non  uscisse,  vivènte  lui,  servirebbe  a 
poco.  Del  resto  V.  S.  potrebbe  prendere  la  Biblioteca  del  Fontana,  e  vedere 
quali  argomenti  di  Canonica  abbiano  tuttavia  bisogno  d'essere  con  qualche 
particolar  trattato  illustrati.  Come  per  esempio  de  Juribus  parochialibus, 
se  non  n'  avesse  forse  abbastanza  trattato  il  Barbera,  sarebbe  cosa  da  lei. 
E  molti  simili  argomenti  ci  sono,  che  non  hanno  Trattato  a  parte.  A  lei, 
più  che  a  me,  1'  osservare  ciò  che  le  riuscirebbe  più  comodo,  e  di  maggior 
suo  genio.  Se  a  me  sovverrà  cosa  particolare,  non  mancherò  di  accennarla. 

Conosco  la  mia  fortuna  d'  aver  trovato  nel  signor  Marchese  Zambec- 
cari,  sempre  da  me  divotamente  riverito,  un  cavaliere  di  singoiar  bontà, 
e  di  nobilissimo  genio  per  le  lettere.  Non  manchi  ella  di  conservarmi  nella 
sua  stimatissima  grazia,  e  di  seguitare  a  procurarmi  que'  documenti  che 
serviranno  a  me  per  far  onore  a  lui,  e  alla  loro  comune  patria.  Intanto,  con 
tutto  lo  spirito,  mi  rassegno,  di  V.  S.  , 


2474. 

A  NICOLA  TACOLI  in  Reggio. 
Modena  (  San  Felice  ),  17  Maggio  1726. 

Archivio  Tacoli,  Modena. 

Sto  godendo  un  po'  di  villeggiatura  a  S.  Felice,  e,  a  Dio  piacendo,  mi 
restituirò  alla  città  solamente  il  sabbato  della  settimana  prossima  ventura. 
Questa  é  la  mia  fiera,  questa  la  mia  opera  in  musica.  Di  qui  accuso  a 
V.  S.  illustrissima  la  ricevuta  dell'ultima  sua,  in  cui  leggo  la  poco  buona 
fortuna  della  medaglia  di  Ottone.  La  mandi  ella  dunque  a  Roma,  dove 
sono  intendenti  di  bronzo,  che  ne  decideranno. 


-l'TSS]  A    GIUSEPPE   MALASPINA   DI   S.'"*    MAEOHEEITA  2547 

Da  cotesto  signor  conte  Crispi  [Achillei,  mi  furono  mandati  nove  fìlippi 
da  far  avere  a  Donato  Donati,  mercante  libraio  in  Livorno.  Avendo  io 
portato  l'avviso  al  medesimo  Donati,  mi  scrive,  che  non  gli  stia  a  mandar 
filippi  che  troppo  vi  perderebbe.  Aver  egli  trattato  col  signor  conte  di 
scudi  romani  ;  e  che  però  T  avvisi  che  provegga  e  mandi  altra  moneta,  non 
volendo  egli  assolutamente  filippi,  né  potendo  io  cambiarli  in  altra  moneta 
senza  perdervi.  Però  supplico  V.  S.  illustrissima  di  notificar  ciò  ad  esso 
signw  conte  Crispi,  con  pregarlo,  che  levi  me  di  questo  imbroglio. 

Rallegrandomi  delle  buone  disposizioni  per  la  casa  del  di  lei  prio- 
rato, e  dicendole  che  s'è  poi  trovato  l'Indice  del  tomo  stampato,  le  ras- 
segno il  mio  ossequio,  e  mi  confermo. 


2475. 

A  LUC  ANTONIO  GENTILI  in  S.  Marino. 
Modena  (  San  Felice),  18  Maggio  1726. 

Biblioteca  del  Semivario,  Pesaro,  edita  [106]. 

Mi  giunse  la  copia  della  vita  di  Castruccio.  e  la  trovai  onninamente 
la  stessa,  ch'era  stampata.  Mi  protesto  nulladimeno  sommamente  obbligato 
alla  gentilezza  di  V.  S..  la  quale  non  lascia  occasione  di  farmi  sentire  il 
suo  ottimo  cuore,  per  cui  ora  le  protesto,  e  rendo  infinite  grazie.  Cosi  po- 
tessi anch'io  comprovare  con  gli  effetti  il  desiderio,  che  nutrisco  di  qualche 
avanzamento  suo.  Prego  Dio,  che  me  ne  somministri  le  congiunture.  E  in- 
tanto, rassegnandole  il  mio  rispetto,  piucchè  mai  mi  ricordo,  di  V.  S. 

2476. 

A  GIUSEPPE  MALASPINA  DI  S.'*   MARGHERITA  in  Monleale. 
Modena,  20  Maggio  1736. 

Baccolta  Palììikri,  S.  Paolo,  Boma. 

Comincio  ora  ad  intendere  perchè  sia  tanto  difficile  l'ottener  copia 
dello  Statuto  antico  di  Torino.  S'esso  è  manuscritto  e  in  luogo  di  non 
facile  accesso,  certo  che  non  sarà  alle  mani  de'giurisconsulti.  Ma  questa 
maniera,  diversa  da  quella  di  tutte  l'altre  città,  di  tener  cosi  nascosto  il 
proprio  Statuto,  non  porta  seco  buon  colore.  Pazienza.  Già  ho  significato 
a  chi  io  doveva  le  diligenze  fatte  dal  finissimo  cuore  di  V.  S.  illustrissima, 
e  ho  ordine  di  rigraziarla  di  tutto.  Per  le  nuove  costituzioni  del  Sovrano 
del  Piemonte,  già   le  scrissi  che  queste  non  occorrevano,  avendole  già  in 


2548  LODOVICO  ANTONIO  MURATORI  [1*?S6- 

nostro  potere.  Se  nondimeno  la  troppa  premura  del  suo  amico  le  avrà  ac- 
quistate per  conto  mio,  me  ne  avvisi,  non  volendo  io  ch'ella  resti  con  danno. 

Mi  son  rallegrato,  e  sopimamente  mi  rallegro  con  V.  S.  illustrissima 
pel  titolo  di  Consigliere  Cesareo,  e  desidero  che  maggiori  vantaggi  le  ven- 
gano dall'uso  di  questo.  Comincerà  ad  accostarsi  a  i  Cronografi  Astensi 
il  tempo  di  uscire  in  luce  ;  però  s' aifretti,  e  torno  a  raccomandare  la  bre- 
vità. S'io  ho  d'avere  il  contento  di  leggere  prima  le  di  lei  annotazioni, 
ella  vede  che  non  v'è  tempo  da  perdere. 

Nella  prefazione  alla  Cronaca  Novaliciense,  che  si  stamperà  in  breve 
nella  seconda  parte  del  tomo  II,  vedrà  V.  S.  illustrissima  il  suo  nome  e 
il  mio  ossequio.  Sappia  ella  accordarsi  meco  in  ciò  che  ivi  ho  detto.  Con 
che,  rassegnandole  il  mio  rispetto,  mi  confermo  più  che  mai,  di  V.  S.  il- 
lustrissima. 

2477. 

A  NICOLÒ  DOMENICO  MUZIO  in  Genova. 

Modena  (  San  Felice  ),  20  Maggio  1726. 

Biblioteca  Nazionali:  di  Brera,  Milano,  edita  [203]. 

Con  occasione  che  è  stato  qui  il  Signor  Inviato  di  Milano  al  mio 
Padron  serenissimo,  ho  a  lui  consegnato  il  Mss.,  e  1'  Opere  del  Bracelli, 
indirizzate  a  V.  S.  illustrissima,  con  pregarlo  di  far  avere  l' involtino  al 
signor  Goifredo  de'  Filippi,  il  quale  son  certo  che  saprà  spedirlo  con  si- 
curezza a  Genova  e  alle  mani  di  lei.  Mando  io  innanzi  i  più  di  voti  rin- 
graziamenti alla  di  lei  bontà  pel  favore  compartitomi  nel  prestito  d'essi 
libri;  e  attendendo  gli  altri,  che  desidero  per  qualche  continuazione  della 
Storia  dello  Stella,  le  rassegno  la  mia  immutabil  osservanza  e  mi  confermo, 
di  V.  S.  illustrissima. 


2478. 

A  GIAN  FRANCESCO  MITSELLI  in  Verona. 
Modena,  21  Maggio  1726. 

Archivio  Capitolare,  Verona,  edita  [215]. 

Con  ringraziare  V.  S.  illustrissima  della  continuazione  de'  suoi  favori, 
e,  per  mezzo  suo,  anche  l' amorevolissimo  signor  Campagnola  della  messa 
per  gli  defunti  non  confessati,  le  dico  che  la  concessione  fatta  a  cotesti 
vescovi  de  gli  adulterj,  consisteva  in  poter  essi  conoscere  tali  cause,  e 
di  ricavare  per  se  la  pena  di  si  fatti  delitti.  Quelle  Pievanie,  bisognerebbe 


-17*36]  A  PIETRO  FRIULI  2549 

veder  meglio  i  testi,  per  intenderne  il  senso.  Non  sovviene  a  me  di  aver 
letto  altrove  un  tal  nome. 

Per  quanto  veggo,  il  timore  del  signor  marchese  Maffei  era,  che  io 
avessi  potuto  ottenere  dalla  di  lei  beneficenza  que' pezzi  maiuscoli,  ch'egli 
fa  sperare  al  pubblico  in  una  nuova  edizione  e  raccolta  di  tutti  i  Con- 
cili: del  qual  progetto  egli  m'ha  inviata  una  stampa.  Non  fa  egli  men- 
zione d'alcun  Penitenziale;  e  però  tanto  più  mi  sarà  caro  quello,  che  il 
signor  Campagnola  mi  fa  sperare. 

Con  che.  rassegnandole  il  mio  ossequio,  mi  confermo,  di  V.  S.  illu- 
strissima. 

2479. 

A  PIETRO  PRIULI  *  in  Bergamo. 
Modena,  29  Maggio  1726. 

Archivio  Lochis,  Bergamo,  edita  ['2^0]. 

Dal  pezzo  copiato  da  cotesto  manoscritto  sempre  più  vengo  a  cono- 
scere quanto  sia  la  bontà  di  V.  E.  e  la  gentilezza  del  p.  Lettore  Santini  ^ 
[Francesco  Maria]  verso  di  me;  ed  io  ad  amendue  ne  porto  ora  i  più 
divoti  ringraziamenti.  Ora  appena  ho  ricevuto  i  fogli  da  lei  inviatimi,  che 
gli  ho  letti  con  piacere  e  avrei  creduto  molto  approposito  una  tale  Opera 
pel  mio  disegno  :  ma  avendoli  io  collazionati  coli'  opera  storica  di  Frate 
Jacopo  Filippo  da  Bergamo,  ho  trovato  che  quanto  è  in  cotesto  manoscritto 
tutto  si  ritruova  nella  Cronica  del  medesimo  già  stampata  o  colle  stessis- 
sime  parole,  o  pure  con  qualche  sola  pieciola  varietà  di  stile.  Però  con  mio 
dispiacere  mi  son  chiarito,  che  non  può  farsi  capitale  alcuno  di  cotesto 
manoscritto,  perchè  se  nello  stesso  secolo,  in  cui  l' autore  viveva,  egli  non 
fece  altro  che  rubare  il  Bergamasco  contemporaneo,  che  non  avrà  egli  fatto 
pe' tempi  precedenti?  Son  dunque  a  pregare  l'È.  V.  che  tronchi  l'inutil 
fatica  e  risparmi  al  P.  Santini  l' ulterior  briga,  con  ringraziarlo  divotamente 
della  pena,  che  si  è  preso  fin  qui,  per  la  quale  ancora,  e  pel  buon  desiderio 
mi  protesto  sommamente  tenuto  alla  di  lei  bontà.  La  prego  solo  di  accen- 
narmi che  spesa  sia  occorsa  per  gli  fogli  a  me  inviati,  acciocché  io  possa 
soddisfare.  Intanto  col  vivo  desiderio  de'  suoi  comandamenti,  le  rassegno 
il  mio  immutabil  rispetto,  e  mi  confermo,  di  V.  E. 


*  Di  questo  corrispondente  non  si  hanno  responsive  in  Archivio   Soli  MuratoH 
{R.  Bihl.  Est.). 

•  Sue  lettere  in  Archivio  Soli  Muratori  (R.  Bibl.  Est.),  n.°  1  da  Pavia  172ti. 


2550  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [1*736- 


2480. 

A  RINALDO  I  D'ESTE  in  Modena. 
Modena  (Dalla   Pomposa),  30  Maggio  1726. 

Archivio  Soia  Muratori  {  H.  Bibl.  Est.),  Modena. 

Serenissima  Altezza. 

E  stato  veramente  il  Muratori,  che  umiliò  all'  A.  V.  serenissima  lo 
sgarbo  fatto  al  dottore  Girolamo  Vandelli  '  da  monsignor  Spedalengo  di  Fi- 
renze, per  cui  egli  s'  era  ritirato  fuori  dello  Spedale.  Ringrazia  riverente- 
mente esso  Muratori  V.  A.  serenissima  per  la  benignità,  con  cui  V  ha  av- 
visata della  generosa  attenzione  e  interposizione  della  serenissima  signora 
principessa  Violante,  affinchè  esso  dottore  Vandelli  ritorni  nello  Spedale; 
ma  non  sa,  se  sia  da  accettare  tal  grazia,  si  perchè  esso  Vandelli  scrive 
di  non  volere  tornarvi,  non  parendo  a  lui  di  star  bene  in  un  luogo,  dove 
paga  una  dozzina  rigorosa  e  poi  sì  vede  maltrattato  di  vitto,  e  anche  di 
parole;  e  si  ancora  perchè,  essendosi  ritirati  dallo  Spedale  per  ragione 
dello  sgarbo  a  lui  fatto  sei  altri  dottori  suoi  compagni,  non  parrebbe  forse 
proprio  il  tornar  egli  colà  coli'  abbandonare  gli  altri.  Però,  se  cosi  piace 
a  V.  A.  serenissima,  scriverà  il  Muratori  al  Vandelli  i  favori  dell'  A.  V. 
e  della  serenissima  signora  principessa  Violante,  e  intenderà  sopra  ciò  i 
di  lui  sentimenti.  Con  che  esso  Muratori  fa  profonda  riverenza  a  V.  A 
serenissima. 

2481. 

A  GIULIANO  SABBATINI*  in  Vienna. 
Modena,  31  Maggio  172G. 

Archivio  Càmpori.  Modena,  edita  [211], 

Alla  consolazione,  eh'  io  ho  provata  ben  distinta  per  gli  gradi  confe- 
riti al  merito  singolare  di  V.  S.  illustrissima,  ha  voluto  la  di  lei  benignità 
aggiungerne  e  farmene  godere  un'  altra  col  suo  gentilissimo  foglio,  il  quale 
tanto  più  mi  è  stato  caro,  quanto  eh'  ella   mi  fa    sperare   d' impiegare   la 


1  Sue  lettere  in  Archivio  Soli  Muratori  (R.  Bibl.  Est.),  n.°  3  da  Firenze,  Padova 
1723 -'40. 

*  Responsive  in  Archivio  Soli  Muratori  (R.  Bibl.  Est.),  n.°  39  da  Roma,  Firenze, 
Vienna,  Fanano,  1717- '40. 


-17*36]  AD  ANTONIO.  VALLISNIEEI  2551 

mìa  divotissima  servitù  con  qualche  suo  comandamento.  Venga  pure  la 
lettera  Pastorale  pel  suo  Clero  e  Popolo  di  Carpi,  eh'  io  vi  userò  intorno 
tutta  la  possibil  diligenza  e  attenzione,  e  poi  farò  stamparla.  Basta  solo 
eh'  ella  mi  accenni  quante  copie  ne  comandi,  e  se  in  foglio  grande,  come 
m' immagino.  Giorni  sono  mi  mostrò  il  signor  segretario  Santagata  i  rica- 
piti venuti  per  V.  S.  illustrissima  da  Koma  spettanti  alla  Chiesa  di  Carpi, 
acciocché  somministrassi  le  pruove  del  Giuspatronato,  siccome  feci;  ma 
non  credo  che  altro  sia  occorso  poi  di  bisogno  ;  e  a  quest'  ora  tutto  do- 
vrebbe essere  all'  ordine.  Intanto  mi  rallegro  con  esso  lei  per  la  consecra- 
zione  episcopale,  che  sarà  seguita,  e  comincio  ad  augurarle  per  tempo, 
che  essendo  troppo  scomodo  il  vescovato  presente,  gliene  tocchi  un  più 
vicino,  dove  ella  possa  meglio  esercitare  il  suo  zelo,  la  sua  abilità,  e  l'altre 
sue  ragguardevoli  doti.  Che  se  pure  le  sembrerò  io  atto  a  poterla  qui 
servire  in  cosa  alcuna,  la  prego  divotamente  di  non  farmi  il  torto  di  pospor 
me  ad  altri  suoi  servi,  che  forse  sono  inferiori  a  me  nella  stima  e  nel- 
r  amore  di  V.  S.  illustrissima. 

Viva  il  nostro  riveritissimo  signor  conte  di  CoUalto  ancor  mio  buon 
Padrone,  e  decoro  costi  della  Nazione  Italiana,  che  vuol  somministrare 
nuovi  rinforzi  alla  mia  Raccolta  Istorica,  e  motivi  a  me  di  far  onore  al 
suo  nobil  genio  "per  le  lettere  nelle  Prefazioni.  Già  ho  scritto  al  signor 
Abbate  di  Collalto,  e  ne  aspetterò  i  favori,  per  gli  quali  la  supplico  di 
portare  all'  E.  S.  i  miei  divoti  ringraziamenti.  E  giacché  V.  S.  illustris- 
sima mi  suggerisce  di  dedicare  un  tomo  d'essa  mia  Raccolta  a  cosi  degno 
e  riguardevol  cavaliere,  mi  adoprerò  ben  volentieri  per  questo.  Solamente 
mi  dispiace  che  ciò  non  dipenda  tutto  da  me,  che  non  tarderei  punto  ad 
effettuare  un  si  caro  consiglio  ;  ma,  avendo  io  ceduto  ai  Signori  di  Milano 
il  diritto  delle  Dedicatorie,  affinchè  s' impegnassero  nella  stampa  più  vo- 
lentieri, mi  convien  dipendere  dal  loro  arbitrio.  Farò  quanto  debbo  per 
ottenere  l'intento,  e  mi  stimerò  fortunato  potendo  anche  in  ciò  comprovare 
il  mio  distinto  ossequio  ad  un  cavaliere,  che  ha  tanta  bontà  verso  di  me. 
Intanto,  baciando  le  sacre  mani  a  V.  S.  illustrissima,  le  rassegno  il ,  mio 
rispetto,  e  più  che  mai  mi  ricordo,  etc. 


2482. 

AD  ANTONIO  VALLISNIEEI  in  Padova. 
Modena,  31  Maggio  17:i^. 

BIBL.IOTKCA  Nazionale  di  Brera,  Milano,  edita  [1^]. 

Alle  due  stimatissime  vostre,  che  ultimamente  con  mio   singoiar   pia- 
cere ho  ricevuto,  rispondo,  consegnando  la  lettera  al  signor  abate  Guidelli, 


2552  LODOVICO    ANTONIO    MURATORI  [  1*7*36- 


che  se  ne  ritorna  a  Venezia,  cioè:  sommamente  vi  ringrazio  della  bella 
Raccolta  di  Componimenti,  fatta  da  cotesta  Accademia  de'  Ricovrati  in 
onore  del  Venerabile  cardinale  Barbarigo,  nella  quale  ho  trovato  de'  bei 
pezzi.  Veramente  mi  sono  stupito  al  vedere,  che  si  parla  di  una  miraco- 
losa incorruzione,  quando  ho  lettera  di  un  comune  amico,  testimonio  di 
vista,  che  furono  adoperati  balsami  al  di  lui  cadavere,  quantunque  egli 
nondimeno  credesse  sovrannaturale  l' incorruzione  di  poi  osservata,  perchè 
non  fu  fatta  pienamente  nelle  forme  l' imbalsamatura,  e  il  cadavere  putiva 
allorché  fu  portato  al  sepolcro.  Oh,  che  noi  sì  facilmente  ci  chiudiamo  gli 
occhi  nelle  cose  che  ci  piacciono,  e  vogliamo  in  tutte  le  forme  ciò  che 
amiamo!  Che  i  nostri  vecchi  ci  contino  di  simili  prodigi,  pazienza,  ma  che 
i  viventi,  sotto  a  nostri  occhi,  è  troppo. 

Altro,  che  le  lettere  del  nostro  signor  Corradi,  mi  mancavano  al  com- 
pimento della  Raccolta  in  difesa  del  vostro  bel  Trattato  delle  Fontane. 
Però  ho  data  nota  di  tutti  i  fogli  che  mancano,  ad  esso  signor  Corradi, 
che  me  ne  fa  sperare  l' acquisto.  Intanto  mille  grazie  del  dono  carissimo. 
Anche  a  me  scrivono  di  Firenze,  che  quel  Fiorentinello  o  Pratese  è  esposto 
al  dileggio  degl'intendenti  per  la  sua  passata  arditezza.  Ho  qui  due  let- 
tere stampate  dal  signor  Paitoni  '  [Gio.  Battista]  intorno  alla  Generazione  ; 
e  perchè  non  le  ho  per  anche  potute  leggere,  non  so  se  sieno  centra  di  voi. 
Potrebbe  essere,  perchè  tutti  vorrebbono  procacciarsi  fama  con  1'  assalire  il 
Lione  ;  ma  alle  prove  poi  Dio  te  la  dica  come  riesca  loro  una  tanta  bravura. 

Vi  servirò  col  signor  abate  Papotti,  e  ricevendo  da  lui  il  libro,  che 
aspettate  da  Parigi,  vel  farò  avere,  quando  non  1'  abbia  già  inviato. 

Non  dimenticate  di  caramente  riverire  1'  amatissimo  nostro  signor  Pi- 
vati.  Mi  aveva  egli  fatto  sperare  di  far  aggregare  a  cotesta  Accademia 
de'  Ricovrati  il  signor  dott.  Ignazio  Maria  Como  ',  gentiluomo  napoletano, 
nobile  e  meritevole  ingegno.  Il  favore  non  1'  ho  mai  ricevuto,  e  pure  anche 
ultimamente  s'è  radunata  l'Accademia.  Di  grazia,  ricordategli  che  ho  questo 
credito  con  la  sua  gentilezza. 

Dovrebbe  passare  per  Modena  il  vostro  carissimo  Pellegrino,  che  dee 
venire  da  Napoli,  e  non  dimenticare  la  patria.  Godo  che  gli  diate  la  scuola 
del  mores  multorum  vidit,  et  urbes.  Mi  contò  qui,  settimane  sono,  il  signor 
Inviato  di  Milano  molte  maraviglie  operate  dal  cappuccino  di  Malta  con 
r  acqua  agghiacciata.  In  Modena  e  Padova  forse  egli  ci  farebbe  crepare. 

Rallegrandomi  della  vostra  buona  salute,  e  ringraziandovi  del  be- 
nigno continuato  amore  verso  di  me,  con  tutto  1'  ossequio,  mi  rassegno. 


*  Sue  lettere  in  Archivio  Soli  Muratori  (  R.  Bibl.  Est.  ),  n."*  3  da  Venezia  1724- '29. 
2  Sue  lettere  in  Archivio  Soli  Muratori  (R.  Bibl.  Est.  )    n.°  181  da  Napoli  1719- '49. 


■l'730]  A   SCIPIONE   MAFi'EI  2553 


2483. 

A  SCIPIONE  MAFFEI*  iu  Veroua. 
Modena,  ti  Giugno  1726. 

Biblioteca  Capitolare,  Verona,  edita  [221 


Nulla  mi  è  stato  mai  scritto  delle  due  persone,  che  voi  mi  nominate 
ueir  ultima  vostra,  intorno  alla  lite  che  avete,  e  che  intendo  sempre  con 
dispiacere,  disapprovando  io  tutte  le  guerre,  massimamente  civili.  Ma  sic- 
come non  ho  io  mai  pensato  ad  entrarvi,  cosi  né  pure  vo' sapere,  in  qual 
concetto  sieno  costi  le  suddette  due  persone;  ma  come  credo  che  esiga  il 
debito  della  gratitudine,  ho  lodato  e  ringraziato  nella  Prefazione  a  que' pochi 
pezzi  inviatimi  coloro,  che  mi  han  favorito,  nella  stessa  forma,  che  ho 
fatto  e  farò  con  altri.  Ciò  non  riguarda  le  vostre  contese,  e  però  non 
v'  increscerà. 

Ho  poi  trovato  nelle  Antichità  Estensi  il  luògo,  dove  parlo  di  Note- 
cherio  vescovo  di  Verona  :  che  è  dove  si  fa  menzione  di  Adalberone  duca 
e  marchese.  Ma  osservate,  che  non  ho  promesso  di  pubblicare  la  dona- 
zione da  lui  fatta:  che  questa  in  fatti  non  l'ho.  Il  Registro  delle  Monache 
di  S.  Zaccaria  di  Venezia  io  l'ebbi  per  poco  tempo  nelle  mani,  né  potei 
copiare  distesamente  se  non  quello  che  era  più  necessario  per  l' idea,  eh'  io 
aveva  allora.  Del  resto  io  ricavai  solo  alcuni  notandi,  che  serbo,  e  sono 
al  vostro  comando.  Cioè  di  Adelardo  vescovo  di  Verona,  che  fa  una  do- 
nazione, dlngelfredo  conte  di  Verona,  che  ne  fa  un'altra,  di  Notecherio 
suddetto,  che  fa  lo  stesso,  e  di  Milone  marchese.  Presi  anche  un  po' di 
nota  de'principii  documentali  d'esso  r^istro;  ma  non  mi  restò  tempo  da 
fare  di  più.  L'atto  di  Adalberone  è  scritto  in  Asolo  del  Trevisano.  Se 
voi  capitaste  a  Venezia,  potreste,  m'immagino  io,  aver  tutto.  Quel  poco 
che  ho  io.  tutto  sta  alla  vostra  disposizione.  Del  resto  ho  osservato,  se 
avessi  altri  documenti  spettanti  a  Verona,  ed  altro  non  ho.  che  quelli, 
che  copiai  costì,  e  che  sono  in  vostro  potere.  Ma  se  mai  di  questi  alcuno 
ve  ne  occorresse,  notificatemi  il  vostro  desiderio. 

Mi  dispiace  che  abbiate  ceduto  al  Coleti  il  vostro  disegno  della  Rac- 
colta de'Concilj,  perché  voi  potevate  far  cosa  bella:  noi  potrà  il  Coleti. 
Avete  ragione  di  non  voler  buttare  in  massa  le  cose  vostre  Tuttavia 
potreste 


*  È  un  frammento  di  lettera:  ignorasi  resistenza  dell'originale  compiuto. 


2554  LODOVICO   ANTONIO    MURATOBI  [l'T'SG- 


2484. 

A  GIOVANNI  ANTENORE  SCALABRINI  *  in  Ferrara. 

Modena,  7  Giugno  1726. 

Archivio  Soli  Mukatoki  (  K.  Bibl,  Est.),  Modena. 

Ben  giunta  V.  S.  al  suo  vescovato.  Mi  ha  ella  recata  una  gran  consola- 
zione colla  speranza  che  il  nostro  p.  Ferrari  '  [Giuseppe]  sia  per  rimettersi 
in  breve  del  sofferto  male.  L"  accompagno  co  i  miei  voti  alla  villoggiatura, 
portando  anch'io  credenza,  che  l'aria  libera  e  il  bello  della  campagna 
debbano  cooperare  a  fargli  far  delle  capriole,  e  a  far  godere  a  me  il  con- 
tento di  sue  lettere.  S'ella  tornerà  a  vederlo,  il  riverisca  divotamente  da 
parte  mia.  e  seguiti  poi  a  darmi  migliori  avvisi  dello  stato  suo. 

Cosi  ringrazio  la  di  lei  gentilezza  pel  documento  d'Imeltruda,  e  per 
la  nota  degli  altri,  ch'ella  si  truova  avere.  Occorrendomene  alcuno,  la  pre- 
gherò delle  sue  grazie  ;  e  V.  S.  anch'  ella  con  piena  libertà  ha  da  comandarmi. 

Del  resto  contuttoché  V.  S.  abbia  qui  esercitata  l'antica  superiorità 
de' ferraresi  a' modenesi,  mirando  con  grande  altura  le  cose  nostre,  pure 
i  buoni  modenesi  non  dimentichi  del  vecchio  ossequio,  sospirano  ch'ella 
ritorni,  e  io  col  nostro  signor  conte  Scalabrini  più  che  gli  altri.  Ci  cominci 
ella  a  pensare;  altrimenti  si  muterà  discorso,  e  i  modenesi  che  sempi*e 
sono  stati  in  concetto  di  gente  brava,  sapranno  farsi  far  ragione  da  lei 
come  da  sprezzatore  dell'onorato  popolo  Gemignano. 

Con  che,  rassegnandole  il  mio  rispetto,  mi  confermo. 


2485. 

A  GIAMBATTISTA  BIANCONI  in  Bologna. 
Modena,  8  Giugno  1726. 

Archivio  Biancoki,  Bologna,  edita  [211]. 

Tornato  di  villa  truovo  qui  il  carissimo  foglio  di  V.  S.  colle  due 
copie  della  nuòva  Orazione  del  valoroso  sig.  Facciolati.  L' una  ho  già 
consegnato  al  signor  marchese  Orsi  ;  l' altra  la  sto  ora  godendo.  Ringra- 
zierò  il  celebre  autore  del  dono  ;  ringrazio  di  presente  la  di  lei  bontà  per 
avermelo  inviato. 


*  Responsive  in  Archivio  Soli  Muratori  (  R.  Bibl  Est.  ),  n.°  71  da  Ferrara  1709- '49. 
'  Sue  lettere  in  Archivio  Soli  Muratori  (  R.  Bibl.  Est.  ),  n."  180  da  Ferrara  17 12- '26- 


-l'?26]  A   NICOLA  TACOLI  2666 


Me  le  protesto  medesimamente  tenuto  pel  gratissimo  avviso  delle 
grazie  che  mi  va  preparando  il  genio  generoso  del  signor  marchese  Zam- 
beccari.  In  prima  occasione  mi  onori  ella  di  ricordargli  il  mio  ossequio,  e 
di  assicurarlo  di  tutta  la  mia  gratitudine,  che  sarà  con  onore  di  lai,  e  di 
Bologna. 

Odo  dire  che  il  nostro  dottissimo  p.  M.  Gotti  sia  dietro  a  pubblicare 
un'altra  sua  opera  polemica,  e  vorrei  sapere  da  V.  S.  in  che  consista. 
Mi  vien  fatto  credere  eh'  egli  abbia  detto  francamente  nella  prefazione,  che 
sue  non  sono  tante  staffilate  che  si  danno  nell'antecedente  sua  bell'opera 
al  Picinino.  Mi  rallegrerò  se  avrà  potuto  dirlo,  ed  anche  stamparlo. 

Mi  ricordi  V.  S.  ch'io  le  vo  debitore  di  quattordici  baiocchi  e  molto 
più  si  ricordi  di  farmi  godere  le  occasioni  di  ubbidirla:  perch'io  nulla 
più  desidero  che  di  maggiormente  comparire,  quale  con  tutta  stima  mi 
confermo,  etc. 

2486. 

A  BRANDOLINO  BRANDOLINI  in  Forlì. 
Modena,  11  Giugno  1726. 

Archivio  dall'  Aste  Bkandolini,  Forlì. 

Ieri  ad  un  amico  mio  milanese,  il  quale  passava  in  posta  alla  volta 
di  Roma,  consegnai  il  Tolosano  e  l' altro  libro  manoscritto,  de'  quali  V.  S. 
illustrissima  con  tanta  bontà  mi  favori  ne'  mesi  addietro,  acciocché  li  fa- 
cesse giugnere  alle  di  lei  mani  nel  suo  passaggio  per  costà.  Starò  ora  con 
ansietà  aspettando  l' avviso  che  ella  gli  abbia  ricevuti  e  intanto  invio 
alla  sua  gentilezza  i  più  divoti  ringraziamenti  pel  prestito  d'essi  due  libri, 
che  mi  sono  stati  assai  cari,  ed  avranno  luogo  nella  mia  Raccolta.  Non 
mancherò  io  di  ringraziarla  anche  pubblicamente  di  questi  favori;  e.  con 
sospirai'e  l'onore  de'  suoi  comandamenti,  le  rassegno  il  mio  inalterabil 
ossequio,  ricordandomi,  di  V.  S.  illustrissima. 


2487. 

A  NICOLA  TACOLI  in  Reggio. 
Modena,  1:^  Giugno  1726. 

Archivio  Tacoli,  Modena. 

Tornai  di  Villa,  e  trovai  qui  tanti  imbrogli,  che  fin  ora  non  ho  po- 
tuto guadagnar  tanto  tempo  da  rispondere  allo  stimatissimo  foglio  di 
V.  S.  illustrissima,  che  era  qui  ad  aspettarmi.  Ora  dunque  ad  esso,  e  al- 


2556  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [1*730- 

r altro  susseguente  io  rispondo  con  ringraziarla  d'avere  concertato  con 
cotesto  signor  conte  Crispi,  acciocché  in  moneta  migliore  venga  pagato  il 
Donati.  Ma  sappia  ella  dirmi,  che  debba  io  fare  de'  fìUppi,  eh'  egli  mi 
fece  avere  per  questo  medesimo  conto,  tenendogli  io  qui  a  sua  disposizione. 

Già  avrà  inteso  V.  S.  illustrissima,  che  per  un  falso  equivoco  si  sparse 
la  funesta  nuova  del  signor  marchese  Maffei.  Egli  gode  piena  libertà  e 
sanità,  ed  anche  1'  ordinario  passato  io  ricevei  sue  lettere. 

A  me  ancora  parve  antico  bronzo  quello  della  sua  medaglia  otto- 
mana; ma  io  non  ho  occhi  acuti  da  discernere  ciò,  che  da  Roma  le  vien 
supposto.  Però  s' essa  ritornerà  indietro,  avrò  ben  gusto  di  rivederla,  e 
di  imparare.  Non  è  peranche  giunto  il  tomo  Vili,  ma  dovrebbe  a  quest'  ora 
essere  in  viaggio.  Subito  che  sarà  giunto,  il  Soliani  non  tarderà  a  spedirlo. 

Con  che,  rassegnandole  il  mio  rispetto,  mi  confermo. 


2488. 


A  GIOVANNI  ANTENORE  SCALABRINI  in  Ferrara. 
Modena,  14  Giugno  172ò. 

Biblioteca  Comunale,  Ferrara. 


Mille  grazie  a  V.  S.  per  la  sollecita  bontà,  con  cui  s'  è  portata  a  vi- 
sitare, o  a  riverire  anche  in  mio  nome  il  nostro  p.  Ferrari.  M'  è  dispia- 
ciuto d'intendere  l'incomodo  a  lui  sopragiunto;  ma  se  il  male  fa  decubito, 
segno  è  che  sta  in  finire.  E  però  ho  slargato  il  passo  alla  speranza,  che 
in  breve  s' abbia  a  udire  l' intera  sna  guarigione,  che  io  ansiosamente 
sospiro.  A  lui  le  mie  congratulazioni,  e  i  miei  rispetti,  la  prima  volta 
oh'  ella  potrà  vederlo. 

Carissimo  mi  è  stato  l' Indice  de  gli  altri  documenti  raccolti  dall'  in- 
faticabil  genio  di  V.  S.  Per  ora  d'altro  non  mi  occorre  di  pregarla,  che 
di  quello,  che  porta  il  titolo  Charta  liberationis  servitulis  Wedelace  del- 
l'Anno 1134. 

Per  un  segnalato  favore  riconoscerei  quello  di  una  Vita  dell'  ottimo 
Borse,  perchè  la  stimerei  un  bel  regalo  da  farsi  al  pubblico.  E  allora  si, 
che  vorrei  perdonarle  tutta  la  superiorità,  eh'  ella  da  buon  ferrarese  tut- 
tavia pretende  sopra  i  poveri  Gemignani.  Ma  s'  ella  non  soddisfa  a  questo 
mio  desiderio,  dee  sempre  stare  in  timore,  eh'  io  non  mi  butti  dal  partito 
de'  bolognesi,  coli'  aiuto  de'  quali  mi  sarà  poi  facile  il  far  calare  un  tan- 
tino gli  umori  pastosi  di  chi  in  fine  dovrebbe  incordarsi,  che  la  natura 
r  ha  costituito  di  sotto  a  i  Panari,  a  i  Reni,  a  gì'  Idici  etc. 

Vedrò  gli  Annali  del  Rodi,  e  se  vi  sarà  cosa  a  proposito  per  S.  Mau- 
relio,  avrò  gusto  di  servirla. 


-±'72Q]  A  GIACINTO  VINCIGLI  2557 

Se  poi  voi  altri  signori  avete  degli  stregoni  costi,  ancor  questo  si 
dovrà  aggiugnere  alla  partita  vostra  per  mortificarvi,  se  farete  da  brusco 
coatra  de'  buoni  e  cattolici  modenesi. 

La  ringrazio  delle  lettere  del  Gonzaga.  Se  pubblicherò  quelle  del 
Tasso,  vi  aggiuguerò  ancor  quelle  che  sono  a  proposito. 

Io  intanto  con  tutto  lo  spirito,  mi  rassegno,  di  V.  S. 


2489. 

A  GIACINTO  VINCIGLI  in  Perugia. 
Modena,  21  Giugno  1726. 

BiBLioTKCA  DEL  ScMisARio,  Pessro,  edUa  [108]. 

Sono  a  quesf  ora  in  viaggio  per  Castelnuovo  di  Garfagnana  i  due 
libri,  de'  quali  mi  fece  grazia  la  bontà  di  V.  S.  illustrissima,  e  però  porto 
speranza,  che  le  abbiano  a  giugnere  in  breve.  Torno  a  riprotestarle  le 
obbligazioni,  che  professo  per  tal  grazia  all'  ottimo  suo  volere.  Non  ho 
dubbio,  che  se  un  par  suo  fosse  in  Perugia,  potrebbe  dissotterare  qualche 
buon  pezzo  per  la  gloria  della  sua  patria.  Ma  pazienza.  Infine  io  non  avrò 
da  rimproverare  a  me  stesso  di  non  aver  scongiurato  chi  ho  saputo,  ac- 
ciocché mi  aiutassero  a  far  onore  a  loro  stessi.  E  se  i  nostri  signori  luc- 
chesi son  tanto  politici  da  non  volere,  che  si  parli  di  loro,  crederò  di 
poter  dire,  che  una  tal  politica  è  poco  decorosa,  e  meno  utile  :  che  in  fine 
i  fatti  loro,  ma  con  poca  lor  gloria,  ce  li  diranno  gli  storici  fiorentini. 
Non  hanno  già  tante  paure  genovesi,  veneziani,  fiorentini,  ed  altri.  Ho 
la  seconda  parte  di  Ser  Cambi,  e  la  pubblicherò.  Farebbono  bene  a  darmi 
la  priìna.  Altrimenti  io  sarò  costretto  a  dire,  che  l' ho  cercata,  né  ho  po- 
tuto ottenerla,  e  leveranno  a  me  il  contento  di  lodare  una  città,  a  cui,  per 
altro,  professo  distinte  obbligazioni. 

In  confidenza  mi  dica  V.  S.  illustrissima  una  cosa,  cioè  s' ella  volesse 
prendere  a  proteggere,  ed  aiutare  alcune  povere  genti  di  questo  paese, 
che  pretendono  di  gran  roba  in  cotesto.  Mancò  costi  una  ricca  famiglia 
Casini,  e  la  roba  é  divenuta  ad  una  confraternita,  non  so  se  della  Tri- 
nità. Dicono  che  v'  era  un  palagio,  che  fu  venduto,  e  roba  di  rendita  di 
qualche  migliaio  di  scudi.  Fu  cercato  conto  qui,  se  v'era  alcuno  d'essa 
casa  Casini.  In  fatti  v'  era  una  donna  venuta  da  Lucca,  di  cui  restano  i 
figliuoli,  a'  quali  si  fa  credere  che  spetti  per  Pideicommisso  la  roba  sud- 
detta. Vennero  costà,  ma  senza  monete,  e  però  se  ne  tornarono  colle  pive 
nel  sacco,  senza  poter  trovare  negli  archi vj  que'  testamenti,  che  loro  oc- 
correvano. Quando  V,  S.  illustrissima  volesse  assumere  di  faticare  per 
loro,  e  riuscisse   l' atfare.    sarebbono   disposti  a  dare  un  terzo  di  ciò,   che 

Epistolario  di  Lodovico  Antonio  Huratori,  —  Voi.  VL  102. 


2558  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [1*7S6- 

si  guadagnasse.  Può  essere,  che  sia  troppo  difficile,  per  non  dire  impos- 
sibile, l'impresa.  Tuttavia  lio  voluto  significarglielo,  e  la  prego  di  dirmi  il 
suo  parere  su  questo.  Con  rassegnarle  il  mio  rispetto  mi  confermo,  di  V.  S. 
illustrissima. 

2490. 

A  GIAN  FRANCESCO  MUSELLI  in  Verona. 
Modena,  27  Giugno  1726. 

Akchivio  Capitolare,  Verona,   edita  [215]. 

Avrà,  a  Dio  piacendo,  luogo  fra  le  Dissertazioni,  che  sto  preparando, 
il  Penitenziale  ultimamente  inviatomi  da  V.  S.  illustrissima,  benché  simile 
in  parte  ad  altri  già  pubblicati.  Rendo  vive  grazie  alla  di  lei  bontà  per 
questo  favore,  e  la  prego  di  renderle  ancora  al  signor  Campagnola,  con 
assicurarlo  che  nel  tomo,  intorno  a  cui  di  presente  faticano  i  torchi  di 
Milano,  egli,  ed  ella  vedranno  il  loro  nome  con  onore.  Cosi  farò  per  qua- 
lunque altro  aiuto,  che  mi  venisse  da  cotesti  codici  ;  che  per  altro  io  non 
vo'  entrare  in  cotesto  liti,  le  quali  anzi  mi  dispiacciono  e  vorrei  vedere  finite. 

Ho  poi  osservato  nell'  TJghelli,  che  gli  adulteri  venivano  chiamati 
costì  pievanie;  nome  strano  e  particolare  di  cotesta  città,  ne  so  imma- 
ginarmi, onde  sia  proceduto.  Non  si  meravigli  V.  S.  illustrissima,  se  co- 
testo Statuto  non  s*  accorda  in  ciò  col  gius  dato  a  i  vescovi.  Le  città 
divenute  libere  spogliarono  per  quanto  poterono  gli  ecclesiastici  d'ogni 
lor  castello,  regalie,  e  giurisdizioni  temporali.  E  cosi  andarono  a  monte 
tutti  gli  antichi  privilegi.  Di  ciò  parlerò  io  in  una  Dissertazione.  Con  pro- 
testarmi sommamente  tenuto  alla  continuazione  della  di  lei  benignità  verso 
di  me,  le  rassegno  il  mio  ossequio,  e  mi  ricordo  più  che  mai,  di  V.  S.  il- 
lustrissima. 

2491. 

AD  ANTONIO  SCOTTI  in  Venezia. 
Modena,  27  Giugno  1726. 

Archivio  Trbntin,  Venezia,  edita  [163]. 

In  occasione  della  venuta  di  un  amico  mio  a  Venezia,  ho  a  lui  coii- 
segnati  i  due  manoscritti  che  debbo  restituire  a  V.  S.  illustrissima.  L'in- 
voltino andrà  nelle  mani  del  signor  Manfrè.  a  cui  ho  scritto,  acciocché 
gliel  faccia  aver  sicuro.  Porto  io  ora  i  dovuti  ringraziamenti  alla  somma 
bontà  di  V.  S.  illustrissima  pel  favore,  ch'ella  mi  ha  fatto  godere  nel 
prestito  de'  medesimi,  l' uno  dei   quali,    cioè   il    Giornale  del  Soldo,  a   Dio 


-l'7S61  A  OIOVANNI   ANTENORE  8CALABRINI  2559 


piacendo  vedi'à  la  luce.  L'altro  non  piacerebbe  ai  signori  padovani:  con-' 
tuttociò  mi  è  stato  ben  caro.    Quel  poco   che  mi   dispiace,  si  è,  l' avermi 
ella  negato  il  contento  di  poterla  nominare,   come  fo  di  tanti  altri,  a' quali 
ho  simili  obbligazioni.  Ella  ha  anche  tempo  da  pensarvi. 

Nel  vedere  la  Storia  Trivisana  del  lionifacio  in  occasione  che  darò 
un  giorno  alla  luce  alcuni  atti  de'  Caminesi  et  altri  colla  città  di  Treviso, 
ho  trovato  eh'  egli  doveva  avere  davanti  agli  occhi  di  buone  storie  prece- 
denti, perchè  dà  molte  e  rare  notizie  individuali  del  1100  andando  innanzi. 
Gran  cosa  che  nulla  si  possa  trovar  ora,  quando  egli  ha  trovato  tanto  da 
poter  parlare  si  fondatamente  delle  cose  di  Treviso  in  que*  lontani  secoli. 
Avrei  pure  desiderio  io  di  dare  qualche  cosa  di  particolare  di  cotesta 
città.  Ma  sapendo  quante  diligenze  finora  inutili  abbia  fatto  V.  S.  illu- 
strissima, non  oso  sperarne. 

Con  supplicarla  di  conservarmi  il  suo  stimatissimo  amore,  le  rassegno 
il  mio  ossequio  e  mi  ricordo. 


2492. 

A  GIOVANNI  ANTENORE  SO  AL  AERINI  in  Ferrara. 
Modena,  5  Luglio  1726. 

BiBUOTBCA  CoMUNAiiB,  Ferrara. 

Deponga  V.  S.  tutti  i  timori  e  sospetti,  a'  quali  non  ha  dato  motivo 
se  non  la  troppa  folla  delle  mie  occupazioni,  che  mi  fa  talvolta  essere 
incivile  co'  miei  padroni  ed  amici.  Quanto  ella  mi  ha  inviato  V  ho  rice- 
vuto, e  la  ringrazio  ora  vivamente  della  manumissione  di  Wedelace,  e 
avrei  caro  di  avere  l' altra  ancora,  eh'  ella  mi  accenna  al  fatto  in  casa 
del  Priore  di  Saragozza.  E  perchè  mi  occorrerà  discorrere  àe  Servi,  o  sia 
homines  de  Mascinata,  detti  della  Masnada,  del  che  truovo  frequente 
menzione  ne  gli  atti  dopo  il  1200,  se  a  V.  S.  venisse  fatto  di  trovar  lumi 
spettanti  a'  medesimi,  si  ricordi  di  me.  Veggo  che  son  trattati  da  servi,  e 
pure  erano  signori,  e  li  veggo  anche  con  un  bel  Dominus,  e  Domina. 

Non  si  mischia  il  Padron  serenissimo  in  cotesto  Primicerio,  del  quale 
nondimeno  credo  che  una  volta  la  serenissima  Casa  fosse  institutrice,  e 
avesse  il  Giuspatronato. 

Nel  Rodi  da  me  veduto,  v"  ha  in  volgare  tutta  quella  bella  tela  di 
S.  Maurelio.  che  V.  S.  ha  in  latino  da  altre  parti.  Perciò  a  nulla  può 
servire.  Di  grazia  lasci  il  pensiero  di  coltivare  un  campo,  che  non  può 
produrre  se  non  ispine,  felci,  e  altre  erbe  di  non  alcun  uso,  anzi  nocive. 

M' è  dispiaciuta  la  perdita  che  ha  fatto  monsignore  Baruffaldi,  che 
credo   irreparabile;    ma   senza   paragone   più   mi    riesce    molesto    l'avviso 


,2560  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [IT'SB- 

della  mal'  incamminata  salate  del  nostro  p.  Ferrari.  Giacché  l' umana 
medicina  è  mancante  di  riparo,  piaccia  a  Dio  di  adoperare  la  sua  infal- 
libile per  conservare  a  noi  una  persona  di  molto  merito,  e  a  me  un  si 
buon  amico.  In  vedendolo,  caramente  mei  riverisca,  e  V  assicuri,  che 
l'avrò  presente  nel  santo  sacrificio,  e  che  mi  auguro  efficacia  presso  l'Al- 
tissimo per  la  sua  conservazione.  Questi  sono  i  colpi,  che  più  d' altri  mi 
fan  venire  in  fastidio  il  mondo. 

Faccia  anche  V,  S.  il  miracolo  di  trovarmi  una  Vita  di  fìorso:  che 
io  e  il  pubblico  gliene  resteremo  eternamente  obbligati.  Presso  1'  eminen- 
tissimo  Imperiali  nulla  v'  ha,  avendo  io  fatto  fare  le  necessarie  ricerche  per 
mezzo  di  persona  sua  confidente,  e  che  ha  adito  nella  sua  libreria. 

Con  che  ricordandole  la  mia  osservanza  mi  confermo,  di  V.  S.  illu- 
strissima. 

2493. 

A  JACOPO  FACOIOLATI*  in  Padova. 
Modena,  12  Luglio  1726. 

Archivio  Soli  Muratori  (  R.  Bibl.  Est.),  Modena. 

0  per  la  posta,  o  fuori  di  posta,  sempre  per  me  son  preziose  le  lettere 
di  V.  S.  illustrissima.  Sapeva  io,  che  il  Palingenio  era  poeta  italiano,  ma 
mi  era  ignoto  il  nome  di  Pier  Angelo  Manzoli.  Il  Giraldi  seniore,  che 
doveva  parlarne  più  degli  altri,  si  spedisce  in  poche  parole.  Non  so 
d' averne  mai  letto  parola  ne  gli  Annali  di  Ferrara,  e  Dio  sa,  dove  visse, 
e  dove  fini  di  vivere.  Benedetto  Manzoli  era  nostro  modenese,  e  valentuomo 
in  latino  e  greco  e  fu  poi  Vescovo  di  Reggio.  Ma  quel  Pier  Angelo  non 
doveva  essere  de' nostri  Manzoli.  Più  tosto  dovrebbe  conoscerlo  il  signor 
Baruflfaldi.  Io  altro  per  ora  dir  non  posso,  se  non  che  terrò  presente  la 
di  lei  premura  e  cercherò,  se  mai  trovassi  vestigio  di  costui  nelle  me- 
morie di  Ferrara. 

Ha  poi  V.  S.  illustrissima  con  tutta  ragione  trovato  delle  difficoltà 
a  credere  corpi  di  martiri  que'due,  che  sono  stati  portati  costà,  perchè 
r  iscrizione  ad  essi  congiunta,  e  posta  ad  Hilario,  e  ad  Heradia  sua  moglie, 
e  ad  un  Liberio,  che  non  si  sa  chi  fosse,  altro  non  dice,  se  non  che 
queste  tre  persone  furono  cristiani.  Nuli'  altro  vuol  dire  vivas  in  Deo' 
viras  in  Carisio.  Neppure  un  menomo  segno  di  martirio  vi  si  osserva.  Il 
monogramma,  que'cuori,  que' segni  che  pajono  palme,  son  di  quelle  galan- 
terie simboliche,  le  quali  esprimevano  il  solo  cristianesimo  e  l' amore  por- 
tato a' defunti. 


*  Responsive  in  Archivio  Soli  Muratori  {K.  Bibl.  Est.  ),  n.°  &J  da  Padova,  171.3- '47. 


-17*36]  A  GIULIANO  SABBATINI  2561 


Allorché  furono  pregi  tali  corpi  come  di  martiri,  non  era  peranche 
uscita  la  lettera  d'Eusebio  Romano,  cioè  del  p.  Mabillon  de  CiUtu  San- 
ctorum  ignotorum  che  non  gli  avrebbono  in  Roma  tanto  accreditati.  Vegga 
V.  S.  illustrissima  l'Ainnghi  nella  Roma  sotterranea  e  il  Fabretti  nelle 
Iscrizioni  e  troverà  simili  iscrizioni  di  meri  cristiani.  Oh  quanto  ci  piace 
l'adularci!  Alla  di  lei  bontà  rendo  ora  vive  grazie  per  la  prefazione  ga- 
lante intorno  al  Sovite.  La  lessi  con  particolar  piacere.  Pare  a  tutta 
prima  argomento  di  poca  levata,  ma  in  fatti  prende  più  polso  di  quel  che 
si  crede,  e  spesso  imbroglia.  Tutti  i  moralisti  concordi,  tutti  i  Padri 
concordi  stabiliscono  un  punto.  Che  sarà  se  uno,  se  due,  se  tre,  etc.  Ma 
qualunque  cosa  ella  prende  in  mano  diventa  rose  e  gigli.  Me  ne  rallegro. 
Il  signor  marchese  Orsi  ebbe  la  sua  copia.  Ora  è  in  villa.  E,  rassegnan- 
dole il  mio"  rispetto,  mi  confermo,  di  V.  S.  illustrissima.        , 


2494. 

A  GIULIANO  SABBATINI  in  Vienna. 
Modena,  12  Luglio  1726. 

Archivio  Càmpori,  Modena,' edita  [1®]. 

Ne' due  scorsi  ordiaarj  doveva  io  rispondei*e  a  i  favoritissimi  fogli 
di  V.  S.  illustrissima;  ma  non  l'ho  fatto,  perchè  io  desiderava  pure  di 
dirle  d'averla  ubbidita  colla  stampa  della  Pastorale.  Or  sappia,  che,  avendo 
io  chiesta  al  signor  segretario  Santagata  la  licenza  per  essa  stampa,  mi 
disse  che  avendone  già  fatto  motto  al  Padron  serenissimo,  l'A.  S.  sere- 
nissima avea  chiesto  di  vederla  prima,  e  cosi  gliela  consegnai.  Son  già 
passate  due  settimane,  che  non  ho  potuto  né  ricuperar  la  lettera,  né  ot- 
tenere il  placet,  assicurandomi  il  Ministro  di  non  aver  potuto  finora  co- 
municarla a  S.  A.  serenissima.  Voglio  credere  sincera  la  risposta,  e  che 
il  bollore  d'affari  a  lei  noti  non  permetta  l'applicare  a  cose  minori:  tut- 
tavia non  lascio  io  d'apprendere  qualche  misterio  in  tanta  tardanza.  Se- 
guiterò ad  importunare,  come  ho  fatto  ne' giorni  addietro,  tanto  che  arrivi 
a  poterla  servire,  come  sospiro. 

Per  altro  tutto  era  in  ordine  per  la  stampa,  avendo  il  Soliani  fatto 
venire  di  Bologna  con  sollecitudine  l' arme  intagliata.  Certo  che  congiunta 
ad  essa  non  v'era  l'arme  della  religione:  ma,  esaminato  questo  affare 
col  suddetto  signor  segretario,  egli  costantemente  mi  asserisce  non  essere 
la  medesima  d'obbligo,  ma  solo  di  elezione.  E  però  penso  di  valermi  di 
questa,  subito  che  esca  de'  ceppi  la  Pastorale,  lasciando  poi  che  V.  S.  il- 
lustrissima mi  ordini,  se  le  par  bene  di  far  intagliare  altra  arme:  al  qual 
fine  serbo  il  sigillo,  e  le  memorie,  che  m'ha  inviato. 


2562  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [IT'SG- 


Da  questo  signor  Ferretti,  maestro  di  casa  del  signor  marchese  Taddeo 
Rangoni,  mi  era  stato  consegnato  Memoriale,  con  cui  Mauro  Fanti,  car- 
pigiano,  supplica  V.  S.  illustrissima  di  benignamente  concedergli  la  facultà 
di  passare  all'abito  e  vita  ecclesiastica,  avendo  egli  già  ottenuto  da  S.  A.  se- 
renissima tutti  i  ricapiti  necessarj  a  tale  intento,  e  non  mancando  che  la 
benigna  approvazione  di  V.  S.  illustrissima.  M'aveva  egli  raccomandato 
d' inviarlo  alle  di  lei  mani  ;  ma,  per  non  darle  maggiore  aggravio  alla 
posta,  lo  trattengo  con  esporne  solamente  il  sugo  e  supplicarla,  quando  le 
piaccia  di  favorirlo,  di  dare  gli  ordini  opportuni  al  suo  vicario  generale 
di  Carpi.  Io  poi  odo,  non  senza  qualche  rabbia,  lo  sconvolgimento,  che  costi 
proviamo,  e  le  ingiustizie,  che  ci  vengono  fatte;  e  spezialmente  mi  duole 
che  V.  S.  illustrissima  vi  sia  in  mezzo.  Pro  vegga  Iddio,  se  ne  siam  degni, 
e  mantenga  a  lei  la  salute  e  il  coraggio;  che,  certo,  al  suo  dovere  e  zelo 
so  ch'ella  non  mancherà. 

Baciandole  le  sacre  mani,  e  rassegnandole  il  mio  inviolabil  ossequio, 
mi  confermo,  etc. 

2495. 

A  GIOVANNI  ANTENORE  SCALABRINI  in  Ferrara. 

Modena,  12  Luglio  1726. 

BiBLiOTBCA  Comunale,  Ferrara. 

Ora  si  gode  buona  pace,  né  credo  che  alcuno  badi  a' fatti,  che  non 
sono  più  capaci  di  dar  gelosia.  E  poi  guardi  chi  vuole  le  nostre  lettere, 
che  troveranno  gente  onorata.  Ma  non  penseranno  per  immaginazione  a  noi, 
né,  per  vani  sospetti,  s'è  mai  ritirato  il  nostro  p.  Ferrari,  sempre  da  me 
riverito,  sempre  da  me  compianto,  perché  in  lui  perderemo,  se  Dio  non 
esaudisce  i  nostri  voti,  un  uomo  di  merito,  e  un  ottimo  amico. 

Rendo  a  V.  S.  le  dovute  grazia  per  l'altra  manumissione;  ma  di 
lunga  mano  maggiori  gliele  renderò,  se  mi  aiuterà  per  le  Masnade.  Truovo 
nelle  carte  estensi  molti  di  questi  uomini  di  Masnada,  che  veramente 
sono  servi,  e  pure  posseggono  di  gran  beni,  sono  vassalli  per  feudi,  vis- 
conterie,  e  altre  giurisdizioni,  e  portano  il  tiolo  di  Dominus:  cose  dispa- 
rate. Se  mai  si  potessero  trovare  quali  oneri  avessero  tali  persone,  l' avrei 
pur  caro.  Uno  credo  che  fosse  di  militare  a  piacimento  del  padrone.  Ho 
qui  un  giuramento  d'un  d'essi,  poco  diverso  da  quel  de' vassalli,  se  non 
che  giura  ut  Servus  Domino.  Vegga  ella,  se  in  cotesti  giuramenti  v'  abbia 
cosa  particolare,  e  mi  favorisca  della  copia  d'uno. 

È  cessato,  a  mia  requisizione,  il  tempo  piovoso,  affinchè  V.  S.  non 
vada  in  collera;  ma  non  mancheranno  altri  tempi  torbidi  e  disgustosi: 
che  il  mondo  ne  ha  sempre  da  dare. 

Con  che,  caramente  riverendola,  mi  confermo,  di  V.  S. 


l'T'SG]  A  COSTANTINO  QRIMALDI  2563 


2496. 

AD  ANTONIO  SCOTTI  in  Venezia. 
Modena,  12  Luglio  1726. 

Abchitio  Tbbxtik,  Venszia,  edita  1163]. 

Godo  che  a  V.  S.  illustrissima  sieno  pervenuti  i  due  manoscritti  da 
me  restituiti  ;  ed  avendone  anch'  io  ricevuto  un'  altro  sottile,  che  tratta  in 
compendio  delle  cose  di  Padova,  ma  senza  lettera,  che  l' accompagnasse, 
desidero  ben  sapere,  se  dalla  di  lei  gentilezza  mi  venga  questo  favore,  per 
soddisfare  al  debito  della  restituzione. 

Intanto  spedisco  oggi  anch'io  un  tomo  nuovo  Rerum  lialicarum  al 
signor  Manfrè. 

Se  si  fosse  potuto  trovare  la  continuazione  di  quella  Cronaca,  di  cui 
V.  S.  illustrissima  mi  fece  parte,  io  da  essa  avrei  potuto  trascegliere  ciò 
che  riguarda  Trivigi.  Ma  il  solo  primo  tomo,  che  sul  più  bello  manca,  né 
si  sa  di  che  Autore,  uè  a  qual  tempo  fosse  scritto,  non  basta  al  mio  de- 
siderio, che  pur  sarebbe  grande,  di  ben  servire  a  cotesta  nobil  città. 

De'  documenti,  eh'  ella  con  tanta  benignità  mi  accenna,  avrei  caro 
d'avere  il  Privilegio  di  Federico  I,  del  1178,  il  giuramento  di  Wecel."  da 
Praia  del  1165,  t\  Privilegio  di  Can  Grande  del  1329,  quello  di  Carlo  VI, 
del  1370.  Con  suo  comodo  potrà  favorirmene. 

Ratificandole  con  ciò  il  mio  costante  ossequio,  mi  confermo. 


2497. 

A  COSTANTINO  GRIMALDI  in  Napoli. 
Modena,  19  Luglio  1726. 

Archivio  Soli  Mcbatori  {R.  Bibl.  Est.),  Modena. 

Dal  signor  avvocato  Valletta  fu  fatto  pagare  in  Roma  al  signor  abate 
Giacobazzi  quanto  V.  S.  illustrissima  andava  debitrice  per  le  copie  de' tomi 
finora  a  lei  inviati.  E  però  è  saldato  il  conto  nostro  fin  qui,  cioè  pel  tomo 
settimo.  A  quest'ora  le  dovrebbono  essere  giunte  le  due  copie  del  tomo 
ottavo,  il  prezzo  delle  quali,  se  il  suddetto  signor  avvocato  potrà  farlo 
sborsare  al  medesimo  signor  abate,  ne  resterò  ben  tenuto  non  meno  a  lui. 
che  alla  V.  S.  illustrissima. 

Troverà  ella  già  stampati  nella  Raccolta  i  Diurnali  di  Mauro  Spi- 
nelli, e  però  altro  non  occorre  per  essi.  Bensì   mi   saranno   carissimi  gli 


2564  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [  1*7*36 - 


opuscoli  di  Tristano  CaraccioU.  Fra  questi  desidero  io  specialmente  la 
Vita  di  Giovanna  I;  quella  di  Ser  Gianni  Caranza.  La  difesa  della  No- 
biltà Napolitana.  Il  funerale  di  Ferdinando  I.  Il  Trattato  dello  stato  della 
Città  di  Napoli  ;  ma  non  già  de  cujusdam  vanitale  in  loquendo.  La  Pistola 
De  Inquisilione  farebbe  per  me,  ma  temo  che  si  troverà  difficoltà  a  stam- 
parla per  paura  che  il  tomo  non  fosse  fulminato  da  Koma:  cosa  che  non 
piacerebbe  a  me  e  molto  meno  a  que'  signori  di  Milano  che  fanno  la  stampa. 
Supplico  V.  S.  illustrissima  di  esaminarla  e  quando  la  scoprisse  spiacevole 
a  gli  occhi  romani,  non  la  faccia  copiare.  L'altre  suddette  cose  le  rice- 
verò molto  volentieri,  e  copiate  alle  mie  spese. 

Intanto  le  rendo  divotissime  grazie  per  la  continuata  sua  premura  in 
favorirmi. 

Non  conosco  io  il  p.  Mauri  traduttore  del  _  Dizionario  del  p.  Calmet, 
né  80  dove  abiti.  Me  ne  informerò,  e  potendo  avere  que  lumi,  ch'ella  de- 
sidera, avrò  gusto  di  servirla. 

Intanto  con  impazienza  aspetto  d'intendere  il  destino  delle  di  lei 
Opere  legali  e  gliel  auguro  felice.  Con  che,  rassegnandole  il  mio  costan- 
tissimo ossequio  e  serbando  vive  in  cuore  le  tante  obbligazioni,  che  le 
professo,  mi  confermo. 


2498. 

A  GIOVAN  BERNARDINO  TAFURI  in  Nardo. 
Modena,  19  Luglio  1726. 

Archivio  Papadia,  Galatina,  edita  [165]. 

Già  sono  stampati  i  Giornali  di  Matteo  Spinelli,  e  con  essi  quanto 
V.  S.  illustrissima  mi  fece  avere  intorno  agli  stessi;  e  spererei  che  a 
quest'  ora  gli  avesse  veduti,  perchè  fin  d'  anno  passato  la  stampa  ne  fu 
fatta,  e  quel  tomo,  sou  certo,  che  da  gran  tempo  è  in  Napoli.  Spero  altresì 
che  ella  avrà  avvertito  i  sensi  della  mia  gratitudine  verso  di  lei. 

Ora  poi  le  rendo  vive  grazie  per  l' esibizione  cortese  de'  Giornali  del 
duca  di  Monteleone,  ma  non  accetto  il  favore,  perchè  già  altronde  gli  ho 
ricevuti. 

Del  Goniger  non  ho  finora  determinato  ciò  che  abbia  da  essere,  e  vi 
è  tempo  a  pensare.  Temo  nondimeno  di  lasciare  indietro  quel  suo  Diario 
perchè  troppo  infedele,  e  pieno  di  troppi  sbagli,  che  screditano  l'autore; 
ed  infatti  anche  da  altra  parte  mi  è  stato  screditato. 

Intanto  con  ringraziai'la  del  suo  benigno  continuato  affetto,  le  ras- 
segno il  mio  rispetto,  e  mi  ricordo. 


■1*7S6]  A    GIOVANNI   ANTENORE  SCALABBINI  2565 


2499. 

A  GIACINTO  VINCIGLI  in  Perugia. 
Modena,  19  Luglio  1726. 

BiBioTKCA  DBL  Skminabio,  Posaro,  edita  [  106]. 

Godo  che  sieno  felicemente  giunti  alle  mani  di  V.  S.  illustrissima 
que'due  libri,  de' quali  mi  aveva  favorito;  e  maggiormente  godrò  d'inten- 
dere, che  il  di  lei  meinto,  dopo  codesto  impiego,  ne  truovi  un  migliore. 
Intorno  al  corpo  Rerum  italicarum  io  non  so,  che  qne' signori  di  Milano 
facciano  vantaggio  ad  alcuno;  ma  ne  scriverò  colà,  toccando  ad  essi  in- 
teramente il  disporne,  siccome  quelli,  che  a  tutte  loro  spese  stampano 
l'opera.  In  Milano  ogni  tomo  vale  20  lire  di  quella  moneta.  La  servirò 
io  ben  volentieri  del  tomo  I  e  II  de' miei  Anecdoti,  che  ho  pronti  ad  ogni 
suo  cenno,  e  se.  potrò  anche  trovare  copia  del  Trattato  delle  Paci  ve  l'ag- 
giugnerò.  Intanto  con  rassegnarle  la  mia  debole  servitù,  ed  il  mio  rispetto 
mi  confermo,  di  V.  S.  illustrissima. 


2500. 

A  GIOVANNI  ANTENOEE  SCALABRINI  in  Ferrara. 
Modena,  26  Luglio  1726. 

BiBLioiKCA  GoMOHALs,  Ferrara. 

Benché  mi  sia  stato  carissimo  tutto  ciò,  che  V.  S.  mi  ha  per  sua 
bontà  inviato  intorno  alle  Masnade,  pure  nulla  veggo  finora,  ch'io  non 
abbia  osservato  nelle  carte  vecchie  dell'Archivio  Estense.  Se  le  riuscisse 
di  trovare  il  documento  di  cotesto  Capitolo,  cioè  l' esame  di  que'  testimoni 
per  provare,  che  quel  tale  era  della  Masnada  de' Canonici,  forse  darebbe 
que'  lumi  che  finora  mi  mancano  :  trovando  io  sempre  assai  strano,  che 
uno  fosse  Signore  e  Vassallo,  e  nello  stesso  tempo  Servo.  I  Manenti  erano 
Servi  anch'essi,  ma  diversi  da  quei  delle  Masnade.  V'ha  molte  carte  in 
questo  Archivio,  ove  le  persone  riconoscono  d'aver  beni  dalla  Casa  d'Este. 
Jure  Maynentiae.  Tuttavia  non  mi  sarà  inutile  quanto  ho  ricevuto,  e  farò 
menzione  di  lei.  U  di  20  del  corrente  s'incamminò  alla  volta  d'Assisi  il 
signor  conte  Scalabrini.  e  la  signora  Contessa  a  quella  di  Parma.  Terrò 
r  involto  fino  al  loro  ritorno. 

Leggerò  volentieri  l'Orazione  funebre  del  fu  signor  Preguglia,  fatta 
dal  signor  Dott.  Jacopo  Agnelli,  non  avendo  potuto  immediatamente  sod- 


2566  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [l'736- 

disfare  in  ciò  al  mio  desiderio;  e  goderò  di  vedere  in  pruova  l'ingegno  e 
valore  di  cotesto  giovane.  Ringrazio  io  V.  S.  intanto  di  questo  favore,  e 
la  prego  ancora  di  ringraziarne  l'autore,  s'egli  ha  parte  nel  dono. 

Sicché  è  perduta  ogni  speranza  di  salvare  il  nostro  buon  p.  Ferrari. 
Misero  paese  che  è  questo  mondo  !  Me  ne  duol  forte,  e  volesse  Dio,  che 
1©  mie  povere  orazioni  potessero  giovargli,  siccome  io  le  impiegherò,  giacché 
non  posso  di  più  per  un  si  buon  amico.  A  lui  i  miei  più  cari  saluti,  quando 
il  vedrà.  E  con  protestare  a  lei  le  mie  obbligazioni  per  gli  continuati  favori, 
le  rassegno  il  mio  rispetto,  e  mi  confermo,  di  V.  S. 


2501.. 

A  NICOLA  TACOLI  in  Reggio. 
Modena,  1  Agosto  1726. 

Archivio  Tacoli,  Modena. 

Il  Molli  propostomi  da  V.  S.  illustrissima  nell'ultimo  suo  foglio,  non 
fa  al  proposito  per  la  mia  Raccolta,  perchè  mi  sono  impegnato  col  pub- 
blico di  dar  solamente  storici,  che  abbiano  scritto  prima  del  1500.  Il  solo 
Gazzada.  benché  mancante  di  molto,  vi  avrà  luogo  a  suo  tempo.  Di  più 
non  saprei  che  fare.  L'Azzari,  e  il  Panciroli,  se  non  fossero  posteriori 
al  mio  disegno,  sarebbono  i  più  meritevoli  d'entrare  in  questo  teatro.  Ed 
essi  erano  molto  più  atti  per  l' abbondanza  de'  libri  stampati  a  parlare 
dell'origine  di  Reggio,  che  un'autore  del  1290,  vivente  in  tempi,  che  man- 
cavano di  libri,  e  se  voleano  ragionare  de' tempi  antichi,  d'ordinario  spac- 
ciavano solamente  delle  favole,  siccome  chiaro   apparisce  in   tanti  autori. 

Con  augurarle  felicissima  villeggiatura,  e  rassegnandole  il  mio  rispetto, 
mi  confermo. 

2502. 

AD  UBERTO  BENVOGLIENTI  in  Siena. 
Modena,  9  Agosto  1726, 

BiBLiOTBCA  Comunale,  Siena,  edita  [158]. 

Buon  per  me,  che  V.  S.  illustrissima  conserva  sì  benigna  memoria  di 
me,  e  delle  cose  mie.  I  frutti  dunque  me  li  aspetto  nelle  giunte  che  ella 
mi  fa  sperare  alla  vecchia  Storia  Sanese,  e  per  i  quali  mando  innanzi  i 
miei  più  divoti  ringraziamenti.  Se,  dunque,  le  capiterà  qualche  occasione 
per  Lombardia,  me  le  mandi;  che.  a  suo  tempo,  compariranno  per  gloria 
di  cotesta  sua  patria.  Di  annotazioni  per  cose  di   tempi  si  vicini,  non  ne 


-l'TSG]  A   GIOVANNI   ANTENORE  8CALABEINI  2567 


son  desideroso:  perchè,  pur  troppo,  veggo  ohe  va  crescendo  la  mole  della 
Raccolta,  e  molto  ancora  ci  resta;  né  vorrei  essere  di  peso  a' compratori. 
Sopra  tutto  mi  spaventano  i  Villani,  che  spero  di  dare  ben  raffazzonati. 

Ho  l'orazione  funebre  e  la  descrizione  del  funerale  di  Giovan  Ga- 
leazzo in  prosa,  fatta  di  quei  tempi;  e  però  non  so  se  fosse  a  proposito 
quella  in  versi  che  V.  S.  illustrissima  possiede.  Con  tutto  ciò,  s'ella  giu- 
dicherà bene  d'inviarmela,  ne  potrò  allora  portare  un  più  sicuro  giudizio. 

Non  mi  è  ignota  la  di  lei  dissertazione  intorno  alla  lettera  A',  e  desi- 
dero forte  di  leggerla,  ma  molto  più  l'altra  dell'armi,  che  è  più  di  mio 
gusto.  Però  vengano  le  due  copie,  che  saranno  ben  ricevute;  e  a  buon 
conto,  me  le  protesto  singolarmente  obbligato  per  queste  grazie. 

Già  è  fuori  il  tomo  Vili,  che  è  IX  nel  numero;  e  quella  benedetta 
Carta  geografica  è  quella  che  trattiene  l'uscita  della  seconda  parte  del 
tomo  II.  Se  a  Dio  piacerà,  continuerò  la  fatica,  e  metteremo  in  salvo  le 
reliquie  della  Storia  Italiana.  Io  non  mi  ostinerei  a  credere  originale  il 
volgare  de'  Giornali  dello  Spinelli  ;  ma  uè  pure  ad  altri  riuscirebbe  facile 
il  mostrare  il  contrario.  Se  Ricordano  potè  scrivere  in  volgare,  perchè  non 
potè  alquanti  anni  prima  un  napolitano?  Poco  però  importa. 

Mi  truovo  fino  alla  gola  pieno  d'occupazioni  mie  e  d'altrui.  Ma  in 
qualunque  tempo  e  stato,  finché  avrò  vita,  sarò  pieno  di  stima  e  d'ossequio 
pel  nobile  ingegno  e  ornatissimo  cuore  di  V.  S.  illustrissima;  e  intanto  più 
che  mai  mi  rassegno,  di  V.  S.  illustrissima,  etc. 


2503. 

A  GIOVANNI  ANTENORE  SCALABRINI  in  Ferrara. 
Modena,  9  Agosto  1'^. 

B1BL.10TSCA  CounxALK,  Ferrara. 

Son  tenuto  a  V.  S.  per  la  continuata  sua  bontà  nel  farmi  godere  il 
documento  del  conte  Alberto.  Quell'altro  spettante  alle  buone  monache, 
le  quali  con  aurea  simplicità  se  n'andavano  a  stare  in  villa  accompagnate 
da  i  loro  preti,  sarà  forse  più  a  proposito  pe'miei  disegni;  e  però  quando 
a  lei  piaccia  di  favorirmene,  mi  riuscirà  ben  grato,  persuadendomi  che  il 
Diavolo  non  si  arrischiasse  a  tener  loro  compagnia,  avendone  un'altra  si 
buona  a  canto. 

E  giacché  V.  S.  va  proseguendo  le  sue  erudite  ricerche,  tenga  ben 
davanti  a  gli  occhi  le  Masnade,  per  vedere  se  si  potesse  dare  miglior 
lume  a  quella  razza  di  Servi,  che  furono  gli   ultimi  ad  essere   conosciuti. 

Sento  con  dispiacere  lo  stato  sempre  più  infelice  del  nostro  p.  Ferrari, 
e  già  mi  preparo  alle  conseguenze,  che  pur  troppo   si  possono  prevedere. 


2568  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [l'?36- 

Gli  conceda  il  Signore  Iddio  quella  costanza  d'animo,  che  è  necessaria  in 
si  penose  congiunture  per  chi  ad  occhi  aperti  sta  vedendo,  che  la  vita  vuole 
abbandonarlo.  Io  perderò  molto  in  lui. 

A  momenti  si  aspetta  il  signor  conte  Seal  abrini,  al  quale  farò  subito 
avere  quanto  V.  S.  mi  comandò.  Intanto,  con  rassegnarle  il  mio  rispetto, 
mi  confermo,  di  V.  S. 

2504. 

A  NICOLÒ  DOMENICO  MUZIO  in  Genova. 
Modena,  16  Agosto  1726. 

Archivio  Vakni,  Genova,  edita  [221]. 

Quando  io  mi  credeva,  che  la  Cronica  dello  Stella  fosse  già  stata 
collazionata  in  Milano  col  buon  testo,  di  cui  V.  S.  per  sua  bontà  mi  favori, 
sento  dal  signor  Goffredo  de  Filippi,  a  cui  fu  da  me  raccomandata,  ed  al 
quale  ultimamente  ne  scrissi  per  intendere,  se  era  per  anche  stato  resti- 
tuito il  di  lei  manoscritto,  che  non  s'era  per  anco  fatto,  stante  l'andata  a 
Roma  del  bibliotecario  dell'Ambrosiana,  il  quale  dovea  somministrare  un 
altro  testo  di  quella  biblioteca;  ma  che  s'intraprenderebbe  il  lavoro  quanto 
prima.  Mi  son  doluto  di  tanta  tardanza,  e  indarno  mi  sono  augurato,  che 
il  suo  manoscritto  fosse  venuto  a  dirittura  a  Modena,  che  mi  sarei  fatto 
rimandare  il  mio  da  Milano,  ed  ora  sarebbe  terminata  questa  fatica. 

Son  dunque  a  pregare  la  di  lei  bontà,  che  voglia  condonare  la  so- 
verchia tardanza,  e  riposarsi  sulla  certezza,  che  il  suo  manoscritto  sta  in 
buone  mani,  e  sarà  puntualmente  restituito,  essendo  a  mio  carico  questo 
dovere.  Fin  la  primavera  passata  io  trasmisi  a  Milano  al  suddetto  signor 
Filippi  i  due  libri,  de' quali  mi  fece  grazia  V.  S.  cioè  del  Bracelli.  e  l'opu- 
scolo della  Casa  Doria,  acciocché  glieli  facesse  tenere.  La  prego  di  dirmi 
se  siane  seguita  la  restituzione,  perchè  di  ciò  non  ho  mai  ricevuto  da  lei 
riscontro  veruno.  Con  che,  rassegnandole  il  mio  rispetto,  e  la  memoria  delle 
mie  obbligazioni,  mi  confermo. 


2505. 

A  GIOVANNI  ANTENORE  SCALABRINI  in  Ferrara. 
Modena,  16  Agosto  1726. 

Archivio  Soli  Muratori  (  R.  Bibl.  Est.),  Modena. 

Stanno  in  mia  mano    i   due  lunghi  documenti,  de' quali   mi    ha  V.  S. 
ultimamente  con  tanta  bontà   favorito,  e  per  gli  quali   me  le  protesto  te- 


-l*?©©]  A   VINCENZO    VECCHI  2669 


nuto  assaissimo.  Farò  copiarli,  e  poi  li  rimetterò.  Tuttoché  avessi  sperato 
anche  più  copiose  notizie  intorno  alle  Masnade,  dall'esame  di  que' testi- 
moni, pure  ve  n'ha  tante,  ch'io  certamente  non  lascerò  di  far  pubblico 
esso  documento  colla  lode  dovuta  al  benefattore.  Altrettanto  ancora  penso 
di  fare  dell'altro  spettante  a  quelle  buone  monache.  Sarebbe  da  desiderare 
che  all'ottimo  genio  di  V.  S.  riuscisse  di  andare  scoprendo  simili  reliquie 
curiose  dell'antichità,  che  farebbono  onore  a  Ferrara,  e  servirebbono  ad 
impinguare  gli  argomenti,  che,  a  Dio  piacendo,  io  son  per  trattare  a  fine 
di  dar  luce  a  i  costumi  de' tempi  oscuri.  So  ch'ella  non  dimenticherà  i 
miei  desiderj. 

Tornò  poi  con  prospera  salute  il  signor  conte  Scalabrini,  a  cui  tosto 
fu  consegnato  l'involto  a  lui  diretto.  Anche  ieri  sera  fui  godendo  de  i 
racconti  curiosi  del  suo  ultimo  viaggio. 

Giacché  odo  parlarsi  di  Sinodo  costì,  son  bene  a  pregare  V.  S.  che 
s' informi,  cosa  io  debba  fare,  se  fossi,  come  priore  di  S.  Agnese,  chiamato. 
Cioè  se  occorra  scusa  alcuna  per  la  mia  impotenza  a  venire,  in  somma 
come  io  debba  regolarmi.  Che  per  altro  in  lontananza  io  darò  un  pienis- 
simo placet  a  tutte  le  risoluzioni  di  si  venerabil  assemblea,  in  cui  ella  è 
per  fare  si  cospicua  figura. 

Piacesse  a  Dio.  che  l'acqua  del  Po  fosse  miracolosa  pel  nostro  P.  Fer- 
rari, Del  suo  stato  mi  vada  ella  ragguagliando:  perchè  mi  sta  sempre  a 
cuore.  Ch'io  intanto  in  ricompensa  le  ho  inviato  un  po' di  aria  fresca,  la 
quale  farà  risorgere  a  lei,  e  a  chi  ne  ha  bisogno,  gli  spiriti.  E  qualora 
costi  fosse  pericolo  della  sanità,  se  ne  fugga  a  Modena,  dove  per  grazia 
di  Dio  la  godiamo  assai  buona. 

Pazienza,  se  non  si  può  trovai'e  Vita  alcuna  del  buon  Berso.  Quand'essa 
fosse  caduta  nelle  branche  de  gli  espilatori,  facciam  conto  che  sia  perduta. 
Ringrazio  la  di  lei  bontà,  perchè  ne  tien  viva  la  memoria.  E  rassegnan- 
dole le  obbligazioni  mie.  con  tutto  lo  spirito,  mi  confermo,  di  V.  S. 


2506. 

A  VINCENZO  VECCHI  in  Ferrara. 
Modena,  23  Agosto  1726, 

B.  Abchivio  di  Stato,  Modeua. 

Non  trovandosi  qui  nel  ducale  Archivio,  come  ne  pure  nella  compu- 
tisteria, alcuni  registri  e  memor'ie  camerali,  de' quali  si  ha  grande  neces- 
sità, tengo  ordine  dal  Padrone  serenissimo  di  scrivere  a  V.  S.  illustris- 
sima, e  di  «Urie,  che,  colla  maggior  sollecitudine  possibile,  ella  procuri  di 
ti'ovare  tutti  que'  registri,  schede  notariali,  e  libri  d' aziende  camerali,  spot- 


2570  LODOVICO   ANTONIO    MURATORI  [1*?S6- 

tanti  massimamente  ad  acquisti,  che  si  trovino  in  cotesto  Archivio,  co- 
minciando al  1498  fino  al  1535.  Qui  abbiamo  nota  di  alcuni  di  essi  registri 
come  esistenti  costi;  abbiamo  anche  le  schede  di  vari  notai  Camerali 
antecedenti,  ma  non  di  que' tempi,  e  che  appunto  ci  abbisognano.  Unito 
che  V.  S.  illustrissima  avrà  quanto  le  parrà  a  proposito,  avvertendo  spe- 
zialmente se  vi  fossero  memorie  di  quegli  anni  per  Carpi  e  suo  distretto, 
sarà  necessario  lo  spedire  qua  tutto,  ben  incassato  e  difeso  o  pel  Corriere, 
se  non  tardasse  troppo;  o  pure,  se  non  fosse  gran  mole,  per  mezzo  di  un 
cavallo,  se  però  alla  di  lei  prudenza  paresse  sicuro  un  tal  mezzo.  Io  so 
che  l'attività  e  il  zelo  di  V.  S.  illustrissima,  quando  si  tratta  del  buon 
servizio  del  comune  Padrone,  non  ha  bisogno  d'altri  stimoli  o  lumi.  E 
però  rassegnandole  il  mio  costantissimo  ossequio,  mi  ricordo. 


2507. 

A  LUC  ANTONIO  GENTILI  in  S.  Marino. 

Modena,  24  Agosto  1726. 

Biblioteca  del  Seminario,  Pesaro,  edita  [li  8]. 

Se  gradite  mi  sono  le  lettere  di  V.  S.  che  le  desidero,  quanto  me 
stesso,  ai'guisca  ella,  quanto  mi  sarà  accetta  la  di  lei  persona,  che  dice  ve- 
nirmi quanto  pi'ima  a  visitare.  Venga  pure  con  tutto  suo  agio,  che  troverà 
qui  preparati  per  la  sua  restituzione  i  suoi  manoscritti,  avendo  io  già 
confrontata  la  Cronaca  di  Gubbio,  che  ho  solo  fatto  copiare.  Troverà  an- 
cora a  Dio  piacendo,  me  in  villeggiatura  vicina,  che  potrò  essere  con  facil 
passaggio  in  città  a  servirla.  Intanto  augurandole  felice  viaggio,  e  sanità 
perfetta,  le  rassegno  la  mia  costante  osservanza,  e  mi  ricordo,  di  V.  S. 


2508. 

A  MAURO  ALESSANDRO  LAZZARELLI  in  Milano. 
Modena,  29  Agosto  1726. 

Archivio  Soli  Muratori  {li.  Bibl.  Est.),  Modena. 

Se  giugnerà  la  Collana  imperiale,  può  credere  V.  P.  reverendissima 
eh'  io  darò,  con  essa  al  collo,  una  maestosa  passeggiata  per  questa  piazza, 
e  mi  farò  guardar  dietro  la  gente.  Venga  dunque  il  P.  Paoli  degno  am- 
basciatore di  S.  M.  C.  a  questo  furto.  Non  è  poco  il  rendere  tributario  a 
noi  poveri  Italiani  il  cielo  settentrionale.  Dovrebbe  anche  toccare  al  Padron 
serenissimo  quell'assegno  in  Ungheria,  che  fu  promesso.  Ma   intanto  ella 


-l'7S61  A   GIUSEPPE  ANTONIO  SASSI  2571 


sa,  che  buoni  sorbetti  ci  vengono  da  quel  benedetto  paese.  Altro  non  dico. 
Con  renderle  vive  grazie  della  consegna  del  nuovo  libro  del  signor  Fi- 
lippi ad  esso  P.  Pauli,  o  pure  al  collegiale,  e  con  sospirare  l'onore  de' suoi 
comandamenti,  le  rassegno  il  mio  ossequio  e  mi  ricordo,  di  V,  P.  reve- 
rendissima. 

2509. 

A  GIUSEPPE  ANTONIO  SASSI  in  Milano. 
Modena,  29  Agosto  1726. 

BiBLioTsCA  Ambbosiava,  Milano,  edita  [176]. 

Per  le  benigne  congratulazioni  che  V.  S.  illustrissima  mi  fa  godere 
in  occasione  del  regalo  che  è  piaciuto  all'augustissimo  d'inviarmi,  viva- 
mente ringrazio  la  di  lei  gentilezza.  Ma  non  vorrei  che  Milano  per  questa 
volta  innamorasse  tanto  l' onoratissimo  p.  Pauli,  ch'egli  si  dimenticasse 
costi,  perchè  la  mia  poca  sanità  ha  bisogno  di  qualche  ristoro  in  villa,  e 
a  questa  non  mi  so  risolvere  se  non  dopo  avere  goduto  qui  delle  grazie 
del  dignissimo  amico.  In  vedendolo  la  prego  di  portargli  i  miei  più  divoti 
ossequii. 

Mi  sono  informato  cosa  occorrerebbe  per  la  cittadinanza  di  Reggio, 
e  mi  dicono  che  importerà  qui  la  grazia  due  Luigi.  Forse  occorrerà  qualche 
altra  cosa  in  farla  registrare  a  Reggio  (se  pure  è  necessario).  Del  resto 
mi  adopererò  io  con  tutta  efficacia  a  fine  di  servire  il  signor  Guaschi,  e 
V.  S.  illustrissima  nello  stesso  tempo.  Ella  non  ha  che  a  comandarmi. 

Avendo  io  l'ordinario  antecedente  significato  al  signor  Argelati.  ac- 
ciocché ne  facesse  a  lei  parte,  quali  manoscritti  si  potessero  cercare  a 
Roma  e  a  Firenze,  altro  ora  non  aggiugnerò,  Prima  di  chiudere  la  pre- 
sente, troverò  il  suo  foglio  e  gliel  trasmetterò. 

Godo  ch'ella  abbia  conosciuto  nel  p.  Cerati  un  savio  e  dotto  religioso, 
e  le  protesto  le  mie  obbligazioni  per  le  finezze  a  lui  usate.  Con  che  ras- 
segnandole il  mio  rispetto,  mi  confermo,  etc. 

P.  S.  Dope  avere  scritta  la  presenta  in  casa,  mi  credeva  io  di  tro- 
vare in  libreria  il  di  lei  foglio:  ma  questo  l'avrò  portato  a  casa.  Nel 
venturo  ordinario  soddisfarò  a  questo  mio  debito.  Per  ora  perdoni  alla 
mia  trascuratezza. 


2572  LODOVICO   ANTONIO   MUKATORI  [1*736- 


2510. 

A  GIULIANO  SABBATINI  in  Vienna. 
Modena,  30  Agosto  1726. 

Archivio  Càmpoei,  Modena,  edita  [211]. 

Tengo  due  lettere  di  V.  S  illustrissima,  ma  non  so  bene  accorgermi 
se  anch'ella  abbia  ricevuto  tutte  le  mie.  In  una  d'esse  le  significava  i 
passi  fatti  dal  nostro  prelato,  per  gli  quali  credeva  io  spezialmente  are- 
nato l'affare  della  pastorale;  e  sopra  di  ciò  non  veggo  risposta.  Può  es- 
sere che  la  mia  sia  giunta  dipoi.  In  altra  antecedente  le  aveva  io  esposte 
le  suppliche  di  questo  signor  Giovan  Battista  Ferretti  maestro  di  casa 
del  signor  marchese  Taddeo  Rangoni,  per  impetrare  da  V.  S.  illustrissima 
la  grazia,  che  Mauro  Fanti  da  Carpi,  possa  ricevere  la  prima  tonsura, 
avendo  egli  già  la  permissione  per  questo  di  S.  A.  serenissima  co' recapiti 
necessari.  Può  darsi,  che  la  moltiplicità  de  gli  affari  le  abbia  fatto  sfug- 
gire sotto  gli  occhi  una  tale  preghiera,  eh'  io  riverentemente  rinnuovo. 

Ora  quanto  alla  /jastorale  sono  io  stato  aspettando,  se  il  Padrone  se- 
renissimo, o  il  signor  segretario  Santagata  me  ne  facevano  motto,  a  tenore 
di  quanto  V.  S.  illustrissima  mi  aveva  scritto  ;  ma  ho  avuto  un  beli'  aspet- 
tare. Giudicai  dunque  meglio  di  replicar  io  gli  assalti  al  ministro,  ed  egli 
mi  disse,  che  S.  A.  serenissima  n'aveva  a  lei  esposti  i  propri  sentimenti, 
e  che  intorno  a  ciò  si  attendeva  la  di  lei  risposta,  che  non  era  giunta 
peranche.  In  somma  le  apparenze  sono,  che  qui  s'abbia  poca  voglia  di 
lasciarla  uscire;  e  tanto  più  che  non  mi  si  parla  mai  di  questo  a  cuore 
aperto.  Non  lascerò  io  d'  importunare  finché  s' arrivi  a  intendere  il  netto 
di  ciò,  che  finora  è  in  oracolo;  e  mi  regolerò  secondo  le  di  lei  prudenti 
istruzioni,  con  desiderio  costante  di  servirla  in  questa  e  in  altro  come 
meglio  potrò  e  saprò. 

Lessi  con  piacere  e  insieme  con  grave  disgusto  la  viva  descrizione  fattami 
da  V.  S.  illustrissima  de  gli  strani  sentimenti  di  cotesti  ministri,  che  però 
non  mi  giunge  nuova;  e  tanto  da  ciò,  quanto  da  altri  andamenti  a  me  non 
ignoti  nelle  presenti  scabrose  congiunture,  non  so  se  non  temere  e  pre- 
dire sinistre  e  troppo  disgustose  conseguenze.  Se  non  è  la  mano  superiore 
dell'Altissimo,  che  soccorra,  veggo  anch'  io,  essere  da  sperar  poco  nelle 
umane.  Intanto  ho  la  consolazione  d' udire  il  Padron  serenissimo,  che  parla 
di  V.  S.  illustrissima  sempre  con  termini  di  approvazione  del  di  lei  zelo, 
e  fa  conoscere,  che,  se  gli  affari  passeran  poco  bene,  ciò  non  sarà  per  di- 
fetto di  lei.  Piaccia  a  Dio,  che  questi  prendano  qualche  miglior  piega  :  che 
così  avremo  tutti  occasione  di  rallegrarci. 


-l'T'Sei  AD   ANTONIO  VALLISNIERI  2573 

Giacché  il  gentilissimo  signor  conte  di  Collalto  è  per  essere  in  breve 
in  Italia,  farà  men  viaggio  la  risposta,  ch'io  gli  debbo.  Il  mio  desiderio 
è  tatto  per  servirlo;  ma  non  veggo  come  poterlo  fare.  Per  la  dedicatoria 
di  un  tomo  Rerum  Italicarum,  i  signori  Milanesi,  a'  quali  cedei  il  diritto 
delle  dediche,  affinchè  assumessero  il  peso  della  stampa,  mi  hanno  risposto, 
che  non  possono,  dovendo  scegliere  solamente  Principi,  la  compagnia 
de'  quali  non  disdica  all'Augustissimo,  a  cui  son  dedicati  i  primi  tomi.  Per 
la  prefazione  alle  rime  della  Stampa  io  non  mi  ritiro  dal  farla:  ma,  senza 
che  mi  sieno  somministrati  materiali,  non  saprei  che  mi  dire.  A  quest'ul- 
timo si  potrà  ritrovare  ripiego.  Con  augurare  a  V.  S.  illustrissima  coraggio 
in  mezzo  alle  burrasche,  e  tutta  la  maggior  fortuna  a'  suoi  difficili  negoziati, 
le  rassegno  il  mio  costante  ossequio;  e.  baciandole  le  sacre  mani,  mi  raf- 
fermo, etc. 

2511. 

AD  ANTONIO  SCOTTI  in  Venezia. 
Modena,  30  Agosto  1726. 

Abchitio  Soli  Muratori  {B.  Bibl.  Egt.),  Modena. 

Ricevo  i  documenti,  de' quali  con  tanta  bontà  mi  ha  favorito  V.  S.  il- 
lustrissima, e  gliene  rendo  le  dovute  grazie,  riserbandomi  di  farne  buon 
uso  a  suo  tempo.  È  stato  a  favorirmi  il  signor  abate  Arrigo  di  Collalto,  e 
s'è  fatta  con  esso  lui  dolce  commemorazione  del  di  lei  merito,  onora- 
tezza e  ottimo  cuore.  Qua  io,  e  a  chi  mi  fa  godere  tante  grazie,  vorrei  pure 
poter  corrispondere  in  qualche  guisa  colle  occasioni  di  servirla.  Perciò  siip- 
plicandola  de' suoi  stimatissimi  comandamenti,  le  rassegno  il  mio  indelebile 
ossequio,  e  mi  confermo,  di  V.  S.  illustrissima. 


2512. 

AD  ANTONIO  VALLISNIERI  in  Padova. 
Modena,  3  Settembre  1726. 

BiBUOTXCA  Naziohalb  di  Brera,  Milano,  edita  [  142  ]. 

Quanto  meno  aspettata,  tanto  più  cara  m'è  stata  la  visita  del  nostro 
onoratissimo  signor  dottore  Pi  vati,  che  nel  ruolo  de' nostri  amici  e  de'ga- 
lantuomini  ha  pochi  pari.  Con  gran  fretta  è  venuto  :  pure  n*  ho  goduto  il 
sorso  con  sommo  piacere:  ora  corro  a  servirlo  in  Biblioteca.  Per  mezzo 
suo  v'avrei  trasmesso  il  da  voi  sospirato  libricciuolo,  se  l'avessi  una  volta 
ricevuto.  Ne  parlai  tempo  fa  al  signor  abate  Papotti,  che  nulla  aveva  ve- 

t^Utolario  di  Lodovico  Antonio  Muratori  —  VoL  VI.  163. 


2574  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [1*?36- 

duto  comparire:  e  poi  nuli' altro  ne  ho  inteso,  ^ti  chiarirò,  se  mai  fosse 
giunto,  ma  ho  paura  di  no.  L'opinione,  che  tutti  i  mali  procedano  da 
vermetti  di  specie  diverse,  alberganti  dentro  di  noi,  può  essere  non  dispre- 
gevole. Qualora  in  tutti  i  nostri  fluidi,  e  massimamente  nel  sangue,  si  provi 
il  soggiorno  di  questi  viventi,  può  una  tal  famiglia  cagionare  alterazioni 
interne  nel  suo  proprio  elemento,  che  nuocano  a  tutto  il  nostro  individuo, 
siccome  quei  del  ventre  chiaramente  si  vede  che  operano,  massimamente 
ne' fanciulli.  Purché  facciamo  interni  e  innati  questi  animaletti  in  esso  noi, 
mi  ci  accoramodo.  Solamente  ho  avuto  ed  ho  difficultà  ad  ammetterli  avven- 
tizj  e  procedenti  dal  di  fuori. 

Ho  anch'io  partecipato  della  liberalità  cesarea  nella  collana  inviatami 
dall'Augustissimo  per  mezzo  del  p.  Paoli,  suo  teologo.  Ha  questo  buon 
religioso  assicurato  il  Padron  serenissime,  che  due  soli  in  Italia  hanno 
goduto  di  questa  grazia,  e  amendue  sudditi  di  S.  A.  serenissima.  Vedete, 
se  siamo  innanzi,  e  se  dobbiamo  armarci  centra  le  tentazioni  della  superbia. 

Con  ritorno  del  comune  amico  vi  rimando  i  fògli  imperfetti  della  di- 
fesa del  vostro  stabilissimo  sistema  delle  Fontane.  L'intero  trattato,  ch'io 
ricevei,  e  per  cui  vi  rendo  infinite  grazie,  è  riserbato  per  delizia  della 
mia  imminente  villeggiatura.  Ma  quel  fiorentino  non  ha  già  la  leggiadria 
che  suol  trovarsi  ne*  componimenti  del  suo  paese.  Con  tutto  ciò  combatte 
egregiamente  per  voi. 

Strano  è  il  caso  de'  viperini  nati  per  bocca  della  madi*e.  Sto  a  vedere 
che  si  trova  con  che  dar  calore  alla  favola  degli  antichi  intorno  al  parto 
d'essi  funesto  alla  madre. 

Ricorderò  al  signor  dott.  Pivati,  che  faccia  accettare  in  cotesta  ac- 
cademia il  signor  dott.  Ignazio  Maria  Como,  gentiluomo  napoletano,  e  in- 
gegno felice.  A  buon  conto,  non  di  meno,  il  raccomando  anche  a  voi. 

Ma  non  vorrei  che  la  pratica  dell'  arte  vostra  divenisse  una  mala  pra- 
tica per  gli  studj  vostri,  che  fanno  tanto  onore  a  voi,  e  alla  nostra  Italia. 
Prego  Dio  che  vi  conservi  in  ottima  sanità  lungamente,  e  possiate  atten- 
dere all'uno  e  all'altro  impiego,  senza  che  il  più  importante  sia  vinto  dal- 
l'altro. E  con  tutto  l'ossequio  mi  ricordo. 


2513. 

A  NICOLA  TACOLI  in  Reggio. 
Modena,  5  Settembre  1726. 

Archivio  Tacoli,  Modena. 

Se  V.  S.  illustrissima  avrà  fatto    cercare  alla  posta  della    Mirandola, 
avrà   ivi    trovata    la   risposta    all'antecente   suo  foglio;    Mi    rallegro    ora. 


-l'72Ql  A  OIOVANNI   ANTENORE  8CALABBINI  2575 


ch'ella  sia  ritornata  alla  patria;  ma  se  credessi  ch'ella  volesse  fermar- 
visi.  le  chiederei  conto  d'una  risoluzione  sì  contraria  all'uso.  La  vin- 
demmia  ci  chiama  tutti  :  e  io,  se  piacerà  a  Dio,  mi  porterò  fra  poco  a  fare 
la  mia.  Intanto,  con  rassegnarle  il  mio  rispetto,  mi  confermo. 

Mi  ha  poi  portato  il  p.  Paoli  teologo  di  S.  M.  cesarea  la  collana  d'oro 
di  cui  s'è  degnata  la  cesarea  clemenza  di  regalarmi. 


2514. 

A  GIOVANNI  ANTENORE  SCALABRINI  in  Ferrara. 

Modena,  6  Settembre  1*^. 

Biblioteca  Comusalx,  Ferrara. 

Inchiusa  rimetto  a  V.  S.  la  copia  del  documento,  ch'ella  mi  richiede, 
cavata  da  gli  Annali  manoscritti  del  Prisciano.  Ove  dice  sibi  sument.  do- 
vrebbe esservi  un  Clerici,  o  altra  simil  parola;  ma  questa  non  si  legge 
nel  testo,  che  ho  qui.  Altra  memoria  spettante  a  quell'argomento  non  l'ho 
veduta! 

La  villeggiatura  mi  aspetta,  e  ne  ha  bisogno  la  mia  infievolita  sanità. 
In  tutti  i  luoghi,  in  tutti  i  tempi  io  desidero  di  comparire  quale  con  tutto 
lo  spirito  ora  mi  protesto,  di  V.  S. 

In  occasione  che  è  passato  di  qua  il  p.  Paoli  teologo  dell'Augustissimo 
Imperatore,  mi  ha  la  M.  S.  cesarea  inviata  in  dono  una  bella  collana  d' oro 
con  medaglia  pendente.  V.  S.  che  stima  si  poco  i  Gemignani,  risponda  ora 
un  poco. 

Mi  occorre  di  pregarla  di  un  favore,  che  insieme  sarà  atto  di  carità. 
E  ricorsa  da  me  una  povera  donna,  che  ha  avuto  qui  una  sentenza  contro,  a 
cagione  dell'attestato  di  due  di  cotesti  beccamorti,  asserenti  d'avere  seppelito 
in  S.  Maria  degli  Angeli  Antonio  Melli  da  Modena,  che  andò  da  questi 
paesi,  e  la  sudetta  donna  sua  nipote  pretende  che  possa  essere  tuttavia. 
Teme  essa  d'inganni  a  lei  fatti,  perchè  cptesto  parroco  non  notò  già 
ne' libri  de'moi'ti  quella  d'esso  Melli,  che  si  suppone  mancato  di  vita  molti 
anni  sono,  e  dicono  che  solamente  tre  anni  sono  aggiunta  da  esso  parroco 
una  tal  partita.  Vegga  di  grazia  V.  S.  se  potesse  con  aguzzar  ben  gli 
occhi,  scoprire,  se  fosse  seguita  costi  qualche  trama  in  danno  d'essa  po- 
vera donna  per  colpa  de'  beccamorti,  e  in  occasione  della  lite.  Le  resterò 
ben  tenuto  di  tutto. 


2576  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI       •  [1*736- 


2515. 

A  VINCENZO  VECCHI  in  Ferrara. 
Modena,  6  Settembre  1726. 

R.  Abchivio  di  Stato,  Modena. 

Non  ho  inviato  a  V.  S.  illustrissima  anche  la  ricevuta  de  gli  docn- 
menti  ch'ella  mi  trasmise,  perchè  penso  di  rimandarle  quel  libro,  che  con- 
tiene memorie  della  Pomposa.  Allora  le  darò  lo  scarico  di  tutto. 

I  beni  di  Miarina  livellati  da'  PP.  di  S.  Pietro  di  Reggio  non  fanno 
al  caso,  perchè  non  sono  nell'eredità  del  fu  signor  Principe  Foresto.  Fes- 
solo, Le  Lame,  Groppo,  e  simili  tenute  son  quelle  che  noi  avremmo  bisogno 
di  poter  provare  che  devenissero  alla  serenissima  Casa,  dopo  il  confisco  fatto 
ad  Alberto  Pio.  Per  conto  del  Vendemiati  faccia  V.  S.  ciò  che  sarà  più 
utile  pel  serenissimo  proposto,  che  ancor  io  desidero  più  questo  che  altro. 
Aggiugnere  anche  dieci  scudi  all'oiferta  di  lui,  lo  posso,  ma  non  più. 

Prima  di  chiudere  la  lettera  vedrò  d'indicarle  i  notai  ducali  del  1514, 
e  dei  susseguenti  anni,  i  rogiti  de'  quali,  se  mai  fossero  costi,  bramerebbe 
il  signor  segretario  Santagata.  che  fossero  inviati,  quasi  per  unirli  ad 
altri  molti  antecedenti,  che  abbiamo,  si  per  istudiarvi  diligentemente  nella 
presente  scabrosa  congiuntura.  Con  che,  rassegnandole  il  mio  rispetto,  mi 
confermo. 

2516. 

A  GIUSEPPE  RIVA  in  Londra. 

Modena,  7  Settembre  172(5. 

R.  Biblioteca  Estense,  Modena. 

Unito  a  questa  mia  troverà  V.  S.  illustrissima  il  dramma  di  cui  io 
tempo  fa  feci  qualche  apertura  a  lei,  e  che  l'autore,  cioè  il  sig.  Dott.  Iacopo 
Martinenghi  '  piacentino,  mio  particolare  amico,  s'è  ingegnato  di  comporre 
a  tenore  dell'  istruzione  eh'  ella  mi  diede  intorno  a  cotesto  teatro  italiano. 
Io  desidero  che  il  medesimo  incontri  buona  fortuna,  e  spero  che  la  di  lei 
bontà  si  adopererà  efficacemente  per  procurargliela;  del  che  le  resterò 
sommamente  tenuto.  Avrebbe  caro  1'  autore,  che  cotesto  ministro  del  Se- 
renissimo di  Parma  non  venisse  in  cognizione  di  questo  affare  per  ora; 
perchè,  caso  mai  non  si  fosse  colpito  nel  segno,  non  si  facciano  ciarle  alla 


'  Sue  lettere  in  Archivio  Soli  Muratori  {R.  Bibl.  Est.),  n.°  13  da  Piacenza,  Ve- 
nezia, 1725- '39. 


-l'S'SQ]  A  GIUSEPPE  EIVA  2577 

di  lui  patria.  Del  resto  si  esibisce  l'autore  di  mutare,  di  aggiungere,  e  di 
levare  ciò  che  costi  paresse  averne  bisogno;  né  dorerà  fatica,  essendo 
persona  che  ha  gran  prontezza  in  far  versi,  e  si  augura  di  poterne  far 
molti  per  servii*e  cotesti  signori.  Attenderò  da  V.  S.  illustrissima  l'esito 
di  questa  faccenda  che  desidero  in  tutto  favorevole,  perchè,  trattandosi  di 
un  amico,  reputerei  mia  la  sua  contentezza.  Mi  riposo  sopra  la  di  lei  vi- 
gorosa interposizione,  e  solamente  aggiungo  che  le  dovrà  giungere  franco 
esso  dramma,  per  la  posta  o  per  altra  via:  ma  se  cosi  non  fosse,  e  occor- 
resse spesa,  me  ne  avvisi. 

Avrà  ella  inteso  le  doglianze  del  sig.  A.  di  Milano  per  certo  ordine 
da  lui  dato  che  fosse  pagato  in  Germania  del  danaro:  cosa  che  non  ha 
avuto  effetto.  Me  n'  è  dispiaciuto;  ma  io  mi  figuro  eh'  ella  saprà  rispondere. 

Con  tutto  il  mio  desiderio  di  avere  il  libro  del  Locke,  il  sig.  Vandelli 
mi  scrive  di  Vienna,  che  non  ne  ha  potuto  trovar  copia,  e  mi  consigliò 
d' aspettare  una  nuova  traduzione  che  sarà  migliore  dell'  altra.  Di  libri 
inglesi  non  ne  voglio  :  che  un'  uomo  di  capelli  canuti  non  vuole,  né  si  dee 
mettere  a  studiare  una  lingua  sì  straniera.  Di  franzesi  si  che  li  prenderei 
volentieri.  Quando  arriverà  il  sospirato  sig.  Dottor  Cocchi  '  [  Antonio  ],  me 
ne  farà  avvertito  il  sig.  fattore  Tori,  acciocché  io  possa  volare  in  città 
dalla  villeggiatura  per  godere  di  si  buona  fortuna. 

Intanto  io  vorrei  qualche  nuova  delle  faccende  presenti  del  sempre 
riverito  sig.  Rolli,  e  quell'  altre  novità  letterarie,  eh'  ella  crederà  conve- 
nienti alla  mia  curiosità.  Sappia  anch'  ella  avermi  sua  Maestà  cesarea, 
regalato  di  una  collana  d' oro,  portatami  dal  p.  Paoli  suo  teologo.  Che 
vuol  dire,  eh'  io  dopo  questo  colpo  non  potrò  più  aver  luogo  nella  lega  di 
Anno  ver,  essendomi  accostato  a  quella  di  Vienna.  Pertanto  ella  non  ne 
faccia  motto  a  cotesti  signori  inglesi,  che  non  venissero  a  bombardarmi 
alcuno  de'  miei  stati.  Con  che.  ratificandole  il  mio   rispetto,    mi  confermo. 

P.  S.  Avrà  ella  un  foglio  anche  dall'  autore  del  dramma  che  le 
esporrà  quanto  occorre. 

2517. 

ALLO  STESSO  in  Londra. 
Fiorano,  8  Settembre  17^. 

R.  Biblioteca  Estehsc,  Modena. 

Riceverà  V.  S.,  e  deve  riceverlo  franco  per  la  posta,  un  dramma  com- 
posto da  un  amico  mio  e  seco  una  mia   lettera,    in   cui  le   raccomando  di 


Sue  lettere  in  Archivio  Soli  MuratoH  (  R.  Bibl.  Est.),  a.°  11  da  Firenze  1725- '34. 


2578  LODOVICO  ANTONIO  MtJRATOEI  [1*736- 


adoperarsi,  perchè  un  tal  suo  componimento  sia  accettato  costi.  Non  ho 
potuto  dispensarmi  da  si  fatta  raccomandazione,  ma  avrei  ben  desiderato 
di  poterla  fare  con  un  sodissimo  fondamento.  Troverà  ella,  e  pur  troppo 
vedrà,  che  questo  componimento  non  è,  non  dirò  capo  d'opei'a,  forse  neppur 
mediocremente  composto,  non  iscorgendosi  ivi  scene  forti,  né  passioni  che 
tengano  attento  l' uditore,  ne  giri  né  intrecci,  ed  altre  simili  qualità  per 
cui  piacciono  simili  componimenti.  Ora  quando  non  piaccia  costi,  come 
pur  troppo  ho  ragion  di  temere,  prego  la  di  lei  bontà  che  in  una  lettera 
ostensibile  indichi  a  me  la  poca  fortuna  incontrata,  e  insieme  le  cagioni 
di  rifiutarlo.  L'autore  ha  facilità  di  far  versi;  ma  farli  pesanti,  ameni, 
questo  non  pare  che  sia  in  sua  mano.  Trovi  adunque  V.  S.  qualche  buon 
colore  per  dare  il  tracollo  alle  sue  speranze:  e  cosi  si  quoterà:  che  per 
altro  egli  sarebbe  pronto  a  mettersi  gli  stivali  per  volare  al  Tamigi.  Rin- 
novandole con  ciò  la  memoria  del  mio  rispetto,  mi  confermo. 


2518. 

AD  ANTON  FRANCESCO  MARMI  in  Firenze. 
Fiorano,  9  Settembre  1726. 

BiBbioTBCA  Mabucelliana,  Firenze,  edita  [153]. 

Sto  io  pure  aspettando  da  V.  S.  illustrissima  avviso,  che  al  sig.  mar- 
chese Rinuccini  sia  giunto  l' involto  eh'  io  gì'  inviai,  cioè  tre  tomi  Rerum 
Italicarum  per  lui,  e  l'opera  del  sig.  Filippi  per  lei;  avendomi  scritto, 
settimane  sono,  il  sig.  Sebastiano  Bassi  da  Bologna,  che  l' avrebbe  imme- 
diatamente spedito  costà.  Voglio  bene  sperare  che  ciò  sarà  felicemente 
seguito.  Costa  cadauno  di  essi  tomi  trentun  paolo  e  mezzo,  che  prego  la 
di  lei  bontà  di  riscuotere  da  esso  sig.  marchese,  e  di  conservarli  co'  cin- 
quantotto e  mezzo  di  ragione  di  questo  Soliani  libraio,  che  a  V.  S.  illu- 
strissima inviò  da  Pisa  il  sig.  Dottor  Poggesi  '  [Alessandro].  Al  sig.  Fi- 
lippi significai  la  di  lei  gentile  intenzione  di  compensargli  il  dono,  ed  egli 
la  riverisce  divotamente  e  ringrazia  per  questo.  S'è  egli  incamminato  alla 
Corte  di  Vienna,  dove  staremo  a  vedere  che  ricompensa  gli  sarà  data  dal- 
l' Augustissimo  per  la  suddetta  sua  opera,  e  per  un'  altra  ultimamente 
pubblicata  in  difesa  della  Compagnia  d'  Ostenda. 

Se  V.  S.  illustrissima  m'  invierà  la  dissertazione  del  chiarissimo 
padre  abate  Grandi  intorno  alle  Pandette  Fiorentine,  la  leggerò  volentieri, 
e  vedrò  cosa  cotesto  insigne  letterato  ci  sappia  dire  di  nuovo  intorno  alle 
stesse. 


Sue  lettere  in  Archivio  Soli  Muratori  (  R.  Bibl.  Est.),  n.  15  da  Pisa  1713- '38. 


-ITS©]  A  GASPARO  CERATI  •    2579 

Non  ho  peranche  inviato  al  sig.  marchese  Pallavicino  a  Milano  la 
lettera  del  sig.  marchese  Rinuccini.  Gliel'  iuvierò,  subito  che  sarà  per  uscire 
uu  nuovo  tomo,  restando  intanto  avvisato  il  sig.  Argelati  di  consegnargli 
da  qui  innanzi  ciò  che  si  andrà  stampando. 

L'Augustissimo  imperatore,  per  mezzo  del  dignissimo  p.  Paoli,  che 
va  a  risiedere  in  Roma  col  titolo  ed  esercizio  di  teologo,  mi  ha  inviato 
in  dono  una  collana  d'oro  con  sua  medaglia.  Può  essere  che  V.  S.  illu- 
strissima vegga  questo  onoratissimo  religioso  nel  suo  passaggio  verso  Roma, 
s'ella  per  fortuna  si  troverà  in  città. 

Nulla  m'  ha  inviato  da  Vienna  monsignore  Sabbatini  pel  sig.  marchese 
Rinuccini.  Se  verrà,  cercherò  via  per  trasmettere  costà  il  libro  aspettato. 

E  con  ciò,  ratificandole  il  mio  rispetto,  mi  ricordo,  di  V.  S.  illustris- 
sima, etc. 

2519. 

» 

A  GASPARO  CERATI*  in  Parma. 
Fiorano,  10  Settembre  1726. 

Archivio  Magawly-Ckkati,  Parma. 

Son  due  giorni  ch'io  son  passato  alla  villeggiatura,  di  cui  aveva  gran 
bisogno  la  mia  indebolita  sanità,  e  qui  mi  metto  a  pensare!  ma  quando 
r  amatissimo  p.  Cerati  farà  egli  vela  alla  volta  di  Roma?  Se,  mentre  io 
son  fuori  di  città,  troppo  mi  rincrescerebbe;  che  assolutamente  io  non 
vo'  perdere  la  buona  congiuntura  di  riverirlo,  e  di  profittare  della  sua 
dolce  e  dotta  conversazione.  S' aggiugne,  che  io  avrei  bisogno,  eh'  egli 
mi  serbasse  un  cantoncino  nel  suo  baule  per  Sozomeno,  che  già  è  in  or- 
dine per  ritornarsene  al  suo  padrone  in  Roma,  e  vorrebbe  che  il  p.  Cerati 
promotore  del  suo  viaggio  desse  1'  ultima  mano  alle  sue  grazie  con  ripor- 
tarlo seco.  Adunque  eccomi  a  pregare  V.  R.  di  qualche  avviso,  intorno  a 
qual  tempo  verisimilmente  ella  sia  per  mettersi  in  viaggio,  acciocché  io 
mi  possa  trovare  in  città. 

Se  sarà,  come  spero,  d'  Ottobre,  probabilmente  io  sarò  ad  aspettarla 
di  pie  fermo.  In  una  parola,  faccia  ella  che  non  mi  scappi  di  mano  la 
consolazione  di  riverirla  e  servirla  in  Modena.  So  eh'  ella  è  stata  a 
Milano,  e  in  tempo  ch'era  ritoi'nato  il  sig.  Dottor  Sassi.  N'ebbi  piacere. 
Maggiore  lo  spero  dal  potere  in  persona  ratificarle  quel  distinto  ossequio, 
col  quale  ora  mi  confermo,  di  V.  P.  reverendissima. 


•  Responsive  in  Archivio  Soli  Muratori  (  7?.  Bibl.  Est.  ),  n."  40  da  Roma,  Pistoia, 
Firenze  1721 -'49. 


2580  LODOVICO   ANTONIO   MUSATOSI  [1*736- 


2520. 

AD  ANTONIO  VALLISNIERI  in  Padova. 
Fiorano,  10  Settembre  1726. 

Biblioteca  Nazionale  di  Brera,  Milano,  ertila  [142]. 

Quasi  nello  stesso  punto,  prima  ch'io  mi  portassi  alla  villeggiatura, 
di  cui  aveva  gran  bisogno  la  poca  mia  sanità,  mi  giunse  una  carissima 
vostra  con  la  patente  d'  aggregazione  del  signor  dottor  Ignazio  Maria  Como 
a  cotesta  Accademia,  per  cui  sommamente  vi  ringrazio  ;  e  dal  signor  dot- 
tore Chierici  mi  fu  inviato  il  libro,  o  sia  i  libri,  che  aspettavate  da  Parigi, 
ch'egli  aveva  ricevuto,  se  non  erro,  a  Guastalla.  V'ha  l'operetta  del  signor 
Ecquet  sopra  l'Oppio;  e  v'ha  il  sistema  dell'Origine  di  tutti  i  morbi  dai 
vermi,  dell'  autore  inglese  :  opera  breve,  e  che  solo  indica  le  cose,  né  fa 
menzione  di  voi,  che  pure  avete  preceduto  lui,  e  dato  si  buon  fondamento 
a  si  fatto  sistema.  Ho  veduto  bensì  il  vostro  nome  con  tutto  onore  in 
altra  operetta  annessa  contra  di  monsignor  Andry.  Ho  in  Modena  il  plico 
per  inviarvelo,  subito  che  mi  si  presenterà  occasione,  la  quale  vorrei  che 
fosse  sicura. 

Cosi  fossero  giunti  a  tempo  per  consegnarli  al  nostro  amatissimo 
signor  dottore  Pivati,  che  mi  sorprese  qui  con  la  sua  dolce  visita,  ma  vi- 
sita di  poca  durata.  Sommamente  ho  goduto  in  rivedere  questo  onoratis- 
simo  amico,  il  quale,  se  fosse  medico,  guarirebbe  i  malati  solamente  col 
condurre  loro  davanti  quella  cierona  si  allegra,  e  si  sana,  e  quel  volto,  in 
cui,  al  dispetto  di  qualche  anno  impertinente,  sta  più  che  mai  situata 
come  in  suo  trorto  la  gioventù.  Egli  sarà  ritornato  a  voi  con  mia  lettera. 
Caramente  riveritelo  per  parte  mia. 

S'abbattè  egli  ad  essere  qui  col  p.  Paoli,  da  cui  ricevei  il  regalo 
dell'Augustissimo.  Egli,  siccome  vi  scrissi,  fece  rilevare  al  Padron  sere- 
nissimo la  distinzione  fatta  da  S.  M.  cesarea  a  questi  due  suoi  sudditi, 
come  cosa  ben  rara. 

Non  ho  avuto  tempo  di  leggere  il  sistema  suddetto  de' vermi:  e  quasi, 
a  tutta  prima,  ebbi  sospetto  che  fosse  una  caricatura  e  impostura  per  ri- 
dersi del  pubblico.  Ma  sarà  cosa  da  farne  il  conto.  Ricordatevi  eh'  io  sono, 
ed  eternamente  sarò,  etc. 


-ITSS]  A  GIOVANNI   ANTENORE  SCALABBINI  2681 


2521. 

A  MAURO  ALESSANDRO  LAZZARELLI  in  Milano. 
Fiorano,  23  Settembre  1726. 

Abcrivio  Soui  Muratoki  (fC  Bibl.  Btt.),  Modena. 

Ninna  copia  dell'Indice  della  Libreria  Maggica  ho  ricevnto  sinora; 
solamente  me  ne  avea  fatto  sperare  uno  il  signor  Argelati.  Perciocché  mi 
sarà  gratissimo  di  avere  in  mano  il  catAlogo  d'essi  libri,  per  comperarne 
forse  alcuno,  se  potrò  avervi  luogo,  prego  V.  P.  reverendissima  di  effet- 
tuare la  sua  benigna  offerta  coli' inviarmene  uno.  Spero  che  le  si  presen- 
terà qualche  occasione  di  farmi  godere  le  sue  grazie  fuori  di  posta;  e 
intanto  mi  protesto  sommamente  tenuto  alla  di  lei  gentilezza  per  la  be- 
nigna memoria,  ch'ella  ha  sempre  di  favorirmi. 

Mi  fu  supposto,  che  costi  fosse  uscita  alle  stampe  scrittura  in  difesa 
de  i  diritti  cesarei  sopra  Parma  e  Piacenza,  tale  che  l'Avvocato  Nicoli 
scrittore  della  contraria  parte  non  dovrebbe  avere  più  volto  da  comparire 
in  pubblico.  Prego  V.  P.  reverendissima  di  dirmi,  se  ciò  sussista,  perchè 
in  tal  caso  ne  bramerei  copia. 

Son  qui  a  godere  un  pò"  di  villeggiatura,  e  in  vicinanza  della  Corte, 
che  godette  ne"  giorni  passati  una  commedia  spiritosamente  recitata  da 
queste  serenissime  signore  Principesse.  E  di  qui.  ratificandole  il  mio  im- 
mutabil  rispetto,  mi  confermo,  di  V.  P.  reverendissima. 


2522. 

A  GIOVANNI  ANTENORE  SCALABRINI  in  Ferrara. 
Fiorano,  23  Settembre  l'^G. 

BiBLiOTscA  CoMn!(Ai.K,  Ferrara. 

Vo  seguitando  a  godere  un  po'  di  villeggiatura,  e  qua  mi  son  capitate 
l'ultime  due  carissime  di  V.  S.  con  que' sontuosi  elogi,  ch'ella  ha  fatto 
godere  al  mio  per  altro  eccelso  merito  in  occasione  del  cesareo  regalo.  Ma 
ella  vada  adagio;  che  son  persona  da  prendere  vento  di  troppo,  ed  ella 
può  ben  prevedere,  a  che  rischio  sia  esposto  un  uomo,  che  patisca  questo 
difetto. 

Son  copiati  i  documenti,  de' quali  mi  favori  la  di  lei  gentilezza:  ma 
finché  non  torno  in  città,  non  posso  collazionarli  per  restituir  poscia  al 
padrone  i  suoi  fogli. 


2582  LODOVICO   ANTONIO   MÙRATOKI  fl*7S6- 


Intanto  mi  congratulo  con  V.  8.  pei*  la  solenne  ambasciata  fatta  al- 
l' emiuentissimo  vescovo.  Bella  fortuna  potersi  inoltrare  nella  buona  grazia, 
di  chi .  può  tanto  promuovere  la  di  lei  fortuna,  e  alla  mitra  aggiugnerà 
ancora  l'autorità  di  Legato.  In  cosi  bell'ascendente  di  grazia  non  si  dimen- 
tichi di  me  suo  buon  servitore. 

Ma  ogni  volta  ch'ella  mi  parla  del  povero  p.  Ferrari,  mi  sento  venir 
freddo,  e  mi  salta  la  malinconia  addosso.  Vedere  un'amico  languire  cosi, 
e  senza  apparenza  di  guarigione,  mi  punge  il  cuore.  Vedendolo  V.  S.  sempre 
si  ricordi  di  caramente  riverirlo  in  mio  nome. 

Per  le  diligenze  usate  nella  ricerca  della  morte  del  Molli,  mi  protesto 
anch'io  ben" obbligato  alla  di  lei  carità.  Questa  povera  donna  avrebbe  avuto 
bisogno  di  mostrare,  che  è  falsa  la  morte  del  suddetto  Molli.  Ma  a  q\iel 
che  veggo,  la  parte  contraria  ne  ha  abbastanza  per  provare  il  suo  intento. 
Nulla  ho  trovato  intorno  al  luogo  della  sepoltura  del  marchese  Aldobran- 
dino. Quando  sia  stato  seppelito  in  Ferrara,  più  tosto  sarà  ciò  seguito 
nel  Duomo,  che  in  s.  Francesco,  perchè  non  so  che  vivente  s.  Francesco 
avessero  costi  chiesa  e  convento  i  Minori.  Di  quel  vescovo  di  Ferrara, 
che  si  suppone  intruso  da  Salinguerra.  nulla  medesimamente  mi  sovviene. 
Sono  in  villa,  e  perciò  senza  libri. 

Certo  è,  che  i  figli  di  Salinguerra  seguitarono  ad  essere  potenti;  né 
furono  lor  tolti  i  beni  del  padre,  essendosi  contentati  i  collegati  del  levar 
di  mezzo  quel  gran  Ghibellino,  senza  perseguitare  inoltre  i  figliuoli. 

Anima  al  gran  Sinodo:  che  anch'olla  ha  da  essere  un  cardine  e  una 
colonna  del  venerabil  consesso.  E  impari  ben  a  mente  la  bella  lezione 
deW Amen.  Sono  e  sarò  sempre  con  tutto  l'ossequio,  di  V.  S. 


2523. 

AD  ANTON  FRANCESCO  MARMI  in  Firenze. 
Fiorano,  2  Ottobre  1726. 

Biblioteca  Marucei-liana,  Firenze,  edita  [153]. 

M'erano  nati  sospetti  di  qualche  sinistro  avvenimento  ai  libri  ch'io 
inviai  al  signor  marchese  Rinuccini,  da  che  V.  S.  illustrissima  mi  signi- 
ficò che  non  peranche  erano  pervenuti  costà.  Scrissi  pertanto  a  Bologna, 
ed  ebbi  riscontro,  che  già  tutto  era  in  salvo.  Ora  mi  rallegro  di  vedere 
confermato  da  lei  stessa  il  medesimo  avviso.  Resta  solo,  ch'ella  mi  favo- 
risca di  ritirare  il  danaro  dovutomi  da  esso  signor  marchese. 

Capitando  dunque  costà  l' onoratissimo  padre  Paoli,  prego  V.  S.  illu- 
strissima di  riverirlo  divotissimamente  in  mio  nome.  Ella  conoscerà  un 
religioso  di   gran    sapere,  e   insieme  d'ottimo   cuore.    La   prego   di    ricor- 


-l'726]  AD    ANTONIO    VALLISNIERI  2583 

darmi  gran  servitore  anche  al  signor  conte  Caimo,  Inviato  cesareo,  che 
so  essere  un  gentilissimo  cavaliere. 

Le  terribili  disgrazie  di  Palermo  non  si  sanno  finora  che  in  confuso. 
Io  sto  in  pena  per  alcuni  miei  amici,  che  sono  colà.  Ringraziamo  Dio,  che 
le  patrie  nostre  non  sono  suggette  molto  a  sì  gran  flagello. 

Con  rassegnarle  il  mio  rispetto,  mi  confermo,  di  V.  S.  ìllnstrissima.  etc. 


2524. 

AD  ANTONIO  VALLISNIERI  in  Padova. 
Fiorano,  2  Ottobre  1726. 

Biblioteca  Nazioralk  di  Brera,  Milano,  edita  [142] 

A  tenore  de'  vostri  ordini  ho  fatto  subito  consegnare  al  Zara,  giudeo, 
l'involtino  dei  libri  venuti  per  voi  da  Parigi;  e  avendo  egli  risposto,  che, 
se  occorre,  cercherà  occasione  ancora  più  pronta  per  inviarvelo,  gli  è  stato 
risposto,  che  s'avrà  caro  ch'egli  stesso  per  sicurezza  maggiore   vel  porti. 

Prima  di  spedire  esso  involto,  ho  letto  oon  attenzione  il  Sistema 
de' Vermi,  origine  di  tutti  i  morbi.  Veggo  che  sembra  uomo  parlante  da 
senno:  tuttavia  vi  prego  d'avvertire,  se  mai  costui  avesse  preso  a  fare 
una  beffa  al  pubblico,  e  cercasse  de' corrivi.  Tanti  diversi  insetti  scoperti 
col  suo  mirabil  microscopio,  tutti  assegnati  al  differente  suo  morbo,  temo 
io  che  sieno  una  poesia.  Una  scoperta  di  tante  rarità,  che  potrebbe  im- 
mortalare un  uomo,  vien  gittata  là  solo  con  un  ipse  dixit,  e  senza  nome 
d' autore,  e  senza  individuare  la  sede  di  tanti  viventi,  etc.  State  in  guardia, 
ch'io  per  me  finora  non  ci  credo. 

Mi  congratulo  io  intanto,  perchè  da  tante  bande  si  cospiri  a  soste- 
nere, e  sempre  più  autenticare  la  vostra  vera  sentenza  intorno  all'  Origine 
delle  Fontane.  Se  l'invidia  dall' un  canto  imbizzarrisce,  dall'altro  serve  a 
maggiormente  comprovare  le  vostre  scoperte,  e  ad  accrescere  la  gloria 
vostra.  Tanto  più  fama,  quanto  più  contraddittori,  quando  si  è  attaccato 
alla  verità.  Sto  leggendo  gli  Atti  dell'  Accademia  delle  Scienze  di  Parigi, 
e  veggo  che  non  han  colpito  quelle  gran  teste  in  questo  punto.  È  un  bel 
vedere,  che  una  testa  italiana  serva  di  maestro  a  que'tnrgidi  Galli. 

Più  che  mai  mi  protesto,  etc. 


2584  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [l'?S6- 


2525. 

A  GIOVANNI  BURCARDO  MENCKE  in  Lipsia. 
Mutinae,  V  Id.  Octobris  MDCCXXVI. 

AuCHivio  Soli  Mukatoki  (  jB.  liibl.  Est.),  Modena,  edita  [iS6]. 

Quam  grandem  de  te,  ac  de  humanitate  tua  opinionem  habeam,  et 
quam  fideater  mihi  omnia  a  te  pollicear  officia  amicitiae,  novo  experimento 
disces.  Addita  huic  epistolae  charta  quaestionem,  quae  in  foro  quodam 
supremae  auctoritatis  brevi  agitabitur,  sub  immutatis  nominibus  coraple- 
ctetur.  Summopere  exopto,  ut  mihi  significes,  quae  tua  sit,  quae  Juriscon- 
sultorum  celebriorum  in  illustri  Lipsiensi  Urbe  degentium  sententia.  Immo 
ita  velim  quidquid  in  hanc  rem  vobis  decernendum  prò  veritate  videbitur, 
decreto  rito  composito  exponatis,  cui  tu,  ac  ceteri  quos  potiores  censueris, 
subscribatis.  Neque  enim  dissimulare  velim:  quum  palam  sit  viros  magni 
nominis  Jurisprudentiam  istic  exercere,  simul  speratur  non  levis  momenti 
eorum  auctoritatem  et  <\)'x\^KG^a  futurum  apud  Judices  ejusmodi  contro- 
versiae.  Te  vero  audire  mihi  videor  exclamantem  :  num  tot  machinae 
adhibendae  ad  eruendam  veritatem  atque  justitiam,  quae,  ubi  postulatum 
ofìfertur,  e  vestigio  in  oculos  incurrit  vel  ipsorum  Juris  publici  ac  civilis 
tyronum?  Merito  quidem,  clarissime  vir,  haec  insones.  At  quando  res 
nobis  futura  est  apud  Judices,  quos  altera  pars  potentioribus  amicitiis  ac 
patronis  fulta  in  suam  sententiam  trahere  conabitur,  curandum  est,  ut, 
perspectis  votis  doctissimorum  Juris  Antistitum,  religioni  sibi  ac  pudori 
ducant  aliud  decernere,  quam  quod  patens  aequitas  poscit. 

Verum  ne  satis  quidem  mihi  est  tanta  a  te  petiisse.  Illud  idem,  quod 
ab  humanitate  tua  tuorumque-  sociorum  mihi  elargiendum  confido,  velim 
mihi  impetres  etiam  a  duabus  Germaniae  clarioribus  Academiis,  quas  tu 
opportuniores,  aut  meliores  selegeris.  Statutum  quippe  est,  vota  quoque 
aliarum  Academiarum  colligere.  Mihi  vero  minime  in  istis  partibus  repe- 
ritur,  ad  quem  confugiam,  et  cui  negotium  bocce  commendem,  praeter  te, 
cujus  antiqua  benevolentia,  et  animus  ad  beneficentiam  pronus,  sperare 
me  omnia  jubet,  Quodcumque  expensarum  tum  istic,  tum  in  exquirendis 
vicinarum  Academiarum  votis.  fieri  forte  continget,  id  tibi  a  ine  continuo 
rependetur.  Equidem  ob  hujusmodi  beneficia  ego  tibi  aeternum  obstrictus 
ero;  neque  optare  desinam,  ut  mihi  fortuna  oiFerat  grati  erga  te  animi 
exercendi  opportunitatem.  Indicabitur  autem  tibi,  ad  quem  virum  Vindo- 
bonae  agentem  litei'as  tuas  mittere  possis.  Interim,  obsequii  erga  te  mei 
numquam  interituri  certus,  vale. 


-l'T'SGJ  AD    ANTON   FRANjCESCO    MARMI  2586 


2526. 

* 

A  GIUSEPPE  RIVA  in  Loudra. 
Modena,  24  Ottobre  1726. 

H.  BiBLioTKCA  E18TSN8X,  ModeDB. 

Passò  di  qua  il  dignissimo  sig.  Cocchi,  e  conobbi  in  lui  un  valentuomo 
di  cui  pochi  ne  abbiamo.  Egli  ha  bevuto  ben  molto  costì,  e  a  me  spiacque 
che  si  fermasse  qui  troppo  poco  :  che  anch'  io  avrei  potuto  bere  un  po- 
chetto.  Mi  ha  fatto  venir  voglia  di  studiare  l'inglese,  e  ho  cominciato  un 
poco.  Ma  ha  un  bel  dire  il  sig.  Cocchi,  che  questo  è  un  uovo  da  bere. 
Anch'io  se  fossi  giovane  e  mi  trovassi  costì,  forse  direi  lo  stesso.  Intanto 
avrei  caro  che  V.  S.  mi  trovasse  tre  o  quattro  libri  de"  migliori  di  Filo- 
sofia morale  inglesi:  Una  mi  dicono  buona  del  Duca,  se  non  erro,  di  Sa- 
risbery.  Mi  rimetto  al  di  lei  buon  gusto.  Per  ora  non  altro. 

L' Argelati  si  lagna  forte  perchè  non  vede  denari  de' libri  inviati  costà, 
e  spezialmente  per  que' due  corpi  Rerum  Italicarum  che  d'ordine  suo  egli 
inviò  in  Hannover,  dicendo  d'averne  avuto  gran  danno,  perchè  aveva 
fatto  una  rimessa  colà  che  gli  andò  fallita.  Le  raccomando  questo   affare. 

Quando  sarà  uscita  la  traduzione  del  Paradiso  di  Milton,  che  ci  è 
promessa  dal  valoroso  sig.  Rolli,  allora  avrò  caro  di  aver  anche  il  poema 
in  inglese,  per  vedere  se  coli'  aiuto  del  sig.  Rolli  ne  posso  intendere  qualche 
verso.  Mei  riverisca  divotamente.  Egli  fa  onore  alla  nostra  lingua. 

Le  nuove  dell'  Opera  saranno  finalmente  vecchie  ;  e  però  me  ne  mandi 
alcuna  letteraria.  Con  che.  rinnovandole  la  memoria  del  mio  rispetto,  e 
con  pregarla  di  conservarmi  il  suo  stimatissimo  amore,  mi  rassegno. 

P.  S.  Gode  buona  salute  tutta  la  famiglia  Rovatti.  E  io  ho  ordine  da 
tutti  i  satrapi  dell'accademia  cioccolatistica  di  riverirla  divotamente. 

2527. 

AD  ANTON  FRANCESCO  MARMI  in  Firenze. 
Modena,  25  Ottobre  1726. 

Biblioteca  Marucelliana,  F^nze,  edita  [153]. 

E  finita  la  mia  villeggiatura,  quando  quella  di  V.  S.  illustrissima 
forse  non  è  giunta  alla  metà.  Ora  ecco  risposta  alle  ultime  sue:  cioè  un 
distinto  ringraziamento  per  la  dissertazione  del  signor  Benvoglienti  in- 
torno al  K,  e  per  l'altra  del  chiarissimo  padre  Grandi.  All'uno  e  all'alti-o  ne 


2586  LODOVICO   ANTONIO    MURATORI  [  17*36 - 

accuserò  la  ricevuta,  e  pagherò  il  tributo  della  gratitudine  almeno  con  delle 
parole.  Giacché  il  signor  marchese  Rinuccini  ha  soddisfatto  per  gli  tomi 
ultimamente  inviati,  la  prego  di  significarmi  quanto  egli  abbia  sborsato,  per 
vedere  se  i  conti  battono  a  segno.  Del  resto,  «mi  rallegrai  non  poco  che  le 
fossero  felicemente  giunti  i  libri  stampati  in  Milano  ;  che  per  verità  m' era 
nato  sospetto  di  qualche  disgrazia.  Tutto  è  andato  bene;  ed  ora  porterò 
l'avviso  di  quanto  ella  mi  scrive  al  signor  Filippi  che  son  certo  ne  avrà 
piacere.  Egli  si  truova  ora  in  Vienna  ;  e  le  disposizioni  erano,  che  gli  fosse 
conferito  il  posto  di  custode  della  Biblioteca  cesarea. 

Quando  V.  S.  illustrissima  potrà,  non  lasci  di  ben  conoscere  il  signor 
Dottor  Cocchi,  che  ultimamente  s"  è  restituito  da  Londra  alla  patria.  In 
lui  troverà  un  letterato  di  ottimo  gusto,  e  che  ha  ben  profittato  de' suoi 
viaggi.  M'è  dispiaciuto  d'averlo  potuto  goder  poco  in  Modena.  Sei  goda 
ella  per  me,  e  in  nome  mio  divotamente  il  riverisca. 

Altrettanto  la  prego  di  fare,  capitando  costi,  il  degnissimo  padre  Paoli. 
Fors' anche  l'avrà  veduto  a  quest'ora.  A  lui  pure  i  miei  più  distinti  rispetti. 
Se  quella  cronica  Rerum  Ausiriacarum  contenesse  cose  ancora  d'  Italia, 
sarebbe  una  gioja  per  me,  stante  la  sua  antichità.  E  ogni  poco  mi  baste- 
rebbe, perchè  potesse  aver  luogo  nella  Raccolta.  La  prego  pertanto  di  vo- 
lermi inviare  le  prime  ed  ultime  righe  d'essa,  a  fine  di  chiarirmi,  se  fosse 
mai  stata  stampata  :  nel  qual  caso  io  non  avrei  campo  di  poterla  inserire. 
Per  ora,  ne  il  Palmieri  né  il  Manetti  possono  fare  la  lor  comparsa,  conve- 
nendo procedere  con  qualche  ordine  di  cronologia.  Subito  che  sarò  al  1400, 
allora  darò  loro  le  mosse.  Quell'altra  Cronaca  de  Re  Spagnoli  è  troppo 
recente,  né  par  cosa  da  farne  gran  caso.  Con  tutto  il  comodo  poi  di  V.  S. 
illustrissima,  aspetterò  quelle  memorie  isteriche  che  il  signor  Benvoglienti 
le  ha  tramesso  per  me,  e  che  serviranno  di  compimento  alla  storia  di  Siena. 

Intanto,  con  rinnovarle  la  memoria  del  mio  ossequio,  mi  confermo,  di 
V.  S.  illustrissima,  etc. 

Non  potei  vedere  il  Beri  portatore  dell'involtino,  perch'io  era  in  villa. 
Me  ne  dispiacque,  che  avrei  volentieri  inteso  le  buone  nuove  della  Bi- 
blioteca Magliabechiana. 

2528. 

A  FRANCESCO  ZAMBECCARI  in  Bologna. 
Modena,  26  Ottobre  1726. 

Raccolta  Fshrajoli,  Roma. 

Nel  suo  passaggio  per  Modena  mi  ha  il  sig.  Dottore  Bianconi  con- 
fermata  la   benigna   disposizione   in  cui  é  V.  E.  di  procacciarmi  i  vecchi 


-1*736]  A   GIOVANNI   ANTENORE  SCALABRINI  2587 


documenti,  de' quali  io  la  supplicai  in  addietro:  nuova  a  me  sommamente 
cara,  perchè  potrà  con  questo  rinforzo  d'erudizione  fare  onore  a  me.  e 
insieme  a  cotesta  nobilissima  città,  e  a  chi  con  tanta  benignità  mi  avrà 
favorito.  Ho  fatto  a  lui  vedere  le  raccolte  da  me  fatte  in  tanti  altri  ar- 
chivi, le  quali  unite  a  ciò.  che  spero  dal  di  lei  signorile  benefico  genio, 
servii'anuo  di  non  poco  vantaggio  alle  buone  Lettere,  e  al  Pubblico.  Con 
tale  congiuntura  dunque  riceva  l'È.  V.  i  miei  più  divoti  ringraziamenti, 
e  del  pari  la  rinovazione  del  mio  obbligato  ossequio,  mentre  nell'aspetta- 
zione de'  sospirati  suoi  favori,  non  lascio  di  desiderare  la  fortuna  di  po- 
termi maggiormente  attestare,  quale  con  tutto  il  rispetto  mi  rassegno. 


2529. 

A  GIAMBATTISTA  BIANCONI  in  Bologna. 
Modena,  28  Ottobre  1726. 

Archivio  Bianconi,  Bologna,  edita  [1^]. 

Ecco  a  V.  S.  la  lettera  pel  signor  marchese  Zambeccari  ;  ma  più  che 
d' essa  fo  io  capitale  delle  efficaci  parole,  con  cui  ella  so  che  vorrà  e  saprà 
accompagnarla.  S'ella  intanto  mi  rimandasse  la  nota  dei  documenti,  che  io 
segnai,  potrei  ristringere  a  men  numero  quelli  che  vorrei,  con  lasciare  in- 
dietro i  meno  importanti.  Dopo  una  felice  villeggiatura,  auguro  a  lei  un 
buon  ritorno  in  città  ;  e  desiderando  anch'  io  le  congiunture  di  ubbidirla, 
mi  confermo,  di  V.  S. 

2530. 

A  GIOVANNI  ANTENORE  SCALABRINI  in  Ferrara. 
Modena,  29  Ottobre  1726. 

Biblioteca  Comunalk,  Ferrara. 

Indirizzati  al  signor  Commessario  Vecchi  trasmetto  oggi  costà  i  do- 
cumenti, de'  quali  V.  S.  con  tanta  gentilezza  mi  ha  favorito.  L'  ho  pregato 
di  farglieli  avere,  ed  ora  invio  i  miei  più  di  voti  ringraziamenti  a  lei  per 
questo  regalo,  e  spezialmente  per  gli  testimoni  esaminati,  spettanti  a  i 
servi  delle  Masnade,  e  a  cotesto  monache  di  s.  Silvestro.  L'uno  e  l'altro 
documento  già  è  stato  posto  da  me  al  suo  sito  colla  dovuta  commemora- 
zione del  benefattore.  Peschi  V.  S.  altre  vecchie  memorie,  e  se  conterranno 
qualche  cosa  di  raro  per  la  pubblica  erudizione,  si  ricordi  de'miei  desideri  : 
che  io  sempre  ricordevole  della  di  lei  gentilezza  e  bontà,  bramerò  sempre 
di  comprovarmi,  quale  con  tutta  l'osservanza  e  stima  mi  protesto,  di  V.  S 


2588  LODOVICO  ANTONIO   MURATORI  [±'723- 


2531. 

A  GIUSEPPE  RIVA  in  Londra. 
Modena,  31  Ottobre  1726. 

K.  Biblioteca  Estense,  Modena. 

Tengo  r  ultima  carissima  di  V.  S.  e  da  essa  scorgo  che  non  le  è  pe- 
ranche  capitata  l'altra  che  dovea  accompagnare  il  dramma,  di  cui  le  scrissi. 
Ora  ho  letto  quanto  ella,  a  proposito  di  ciò,  mi  significa  per  fare  smontare 
questo  poeta  dalle  speranze  concepute.  Ma  perchè  ella  taglia  troppo  dispe- 
ratamente le  speranze  stesse  alle  quali  Y  anno  scorso  con  sua  lettera  ella 
diede  fondamento,  scrivendo  che  si  mandasse  il  dramma,  e  prescrivendo 
il  suggetto,  la  forma,  e  i  personaggi  d'  uso  :  la  prego  di  formare  altra  let- 
tera, che  mostri  di  non  aver  obbliata  la  prima,  e  di  dii'e  che  dopo  quel 
tempo,  cotesta  compagnia  ha  eletto  un  poeta,  e  con  addurre  l'altre  scuse 
ch'ella  giudicherà  più  approposito.  Cosi  con  più  garbo  uscirò  io  d'impegno. 

Ma  come  è  capitato  al  vescovo  di  Londra  il  raio  Trattato  della  Carità? 
Ho  ben  goduto  d' intendere  che  non  gli  sia  dispiaciuto,  e  che  gli  sia 
anche  nato  pensiero  di  farne  un  simile.  In  Parigi  si  pensava  a  tradurlo 
in  franzese,  e  ne  avrei  gusto,  perchè  se  cotesto  vescovo  uscisse  in  campo 
con  cosa  nuova,  si  vegga  eh'  io  sono  andato  innanzi. 

Anche  il  signor  dottore  Cocchi  mi  fece  elogi  della  traduzione  che  fa 
H  nostro  signor  Rolli  del  Paradiso  del  Milton  :  però  sempre  più  mi  cresce 
la  voglia  di  averlo  ;  ma  maggiormente  mi  auguro  di  potere  intendere  l' ori- 
ginale inglese.  A  lei  mi  raccomando  per  qualche  buon  libro  in  essa  lingua. 
E,  con  tutto  r  ossequio,  mi  rassegno 


2532. 

AD  UBERTO  BENVOGLIENTI  in  Siena. 
Modena,  1  Novembre  1726. 

Biblioteca  Comunale,  Lucca,  edita  [  153]. 

Già  ho  in  mano,  e  già  ho  letta  la  dissertazione  di  V.  S.  illustrissima 
intorno  al  Kappa,  colle  giunte  dell'autore  del  supplemento,  e  le  rendo  ben 
vive  grazie  del  dono;  in  cui  ho  osservato  ch'ella  è  ben  andata  in  tempi 
da  noi  molto  lontani.  Ma  appunto  perchè  si  lontani,  compariscono  a  me 
troppo  scuri  ;  e  stimo  difficile  il  ben  accertare,  quando  non  s'  abbiano  te- 
stimoni di  maggior  peso,  che  certo  mancano  a  noi  per  le  avventure  de'  tempi 


-l'736]  A  NICOLÒ  DOMENICO   MUZIO  2589 

de'  toscani  antichi.  Tuttavia  ella  ha  saputo  anche  in  mezzo  alle  tenebre 
farsi  luce,  e  me  ne  rallegro  con  esso  lei. 

Avrei  pure  bisogno  io  d' intendere  il  di  lei  parere  intorno  all'  origine 
della  nostra  lingua,  pel  desiderio  che  ho  di  dirne  qualche  cosa  in  una 
dissertazione  da  aggiungersi  con  altre  al  tomo  diplomatico,  il  quale  ter- 
minerà, a  Dio  piacendo,  la  mia  Raccolta,  lierum  Italicarum.  Gran  cosa, 
eh'  io  non  veggo  dove  posare  il  piede  ne'  secoli  VII,  Vili,  IX  e  ne'  seguenti 
Dire  francamente  come  stesse  allora  la  lingua  d' Italia,  mi  par  pure  la 
diffidi  cosa.  Né  gli  scrittori,  né  i  documenti  ci  him  lasciato  con  che  ap- 
pagare la  nostra  curiosità.  Anzi  né  pur  sappiamo  come  nelle  varie  Pro- 
vincie e  città  dell'  imperio  romano  stesse  la  lingua  latina,  cioè  se  pai'las- 
sero  tutti  bene  al  pari  de'  romani,  o  pure  col  miscuglio  di  barbare  voci 
e  accenti  diversi.  Quest'ultimo  mi  par  più  probabile:  e  che,  come  oggidì, 
vi  fosse,  se  non  tanta,  almeno  qualche  differenza  fi-a  un  popolo  e  1'  altro. 
Ma  come  si  mutò,  e  quando  spezialmente  prese  la  forma  che  oggi  miriamo, 
la  lingua  de"  latini?  Di  grazia,  mi  dica  V.  S.  illustrissima  il  suo  parei'e, 
non  credendo  io  che  il  Cittadini  sia  entrato  con  sicurezza  in  tale  argomento. 

Già  dal  sig.  cavalier  Marmi  ho  inteso  l'altro  favore  insigne  ch'ella 
mi  ha  preparato;  cioè  la  Gianta  o  sia  supplemento  alla  Storia  Sanese. 
L'  aspetto  con  impazienza.  Ella  è  nata  per  farmi  del  bene.  Vorrei  anch'  io 
poterle  in  qualche  parte  corrispondere.  Se  non  altro,  esporrò  al  pubblico 
tutte  le  mie  obbligazioni. 

Mi  par  troppo  il  voler  far  passare  Giovanni  Villani  per  solo  racco- 
glitore di  gazzette.  Certo,  eh'  egli  ha  copiato  il  Malespini,  e  le  novelle 
di  que'  tempi.  Ma  le  lontane  ;  p^chè  quelle  della  Toscana  non  saprei  mai 
dire  che  non  si  debbano  tutte  alla  sua  penna.  Anche  i  mercanti  d'  allora 
Andavano  alla  scuola,  e  imparavano  almen  la  grammatica;  e  molti  ve  n'avea 
di  nobili.  Del  resto,  ringrazio  la  di  lei  bontà  ed  erudizione  per  le  osser- 
vazioni da  lei  fatte  in  questo  proposito.  Io  son  qui  pieno  d'intrighi,  ristucco 
talvolta  del  mondo,  e  col  corpo  sconcertato  non  poco,  massimamente  per 
la  debolezza  dello  stomaco,  e  per  le  moleste  vigilie.  Ma,  in  qualunque  stato, 
io  sempre  sarò  tutto  pieno  di  stima  e  d'ossequio  per  lei,  e  mi  augurerò  di 
poter  comparire,  quale  più  che  mai  mi  rassegno,  di  V.  S.  illustrissima,  etc 

2533. 

A  NICOLÒ  DOMENICO  MUZIO  in  Genova. 
Modena,  1  Novembre  1726. 

BaccoiiTa  Ahcona,  Milano. 

Per  la  posta  di  Parma  ho  ricevuto  il  Trattato  del  sacro  mirabil  Ca- 
tino, che  costi  si  conserva,  e  mi  corre  1'  obbligo  di  ringraziare  divotamente 

Epistolario  di  Lodovico  Antonio  Muratori.  —  Voi.  VI.  164. 


2590  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [±'72G- 


la  Hbei'alità  di  V.  S.  illustrissima  per  questo  dono,  giacché,  senza  alcun 
merito,  mio  ella  me  n'  ha  voluto  regalare.  Adempisco  dunque  il  mio  dovere 
con  protestarmi  bea  tenuto  al  di  lei  animo  generoso  verso  di  me.  e  mi 
auguro  di  poterle  in  qualche  guisa  far  conoscere  la  gratitudine  che  le  pro- 
fesso. Leggerò  il  libro  ;  ma,  se  debbo  parlarle  schiettamente,  per  una  scorsa 
che  già  gli  ho  dato,  parmi  che  difficilmente  persuaderà  l'autore  alle  per- 
sone non  facili  a  credere,  che  quel  Catino  servisse  alla  Cena  del  Signor 
Nostro,  il  quale  si  fé  un  pregio  della  povertà.  A  provar  questo  punto,  che 
né  pur  era  noto  al  buon  Caffaro,  autore  contemporaneo  all'acquisto  d'esso 
prezioso  vaso,  ci  vorrebbero  delle  buone  autorità.  Ma  niuna  se  ne  reca,  e 
niuna  se  ne  potrà  mai  recare  presa  dall'antichità;  poiché  quanto  a  quelle 
de  gli  ultimi  secoli,  a  nulla  servono,  o  servono  solo  a  provare,  che  si  co- 
minciò dopo  il  1200  a  dire  costi,  eh'  esso  Catino  era  cosa  sacra,  e  che 
dipoi  s' è  creduto  cosi  in  cotesto  parti.  NuUadimeno  il  p.  Gaetano  ha  fatto 
bene  a  raccogliere  tutto  quanto  ha  potuto  intorno  a  tale  argomento,  et  è 
da  lodare  il  suo  buon  volere. 

A  quest'  ora  sarebbe  terminata  la  collazione  della  mia  copia  della 
Cronaca  dello  Stella,  col  manoscritto  di  V.  S.  illustrissima,  e  coli'  altro 
somministrato  dall'Ambrosiana,  se  la  villeggiatura  non  avesse  interrotto 
il  lavoro,  eh'  era  vicino  alla  fine,  e  intorno  al  quale  io  premeva.  Non  du- 
biti: prima  che  l'anno  presente  termini  ella  riavrà  in  sua  mano  il  suo  testo. 

Scrissi  a  Milano  che  se  si  era  a  tempo,  si  mettesse  il  titolo  di  Beato 
a  Jacopo  da  Varagine,  quantunque  questo  non  si  legga  nel  manoscritto. 
Non  ho  poi  saputo,  se  arrivasse  a  tempo  un  tale  avviso.  Per  la  Storia  del 
suddetto  Stella,  non  si  potrà  essa  stampare,  se  non  quando  arriverà  la 
mia  raccolta  al  1430,  desiderando  io  qualche  ordine  cronologico  fra  gli 
autori,  che  la  compongono. 

Dal  gentilissimo  signor  marchese  Gio:  Luca  Pallavicino  intesi  la  morte 
del  signor  suo  padre,  con  mio  dispiacere.  Prego  la  di  Lei  bontà  di  ricor- 
dargli il  mio  divoto  ossequio,  e  che  non  dimentichi  di  trattar  seco  per 
trovare  qualche  continuazione  dello  Stella  fin  verso  il  1500,  che  cosi  co- 
testa  città  avrà  tutto  il  suo  dovere  ed  onore  nella  storia^  italiana. 

Con  che,  rassegnandole  il  mio  rispetto  .... 

2534. 

A  GIOVAN  BERNARDINO  TAFURI  in  Nardo. 
Modena,  1  Novembre  1726. 

Archivio  Pai'adia,  Galatina,  edita  [  165]. 

L'  opuscolo,  che  V.  S.  illustrissima  mi  accenna  di  avere  scoverto  in- 
torno alla  guerra  fatta  in  cotesto  parti  nel  1484  da'  Veneziani,  autore  An- 


- 1*7361  A  GUIDO  OBANDI  2591 

gelo  Tafuro,  sarà  da  me  veduto  ben  volentieri,  perchè  quantunque  io  mi 
sia  prescritto  di  andar  parcamente  in  pigliare  le  storie  del  secolo  XV, 
avendone  noi  troppa  copia,  tuttavia  trattandosi  di  cosa  inedita  e  ì)reve, 
crederei  che  cotesta  dovesse  esser  ben  ricevuta  dal  pubblico.  Perciò  con 
ringraziare  la  di  lei  gentilezza  della  benigna  offerta,  dico  di  averla  accet- 
tata, e  che  aspetterò  i  suoi  favori,  potendo  ella  inviarmi  per  la  posta  un 
foglio  per  volta,  e  farne  ancora  tre  lettere  in  una  sola  spedizione.  E  qui, 
con  protestarle  le  mie  obbligazioni,  per  la  memoria  che  di  me  conserva,  e 
l'ìon  rassegnarle  il  mio  rispetto  mi  ricordo. 


2535. 

A  N.  N. 
Modena,  6  Novembre  1726. 

Archivio  Soli  Mubatori  (R.  BibU  EtU),  Modena. 

Avendo  io  considerato  i  libri  a  me  consegnati  dell'eredità  del  fu 
serenissimo  sig.  Principe  Foresto  d'Este.  per  quella  pratica  ch'io  posso 
avere  del  prezzo  di  libri  usati  vecchi  e  d' argomento  di  poco  spaccio,  cre- 
derei che  potesse  formarsi  cosi  all'ingrosso  un  calcolo  del  loro  valore. 
Cioè:  Pezzi  quarantadue  di  libri  in  foglio,  fra  quali  alcuni  pochi  grossi,  e 
gli  altri  sottili,  si  potrebbero  valutare  1'  uno  per  1'  altro  lii-e  otto  o  al  più 
dieci  monete  di  Modena.  Pezzi  ottanta tx'è  in  quarto,  parte  grossi,  part« 
sottili,  e  alcuni  di  questi  scompagnati,  giudicherei  che  si  potessero  valu- 
tare r  uno  per  l' altro,  lire  tre,  moneta  di  Modena.  Pezzi  duecento  dicia- 
nove  in  8.*  o  in  12."  piccioli,  fra'  quali  alcuni  pochi  legati  alla  francese, 
altri  legati  in  carta  pecora,  o  alla  rustica,  alcuni  scompagnati,  e  molti 
d'essi  contenenti  cose  da  nulla,  come  oratorj.  comedie,  conclusioni,  sonetti, 
il  più  che  si  possono  valutare,  è  di  una  lira  di  Modena  per  cadauno. 

Tanto,  secondo  il  mio  debol  giudizio,  affermo,  con  sottoscrivermi. 

2536. 

A  GUIDO  GRANDI  in  Pisa. 
Modena,  8  Novembre  17"26. 

R,  BtBi.iorxCA  Sazios^lx  CnTRALK,  Fireiùe. 

Dal  sig.  cavaliere  Marmi  mi  fu  trasmesso  il  dono  stimatissimo,  che 
V.  P.  reverendissima  mi  ha  fatto  della  sua  dissertazione  intorno  allo  sco- 
primento e  air  uso  delle  pandette  Pisane.  L'  ho  letta  con   sommo  piacere. 


2592  •     LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [1*736- 

ma  insieme  con  qualche  disgusto  per  non  averla  ricevuta,  subito  che  fu 
stampata,  perchè  m'  avrebbe  essa  servito  a  parlare  di  lei  nella  prefazione 
alle  Leggi  Longobardiche^  e  a  correggere  me,  che  alla  buona  ho  seguitato 
la  corrente  nel  credere  cominciata  sotto  Lotario  II  Imperatore  la  pub- 
blica lettura  delle  leggi,  quando  ella  saviamente  ossej'va,  che  cominciò 
qualche  tempo  prima.  Se  Dio  vorrà,  mi  tornerà  luogo  di  fare  onore  a  lei 
di  tale  scoperta.  Poiché  quanto  al  ritrovamento  delle  Pandette  in  Amalfi, 
V.  P.  reverendissima  apporta  di  belle  conietture;  ma  nondimeno  è  vero, 
che  circa  il  1340,  correa  tal  forma  per  Pisa,  avendone  io  la  pruova  nel 
poemetto  scuro  e  sgraziato  di  quel  frate  de'  Granchi,  eh'  ella  pure  ha  ac- 
cennato, ma  non  veduto.  Darò  io  alla  luce  esso  poema,  e  avrò  occasione 
di  parlar  di  questo,  ma  senza  pretendei'e,  che  1'  asserzione  di  lui  distrugga 
le  ragioni  probabili,  eh'  ella  ha  saputo  recare.  Egli  è  da  desiderare,  che 
a  lei  non  manchino  altri  argomenti  d'  erudizione,  perchè  tanto  in  questi, 
come  in  quei  delle  matematiche,  ella  sa  risplendere  ;  e  tutto  ciò,  che  viene 
da  lei,  è  cosa  da  maestro. 

Con  ringraziarla  io  vivamente  del  favore  fattomi,  e  col  desiderio  di 
farle  meglio  conoscere  la  stima  e  l'ossequio,  che  a  lei  professo,  mi  ricoi'do, 
di  V.  P.  reverendissima. 


2537. 

AD  ANTON  FRANCESCO  MARMI  in  Firenze. 
Modena,  8  Novembre  1726. 

Biblioteca  MAaLiABECHiANA,  Firenze,  edita  [153J. 

Ma  il  signor  Filippi,  autore  e  donatore  dell'opera  consaputa,  porta- 
tosi a  Vienna,  dove  credo  che  sia  stato  fatto  custode  della  Biblioteca 
Cesarea,  egli  non  mi  ha  scritto  peranche.  Subito  che  avrò  sue  lettere,  gli 
significherò  la  mancanza  del  foglio  o  fogli  che  V.  S.  illustrissima  desi- 
dera, non  sapendo  io  a  chi  ricorrere  in  Milano  per  questo.  Non  dimenti- 
cherò di  servirla. 

La  Cronica  Austriaca  da  lei  posseduta  parmi  che  sia  molto  bene  al 
proposito  mio  ;  se  non  che  io,  per  un  po'  di  poltroneria,  non  ho  peranche 
cercato  se  mai  fossa  edita.  Prima  di  chiudere  la  presente,  userò  le  neces- 
sarie diligenze.  E  quando  veramente  la  credessi  cosa  inedita,  avrei  pur 
caro  che  V.  S.  illustrissima  volesse  prestarmi  e  inviarmi  il  codice  stesso 
perchè  ne  ricaverei  con  più  sicurezza  una  copia.  Quando  altra  occasione 
da  fidarsene  non  le  si  presentasse,  vi  sarà  sempre  il  corriere  di  Milano. 
a  cui  potrebbe  consegnarsi.  Ma  io  non  ho  fretta  per  questo,  e  né  pure 
per  l'involto  ch'ella  serba  costì  destinato  per  me  dal  signor  Benvogìienti 


-1*736]  A   GIUSEPPE   ANTONIO   SASSI  '2598 

Sta  bene  il  conto  col  signor  mai'chese  Rinuccini.  Servirà  tal  danaro, 
coir  altro  a  lei  trasmesso  dal  signor  dottor  Poggesi  [Alessandro]  e  col 
resto  che  manderò  di  qua,  per  soddisfare  in  quest'anno  al  signor  Scarlatti  ' 
[Gualberto  Giovanni].  Non  mi  dice  peranche  V.  S.  illustrissima  d'avere 
veduto  il  signor  dottor  Cocchi  [Antonio].  Vedendolo  gli  ricordi  il  mio 
siugolai-e  rispetto.  Con  egual  premura  il  ricordo  a  lei  pure,  e  mi  rassegno 
di  V.  S.  illustrissima,  etc. 

Ho  inteso  che  qui  o  a  Livorno  sia  stata  ristampata  la  traduzione 
Salviniana  del  Catone,  e  unitovi  il  testo  inglese.  Avrei  caro  che  me  ne 
provvedesse  una  copia,  perchè  co'  capelli  canuti  mi  son  messo  a  studiare 
un  po' d'inglese.  Non  so  vedere  finora  che  la  Cronica  suddetta  sia  stampata. 
Ma  essendo  tante  le  raccolte  di  storici  antichi  pubblicate  dai  tedeschi,  non 
è  facile  a  me  l'accertarmi  di  questo,  finché  non  ho  il  libro  alla  mano.  E 
massimamente  per  posare  se  quel  Giovanni  Schonvelder  possa  egli  essere 
stato  l'autore.  Però  la  supplico  di  nuovo  del  prestito. 


2538. 

A  GIUSEPPE  ANTONIO  SASSI  in  Milano. 
Modena,  14  Novembre  172<J. 

BiBi^iOTECA  Ambrosiana,  Milano,  edita  [  176]. 

Per  gli  favori  che  continua  a  farmi  godere  la  benignità  di  V.  S.  illu- 
lustrissima,  le  rendo  vivissime  grazie,  e  con  rimetterle  le  due  lettere  sue. 
che  stanno  benissimo,  aggiungo  i  miei  moniti,  a  i  quali  uniti  si  dovranno 
stampare,  con  supplicarla  di  pigliarsi  ella  l' incomodo  di  osservare,  che 
gli  stampatori  mettano  tutto  al  suo  sito.  Io  non  ho,  a  riserva  di  qualche 
estratto,  il  Concilio  dell'arcivescovo  Gastone;  ma  son  certo  che  sarà  cosa 
utile  e  degna  di  luce.  Cosi  ancora  mi  persuado  dell'  altra  giunta  alla  storia 
di  Dolcino.  Però  ella  dia  tutto  allegramente  in  pubblico  benefizio,  che 
ognuno,  e  io  più  degli  altri,  gliene  avremo  obbligazione. 

A  me  rincresce  d' intendere  che  la  dissertazione  del  p.  lettore  Beretta 
non  sia  per  anche  all'ordine:  che  certo  si  differisce  di  troppo  l'edizione 
del  tomo  già  stampato,  ed  è  corsa  fin  voce,  che  l' opera  non  andrà  più 
innanzi.  Se  V.  S.  illustrissima  può  contribuire  a  fare  che  la  sbrighi,  non 
risparmi  i  suoi  favorevoli  uffizii.  Già  ho  ricevuto  la  cronica  della  Corsica, 
ma  col  dispiacere  di  non  avere  anch'  io  potuto  godere  della  presenza  del 
sig.  abate  Conti,  eh'  io  tanto  desiderava. 


'  Sue  lettere  in  Ar'chivio  Soli  Muratori  (/?.  Bibl.  Est.),  u."  1  da  Firenze  1727. 


2594  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [l'7S6- 

Avrei  pur  caro  di  sapere  s'ella  sia  per  assistere  all'incanto  della  libreria 
Maggica,  perchè  se  ciò  fosse,  forse  ricorrerei  alle  di  lei  grazie  per  compe- 
rare anch'io  qualche  cosetta,  se  pure  si  potesse  avere  a  buon  prezzo,  perchè 
son  certo  eh'  ella  mi  favorirebbe  come  se  comperasse  per  se  medesima.  La 
pi-ego  di  tenere  in  sé  questa  mia  proposizione.  E,  rassegnandole  il  mio 
indelebile  ossequio,  mi  confermo,  etc. 

2539. 

A  FRANCESCO  DE  AGTJIRRE  in  Torino. 
Modena,  21  Novembre  1726. 

Collezione  Crkvbnna,  Amsterdam,  edita  [94]. 

Va  innanzi  la  stampa,  che  si  fa  in  Milano  della  mia  Raccolta,  Rerum 
Italicarum,  e  andava  io  pure  aspettando  qualche  pezzo  inedito  da  cotesto 
parti  per  aver  poscia  più  opportuna  l'occasione  di  dedicarne  un  tomo  a 
S.  M.  Sarda.  Ma  nulla  vedendo  io  comparire,  non  vo'più  tardare  a  ricor- 
rere a  V.  S.  illustrissima  con  pregarla  d' intendere  se  il  suo  Real  Padrone 
gradisse  che  gli  fosse  dedicato  un  de' tomi  di  essa  Raccolta,  giacché  credo 
che  la  stessa  passerà  oltre  in  venti  tomi.  Spero  che  la  bontà  di  lei  vorrà 
per  questo  intendere  la  mente  della  Maestà  Sua,  alla  quale  tanto  que'  Ca- 
valieri, che  in  Milano  fanno  a  proprie  spese  la  stampa  dell'opera,  quanto 
io,  bramiamo  di  contrassegnare  il  profondo  nostro  ossequio.  Costi  è  l' opera, 
né  ella  ha  bisogno  che  maggiormente  la  informi.  Ma  è  un  gran  che, 
che  finora  non  abbia  io  potuto  ottenere  di  costà  un  sol  pezzo  di  antichità 
per  farne  onore  al  Piemonte  e  a  Torino,  e  molto  più  com'  io  bramerei,  alla 
real  Casa  di  Savoja,  o  almeno  alla  biblioteca  di  S.  M.  E  per  me  questo 
un  motivo  di  dispiacere,  perchè  merita  bensi  gran  Casa  e  si  bel  paese  di 
far  la  sua  comparsa  in  un'  opera,  eh'  io  ho  intrapresa  per  onore  di  tutta 
l'Italia.  Mi  rassegno  nondimeno  alla  mia  poca  fortuna,  e  mi  restringo  a 
supplicarla  di  risposta  intorno  all'affare  proposto,  e  di  credere  ch'io  non 
lascierò  mai  di  essere  quale  con  stima  e  con  tutto  l'ossequio,  mi  rassegno 


2540. 

A  GIOVANNI  ANTENORE  SCALABRINI  in  Ferrara. 
Modena,  22  Novembre  1726. 

BiBLiOTKCA  Comunale,  Ferrara. 

Mi  han   trovato   le    ultime    due   di   V.  S.    cotanto   occupato   da    molti 
impicci,  che  tuttavia  rubano  me  a  me  stesso,  che  non  ho  potuto  con  pun- 


-l'T'SG]  A   FRANCESCO  ARISI      .  "i.VJÓ 


tualità  corrispondere  alle  grazie  sue.  Ora  le  rispondo  io,  e  pi-ima  la  rin- 
grazio de  i  carissimi  saluti  del  buon  p.  Fe*'rari,  della  cui  migliorata  sa- 
nità sempre  ansiosamente  desidero  gli  avvisi.  Quando  ella  potrà  rivederlo, 
gli  porti  le  mie  congratulazioni  e  i  miei  rispetti.  Ma  vorrei  udire,  ch'egli 
divenisse  più  carnale,  e  che  fosse  obbligato  a  chiamare  il  sartore  che  gli 
largasse  la  camiciuola. 

Se  Dio  vorrà,  le  rimetterò  nell'ordinario  venturo  i  documenti,  de' quali 
mi  favori.  Non  l'ho  potuto  finora  fare,  perchè  sono  bensì  copiati,  ma  non 
c'è  stato  verso  ch'io  possa  collazionarli  colla  di  lei  copia  a  cagione  che 
un'Indice  e  altri  bisogni  dell'Opera  di  Milano  mi  hanno  tolto  tutto  il 
tempo,  che  da  altre  faccende  mi  è  restato  per  lo  studio.  Aspetti  dunque 
V.  S.  pazientemente  anche  un  tantino,  e  pagherò  i  miei  debiti. 

Qui  pure  ho  veduto  presso  monsignor  vescovo  nostro  il  primo  tomo 
del  Tesoro  de  Parrochi;  ma  noi  non  abbiam  saputo  ritrovare  finora  ma- 
teria da  accrescere  quel  libro.  Ferrara  non  ne  mancherà,  e  cotesto  Ar- 
chivio de'  parrochi  dovrebbe  somministrar  memorie  antiche,  per  nulla  dire 
del  merito  dei  viventi. 

Viva  la  bravura  ferrarese,  che  ha  spiritosamente  fatta  opposizione 
alle  novità  del  popolo  del  Sippa.  Ma  andrà  sempre  cosi?  Nelle  battaglie, 
chi  ha  posto  superiore,  suol  guadagnare.  La  situazione  de' signori  ferra- 
resi rispetto  a  i  vicini  mi  pare  più  bassa. 

Affinchè  V.  S.  non  si  lagni  più  del  troppo  buon  tempo,  gliene  augu- 
rerò del  cattivo,  ma  non  di  quello,  che  fa  dare  campana  a  martello.  E, 
ras.segnandole  il  mio  rispetto,  mi  confermo,  di  V.  S. 


2541. 

A  FRANCESCO  ARISI  in  Cremona. 
Modena,  28  Novembre  1726. 

Mu:>Bo  Civico  Cuemo.nesk.  edita  [203]. 

Amico  amatissimo. 

G-alantissima  leggenda  quella  che  mi  avete  fatto  godere,  con  rappre- 
sentarmi parte  degli  strani  avvenimenti  della  cousaputa  persona.  Falso, 
falso  ch'egli  fosse  sempre  mio  commensale,  perchè  fu  solamente  un  giorno 
eh'  io  diedi  pranzo  al  p.  Pauli  teologo  di  S.  M.  cesarea,  che  mi  portò  la 
collana  d' oro  per  parte  di  S.  M.  Ma  forse  avrà  detto  il  vero,  perchè 
co'  miei  danari  prestati  pagò  la  locanda  dove  egli  dimorò.  Falso  che  se- 
desse a  tavola  del  signor  marchese  Orsi.  Una  sola  volta  il  vide,  e  vi 
guadagnò  il  titolo  di-  pazzo.  Falso  che  il  mio  serenissimo  il  tenesse  al- 
l' udienza  4  ore.  H  tenne  tanto   da    conoscerlo  per  quello  che  è.  Anche   a 


2596  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [1*?36- 

me  ha  fatto  sapere,  che  il  Serenissimo  di  Parma  è  tutto  suo,  e  il  signor 
principe  Antonio  suo  fratello.  E  m"  inviò  molto  bene  la  scrittura  legale 
asciutta,  e  con  quello  stile,  che  corrisponde  alla  limpidezza  e  all'  ordine 
del  suo  cervello.  Ma  finiamola  :  la  conclusione  si  è  che  voi  m' inviaste  qua 
un  ciarlatano,  che  non  dovevate  per  anche  aver  conosciuto  quanto  pesava; 
e  forse  che  il  suo  capo  ha  patito  qualche  ecclissi  da  alcun  tempo  in  qua. 
Anche  la  vostra  borsa  ne  ha  fatta  la  penitenza.  A  me  dispiace  il  vostro 
danno.  Io  già  ho  fatto  il  pianto  al  mio.  Poiché  per  altro  da  Londra,  per 
quanto  io  so,  nò  egli  lo  sa  finora,  nulla  v'  è  da  sperare,  e  certo  meno  da 
Vienna;  mancando  questi  due  poli,  che  sarà  del  povero  ramingo?  Vel 
rimanderò  a  Cremona,  eh'  io  qui  non  ne  ho  bisogno.  In  altri  paesi  oltra- 
montani senza  danaro  o  giudizio  non  si  truova  a  mangiare. 

Intanto  nulla  ho  io  veduto  de"  vostri  ditirambi,  che  pure  ansiosamente 
bramo  e  sospiro,  come  una  delle  più  belle  fatture  che  sieno  uscite  della 
vostra  bottega.  Staremo  a  vedere  se  1'  amico  gì'  invierà.  o  pure  se  gli  avrà 
venduti  in  mancanza  d' altri  sussidi. 

Con  che,  divotamente  riverendovi,  mi  confermo,  etc. 


2542. 

A  NICOLA  TACOLI  in  Reggio. 
Modena,  28  Novembre  1726. 

Archivio  Tacom,  Modena 

Si  metterà  tutto  a  suo  luogo  e  V.  8.  illustrissima  troverà  altro  da 
aggiungere  per  supplemento  di  ciò  che  si  leverà,  me  lo  mandi,  che  poi  si 
darà  tutto  ai  revisori,  avendo  io  corretto  ciò  che  ne  aveva  bisogno. 

Se  V.  S.  volesse  prendersi  V  incomodo  di  provvedermi  costi  ed  in- 
viarmi una  trentina  di  Santi  in  carta  pecora,  che  mi  vien  detto  trovarsi 
da  vendere  a  miglior  mercato  che  altrove  in  una  bottega  di  questa  piazza, 
io  le  resterei  tenuto.  Ma  quando  le  venisse  pensiero  di  far  cerimonie  e  non 
iscrivermi  con  franchezza  lo  speso,  acciocché  io  possa  soddisfare,  non  ne 
stia  a  far  altro,  perché  io  non  riceverei  per  favore  una  tale  finezza,  ma 
per  dirmi  che  io  non  la  incomodi  altre  volte. 

La  prego  ancora  di  voler  intendere  da  cotesto  conduttore  della  carta, 
credo  Dall'  Oglio  se  abbia  ordine  alcuno  per  pagarmi  le  L.  550  dovutemi 
dal  sig,  marchese  d' Este  :  o  pure  s' io  debba  scriverne  all'  Usiglio,  di  cui 
si  faccia  dire  il  nome. 

Con  che,  rassegnandole  i  miei  rispetti  mi  conservo. 


-IT'SQ]  GASPARO   CERATI  2597 


2543. 

A  FRANCESCO  RASTELLI*  in  Festa. 
Modena,  30  Novembre  1726. 

Archivio  Uastbi.li,  Modena. 

Con  dispiacere  particolare  ho  intaso  la  morte  del  signor  don  Pietro  An- 
tonio [Rastelli],  perchè  nella  perdita,  che  V.  S.  ha  fatto  d'nn  ottimo  zio  ho 
anch'io  perduto  un  buon  amico.  Certo  che  alla  numerosa  famiglia  sua  è 
mancato  un  grande  appoggio;  ma  v'è  restata,  e  a  Dio  piacendo  resterà, 
lungamente  V.  S.  che  supplirà  il  suo  bisogno  con  quell' amore  e  prudenza, 
che  non  cede  all'altro  del  defunto  suo  zio. 

Convien  dunque  rassegnarsi  alla  volontà  di  Dio.  e  tanto  più  che  un'  età 
cosi  avanzata  dovea  infine  soccombere  alle  leggi  della  natura,  alle  quali 
bisogna  che  ci  prepariamo  ancor  noi.  Ha  da  essere  certa  V.  S.  che  io  mi 
auguro  sempre  di  pot^r  servire  lei  e  tutti  di  sua  Casa,  dove  sarò  creduto 
abile.  E  giacche  il  Frassoni  più  non  parla  né  si  muove,  vedrò  io  di  sol- 
lecitarlo, affinchè  si  termini  una  volta  l'affare  tuttavia  pendente.  Intanto 
con  offerirmi  tutto  a' di  lei  comandamenti,  e  con  riverirla  caramente,  mi 
rassegno,  di  V.  S. 

2544. 

A  GASPARO  CERATI  in  Parma. 
Modena,  2  Dicembre  1726. 

Abchivio  Maqawly  Ckkati,  Parma. 

Mi  correva  spesso  il  pensiero  del  passaggio  di  V.  R.  alla  volta  di 
Roma.  e.  al  non  vederla  mai  comparire,  non  sapeva  io  che  immaginare: 
anzi  cominciava  io  a  temere  che  ella  o  avesse  tenuto  altro  cammino,  o 
spinta  da  qualche  motivo  di  fretta,  anche  passando  per  Modena,  non  avesse 
potuto  darmi  la  consolazione,  che  desidero  e  spero  di  poter  godere  qualche 
momento  della  sua  dolce  conversazione.  Ora  intendendo  dal  suo  benignis- 
simo  [  foglio  ]  differito  fino  alla  primavera  ventura  il  suo  passaggio,  quan- 
tunque vegga  differito  di  molto  il  mio  contento,  pure  son  quieto,  perchè 
in  fine  ho  speranza,  che  non  mi  vengano  meno  le  grazie  sue. 

Ho  indarno  aspettato  finora  congiuntura  per  rimettere  a  Roma  il  Co- 
dice di  iSozomenOj  né   di  quella   congiuntura,   che   V.  R.  mi  suggerì   esi- 


*  llespousive  in  Archivio  Soli  Muratori  (  i?.  Bibl.  Est.  ),  u.**  1  da  Festa  17^. 


2598  LODOVICO  ANTONIO   MURATORI  [l'r'SG- 

stente  in  Bologna,  io  non  mi  potei  prevalere.  Perciò  .se  non  l'avessi  ri- 
mandato prima  del  suo  arrivo  qua,  siccome  procurerò,  la  supplico  di  tener 
presente  alla  sua  memoria  il  mio  bisogno,  acciocché,  se  mai  fosse  a  lei 
possibile,  possa  dar  compimento  alle  grazie  che  tutte  da  lei  l'iconosco.  E 
qui,  con  ringraziarla  divotamenfce  della  benigna  memoria  che  di  me  con- 
serva, e  con  supplicarla  di  tenere  esercitato  il  mio  ossequio  co' suoi  co- 
mandamenti, più  che  mai  mi  protesto. 


2545. 

A  GIUSEPPE  RIVA  in  Londra. 
Modena,  5  Dicembre  1726. 

R.   Biblioteca  Estense,  Modena, 

Tengo  un  temperino  e  un  paio  di  forbici  dalla  mano  libex-ale  di  V.  S. 
inviatami,  e  dono  a  me  carissimo,  perchè  buoni  li  trovo,  e  avendo  io  bi- 
sogno di  valermene  quasi  ogni  di,  se  già  non  avessi  tanti  altri  motivi  di 
ricordarmi  sempre  del  di  lei  merito  e  stimatissimo  amore,  basterebbe, 
questo  dono  a  rammentarmelo.  Sommamente  adunque  la  ringrazio  di  questo 
caro  regalo. 

Ben  a  proposito  la  lettera  scritta  al  piacentino.  Ella  ne  ha  brava- 
mente odorato  il  merito.  Io  l'aveva  subodorato,  ma  essendo  egli  venuto 
qua  in  persona,  s' è  fatto  conoscere  un  mezzo  pazzo,  un  ciarlatano,  e  ridi- 
colo; però  non  occorre  altro.  La  lettera  di  lei  dovrebbe  troncargli  ogni 
pensiero  di  rivolgersi  più  costà.  Ha  bisogno  di  pane  e  però  fa  ogni  sforzo 
per  trovarne  dove  può. 

Il  signor  Cocchi,  già  provveduto  di  lettura  in  Pisa  con  un  salario  di 
160  piastre,  se  n'è  andato  a  pascere  la  curiosità  colla  vista  di  Roma. 
Tornato  che  sia,  gli  invierò  la  lettera  di  V.  S.  Avrei  avuto  bisogno  di 
seco  trattare  un  po' più  lungamente,  avendomi  veramente  confermato  la  sua 
presenza  i  sentimenti  di  stima  singolare  che  ho  per  lui.  Ma  stia  ben  in 
guardia:  che  abbiamo  in  Italia  i  Bianchi  e  Neri  non  men  fieri  di  quel 
ch'erano  nel  1300.  Il  signor  Argelati  avrà  in  breve  la  lettera  a  lui  diretta. 

Mi  presi  la  confidenza  di  pregarla  ne'  giorni  addietro  di  provvedermi 
qualche  libro  dei  migliori  inglesi,  perchè  vo' rubando  un  po' di  tempo  per 
imparare  alquanto  di  cotesto  linguaggio.  Ma  non  ho  buona  grammatica  né 
buon  dizionario.  Per  l'ultimo  però  posso  far  senza;  e  per  l'altra  vedrò  di 
averne  una  dal  signor  conte  Guicciardi.  Un'opera  filosofica  del  Cudworth 
so  che  è  stimata.  Ella  ne  sa  più  di  me  nella  cognizione  del  meglio  di 
cotesti  paesi.  Il  Locke,  Dell' IntewUmenio  l'ho  letto,  prestatomi  da  un'amico. 
Non  mi  occorre  più  d'averlo. 


-l'7S6]  A    NICOLA.   TACOLI  2599 

Certo  òhe  sempre  più  cresce  in  me  l'ansietà  di  leggere  la  traduzione 
del  ParcuUso  del  Milton  fatta  dal  nostro  valoroso  signor  Rolli.  Egli  si 
cattiverà  molto  gli  inglesi,  ma  non  men  gV  italiani.  Ma  e  come  farà,  dove 
parla  delle  indulgenze  che  sono  nel  volto  della  Luna?  La  sua  fatica  sarà 
tosto  qui  proibita.  Me  gli  ricordi  buon  servitore  e  stimatore  del  suo  raro 
merito.  Il  signor  abate  Conti  è  già  tornato  alla  sua  patria,  e  senza  darmi 
il  contento  di  passare  per  Modena.  L'asma  il  travaglia  forte. 

Ma  se  vi  sarà  guerra,  come  salvare  gli  Stati  di  Lamagna  in  tanta 
potenza  dell'Aquila  grande?  In  mare  si  può  ben  dire  il  chi  va  là;  ma 
nel  continente  non  so  vedere  il  come.  Però  vo  sperando  che  la  pace  durerà. 

Il  signor  fattore  Tori  caramente  la  riverisce  con  gli  altri  amici  e  pa- 
droni. Io.  più  di  tutti,  mi  rassegno  con  tutta  stima. 

2546. 

A  NICOLA  TACOLI  in  Reggio. 
Modena,  5  Dicembre  1726. 

Archivio  Tacoli,  Modeua. 

Ricevei  i  nuovi  documenti  che  V.  S.  illustrissima  mi  inviò  e  che  ho 
trovato  più  decoi'osi  de  gli  altri,  che  leverò  via  dalla  Giunta.  Tutto  sarà 
posto  al  suo  sito,  e  poi  conseguato  al  Soliani,  acciocché  lo  consegni  ai 
revisori. 

Del  pari  ho  ricevuto  i  Santi  in  carta  pecora  che  sono  a  proposito 
Ringrazio  la  di  Lei  bontà  del  favore,  e  desidero  sapere,  se  le  L.  9  spese 
debba  io  rimettere  costà,  o  pur  consegnarle  qui  al  Soliani  a  conto  di  V.  S. 
illusti'issima. 

Pel  denaro  che  io  doveva  in  Reggio,  m' intenderò  io  qui  col  Rovighi  ; 
e  però  non  occori-erà  che  ella  si  pigli  altro  incomodo.  Bensì  la  supplico 
d'  un  altro,  cioè  d'  incomodarsi  per  portare  a  cotesto  signor  Conte  Gover- 
natore, i  miei  rispetti,  e  intendere  da  lui,  cosa  in  effetto  egli  concordasse 
con  cotesti  ss.  Soprintendenti  dello  spedale  di  S.  Lazzaro  per  poter  ivi 
collocare  il  signor  Francesco  Guicciardi.  Richiesi  io  il  Padron  serenissimo, 
e  mi  l'ispose  che  non  sapeva  che  fosse  necessario  il  far  fare  in  esso  spe- 
dale una  camera  apposta  per  lui.  Dica  pertanto  al  signor  Conte,  che  non 
avrebbe  già  bisogno  la  casa  di  questo  povero  uomo  di  far  tale  spesa,  e 
facendola  ancora  si  tarderebbe  troppo  a  poterla  abitare  ;  ed  egli  intanto 
avrebbe  necessità  di  goder  la  grazia  di  cotesti  signori.  Però  mi  raccomando 
perchè  si  vegga  col  signor  conte  diana,  se  vi  fosse  altro  ripiego,  affinchè 
maggiormente  non  si  differisca  l' incamminamento  di  esso  signor  Guicciardi 
costà.  In  tal  congiuntura  avrei  caro  ancora  di  sapere,  quanto  occorre  di 
dozzina  in  esso  spedale.  Con  che.  rassegnandole  il  mio  rispetto  mi  confermo. 


2600  LODOVICO    ANTONIO   MURATORI  [l'T'SG- 


2547. 

A  CARLO  BORROMEO  ARESE  in  Milano. 
Modena,  12  Dicembre  1726. 

Archivio  Bobuomeo  Arbse,  Milano. 

Eccellenza. 

Non  lascio  di  pregar  ogni  giorno  al  santo  Altare,  qualunque  io  mi 
sia,  ogni  maggior  felicità  all'  E.  V.  e  a  tutta  la  sua  nobilissima  Casa,  cui 
professo  tante  obbligazioni.  Tuttavia  corro  volentieri  ad  abbracciare  la 
congiuntura  delle  prossime  sante  feste,  per  augurarle  ogni  bene  da  chi 
solo  ne  è  il  vero  dispensatore,  e  per  ravvivare  nella  memoria  sua  quel 
sommo  ossequio,  ch'io  le  professo,  e  che  durerà  in  tutti  i  tempi. 

E  giacché  in  altro  '  io  non  posso  attestarlo  all'  E.  V..  almeno  ne  ho 
mostrato  al  pubblico  qualche  contrassegno  coll'avere  inscritto  il  di  lei  riverito 
nome  in  qualche  sito  de  i  due  tomi,  che  in  breve  si  pubblicheranno  della 
mia  Raccolta  Rerum  Italicarum  che  si  stampa  in  Milano.  Già  so  che  l' E.  V. 
gode  ottima  salute,  né  si  risente  punto  dell'accrescimento  de  gli  anni.  Somma 
é  la  consolazione  che  ne  provo.  Ma  mi  è  ben  dispiaciuto  d'aver  perduta 
quella  di  poterla  inchinare  di  passaggio  per  Modena,  come  l'anno  addietro 
mi  si  fece  sperare.  Con  supplicarla  di  conservarmi  la  sua  stimatissima  grazia, 
le  rassegno  il  mio  inalterabil  ossequio,  e  mi  ricordo,  di  V.  E. 


2548. 

A  GIUSEPPE  MALASPINA  DI  S.^^  MARGHERITA  in  Tortona. 
Modena,  12  Dicembre  1726. 

Raccolta  Palmibri,  S.  Paolo,  Roma. 

Con  allegrezza  ricevo  i  benigni  auguri,  che  mi  fa  godere  V.  S.  illu- 
strissima, a'  quali  corrispondo  col  più  vivo  del  cuore,  pregando  Iddio  che 
a  lei  conceda  ogni  maggiore  felicità,  si  nelle  prossime  sante  feste,  come  in 
tutti  i  tempi.  E  tanto  più  m'è  stato  caro  il  suo  graziosissimo  foglio,  quanto 
che  m' ha  assicurato  e  della  sua  prospera  salute,  e  eh"  io  son  vivo  nella  -sua 
memoria.  Ricevei  pochi  di  sono  dal  signor  bibliotecario  Sassi  la  Storia  Lu- 
nense  del  signor  Rossi,  che  rimanderò  per  prima  occasione.  V'ha  delle 
favole,  né  la  genealogia  Malaspina  è  tessuta  come  si  dee.  Nulla  dico  del- 
l'Estense,  ch'egli  combatte  senza  ragione.  Se  non  avesse  veduto  le  Anti- 
chità Estensi  e  le  pruove  chiare,  lo  scuserei;   ma  in  fine   mostra  d'averle 


-1*7361  A  GIUSEPPE  ANTONIO  SASSI  2fì01 

vedute.  0  V.  S.  illustrissima  la  corregga  da  capo  a  piedi,  o  la  rifaccia 
tutta;  che  cosi  certo  non  è  cosa  da  stampare. 

M' immagino  le  occupazioni  sue.  Ma  vi  resta  del  tempo  a  far  uscire 
le  Croniche  Astefisi:  né  io  mancherò  d'avvisarla  quando  saremo  a  tiro. 

Non  saprei  di  qual' opera  ella  parlasse  stampata  in  Roma  e  Ve- 
nezia. Certo  che  nulla  v'  ha  in  Italia  simile  alla  Raccolta  Rerum  Italicarum. 

Se  uscirà  una  volta  la  2.*  parte  del  2."  tomo.  V.  S.  illustrissima  ivi 
troverà  il  suo  riverito  nome.  Ma,  zitto.  In  ogni  altra  congiuntura  bramo 
di  poter  fare  a  lei  e  al  pubblico  maggiormente  noto  l'ossequio  che  le 
professo  e  che  le  ratifico  in  protestarmi,  di  V.  S.  illustrissima. 

2549. 

A  GIUSEPPE  ANTONIO  SASSI  in  Milano. 
Modena,  12  Dicembre  1726. 

BiBLioTBCA  Ahbrosiasa,  MilaDO.  edita  [176]. 

Accuso  a  V.  S.  illustrissima  la  ricevuta  della  cronica  di  Luniffiana 
composta  dal  signor  dottor  Rossi,  e  ne  do  avviso,  oggi  appunto,  al  signor 
marchese  Malaspina.  S'essa  ha  tardato  nelle  di  lei  mani,  non  n'è  venuto 
pregiudizio  alcuno,  non  avendola  io  trovata  tale,  che,  cosi  come  sta.  meriti 
d' essere  stampata.  Per  la  prima  occasione  che  mi  si  presenterà  la  rimet- 
terò costà.  Intanto  la  ringrazio  vivamente  di  questo  favore. 

Perchè  l'invito  per  la  vendita  della  libreria  Maggica  era  pel  primo 
di  dicembre,  e  io  non  vedendo  risposta  di  V.  S.  illustrissima,  non  volevo 
perdere  la  congiuntura,  notificai  poscia  al  signor  Argelati  que' pochi  libri 
eh'  io  piglierei,  se  fossero  a  buon  mercato.  Perciò  mi  riserbo  ad  altre  con- 
giunture le  sue  benigne  offerte.  Ma  se  qualche  straniero  farà  il  levate  di 
tutto,  ognun  di  noi  rimarrà  colle  mani  piene  di  mosche. 

Intendo  appunto  che  si  sia  risoluta  l'edizione  della  seconda  parte  del 
secondo  tomo,  anche  senza  la  dissertazione  del  p.  lettore.  Ma  anch'io  ap- 
prendo che  per  essere  il  tomo  di  non  competente  mole,  si  faccia  gridare  il 
pubblico.  Tuttavia  mi  rimetto  alla  prudenza  di  cotesti  signori.  Ma  anche 
il  p.  lettore  dovea  prender  meglio  le  sue  misure.  Ho  d'avere  anch'io  il 
Cemento  di  lienvenuto  da  Imola;  ma  uè  pur  io  ho  pensato,  ch'egli  dicesse 
tanto  di  Dulcino.  che  potesse  somministrare  una  bella  giunta.  Pazienza.  Ciò 
che  V.  S.  illusti'issima  ha  trovato  sarà  bastante  alla  erudizione.  Giacché 
si  trattiene  tuttavia  costi  il  signor  d'Orville.  la  pi*ego  di  ricordargli  il  mio 
rispetto  e  la  brama  che  ho  di  riverirlo  in  Modena.  Le  gr/izie  ch'ella  gli 
comparte,  le  ricevo  come  fatte  a  me  stesso  :  e  credo  eh'  egli  ne  sia  ben  degno, 
accordandosi,  colle  relazioni  ch'ella  me  ne  dà.  altre  d'altri  insigni  lette- 
rati. Ratificandole  con  ciò  il  mio  rispetto,  e  augurandole  felicissime  le  sante 
feste,  mi  confermo,  etc. 


2G02  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  \  ±'726- 


2550. 

A  LUC  ANTONIO  GENTILI  in  S.  Marino. 
Modena,  14  Dicembre  172<i 

Biblioteca  del  Seminario,  Pesaro,  edita  [lOB], 

Brutta  ricompensa  fa  godere  a  V.  S.  il  soggiorno  suo  presente,  quando 
a  persona  si  utile,  e  decorosa  fa  un  regalo  di  febbri,  o  d'  altri  incomodi 
di  salute.  Con  dispiacere  ne  ho  io  inteso  Y  avviso,  contemperato  poscia 
dalla  consolazione  d'intendere,  che  il  tutto  sia  passato,  e  ch'ella  di  pre- 
sente goda  un  ottimo  gusto.  Me  ne  rallegro  con  esso  lei,  e  meco  stesso; 
e  prego  Dio,  che,  in  occasione  delle  prossime  sante  feste,  le  conceda 
la  pienezza  di  tutte  le  sue  benedizioni,  con  ringraziarla  nel  medesimo 
tempo  della  cortese  memoria,  eh'  ella  conserva  di  me,  e  de'  miei  disegui 
letterarj. 

Trovai  poscia  la  copia  della  vita  di  Castruccio  ;  e  se  vorrà,  che  gliela 
rimandi,  sarò  pronto  a  farlo  per  quella  congiuntura,  che  V.  S.  credesse 
più  propria.  Intanto,  col  vivo  desiderio  di  maggiormente  attestarle  la  stima, 
che  fo  del  suo  merito,  e  del  suo  carissimo  affetto,  caramente  la  riverisco, 
e  mi  rassegno,  di  V.  S. 


2551. 

A  GIUSEPPE  ANTONIO  SASSI  in  Milano. 
Modena,  17  Dicembre  1726. 

Biblioteca  Ambkosiaxa,  Milano,  edita  [176], 

Veramente  il  Ferretti  è  una  mala  lingua,  e  V.  S.  illustrissima  sag- 
giamente ha  avvertito  ciò  che  tocca  Bonifacio  Vili  e  Clemente  V  ;  sicché, 
per  antidoto  alla  sua  maldicenza,  crederei  che  si  potesse  mettere  al  primo 
passo  questa  nota  : 

Quae  heic  habet  Ferretus  de  Bonifacio  Vili  et  Guidone  antea  Mentis 
Feretri  comite,  pervulgata  iam  sunt;  eadem  enim,  paucis  ante  Ferretum 
annis,  literis  consignarat  Dantes  Aligherius  in  sito  poemate  italico,  cap.  27 
Inferni,  in  quem  locum  prostant  commentarii  Landini  et  Vellutelli.  Sed 
probrosi  huius  facinoris  narrationi  fideni  adiimgere  nemo  probus  velit, 
quod  facile  confixerunt  Bonifacii  pontificis  aemuli,  qui  sane  non  pauci  fuere, 
aliaque  de  eo  commenta  sparsere.  Ferretus  haec  a  satyrico  poeta  ambabus 
manibus  excepit,  quippe  et  is  ad  maledicentiam  pronits. 


-l'7S6]  A  NICOLA  TACOLI  2C03 


L*  altro  passo  veramente  io  non  V  avea  avvertito,  che  il  primo  non 
mi  dava  fastidio  per  esservi  già  an  libro  si  pubblico  che  ne  parla.  Ora 
io  crederei  che  si  potesse  dire: 

Supine  heic  errai  Ferretus,  si  eius  verha  siynificant,  in  aliquo  laesam 
a  Clemente  V  famam  Bonifacii  Vili,  quwn  totus  historicorum  choriis  et 
acta  Concila  Viennensis,  aliaque  historiae  ecclesiasticae  monumenta  ab  Odo- 
rico  Rainaldo  producta.  certos  nos  faciant,  nihil  umquam  emanasse  ad- 
versus  ortìiodoxam  fìdem  pontificis  illius,  immo  criminibus  impactis  eius 
tnemoriam  fuisse  absolutam.  Istud  ad&>  certum,  ut  vix  credam  Ferretum 
id  ignorasse,  atque  aliter  scripsisse  quam  veritas  habeat.  Fortasse  post  illa 
verba  in  captione  sola  aliquid  desideratur.  Alioqui  ridendam  rem.  traderet 
historicus,  scribens  eum  non  ante  nec  post  captionem  haereticum  fuisse,  sed 
tantummodo  in  ipso  captionis  momento. 

Muti  V.  S.  illustrissima,  aggiunga  o  levi  ciò  che  le  parrà  meglio  a 
tali  note,  eh'  io  mi  rimetto  alla  sua  prudenza,  con  ringraziarla  intanto  vi- 
vamente della  bontà,  con  cui  m'  ha  significato  i  suoi  giusti  riflessi. 

Aveva  io  da  un  testo  dell"  Estense  preso  il  Diario  romano  di  Stefano 
Infessura,  ma  con  trovarmi  imbrogliato  a  inserirlo  nella  Raccolta,  perchè 
narra  cose  infami  fra  molte  altre,  che  pur  meritano  la  luce.  Ho  poi  tro- 
vato che  r  Eccardo  mi  ha  tolta  la  mano,  ed  ha  stampato  in  uno  de'  suoi 
due  tomi  la  stessa  storia  intera.  Avrei  pur  bisogno  che  V.  S.  illustrissima 
le  desse  una  buona  occhiata  dove  parla  di  Sisto  IV.  per  dirmi  poscia  il 
suo  prudente  parere.  Per  me  pensei'ei  di  lasciar  fuori  quello  che  è  più 
scandaloso  e  che  fa  nausea,  avvertendo  con  una  nota  i  lettori  del  taglio- 
fatto.  S'  ella  non  ha  migliore  ripiego  da  suggerirmi,  cosi  farò. 

E  qui.  con  augurare  a  lei  tutte  le  benedizioni  del  Cielo  neUe  pros- 
sime sante  feste,  le  rassegno  il  mio  ossequio,  e  mi  confermo,  etc. 


2552. 


A  NICOLA  TACOLI  in  Reggio. 
Modena,  17  Dicembre  1726. 

Abchiyio  Tacoli,  Modena. 

Prima  ch'io  ricevessi  l'ultimo  foglio  di  V.  S.  illustrissima,  essendo 
stato  a  favorirmi  il  p.  d.  Maui-o  Vallisnieri,  e  trovata  questa  congiuntura 
sì  propria,  e  sicura  per  rimettere  a  lei  i  consaputi  fogli,  glie  gli  ho  io 
conseguati,  e  però  li  riceverà  senza  che  si  pigli  altro  incommodo.  La  pre- 
fazione può  camminare  :  ma  bisogna,  che  si  muti  il  piùncipio  con  farla  di- 
venire prefazione  a  tutti  i  documenti  aggiunti,  e  dire  in  tal  occasione 
quello,  che  importa  pel  testamento  della  Giovanna  dalla   Gente.   Tornati  i 


2G04  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [l'?36- 

fogli,  sarà  mia  cura  il  perfezionare  il  lavoro  :  e  vegga  che  cotesto  suo  Co- 
pista sia  più  esatto  nella  ortografia.  Con  tutto  l'ossequio  mi  rassegno,  di 
V.  S.  illustrissima. 

2553. 

A  FRANCESCO  DE  AGUIRRE  in  Torino. 
Modena,  18  Dicembre  1726. 

Collezioni:  Ckkvkksa,  Amsterdam,  edita  [94]. 

Veramente  io  non  sapeva  intendere  perchè,  dopo  avermi  cotesto  real 
Sovrano  con  sua  lettera  benignissima  fatto  sperare  di  voler  cooperare 
a'  miei  disegni  letterarj,  che  tanto  riguardano  ancora  il  decoro  della  sua 
gran  Casa,  e  di  cotesta  bella  parte  d'Italia,  poi  ninno  effetto  se  ne  ve- 
desse giammai.  Può  essere  che  chi  era  mediatore  guastasse,  per  sua  poca 
attenzione  o  fortuna,  il  lavoro.  Ma  ora  che  veggo  V.  S.  illustrissima  con 
sì  b9l  genio  accinta  a  favorirmi,  risorgono  le  mie  speranze,  e  a  questo 
fine  inchiusa  le  mando  la  mia  lettera  pel  sig.  marchese  di  Bagno,  la  quale 
confido  che  nelle  mani  di  lei  godrà  buona  fortuna.  Se  ai'riverà  il  signor 
D'Orville,  vedrò  quanto  ella  si  è  degnata  di  accennarmi  intorno  alla  storia 
del  vecchio  Chiesa,  la  quale  giacché  è  scritta  verso  il  1416,  vo  io  asso- 
lutamente sperando  che  abbia  ad  essere  al  mio  proposito.  Se  quella  del 
Monferrato,  ch'ella  mi  notifica,  è  più  antica  di  quella  di  Galeotto  Caretti 
tanto  più  mi  sarebbe  cara.  Ma  sopratutto  apprezzerei  e  gradirei  quella  del 
monastero  d'Altacomba,  e  qualunque  altra,  che  desse  notizia  della  real 
Casa  di  Savoja,  che  da  tanti  secoli  fa  si  gran  figura  in  Italia.  Vedrà 
V.  S.  illustrissima  nel  tomo  eh' è  per  uscire  in  breve,  i  frammenti  della 
Cronaca  della  Novalesa,  la  quale  avrei  ben  desiderato  di  poter  dare  in- 
tera. Ma  questo  è  ben  poco  al  bisogno.  Darò  a  suo  tempo  l'Alfieri  e  i 
Ventura,  storici  d'Asti,  ma  che  poco  parlano  di  Torino  e  del  Piemonte,  e 
però  tanto  più  mi  raccomando,  poiché  sarebbe  una  vergogna  se  anche  sì 
nobil  contrada  e  si  nobili  Principi  non  comparissero  con  tutto  lo  splen- 
dore in  un'  opera,  ove  ha  interesse  Italia  tutta.  Che  se  fra  i  manoscritti 
della  real  biblioteca  alcuna  cronaca  d'altri  paesi  si  trovasse,  si  ricordi 
V.  S.  illustrissima  che  anch'essa  é  da  me  sospirata,  e  ne  farei  onore  al 
real  Padrone,  sicoom'ella  vedrà  che  ho  fatto  anche  alle  altre  del  Papa, 
dell'  Imperatore,  e  del  Re  cristianissimo,  dalli  quali  tutti  ho  ricevuto 
soccorso. 

Del  resto  io  mi  professo  sommamente  tenuto  alla  di  Lei  benigna  me- 
moria, che  di  me  conserva,  e  pel  suo  generoso  animo  in  favorirmi;  e  con 
augurarle  ogni  più  desiderabil  felicità  nelle  prossime  sante  feste,  le  ri- 
cordo il  mio  ossequio  e  mi  rassegno. 


l'T'SGl  A   GIOVANNI    ANTENORE   SCAL AERINI  2605 


2554. 

A  NICOLA  TACOLt  in  Reggio. 
Modena,  19  Dicembre  1726. 

Akchitio  Tacol.!,  Modena. 

Mille  grazie  a  V.  S.  illustrissima  pe'  suoi  cortesi  augurii.  che  centu- 
plicati le  rendo  con  pregar  Dio,  che  le  faccia  godere  il  colmo  delle  sue 
benedizioni  in  occasione  del  prossimo  santo  Natale. 

Ho  letta  la  di  lei  scrittura,  che  dà  bastante  lume  per  togliere  la 
pretensione  de  i  canonici  regolari.  Io  non  ho  in  pronto  una  dotazione 
simile,  quale  si  richiederebbe  da  V.  S.  illustrissima.  Avrò  nondimeno  pre- 
sente il  di  lei  desiderio,  e  mi  augurerò  buona  congiuntura  per  appagarlo. 
Intanto  dico,  che  quel  Fratres  della  dotazione  indica,  che  nel  priorato 
suo  vi  fosse  un  priore  con  canonici.  Ma  questi  canonici  non  v'è  alcun 
bisogno  di  crederli  regolari  di  S.  Agostino,  perchè  tal  titolo  si  dava 
allora  a  tutti  que'  preti,  i  quali  erano  aggregati  alla  medesima  chiesa,  e 
mangiavano  delle  sue  rendite.  Un  vescovo  di  Reggio  fondò  una  colleg- 
giata  in  Castellarano  come  s'ha  dall' Azzarri,  ma  essi  non  erano  sotto  la 
regola  di  S.  Agostino.  Tuttavia  quel  Fraires  avrà  servito  ne"  tempi  ad- 
dietro per  far  credere,  che  in  codesto  priorato  fossero  canonici,  e  per  certa 
illazione  canonici  regolari  di  S.  Agostino.  Rassegnandole  il  mio  rispetto  mi 
confermo,  di  V.  S.  illustrissima. 

2555. 

A  GIOVANNI  ANTENORE  SCALABRINI  in  Ferrara. 
Modena,  20  Dicembre  1726. 

Biblioteca  Comunale,  Ferrara. 

In  ricompensa  de"  cortesi  augurj.  che  mi  fa  godere  V.  S.  in  occasione 
delle  prossime  sante  feste,  e  per  le  quali  vivamente  io  la  ringrazio,  a  lei 
prego  anch'  io  da  S.  D.  M.  tutte  le  più  desiderabili  benedizioni  in  questo, 
e  in  tutti  gli  altri  tempi  avvenire.  So  eh"  ella  parla  di  cuore:  di  cuore 
parimente  io  parlo,  e  mie  riputerei  tutte  le  sue  felicità. 

Viva  poi  il  valore  e  l'attenzione  ferrarese  a  far  testa  contra  le  in- 
sidie del  torbido  nemico  vicino.  Mi  son  rallegrato,  che  il  santo  Padre  si 
sia  questa  volta  collegato  con  voi  altri  signori.  Dovrebbono  tanti  disin- 
ganni dare  un  po'  più  di  quiete  a  chi  non  va  studiando  altro,  se  non  di 
opprimere  chi  sta  di  sotto. 

Epistolario  di  Lodovico  Antonio  Muratori.  —  Voi.  VI.  166. 


2603  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [l'TS*?- 

Probabilmente  V.  S.  capiterà  iu  queste  feste  a  visitare  il  nostro 
p.  Ferrari.  Gli  porti  in  tal  congiuntura  i  miei  più  divoti  saluti,  e  insieme 
gli  augurj  di  tutte  le  contentezze,  ma  spezialmente  quello  di  una  perfetta 
salute.  Di  questa  bramo  io  continui  felici  avvisi;  e  prego  V.  S.  di  non 
istancarsi  a  farmeli  godere. 

Cm  che,  rassegnandole  il  mio  rispetto,  più  che  mai  mi  protesto,  di 
V.  S.  illustrissima. 


2556. 

A  GIAMBATTISTA  BIANCONI  in  Bologna. 
Modena,  1  Gennaio  1727. 

Akchivio  Bianconi,  Bologna,  edita  [183], 

Faremo  dunque  dare  al  sig.  Avv.  Machiavelli^  [Alessandro]  una  cat- 
tedra lucrosa  per  la  insigne  difesa  fatta  di  cotesta  Università.  Ma  vegga 
V.  S.  la  galanteria  di  lui.  Mi  ha  favorito  con  lettera  di  buone  feste;  e  né 
pure  una  parola  mi  ha  detto  dell'operetta  sua.  Or  io  francamente  gli  scrivo 
in  questo  ordinario,  e  il  prego  di  una  copia,  la  quale  crederei  che  non  avesse 
a  negarmi.  Però  ella  non  si  prenda  altra  pena,  e  tanto  più  perchè  non  si 
vede  volentieri  chi  è  d"  opinione  diversa  da  quella  di  cotesto  signore.  Che 
300  anni  sono  si  sostenessero  di  simili  beffe  a  noi  fatte  dai  precedenti 
secoli,  non  era  da  meravigliarsene,  perchè  si  camminava  alla  buona,  e  non 
se  ne  sapeva  più  che  tanto.  Ma  che  oggidì  in  tempi  si  colti,  eruditi,  ed 
accorti  si  voglia  incensare  e  difendere  un  privilegio  che  da  tutte  le  parti 
grida  misericordia,  e  ciò  in  una  città  di  si  buon  gusto  come  è  Bologna, 
mi  pare  un  po'  strano.  Al  pari  di  chicchessia  ho  io  della  venerazione  ed 
amore  per  cotesta  città,  e  per  li  suoi  nobili  ingegni;  ma  non  li  stimerei 
già  tanto  se  li  trovassi  ostinati  a  contrastare  alla  verità,  e  ad  aver  per 
male,  che  altri  la  dica.  Se  Dio  vorrà,  vedranno  costi  s' io,  nella  stessa  mia 
Raccolta,  ho  a  cuore  V  onore  di  Bologna. 

Intanto  col  ringraziare  V.  S.  de'  lumi  propri  della  di  lei  saviezza  e 
giudiziosa  erudizione,  vorrei  pregarla  di  un  favore;  cioè,  che  mi  copiasse 
il  privilegio  preteso  di  Teodosio,  che  è  stampato  in  non  so  quale  di  cotesti 
istorici,  che  a  me  manca.  Ne  ho  ben  io  copia  :  ma  desidero  di  essere  ben 
certo  che  sia  la  stessa,  che  è  in  voga  costi.  Pel  rimanente  de'  suoi  favori 
so  eh'  ella  non  ha  bisogno  di  ulteriori  preghiere  ;  e  però,  con  rassegnarle 
il  mio  rispetto,  mi  confermo,  etc. 


'  Sue  lettere  in  Archivio  Soli  Muratori  (R.  Bibl.  Est'.),  n.°  14  da  Bologna  1722- '37. 


IT'S*?]  AD   ANTONIO   VALLISXIERI  2607 


2557. 

A  GIUSEPPE  ANTONIO  SASSI  in  Milano. 
Modena,  2  Gennaio  1727. 

Biblioteca  Ambkosiaka,  MìIrdo,  edita  [176]. 

Perchè  la  Cronaca  di  Carpineto  abbracciava  cose  ancora  del  se- 
colo XIII,  io  pensava  di  riserbarla  con  un*  altra  Cronaca  che  ho  del  mo- 
nastero di  Subiaco.  a  qualche  altra  2."  parte.  Ma  parmi  che  |V.  S.  illu- 
strissima taccia  i  conti  meglio  di  me.  e  che  sarebbe  più  utile  il  metterla 
nel  tomo  che  è  per  uscire.  Però  se  siamo  più  a  tempo,  avrò  caro  che  si 
ristampi  in  esso  tomo,  e  su  questo  scrivo  al  sig.  Argelati.  Io  solamente 
temo  che  sia  stampato  l'indice,  né  lasci  luogo  a  frapporvi  altro.  Che,  per 
conto  dell'  elenco  già  pubblicato,  importerebbe  poco  se  non  v'  è  compreso, 
e  a' lettori  che  vi  guadagnerebbe  no,  importerebbe  poco,  se  l'elenco  non  ne 
ha  fatta  menzione.  Vero  è  che  v'  ha  di  molti  errori,  secondo  il  solito,  nel 
testo  deirUghelli:  ma  fare  come  si  può. 

Pazienza  se  il  Sitwdo  di  Gastone  arcivescovo  ha  veduto  la  luce.  Basta 
che  non  sia  nelle  raccolte  a  noi  not«.  E  cosi  taceremo  la  cosa,  né  credo 
che  alcuno  ne  chiederà  conto. 

Mi  farà  favore  che  V.  S.  illustrissima  rivegga  il  Diario  deW Infessura, 
e  mi  onori  del  suo  sentimento,  acciocché  io  sappia  come  contenermi.  Certo 
quelle  baronate  non  son  cose  da  mettere  nella  raccolta  fatta  da  cattolici: 
e  crederei  che  bastasse  avvisare  i  lettori  che  si  sono  soppresse. 

Con  tutto  l'ossequio,  mi  rassegno,  etc. 


2558. 

AD  ANTONIO  VALLISNIERI  in  Padova. 
Modena,  3  Gennaio  1727. 
S.  Biblioteca  Naziosai^s  di  Brera,  MiUuio,  edita  [142]. 

Scrivete  pure  al  p.  Salomoni  '  [Pier  Maria],  che  dica  quel  che  vuole 
di  me  intorno  al  fu  eminentissimo  sig.  cardinale  Tolomei  [Gio:  Battist-a]; 
ch'io  in  fatti  intesi  di  lai  con  quelle  parole,  e  avrei  ben  desiderato  di 
palesare  al  pubblico  in  maniera  più  distinta,  la  somma  stima  che  ho  sem- 
pre avuto  di  quell'insigne  Porporato,  alla  cui  dottrina  una  grande  invidia, 


'  Sue  lettere  in  Archivio  Soli  Muratori  (R.  Bibl.  Est.  ),  n."  1  da  Roma  1726. 


2G08  LODOVICO   ANTONIO   MUBATORI  [  IT* 3*7- 

da  me  sempre  detestata,  pose  di  fieri  ostacoli  con  danno  di  tutti.  E  se 
altro  occorresse,  io  son  qui  tutto  per  lui. 

Curiosa,  ma  brutta  di  troppo,  è  la  scena  che  mi  narrate  fatta  da  co- 
testo nostro  cristianello  centra  di  voi.  Bisogna  certo,  che  gli  anni  avanzati 
gli  abbiano  fatto  calare  il  sénno.  E  bene  avete  operato  parlandogli  fuor 
de'  denti.  Ma  meglio  sarebbe  il  farlo  mettere  in  dovere  da  chi  può,  affinchè 
non  vi  tornasse  più.  Meschino  !  per  misericordia  ha  cotesta  cattedra,  e  si 
lascia  sedurre  dalla  sua  fantasia,  che  spera  di  mostrarsene  degno  col  com- 
battere con  chi  si  vergognerebbe  di  dire  una  sillaba  centra  di  lui.  Aiuta- 
telo alla  giubilazione,  che  so  desiderarsi  da  lui,  e  vel  leverete  dagli  occhi. 

Godo  che  vi  giugnessero  i  libri  di  Parigi,  e  che  mi  abbiate  autenti- 
cata la  beffa  fatta  da  quel,  forse  non  inglese,  al  quale  nondimeno  non 
verrà  fatto  di  screditare  il  vero  con  tale  trufferia. 

Mi  spiace  forte,  che  non  passasse  per  Modena  il  sig.  abate  Conti, 
eh'  io  infinitamente  desiderava  di  riverirlo,  e  d'imparare  da  lui  un  po- 
chino di  quel  tanto  eh'  ei  sa.  Se  è  più  costi,  ricordatemegli  gran  servitore. 
Non  è  d' ora  che  io  odo  il  rumore  della  religione  infiebolita  in  Francia, 
e  più  in  Inghilterra  e  Olanda.  Ne  veggo  i  segni  in  alcuni  libri  di  questi 
ultimi.  Non  permetta  Iddio  che  il  male  vada  più  avanti.  Avrei  desiderato 
di  poter  fare  un  giorno  una  filosofia  morale  per  uso  de'  nostri  italiani, 
ma  non  mi  resta  il  tempo  per  tale  fatica.  In  qualche  ritaglio  che  ho 
rubato,  vi  confesso  il  vero,  che,  meditando  sulla  dipendenza  che  ha  l'anima 
dal  corpo  per  le  azioni  nostre,  e  per  li  costumi,  mi  sono  incontrato  in 
grotte,  che  mi  han  fatto  tremare,  e  massimamente  pensando  all'  operare 
dei  pazzi.  Ma,  per  la  Dio  grazia,  ricorro  sempre  al  Credo,  e  qui  starò  saldo 
fino  alle  ceneri.  Niuno  arriverà  a  farmi  credere,  ch'io  sia  un  orologio  che 
passeggi  per  Modena,  perchè  conosco  Iddio  ;  e  chi  m'  ha  data  questa  po- 
tenza, mi  ha  distinto  dai  bruti,  i  quali  né  pur  sappiamo  cosa  siano.  A  me 
stanno  sempre  davanti  quelle  gran  parole  del  Salvatore:  Confìteor  tibi, 
Pater,  Domine  coeli  et  terrae,  quia  abscondisti  haec  a  sapientibus,  et  pru- 
dentibus,  et  revelasti  ea  j^arvulis.  Ma  non  più  di  questo.  Vi  auguro  un 
felicissimo  anno  nuovo  con  assaissimi  altri  appresso.  E  sono,  ed  eterna- 
mente sarò. 

2559. 

A  MARIO  AGOSTINO  CAMPIANI  in  Torino. 
Modena,  7  Gennaio  YRn. 

Edita  [105]. 

Non  è  in  tutto  falsa  la  voce  corsa  fino  all'  orecchio  di  V.  S,  illustris- 
sima intorno  allo  stato  della  mia  salute.  Alcune  molestie,  ed  altri  acciacchi 


-l'73'7]  A   LUC' ANTONIO   GENTILI  2609 

mi  vanno  ricordando,  che  io  non  ho  qai  da  sperare  un  permanente  sog- 
giorno. Con  tutto  ciò  non  sou  tali  gli  incomodi,  che  va  soffrendo  la  mia 
sanità,  che  io  non  seguiti  ad  impiegare  coraggiosamente  quel  tempo  che 
posso,  ne'  miei  poveri  studj  e  in  quelle  applicazioni  che  convengono  al 
mio  ministero.  Durerà  questa  casa  cadente  finché  a  Dio  piacerà,  ma  non 
verrà  mai  meno  1*  obbligazione,  che  io  professo  al  benignissimo  amore  di 
V.  S.  illustrissima,  la  quale  con  tanta  bontà,  e  premura  mi  chiede  nuova 
del  mio  stato,  e  mi  fa  godere  i  suoi  amorevoli  carissimi  augurii.  Somma- 
mente mi  è  stato  caro  quest"  atto  di  tanta  finezza  :  ma  essa  ha  da  essere 
persuasa,  che  io  altresì  desidero  a  lei  ogni  maggiore  felicità,  e  tanto  più 
sarà  meglio  impiegata  in  un  letterato,  che  ha  fatto,  e  può  maggiormente 
fare  onore  a  codesta  Università,  e  all'  Italia  tutta.  Anzi  io  m"  inoltro  ad 
esigere,  che  essa  non  lasci  in  ozio  il  suo  nobil  talento,  ma  dopo  si  bei 
frutti  ne  dia  degli  altri,  giacché  tutto  da  lei  si  può,  e  si  deve  sperare. 
Scrivendo  costà  ne'  giorni  addietro,  pregai  un  amico,  che  a  lei  ricordasse 
il  mio  ossequio.  Ora  io  prego  lei  di  ravvivare  la  memoria  del  mio  rispetto 
allo  stimatissimo  signor  conte  Coardi  di  Quarto  ',  a  cui  vorrei,  che  ella 
facesse  animo  per  certa  impresa  letteraria,  di  cui  egli  mi  diede  speranza  : 
ed  anche  al  riveritissimo  signor  D.  Francesco  Aguirre  la  prego  ricordare 
il  mio  costautissino  ossequio.  E  qui,  con  assicurarla  della  mia  indelebile 
stima,  e  del  vivo  desiderio  di  ubbidirla,  e  di  attestare  al  publico  la  gra- 
titudine, che  le  debbo,  piucché  mai  mi  protesto. 

2560. 

A  LUC  ANTONIO  GENTILI  in  S.  Marino. 
Modena,  12  Gennaio  1727. 

Biblioteca  dkl  Seminario,  Pesaro,  edita  [106]. 

Rispondo  in  fretta  al  caldissimo  foglio  di  V.  S..  perchè  mi  trovo  ocu- 
pato  per  la  malattia  gravissima,  e  forse  non  superabile  della  signora  mar- 
chesa Orsi  *.  Giacché  non  si  possono  avere  interi,  e  puri  qne'  DiarJ  di  S.  Se- 
verino, io  non  intendo,  che  si  rechi  ulteriore  incomodo  al  signor  abate 
Gentili,  la  cui  lettera  ho  letto  con  piacere,  e  con  protestarmi  ben  tenuto 
alla  di  lui  gentilezza.  Prego  lei  di  ringraziarlo  divotamente  in  mio  nome 
delle  sue  benigne  offerte,  come  s' io  le  avessi  accettate. 

Inchiudo  le  notizie  richieste  di  questo  Collegio  de"  Nobili.  Non  so  se 
vi  sia  accennato,  che  qui  s' insegnano  dopo  le  scuole  minori,  la  filosofia, 
la   legge   canonica,  e  civile,   la   teologia,    le   lingue   greca,   ed   ebraica,   la 

'  Sue  lettere  in  Archivio  Soli  Muratori  l  R.  Bibl.  Est.  ),  n."  4  da  Torino  1725-  '27. 
'  Sue  lettere  in  Archivio  Soli  Muratori  (  R.  Bibl.  Est.  ),  n."  1  da  Villanova  ITO). 


2610  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [l'7S*7- 


medicina,  etc.  V  ha  anche  maestro  per  lingua  italiana,  scriver  lettere,  e 
poesia  volgare.  Se  il  cavaliere  risolverà  di  mettere  qui  il  figlio,  spero  che 
ne  sarà  contento. 

Orsù  io  già  la  miro,  e  non  senza  consolazione,  restituito  alla  città,  e 
all'aria  mite.  Ella  se  ne  troverà  meglio  per  varj  capi.  Continui  per  sua 
bontà  ad  amarmi,  che  io  non  lascerò  mai  d' essere  con  tutto  lo  spirito, 
di  V.  S. 

2561. 

A  GIUSEPPE  ANTONIO  SASSI  in  Milano. 
Modena,  16  Gennaio  1727. 

Biblioteca  Ambrosiana,  Milano,  edita  [176]. 

Sta  benissimo  quanto  V.  S.  illustrissima  ha  scritto  intorno  a  Tolomeo 
da  Lucca  ;  anzi  sta  tanto  bene,  che  non  saprò  più  come  parlarne  io.  Non 
rimando  la  lettera;  ma,  s'ella  comanderà,  la  metterò  in  viaggio. 

Non  è  picciolo  affare  ciò  eh'  ella  mi  significa  del  ritirarsi  che  ha  fatto 
il  Bellagatta  dalla  sua  parte  nella  stampa;  e  voglia  Dio  che  questo  non 
l'itardi  il  proseguimento  dell'  opera,  la  quale  per  altro  va  con  lentezza. 

Nel  fine  del  Concilio  provinciale  di  Gastone  arcivescovo,  ho  osservato 
uno  sbaglio.  Ivi  è  chiamato  Federico  Episcopus  Buxeti  e  poscia  civitas 
Buxeti,  quando  ha  da  dire  Brixiae.  Vegga  V.  S.  illustrissima  qual  rimedio 
vi  si  possa  mettere,  che  non  credo  che  basti  la  correzione  nell'  indice. 

Con  che,  significandole  il  mio  rispetto,  mi  confermo,  etc. 


2562. 

A  GIOVANNI  ANTENORE  SOALABRINI  in  Ferrara. 
Modena,  17  Gennaio  1727. 

Biblioteca  Comunale,  Ferrara. 

Non  è,  certo,  eh'  io  mai  dimentichi  la  riverita  persona  di  V.  S.,  ma  il 
trovarmi  io  talora  si  affollato  da  faccende,  e  con  sanità  mal  corrispondente 
al  bisogno,  che  mi  fa  essere  pigro  in  rispondere  a  i  di  lei  sempre  stimati 
caratteri. 

Inaspettata  mi  giunse  una  lettera  del  nostro  p.  Ferrari,  che  infinita- 
mente mi  rallegrò  al  vedere  risuscitato  un  si  degno  amico.  Cresce  ora  il 
mio  giubilo  all'intendere  da  V.  S.,  ch'egli  è  si  valoroso  da  uscire  di  casa. 
Desidero  io,  che  si  rimetta  si  bravamente  che  possa  anche  fare  un  passo 
a  Modena,  che  ha  tanta  stima  per  lui. 


IT^ST*  1  A  NICOLA   TACOLI  2611 


Non  di  un  capitano  da  opporre  a' Turchi  abbiamo  bisogno,  perchè 
finché  la  Transilvania  e  Temisvar  terranno  saldo,  noi  avremo  assai  difesa 
alle  Signorie  che  abbiamo  acquistato  dalla  munificenza  Cesarea.  Ci  biso- 
gnerebbe bensì  un  sacro  pastore,  che  andasse  a  benedire  quelle  barbare 
pecorelle.  Si  sentirebbe  V.  S.  l'ispirazione?  Mi  rassegno,  di  V.  S. 

Fatto  esaminare  da  questo  signor  conte  Regolo  Fontana  ciò  ch'ella 
mi  scrive,  ed  osservato  il  suo  Albero  genealogico,  nulla  si  truova  di  Ales- 
sandro Fontana  dottore  e  canonico.  E  però  egli  crede  che  non  .sia  della 
Gasa  sua.  cioè  di  quella  del  Vescovo  Giovanni. 


2563. 

A  LUC  ANTONIO  GENTILI  in  S.  Marino. 
Modena,  23  Gennaio  1727. 

Biblioteca  del  Seminario,  Pesaro,  edita  [106].- 

Incomincio  a  godere  dei  segnalati  favori  del  signor  Apostolo  Zeno,  il 
quale  non  ha  mancato  d'inviarmi  tante  iscrizioni,  quante  ha  saputo  rac- 
coglierne. Dio  volesse,  che  tutti  corrispondessero  in  questa  parte,  come  sa, 
ed  esso,  e  V.  S.,  che  non  lascia  passare  occasioni  in  favorirmi.  Se  il  signor 
marchese  Capponi,  nelle  sue  cose,  per  altro  un  po' tardo,  si  risolve  da  do- 
vere, spero  che  non  abbia  da  defraudare  ne"  miei  disegni  la  mia  aspetta- 
zione. Starò  attendendo  le  grazie  di  tutti  e  con  tutti  me  ne  dimostrerò 
obbligato.  Intanto  ella  mi  continui  il  suo  amore,  e  rassegnandole  la  mia 
inalterabile  osservanza,  con  tutto  lo  spirito,  mi  confermo,  di  V.  S. 


2564. 

A  NICOLA  TACOLI  in  Reggio. 
Modena,  23  (lennaio  1727. 

Akchivio  Tacoli,  Modena. 

Già  da  i  revisori  è  tornata  in  mano  del  Soliani  la  Giunta,  e  s'è 
dato  principio  alla  stampa  con  isperar  io  di  vederne  e  correggerne  io  in 
breve  il  primo  foglio.  Sia  V.  S.  illustrissima  certa,  ch'io  ho  tutta  la  pre- 
mura, affinchè  ella  venga  servita  bene  e  presto. 

La  malattia  del  p.  Guicciardi  è  poi  terminata  in  un  leggier  tocco 
d'apoplesia:  e  però  solamente  alla  primavera  ventura  si  potrà  conoscere 
s'egli  sia  in  istato  di  godere  delle  grazie  di  cotesti  signori. 


2612  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  f  IT*  3*7- 


Già  è  pubblica  la  seconda  parte  del  tomo  II  Rerum  Ilalicarum.  Su- 
bito che  sarà  giunta  la  copia  a  lei  destinata,  si  metterà  subito  in  viaggio 
a  cotesta  volta.  Intanto,  con  rassegnarle  il  mio  ossequio,  mi  confermo. 


2565. 

A  PIER  CATTERINO  ZENO  in  Venezia. 
Modena,  23  Gennaio  1727. 

Biblioteca  del  Seminario,  Padova. 

Sarà  presentata  questa  mia  a  V.  R.  dal  signor  d'Orville,  gentiluomo 
olandese,  giovane  di  molto  sapere,  e  di  nobilissimo  genio  per  le  lettere, 
che  dopo  d'essersi  fatto  amare  dai  primi  letterati  d'Inghilterra  e  di  Francia, 
è  venuto  a  conoscer  ancor  quelli  d'Italia,  e  specialmente  brama  d'essere 
introdotto  alla  conoscenza  di  lei,  il  cui  merito  singolare,  gli  è  da  gran 
tempo  notissimo.  Io  la  prego  di  compartire  a  lui  tutte  quelle  grazie,  che 
son  proprie  della  di  lei  gentilezza,  né  potranno  esser  meglio  impiegate, 
che  in  favorire  un  si  degno  suggetto.  Gliene  resterò  anch'io  ben  tenuto; 
e  sospirando  l'onore  de"  suoi  comandamenti,  con  tutto  l'ossequio,  mi  ri- 
cordo, etc. 

2566. 

AD  ALESSANDRO  POMPEO  BERTI  in  Aquila. 
Modena,  24  Gennaio  1727. 

B.  Biblioteca,  Lucca,  edita  [153]. 

"V^oglia  Dio  che  la  presente  mia  goda  miglior  fortuna  di  viaggio  che 
altre  mie  antecedenti,  le  quali  mi  avvidi  che  si  doveano  essere  smarrite, 
da  che  V.  R.  più  non  mi  rispondeva.  Per  questo  io  lasciai  di  scriverle. 
Ma  ora  che  uno  stimatissimo  foglio  suo  mi  sprona,  metto  alla  ventura 
ancor  questo,  prima  per  rallegrarmi  con  esso  lei  della  sanità  e  dell'im- 
piego onorevole  che  la  ritiene  costi,  e  poi  per  ringraziarla  del  continuato 
amore.  Non  è  il  mio  verso  di  lei  punto  scemato  ;  e  allorché  passò  per  Mo- 
dena il  nostro  padre  Paoli  teologo  di  S.  M.  cesarea,  non  mancai  di  pre- 
garlo che  cooperasse  affinchè  ella  fosse  liberata  da  cotesto  esilio,  e  potesse 
tornare  in  teatro  più  proprio  del  di  lei  merito.  Seppi  da  lui  che  V.  R.  era 
rettore  di  cotesta  casa,  né  pareva  pensasse  a  partirsene.  Bene  sta;  ma 
terminato  l'uffizio,  dovrebbe  anche  terminare  il  romitaggio. 

Nel  tomo  della  mia  Raccolta  che  ultimamente  è  uscito  alla  luce,  v'ha 
quanto  ho  potuto  ricavare  da  Parigi  intorno  alla  Casaui'iense.  Ma  non  v'ha 


-IT* 3 7]  A   GIUSEPPE   PRESCIMONI  2613 


avato  luogo  il  docamento  che  ella  m'inviò,  avendolo  io  riserbato  ad 
altro  sito. 

Giacché  V.  R.  è  per  portai*si  a  Chieti,  non  lasci  di  far  ricerca  se  vi 
fosse  cronica  alcuna  vecchia,  inedita,  o  pur  qualche  antica  carta.  £  per- 
ch'olla mi  fece  sperare  una  cronichetta  di  Lucca,  nou  la  dimentichi,  che 
mi  sarebbe  cara. 

I  >>aygi  di  Morale  del  signor  Nicole  sono  cose  molte  stimate,  e  però 
la  traduzione  dovrebbe  trovare  chi  la  stampasse.  No  scriverò  con  premura 
a  Venezia;  e  trovando  chi  ne  assuma  il  carico,  gliene  trasmetterò  l'avviso. 
Intanto,  con  tutto  lo  spirito  riverendola,  mi  rassegno  quale  eternamente 
sarò,  di  V.  B,..  etc. 


2567. 

A  GIUSEPPE  PRESCIMONI*  in  Palermo. 
Modena,  'Ti  Gennaio  1727. 

Edita  [HO]. 

Tardarono  molto  a  giungermi  le  grazie  di  V.  S.  illustrissima,  e  dopo 
averle  anche  ricevute,  ho  tardato  io  a  rispondere,  perchè  voleva  pure  aver 
letto  tutte  e  due  l'opere  del  valoroso  signor  Tommaso  Campailla.  che 
ella  con  tanta  bontà  mi  ha  inviato.  Ora  eccole  i  miei  ringraziamenti  più 
divoti  per  questo  dono,  che  mi  è  stato  caro  al  maggior  segno,  si  pei'chè 
mi  ha  fatto  conoscere  un  Padrone  di  tanto  merito  ch'io  non  sapeva  di 
avere,  cioè  V.  S.  illustrissima,  de' cui  rari  pregi  per  altro  mi  avea  fatto 
consapevole  il  signor  avvocato  Pantò  '  [Antonino],  e  si  perchè  mi  ha  dato 
a  conoscere  un  insigne  filosofo  de'  nostri  tempi,  del  quale  veramente  non  era 
corso  il  nome  in  queste  parti.  Ora  io  ho  letto  il  di  lui  poema  e  i  Pro- 
blemi con  singoiar  piacere,  perchè  truovo  in  amendue  queste  Opere  un 
ingegno  di  mirabil  penetrazione,  e  che  è  impastato  di  tutta  la  filosofia 
antica  e  moderna,  e  sa  egregiamente  comunicarla  al  publico.  Perciò  io  la 
supplico  allorché  avrà  occasione  di  scrivere  ad  esso  valoroso  signor 
Campailla  che  voglia  portargli  le  mie  somme  congratulazioni,  special- 
mente pel  suo  Poema.  Egli  è  verissimo:  a  lui  si  conviene  il  titolo  di 
Lucrezio  Cristiano  ed  Italiano.  Ninno  aveva  peranche  occupato  questo 
posto:  egli  l'ha  empiuto  con  dignità,  l'empierà  in  avvenire  con  tutta  giu- 
stizia. Certo  una  cosa  ch'io  ho  ammirato  sopratutto,  è  quella  d'aver  ^li 
potuto  e  saputo  esporre  in  versi,  e  rimati,  tutta  la  filosofia,  e  spiegare  si 


*  Responsive  in  Archivio  Soli  Muratori  (  R.  Bibl.  Est.  ),  n.**  4  da  Palermo  1729- '31 . 
'  Sue  lettere  in  Archivio  Soli  Muratori  (R.  Bibl.  Est.),  n."  12  da  Palermo  lTiO-'41. 


2614  LODOVICO   ANTONIO    MURATORI  [1*7 2*7- 


chiai'amente  tante  notizie  naturali,  anatomiche,  meccaniche,  chimiche,  etc. 
A  far  questo  non  conosce  il  volgo  che  possesso  ci  voglia  in  tutte  queste 
materie,  e  qual  forza  d'ingegno  per  istenderle  gentilmente  in  rima.  Quel 
solo,  che  avrei  desiderato  iu  un  signor  di  tanta  mente,  si  è  che,  ripro- 
vando egli  i  ciechi  seguaci  di  Aristotele,  non  si  fosse  poi  mostrato  an- 
ch'esso si  attaccato  al  Cartesio,  che  quasi  non  osa  fare  un  passo  senza 
seguir  lui  o  i  seguaci  di  lui.  Ha  il  signor  Cainpailla,  e  forza  di  lavorar 
di  sua  testa,  ed  esser  Capitano  e  non  Tenente;  perchè  è  ben  vero  che  in 
alcune  cose  egli  opera  di  suo  capo;  pui-e  tutto  il  nerbo  della  sua  filo- 
sofia è  cartesiano.  Lascio  eh'  egli  avanzi  in  molti  da  noi,  perchè  tanti 
altri  lo  fanno:  e  giacché  non  si  può  arrivai'e  alla  vera  conoscenza  d'in- 
finite cose,  r  ignoranza  nostra  ama  almeno  di  vedere  ciò,  che  ha  del  veri- 
simile, e  pare  più  probabile.  Gl'inglesi  però  oggidì  non  si  compiacciono 
molto  d'ipotesi;  e  quello  che  non  possono  dimostrare,  non  amano  di  as- 
serirlo con  certezza.  E  il  signor  Leibnizio  poi  dicea,  che  Cartesio  era  ar- 
rivato solamente  all'anticamera  della  filosofia,  e  non  più  oltre.  Non  dico 
io  tanto;  dico  bene,  che  gli  uomini  grandi  come  il  signor  Canjpailla,  hanno 
da  mettersi  in  maggior  libertà  di  pensare  ;  è  certo  che  oggidì  è  calata 
di  pregio  oltra  monti  la  si  famosa  scuola  d'esso  Cartesio. 

Ho  anche  osservato,  ch'egli  spiega  l'eifetto  della  pietra  cobros,  che 
si  applica  ai  veleni;  e  pure  parmi  che  il  signor  Redi  abbia  con  varie 
sperienze  mostrato,  essere  imposture  simili  pietre.  Intorno  alle  api  avrei 
anche  bramato,  che  avesse  vedute  le  sperienze  fatte  in  Parigi,  e  registrate 
negli  Atti  di  quella  Accademia,  né  osservo  che  abbia  veduto  il  Trattato 
de'  Colori  del  celebre  signor  Newton,  quantunque  ne  parli  assai  saggia- 
mente. Ed  ho  poi  riso  in  vedere  come  nell'epilogo  si  dice  francamente 
che  la  Terra  non  si  muove,  quando  poi  bravamente  si  tiene  «il  sistema  di 
messer  Copernico.  Franchezza  grande  ancora  mi  è  sembrata  il  tenere  egli 
la  sentenza  del  Savenocchio,  intorno  agl'insetti  del  seme  umano;  scoperta 
veramente  di  gran  riguardo;  ma  che  non  so,  se  gli  altri  italiani  oseranno 
sostenere  in  faccia  agli  aristotelici,  che  comandano  le  feste. 

Mi  sono  scappate  dalla  penna  queste  ciarle,  solo  per  far  vedere  a 
V.  S.  illustrissima  che  l'ho  letto,  e  non  già  per  iscemare  punto  la  stima 
singolare  che  ho  conceputo  di  cotesto  insigne  letterato,  il  quale  è  stato 
ben  meritevole,  che  ella  si  adoperi  per  dar  alla  luce  esso  poema,  e  metta 
in  latino  gli  argomenti  de'  suoi  canti,  e  l' ami,  siccome  veggo,  con  tanta  di- 
stinzione. Posso  ormai  dire  d" amarlo  anch'aio  e  di  stimarlo  al  pari  di  lei, 
e  mi  troverei  volentieri  presso  ad  una  mente,  che  va  sì  innanzi  per  chie- 
dergli lume,  quando  m' occorresse  ;  anche  ultimamente  avrei  pur  volentieri 
udito  il  suo  parere  più  specificato  che  non  è  nel  suo  poema  intorno 
a' sogni.  D'ordinai'io  sono  essi  spropositati,  e  si  vede  che  la  fantasia  gira 
quei  suoi  dialetti:  ma  si  danno  tanti  sogni  d'avventure  ben  filate  con  in- 


-l'7S'7]  A   GIUSEPPE  ANTONIO  SASSI  2615 

terrogazioni  e  risposte  anche  ingegnose:  e  pare  quell'avventara  non  ci  è 

mai  accaduta  né  abbiamo  fatto  uè  udito  quei  ragionamenti;  se  senza  l'in- 
tervento della  mente  si  può  far  tanto  dormendo,  ne  potrebbe  nn  cattivo 
tirar  delle  brutte  conseguenze:  se  poi  v'interviene  la  mente,  come  poi  si 
danno  tanti  sogni  disordinati,  e  che  non  sanno  di  ragione?  Ma  v'ha  un 
infinità  di  cose  che  non  sappiamo  a  misura  in  noi  stessi  :  ed  io  quanto 
m'inoltro  verso  la  vecchiaia,  tanto  più  m'accorgo  di  non  sapere.  Però 
fortuna  è  di  poter  trattare  con  filosofi  di  vista  acuta,  e  io  più  degli  altri 
ne  avrei  bisogno,  avendo  la  mia  troppo  ottusa. 

Ora  io  supplico  V.  S.  illustrissima  di  farmi  divoto  servitore  ad 
esso  signor  Campailla.  e  d'assicurarlo,  ch'egli  avrà  da  qui  innanzi  un 
grande  estimatore  in  Modena,  desideroso  anche  di  farlo  conoscere  in  queste 
parti;  e  già  che  il  signor  Iddio  ci  ha  ultimamente  tolto  il  signor  Vallis- 
nieri  che  era  il  principale  onore  dell'  università  di  Padova,  e  rendeva 
gloriosa  anche  questo  cielo  di  cui  era  nativo,  bramo,  che  il  signor  Cam- 
pailla goda  lunga  vita  per  sostenere  la  riputazione  dell'Italia.  E  s'egli  non 
avesse  pensato  ad  inviar  copie  delle  sue  opere  ai  Giornalisti  di  Lipsia,  di 
Parigi  e  di  Ginevra,  nella  quale  ultima  città  hanno  cominciato  il  Giornale 
de  Letterati  d' Italia,  che  più  non  si  fa  a  Venezia,  vi  pensi,  e,  s' io  son 
buono  a  servirlo  in  questo,  mi  comandi. 

Del  resto  alla  singolare  stima  ed  amore,  che  io  professo  a  i  fe'ici  in- 
gegni della  nazione  siciliana,  e  massimamente  di  cotesta  nobil  Metropoli, 
si  è  aggiunta  quella  particolare,  che  io  da  qui  innanzi  avrò  per  Y.  S.  il- 
lustrissima la  quale,  senza  mio  merito,  m' ha  prevenuto  colle  sue  grazie.  E, 
giacché  ha  cominciato,  non  cessi  d' onorarmi  col  suo  stimatissimo  affetto, 
sicuro  che  io  non  lascierò  di  comsponderle  :  perciò  bramoso  de' suoi  co- 
mandamenti, con  tutto  l'ossequio  mi  protesto.... 


2568. 

A  GIUSEPPE  ANTONIO  SASSI  in  Milano. 
Modena,  30  Gennaio  1727. 

Biblioteca  Ambrosiasa,  Milano,  adita  [176]. 

Neil'  indice  del  tomo  che  ora  si  stampa  ho  io  corretto  il  passo  del  Ve- 
scovo di  Busseto.  Ma  giacche  V.  S.  illustrissima  pensa  di  farlo  anch'olla 
senza  rifare  il  foglio,  lo  faccia,  benché  io  non  sappia  intendere  che  let- 
tera di  prefazione  sia  quella  eh'  ella  mi  accenna.  Il  signor  Argelati  mi 
scrive  d' una  prefazione  che  il  signor  dottore  Bianchi  ha  volsuto  fare  in 
vece  della  dedicatoria,  cosa  che  non  mi  può  piacere,  né  si  dovea  fare  senza 
eh'  io  lo  sapessi,  credendo  io  che  tocchi  a  me  il  fare  le  prefazioni. 


2616  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [l'72'7- 


Veggo  ciò  ch'ella  con  saggie  ragioni  mi  accenna  intorno  al  Diario 
dell'  In  fessura.  E  certo  essendo  pubblicata  da  altri  l'opera,  l'odiosità  cadrà 
sopra  altri.  Ma  se  il  signor  Eocardo  ha  pubblicato  tutto  ciò  che  è  nel 
testo  Estense  ch'io  avea  preparato  (del  che  non  ho  finora  fatto  il  con- 
fronto ),  non  so  quello  eh'  io  sarò  per  risolvere.  Ma  e"  è  tempo  da  pensare. 

Fu  qui  ne'  giorni  passati  il  signor  d"  Orville,  e  mi  ha  fatto  di  molti 
e  replicati  elogi  della  di  lei  gentilezza  e  de' favori  a  lui  compartiti.  Egli 
è  giovane  degno  di  tutto.  Anch'  io  me  le  protesto  ben  tenuto  per  tali  grazie. 

Con  che,  ratificandole  i  sentimenti  del  mio  rispetto,  mi  confermo,  etc 


2569. 

AD  ANTON  FRANCESCO  MARMI  in  Firenze. 
Modena,  31  Gennaio  1727. 

AKCHrvio  Soli  Muratori  ^H.  Bibl.  Est.),  Modena. 

Fu  qui  il  signor  barone  Walter  co'  due  suoi  compagni,  che  mi  por- 
tarono uno  stimatissimo  foglio  di  V.  S.  illustrissima  co"  suoi  comandamenti. 
L'  ho  ubbidita  per  quanto  ho  potuto,  ed  ho  trovato  tre  onestissimi  signori, 
meritevoli  d'  ogni  buon  accoglimento.  Mi  fecero  essi  una  piena  e  magnifica 
descrizione  della  Biblioteca  magliabechiana,  e  del  di  lei  buon  gusto  in 
tutto:  del  che  mi  rallegro  con  esso  lei,  a  cui  Firenze  avrà  eterna  obbli- 
gazione di  si  utile  impresa. 

Non  r  ho  io  più  importunata  intorno  all'  affare,  di  cui  la  supplicai 
per  questo  signor  Cesare  Cirelli  col  signor  Auditoi'e  Bonfini.  Ma  saprei  pur 
volentieri,  se  cotesto  signore  voglia  rispondere  al  quesito,  e  farci  godere 
le  grazie  sue.  Mi  disse  il  signor  Cirelli,  che  voleva  raccomandarsi  per 
questo  ad  alti-a  persona  costi,  la  quale  s' intendesse  con  V.  S.  illustrissima. 
Se  potrà  darmi  qualche  nuova  di  questo,  gliene  resterò  ben  tenuto. 

Comincierà  a  vedersi  fuori  la  parte  II  del  tomo  II  Rerum  Italicarum 
cioè  il  tomo  X  Rerum  Italicarum  e  già  1'  XI  va  avvicinandosi  al  compi- 
mento. Non  tarderà  molto  a  venir  qua  da  Milano  il  signor  Argelati,  che  mi 
dee  portare  il  supplemento  dell'  Opera  del  signor  Filippi  per  lei.  Mi  duol 
bene,  che  non  sia  peranche  cessata  costi  la  voce  calunniosa,  eh'  io  abbia 
aiutato  esso  autore  a  scrivere  centra  di  voi.  Né  pure  una  sillaba  ho 
scritto  0  detto  su  questo  affare,  né  sarei  stato  si  dimentico  di  me  da  coo- 
perare a  un'  Opera  pregiudiziale  a  tutti  i  principi  d' Italia.  Non  mi  si 
dovrebbe  fare  costi  un'ingiustizia,  unicamente  fondata  sopra  immaginazioni, 
e  sul  poco  concetto  che  ha  del  signor  Filippi,  ora  custode  della  Biblioteca 
cesarea.  Prego  V.  S.  illustrissima  alle  occasioni  di  dire  quello  che  dee,  e 
che  è  verità  contante.  Rassegnandole  con  ciò  il  mio  ossequio,  mi  confermo. 
di  V.  S.  illustrissima. 


-l'73'71  AD  ANTONIO   VALLI8NIERI  2<J17 


2570. 

AD  ANTONIO  VALLISNIERI  in  Padova. 
Modena,  4  Febbraio  1727. 
B.  BiBLiOTXCA  Naziobalb  di  Brera,  Milano,  edita  [142). 

Vi  sarà  presentata  questa  mia  dal  p.  maestro  Daniele  Felice  Donati  ', 
minore  conventuale,  che  sen  viene  a  predicare  costi  nella  chiesa  del  Santo. 
Egli  è  mio  amico,  egli  è  valente  oratore  sacro  :  e  quantunque  io  m*  imma- 
gini, che  le  soverchie  occupazioni  vostre  vi  lasciano  poco  agio  per  ascoltar 
predicatori,  tuttavia  con  tutto  lo  spirito  vel  raccomando.  Se  non  potrete 
spesso  con  la  presenza  favorirlo,  vi  sarà  ben  facile  in  altre  guise  di  fargli 
sentire  i  frutti  del  vostro  patrocinio.  Di  quante  grazie  compartirete  a  lui. 
ve  ne  resterò  anch'  io  sommamente  tenuto. 

In  risposta  poi  all'  ultimo  vostro  stimatissimo  foglio,  vi  ringrazio  delle 
curiose  notizie  spettanti  allo  zelo  mostrato  dal  nostro  eminentissimo  signor 
cardinale  vescovo,  che  vorrebbe  tutti  santi.  Ma  volere  che  i  padri  bianco- 
neri vadano  a  scuola  dai  neri,  certo  è  pensiero  che  non  può  essere  nato 
in  capo  a  si  degno  prelato.  H  Pomponaccio  in  Bologna  cominciò  quella 
cattiva  scuola,  e  il  Gremoncino  poi  la  dovette  portare  costà.  Ce  ne  liberi 
Iddio.  H  mondo  ora  è  cattivo  :  che  sarebbe,  se  insegnamenti  tali  prendes- 
sero piede  i"  Dimenticai  di  dirvi  T  altra  volta,  che  Tertulliano,  autore  del 
Secondo  secolo  della  Chiesa,  ed  «kUri  non  sognati  autori  di  que'  tempi, 
fanno  menzione  dei  quattro  Vangeli,  e  dei  loro  Scrittori.  Come  dunque 
credere  a  quegli  sfrenati  inglesi  ?  Arriveranno  anche  a  darci  ad  intendere 
di  dubitare,  se  noi  abbiamo  occhi,  e  il  sole  riluca. 

Avete  fatto  bene  a  parlar  chiaro  a  codesto  pedantuccio.  Oh,  di  quante 
sorta  è  mai  il  ridicolo  degl'  ingegni  umani  ! 

Se  il  signor  abate  Checcocci  sarà  sì  prodigo  di  parole  co'  suoi  scolari, 
potrà  promettersene  pochi.  Staremo  a  vedere  s"  egli  saprà  riformare  il 
clero. 

Con  ricordare  il  mio  ossequio,  mi  rassegno. 


i  Sue  lettere  in  Archivio  Soli  Muratori  {R.  Bibl.  Est.),  n."  45  da  Novara,  Ve- 
nezia 1726-'4'2. 


2618  LODOVICO   ANTONIO    MURATORI  \  1*72*7 ■ 


2571. 

A  GIUSEPPE  ANTONIO  SASSI  in  MHano. 
Modena,  6  Febbraio  1727. 

Biblioteca  Ambrosiana,  Milano,  edita  [176]. 

Sommo  piacere  avrei  provato  in  servire  al  signor  dottore  Soanio,  il 
eui  merito  singolare  mi  sta  sempre  davanti  e  insieme  a  V.  S.  illustrissima, 
i  cui  comandamenti  sono  a  me  sempre  cari.  Ma  presa  informazione  dei 
due  pulpiti  di  Reggio,  truovo  i  medesimi  nel  presente  anno  occupati.  Però 
mi  dispiace  di  non  poter  soddisfare  nello  stesso  tempo  ai  suoi  e  a"  miei 
desiderii.  Mi  somministri  ella  altre  congiunture  di  ubbidirla  con  più  for- 
tuna, eh'  io  mi  pi'egierò  sempre  di  comparire,  quale  con  tutto  V  ossequio 
mi  rassegno,  etc. 


2572. 

A  NICOLA  TACOLI  in  Reggio. 
Modena,  12  Febbraio  1727. 

Archivio  TacoliI,  Modena. 

Egregiamente  suppone  V.  S.  illustrissima,  che  a  quest'  ora  io  abbia 
d'  aver  veduto  almeno  quattro  fogli  della  sua  stampa. 

Ma  sappia  che  i  suoi  conti  e  i  miei  sono  andati  falliti.  Il  buon  So- 
liani  s' è  intanto  bravamente  applicato  a  stampare  i  due  drammi,  che  si 
recitano  qui  nel  teatro  Molza,  non  volendo  che  gli  scappi  questo  danaro 
fresco  ;  e  però  nulla  peranche  ha  operato  per  lei.  Di  simili  burrasche  non 
occorre  pensare  a  schivarle.  Non  lascerò  io  d'  essergli  alla  vita,  premen- 
domi ch'ella  sia  servita;  e,  subito  che  sarà  terminato  questo  suo  impegno, 
il  che  ha  da  essere  in  breve,  si  lavorerà  per  lei. 

Da  Bologna  mi  vien  raccomandata  1"  inchiusa,  con  supporre  che  il 
Mercati  sia  a  Rivalta.  Se  non  vi  fosse,  la  prego  di  rimandai'mela.  Con 
tutto  r  ossequio,  mi  confermo. 


•1*73 TI  AD    UBERTO   BENVOOLIENTI  2619 


2573. 

A  FRANCESCO  DE  AGUIRRE  in  Torino. 
Modena,  20  Febbraio  1727. 

Baccplta  Crbtkhha,  Amsterdam,  edita  [d4]. 

La  risposta  dell'Eccellenza  del  sig.  marchese  del  Borgo'  è  stata  in 
fatti  quale  V.  S.  illustrissima  se  l'era  figurata,  cioè  piena  di  molta  beni- 
gnità. Quel  eh' è  più.  mi  assicura  egli  essersi  per  ordine  di  S.  M.  scritto 
a  varie  chiese,  acciocché  si  cerchino  antiche  memorie.  Piaccia  a  Dio  che 
a  si  buone  disposizioni  succeda  uu  felice  effetto,  e  che  si  trovi  qualche 
cosa  onde  far  onore  al  Piemonte,  e  molto  più  alla  real  Casa  di  cotesto 
Sovrano. 

S' io  fossi  costi,  chiederei  ancora  antichi  diplomi,  od  altri  instrumenti 
atti  a  dar  luce  alla  storia  de'  vecchi  tempi  e  ai  costumi  d' allora,  giacché 
pel  fine  della  mia  Raccolta  spero  di  dare  uno  o  due  tomi  diplomatici,  con 
varie  dissertazioni  per  rischiarar  le  tenebre  de*  secoli  rozzi.  Intanto  V.  S. 
nell'ordinario  prossimo  passato  avrà  ricevute  in  un  mio  foglio  le  pre- 
ghiere, ch'io  le  porgo  per  quello,  che  finora  si  é  scoperto,  e  che  si  può 
sperare.  Rinnuovo  per  tanto  le  mie  suppliche  perch'olla  non  si  stanchi  di 
compartirmi  le  sue  grazie,  per  le  quali  le  conserverò  immortali  obbligazioni. 

Mi  onori  de'  miei  rispetti  al  dottissimo  e  amatissimo  sig.  conte  Coardi, 
quando  il  vedrà,  con  sapermi  dir«  se  egli  tenga  in  esercizio  il  suo  bel 
talento.  Con  che,  ratificandole  il  mio  rispetto,  e  pregandola  di  buon  rica- 
pito all' inchiusa,  mi  rassegno. 


2574. 

AD  UBERTO  BENVOGLIENTI  in  Siena. 
Modena,  21  Febbraio  1727. 

Biblioteca  Comuhai:.!:,  Siena,  edita  [168'. 

Mentre  appunto  io  m'era  messo  intorno  a  una  breve  dissertazione 
dell'origine  della  lingua  italiana,  mi  giugno  lo  stimatissimo  foglio  di  V.  S. 
illustrissima,  pieno  di  soda  critica  intorno  a  ciò  che  di  questo  ha  scritto 
monsignor  Montanini.  L'ho  letto  con  sommo  piacere,  e  ne  trarrò  profitto, 
con  essermisi  aperto  nuovo  adito  a  far  menzione  di  lei.  il  cui  nome  com- 


'  Sue  lettere  in  Archivio  Soli  Muratori  (  R.  Bibl.  Est.  ),  n."  1  da  Torino  1723, 


2020  LODOVICO   ANTONIO    MURATORI  [1*7S*7- 

parirà  più  volte  anche  in  altre  dissertazioni,  che  vo  stendendo,  per  quanto 
mi  permette  la  non  molta  sanità  e  varie  altre  occupazioni  mie,  con  di- 
segno di  dare  in  fine  della  mia  Raccolta  Rerum  Italicarum  uno  o  due 
tomi  diplomatici,  con  ismaltire  il  più  che  potrò  la  mercatanzia  da  me  rac- 
colta, in  esse  dissertazioni.  Ora  l'opinione  mia  sarà,  che  sotto  il  regno 
de' Longobardi  si  formasse  lo  stato  della  nostra  lingua,  in  quanto  si  con- 
sidera lingua  nuova  nata  dalla  corruzione  della  latina,  ma  non  peranche 
ridotta  a  quella  integrità  che  comincia  a  mirarsi  dopo  il  1200.  Gran  cosa, 
che  né  pure  un  boccone  ci  sia  rimase  della  medesima  tal  quale  era  nel 
secolo  dell' 800  e  900!  Si  predicava  pure:  i  mercatanti  ed  altri  doveano 
pure  scrivere  delle  lettere.  Che  ancor  tutto  questo  fosse  latino,  mi  par 
molto.  A  me  non  dà  l'animo  di  ben  chiarire  qual  fosse  allora  essa  lingua 
volgare.  Dirò  quel  che  saprò. 

Ora  io,  con  renderle  infinite  grazie  della  bontà  con  cui  mi  va  sempre 
ammaestrando,  mi  avanzo  a  chiederle,  se  avesse  mai  veduto  vita  alcuna 
manoscritta  di  papi  dopo  Giovanni  XXII.  perchè  avrei  desiderio  di  fare 
la  seconda  parte  del  tomo  III  Rerum  Italicarum  colla  giunta  degli  altri 
papi  fino  al  1500.  Cerco  da  per  tutto:  s'ella  avesse  qualche  notizia  su  di 
questo,  non  me  la  risparmi,  secondo  l'uso  della  sua  gentilezza.  Con  che, 
rassegnandole  il  mio  ossequio,  più  che  mai  mi  protesto,  di  V.  S.  illu- 
strissima, etc. 

2575. 

A  GIOVANNI  ANTENORE  SCALABRINI  in  Ferrara. 
Modena,  21  Febbraio  1727. 

Biblioteca  Comunale,  Ferrara. 

Eh  non  occorre  nascondersi.  Il  mio  cannocchiale  tira  lontano,  e  veggo 
molto  ben  V.  S.  fra  le  pergamene  dell'Archivio  episcopale  pieno  di  pol- 
vere, e  tutto  ansioso  di  trovar  gemme  per  rendere  più  luminosa  cotesta 
mitra.  In  ciò  le  auguro  fortuna,  perchè  può  sperarsi  che  cada  qualche 
beneficietto,  per  non  dire  di  più.  Ma  in  tali  sue  ricerche  potrebbe  egli 
entrarvi  anche  la  memoria  d'un  suo  servitore.  Fin  di  qua  io  la  miro  dirmi 
un  bel  si,  col  chinare  alquanto  la  fronte.  Adunque  la  ringrazio  del  bnon 
volere.  Bolle  di  Papi  per  cotesto  vescovato  non  ne  cerco,  che  le  ho.  Altre 
cose,  che  a  lei  paressero  curiose  per  l' antica  erudizione,  son  quelle  eh'  io 
sospiro.  Ma  quali  ?  Al  di  lei  buon  gusto  tocca  il  pensarvi  :  eh'  io  non  posso 
suggerire,  perchè  temo  che  si  vada  poco  indietro  rispetto  al  mio  bisogno. 
Siene  cose,  che  facciano  onore  a  Ferrara,  e  saranno  a  proposito. 

Mi  perdoni,  s' io  le  scrivo  senza  badare,  che  non  è  ancora  spirato  il 
carnovale,  tempo  di  grandi  atfari  costi.  Intanto,  con  rassegnarle  il  mio 
ossequio,  mi  confermo,  di  V.  S.  illustrissima. 


•l'73'71  A  GIAMBATTISTA   BIANCONI  2621 


2576. 

A  NICOLA  TACOLI  in  Reggio. 
Modena,  24  Febbraio  1727. 

Archivio  Tacoli,  Modena. 

Rendo  ben  vive  grazie  a  V.  S.  illustrissima  pel  ricapito  della  lettera 
al  p.  Mercati. 

Incalzato  da  me  il  Soliani.  finalmente  ho  scoperto,  che  v'è  uno  da  più 
di  noi  a  mulino,  e  impedisce  il  macinare  a  tutt' altri.  Cioè:  segretamente 
si  stampa  una  scrittura  per  ordine  di  chi  può  comandare  ;  e  però  bisogna 
che  la  pazienza  si  accommodi  alla  necessità.  Sbrigato  che  sia  da  questo 
impegno,  subito  si  metterà  a  servirla,  et  io  insisterò  per  questo. 

Da  molti  giorni  è  spedito  da  Milano  il  nuovo  tomo  stampato:  ma  il 
t«mpo  strano  dee  far  andare  lentamente  le  carra.  Le  rassegno  il  mio  ri- 
spetto, e  mi  confermo. 

2577. 

A  GIAMBATTISTA  BIANCONI  in  Bologna. 
Modena,  26  Febbraio  1727. 

Archivio  Biahcohi,  Bologna,  edita  [183]. 

Dal  sig.  march.  Orsi  ho  ricevuto  le  due  copie  dell'  Orazione  Paccio- 
lati,  e  l'indice  di  cotesti  documenti.  Rendo  perciò  vivissime  grazie  a  V.  S. 
che  sempre  è  intenta  a  favorirmi. 

Non  potei  impetrare  dal  sig.  Machiavelli  copia  del  suo  opuscolo. 
Solamente  vidi  la  venuta  al  suddetto  sig.  marchese. 

Dico  vidi,  e  non  lessi  ;  perchè  non  ho  vergogna  di  dire,  che.  in  dargli 
un'occhiata,  non  mi  parve  cosa  degna  d'essere  letta,  con  essermi  stupito 
che  Bologna,  si  ben  provveduta  di  valorosi  ingegni,  e  di  saggi  eruditi, 
abbia  raccomandato  la  difesa  di  quel  ano  privilegio  (che  però  non  si  può 
difendere;  a  persona  si  poco  atta  a  servirla.  Risposi  a  lui,  che  non  m'avea 
persuaso,  e  ch'io  direi  bensì,  essere  cotesta  Università  la  prima  e  la  più 
celebre  di  tutta  Italia;  ma  non  già  ciò  ch'egli  pretendeva.  Non  ne  ho  più 
ricevuta  lettera. 

Io  ho  copia  del  Privilegio  Teodosiano.  Ma  avrei  bisogno  che  V.  S. 
mi  favorisse  di  mandarmene  un'altra,  per  confrontarla  con  questa.  Credo 
che  sia  stampato  da  uno  di  cotesti  storici,  non  so  se  il  Vizzani,  o  qual 
altro,  ch'io  non  ho,  e  che  comprerei  volentieri. 

Epistolario  di  Lodovico  Antonio  iluratori.  —  VoL  VI.  188. 


2622  LODOVICO   ANTONIO    MURATORI  fl*?3*7- 

Un  mio  ainico  di  Parigi  mi  ricerca  carte  geografiche  dell'Italia,  fatte 
su  i  luoghi  d'essa  Italia.  Mi  raccomando  alla  bontà  di  V.  S.  perchè  me 
ne  truovi  una  del  bolognese:  e  se  d'altri  paesi  ancora,  ne  avrei  ben  pia- 
cere. Soddisfarò  per  la  spesa  occorrente.  E  mi  perdoni. 

Rimanderò  l'indice  di  cotesti  documenti  subito  che  sarò  sbrigato  dal- 
l'indice di  un  nuovo  tomo  della  mia  Raccolta.  Intanto,  professando  somme 
obbligazioni  al  suo  costante  genio  in  favorirmi,  con  tutto  l'ossequio  mi 
confermo,  etc. 

2578. 

A  GIOVANNI  ANTENORE  SCALABRINI  in  Ferrara. 
Modena,  28  Febbraio  1727. 

Biblioteca  Comunale.  Ferrara. 

Ben  tenuto  mi  protesto  alla  bontà  di  V.  S.  per  le  notizie  raccolte  da 
cotesto  cartepecore.  Mi  auguro,  che  ne  capitino  alle  sue  mani  altre  di 
altra  fatta,  che  fossero  degne  di  luce  per  illustrare  l' erudizione  tenebrosa 
de"  vecchi  tempi. 

Non  mi  occorre  l'investitura  del  1332  de' feudi  riconosciuti  da  co- 
testa  mensa.  Di  slmili  cose  ne  ho;  ma,  perchè  non  molto  antiche  secondo 
il  mio  bisogno,  e  di  afiìare  noto,  non  servono  a'  miei  disegni. 

Ho  cercato,  ma  non  trovato  in  casa,  le  Bolle  del  mio  priorato.  Le 
avrò  in  altro  luogo,  e  saprò  dire  a  V.  S.  il  quando.  Ma  ho  ben  paura  di 
non  potere  chiarire,  se  monsignor  Scanaroli  godesse  lo  stesso  beneficio. 
Sarebbe  meglio  eh'  ella  su  questo  se  Y  intendesse  col  sig.  Bertani,  il  quale 
dee  avere  in  mano  uno  de'  registri  del  priorato,  e  potrà  somministrare 
notizie.  Occorrendo,  gliene  scriverò  ancor' io. 

Intanto,  rallegrandomi  di  vederla  sempre  affaccendata  ne  gli  studi  eru- 
diti, e  desiderando,  che  questi  cooperino  ad  accrescere  la  sua  fortuna, 
con  tutta  l'osservanza  mi  rassegno,  di  V.  S. 


2579. 


A  GIUSEPPE  MALASPINA  DI  S.»'*   MARGHERITA  in  Monleale 

Modena,  6  Marzo  1727. 

Raccolta  Palmieri,  S.  Paolo,  Roma. 

Ma  se  V.  S.  illustrissima  ha  tuttavia  da  pulire,  e  poi  da  copiare  le 
sue  note  alla  Cronica  Astense.  gran  paura  ho  io  che  le  medesime  non 
arriveranno  a  tempo.  Il  motivo  del  mio  timore  si  è  l'essere   nato  un  im- 


-l'72'7\  A  GIAUBATTISTA   BIANCONI  2623 

pensato  accidente  nella  stampa  del  tomo  XII  dietro  a  cai  si  lavora,  e  in 
cui  dee  entrare  essa  Cronica.  S' è  cominciato  esso  tomo  con  Albertino 
Mussato,  la  cai  storia  colle  note  dell'  Osio  e  Pignoria  è  di  gran  mole. 
Pensava  io  che  questa  occuperebbe  lungo  tempo  gli  stampatori;  ma  al- 
l'improvviso il  signor  Argelati  mi  avvisa  che,  per  mancanza  di  garamone 
destinato  alle  note  lunghissime,  non  si  può  lavorar  che  poco  intorno  al 
Mussato;  si  è  fatto  il  conto  quanti  fogli  potrà  empiere  esso  Mussato  (e 
saranno  più  di  cento  ).  e  arditamente  si  è  saltato  a  stampare  una  Cronica 
di  Sicilia  dopo  il  Mussato,  la  cui  Cronica  nello  stesso  tempo  si  va  stam- 
pando. Ora  questo  accidente  temo  che,  non  permetta  di  aspettare  tanto 
tempo  le  note  di  V.  S.  illustrissima,  le  quali  anche  avrei  avuto  gusto  di 
veder  io  innanzi  che  si  stampassero.  Aspetto  io  a  momenti  qui  il  signor 
Argelati,  che  dovea  essere  venato  anche  molto  prima;  e  da  lui  intenderò 
meglio  lo  stato  delle  cose.  Intanto,  rassegnandole  il  mio  rispetto  mi  con- 
fermo, di  V.  S.  illustrissima. 


2580. 

A  GIAMBATTISTA  BIANCONI  in  Bologna. 
Modena,  8  Marzo  1727. 

Akchitio  BiAHcoHi,  Bologna. 

Dal  signor  dott.  Francesco  Graddi,  che  è  ritornato  costà,  e  panni  che 
nel  collegio  del  b.  Luigi,  avrà  V.  S.  ricevuto  di  nuovo  i  suoi  quinter- 
netti.  cioè  il  catalogo  di  cotesti  documenti.  A  quelli  ch'io  crederei  più 
propri  pe'  miei  disegni,  e  più  gloriosi  per  cotesta  città,  ho  fatto  questo 
segno  # .  Gli  altri  si  possono  lasciare  dove  sono.  Ora  io  prego  la  di  lei 
bontà  di  ricordare  al  gentilissimo  signor  marchese  Zambeccari,  le  benigne 
intenzioni,  eh'  egli  ha  di  favorirmi,  eh'  io  non  mancherò  a  suo  tompo  di 
mostrarmi  grato  al  sao  generoso  genio  di  favorire  me  e  la  Bepubblica 
letteraria  tutta,  col  dono  di  tali  documenti:  gli  ricordi  in  tal  congiun- 
tura il  mio  umilissimo  ossequio. 

Da  un'  altra  mia,  che  le  scrissi  per  la  posta,  avrà  V.  S.  inteso,  eh'  io 
prego  lei  di  un  altro  favore.  Saprà  con  suo  comodo  dirmi,  se  l' abbia  ri- 
cevuta, e  se  sia  per  favorirmi. 

Vorrei  che  il  buon  Papa  una  volta  partorisse  per  chiarirmi,  se  nel 
suo  petto  alberghi  il  nome  di  persona,  che  sommamente  merita  di  salir 
più  alto.  M' immagino,  eh'  essa  persona  sarà  ben  vessata,  non  già  da  de- 
siderj  o  speranze,  ma  da  chi  vuol  fare  il  profeta.  Che  ne  crede  V.  S.  ? 

Desideroso  anch'io  di  ubbidirla,  e  pregandola  de' suoi  comandamenti, 
mi  rassegno,  con  tatta  l'osservanza,  di  V.  S. 


2G24  LODOVICO   ANTONIO   MURATOSI  [1*72'7'- 


2581. 

A  NICOLA  TACOLI  in  Reggio. 
Modena,  15  Marzo  1727. 

AacHivio  Tacoli,  Modena. 

Pazienza  ci  vuole,  giacché  altro  non  si  può  fare.  Le  liti,  clie  la  nostra 
corte  dee  sostenere  in  più  luoghi,  ha  accresciuto  le  faccende  al  Soliani. 
Egli  è  ora  intorno  ad  un'  altra  scrittura  ;  e  però  fin  dopo  Pasqua  non  è 
da  sperare,  ch'egli  ripigli  rincominciata  fatica  per  V.  S.  illustrissima. 

Son'  io  intanto  a  supplicare  la  di  lei  gentilezza  di  un'  atto  di  carità. 
Vorrebbe  ripatriare  costi  un  Bortolani  morsaro  di  professione,  essendone 
stato  sfrattato  per  cagion  della  moglie,  che  già  son  tre  anni,  che  è  morta. 
S.  A.  S.  ne  chiese  relazione  al  signor  governatore  e  questa  è  fatta,  e 
l'avrà  in  mano  il  signor  dottor  Gio.  Noceti.  La  povertà  ha  fatto  finora,  che 
non  sia  stata  levata,  mancando  la  mercede,  che  vien  pretesa  costì.  Ma 
questa  si  prenderà,  qualora  sia  favorevole.  La  supplico  dunque  di  farsela 
mostrare  al  suddetto  signor  Noceti,  il  quale  non  credo  che  negherà  tal 
cortesia.  Trovando  che  si  faciliti  la  grazia,  di  cui  è  stata  supplicata  S.  A.  S., 
il  Bortolani  cercherà  poi  di  trovare  il  danaro  occorrente.  Ma  se  fosse  con- 
traria, non  è  di  dovere,  che  il  pover'uomo  paghi  inutilmente  questo  di  più. 

M' immagino,  che  V.  S.  illustrissima  avrà  avuto  il  nuovo  tomo. 
Un  altro,  che  le  piacerà  più,  è  già  stampato. 

Con  rassegnarle  il  mio  ossequio,  mi  confermo. 


2582. 

A  FRANCESCO  ARISI  in  Cremona. 
Modena,  20  Marzo  1727. 

Museo  Civico  Cremonese,  edita  [2ii3]. 

Amico  amatissimo. 

Ma  da  quel  buon  uomo  non  m'è  stato  giammai  inviato  il  vostro  Diti- 
ratnbo  ;  e  pure  io  sospiro  di  leggerlo,  né  posso  più  soffrir  la  tardanza. 
Tempo  fa  inviai  al  suddetto  signox'e  una  lettera  venuta  per  lui  da  Vienna  ; 
egli  mi  rispose  dopo  molto  tempo,  col  chiedermi  certe  notizie  letterarie  da 
farsene  lai-go  con  un  cavaliere  suo  fratello.  Io  ho  creduto  meglio  di  tron- 
care il  filo,  che  più  non  istà  bene  con  persona  mancante  per  tanti  versi; 
e  però  non  gli  risposi,  né  gli  risponderò  più.  Pazienza,  se  sono  stato    un 


■1*7S'7]  A  GIAN  FRANCESCO  MUSELLI  2625 


po' troppo  corrivo.  Ora  io  sono  a  pregarvi  che  troviate  maniera  di  farmi 
avere  una  copia  del  desiderato  vostro  Ditirambo,  che  terrò  fra  i  miei  libric- 
oiaoli,  come  un  insigne  monumento  del  vostro  ingegno  et  anche  del  vostro 
amore  stimatissimo  verso  di  me.  Con  ohe,  rassegnandovi  il  mio  costante 
ossequio,  mi  confermo,  etc. 


2683. 

A  GIUSEPPE  MALASPINA  DI  S.^*  MARGHERITA  in  Monleale. 
Modena,  20  Marzo  1727. 

Baccolta  Pal.mieki,  S.  Paolo,  Roma. 

Già  dal  signor  bibliotecario  Sassi  ho  ricevuto  le  note  di  V.  S.  illu- 
strissima ad  Ogerio.  e  le  rimanderò  al  medesimo  nel  ritomo  del  signore 
Argelati,  che  è  passato  di  qua  alla  volta  di  Bologna.  Xon  si  è  già  diffe- 
rita la  stampa  del  Mtissato.  Si  sta  in  fatti  facendo,  ma  si  è  saltato  a 
lavorare  anche  ad  altri  autori  dopo  d'  esso,  con  figurare  quanti  fogli  em- 
pierà esso  Mussato  :  cosa  veramente  ardita.  Scrive  bensì  il  suddetto  signor 
bibliotecario  che  si  è  sospesa  l'edizione  della  Cronica  d' Asti,  tanto  che 
arrivino  tutte  le  note  di  V.  S.  illustrissima.  Però  ella  si  affretti.  Non  oc- 
corre copiare  il  testo  de  i  Venturi  ;  perciocché  si  dovrà  seguitare  il  mio, 
che  è  più  corretto  e  più  abbondante  in  qualche  sito.  Ho  veduto  la  di  lei 
lettera,  e  l'aggiugnerò  alla  mia  prefa/.ione.  Intanto  con  tutto  l'ossequio 
mi  rassegno,  di  V.  S.  illustrissima. 

2584. 

A  GIAN  FRANCESCO  MUSELLI  in  Verona. 
Modena,  20  Marzo  1727. 

Architio  Capitolake,  Verona,  edita  [215]. 

Giacché  la  carità  di  V.  S.  illustrissima  va  meditando  di  dar  frutti 
maggiori  in  prò'  de'  poveri,  e  benefizio  della  patria  sna.  non  saprei  come 
meglio  soddisfare  a  i  di  lei  piissimi  disegni,  quanto  coli'  inviarle,  siccome 
fo,  inchiuso  r  Invito  per  la  Compagnia  della  Carità,  eh'  io  eressi  nella  mia 
chiesa.  Ebbi  io  in  mente  ciò,  che  bisogna  alla  mia  città.  Verona  proba- 
bilmente non  abbisognerà  di  tanti  soccorsi,  perchè  avrà  per  esempio  spe- 
dali ricchissimi,  monti  pii  da  pegni  bastanti  all'  indigenza  del  popolo, 
senza  dover  cadere  per  necessità,  come  si  fa  qui,  sotto  le  insopportabili 
usure  de'  giudei,  che  pigliano  il  18  e  il  20  per  cento.  I  direttori  di  questa 
compagnia   saranno    circa  80,   la  maggior   parte   della   prima   nobiltà,   gli 


2626  LODOVICO  ANTONIO  MURATORI  [IT* Sc- 

altri dottori,  eccleBiastici,  o  persone  civili.  Quattro  son  deputati  sopra  i 
poveri,  né  alcuno  senza  loro  licenza  può  questuare,  dandosi  un  segno  vi- 
sibile a  chi  è  conosciuto  degno  di  limosinare.  Hanno  facoltà  dal  Prin- 
cipe di  far  cacciare  in  prigione  chi  trasgredisce,  e  di  farli  cavare  senza 
spesa  loro  dopo  il  gastigo  di  tre  o  più  giorni.  Fanciulli  o  fanciulle  non 
si  lasciano  mendicare,  ma  si  sovvien  loro  nella  miglior  maniera  possi- 
bile. Si  è  fatto  pubblicare  editto  da  monsignor  vescovo,  che  niuno 
possa  questuare  dentro  le  chiese,  sotto  pena  di  carcere.  Io  somministro 
la  mercede  destinata  a  due  esecutori  zaffi,  che  vegliano  su  questo.  In 
somma,  necessario  è  il  braccio  del  Principe,  e  del  Vescovo.  Ogni  anno  ho 
fatto  fare  due  prediche  apposta  dal  predicatore  del  Duomo  nel  fine  del- 
l' Avvento  intorno  all'  importanza  della  carità,  cioè  del  soccorrere  i  biso- 
gnosi, dell'  amarsi  e  aiutarsi  scambievolmente.  Per  la  prima  domenica 
dell'  Avvento  si  celebra  solennemente  nella  mia  chiesa  la  festa  della 
carità,  eretta  all'  altare  del  Crocifisso.  Ognuno  può  essere  ascritto  alla 
Compagnia.  Ma  i  direttori  sono  solamente  quei,  che  ho  di  sopra  accen- 
nato. Bisogna  interessare  nel  numero  di  questi  i  nobili  e  più  saggi  e  pii 
della  città,  i  canonici,  i  parrochi,  etc.  Finora  ha  questa  Compagnia  poche 
forze,  perchè  ha  cominciato  dal  nulla.  Tuttavia  per  quello  che  ha  contri- 
buito alcuno,  e  ciò  che  ho  dato  io,  e  darò,  finché  vivo,  di  capitale  ogni 
anno,  essa  ha  fin  qui  ammassato  di  capitale,  messo  a  frutto,  più  di  cento 
mila  lire.  Il  frutto  s' impiega  in  dare  ogni  mese  un  determinato  sussidio 
a  i  poveri  fanciulli  e  fanciulle,  che,  senza  di  questo,  andrebbono  questuando, 
e  a  poveri  vecchi,  incurabili  etc.  Già  s'avrà  un'eredità,  finito  l'usufrutto, 
d'una  donna,  che  servirà  ad  impinguare,  i  monti  da  pegni,  e  a  levare  le 
usure  ebraiche.  Ogni  martedì  si  tien  congregazione  da  i  4  deputati  sopra 
i  poveri  e  da  due  presidenti  mensali  della  compagnia  (la  quale  ogni 
anno  è  governata  da  12  presidenti  scelti  a  sorte),  i  quali  riconoscono  i 
bisogni  de'  poveri,  e  destinano  loro  le  limosino  d'ogni  mese  a  misura 
delle  forze  della  compagnia,  e  queste  son  loro  puntualmente  pagate.  Colà 
concorre  chi  crede  d'aver  bisogno,  e  si  consolano  quei  che  si  possono.  In 
città,  dove  è  traffico,  converrebbe  fare  gran  conto  de'  mercatanti,  e  in- 
teressarli in  questa  santa  opera.  Uno  solo,  che  non  sappia  a  chi  lasciare 
la  sua  roba,  può  bastare  per  darle  la  vita  per  sempre.  Si  son  fatti  i  ca- 
pitoli pel  governo  d'essa  compagnia,  ma  non  gli  ho  peranche  stampati. 
Facile  é  il  farli  ancora  costi.  Una  sola  congregazione  generale  si  fa  ogni 
anno  la  sera  del  3  di  Maggio.  Le  altre  de'  12  presidenti  si  fanno  sol 
quando  richiede  il  bisogno  de  gì'  interessi  della  compagnia. 

Benedica  Iddio  i  piissimi  disegni  di  V.  S.  illustrissima.  Le  varrà  più. 
presso  il  Signor  nostro,  un  si  santo  pensiero,  che  molt'  altre  divozioni, 

Non  so  se  abbia  peranche  veduto  l'ultimo  tomo  stampato  della  mia 
Raccolta.  In  esso  avrei  caro  d'avere  soddisfatto  a  i  miei  doveri.  Intanto 
con  tutto  l'ossequio  mi  rassegno,  di  V.  S.  illustrissima. 


•  17  3*7]  A  NICOLA  TACOLI  2027 


2585. 

A  GIUSEPPE  ANTONIO  SASSI  in  Milano. 
Modena,  2(3  Marzo  1727. 

Biblioteca  Ambrosiana,  Milano,  edita  [176]. 

Dal  signor  Argelati,  che  passò  alla  volta  di  Bologna,  mi  furon  portati 
gli  stimatissimi  saluti  di  V.  S.  illustrissima,  e  mi  diede  egli  commissione  di 
riverirla  divotamente,  sul  timore  che  non  gli  restasse  tempo  da  scriverle. 

Ricevei  parimente  con  la  lettera  del  signor  marchese  Malaspina  il  prin- 
cipio delle  sue  note,  pel  qual  favore  me  le  protesto  ben  tenuto.  L' avvisai 
io  per  tempo  che  mandasse  le  medesime,  e  mi  giunse  poi  impensato  che 
si  volesse  mettere  sotto  il  torchio  le  Cronache  d"  Asti,  a  cagione  dell*  es- 
sersi fatto  un  gran  salto  sopra  il  Mussato.  Ma  m' immagino  eh"  essa  cro- 
naca si  sarà  tenuta  indietro,  tanto  che  si  possa  soddisfare  al  genio  di 
quel  degno  cavaliere  con  aspettar  tutte  le  sae  note.  Veramente  queste 
paiono  fatte  in  fretta,  e  vi  truovo  dei  ìiobillimis  ed  altre  cose,  alle  quali 
avrei  pur  caro  che  V.  S.  illustrissima  facesse  un  po'  di  carità  con  ripulir 
tutto,  perch'  io  di  presente  mi  truovo  si  imbrogliato  da  alcuni  miei  intrighi, 
che  difficilmente  posso  spendervi  un  po'  di  tempo  intorno. 

Per  altro  vedi'ò  volentieri  il  resto  delle  note,  per  osservare  se  il  suo 
imperialismo  potesse  mai  per  disgrazia  dispiacere  ad  alcuno. 

Ho  veduto  quel  benedetto  Tolomeo  da  Lucca.  La  copia  è  fatta  da  chi 
poco  intende,  e  temo  che  anche  il  testo  ambrosiano  sia  scorretto.  Però 
me  ne  cruccio.  Ma  più  mi  dà  noia  l'essersi  desideralo  costi  che  tutto 
s'imprima.  Mi  son  lasciato  vincere  per  questa  volta,  ma  faremo  gridare 
più  d'  uno  coir  empiere  i  tomi  di  roba,  che  niun  saggio  vorrà  mai  leggere, 
e  leggendola  vi  troverà  tanti  errori  e  difetti. 

Pel  signor  Argelati  le  rimanderò  le  carte  del  signor  marchese  Mala- 
spina,  e  intanto,  con  rassegnarle  il  mio  rispetto,  mi  confermo.  et<?. 


2586. 

A  NICOLA  TACOLI  in  Reggio. 
Modena,  24  Marzo  1727. 

Abcmivio  Tacoli.  Modena. 

Per  botte  o  per  ferite,  che  diede,  saranno  più  di  sei  anni,  il    Borto- 
lani  alla  moglie,  essa   colla   madre  fecero   ricorso  al    Padron    serenissimo, 


2628  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [1*7S*7- 

che  gli  diede  lo  sfratto.  Se  n'  è  stato  il  pover'  uomo  a  Padova  finora  :  e 
udito  finalmente,  che  la  moglie,  sono  già  tre  anni,  era  mancata  di  vita,  se 
n'è  ritornato  con  desiderio  e  speranza  di  rimpatriare,  e  a  tal  fine  ha  dato 
memoriale  a  S.  A.  Serenissima.  Il  rescritto  è  stato  mandato  al  signor  conte 
governatore,  che  informi.  Può  essere  che  sia  toccato  al  signor  luogotenente 
di  dare  la  relazione.  Essendo  già  tolta  di  mezzo  la  moglie,  con  cui  fu  la 
la  rissa,  pare  che  la  nonna  non  abbia  azione  per  impedirgli  il  ritorno.  Ora 
giacché  V.  S.  illustrissima  ha  preso  a  far  oarità  al  Bortolani,  la  prego 
di  parlarne  ad  esso  signor  luogotenente,  e  di  cooperare,  acciocché  la  re- 
lazione sia  favorevole.  Ne  avrà  V.  S.  illustrissima  merito  presso  Dio. 

Già  è  stampato  il  Tomo  IX  Rerum  Italicartirn  che  abbraccia  la  Cì'o- 
naca  di  Parma,  et  altro,  che  saranno  vedute  da  lei  volentieri.  Ma  perchè 
era  destinata  la  dedica  pel  fu  Serenissimo  di  Parma,  e  si  dee  mutare  il 
ritratto  in  quello  del  nuovo  Duca,  però  ci  vuole  del  tempo  a  fare 
l'intaglio. 

Quella  pergamena  del  1050  è  di  buona  antichità.  Ma  non  mi  dice 
V.  S.  illuistrissima,  se  sia  spettante  alla  di  lei  Casa,  o  pure  di  qual  altro 
argomento. 

Solamente  dopo  Pasqua  si  potrà  lavorare  per  lei,  dal  Soliani.  Allora 
darò  fuoco  alle  colubrine,  acciocché  ella  sia  servita.  Intanto,  col  più  vivo 
ossequio,  mi  rassegno,  etc. 


2587. 

A  GIAN  FRANCESCO  MUSELLI  in  Verona. 
Modena,  27  Marzo  1727. 

Archivio  Capitolark,  Verona,  edita  [215]. 

Perchè  nello  spaccio  passato  io  lasciai  sul  mio  tavolino  l' Invito  già 
qui  pubblicato  per  la  compagnia  della  carità,  emendo  ora  la  mia  trascu- 
raggine  con  inviarlo  a  V.  S.  illustrissima,  e  pregarla  di  scusa.  Piaccia  a 
Dio  di  felicitare  i  di  lei  piissimi  disegni.  Se  ad  altro  ella  mi  crede  atto, 
non  mi  risparmi  i  suoi  comandamenti,  acciocché,  nell'esecuzione  d'essi,  io 
possa  maggiormente  comprovarle  quel  vero  ossequio,  con  cui  mi  rassegno, 
di  V.  S.  illustrissima  e  reverendissima. 


-l'72'7]  V   GIUSEPPE   ANTONIO  SASSI  2629 


2588. 

A  <  GIAMBATTISTA  BIANCONI  in  Bologna. 
Modena,  2  Aprile  1727. 

Arohiyio  Biakconi,  Bologna,  edita  [  211  ], 

Ricevo  la  copia  della  Pace  di  Costanza  che  V.  S.  con  tanta  bontà  m'ha 
collazionato  con  cotesti  antichi  registri,  e  le  rendo  vive  grazie  dell.-i  fatica 
fatta  in  favorirmi.  Ricevo  anche  la  copia  che  le  chiesi  dell'altro  documento, 
che  veramente  non  si  può  dealbare.  Ogni  persona  tinta  di  letteratura,  non 
che  V.  S..  è  capace  di  farne  conoscere  la  deformità.  S'ella  mi  continuerà 
le  sue  grazie  per  le  carte  geografiche,  e  per  le  storie,  che  mi  mancano  di 
Bologna,  cresceranno  le  mie  obbligazioni  alla  di  lei  bontà. 

Sommamente  ancora  me  le  protesto  tenuto  per  avere  ella  portati  i 
miei  rispetti  al  degnissimo  p.  maestro  Gotti.  Anch'  io  con  impazienza 
aspetto  di  vedere  esaltata  la  di  lui  umiltà,  e  rara  dottrina,  che  sto  sempre 
più  gustando  nella  lettura  della  ultima  sua  fondatissima  fatica. 

Non  potrà  V.  S.  immaginarsi  quanta  malinconia  m'abbia  portato  in 
cuore  l'avviso  del  malore  sempre  più  crescente  del  nostro  signor  Martelli, 
che  io  considero  già  per  perduto.  In  lui  perderò  io  un  buon  amico,  e  tutti 
un  grand' uomo  degno  di  lunghissima  vita.  Se  alcuno  prometteva  di  tirare 
innanzi  fi^no  all'ultima  vecchiaia,  era  egli,  con  quella  si  bella  ciera,  viva- 
cità e  temperanza E  se  egli  va.  che  posso   aspettare  io  che  sono   di 

sanità  si  meschina?  Seguiti  ella  per  carità  a  ragguagliarmi  dello  stato  suo. 
perchè  tutti  i  modenesi  1'  amano  e  stimano  infinitamente,  ma  io  più  degli 
altri.  Mi  scrive  il  signor  Argelati  di  costà,  che  ha  parlato  col  signor  mar- 
chese Zambeccari.  e  concertato  seco  intorno  al  far  copiare  cotesti  docu- 
menti; ne  starò  attendendo  gli  effetti. 

Con  che,  rassegnandole  il  mio  rispetto,  mi  confermo,  etc. 


2589. 

A  GIUSEPPE  ANTONIO  SASSI  in  Milano. 
Modena,  3  Aprile  1727. 

BiBUOTSCA  Ambxosiaha,  Milano,  edita  [176J. 

Giunse  appunto  ieri  sera  il  signor  Argelati  che  s' incammina  alla 
volta  della  corte  di  Parma,  e  m'impone  di  riverire  divotamente  V.  S.  il- 
lustrissima. A  lui  ho  consegnato  le   note   del  signor   marchese  Malaspina. 


2630  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [ITST*- 

ch'  ella  mi  favori  di  trasmettere  qua.  Ho  fatto  una  croce  dove  parla  della 
eredità  della  contessa  Matilda,  che  non  potrà  piacere  a  Roma.  So  ch'ella 
avrà  occhio  al  resto,  dovendo  noi  procurare  che  non  si  dispiaccia  ad  al- 
cuno. Se  verrà  il  resto  lo  vedrò. 

Mando  ancora  la  storia  manoscritta  della  Lunigiana,  e  prego  V.  S. 
illustrissima  di  farla  riavere  ad  esso  signor  marchese.  Essa  vale  ben  poco. 

Quanto  più  ho  considerato  la  copia  inviata  qua  di  Tolomeo  da  Lucca, 
tanto  più  mi  son  confermato  nel  di  lei  sentimento,  che  sia  necessario  il 
confrontarla  prima  con  qualche  buon  testo.  E  però  si  stamperà  quando  si 
potrà,  ne  mancherà  tempo  e  sito  da  pubblicarla.  Intanto  si  concerterà  per 
inviarla  a  Roma,  e  trovare  chi  colà  possa  collazionarla.  Il  signor  Arge- 
lati  vorrebbe  che  si  pubblicasse  tutta.  Essa  è  di  troppa  mole.  Due  terzi 
nulla  contengono  che  non  sia  triviale,  e  quel  eh' è  peggio,  pieno  d'errori, 
favole  e  anacronismi,  però  il  più  che  potesse  farsi  sarebbe  cominciare 
dal  600,  e  sarebbe  anche  troppo.  Le  superfluità  e  l' imbrattare  la  carta 
con  dicerie  inutili  farà  discredito  all'opera,  e  ruberà  la  pazienza  a' com- 
pratori. Ci  resta  anche  una  gran  massa  da  metter  fuori  ;  e  io  e  tutti  vorrei 
che  ne  vedessimo  il  fine.  Rassegnandole  con  ciò  il  mio  ossequio  mi  con- 
fermo, etc. 

2590. 

A  NICOLA  TACOLI  in  Reggio. 
Modena,  3  Aprile  1727. 

Akchivio  Tacoli,  Modena. 

Quand'  anehe  il  Bortolani  fosse  stato  il  peggior  uomo  del  mondo,  egli 
ha  fatta  una  buona  penitenza  con  tanti  anni  d'esilio.  Ora  egli  è  quieto, 
né  ha  da  convivere  con  cotesta  implacabil  sua  nonna.  Il  timore  che  dee 
avere  costei,  di  dovere  mettere  fuori  la  metà  della  dote  dovuta  alla  già 
defunta  figlia,  probabilmente  è  la  principale  cagione  di  non  volerlo  vedere 
costi.  Ora  mi  ha  detto  esso  Bortolani,  che  gli  era  stata  data  intenzione 
costi  da  n^iuseppe  Gaiani,  che  fa  i  cinti,  di  fargli  la  sigurtà  di  ben  vivere. 
Prego  V.  S.  illustrissima  d'intendere  dal  medesimo  se  voglia  farla.  Ha  il 
Bortolani  in  oltre  costì  una  casetta  sua.  Quando  s' abbia  la  detta  sigurtà. 
pare  che  di  più  non  si  possa  chiedere  dalla  donna;  e  mi  suppone  il 
Bortolani,  che  anche  il  signor  luogotenente  l'abbia  detto.  Con  ringraziar 
dunque  V.  S.  illustrissima  dell'operato  finora  con  tanta  pazienza  per  lui, 
la  supplico  di  continuare  la  carità,  per  rimettere  in  patria  un  pover*  uomo, 
che  non  sarà  inutile  ai  suoi  cittadini  pel  mestiere  che  ha. 

Al  Soliani  ho  consegnato  l'ultimo  rogito.  Egli  mi  fa  credere,  che, 
fatta  Pasqua,  faticherà  per  lei.  Intanto,  con  tutto  l'osseguio.  mi  rassegno. 


-l'?S'7]  A  N.   N.  2631 


2591. 

A  FRANCESCO  ARISI  in  Cremona. 
Modena,  10  Aprile  1"^. 

Musso  Civico  Crkmorxsk,  edita  [2061. 

Amico  amatissimo. 

Da  voi  prima  che  da  altri  ho  intesa  la  terribil  disgrazia  occorsavi. 
Mi  fa  orrore  il  solo  pensarvi,  e  il  misurare  coli'  immaginazione  la  gran 
perdita  da  voi  fatta.  Ma  grazie  a  Dio  siete  vivo,  siete  sano.  Povero  si,  ma 
onorato  e  compatito  da  tutti.  Questo  p.  predicatore  de'  Teatini  di  casa 
Grossi,  vostro  paesano  e  uomo  di  vaglia,  m'  ha  letto  una  lettera,  in  cui  gli 
scrivono  che  avete  dato  un  saggio  mirabile  d' eroica  intrepidezza  e  rasse- 
gnazione al  volere  di  Dio,  e  che  tutta  la  città  vi  compiagne.  Mi  è  stato 
un  tale  avviso  di  somma  consolazione,  e  egregiamente  si  accorda  colla 
lettera  da  voi  scrittami  con  tanta  pace.  Il  fare  altrimenti,  il  pensarvi 
troppo,  il  rammaricarsi  si  potrebbe  pagar  colla  vita.  Adunque  saldo  nel 
già  cominciato  corso  di  pazienza  e  coraggio.  Salva  è  la  vita:  questo  è 
quello  che  importa.  Non  vi  mancherà  da  vivere  né  pure  in  avvenire. 

Tra  tutte  le  cose  eh'  io  piango  rubate  a  voi  dall'  incendio,  più  d' altre 
considero  i  vostri  scritti  e  le  Vite  de' pittori  cremonesi,  che  il  p.  Grossi 
mi  dice  che  avevate  in  ordine.  Ma  anche  a  questo  conviene  accomodare 
la  testa.  Tutto,  lo  vedete,  ha  da  finire,  e  lagnarsi  di  abbandonare  qualche 
anno  prima  le  cose  transitorie  di  questo  misero  mondo,  non  conviene  ad 
un  filosofo  e  meno  ad  un  saggio  cristiano.  Sicché  pensate  solamente  a  ri- 
mettere per  ora  ciò  che  é  necessario,  e  profittare  dei  disinganni.  Volesse 
Dio  che  le  mie  povere  preghiere  avessero  forza,  come  io  volentieri  le  ho 
impiegate  e  impiegherò  per  un  si  caro  amico.  Non  vi  mettete  alcun  pen- 
siero del  Ditirambo,  che,  se  potrete  un  di,  mei  manderete.  Intanto  cara- 
mente abbracciandovi,  e  pregandovi  fra  qualche  tempo  di  consolarmi  mag- 
giormente con  vostre  lettere,  mi  rassegno,  etc. 

2592. 

A  N.  N. 
Modena,  10  Aprile  1727. 

GoUiSEioHs  Càxpori,  Modena. 

Niuna  notizia  ho  del  signor  abate  Mansi,  né  truovo  qui  persona,  che 
sappia  darmene  conto,  non  avendo  mai  egli  predicato  né  qui,  né  nelle  vi- 


2632  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [l'7'S'7- 

cinanze.  Però  mi  dispiace  di  non  poter  corrispondere,  come  avrei  bra- 
mato, alla  confidente  ricerca  che  V.  S.  illustrissima  mi  fa  delle  di  lui 
qualità. 

Ho  anch'  io  riscontro  da  Genova,  che  colà  il  nostro  signor  abate 
Badia  si  tira  dietro  il  plauso  e  l'ammirazione  di  tutta  la  città.  Ma  queste 
non  son  cose  nuove.  Con  rassegnarle  il  mio  rispetto,  mi  confermo. 


2593. 

A  JACOPO  FILIPPO  D'  OR  VILLE  *  in  Leida. 
Mutinae,  XVI  Kal.  Maias  MDCCXXVII. 

Biblioteca  UNivBasiTAKiA,  Leida. 

Te  jam  Romae  versari,  in  amplissimo  antiquitatum  ac  eruditorum 
theatro,  summopere  gaudeo;  nusquam  enim  uberius  quam  sub  iste  coelo 
pascere  tibi,  immo  saturare,  licebit  nobilem  illam  tuam  antiquae  eruditionis 
famem,  qua  tantopere  urgeris.  Gratissimum  autem  mihi  contigit,  quae  ci. 
Burmannus  de  me  cogitat,  a  te  audire.  UH  quaeso  plurimam  saiutem  verbis 
meis  precator,  simulque  plurimas  gratias  habeto,  quod  me  novis  beneficiis 
onerare  pergat.  Atque  utinam  variantes  Priseiani,  quas  ex  estensi  codice 
excerpsi,  eae  essent,  ut  in  aliquam  ejus  consiliorum  utilitatem  vergere  pos- 
sent.  Ego  quales  habeo,  ad  te  mitto.  Si  quid  aliud  possum,  tum  ad  illius, 
tum  ad  tua  commoda  me  perpetuo  promtum,  dum  vixero,  reperies.  Vale, 
atque  amare  me  perge,  ut  facis. 

2594. 

A  GIAN  FRANCESCO  MUSELLI  in  Verona. 
Modena,  24  Aprile  1727. 

Archivio  Capitolake,  Verona,  edita  [216]. 

Che  V.  S.  illustrissima  abbia  gradito  le  espressioni  del  mio  rispetto 
e  della  gratitudine,  che  a  lei  debbo  per  tanti  titoli,  è  stato  a  me  di  par- 
ticolar  consolazione.  Bramerei  io  di  maggiormente  poter  fare  conoscere 
alla  di  lei  patria  e  al  pubblico,  la  stima  eh'  io  professo  al  di  lei  merito 
ed  ottimo  cuore.  Col  quale  intanto  mi  rallegro  pel  coraggio,  con  cui  dal- 
l'antecedente  sua  m'accorgo  andar  ella  maneggiandoli  pio  disegno  d'una 


*  Responsive  in  Archivio  Soli  Muratori  {R.  Bibl.  Est.  ),  n.°  13  da  Genova,  Venezia 
1726 -'40. 


-l'73*7]  A  PAOLO  AOLIOTI  2G33 

compagnia  della  carità.  Quando  V  nomo  ha  operato  tatto  ciò.  che  porta 
la  prudenza  per  onore  di  Dio,  s' ha  da  sperare,  che  Dio  ancora  contri- 
buirà da  suo  canto,  ciò  che  per  qoì  non  si  può.  Seguiti  V.  S.  illustrissima 
a  coltivare  si  buon  pensiero,  e  lascerà  una  bella  memoria  di  sé  alla  pa- 
tria sua.  Intanto  io,  con  augurarmi  continue  occasioni  di  ubbidirla,  le  ras- 
segno il  mio  ossequio,  e  mi  ricordo,  di  V.  S.  illustrissima  e  reverendissima. 


2595. 

A  NICOLA  TACOLI  in  Reggio. 
Modena,  24  Aprile  1727. 

Abchivio  Tacoli,  Modena. 

La  mia  sconcertata  sanità  non  mi  ha  permesso  ne'  giorni  addietro  di 
rispondere  allo  stimatissimo  foglio  di  V.  S.  illustrissima.  Soddisfaccio  ora 
al  mio  dovere  con  dirle  d'  aver  consegnato  al  Soliani  il  documento,  eh'  ella 
ultimamente  m*  inviò,  e  eh'  egli  mi  assicura  di  cominciare  a  faticare  per 
lei  nella  prossima  ventura  settimana.  Si  ricordi  ella  di  scontare  i  nove 
paoli,  de'  quali  le  vo  debitore,  essendomi  io  inteso  per  questo  con  esso 
Soliani. 

Comunicai  al  Bortolani  l' operato  dalla  carità  di  V.  S.  illustrissima 
per  aiutarlo,  e  le  difficultà  nuovamente  trovate.  A  lui  tocca  il  superarle, 
e  per  ora  non  ho  altro  da  pregarla  per  questo,  ma  solamente  da  ringra- 
ziarla, siccome  fo,  de'  suoi  favori. 

Si  è  dietro  a  intagliare  il  ritratto  del  nuovo  Duca  di  Parma.  Questo 
fa  differire  la  pubblicazione  del  tomo  già  stampato.  Quando  arriverà,  ella 
sarà  de'  primi  a  riceverlo. 

Con  rassegnarle  il  mio  rispetto,  mi  confermo. 


2596. 

A  PAOLO  AGLIOTI*  in  Messina. 
Modena,  25  Aprile  1727. 

Edita  [240]. 

Fo  plauso  al  nobil  genio  di  lei,  e  del  sig.  marchese  di  Camporotondo  ', 
tutto  intento  a  rimettere  in  codesta  città  il  gusto  della  buona  letteratura. 


*  Responsive  in  Archivio  Soli  Muratori  (R.  Bibl.  Est.  ),  n."  30  da  Messina  1726- '42. 
'  Sue  lettere  in  Archileo  Soli  Muratori  {R.  Bibl.  Est.  ),  a.°  1  da  Messina  1729. 


2634  LODOVICO   ANTONIO    MUBATORI  [J'^S'7- 

Gli  ingegni  siciliani  ognuno  lo  sa,  dalla  natura  sortiscono  un  gran  fuoco, 
e  più  degli  altri  sono  abili  a  far  cose  mirabili.  Ma  codesta  ragguardevo- 
lissima città  nelle  disgrazie  del  secolo  prossimo  passato  ha  patito  troppo, 
anche  per  conto  degli  studi.  Il  rimettere  in  essa  il  buon  gusto,  e  Y  emu- 
lazione, non  sarà  che  un'  impresa  nobilissima  ;  ed  io  V  auguro  a  V.  S.  di 
tutto  cuore.  Mi  spieghi  ella  meglio  ciò  che  si  desideri  dalla  nostra  Acca- 
demia de'  Dissonanti,  che  questa  si  farà  un  pregio  di  servire  a  Messina 
in  tutto.  Le  aggregazioni  non  sono  state  finora  usate  che  all'  Arcadia  di 
Roma.  Nulla  dimeno  si  sarà  qui  pronti  ad  eseguire  qualunque  cosa  ne 
verrà  comandata  da  lei,  o  per  aggregare  i  particolari  o  per  unire  i  corpi. 
Mi  scriva  ella  pure  il  suo  volere,  e  mi  abbia  ognora,    quale   mi    dichiaro. 


2597. 

AD  UBERTO  BENVOGLIENTI  in  Siena. 
Modena,  25  Aprile  1727. 

Biblioteca  Comunale,  Siena,  edita  [153]. 

Non  SO  come  io  scrivessi  a  V.  S,  illustrissima,  che  s' era  smarrito 
qualche  cosa  di  ciò  eh'  ella  m'  avea  favorito  d' inviare.  Sopra  di  questo 
mi  scrisse  con  premura  il  signor  cavaliere  Marmi.  La  verità  è,  che  ricevei 
la  giunta  alle  Storie  manoscritte  :  e  questo  è  quello  che  importa.  Ricevei 
anche  la  dissertazione  sopra  il  K.  Quel  solo  che  intesi  di  dire,  consisteva 
in  un'  altra  dissertazione,  che  mi  parve  eh'  ella  m"  avesse  per  sua  bontà 
trasmesso,  e  eh'  io  non  ricevei.  Però  si  calmi  la  di  lei  inquietudine  su 
questo. 

Per  quanto  la  mia  sanità,  che  è  ben  poca,  ma  è  stata  anche  più  scon- 
certata ne'  giorni  addietro,  mi  permette,  vo  stendendo  varie  dissertazioni 
intorno  all'  erudizione  de'  secoli  di  mezzo,  da  mettere  nel  tomo  diplomatico, 
0  sia  ne'  due  tomi  diplomatici  (  che  forse  ascenderanno  a  tanto  )  eh'  io 
penso  di  aggiugnere  in  fine  della  mia  Raccolta.  Oh  quanto  Vi  sarebbe  da 
dire.  Andrò  [  ordinando  ]  alla  bella  meglio  che  saprò  le  materie,  e  smal- 
tendo per  quanto  mi  sarà  lecito  i  vari  documenti  eh'  io  aveva  adunato. 

Ma  come  fa  V.  S.  illustrissima  ad  avere  si  presto  il  tomo  ultima- 
mente pubblicato?  perch'olla  citò  Ermoldo,  quando  io  né  pure  avea  rice- 
vuto quel  tomo,  e  stetti  anche  molti  di  poi  a  riceverlo? 

In  esse  dissertazioni  si  vedrà  spesso  il  di  lei  riverito  nome;  et  io 
non  lascio  di  sospirare  frequenti  le  occasioni  di  comprovarle  quel  distinto 
ossequio,  con  cui  mi  rassegno,  di  V.  S.  illustrissima,  etc. 


■l'7S'?]  A  GIAMBATTISTA   BIANCONI  2635 


2598. 

A  PIETRO  PAOLO  CARRARA  in  Fano. 
Modena,  S  Aprile  1"^. 

BiBLioTBCA  DKL  Sbmuario,  Pesaroi  edita  [108]. 

Mi  trovò  il  Cesare  di  V.  S.  illustrissima  colla  sanità  si  sconcertata,  che, 
per  consiglio  de' medici,  mi  convenne  dar  bando  alle  applicazioni.  Ciò  non 
ostante  non  lasciai  di  leggere  essa  sua  tratgedia,  benché  solamente  ora 
gliene  dia  i  riscontri,  con  ringraziarla  vivamente  del  dono,  e  supplicarla 
di  scusa,  se  più  tardi  del  dovere  ella  ode  le  espressioni  della  mia  grati- 
tudine. Ho  dunque  trovalo  in  questo  suo  componimento  i  giusti  motivi, 
per  cui  la  sua  comparsa  sul  teatro  di  Bologna  si  è  tirato  dietro  il  plauso 
universale.  L' intreccio  è  ben  concertato,  i  caratteri  ben  sostenuti,  i  senti- 
menti eroici,  con  istile  lodevolissimo.  Veramente  pare,  che  talvolta  si  trovi 
qualche  verso  duro:  ma  questo  può  essere  virtù,  per  mutar  metro,  o  non 
far  sempre  sentire  quello  stesso  andamento  di  versi.  Pare  eziandio,  che 
in  qualche  sito  il  suo  stile  assai  poetico,  ed  alto  quanto  si  suol  dare  alla 
tragedia,  riesca  facile,  e  chiaro,  e  facciasi  intendere  a  tutti;  ma  questo 
in  vece  di  ascriverle  a  difetto,  lo  stimo  assai  commendevole;  perchè  non 
so  lodare,  chi  parla  sveco,  e  con  pensieri  lambiccati:  che  non  si  va  al 
teatro  per  istudiare,  ma  per  ricrearsi  :  e  i  più,  oltre  a  ciò,  sono  gì'  igno- 
ranti. In  somma  io  ho  ben  ragione  di  estremamente  rallegrarmi  con  V.  S.  il- 
lustrissima per  questo  suo  parto,  che  fa  conoscere  la  fertilità  del  suo  in- 
gegno, e  l'abilità  per  tante  altre  cose.  Seguiti  ella  ad  esercitare  un  cosi 
uobil  talento,  che  io,  assicurandola  di  tutta  la  mia  stima,  e  desiderando 
anche  di  potergliela  comprovare  coli' esecuzione  de' suoi  comandamenti,  mi 
rassegno  con  tutto  l'ossequio,  di  V.  S.  illustrissima. 


2599. 

A  GIAMBATTISTA  BIANCONI  in  Bologna. 
Modena,  30  Aprile  1727. 

ABCHirio  BujicoKi,  Bologna. 

Son  persuaso  che  1'  Angiola  Fontana  non  avrà  lasciato  che  de'  cenci. 
Ma  qualunque  sia  T  eredità  sua.  sarrv  sempre  ben  veduta  da  questa  sua 
povera  figliuola.  Il  più  sarebbe,  che  si  potesse  ben  pigliare  il  filo  delle 
pretensioni  della   madre  contro   i   signori  Mollar  a,  e  che  queste  potessero 


2630  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [1*7  2*7  ■ 


fruttare.  Giacché  il  signor  priore  di  lei  fratello,  e  V.  S.  ancora  hanno  preso 
a  fare  questa  carità,  vo  io  sperando  che  se  ne  caverà  del  bene.  All'uno 
e  all'altro  mi  protesto  io  ben  tenuto  per  questo. 

Giacché  il  Vizzani  non  é  che  un  compendio  del  Gherardacci,  io  penso 
di  contentarmi  dell'ultimo,  e  però  lasci  andare  il  primo. 

Anch'io  ho  la  Storia  del  Giansenismo  del  Tosini;  ma  non  è  libro  di 
gran  peso;  e,  se  ben  mi  ricoi'do,  fu  proibito  in  Roma. 

Avrei  poi  caro  di  sapere,  se,  il  sempre  da  me  divotamente  riverito 
signor  marchese  Zambeccari,  abbia  peranche  intrapreso  il  far  copiare  i 
sospirati  documenti.  Se  mai  bisognasse,  prego  V.  S.  di  aggiunger  fuoco 
alle  di  lui  buone  intenzioni. 

Io  predico  un  gran  plauso  alla  fatica,  che  ha  per  le  mani  il  reveren- 
dissimo p.  maestro  Gotti.  Piaccia  a  Dio,  ch'egli  la  possa  compiere,  senza 
nondimeno  lasciare  il  vivo  desiderio  di  vederlo  in  Roma  in  nicchio  degno 
di  lui. 

Alla  di  lei  gentilezza  ricordo  la  carta  geografica.  Vidi  il  di  lei  nome 
fra  le  sottoscrizioni  raccolte  dall' Albizzi,  e  me  ne  rallegrai.  Ora,  con  tutto 
il  rispetto,  mi  confermo,  di  V.  S. 


2600. 

A  NICOLA  TACOLI  in  Reggio. 
Modena,  1  Maggio  1727. 

Archivio  Tacoli,  Modena. 

Profitta  molto  bene  V.  S.  illustrissima  del  tempo,  che  le  ha  lasciato 
il  Soliani,  coir  andare  scoprendo  nuovi  documenti,  che  danno  maggior 
lume  alla  di  lei  Genealogia.  Ad  esso  Soliani  ho  io  consegnato  1"  ultimo,  ed 
ho  anche  fatto  avvertire,  se  veramente  siano  tre  gli  aggiunti.  Quanto  al 
mettersi  dietro  alla  stampa,  mi  conferma  egli  le  promesse  ;  ma  probabil- 
mente concorrerò  anch'io  a  farlo  comparire  pigro,  da  che,  secondo  il  so- 
lito, io  penso  di  portarmi  in  breve  a  san  Felice  a  cercare  un  po' di  ristoro 
alla  mia  salute,  la  quale  nel  mese  prossimo  passato  è  stata  non  poco  af- 
flitta. Tornato  che  io  sia,  comincierò  a  gridar  tanto,  che  ella  in  fine  sarà 
servita.  Con  che,  rassegnandole  il  mio  ossequio,  mi  confermo,  di  V.  S.  illu- 
strissima. 


-l'72'7]  AD  ANTONIO  TALLISNISRI  2637 


2601. 

AD  ALESSANDRO  POMPEO  BERTI  in  Aquila. 
Modena,  8  Maggio  1727. 

B.  BiBUOTBOA,  Lacca,  edita  [168]. 

Non  veggo  risi)osta  ad  una  mia  scritta  molte  settimane  sono  a  V.  R.. 
cioè  prima  di  quaresima.  Scrivo  ancor  questa;  ma  se  perisce,  io  non  pas- 
serò a  scriverne  altre,  che  poi  miseramente  si  perdano  per  viaggio.  Per  mezzo 
d'un  amico  mio  feci  trattare  col  Pezzana  '  [Nicolò]  in  Venezia  la  stampa 
della  traduzione  da  lei  fatta  dei  Saggi  di  Morale.  Egli  ha  preso  a  farla, 
ne  darà  quaranta  copie  in  dono  all'autore,  e  ne  aspetta  il  manoscritto.  Se 
questa  mia  giugne  a  salvamento,  sia  cura  di  V.  R.  il  fargliela  avere  si- 
cura, ed  ella  sarà  servita.  M'immagino  che.  terminate  le  fatiche  quaresi- 
mali, il  Vasto  r  avrà  riveduta  :  ma  vorrei  che  un  par  suo  andasse  a  co- 
mandare in  paesi  men  lontani  dall'umano  commercio.  Mi  conservi  ella  il 
suo  stimatissimo  amore,  con  sicurezza  del  mio:  ch'io  non  lascerò  mai 
d*  essere  con  tutto  1'  ossequio,  di  V.  R.,  etc. 


2602. 

AD  ANTONIO  VALLISNIERI  in  Padova. 
San  Felice,  8  Maggio  MZÌ. 

BiBLioTKCA  Naziohai^k  dì  Brera,  Milano,  edita  [142], 

Son  qui  a  pigliare  un  po'  di  ristoro  alla  sanità  infievolita,  con  avere 
portato  meco  il  vostro  carissimo  foglio,  che  mi  fu  recato,  dal  p.  maestro 
Donati.  Sommamente  vi  ringrazio,  sì  per  l' avviso  del  buon  successo  delle 
sue  prediche,  come  per  le  finezze  che  a  lui  avete  compartito. 

Se  il  signor  abate  Conti  intraprenderà  daddowero  la  bella  impresa 
che  mi  avete  accennato  di  un  Giornale,  son  certo  che  sarà  egregia  fattura, 
perchè  niuno  in  Italia  è  più  abile  di  lui  per  ben  regolare  ed  eseguire  una 
si  grandiosa  impresa.  Né  mancano  in  Venezia  e  costi  uomini  valorosi  che 
sapranno  ben  lavorare  a  si  utile  edificio.  A  voi  sopra  tutto  godo  somma- 
mente che  sia  stato  appoggiato  il  Trattato  della  Storia  Medica  e  Naturale. 
Il  mio  debil  parere  sarebbe,  che  si  dovesse  mettere  in  fronte  ad  ogni 
trattato   il    nome   dell'autore;    che   così   ognuno  avrà  più  a   cuore   la    sua 


'  Sue  lettere  in  Archivio  Soli  Muratori  (R.  Bibl.  Est.  ).  n."  2  da  Venezia  1722- '43. 
Epistolario  di  Lodovico  Antonio  Muratori,  —  VoU  VI.  167. 


2638  LODOVICO    ANTONIO   MURATOSI  [1*73*7- 

parte,  e  renderà  conto  al  pubblico  del  suo  operare.  Così  nel  progresso  fe- 
cero anche  i  pp.  Bollandisti  d"  Anversa  nel  pubblicare  gli    Atti  de' oranti. 

Vi  desidero  in  una  nuova  condotta  accrescimento  di  salario,  e  pros- 
perosa sanità  per  effettuare  i  bei  disegni  che  avete  per  mano,  onde  cresca 
la  gloria  vostra,  e,  per  mezzo  vostro,  quella   dell'  Italia  tutta. 

Non  posso  esprimervi,  quanto  io  sia  tenuto  al  nostro  signor  dottore 
Pivati.  Oh,  che  amico  onorato,  benefico  e  indefesso  in  favorire  chi  a  lui 
ricorre!  Riveritemelo  caramente.  Cosi  fate  al  nostro  signor  abate  Faccio- 
lati,  quando  in  lui  vi  avverrete.  Sono,  ed  eternamente  sarò. 


2603. 

A  NICOLÒ  FORLOSIA  in  Vienna. 
Modena,  9  Maggio  1727. 

BiBMOTBCA  Imperiale,  Vienna,  edita  [276]. 

Bramerei  V.  S.  illustrissima  per  un  poco  in  Italia,  affinchè  ella  po- 
tesse colle  proprie  orecchie  intendere  il  beli' accoglimento  fatto  da  tutti  al 
buon  Nigello,  e  1"  obbligazione,  che  ciascuno  professa  a  lei,  principale  au- 
tore, perchè  un  sì  riguardevol  pezzo  di  storia  sia  dalle  tenebre  passato 
alla  luce,  dicendo  sopra  tutto,  che  non  ci  voleva  meno  d' un  italiano  per 
introdurre  costà  massime  gloriose  per  la  letteratura,  e  per  farvi  fiorire  le 
lettere  con  decoro  dell'Augustissimo,  e  della  sua  insigne  biblioteca.  Fra 
qualche  mese  saranno  in  Vienna  due  dotti  cavalieri  italiani,  che  apposta 
vogliono  essere  a  riverire  V.  S.  illustrissima,  per  ringraziarla  a  nome  della 
nazione  de'  benefizj  a  lei  fatti,  dopo  essersi  vivamente  rallegrati  meco  per 
l'onore,  ch'io  godo  della  di  lei  padronanza,  e  per  aver  trovato  in  lei  un 
protettore  sì  bene  animato  in  promuovere  l'erudizione,  e  in  arricchire  il 
pubblico  con  tanta  gloria  della  biblioteca,  a  cui  ella  presiede.  Vo  sperando, 
che  non  abbiano  da  essere  diversi  i  sentimenti  de' signori  tedeschi,  e  de 
gli  altri  oltramontani. 

Ma  giacche  la  mia  fortuna,  e  quella  del  pubblico,  han  voluto  che 
V.  S.  illustrissima  possa  e  voglia  far  del  bene  alle  buone  lettere,  io  vorrei 
pure,  che  il  suo  nobil  genio  superasse  ogni  difficultà  per  impetrarmi  e 
compartirmi  altre  grazie,  che  tornerebbono  in  vantaggio  della  repubblica, 
e  singolare  onore  di  S.  M.  C.  e  C.  e  del  suo  dottissimo  bibliotecario.  Uno 
de  i  di  lei  antecessori  il  signor  Neissel  nella  Sciac/raphia  Corporis  Hi- 
storici  mi  assicura  trovarsi  nella  cesarea  biblioteca  un  trattato  inedito 
di  Gottifredo  da  Viterbo  de  Famiiiis  Prineipum.  V  ha  eziandio  una  con- 
tinuazione della  Cronaca  d' esso  Gotifredo  dal  1197  fino  al  1433.  In  oltre 
v'ha  una    Continuazione  della   Storia   di  Ermanno    Contratto,  non   molto 


-l'73'7  1  BONAVENTURA   DE*  BOSSI  2^39 

langa.  Finalmente  un  Anont/mus  Itaiiis  de  expeditione  in  Italiani  Caroli  1  \  . 
Tutti  qiiesti  opuscoli  è  un  peccato  che  stìeuo  là  sepolti  senza  profìtto  d'al- 
cuno. Un  regalo,  che  ella  ne  faccia  all'  Italia,  e  alla  mia  Raccolta  sarebbe 
il  più  bell'uso,  che  se  ne  potesse  fare.  Per  me  non  lascio  di  supplicarla 
istantemente  di  questo  favore,  e  di  potere  aggiugnere  a  tant' altre  obbli- 
gazioni, che  le  professo,  e  andrò  pubblicando  di  mano  in  mano,  ancor 
questa.  Può  essere,  ch'io  non  la  sperassi  facilmente  da  altri  prevenuti  da 
scrupoli  vani,  e  da  massime  d'avarizia.  Ma  che  non  ho  io  da  sperare  da 
V.  S.  illustrissima,  la  quale  nutre  sentimenti  magnanimi,  e  cerca  quante 
vie  sa  di  rendere  sempre  più  maestosa,  ricca  e  celebre  l'imperiale  biblio- 
teca? Con  tali  suppliche,  alle  quali  io  spero  un  benigno  rescritto,  auguro 
a  me  nuove  occasioni  di  poter  palesare  al  pubblico  la  somma  stima,  che 
al  di  lei  merito  io  protesto,  e  l'indelebil  ossequio,  col  quale  mi   rassegno. 


2604. 

A  BONAVENTURA  DE'  ROSSI  in  Genova 
Modena,  12  Maggio  1727. 

CoL.LK7.ioaK  ViacEszo  Poooi,  Genova,  edita  [221]. 

Non  ho  prima  d'ora  potuto  rispondere  al  foglio  di  V.  S.  del  marzo 
prossimo  passato,  perchè  la  mia  sanità  infievolita  non  me  l'ha  permesso. 
Ora  dunque  le  dico  d' avere  rimandate  al  signor  marchese  abate  Malaspina 
ja  di  lei  Storia  della  Lunigiana.  Sarà  cura  di  lui  il  farne  quell'uso,  che 
a  lei  piacerà  :  intanto  io  le  scrissi  intorno  alla  casa  Malaspina  ciò  che  io 
non  approvava,  perocché  dubitava  eh'  ella  pensasse  a  stampare  quella  sua 
fatica.  Io  non  credo  che  nelle  genealogie  ed  opere  altrui  V.  S.  si  quieti 
sull'asserzione  di  qualche  moderno,  ove  si  tratta  di  cose  lontanissime  da 
noi  per  secoli.  Altrimenti  bisognerebbe  prendere  per  buona  moneta  la  falsa 
di  tanti  genealogisti.  Lo  stesso  avverrebbe  a  chi,  per  mostrare  l'origine 
della  casa  Malaspina,  si  valesse  d' autori  degli  ultimi  secoli,  i  quali  senza 
pruove,  senza  memorie  autentiche,  e  senza  autori  o  contemporanei,  o  vicini, 
non  ne  sanno  più  di  quello  che  sappia  ognuno  di  noi.  Il  vero  ripiego  dunque 
si  è  di  dire:  io  noi  so,  né  posso  saperlo. 

Non  mancherò  io  d'esporre  a  Milano  il  consiglio  di  V.  S.  intorno  la 
stampa  a  parte  della  Cronaca  dello  Stella. 

Avrei  caro,  ch'ella  fosse  a  riverire  in  mio  nome  l'onoratissimo  signor 
Musso,  e  di  chiedergli,  se  in  Genova  si  truovino  gli  Annali  del  Senareya, 
che  continuano  lo  Siella  e  arrivano  fino  al  1514.  Giacché  nulla  si  può 
avere  di  nuovo  di  costà,  penso  di  valermi  di  questo  autore,  intorno  al 
quale  avrei  bisogno  di  qualche  notizia. 

Riverendola  con  tutto  lo  spirito,  mi  confermo. 


2640  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [l'737'- 


2605. 

AD  ANTON  FRANCESCO  MARMI*  in  Firenze. 
Modena  (  san  Felice  ),  13  Maggio  ITS?. 

fiiBLiOTECA  MAfiLiABECHiAirA.  edita  [158]. 

Orsù,  giacché  ho  indovinato  che  da'  signori  Scarlatti  sarebbono  mosse 
nuove  pretensioni,  V.  S.  illustrissima  abbia  pure  la  bontà  di  non  pagare 
un  soldo,  siccome  la  pregai,  e  tenga  per  mio  conto  il  danaro  inviato.  Fu- 
rono già  pagate  tutte  le  spese  occorse  per  istabilire  il  debito  delle  de- 
cime Bigordi,  ne  si  guardò  per  minuto.  Fu  stabilito  quanto  si  dovea  pa- 
gare ogni  anno  per  rata  di  esso  debito.  A  questo  si  è  soddisfatto.  Non 
occorre  che  i  signori  Scarlatti  muovano  ora  altre  pretensioni;  e  se  vo- 
gliono muovei'le,  questi  signori  presidenti  gli  aspetteran  qui  per  rispon- 
dere in  giustizia.  Prego  pertanto  la  S.  V.  illustrissima  di  non  far  altre 
parole  su  questo:  e  di  conservar  bene  il  danaro,  o  per  rimetterlo  a  Mo- 
dena, 0  per  pagarlo  costi  ad  altra  persona.  Intanto  mille  grazie  alla  di 
lei  bontà,  paziente  ne'  frequenti  impicci,  eh'  io  le  reco. 

«  Allorché  il  signor  marchese  Rinuccini  vorrà  soddisfare  pel  tomo  già 
consegnato,  ella  mi  favorirà  di  tenere  presso  di  sé  quel  poco  danaro. 

Ma  io  non  veggo  comparire  la  Vita  di  Gianna  zzo  Manetti;  e  però 
ben  sarebbe  che  il  signor  Abate  Manetti  [  Bonagiunta  ]  ne  scrivesse  al 
signor  Conte  Boccadiferro  '  |  Camillo  Antonio], 

Si  goda  V.  S.  illustrissima  la  villa;  che  anch'io  la  sto  godendo  da 
qualche  giorno,  per  l'estituirmi  in  breve  alla  città.  Penso  io  di  ristampare 
a  suo  tempo  VOdeporico  di  Ambrogio  Camaldolense.  M' immagino  che  altro 
testo  più  compiuto  d'essa  operetta  non  si  truovi. 

E  ratificandole  il  mio  ossequio,  mi  confermo,  di  V.  S.  illustrissima,  etc.  » 


*  La  presente  e  le  seguenti  lettere  al  Marmi  ai  rispettivi  numeri  2610,  2640,  26S^, 
2(S8,  2667,  2671,  furono  pubblicate  solamente  in  parte  da  F.  L.  Polidori  in  Leticìv 
inedite  di  L.  A.  Muratori  scritte  a  Toscani,  Firenze,  Le  Mounier  1854.  La  parte  già 
edita  verrà  perciò  racchiusa  tra  virgolette. 

'  Sue  lettere  in  Archivio  Soli  Muratori  (  R.  Bibl.  Est.),  n.  1  da  Bologna  17.37. 


•1*73*7]  A   GIOVANNI    ANTENORE   9CALABR1NI  2641 


2606. 

A  GIOVANNI  ANTENORE  SCALABRINI  in  Ferrara. 
Modena  (san  Felice),  lo  Maj^gio  lT/7. 

BiBLioTKCA  CoMt'HALK,  Ferrara. 

Mi  traevano  in  san  Felice  i  carissimi  caratteri  di  V.  S.  con  cui  mi 
rallegro  per  le  fatiche  apostoliche  felicemente  terminate,  e  per  que'gran 
cestoni  di  dolci,  che  son  fioccati  in  sua  casa.  Vorrei  esserle  vicino  per 
aiutarla  affinchè  non  ne  restasse  tanta  parte  a  i  sorci  e  alle  tarme.  Se- 
guiti ella  a  far  cosi  :  che  questo  è  ministerio  degno  di  lei,  e  proprio  d' un 
sacro  pastore. 

Veggo  l'iscrizione  trovata  colle  reliquie  in  cotesta  cattedrale.  Potrà 
servire  per  chi  vorrà  tessere  la  storia  di  Ferrara. 

Son  troppo  recenti  per  me  que'  documenti  che  V.  S.  mi  accenna. 
Troppa  ragione  aveano  i  poveri  ferraresi  allora  di  liberarsi  da  que'dia- 
voli  di  catalani,  e  di  richiamare  principi  amorevoli.  Pazienza,  se  quegli 
ecclesiastici  caderono.  Il  popolo  stette  saldo. 

Tocca  a  i  vostri  santi  il  somministrare  buoni  rimedj  diuretici  a  co- 
testo eminentissimo.  Io  per  me  fisso  i  miei  desiderj  nella  salute  del 
buon  p.  Ferrari  il  quale  vorrei  che  non  solo  respirasse  dopo  si  lunghi 
combattimenti,  ma  che  si  dimenticasse  una  volta  d'essere  stato  infermo. 
A  lui  rispondo  in  questo  ordinario. 

Vorrei  che  a  V.  S.  venisse  fatto  di  aprirsi  l'adito  all'archivio  de' Be- 
nedettini. Esso  è  il  migliore  erario  di  Ferrara.  Cominciò  il  p.  Bacchini 
a  ordinarlo  ;  ma  per  la  sua  poca  salute  non  potè  seguitare.  Sopraggiunsero 
sospetti,  e  si  chiuse  tutto.  Pensavano  nondimeno  di  far  continuare  la  fatica. 
Sarebbe  V.  S.,  siccome  nazionale,  non  sospetto,  e  siccome  intendente,  at- 
tissimo a  servirli.  Bisogna  con  destrezza  introdursi  all'  amicizia,  e  poi 
tentare.  Bisogna  cominciare  dal  chiedere  qualche  notizia  dell'antica  Pom- 
posa, senza  parlare  d'archivio:  e  poi  col  tempo  dare  l'assalto. 

Durerà  per  sempre  viva  in  me  la  memoria 'della  di  lei  bontà,  sapere, 
e  ottimo  cuore:  e  desidero  che  duri  in  lei  quella  del  vero  rispetto,  con 
cui  mi  ricordo,  di  V.  S. 


2642  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [  17*3  7*- 


2607. 

AD  UBERTO  BENVOGLIENTI  in  Siena. 
Modena,  23  Maggio  1727. 

Biblioteca  Comunalb,  Siena,  edita  [IK]. 

Intendo  il  pensiero  di  V.  S.  illustrissima  di  formare  un  discorso  in- 
torno all'origine  della  lingua  volgare  per  favorir  me.  Debbo  ben  ringra- 
ziarla vivamente  del  suo  cortese  disegno;  ma  insieme  soggiugnere,  che. 
avendo  io  già  stesa  la  mia  dissertaziope  nello  stesso  argomento,  non  so  se 
mi  resti  più  luogo  da  prevalermi  delle  grazie  sue.  Io  non  son  voluto  en- 
trare nell'origine  delle  parole  volgari,  perchè  ho  creduto  che  sufficiente- 
mente abbiano  soddisfatto  in  tale  ricerca  il  suo  Celso  Cittadini,  il  Ferrari, 
e  spezialmente  il  Menagio.  Oltre  di  che,  questo  assunto  porterebbe  troppo 
lontano.  A  me  è  bastato  di  dire  che  ne  han  dato  parole  i  longobardi,  e 
tedeschi  e  franchi  (i  quali  tornano  quasi  allo  stesso),  e  i  normanni,  e  i 
franzesi  posteriori,  e  gli  spagnoli,  oltre  a'  greci,  etc. 

Per  la  diplomatica,  io  non  intendo  di  fare  trattato  alcuno  dei  diplomi, 
come  ha  impreso  il  signor  marchese  Maffei.  S"io  nominerò  tomo  diploma- 
tico quel  tomo,  o  que'due  tomi  che  saranno  in  fine  (non  avendo  io  finora 
determinato  tal  nome),  sarà  per  significare  ch'io  pubblicherò  ivi  gran 
quantità  di  diplomi.  Per  altro,  mia  intenzione  è  di  smaltire  tutto  quello 
che  potrò  di  memorie  antiche  in  varie  dissertazioni,  che  serviranno  a  di- 
lucidare in  qualche  parte  l'erudizione  dei  tempi  di  mezzo.  Certo  che  gio- 
verebbe il  possedere  la  lingua  tedesca  ;  ma,  in  fine,  solo  per  ispiegar  qualche 
parola,  e  con  trovarsi  tuttavia  in  asciutto  per  molte  altre,  perchè  anche 
quella  lingua  antica  è  troppo  diversa  dalla  moderna.  Se  V.  S.  illustrissima 
mi  suggerisse  argomenti  per  esse  dissertazioni,  gliene  resterei  ben  tenuto. 

Pensava  anch'io  di  farne  una  intorno  all'armi  gentilizie,  e  ai  titoli 
usati  ne' tempi  di  mezzo.  Ma  ritarderò  finché  io  vegga  la  sua,  che  aspet- 
terò perciò  con  somma  ansietà. 

Ah  ch'io  avrei  desiderato  un  saggio  del  parlare  volgare  italiano  del- 
l'800  o  del  900!  Ma  non  si  può  sperare:  però  bisogna  lasciar  la  cosa  in 
molte  tenebre. 

Durerò  stendendo  qualche  linea  finché  a  Dio  piacerà  ;  ma  finché  avrò 
vita  mi  pregierò  d'essere  e  di  comparire,  quale  con  tutto  l'ossequio  mi 
rassegno,  di  V.  S.  illustrissima,  etc. 


-l'rS'?]  A  NICOLA  TACOLI  2643 


2608. 

A  GIUSEPPE  RIVA  in  Londra. 
Modena,  29  Maggio  1727. 

K.  Biblioteca  Estsnbk,  Modena. 

Tempo  fa  inviai  a  V.  S.  lettera  del  signor  Argelati  in  cui  egli,  et  io 
pure  la  pregava  di  fare  in  maniera  che  le  due  copie  Rerum  Jlalicarum. 
mandate  per  ordine  di  lei  in  Annover  fossero  pagate.  Risposta  non  s*  è 
veduta;  e  intanto  io  sono  continuamente  tempestato  da  esso  signor  Arge- 
lati, il  quale  m' inviò  anche  giorni  sono  non  solamente  lettera  di  V.  S.. 
ma  ancora  per  uno  di  cotesti  libraj.  ripregandomi  eh"  io  faccia  una  volta 
terminare  questo  intrico.  Prego  il  signor  fattore  Tori  che  le  trasmetta  esse 
due  lettere,  con  avere  però  risposto  a  Milano,  che  non  mi  stia  a  mandar 
lettere  si  grosse,  perchè  costi  è  salata  di  troppo  la  posta.  Ora  a  lei  mi 
raccomando,  acciocché  mi  levi  d'  attorno  una  tal  vessazione,  che  m' ha  in- 
segnato a  guardarmi  in  avvenire  da  entrare  in  impegni  e  mediazioni. 

Mi  manca  il  tempo  per  poter  applicare  alla  lingua  inglese,  e  poi  la 
testa  invecchiata  e  frusta  non  ritiene.  Con  tutto  ciò  si  va  intendendo 
qualche  riga.  Mi  disse  un  pellegrino  erudito,  che  procurassi  d*  avere,  se 
ben  mi  ricordo,  the  Tattler  dell' Addison,  cioè  il  Ciarlone,  che  è  cosa  gustosa. 
L'  ho  io  da  sperare  per  mezzo  di  V.  S.  ? 

Qui  tuttavia  stanno  sotto  nube  le  decisioni  del  vicino  matrimonio:  co- 
munemente nondimeno  si  crede,  che  il  pallio  sia  toccato  alla  terzogenita, 
con  dispiacere  universale,  e  massime  di  chi  v'  ha  più  interesse,  pel  pre- 
giudizio che  ne  viene  alla  maggiore.  Tuttavia  se  si  farà  pur  qualche  cosa, 
converrà  contare  per  bene  il  minor  male.  Ci  mandi  V.  S.  una  volta  la  pace. 
E  perchè  è  stato  detto  che  il  celebre  cav.  Newton  abbia  trovato  una  mi- 
rabil  maniera  di  accrescere  le  forze  di  un  canocchiale,  col  mettervi  in  cima 
una  specie  di  microscopio,  aspettiamo  ch'ella  ci  dica  se  sia  vero,  come 
ciò  si  faccia. 

2609. 

A  NICOLA  TACOLI  in  Reggio. 
Modena,  2  Giugno  1727. 

Archivio  Tacoli,  Modena. 

Da  san  Felice  ho  riportato  in  città  una  tollerabil  positura  di  sanità. 
E  qui  non  ho  mancato  di  parlar  subito  al  Soliani,  il  quale  ho  trovato  tut- 


2644  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [l'7'S'7- 

tavia  afifaccendato  per  la  stampa  d'  una  scrittura  di  Corte.  Se  a  lui  si  dee 
credere,  questa  sarà  terminata  nella  corrente  settimana,  e  nella  susseguente 
egli  si  metterà  dietro  a  servire  V.  S.  illustrissima.  Starò  io  attento  affinchè 
una  volta  si  cominci  e  si  eseguisca  ciò,  che  tanto  tempo  fa  dovea  essere 
fatto.  Intanto  io  mi  rallegro  con  esso  lei  per  V  acquisto  fatto  del  bel  di- 
segno del  Correggio,  che  diverrà  cosa  anche  più  preziosa  in  mano  di  chi 
ne  conosce  il  pregio.  E  rassegnandole  il  mio  costantissimo  ossequio,  mi 
confermo. 

2610. 

AD  ANTON  FRANCESCO  MARMI  iu  Firenze. 
Modena,  6  Giugno  1727. 

Biblioteca  MAaLiABSCHiANA,  Firenze,  edita  [15B]. 

Una  lunga  lettera  mi  ha  scritto  il  signor  Gio  :  Gualberto  Scarlatti  ;  et 
io  brevemente  gli  ho  risposto  che  questa  Compagnia  pagò  tutte  le  spese 
occorse  per  ottenere  la  dilazione  del  pagamento  delle  decime  in  cinque 
anni,  e  per  liquidarle.  La  rata  di  ogni  anno  era  di  scudi  romani  20-56-4. 
Sa  V.  S.  illustrissima  che  per  tre  anni  s' è  puntualmente  pagato.  S' era 
pronto  a  pagare  pel  quarto,  anzi  pel  quinto  ancora  anticipato,  a  fine  di  ter- 
minare cotesto  affare.  Sono  restati  sorpresi  questi  signori  al  vedere  saltare 
in  campo  nuove  pretensioni  e  dimande.  E  però  la  risoluzione  è  stata  di 
non  pagare  un  soldo,  se  non  vien  fatto  il  saldo  per  esso  debito  delle  de- 
cime. E  che  se  il  signor  Scarlatti  va  cercando  de  i  corrivi,  venga  o  mandi 
a  Modena  a  dire  le  sue  ragioni  ;  che  qui  si  fa  buona  giustizia.  L' ho  pre- 
gato io  di  non  iscrivermi  più  su  questo  negozio,  perchè  le  troppe  mie  oc- 
cupazioni, e  la  poca  sanità  non  mi  permetteranno  il  rispondergli.  Sono 
stanchi  questi  signori,  ma  io  più  di  loro.  Però  sono  a  pregare  V.  S.  il- 
lustrissima che  non  prenda  parole  da  cambiare  intorno  a  tali  pretensioni, 
perchè  non  mi  sento  di  volervi  più  entrare,  e  lascierò  fare  a  chi  tocca: 
aggiungo  che,  per  evitare  ogni  sorpresa,  ella  mi  può  favorire  di  significare 
ad  esso  signor  Scarlatti  d' avermi  rimandato  a  Modena  il  danaro  invia- 
tole, quando  si  mostri  costante  in  non  voler  fare  il  saldo  per  esse  decime. 
Avrei  anche  caro,  che  V.  S.  illustrissima  esprimesse  nella  lettera  prima, 
di  cui  ella  mi  favorirà,  la  somma  del  danaro  riscosso  dalla  polizza  invia- 
tale, per  iscarico  mio  con  gli  economi  della  Compagnia  che  me  ne  hanno 
fatte  varie  volte  istanza.  Cosi  vedremo  di  liberarci  amendue  da  questo 
fastidio. 

«  Quanto  a  me,  penso  di  ristampare  1'  Odepo7nco  di  Ambrogio  Camaldo- 
lense,  senza  mettermi  pensiero  se  conti  dei  guai  per  altri.  Que'  tempi  ognun 
sa  quanto  fossero  sconcertati. 


-l'73'71  A   NICOLA   TACOLI  2645 

Infatti  mi  gittnse  la  Vita  di  Oianfwzgo,  e  son  dietro  a  farla  copiare  per 
poscia  rimettere  al  signor  abate  Bonagiunta  Manetti,  di  lui  discendente,  il 
manoscritto  sao.  Prego  la  di  lei  bontà,  che  mi  dica,  se  esso  signor  abate 
avesse  alcun  grado  da  farne  menzione;  come  ancora  se  il  signor  senatore 
suo  fratello  ne  goda  alcun  altro  che  si  dovesse  commemorare. 

Parò  vedere  l'invito  per  la  ristampa  lodevolissima  delle  opere  del 
Gassendo,  eh'  io  ho  di  stampa  di  Lione.  Ho  anche  ricevuto  il  frontispizio 
della  ristampa  di  quelle  del  Borni,  la  quale  non  fa  gran  vista  d' essere 
assai  corretta. 

Se  il  signor  marchese  Rinuccini  vuole  aspettare  ogni  volta  che  da 
Milano  a  lui  venga  il  tomo  nuovo  Rerum  Italicarum,  io  starò  molto  ad 
essere  pagato.  Consegnato  che  sia  il  tomo  al  suo  corrispondente  in  Milano, 
mi  parrebbe  conveniente  il  farne  sborsare  o  qui  o  in  Milano  il  prezzo.  A 
momenti  ne  uscirà  in  luce  un  altro. 

Con  che.  ratificandole  il  mio  inviolabil  rispetto,  mi  rassegno,  di  V.  S. 
illustrissima,  etc.  » 

2611. 

A  OIOVAN  BERNARDINO  TAFURI  in  Nardo 
Modena,  6  Giugno  1727. 

Archivio  Papadia,  Galatina,  edita  [165], 

Voglia  Dio  che  la  presente  mia  sia  più  fortunata  di  un'altra  antece- 
dente in  cui  le  dava  avviso  di  aver  io  molto  ben  ricevuto  i  primi  fogli 
della  Guerra  Veneta,  e  le  diceva  d' inviarne  la  continuazione.  Ripeto  in 
questa  mia  lo  stesso  con  aggiungere  i  dovuti  ringraziamenti  per  la  benigna 
sua  premura  del  nostro  commercio.  Con  che,  ratificandole  il  mio  inviolabile 
ossequio,  mi  confermo. 


2612. 

A  NICOLA  TACOLI  in  Reggio. 
Modena,  9  Giugno  1727. 

Abchivio  Tacoli,  Modena. 

È  stato  supposto  qui,  che  il  signor  conte  canonico  Vigarani  pensi  di 
vendere  un  suo  luogo  con  casino  situato  ne'  contorni  di  questa  città  :  e 
perchè  avrei  persona,  che  accudirebbe  all'  acquisto,  eccomi  a  pregare  V.  S. 
illustrissima,  che  voglia  intendere  da  esso  signor  conte,  se  ciò  sia  vero: 
e  quando  fosse,  qual  sia  l' ultimo  prezzo  d'  esso  podere.  Resterò  molto  te- 


2646  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [ITQ*?- 


nuto  alla  di  lei  bontà  per  questo  favore,  e  riserbandomi  ■  di  scriverle  in 
breve,  se  il  Soliani  mantenga  la  parola,  le  rassegno  il  mio  rispetto,  e  mi 
confermo. 

2613. 

ALLO  STESSO  in  Reggio 
Modena,  14  Giugno  1727. 

Archivio  Tacoi.i,  Modena. 

Per  la  somma  bontà,  con  cui  V.  S.  illu.strissima  mi  ha  favorito  presso 
il  signor  conte  canonico  Vigarani,  le  rendo  le  dovute  grazie.  Non  è  cosa 
da  pensarvi,  perchè  il  signor  conte  suo  fratello  non  s' indurrà  mai  a  con- 
sentire, che  sia  allontanato  da  lui  un'  effetto,  il  quale  starà  meglio  a'  suoi 
figliuoli  qui,  che  nel  reggiano.  Però  lasciamo  di  parlarne  più. 

Passerò  dal  Soliani  per  vedere  se  vende  libri,  o  vesciche;  né  man- 
cherò di  sollecitarlo.  Intanto,  con  rassegnarle  il  mio  ossequio,  mi  confermo. 


2614. 

ALLO  STESSO  in  Reggio. 
Modena,  23  Giugno  1727. 

-    Akciuvio  Tacoli,  Modena. 

Non  ho  già  io  potuto  servire  V.  S.  illustrissima  a  dirittura  col 
Padron  serenissimo,  perchè  il  più  di  rado  che  posso  mi  presento  a  i  troni. 
Ho  bensì  parlato  ad  un  ministro,  il  quale  ha  risposto,  che  il  canale  di 
cotesto  affare  si  è  la  persona  stessa,  che  ha  ricevuto  l'ordine  costi  di 
parlare,  potendo  e  dovendo  essa  riferire,  se  la  cosa  sia  eseguita,  o  da  ese- 
guirsi. Oppure  converrà  presentare  un  memoriale;  ma  che  i  memoriali 
oggidì  non  sono  spediti  con  molta  facilità.  Sicché  vegga  V.  S.  illustris- 
sima, se  può  fare  scrivere  le  sue  ragioni  da  cotesto  signor  conte  gover- 
natore, 0  da  chi  abbia  avuta  cotale  incombenza  ;  o  pure  mi  trasmetta  me- 
moriale, che  si  farà  qui  quanto  si  potrà  per  servirla. 

Ben  tre  volte  mi  son  io  portato  in  cerca  del  Soliani  per  sollecitare  la 
stampa,  e  sempre  ho  trovato,  ch'egli  era  a  Bologna  per  suoi  affari.  Do- 
vrebbe essere  ritornato,  né  lascerò  di  pungerlo  affinchè  soddisfaccia  alla 
parola  tante  volte  datami.  Intanto,  con  ratificarle  il  mio  ossequio,  mi  confermo. 


-l'?2'7]  A   GIOVANNI   ANTENORE  SCALABRINI  2647 


2615. 

A  FRANCESCO  ARISI  in  Cremona. 
Modena,  26  Giugno  1727. 

Mdsbo  Civico  Cbcmohmc,  edita  [20&]. 

Amico  amatissimo. 

Di  somma  consolazione  mi  sono  stati  i  vostri  caratteri,  ch'io  appanto 
stava  sospirando  per  intendere  lo  stato  vostro.  Lodato  Dio.  che  l'odo  fe- 
lice e  provveduto  di  quella  invidiabil  fortezza  d'animo,  che  vi  ha  renduto 
ammirabile  e  glorioso  nella  patria  vostra  e  dovunque  siete  conosciuto.  An- 
date dunque  ad  abitare  la  casa  nuova,  se  pure  non  son  nuovi  i  muri, 
perchè  altrimenti  vi  consiglio  di  abitare  più  tosto  sub  dio.  La  mia  mor- 
tale infermità  del  1 720  1"  ho  sempre  attribuita  alla  mia  chiesa  da  me 
riedificata. 

Ma  v'è  egli  maniera  ch'io  possa  almen  leggere  il  vostro  o  i  vostri 
si  desiderati  ditirambi,  che  quel  ciarlatano  si  sgarbatamente  mi  rubò  col 
non  inviarmeli?  Per  questo  mi  vi  raccomando.  Vivete  sano,  vivete  lieto, 
e  ricordatevi  eh'  io  sono,  ed  eternamente  sarò,  etc. 


2616. 

A  (ilo VANNI  ANTENORE  SCALABRINI  in  Ferrara. 
.Modena,  27  Giugno  1727. 

BiBLioTscA  CoMCKALK,  Ferrara. 

Mala  cosa  aver  che  fare  con  persone  di  troppo  merito,  e  di  troppi 
affari:  non  se  ne  può  cavar  costrutto:  arrivano  fino  a  mancar  di  parola, 
e  vi  mancano  ridendo.  H  signor  conte  Scalabrini,  et  io.  con  tutta  devo- 
zione aspettavamo  V.  S.  Modena  era  abbigliata  a  festa,  le  campane  pre- 
parate per  sonare:  quand'olia  in  vece  di  prendere  questa  via.  se  n'è  ri- 
tornata cantando  alla  patria.  I  troppi  favori  a  lei  fatti  dall'  eminentissimo 
Rufo  vo  io  credendo  che  le  abbiano  fatto  mutar  cammino  per  non  per- 
dere tempo  a  raccontar  le  sue  glorie  al  suo  paese.  Ma  e  quando  si  emen- 
derà il  torto  a  noi  fatto?  H  signor  conte  caramente  la  riverisce,  e 
l'avrebbe  ben  veduta  volentieri.  Orsù,  pensare  a  rifarci  del  danno. 

Già  è  gran  tempo  eh'  io  era  preparato  a  intendere  la  dolorosa  per- 
dita, che  abbiara  fatto  del  buon  p.  Ferrari.  Era  un  amico  onoratissimo. 
dabbene,  di  molta  abilità!  Benché  preparato,   pure  n'ho  provato   partico- 


2648  LODOVICO  ANTONIO  MURATORI  [1*7 Sa- 


lare rammarico.  Cresce  a  me  per  tale  disgrazia  il  bisogno  di  pregare  V.  S. 
che  mi  ami  costi,  e  continui  verso  di  me  il  suo  stimatissimo  buon  genio, 
perchè  in  Fei'rara  non  ho  più  se  non  lei,  in  cui  confidare  nelle  mie  occor- 
renze. Sia  anch'olla  certa  della  continuazione  del  mio  amore,  e  di  quella 
vera  stima,  con  cui  ora  mi  confermo,  di  V.  S. 


2617. 

A  NICOLA  TACOLI  in  Reggio. 

Modena,  .3  Luglio  1727. 

Akchivjo  Tacoli,  Modena. 

Diedi  il  memoriale,  e  lo  raccomandai  con  premura;  ma,  secondo  la 
fatalità  de'  tempi,  che  corrono,  esso  non  si  è  veduto  uscire.  Sicché  biso- 
gnerà, che  V.  S.  illustrissima,  me  ne  faccia  avere  due  altre  copie,  che  si 
replicheranno,  tanto  che  ad  alcuno  tocchi  la  fortuna  di  essere  spedito. 

Le  promesse  del  Soliani  erano,  eh'  io  in  questa  settimana  avrei  i*ice- 
vuto  i  primi  fogli  della  Giunta  stampati.  Ieri  fui  a  trovarlo,  e  mi  disse 
che  nuova  scrittura  per  la  corte  era  sopraggiunta,  la  quale  però  sarebbe 
terminata  pel  prossimo  sabato;  e  che  nella  ventura  si  sarebbe  lavorato 
per  lei.  Non  mancherò  di  adoperar  lo  spuntone. 

Vorrei  potere  con  facilità  eseguire  le  di  lei  commissioni,  a  tenore  di 
quel  vivo  ossequio,  col  quale  mi  rassegno. 

Il  tomo  non  è  peranche  stato  presentato  al  serenissimo  di  Parma,  e 
però  conviene  aspettare. 


2618. 

A  CAMILLO  AFFAROSI  in  Reggio. 
Modena,  7  Luglio  1727. 

Biblioteca  Comunale,  Reggio  Emilia. 

Non  prima  d'ora,  come  portava  il  debito  mio,  ho  potuto  rispondere 
al  benignissimo  foglio  di  V.  P.  perchè  mi  han  rubato  il  tempo  occupa- 
zioni e  forestieri.  Ora  io  le  rendo  ben  vive  grazie  del  disegno  della  iscri- 
zione sepolcrale  del  p.  ab.  Gazata,  che  potrà  molto  bene  avere  il  suo 
luogo  nella  mia  prefazione  alla  di  lui  istoria,  e  recar  nuova  occasione  a 
me  di  pubblicare  le  obbligazioni,  che  professo  alla  di  lei  bontà.  Giacché 
ella  è  dietro  ad  illustrai'e  cotesto  suo  monastero,  e  l'antico  di  S.  Prospero. 


l'7S'71  A  aiOVANNI  ANTENORE  SCALABBINI  2«>49 


le  fo  ancora  coraggio  per  quest'  Opera,  da  cui  potrà  accrescersi  il  decoro 
al  luogo,  alla  città,  e  all'  autore. 

Desiderando  le  occasioni   di    ubbidirla,  con   tutto  l'ossequio,   mi  ras- 
segno, di  V.  P. 


2619. 

A  (UAN  FRANCESCO  MUSELLI  in  Verona. 
Modena,  H  Luglio  1727. 

Archivio  Capitolark,  Verona,  editn  [215]. 

Dovrebbe  a  quest'ora  avere  veduta  la  luce  l'opera  diplomatica  del  signor 
marchese  Maffei.  che  sento  stamparsi  costi  :  e  perchè  ne  bramo  due  copie, 
l'una  per  me,  e  l'altra  per  un  amico  mio,  ricorro  alla  benignità  di  Y.  S. 
illustrissima  con  supplicarla  di  volermele  comperare,  con  patto  chiaro  però 
che  mi  si  avvisi  tutto  l'occorrente  della  spesa,  acciocché  io  possa  rim- 
borsarla :  altrimenti  facendo,  io  non  le  accetterei,  e  perderei  la  confidenza 
di  supplicarla  mai  più  di  altre  grazie.  Potrebbe  inviarsi  l'involto  al 
signor  Pompilio  Micheli  direttore  delle  poste  di  Mantova,  con  pregarlo 
da  parte  mia,  che  voglia  consegnarlo  ad  uno  de"  corrieri  del  mio  Padron 
serenissimo.  Mi  perdoni  l'ardire,  caramente  mi  riverisca  il  signor  Cam- 
pagnola, e  mi  continui  il  suo  stimatissimo  amore:  che  io  non  lascerò  mai 
d'essere  con  tutto  l'ossequio,  di  V.  S.  illustrissima  e  reverendissima. 


2620. 

A  GIOVANNI  ANTENORE  SCALABRINI  in  Ferrara. 
Modena,  11  Luirlio  1727. 

BiBLioi'Ki'A  CoMUMALK.  Ferrara. 

Ha  ben  ragione  V.  S.  se  non  ha  voglia  di  burle  e  di  ridere.  La  fiera 
disgrazia  a  lei  toccata  della  tempesta,  malanno  da  me  pure  provato  tre 
anni  sono,  ben  so  quanto  pesi;  e  me  n'è  dispiaciuto  sommamente  al  con- 
siderare il  grave  incomodo,  che  ne  verrà  a  lei,  e  alla  sua  casa,  e  tutte 
l'altre  conseguenze,  che  seco  porta  un  colpo  si  aspro.  Vo  io  nondimeno 
sperando,  che  non  tutta  l'uva  abbia  da  essere  perita;  e  sia  poi  ella  certa, 
che  non  sussiste  la  pretesa  estensione  di  un  danno  tale,  a  due  altri  anni 
avvenire.  Si  faccia  coraggio.  Per  chi  si  contenta  di  poco,  e  vive  si  mode- 
stamente, spero  in  Dio,  che  non  mancherà  il  bisognevole.  Non  ho  peranche 
veduto  il  sig.  conte  Scalabrini,  per  dargli  parte  di   si   sinistro   accidente. 


2650  LODOVICO   ANTONIO    MURATORI  fl'^S*?- 

La  mia  villeggiatura  suol  cominciare  dopo  la  B.  Vergine  d' Agosto. 
Soglio  essere  in  città  tutta  la  prima  settimana  di  Settembre;  e  poi  fatta 
la  festa  della  Natività  il  mio  solito  è  di  villeggiare  davvero.  Ma  non 
posso  assicurar  me  né  lei,  che  i  conti  battano.  Bensì  l' avviserò,  occor- 
rendo: che  sommo  piacere  proverò,  se  potrò  riverirla  in  Modena. 

Avrei  caro,  che  la  bontà  di  V.  S.  mi  anticipasse  il  gusto  di  vedere 
r  inventario  delle  scritture  pomposiane,  e  potrebbe  consegnarlo  al  sig.  Ni- 
colò Bertani,  che  mei  manderebbe  per  la  posta. 

L' ordinario  scorso  risposi  al  sig.  dottor  Bellaia  per  la  morte  del 
buon  p.  Ferrari,  la  cui  perdita  spero  che  mi  sarà  alleggerita  dall'  ottimo 
cuore  di  V.  S.  Non  mi  sovviene  di  aver  veduto  nell'Archivio  ducale  scrit- 
tura alcuna  spettante  alla  controversia  di  cotesto  vescovato  con  Ravenna. 
Tuttavia  cercherò,  e  mi  augurerei  di  potere  contribuire  allo  studio,  che 
m'immagino  fatto  da  lei  su  questo  argomento.  Intanto,  rassegnandole  il  mio 
rispetto,  mi  confermo,  di  V.  S.  illustrissima. 


2621. 

A  GIAMBATTISTA  BIANCONI  in  Bologna. 
Modena,  12  Luglio  1727. 

Archivio  Bianconi,  Bologna,  edita  ['■iìl]. 

Verrà  con  tutto  il  comodo  di  V.  S.  la  carta  geografica,  eh'  ella  mi  ha 
preparato;  ma  venga  coli' avviso  di  quanto  ella  avrà  speso  per  favorirmi. 

Troppo  sarebbe,  eh'  ella  si  dovesse  prendere  l' incomodo  di  copiare 
cotesti,  tanto  promessi  e  tanto  sospirati,  documenti.  Né  so  mai  intendere 
come  cotesto  gentilissimo  cavaliere,  dopo  avere  da  tempo  fattili  sperare 
a  me,  e  ratificata  al  sig.  Argelati  la  stessa  parola,  nulla  n'  abbia  mai  fatto, 
e,  a  quel  che  veggo,  nulla  ne  voglia  fare.  Pazienza.  Altro  io  non  ho  che 
raccomandarmi  a  lei.  Quando  pur  voglia  assumere  tal  fatica,  a  lei  sola 
ne  avrò  V  obbligazione,  di  lei  sola  farò  menzione.  Vo  io  sempre  temendo, 
che  sopraggiunga  qualche  mutazione  o  novità,  per  cui  resti  impedito  il 
conseguimento  d'essi  pezzi.  Prima  della  sua  villeggiatura,  faccia  ella  quanto 
può  per  isbrigar  la  faccenda. 

Per  conto  de'  manoscritti  del  sig.  conte  senatore  Ranuzzi,  scrissi  al 
sig.  marchese  Gio.  Paolo  ciò  che  forse  avrebbe  potuto  servire  al  proposito. 
Ma  nulla  stabilii,  perchè  torno  a  dire,  che  croniche,  le  quali  altro  non 
facciano  che  ridire  il  già  detto,  non  servono  al  mio  proposito.  Bisognerebbe 
che  io,  0  altra  persona  intendente,  come  V.  S.,  potesse  prima  esaminarne 
il  contenuto,  1'  età,  e  il  valore.  Ma  per  ora  la  prego  di  pensare  unicamente 
a  i  documenti. 


-±'72'7]  A  GIAMBATTISTA   BIANCONI  2661 

Godo  ohe  già  si  sia  cominciata  a  vedere  parte  de'  fratti  del  p.  maesti'o 
Gotti.  Ne  desidero  il  compimento.  Al  sig.  priore  [  Carlo  Bianconi  ]  '  suo 
fratello  i  miei  rispetti.  M'immagino,  che  egli  ricevesse  una  mia  con  altra 
assai  galante  inchiusa,  che  mi  fu  scritta  di  costà. 

E,  rassegnandole  il  mio  rispetto,  mi  confermo,  etc. 


2622. 

A  NICOLA  TACOLI  in  Reggio. 
Modena,  14  Luglio  1727. 

Abchivio  Tac'ol.1,  Modena. 

Tante  volte  ha  gridato  V.  S.  illustrissima,  perchè  il  Soliani  non  la 
finiva  di  dar  principio  alla  stampa  della  Giunta;  e  intanto  ella  avea  bi- 
sogno, che  non  l' avesse  ubbidita,  perchè  sempre  mandava  cose  nuove. 
Finalmente  alle  di  lei  istanze  tanto  1'  ho  io  sollecitato,  che  a  quest'  ora  ho 
corretto  tre  fogli  di  stampa  fatta.  Quand'  ecco  scrivermi  ella,  che  ha  trovato 
roba  nuova,  e  ne  va  cercando  dell'  altra.  Bisognava  aver  fatto  tutto,  prima 
di  metter  mano  alla  stampa  :  subito  dunque  mi  scriva  V.  S.  illustrissima, 
se  ho  da  far  cessare  il  lavoro,  o  come  ella  intenda  di  regolare  le  cose. 

Diedi  di  nuovo  il  memoriale.  Non  ho  potuto  sapere,  se  sia  spedito. 
Me  ne  chiarirò  in  breve.  Con  che,  rassegnandole  il  mio  rispetto,  mi  con- 
fermo. 


2623. 

A  GIAMBATTISTA  BIANCONI  in  Bologna. 
Modena,  16  Luglio  1726. 

Abchivio  Biakcoki,   Uologua. 

Di  grazia  aggiunga  V.  S.  a  i  tanti  favori  che  mi  va  compartendo, 
quello  ancora  di  assistere  nella  miglior  maniera  che  potrà,  la  signora  Cat- 
terina  Gnoli  Pagnoui  esibitrice  della  presente.  Ella  soffre  costì  una  lite 
contra  persone,  che  mettono  in  opera  tutte  le  macchine  per  trattenerle  il 
suo.  contra  un  chiaro  testamento,  che  la  assiste.  Sopra  tutto  la  prego  di 
parlar  ella  col  sig.  Giorgi  di  lei  procuratore,  e  di  stabilir  seco  la  maniera 
di  liberare  questa  povera  donna  dalle  vessazioni  che  soffre.  Andando  V.  S. 
in  villa,  preghi  il  sig.  priore  suo  frateUo,  che  divotamente  riverirà  in  mio 

'  Sue  lettere  in  Archivio  Soli  Muratori  (R.  Bibl.  Est.),  n°  5  da  Bologna  1^8- '28. 


2652  LODOVICO   ANTONIO   MUKATOKI  [ITST- 

uome,  di  favorirla  colla   sua   amorevole   assistenza.   Resterò   loro   somma- 
mente obbligato  di  tutto. 

Già  ho  ricevuto  la  carta  geografica.   Ne  attendo   1'  avviso   del  prezzo. 
Mille  grazie  per  questo.  Mi  rassegno,  di  V.  S.  illustrissima. 


2624. 

A  NICOLA  TACOLI  in  Reggio. 
Modena,  17  Luglio  1727. 

Abchivio  Tacoli,  Modena. 

Si  farà  dunque,  come  ha  V.  S.  illustrissima  divisato.  Cioè  si  lascerà 
correre  la  stampa  della  Giunta  com'è,  la  qual  nondimeno  si  è  tornata  ad 
arenare  per  cagione  dell'  orazione  funebre  del  serenissimo  sig.  Principe 
Gio.  Federigo  [d'Este  j,  e  poi  si  farà  la  giunta  alla  Giunta.  Si  ricordi 
di  far  copiare  senza  abbreviature,  e  con  migliore  ortografia  i  documenti 
che  è  per  inviare. 

Benché  io  abbia  presentato  in  tempo  opportuno  1'  altro  memoriale  per 
S.  Giacomo,  pure  non  s' è  veduto  finora  alcun  rescritto  :  fatalità  che  in- 
contra a  tante  altre  suppliche,  e  che  io  finora  non  voglio  attribuire  a  poca 
voglia  di  rispondere.  Lascerò  correre  il  terzo. 

Con  che,  rassegnandole  il  mio  rispetto,  mi  confermo. 


2625. 

A  PIETRO  BURMANN  in  Leida. 
Mutinae,  XV  Kal.  Augusti  MDCCXXVII. 

Biblioteca  Univbrsitakia,  Leida. 

Si  umquam  exoptavi,  ut  mihi  aliquis  esset  amicus  Lo  vanii,  cui  nego- 
tium  commendarem,  mihi  inter  panca  carum,  ac  summopere  commendatum, 
nunc  certe  optassem.  Verum  mihi  numquam  contigit  vel  unum  illic  habere, 
in  cujus  fide  ac  solicitudine  omnem  nunc  meam  spem  collocarem.  Unum 
ergo  succurrit,  nimirum  ad  te  convertere  preces  et  vota  mea;  ncque  enim 
fieri  potest,  ut  tibi  non  sit  in  ea  urbe  familiaris  aliquis,  quando  te  ubique 
clarum  tua  virtus  ac  eruditio  fecit,  tuique  nominis  fama  amicos  tibi  in 
universa  literatorum  republica,  sed  in  Belgio  potissimum,  peperit.  Itaque 
per  te  unum  id  benefici!  consequuturum  me  confido,  quod,  qua  alia  ra- 
tione  consequi  possim,  non  video.  Agitatur  inter  illustres  personas  contro- 
versia de  Successione,  atque  in  eam  cadunt  quaestiones  quaedam,  quarum 


-17*  3  7]  AD  ANTONIO  CONTI  2653 

praecipua  capita  adneza  invenies.  Qaae  super  bis  sententia  sit  Academiae 
lovauiensis,  euixe  rogo  ut  intelligas,  neque  tantum  ìntelligas,  sed  ut  vota 
luris  consoltorum  illius  Universitatis  in  unum  colligas,  rationibus  et  aucto- 
ritate  roborata.  subscriptione  quoque  singulorum  firmata,  ita  ut  in  supremo 
foro,  ubi  caussa  haec  agitur,  cuicumque  pateat.  qualis  de  ea  sit  mena  ac  sen- 
tentia Academiae  lovauiensis.  Facile  enim  typis  tradetur  ejnsmodi  lurispru- 
dentum  lucubratio.  Equidem  puto,  nos  versari  in  re,  cujus  veritas  et  ae- 
quitas  illieo  in  omnium  oculos  incurrat.  Attamen  probe  nosti,  veritatem 
ipsam,  atque  justitiam  pluribus  fulcris  et  adminiculis  indigere,  ne  ei  fucum 
aut  injuriam  faciat  industria  et  eloquentia  hominum  utilitatem  nnam  spectau- 
tium.  Quidquid  expensarum  ad  procuranda  et  coUigenda  haec  vota  opus 
erit,  quidquid  etiam  quacumque  alia  ratione  ad  hunc  finem  impendetur, 
ubi  inttìUigam.  tibi.  e  vestigio,  persolvendum  curabo.  Beneticinm  hoc,  quod  a 
tuo  erga  me  amore,  animoque,  ut  satis  novi,  .humanissimo  ac  liberali  spero, 
velim  tibi  persuadeas,  mihi  supra  modum  fore  gratissimnm,  ejusque  apud 
me  memoriam  uumquam  interituram.  Quum  vero  impetra veris  (  idque  quan- 
tocitius  fieri  possit  ut  cures  etiam  atque  etiam  rogo  ),  lucubrationem.  quaeso, 
continuo  mitte  ad  D.  loseph  Germanum  Amstelodami  agentem,  a  quo  li- 
teras  hasce  meas  accipies. 

Proxime  praeteritis  mensibus  multus  et  dulcis  mihi  sermo  fuit  de  te. 
tuisque  studiis,  cum  D.  de  Or  ville,  quem  egregium,  doctissimum,  omnium- 
que  amore  dignum  adolescentem  deprehendi.  Multum  tibi  debeo,  quod 
hominem  mihi  notum  feceris,  de  cujus  ingenio  ac  erudi  tiene  eximios  fructus 
sperare  profecto  licet.  Is  te  certiorem  fecerit,  me  excerpsisse  Variantes 
aliquot  e  codice  estensi,  in  usu  tuo,  ut  ille  mihi  asseveravit  futuras. 
Ovidium  a  te  jamdin  eruditus  orbis  expectat  ;  sed  et  alios  laudabiles  foetus, 
quibus  omnibus  faustam  Lucinam  precor.  Nihil  sciaci tor  de  aemulo  aut 
obtrectatora  ilio  quem  a  te  confossum,  immo  attritnm  vidi.  Nulla  mihi 
dubitatio,  quin  lubentissime  obmutuerit.  Quo  in  statu  sit  Actorum  ad  Foe- 
dera  publica,  Paces  etc.  spectantium  editio,  certiorem,  quaeso.  me  facito, 
meque  amare  porge,  mihi  semper  amandus.  Vale. 


2626. 

AD  ANTONIO  CONTI  in  Venezia 
Modena,  18  Luglio  1727. 

Akcbivio  da  Poxtk,  Venezia,  edita  [  liil  e  133  ]. 

Se  io  mai  ho  desiderato  cosa  alcuna  con  ardore,  quella  era  di  poter 
conoscere  di  vista  V.  E.,  per  cui  ho  tanta  venerazione  e  stima,  nel  suo 
ritorno  in  patria,  e  di  poter  seco  conferire  varie  cose,  per  ammaestramento 

SpUtolario  di  Lodovico  Antonio  Muratori.  —  Voi.  VL  168. 


2054  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [l'72'7- 

mio.  Pazienza  :  almeno  ho  ora  la  consolazione  di  ricevere  un  suo  benignis- 
simo  foglio  e  seco  la  sua  tragedia  di  cui  ne  ho  già  intesa  la  laude  da 
altre  parti.  E  per  1'  uno  e  per  1'  altro  favore  me  le  protesto  sommamente 
tenuto.  Ben  volentieri  rileggerò  la  stessa  tragedia,  con  sicurezza  di  tro- 
varla cosi  spiritosa,  grande,  bella  come  la  trovai  1"  altra  volta,  anzi  più, 
da  che  ella  le  avrà  accresciuto  gli  ornamenti,  e  perfezionata  per  quanto 
mai  si  sarà  potuto  la  sua  bellezza.  Mi  dia  un  pò"  di  tempo.  A  quest'  ora 
ho  letta  la  prefazione  che  m"  è  infinitamente  piaciuta,  non  tanto  perchè  dà 
una  maestosa  idea  del  componimento,  quanto  perchè  mette  fuori  idee  e 
massime  generali  tutte  sode,  e  ben  fondate  intorno  alla  miglior  tessitura 
e  condotta  delle  tragedie.  Leggerò  il  resto,  e  l' assicuro  che,  se  mai  mi 
paresse  di  discerner  qualche  cosa  capace  di  miglioramento,  ciecamente  la 
ubbidirò  con  accennarlo.  Intanto  io  non  posso  tacerle  il  mio  giubilo  in 
vedere  uscito  alla  luce  questo  suo  parto,  perchè  e  1"  autore  e  Y  Italia  ne 
avranno  onore.  Bisognerebbe  che  gì'  ingegni  grandi  trattassero  eglino  soli 
tutte  le  diverse  discipline  ed  arti. 

Ma  a  quel  grandioso  disegno  della  Storia  delle  Scienze  ed  Arti  dalla 
metà  del  secolo  prossimo  passato  fino  a  dì  nostri,  che  fa?  L' ho  trovata 
egregia  cosa  e  degna  della  mente  di  V.  E.,  e  assolutamente  bisogna  effet- 
tuarla, non  potendosi  dire  quanto  possa  servire  a  dilatare  il  buon  gusto 
del  sapere  fra  gì'  italiani,  la  maggior  parte  dei  quali  non  mira  di  là  dai 
monti.  Né  si  grande  idea  si  può  eseguire  in  parte  alcuna  d'Italia,  fuorché 
in  Venezia  e  Padova  dove  sono  raccolti  uomini  di  gran  valore  e  non 
ischiavi.  Però  mi  raccomando.  Il  principal  merito  sarà  di  lei,  ed  ella  che 
sa  di  tutto  e  ha  veduto  il  meglio  dell"  Europa,  e  praticato  co"  primi  lette- 
rati, potrà  dar  vigore  a  tutte  le  differenti  spezie  del  sapere. 

Non  posso  già  dirle  io  che  abbiano  da  uscir  fuori  tutte  le  Opere  del 
Castelvetro,  perchè  1'  Argelati  sul  timore  dei  fulmini  di  Roma  e  di  trovar 
pochi  compratori  ne  ha  deposto  il  pensiero.  Solamente  uscirà  un  temette 
di  operette  critiche  inedite  eh"  io  gli  ho  dato,  e  vi  sarà  la  vita  di  lui  da 
me  composta  la  quale  non  vorrei  che  dispiacesse  a  Roma. 

Non  so  io  d'  avere  il  trattato  di  Dante  de  Monarchia,  parendomi  che 
sia  stampato  solamente  da  Simone  Scardio  luterano  ne" suoi  tomi,  i  quali 
mi  mancano.  Nondimeno  cercherò,  e,  se  lo  troverò,  farò  volarlo  sino  a  Ve- 
nezia. Ma  parendomi  di  aver  veduta  cotale  operetta,  non  so  se  a  Milano, 
temo  che  essa  non  abbia  gran  relazione  alla  commedia.  Vero  è  bensì  ciò 
che  saggiamente  ella  riflette  intorno  al  fine  di  Dante  ghibellino  centra 
de'  Guelfi,  i  quali  anch'  egli  avea  provato  per  molto  nocivi.  Si  può  trovar 
qualche  correlazione  fra  la  sua  commedia,  co"  poemi  d'Omero  e  Virgilio' 
ma  sarebbe  prima  da  assicurarsi  che  Dante  avesse  potuto  leggere  1"  Iliade 
e  r  Odissea,  perchè  non  so  se  a  quei  di  se  ne  avesse  traduzione  alcuna 
in  Italia. 


±'72'?]  A  GIAN  FRANCESCO   MU8ELLI  2655 


Subito  che  sarà  tornato  da  Bologna  il  Fontanella,  gli  porterò  le  grazie 
di  V.  E.  e  gli  tarò  animo  pel  disegno  ch'ella  m'accenna.  Ma  buon  ca- 
vallo sotto  ci  vorrebbe  per  un  tal  viaggio,  né  io  saprei  sperar  molto  da 
giovane  di  primo  pelo.  Nell'idea  della  storia  letteraria  che  sospiro  già  da 
lei  eseguita,  si  potrebbe  convenevolmente  sopprimere  lo  sprezzo  che  fanno  di 
uoi  certi  oltramontani,  i  quali  possono  ringraziar  la  fortuna  d' aver  chi  dà 
loro  buona  biada,  laddove  la  povera  Italia  oggidì  è  sprovveduta  di  premii 
e  di  mecenati,  eccettuatane  alquanto  Padova. 

Ha  V.  E.  in  Modena  un  perpetuo  ammiratore  del  di  lei  merito  e  sa- 
pere, e  che,  con  tutto  1'  ossequio  e  la  stima,  si  pregia  e  pregierà  sempre 
di  comparire  quale  ora.  mi  rassegno. 


2627. 

A  GIOVANNI  ANTENORE  SCALABRINI  in  Ferrara. 
Modena,  18  Luglio  1727. 

BiBLioTKCA  CoMDKAiiK,  Ferrara. 

Serva  questa  mia  per  assicurare  V.  S.  di  aver  io  ricevuto  i  due  ca- 
taloghi, e  per  sommamente  ringraziare  la  di  lei  bontà  per  queste  nuove 
grazie.  Veramente  io  m'  era  figurato,  che  quello  della  Pomposa  fosse  fat- 
tura o  del  fu  p.  Bacchini.  o  di  V.  S.  che  da  amendue  avrei  sperato  io 
qualche  buon  lume.  Ma  ho  trovato,  non  esser  altro,  che  quello  del  p.  Mo- 
reni.  eh'  io  già  aveva  avuto  sotto  gli  occhi,  mandatomi  tempo  fa  da  altra 
persona.  Ivi  il  più  antico,  e  che  non  era  inteso  da  lui.  manca;  e  questo 
appunto  è  quello,  di  che  io  maggiormente  era  desideroso.  Pazienza.  L'altro 
contien  poco  o  nulla  d'antico;  e  però  non  si  confà  co' miei  desiderj.  L'uno 
e  l'altro  sta  qui  alla  di  lei  disposizione.  Mi  accenni,  se  debbo  rimandarli, 
o  pui'e  serbarli  qui  fino  alla  di  lei  desiderata  comparsa  in  Modena.  Con 
pregarla  della  conservazione  del  suo  stimatissimo  amore,  e  di  comandarmi. 
le  rassegno  il  mio  rispetto,  e  mi  confermo,  di  V.  S. 


2628. 

A  GIAN  FRANCESCO  MUSELLI  in  Verona. 
Modena,  29  Luglio  1727. 

Archivio  Capitolakk,  Verona,  edita  l'Mò]. 

Un  zecchino,  un  quarto   di   ducato,  e    una    piccola    moneta,   che,   qui 
inchiusi,  ritroverà  V.  S.  illustrissima,  mi  dicono  che  costituiscono  la  somma 


265G  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [l'7S'7- 

di  L.  24,  se  forse  la  lira  Veronese  non  fosse  diversa  da  quella  di  Venezia. 
La  prego  di  accennarmi,  se  veramente  sia  cosi.  Del  resto  con  tutto  suo 
comodo  mi  potrà  favorire  la  di  lei  bontà  delle  due  copie  della  Dijìlomatica 
del  signor  marchese  Maffei,  con  procurare  d' inviarne  V  involto  al  signore 
Pompilio  Micheli  direttore  delle  poste  in  Mantova,  al  quale  scrivo  oggi 
con  pregarlo,  ricevuto  che  V  abbia,  di  farlo  arrivare  fin  qua.  Con  che,  ra- 
tificandole il  mio  ossequio,  mi  confermo,  di  V.  S.  illustrissima  e  reveren- 
dissima. 

2629. 

A  RAIMONDO  MISSORI  *  in  Venezia. 
Modena,  fine  Luglio  1727. 

Archivio  Fekraei  Mokkmi,  Modena,  edita  [152], 

Con  particolare  soddisfazione  ho  ricevuto,  annesso  allo  stimatissimo 
di  lei  foglio,  le  leggi  promulgate  dalla  Società  Albrizziana,  ed  insieme  la 
patente  di  aggregazione  per  me,  che  mi  è  stata  ben  cara,  al  vedermi  in 
compagnia  di  tante  degne  persone  e  di  letterati  di  gran  credito.  Porto  io 
dunque  alla  sua  bontà  i  più  divoti  ringraziamenti  per  V  onore  a  me  fatto, 
e  le  più  sincere  congratulazioni  per  vedere  si  ben  formata  cotesta  Società, 
e  la  medesima  anche  assistita  dalla  protezione  di  cotesta  gloriosissima 
Repubblica.  Alle  nobili  idee  che  si  sono  concepute,  resta  che  io  auguri 
un  pieno  compimento  per  l'onore  di  tutta  l'Italia,  e  spezialmente  bra- 
merei di  potervi  contribuire  anch'io  dal  mio  cauto,  per  motivo  di  mag- 
giormente comprovare  al  pubblico  la  stima  ed  il  rispetto,  con  cui  mi  pro- 
testo, pregandola  a  riverire  in  mio  nome  il  signor  Almorò  Albrizzi. 


2630. 

A  GIAN  FRANCESCO  MUSELLI  in  Verona. 
Modena,  7  Agosto  1727. 

Architio  Capitolark,  Verona,  edita  [216]. 

Siccome  io  ho  ricevuto  le  due  copie  della  Diplomatica  del  signor 
marchese  Maffei,  così  desidero  che  anche  V.  S.  illustrissima  abbia  rice- 
vuto una  mia  inviata  al  signor  Micheli  con  entro  le  lire  ventiquattro  di 
cotesta  moneta.  Ella  vedrà,  se  bastino  a  soddisfare  al  mio  debito.  Intanto 
mille  grazie  le  rendo  per  la  bontà,  con  cui  mi  ha  favorito. 


*  Ile.?ponsive  in  Archivio  Soli  Muratori  CR.  Bibl.  Esf.\  n."  1  da  Venezia  1727. 


-l'72'7]  AD   ANTON   MABIA  8ALVINI  2667 

Non  ho  tardato  a  dare  un  occhiata  a  qnanto  esso  signore  ha  scritto 
iutorno  a  i  Ritmi  da  me  stampati,  ed  ho  trovato,  eh'  egli  con  qualche 
amarezza  parla  non  solo  di  chi  mi  ha  favorito  costi,  ma  anche  di  me,  si 
col  tacere  il  mio  nome,  e  si  col  trattarmi  da  principal  raccoglitore  Rerum 
Italicarum,  quando  io  non  so  d'avere  compagni  in  tal  faccenda,  e  credo 
che  il  titolo  dell'  Opera,  e  la  prefazion  generale,  e  1'  altre  particolari  par- 
lino assai  chiaro.  Ho  dato  a  legare  il  libro,  né  altro  posso  dire  per  ora, 
se  non  che.  per  rispondere  adeguatamente  a  sì  fatta  critica,  bisognerebbe 
che  anch'  io  potessi  vedere  il  làanoscritto  ;  né  io  mi  sento  voglia  di  venire 
per  tal  bagattella  a  Verona.  Vegga  V.  S.  illustrissima,  se  potesse  trovarsi 
modo,  eh'  io  avessi  modo  di  chiarirmi  bene  ;  e  allora  penserò  al  come 
formar  la  difesa. 

Da  cotesto  monsignore  illustrissimo  vescovo  ricevei  poscia  gentilis- 
sima risposta  con  benigna  esibizione  di  quanto  sia  in  suo  potere,  purché 
non  capace  di  dare  gelosia  a  cotesto  governo.  Che  intanto  egli  fa  ordi- 
nare i  suoi  manoscritti  al  signor  Campagnola,  sempre  da  me  riverito,  e 
che  poi  accudirà  a  favorirmi.  La  supplico  in  prima  occasione  di  umiliare 
i  miei  rispetti  e  ringraziamenti  a  cosi  benigno  prelato,  e  di  raccomandare 
al  signor  Campagnola,  che  noti  in  carta  tutte  le  croniche  antiche,  e  altri 
libri,  ch'egli  potesse  credere  opportuni  al  mio  disegno,  e  all'erudizione 
italiana. 

Con  che,  sempre  più  carico  di  obbligazioni  verso  la  di  lei  bontà,  le 
rassegno  il  mio  ossequio,  e  mi  confermo,  di  V.  S.  illustrissima  e  reveren- 
dissima. 

2631. 

AD  ANTON  MARIA   SALVINI  in  Firenze. 
Modena,  8  Agosto  1727. 

BiBLioTSCA  Marccklliaxa,  Firenze,  edita  [i58]. 

La  traduzione  dell'  Ecuba  d'  Euripide,  fatta  dal  signore  abate  Guar- 
nacci,  di  cui  V.  S.  illustrissima  mi  ha  favorito,  è  stata  letta  da  me  con 
tutto  piacere.  Vi  ho  riconosciuto  un  buon  discepolo  d'ottimo  maestro.  E 
insieme  ho  ammirato  il  beli'  ornamento  eh'  ella  stessa  ha  voluto  darle,  e 
che  sa  dare  a  tutto  quanto  passa  a  lei  per  le  mani.  Adunque  la  supplico 
di  rallegrarsi  per  parte  mia  col  signore  abate  suddetto  per  questo  suo 
felice  componimento  ;  il  quale  fa  assai  conoscere,  eh'  egli  sarà  abile  a  la- 
vorare di  pianta,  qualor  voglia,  siccome  io  desidero  che  voglia.  Poscia 
rendo  vivissime  grazie  alla  bontà  di  V.  S.  illustrissima  per  questo  dono, 
con  rallegrarmi  in  oltre,  che  il  molesto  accrescimento  degli  anni  punt.o 
non  arrivi  a  diminuire  il  fuoco  della    mente  di  lei.  Il    pubblico  desiderio. 


.2658  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [l'?3'7- 


ma  spezialmente  il  mio,  si  è,  che  Dio  lungamente  la  conservi  per  gloria 
di  cotesta  città  e  dell'  Italia,  e  per  utile  delle  lettere.  E  con  augurarmi 
l'onore  de'  suoi  comandamenti,  le  rassegno  il  mio  indelebil  ossequio,  ri- 
cordandomi di  V.  S.  illustrissima,  etc. 


2632. 

A  GIOVANNI  ANTENORE    SCALABRINI  in  Ferrara. 

Modena,  8  Agosto  1727. 

Biblioteca  Comunalk,  Ferrara. 

Nella  descrizione  di  coleste  solenni  esequie  fatte  al  fu  signor  Cardi- 
nale Legato,  che  V.  S.  mi  ha  inviato,  e  per  cui  le  rendo  le  dovute  grazie, 
ella  si  è  dimenticata  di  porre  le  lagrime  e  i  singhiozzi  del  popolo  spet- 
tatore. Avrà  ella  supposto,  eh'  io,  senza  eh'  ella  ne  faccia  menzione,  saprò 
immaginarmele.  Ma,  dopo  il  dolore  passato,  mi  rallegi'o  co' signori  ferra- 
resi per  r  acquisto  d' un  nuovo,  e  spezialmente  me  ne  congratulo  con  V.  S., 
la  quale  gode  de  i  benigni  riguardi  del  sole  nascente.  Desidero  che  questo 
le  frutti. 

Se  il  signor  consigliere  Cittadini  tarderà  poi  a  visitare  la  patria 
siccome  egli  pensa  e  desidera,  io  rimanderò  per  la  posta  i  fogli,  de'  quali 
ella  mi  favori,  e  per  gli    quali  di  nuovo  le   protesto   le   mie   obbligazioni. 

A  me  dispiace,  che  V.  S.  non  abbia  per  l' addietro  potuto  visitare 
l'archivio  pomposiano,  perch'olla  avrebbe  saputo  leggere  ciò,  ch'era  il 
meglio  di  quelle  carte  :  cosa  che  non  succederà  più,  perchè  odo  che  sia 
per  emanare  una  bolla,  da  cui  s' incateneranno  tutte  le  porte  de  gli  ar- 
chivi monastici. 

Con  pregarla  di  conservarmi  il  suo  stimatissimo  amore,  le  rassegno 
il  mio  rispetto,  e  mi  ricordo,  di  V.  S. 


2633. 

A  GIUSEPPE  RIVA  in  Londra. 
Modena,  14  Agosto  1727. 

R.  Biblioteca  Estensk,  Modena. 

Coir  ultima  stimatissima  sua  inviò  a  me  V.  S.  la  risposta  per  l'Ar- 
gelati,  dicendovi  che  sperava  che  avesse  da  soddisfarlo:  ma  inveito  ne 
pur  io  vidi  ragione  di  contentarsene,  altro  non  facendo  ella  sperare  se  non 
che  scriverebbe  in  Annover  :  cosa  che  poteva  e  doveva  farsi  tanto  prima, 


-1*7 STI  A   GIUSEPPE   ANTONIO  SASSI  2659 


e  che  non  si  sa  quale  effetto  sia  per  prodarre.  Si  ricordi  che  sulla  parola 
sua  s'inviarono  que'dae  corpi  Rerum  Italicarum,  e  a  lei  tocca  di  liberar 
da  questo  impegno  lei  e  me.  Mi  raccomando  vivamente,  perchè  sopra  di 
me  si  vorrebbe  rovesciare  il  disordine  seguito.  Di  grazia  vi  rimedj  e  non 
perda  tempo. 

Mi  sarà  caro  il  Tattier  dell'  Addison  ;  ma  bramerei  ancora  quelle  opere 
del  signor  Clark,  dove,  secondo  l'instituto  bogliano,  egli  prova  l'esistenza 
di  Dio.  e  l'immaterialità  dell'anima.  Mi  scrisse  una  volta  V.  S.  che  mi 
sarebbe  pagato  qui  del  danaro  per  le  copie  delle  Antichità  Estensi  che 
inviai  a  mie  spese.  Nulla  mi  curai  di  tirare.  H  favore  di  qualche  libro 
inglese  mi  sarà  caro  a  conto  d'esso  credito.  Se  v'ha  altro  libro  costi  in 
gran  credito  del  suddetta  instituto  bogliano.  lo  bramerei.  Io  non  ho  che 
il  Derham  tradotto  in  italiano. 

La  servii  del  recapito  della  lettera  alla  signora  Borosini.  Noi  siamo 
alquanto  inquieti  al  vedere  che  non  si  presto  seguirà  l'ultimo  sì  delle  nozze 
già  firmate  con  Parma;  e  più  lo  saremmo,  se  la  nostra  Serenissima  non 
mettesse  fuori  un  maschione,  quando  sarà  il  tempo. 

Vidi  la  signora  del  telescopio  presso  il  signor  Vandelli,  che  cara- 
mente la  riverisce.  Orsù  sotto  il  Re  nuovo  e  sotto  una  Regina  filosofessa 
sappia  V.  S.  fare  il  suo  negozio.  Staremo  a  vedere  ehi  verrà  da  parte 
nostra:  probabilmente  chi  è  a  Parigi.  Con  tutta  la  stima  e  l'ossequio,  mi 
rassegno. 

2634. 

■  A  (GIUSEPPE  ANTONIO  SASSI  in  Milano. 
Modena,  14  Agosto  1727. 

BiBLioTKCA   AuBRosiARA,  Milano,  edita  [176]. 

È  dietro  il  signor  Menchenio  di  Lipsia  ad  una  raccolta  di  scrittori 
Rerum  Gertnanicarum,  e  sapendo  che  nell'  Ambrosiana  si  conserva  la  cro- 
nica di  Fiandra  Edmundi  a  Deinter  manoscritta  in-4:.**.  mi  scrive  che 
preghi  V.  S.  illustrissima  di  volerlo  graziare  di  una  copia  fatta  a  sue 
spese  accoratamente,  ch'egli  non  mancherà  di  fame  onore  alla  biblioteca 
e  al  bibliotecario.  Sopra  ciò  son  dunque  a  supplicarla  anch'io,  e  starò  at- 
tendendo qual  risposta  io  abbia  a  dargli. 

Già  ho  inviato  a  Padova  il  povero  Tolomeo  per  vedere  se  que' medici 
gli  sapranno  acconciar  le  ossa  slogate,  e  ho  fatta  tutta  la  fretta  possibile, 
sapendo  il  bisogno  della  stamperia. 

Saggiamente  ha  fatto  V.  S.  illustrissima  scrivendo  al  signor  marchese 
Malaspina  con  tutta  franchezza  le  diflBcultà  che  si  avevano  sopra  le  sue 
note.  Godo  ch'egli  si  sia  rimesso  alla  di  lei  prudenza,  la  quale  saprà  dar 
fuori  solamente  quello  che  si  crederà  a  proposito. 


26fi0  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [1*7S'7- 

Ma  e  del  p.  lettore  Beretta?  Né  pur  s'ode  che  abbia  inviata  la  sua 
prefazione.  Cosa  pensa  egli  mai  di  fare? 

Io  mi  vo  preparando  per  un  po' di  villeggiatura,  e  suppongo  che 
anch'olla  farà  cosi.  Ma  che  villeggiare  è  il  suo?  Andare  a  Vigevano  a  chiu- 
dersi in  un  confessionario.  Vuol  essere  campagna.  Ciò  dico  io,  ma  non 
senza  qualche  invidia  alla  di  lei  pietà. 

Con  supplicarla  di  conservarmi  il  suo  stimatissimo  amore,  le  rassegno 
il  mio  rispetto,  e  mi  ricordo,  etc. 


2635. 

A  GIAN  FRANCESCO  MUSELLI  in  Verona. 
Modena,  ^  Agosto  1727. 

Archivio  Capitolare,  Verona,  edita  [215]. 

Or  bene,  giacché  V.  S.  illustrissima  suppone  di  avere  persona  costì, 
che  sappia  ben  ricavare  sulla  carta  oliata  la  figura  netta  de  i  caratteri 
del  Ritmo  contenuti  in  cotesto  codice;  questo  a  me  basterà,  per  poterne 
parlare  con  più  fondamento;  perchè  quantunque  l'occhio  d'altre  persone 
truovi  diversamente  da  quello  che  suppone  il  signor  marchese  MafFei,  tut- 
tavia potrebbe  sempre  restarmi  il  sospetto,  che  meglio  d'altri  avesse  ve- 
duto l'occhio  d'esso  cavaliere,  siccome  più  esperto  in  tali  faccende.  Starò 
dunque  attendendo  le  sue  grazie. 

Mi  riverisca  il  signor  Campagnola,  e  gli  dica,  che,  di  quanto  egli  mi 
farà  avere,  io  m'ingegnerò  di  fare  buon  uso,  e  che  a  lui  mi  raccomando 
per  la  nota  de' manoscritti  di  cotesto  monsignore  illustrissimo,  in  grazia 
al  quale  io  la  supplico  di  mantenermi.  E  con  tutto  1"  ossequio  mi  rassegno, 
di  V.  S.  illustrissima  e  reverendissima. 


2636. 

A    PIETRO   BURMANN  in  Leida. 
Mutinae,  Vili  Kal.  Sept.  MDCCXXVII. 

Biblioteca  Universitaria,  Leida. 

Vix  ad  te  literas  meas  dederam,  qui  bus  opem  a  te  petieram,  ut  e 
lovaniensi  Acade  mia  responsum  impetrare  tur  ad  quaedam  quaesita  m 
Jure,  quum  redditae  mihi  sunt  tuae,  quibus  collectionem  epistolarum 
a  te  concinnatam,  et  Josepho  Germano  jam  traditam,  sperare  me  prope- 
diem  jubes.  Ego  liberalità  ti  tuae.  quae  jam  ad  excessum  mihi  videtur  ac- 


•l'73'71  A   QIOVAN  BERNARDINO  TAFURI  2661 


cedere,  gratias  quas  possam  ago.  Phaedri  fabnlas  a  te  rnrsus  editas  adje- 
cisse  te  ais.  Equidem  mirum,  quei  tam  brevi  tempore  eumdem  nobis 
scriptorem  dederis,  ego  reputarem,  nisi  nossem.  libros  tuos,  qui  ceteros 
typomm  elegantia  superant.  et  ex  selecta  eruditione  tua  sese  omnibus 
commendant,  emtorem  statim  reperire.  Sed  quid,  quaeso.  agit  Ovidius  tuus, 
cujus  tantam  spem  hactenus  et  mihi.  et  Reipubblicae  literariae  fecisti? 
Numquid  in  annum  nonum  ejus  editionem  premis?  Ad  amicos  romanos 
acripsi,  rogans,  ut  si  qua  viU.  si  quae  epistolae  nondum  editae  Hadriani  VI 
papae  illic  habentnr,  eas  mihi  describendas  curent.  usui  tibi,  aut  doctis- 
simo  filio  tuo  futuras.  Si  secundam  fortunam  in  hnjusmodi  inquisitione 
seusero,  erit  id  mihi  gratissimum.  Atque  utinam  in  aliis  quoque  tuae 
erga  me  etìusae  benevolentiae  respondere  possim.  Ceterum  anxio  animo 
expecto,  quid  mihi  de  tuis  apud  Lovanienses  officiis  sperandum  alt.  Si 
poteris  impetrare,  ingenti  me  benefinio  obstringes,  et  sumptus  quos  feceris 
tibi  refundam. 

Praeteritis  proxime  diebus  me  convenere  duo  ex  illustribus  comitibns 
de  Harach  cum  docto  viro  canonico  salisburgensi.  Parisios  petunt,  inde 
ad  vos  profecturi,  ut  Jurisprudentiae  publicae  sub  Clariss.  Vitriario  dent 
operam.  Non  omittent  ii  te  quoque  invisere.  de  cujus  praeclara  eruditione 
multa  ego  addidi,  ita  ut  auditores  eos  tibi  futures  sperem.  Multam  ii  sa- 
lutem  verbis  meis  tibi  dicturi  sunt.  lam  significavi  tibi,  Dorvilleum  Mu- 
tinae  fuisse  :  et  mecum  bene  actum,  quod  agnoverim  adolescentem  egregiae 
indolis,  multaeque  eruditionis,  qui,  dum  laboris  minime  impatiens  sit,  eximia 
in  re  literaria  praestare  possit.  Vale. 


2637. 

A  «ilOVAN  BERNARDINO  TAFURI  in  Nardo. 
Modena,  25  Agosto  ìl^. 

Archivio  Fapadia,  Galatina,  edita  [166]. 

Con  lo  stimatissimo  foglio  di  V.  S.  illustrissima,  ricevo  il  compimento 
dell'  opuscolo  della  Guerra  de'  Veneziani  per  cui  le  rendo  le  dovute  grazie, 
riserbandomi.  allorché  Dio  mi  darà  di  giunger  colla  storia  ,a  quei  tempi, 
di  dirgliene  il  mio  sentimento.  Quando  quell'  altro  delle  cose  Salentine 
veramente  si  possa  credere  composto  verso  il  1300,  1'  avrò  ben  caro.  Ma 
non  desidero  per  ora  gli  Annali  del  Passero,  perchè  mi  furono  esibiti 
da  Napoli;  e  io  all'intendere  che  quell'autore  abbia  scritto  dopo  il  1500 
(Continuato  però  da  molti  altri)  non  ho  fin  qui  pensato  ad  accettare  l'of- 
ferta. Tuttavia,  se  V.  S.  illustrissima  non  fosse  tanto  lontana  da  me.  e  io 
avessi  potuto  confrontare  detti  Annali  con  quei  del    Duca  di  Monteleone, 


2662  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [  1*7  3*7- 

forse  che  avrei  potuto  far  capitale  anche  di  questo.  Ma  io  non  vo' ch'ella 
8Ì  pigli  r  incomodo  di  mandare  la  sua  copia  fino  a  Roma,  per  prestarmela, 
quando  io  non  sia  certo  di  avermene  a  valere.  Per  altro  fino  al  1500,  e 
anche  al  1515,  essi  Annali,  se  contenessero  notizie  utili,  e  non  registrate, 
0  diversamente  rapportate  in  quel  di  Monteleone,  potrebbero  essere  giove- 
voli ;  quello  che  va  da  li  innanzi,  non  fa  in  conto  alcuno  per  me. 

Con  che,  protestandole  sempre  più  vive  le  mie  obbligazioni,  con  tutto 
r  ossequio,  mi  rassegno. 

2B38. 

A  FRANCESCO  ARISI  in  Cremona. 
Modena  (  Fiorano  ),  27  Agosto  1727. 

Museo  Civico  Cremonesk,  tdita  [2C6]. 

Amico  amatissimo. 

Ora  che  ho  potuto  scappare  in  villa  a  cercare  un  po'  di  ristoi'o  alla 
mia  tenue  sanità,  rispondo  (  non  è  egli  ora  ?  )  al  vostro  carissimo  foglio 
del  pi'ossimo  passato  luglio.  E  vi  dico  che  aspetto  con  ansietà  i  vostri 
ditirambi,  i  quali  se  poteste  fargli  avere  al  signor  dottor  Soliani  di  Bre- 
scello.  son  certo  eh'  egli  me  li  farebbe  giungere  con  sicurezza. 

Mi  congratulo  che  siate  tornato  ad  abitare  nel  nido  paterno,  e  che 
vi  vegga  si  lieto  e  fresco  dopo  tante  sventure  passate.  Vi  stimava  buon 
filosofo,  ma  i  fatti  vi  hanno  autenticato  per  tale.  Dio  vi  conservi  un  pezzo, 
e  vi  riserbi  a  gli  ultimi  anni  tutte  le  contentezze. 

Il  valoroso  ciarlatano  seguita  a  stare  in  Parma,  glorioso  più  che  mai 
nelle  sue  parole,  ma  screditato  anche  là  come  altrove.  Ha  piantata  l' ala- 
barda presso  un  buon  uomo:  vedremo  quanto  durerà. 

Ditemi  qual  fosse  costi  il  monastero  di  s.  Lucia,  dove  fu  seppellito 
Gerardo  cremonese.  Debbo  correggere  ancor  voi  che  il  fate  del  secolo  XV. 
Fu  del  XII.  Caramente,  con  ciò,  riverendovi,  mi  confermo,  etc. 


2639. 

'  A  BONAVENTURA  DE'  ROSSI  in  Genova. 
Modena  (  Fiorano  ),  28  Agosto  1727. 

Collezione  Vincenzo  Poggi,  Genova,  edita  [221  ]. 

Mi  significò  tempo  fa  V.  S.  di  avere  inteso  dal  nostro  dottissimo  si- 
gnor Musso,  che,  dopo  lo  Stella,  scrisse,  delle  cose  di  Genova,  Gotifredo  da 
Albaro.  dopo  di  questo  Antonio  Gallo,  e  finalmente  il  Senarega. 


-IT'S'?]  AD    ANTON    PHAN0E8CO   MARMI  2663 

Ora  io  sono  a  pregare  la  di  lei  bontà,  supponendola  in  città,  che  voglia 
portare  i  miei  rispetti  al  suddetto  riveritissimo  signor  Musso,  e  dirgli,  che 
il  Senareffa  spero  d'averlo  da  altra  parte;  e  ch'io  bramerei  copia  degli 
altri  due  cioè  di  Gotifredo  e  Antonio,  sopra  di  che  avrei  caro  d' inten- 
dere s' egli  possa  procurarmi  questa  grazia,  o  pure  s' io  ne  abbia  a  scrivere 
al  signor  marchese  Giovan  Luca  Pallavicino.  Il  mio  desiderio  sarebbe  di 
dare  una  compiuta  continuazione  di  cotesta  storia,  e  ognuno  di  cotesti 
signori  dovrebbe  aiutarmi  in  questo.  Resterò  ben  tenuto  a  V  S.  di  quanto 
ella  opererà  per  favorirmi,  e  desiderando  le  occasioni  di  ubbidirla,  con 
lutto  lo  spirito  mi  rassegno. 


2640. 

AD  ANTON  FRANCESCO  MARMI  in  Firenze. 

-Modena  (  Fiorano  ),  28  Agosto  1727. 

B1BL.10TBCA  Maoliabechiaxa.   Firenze,  edita  [lò3]. 

«  Mi  truovo  a  respirare  un  po' d'aria  di  campagna,  e  qui  rispondo 
all'ultimo  stimatissimo  foglio  di  V.  S.  illustrissima,  che  è  fin  del  giugno 
prossimo  passato.  Fo  la  conessione  della  mia  pigrizia,  ma  ne  spero  il  per- 
dono alla  mia  non  molta  sanità  e  a"  miei  troppi  impicci.  » 

Le  rendo  grazie  pel  confesso  della  somma  ricevuta  per  conto  di  questa 
compagnia  della  carità.  Ora  io  m"  immagino,  che  anch'  ella  stia  godendo 
la  villa.  Ma  allorché  si  restituirà  in  città,  avrò  ben  bisogno  delle  sue 
grazie  per  isbrigare  in  qualche  maniera  1'  affare  col  signor  Scarlatti.  Cioè 
lascerò  alla  di  lei  prudenza  il  pensare,  se  meglio  sia  eh'  ella  intimi  al  me- 
desimo signore  il  ricevere  il  danaro  inviato,  con  fare  un  saldo  delle  sue 
pretensioni  :  nel  qual  caso  non  accettando,  la  pregherò  di  consegnare  costì 
il  denaro  a  persona,  che  il  rimetterà  a  Modena;  o  pure  che.  senza  dirgli 
altro,  segua  dopo  il  di  lei  ristabilimento  in  città  la  suddetta  rimessa 
senza  dir  altro  ad  esso  signore,  giacché  egli  mostra  di  non  curarsi  di  tali 
bagattelle,  o  se  se  ne  cura,  dee  forse  voler  esigere  in  Modena  esso  da- 
naro. Non  so  certo  intendere  perchè  non  parli.  Chi  sa  che  non  voglia 
fame  anch'  egli  una  limosina  a  i  poveri  di  Modena. 

«  Una  copia  del  tomo  IX  Rerum  Italicarum.  ultimamente  uscito,  è  stata 
consegnata  in  Milano  al  cavaliere  corrispondente  del  signor  marchese  Ri- 
nuccini.  Sicché  due  tomi  egli  mi  dee  pagare;  e  vorrei  che  il  pagamento 
seguisse  in  mano  di  V.  S.  illustrissima.  Quando  egli  non  corrisponda  più 
prontamente  alla  prontezza  che  s'ha  di  consegnar  le  sue  copie,  da  qui 
innanzi  converrà  pensare  ad  altro  ripiego;  non  essendo,  credo  io.  conve- 
niente che  si  aspetti  il   prezzo  finché  egli  riceva  le  copie   consegnate  per 


2664  LODOVICO   ANTONIO    MURATOSI  [l'73'7- 


ordine  suo:  còsa  che  potrebbe  tirare  in  lungo  dei  mesi,  per  non  dire 
di  più. 

Lascerò  che  altri  acquisti  il  tomo  già  pubblicato  di  cotesto  iscrizioni, 
da  che  si  vende  caro,  e  io  avrei  bisogno  d'iscrizi>)ni  non  de' romani,  ma 
de' secoli  bassi.  Caso  mai  che  V.  S.  illustrissima  potesse  trovarmi  presso 
il  sempre  riverito  signor  Senator  Bonarroti,  o  presso  il  signor  abate  An- 
dreini  '  [Pier  Andrea]  o  altri  dilettanti  d'antichità,  qualche  medaglia, 
sigillo,  0  altro  monumento  de' secoli  gotici,  longobardi,  franchi,  etc,  mi 
sarebbe  pur  caro  l'averne  copia.  Se  non  altro,  almeno,  mi  procuri  le  prime 
monete  battute  da  Firenze,  divenuta  repubblica. 

Con  augui-arle  felicissima  villeggiatura,  e  ratificarle  il  mio  ossequio, 
mi  confermo,  di  V.  S.  illustrissima,  etc.  » 


2641. 

AD  UBERTO  BENVOGLIENTI  in  Siena. 

Modena  (  Fiorano  ),  29  Agosto  1727. 

Biblioteca  Comunale,  Siena,  edita  [153]. 

Oi*a  che  sto  ricercando  in  villa  un  po' di  refrigerio  alla  scarsa  sanità, 
e  respiro  da  varie  occupazioni,  eccomi  a  parlare  con  V.  S.  illustrissima. 
È  ben  tempo  eh'  io  la  ringrazi  del  suo  carissimo  foglio,  in  cui  mi  accennò 
vari  argomenti  che  sarebbono  da  trattare  per  l' erudizione  de'  tempi  di 
mezzo.  Di  alcuni  ho  già  trattato,  e  d'  altri  può  essere  eh'  io  dica  qualche 
cosa;  ma  se  ho  da  scoprire  il  cuore,  mi  mancano  assaissimi  libri,  senza  i 
quali  difficilmente  si  può  far  viaggio.  Secondariamente,  quand'anche  mag- 
giormente ne  abbondassi,  manca  ai  tempi  bassi  un  sortimento  d'  autori 
che  possa  rendere  conto  dei  riti  e  costumi  di  allora.  Le  antichità  greche 
e  romane  si  son  potute  raccogliere,  perchè,  oltre  a  molti  storici,  abbiam 
tanti  oratori,  poeti  e  scrittori  d'  altre  materie,  i  quali  tutti  somministrano 
chi  un  pezzo  e  chi  1'  altro  per  formar  poscia  un  tutto.  Ma  che  abbiamo 
noi  de'  longobardi,  franchi  etc.  e  dico  dell'  Italia,  perchè  i  franchi  e 
tedeschi  non  sono  bene  spesso  sufficienti  testimoni  de'  costumi  d' Italia  :  e 
poi,  sì  poco  resta  di  monumenti,  iscrizioni  e  medaglie  di  que'  tempi,  che 
in  troppe  cose  convien  restare  in  asciutto.  Avrei  volentieri  unite  le  monete 
tutte  de  i  re  longobardi,  e  de  i  susseguenti,  battute  in  Italia;  cosi  ancora 
le  prime  battute  dalle  città  italiane,  divenute  repubbliche;  ma  non  so  dove 
voltarmi.  Ne  cita  V.  S.  illustrissima  una  di  Pisa.  Difficilmente  la  credo 
del  1000:  tutte  le  altre  città,  finora  da  me  osservate,  vi  mettevano  in  mono- 


^  Sue   lettere  in  Archivio  Soli  Muratori  (R.  Bibl.  Est.),  n."  1    da   Firenze   1724. 


-l'7S'?]  A   MAUBO   ALESSANDRO    LAZZARELLI  »  2605 

gramma  il  nome  dell' imperatore.  Né  so  capire  che  vogliano  dire  que' tanti 
vivi.  La  rilegga  bene.  Or  come  trattare  gli  strumenti  musici  d'allora? 
come  della  pittura  prima  di  Giotto?  come  de' funerali,  etc. ?  Sono  stato 
in  Pavia:  non  si  può  dire  come  quella  stessa  città  sia  scarsa  d'antichi 
monumenti,  e  di  reliquie  degli  antichi  re.  Milano  ella  sa  che  fu  distrutta 
da  Federigo  I. 

Non  ho  dunque  altro  da  dire,  se  non  che  maneggierò  il  meglio  che 
potrò  gli  argomenti  sopr'  a'  quali  crederò  di  poter  dire  qualche  cosa  ;  e.  se 
non  altro,  sveglierò  la  voglia  in  altri  di  dir  di  più.  e  di  aggiugnere  ciò 
ch'io  avrò  tralasciato.  Se  V.  S.  illustrissima  avesse  mai  qualche  vecchia 
moneta,  o  altra  anticaglia  di  Siena  o  d' altri  paesi,  secondo  la  sua  generosa 
indole,  me  ne  faccia  aver  copia. 

^  Già  è  fuori  una  parte  della  Storia  diplomatica  del  signor  marchese 
Maffei  ;  ma  non  Y  ho  letta  peranche.  Egli  veggo  che  decide  francamente 
sopra  tutto,  ma  non  so  se  sempre  con  tutto  fondamento. 

L'  Ughelli  scrive  che  uno  de'  vescovi  sanesi  del  secolo  XII  descrisse 
in  versi  la  Guerra  santa,  e  fece  altre  opere  che  tuttavia  si  conservano 
costi  :  sognava  egli  o  diceva  davvero  ?  Me  ne  dica,  di  grazia,  il  suo  sen- 
timento. Allorché  io  andai  viaggiando  per  Italia,  non  aveva  in  mente  i  di- 
segni che  mi  son  poscia  saltati  per  il  capo.  Sarei  forse  tornato  con  più 
provvisione  a  casa.  Non  so  se  sia  peranche  capitato  costà  il  tomo  IX 
Rerum  Italicavum. 

Con  che.  ratificandole  il  mio  distint-o  ossequio,  e  pregandola  della  con- 
tinuazione del  suo  amore,  mi  rassegno,  di  V.  S.  illustrissima,  etc. 


2642. 

A  MAURO  ALESSANDRO  LAZZARELLI  in  Milano. 
Modena  (  Fiorano  ),  10  Settembre  1727. 

Archivio  Soli  Mdkatori  (  R.  BibU  Eat.  ),  Modena. 

Pregai  il  signor  Argelati,  che  mi  provvedesse  costi  alcuni  libri  della 
libreria  maggica,  e  parte  pel  p.  lettor  Montagioli.  Mi  scrisse  d'averne 
provveduto  per  L.  37,10  di  cotesta  moneta,  e,  quando  mi  credeva  che  me 
gli  inviasse,  odo  che  é  necessario  prima  il  danaro,  senza  ch'io  sappia, 
come  vada  divisa  la  spesa  tra  due  compratori.  Se  mai  V.  P.  reverendis- 
sima potesse  favorirmi  di  far  pagare  ad  esso  signor  Argelati  la  somma 
suddetta,  gliene  resterei  pure  obbligato.  Ho  io  mandato  su  tale  speranza 
al  p.  cellerario  Miari  cinque  filippi,  e  cercherò  come  trovare  le  L:  2,10 
che  mancano.  Per  servire  altri  ho  io  questo  incomodo,  e  lo  porto  alla  di 
lei  bontà. 


2666  •        LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [l'7S'?- 

Seguiterà  la  corte  probabilmante  fino  a  i  20  a  starsene  a  Sassuolo. 
Anch'io  vo  godendo  un  po' di  ristoro  in  villa.  Anche  a  V.  P.  reverendis- 
sima tocca  il  sollecitare  costi  gli  apparati  parmigiani  per  le  nozze:  e 
faccia  poi  Dio  quel  che  vuole. 

Con  rassegnarle  il  mio  rispetto,  e  col  vivo  desiderio  de"  suoi  coman- 
damenti, mi  confermo,  di  V.  P.  reverendissima. 


2643. 

AD  ANTONIO  VALLISNIERI  in  Padova. 
Modena  (Fiorano),  10  Settembre  1727. 

Biblioteca  Nazionale  di  Bkbua,  Milano,  edita  [142]. 

Vi  suppongo  già  pervenuto  a  deliziarvi  con  cotesta  eroina,  alla  quale 
ricordatevi  un  poco  di  ricordare  il  mio  umilissimo  ossequio,  e  tutta  la 
stima  che  anch'io  professo  al  suo  merito  più  che  virile.  Ne  dimenticate, 
trovando  costi  il  valoroso  ed  amatissimo  p.  Cova  [  Teobaldo],  (  che  dovrebbe 
anch"egli  godere  della  conversazione  e  villeggiatura  di  cotesta  gran  Dama  ), 
di  riverirlo  ben  divotamente  in  mio  nome. 

Dee  essere  in  Modena  l'involto  che  mi  accennate.  Perchè  son  ritor- 
nato in  villa,  non  l'ho  per  anche  veduto.  Ma  saranno  puntualmente  ese- 
guiti tutti  gli  ordini  vostri.  Vivete  quieto  su  questo,  e  datemi  altre  com- 
missioni, che  più  che  volentieri  tutto  eseguirò.  Orsù,  tornate  poi  tutto  lieto 
e  sano,  e  ch'io  abbia  la  consolazione  di  abbracciarvi.  Mi  rassegno. 

2644. 

A   PIER  CATTERINO  ZENO  in  Venezia. 
Modena  (  Fiorano  ),  10  Settembre  1727. 

Biblioteca  dkl  Sbminario,  Padova. 

Mi  son  giunte  in  villa  le  tre  copie  del  nuovo  Giornale  di  cui  avendo 
cominciata  la  lettura,  non  ho  potuto  deporla,  se  non  dopo  averla  compiuta 
sino  al  fine;  tanto  m'è  piaciuto  questo  tomo.  E  questa  volta  specialmente 
v'ho  io  trovato  registrate  opere  tali,  e  notizie  di  tale  importanza,  che  certo 
l'Italia  comparirà  fertile,  e  bella  anche  agli  oltramontani,  e  a  quelli  an- 
cora, che  non  han  grande  stima  delle  nostre  contrade.  Auguro  a  V.  R. 
ch'ella  abbia  di  simili  sortimenti  per  gli  tomi  avvenire,  e  sommamente 
altresì  la  ringrazio  del  dono  di  questo  tomo,  e  della  sua  solita  bontà  verso 
le  cose  mie.  Saranno  dispensate  le  altre  due   copie..  Se   mai  V.  R.  avesse 


-l'73'71  AD   IGNAZIO  SOLARI   DEL   BORGO  2607 


occasione  di  scrivere  al  p.  Gio.  ÌSlippo  Tolomei  ',  la  prego  di  ringraziarlo 
sommamente  per  le  tre  copie  della  vita  del  chiarissimo  signor  cardinale 
suo  zio.  che  distribuirò  agli  amici,  giacché  la  medesima  si  legge  nel  Oior- 
tole.  Auguro  a  me  la  fortuna  di  comprovare,  nelle  occasioni  di  ubbidirla. 
>iuel  distinto  ossequio,  con  cui  mi  rassegno,  etc. 


2645. 

A  aiAN  FRANCESCO  MUSELLI  in  Verona. 
Modena  (  Fiorano  ),  17  Settembre  1727. 

Akcuivio  Capitolabk,  Verona,  ediUi  [215J. 

Tuttoché  io  non  abbia,  colla  prontezza  ch'io  desidei-ava.  potuto  rispon- 
dere all'ultimo  gratissimo  foglio  di  V.  S.  illustrissima,  per  lo  che  le 
chieggo  d'avermi  scusato,  pure  esso  foglio  prontamente  mi  fu  ricapitato 
dalla  posta;  e  in  esso  trovai  que'  pezzi  del  Ritmo,  che  il  signor  Cam- 
pagnola sempre  da  me  riverito,  ha  creduto  opportuno  d'inviarmi.  Vera- 
mente il  mio  desiderio  sarebbe  stato  di  avere  l'intero  Ritmo  cosi  copiato, 
per  potere  con  tutta  franchezza  parlare  di  tutto.  Ma  quando  a  lui  rincresca 
tal  fatica,  farò  che  mi  basti  il  pezzo  inviatomi,  per  cui  rendo  vive  grazie 
alla  di  lei  bontà  e  al  signor  Campagnola  ancora.  So  che,  tanto  V.  S.  illu- 
strissima quanto  egli,  avranno  presenti  le  mie  speranze  per  gli  manoscritti 
di  cotesto  dignissimo  prelato,  al  quale,  secondo  mi  sarà  suggerito,  io  indi- 
rizzerò nuove  suppliche  per  ottener  le  sue  grazie.  Intanto,  con  t:;tto  l'os- 
sequio, mi  rassegno,  di  V.  S.  illustrissima  e  reverendissima. 

2646. 

AD  IGNAZIO  SOLARI  DEL  BORGO*  in  Torino. 
Modena  (  Fiorano  ),  18  Settembre  1727. 

BiBLioTKCA  Civica.  Torino,  edita  [387]. 

Eccellenza. 

Bench'  io  avessi  dall'  E.  V.  sufficienti  pruove  dell'  animo  generoso  e 
benignissimo  genio  di  cotcsta  Real  Maestà  per  favorire  i  miei  disegni  let- 


»  Sue  lettere  in  Archivio  Soli  Muratori  (  R.  Bibl.  Est.  ),  n."  1  da  Roma  1724. 

*  Responsive  in  Archivio  Soli  Muratori  (  R.  Bibl.  Est.  ),  n."  1  da  Torino  1723. 
"'iuseppe  e  Guido  Manacorda  danno  questa  lettera  come  diretta  al  De  Aguirre;  ma  il 
contenuto  della  lettera  e  V  intestazione  «  Eccellenza  »  denotano  che  si  tratta  di  un  Mi- 
nistro di  Vittorio  Amedeo  II.  e  con  tutta  probabilità  di  Del  Bor?ro,  perchè  uià  in  re- 
lazione col  Muratori. 


2668  LODOVICO   ANTONIO    MURATORI  [  17*  3*7- 


terarii  e  somministrarmi  i  sospirati  mezzi  da  far  onore  alla  Real  Casa  ed 
a  cotesti  suoi  felicissimi  stati  nella  mia  raccolta  Rerum  Italicarum,  pure 
è  piaciuto  alla  M.  S.  di  assicurarmi  sempre  più  di  questa  sua  clementis- 
sima  propensione  per  mezzo  del  chiarissimo  signor  marchese  Scipione 
MafFei  con  farmi  dire  che  volentieri  mi  avrebbe  concesso  quanto  si  tro- 
vasse al  mio  proposito  nei  suoi  Stati  ed  archivi  Ora  io  non  posso  a  meno 
di  supplicare  la  bontà  di  V.  E.  che  voglia  umiliare  alla  M.  S.  i  miei  più 
ossequiosi  ringraziamenti  per  così  magnanima  offerta,  con  rappresentarle 
nello  stesso  tempo  che  non  sapendo  io  cosa  in  cotesto  parti  possa  conve- 
nire al  mio  bisogno,  non  potrò  mai  profittare  delle  grazie  reali,  quando  la 
M.  S.  non  si  degni  di  ordinare  ad  alcuno  dei  tanti  letterati  che  sono 
costi,  il  cercare  quali  storie  inedite  si  trovassero  nel  Piemonte,  onde 
venire  maggiormente  ad  illustrarsi  la  storia  dei  suoi  reali  progenitori  e 
di  cotesto  contrade.  Il  dottissimo  signor  avvocato  regio  D.  Francesco 
D'Aguirre,  siccome  d'ottimo  ingegno,  sarebbe  a  proposito  per  questo,  se 
gli  venisse  del  calore  da  parte  di  S.  M.  o  dalle  umanissime  raccomanda- 
zioni di  V.  E.  Nel  monastero  di  Altacomba  si  sperava  di  trovare  delle 
antiche  memorie.  Ho  sentito  anche  parlare  di  cronache  vecchie  manoscritte 
di  Saluzzo  e  del  Monferrato  Tutto  aprirebbe  l'adito  a  me  per  esprimere 
al  mondo  la  profonda  venerazione  che  io  professo  alle  rare  virtù  di  co- 
testo glorioso  Sovrano  e  per  dare  lustro  agli  stati  della  M.  S.  Non  isdegni 
dunque  l' E.  V.  fra  tanti  suoi  affari  gravi,  di  avere  presente  ancora  questo 
mio,  che  del  suo  benigno  patrocinio  le  resterò  io  eternamente  tenuto.  E 
intanto,  col  baciarle  le  mani,  le  rassegno  il  mio  indelebile  ossequio,  e  mi 
ricordo,  di  V.  E. 

2647. 

A  aiOVANNI  ANTENORE  SCALABRINI  in  Ferrara. 

Modena  (  Fiorano  ),  18  Settembre  1727. 

BiBLioTBCA  Comunale,  Ferrara. 

La  relazione  di  cotesto  si  strepitose  funzioni  per  l'acquisto  o  accre- 
scimenti di  cotesto  tre  volte  Principe,  mi  giunse  bene  tempo  fa,  e  mi  fu 
cara  ;  ma  io  occupato  finora  non  ho  potuto  rispondere,  e  ringraziare  V.  S. 
siccome  ora  fo.  Sto  di  presente  desiderando,  che  l'autorità  del  nuovo  co- 
mandante possa  rompere  tutti  i  catenacci  dell'Archivio  pomposiano,  ac- 
ciocché a  lei  sia  libero  il  poter  visitare  tutte  quelle  carte.  Spezialmente, 
se  mai  avvenisse  eh'  ella  vi  potesse  mettere  il  piede,  prego  la  di  lei  bontà, 
che  osservi  bene  le  carte  vecchie,  nelle  quali  non  seppe  leggere  il  p.  Mo- 
reni.  Forse  in  quelle  si  potr-à  rinvenire  qualche  cosa  di  raro,  giacché  nelle 
susseguenti  quasi  altro  non  v'ha  che  livelli. 


-1*7  8*7]  A    FRANCESCO    BASTE LLI  2609 


La  sigaora  contessa  Scalabrini  seguita  nella  sua  infermità,  di  cui  i 
medici  non  arrivano  a  conoscere  l'origine,  temendo  però  essi  di  qualche 
vizio  interno.  Però  il  sig.  cont«  è  se  {uestrato  in  città.  M' impose  egli, 
giorno  sono,  ch'io  la  riverissi.  Maggiormente,  la  riverisco  io  di  tutto  cuore, 
e.  rassegnandole  il  mio  rispetto,  mi  confermo,  di  V.  S. 


.2648. 

A  NICOLA  TACOLI  in  Reggio. 

Modena  (  Fiorano  ),  18  Settembre  1727. 

Akchivìo  Tacoli,  Modena. 

Quaud'aliro  non  accada,  il  mio  pensiero  sarebbe  di  restituirmi  alla 
città  la  domenica  prossima  ventura,  e  di  terminare  la  villeggiatura  sta- 
bile. Però  se  V.  S.  illustrissima  capiterà  a  Modena,  io  sarò,  spero  in  Dio. 
in  istato  di  ubbidirla,  con  concertare  ciò  che  occorrerà  alla  di  lei  stampa, 
la  quale  è  restata  interrotta  dalla  Orazione  funebre,  etc.  Riserbando  ogni 
altro  ragionamento  a  quell'ora,  le  rassegno  il  mio  rispetto,  e  mi  confermo 


2649. 

A  FRANCESCO  RASTELLI  in  Festa. 
Modena,  SS  Settembre  1727. 

Archivio  Aastilli,  Modena. 

Si  è  poi  determinato  il  signor  Francesco  [Nicola]  Frassoni  di  portarsi  in 
coleste  parti  per  vedere,  se  colla  presenza  sua  si  potessero  amichevolmente 
terminare  le  controversie,  che  passano  colla  cognata  di  V.  S.  che  ella 
non  ha  bisogno  di  mie  osservazioni  per  abbracciare  tutte  le  vie  di  una 
amichevole  concordia,  senza  esporsi  alle  spese  e  a  gl'incomodi  di  una  lite 
civile.  Son  certo  ancora,  che  il  signor  Tassoni  dal  suo  faciliterà  l'accomo- 
damento, e  se  si  eleggeranno  periti  intendenti  e  onorati,  voglio  credere, 
che  si  farà  una  divisione  conveniente;  o  pure  si  faranno  proposizioni 
d'aggiustamento  pel  passato  e  per  l'avvenire,  che  saranno  accettabili  dal- 
l'una e  dall'altra  parte.  Io,  col  vivo  desiderio  di  vedere  la  casa  di  V.  S. 
libera  da  questo  taccolo,  non  ho  voluto  mancare  di  scriverle  in  tal  con- 
giuntura: e  se  mai  V.  S.  giudicasse,  ch'io  fossi  buono  da  interpormi  per 
dare  compimento  a  quest'  opera,  me  le  esibisco  di  buon  cuore.  Con  che. 
caramente  riverendola,  mi  rassegno,  di  V.  S. 

Spistolario  di  Lodovico  Antonio  Muratori  —  Voi.  VI.  189. 


2670  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [l'72'7- 


2650. 

A  MAURO  ALESSANDRO  LAZZARELLI  in  Milano. 
Modena,  24  Settembre  1727. 

Archivio  Soli  Muratoki  (R.  Bibl,  Est.),  Modena. 

Alla  somma  puntualità  con  cui  V.  P.  reverendissima  mi  ha  graziato 
di  sborsax-e  per  mio  conto  al  signor  Argelati  le  L.  37,10,  del  che  l'aveva  io 
supplicata,  rendo  infinite  grazie  con  augurare  anche  a  me  la  fortuna  di 
poterla  servire  in  altre  simili  e  maggiori  congiunture.  Aveva  io  già  fatto 
pagare  al  p.  cellerario  Miari  pel  rimborso  cinque  Filippi  effettivi.  Mando 
stamane  a  lui,  per  pareggiare  il  conto,  e  spero  che  ne  riceverà  il  riscontro 
nell'ordinario  presente. 

Abbiamo  la  corte  ritornata  da  Sassuolo  con  ottima  salute.  Per  la 
spedizione  dell'Imeneo  m'immagino  ch'ella  ne  saprà  più  di  me.  dipen- 
dendo essa  da  quella  di  cotesto  carrozze.  Però,  con  rassegnarle  il  mio 
immutabil  ossequio  mi  confermo,  di  V.  P.  reverendissima. 


2651. 

A  GIOVAN  DOMENICO  MANSI*  in  Lucca. 

Modena  2<ì  Settembre  1727. 

B.  Biblioteca  Lucca,  edita  [153J. 

Sommamente  godo  di  aver  inteso  che  V.  R.  sia  destinata  a  sommi- 
nistrarmi notizie  per  illustrare  la  vita  di  Castr uccio  scritta  dal  Tegrimi. 
Intorno  a  che  io  debbo  dirle,  non  esser  tale  questa  operetta  che  se  le 
abbia  a  fare  un  corredo  di  note,  le  quali  si  debbono  riservare  ad  autori 
antichi,  bisognosi  di  spiegazioni,  e  ad  argomenti  scuri,  quale  certamente 
non  è  la  storia  delle  azioni  di  cotesto  valoroso  principe  di  Lucca.  Quello 
dunque  eh'  io  bramerei,  consiste  in  questo  :  cioè,  che  mi  venissero  tutti  quei 
lumi  che  si  potessero  avere  intorno  al  Tegrimi  stesso,  di  cui  altro  io  non. 
so,  se  non  ch'egli  fu  di  una  delle  più  antiche  famiglie  di  Lucca.  Secon- 
dariamente, potrei  nella  prefazione  mettere  tutti  i  diplomi  a  lui  dati  dal 
Bavaro,  si  per  le  investiture  degli  Stati,  come  del  gi'ado  di  conte  del 
sacro  palazzo.  E  perciò,  se  mi  saranno  trasmesse,  penserei  d'inserirle  joer 
e.vtensum.  Terzo,  avendo  io  veduto  in  Sarzana,  se  ben  mi  ricordo,  la   sua 


*  Responsive  in  Archivio  Soli  Muratori  {  7?.  Bihl   Est.  ),  n.°  10  da  Lucca  1727-47. 


-l'?S'7]  A  X.  X.  2G71 

iscrizione  sepolcrale  presso  quei  padri  Minori  Conventnali,  avrei  caro 
d'averne  copia,  e  di  sapere  come  sia  colà  uu  tal  monumento,  quando  Ca- 
struccio  mancò  di  vita  costi.  Io  poi  non  mi  traevo  aver  la  vita  del  me- 
desimo scritta  da  Aldo  Mauucci,  e,  parmi,  anche  un'  altra  composta,  se  pur 
è  vero,  precedentemente  in  Firenze.  Mi  sarebbe  caro  di  poter  vedere  tutto 
in  tal  congiuntura,  e  tutto  poi  restituirei.  Né  vi  è  tempo  da  perdere, 
perchè  da  Milano  mi  vien  fatta  fretta.  Del  resto,  mi  auguro  ben  la  for- 
tuna di  far  conoscere  il  mio  singolare  ossequio  a  cotesti  illustrissimi  si- 
gnori, e  alla  loro  nobile  città,  ricordevole  sempre  delle  grazie  e  finezze 
che  ne  ho  ricevuto.  E  volesse  Iddio  che  i  medesimi  si  accordassero  a  con- 
tri buii-e  altre  memorie  e  storie,  ond'io  potessi  far  onore  alla  lor  patria. 
Le  repubbliche  di  Venezia  e  Genova,  siccome  vedrà  V.  R.  (  per  tacere  di 
tante  altre  città  ),  mi  hanno  data  maniera  di  servire  alla  lor  gloria  con 
pubblicare  le  loro  antiche  croniche.  Solamente  Lucca  non  vuol  sommini- 
strare neppure  un  foglio.  Ho  fatto  chiedere  una  parte  della  cronica  di 
Ser  Cambi,  avendo  io  l'altra.  Non  l'ho  potuta  ottenere.  Si  farà  ben  cre- 
dere alla  gente,  che  cotesta  sì  antica  e  riguardevole  città  sia  la  più  po- 
vera di  tutte,  e  mancherà  a  lei  quel  lustro  che  tante  altre  minori  avranno 
nella  mia  raccolta,  perchè  vi  si  leggeranno  le  loro  storie  vecchie.  Né  io 
altre  storie  desidero  che  le  composte  prima  del  1500,  perchè  le  posteriori 
non  fanno  per  me.  S'io  fossi  costi,  direi  tanto,  che  forse  mi  riuscirebbe 
di  levar  tutte  l'ombre  e  gli  ostacoli  che  impediscono  la  gloria  propria  e 
l'accrescimento  della  pubblica  erudizione.  Almeno  V.  R..  che.  anche  più 
di  me,  ama  la  sua  città,  desidera  il  suo  onore  e  conosce  ch'io  parlo  più 
per  suo  che  mio  bene,  dica  e  ridica  quel  che  può  in  tal  congiuntura.  Io, 
intanto,  col  vivo  desiderio  di  servire  cotesti  miei  riveritissimi  signori,  e 
insieme  V.  R.,  le  rassegno  il  mio  ossoquio,  e  mi  confermo,  di  V.  R..  etc. 


2652. 

A  N.  N.  in  Parma 
Motlena,  29  Settembre  1727. 

Raccolta  Grscchi,  Milano  edita  [257]. 

Allorché  fa  qui  il  sig.  conte  Anviti.  segi*etario  di  cotesto  Serenissimo, 
il  pregai  de' suoi  benigni  uffizi,  acciocché  io  potessi  ottenere  dalla  A.  se- 
renissima quelle  Cronache  vecchie  inedite  di  Parma  e  Piacenza,  che  si 
trovassero  costi  o  in  Piacenza,  acciocché  io,  nella  mia  Raccolta  Rerum 
Italica)' iim.  ne  potessi  fare  onore  a  cotesti  paesi.  Con  tutta  bontà  mi  as- 
sicurò esso  ministro  di  ajutarmi  in  questo,  con  aver  anche  mostrato  sin- 
goiar gradimento  de"  miei  desideri.  Fu  costì  il  signor  Argelati,  e  presentò 


2fi72  LODOVICO   ANTONIO    MURATORI  [  1*7  3*7- 

al  Serenissimo  il  Tomo  IX  a  lui  dedicato,  e  l'A.  S.  con  tutta  generosità 
promise  di  somministrarmi  quanto  si  trovasse  approposito  pel  mio  disegno. 
Ne  scrissi  io  ancora  al  suddetto  sig.  conte;  ma  non  avendo  io  ricevuta 
risposta,  pe'  troppi  affari,  da  esso  ministro,  e  conoscendo  che  se  non  v'  è 
qualche  sollecitatore,  le  buone  intenzioni  del  Piùncipe  e  del  ministro-  non 
produrranno  alcun  frutto,  sono  a  pregare  V.  S.  illustrissima  che  si  prenda 
r  incomodo  d' essere  ad  inchinare  per  mia  parte  il  sig.  conte  Anviti,  e  di 
supplicarlo,  che,  quando  pure  si  voglia  favorire  i  miei  disegni,  che  hanno 
per  mira  la  pubblica  erudizione  e  V  onore  di  cotesta  città,  egli  si  degni 
di  deputare  chi  egli  crederà  più  approposito.  per  la  ricerca  de' man u scritti, 
con  ordine  d'intendersi  prima  con  esso  lui,  e  poscia  meco.  Ma  in  questo 
affare  avrei  caro  che  non  entrassero  Regolari,  che  potessero  avere  mas- 
sime diverse  da  quelle  de' secolari,  e  facessero  de' misteri,  dove  non  hanno 
ad  essere.  In  Piacenza  si  ha  da  trovare  la  Storia  del  Ripalta,  e  molte 
altre  ne  cita  il  Campi.  Costi  v'era  a  tempi  del  Sigonio  la  Cronaca  di  frate 
Salimbeno  dell'Ordine  de' Minori,  ed  altre  ne  cita  l'Angeli.  Ora  V.  S.  il- 
lustrissima mi  onori  d'intendere  sopra  ciò  i  sentimenti  del  sig.  conte  An- 
viti, al  quale  ricorderà  il  mio  singolare  ossequio,  con  chiedergli  in  fine, 
che  il  prego  di  dirmi,  se  s'abbia  alcuna  speranza  per  due  Teatini,  il  me- 
moriale de' quali  mi  presi  l'ardire  di  inviargli.  Quando  non  vi  sia  luogo 
ad  esaudirli,  almeno  mi  faccia  il  favore  di  accennarlo  a  lei,  affinchè  a 
questo  io  più  non  pensi. 

Pregandola   ancora   de"  miei   rispetti  alla  gravità  badiale  del  comune 
amico,  con  tutta  la  stima  mi  rassegno,  di  V    S.  illustrissima. 


2658. 

AD  ANTON  FRANCESCO  MARMI  in  Firenze. 
Modena,  .3  Ottobre  1727. 

Biblioteca  Maoliabechiana,  Firenze,  edita  [153]. 

Finita  la  mia  villeggiatura,  quando  quella  di  V.  S.  illustrissima  ap- 
pena è  cominciata,  rispondo  in  città  all'  umanissimo  foglio  suo  con  dirle* 
che  mi  dispiace  di  non  poterle  dare  facoltà  alcuna  intorno  all'affare  de' si- 
gnori Scarlatti,  perchè  non  l'ho  né  pur  io,  da  che  questi  signori  presi- 
denti neir  ultima  congregazione,  udito  che  ebbero  la  mossa  di  nuove  pre- 
tensioni, quando,  secondo  il  concerto  una  volta  fatto,  in  cinque  anni  dovea 
essere  soddisfatto  a  tutto,  stabilirono  il  partito,  che  se  cotesti  signori  vo- 
levano altro  dalla  compagnia,  comparissero  qui,  e  stessero  a  ragione,  che 
ancor  noi  eravamo  pronti  a  far  tutto  ciò  che  fosse  di  giustizia.  Però  i 
non  saprei  che  mi  dire. 


-l'73'71  A   NICOLA   TACOLI  2G73 


«  La  ringrazio  poi  vivamente  de' passi  fatti  per  me  col  sempre  da  me 
riverito  signor  Senatore  fiouarroti,  e  delle  benigne  intenzioni  di  lei  per 
andare  in  traccia  di  qualche  anticaglia  de'  secoli  bassi.  Sarebbono  cose  per 
me  carissime.  Già  ho  avuto  l'inscrizione  del  carroccio  mandato  a  Roma 
da  Federigo  secondo,  che  però  era  stampata. 

Secondo  l'ordine  già  dato  dal  signor  marchese  Rinuecini,  in  Milano 
furono  consegnati  gli  ultimi  due  tomi  al  signor  marchese  Pallavicino  da 
inviarsi  ad  esso  signore  costà.  Uno  di  questi  olla  sa  quanto  tempo  è  ohe 
fu  dato.  Già  è  passato  un  mese,  che  il  secondo  fu  consegnato  anch'esso. 
Non  so  vedere  perchè  il  signor  marchese  voglia  differire  maggiormente 
il  pagamento  d'amendue.  Paghi,  e  poi  si  faccia  venir  quelle  copie  con 
tutto  suo  agio.  Me  le  raccomando  per  questo;  altrimenti,  in  avvenire  pi- 
glierò  altre  misure. 

Mi  accenni,  di  grazia,  cosa  costi  l'opei'a  del  signor  senatore  sud- 
detto intorno  ai  vetri  antichi;  e  quanto  ancora  le  iscrizioni  ultimamente 
stampate.  E.  ratificandole  i  sentimenti  del  mio  rispetto,  mi  confermo,  di  V.  S. 
illustrissima,  etc.  » 

2654. 

A  NICOLA  TACOLI  in  Reggio. 
Modena,  6  Ottobre  17^. 

Akcmivio  Tacoli,  Jlodena. 

Venga  pure  V.  S.  illustrissima,  che  mi  troverà  in  città,  e  pronto  a" suoi 
cenni,  e  vedrà  che  la  stampa  va  seguitando. 

Avrei  bisogno,  ch'ella  si  mettesse  a  memoria  qual  prezzo  di  dozzina 
fosse  stabilito,  allorché  si  trattò  d'inviare  in  cotesto  spedale  di  S.  Laz- 
zaro il  signor  Francesco  Guicciardi;  e  che  s'informasse,  se,  oltre,  alla  doz- 
zina, sia  necessario  il  mantenere  le  biancherie,  e  quale  altra  cosa  occorresse, 
lu  oltre,  essendo  esso  signor  Francesco  scaduto  di  forze  e  di  carne,  e  non  par- 
tendosi più  di  letto,  la  prego  d' intendere,  se  in  tale  stato  egli  sarebbe  più 
ricevuto  in  esso  spedale.  Con  che.  ratificandole  il  mio  ossequio,  mi  confermo. 

2655. 

A  FRANCESCO  BREMBATI  in  Bergamo. 
Modena.  16  Ottobre  1727. 

Archivio  Rocchi,   Uergamo,  editu  ['£-ii   . 

Porto  alla  bontà  di  V.  S.  illustrissima  i  dovuti  ringraziamenti  per 
l'avviso  recatomi  della  Vita  che  s'è  ultimamente   scoperta  di  cotesto   suo 


2G74  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [±'72*7- 

glorioso  concittadino.  Mi  era  già  penetrata  una  tal  notizia  per  altra  parte  ; 
anzi,  avendo  io  trovato  approposito  una  tale  operetta  per  la  mia  Raccolta, 
approvai  che  se  ne  impetrasse  (una  copia)  la  quale  attualmente  si  sta 
ora  facendo.  Ciò  non  ostante  riconosco,  nell"  avviso  eh'  ella  me  ne  porge,  la 
benigna  premura  di  lei  in  favorirmi,  e  gliene  protesto  le  mie  obbligazioni. 
Mi  truovo  io  senza  la  Vita  stampata  d  esso  Bartolomeo,  e  però  se  mai 
potesse  ottenerne  una  in  prestito  per  poterla  confrontare  col  testo  sco- 
perto, mi  farebbe  favore  e  sarei  pronto  alla  restituzione. 

Vegga  pure  l'amico  di  V.  S.  illustrissima  se  gli  vien  fatto  di  trovare 
notizie  concludenti  che  prima  di  consoli  cotesta  città  fosse  una  volta  go- 
vernata da' podestà:  ch'io  volentieri  ritratterò  l'asserzione  antecedente. 
A  me  nondimeno  pare  difficile  il  provarlo,  perchè  in  altre  città  osservo  i 
consoli  usati  prima  che  i  podestà,  e  questi  ultimi  presi  solamente  a" tempi 
di  Federico  I.  Avrò  occasione  di  trattare  di  simile  argomento,  e  però  mi 
saran  cari  i  lumi  ch'ella  mi  fa  sperare.  Anzi  la  prego  di  dire  ad  esso 
suo  amico,  che  se  gli  capitassero  altri  atti  gloriosi  per  cotesta  città,  o 
curiosi  per  l'erudizione  di  quei  secoli  oscuri,  ma  anteriori  al  1200,  come 
diplomi  d' Imperatori,  Leghe,  Giudizj  dove  intervengano  Principi,  e  simili 
altre  antichità  che  appariscano  rare  e  da  leggersi  volentieri,  godrei 
sommamente  di  esserne  avvertito  e  di  averne  un  po'  d' indice  per  ravvisare 
quali  più  convenissero  a'  miei  disegni. 

Con  che,  ratificandole  il  mio  indelebile  ossequio,  e  soggiungere  non 
aver  io  dato  fuori  altro  che  la  Vita  di  Lodovico  Castelvetro  ultimamente 
stampata  dal  signor  Argelati  di  Milano  con  alcune  operette  inedite  d'esso 
autore,  mi  rassegno,  di  V.  S.  illustrissima. 


2656. 

A  PIETRO  BURMANN  in  Leida. 
Mutinae,  XV  Kalen.  Novembris  MDCCXXVII. 

Biblioteca  Uxivf.rsitabia,  Leida. 

Teneo  amplissimam  syllogen  epistolarum  a  te  institutam,  cui  parem 
me  videre  non  memini.  Et  quidem  multa  tibi  debent  tot  illustres  viri, 
quorum  foetus  editione  tam  corata  revocasti  in  vitam;  sed  plura  tibi  debet 
literaria  respublica,  quum,  te  curante,  coram  nunc,  ut  ita  dicam,  loquatur 
cum  egregiis  illis  viris,  qui  proxime  praeterito  seculo  primas  eruditionis 
sedes  implerunt.  Sed  quid  est,  quod  Graevium  vestrum,  tantopere  olim  e 
puritate  latini  sermonis  et  eloquentiae  commendatum,  heic  mihi  videre 
videor  non  parem  aliis  quos  minor  fama  sequebatur?  At  is  multa  ex  his 
scripserit  festinanti  calamo,  nihil   suspicatus   tradenda   olim  proelo.  Quae 


-l'73'7]  A  PIETRO   BURMANN  2675 

minime  dieta  velim,  quasi  Oraeviana  omnia  non  probem.  sed  at  indicem, 
quid  in  ejus  epistolis  mihi  occurrerit. 

Praeterea  novam  editionem  teneo  Phaedri  lui.  Proh  quam  speciosam 
et  quanti  faciendam  !  Bene  actum  est,  quod  licentiam  niraiam  ac  super- 
cilium  CI.  Bentleji  occasione  ista  imperterrite  castigasti.  Nescio  quo  fato, 
unus  videris  delectos  ad  ejusmodi  homines  aliorum  contemtores  aut  dui- 
cibus  aut  asperis  verbis  monendos,  ut  sese  suumque  fastum  agnoscant. 
Habeo  denique  doctissimi  filii  tui  Hadrianum  VI.  Miratus  sum  plenam 
hìstoriam,  notas  eruditas,  et  lucubrationem  non  adolescente,  sed  veterano 
scriptore  dignam.  Quapropter  gratulor  qnidem  tibi  de  libris  tuis.  sed 
vehementius  etiam  quod,  praeter  filios  eruditionis  tuae,  naturalem  etiam 
tilium  genueris.  ingenii  tui  heredem,  et  qui  jam  majora  sperare  nos  facit. 
Atque  haec  de  te.  Verum  quid  nunc  de  me,  quem  incredibili  liberalitate 
novis  in  dies  oneras  beneficiis  ?  Equidem  fateor,  rubore  suflfundor,  quod 
ego  tanta  a  te  hactenus  acceperim,  quum  nihil  e  penu  meo  tibi  repen- 
derim.  Haec  me  cogitatio  angit.  et  quiescere  non  sinit.  Quare,  vide,  quaeso. 
num  aliquis  e  libellis  meis  usui  tibi  esse  posset:  perlibenter  enim  ad  te 
mitterem.  Sunt  mihi  edita  Anecdota  Latina  et  Graeca.  Antiquitates  Estenses 
Italico  scriptae,  uti  et  de  Poesi  Italica,  et  de  Amore  erga  Proximutn. 
Librum  de  Ingeniorum  moderatione  in  Religionis  negotio,  centra  CI.  Cle- 
ricum  inutilem  tibi  puto.  Sunt  et  alia  levis  momenti  ;  sed  quidquid  mihi 
est,  totum  tibi  otfero.  Tu  ne  me  ingrati  animi  vitio  laborare  sinito. 

Quae  hucusque  egeris  ut  a  Lovaniensibus  mihi  exoptata  impetres,  intel- 
lexi;  et  gratias  immortales  humanitati  tuae  habeo,  tum  ob  istud,  tum  ob  re- 
liqua  benefacta,  quibus  erga  me  abundare  pergis.  Ego  te  adeo  solicitum  novis 
ea  de  re  precibus  minime  fatigabo;  sed  tantum  quae  impetra veris,  per 
D.  Germanum,  brevi,  si  fieri  poterit,  expectabo.  Tu  quoque  per  eum  ac- 
cipies  quae  expenderis  in  ejusmodi  negotio  peragendo. 

Meum  erit  mihi  Ovidium  tuum  procurare,  quem  mihi  persuade©  supra 
ceteros  foetus  tuos  eminere.  Satis  superque  habeo  e  munificentìa  tua.  Po- 
stremo autem  loco  subit  mirari,  quei  tanta  possis  in  literis,  ac  libris  confi- 
ciendis.  Certe  multum  diei  tibi  eripit  schola  publica,  multum  privata;  suam 
quoque  partem  sutFurantur  commercium  epistolicum,  officia  cum  amicis, 
l'es  domestica,  ac  plura  alia.  Horis  pomeridianis  te  parcere  nuntiatum 
est.  Nihilominus  tot  e  promtuario  tuo  prodire  videmi^.  Liceat  mihi  tantam 
sortem  tibi  inviderò.  Vale. 


2676  ^  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [1*72*?- 


2657. 

A  FLORIANO  MARIA  ARRIGONI  in  Ravenna. 
Modena,  22  Ottobre  1727. 

Biblioteca  CLassensk,  Ravenna,  edita  [231]. 

In  Ravenna  V.  P.  reverendissima,  e  la  consolazione  di  saperla  a  me 
vicina  mi  viene  non  da  lei,  ma  da  altro  comune  amico,  cioè  dal  nostro 
signor  dottor  Calbi  [Ruggero].  Me  ne  sono  rallegrato,  e  di  nuovo  me  ne 
rallegro  con  esso  lei  e  meco  stesso,  spezialmente  per  vederla  tornata  alla 
sua  cara  e  doviziosa  biblioteca  la  qual  forse  ella  si  augurava  in  Forlì.  Ora 
io  sono  a  dirle,  che  il  signor  Argelati  comperò  per  lei  i  seguenti  libri: 


in  4  numero 

136 

se. 

4 

» 

365 

» 

4 

» 

1114 

» 

6 

in  8  numero 

492 

» 

3 

» 

850 

» 

3,10 

» 

924- 

■  925 

» 

3,  5 

» 

1482 

» 

2.15 

» 

1434 

» 

3 

» 

1590 

» 

1,15 

Moneta  di  Milano  se.  35,  5 

Si  aggiunge  la  spesa  della  dogana,  porto,  etc,  che  non  so  dirle  an- 
cora, perchè  bisogna  fare  comparto  di  se.  16  di  un  ballotto  in  cui  sou 
venuti  essi  libri  con  altri. 

C'è  di  più:  ha  mandato  un  libi'o  per  un  altro,  e  bisognerà  aspettare 
che  me  lo  mandi:  ch'io  a  lui  rimanderò  il  venuto  in  fallo. 

Dice  di  non  averne  potuto  prendere  altri,  perchè  il  prezzo  era  salito 
troppo  in  su,  avendogli  scritto  io,  che  a  prezzo  mediocre  li  comperasse,  e 
non  a  rigoroso.  S'egli  nella  comperar  de  gli  accennati  abbia  soddisfatto 
all'istruzione  mia,  se  ine  accorgerà  V.  P.  reverendissima.  Per  me  so  che 
quel  buon  uomo  fa  negozio  sopra  ogni  cosa,  e  non  si  guarda  ad  amici.  Ho 
pagato  a  buon  conto  quanto  ha  richiesto.  Ella  ora  dovrà  suggerirmi  la 
maniera  d'inviare  tali  libri  costà. 

Se  poi  le  capitasse  alle  mani  qualche  anticaglia  de'  secoli  bassi,  iscri- 
zioni, sigilli,  monete,  etc.  so  che  la  di  lei  bontà  si  ricorderà  di  me 

E.  rassegnandole  il  mio  indelebil  ossequio,  mi  confermo. 


l'7*3*71  AD   ANTON   FRANCESCO  MARMI  2677 


2658, 

Al»  ANTON  FRANCESCO  MARMI  in  Firenze. 
Modena,  24  Ottobre  1727. 

BiBLioTKCA  MAaMABBCRiAKA,  Firenze,  edita  [153]. 

Lasceremo  dunque,  che  i  signori  Scarlatti  vengano  a  disputare  qua 
de"  loro  pretesi  crediti.  Tenga  pure  V.  S.  illustrissima  saldo  il  danaro, 
eh'  ella  ha  in  mano  di  questi  poveri,  che  le  dirò  fra  qualche  tempo  l' uso 
che  ne  dovrà  fare. 

«  Mi  figurava  io  stampata  1"  inscrizione  trovata  in  Roma  di  Federico  II, 
perchè  mi  ricordava  d' averla  veduta  nelle  Cronache  di  Ricobaldo  e  di 
Pipino,  che  si  leggono  nell'  ultimo  tomo  Rerum  Italicarum  da  me  pubblicato. 
Ma,  visitati  i  passi,  scuopro  che  diversa  è  1'  inscrizione  rapportata  in  esse 
croniche  dall"  altra  ultimamente  scoperta  in  Roma.  Sicché  ella  ha  ragione 
in  crederla  finora  inedita. 

Per  ora  non  mi  sento  di  voler  comperare  di  cotesti  libri,  che  mi  pa- 
jono  alquanto  alti  di  prezzo.  Riserberò  dunque  la  spesa  a  maggior  bisogno. 

Mi  è  stata  cara  la  notizia  della  Dissertazione  pubblicata  dal  p.  lettor 
Valsecchi,  e  non  tarderò  a  procurarmene  copia.  Con  ringraziar  dunque 
V.  S.  illustrissima  di  questo  e  degli  altri  favori,  le  rassegno  il  mio  ri- 
spetto, e  mi  ricordo,  di  V.  S.  illustrissima,  etc.  » 

Dopo  scritta  la  presente,  1'  ho  riaperta  per  aggiugnere,  che  ho  rice- 
vuto r  ultima  di  V.  S.  illustrissima  colla  sgarbata  risposta  uscita  di  casa 
del  signor  marchese  Rinuccini.  Mi  mise  alle  mani  di  persona  poco  discreta, 
mons.  Sabatini,  allorché  m' impegnò  a  procurare  un  Corpo  Rerum  Itali- 
carum a  cotesto  signore.  A  Milano  non  si  fa  ad  aspetta  con  chicchessia. 
Chi  vuole  di  quei  tomi,  bisogna  che  paghi  in  riceverli:  e  io  son  debitore 
della  copia,  che  a  lui  s' invia.  Se  per  ordine  di  cotesto  signore  si  consegnò 
mesi  sono  un  tomo  al  signor  marchese  Pallavicino,  e  ultimamente  un  altro 
pure  gli  é  stato  dato,  perchè  mai  debbo  io  aspettare  il  rimborso,  finché  i 
tomi  sieno  giunti  costà?  E  se  stessero  degli  anni  ad  arrivare  in  Firenze. 
è  egli  di  dovere,  eh'  io  paghi  pel  signor  marchese  Rinuccini,  e  che  ne 
sospiri  la  soddisfazione  finché  piaccia  alla  discrezione  altrui? 

Ora  io  sono  a  pregare  V.  S.  illustrissima  che  in  prima  occasione  d'in- 
contrarsi con  esso  signor  marchese,  voglia  rappresentargli,  eh*  io  pago 
per  lui  le  copie  in  Milano,  subito  che  son  consegnate  ;  e  che,  per  conse- 
guente, io  ne  aspetto  dalla  sua  bon*,à  senza  ritardo  il  rimborso.  E  che  il 
prego  di  vedere,  se   fosse  maniera    più    spedita   di    servirlo   quella,    eh'  io 


2678  LODOVICO   ANTONIO    MURATORI  [l'T'ST»- 

adopero  in  servire  d' altra  copia  il  signor  ab.  Lorenzo  Caramelli  '  ;  cioè  di 
far  venire  in  Modena  la  copia  destinata  per  lui,  che  fo  consegnare  qui  al 
signor  marchese  Bagnesi,  il  quale  si  prende  la  cura  di  trasmetterla  a 
Firenze.  Esso  signor  abate  mi  manda  per  la  posta  anche  anticipatamente 
il  danaro. 

Caso  che  V.  S.  illustrissima  avesse  diffieultà  a  parlarne,  me  ne  av- 
visi: che  mi  risolverò,  benché  non  senza  ripugnanza,  a  scrivergliene  io  a 
dirittura,  per  regolar  meglio  in  avvenire  la  faccenda.  In  tal  caso  ho  bi- 
sogno di  sapere  il  suo  nome,  e  di  quai  titoli  debba  servirmi.  La  prego  di 
perdonarmi,  e  di  nuovo  mi  rassegno,  etc. 


2659. 

AD  AGOSTINO  PANTÒ  in  Palermo. 
Modena,  24  Ottobre  1727. 

Aeciiivio  Soli  Muratori  {  R.  DM,  Est.),  Modena. 

Senza  poter  vedere  nel  suo  passaggio  il  sig.  conte  Perlongo,  ho  ri- 
cevuto per  mezzo  suo  i  due  tomi  delle  rime  raccolte  di  cotesti  poeti.  Mi 
vuole  un  po'  di  tempo  per  leggerle  tutte  :  ma  avendole  già  scorse  qua  e  là. 
ho  ben  motivo  di  rallegrarmi  con  cotesto  regno,  e  spezialmente  con  co- 
testa  metropoli,  per  una  si  bella  comparsa  di  felici  ingegni  siciliani,  tutti 
di  buon  gusto,  e  buona  parte  spiritosi,  che  tanto  più  son  cari  a  me,  e 
tali  riusciranno  ad  altri,  quanto  meno  son  conosciuti  in  queste  parti.  Bel- 
lissimo e  anacreontico  tutto  ciò  che  v'  ha  del  Balducci,  il  quale  certo  me- 
ritava di  comparir  qui  con  più  abbondanza  di  componimenti,  giacché 
tant'  altri  ne  ha  fatto.  Debbo  aggiugnere.  eh'  io  da  gran  tempo  sospirava 
di  veder  poesie  in  dialetto  siciliano,  perchè  in  cotesti  versi  mi  figurava 
io  di  trovar  quel  fuoco,  che  s' incontra  ne'  vini  siracusani,  e  d' altri  siti 
di  cotesta  felicissima  isola.  Eccomi  consolato  colla  presente  raccolta,  in 
cui  truovo  de'  pezzi  mirabili,  e  un  tutto,  che  fa  e  farà  grande  onore 
a'  vostri  paesi.  Che  debbo  io  dunque  dire,  se  non  che  mi  professo  infini- 
tamente obbligato  alla  somma  gentilezza  di  S.  E.  il  sig.  Principe  della 
Cattolica  ^  per  un  dono  si  prezioso,  e  prego  ben  lei  di  umiliare  a  si  gene- 
roso signore  i  più  divoti  miei  ringraziamenti.  Anzi  s' ella  crederà  eh'  io 
debba  anche  a  dirittura  scrivere  all'  E.  S.  prontamente  soddisfarò  al  mio 
dovere.  Intanto  resterà  presso  di  quest'opera  come  un  vivo  attestato  del 
valore   de'  signori  siciliani,  a'  quali  poi  mi   confesso   estremamente   tenuto 


^  Sue  lettere  in  Archivio  Soli  Muratori  (  R.  Bibl.  Est.  ),  n.°  25  da  Firenze  1727- '50. 
"  Sue  lettere  in  Archivio  Soli  Muratori  (  R.  Bibl.  Est.  ),  n."  5  senza  data. 


-l'73*71  A    FRANC15SCO   RASTELLI  2679 

per  r  onore,  che  mi  han  fatto  nella  prefazione.  E  perciocché  so  che  V.  S. 
illustrissima  sarà  stata  mediatore  per  ottenermi  da  S.  E.  questo  stimatis- 
simo regalo,  lei  pure  quanto  so  e  posso  ringrazio  con  augurarmi  di  poter 
corrispondere  alle  continuate  finezze,  eh'  ella  mi  fa  godere. 

Finora  sono  XI  i  tomi  pubblicati  della  mia  Raccolta  Rerum  Ilalicarum. 
e  non  so  perchè  tardino a  farle  giugnere  ciò,  che  a  lei  [spetta]. 

Intanto  si  lavora  intorno  al  XII  e  XIII. 

L'  operetta  del  p.  abate  Grandi  è  per  provare,  che  le  pandette  non 
furono  trovate  in  Amalfi  ;  e  che  Y  uso  loro  in  Italia  precede  il  tempo  del 
saccheggio  dato  da'  Pisani  a  quella  città  ;  e  che  lo  studio  in  Pisa  ebbe 
principio  prima  di  quel  che  pensi  il  sig.  Brekmanno. 

Si  rallegri  ella  in  mio  nome  col  sig.  abate  Caruso  della  raccolta  suddetta, 
e  gli  ricordi  il  mio  ossequio.  Cosi  pure  al  sig.  canonico  Mongitore.  E  lo  stesso, 
quando  vedrà  il  sig.  conte  Ventimiglia  '  [Antonino],  uno  de*  più  savi  e 
amabili  cavalieri,  ch'io  abbia  mai  conosciuto,  con  cui  si  fece  dolce  com- 
memorazione di  lei.  A  tutti  gli  altri,  che  per  loro  bontà  mi  amano,  mi 
ricordi  gran  servitore  ;  e  spezialmente  sia  certa,  eh"  io  sono,  ed  eternamente 
sarò  con  tutto  il  rispetto. 


2660. 

A  FRANCESCO  RASTELLI  in  Festa. 
Modena,  24  Ottobre  1727. 

Archivio  Kastki.li,  Modeua. 

Ho  trovato  il  Frassoni  [Francesco]  più  duro  che  mai  in  pretendere 
almeno  tremila  lire,  e,  per  quanto  io  abbia  detto,  non  ha  voluto  lasciarsi 
parlare  di  diminuire  un  soldo,  e  né  pure  se  si  venisse  a  L.  2500.  Egli  vuole 
far  lite,  lusingato  da' suoi  dottori,  che  otterrà  più  ancora  col  litigare.  Dice 
che  pretenderà  che  gli  sia  sostenuta  la  possessione  per  L.  14000,  come  era  al- 
l'estimo. Al  che  avendo  io  risposto,  che  il  rimedio  è  facile,  perché  se  gli 
darà  la  sua  parte  ;  replica  che  pretenderà  che  gli  sia  com{)ensato  il  danno, 
perché  seguito  per  colpa  di  chi  ha  cosi  malamente  tenuto  quei  beni,  e  ha 
esportato  i  capitali  e  il  fieno. 

Sarà  diflficile  che  gli  sia  data  ragione  in  questo.  Tuttavia  l' accenno 
a  V.  S.  Per  la  dote  egli  se  ne  ride.  Per  gli  mobili  dice  che  Carlo,  il  quale 
ne  restò  possessore,  dee  rifarlo  colla  sua  porzione.  Si  lusinga  di  potere 
provare,  e  dice  di  aver  testimoni,  che  il  testamento  di  don  Clemente  fu 
nullo,  perché  fatto  in  tempo  ch'egli  non  potea  più  parlare.  Quel  solo,  che 


Sue  lettere  in  Archivio  Soli  Muratori  {R.  Bibl.  Est.),  n.°  6  da  Palermo  1721 -'30. 


•2G80  LODOVICO   ANTONIO    MURATORI  [l'T'S*?- 

a  me  ha  dato  fastidio,  e  per  cui  non  era  io  preparato,  si  è  stato,  ch'egli 
pretende  almeno  ducento  scudi,  che  dice  a  lui  lasciati,  parrai  da  esso  don 
Clemente,  e  i  frutti  finora  decorsi.  Il  che  se  fosse  giusto  (cosa  ch'io  non 
30  ),  parrebbe  in  tal  caso  assai  ragionevole  la  pretensione  delle  tre  mila. 
V.  S.  saprà  come  è.  Egli  si  figura  di  poter  tirare  la  causa  a  Modena.  Ho 
risposto  che  trattandosi  di  una  vedova,  non  egli,  ma  essa  ha  da  godere 
del  privilegio.  A  me  dispiace  di  non  aver  potuto  guadagnar  cosa  alcuna  per 
risparmiar  ad  amendue  le  parti  1"  incomodo  di  una  lite. 

Accetti  V.  S.  il  buon  animo,  e  vegga  se  in  altro  io  la  possa  servire. 
Intanto,  caramente  riverendola  mi  rassegno,  di  V.  S. 


2661. 

.  A  NICOLA  TACOLI  in  Reggio. 

Modena,  24  Ottobre  1727. 

Archivio  Tacoli,  Modena,  edita  [97  ]. 

Godo  che  a  V.  S.  illustrissima  sia  stato  consegnato  il  plico  contenente 
le  sue  riflessioni  intorno  alle  secolarità  del  suo  priorato.  Vada  pur  ella 
raccogliendo  tutto  quanto  può  per  aggiugnerlo  al  resto;  che  a  suo  tempo 
io  rivedrò  tutto,  e  le  ne  dirò  il  mio  debil  parere.  Intanto,  col  vivo  desi- 
derio di  sempre  ubbidirla,  e  con  rassegnarle  il  mio  rispetto,  mi  confermo, 
di  V.  S.  illustrissima. 

2662. 

A  FRANCESCO  ARISI  in  Cremona. 
Modena,  30  Ottobre  1727. 

Museo  Civico  Cremonese,  edita  [  233  ]. 

Amico  amatissimo. 

Dono  prezioso,  dono  a  me  sommamente  caro  sono  e  saran  sempre  i 
vostri  ditirambi,  e  mi  son  rallegrato  forte  al  vedermeli  finalmente  compa- 
rire davanti,  mercè  la  vostra  incomparabil  gentilezza.  Ve  ne  ringrazio  al 
maggior  segno.  Li  terrò  come  una  gioia.  Molte  cose  avete  dato  alla  luce. 
Questa  è  la  più  felice  di  tutte,  e  questa  è  bastante  a  farvi  ottenere  un 
posto  sublime  nel  coro  de'  poeti  italiani.  Con  piacere  e  venerazione  ho 
anche  ricevuto  la  relazione  di  cotesta  funzione  sinodale,  e  la  bella  rac- 
colta poetica  fatta  in  tal  congiuntura.  Quando  vedrete  l'infaticabile  e  glo- 
rioso prelato  vostro,  ricordategli  il  mio  antico  umilissimo  ossequio,  con  por- 
targli   le    mie    congi'atulazioni    per    tanti    begli   atti    di    vigilanza    e    zelo 


-IT* 3*71  A  GIUSEPPE  BIANCHINI  J'iHl 


pastorale,  che  vo  coniìnuameate  udendo  di  lui.  Auguro  a  lui  et  a  voi 
lunga,  felicissima  vita,  per  bene  ancora  del  pubblico,  e,  riprotesfaudovi  le 
mie  obbligazioni,  che  sono  senza  numero,  mi  ricordo,  etc. 


2663. 

A  (ilUSEPPE  BIANCHINI*   in  Verona. 
Modena.  3d  Ottobre  1727. 

Editft  [104]. 

Non  meno  delle  due  iscrizioni  da  V.  S.  illustrissima  inviatemi  mi 
sou  io  rallegrato,  che  di  avere  riconosciuto  nella  di  lei  riverita  persona 
un  benefattore  dianzi  a  me  ignoto,  e  verisimilmente,  se  non  un  fratello, 
almeno  un  parente  del  celebre  monsignor  Bianchini  [  Francesco],  per  cui  pro- 
fesso tanta  stima.  Ora.  in  ringraziarla  di  questi  favori  vorrei  ben  poter  con-i- 
sponder  anche  alla  benigna  opinione  da  lei  conceputa,  eh'  io  sia  capace  di 
spiegare  le  suddette  iscrizioni.  Ma  debbo  confessarle  che  avendole  ben 
considerate,  trovo  a  me  impossibile  il  darne  un  retto  giudizio  per  colpa 
di  quelle  benedette  abbreviature,  nelle  quali  è  lecito  a  tutti  il  giuocare 
ad  indovinare,  non  già  l'accertare  il  vero  loro  significato.  Le  dirò  dunque 
il  poco,  che  cosi  a  tentoni  io  andrò  immaginando,  ma  senza  pretendere  di 
avere  colpito  in  tutto. 

Le  parole  in  pace  quae  vixit  A.  XXIX,  e  cosi  nell'  altra  sono  for- 
mole  usate,  nel  secondo  e  terzo  aSColo  della  chiesa.  E  pure  a  me  par 
quasi  certo,  che  tali  iscrizioni  sieno  state  fatte  dopo  T  800,  900.  o  mille 
dell'  Epoca  nostra  :  si  appunto  perchè  non  so  intendere  altro  che  essa  Epoca 
CHI,  e  C.  septimo  ;  e  si  pel  P.  abbreviatura  de"  Secoli  bassi  :  e  quel*  Vit- 
toria, in  vece  di   Victoria. 

Una  d'esse  pare  che  si  possa  leggere  cosi:  Hic  requiescit  Victoria 
Virgo  in  pace,  quae  vixit  annui  XKVIIII.  et  martyrium  suseepit  Anno  S. 
CVII.  Domini,  et  tumulata  hic  (o  translata  hue)  XI  Kal.  Junii.  Veggo 
sforzarsi  le  carte  in  quel  E  Th.  e  chi  potesse  trovare  qualche'  imperatore 
o  re,  come  Trajano.  il  cui  anno  XI.  converrebbe  al  107  dell'  Era  volgare, 
andrebbe  meglio  la  faccenda,  e  verrebbe  a  restare  Kalendis  Junii.  nel 
qual  giorno  appunto  si  fa  memoria  di  S.  Vittoria  nel  martirologio  attri- 
buito a  S.  Gerolamo.  Ma  io  non  so  vedere  alcuno,  a  cui  si  potesse  adat- 
tare quell'anno  XI.,  e  concordarlo  coli'. 4.  CVII  Salutis,  che  così  potrebbe 
interpretarsi  quel  S.  Però  lascio  l'iscrizione  nelle  sue  tenebre. 


*  Responsive  m  Archivio  Soli  Muratori  {  R.  Bibl.  Est.),  n."  77  da  Venjna,  Roniii 
1728-49. 


2682  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [1*7^*7- 

L' altra  non  patisce  difficoltà  se  non  nelle  prime  lettere,  le  quali  non- 
dimeno né  io  pur  so  prendere  se  non  per  segno  dell'  Era  nostra,  restando 
securo  sopra  tutto  la  lettera  T.  che  non  pare  un  C.  mentre  il  Z  è  ivi 
scritto  diversamente.  Ritengo  adunque,  per  non  saper  trovare  di  meglio, 
la  spiegazione  data  costi,  e  leggo  i^^  Anno  Dei  Omnipotentis  Cristi  CHI. 
Hic  requiescit  Kibertits  in  pace,  qui  vixit  A.  XLII.  et  hic  passits  est 
mortem  II.  Idus  Auffusti  prò  Dei  domine.  Del  resto  è  vero  che  il  nome 
di  Kiberto  non  sembra  de'  primi  secoli  della  Chiesa  ;  né  io  ho  per  anche 
il  tomo  de' Bollandisti,  che  arrivi  al  21  di  Luglio.  Ma  peneremo  a  trovar 
martiri  in  Italia  nel  secolo  VII.,  e  ne'  seguenti,  se  non  dove  furono  i  Sa- 
raceni e  gli  Ungheri.  Anche  trovandoli  non  si  saprà  poi  dire  che  sia  il 
C.  septimo  e  il  C.  III.  Per  me  son  d' opinione  che  tali  reliquie  fossero 
portate  costà  nel  Secolo  IX.,  o  X.  con  l'iscrizione  precedente;  perché 
queir  in  pace  qui  vixit  ann.  XLII.  non  si  poteva  sapere,  se  non  da  con- 
temporanei, oltre  all'  in  pace  conveniente  solo  a  primi  secoli  ;  e  che  si 
formassero  allora  le  lamine  di  piombo  col  ritenere  le  parole  suddette,  e 
aggiungervi  l' anno  dell'  Era  nostra,  come  calcolarono  allora.  Non  ho  avuto 
tempo  di  consultare  il  Fabretti,  l'Aringhi  nel  Roma  subterranea  e  altri 
autori.  Se  con  un  po'  di  ozio  potrò  farlo,  e  mi  verrà  fatto  di  scoprir  me- 
glio, ne  renderò  avvisata  V.  S.  illustrissima,  a  cui,  intanto^  dedicando  e 
offerendo  tutto  me  stesso,  con  distinto  ossequio  mi  protesto,  di  V.  S.  illu- 
strissima. 


2664. 

A  GIAN  FRANCESCO  MUSELLI  in  Verona. 
Modena,  30  Ottobre  1727. 

Archivio  Capitolare,  Verona,  edita  [215]. 

Prontamente  ricevei  io  l' intera  copia  di  cotesto  Ritmo,  fatta  con 
tanta  jjazienza  dall' infatieabi4e  signor  Campagnola;  ma  non  rispondo  io 
già  con  egual  |Jrontezza  alle  grazie  di  V.  S.  illustrissima.  Di  grazia,  mi 
..  nerdoni.  Alcuni  forestieri  mi  hanno  talmente  occupato  ne'  giorni  addietro. 
cfié^i^..ho  potute^  soddisfare  a'  miei  doveri  co'  padroni  ed  amici.  Ora  io 
le  rendo  infinite  grazie  di  questo  dono,  e  andrò  studiando,  dove  mi  cada 
in  acconcio  di  rispondere  alla  censura. 

Se  potrò  ottener  qualche  pezzo  da  cotesto  benignissimo  prelato,  ne 
avrò  piacere,  e  m' ingegnerò  di  farne  onore  a  lui.  Se  no,  avrò  almeno  la 
quiete  di  coscienza  d"  aver  fatto  quanto  era  in  mia  mano  per  ottenere  ciò, 
che  il  pubblico  amerebbe  pubblicato,  e  non  già  sepolto  con  probabilità  che 
un  di  s"  andrà  tutto  a  perdere. 


-1*7S7]  A   FRANCESCO    RASTELLI  2683 

Mi  favorisca  di  riverire  e  ringraziare  il  signor  Campagnola  con  ag- 
giugnere,  che,  se  gli  capitassero  iscrizioni  de'  secoli  oscuri,  non  islampatc, 
8Ì  ricordi  che  mi  sarebbono  care. 

E  qui,  con  ratificarle  il  mio  immuta bil  ossequio,  mi  rassegno,  di  V.  S. 
illustrissima  e  reverendissima,  eie. 


2665. 

A  FRANCESCO  RASTELLI  in  Festa. 
Modena,  5  Novembre  1727. 

Archivio  Rastki.li,  Ferità. 

Perchè  temu  che  si  sia  smarrita  naa  mia.  che  immediatamente  scrissi 
a  V.  S.  dopo  avere  parlato  col  Frassoui,  mentre  odo  che  non  fu  conse- 
gnata in  Vignola.  stimo  bene  di  replicare  per  suo  governo  le  medesime 
cose.  Cioè,  che  per  quanto  sapessi  dire,  non  mi  riusci  di  far  calare  al 
Frassoni  né  pure  un  soldo  dalla  pretensione  delle  tre  mila  lire,  lusingato 
da'  suoi  legali,  che  litigando  otterrà  molto  più.  Pensa  dunque  di  muovere 
lite  per  la  quale  si  promette  delle  buone  assistenze.  Si  figura  di  poterla 
intentare  in  Modena,  al  che  ho  riposto  che  trattandosi  di  una  vedova, 
non  credo  io  ciò  fattibile,  assistendo  i  privilegi  a  lei,  e  non  a  lui.  Crede 
di  poter  pretendere  che  la  possessione  sia  valutata  come  era  già  all'estimo, 
e  che  il  deterioramento  vada  a  conto  di  chi  l'ha  goduta,  perchè  per  sua 
colpa  è  succeduto  lo  smanco.  Giungo  fino  a  lusingarsi  di  poter  provare, 
che  don  Clemente  non  era  in  istato  di  poter  proferire  l'erede  nel  suo 
testamento  dicendo  d*  aver  fedi  de"  testimoni.  Finalmente  pretende,  che 
Carlo  debba  rendere  conto  de  i  mobili,  perchè  restarono  in  mano  sua.  et 
egli  si  presumerà,  che  gli  abbia  consunti.  Risposi  quanto  io  credei  a  pro- 
posito a  tutte  queste  lusinghe;  ma  ad  una  sola  non  seppi  che  dire,  perchè 
non  informato  prima.  Cioè  che  anche  sussistendo  il  testamento  di  don 
Clemente,  gli  sono  dovuti  in  vigor  d'  esso  ducente  scudi  ;  il  che  se  sussi- 
stesse, e  si  potessero  anche  pretendere  i  frutti,  allora  certo  le  tre  mila 
non  sarebbono  una  pretensione  eccessiva.  Sopra  tali  notizie  prenderà  V.  S. 
le  sue  misure;  e  se  io  potrò  contribuire  cosa  alcuna  alla  di  lei  quiete, 
volentieri  m'impiegherò  in  servirla.  Intanto,  con  riverirla  caramente,  mi 
confermo,  di  V.  S. 


2G84  LODOVICO   ANTONIO    MURATORI  [IT'ST*- 


2666. 

A  GIOVAN  GIACOMO  ZAMBONI*  in  Londra. 
Mutinae,  XII  Kal.  Dee.  MDCCXXVII. 

Aechivio  Soiii  JtuRATOBi  (  B.  Bihl,  E8L),  Modena. 

Doctissimo  Viro  I.  I.  Zambono 

Ludovicus  Antonius  Muratorius 
S.  P. 

Multa  sperabam  e  britannicae  linguae  studio,  cui  me  aliquot  aule 
menses  dedi;  exploi'atum  quippe  habeo,  quantum  ingenio  ac  eruditione 
possint  aetate  praesertim  nostra  literati  homines  sub  isto  coelo  nati. 

Sed  nunquam  subiit,  ex  ejusmodi  studio  illud  mihi  obventurum,  ut  in 
tuam  amicitiam  concederem,  taumque  ipsum  amorem  in  me  beneficum  con- 
tinuo sentirem.  Libros,  inquis,  quos  a  Riva  nostro  petieram,  dono  tu 
ipse  mittis.  Equidem  quid  primum  mirer  noscio  :  humanitatem  ne  tuam, 
an  liberalitatem.  Utramque  certe  carissimam  habeo,  fateorque  me  tibi 
multis  nominibus  obstrictum,  quando  in  animum  tuum  induxisti,  me  non 
tantum  amare,  sed  etiam  erudire.  Itaque  anxie  expectabo  libellum  Addi- 
sonii,  sed  praecipue  Wollastonii  tractatum  de  Religione  Naturae.  Nihil 
enim  me  magis  delectat  e  britannicae  gentis  ingenio,  quam  quod  ipsi 
hactenus  prodidere  ad  normam  instituti  Boyliani.  Hujus  argumenti  spe- 
cimina  quaedam  vidi  in  bibliotbeca  Clerici;  Derhamum  quoque  integrum 
legi  italico  redditum.  Attamen  audio,  meliora  adhuc  latore  literis  tantum 
britannicis  consignata:  sed  ego  fortasse  ridendus,  quod  mihi  optem  libros 
linguae  istius.  in  qua  hospitem  me  adhuc  sentio,  et  ad  quam  assequendam 
nescio  an  umquam  sim  perventurus,  nullo  magistro  manum  praebente, 
inter  multiplices  curas,  atque  annis  in  senium  vergentibus.  luvenum  est 
linguis  operam  dare.  Te  vero  felicem,  qui  in  aetate  fiorenti  inter  doctis- 
simos  viros,  atque  in  amplissimo  scientiarum  theatro  versaris.  et  facile 
surripere  potes    quae  meliora  istic  gignuntur. 

Mihi  tamen  statutum  èst  periculum  facere  navigationis  hujusmodi;  ad 
quam  etiam  munera  tua  me  in  posterum  acrius  solicitabunt.  Interea  velim 
tibi  persuadeas,  tuum  nomen,  egregiumque  animum  tuum,  intimum  cordis 
mei  locum  jam  occupasse  atque  inde  uumquam,  dum  vivam,  esse  dimo- 
veuda.  Tuum  sit,  quaeso,  facere,  ne  iagratum  amicum  habeas;  atque  edi- 
cito,  si  qua  et  ego  praestare  tibi  possim  :  quod  lubentissime  faciam.  Rivae 
nostro  plurimam  verbis  meis  salutem  precare,  eique  sedulo  prospice,  ne 
insidiis  cauorae  alicujus  vocis  umquam  succumbat.  Vale. 


*  Responsive  iti  Archivio  Soli  Muratori  (  R.  Bibl.  Est.  ),  a.°  2y  da  Londra  1725- '48. 


l'7S'71  AD   ANTON   FRANCESCO   MARMI  2685 


2667. 

AD  ANTON  FRANCESCO  MARMI  m  Firenze. 
Modena,  2\  Novembre  1727. 

BiBLioTccA  Maoliabkcuiaba,  Firouze,  edita  [lob]. 

Dal  signor  Giuseppe  Attias  '  seniore  di  Livorno  intendo,  aver  egli  in- 
viato a  V.  S.  illustrissima  nu  involto  di  carte  per  me.  con  alcune  poche 
pietre  da  batter  fuoco,  che  mi  vengono  da  Messina.  Starò  io  con  qualche 
impazienza  attendendo  ravviso  che  ne  sia  seguita  a  lei  la  consegna,  sul 
timore  che  tuttavia  egli  stia  godendo  la  villa.  Mi  preme  forte  che  non  si 
smarrisca  esso  involto.  E  quando  pur  esso  sia  pervenuto  alle  di  lei  mani, 
mi  raccomando  alla  sua  benignità  per  qualche  sicura  occasione  che  mei 
porti  a  Bologna  al  signor  Sebastiano  Bassi,  corrispondente  costi  di  molti 
mercatanti;  al  quale  in  congiuntura  di  spedirlo,  la  pregherei  di  scrivere 
due  parole,  certo  ch'egli  mi  favorirà  nel  resto. 

Non  doveva  io  aver  badato  alla  lettera  di  V.  S.  illustrissima,  in  cui 
mi  accennava  il  pagamento  del  precedente  tomo  a  lei  fatto.  Quando  sia 
cosi,  non  occorre  far  altre  parole  ;  eh'  io  non  ho  difficultà  ad  aspettare  un 
convenevol  tempo  per  la  soddisfazione  dell'  ultimo,  benché  consegnato,  sa- 
ranno due  mesi. 

Giacché  sono  incamminati  ad  uscire  in  luce  i  sigilli  antichi,  che  si 
truovano  in  cotesto  parti,  attenderò  di  pie  fermo  la  comparsa  loro  senza 
correre  lor  dietro.  Vero  è,  che  m"  immagino  usciranno  solamente  sigilli  e 
altre  anticaglie,  ma  solamente  romane.  Il  mio  desiderio  e  bisogno  sarebbe 
di  antichità  gotiche,  longobarde,  franche;  e  se  di  tali  scoprisse  V.  S.  il- 
lustrissima alcuna,  la  prego  a  ricordarsi  di  me.  Chiegga  ancora,  se  si 
creda  che  resti .  costi  fabbrica  o  basso  rilievo  alcuno,  fatto  prima  del  mille  ; 
che  la  notizia  mi  sarebbe  cara.  » 

Questi  signori  della  Carità  mi  hanno  imposto  di  ritirare  a  Modena 
il  danaro  che  era  destinato  per  li  signori  Scarlatti,  giacché  veggono  che 
vieu  ricusato.  Sono  restati  di  cercar  via  per  riaverli  senza  pagar  cambio  : 
e  cosi  mi  riserbo  di  accennarle  altra  volta,  come  ella  avrà  da  compartirmi 
i  suoi,  soliti  favori. 

«  Il  gran  pret«  che  voi  altri  signori  avete  goduto,  non  sa  che  farsi 
delle  sue  doble.  Bene  é  che  le  vada  seminando  per  l' Italia. 


'  Sue  lettere  iu  Archimo  Soli  Muratori  (  R.Bibl.  Est.  ),  ii.°  24  da  Livorno,  Firenze 
Epiatolario  di  Lodovico  Antonio  Muratori.  —  Voi.  VI.  170. 


2686  LODOVICO   ANTONIO   MURATOHI  [±'72'7' 


Se  V.  S.  illustrissima  ha  nuove  del  signox*  dottor  Cocchi,  non  dimen- 
tichi di  darle  anche  a  me.  Intesi  dire  ch'egli  fosse  ristucco  di  Pisa,  e 
che  preferisce  il  riposo  di  Firenze.  Guadagnereste  molto,  ripigliando  ciò 
che  è  vostro. 

Con  rassegnarle  il  mio  costantissimo  ossequio,  mi  confermo,  di  V.  S. 
illustrissima,  etc.  » 


2668. 

A  GIUSEPPE  MALASPINA  DI  S.''*  MARGHERITA  in  Tortona. 
Modena,  27  Novembre  1727. 
'    •  Raccolta  Palmissi,  S.  Paolo,  Roma. 

Aspettavo  io  a  momenti  i  fogli  delle  Croniche  d'Asti  per  farne  Vin- 
dice; ma  non  essendo  finora  giunti,  nulla  so  dire  a  V.  S.  illustrissima  di 
quello  che  sia  stato  levato  dalle  di  lei  note,  giacché  io  ne  lasciai  la  cura 
tutta  al  nostro  signor  Sassi.  Certo  è  che  alcune  d'esse  erano  superflue, 
da  che  io  coli' aiuto  d'altro  testo  avea  corretti  alcuni,  e  forse  non  pochi 
luoghi  di  quello  di  V.  S.  illustrissima,  e  qualche  giunterella  ancora  vi 
feci.  Altre  parve  che  nulla  contenessero  di  raro,  e  fossero  fatte  solamente 
per  dir  qualche  cosa.  A  tutto  questo  ella  dovrà  riflettere,  se  eseguirà  il 
disegno  di  ristampare  esse  croniche  con  tutte  le  sue  note.  Quanto  alle 
politiche,  lasciate  indietro  per  non  aver  liti  con  Roma,  le  stampi  ella 
pure  a  suo  talento;  che  a  lei  stanno  bene,  e  cammineranno  senza  veruno 
ostacolo. 

Del  resto  avrei  ben  caro  che  le  nozze  col  nostro  vicino  avessero  da 
mettere  in  moto  ^V.  S.  illustrissima,  onde  io  potessi  godere  la  consola- 
zione di  riverirla  presente  dopo  tanto  digiuno.  Si  faccia  ella  animo  a 
questo,  e  so  che  sarà  ben  veduta  anche  dal  mio  Padrone  serenissimo,  se- 
condo la  stima  dovuta  a  un  cavaliere  provveduto  di  sì  belle  doti. 

Se  le  venisse  fatto  di  trovar  monete,  sigilli,  inscrizioni  de'  secoli  di 
mezzo,  cioè  dal  600  fino  al  1200,  o  altre  anticaglie,  come  fabbriche,  bassi 
rilievi,  etc.  si  ricordi  ch'io  ne  ho  bisogno.  Ma  la  povera  Tortona  ha  pa- 
tito troppi  naufragi. 

Rassegnandole  il  mio  ossequio,  mi  confermo,  di  V.  S.  illustrissima. 


-IT  3*7]  A  GIAMBATTISTA   BIANCONI  2687 


2669. 

A  GIAN  FRANCESCO  MUSELLI  in  Verona. 
Modena,  27  Novembre  1727. 

AROBiyio  Capitolabb,  Verona,  edita  [315]. 

Non  dubiti  V,  S.  illustrissima,  ch'io  non  abbia  a  rispondere  ciò  che 
sarà  da  me  creduto  a  proposito  intorno  al  Ritmo  di  Milano.  Ma  bisogna 
eh*  io  aspetti  un  sito  opportuno,  per  non  uscire  in  aringo  fuor  di  pro- 
posito. Soddisfarò,  a  Dio  piacendo,  a  questo  mio  dovere  e  ne  assicuri 
pure  il  nostro  signor  Campagnola  con  riverirlo  caramente  in  mio  nome. 

Mi  era  noto  prima  d'ora,  che  il  fu  signor  Bernardo  Trevisano  avea 
quel  codice,  dove  erano  registrati  tutti  i  Patti  de'  Veneti  con  gli  antichi 
Imperatori  e  Re  d' Italia.  Di  colà  appunto  uno  ne  ebbi  io,  che  diedi  in 
luce.  Oh  se  potessi  ottener  copia  di  si  belle  carte,  ne  sarei  pur  lieto  ! 
Dandolo  accenna  tutti  i  suddetti  patti,  e  son  cose  gloriose  per  la  sere- 
nissima Repubblica.  Potrebbe  intendersi  la  mente  di  cotesto  illustrissimo 
prelato.  Non  mi  rivolgerei  per  questo  al  signor  marchese  Maffei,  perchè 
ha  fatto  vedere  il  suo  genio,  che  pensa  solo  a  sé  stesso  nell'affare  del 
Ritmo.  E  se  penetrasse  che  monsignor  Trevisano  s"  inducesse  a  farmi  tal 
grazia,  probabilmente  l' impedirebbe.  Non  mi  si  è  mai  tolto  di  mente  un 
timore,  ch'egli  fosse  quello  che  m'impedisse  l'adito  a  cotesto  archivio  del 
Capitolo,  quando  la  Repubblica  ad  istanze  del  Re  d'Inghilterra  fatte  in  mio 
favore,  mi  aveva  impetrato  ch'io  potessi  entrarvi.  Ma  indarno  venni  a  Ve- 
rona per  questo.  Però  bisogna  camminar  con  riguardo  rispetto  a  lui.  Il 
Penitenziale  che  m' inviò  il  signor  Campagnola,  è  quasi  lo  stesso,  che  si 
legge  fra  l'opere  di  Beda.  Tuttavia  penso  di  darlo  a  suo  tempo  fra  varie 
dissertazioni.  Vegga  pur  egli,  se  trovasse  altre  anticaglie,  che  a  tutte  saprò 
trovar  sito.  E,  con  ringraziarla  de'  continuati  favori,  le  rassegno  il  mio 
immutabil  rispetto,  protestandomi  più  che  mai,  di  V.  S.  illustrissima  e 
reverendissima,  etc. 

2670. 

A  GIAMBATTISTA  BIANCONI  in  Bologna. 
Modena,  29  Novembre  1727. 

Abcbivio  Biahcosi,  Bologna  edita  [  211  ]. 

Orsù,  io  la  veggo  mal  parata  per  cotesta  impresa,  essendo  noi  dopo 
tanti  colpi,  e  tante  promesse  tuttavia  al  principio  del  viaggio.  Se   cotesti 


2688  LODOyiOO  ANTONIO  MURATORI  •-l'7S'7] 

documenti  fossero  cose  molto  preziose  e  di  cui  avessi  gran  premura,  non 
avrei  tardato  finora  a  dire  a  V.  S.,  che  mi  favorisse  di  farli  copiare  alle 
spese  mie.  Ma  potendo  io  passarla  senza  d'essi,  ho  creduto  bene  di  la- 
sciarne l'onore  a  cotesto  cavaliere  si  fecondo  di  parole,  ma  non  già  di 
fatti.  Ottimamente  ella  ha  fatto  coli'  impedire,  che  il  negozio  non  si  metta 
in  riputazione  col  ricorso  a  superiori,  perchè  era  finito  in  nulla.  Ora 
dunque  prego  la  di  lei  bontà  che  non  ne  parli  più  ad  esso  cavaliere,  e 
neppure  all'  altro,  siccome  ella  aveva  disegnato.  Quando  a  lei  e  alla  sua 
destrezza  non  riesca  di  ottenere  l'intento,  mi  riduco  a  pregarla  che  voglia 
rimandarmi  nota  di  quelli  ch'io  aveva  segnato:  che  considererò,  se  mi 
occorra  di  farne  copiare  alcuno  col  mio  danaro.  Cosi  termineremo  la  fac- 
cenda, senz'aver  io  obbligo  alcuno,  fuorché  a  V.  S.  nel  cui  benigno  amore 
io  sempre  confido. 

Quando  cotesto  archivio  di  s.  Stefano  non  fosse  stato  restituito, 
la  città  dovrebbe  far  alto  con  gli  eredi  del  defunto  porporato  per  ricu- 
perarlo. Intanto,  con  ringraziarla  de' continuati  favori,  e  pregarla  de' miei 
rispetti  al  signor  priore  suo  fratello,  le  rassegno  il  mio  rispetto,  e  mi 
confermo,  etc, 

2671. 

AD  ANTON  FRANCESCO  MARMI  in  Firenze. 
Modena,  5  Dicembre  1727. 

Biblioteca  Maoliabecuiana,  Firenze,  edita  [153  j. 

«  Sperava  io  d'intendere  fin  la  settimana  prossima  passata  da  V.  S.  il- 
lustrissima, ch'ella  avesse  ricevuto  da  Livorno  l'involto  già  a  lei  accen- 
nato: e  pure  ebbi  il  dispiacere  d'intendere  che  nulla  le  era  pervenuto. 
Scrissi  tosto  al  signor  Giuseppe  Attias  seniore  colà,  acciocché  prendesse 
bene  le  sue  misure.  Troppo  mi  dorrebbe,  se  cosa  di  mia  molta  premura,  e 
venuta  ben  di  lontano,  andasse  poi  a  naufragare  in  terra.  Voglio  nondi- 
meno sperare  in  breve  notizie  che  mi  consolino  su  questo.  » 

Giacché  questi  signori  presidenti  della  carità  hanno  giudicato  che  sia 
meglio  r  aspettar  qui  di  pie  fermo  le  pi*etensioni  del  signor  Scarlatti,  sono 
a  pregare  V.  S.  illustrissima  che  voglia  consegnare  costi  al  signor  Fran- 
cesco Perini  il  danaro  ch'ella  tiene  di  ragione  d'essa  compagnia,  dicen- 
dogli di  pagarlo  a  disposizione  del  signor  Giuseppe  Maria  Lorenzini  di 
Bologna,  con  cui  si  sono  intesi  questi  signori.  Esso  danaro  dee  essere,  se 
so  ben  fare  i  conti,  due  volte  scudi  romani  20-56-4,  che  ìd  tutto  faranno 
scudi  41-12-8.  Mi  onori  di  ritenere  presso  di  sé  il  prezzo  del  tomo  Rerum 
Italicarum  pagatole  per  mio  conto  dal  signor  marchese  RinucciDi,  non 
volendo  io  mischiare  il  mio  coli' altrui.  Le  sarò  tenuto  per  questo  favore, 
e  la  ringrazio  della  sotferenza,  che  ha  finora  avuto  per  questo. 


- 17*37*]  AD   ANTON    FRANCESCO   MARMI  2689 

«  Del  resto,  non  occorre  che  V.  S.  illustrissima  faccia  al  suddetto 
signor  Marchese  altra  fretta  per  1"  ultimo  tomo.  S*  egli  tarderà  troppo  in 
occasione  di  vederlo,  potrebbe  con  buon  garbo  ricordargli  le  mie  preghiere 
e  rispetti.  Bella  risoluzione  quella  del  signor  dottor  Cocchi  di  tradurre  dal 
greco  quegli  antichi  chirurgi.  Vi  sarà  del  buono,  e  serviranno  alla  storia 
della  medicina.  Allorché  avrà  occasione  d" incontrarsi  in  lui,  me  gli  ricordi 
gran  servitore,  e  chiegga  se  ricevesse  una  mia  nel  settembre  passato.  Non 
ne  ho  mai  ricevuta  risposta. 

Vada  bel  bello  V.  S.  illustrissima,  né  si  lasci  trasportare  dal  genio 
a  far  troppe  fatiche  nel  mettere  in  ordine  la  biblioteca  magliabechiana  : 
perchè  la  di  lei  salut.e  è  interesse  del  pubblico,  né  ella  dee  nuocere  alla 
salute  propria  per  far  del  bene  agli  altri.  Voglia  Dio  eh'  io  possa  un 
giorno  arrivare  e  vedere  cotesto  bel  regalo  fatto  alla  sua  patria.  Anche 
da  altre  parti  ho  avviso  che  sia  bella  cosa;  e  sotto  di  lei  maggiormente 
diverrà  tale.  Ho  sotto  gli  occhi  una  sterminata  Risposta  fatta  a  monsignor 
Fontanini,  e  all' avvocato  Nicoli  '  [Francesco!  di  Piacenza  per  l'affare  di 
Parma  e  Piacenza.  L'autore  é  più  tedesco  de' tedeschi. 

Con  supplicarla  di  conservarmi  il  suo  stimatissimo  amore,  le  rassegno 
il  mio  ossequio,  e  mi  ricordo,  di  V.  S.  illustrissima,  etc.  » 


2672. 

ALLO  STESSO  in  Firenze. 
Moden»,  6~I>icembre  1727. 

B.  Biblioteca  Nazionale  Cestralk,  Firenze. 

Dopo  avere  consegnato  alla  posta  una  mia  per  V.  S.  illustrissima,  mi 
giugno  la  stimatissima  sua  col  grato  avviso,  che  già  sia  in  mano  di  lei 
quanto  io  aspettava  da  Livorno.  Me  ne  son  rallegrato,  e  ringrazio  la  di 
lei  bontà  per  V  incomodo  presosi  di  raccomandare  1*  uno  e  1'  altro  involto 
a  cotesti  signori  Perini,  i  quali  son  certo  che  troveranno  mezzo  sicuro 
per  inviarli  a  Bologna,  dove  il  signor  Bassi  sarà  prevenuto  e  pregato  da 
me  del  rimanente. 

Per  conto  del  danaro  della  compagnia  della  carità,  quando  il  signor  Gio  : 
Gualberto  [Scarlatti]  a  nome  della  signora  contessa  sua  consorte  ne  faccia 
la  ricevuta,  con  esprimere  che  ciò  fa  per  saldo  d'ogni  sua  pretensione  centra 
la  compagnia  della  carità  di  Modena,  come  erede  del  fu  signor  ab.  Bi- 
gordi,  potrà  V.  S.  illustrissima  rilasciarlo  al  medesimo,  giacché  esso  é   il 


\  Sue  lettere  in  Archivio  Soli  Muratori  {R.  Bibl.  Est.),  n.°  3  da  Piacenza,  Naix)li 
1721 -'33. 


2690  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [l'7«5'7- 


compimento  di  quanto  restò  fra  noi  stabilito  per  le  cinque  rate  delle  de- 
cime decorse.  Quando  non  piacesse  al  suddetto  signore  di  fare  così,  io  non 
ho  che  replicare  le  preghiere  della  mia,  che  unita  a  questa  se  ne  viene, 
cioè,  ch'ella  mi  favorisca  di  consegnare  il  danaro  a  quel  banchiere  o  mer- 
catante che  sia,  perchè  tale  è  la  mente  di  questi  signori  presidenti. 

Se  il  signor  marchese  Pallavicino  chiederà  il  tomo  ultimamente  pub- 
blicato, e  gli  altri  appresso  in  nome  mio,  gli  saran  dati  senza  fallo:  che 
cosi  mi  sono  inteso  col  signor  Argelati  di  Milano.  Scriverò  nondimeno 
colà  perchè  si  cammini  in  questo  con  più  concerto,  e  si  mandi  ancora  esso 
tomo  ad  esso  cavaliere.  Di  nuovo  con  tutto  l'ossequio  mi  rassegno,  di  V.  S. 
illustrissima. 

2673. 

A  NICOLA  TACOLI  in  Reggio. 
Modena^,  8  Dicembre  1727. 

Archivio  Tacoli,  Modena. 

La  verità  si  è,  che  io  da  molto  tempo  non  ricevo  alcun  foglio  nova- 
mente  stampato  per  V.  S.  illustrissima  dal  Soliani.  Non  ne  so  il  perchè, 
essendo  molto  che  non  V  ho  veduto.  Me  ne  informerò.  Mi  scrisse  ella  in 
una  delle  sue  antecedenti,  che  esso  Soliani  le  avea  promesso  il  fine  della 
di  lei  scrittura  prhna  di  Quaresima.  Al  vedere  tanta  lentezza,  vo  imma- 
ginando eh'  egli  veramente  pensi  di  condurre  fino  alla  fin  di  Gennaio  la 
conclusione  di  questo  affare.  Tuttavia  parlerò,  e  rinnoverò  le  premure. 

Alla  bontà  di  V.  S.  illustrissima  ricorro  io  ora  con  pregarla  di  un 
favore,  che  altronde  non  si  può  sperar  meglio,  che  dall'  infaticabile  di  lei 
attenzione.  Questo  signor  conte  Alfonso  Moreni,  per  mezzo  di  certo  signor 
canonico  di  costi,  e  del  signor  Ruspagiari  ha  fatto  cercare  in  cotesto 
pubblico  archivio  documenti  spettanti  alla  sua  famiglia,  eh'  egli  crede 
originaria  di  Reggio,  dal  1300  fino  al  1470.  Quattro  strumenti  finora  si 
sono  trovati,  credo  dal  1300  fino  al  1400.  Avrebbe  egli  speranza,  che  ve 
ne  fossero  altri  susseguenti,  per  mezzo  de'  quali  si  potesse  connettere 
co' vecchi  tempi  l'albero  suo,  che  comincia  verso  il  1470.  Però  supplico 
V.  S.  illustrissima,  che.  se  può,  ella  voglia  pescare  per  favorire  quel  degno 
cavaliere,  o  pure  commettere  alla  diligenza  del  signor  Ruspagiari  una  tale 
ricerca,  la  quale  non  resterà  senza  il  suo  premio.  Anch'  io  le  conserverò 
obbligazione  per  questo  favore.  Intanto,  rassegnandole  il  mio  rispetto,  e 
pregandola  de'  suoi  comandamenti,  mi  confermo. 

Riapro  la  presente  per  dirle,  che  in  questo  punto  ricevo  dal  Soliani 
i  primi  fogli  dell'  ultima  Giunta.  Serva  ciò  di  quiete  a  V.  S.  illustrissima. 


-1*73'?]  A  GIACINTO  VINCIGLI  2691 


2674. 

A  CARLO  BORROMEO  ARESE  in  Milano. 
Modena,  11  Dicembre  1727. 

BibiothA<)ub  Natiokaui,  Paris. 

Eccellenza. 

Qualunque  io  mi  sia,  ogni  di  al  santo  altare  fo  grata  commemora- 
zione di  V.  E.  pregando  a  lei  e  a  tutta  la  sua  tanto  da  me  riverita  Casa, 
da  Dio  tutte  le  più  desiderabili  benedizioni.  Rinforzerò  questi  voti  in 
occasione  del  prossimo  santo  Natale,  sempre  ricordevole  de' tanti  benefizi 
eh'  ella  mi  ha  compartito.  Mi  permetta  nondimeno  1'  E.  V.  eh'  io  di  questa 
congiuntura  mi  vaglia  per  attestarle  i  sentimenti  del  mio  non  mai  inter- 
rotto ossequio,  e  per  congratularmi  .seco  della  sua  buona  salute,  e  dirle, 
eh'  io  mi  auguro  l' onore  de'  suoi  comandamenti,  e  la  grazia  da  Dio  di 
potere  anche  una  volta,  prima  eh'  io  muoia,  vederla  e  inchinarla  in  Mi- 
lano, per  protestarle  eh'  io  sono,  ed  eternamente  sarò,  quale  ora  con  tutto 
V  ossequio,  mi  ratifico. 

2675. 

A  GIACINTO  VINCIOLI  in  Perugia. 
Modena,  18  Dicembre  1727. 

Biblioteca  del  Ssmisabio,   Pesaro,  edita  [  108]. 

Giacché  le  disgrazie  di  sua  casa  hanno  restituito  V.  S.  illustrissima 
alla  patria,  può  essere,  che  queste  ridonderanno  in  profitto  delle  lettere, 
siccome  io  desidero,  e  spero,  perchè  ella  avrà  più  agio  di  esercitare  il 
suo  fecondo  ingegno  ;  e,  certo,  possono  tornare  in  buona  ventura  anche  per 
me,  mentre  ella  si  benignamente  si  accinge  per  provvedere  la  mia  Rac- 
colta di  qualche  Storia  di  cotesta  rinomata  città,  la  quale,  se  non  compa- 
risse in  questo  teatro  fra  tant'  altre  anche  minori,  porgerebbe  un  motivo 
di  formare  un  processo  o  contro  di  me.  per  non  avere  cercato  la  sua 
gloria,  0  contro  di  chi  non  avesse  somministrato  a  me  le  maniere  di  ser- 
virla. Non  mi  sovvien  più,  cosa  contenga  quella  del  Maturanzi,  che  V.  S. 
illustrissima  per  sua  bontà  pensa  di  farmi  godere.  Mi  onori  dunque  di 
significarmi  più  precisamente,  di  che  tempo  scrivesse  cotesto  autore,  e 
onde  cominci  a  tessere  la  sua  narrazione,  e  dove  finisca:  perchè  così  ne 
conoscerò  meglio  il  pregio,  e  allora  la  pregherò  con  più  franchezza  delle 
sue  grazie. 


2692  LODOVICO   ANTONIO    MURATORI  [1*?#:37'- 


Ben  mi  duole,  che  la  traduzione,  che  V.  S.  illustrissima  mi  dice  di 
aver  fatto  deW  Ecclesiciste,  ed  anche  inviata  a  me,  per  atto  della  sua 
sempre  generosa  liberalità,  non  sia  pervenuta  alle  mie  mani:  che  non 
avrei  lasciato  di  portare  a  lei  i  dovuti  ringraziamenti  per  questo  dono. 
Soddisfaccio  ora  al  mio  dovere;  e  s'ella  ne  avesse  altra  copia  da  favo- 
rirmi, gliene  resterò  ben  tenuto,  e  la  leggerò  ben  volentieri,  meritandolo 
r  argomento  utile,  ed  il  suo  valore. 

Con  tal  congiuntura,  pregandole  dal  cielo  piene  delle  più  desiderabili 
benedizioni  le  prossime  sante  feste,  le  l'assegno  il  mio  ossequio,  e  mi  con- 
fermo, di  V,  S.  illustrissima. 


2676. 

A  LUC  ANTONIO  GENTILI  in  Sinigaglia. 
Modena,  20  Dicembre  1727. 

Biblioteca  dei.  Seminario,  Pesaro,  edita  [108!. 

Certo  eh'  io  non  so  d' aver  ricevuta  lettera  di  V.  S.  con  cui  mi  avvi- 
sasse del  suo  passaggio  a  Sinigaglia,  e  se  l'avessi  avuta,  non  avrei  mancato 
di  rispondere,  e  congratularmi  seco  del  nuovo  soggiorno,  e  che  m' immagino 
vantaggioso,  non  solamente  alla  sanità,  ma  anche  al  di  lei  riposo.  Ora 
dunque,  che  il  di  lei  carissimo  foglio  ultimamente  ricevuto  mi  porta  tali 
notizie,  mi  congratulo  con  esso  lei  di  tutto,  e  meco  stesso  mi  rallegro  per 
la  benigna  memoria,  eh'  ella  di  me  conserva,  con  pregar  Dio,  che  in  oc- 
casione delle  prossime  sante  feste,  ed  in  tutti  i  tempi  a  lei  dispensi  ogni 
più  desiderabil  benedizione.  Ella  è  in  paese  mercantile,  ove  potrà  anche 
trafficar  meglio  il  suo  sapere;  e  però  goda  la  buona  ventura,  con  farne 
parte  a  me  ancora.  Cioè,  si  adoperi  per  vedere,  come  si  potessero  mettere 
occhi  e  mani  sulla  Raccolta  delle  memorie  pesaresi,  in  cui  probabilmente 
dovrebbe  essere  qualche  cosa  d'  antico  a  proposito  pe'  miei  disegni.  Se  le 
verrà  fatto  di  cavare  da  quella  profonda  grotta  il  tesoro,  allora  le  par- 
lerò meglio  intorno  a' miei  desiderj  Intanto,  le  dico,  che  non  istarà  molto 
ad  uscir  fuori  il  tomo  XII  Rerum  Italicarum,  e  che  si  continua  felice- 
mente la  stampa.  Continui  V.  S.  il  suo  amore  verso  di  me  con  sicurezza 
di  tutta  la  corrispondenza  del  mio  cuore,  perch'  io  non  lascerò  ,mai  d'  es- 
sere, quale,  con  tutto  lo  spirito,  mi  ricordo,  di  V.  S. 


-l'7S'7]  ▲   MÀURO   ALBSSAKDBO    LAZZA.RELLI  2693 


2677. 

A  NICOLA  TACOLI  in  Reggio. 
Modena,  21  Dicembre  1727. 

Architio  Tacoli,  Modena. 

Ha  voluto  V.  S.  illustrissima  eccedere  in  finezze,  comprendendo  me 
ancora  fra  coloro,  che  partecipano  de'  suoi  benigni  augnrj.  Con  renderle 
divote  grazie  di  quest'  atto  della  sua  somma  gentilezza,  prego  Dio,  che  nelle 
prossime  sante  feste,  e  in  tutti  i  tempi,  dispensi  a  lei  le  più  desiderabili 
benedizioni.  Le  protesto  ancora  le  mie  obbligazioni  per  le  notizie  spet- 
tanti alla  casa  Moreni,  quantunque  già  credo  le  medesime  comunicate 
dianzi  a  questo  signor  conte  Alfonso.  Veggo  la  difficultà  di  sperarne  altre 
in  avvenire;  ma  ella  non  lasci  di  raccomandarne  la  ricerca  al  signor  Ru- 
spagiari,  la  di  cui  diligenza  verrà  premiata.  Altri  fogli  delle  sue  stampe  non 
ho  veduto.  Col  vivo  desiderio  de'  suoi  comandamenti,  le  rassegno  il  mio 
immutabil  ossequio,  e  mi  ratifico. 


2678. 

A  MAURO  ALESSANDRO  LAZZARELLI  in  Milano. 
Modena,  2?  Dicembre  1727. 

Archivio  Soli  Muratori  {R.  Bibl.  Ett.),  Modena. 

Non  mancai  di  portare  tosto  i  miei  ringraziamenti  al  signor  fiscale 
Colla  pel  dono  della  sua  opera:  e  susseguentemente  poi  ricevuta  ch'io 
ebbi  la  stessa  dopo  il  suo  riposo  in  questa  dogana,  replicai  al  medesime 
signore  i  sentimenti  e  le  lodi  mie,  delle  quali  ha  mostrato,  in  una  lunga 
lettera  a  me  replicata,  il  suo  gradimento.  Soddisfaccio  ora  al  mio  debito, 
ringraziando  anche  V.  P.  reverendissima  della  bontà,  con  cui  m' inviò 
essa  opera  voluminosa,  e  con  pregarla,  che,  se  le  accadrà  di  vedere  esso 
signor  fiscale,  voglia  confermargli  i  suddetti  miei  encomj.  Non  ho  scritto 
a  lui.  ma  dico  solamente  a  lei  ciò,  che  anch'olla  avrà  già  osservato,  ha 
esso  signor  fiscale  egregiamente  difesa  la  causa  imperiale,  ma  con  troppe 
parole  :  che  non  occorreva  rispondere  a  tutte  le  parole  e  declamazioni 
superflue  de  gli  autori  contrarj. 

Con  tal  congiuntura,  le  auguro  piene  di  tutte  le  felicità  le  prossime 
sante  feste  con  assaissimi  anni  appresso.  E  la  prego  di  tenere  co'  suoi  so- 
spirati comandamenti  in  esercizio  quel  distinto  ossequio,  con  cui  mi  ricordo 
di  V.  P.  reverendissima. 


2694  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  [  1*7 3*7- 


2679. 

A  CARLO  BORROMEO  ARESE  in  Milano. 
Modena,  23  Dicembre  1727. 

BiBLioTHKQUB  Nationalk,  Fari8 . 

Eccellenza. 

Allo  stimatissimo  foglio  di  V.  E.  che  è  venuto,  mentre  un  altro  mio 
era  in  viaggio  per  cotesta  volta,  rispondo  d' aver  preso  le  informazioni 
intorno  a  Luigi  Rizzi,  e,  per  quanto  posso  dirle,  le  truovo  buone.  Egli  è 
giovane  di  buona  presenza,  e  di  onesti  costumi,  né  si  sa  eh'  egli  abbia 
vizi,  0  abbia  mai  fatto  cosa  disdicevole  ad  una  persona  onorata.  In  Ferrara 
ha  servito  per  qualche  tempo  di  segretario  quel  signor  commissario  Vecchi, 
e  non  ne  è  partito  per  alcun  suo  demerito.  Questo  è  quanto  posso  dirle 
.in  questo  particolare. 

Quando  avrò  congiuntura,  adempirò  gli  ufizi,  che  1'  E.  V.  mi  accenna. 
Sappia  nondimeno,  eh'  io  truovo  più  gusto  in  istar  lontano  dal  mondo 
grande,  e  passano  mesi  eh'  io  non  m' affaccio  al  Sole.  Questa  benedetta 
terra  ella  sa  che  è  il  paese  de  i  disinganni.  Chiesa  e  libri:  ecco  le  mie 
occupazioni  ;  e  volesse  Dio  che  ben  profittassi  nella  prima. 

Ringrazio  intanto  V.  E.  della  benigna  memoria,  che  ha  di  me;  e  la 
prego  d'essere  ben  persuasa  che  nella  mia  mente  sta  sempre  vivissima 
tutta  la  sua  riveritissima  Casa,  mia  si  gran  benefattrice.  E  prego  Dio  che 
mi  conceda  di  poter  anche  una  volta  prima  di  morire  vedere  e  inchinare 
TE.  V.  alla  quale,  intanto,  rassegno  il  mio  singolare  ossequio,  con  ricor- 
darmi di  V.  E. 

2680. 

A  GIAMBATTISTA  BIANCONI  in  Bologna. 
Modena,  23  Dicembre  1727. 

Archivio  Biasconi,  Bologna,  edita  [211]. 

Poteva  a  tutta  prima  dichiararsi  cotesto  cavaliere,  che  tutta  la  gene- 
rosità sua  consisterebbe  in  far  copiare  cotesti  documenti  alle  spese  altrui, 
che  allora  io  avrei  preso  le  mie  misure.  Il  signor  Argelati  mi  scrive 
ch'esso  cavaliere  sta  facendo  lavorare  intorno  alle  copie;  e  però  giacché 
si  è  voluto  battere  questa  via,  sia  fatto.  Ringrazio  io  intanto  la  bontà  di 
V.  S.  per  la  sua  cortese  premura  in  questo  affare;  e  la  prego,  fatte  che 
sieno  le  copie,  di  volere  aiutare,  acciocché  sieno  fedelmente  confrontate 
co  i  registri. 


-l'72'?]  A    COSTANTINO   GRIMALDI  2fi95 


Conceda  l'Altissimo  a  V.  S.  in  occasione  delle  imminenti  sanie  feste, 
e  in  tutti  i  tempi,  le  sue  più  desiderabili  benedizioni.  Un  tale  riverente  an- 
gario la  prego  di  portare  in  mio  nome  all'amatissimo,  infaticabile  p.  maestro 
Gotti,  a  cui,  e  più  a  noi.  desidero  di  vedere  contribnito  in  terra  quel 
premio  che  è  dovuto  a  tanto  merito. 

E,  con  rassegnarle  il  mio  costante  ossequio,  mi  confermo,  eie. 


2681. 

A  COSTANTINO  GRIMALDI  in  Napoli. 
Modena,  26  Dicembre  1727. 

Archivio  Soli  Muratori  {M.  Ilibl.  Est.),  Modena. 

Sommamente  cari,  dopo  un  lungo  silenzio,  mi  sono  riusciti  i  Ijenignissimi 
caratteri  di  V.  S.  illustrissima  perchè  mi  assicurano  della  sua  tanto  da 
me  desiderata  salute,  e  insieme  della  benigna  memoria,  eh'  ella  di  me  con- 
serva. Prego  Dio,  che  la  conservi,  e  le  faccia  godere  nel  prossimo  anno 
nuovo  e  in  assaissimi  altri  appresso,  tutte  le  maggiori  felicità. 

Quando  a  lei  piaccia,  potrà  far  pagare  in  Roma  al  signor  abate  Do- 
menico Maria  Giacobazzi,  ministro  del  mio  Serenissimo,  il  danaro  delle 
copie  finora  ricevute.  Non  tarderà  molto  ad  uscire  un  altro  tomo  già  finito 
di  stampare,  e  già  s"  inoltra  la  stampa  del  susseguente.  Cessi  pur  V.  S. 
illustrissima  dal  sospettare  in  una  mia  Raccolta  qualunque  menoma  ca- 
stratura. L' edizione  della  Farferw;  che  ha  dato  tanto  nel  naso  ai  politici 
romani,  basta  ad  assicurar  chicchesia,  eh"  io  cammino  franco,  né  celo  la 
verità  per  timore  o  riguardo  d'alcuno.  E  se  avessi  io  voluto  levare  al- 
cuna cosa  dalla  Storia  del  Malaspina,  non  avrei  si  francamente  detto  nella 
prefazione  ciò  che  ho  detto:  s'io  avessi,  potuto  trovare  alcun  testo  mi- 
gliore e  più  copioso  di  quella  storia,  tutto  avrei  dato.  Ma  mi  bisognò 
stare  alle  vecchie  stampe,  che  fedelmente  ancora  si  troveranno  da  me 
ristampate. 

Non  dimentichi  V.  S.  illustrissima  le  mie  suppliche  e  i  miei  desideri, 
caso  che  le  venissero  alle  mani  antichi  diplomi,  sigilli,  monete,  ed  altri 
pezzi  de'  secoli  scuri,  che  tutti  io  bramerei  per  potere  dar  luce  alle  te- 
nebre de' tempi  barbari.  Non  dimenticherò  io  mai  d'essere  quale,  con  tutta, 
la  stima  e  l'ossequio,  )ni  ratifico. 


269G  ^  LODOVICO   ANTONIO   MURATORI  \1'72*T- 


2682. 


A  NICOLA  TACOLI  in  Reggio. 
Modena,  29  Dicembre  1727. 

Akchivio  Soli  Mubatohi  {H,  Bibl.  Est.),  Modena. 

Voleva  io  appunto  ricorrere  alla  grazia  di  V.  S.  illustrissima  per  poter 
vedere  la  Storia  di  Reggio  composta  dal  Rubini.  La  ringrazio  dunque 
della  gentile  esibizione,  ch'ella  me  ne  fa,  allorché  l'avrà  fatta  copiare. 
Ne  sarò  buon  restitutore  a  suo  tempo.  Avendo  io  comunicato  ne'  giorni  ad- 
dietro al  signor  conte  Alfonso  Moreni  quanto  V.  S.  illustrissima  mi  aveva 
scritto  intorno  alle  diligenze  fatte  per  lui,  egli  mi  impose  di  ringraziarla 
e  riverirla  divotamente.  Aggiunse,  che  nulla  gli  occorre  dal  1480  andando 
innanzi,  perchè  ha  tutto  quanto  gli  bisogna,  e  sarebbe  superfluo  il  cercare 
eosti  documenti  di  que'  tempi.  Il  desiderio  suo  è  per  quelli  che  potessero 
trovarsi  prima  del  suddetto  anno.  Ma  perchè  fra  i  rogiti,  eh'  ella  accenna, 
non  ne  ha  veduto  che  due,  che  spettano  al  14:28  p.  28  tergo  :  Hilarius 
fìlius  q.  Bertholini  de  Morenis  e  1479  p.  57  tergo  :  Christophorus  Morenus 
f.  q.  Cugini  Vicinine  S.  Petri  Civ.  Reg.  etc.  egli  desidera  di  averne  copia 
autentica  dal  signor  Ruspagiari  che  sarà  soddisfatto  per  la  sua  fatica. 
Se  altro  potesse  trovarsi,  so  che  V.  S.  illustrissima  si  ricorderà  delle  mie 
e  delle  sue  preghiere. 

Intanto,  con  rassegnarle  il  mio  costante  ossequio,  mi  ratifico. 


INDICI 


INDICE  ANALITICO 


17SS. 

2022.  Modena,  8  Gennaio  —  Mauho  Alessandro  Lazzarelli  in   Milano  — 

Mi  disse...  —  Archivio  Soli  Muratori  { R.  Bibl.  Est.),  Modena  pag.  2306 
2023-  Modena,  9  Gennaio  —  N.  N.  —  Furono  a  tempo  le  4  voci  inviatemi 

da  V.  5.  per  questo  lotto, ...  —  Raccolta  Azzolini.  Roma  ...»  2205 
2!l24.  Modena,    9   Gennaio  —  Pier  Caterino  Zeno  in   Venezia  —  Mi  ha 

sommamente  obbligato  V.  R...  —  Biblioteca  del  Seminario,  Padova  »  ivi 
2085.  Mutinae,  prid.  Id  Januar  —  Pietro  Burmann  in  Leida  —  Certe  me 

ac  mea  aestimare  pluris...  —  Biblioteca  Universitaria,  Vienna    .     »     2207 

2026.  Mutinae  prid.  Id.  Januar  —  Giovanni  Fabricio  in  Helmstadt  —  Tuam 

quidem  eruditiomen, ...  —  Biblioteca  Ducale,  Gotha »     2208 

2027.  Modena,  15  Gennaio  —  Mauro  Alessandro  Lazzarelu  in  Milano  — 

Ho  veduto ...  —  Archivio  Soli  Muratori  (  B.  Bibl.  Est.  ),  Modena     »     ^6 

2028.  Modena,  i5  Gennaio.  —  Giuseppe  Malaspina  di  S.**  Margherita  in 

Tortona  —  Come  può  credere...  —  Raccolta  Palmieri,  S.  Paolo,  Roma  »  ^10 
2(69.  Modena,  15  Gennaio  —  Giuseppe  Antonio  Sassi  in  Milano  —  Tanti 

sono  stati  ne' giorni  addietro .. .  —  Biblioteca  Ambrosiana,  Milano  »  2211 
209").  Modena,  16  Gennaio  —  Vincenzo  Vecchi  in  Ferrara  —  Tre  sono  le 

lettere  di  V.  S.   illustrissima...  —  R.  Archivio  di  Stato,  Modena     »     2212 

2081.  Modena,  22  Gennaio  —  Francesco  Brembati  in    Berirarao  —  Egre- 

giamente.  Veggo  che  V.  S....  —  Archivio  Rocchi,  Bergamo ...     >     2214 

2082.  Modena,  22  Gennaio  —  Maoro  Alessandro  Lazzarelli  in  Milano 

—  La  mia ...  —  Archivio  Soli  Muratori  (  R.  Bibl.  Est.  ),  Modena  »  2215 
2i)33.  Modena,  22  Gennaio  —  N.  N.  in  Regino  —  Finalmente  questa  sera 

dopo  l' Ave  Maria ...  —  Archivio  Vallisnieri,  Reggio  Emilia  .  .  »  2216 
2034.  Modena,    2,3  Gennaio  —  Vincenzo  Vecchi  in  Ferrara  —  Bench'  io 

non  abbia  veduto ...  —  R.  Archivio  di  Stato,  Modena »     2217 

2085.  Modena,  2.3  Gennaio  —  Pier  Catterino  Zeno  in  Venezia  —  Le  giunte 

ai  Cortusii  sono  in  mia  mano . .  —  Biblioteca  del  Seminario  Padova     »     2218 

2036.  Modena,  29  Gennaio  —  Antonio   Rambaldo  di  Coli-alto  in  Vienna 

—  Non  potevo  io  desiderare...  —  Archivio  Collalto,  Pirnitz     .     .     »     2219 

2037.  Modena,  29  Gennaio  —  Mauro  Alessandro  Lazzarei.u  in  Milano  — 

Nell'ordinario...  —  Archivio  Soli  Muratori  {R.  Bibl.  Est.),  Modena     »     2220 


27G0  INDICE   ANALITICO 


2038Ì  Modena,   30   Gennaio  —  Vincenzo    Vecchi  in  Ferrara  —  Staremo 

attendendo  ciò  che  riuscirà...  —  R.  Archivio  di  Stato,  Modena  .  pag.  2220 

2039.  Modena,  5  Febbraio  —  Francesco  Arisi  in  Cremona  —  Se  voi  siete 

Conservatore  di  cotesta  città ...  —  Museo  Civico  Cremonese      .    .     »     2221 

2040.  Modena,  5  Febbraio  —  Mauro  Alessandro  Lazzarelli  in  Milano  — 

Adunque...  —  Archivio  Soli  Muratori  (R.  Bibl.  Est.),  Modena    .     »     ^22 

2041.  Modena,  6  Febbraio  —  Guido  Grandi  in  Pisa  —  Giacché  a  me  non 

viene...  . —  R.  Biblioteca  Nazionale  Centrale,  Firenze »       ivi 

2042.  Modena,  6  Febbraio  —  Vincenzo  Vecchi  in  Ferrara  —  Non  ho  po- 

tuto comunicare  al  Padron...  —  R.  Archivio  di  Stato,  Modena  .     »     2223 

2043.  Modena,  12  Febbraio  —  Giuseppe  Antonio  Sassi  in  Milano  —  Otti- 

mamente ha  fatto...  —  Biblioteca  Ambrosiana,  Milano     ....     »     2224 

2044.  Modena,  i3  Febbraio  —  Vincenzo  Vecchi  in  Ferrara  —  Ho  poi  comu- 

nicato al  Padron  serenissimo ...  —  R.  Archivio  di  Stato,  Modena     *     2226 

2045.  Modena,  20  Febbraio  —  Niccolò  Bertani  Masini  in  Ferrara  —  So 

che  il  signor  commissario...  —  Raccolta  Ferrajoli,  Roma    ...»     2227 

2046.  Modena,  26-  Febbraio  —  Mauro  Alessandro  Lazzarelli  in  Milano  — 

Fece  poi  questo...  —  Archivio  Soli  Muratori  (  R.  Bibl.  Est.  ),  Modena     *        ivi 

2047.  Modena,  26  Febbraio  —  Giuseppe  Antonio  Sassi   in  Milano  —  Sia 

col  nome  del  Signore ...  —  Biblioteca  Ambrosiana,  Milano       .    .     »     2228 

2048.  Modena,  27  Febbraio  —  Vincenzo  Vecchi  in  Ferrara  —  Mi  rallegrò 

che  sia  passata  cosi  bene...  —  R.  Archivio  di  Stato,  Modena  .    .     »     2229 

2049.  Modena,  5  Marzo  —  Bartolomeo  Boselli  in   Bergamo  —  Intendo 

ora  chi  ha  rubato ...  —  Biblioteca  Trivulziana,  Milano  ....  »  2230 
2(&[).  Modena,  5  Marzo  —   Mauro  Alessandro  Lazzarelli   in  Milano  — 

Dal  signor...  —  Archivio  Soli  Muratori  (R.  Bibl.  Est.),  Modena  *  2231 
2(61.  Modena  12  Marzo  —   Uberto  Benvoglienti  in  Siena  —  Sommo  è 

il  capitale  ch'io  fo... —  Biblioteca  Comunale,  Siena »        ivi 

2052.  Modena,  12  Marzo  —  Mauro  Alessandro  Lazzarelli  in  Milano  — 

Dal  signor...  —  Archivio  Soli  Muratori  (R.  Bibl.  Est.),  Modena.  »  2232 
2(63.  Modena,  12  Marzo  —  Giuseppe  Malaspina  di  S.'^*  Margherita  in 

Tortona  —  Mi  è  giunto ...  —  Raccolta  Palmieri,  S.  Paolo,  Roma  »  2233 
2(^.  Modena,  12  Marzo  —  Giuseppe  Antonio  Sassi  in  Milano  —  Lieto 

avviso,  che  fosse  imminente ...  —  Biblioteca  Ambrosiana,  Milano.  »  2234 
2(B6.  Modena,  13  Marzo  —  Giovan  Bernardino  Tafuri  in  Nardo  —  Appunto 

è  verissimo  che- ho- intrapresa .. .  —  Archivio  Papadia,  Galatina   .     »     2235 

2056.  Modena,  20  Marzo  —  Vincenzo  Vecchi  in  Ferrara  —  Lodato  Dio, 

che  ha  condotto ...  —  R.  Archivio  di  Stato,  Modena »     2236 

2057.  Modena,   20  Marzo  —  Pier  Catterino  Zeno   in   Venezia  —  Godo 

che  sieno  giunti ...  —  Biblioteca  del  Seminario,  Padova    ....     »     2237 

2058.  Modena,  26  Marzo  —  Francesco  Brembati  in  Bergamo  —  Perchè  mi 

premeva  un  poco  di  sapere ...  —  Archivio  Rocchi,  Bergamo    .    .     »     2238 

2059.  Modena,  26  Marzo  —  Costantino  Grimaldi  in  Napoli  —  Di  somma 

mia  consolazione...  —  Archivio  Soli  Muratori  (7?.  5tèi.  £!$<.),  Modena     »       ivi 

2060.  Modena,  26  Marzo  —  Mauro  Alessandro  Lazzarelli  in  Milano  — 

Buona  nuova...  —  Archivio  Soli  Muratori  (22.  Bibl.  Est.),  Modena     *     2239 

2061.  Modena,  26  Marzo  —  Giuseppe  Antonio  Sassi  in  Milano  —  Mi  sbri- 

gherò prima  da  un'intrico...  —  Biblioteca  Ambrosiana,   Milano     »     2240 

2062.  Modena  27  Marzo  —  Antonio  Vallisnieri  in  Padova  —  Rispondo 

all'  ultima  vostra...  —  Biblioteca  Nazionale  di  Brera,  Milano  .     .     »     2241 


INDICE  ANALITICO  2701 


20fì3.  Modena,  27  Morso  —  Vincbnzo  Yboohi  in  Ferrara  —  Al  giovane 

Rizzi  ho  intimato...  —  R.  Archivio  di  Stato,  Modena pag.  2242 

■ò^'4.  Modena,  50  Marzo  —   Carlo  Talenti   in  Reggio  —   .Sempre  sono 

andato ...  —  Biblioteca  Comunale,  Reggio »       ivi 

•J(Xo.  Modena,  2  Aprile  —  Mauro  Alessandro  Lazzarelli  in  Milano  — 

Eroica,  spiritosa...  —  Archivio  Soli  Muratori  {/^  Bibl.  Est.),  Modena     »     2243 

2i)(J6.  Modena,.  iO  Aprile  —  Vincenzo  Vecchi  in  Ferrara  —  Bramerebbe 

il  cavalier  di  cotesta  città...  —  R.  Archivio  di  Stato,  Modena.    .     »     2245 

2(Ì67.  Modena,  i6  Aprile  —  Mauro  Alessandro  Lazzarelli  in  Milano  — 

3/'  intenderò...  —  Archivio  Soli  Muratori  (  R.  Bibl-  Est.  ),  Modena     »     "^45 

•AK><.  Modena,  16  Aprile  —  Giuseppe  Malaspina  di  S.t*   Margherita   in 

Tortona  —  Confesso ...  —  Raccolta  Palmieri,  S.  Paolo,  Roma .    .     »     2246 

•^Kl'.  Modena,  17  Aprile  —  Nicolò  Bertani  Masini  in  Ferrara  —  Molto 

strano  mi  giunge...  —  R.  Biblioteca  Estense,  Modena »     ^47 

:?i7ii.  Modena,  i7  Aprile  —  Pietro  Burmann  in  Leida  —  In  nuovo  Cata- 
logo vastissimi  Operis, ...  —  Biblioteca  Universitaria,  Vienna    .     .     »        ivi 

21171.  Modena,  17  Aprile  —  Vincenzo  Vecchi  in  Ferrara  —  Spero  in  Dio 

che  V.  S.  illustrissima ...  —  R.  Archivio  di  Stato,  Modena  ...»     2248 

2072.  Modena,  23  Aprile  —  Mauro  Alessandro  Lazzarelu  in  Milano  — 

Dal  signor...  —  Archivio  Soli  Muratori  { R.  Bibl.  Est.),  Modena     »     2249 

2073.  Modena,  29  Aprile  —  Francesco  Brembati  in  Bergamo  —  Dal  signor 

abate  Badia ...  —  Archivio  Rocchi,  Bergamo »     2250 

2i)74.  Modena,  1  Maggio  —  Nicolò  Bertani  Masini  in  Ferrara  —  Mi  ral- 
legro con  V.  S. ...  —  R.  Biblioteca  Estense,  Modena »     ^51 

2  •75.  Modena,  i  Maggio  —  Salvino  Salvini  in  Firenze  —  Già  ho  veduto 

e,  con  mio  particolare  gusto, ...  —  Biblioteca  Marucelliana,  Firenze     »        ivi 

2()76.  Modena,  i  Maggio  —  Antonio  Vallisnieri  in  Padova  —  Alla  vostra 

lettera  aggiungeste...  —  Biblioteca  Nazionale  di  Brera,  Milano.     .     •>     2252 

2 177.  Modena,  1  Maggio  —  Vincenzo  Vecchi  in  Ferrara  —  Ho  fatto  inten- 
dere al  giovane ...  —  R.  Archivio  di  Stato,  Modena »      2253 

2078.  Modena,  -J  Marzo  —  Giuseppe  Antonio  Sassi  in  Milano  —  Ricevei'à 

V.  .V.  illustrissima...  —  Biblioteca  Ambrosiana,  Milano  ....     »     2254 

2<  179.  Modena,  6  Marzo  —  Francesco  Arisi  in  Cremona  —  Già  dal  signoì' 

abate  Garbelli  (Filippo)...  —  Museo  Civico  Cremonese    ....     »       ivi 

208(ì.  Modena,  li  Maggio  —  Giuseppe  Antonio   Sassi  in  Milano  —  Non 

ini  restò  tanto  tempo...  —  Biblioteca  Ambrosiana,  Milano    ...     »        ivi 

2i]81.  Modena,  13  Maggio  —  Pier  Catterino  Zeno  in  Venezia  —  Cosi  ben 

guernito  di  notizie...  —  Biblioteca  del  Seminario,  Padova  ...»     22S 

2082.  Modena,  16  Maggio  —  Giovan  Bernardino  Taturi  in  Nardo  —  A/)- 

punto  dal  p.  priore...  —  Archivio  Papadia,  Galatina   .....     »     2256 

2083.  Modena,  21  Maggio  —  Francesco  Arisi  in  Cremona  —  Ma  il  Tor- 

resini  potrà  servire,...  —  Museo  Civico  Cremonese.    .....     »     2257 

2<Ì84.  Modena,  21  Maggio  —  Francesco   Brembati  in  Bergamo  —  Buone 

nuove  mi  ha  portato  V.  S....  —  Archivio  Rocchi,  Bergamo      .    .     »       ivi 

2085.  Modena,  21  Maggio  —  Giuseppe  Malaspina  di  S.ta  Margherita  in 

Monleale  —  Possibile...  —  Raccolta  Palmieri,  S.  Paolo,  Roma         »     2258 

2<J86.  Modena,  22  Maggio  —  Vincenzo  Vecchi  in  Ferrara  —  Al  sig.  segre- 
tario ho  comunicato ...  —  R.  Archivio  di  Stato,  Modena  ....     »     2250 

2087.  Modena.  25  Maggio  —  Allo  Stesso  in  Ferrara  —  Dolce   la  villeg- 
giatura di  S.  Felice, ...  —  R.  Archivio  di  Stato,  Modena    ...»     2260 
Epistolario  di  Lodovico  Antonio  Muratori.  —  VoL  VI.  171. 


2702  INDICE    ANALITICO 


Modena,  28  Maggio  —  Giuseppe  Antonio  Sassi  in  Milano  —  Dio 
buono!  mi  ha  trafitto  il  cuore. . .  —  Biblioteca  Ambrosiana^  Milano  pag.  2261 

2089.  Modena,  5  Giugno  —  Nicolò  Bertani  Masini  in  Ferrara  —  Per  al- 

cuni miei  pressanti ...  —  Collezione  Càmpori,  Modena     ....     »     2262 

2090.  Modena,  5  Giugno  —  Giovan  Bernardino  Tafuri  in  Nardo  —  Ricevo 

la  storia  della  guerra.  ..  —  Archivio  Papadia,  Galatina    ....     »        ivi 

2091.  Modena,  10  Giugno  —  Girolamo  Vernaccia  in  Urbino  —  Veggo  i 

frutti  della  bontà ...  —  Archivio  Storico  Comunale,  Urbino ...»     22fv? 

2092.  Modena,  i  i  Giugno  —  Francesco  Arisi  in  Cremona  ~  Per  la  storia 

di  Piacenza  non  occorre...  —  Museo  Civico  Cremonese     .    .        .     »        ivi 

2093.  Modena,  i  i  Giugno  —  Francesco  Brembati  in  Bergamo  —  Rispondo 

alle  due  stimatissim,e . . .  —  Archivio  Rocchi,  Bergamo »     22'J4 

2094.  Modena,  1  i  Giugno  —  Giuseppe  Antonio  Sassi  in  Milano  —  Quanto 

m.i  ram,maricai ...  —  Biblioteca  Ambrosiana,  Milano »     2265 

2095.  Modena,  H  Giugno  —  Carlo  Talenti  in  Reggio  —  Godo  che  siano 

ritornati  salvi ...  —  Biblioteca  Comunale,  Reggio  Emilia  ....     »        ivi 

2096.  Modena,  18  Giugno  —  Giuseppe  Malaspina  di  S.ta  Margherita  in 

Tortona  —  D'incredibile...  —  Raccolta  Palmieri,  S.  Paolo,  Roma     »     2:^)6 

2097.  Modena,  1 9  Giugno  —  Giovan  Bernardino  Tafuri  in  Nardo  —  Con 

due  altre  mie  inviate  a  Roma ...  —  Archivio  Papadia,  Galatina   .     »     2267 

2098.  Modena,  19  Giugno  —  Vincenzo  Vecchi  in  Ferrara  —  Alla  posta  ho 

consegnato  l'involto...  —  R.  Archivio  di  Stato,  Modena  ....     »        ivi 

2099.  Modena,  26  Giugno  —  Allo  Stesso   in   Ferrara  —  Non   v' a   docu- 

mento alcuno  fra  i  posseduti...  —  R.  Archivio  di  Stato,  Modena     »     2268 

2100.  Modena,  Giugno  —  Giuseppe  Antonio  Sassi  in  Milano  —   Mi  piace 

sommamente  il  pensiero ..  ■  —  Biblioteca  Ambrosiana,  Milano  .    .     »     2269 

2101.  Modena,  2  Luglio  —  Francesco  Arisi  in  Cremona  —  Venga  a  suo 

tempo  la  Vittoria  della  Bertazola ...  —  Museo  Civico  Cremonese     »      2270 

2102.  Modena,  2  Luglio  —  Giuseppe  Malaspina  di  S."^  Margherita  in  Mon- 

leale  —  Due  righe...  —  Raccolta  Palmieri,  S.  Paolo,  Roma.    .    .     »     2271 

2103.  Modena,  9  Luglio   —   Giuseppe  Antonio  Sassi  in   Milano  —  Senza 

fallo  che  mi  ha  dato...  —  Biblioteca  Ambrosiana,  Milano    ...»        ivi 

2104.  Modena,  10  Luglio  —    Agostino   Pantò   in   Palermo  —  Non   v'ha 

dubbio...  —  Archivio  Soli  Muratori  (  R.  Bibl.  Est.),   Modena  .    .     »     2272 
21(6.  Modena,  10  Luglio  —  Giovan  Bernardino  Tafori  in  Nardo  —  Lo- 
dato Dio...  —  Archivio  Papadia,  Galatina     . •     »     2274 

210o.  Modena,  10  Luglio  —  Vincenzo  Vecchi  in   Ferrara  —  Saggiamente 

ha  fatto  V.  S....  —  R.  Archivio  di  Stato,  Modena »     2275 

2107.  Modena,  11   Luglio  —  Pier  Gerolamo  Vernaccia  in  Urbino  —  Le 

storie  che  V.  R —  Archivio  Storico  Comunale,  Urbino     ...»        ivi 

2108.  Modena,  18  Luglio  —  Vincenzo  Vecchi  in  Ferrara  —  Scrivo  a  V.  S. 

illustrissima  da  Spezzano . . .  —  R.  Archivio  di  Stato,  Modena.     .     »      2276 
21TO.  Modena,   23  Luglio  —  Giuseppe   Antonio   Sassi   in   Milano  —  Oggi 

scrivo  quello  che  credo...  —  Biblioteca  Ambrosiana,  Milano     .     .     »        ivi 

21 10.  Modena,  30  Luglio  —  Francesco  Arisi  in  Cremona  —  TI  carattere 

del  copista  importerà ...  —  Museo  Civico  Cremonese »     2278 

2111.  Modena,  30  Luglio  —  Giuseppe  Malaspina   di  S.ta  Margherita  in 

Tortona  —  Alla  lettera...  —  Raccolta  Palmieri,  S.  Paolo,    Roma.     »        ivi 

2112.  Modena,  23  Luglio —  Uberto  Benvoglienti  in  Siena  —  .S'è  mai  V.  S. 

illustrissima  potesse ...  —  Biblioteca  Comunale,  Siena *      2270 


INDICE  ANALITICO  2703 

2113-  Modena,  6  Agosto  —  Francbsoo  Abisi  in  Cremona  —  Puntualmente 

ho  ricevuta  la  Vittoria  Cremonese...  —  Museo  Civico  Cremonese  pa^.  228(J 

:^1I4.  Dalla  Pomposa,  6*  Agosto  —  Camillo  Fontana  in  Modena  —  È  de- 
votamente rivento  il  signor  Camillo  Fontana »        ivi 

2115.  Modena,  6  Agosto  —  (tiuseppe  Antonio  Sassi   in   .Milano  —  Di  sin- 

golur  consolazione...  —  Biblioteca  .\mbro.siana,  Milano    ....     »     22K1 

•2116.  Modena,  12  Agosto  —  Camilix)  Fontana  in  Modena  —  Se  il  Signor 

Camillo  Fontana  vorrà  favorirmi  il  dottor  Muratori »     2282 

2117.  .Modena,  i3  Agosto  —  Mauro  Alessandro  Lazzakblli  in  Milano  — 

Ricevei  infatti...  —  Archivio  Soli  Muratori  (  R.  Blib.  Est.  ),  Modena     »        ivi 

2118.  Modena,  i 4  Agosto  —  Uberto  Benvoglienti  in  Siena  —  .S'erra  questa 

mia  per  significare  a  V.  S....  —  Biblioteca  Civica,  Siena     ...     *     2283 

2119.  .Modena,  20  Agosto  —  Giuseppe  Antonio  Sassi  in  Milano  —  Veggo 

anche  il  Signor  Argelati...  —  Biblioteca  Ambrosiana,   Milano.     .     »        ivi 

2120.  Modena,  27  Agosto  —  Mauro  Alessandro  Lazzarelli  in  Milano  — 

Nulla  ho...  —  Archivio  Soli  Muratori  (  R.  Bibl.  Est.  ),  Modena    .     »     22i5 
2121-.  Modena,  2  Settembre  —  Giuseppe  Antonio  Sassi  in  Milano  —  Non 

vi  sarà  gran  male ...  —  Bliblioteca  Ambrosiana,  Milano  ....     »      228(3 

2122.  Modena,  2  Settembre  —  Giovan  Bernardino  Tafuri  in  Nardo  —  Molto 

bene ...  —  Archivio  Papadia,  Galatina »        ivi 

2123.  Modena,  10  Settembre  —  Mauro  Alessandro  Lazzarelu  in  Milano  — 

M' é  finalmente ...  —  Archivio  Soli  Muratori  (  R.  Bibl.  Est.),  Modena     »     ^87 

2124.  Modena,  17  Settembre  —  Allo  Stesso  in  Milano  —  Vivano  dunque 

i  nostri...  —  Archivio  Soli  Muratori  (R.  Bibl.  Est.),  Modena    .     »        ivi 
21;^.  Modena,  17  Settembre  —  Giuseppe  Antonio  Sassi  in  Milano  —  Scrivo 

di  villa  a  chi  probabilmente...  —  Biblioteca  Ambrosiana,  Milano     »     2288 

2126.  Modena,  6  Ottobre  —  Giuseppe  Riva  in  Londra  —  Vtwl  pure  V.   S. 

eh'  io  faccia  una  bella ...  —  R.  Biblioteca  Estense,  Modena,     .    .     »     2289 

2127.  Modena,  8  Ottobre  —  Francesco  Brembati  in  Bergamo  —  Riceco 

la  scattala  dell'  erba  Faltranc^ ,  —  Archivio  Rocchi,  Bergamo.    .     »        ivi 

2128.  Modena,  8  Ottobre  —  Mauro  Alessandro  Lazzarelu  in  Milano  — 

Mi  ha  scritto  ...  —  Archivio  Soli  Muratori  { R.  Bibl.  Est.  ),  Modena     »     2290 

2129.  Modena,  15  Ottobre  —  Allo  Stesso  in  Milano  —  Essendo  poi  giunto 

alla  patria...  —  Archivio  Soli  Muratori  {R.  Bibl.  Est.),  Modena.     »     2291 

2130.  Modena,  17  Ottobre  —  Pier  Catterino  Zeno  in  Venezia  —  Sia  rin- 

graziato Iddio, ...  —  Biblioteca  del  Seminario,  Padova »        ivi 

2131.  Modena,  22  Ottobre  —  Mauro  Alessandro  Lazzarelli  in  Milano  — 

Godo  che  ci  siamo...  —  Archivio  Soli  Muratori  (/?.  Bibl.  Est.),  Modena     »     2292 

2132.  Modena,  23  Ottobre  —  Giovan  Bernardino  Tafuri  in  Nardo  —  L'opera 

tutta  del  Coniger  già  é  in  mia  mano...  —  Archivio  Papadia,  Galatina     »      2293 

2133.  Modena,  29  Ottobre  —  Mauro  Alessandro  Lazzarelu  in  Milano  — 

Capitò  qua ...  —  Archivio  Soli  Muratori  (  R.  Bibl.  Est.  ),  Modena     »       ivi 
21.34.  Modena,   6  Novembre  —  Allo  Stesso  in  Milano  —  Feci  onore    a 

V.  R...  —  Archivio  Soli  Muratori  {  R.  Bibl.  Est.  ),  Modena ...»     2294 

2135.  Modena,  12  Novembre  —  Giuseppe  Antonio  Sassi  in  Milano—  Sup- 

poìigo  ritornata  V.   S. .. .  —  Biblioteca  Ambrosiana,  Milano    .    .     »     2296 

2136.  Modena,    20  Novembre  —  Nicolò    Bertani  Masini   in    Ferrara   — 

Attenderò  dunque  i  riscontri...  —  Raccolta  Pallotti,  Bol(^na  .    .     *     2296 

2137.  Modena,  26  Novembre  —  Giuseppe  Antonio  Sassi  in  Milano  —  Animo 

dunque  a  pigliare  i  ferri ...  —  Biblioteca  Ambrosiana,  Milano  .    .     »       ivi 


2704  INDICE  ANALITICO 


2138.  Modena,  27  Novembre  —  Uberto  Benvoglienti  in  Siena  —  Tanti 

sono  stati  per  V  addietro. . .  —  Biblioteca  Nazionale  di  Brera,  Milano  paj^.  2297 

2130.  Modena,  -9  Dicembre  —  Mauro  Alessandro  Lazzarelli  in  Milano  — 

S'è  portata ...  —  Archivio  Soli  Muratori  (  R.  Bibl.  Est.  ),  Modena  .     »     2298 

2140.  Modena,   3   Dicembre  —   Giuseppe   Antonio   Sassi   in   Milano  —  È 

molto  da  stimare...  —  Biblioteca  Ambrosiana,  Milano »     2299 

2141.  Modena,  10  Dicembre  —  Carlo  Borromeo  Arese  in  Milano  —  Mi 

permetta  VE.  V. . . .  —  Archivio  Borromeo  Arese,  Milano      ...»     2300 

2142.  Modena,    iO   Dicembre  ■—  Giovan   Benedetto   Borromeo  Arese   in 

Milano  —  L'augurio...  —  Archivio  Borromeo  Arese,  Milano    .    .     »        ivi 

2143.  Modena,  10  Dicembre  —  Francesco  Bkembati  in  Bergamo  —  Gin  sono 

in  ('remona...  —  Archivio  Soli  Muratori  (E.  Bibl.  Est.),   Modena     »     2301 

2144.  Modena,  10  Dicembre  —  Giuseppe  Antonio  Sassi   in  Milano  —  Mi 

è  sommamente  piaciuto .. .  —  Biblioteca  Ambrosiana,  Milano     .    .     »       ivi 

2145.  Modena,  17  Dicembre  —  Allo  Stesso  in  Milano  —  Non  yni  attentai 

di  dire  a  V.  S.  illustrissima...  —  Biblioteca  Ambrosiana,  Milano     »     2302 

2146.  Modena,  18  Dicembre  —  Giovan  Bernardino  Tafuri  in  Nardo  —  Ed 

io  appunto...  —  Archivio  Papadia,  Galatina »     213^13 

2147.  Modena,  31  Dicembre  —  Francesco  Brbmbati  in  Bergamo  —  Al  finis- 

simo cuore...  ~  Archivio  Soli  Muratori  {R.  Bibl.  Est.),  Modena.     »     ZJ)A 

2148.  Modena,  31  Dicembre  —  Giuseppe  Antonio  Sassi  in  Milano  —  Egre- 

f/iamente  la  S.   V....  —  Biblioteca  Ambrosiana,  Milano    ....     »        ivi 

2149.  Carlo  Talenti  in  Reggio  —  Godo  che  siano  ritornati  salvi  in  mano 

di  V.  S....  —  Biblioteca  Comunale,  Reggio  Emilia »     2.3r>o 

l'TSS. 

2150.  Modena,  1  Gennaio  —  Matteo  Egizio  in  Napoli  —  Ma  io  lo  vo'  rom- 

pere questo..  .  —  Archivio  Soli  Muratori  (  R.  Bibl.  Est.),  Modena    .     »        ivi 

2151.  Modena,  7  Gennaio  —  Francesco  Brembati  in  Bergamo  —  Quanto 

mi  sono  rallegrato...  —  Archivio  Rocchi,  Bergamo »     2.^)Pi 

2152.  Modena,    8   Gennaio  —  Erasmo   Gattola   in   Montecassino  —   Si  è 

sempre  fatto  pregio...  —  Archivio  Vitrioli,  Reggio  Calabria.     .     .     »      2307 

2153.  Modena,  22  Gennaio  —  Uberto   Benvoglienti  in  Siena  —  Mi  fu 

presentato  nelle  passate .. .  —  Biblioteca  Comunale,  Siena.     ...»     2.3^ 

2154.  Modena,  29  Gennaio  —  Alessandro  Pompeo  Berti  in  Aquila  —  Da 

che  risposi  ad  una  di  V.  R.,...  —  R.  Biblioteca,  Lucca  ....     »     E'i'H) 

2155.  —  Camillo  Affarosi  in  Reggio  —  Se  ne  ritorna  indietro   il  mano- 

scritto della  storia...  —  Collezione  Càmpori,  Modena »     23ln 

2150.  Modena,  4  Febbraio  —  Francesco  Brembati  in   Bergamo  —  Unito 

ai  benigi  salati  di   Y.  S....  —  Archivio  Rocchi,  Bergamo     ...»        ivi 

2157.  Modena,  6  Febbraio  —  Matteo  Egizio  in  Napoli  —  Yiva  dunque  la 

rara  gentilezza  di   V.  S....  —  Biblioteca  Nazionale,  Napoli  ...»     231 1 

2158.  Modena,   6  Febbraio  —  Erasmo  Gattola  in  Montecassino  —  Piena 

di  somma  gentilezza...  —  Archivio  di  Montecassino »      2312 

2159.  Modena,  12  Marzo  —  Niccolò  Bbrtani  Masini  in  Ferrara  —  Anche 

dal  p.  Ferrari  ho  riscontro...  —  Raccolta  Azzolini,  Roma  ...»  ivi 
21(50.  Modena,  12  Marzo  —  Antonio  Vallisnieri  in  Padova  —  Per  quanto 

si  stenderanno ...  —  Biblioteca  Nazionale  di  Brera,  Milano  ...»  2313 
2161.  Modena,  18  Marzo  —  N.  N.  —  Eh  che  diminuzione  d'ossequio,  non 

riguardo  alcuno  dall'affare...  —  R.  Archivio  di  Stato,  Modena  .     »      2314 


INDICE  ANALITICO  2706 


3162.  Modena,  i9  Mano  —  Giovan  Bernardino  Tafuri  in  Nardo  —  Con 

piaceì'e ...  —  Archivio  Fapadia,  Galatina pag.  2JI4 

2ÌSÌ.  Modena,  S5  Mano  —  Vittorio  Amedeo  II  in  Torino  —  Sul  disegno 

da  me  preso...  —  Archivio  Soli  Muratori  (  li.  Bibl.  Est.),  Modena     »     -ZìlTi 

•2164.  Modena,  35  Morso  —  Giuseppe  Antonio  Sassi  in  Milano  —  Saggia- 
mente ha   V.  S.  illustrissima ...  —  Biblioteca  .ambrosiana,  Milanu     »      ■^iìd 

2105.  Modena,  3  Aprile  —  Apostolo  Zeno  in  Venezia  —  Pì'eseniemente  si 

stampa  qui  un  mio  Trattato  della  Carità  Cristiana    .......        ivi 

3106.  Modena,  S  Aprile  —  Giuseppe  Antonio  Sassi  in  .Milano  —  Le  rifles- 
sioni fatte  da  V.  S....  —  Biblioteca  Ambrosiana,  Milano.    .    .    .     >>      /.in 

2107.  Modena,    9  Aprile  —  Erasmo   Gattola   in    .Montecassino  —  Nobile, 

grandioso,  e  degno  ...  —  Archivio  di  .Montecassino »     2318 

21(i<.  Modena,  iJ  Aprile  —  Giuseppe  .\ntonio  Sassi  in  Milano  —  Oh  ve' che 

imfrrorglio  s'è  incontrato...  —  Biblioteca  .\mbrosiana,  Milano.     .     »     2ih* 

2109.  Modena,  /9  Aprile  —  Costantino  Grimaldi  in  Napoli  —  Dolcissima 

nuova ...  —  Archivio  Soli  Muratori  (  R.  Bibl.  Est.  ),  Modena   .     .     »     'Zi2u 

2170.  Modena  (san  Felice),  i9  .\prile  —  Giuseppe  Antonio  Sassi  in  Milano 

—  Sento  dalla  villa,...  —  Biblioteca  Ambrosiana,  Milano    ...»     '^ì 

2171.  Modena  (san  Felice),    20   Aprile  —  Alessandro  Pompeo  Berti  in 

Aquila  —  Giacché  le  mie  lettere...  —  R.  Biblioteca,  Lucca  ...»     2i22 

2172.  Modena  (san  Felice),  20  Aprile  —  Pietro  Canneti  in  Forlì  —  Signor 

si,  che ...  —  Archivio  Soli  Muratori  (  R.  Bibl.  Est.  ),  Modena   .    .     »     2323 

2173.  Modena  (san  Felice),   20  Apì'ile  —  Bonifacio  Collina  in  Ravenna 

—  Tanti  intrichi...  —  Biblioteca  CIa.ssense,  Ravenna »     'Z^i 

2174.  Modena  (san  Felice),  20  Aprile  —  Antonio  Vallisnieri  in  Padova  — 

La  data  è  in  Modena,...  —  Biblioteca  Nazionale  di  Brera,  Milano     »        ivi 

2175.  Modena  (  san  Felice  ),  22  Aprile  —  N.  N.  —  Sto  godendo  in  S-  Felice 

un  po'  d' aria  più  pura ...  —  Archivio  Manzoli  del  Monte.  Modena     »     2S3 

2176.  Modena  (  san  Felice  ),  28  Aprile  —  Giuseppe  Antonio  Sassi  in  Milano 

—  Xella  prefazione...  —  Biblioteca  Ambrosiana,   Milano     ...»     2^j 

2177.  Modena,  1-4  Maggio  —  Allo  Stesso  in  Milano  —  Per  quanto  so  ancor 

io,  cotesti  signori  pensano...  —  Biblioteca  Ambrosiana,  Milano    .     »     2327 

2178.  Modena,  22  Maggio  —  Mariangelo  Fiacchi  in  Ravenna  —  Veggo  nel 

foglio  stimatissimo ...  —  Biblioteca  Classense,  Ravenna     ....     »     2328 

2179.  Modena,    27  Maggio  —  Giuseppe   Antonio   Sassi  in   Milano  —  Per 

questa  volta  bisogna...  —  Biblioteca  Ambrosiana,  Milano    ...»     232y 

2180.  Modena,  .3  Giugno  —  Allo  Stesso  in  Milano  —  Spedisco  oggi  per 

la  posta  al  sig.  Argelati...  —  Biblioteca  Ambrosiana,  Milano  .    .     »     2fSJ 

2181.  Modena,    17  Giugno  —  Francesco  Arisi  in  Cremona  —  Anche  dal 

nostro  Porri  mi  viene  scritto...  —  Museo  Civico  Cremonese    .    .     »        ivi 

2182.  Modena,  i  Luglio  —  Allo  Stesso  in  Cremona  —  Appena  tornato  da 

Roma  il  nuoix)  prelato  di  Reggio ...  —  Museo  Civico  Cremonese     »     2331 

2183.  Modena,  2  Luglio  —  Costantino  Grimaldi  in  Napoli  —  Bel  regalo 

che  mi  ha  fatto.. .  —  Archivio  Soli  Muratori  (  7?.  Bibl.  Est.),  Modena     »        ivi 

2184.  Modena,    i3   Luglio  —  Francesco   .\risi   in   Cremona   —   Eseguirò 

quanto  mi  dite  intorno...  —  Museo  Civico  Cremonese »     22Ì2 

21ffi.  Modena,  i5  Luglio  —  Giuseppe  A.ntonio  Sa.ssi  in  Milano  —  ffo  ve- 
duto già  i  fogli...  —  Biblioteca  Ambrosiana,  Milano »     2333 

2186.  Modena,  29  Luglio  —  Fra.ncbsco  Arisi  in  Cremona  —  Ottima  nuova 

che  mi  date,  con  dirmi...  —  Museo  Civico  Cremonese ^        ivi 


2706  INDICE   ANALITICO 


2187.  Modena,   6  Afjosto  —  Gìuseppe  Malaspina  di  S.ta  Margherita  in 

Monleale  —  Vo  disponendo...  —  Raccolta  Palmieri,  S.  Paolo,  Roma  pay.  2.'i34 

2188.  Modena,   7  Agosto  —  Rinaldo    I  D'  Esté  in  Modena  —  Non  ricevè 

il  Muratori  V  ordinario^ . .  -»-  R.  Archivio  di  Stato,  Modena     .     .     »     2335 

2189.  Modena,  13  Agosto  —  Antonio  Vallisnieri   in  Padova  —   Verissimo 

è  che  il  sig.  consigliere...  —  Biblioteca  Nazionale  di  Brera,  Milano     »        ivi 
2199.  Modena,  17  Agosto  —  Pier  Catterino  Zeno  in  Venezia  —  Ricevo  le 

copie  del  nuovo  Giornale  ; ...  —  Biblioteca  del  Seminario,  Padova     »     2.33<j 

2191.  Modena  (san  Felice),  18  Agosto  —  Francesco  Arisi  in  Cremona  — 

yi  scrivo  di  villa,...  —  Museo  Civico  Cremonese »        ivi 

2192.  Modena  (san  Felice),    18  Agosto  —  Alessandro  Pompeo  Berti    in 

Aquila  —  Mi  ha  fatto  molto  negligente...  —  R.  Biblioteca,  Lucca     »     2337 

2193.  Modena  (san  Felice),  18  Agosto  —  Pietro  Canneti  in  Foligno  —  La 

mia  poca  salute ...  —  Archivio  Soli  Muratori  (  R.  Bibl.  Est.  ),  Modena     »        ivi 

2194.  Modena   (san  Felice),  19  Agosto  —  Uberto   Benvoglienti  in  Siena 

—  Non  vidi  poi  il  P.  maestro —  Biblioteca  Comunale,  Siena  .     '^     231ÌS 

2195.  Modena  (san  Felice),  20  Agosto  —  Costantino   Grimaldi  in   Napoli 

—  Resterò ...  —  Archivio  Soli  Muratori  (  R.  Bibl.  Est.  ),  Modena  .     »     2339 

2196.  Modena  (  san  Felice  ),  26  Agosto  —  Francesco  Arisi  in  Cremona  — 

Dal  signor  Mazzoni  ho  ricevuto .. .  —  Museo  Civico  Cremonese  .     .     »     2.340 

2197.  Modena  (  san  Felice),  2  Settembre  —  Ma.i]rq  Alessandro  Lazzarelli  in 

Milano  —  Involti ...  —  Archivio  Soli  Muratori  (  R.  Bibl.  Est.  ),  Modena    »        ivi 

2198.  Modena,  9  Settembre  —  Allo  Stesso  in  Milano  —  Sono  in  mia  mano 

i  due  involtini ...  —  Archivio  Soli  Muratóri  (  R.  Bibl  Est.  ),  Modena     »     2341 

2199.  Modena,  10  Settembre  —  Niccolò   Bertani   Masini   in   Ferrara   — 

Quanto  io  aveva  qui...  —  R.   Biblioteca  Estense,  Modena    ...»        ivi 

2200.  Modena,  10  Settembre  —  Pier  Catterino  Zeno  in  Venezia  —  Buone 

nuove  che  mi  dà  V.  R....  —  Biblioteca  del  Seminario,  Padova    .     »     2342 

2201.  Modena,  16  Settembre  —  Francesco  Arisi  in  Cremona  —  Nulla  ricevei 

dal  zoccolante  che  mi  accennate ...  —  Museo  Civico  Cremonese    .     ^     2343 

2202.  Modena  (san  Felice),  22  Settembre  —  AtiTomo  Rambaldo  di  Collalto 

in  Vienna  —  Nello  stesso  tempo ...  —  Archivio  Collalto,  Pirnitz    .     »     2.344 

2203.  Modena,  29  Settembre  —  Francesco  Arisi  in  Cremona  —  Bisogna 

che  v'incomodi  col  pregarvi .. .  —  Museo  Civico  Cremonese.    .     .     »     2345 

2204.  Modena,  1  Ottobre  —  Costantino  Grimaldi  in  Napoli  —  Mi  è  somma- 

mente caro ...  —  Archivio  Soli  Muratori  (  R.  Bibl.  Est.  ),  Modena     »     2340 
22(S.  Modena,  12  Ottobre  —  Giovan  Gioseffo  Orsi  in  Valle  S.    Agnese  — 

È  stato  sommamente...  —  Biblioteca  del  Seminario,   Pesaro.    .    .     »     2347 

2206.  Modena,  12  Ottobre  —  Francesco  de  Aguirre  in  Torino  —  Se  non 

dopo  aver  letta  la  risposta...  —  Collezione  Crevenna- Amsterdam.     />        ivi 

2207.  Modena,  14  Ottobre  —  Alessandro  Pompeo  Berti  in  Aquila  —  Son 

già  usciti  in  pubblico  i  due  primi...  —  R.  Biblioteca,  Lucca  .     .     »     2-348 

2208.  Modena,  15   Ottobre  —  Costantino  Grimaldi  in  Napoli  —  L'ordi- 

nario scorso ...  —  Archivio  Soli  Muratori  (  R.  Bibl.  Est.  ),  Modena     »     2.349 

2209.  Modena,  26  Ottobre  —  Giuseppe  Riva  in  Londra  —  Veramente  è  ìmco  il     • 

regalo  fattomi  da  cotesta  altezza . . .  —  R.  Biblioteca  Estense,  Modena     »        ivi 

2210.  Modena,   29  Ottobre   —  Uberto  Benvoglienti   in  Siena  —   Final- 

mente do  avviso  a  V.  S....  —  Biblioteca  Comunale,  Siena    ...»     2^1 

2211.  Modena,  11  Novembre  —  Mauro  Alessandro  Lazzarelli  in  Milano 

—  Poteva...  —  Archivio    Soli   Muratori  ( /?.   Bibl.  Est.),   Modena     »     2352 


INDICE  ANALITICO  2707 


•?21'2.  Modena,  i  i  Novembre  —  Cassiodoro  Montaoiom  in  Mantora  —  Son 

ho  tardato  a  scrivere ...  —  Biblioteca  del  Seminario,  Pesaro  .  .  pag.  23»i 
'2-2\3.  Modena,  i2  Novembre  —  Anton  Francesco  MARMt  in  Firenze  —  Non 

è  più  in  Bologna ...  —  Biblioteca  Maglìabechiana,  Firenze  ...»  'ZìSyi 
•^214.  Modena,  15  Novembre  —  Carlo  VI  Imperatore  in  Vienna  —  Quella 

virtù...  —  Archivio  Soli  Muratori  (  R.  Bibl.  Est.  ),  Modena.  .  .  »  ivi 
-S^ì'ì.  Modena,  25  Novembre  —  Mauro  Alessandro  Lazzarblli  in  Milano 

Saggiamente...  —  Archivio  Soli  Muratori  (  /?.  Bibl.  Est.  ),  Modena  *  2r)7 
"^216.  Modena,  26  Novembre  —  Anton  Maria  Salvini  in  Firenze  —  A  me 

tocca  il  rendere  vive  grazie...  —  Raccolta  Azzolini,  Roma  ...     •>        iv; 

2217.  Modena  (  dalla  Pomposa),  27  Novembre  —  .Alessandro  Bertacchini  in 

Modena  —  Anche  il  Conte...  —  R.  Archivio  di  Stato,  Modena.    .     *     2358 

2218.  Modena,   2  Dicembre  —  Francesco  Arisi  in  Cremona  —  Signor  si 

ch'egli  è  tempo  che  vi  -rimettiate...  —  Museo  Civico  Cremonese   .     »        ivi 

2219.  Modena,  3  Dicembre  —  Antonio  Vallisnieri  in  Padova  —  Con  tutto 

il  mio  silenzio ...  —  Biblioteca  Nazionale  di  Brera,  Milano  ...»  'Z^ 
2^0.  Modena,  9  Dicembre  —  Mauro  Alessandro  Lazzarelli  in  Milano  — 

Ecco  a  V.  P....  —  Archivio  Soli  Muratori  (  R.  Bibl.  Est.  ),  Modena     »     23 >) 

2221.  Modena,  i6  Dicembre  —  Francesco  Arisi  in  Cremona  —  Veramente 

in  più  storie  che  entreranno ...  —  Museo  Civico  Cremonese     .     .     »     2Ì61 

2222.  Modena,  16  Dicembre  —  Cassiodoro  Montagioli  in  Montecassino  — 

Siccome  io  fui  puntualmente.. .  —  Biblioteca  del  Seminario,  Pesaro     »        ivi 

2223.  Modena,  23  Dicembre  —  Carlo  Borromeo  Arese  in  Milano  —  Allo 

stimatissimo ...  —  Collezione  Càrapori,  Modena >      23fj2 

2224.  Modena,  23  Dicembre  —  Mauro  Alessandro  I.azzarelli  in  Milano  — 

Rendo  grazie.. .  —  Archivio  Soli  Muratori  (  R.  Bibl.  Est.  ),  Modena     »        ivi 

2225.  Modena,  23  Dicembre  —  Giuseppe  Malaspina  di  S.''*  Marghertta  in 

Monleale  —  Vorrei  che  una ...  —  Raccolta  Palmieri,  S.  Paolo,  Roma     »     2363 

2226.  Modena,  23  Dicembre  —  Cassiodoro  Montagioli  in  Montecassino  — 

Godo  che  a   V.  P. .. .  —  Biblioteca  del  Seminario,  Pesaro ....     »      23'>4 

2227.  —  Antonio  Vallisnieri  in  Padova  —  Se  dunque  costi  v'  ha  qualche 

voglioso  della  mia...  —  Biblioteca  Nazionale  di  Brera,  Milano.    .     »        ivi 

17S4. 

2228.  Modena,  6  Gennaio  —  Cassiodoro  Montagioli  in   Montecassino  — 

Nel  catalogo  di  cotesti ...  —  Biblioteca  del  Seminario,  Pesaro  .  .  »  23tM 
2^.  Modena,  i5  Gennaio  —  Paolo  Gagliardi  in  Brescia  —  Pei'  mezzo 

del  reverendissimo  p.  Randini...  —  Biblioteca  Civica,  Brescia     .    »         ivi 

2230.  Modena,  i,3  Gennaio  —  Cassiodoro  Montagioli  in  Montecassino  — 

Protesto  a   V.  P....  —  Biblioteca  del  Seminario,  Pesaro    ....     »     2367 

2231.  Modena,  20  Gennaio  —  Francesco  Arisi  in  Cremona  —  Con  senti- 

mento di  particolare  dispiacere..  .  —  Museo  Civico  Cremonese  .  »  ivi 
3232.  Modena,  20  Gennaio  —  Mauro  Alessandro  Lazzarelli  in  Milano  — 

Egregiamente...  —  Archivio  Soli  Muratori  (  R.  Bibl.  Est.  ),  Modena  »  23f)8 
1S33.  Modena,  20  Gennaio  —  Cassiodoro  Montagioli  in  Montecassino  — 

Per  gli  continuati...  —  Biblioteca  del  Seminario,  Pesaro  ...»  ivi 
2234.  Modena,  27  Gennaio  —  Allo  Stesso  in  Montecassino  —  Nella  forma 

che  V.  P.  mi  prescrive ...  —  Biblioteca  del  Seminario,  Pesaro  .  .  »  2369 
^3^.  Modena,    iO  Febbraio  —  Nicola  Tacoli   in    Reggio  —  In    risitosta 

alle  due  stimatissime  di   V.  S —  Archivio  Tacoli,  Modena  .     .  -i 


2708  INDICE   ANALITICO 


2236.  Modena,  i7  Febbraio  —  Mauro  Alessandro  Lazzarelu  in  Milano  — 

Mi  prendo ...  —  Archivio  Soli  Muratori  (  7?.  Bibl.  Est.  ),  Modena .  pag.  -^S&ò 

2331.  Modena,  2  Marzo  —  Aixo  Stesso  in  Milano  —  Staremo  a  vedere  se 

verranno ...  —  Archivio  Soli  Muratori  (  R.  Bibl.  Est.  ),  Modena    .     »     2370 

2238.  Modena,  3  Marzo  —  Giuseppe  Antonio  Sassi   in  Milano  —  Yenga 

il  buon  padre  Archeirn,.. .  —  Biblioteca  Ambrosiana,  Milano    .     .     »     'ZTiì 

2239.  Modena,  16  Marzo  —  Mauro  Alessandro  Lazzarelli  in  Milano  — 

Bi  gran  contento ...  —  Archivio  Soli  Muratori  (  /?.  Bibl.  Est.),  Modena     »     2372 

2240.  Modena,  23  Marzo  —  Costantino  Grimaldi   in  Napoli  —  Già  è  in 

mia  mano...  —  Archivio  Soli  Muratori  (7?.  Bibl  Est.),   Modena.     .     »        ivi 

2241.  Modena,  31  Marzo  —  Uberto  Benvoglienti  in  Siena  —  S'accosta  la 

pasqua  e  bisogna  confessarsi ...  —  Biblioteca  Comunale,  Siena.     .     ■>     2373 

2242.  Modena,  31   Marzo  —  Antonio  Vallisnieri  in  Padova  —  Al  veder 

me  si  intricato  a  tener ...  —  Biblioteca  Nazionale  di  Brera,  Milano     »     2374 

2243.  Modena,  31  Marzo  —  Pier  Catterino  Zfno  in  Venezia  —  Mi  trovo 

talvolta  si  pieno  di  rompitesta ...  —  Biblioteca  del  Seminario,  Padova     «     2375 

2244.  Modena,  13  Aprile  —  Francesco  Arisi  in  Cremona  —  Mandai  a  Mi- 

lano il  vostro  ms. ...  —  Museo  Civico  Cremonese »     237(j 

2245.  Modena,  14  Aprile  —  Costantino  Grimaldi  in  Napoli  —  Giacché  il 

sig.  Giovanni. . .  —  Archivio  Soli  Muratori  (  R.  Bibl.  Est.  ),  Modena     »        ivi 

2246.  Modena,  26  Aprile  —  Mariangelo  Fiacchi  in  Ravenna  —  Puntual- 

mente m.'  è  stata  consegnata ...  —  Biblioteca  Classense,  Ravenna  .     »     2377 

2247.  Modena,  6  Maggio  —  Pietro  Antonio  Rastelli  in  Festa  —  Spero  di 

aver  tolto  di  m,ente  a  monsignore ...  —  Archivio  Rastelli,  Modena     »     2)378 

2248.  Modena,  10  Maggio  —  Costantino  Grimaldi  in  Napoli  —  L' ordinario 

prossimo. ..  —  Archivio  Soli  Muratori  (  R.  Bibl.  Est.),  Modena  .     .    »        ivi 

2249.  Modena,  10  Maggio  —  Agostino  Pantò  in  Palermo  —  Dal  p.  maestro 

Burgos ...  —  Archivio  Soli  Muratori  (  R.  Bibl.  Est.  ),  Modena  .    .     »     2^7'J 

2250.  Modena,  10  Maggio  —  Antonio  Scotti  in  Venezia  —  Dal  p.  Reggente 

Cigni ...  —  Archivio  Soli  Muratori  (  R.  Bibl.  Est.  ),  Modena.    .    .     »     2380 
2^1.  Modena,  11  Maggio  —  Pietro  Canneti  in  Foligno  —  Segnando  V.  P. 

reverendissima...  —  Archivio  Soli  Muratori  (  R.  Bibl.  Est.  ),  Modena     »     2."i81 
■  2252.  Modena  ( san  Felice ),  Il  Maggio  —  Giuseppe  Antonio  Sassi  in  Milano 

—  Qui  in   Villa, ...  —  Biblioteca  Ambrosiana,  Milano »     2382 

2253.  Modena  (san  Felice),    12  Maggio  —  Uberto  Benvoglienti  in  Siena 

In  villa,  dove  sono  fuggito  ...  —  Biblioteca  Comunale,  Siena    .     .     »     238)3 

2254.  Modena  24  Maggio  —  Pietro  Burmann  in  Leida  —  Literae  guidem 

tuae  redditae  mihi  sunt ...  —  Biblioteca  Universitaria,  Leida    .     .     »     2384 

2255.  Modena,  24  Maggio  —  Mariangelo  Fiacchi  in  Ravenna  —  Appena 

tornato  in  città ...  —  Biblioteca  Classense,  Ravenna »      2385 

2256.  Modena,  24  Maggio  —  Sigeberto  Haverkamp  in  Leida  —  Ingenti  fuit 

mihi  voluptati. . .  —  Archivio  Soli  Muratori  (  R.  Bibl.  Est.  ),  Modena     »     2386 

2257.  Modena,  Maggio  —  Carlo  Borromeo  Arese  in  Cesano  —  Della  ricu- 

perata salute  mi  rallegro  forte...  —  Bibliothèque  Nationale,  Paris     »        ivi 

2258.  Modena,  1  Giugno  —  Francesco  Arisi  in  Cremona  —  V'ho  da  far 

perdere  la  pazienza —  Museo  Civico  Cremonese »     2387 

2259.  Modena,  1  Giugno  —  Giuseppe  Antonio  Sassi  in  Milano  —  Risposi 

nell'antecedente  mia...  —  Biblioteca  Ambrosiana,  Milano    ...»     2388 

2260.  Modena,  16  Giugno  —  Uberto  Benvoglienti  in  Siena  —  Prego  V.  S. 

illustrissima  di  perdono ...  —  Biblioteca  Comunale,  Siena    ...»     2389 


IKDIOE   ANALITICO  2709 


2261.  Modena,  22  Giugno  —  Oiuseppe  Malaspma  m  S.**  Marohkrita  in 

Monleale  —  Siccome.. .  —  Raccolta  Palmieri,  S.  Paolo,  Roma     .  \ttm.  2390 
■ì'òii.  Modena,  :i2  Giug^no  —  Giuseppe  Antonio  Sassi   in   Milano  —  Mi 

credeva  io  d'aver  fatto...  —  Biblioteca  Ambrosiana,    Milano    .    .     »        ivi 
2263.  Modena,    :^9   Giiumo  —  Cassiodoro  Montagiou  in  Montecassino  — 

A  disposizione  di  cotesti...  —  Biblioteca  del  Seminario,  Pesaro    .     *     2391 
22ò4.  Modena  13  Luglio  —  Allo  Stesso  in  Montecassino  —  A  questo  p. 

celleì-ario  Forni  ho  consegnato. . .  —Biblioteca  del  Seminario,  l'esaro     »        iti 
22(o.  Modena,  i4  Luglio  —  Guido  Grandi  in  Pisa  —  Bel  monumento  che 

m'ha  fatto  godere...  —  R.  Biblioteca  Nazionale  Centrale.  Firenze.     »    "^392 
22G6.  Modena,  20  Luglio  —  Giuseppe  Malaspina  di  S."""*   Margherita  in 

Monleale  —  Uno  de'principair...  —  Raccolta  Palmieri,  S.  Paolo  Roma     »       ivi 
22»37.  Modena,  3  Agosto  —  Camillo  Rizzoni  in  Verona  — .  Porto  a    Y.  S. 

illustrissima,  a  monsignore...  —  Archivio  Capitolare,  Verona.     .     »     239tJ 

2268.  Modena,  4  Agosto  —  Alessandro  Pompeo  Berti  in  Aquila  —  Non 

perchè  V.  R.  dimori  Ì7i  costesto...  —  R.  Biblioteca,  Lucca  ...»     2394 

2269.  Modena,  4  Agosto  —  Costantino  Grimaldi  in  Napoli  —  A  quest'ora 

doterebbero...  —  Archivio  Soli  Muratori  ( /?.  Bibl.  Est.),  Modena     *     2^ì.f) 
•STO.  Modena,  iO  Agosto  —  Cassiodoro  Montagioli  in  Montecassino —  Dal 

P.  Procuratore  Cervi ...  —  Biblioteca  del  Seminario,  Pesaro    .    .     >     2396 

2271.  Modena,  16  Agosto  —  Mauro  Alessandro   Lazzarelli  in  Milano  — 

Mercé ...  —  Archivio  Soli  Muratori  (  R.  Bibl.  Est.  ),  Modena     .    .     »     2397 

2272.  .Modena,  17  Agosto  —  Francesco  de  Aguirre  in  Torino  —  Da  Venezia 

mi  è  finalmente  giunta ...  —  Raccolta  Crevenna,  Amsterdam    .     .     »        ivi 
227:1  Modena,    24  Agosto  —  Mauro  Alessandro  Lazzarelli  in  Milano  — 

Tanto  bella...  —  Archivio  Soli  Muratori  (7?.  Bibl.  Est.),  Modena.     »     2398 

2274.  Modena,  7  Settembre  —  Allo  Stesso  in  Milano  —  Neil'  Archivio  dei 

canonici...  —  Archivio  Soli  Muratori  {  R.  Bibl.  Est.  )  Modena.     .     »        ivi 

2275.  Modena,  9  Settembre  —  Cassiodoro  Montagiou  in  Montecassino  — 

Mi  ha  privato  la  mia ...  —  Biblioteca  del  Seminario,  Pesaro    .     .     »     2399 

2276.  Modena,  18  Settembre  —  Paolo  G.\gliardi  in   Brescia  —  Fn  somma 

tutto  ciò  che  V.  S.  illust'rissima . . .  —  Biblioteca  Civica,  Brescia  .      »        ivi 

2277.  Modena,  1 9  Settembre  —  Maitio  Alessandro  Lazzarelli  in  Milano  — 

Continui  pure ...  —  Archivio  Soli  Muratori  (  R.  Bibl  Est.  ),  Modena     *     2400 

2278.  Modena,  20  Settembi'e  —  Giuseppe  Malaspina  di  S.i"*  Margherita  in 

.Monleale  —  La  mia  villeggiatura ...  —  Raccolta  Palmieri,   Roma     »     24"! 

2279.  Modena,  27  Settembre  —  Costantino  Grimaldi  in  Napoli  —  Per  non 

aver  ricevuto ...  —  Archivio  Soli  Muratori  (  7?.  Bibl.  Est.  ),  Modena     »       ivi 

2280.  Modena,    6   Ottofrre  —  Giuseppe  Riva  in  Londra  —  L' Argelati  che 

non  dee  sapere ...  —  R.  Biblioteca  Estense,  Modena »     -^A'  ci 

2281.  Modena,  19  Ottobre  —  Cassiodoro  Mont.agioli  in  Motecas-sino  —  Il 

Coleti  (Nicolò)  di  Venezia...  —  Biblioteca  del  Seminario,  Pesaro     »     24(jCi 
22©.  Modena,  26  Ottobre  —  Giuseppe  Malaspina  di  S.t*  Margherita  in 

Monleale  —  Tornato...  —  Raccolta  Palmieri  S.  Paolo,  Roma  .    .     »       ivi 

2283.  Modena,  28  Ottobre  —  Brandolino  Brandouni  in  Forlì  —  Mia  buona 

ventura  fu,...  —  Archivio  dall'Aste  Brandolini,  Forlì »     2404 

2284.  Modena,  /  Novembre  —  .Mariangelo  Fiacchi  in  Ravenna  —  Mi  sono 

ultimamente  posto ...  —  Biblioteca  Classense.  Ravenna ».     24<6 

22^  Modena,  2  Novembre  —  Cassiodoro  Montagioli  in  Montecas.sino  — 

Coyi  rendere  a   V.  /*....  —  Biblioteca  del  Seminario,  Pesaro.     .    .     >        ivi 


2710  INDICE   ANALITICO 


2286.  Modena,  8  Novembre  —  Brandolino  Brandolini  in  Forlì  —  Attenderò 

dunque  sicura  occasione . . .  —  Archivio  dall'Aste  Brandolini,  Forlì  pag.  240(5 

2287.  Modena,  9  Novembre  —  Cassiodoro  Montagioli  in  Montecassino  — 

Serva  questa  mia  per  dirle...  —  Biblioteca  del  Seminario,  Pesaro     »        ivi 

2288.  Modena,    9   Novembre  —  Giuseppe  Riva   in    Londra  —  Ho   inviato 

all' Argelati  la  lettera  di  Y.  S. . . .  —  R.  Biblioteca  Estense,  Modena     »     2407 

2289.  —  Modena,  15  Novembre  —  Giambattista  Bianconi  in  Bologna  —  Di 

grazia  V.  S.  studi  un  2^oco...  —  Archivio  Bianconi,  Bologna    .    .     »        ivi 

2290.  Modena,  23  Novembre  —  Giuseppe  Malaspina  di  S.^a  Margherita  in 

Tortona  —  Dal  Signor...  —  Raccolta  Palmieri,  S.  Paolo,  Roma  .     »     2408 

2291.  Modena,  30  Novembre  —  Gian  Francesco  Muselli  in  Verona  —  Se- 

condo l'ordine  datomi  da  V.  S....  —  Archivio  Capitolare,    Verona     »     2409 

2292.  Modena,  7  Dicembre  —  Giuseppe  Malaspina  di  S.ta  Margherita  in 

Monleale  —  Tengo  ordine . . .  —  Raccolta  Palmieri,  S.  Paolo,  Roma     »        ivi 

2293.  Mutinae,  postridie  idus   decembris  —  Eusebio  Amort  in   Polling  — 

Consilia  tua  de  edendis...  —  Biblioteca  Ambrosiana,  Milano  .•    .     »     2410 

2294.  Modena,  i4  Dicembre  —  Carlo  Borromeo  Arese  in  Milano  —  Ogni 

di  al  santo  altare...  —  Archivio  Borromeo  Arese,  Milano  ...»  2411 
22i:6.  Modena,  14  Dicembre  —  Giuseppe  Antonio  Sassi  in  Milano  —  Buon 

religioso  che  dee  essere...  —  Biblioteca  Ambrosiana,  Milano  .  .  »  2412 
229(3.  Modena,  21  Dicembre  —  Giuseppe  Malaspina  di  S.ta  Margherita  in 

Monleale  -   Ma  se  Y.  S —  Raccolta  Palmieri,  San  Paolo,  Roma     »       ivi 

^97.  Modena,  28  Dicembre  —  Giuseppe  Antonio  Sassi  in  Milano  —  Perchè 

non  mi  truovo  qui  un'intera...  —  Biblioteca  Ambrosiana,  Milano  »  2413 
if298.  Modena,  30  Dicembre  —  Mariangelo  Fiacchi  in   Ravenna  —  Altro 

che  l'ultima  lettera  di  V.  P.  ...  —  Biblioteca  Classense,  Ravenna.     »     2414 

2299.  —  Almorò  Albrizzi  in  Venezia  —  Sommamente  utile,  e  insieme  lode- 

vole è  il  disegno  a  cui   Y.  S.  ha  dato  già  principio, »        ivi 

17S6. 

2300.  Modena,  4  Gennaio  —  Mauro  Alessandro  Lazzarelli  in  Milano  — 

Per  gli  favori ...  —  Archivio  Soli  Muratori  (  R.  Bibl.  Est.  ),  Modena  »  2415 
2'^1.  Modena,  6  Gennaio  —  Bradolino  Brandolini  in  Forlì  —  Pn'ma  rfeiia 

festa  di  S.  Tomaso...  —  Archivio  dall'Aste  Brandolini,  Forlì    .     .     »        ivi 

2302.  Modena,  11  Gennaio  —  Giuseppe  Malaspina  di  S.^a  Margherita  in 

Monleale  —  Yeggo  le  notizie...  —  Raccolta  Palmieri,  S.  Paolo,  Roma     »     2416 

2303.  Modena,  11  Gennaio  —  Giuseppe   Riva  in  Londra  —  Per  le  nuove 

politiche  mille  grazie. ...  —  R.  Biblioteca  Estense,  Modena  ...»     2417 

2304.  Modena,  13  Gennaio  —  Lue' Antonio  Gentili  in  S.  Marino  —  Alla 

benigna  incomparibil ...  —  Biblioteca  del  Seminario,  Pesaro  .  .  »  ivi 
23(6.  Modena,  18  Gennaio  —  Giuseppe  Antonio  Sassi  in  Milano  —  Bene 

sta  che  si  stampi  il  testo ...  —  Biblioteca  Ambrosiana,  Milano.     .     »     2418 

2306.  Modena,  25  Gennaio  —  Antonio  Rambaldo  di  Collalto  in  Vienna  — 

Si  che  gli  ho  uditi,  e  più  volte...  —  Archivio  Collalto,  Pirnitz     .     »     2419 

2307.  Modena,  25  Gennaio  —  Mauro  Alessandro  Lazzarelli  in  Milano  — 

Mille  grazie .. .  —  Archivio  Soli  Muratori  (  R.  Bibl.  Est.),  Modena     »     2420 

2308.  Modena,  26  Gennaio  —  Antonio  Scotti  in  Venezia  —  A  quest'ora 

dal  sig.  Manfrè  dovrebbe...  —  Archivio  Trentin,  Venezia  ...»  2421 
2.309.  Modena,  31  Gennaio  —  Pietro  Canneti  in  Forlì  —  Non  ca  dubbio; . . . 

—  Archivio  Soli  Muratori  (  R.  Bibl.  Est.  ),  Modena »        ivi 


INDICE  ANALITICO  2711 


3310.  Modena,  .9/  Gennaio  —  Lue' Antonio  GrNtiu  in  S.  Marino  —  Nella 

continuatione  de'  favori, .. .  —  Biblioteca  del  Seminario,  Pesaro   .  pag.  2422 

2:ni.  Modena,  .'i  J  Gennaio  —  Nicola  Tacou  in  R^gio  —  Alle  ultime  due 

lettere  di  V.  S.  illustì'issima ...  —  .\rchivio  Tacoli,  Modena     .    .     *     2423 

2312.  Modena,  8  Febbraio  —  Mai;ro  Alessandro  Lazzakelu  in  Milano  — 

Bel  documento, ...  —  Archivio  Soli  Muratori  (  /?.  Bibl.  Est.),  Modena     »     2424 

2313.  Modena,  lo  Febbraio  —  Nicola  Tacoli  in  Reggio  —  Mi  hanno  tro- 

vato occupatissimo  le  ultime...  —  Archivio  Tacoli,  Modena.    .     .     »        ivi 

2314.  Modena,  17  Febbraio  —  Lue' Antonio  Gentili  in  S.  Marino  —  Quelle 

memorie  di  Lionardo ...  —  Biblioteca  del  Seminario,  Pesaro     .     .     ■>     24© 

2315.  Modena,  22  Febbraio  —  Mauro  Alessandro  Lazzauelli  in  Milano  — 

L'ordinario...  —  Archivio  Soli  Muratori  {R.  Bibl.  £"*(.),  Modena     »       ivi 

2316.  Modena,  22  Febbraio  —  Giuseppe  Antonio  Sassi  in  Milano  —  Non 

ini  rispose  V.  S —  Biblioteca  Ambrosiana,  Milano »     242^) 

2317.  Modena,  22  Febbraio  —  Nicola  Tacoli  in  Reggio  —  .Somma  è  la  mia 

consolazione  in  intendere...  —  Archivio  Tacoli,  Modena.     ...»     2427 

2318.  Modena,   24  Febbraio  —  Pietro   Canneti   in   Ravenna  —   Non   ho 

peranche  veduto...  —  Archivio  Soli  Muratori  {R.  Bibl. Est.),  Modena     »       ivi 

2319.  Modena,  i  Marzo  —  Cassiodoro  Moxtagioli  in  Montecassino  —  Mi  è 

stato  ben  caro ...  —  Biblioteca  del  Seminario,  Pesaro »     24:^ 

2320.  Modena,  5  Marzo  —  Mauro  Alessandro  Lazzarelli  in  Milano  —  Gli 

albei-i...  —  Archivio  Soli  Muratori  (R.  Bibl.  Est.),  Modena     .    .     »       ivi 

2321.  Modena,  8  Marzo  —  Allo  Stesso  in  Milano  —  Per  la  grazia  di  Dio, 

—  Archivio  Soli  Muratori  (  R.  Bibl.  Est.  ),  Modena ■>     2429 

2322   Modena,  8  Marzo  —  Giuseppe  Malaspina   di   S.''*   Margherita   in 

Monleale  —  Mi  san  trovato...  —  Raccolta  Palmieri,  S.  Paolo,  Roma     »     2430 

2323.  Modena,  8  Marzo  —  Giuseppe  Antonio  Sassi  in  Milano  —  M' ha  ral- 

legrato V.  S.  illustrissima ...  —  Biblioteca  Ambrosiana,  Milano  .     »     2431 

2324.  Modena.  i5  Marzo  —  Nicolò  Forlosia  in  Vienna  —  Tempo  è  eh'  io 

ormai  paghi  un  debito...  —  Biblioteca  Imperiale.  Vienna     ...»     2432 

2325.  Modena,  15  Marzo  —  Cassiodoro  Montagioli  in  Montecassino  —  Mi 

mancò  il  tempo  dell'  ordinario . .  —  Biblioteca  del  Seminario,  Pesaro     »     2433 

2326.  Modena,  22  Marzo  —  Mauro  Alessandro  Lazzarelu  in  Milano  — 

Veramente ...  —  Archivio  Soli  Muratori  (  R.  Bibl.  Est.  ),  Modena     .     »       ivi 

2327.  Modena,  22  Marzo  —  Giuseppe  Antonio  Sassi  in  Milano  —  Già  ho 

riscontro  di  costi...  —  Biblioteca  Ambrosiana,  Milano »     2434 

2328.  Modena,  30  Marzo  —  Antonio  Scotti  in  Venezia  —  È  qui  a  disposi- 

zione di  V.  S.  illustrissima ...  ~  Archivio  Trentin,  Venezia    .    .     »     2435 

•2329.  Modena,  30  Marzo  —  Pier  Catterino  Zeno  in  Venezia  —  Rendo  vive 

grazie  a  V.  R.  pel  denaro ...  —  Biblioteca  del  Seminario,  Padova     »        ivi 

2330.  Modena,  31  Marzo  —  Pietro  Canneti  in  Forlì  —  Graditissimo  mi 

giunge...  —  Archivio  Soli  Muratori  [R.  Bibl.  Est.),  Modena   .    .     »     2436 

•2331.  Modena,  5  Aprile  —  Nicola  Tacoli  in  Reggio  —  Quanto  V.  S.  illu- 
strissima coli' ultima  sua...  —  Archivio  Tacoli,  Modena.    ...»     2437 

233"2.  Modena,  16  Aprile  —  Allo  Stesso  in  Reggio  —  Già  l'ultimo  foglio 

è  Stato  sotto  i  miei  occhi:...  Archivio  Tacoli,  Modena »        ivi 

•2333.  Modena,  19  Aprile  —  Nicolò  Forlosia  in  Vienna  —  Ai  fatti  favo- 
revoli, che  V.   S.   illustrissima...  —  Biblioteca  Imperiale,  Vienna     »        ivi 

2334.  Modena,  26  Aprile  —  Mauro  Alessandro  Lazzarelu  in  Milano  — 

Mi  ha  posto ...  —  Archivio  Soli  Muratori  (  R.  Bibl.  Est.  ),  Modena     »     2438 


2712  INDICE   ANALITICO 


2335.  Modena,   86  Aprile  —  Giuseppe   Antonio  Sassi  in   Milano  —  Ben 

tornata  V.  S.  illustrissima...  —  Biblioteca  Ambrosiana,  Milano,  pag.  2439 

2336.  Modena,  26  Aprile  —  Antonio   Vallisnieri   in   Padova  —  Dopo  si 

lungo  digiuno ...  —  Biblioteca  Nazionale  di  Brera,  Milano  ...»  2440 
2;^7.  Modena,  .9  Maggio  —  Mauro  Alessandro  Lazzarelli  in  Milano  —  Mi 

protesto  io...  —  Archivio  Soli  Muratori  {R.  Bibl.  Est.),  Modena.     »     2441 
2;338.  Modena,  3  Maggio  —  Cassiodoro  Montagioli  in  Motecassino  —  Bi- 
sognerà, che  cominci ...  —  Biblioteca  del  Seminario,  Pesaro.    .    .     »       ivi 

2339.  Modena,  3  Maggio  —  Giuseppe  Antonio  Sassi  in  Milano  —  Non  ho 

e  né  neppure  ho  mai...  —  Biblioteca  Ambrosiana,  Milano    ...»     2442 

2340.  Modena,  10  Maggio  —  Allo  Stesso  in  Milano  —  Tuttoché  molto  io 

non  isperi  da'  signori .. .  —  Biblioteca  Ambrosiana,  Milano  ...»  ivi 
2.341.  Modena,   Ì7  Maggio  —  Nicola  TAfOLi  in  Reggio  —  A  quesV ora  potrà 

V.  S.  illustrissima  avere ...  —  Archivio  Tacoli,  Modena  ....  »  2443 
2!ì42.  Modena,  30  Maggio  —  Francesco  Arisi  in  Cremona  —  Abbiate  pure 

un  po'  di  pazienza,. . .  —  Archivio  Ferraioli,  Roma »        ivi 

2343.  Modena,  31  Maggio  —  Uberto  Benvoglienti  in  Siena  —  Da   Roma 

ho  la  relazione  anch'  io ...  —  Biblioteca  Civica,  Siena »     2444 

2344.  Modena,  31  Maggio  —  Antonio  Scotti  in  Venezia  —  Ben  giunto  a 

V.  S.  illustrissima ...  —  Archivio  Trentin,  Venezia »     2445 

2IÌ45.  Modena,  .8  Giugno  —  Carlo  Talenti  in  Reggio  —  È  stata  approvata 

dal  Padron  serenissimo ...  —  Biblioteca  Comunale,  Reggio  Emilia     »        ivi 

2346.  Modena,  7  Giugno  —  Mario  Agostino  Campiani  in  Torino  —  Il  dono 

con  tanta  bontà  fattomi  godere  da  V.  S.  illustri ssim,a »     2446 

2347.  Modena,   11   Giugno  —  Francesco   Arisi   in   Cremona  —  Signor  si 

eh'  io  truovo  cosa  assai  a  proposito ...  —  Museo  Civico  Cremonese     »     2447 

2348.  Modena,  (  san  Felice  ),  13  Giugno  —  Nicola  Tacoli  in  Reggio  —  Scrivo 

da  S.  Felice  ove  mi  sono  portato...  —  Archivio  Tacoli,  Modena  .     »        ivi 

2349.  Modena  (san  Felice),  15  Giugno  —  Luc'Antonio  Gentili  in  S.  Marino  — 

Tanti  mesi  è,  che  non  veggo...  —  Biblioteca  del  Seminario,  Pesaro     »     2448 

2^.  Modena  (san  Felice),  15  Giugno  —  Antonio  VAllisnieri  in  Padova  — 

Sto  cercando. ...  —  Biblioteca  Nazionale  di  Brera,  Milano     ...»        ivi 

2.'351.  Modena,  28   Giugno  —  Cassiodoro   Montagioli   in   Montecassino  — 

Veggo  la  continuata.  ..  —  Biblioteca  del  Seminario,  Pesaro  ...»     2449 

2352.  Modena,  28  Giugno  —  Giuseppe  Antonio  Sassi  in  Milano  —  Infine 

non  sarà  inutile...  —  Biblioteca  Ambrosiana,  Milano »        ivi 

21353.  Modena,  27  Giugno  —  Nicola  Tacoli  in  Reggio  —  Mi  vien  da  Mi- 
lano istanza  eh' io  premurosamente  .. .  —  Archivio  Tacoli,  Modena     »     2450 

2354.  Modena,  1  Luglio  —  Cassiodoro  Montagioli  in  Montecassino  —  Di- 

menticai  nello  scrivere...  —  Biblioteca  del  Seminario,  Pesaro.     .     »     2451 

2355.  Modena,   4   Luglio  —  Francesco   Brembati    in   Bergamo  —  Nuova 

non  poteva  V.  S —  Archivio  Rocchi,  Bergamo »       ivi 

2^.  Modena,    5   Luglio  —  Francesco   Arisi   in   Cremona  —  Per  vostra 

quiete  serva  V  avviso ...  —  Museo  Civico  Cremonese »     2452 

2.357.  Modena,  6  Luglio  —  Pier  Catterino  Zeno  in  Venezia  —  Crescono 

sempre  più  le  obbligazioni ...  —  Biblioteca  del  Seminario,  Padova     »        ivi 

2358.  Modena,  12  Luglio  —  Nicola  Tacoli  in  Reggio  —  Già  è  in  mia  mano 

il  rame  intagliato...  —  Archivio  Tacoli,  Modena .     »     2453 

2359.  Modena,  19  Luglio  —  Francesco  Arisi  in  Cremona  —  Per  la  Dio 

grazia  non  solamente  é  vivo ...  —  Museo  Civico  Cremonese  ...»        ivi 


INDICE  ANALITICO  2713 


2360.  Modena,  /9  Luglio  —  Giusbppb  Malaspina  di  S.  Marorbrita  in  Mon- 

leale  —  Male  è  passata...  —  Raccolta  Palmieri,  S.    Paolo,  Roma  pap.  2tó4 

•ZÌ6Ì.  Modena,  23  Liiolio  —  Nicola  Tacoi.i  in  Re;.';,'io  —  Me  V  immafjinnvo 

io  che  non  mi  sarebbe  jnaciuta ...  —  Archivio  Tacoli,  Modena  »     24Sfi 

23S2.  Modena,  23  Luf/lio  —  Antonio  Scotti  in  Venezia  —  Perchè  il  nostro 

corriere  differì  la  partenza...  —  Archivio  Trentin,  Venezia.     .     .     »        ivi 

2363.  Modena,  2  Agosto  —  Mauro  Alessandro  Lazzarelli  in  Milano  —  Vero 

è,  che  mi  dolgo ...  —  Archivio  Soli  Muratori  (  R.  Bibl.  Est.  ),  Modena     »     240»» 

2364.  Modena,    9  Agosto  —  Francesco   Brembati  in  Bergamo  —  Giacche 

V.  S. . . .  —  Archivio  Rocchi,  Bergamo '.     »     2457 

2it».  Modena,  9  Agosto  —  Mairo  Alessandro  Lazzarelli  in  Milano  —  Già 

mi  ha  scritto...  —  Archivio  Soli  Muratori  (  7?.  Bibl.  Est.  ),  Modena     »        ivi 

236  J.  Modena,  10  Agosto  —  Giuseppe  Riva  in  Hannover  —  Mi  occorre  di 

pregare  la  di  lei  bontà ...  —  R.  Biblioteca  Estense,  Modena.    .     .     ■»     2451) 

2ÌS1.  Modena,  iO  Agosto  —  Giuseppe  Antonio  Sassi  in  Milano        Essen- 

domisi  presentata  congiuntura. . .  —  Biblioteca  Ambrosiana,  Milano     »        ivi 

2368.  Modena,  10  Agosto  —  Pier  Catterino   Zeno  in   Venezia  —  Da  un 

amico  mi  si  fa  sperare...  —  Biblioteca  del  Seminario,  Padova.     .     »     24»)') 

2399.  Modena,  15  Agosto  —  Lue'  Antonio  Gentili  in  S.  Marino  —  Il  cava- 
liere, che  in   Vienna...  —  Biblioteca  del  Seminario,  Pesaro.     .     .     »        ivi 

2370.  Modena,  13  Agosto  —  Giuseppe  Antonio  Sassi  in  Milano  —  Quanto 

V.  S.  ha  fatto  sapere .. .  —  Biblioteca  Ambrosiana,  Milano    ...»     246Ì 

2371.  Modena,  15  Agosto  —  Nicola  Tacoli  in  Reggio  —  Essendo  insorta 

gualche  differenza ...  —  Archivio  Tacoli,  Modena »     2463 

2372.  Modena,   16  Agosto  —  Giambatista   Bianconi   in   Bologna  —  So  che 

y.  S.  si  gode  la  villa, ...  —  Archivio  Bianconi,  Bologna  ....     »     24t)4 

2373.  Modena,  16  Agosto  —  Mauro  Alessandro  Lazzarelu  in  Milano  — 

Con  quanta  bontà...  —  Archivio  Soli  Muratori  (  R.  Bibl.  Est. ),  Modena     »        ivi 

2374.  Modena,  22  Agosto  —  Giuseppe  Antonio  Sassi   in  Milano  —  Mille 

grazie  a  V.   S.  illustrissima ..  r  —  Biblioteca  Ambrosiana,   Milano     ■»     2465 

2375.  Mutinae,  X  Kal.  Sept.  —  Pietro  Burmann  in  Leida   —   Quamquam 

literas  ad  te  dederim ...  —  Biblioteca  Universitaria,  Leida    ...»     24()7 

2376.  Modena,  2.3  Agosto  —  Mauro  Alessandro  Lazzarelli  in  Milano  — 

I  tanti  incomodi . . .  — Archivio  Soli  Muratori  {R.  Bibl.  Est.).  Modena     »     2468 

2377.  Modena,  2^  Agosto  —  Pier  Catterino  Zeno  in  Venezia  —  Indarno 

compiangeremo  la  perdita...  —  Biblioteca  del  Seminario,  Padova     »     24  59 

2378.  Modena,  27  Agosto  —  Lue'  Antonio  Gentili  in  S.  Marino  —  A  me 

basta  di  non  esser  privo...  —  Biblioteca  del  Seminario,  Pesaro   .     »     2470 

2379.  Modena  (san  Felice),  28  Agosto  —  Mauro  Alessandro  Lazzarelu  in 

Milano  —  Xon ...  —  Archivio  Soli  Muratori  (  7?.  Bibl.  Est.  ),  Modena     »       ivi 

2380.  Modena  (san  Felice),  28  Agosto  —  Giuseppe  Malaspina  di  S.t*  Marghe- 

rita in  Monleale  —  Mi  è  motivo...  —  Raccolta  Palmieri,  Roma  .     »     2471 
23^1.  Modena  (san  Felice),  28  Agosto  —  Giuseppe  Antonio  Sassì  in  Milano 

—  N^on  voglio  attribuire .. .  —  Biblioteca  Ambrosiana,  Milano    .    .     »       ivi 

2382.  Modena  (  san  Felice  ),  28  Agosto  —  Alessandro  Teodoro  Trivulzio 

in  Milano  —  Pareva  a  me ...  —  Archivio  Gnecchi,  Milano   ...»     2473 

2383.  Modena  (san  Felice),  29  Agosto  —  Antonio  Ra.mbaldo  di  Cou.alto 

in  Pirnitz  —  Si  contenti  un  poco...  —  Archivio  Collalto,  Pirnitz  .     »     2475 

2384.  Modena  (san  Felice),  30  Agosto  —  Agostino  Pantò  in  Palermo  — 

lfof<o  Aa  <ar<7a<o...  — Archivio  Soli  Muratori  (/?.  i?»W.  £*<.),  Modena     »     2476 


2714  INDICE   ANALITICO 


23^.  Modena,  i  Settembre  —  Lue' Antonio  Gentili  in  S.  Marino  —  In  ri- 
sposta all'  ultimo ...  —  Biblioteca  del  Seminario,  Pesaro  ....  pag.  2477 

2386.  Modena,  6  Settembre  —  Mauko  Alessandro  Lazzarelu  in  Milano  — 

Per  essere  stato...  —  Archivio  Soli  Muratori  (  li.  Bibl.  Est.  ),  Modena     »     2478 

2387.  Modena,  6  Settembre  —  Giuseppe  Antoinio  Sassi  in  Milano  —  Da  che 

V.  S.  illustrissima ...  —  Biblioteca  Ambrosiana,  Milano   ....     »     2479 

2388.  Modena,   ii  Settembre  —  Nicolò  Forlosia  in  Vienna  —  Al  benefico 

genio  di  V.  S.  illustrissim,a ...  —  Biblioteca  Imperiale,  Vienna    .     »     2480 

2389.  Modena,  12  Settembre  —  Lue' Antonio  Gentiu  in  S.  Marino  —  Lo 

smoderato  scirocco, ...  —  Biblioteca  del  Seminario,  Pesaro    ...»     24H1 

2390.  Modena,  i  9  Settembre  —  Mauro  Alessandro  Lazzarelli  in  Milano  — 

j\r  ingegnai ...  —  Archivio  Soli  Muratori  (  R.  Bibl.  Est.  ),  Modena     »        ivi 

2391.  Modena  (san  Felice),  i9  Settembre  —  Giuseppe  Antonio  Sassi  in  Milano 

Al  gentilissimo  fòglio  di  V.  S —  Biblioteca  Ambrosiana,  Milano     »     2482 

2392.  Modena  (san  Felice),  i9  Settembre  —  Nicola  Tacoli  in  Reggio  —  Buon 

per  me,  che  V.  S.  illustrissima ...  —  Archivio  Tacoli,  Modena.  .  »  248.3 
239)3.  Modena  (  san  Felice  ),  3  Ottobre  —  Mauro  Alessandro  Lazzarelli  in 

Milano  —  In  villa...  —  Archivio  Soli  Muratori  (  R.  Bibl.  Est. ),  Modena  »  2484 
2394.  Mutinae,  YIII  Idus  Octobris  —  Giovanni  Fabricio  in  Helmstadt  — 

Fateor,  insperatus  ad  me.. .  —  Biblioteca  Reale,  Copenaghen  .  .  »  ivi 
2396.  Modena,  12  Ottobre  —  Pietro  Canneti  in  Forlì  —  Avviserò  dunque 

il  sig.  Argelati ...  —  Archivio  Soli  Muratori  (  R.  Bibl.  Est.  ),  Modena  »  2385 
2396.  Modena,  12  Ottobre  —  Pier  Catterino  Zeno  in  Venezia  —  Servirà 

questa  mia  per  rendere ...  —  Biblioteca  del  Seminario,  Padova  .  »  2486 
23/1.  Modena,  18  Ottobre  —  Mauro  Alessandro  Lazzarelu  in  Milano  — 

Per  due  giorni ...  —  Archivio  Soli  Muratori  (  R.  Bibl.  Est.  ),  Modena     »     2487 

2398.  Mutinae,  XIV  Kalen.  Novembris  —  Giuseppe  de  Bimard  de  la  Bastie 

—  Propitius ...  —  Archivio  Soli  Muratori  (  R.  Bibl.  Est.  ),  Modena     »     2488 

2399.  Modena,   22   Ottobre  —  Nicola   Garelli   in   Vienna   —   Quid  ultra 

guaerimus ...  —  Archivio  Soli  Muratori  (  R.  Bibl.  Est.  ),  Modena  .     »     2490 

2400.  Mutinae,   VI  Kalen.  Novembris  —  Nicolò  Forlosia  in  Vienna  —  Dal- 

l'ultimo benignissimo  foglio...  —  Biblioteca  Imperiale,  Vienna    .     »      2491 

2401.  Modena,  1  Novembre  —  Giuseppe  Malaspina  di  S.ta  Margherita  in 

Monleale  —  Era  ben  dovuto ...  —  Raccolta  Palmieri,  S.  Paolo,  Roma     »     2492 

2402.  Modena,  1  Novembre  —  Nicola  Tacoli  in  Reggio  —  Pieno  d' intrichi 

fino  alla  gola  rispondo ...  —  Archivio  Tacoli,  Modena »     2493 

2403.  Modena,  6  Novembre  —  Nicolò  Forlosia  in  Vienna  —  In  somma  il 

signor  cavaliere  Garelli...  -r-  Biblioteca  Imperiale,  Vienna  ...»        ivi 

2404.  Modena,  7  Novembre  —  Francesco  Zambeccari  in  Bologna  —  Da  un 

paragrafo  di  lettera  di  V.  E.. ..  —  Raccolta  Azzolini,  Roma    .     .     »     2494 

2405.  Modena,  9  Novembre  —  Mauro  Alessandro  Lazzarelli  in  Milano  — 

Ho  ben  ricevuto.. .  —  Archivio  Soli  Muratori  (ii.  Bibl.  Est.),  Modena     »     2495 

2406.  Modena,  9  Novembre  —  Nicola   Tacoli   in   Reggio  —  Notifico   oggi 

a  Milano  quanto  V.  S....  —  Archivio  Tacoli,  Modena »        ivi 

2407.  Modena,  10  Novembre  —  Bonaventura  De' Rossi  in  Genova  —  /  ca- 

ratteri di  V.  S —  Collezione  Vincenzo  Poggi,  Genova  ....     »     2496 

2408.  Modena,  11  Novembre  —  Lue' Antonio  Gentili  in  S.  Marino  —  An- 

dava io  pure  procrastinando ...  —  Biblioteca  del  Seminario,  Pesaro     »     2497 

2409.  Modena,  15  Novembre  —  Mauro  Alessandro  Lazzarelli  in  Milano  — 

Alla  bontà...  —  Archivio  Soli  Muratori  (  R.  Bibl.  Est.),  Modena  .     »     2498 


INDICE  ANALITICO  2715 

2410.  Modena,   /9  Novembre  —  Nicola  Taoou  in  Reggio  —  Da  Milano 

mi  vien  fatta  premura...  —  Archivio* Tacoli,  Modena pag.  2499 

2411.  Modena,  S2  Novembre  —  Mauro  Alessandro  Lazzarelu  in  Milano  — 

Per  le  due  lettere...  —  Archivio  Soli  Muratori ( R.  Bibl.  Est. ),  Modena     »       ivi 

2412.  Modena,  22  Novembre  —  Gh'SEPpe  Malaspina  di  S.t*  Margherita  in 

Monleale  —  Non  mancherò.. .  —  Raccolta  Palmieri,  S.  Paolo,  Roma     »     2500 

2413.  Modena,  23  Novembre  —  Giacinto  Vincigli  in  Perugia  —  Mille  grasie 

a  V.  S.  illustrissima...  —  Biblioteca  del  Seminario,  Pesaro    .    .     »     2501 

2414.  Modena,  27  Novembre  —  Brandolino  Brandolini  in  Forlì  —  Nel  rive- 

dere e  preparare  le  stampe...  —  Archivio  dall'  Aste  Brandolini,  Forlì     »     25*6 

2415.  Modena,  29  Novembre  —  Giuseppe  Antonio  Sassi  in  Milano  —  Ben 

giunta   V.  S.  illustrissima...  —  Biblioteca  Ambrosiana,  Milano         »        ivi 

2416.  Modena,   29  Novembre  —  Nicola  Tacoli  in  Reggio  —  Non  saprei 

che  dirmi. ...  —  Archivio  Tacoli,  Modena     .........     »     25fì4 

2417.  Modena,  3  Dicembre  —  Allo  Stesso  in  Reggio  —  Già  è  in  mia  mano 

la  vignetta  intagliata  dal  sig.  Bonvicini...  —  Archivio  Tacoli,  Modena     »        ivi 

2418.  Modena,  6  Dicembre  —  Mauro  Alessandro  Lazzarelli  in  Milano  — 

Mi  disse...  —  Archivio  Soli  Muratori  (  R.  Bibl.  Est.),  Modena    .     »     251^) 

2419.  Modena,  9  Dicembre  —  Nicola  Tacoli  in  Reggio  —  fn  risposta  alle 

ultime  due  di   V.  S.  illustrissima...  —  Archivo  Tacoli,  Modena  .     »        ivi 

2420.  Modena,  J2  Dicembre  —  Carlo  Borromeo  Arese  in  Milano  —  Doveva 

essere  felice  per  me ...  —  Archivio  Borromeo  .\rese,  Milano.     .    .     »     250(5 

2421.  Modena,  13  Dicembre  —  Mauro  Alessandro  Lazzarelu  in  Milano  — 

Veggo  guanto ...  —  Archivio  Soli  Muratori  (  R.  Bibl.  Est.  ),  Modena     »     2507 

2422.  Modena,  i5  Dicembre  —  Giuseppe  Antonio  Sassi  in  Milano  —  Rendo 

ben  vive  grasie  a  Y.  S. ...  —  Biblioteca  Ambrosiana,  Milano    .    .     «     ^J8 

2423.  Modena,  14  Dicetnbre  —  Nicolò  Domenico  Muzio  in  Genova  —  Fra 

le  molte  obbligazioni  eh'  io  professo ...  —  Raccolta  Ancona,  Milano     »     2rJ  O 

2424.  Modena,  19  Dicembì'e  —  Lue' Antonio  Gentili  in  S.   Marino  —  Con 

guanta  bontà  V.  S....  —  Biblioteca  del  Seminario,  Pesaro  .    .     .     >     2510 
24^.  Modena,  20  Dicembre  —  Azzo  Federico  Malaspina  Estense  di  Vil- 

LAFRANCA  —  Ecco  a  V.  S. . . .  —  Biblioteca  Estense,  Modena  ...»     2511 

2426.  Modena,  21  Dicembre  —  Giuseppe  Malaspina  di  S.''*  Margherita  in 

Monleale  —  Dispensi  l'altissimo... — Raccolta  Palmieri,  Roma    .     »     2512 

2427.  Modena,  21  Dicembre  —  Costantino  Grimaldi  in  Napoli  —  Mi  é  stato 

sommamente...  —  .\rchivio  Soli  Muratori  {R.  Bibl.  Est.),  Modena     ^      251.1 
242'"».  Modena,  27  Dicembre  —  Mauro  Alessandro  Lazzarelu  in  Milano  — 

Veggo  guanto...  —  Archivio  Soli  Muratori  (7?.  Bibl.  Est.),  Modena     »      2514 

2429.  Modena,  27  Dicembre  —  Giuseppe  A.ntomo  Sassi  in  Milano  —  Mi 

truovo  ben  io  qualche  cosa ...  —  Biblioteca  Ambrosiana,  Milano  .     »     2515 

17S6. 

2430.  Modena,  3  Gennaio  —  Nicola  Tacoli  in    Reggio  —  Ben  Giunto  il 

rame,  ma,  quel  che  è  più,...  —  Archivio  Tacoli,  Modena.     ...»        ivi 

2431.  Modena,  10  Gennaio  —  Nicolò  Domenico  Muzio  in  Genova  —  Non 

meno  dal  cortese  foglio  di  V.  S....  —  Archivio  Varni,  Genova.     .     ^     2516 

2432.  Modena,  10  Gennaio  —  Nicola  Tacou  in  Reggio  —  In  quanto  V.  S. 

illustrissima  mi  aveva  insinuato ...  —  Archivio  Tacoli.  Modena  .     »     2517 

2433.  Modena,  1-1  Gennaio  —  Allo  Stesso  in  Reggio  —  Mi  é  dispiaciuto 

forte  quando  è  avvenuto...  —  Archivio  Tacoli,  Modena    ....     *     2518 


2716  INDICE   ANALITICO 


2434.  Modena,  i7  Gennaio  —  Allo  Stesso  in  Reggio  —  S' io  avessi  scar- 

sezza (ìi  tempo  vorrei,  ben  fare...  —  Archivio  Tacoli,  iModena     .  pag.  ^18 

2435.  Modena,  i8  Gennaio  —  Giacinto  Vincigli  in  Perugia  —  Esercitò  ben 

y.  S.  illustrissima ...  —  Biblioteca  del  Seminario,  Pesaro    ...»     2519 

2436.  Modena,  24  Gennaio  —  Giuseppe  Antonio  Sassi  in  Milano  —  Da  che 

al  nome  di  V.  S.  illustrissima...  —  Biblioteca  Ambrosiana,  Milano     »     2520 

2437.  Modena,  24  Gennaio  —  Nicola  Tacoli  in  Reggio  —  Con  eccesso  eli 

bontà  ha  voluto  V.  S.  illustrissima...  —  Archivio  Tacoli,  Modena     »       ivi 

2438.  Modena,  23  Gennaio  —  Gian  Francesco  Muselli  in  Verona  —  //  non 

essersi  mai  più  vedute...  —  Archivio  Capitolare,  Verona.     ...»     2521 

2439.  Modena,  25  Gennaio  —  Nicolò  Domenico  Muzio  in  Genova  —  Giunse 

felicemente  in  Milano, ...  —  Raccolta  Ancona,  Milano »     2522 

2440.  Modena,  3i  Gennaio  —  Nicola  Tacoli  in  Reggio  —  Mi  son  rallegrato 

in  intendere  dal  foglio...  —  Archivio  Tacoli,  Modena.    .     .    .    .     »     2ò2^ì 
?441.  Modena,    6   Febbraio  —  Allo  Stesso  in  Reggio  —  Accuso  a    V.  S. 

illustrissima  la  ricevuta  de'  sei  Filippi ...  —  Achivio  Tacoli,  Modena     *        ivi 
2442  Modena,  7  Febbraio  —  Nicolò  Forlosia  in  Vienna  —  .4  tempo  è  ar- 
rivata la  giunta  a  gli  Annali...  —  Museo  Civico  Cremonese.    .    .     »       ivi 

2443.  Modena,  7  Febbraio  —  Giuseppe  Antonio  Sassi  in  Milano  —  Stenderò 

io  dunque  la  prefazione ...  —  Biblioteca  Ambrosiana,  Milano  .    .     »     2524 

2444.  Modena,  i3  Febbraio  —  Lue' Antonio  Gentili  in  Milano  —  È  in  mia 

mano  la  Storia,  manoscritta ...  —  Biblioteca  del  Seminario,  Pesaro     »     2525 

2445.  Modena,  i4  Febbraio  —  Gian  Francesco  Muselli  in  Verona  —  Al 

ricevere  il  foglio  stim,atissimo ...  —  Archivio  Capitolare,  Verona  .     »     2526 
244t).  Modena,   15  Febbraio  —  Nicolò  Domenico  Muzio  in  Genova  —  Pel 

corriere  di  Parma ...  —  Archivio  Varni,  Genova »     2527 

2447.  Modena,  i7  Febbraio  —  Francesco  Arisi  in  Cremona  —  Nella  pre- 

fazione al  buon  Sicardo...  —  Museo  Civico  Cremonese     ....     »        ivi 

2448.  Modena,  27  Febbraio  —  Brancolino  Brandouni  in  Forlì  —  Veggo 

guanto  la  benigna...  —  Archivio  dall'Aste  Brandolini,  Forlì    .     .     »     ^28 

2449.  Modena,  28  Febbraio. . .  —  Giuseppe  Antonio  Sassi  in  Milano  —  Tosto 

tertninai  la  prefazione...  —  Biblioteca  Ambrosiana,  Milano.    .     .     »        ivi 

2450.  Modena,  6  Marzo  —  Giambattista  Bianconi  in  Bologna  —  Ricevei  il 

riscontro,  che  a   V.  S. . . .  —  Archivio  Bianconi,  Bologna  ....     »     2.529 

2451.  Modena,  i3  Marzo  —  Allo  stesso  in  Bologna  —  Nel  ricevere  l' ultimo 

gratissimo  foglio  di  V.  S. ...  —  Archivio  Bianconi,  Bologna ...»     25!50 

2452.  Modena,  14  Marzo  —  Giuseppe  Malaspina  di  S.ta  Margherita  in 

Monleale  —  I cattivi  effetti. . .  —  Raccolta  Palmieri,  S.  Paolo,  Roma     »     2531 

2453.  Modena,  14  Marzo  —  Giuseppe  Antonio  Sassi  in  Milano  —  Avrà  V.  S. 

illustrissima  riveduto ...  —  Biblioteca  Ambrosiana,  Milano  ...»     2532 

2454.  Modena,  16  Marzo  —  Brandolino  Brandouni  in  Forlì  —  Da  questa 

madre  priora  delle  Scalze. . .  —  Archivio  dall'Aste  Brandolini,  Forli     »        ivi 
24K.  Modena,  18  Marzo  —  Nicolò  Tacoli  in  Reggio  —  Mi  scrive  il  signor 

Argelati,  trovò  in  letto ...  —  Archivio  Tacoli,  Modena »     25'y{ 

2456.  Modena,  20  Marzo  —  Giambattista  Bianconi  in  Bologna  —  Atten- 

derò dunque  le  grazie  di  V.  S. .. .   —  Archivio  Bianconi,  Bologna  .     »        ivi 

2457.  Modena,  21  Marzo  —  Gian  Francesco  Muselli  in  Verona  —  Il  signor 

Campagnolaè  bravo  cacciatore...  —  Archivio  Capitolare,  Verona     »      2534 

2458.  Modena,  22  Marzo  —  Costantino  Grimaldi  in  Napoli  —  Ha  il  signor 

Avvocato ...  —  Archivio  Soli  Muratori  (  R.  Bibh  Est.  ),  Modena  »     25^ 


IXDICE    ANALITICO  2717 


•24t0.  Mutinae,  XI  Kal.  Aprilis  —  PiRBO  Bormamn  in  Leida  —  Opera  tua 

indigeo  eamgue,  mihi...  —  Biblioteca  Universitaria,  I>eida   .    .    .  pag.  2536 

■>4Ó>.  .Modena,  25  Mano  —  Nicola  Tacou  in   Reggio  —  Non  occorre  ffi»^ 

inviarmi  qua  il  rame...  —  Archivio  Tacoli,  Modena »     2537 

24jl.  Modena.  -J  Aprile  —  Nicolò  Bertani  M asini  in   Ferrara  —  Servirà 

questa  mia  per  confesso ...  —  Biblioteca  Comunale,  Siena     ...»     2538 

2462.  Modena,  -J  .Aprile  —  Nicola  Tacoli  in  Reggio  —  Significherà  al  So- 

liani  quanto  V.  S.  illustrissima ...  —  .\rcbivio  Tacoli,  .Modena     .     »        ivi 

2463.  Modena,  6  Aprile  —  Giambattista  Bianconi  in  Bologna  —  Dal  signor 

marchese  Orsi  ho  già  ricevuto...  —  .\rchivio  Bianconi,  Bologna  .     »      2539 

2464.  Modena,  1 1  Aprile  —  Giuseppe  Antonio  Sassi  in  Milano  —  Riceverà 

Y.  S.  illustrissima...  —  Biblioteca  Ambrosiana,  Milano    ....     »        ivi 
24f».  Modena,  i2  Aprile  —  Nicolò  Domenico  Muzio  in  Genova  —  Con  pia- 
cere ho  letto  quanto  V.  S....  —  Archivio  Varni,  Genova  ....     »     2540 

2466.  Modena,  i2  Atprile  —  Brandouno  Brandolini  in  Forlì  —  Da  questa 

Madre  Priora  delle  Scahe ...  —  Archivio  dall'  Astn  Brandolini,  Forlì     »       ivi 

2467.  Modena,  i3  Aprile  —  Lue'  A.ntonio  Gentiu  in  S.  .Marino  —  Quan- 

tunque da  Lucca...  —  Biblioteca  del  Seminario,  Pesaro  ....     »     2511 

2468.  Modena,  18  Aprile  —  Nicola  Tacoli  in  Reggio  —  A  questo  p.  Luca 

ho  fatto  far  nuove  istanze...  —  .\rchivio  Tacoli,  Modena.     ...»     2542 

2469.  Modena,  24  Aprile  —  Giuseppe  Antonio  Sassi  in  Milano  —  Son  qui 

a  risarcire  uno  sbaglio  corso...  —  Biblioteca  .\mbrosiana,  Milano     »        ivi 

2470.  Modena,    2  Maggio  —  Nicola   Tacou   in   Reggio  —  Le  occupazioni 

mie,  e  l'essermi  io  trovato...  —  Archivio,  Tacoli,  Modena    ...»     2543 

2471.  Modena,  4  Maggio  —  Pietro  Burmann  in  Leida  —  Pawjts  te  volo; 

ncque  enim  in  presentia  satis ...  —  Biblioteca  Universitaria.  Leida     »     2544 

2472.  Modena,  12  Maggio  —  Giacinto  Vincioli  in  Perugia  —  In  fatti  dal 

signor  marchese  Orsi...  —  Biblioteca  del  Seminario,  Pesaro     .    .     »     2545 
24TÌ.  Modena,    16  Maggio  —  Giambattista  Bianconi  in  Bologna  —  Sicché 

V.  S.  non  truova  a  proposito.j.  —  Archivio  Bianconi,  Bologna    .     »     2546 

2474.  Modena  (san  Felice),    17  Maggio  —  Nicola  Tacou  in  Reggio  —  Sto 

godendo  un  po'  di  villeggiatura...  —  Archivio  Tacoli,  Modena  »        ivi 

2475.  Modena  (  san  Felice  ),  18  Maggio  —  Lue'  Ajjtonio  Gentiu  in  S.  Marino 

—  Mi  giunse  la  copia ...  —  Biblioteca  del  Seminario,  Pesaro    .     .     »     2547 

2476.  Modena,  20  Maggio  —  Giuseppe  Malaspina  di  S."'*  Margherita  in 

Monleale  —  Comincio  ora  ...  —  Raccolta  Palmieri,  S.  Paolo,  Roma     »        ivi 

2477.  Modena  (  san  Felice  ),  20  Maggio  —  Nicolò  Domenico  Muzio  in  Ge- 

nova —  Con  occasione .. .  —  Biblioteca  Nazionale  di  Brera,  Milano     »     2548 

2478.  Modena,  21  Maggio  —  Gian  Francesco  Muselli  in  Verona  —  Con 

ringraziare   V.  S....  —  Archivio  Capitolare,  Verona »        ivi 

2479.  Modena,  29  Maggio  —  Pietro  Priuu  in  Bergamo  —  Dal  pezzo  copiato 

da  cotesto  manoscritto...  —  Archivio  Lochis,  Beliamo     ....     »     2549 

2480.  Modena  (  Dalla  Pomposa  ),  30  Maggio  —  Rinaldo  I  D'  este  in  Modena 

È  stato  veramente...  —Archivio  Soli  Muratori  (  7?.  Bibl.  Est.),  Modena     »     2550 

2481.  Modena,  31  Maggio —  Giuuano  Sabbatini  in  Vienna  —  Alla  conso- 

lazione eh'  io  ho  provata  ...  —  Archivio  Càmp<>ri,  Modena    ...»        ivi 

2482.  Modena,  31  Maggio  —  Antonio  Vallisnieri  in  Padova  —  Alle  due 

stimatissime  vostre...  —  Biblioteca  Nazionale  di  Brera,  Milano    .     »     2451 

2483.  Modena,  6  Giugno  —  Scipione  Maffei  in  Verona  —  Nulla  mi 

■  è  mai  stato  scritta. . .  —  Biblioteca  Capitolare,  Verona.     ....     »     2553 

Bpittolario  di  Lodovico  .intonto   VHratorL  —  VoL  VJ.  173. 


2718  INDICE   ANALITICO 

2484.  Modena,  7  Giugno  —  Giovanni  Antenore  Scalabrini  in  Ferrara  — 

Ben  giunta...  —  Archivio  Soli  Muratori  (  7?.  Bibl.  Est.),  Modena,  pag.  2554 

2485.  Modena,  8  Giugno  —  Giambattista  Bianconi  in  Bologna  —  Turnato 

di  villa  truovo  qui...  —  Archivio  Bianconi,  Bologna »        ivi 

2486.  Modena,  di  Giugno  —  Brandolino  Brandouni  in  Forlì  —  Ieri  acl 

un  amico  mio  milanese. . ..  —  Archivio  dall' Aste  Brandolini,  Forlì     »     2555 

2487.  Modena,  12  Giugno  —  Nicola  Tacoli  in  Reggio  —  Tornai  di   Villa 

e  trovai  qui  tanti  imbrogli....  —  Archivio  Tacoli,  Modena    ...»        ivi 

2488.  Modena,  14  Giugno  —  Giovanni  Antenore  Scalabrini  in  Ferrara  — 

Mille  grazie  a   V.  S. . .  .  —  Biblioteca  Comunale,  Ferrara  ....     »     2556 

2489.  Modena,  21  Giugno  -  Giacinto  Vincigli  in  Perugia  —  Sono  a  quest'ora 

in  viaggio  per  Castelnuovo ...  —  Biblioteca  del  Seminario,  Pesaro  »  2557 
249().  Modena,  27  Giugno  —  Gian  Francesco  Muselli  in  Verona  —  Avrà 

a  Dio  piacendo,  luogo...  —  Archivio  Capitolare,  Verona.     ...»     255^ 

2491.  Modena,  27   Giugno  —  Antonio  Scotti  in  Venezia  —  In  occasione 

della  venuta  di  un  amico ...  —  Archivio  Trentin,  Venezia    ...»        ivi 

2492.  Modena,  5  Luglio  —  (tiovanni  Antenore  Scalabrini  in  Ferrara  — 

Deponga  Y.  S.  tutti  i  timóri...  —  Biblioteca  Comunale,  Ferrara  .     »      2i»9 

2493.  Modena,  12  Luglio  —  Jacopo  Facciolati  in  Padova  —  0  per  posta. 

0  fuori  posta, ...  —  Archivio  Soli  Muratori  (  7?.  Bibl.  Est.  ),  Modena     »     "^60 

2494.  Modena,  12  Luglio  —  Giuliano  Sabbatini  in  Vienna  —  Ne'  due  scorsi 

ordinarj  doveva  io  rispondere...  —  Archivio  Càmpori,  Modena  .  »  2561 
24^.  Modena,  12  Luglio  —  Giovanni  Antenore  Scalabrini  in  Ferrara  — 

Ora  si  gode  buona  pace.. .  —  Biblioteca  Comunale,  Ferrara.     .     .     »     2562 

2496.  Modena,  12  Luglio  —  Antonio  Scotti  in  Venezia  —  Godo  che  a  Y.  S. 

illustrissima  siano  pervenuti...  —  Archivio  Trentin,  Venezia  .     .     »      256.S 

2497.  Modena,  1 9  Luglio  —  Co.stàntino  Grimaldi  in  Napoli  —  Dal  signor 

avvocato...  —  Archivio  Soli  Muratori  ( /?.  Bibl.  Est.),  Modena.     .     »        ivi 

2498.  Modena,  19  Luglio  —  Giovan  Bernardino  Tafuri  in  Nardo  —  Già 

sono  stampati  i  Giornali ...  —  Archivio  Papadia,  Galatina    ...»     2"64 

2499.  Modena,  19  Luglio  —  Giacinto  Vincigli  in  Perugia  —  Godo  che  sieno 

felicemente  giunti .. .  —  Biblioteca  del  Seminario,  Pesaro.  ...»  S6o 
.^00.  Modena,  26  Luglio  —  Giovanni  Antenore  Scalabrini  in  Ferrara  — 

Benché  mi  sia  stato  carissimo.  ..  — Biblioteca  Comunale.  Ferrara     »        ivi 

2501.  Modena,  1  Agosto  —  Nicola  Tacoli  in  Reggio  —  Il  Melli  propostomi 

da  Y.  S.  illustrissima...  —  Archivio  Tacoli,  Modena »     2566 

2502.  Modena,   9    Agosto  —  Uberto  Benvoglienti  in  Siena  —  Buon  per 

m,e,  che  Y.  S.  illustrissima...  —  Biblioteca  Comunale,  Siena     .     .     »        ivi 

2503.  Modena,  9  Agosto  —  Giovanni  Antenore  Scalabrini  in  Ferrara  — 

Son  tenuto  a   Y.  S....  —  Biblioteca  Comunale,  Ferrara     ....     »      2567 

2504.  Modena,  16  Agosto  —  Nicolò  Domenico  Muzio  in  Genova  —  Quando 

io  mi  credeva,  che  la  Cronica ...  —  Archivio  Varni,  Genova.  .  .  »  2568 
25r6.  Modena,  16  Agosto  —  Giovanni  Antenore  Scalabrini  in  Ferrara  — 

Stanno  in  mia ...  —  Archivio  Soli  Muratori  (/?.  Bibl.  Est.),  Modena  »  ivi 
S06.  Modena,  23  Agosto  —  Vincenzo  Vecchi  in  Ferrara  —  Non  trovandosi 

qui  nel  ducale  Archivio,...  —  R.  Archivio  di  Stato,  Modena    .     .     »     2569 

2507.  Modena,  24  Agosto  —  Lue' Antonio  Gentili  in  S.  Marino  —  Se  gra- 

dite mi  sono  le  lettere...  —  Biblioteca  jdel  Seminario,  Pesaro  .     .     »      2570. 

2508.  Modena,  29  Agosto  —  Mauro  .Alessandro  Lazzarelli  in  Milano  —  Se 

giugnerà...  —  Archivio  Soli  Muratori  {  R.  Bibl.  Est.),   Modena    .     »        ivi 


INDICE   ANALITICA  -  2719 

5509.  Modena,  29  Agosto  —  Giuseppe  Antonio  Sassi  in  Milano  —  Per  le 

beniijne  ''onfjrntulasioni . . .  —  Biblioteca  Ambrosiana,  Milano  .     .  pag.  2571 

2510.  Modena,  .90  Agosto  —  Giuuano  Sabbatini  in  Vienna  —  Tengo  due 

lettere  di  V.  S.  illusti-issima ...  —  Archivio  Càmpori,  Modena  .     .     »     2572 

•£11.  Modena,  30  Agosto  —  .\ntonio  Scotti  in  Venezia  —  Ricevo  i  docu- 
menti... —  Archivio  Soli  Muratori  (  R.  liibl.  Est.),  Modena.    .    .     »     2573 

2512  Modena,  5  Settembre  —  Antonio  Valusnieki  in  Padova  —    Quanto 

meno  aspettata ...  —  Biblioteca  Nazionale  di  Brera,  Milano  ...»        ivi 

251.3.  .Modena,  5  Setteynbre  —  Nicola  Tacou  in  Reggio  —  Se  V.  .S'.  illu- 
strissima avrà  fatto  cercare...  —  .\rchivio  Tacoli,  Modena.     .     .     »      2574 

2514.  .Modena,  6  Settembre  —  Giovanni  .\ntenore  Scalabrini  in  Ferrara  -- 

Inchiusa  rimetto  a   V.  S.  —  Biblioteca  Comunale,  Ferrara    ...»      2575 

2515.  .Modena,  6  Settembre  —  Vincenzo  Vecchi  in  Ferrara  —  Non  ho  in- 

viato  a  V.  S.  illustrissitna . . .  —  R.  .\rchivio  di  Stato,   Modena  »      :S7'i 

2516.  .Modena,  7  Settembre  —  Giuseppe  Riva  in  Londra  —  Unito  a  questa 

mia  troverà  V.  S.  illustrissima .  :.  —  R.  Biblioteca  Estense,  Modena     »        ivi 

2517.  Fiorano,  S  Settembre  —  .\iJU)  Stes.so  in   Londra  —   Riceverà  V.  S., 

e  deve  riceverlo  franco...  —  ti.  Biblioteca  Estense,  Modena.     .     .     »      2577 

2518.  Fiorano,  9  Settembre  —  .\nton  Francesco  Mak.mi  in   Firenze  —  .Sto 

io  pure  aspettando...  —  Biblioteca  Marucelliana,  Firenze  ...»  2578 
2)19.  Fiorano,  iO  Settembre  —  (ìasparo  Cerati  in  Parma  —  .Son  due  giorni 

ch'io  son  passato .. .  —  Archivio  Magawly  Cerati,  Parma.  ...»  2579 
S20.  Fiorano,  JO  Settembre  —  .\ntonio  Valli-snieri  in  Padova  —  Quasi 

nello  stesso  punto,...  —  Biblioteca  Nazionale  di  Brera,  Milano  »      2580 

2521.  Fiorano,  23  Settembre  —  Mauro  .Alessandro  Lazzarelli  in  .\(ilaoo 

—  Niuna  copia...  —  Archivio  Soli  Muratori  (  B.  Bibl.  Est.),  Modena  »  2581 
iS22.  Fiorano,  23  Settembre  —  Giovanni  Antenore  Scalabrini  in  Ferrara 

—  Vb  seguitando  a  godere...  —  Biblioteca  Comunale,  Ferrara.  .  »  ivi 
2S3.  Fiorano,  2  Ottobre  —  .\nton  Francesco  Marmi  in  Firenze  —  M'  erano 

nati  sospetti ...  —  Biblioteca  Marucelliana,  Firenze »     ^82 

2524.  Fiorano,  2   Ottobre  —  Antonio  Vallisnieri  in  Padova  —  A  tenore 

de' vostri  ordini...  —  Biblioteca  Nazionale  di  Brera,  Milano  .  .  »  25Si 
25S.  Mutinae,   V  Id.  Octobris  —  Giovanni  Burcardo  Mencre  in  Lipsia  — 

Quam  grandem... — Archivio  Soli  Muratori  (^.  i?i6^  £";?<.),  Modena     »      2584 

2526.  Modena,  24  Ottobre  —  Giuseppe  Riva  in  Londra  —  Passò  di  qua  il 

dignissimo  sig.  Chocchi... , —  R.  Biblioteca  Estense,  Modena.     .    .     »     2585 

2527.  Modena,  25  Ottobre  —  .\nton  Francesco  Marmi  in  Firenze  —  È  finita 

la  mia  villeggiatura, ...  —  Biblioteca  Marucelliana,  Firenze  ...»  ivi 
^28.  Modena,  26  Ottobre  —  Francesco  Zambeccari  in  Bologna  —  Nel  suo 

passaggio  per  Modena...  —  Raccolta  Ferrajoli,  Roma »      2586 

2529.  Modena,  28  Ottobre  —  Giambattista  Bianconi  in  Bolc^na  —  Ecco  a 

V.  S.  la  lettera...  —  Archivio  Bianconi,  Bologna »     2587 

25'ìn.  Modena,  29  Ottobre  —  Giovanni  Antenore  Scalabrini  in  Ferrara  — 

Indirizzati  al  sig.  Commessario...  —  Biblioteca  Comunale.  Ferrara  »  ivi 
2531.  Modena,  31  Ottobre  —  Giuseppe  Riva  in  Londra  —  Tengo  V  ultima 

carissima  di  V.  S. . ..  —  R.  Biblioteca  Estense,  .Modena  ....  »  2588 
S32.  Modena,  i  Novembre  —  Uberto  Benvoguenti  in  Siena  —   Già  ho 

in  mia  mano,  e  già  ho  letta...  —  Biblioteca  Comunale,  Lucca.  .  »  ivi 
2533.  Modena,  1  Xovembi-e  —  Nicolò  Domenico  Muzio  in  Genova  —  Per  la 

posta  di  Parma  ho  ricevuto...  —  Raccolta  Ancona,  Milano.    .     .     »     2589 


2720  .  INDICE   ANALITICO 

2534.  Modena,  i  Novembre  —  Giovan  Bernardino  Tafuri  in  Nardo  —  L'opu- 

scolo, che  V.  iS.  illustrissima...  —  Archivio  Papadia,  Galatina     .  pap.  25(X) 

2535.  Modena,  6  Novembre  —  N.  N.  — Avendo  io  considerato  i  libri  n  me 

consegnati  —  Archivio  Soli  Muratori  (  R.  Bibl.  Est.  ),  Modena  .     .     »     2591 

2536.  Modena,  8  Novembre  —  Guido  Grandi  in  Pisa  —^  Dal  sùj.  cavaliere 

Marmi...  —  R.  Biblioteca  Nazionale  Centrale,   Firenze »        ivi 

2537.  Modena,  8  Novembre  —  Anton  Francesco  Marmi  in  Firenze  —  Ma 

il  signor  Filippi ...  —  Biblioteca  Magliabechiana,  Firenze     ...»     2592 

2538.  Modena,  i4  Novembre  —  (5u  seppe  Antonio  Sassi  in  Milano  —  Per 

gli  favori  che  continua  a  farmi ...  —  Biblioteca  Ambrosiana,  Milano     »     259^^ 

2539.  Modena,   21  Novembre  —  Francesco  de  Aguirre  in  Torino  —  Va 

innanzi  la  stampa ...  —  Collezione  Grevenna,  Amsterdam    ...»      2594 

2òi0.  Modena,  22  Novembre  —  Giovanni  Antenore  Scalabrim  in  Ferrara 

—  Mi  han  trovato  le  ultime...   —  Biblioteca  Comunale,  Ferrara  .     »        ivi. 

2541.  Modena,  28  Novembre  —  Francesco  Arisi  in  Cremona  —  (ialantissirna 

leggenda  quella  che  mi  avete  fatto ...  —  Museo  Civico  Cremonese  .     »     25t6 

^42.  Modena,  ^8  Novembre  —  Nicola  Tacoli  in  Reggio  —  Si  metterà  tutto 

a  suo  luogo  e  V.  S. . ..  —  Archivio  Tacoli,  Modena »     25^)6 

^43.  Modena,  30  Novem.bre  —  Francesco  Rastelli  in  Festa  —  Con  di- 
spiacere particolare  ho  inteso...  —  Archivio  Rastelli,  Modena.     .     »     2597 

2544.  Modena,  2  Dicembre  —  Gasparo  Cerati  in  Parma  —  Mi  correva 

spesso  il  pensiero . ..  —  Archivio  Magawly  Cerati,  Parma.     ...»        ivi 

2545.  Modena,  5  Dicembre  —  (tiuseppe  Riva  in  Londra  —  Tengo  un  tem- 

perino e  un  paio  di  forbici...  —  R.  Biblioteca  Estense,  Modena  .     »      25'.Ì8 

2546.  Modena,  5  Dicembre  —  Nicola  Tacoli  in  Reggio  —  Ricevei  i  nuovi 

documenti  che  V.  S —  Archivio  Tacoli,  Modena »     2599 

^47.  Modena,  12  Dicembre  —  Carlo  Borromeo  Arese  in  Milano  —  Non 

lascio  di  pregar  ogni  giorno ...  —  Archivio  Borromeo  Arese,  Milano     »      2600 

2548.  Modena,  12  Dicembre  —  Giuseppe  Malaspina  di  S.t*  Margherita  in 

Tortona  —  Con  allegrezza .. .  —  Raccolta  Palmieri,  S.  Paolo,  Roma     »        ivi 

2549.  Modena,  ,i^  Dicembre  —  Giuseppe  Antonio  Sassi  in  Milano  —  Accuso 

a  Y.  S.  illustrissima ...  —  Biblioteca  Ambrosiana,  Milano.  ...»      2601 

2to0.  Modena,  14  Dicembre  —  Lue' Antonio  Gentili  in  S.  Marino  —  Brutta 

ricompensa  fa  godere. . .  —  Biblioteca  del  Seminario,  Pesaro    .     .     »     2602 

2iK)l.  Modena,  17  Dicembre  —  Giuseppe  Antonio  Sassi  in  Milano —  Vera- 
mente il  Ferretti  è  una  mala...  —  Biblioteca  Ambrosiana,  Milano     *        ivi 

2552.  Modena,  17  Dicembre  —  Nicola  Tacoli  in  Reggio  —  Prima  eh'  io 

ricevessi  l'ultimo  foglio...  —  Archivio  Tacoli,  ModeAa »     260.'^ 

S53.  Modena,  18  Dicembre  —  Francesco  de  Aguirre  in  Torino  —  Vera- 
mente io  non  sapeva  intendere...  —  Collezione  Crevenna,  Amsterdam     »     'Ki)A 

2^4.  Modena,  19  Dicembre  —  Nicola  Tacoli  in  Reggio  —  Mille  grazie  n 

V.  S.  illustrissima  pe'  suoi  cortesi...  —  Archivio  Tacoli,  Modena     »     26rf) 

2555.  Modena,  20  Dicembre  —  Giovanni  Antenore  Scalabrini  in  Ferrara 

—  In  ricompensa  de'  cortesi. . .  —  Biblioteca  Comunale,  Ferrara     .     »        ivi 

2556.  Modena,  1  Gennaio  —  Giambattista  Bianconi  in  Bologna  —  Faremo 

dunque  dare  al  sig —  Archivio  Bianconi,  Bologna »     26()6 

2»7.  Modena,  2  Gennaio  —  Giuseppe  Antonio  Sassi  in  Milano  —  Pei-chè 

la  Cronaca  .di  Carpineto —  Biblioteca  Ambrosiana,  Milano  .     .     y>  '  2607 


IVDK  i;    A  N*  A  LITICO  2721 


2f5n8.  Modena,  .9  Gennaio  —  Antonio  Vai.U8nier!   in  T\id<)va  •—  Sn'iv^n'à 

pure  al  p.  Salomoni . . .  ~  l<il)lioteca  Nazi<Mi;ii<' di  Hn-ia,  Milano  .  jm..  JiiiT 
'■io3J.  Modt^na,  7  C'-nnnio  —  Mario  Aoostino  Campiam    in   Torino  —  Xon 

'  i/ì  iiitid  fiilsn  in  corr  r,,,sn  f'ino  all' overchio  di  V.  S.  .  .  .  .  »  t'iX 
:2jOU.  Modena,  l'J  (iennaio  —  Lir' Antonio  (Dentili  in  S.   Marino  —  7?t- 

spomfu  in  fi-ftin ...  -  -  Biblioteca  dt^l  S«>minario.  Pesaro  ....  »  2('if.) 
Sj'd.   Mo,ì,.|i:i.    //;    ',.,.,,,, in        I  .irsKi'[>K    \\rM\iM   Sa--i    in    Milano    —  Stn 

Oenis^-iif/iu  >/uaiilo  V.  ^. . . .  —  Hihiiuteca  .Vmbrosiana,  Milano  .  »  :A)iU 
■^562.  Modena,  J7  Gennaio  —  'Iiovanm    \NT^:N0RE  Scai.abri.ni  in  Ferrara 

—  A^on  è,  certo,...  —  Biblioteca  Comunale,  Ferrara »        ivi 

'Si'ù^.  Modena,  2S  Gennaio  —   Lue' Antonio   fiENTiM  in  S.    Marino  —  In- 

■  ■Oi,>in'-io  a  godere...  —  Biblioteca  del  Seminario,  Pesaro.  ...»  2011 
2.X)4.  -Modena,  23  Gennaio  —  Nirni  a  Tacoi.i  in  Reggio  —  Già  dai  revisori 

è  tornata  in  mano  del  Snli<f?>i...  —  Archivio  Tacoli,  Modena.  .  »  ivi 
i'/T).  Modena,    2.'i   Gennaio  —  Pier  Catterino  Zeno   in   Venezia  —  Sarà 

pre.'ientata  questa  mia...  —  Biblioteca  del  Seminario,  Padova  .  .  »  2012 
25(j').  Modena,  24  Gennaio  —  Alessandro  F'ompeo  Berti  in  .\quila  —  Voglia 

Dio  che  la  presente  mia  f/ndn ...  —  K.  Biblioteca.  Lucca  ....  »  ivi 
2507.  Modena,  27  (iennaio  —  'nisEPPF.  pRi-.-^riMONi  in  Palermo  —  Tarda- 
rono molto  a  giungermi  le  grazie  di  V.  S.  illustrissima  ....  »  2013 
2ó<iS.  .Modena,  30  Gennaio  —  Giuseppe  Antonio  Sassi  in  Milano  —  Nel- 

V  indice  del  tomo ...  —  Biblioteca  Ambrosiana,  Milano »      2015 

2500.  Modena,  Si  Gennaio  —  Anton   Francesco  Marmi  in  Firenze  —  Fu 

qui  il  signor  ...  —  .Vrchivio  Soli  Muratori  (  B.  Bibl.  Est.  ),  Modena  »  2»JI0 
257U.  Modena,  4  Gennaio  —  .\ntonio   Vallisnieri  in   Padova  —  Vi  sarà 

presentata  questa —  Biblioteca  Nazionale  di  Brera,  Milano  .     .     »     2017 

2571.  .Modena,  6'  Febbraio  —  Giuseppe  .\ntonio  Sassi  in  Milano  —  Sommo 

piacere  avrei  provato .. .  —  Biblioteca  Ambrosiana,  Milano   ...»     2018 

2572.  Modena,  12  Febbraio  —  Nicola  Tacoli  in  Reggio  —  Egregiamente 

suppone  V.  S.  illustrissima,  —  .Archivio  Tacoli,  Modena ....  »  ivi 
■j.jT.I  .Modena,  20   Febbraio  —  Francesco  de  .Aguirre  in  Torino  —  La 

risjiosta  dell'  Eccellenza  .. .  —  Raccolta  Crevenna,  .\insterdam  .     .     »      2619 

2574.  Modena,  21  Febbraio   —   Uberto   Benvoglienti   in  Siena  —  Mentre 

appunto  io  m.' era  messo  intorno .. .  —  Biblioteca  Comunale.  Siena     »        ivi 

2575.  Modena,  21  Febbraio  —  Giovanni  Antenore  Scalabrini  in  Ferrara  — 

Eh  non  occorre  a  nascondersi . . .  —  Biblioteca  Comunale,  Ferrara  »  202IJ 
2570.  Modena,  24  Febbraio  —  Nicola  Tacoli  in  Reggio  —  Rendo  ben  vive 

grazie  a  V.  S.  illustrissima...  —  Archivio  Tacoli.  Modena.  .  .  »  2C21 
2~ù~.  Modena.  26  Febbraio  —  Giambattista  Biantom  m  Itologna  —  Dal  stg. 

march.  Orsi  ho  ricevuto...  —  .\rchivio  Bianconi,  Bologna  ...»  ivi 
Sù^.  Modena,  28  Febbraio  —  Giovanni  .\ntenore  Scalabrini  in  Ferrara  — 

Ben  tenuto  mi  protesto .. .  —  Biblioteca  Comunale,  Ferrara  ....  »  2(K2 
2579.  .Modena,  6  Marzo  —  Giuseppe  Malaspina  m  S.»*  Margherita  in  .Mon- 

leale  —^  Ma  s'è  V.  S....  —  Raccolta  Palmieri,  S.  Paolo,  Roma  .  »  ivi 
258U.  Modena,  8  Marzo  —  Giambattista  Bianconi  in  Bologna  —  Dal  signor 

dott.  Francesco...  —  Archivio  Bianconi,  Bologna »     2023 

2581.  Modena,  15  Marzo  —  Nicola  Tacoli  in  Reggio  —  Pasiema  ci  vuote 

giacché  altro  non  si  può  fare —  .Vrchivio  Tacoli,  Modena  .    .     »     2G24 

2.582.  Modena,  20  Marzo  —  Francesco  Arisi  in  Cremona  —  Me  ■!"   '/>ul 

buon  uomo  non  m' è  siato...  —  Museo  Civico  Crenioiic.-e.     ...»        ivi 


2722  INDICE    ANALITICO 


2583.  Modena,  80  Marzo  —  (tuiseppe  Malaspina  di  S-T*  Margherita  in  Mon- 

leale  —  Già  dal  signor...  —  Raccolta  Palmieri,  S.  Paolo,  Roma  .  pair.  2fi25 
■i584.  Modena,  20  Marzo  —  Gian  Francesco  Muselli  in  Verona  —  Giacché 

la  carità  di  V.  S.  illustrissima ...  —  Archivio  Capitolare,  Verona  »  ivi 
25S5.-  Modena,  20  Marzo  —  Giuseppe  Antonio  Sassi  in  Milano  —  Dal  signor 

Argelati,  che  passò ...  —  Biblioteca  Ambrosiana,  Milano  ....  »  2627 
•S86.  Modena,  24  Marzo  —  Nicola  Tacoli  in  Reggio  —  Per  botte  o  per 

ferite,  che  diede, ...  —  Archivio  Tacoli,  Modena »        ivi 

2587.  Modena  27  Marzo  —  Gian  Francesco  Muselli  in  Verona  —  Perchè 

nello  spaccio  passato  io  lasciai...  —  Archivio  Capitolare,  Verona     »     2628 

2588.  Modena,  2  Aprile  —  Giambattista  Bianconi  in  Bologna  —  Ricevo  la 

copia  della  pace  di  Costanza...  —  Archivio  Bianconi,  Bologna.     .     »     2o29 

2589.  Modena,  3  Aprile  —  Giuseppe  Antonio  Sassi  in  Milano  —  Giunse 

appunto  ieri  sera...  —  Biblioteca  Ambrosiana,  Milano »        ivi 

^90.  Modena,  3  Aprile  —  Nicola  Tacoi,i  in  Reggio  —   Quand'  anche  il 

Bortolani  fosse  stato  il  peggior...  —  Archivio  Tacoli,  Modena.  .  »  2(3.30 
S91.  Modena,  iO  Aprile  —  Francesco  Arisi  in  Cremona  —  Da  voi  prima 

che  da  altri  ho  inteso  la  terribil ...  —  Museo  Civico  Cremonese  .  »  2631 
^502.  Modena,  10  Aprile  —  N.  N.  —  Niuna  notizia  ho  del  signor  abate 

Mansi,  né  truovo  qui  persona...  —  Collezione  Càrapori,  Modena.     »        ivi 

2593.  Mutinae,  XVI  Kal  Majas  —  .Jacopo  Filippo  d' Orville  in  Leida  — 

Te  jam  Romae  versari, ...  —  Biblioteca  Universitaria,  Leida     .     .     »     26.32 

2594.  Modena,  24  Aprile  —  Gian  Francesco  Muselli  in  Verona  —  Che  V.  S. 

illustrissima  abbia  gradito...  —  Archiviò  Capitolare,  Verona   .     .     »        ivi 
25^.  Modena,  24  Aprile  —  Nicola  Tacoli  in  Reggio  —  La  mia  sconcer- 
tata sanità  non  mi  ha  permesso...  —  Archivio  Tacoli,  Modena    .     »     2633 

2596.  Modena,    25   Aprile  —  Paolo  Aglioti  in   Messina  —  Fo  plauso   al 

nobil  genio  di  lei...  —  Archivio  dell'Accademia  Peloritana,  Messina     »        ivi 

2597.  Modena,  25  Aprile  —  Uberto  Benvoglienti  in  Siena  —  Non  so  come 

io  scrivessi  a  V.  S.  illustrissima ...  —  Biblioteca  Comunale,  Siena  »  26.34 
2508.  Modena,  25  Aprile  —  Pietro  Paolo  Carrara  in  Fano  —  Mi  trovò  il 

Cesare  di  V..  S.  illustrissima ...  —  Biblioteca  del  Seminario,  Pesaro     »     2Gi5 

2599.  Modena,  30  Aprile  —  Giambattista  Bianconi  in  Bologna  —  Son  per- 

suaso... —  Archivio  Bianconi,  Bologna »        ivi 

2600.  Modena,  i  Maggio  —  Nicola  Tacoli  in  Reggio  —  Profitta  molto  lene 

Y.  S.  illustrissima  del  tem.po...  —  Archivio  Tacoli,  Modena    .     .     »      2636 

2601.  Modena,  8  Maggio  —  Alessandro  Pompeo  Berti  in  Aquila  —  Non 

veggo  risposta  ad  una  mia  scritta ...  —  R.  Biblioteca,  Lucca  .     .     »     2637 

2602.  Modena  (  san  Felice  ).  8  Maggio  —  Antonio  Vallisnieri  in  Padova  — 

Son  qui  a  pigliare ...  —  Biblioteca  Nazionale  di  Brera,  Milano.     .     »        ivi 

2603.  Modena,  9  Maggio  —  Nicolò  Forlosia  in  Vienna  —  Bramerei   V.  S. 

illustrissima  per  un  poco ...  —  Biblioteca  Imperiale,  Vienna     .     .     »     2638 

2604.  Modena  i2  Maggio  —  Bonaventura  de' Rossi  in  Genova  —  Non  ho 

prima  d'  ora  potuto ...  —  Collezione  Vincenzo  Poggi,  Genova  .  .  »  2639 
2606.  Modena  (  S.  Felice  ),  i3  Maggio  —  Anton  Francesco  Marmi  in  Firenze 

—  Orsù,,  giacché ...  —  Biblioteca  Magliabechiana,  Vienna.  ...»  2640 
2606.  Modena  (San  Felice),  i.5  Maggio  —  Giovanni  Antenore  Scalabrixi 

in  Ferrara  —  Mi  truovano...  —  Biblioteca  Comunale,  Ferrara.  .  »  2141 
2007.  Modena,  23  Maggio  —  Uberto  Benvoglienti  in  Siena  —  Intendo  il 

pensiero  di  V.  S.  illustrissima ...  —  Biblioteca  Comunale,  Siena .     »     2642 


INDICE   ANALITICO  2723 


2tìOR.  Modena,  89  Maggio  —  Giuseppe  Riva  in  Londra  —  Tempo  fa  inviai 

a  V.  S.  lettera ...  —  R.  Biblioteca  Kstnnse,  Modena pag.  2643 

2tìU9.  Modena,  i*  Giugno  —  Nicola  Tacoi.i  in  Ke^i^gio  —  Dft  San  Felice  ho 

riìwì'tato  in  città  una  tollerabil ...  —  Archivio  Tacoli,  Modena  »  ivi 
•JOlU.  Modena,  6  Giugno  —  Anton  Francesco  Marmi  in  Firenze  —  Una 

lunga  lettera  mi  ha  scritto...  —  Biblioteca  Magliabechiana  .  .  .  »  3644 
•3iill.  Modena,  6  Giugno  —  Giovan  Ber.nabdino  Taptri  in  Nardo  —   Voglia 

Dio  che  la  presente...  —  Archivio  Papadia,  Galatina »     2645 

•2JJ12.  Modena,  9  Giugno  —  Nicola  Tacoli  in  Reggio  —  È  stato  supposto 

ijiii.  che  il  signor  conte  canonico...  —  Archivio  Tacoli,  Modena  .  »  ivi 
'^V.ì.  Modena,  1-4  Giugno  —  Allo  Stesso  in  Reggio  —  Per  la  somma  bontà 

con  cui  Y.  S.  illustì'issima . . .  —  Archivio  Tacoli,  Modena  ...»  3646 
3014.  Modena,  S.3  Giugno  —  Allo  Stesso  in  Reggio  —  Xon  ho  già  io  potuto 

servire  a  V.  S.  illustrissima ...  —  Archivio  Tacoli,  Modena.  .  .  »  ivi 
3615.  Modena,  26  Giugno  —  Francesco  Arisi  in  Cremona  —  Di  somma 

consolazione  mi  sono  stati ...  —  Museo  Civico  Cremonese  ...»  3647 
3>1G.  Modena,  27  Giugno  —  Giovanni  Antenore  Scalabrim  in  Ferrara  — 

Mala  cosa  aver  che  fare...  —  Biblioteca  Comunale,  Ferrara.  .  .  »  ivi 
3617.  Modena,  .?  Luglio  —  Nicola  Tacoli  in  Reggio  —  Diedi  il  memoriale. 

^'  lo  raccomandai  con  premura ...  —  Archivio  Tacoli.  Modena.  .  »  3648 
3ól8.  Modena,  7  Luglio  —  Camillo  Affarosi  in  Reggio  —  Non  j)rima  d'  ora 

come  portava  il  debito ...  —  Biblioteca  Comunale,  Reggio-Emilia  .  »  ivi 
3619.  Modena,  8  Luglio  —  Gian  Francesco  Muselli  in  Verona  —  Dovrebbe 

a  quest'ora  avere  veduta...  —  Archivio  Capitolare,  Verona.  .  .  »  3649 
3820.  Modena,  il  Li*glio  —  Giovanni  Antenore  Scalabrini  in  Ferrara  — 

Ha  ben  ragione  V.  S. ...  —  Biblioteca  Comunale,  Ferrara  ...»  ivi 
3631.  Modena,  12  Luglio  —  Giambattista  Bianconi  in  Bologna  —  Verrà 

con  tutto  il  comodo  V.  S....  —  Archivio  Bianconi,  Bologna.  .  .  »  3t50 
3633.  Modena,   14  Luglio  —  Nicola  Tacoli  in  Reggio  —  Tante  volte  ha 

gridato  V.  S.  illustrissima...- —  Archivio  Tacoli.  Modena    ...»      3651 

3633.  Modena,  16  Luglio  —  Giambattista  Bianconi  in  Bologna  —  Di  grazia 

aggiunga ...  —  Archivio  Soli  Muratori  (  R.  Bibl.  Est.  ),  Modena    .     »        ivi 

3634.  Modena,  17  Luglio  —  Nicola  Tacoli  in  Reggio  —  5'»  farà  dunque, 

rome  ha   V.  S.  illustrissima  . .  —  Archivio  Tacoli,  Modena  ...»     3ffi2 

3i35.  Mutinae,  XV  Kal.  Augusti  -  Pietro  Burmann  in  Leida  —  Si  umquam 

exoptaci, ...  —  Biblioteca  Universitaria,  I^eida »        ivi 

3626.  Modena,  18  Luglio  —  Antonio  Conti  in  Venezia  —  Se  to  mai  ho 

desiderato  cosa  alcuna ...  —  .\rchivio  da  Ponte,  Venezia  ....     »     3653 

2  iJT.  Modena.  18  Luglio  —  Giovanni  Antenore  Scalabrini  in  Ferrara  — 

Serva  questa  mia ...  —  Biblioteca  Comunale,  Ferrara »     2S» 

3638.  Modena,  29  Luglio  —  Gian  Francesco  Muselli  in  Verona  —   Un 

zecchino,  un  quarto  di  ducato, ...  —  Archivio  Capitolare,  Verona.     »        ivi 

363y.  Modena,  fine  Luglio  —  Raimondo  Missori  in  Venezia  —  Con  parti- 
colare soddisfazione...  —  Archivio  Ferrari  Moreni,  Modena.    .     .     »     2656 

36:i0.  Modena,  7  Agosto  —  Gian  Francesco  Muselli  in  Verona  —  Siccome 

io  ho  ricevuto ...  —  Archivio  Capitolare.  Verona »        ivi 

3631.  Modena,  8  Agosto  —  Anton  Maria  Salvini  in  Firenze  —  La  tradu- 
zione dell'  Ecuba ...  —  Biblioteca  Marucelliana,  Firenze    ....     »     2(357 

36:i3.  Modena,  8  Agosto  —  Giovanni  Antenore  Scalabrini  in  Ferrara  — 

Nella  descrizione  di  coteste...  —  Biblioteca  Comunale,  Ferrara    .     »     3658 


2724  INDICE    ANALITICO 


2633.  Modena,  i4  Agosto  —  Giuseppe  Riva  in  Londra  —  Coli' ultima  sti- 

matissima sua  inviò ...  —  R.  Biblioteca  Estense,  Modena.    .    .    .  pag.  2658 

2634.  Modena,  i4  Agosto  —  Giuseppe  Antonio  Sassi  in  Milano  —  È  dietro 

il  signor  Menchenio . . .  —  Biblioteca  Ambrosiana,  Milano.  ...»  "20.59 
26^.  Modena,  22  Agosto  —  Gian  Francesco  Muselli  in  Verona  —  Or  benfi. 

giacché  V.  S.  illustrissima ...  —  Archivio  Capitolare,  Verona    .     .     »     2660 

2636.  Modena,  Mutinae,  YIII  Kal.  Sept.  —  Pietro  Burmann  in  Leida  —  Yix 

ad  te  literas  meas  dederam —  Biblioteca  Universitaria,    Leida     »        ivi 

2637.  Modena,  25  Agosto  —  Giovan  Bernardino  Tafuri  in  Nardo  —  fon 

lo  stimatissimo  foglio...  —  Archivio  Papadia,  Galatina    ....     »     2661 

2638.  Modena  (  Fiorano  ),  27  Agosto  —  Francesco  Arisi  in  Cremona  —  Ora 

che  ho  potuto  scappare  in  villa ...  —  Museo  Civico  Cremonese.  .  »  2662 
26.39.  Modena  (  Fiorano  ),  28  Agosto  —  Bonaventura  de'  Rossi  in  Genova  — 

Mi  significò  tem.po  fa...  —  Collezione  Vincenzo  Poggi,  Genova.     .     »        ivi 

2640.  Modena  (Fiorano),  28  Agosto  —  Anton  Francesco  Marmi  in  Firenze 

—  Mi  truovo  a  respirare...  —  Biblioteca  Magliabechiana,  Firenze     »     2663 

2641.  Modena  (Fiorano),    29  Agosto  —  Uberto  Benvoguenti  in  Siena  — 

Ora  che  sto  ricercando  in  villa...  —  Biblioteca  Comunale.  Siena.     ->     20f^i4 

2642.  Modena  (Fiorano),  iO /Se««m&rg  —  Mauro  Alessandro  Lazzarelli  in 

Milano  --  Pregai...  —  Archivio  Soli  Muratori  (  7?^  Bibl.  Est.  ).  Modena     *     2665 

2643.  Modena,  (  Fiorano  ),   iO  Settembre  —  Antonio  Valijsnieri  in  Padova 

—  Yi  suppongo..  .  —  Biblioteca  Nazionale  di  Brera,    Milano     .     .     »        ivi 

2644.  Modena  (Fiorano),  iO  Settembre  —  Pier  Catterino  Zeno  in  Venezia 

—  Mi  son  giunte  in  villa...  —  Biblioteca  del  Seminario,  Padova.     »        ivi 

2645.  Modena  (  Fiorano  ),  i  7  Settembre  —  Gian  Francesco  Museu.i  in  Verona 

—  Tuttoché  io  non  abbia...  —  Archivio  Capitolare.  Verona.     .     .     »     2667 

2646.  Modena  (Fiorano),    48  Settembre  —  Del  Borgo  in  Torino  — 

Bench'  io  avessi  dall'  E.  Y. . . .  —  Biblioteca  Civica,  Torino     ...»        ivi 

2647.  Modena  (Fiorano),  iS  Settembre  —  Giovanni  Antenore  Scalabrini 

in  Ferrara  —  La  relazione...  —  Biblioteca  Comunale,  Ferrara.     .     »     2668 

2648.  Modena  (  Fiorano  ),  i  8  Settembre  —  Nicola  Tacoli  in  Reggio—  Qnan- 

d' altro  non  accada,...  —  Archivio  Tacoli,  Modena »     2669 

2649.  Modena,   23  Settembre  —  Francesco  Rastelli  in  Festa  —  Si  è  poi 

determinato  il  signor  Francesco...  —  Archivio  Rastelli,  Modena.  »  ivi 
2(oO.  Modena,  24  Settembre  —  Mauro  Alessandro  Lazzarelli  in  Milano  — 

Alla  somma...  —  Archivio  Soli  Muratori  (  R.  Bibl.  Est.),  Modena  »  2670 
2651.  Modena,  26  Settembre  —  Giovan  Domenico  Mansi  in  Lucca  —  Som- 

mam,ente  godo  di  aver  inteso ...  —  R.  Biblioteca,  Lucca  ....  »  ivi 
2^2.  Modena,  29  Settembre  —  N.  N.  in  Parma  —  Allorché  fu  qui  il  signor 

conte  Anvidi,  segretario ...  —  Raccolta  Gnecchi,  Milano  ....  »  2671 
2ffi3.  Modena,  5  Ottobre  —  Anton  Francesco  Marmi  in  Firenze  —  Finita 

la  mia  villeggiatura ...  —  Biblioteca  Magliabechiana,  Firenze  .  .  »  2672 
2^4.  Modena,  6  Ottobre  —  Nicola  Tacoli  in  Reggio  —  Yenga  pure  Y.  S. 

illustrissima  che  mi  troverà...  —  Archivio  Tacoli,  Modena.     .     .     »     2673 

2655.  Modena,    i6   Ottobre  —  Francesco  Bremrati  in  Bergamo  —  Porto 

alla  bontà  di  Y.  S.  illustrissima...  —  Archivio  Rocchi,  Bergamo     ->        ivi 

2656.  Mutinae,  XV /{^aiew.  Novembris  —  Pietro  Burmann  in  Leida —  Teneo 

amplissima  syllogen ...  —  Biblioteca  Universitaria,  Leida.     ...     -•'     2674 

2657.  Modena,  22  Ottobre  —  Floriano  Maria  Arrigoni  in  Ravenna  —  In 

Ravenna  Y.  P....  —  Biblioteca  Classense,  Ravenna »     2676 


iNi.i.  i:    \, NAUTICO  2725 


2(r)^.  Modena,  24  Ottobre  —  Anton  Francesco  Marmi  in  Kiron/.-  —  Lasce- 
remo lìiini/ue  che  i  signori ...  —  Biblioteca  Maj,'liabechJana,  Kireriz»'  |«g.  '4^J^ 

"ASy.  Modena,  'J4  Ottobre  —  Agostino  Pantò  in   Palermo  —  Sei' 

vedere...   —   Archivio  Soli  Muratori  (E.  Bibl.  Est.),  Mo<i  :  >  »     '.^178 

•J( l'ili.  Modena,   i'  —  Francesco  Kastkli.i  in   Festa  —  Ilo  trovalo 

il  Fi'tssinn  I  ìrcincsco)...  —  Archivio  fastelli,   Modena  ■'"'' 

•20-)ì.  Modiiia,   -J-J  Ottobre  —  Nicola  Tacou  in   Reggio  —  Godo 

illustri.-isima  sin  stati)  consegnato...  —  Archivio  Tacoli,  Modena.      ^      :^Otìi) 

•Ai 52.  Modena,  30  Ottobre  —  Francesco  Arisi  in  Cremona  —  Dono  pre- 
zioso, dono  a  me  sommamente...  —  Museo  Civico  Cremonese.    .     »       ivi 

•.AJS3.  Modena,  30  Ottobre  —  Giuseppe  Bianchini  in  Verona  —  Non  meno 

delle  due  iscrizioni  da  V.  S.  illustrissima  inviatemi *     AiSl 

•JiK')4.  .Modena,  SO  Ottobre  —  Gian  Francesco  Miselu  in  Verona  —  Pron- 

tariiente  ricevei  io  l'intera...  —  Archivio  Capitolare,  Verona  .     .     »     'SiSi 

•^l'ifo.  Modena.  ."*  Novembre  —  Francesco  Rastelli  in  Festa  —  Perrìw  temo 

fìie  .si  sia  smarrita  una  tuia,...  —  Archivio  Rastelli,  Festa.     .     .     ■•>     AW3 

•-AjtJG.  .Mutinae,  XII  Kal.  Dee.  —  Giovan  Giacomo  Zamboni   in   Londra  — 

Multa  sperabam...  —  .Archivio  Soli  Muratori  (  7?.  Bibl.  Est.  ),  odena     »     A3ii4 

3667.  Modena,  ^i  Novembre  —  .\.nton  Francesco  Mar.mi  in  Firenze  —  Dal 

signor  Giusepjpe  Attias . . .  —  Biblioteca  Maglia)>echiana,  Firenze  .     »     ".^JSj 

•À)<J8.  Modena,  :^7  Novembre  —  Giuseppe  Malaspina  i>i  S.ta  Margherita  in 

Tortona  —  Aspettavo  io...  —  Raccolta  Palmieri.  S.  Paolo,  Roma.     »     '.i68lj 

3(itiy.  Modena,  27  Novembre  —  Gian  Francesco  Muselli  in  Verona  —  Non 

dubiti   V.  S.  illustrissima ...  —  .\rchivio  Capitolare,   Verona    .     .     »     "JtiST 

207U.  Modena,  29  Novembre  —  Giambattista  Bianco.m  in  Bologna  —  Orsif 

io  la  veggo  mal  parata...  —  Archivio  Bianconi,  Bologna.     ...»        ivi 

■^671.  Modena,  5  Dicembre  —  Anton  Francesco  Marmi'ìu  Firenze  —  Spe- 
rava io  d'intendere...  —  Biblioteca  Magliabechiana,  Firenze   .    .     »     3tì88 

2072.  Modena,  6  Dicembre  —  .\llo  Stesso  in  Firenze  —  Dopo  avere  con- 
segnato alla  posta ...  —  R.  Biblioteca  Nazionale  Centrale,  Firenze     »     'XìtSò 

2673.  Modena,  8  Dicembre  —  Nicola  Tacoli  in  Reggio  —  La  verità  si  è 

che  io  da  niolto  tempo  non  ricevo ...  —  Archivio  Tacoli,  Modena.     »     2tjyu 

2o74.  Modena,  i  1  Dicembre  —  Carlo  Borromeo  Arese  in  Milano  —  Qua- 
lunque io  mi  sia, ...  —  Bibliothèque  Nationale,  Paris , »     2uyi 

2.J75.  Modena,  i8  Dicembre  —  Giacinto  Vinciou  in  Perugia  —  Giacché  le 

disgrazie  di  casa  sua...  —  Biblioteca  del  Seminario,  P&saro    .     .     »        ivi 

2tJ7G.  Modena,  20  Dicembre  —  Lue'  Antonio  Gentiu  in  Sinigalja  —  Certo 

eh'  io  non  so  d'  aver  ...  —  Biblioteca  del  Seminario,  Pesaro  ...»     2092 

2ij77.  Modena,  21  Dicembre  —  Nicola  Tacoli  in  Reggio  —  Ha  voluto  Y.  S. 

illustrissima  eccedere  in  finezze...  —  .\rchivio  Tacoli,  Modena  .     »      2693 

2078.  Modena,  22  Dicembre  —  Mauro  Alessandro  Lazzarelli  in  Milano  — 

Non  mancai...  —  Archivio  Soli  Muratori  (  R.  Bibl.  Est.  ),  Modena     *        ivi 

2679.  Modena,  23  Dicembre  —  Carlo  Borromeo  .Arese  in  Milano  —  Allo 

stimatissimo  foglio  di   V.  E....  —  Bibliothèque  Nationale,  Paris  .     »     2694 

2(J8U.  Modena,  23  Dicembre  —  Giambattista  Bianconi  in  Bologna  —  Poteva 

a  tutta  prima  dichiararsi ...  —  Archivio  Bianconi,  Bolc^na.     .     .     »        ivi 

2681.  Modena,  26  Dicembre  —  Costantino  Grimaldi  in  Napoli  —  Somyna- 

mente  cari ...  —  Archivio  Soli  Muratori  (  R.  Bibl.  Est.  ),  Modena  .     »     2695 

2682.  Modena,  29  Dicembre  —  Nicola  Tacou  in  Reggio —  Voleva  io  ap- 

punto ...  —  Archivio  Soli  Muratori  (  R.  Bibl.  Est.  ),  Modena ...»     2696 


INDICE  ALFABETICO 


Affarosi  Camillo,  Zm,  2648. 

Aglioti  Paolo.  26:^. 

Albrizzi  Almonj.  2414. 

Amort  Eusebio.  2410. 

Arrigoni  Floriano  Maria.  2676. 

Arisi  Francesco.   2221.  2254,  2257.  2963. 

2270,  2278,  2^X  2m,  2331.  2332,  2333. 

2336,  2340.  2S43,  2345.  2:S8,  2361.  2367. 

2376,  2387.  2443.  2447.  2452.  2453,  2527. 

2595.  2^4.  2631,  2647,  26®.  26^. 


Burmann   l'ietro,  2aJ7,  2247,  2384,  2467. 
2536.  2544.  2GK,  2660,  2674. 


Campiani  Mario  .\gostino,  244<J.  2li<*<. 
Canneti  Pietro,  2323,  2337.  2?Sl.  2421,  24^ 

2436,  2485. 
Carlo  VI  Imperatore,  2354. 
Carrara  Pietro  Paolo,  26^S. 
Cerati  Gasparo,  2r»7y,  2597. 
Collina  Bonifacio,  2324. 
Conti  .\ntonio,  2653. 


Ben  veglienti  Uberto,  2231, 2279.  2283,  22yr7, 

2306,  233«,  2351,  Zm.  2383.  2389,  2444. 

2566,  2589.  2619,  Zm,  2642,  2664. 
Bertacchini  Alessandro.  2358. 
Bertani  Masini  Niccolò,  2227,  2247,  2251, 

S©.  -2296,  -2312,  2341,  253S. 
Berti  Alessandro  Pompeo,  2309.  2^2.  2337, 

2348,  2394,  2612,  2:537. 
Bianchini  Giuseppe,  2681. 
Bianconi   Giambattista,  2407.  2464.  2529. 

2530,  2533,  2539,  ^46.  2554.  2587,  26(16. 

•2^1,  2SS3,  2629.  2635,  2Scft,  2651.  2687. 

-2694. 
Borromeo  Arese  Carlo,  2300,  23©,  2386, 

2411,  2506,  2600,  2691.  2694. 
Borromeo  Arese  Giovan  Benedetto,  2300. 
Boselli  Bartolomeo,  2230. 
Brandolini  Brandolino,  2404,  2406,  2415. 

2502,  2?28,  25^,  2540,  2555. 
Brembrati  Francesco  SU,  2238,  2250  2257. 

•S64,  2289,  2301,  2304,  2306,  2^10,  24."il. 

2457,  -2673. 


De  Aguirre  Francesco,  2347,  23kfì,  2594, 

2604,  2619. 
De  Bimard  de  la  Bastie  Giuseppe,  24tW. 
De'  Rossi   Bonaventura,  2496,  2639.  2662. 
D'  Este  Rinaldo  I.  2335,  2^i. 
Di  Collalto  Antonio  Rambaldo.  2219.  2*44. 

2419,  2475. 
D'  Orrille  Jacopo  Filippo,  2SS. 

E 

Egizio  .Matte^j.  2305,  2311. 

V 

,   Fabricio  Giovanni.  2208,  2484. 
'   Facciolati  Jacopo,  2500. 
Fiacchi  Mariangelo,  2328,  2377,  2»6,  2405, 

2414. 
Fontana  Camillo,  22811,  22>«. 
F'orlosia  Nicolò,  2432,  2437.  24S».  2491  24tìR, 
■2523,  -2638. 


2728 


INDICE   ALFABETICO 


a 


TTagliardi  Paolo,  ?965,  2:^99. 

(larelli  Nicola,  2490. 

riattola  Erasmo,  2307,  2312,  2:^18. 

Gentili  Lue' Antonio.  2417.  2422, 2425,  2448, 

2400,  2470,  2477,  2481.  2497,  2510.  2525, 

2541,  2547,  2570,  2(502,  2009.  2011,  2692. 
Grandi  Guido.  22-<2,  2392,  2591. 
Grimaldi  Costantino.  r>238, 2.320,  2:331,  22:^1, 

2346,  2.349.  2372,  21370,  2:?78.  23^)5.  2401, 

2513,  2535,  2563,  28a5. 


H 


Haverkamp  Sijjeberto,  2380. 


Muzio  Nicolò  Uoraenico,  ^09,  2516,  -^22, 
2527,  ^40,  2548,  S>68,  2589. 

N 

N.   N.  2200,  2216,  2:314,  2:325,  2591,  2(331. 
2671. 


Orsi  Giovan  (3rioseffo,  2347. 


Pantò  Agostino,  2272,  2379,  247()  2678. 
Prescimoni  Francesco,  2613. 
Priuli  Pietro,  2549. 


Lazzarelli  Mauro 
2215,  2220,  2222 
2243,  2245,  2249, 
22'.U.  2292,  229.3, 
2352,  2357,  2360, 
2372,  2397,  2398, 
2425,  2428,  2429, 
2457,  2464,  24(38, 
2487,  24ie,  2498, 
2570,2581,2665, 


Alessandro 
,2227,2231, 
2282,  2285, 
2294,  2298, 
2362,  2368. 
24(X),  241  ^^ 
2433,  2438, 
2470,  2478, 
2499,  25(6, 
2670,  2693. 

M 


22(S,  2209, 
2232,  2239, 
2287,  2290, 
2340,  2341, 
2369,  -^370, 
2420,  2424, 
2441,  245;, 
2481,  2484, 
2507,  2514, 


Martei  Scipione,  2553. 

Malaspina   di    S.'"  Margherita    Giu.seppe, 

•>210,  22:33,  2246.  2258,  2266,  2271,  2278. 

2334,  2363,  2390,  2392,  2401,  2403,  24(J8. 

2409,  2412.  2416,  2430,  2454,  2471,  2492, 

^X),  2512,  2.5:31,  2547,  2000,  2622,  2625, 

2686. 
Malaspina   Estense    Di   Villafranca    Azzo 

Federico,  ^11. 
Mansi  Giovan  Domenico.  2670. 
Marmi  Anton  Francesco,  2354,  2578,  '^82, 

2585.  2592,  2610,  2640,  2644,  2663,  2672, 

2677,  2685,  2688,  2689. 
Mencke  Giovanni  Burcardo,  2584. 
Missori  Raimondo,  2656. 
Montagioli  Cas.siodoro,  2353,  2361,   2364, 

2365,  2367,  2368,  2369,  2391,  2.396,  2399. 

2403,  2405,  24(J6,  2428,  2433,  2441,  2449, 

2451, 
Muselli  Gian  Francesco,  2409,  2521,  ^26, 

2534,  2548,  ^,  2625,  2628,  2632,  2049, 

2(»5,  2(S6,  2660,  26G7,  2082  2087. 


R 


Rastelli  Francesco  2597.  26f59,  2679,  26a3. 

Rastelli  Pietro  .\ntonio,  2378. 

Riva  Giuseijpe,  2289.  2.349,  2402,  24fJ7,  2417, 

2459,  2oHì,  2577,  2585,  2.588.  2598,  2643. 

2658. 
Rizzoni  Camillo,  239:3. 


Sabbatini  Giuliano,  2^),  2561,  2572. 

Salvini  Anton  Maria,  2^1. 

Salvini  Salvino,  2251,  2(357. 

Sassi  Giuseppe  Antonio,  2211.  2224, 
.  2234,  2240,  2254,  2261 ,  2265,  2269, 
2276,  2281,  2283,  2286,  2288,  2295, 
2^f99,  2:301,  2302,  2304,  2316,  2317, 
2321,  2326,  2327,  2.329,  2330,  2333, 
2382,  2388.  2390,  2412,  2413,  2418, 
2431,  2434,  2439,  2442,  2449,  2459, 
2465,  2471,  2479,  2482.  2.-02,  2508, 
2520,  2524,  2528,  2532,  2539,  2542, 
2627,  2601,  2(302,  2607,  2610,  2615, 
2593,  2629,  2659. 

Scalal)rini  Giovanni  Antenore,  2K4,  ^56, 
2559,  2562,  2oa5,  2567,  2568,  2575,  2581, 
2587,  2594,  2605.  2610,  2620,  2622,  2041, 
2647,  2649,  2655,  2658  2668. 

Scotti  Antonio,  2380,  2421,  24^,  244.5,  2455, 
^58,  2563,  2573. 

Solari  del  Borgo  Ignazio,  2867. 


2228, 
2271, 
2296, 
2319, 
2371, 
242fi, 
2461, 
2515. 
2571, 
2018, 


Tacoli  Nicola,  2309,  2423,  2424,  2427,  2437, 
2443,  2447,  2450,  2453,  2455,  £463,  2483, 


INDICE  ALFABETICO 


2729 


•2493, 2496, 2499,  2504,  2505,  2515,  2517, 
2r)lH,  -^520,  .5^3,  S»,  2537,  2538,  2r>i2. 
2543,  254(5,  25K,  -^(56,  2574,  25»).  25^9, 
2ȓ03,  ^m,  2611,  26ia  -321,  2624,  2i.^, 
2631),  2«i33,  2(53i),  2643,  2(>4o,  264(5,  2.M8, 
2651,  2652,  2(5<W,  2673,  268U,  2690,  2rj9t^ 
2696. 

Tiifuri  Giovan  Bernardino,  2235, 2256, 22©, 
2267,  2274,  •22^'),  2293,  2303,  2314,  2564, 
•SiO,  2645,2661. 

Talenti  Carlo,  2242,  22»».  23(5,  2445. 

Trivulzio  Alessandro  Teodoro,  2473, 


Valli.snieri  .\nlonio,  2241,  22ó2,  2313,  2324, 
2335,  2:S9,  23:M,  2374.  244(),  244^.  2561,. 
25T^,.2580,  ^S3,  2607.  2617,  26!^,  2666, 


Vecchi  Vincenzo,  S12,  2217,  2220,  2223, 
2226,  2229,  223  5,  2242,  2244,  2248,  2253, 
2250,  2260.  2aJ7.  >2tìK,  2275,  227«i,  25(8). 
2576. 

Vernaccia  l'ier  Girolamo,  2263,  2275. 

Vincioli  (^liacinto.  2501,  2519,  2545,  2557, 
2565,  -2691. 

Vittorio  Amedeo  II,  2315. 


^arabeccari  Francesco.  2494,  258ii. 

Zeno  Apostolo,  2316. 

Zeno  Pier  Catterino,  2206,  2218,  2237,  2255, 

•2291,  -2336,  -2342,  2?75,  24T..  ^2452.  2460, 

24  i9, -2486,  •2K3-2,  •2.J66. 
Zamfwni  Giovan  Giacomo,  2684. 


ERRATA 


Pag.      linea 

2227-11 

Roma 

Roma,  edita  (25^| 

2231  -  31 

I344I 

11531 

224:^  -  12 

a 

da 

2247  -  2;» 

Vienna 

Leida 

2274  -  12 

11631 

11651 

•Sm.  -  34 

11631 

11651 

22a3  -  12 

11631 

11©] 

2303  -26 

11631 

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2338-19 

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A 

2»I0-    5 

se 

le 

2344  -    2 

Vienna 

Prafe'a 

2347  -    3 

Pesaro 

Pesaro,  edita  (  108 

2^1  -  32 

13441 

11531 

2427  -    4 

Modena 

Modena,  edita  [9f<\ 

2479  -  16 

o 

+ 

2493  -    1 

al  quale 

alle  quali 

24^5  -  :2 

Corsetti 

Consetti 

2506  -  34 

11531 

12441 

250R  -    7 

1168! 

11761 

2510  -    3 

buoni 

buone 

2533-    2 

Nicolò 

Nicola 

258S-28 

Lucca 

Siena 

2606  -    4 

Modena 

Modena,  edita  |88 

2683  -    0 

Festa 

Modena 

INDK^E  GENERALE 


Cbonobiogkafia  muratobiana pag.     vii 

Lettere »       xix 

Indici. »     2697 

»      analitico »     2699 

»      alfabetico >^     2727 

Erbata »      2731 


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DG  Maratori,   Lodovico  Antonio 

545  Epistolario 

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V.6